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Attraverso il lavoro, che è l’attività specifica dell’essere umano come viene chiarito in quel passo

del capitale dove l’attività vitale dell’essere umano viene paragonata a quella degli animali.
L’attività finalizzata ad uno scopo pensato prima “idealmente” nella propria testa è ciò che
contraddistingue l’attività dell’essere umano da quella dell’animale. E proprio questo passo ci
indica che una definizione strettamente materialistica della filosofia marxiana è errata come faceva
notare lo stesso Preve, il quale però come spesso accade quando si vuole correggere un errore
esagerava in senso opposto l’idealismo di Marx, soprattutto per quanto riguarda la definizione
dell’attività dell’oggetto della sua ricerca, ossia l’essere umano, Marx andava oltre materialismo e
idealismo, come ha auspicato poi lo stesso Preve, in Storia del materialismo.
L’azione finalizzata ad uno scopo è il modello base di tutte le altri attività dell’essere umano, che
ritroviamo seppure in forma più complessa ritroviamo in tutte le altre attività dalla politica, alla arte
e alla ricerca scientifica, dove però la base naturale, ovvero l’attività dettata dalle necessità
dell’esistanza, viene “superata” in termini hegeliani, per diventare in una certa misura attività fine a
se stessa. Lo stesso comunismo è pensato da Marx come un restringimento, grazie alla produttività
del lavoro dovuta al progresso tecnico-scientifico, della base naturale, per un allargamento della
sfera in cui l’attività diventà fine a se stessa.
Soltanto che nel capitalismo, l’attività che è propria dell’essenza umana, avviene in forma alienata,
ovvero si realizza attraverso l’alienazione (vendita) della propria forza lavoro al possessore di
capitali, attraverso questa vendita il lavoratore perde il controllo sul prodotto della propria attività
che diventa una potenza che lo domina. Il possessore di capitali è spinto dalla logica stessa del
sistema, se vuole sopravvivere alla concorrenza degli altri possessori di capitali, al massimo
sfruttamento della forza lavoro, al fine di ottenere la massima quota di pluslavoro, ovvero la
differenza tra il prodotto della della forza lavoro, e la quota di tale prodotto necessario alla
riproduzione della forza lavoro, che attraverso la valorizzazione capitalistica diventa plusvalore. Il
continuo accrescimento della quota di plusvolare è la finalità specifica del possessore di capitali
Attraverso tale meccanismo il sistema di produzione capitalistico, si è configurato come uno dei
sistemi economici (la sfera economica a causa della divisione del lavoro si configura sempre come
un sistema) capaci di attuare un’enorme incremento aumento della produttività del lavoro, un
sistema che in “pochi” secoli