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Progettazione Strutturale secondo le NTC 2008


Parte IV. Interventi su strutture esistenti
Cap. 19. Rilievo geometrico e quadro fessurativo
Docente: ing. Matteo Oliveri
www.StudioIngegneriaStrutturale.com

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IV. Interventi s u s trutture es i s tenti
17 Va l utazi one del l a s i curezza e ti pi di i ntervento
18 Mes s a i n s i curezza provvi s ori a
19 Ri l i evo geometri co e qua dro fes s urati vo
19.1 Obi etti vi del ri l i evo
19.2 Di s s es ti nel l e s trutture i n c.a .
19.3 Di s s es ti nel l e s trutture i n mura tura
19.4 Edi fi ci i n a ggregato
19.5 Schede di ri l i evo danni pos t-s i s ma
20 Ca ra tteri zza zi one meccani ca dei materi al i
21 Ca renze s truttura l i e cri teri di i ntervento
22 Metodi di ana l i s i e cri teri di veri fi ca
IV Interventi su strutture esistenti
19 Rilievo geometrico e quadro fessurativo
19.1 Obiettivi del rilievo 1/2

OBIETTIVI DEL RILIEVO

Il rilievo geometrico-strutturale dovrà essere riferito sia alla geometria complessiva


dell’organismo che a quella degli elementi costruttivi, comprendendo i rapporti con le eventuali
strutture in aderenza. Nel rilievo dovranno essere rappresentate le modificazioni intervenute nel
tempo, come desunte dall’analisi storico-critica.

Il rilievo deve individuare l’organismo resistente della costruzione, tenendo anche presente la
qualità e lo stato di conservazione dei materiali e degli elementi costitutivi.

Dovranno altresì essere rilevati i dissesti, in atto o stabilizzati, ponendo particolare attenzione
all’individuazione dei quadri fessurativi e dei meccanismi di danno.
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19 Rilievo geometrico e quadro fessurativo
19.1 Obiettivi del rilievo 2/2

MONITORAGGIO LESIONI

In generale, ad un dissesto strutturale non corrisponde un’unica causa.


Per valutare se i dissesti sono in atto oppure sono stabilizzati, si esegue il monitoraggio delle
lesioni che serve non solo a misurare il progredire del fenomeno nel tempo, ma aiuta ad individuare
la direzione del movimento relativo delle due parti della struttura, ovvero la natura del dissesto.
Il monitoraggio può essere effettuato:
con strumenti meccanici (fessurimetri): discontinuo ed economico;
con strumenti elettronici e centrale di acquisizione dati: continuo o discontinuo.

20 cm

A A'
20 cm

A'' d
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19.2 Dissesti nelle strutture in c.a. 1/8

DEGRADO
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19.2 Dissesti nelle strutture in c.a. 2/8

DISSESTI STATICI DI SOLAI

Effetto di eccessive deformazioni trasversali


non assorbite da opportune «cuciture»
(in adiacenza ad orditure/travi
parallele) e «rompitratta»
ortogonali all’orditura,
che devono essere previste in una
corretta progettazione esecutiva.
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19.2 Dissesti nelle strutture in c.a. 3/8

DISSESTI STATICI DI TRAVI

Deformazione eccessiva di una trave

Tamponatura corta Tamponatura lunga


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19.2 Dissesti nelle strutture in c.a. 4/8

DISSESTI STATICI DI PILASTRI

Schiacciamento di un pilastro
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19.2 Dissesti nelle strutture in c.a. 5/8

DISSESTI SISMICI
Nodo trave-colonna d’angolo privo di staffe

Spanciamento: Rottura a taglio del calcestruzzo


svergolamento barre verticali
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19.2 Dissesti nelle strutture in c.a. 6/8

DISSESTI SISMICI
Effetti sulle tamponature
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19.2 Dissesti nelle strutture in c.a. 7/8

DISSESTI SISMICI

Pilastri tozzi

Meccanismo
di piano soffice

progettazione senza GR
e/o senza considerare
il contributo delle
tamponatura nella
risposta
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19.2 Dissesti nelle strutture in c.a. 8/8

CEDIMENTI IN FONDAZIONE
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19.3 Dissesti nelle strutture in muratura 1/4

DISSESTI STATICI DELLE PARETI

Compressione centrata Flessione Compressione eccentrica


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19.3 Dissesti nelle strutture in muratura 2/4

DISSESTI SISMICI

Come vedremo meglio nei prossimi capitoli, si distinguono:


Meccanismi locali di primo modo (fuori piano)
Meccanismi locali di secondo modo (nel piano)
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19.3 Dissesti nelle strutture in muratura 3/4

DISSESTI SISMICI

Come vedremo meglio nei prossimi capitoli, si distinguono:


Meccanismi locali di primo modo (fuori piano)
Meccanismi locali di secondo modo (nel piano)
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19.3 Dissesti nelle strutture in muratura 4/4

CEDIMENTI IN FONDAZIONE

Cedimento centrale Cedimento laterale


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19.4 Edifici in aggregato 1/3

INDIVIDUAZIONE DELL’UNITÀ STRUTTURALE

Un aggregato edilizio è un insieme di più edifici accorpati per contatto e/o collegamento, aventi
caratteristiche costruttive generalmente diverse. Gli aggregati edilizi sono separati tra loro da
strade, piazze, rue, corti interne o giunti di separazione.

Nel caso in cui l’edificio di interesse faccia parte di un aggregato edilizio, dovrà essere individuata
l’unità strutturale (US) oggetto di studio applicando

i seguenti criteri (art. 8.7.1, NTC 2008):

l’US deve avere continuità da cielo a terra

per quanto riguarda il flusso dei carichi verticali;

l’US deve essere delimitata o da spazi aperti,

o da giunti strutturali, o da edifici contigui

strutturalmente ma, almeno tipologicamente, diversi.


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19.4 Edifici in aggregato 2/3

INDIVIDUAZIONE DELL’UNITÀ STRUTTURALE

Le US sono distinguibili dagli altri edifici adiacenti per almeno una delle seguenti caratteristiche che
individua un comportamento dinamico distinto:
a) tipologia costruttiva;
b) differenza di altezza;
c) irregolarità planimetrica e/o parti non collegate efficacemente;
d) età di costruzione;
e) sfalsamento dei piani;
Diversa età di costruzione
f) ristrutturazioni da cielo a terra.

Differenza Sfalsamento Irregolarità planimetrica


di altezza dei piani o mancanza di collegamenti
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19.4 Edifici in aggregato 3/3

INDIVIDUAZIONE DELL’UNITÀ STRUTTURALE

Per gli aggregati particolarmente complessi, l’OPCM 3832/2009 suggerisce di individuare le

«UMI» (Unità Minime di Intervento), coincidenti con le porzioni di aggregato costituite da una o più

unità strutturali che sarà oggetto di intervento unitario, nel rispetto di una corretta modellazione

degli aspetti di interazione strutturale tra la parte stralciata e quella adiacente esterna alla UMI.

La scelta ottimale delle UMI-Porzione di Intervento dovrà essere tale da minimizzare le

reciproche interazioni sotto l’aspetto dell’azione sismica. Un criterio di individuazione delle UMI

dell’aggregato edilizio consiste nel suddividere l’aggregato in porzioni più o meno omogenee per

caratteristiche strutturali ed architettoniche.


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19 Rilievo geometrico e quadro fessurativo
19.5 Schede di rilievo danni post-sisma 1/25

SCHEDE DI RILIEVO: 1) TIPOLOGIE DI COSTRUZIONI

Obiettivo
La valutazione di agibilità in emergenza post-sismica è una valutazione temporanea e speditiva.
La dichiarazione di agibilità consiste nel verificare che la funzionalità dello stabile non sia stata
sostanzialmente alterata a causa dei danni provocati dal terremoto.
Altra cosa è la certificazione di agibilità, emessa per il rilascio del certificato di abitabilità, che
usualmente accompagna la costruzione o la modifica delle condizioni d’uso di un edificio in
condizioni di normalità e non costituisce “verifica di sicurezza” ai sensi delle Norme Tecniche per le
costruzioni del 2008, approvate con il decreto ministeriale del 14 gennaio 2008

Tipologie schede

Edifici civili
Edifici monumentali
Edifici industriali
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19.5 Schede di rilievo danni post-sisma 2/25

SCHEDE DI RILIEVO: 2) LIVELLI DI SCHEDATURA


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19.5 Schede di rilievo danni post-sisma 3/25

FASI DI RILIEVO DEL DANNO


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19.5 Schede di rilievo danni post-sisma 4/25

FASI DI RILIEVO DEL DANNO


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19.5 Schede di rilievo danni post-sisma 5/25

FASI DI RILIEVO DEL DANNO


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19.5 Schede di rilievo danni post-sisma 6/25

TIPI DI SCHEDE
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19.5 Schede di rilievo danni post-sisma 7/25

TIPI DI SCHEDE
IV Interventi su strutture esistenti
19 Rilievo geometrico e quadro fessurativo
19.5 Schede di rilievo danni post-sisma 8/25

SCHEDE AEDES - compilazione


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19.5 Schede di rilievo danni post-sisma 9/25

SCHEDE AEDES - compilazione


IV Interventi su strutture esistenti
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19.5 Schede di rilievo danni post-sisma 10/25

SCHEDE AEDES - compilazione


IV Interventi su strutture esistenti
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19.5 Schede di rilievo danni post-sisma 11/25

SCHEDE AEDES - compilazione


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19.5 Schede di rilievo danni post-sisma 12/25

SCHEDE AEDES - abaco meccanismi


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19.5 Schede di rilievo danni post-sisma 13/25

SCHEDE AEDES - abaco meccanismi


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19.5 Schede di rilievo danni post-sisma 14/25

SCHEDE AEDES - abaco meccanismi


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19.5 Schede di rilievo danni post-sisma 15/25

SCHEDE AEDES - abaco meccanismi


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19 Rilievo geometrico e quadro fessurativo
19.5 Schede di rilievo danni post-sisma 16/25

SCHEDE CHIESE - compilazione


IV Interventi su strutture esistenti
19 Rilievo geometrico e quadro fessurativo
19.5 Schede di rilievo danni post-sisma 17/25

SCHEDE CHIESE - abaco meccanismi


IV Interventi su strutture esistenti
19 Rilievo geometrico e quadro fessurativo
19.5 Schede di rilievo danni post-sisma 18/25

SCHEDE CHIESE - abaco meccanismi


IV Interventi su strutture esistenti
19 Rilievo geometrico e quadro fessurativo
19.5 Schede di rilievo danni post-sisma 19/25

SCHEDE PALAZZI – compilazione


IV Interventi su strutture esistenti
19 Rilievo geometrico e quadro fessurativo
19.5 Schede di rilievo danni post-sisma 20/25

SCHEDE PALAZZI – compilazione


IV Interventi su strutture esistenti
19 Rilievo geometrico e quadro fessurativo
19.5 Schede di rilievo danni post-sisma 21/25

SCHEDE PALAZZI – compilazione


IV Interventi su strutture esistenti
19 Rilievo geometrico e quadro fessurativo
19.5 Schede di rilievo danni post-sisma 22/25

SCHEDE PALAZZI – compilazione


IV Interventi su strutture esistenti
19 Rilievo geometrico e quadro fessurativo
19.5 Schede di rilievo danni post-sisma 23/25

SCHEDE PALAZZI – compilazione


IV Interventi su strutture esistenti
19 Rilievo geometrico e quadro fessurativo
19.5 Schede di rilievo danni post-sisma 24/25

SCHEDE PALAZZI – abaco meccanismi

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19 Rilievo geometrico e quadro fessurativo
19.5 Schede di rilievo danni post-sisma 25/25

SCHEDE PALAZZI – abaco meccanismi


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