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Impianti elettrici.


Nozioni fondamentali sui circuiti elettrici

Elettricità e simboli
Per poter comprendere lo schema elettrico di un impianto
elementare è necessario avere conoscenze sull’elettricità.

A grandi linee possiamo dire che l’elettricità è formata da una


corrente di particelle elettricamente cariche * – dette elettroni –
che fluiscono in un circuito. Gli elettroni, quando hanno la
possibilità di scorrere in più conduttori, si incanalano nel percorso
che offre minore resistenza.

Così come un corso d’acqua, quando scende verso il mare, lo fa


con maggiore velocità attraverso il terreno che ha maggior
pendenza e/o che offre meno ostacoli, la corrente elettrica scorre
nei materiali più conduttori e, a parità di materiale, sceglie il ramo
dell’impianto che ha una minore resistenza (il rame, per esempio.
è un ottimo conduttore, mentre il legno è un ottimo isolante).
L’intensità di corrente (I) si misura in ampere (A).

* Gli elettroni hanno una carica elettrica negativa.

Lez. 55
Copyright © Ulrico Hoepli Editore S.p.A. 2014
Se due serbatoi di acqua sono collegati con un tubo , quando il
livello A del primo serbatoio è identico al livello B del secondo, non
vi è alcun flusso d’acqua tra i due; mentre una differente quota dei
livelli nei due serbatoi provoca il passaggio di acqua dal serbatoio
col livello più alto a quello con il livello più basso finché i livelli non
diventeranno uguali (principio dei vasi comunicanti).

Analogia idraulica- Analogia tra dislivello di pelo libero in un


impianto idraulico e differenza di potenziale in un impianto elettrico.

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Sullo stesso principio si basa il funzionamento degli impianti
elettrici: al posto del tubo si ha il conduttore, al posto dell’acqua gli
elettroni e al posto della differenza di quota quella di potenziale.
La differenza di potenziale viene detta tensione e si misura in volt
(V).

La tensione è quindi data da una differenza di potenziale: il


potenziale maggiore è detto positivo mentre quello minore è
detto negativo.

La tensione nelle nostre case è di 220 V e, se ne potessimo


osservare l’andamento, noteremmo che non è costante ma varia
periodicamente. La frequenza ( f) – misurata in hertz (Hz) – indica
quante volte in un secondo la tensione varia la sua polarità. In
Italia la tensione della rete di distribuzione varia 50 volte in un
secondo, per cui si dice che la frequenza è pari a 50 Hz.

Il periodo è l’inverso della frequenza e si misura in secondi (s).


Nel nostro caso il periodo è di 0,02 s.

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Per stabilire una differenza di potenziale ai capi di un circuito
occorre un generatore di tensione. La Figura rappresenta
l’esempio più semplice di circuito elettrico, corredato di voltmetro e
amperometro
.

Generatore
di tensione
I continua
+
Voltmetro R (resistenza
V (disposizione dell’utilizzatore)
_ in parallelo)

Amperometro A
(disposizione in serie)

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Sempre nella diapositiva precedente, a sinistra si può vedere il
simbolo di un generatore di tensione continua e a destra quello di
una resistenza elettrica.
Quest’ultima si misura in Ω (ohm) e indica la difficoltà con cui la
corrente elettrica scorre nel circuito. Essa comprende sia le
resistenze di ogni singolo utilizzatore che quella dovuta ai conduttori
dell’impianto stesso (vedi lezione 63).

Legenda
dei simboli
più comuni
dei
component
i dei circuiti
elettrici.

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Legenda dei
simboli più
comuni dei
componenti
dei circuiti
elettrici.

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Legenda dei
simboli più
comuni dei
componenti
dei circuiti
elettrici.

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Generatori di tensione e resistori
collegamenti in serie e in parallelo

Un dispositivo in grado di generare una differenza di potenziale tra i suoi poli


si chiama generatore di tensione.
Nelle due diapositive che seguiranno sono indicati i simboli dei generatori a
corrente continua e di quelli a corrente alternata: nei primi è possibile
stabilire quale dei due poli è positivo e quale negativo; nei secondi la
tensione inverte continuamente la sua polarità e quindi non è possibile
contrassegnare i morsetti come positivo e negativo.

È necessario conoscere anche il concetto di resistenza di un conduttore:


riprendendo come analogia l’immagine di due serbatoi pieni d’acqua collegati
tra loro, nella terza diapositiva vengono mostrati due casi differenti. Nel caso A
il tubo che collega i due serbatoi è più grande, nel caso B è più piccolo: a
parità di differenza di livelli, l’acqua scorrerà più velocemente nel circuito A
perché il tubo di collegamento ha sezione maggiore e offre minore resistenza.

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Generatori
di tensione.

Generatore di tensione continua


(per esempio, una batteria).

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Generatore di tensione alternata,
per esempio un comunissimo
gruppo elettrogeno che serve ad
alimentare l’impianto delle civili Generatori
abitazioni quando l’energia elettrica di tensione
non viene temporaneamente
fornita dall’ente erogatore.

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A A

B B

Analogia idraulica della resistenza elettrica: così come a parità


di dislivello del pelo libero più è piccolo il tubo tanto maggiore è
la difficoltà con cui l'acqua passa, a parità di differenza di
potenziale, meno è conduttore un materiale, tanto più difficoltà
avrà la corrente a scorrere. Un isolante lo si può pensare come
un corpo a resistenza grandissima (infinita).

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Lo stesso concetto di resistenza si ritrova nei circuiti elettrici, dove,
a parità di tensione, si avranno correnti diverse in circuiti aventi
diversa resistenza. La resistenza si indica con la R e si misura in
ohm (Ω).

La potenza elettrica (P) si esprime in watt (W) e indica il prodotto


del valore della tensione per il valore dell’intensità di corrente I.

P=VI [W] = [V] [A] (1 watt = 1 volt · 1 ampere)

La prima legge di Ohm permette di calcolare la tensione,


conoscendo la resistenza del conduttore e la corrente che lo
attraversa:

V=RI [V] = [Ω] [A] (1 volt = 1 ohm · 1 ampere)

Chiaramente, con le formule inverse è possibile calcolare l’intensità


di corrente come rapporto tra tensione e resistenza, oppure la
resistenza come rapporto tra tensione e intensità di corrente.

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Considerando la resistenza dei cavi costante e trascurabile, una
caduta di tensione può avvenire solo al variare della corrente
assorbita: alla partenza della pompa dell’autoclave, per esempio, si
ha un momentaneo abbassamento della luminosità delle lampade,
perché un maggiore assorbimento di corrente ha prodotto una
maggiore caduta di tensione.

Nella lettura di uno schema elettrico è importante tenere presente


che le resistenze in serie si sommano (Rs = R1 + R2 + …), mentre
quelle in parallelo seguono la seguente legge:

1 1 1
––– = ––– + ––– + …
Rp R1 R2
Nel caso di resistenze in serie, quindi, la caduta di tensione nel
circuito è maggiore.
Nel caso più semplice e più comune di DUE SOLI resistori in
parallelo, la formula per calcolare la resistenza equivalente
(parallelo) R// o Rp è la seguente:
R1 * R2
Rp = ––——-–—
R1 + R2
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Collegamento di
generatori in serie
e le analogie
idrauliche.

Esempio di collegamento in serie di generatori (e sua analogia


idraulica) che si ottiene attaccando il polo positivo di uno con il polo
negativo del successivo. La forza elettromotrice (f.e.m., o tensione)
totale è data dalla somma delle singole f.e.m. Se, nel caso del
collegamento schematizzato la f.e.m di ogni generatore fosse di 10V, ai
capi del collegamento in serie si avrebbe una f.e.m di 30 V, essendo 3 i
generatori in serie.
Per quanto riguarda l'analogia idraulica di questo collegamento in serie
si può dire che corrisponde all'altezza di liquido che si raggiungerebbe
in un serbatoio introducendovi successivamente tre strati di acqua della
stessa altezza. La pressione idrostatica totale corrisponde alla somma
dei contributi dovuti a ogni singolo strato.
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Collegamento
di generatori
in parallelo e
le analogie
idrauliche.

Esempio di collegamento in parallelo di generatori di uguale f.e.m., la


stessa che si sviluppa ai capi del collegamento. Dunque la f.e.m. non
aumenta, ma aumenta la possibilità di erogare l’energia elettrica per più
tempo. Per quanto riguarda l'analogia idraulica è come se, nel caso di due
generatori, si collegasse un serbatoio all'altro mediante un tubo. La
pressione idrostatica sul fondo dei serbatoi non varia perché l’altezza della
colonna liquida è la stessa, ma varia il tempo durante il quale il sistema dei
due serbatoi è in grado di erogare acqua perché maggiore è la quantità di
liquido che è possibile accumulare.

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