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ESERCITAZIONE 15/06/2012

LINFONODO, MILZA, TESSUTO NERVOSO

Linfonodo, preparato numero 17

Nel preparato di linfonodo c’è una sezione di pancreas, ghiandola esocrina a secrezione sierosa suddivisa in
lobuli. Sono visibili le isole di Langerhans, cellule chiare, tendenti all’eosinofilia immerse nel parenchima.
Evidentemente quindi il preparato è di un linfonodo che si trova nella regione addominale.

I linfonodi sono dei piccoli organi disposti lungo la circolazione linfatica, sono a forma di rene.
Sono infatti raggruppati lungo i grandi vasi linfatici e sono piuttosto numerosi in alcune zone, quali collo,
regione sternale, regione ascellare, nuca e parallele lungo il decorso dei grandi vasi sanguigni.
Dalla superficie convessa dell’organo penetrano vasi linfatici afferenti e dotati di valvola dai quali la linfa
può penetrare perforando la capsula di rivestimento.

Nella porzione concava, l’ilo, la capsula si ispessisce. Attraverso l’ilo entrano le arterie ed escono le vene ed
i vasi linfatici efferenti, anch’essi dotati di valvola.
Il ruolo principale dei linfonodi è quello di filtrare la linfa, anche se sono presenti numerose reazioni
immunitarie con cellule che presentano l’antigene, linfociti B e linfociti T. In caso di reazioni antigeniche
importanti il linfonodo si ingrossa notevolmente.
L’azione di filtraggio della linfa è operata dai macrofagi ed è favorita da un’organizzazione molto particolare
dei vasi linfatici che attraversano il linfonodo, detti SENI LINFATICI. Il primo spazio dove va a confluire la
linfa, tra la capsula ed il parenchima della corticale, è detto SENO SOTTOCAPSULARE O MARGINALE. Non è
un vaso vero e proprio anche se delimitato da cellule endoteliali pavimentose.
Successivamente la linfa attraversa il parenchima della corticale, attraversando dei SENI CORTICALI o
INTERMEDI. Questi attraversano il parenchima o costeggiano i setti e poi vanno a confluire nei SENI DELLA
MIDOLLARE. Infine la linfa esce dalla midollare attraverso il vaso linfatico efferente.
La midollare appare molto più chiara della regione corticale che è invece intensamente basofila, in virtù del
fatto che i seni della midollare hanno un lume molto più ampio ed hanno un andamento più tortuoso.
Anche la popolazione cellulare all’interno del seno è molto meno numerosa rispetto a quella dei CORDONI,
ammassi di cellule della midollare.
La struttura dei seni che favorisce l’azione di filtraggio della linfa è composta da un reticolo di fibre
reticolari, con collagene di tipo 3, che è anche l’impalcatura che sostiene tutto il parenchima sia della
corticale che della midollare. La trama non si vede nel preparato. Sulle maglie della trama sono adese
cellule reticolari e macrofagi. Questo reticolo rallenta il flusso della linfa, favorendo l’attività dei macrofagi
di fagocitare gli antigeni o altro materiale presente nella linfa.

La corticale più esterna è popolata da linfociti B che si organizzano a formare follicoli linfatici, alcuni con
centro germinativo, dove quindi è avvenuta una reazione immunitaria. I linfociti B di piccole dimensioni si
collocano nella porzione esterna del follicolo, chiamata CORONA o MANTELLO. Mentre la regione centrare
del centro germinativo, che appare più chiara, è occupata da linfociti B che si stanno differenziando verso la
plasmacellula, quindi ci saranno centroblasti, immunoblasti, centrociti. Queste cellule hanno un più
abbondante citoplasma, un nucleo con cromatina più dispersa, ed è per questo che il centro germinativo
appare più chiaro. In questa zona dunque si sviluppano le plasmacellule e le cellule B con memoria, che poi,
attraverso i seni corticali, migreranno per spostarsi nella midollare, andandosi a localizzare nei cordoni,
oppure abbandoneranno l’organo con la linfa ed andranno a colonizzare altri organi linfatici secondari,
dove, ad una seconda esposizione dello stesso antigene, la risposta immunitaria sarà evidentemente più
importante. La regione che si trova sotto la corticale più esterna e che presenta del tessuto linfatico diffuso
è la PARACORTICALE che è invece popolata da linfociti T helper e citotossici.
La maggior parte sia dei linfociti T che dei linfociti B proviene dalle VENULE POSTCAPILLARI ad endotelio
alto.
Sono delle venule particolari nella regione paracorticale, ed esprimono dei recettori che riconoscono delle
molecole espresse sui linfociti T e B dette selectine. Tramite questo meccanismo di riconoscimento i linfociti
possono entrare nell’organo. Le altre cellule del sangue invece, che non esprimono le selectine, non
possono penetrare attraverso queste vene. I linfociti T si localizzano nella regione paracorticale, mentre i
linfociti B nella regione corticale più esterna.

Vascolarizzazione del linfonodo


Dall’ilo dell’organo entrano le arterie che si ramificano ed iniziano a viaggiare all’interno delle trabecole.
Successivamente abbandonano le trabecole e viaggiano nei cordoni della midollare e risalgono nella
corticale dove formano una rete capillare. Quindi ci sono le arteriole, i capillari che sono soprattutto
sviluppati intorno ai follicoli, e poi le venule postcapillari, alcune delle quali sono quelle ad endotelio alto,
mentre le altre hanno un epitelio pavimentoso normale. Dalle venule si formano poi vene che decorrono
nei cordoni, nelle trabecole e poi che escono dall’ilo con il sangue refluo dall’organo.
Nella regione dell’ilo sono ben visibili i vasi linfatici efferenti. Essi hanno un lume molto ampio, parete
sottile e le valvole che penzolano all’interno del lume del vaso. I vasi linfatici efferenti sono riconoscibili dal
resto per le dimensioni, la parete sottile e la presenza di valvole.

Nel preparato di linfonodo è abbastanza difficile distinguere nel lume dei seni le cellule reticolari dai
macrofagi perché hanno delle caratteristiche morfologiche simili, cioè un citoplasma eosinofilo, il nucleo
con cromatina dispersa, spesso ovale, appaiono allungate.
Nei seni e nei cordoni della midollare troviamo plasmacellule, macrofagi ed anche piccoli linfociti .
Nella regione dell’ilo sono visibili vene in uscita ed arterie in entrata ed i vasi linfatici. Tra trabecola e
parenchima c’è sempre un seno corticale ed in alcune aree è visibile il tessuto adiposo che circonda alcune
zone dei linfonodi.

MILZA, preparato numero 15

La milza è un organo linfatico secondario, il più grande che abbiamo, con dimensioni più o meno di un
pugno chiuso e localizzata nel quadrante superiore sinistro della cavità addominale. E’ un organo
intraperitoneale, rivestito da peritoneo e quindi da epitelio pavimentoso piatto, il mesotelio, che da alla
superficie un aspetto molto liscio. Presenta una superficie convessa, l’ilo.
Al di sotto del peritoneo c’è una capsula molto spessa di connettivo denso irregolare in cui in alcune specie
animali, ma nell’uomo sono molto scarse, ci sono fibre muscolari lisce. Per questo la capsula e le trabecole
che si dipartono dalla capsula sono intensamente eosinofile. In alcuni animali infatti la milza ha anche la
funzione di serbatoio di sangue e la contrazione delle fibre muscolari lisce serve per mettere in circolo
globuli rossi ed altre cellule del sangue. Il parenchima della milza, se visto a fresco, appare disseminato di
strutture più o meno sferiche di colore giallo-grigiastro che nel loro complesso formano la POLPA BIANCA.
Queste sono immerse in un tessuto di aspetto spugnoso rosso che è appunto la POLPA ROSSA.

Tutto il parenchima è sostenuto da una trama di fibre reticolari, sempre con collagene di tipo 3 e reticulina,
in continuità con le fibre collagene della capsula e delle trabecole.
Nelle sezioni molte trabecole sono apparentemente isolate nel parenchima ma in realtà provengono tutte
dalla capsula.
Seconda parte

Che funzione ha la milza?


1. La filtrazione del sangue, quindi se il linfonodo serviva a filtrare la linfa, la milza serve a filtrare il sangue e
pulirlo. Questa pero' e' solo una delle funzioni. Quali altre funzioni ha la milza? 2.L'emocateresi, che fa
sempre parte del processo di filtrazione, implica l'eliminazione operata dai macrofagi dei globuli rossi
invecchiati e anche delle piastrine invecchiate.
3.Per quanto riguarda l'emopoiesi, e' una funzione presente solo nel feto in una particolare fase della vita
intrauterina, poi passa inizialmente alla parete del sacco vitellino poi al fegato, ed infine passa al midollo.
Riprende in effetti questa funzione in alcune malattie gravi come in alcune forme di leucemia.
4.Un serbatoio di sangue in molti animali.
5.Un'organo dove hanno luogo molte importanti reazioni immunitarie, qui si formano infatti plasmacellule,
ed e' il luogo delle reazioni immunitarie antigene anticorpo.
E' un organo vitale?
No, si puo' vivere senza. Quindi se uno ha subito una splenectomia alla milza, a chi passano queste
funzioni? la rimozione delle piastrine e dei globuli rossi invecchiati avviene nel fegato.
Per capire il funzionamento della milza bisogna capire la circolazione della milza che e' piuttosto particolare
un po come quella del linfonodi.

Figura circolazione sanguigna della milza.

I vasi arteriosi entrano nella capsula seguendo per un certo tratto del loro percorso all'interno delle
trabecole dei setti connettivali. Quando le arterie hanno raggiunto all'interno del loro percorso nei setti
connettivali, si chiamano arterie trabecolari, un diametro intorno ai 200 micron emettono dei rami
collaterali lungo il loro percorso. Questi rami collaterali quando appunto raggiungono questo diametro di
circa 200micron abbandonano la trabecola e si immergono nel parenchima splenico e vengono
immediatamente circondate da un manicotto di linfociti formando quella che si chiama la guaina linfatica
periarteriolare.
L'arteria ora si chiama arteria centrale. In realtà il termine arteria centrale e' scorretto per due ragioni,
anche se si continua a usare, perchè:
1. Nella maggior parte dei casi l'arteria non occupa mai una posizione centrale nel manicotto ma e' dislocata
perifericamente, soprattutto quando nel manicotto si formano dei follicoli con centro germinativo, allora
l'arteriola la troviamo proprio all'estremita' del mantello, quindi non e' affatto centrale.
2. Non e' una arteria, anche se poi viene denominata arteria, ma e' un’arteriola con una parete muscolare,
ci sono un paio di strati di cellule muscolari lisce.
Nel percorrere questo manicotto periarteriolare, l'arteria centrale emette dei rami collaterali da cui si
formano dei vasi che formano come delle anse e si chiamano semimarginali proprio perchè vanno alla
periferia dei follicoli linfatici nella polpa bianca, che si chiama zona marginale, e' una zona che si trova alla
periferia dei follicoli in cui la trama di fibre reticolari diventa un po piu fitta ed e' una zona dove sono
particolarmente abbondanti plasmacellule e macrofagi, quindi e' una prima zona dove avviene la filtrazione
del sangue e delle reazioni antigene anticorpi.
Continuando il suo percorso l'arteria diventa di calibro sempre piu' piccolo, quando raggiunge il diametro di
circa una 50 di micron abbandona il manicotto, che si assottiglia progressivamente fino a ridursi a pochissimi
strati di linfociti.
Quindi quando l'arteriola ad un certo punto penetra nella polpa rossa e si chiama arteriola penicillare e
non e' piu circondata dal manicotto linfatico.
Dalla arteriola penicillare nel suo percorso nella polpa rossa emette delle diramazioni e al massimo due o
tre di queste diramazioni diventano capillari rivestiti o capillari con un guscio e la parete e'
prevalentemente formata da macrofagi. Alcune di queste arteriole con guscio in realta' poi proseguono con
quelle chiamate capillari terminale,si aprono direttamente nella polpa rossa e quindi il sangue esce
direttamente nella polpa rossa . Altri invece sono in continuita' con questi vasi, caratteristici della milza, che
sono i seni venosi splenici.

(Figura arteria con guscio)

Come sono fatti i seni?


Sono fatti cosi: le cellule endoteliali sono disposte con l'asse maggiore parallele all'asse del vaso, sono
disposte come le doghe dei di una botte si dice.
Queste sono fibre reticolari che si mettono tutte in torno, come le assi di ferro che tengono unite le assi
della botte.
Naturalmente tra queste cellule ci sono delle discontinuità degli spazzi attraverso cui le cellule entrano o
escono dal circolo sanguigno. Questi sono i seni e i sinusoidi venosi tipici della milza. Qua in torno
immaginate in queste zone di polpla rossa che circostanti questi sinusoidi, ci sono molti macrofagi proprio
perche' parlando dei globuli rossi invecchiati, c'e una riduzione di flessibilita' e diventano piu' rigidi non
riescono a passare tra questi spazi, e quindi vengono facilmente fagocitati dai macrofagi che si trovano in
torno, e' qua quindi che avviene la maggior parte dell'eliminazione dei globuli rossi invecchiati e anche e
delle piastrine.
Ci sono due teorie: quella della circolazione aperta e quella della circolazione chiusa.
Quella chiusa che prevede la continuita' delle arteriole terminali o dei capillari con guscio con il lume del
sinusoide.
Quella aperta invece che prevede che questi capillari si aprano nella polpa rossa e poi le cellelule rientrino
in circolo a traverso queste discontinuita' della parete del sinusoide.
In realta' sembra che nella milza coesistano questi due tipi di circolazione con una certa prevalenza di
quella aperta.
(Figura 1. circolazione aperta, 2. circolazione chiusa)

Ecco quindi circolazione chiusa e circolazione aperta e le cellule dopo aver permeato la polpa rossa
rientrano in circolo attraverso la parete di questi sinusoidi. Dopo questi sinusoidi, il sangue percorre le
venule della polpa poi le vene trabecolari e poi la vena splenica che fuori esce dall'organo.
Ci sono queste due zone importanti dove avviene la filtrazione: la zona marginale dove sono presenti questi
seni marginali, e la zona circostante dove abbondano anche qui i macrofagi pronti a eliminare globuli rossi
invecchiati, piastrine o antigeni.
Questa e' un immagine di una sezione di milza colorata con impregnazione argentica.

Vedete come la trama di sostegno di quest'organo ,come per il linfonodo, e' una trama di fibre reticolari che
e' in continuita' con la capsula e con le trabecole e si chiamano fibre di reticolina.
Ecco la polpa bianca, puo' avere l'aspetto di semplici manicotti reticolari con le arteriole al centro oppure di
follicoli linfatici con centro germinativo, come quelli nella corticale del linfonodo dove l'arteriola si colloca
perifericamente pur continuandosi a chiamare arteriola centrale.
(Figura polpa bianca)

Per quanto riguarda la polpa rossa nei preparati e' difficile distinguerla, ed e' costituita dai cordoni e masse
di cellule del sangue, per questo si chiama rossa , sostenuti da fibre reticolari, i cordoni di Billroth, un po'
come quelli dei linfonodi, e poi ci sono i seni e sinusoidi . In realta' siccome nei preparati il lume spesso e'
pieno di cellule e la densita' e' piu o meno la stessa quindi non e' facile distinguerli e si vede una continuita'
di cellule nella polpa rossa ed e' molto difficile riuscire a distinguere quale' il seno e quale il cordone di
Billroth, perche' la popolazione cellulare piu' o meno e' la stessa ,sono tutte le cellule del sangue.

(Figura polpa rossa)

A volte si intravedono lungo la parete di questi sinusoidi delle cellule epiteliali appiattite che sono le cellule
endoteliali ma non sempre si vedono sempre.
Quindi nei preparati, e' piuttosto difficoltoso nella polpa rossa distinguere queste due strutture, mentre
abbiamo visto nei linfonodi che nei seni della midollare cerano molte poche cellule rispetto alla popolazione
dei cordoni nella midollare, e quindi era molto piu' facile distinguere tra le due strutture.
Vi faccio vedere quest'immagine che probabilmente ve l'avranno fatta già vedere a lezione.
Riguarda un follicolo linfatico, questa e' la zona del mantello,che abbiamo visto già nei follicoli linfatici del
linfonodo, centro germinativo, questa e' la zona marginale si nota bene nei preparati , questa e' l'arteria
centrale che come vedete non e' affatto centrale, questa e' la zona marginale al confine tra polpa bianca e
polpa rossa dove ce una popolazione linfocitaria rispetto a quella del mantello dilatata e dove pero' la trama
di fibre reticolari si fa piu fitta, ci sono macrofagi plasmacellule e questi seni marginali che qui non si
possono osservare dove avviene la filtrazione del sangue. Le trabecole probabilmente le vedete sparpagliate
nella polpa rossa come se fossero isolate, in realtà sono tutte in continuità con la capsula che vedete
esternamente le vedete eosinofile sparpagliate nel parenchima della milza (Figura sezione milza)
(Figura Follicolo linfatico)

(Figura arteriola penniculare)

Mettiamo il preparato.
Si vede bene la capsula abbastanza eosinofila e quindi si vedono anche bene le fibre muscolari lisce, una
trabecola e un setto che parte dalla capsula stessa. Questo e' un insieme di strutture basofile con spesso
all'interno un'arteriola e' la polpa bianca, e tutto il resto del parenchima che vedete e' eosinofilo per la
presenza dei globuli rossi e naturalmente anche la polpa rossa.
Le trabecole e arterie che le potete vedere anche all'interno dei setti connettivali, vasi sia venosi in uscita
quindi le vene trabecolari, sia le arterie trabecolari.
(Figura Polpa rossa e arteria)

Questa e' una arteria centrale con la guaina linfatica periarteriolare quindi qua ce' un follicolo linfatico con
centro germinativo

(Figura Follicolo con centro germinativo)

Questa e' un interno di una trabecola nella quale invece si vede all'interno una vena vaso venoso lo vedete
dall'irregolarita' del lume che percorre all'interno della trabecola, quindi questa e' una vena trabecolare in
uscita.
(Figura vena e trabecola)

Alcuni di questi apparentemente, questo per esempio, e' un follicolo linfatico probabilmente con centro
germinativo ma e' stato preso tangenzialmente per cui quello che vedete e' solo il mantello e l'arteria e'
decentrata rispetto alla posizione della guaina.

La zona marginale vedete e' questa dove la popolazione linfocitaria si fa meno densa e poi inizia la polpa
rossa anche qua di nuovo troviamo arteria centrale manicotto piu fitto e poi questa zona dove la basofilia si
fa meno intensa, e' la zona marginale e poi inizia la polpa rossa e cosi' questo si ripete.

(figura zona marginale)

Ora se invece osserviamo la polpa rossa troviamo,apparte alcune zone, strutture come per esempio questo
che e' sicuramente un seno perche si vedono le cellule endoteliali che delimita il lume e quindi questi sono
i cordoni di Billroth, pero' non sempre e' cosi visibile il lume quando vedete delle cellule endoteliali e dello
spazio tra di loro sicuramente quello e' il lume di un sinusoide pero in alcune zone questo non si verifica;
guardate qua per esempio non ce possibilita di distinguere tra seno e cordoni non si vedono neanche le
cellule endoteliali e in alcune zone si vedono le cellule del sangue.
(Figura polpa rossa)

Adesso vi metto altri preparati per farvi vedere la posizione dei follicoli con centro germinativo piu' che
altro per farvi vedere la posizione delle arteriole centrali di essi. Qua pero' troviamo una situazione analoga
alla precedente e non si vedono follicoli con centro germinativo ecco forse questo e' un follicolo con centro
germinativo sempre preso tangenzialmente quindi non si vede il centro germinativo ed ecco qui due sezioni
dell'arteria centrale che in questo caso e' piu posta perifericamente.
Questa immagine invece e' scolorita e ce' un sacco di connettivo, sicuramente e' patologica.
Immagine non disponibile :(

Passiamo al tessuto nervoso.


Noi oggi vediamo qualche preparato di tessuto nervoso in particolare vedremo l'encefalo colorato con Nissl
poi il cervelletto con la colorazione sia di Nissl sia di Cajal e poi vediamo il midollo spinale colorato con
Cajal, e il nervo che e' molto semplice colorato con tetrossido di osmio formato da fascicoli con lo strato di
connettivo esterno e capside di connettivo che la circondano. Poi vedete il perinervio quindi fascicoletti con
capsule di connettivo che circondano piu fascicoli, e poi l'endonervio, e vedete degli anelli neri di vario
spessore che rappresentano le guaine mieliniche di questi nervi che si colorano, essendo sostanze lipidiche,
con tetrossido di osmio con marrone scuro nero, quindi e' un preparato molto semplice.
Allora il sistema nervoso centrale e' formato dall'encefalo, midollo spinale, ce' una struttura che unisce
l'encefalo al midollo spinale ed e' il tronco encefalico formato in successione dal mesencefalo, dal ponte e
dal midollo allungato che si chiama anche bulbo.
Appeso posteriormente alla porzione del tronco rappresentata dal ponte del bulbo ce' il cerveletto.
Allora il tessuto che costituisce tutti questi organi e' il tessuto nervoso che come sapete e' formato da due
tipi cellulari:
1. I neuroni cellule deputate alla trasmissione degli impulsi nervosi, quindi dotati di dendriti e assoni ecc... ,
che stabiliscono sinapsi fra di loro e anche con cellule di altri tessuti.
2.le cellule di sostegno che rappresentano una sorta di stroma per questi organi fornendo nutrimento e
mantenendo il microambiente adatto per il funzionamento dei neuroni e si chiamano cellule della glia e ci
sono di 4 tipi: astrociti, oligodendrociti, ependimociti e cellule della microglia che sarebbero i macrofagi
del tessuto nelle diverse zone del cervello, cervelletto e midollo spinale.
Questi elementi si dispongono in maniera diversa in zone diverse andando a formare quella che si chiama
la sostanza bianca e la sostanza grigia.
Nella sostanza grigia ci sono i corpi cellulari dei neuroni, quindi la maggior parte dell'albero dendritico e
delle diramazioni dendritiche e quindi anche delle sinapsi che sono per lo piu' asso-dendritiche e asso-
somatiche, cioè stabiliscono sinapsi con il corpo e con i dendriti.
Si localizza prevalentemente perifericamente a formare quella che si chiama la corteccia.

(Sostanza grigia)
La sostanza bianca e' bianca perche ce' la guaina mielinica, di natura lipidica , ed e' sempre bianca se non
colorata, quindi ci sono prevalentemente assoni mielinizzati. Naturalmente ci saranno anche le cellule che
formano questa guaina che sono: nel sistema nervoso centrale gli oligodendrociti, e nel periferico le cellule
di Shwann.

(Sostanza bianca)

Nelle sezioni dell'encefalo la sostanza grigia forma anche degli ammassi, per esempio al ridosso dei
ventricoli, queste cavita' si chiamano nuclei. Ammassi di corpi cellulari di neuroni all'interno di zone del
sistema nervoso centrale pero' prevalentemente e' sostanza bianca.
La stessa cosa vale per il cervelletto, quindi una corteccia di sostanza grigia e assi centrali di sostanza
bianca .

(Figura distribuzione delle sostanze bianca e grigia nell'encefalo)


Invece nel midollo spinale invece la posizione di sostanza bianca e sostanza grigia si inverte, nel senso che la
struttura forma di H e' formata da sostanza grigia, mentre tutto intorno e' sostanza bianca, perchè ci sono
assoni che escono che entrano andando a stabilire connessioni sinaptiche con le cellule in cui i corpi si
trovano nella sostanza grigia.

(Midollo spinale)

Nel preparato la sostanza bianca appare colorata con il tetrossido di sodio con anelli neri, perche colorati e'
una colorazione apposita per la mielina, che tra l'altro il triossido di osmio non e' solo un colorante di lipidi
ma e' anche un fissativo per la microscopia elettronica.
Nei diversi preparati che vedremo anche se vi avranno detto che il neurone avra' sempre quella forma da
albero con il corpo più o meno rotondeggiante da cui si dipartono i dendriti- nelle diverse zone ci sono
neuroni di forme diverse con aspetto molto diverso come questa che e' una cellula piramidale che vedremo
nella corteccia celebrale.

Poi ci sono cellule e granuli che vedremo sia nella corteccia celebrale sia in quella cerebellare .
Ecco qua manca per esempio i neuroni sensitivi i neuroni pseudounipolari che in realta' hanno un unico
prolungamento che parte dal corpo cellulare e poi si biforca a T : uno funge da dendrita e l'altro da assone
pero' si trova nel sistema nervoso periferico nel senso che i corpi cellulari si trovano nei gangli dorsali,
quindi ne nel midollo ne nell'encefalo.
Per quanto riguarda le colorazioni, voi sapete che si puo' colorare con colorazioni di routine quindi con
ematossilina-eosina e con Nissl, pero' sono colorazioni che colorano solo il corpo cellulare con citoplasma
fortemente basofilo e con Nissl addirittura sono evidenti granulazioni la cosi' detta sostanza tigroide che e'
l'abbondantissimo reticolo endoplasmatico rugoso, si vede pure il nucleo con cromatina dispersa quindi
nucleo vescicoloso con nucleolo evidente, e il nucleoplasma meno colorato generalmente meno basofilo del
citoplasma.

Invece ci sono delle tecniche che sono invece specifiche per il tessuto nervoso che mettono in evidenza non
solo il corpo cellulare ma anche tutti i prolungamenti, nel senso sia dendriti sia che assoni. Sono
impregnazioni con sali di metalli pesanti. Questo e' un esempio con oro che colora tutti i prolungamenti,
naturalmente si può anche usare l'immunoistochimica utilizzando gli anticorpi per studiare il tessuto
nervoso che mettono in evidenza particolari proteine espresse da certe cellule.

(Figura colorazioni)

Ecco vi faccio vedere la colorazione nera di Golgi che gli e' valsa il nobel e che ha dovuto condividere con
Cajal, quello di cui abbiamo un esempio di colorazione nel midollo spinale e nell'encefalo.

(Figura colorazione corteccia celebrale)

L'impregnazione di Golgi e' cromo-argentica con bicromato di potassio e nitrato di argento, e cosi' il tessuto
rimane impregnato nel nitrato di argento per molto giorni e addirittura anche un mese, e con questo tipo di
colorazione si evidenziano tutto l'albero dendritico e i gli assoni di solamente alcuni neuroni di una sezione
di tessuto . Questo e' importante perchè seno' si vedrebbe un intrico di fibre che non si potrebbero
attribuire ne all'uno ne all'atro.
Quindi l'utilita' di questo metodo e' che colora alcuni neuroni, quindi non tutti quelli della sezione, e
quindi permettono di seguire il percorso delle diramazione dendritiche e assoniche di queste cellule. Questa
e' la colorazione nera di Golgi, che e' sempre una colorazione con impregnazione argentica

(Colorazione Golgi)

.Quella di Cajal dopo l'impregnazione con nitrato di argento si fa una riduzione con acido gallico e quindi
questo porta al fatto che si stabilisce un fondo di colore giallo marroncino e i neuroni con i loro
prolungamenti hanno un colore marrone scuro. Questa e' la colorazione del metodo di Cajal che ha
condiviso il nobel con Golgi, perche e' in qualche modo andato contro la una teoria di Golgi dimostrandola
tra l'altro.
Golgi sosteneva che i neuroni formassero tra di loro un continuo cioe' che fossero una specie di sincizio e
che ci fosse una continuita' fisica tra citoplasmi di queste cellule, mentre Cajal ha dimostrato che non
esisteva questa continuita' fisica, e che si stabilivano in realtà delle sinapsi . Questa sua teoria gli valse il
nobel nello stesso anno e cosi lo condivise con Golgi.
Quindi Golgi per la colorazione nera e Cajal per la dimostrazione che effetivamente non esisteva questa
continuita' fisica tra neuroni. Tra l'altro non c'era grande simpatia tra i due e ci furono molti dibattiti.
Questa e' la corteccia celebrale che prevede delle strati con 5 tipi di neuroni diversi, soltanto che nella
colorazione di Nissl l'unico tipo neuronale che e' ben riconoscibile e la cellula Piramidale con questo tipico
corpo triangolare, e spostandosi dalla superfice della corteccia andando verso la profondita' le dimensioni
delle cellule Piramidali aumentano progressivamente.
(Figura corteccia celebrale)

Ci sono altri 4 tipi cellulari che pero sono difficilmente distinguibili nel preparato colorato con Nissl perchè il
citoplasma e la morfologia del corpo cellulare si distingue poco .
Ci sono cellule stellate, cellule orizzontali, la cellula fusiforme e la cellula di Martinotti.
Pero' apparte le dimensioni sono abbastanza simili tra di loro come morfologia.
L'unica cellula individuabile bene e' la cellula
Piramidale.

Terza parte – Serena Giannico

CERVELLETTO

La superficie del cervelletto è simile a quella dell’encefalo. La superficie


dell’encefalo non è liscia, ma presenta dei sollevamenti chiamati
circonvoluzioni, separate tra loro da solchi se sono poco profonde, o da
scissure se sono molto profonde. Il cervelletto presenta lo stesso
andamento, ma i sollevamenti risultano più marcati e si chiamano folia.
A formare il cervelletto troviamo una corteccia cerebellare di sostanza
grigia e un asse centrale di sostanza bianca formata da assoni di
neuroni prevalentemente mielinici. L’asse di sostanza bianca sostiene i
folia.

La corteccia cerebellare presenta una buona densità cellulare ed è


formata da tre strati:
 Strato molecolare, posto più esternamente, presenta poche cellule;
 Strato delle cellule del Purkinje, strato intermedio;
 Strato granulare, posto più internamente, presenta piccoli neuroni con nucleo fortemente basofilo.

La colorazione di Nissl evidenzia i corpi cellulari delle cellule del Purkinje, che si presentano con una tipica
forma a pera, sono filiformi e caratterizzate da un albero dendritico molto sviluppato e ramificato (non
evidenziabile con la colorazione di Nissl).

Con la colorazione di Golgi è possibile vedere integralmente le cellule del Purkinje, il corpo a forma di pera
da cui si diparte l’albero dendritico molto ramificato che si sviluppa nello strato molecolare, e un assone
che si dirige verso lo strato granulare. Gli assoni delle cellule del Purkinje formano l’asse centrale di
sostanza bianca che sostiene la folia.

I granuli, piccoli neuroni dello strato granulare, al contrario, inviano il loro assone verso lo strato molecolare
e formano fibre ad andamento orizzontale, chiamate fibre parallele, che Corteccia cerebellare del cervelletto
si incrociano con i dendriti delle cellule del Purkinje. Le fibre parallele o
orizzontali rappresentano gli assoni di queste piccole cellule.

Con la colorazione di Nissl, oltre ai tipici corpi cellulari delle cellule di Purkinje, si notano nuclei abbastanza
sparpagliati nello strato molecolare (caratterizzato da bassa densità cellulare), e nuclei più addensati nello
strato granulare dove sono presenti più cellule.

Con la colorazione di Cajal vengono messi in evidenza anche gli assoni dei granuli, le fibre parallele e gli
alberi dendritici delle cellule del Purkinje.

MIDOLLO SPINALE

Osservando sezioni del midollo spinale in successione rostro-caudale


(“dalla testa alla coda”) si nota forte somiglianza tra le varie sezioni,
tutte caratterizzate da una zona di sostanza bianca esterna che
circonda una struttura a forma di H, in cui si vedono due
prolungamenti anteriori chiamati corna ventrali o anteriori, e altri due
prolungamenti più sottili chiamati corna dorsali o posteriori. Si nota la
riduzione di sostanza bianca da una sezione all’altra.

Nelle corna ventrali (anteriori) sono presenti i corpi cellulari dei


motoneuroni, caratterizzati da un lungo assone che fuoriesce
attraverso la sostanza bianca e forma dei nervi che vanno ad innervare
i muscoli scheletrici degli arti.

Nelle corna dorsali (posteriori) sono presenti corpi cellulari un po’ più
piccoli dei neuroni ponte, chiamati anche neuroni intermedi che
ricevono gli stimoli dai neuroni sensitivi che si trovano nei gangli dorsali. L’assone dei neuroni sensitivi entra
attraverso le corna ventrali e stabilisce una sinapsi con questi piccoli neuroni che si trovano nel midollo
(neuroni ponte), i quali inviano gli impulsi ai centri superiori del sistema nervoso centrale.

La sostanza bianca è semplicemente formata da assoni in entrata o in uscita.

La superficie del midollo non è circolare, ma è


caratterizzata da una profonda invaginazione
centrale che si chiama fessura mediana anteriore e
da un solco posteriore molto più lieve che è il solco
mediano posteriore.

La banda trasversale dell’H viene chiamata commissura


grigia e contiene il canale ependimale dove c’è il liquido
cefalorachidiano, contenuto anche nei ventricoli cerebrali.
Questo canale, così come i ventricoli cerebrali, è rivestito
dalle cellule ependimali, che sono cellule della glia che
formano una specie di epitelio cilindrico o cubico alto con dei
corti microvilli. I punti in cui gli assoni dei motoneuroni o dei
neuroni sensitivi emergono dal midollo sono visibili e
rappresentati da lievi solchi laterali che si trovano sia
anteriormente sia posteriormente: i solchi anterolaterali
rappresentano l’emergenza delle radici anteriori dei nervi
spinali, mentre i solchi posterolaterali sono la via di entrata
degli assoni dei neuroni sensitivi.

MIDOLLO – Vetrino n.41 (colorazione Cajal)

Da questa immagine si possono vedere


la sostanza grigia, la commissura grigia e
il canale ependimale dove ci sono le
cellule ependimali.

Le radici dorsali posteriori e le radici


dorsali anteriori sono sempre visibili in
un preparato di midollo con colorazione
di Cajal.
I corpi cellulari di grandi dimensioni che
sono ben visibili rappresentano i corpi
cellulari dei motoneuroni, i cui assoni
fuoriescono attraverso il solco
anterolaterale per formare i nervi spinali.
L’albero dendritico dei motoneuroni forma
una rete intricata.

Questa è la sostanza bianca che contiene gli assoni che appaiono come fibre che scendono.

Gli assoni, emergendo dal midollo, formano dei nervi che vanno ad innervare i muscoli. Perifericamente ai
preparati di midollo si possono osservare sezioni di nervi, longitudinali oppure trasversali. Nelle sezioni
trasversali è possibile apprezzare il nucleo tondeggiante delle cellule.

Nervo in sezione longitudinale Nervo in sezione trasversale


Al centro della commissura grigia si trovano le
cellule ependimali a formare un mono-strato di
cellule cubico-alte. In questa immagine è
possibile vedere anche un residuo di liquor.

Nelle corna più sottili sono presenti corpi cellulari più


piccoli che solitamente non si vedono benissimo, ma
essi rappresentano i corpi cellulari dei neuroni ponte
(molto più piccoli rispetto ai corpi cellulari dei
motoneuroni presenti nelle corna anteriori).

La pia madre è molto aderente alla superficie. Anche il midollo, come l’encefalo, è rivestito da tre
membrane connettivali che prendono il nome di meningi. Nei preparati è possibile riconoscere anche dei
gangli che contengono i corpi cellulari dei neuroni.

CERVELLETTO – Vetrino n.45 (Nissl)

È possibile vedere la corteccia cerebellare e i


tre strati che la compongono:

 Lo strato molecolare con bassa


densità cellulare, riconoscibile dai
pochi nuclei sparpagliati visibili nei
preparati;
 Lo strato delle cellule del Purkinje, caratterizzato da grossi corpi cellulari, dislocati a formare una
sorta di confine tra strato molecolare e strato granulare;
 Lo strato granulare, in cui è possibile vedere i granuli.

È possibile osservare l’asse di sostanza bianca che sostiene il folia.

Scegliendo uno qualsiasi dei folia che vanno a formare i solchi del cervelletto, si identificano tutti gli strati
cellulari descritti.

Nello strato molecolare sono presenti almeno 2-3 tipi di neuroni, tutti di piccole dimensioni, con citoplasma
poco evidente e nucleo con cromatina abbastanza condensata (cellule stellate, cellule a canestro).

Le cellule del Purkinje si notano bene e, a


ingrandimenti maggiori, è possibile vedere anche la
sostanza tigroide nella colorazione di Nissl, che
utilizza un solo colorante basico che mette in
evidenza sotto forma di colorazioni più o meno fini
la sostanza tigroide, il REr di queste cellule. Queste
granulazioni che rappresentano il REr le troviamo
soprattutto in posizione perinucleare.

La cellula del Purkinje si biforca a formare due rami


con altre ramificazioni sottilissime.

CERVELLETTO – Vetrino n.49 (Cajal)

Anche con questa colorazione è possibile


vedere i tre strati che formano la corteccia
cerebellare: lo strato molecolare, lo strato
delle cellule del Purkinje, lo strato
granulare. L’asse di sostanza bianca dei
folia appare come una porzione nera,
centrale e fortemente addensata. Qui ci
sono principalmente assoni mielinizzati, ed
è possibile vedere anche qualche
oligodendrocito e qualche astrocita.
Gli assoni dei piccoli neuroni che si trovano nello
strato granulare si biforcano ed entrano nello
strato molecolare con un decorso orizzontale
rispetto alla superficie del folia, formando le
cosiddette fibre parallele.

L’albero dendritico delle cellule del Purkinje inizia


con due grossi rami per poi ramificarsi molto
risalendo. Ha prevalentemente un decorso
verticale. Questi dendriti incrociano con queste
fibre parallele e si stabiliscono delle sinapsi.

Nello strato granulare si osservano reticoli dei


dendriti delle piccole cellule e gli assoni delle cellule
del Purkinje.

ENCEFALO – Vetrino n.50 (Nissl)

Soffermandosi sulla struttura della


corteccia cerebrale (nelle zone più
profonde sono presenti strutture
che noi studenti non conosciamo,
quindi si consiglia di non
addentrarsi nell’ignoto) è possibile
distinguere con esattezza le cellule
piramidali. Le cellule piramidali
hanno corpi triangolari con nucleo
intensamente basofilo con
cromatina dispersa e nucleolo evidente; il citoplasma è fortemente basofilo ma meno abbondante rispetto
a quello delle cellule del Purkinje, perciò nelle cellule piramidali è molto meno evidente la granulazione
tipica della sostanza tigroide. Gli altri tipi cellulari della corteccia cerebrale – cellule di Martinotti, cellule
stellate, cellule a canestro, ecc. – non sono distinguibili l’uno dell’altro e non sono distinguibili specialmente
nella zona più centrale della corteccia; si vedono solo i nuclei tondeggianti con cromatina dispersa.

NERVO – Vetrino n.36 (Osmio)

Il nervo è composto da più fasci tenuti insieme da


tessuto connettivo.

 Endonervio-tessuto connettivo che riveste


ogni assone;
 Perinervio-tessuto connettivo che riveste
singoli fasci;
 Epinervio-tessuto connettivo che riveste più
fasci a formare il nervo.

Nei preparati è possibile vedere vasi nel tessuto


connettivo. All’interno di ogni fascio è possibile vedere
nuclei che ovviamente non appartengono ai neuroni poiché il nucleo delle cellule nervose si trova
all’interno del corpo cellulare e non all’interno degli assoni. Quindi i nuclei osservabili sono quelli delle
cellule di Schwann, cellule di sostegno del tessuto nervoso, e dei fibroblasti, cellule tipiche del tessuto
connettivo. La mielina si presenta come una sostanza marrone e si colora con tetrossido di osmio. Se è ben
visibile prende una tipica forma ad anello.