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Il principio di induzione matematica

(a cura di Roberto Bigoni)

Molti teoremi matematici consistono nella dimostrazione che una determinata proprietà è valida per
tutti gli elementi di un insieme universo prefissato: indicando l'universo con A, un suo generico
elemento con a, la proprietà con P e usando il simbolismo logico si può scrivere:

Traducendo: "È sempre vero che, se a è un A, a gode della proprietà P".


Il più delle volte il processo di dimostrazione si basa sul metodo deduttivo: riferendosi ai postulati
ed eventualmente anche a teoremi precedentemente dimostrati e applicando principi logici di
validità generale, si conclude che la proprietà ha validità universale, cioè che vale per tutti gli
elementi di A.
Ad esempio: "È sempre vero che se a è un triangolo, la somma dei suoi angoli interni è uguale ad
un angolo piatto".
Sia ABC un triangolo qualunque e siano α, β e γ i suoi angoli
interni.
Si traccia per C la parallela ad AB (che esiste ed è
unica:postulato).
L'angolo DCA ha misura α'=α perché alterno interno rispetto a
CAB (teorema).
L'angolo ECB ha misura β'=β perché alterno interno rispetto a
ABC(teorema).
La somma di α'+γ+β' è uguale a DCE che è un angolo piatto di
misura π.
Poiché somme di grandezze uguali sono uguali (regola di validità
generale)
anche α+β+γ=π.

Nella fondazione assiomatica dell'aritmetica i matematici operanti a cavallo tra Ottocento e


Novecento, in particolare R. Dedekind e G. Peano, trovarono necessario ammettere un particolare
principio logico, detto principio di induzione matematica, valido per le successioni di
proposizioni logiche.

Data un'applicazione , dove N è l'insieme dei naturali e A un insieme prestabilito, una


successione in A è l'insieme degli elementi di A corrispondenti in f ai numeri naturali.
Usualmente tutti gli elementi di una successione sono indicati dallo stesso simbolo a corredato da
un indice che esprime il numero naturale corrispondente. L'indice va scritto come deponente, cioè
con corpo tipografico più piccolo in basso a destra.
a1, a2, a3,....ai,...
ai è lo i-esimo elemento della successione.

L'intera successione può essere indicata nel seguente modo: .


Ad esempio, la successione dei numeri dispari (di)i ∈ N = {1,3,5,7,....} può essere efficacemente
denotata da di=2i-1 dove d1=1, d2=3, d3=5,...

Una successione di proposizioni logiche è una successione di affermazioni con identico


predicato p riferito ad espressioni dipendenti da un numero naturale i.
Ad esempio:
• pi = "(2i-1) è un numero dispari";
• qi = "(2i-1) è un numero primo".
È intuitivamente evidente che tutte le pi sono vere e che non tutte le qi sono vere, ma l'intuizione
non è ammessa come metodo di dimostrazione: è necessario un procedimento formale di deduzione
o di induzione riconosciuto come valido.
Il principio di induzione matematica risulta particolarmente efficace quando si tratta di dimostrare
che un predicato p è vero se il soggetto è un qualunque elemento di una successione individuato
dell'indice i.

PRINCIPIO DI INDUZIONE MATEMATICA

Data una successione di proposizioni logiche ,


se si verifica che:

• è vera p1 ;
• è vero che se p i è vera, anche p i+1 è vera;

allora tutte le p i sono vere.

APPLICAZIONI

1.
cioè: sommando un numero naturale (maggiore o uguale a 1) con il suo quadrato si ottiene
un numero pari.
L'affermazione può facilmente essere dimostrata per deduzione. Infatti se n è pari, si ha la
somma di due numeri pari; se n è dispari, si ha la somma di due numeri dispari. In entrambi i
casi il risultato è pari.
Usando il metodo di induzione matematica si procede nel seguente modo:

• , quindi l'affermazione è vera.



cioè il numero successivo a n più il suo quadrato è la somma di due numeri pari,
dunque è pari.
• Poiché la proprietà vale per n=1 e, valendo per un qualunque n, vale anche per il
numero seguente, allora vale per qualunque numero n.

2.
cioè: sommando il cubo di un numero naturale (maggiore o uguale a 1) con il suo quintuplo
si ottiene un multiplo di 6.
Anche in questo caso l'affermazione può essere dimostrata per deduzione. Infatti, la somma
indicata o è la somma di due numeri pari o è la somma di due numeri dispari: in entrambi i
casi risulta pari. Basta quindi dimostrare che è anche multipla di 3. Questo è direttamente
verificabile per n=1 o n=2. Per ogni altro n ≥ 3 si ha

in cui la tesi è ovvia se n è un multiplo di 3.


In caso contrario, o (n-2) o (n+2) è un multiplo di 3 e quindi anche il loro prodotto è
multiplo di 3.
Si può quindi porre e ottenere
evidenziando così che la somma è multipla anche di 3.
Usando il metodo di induzione matematica si procede nel seguente modo:

• , quindi l'affermazione è vera.

• Nell'esempio precedente si è dimostrato che è pari, dunque anche

è pari e è un multiplo di 6.

• è la somma di due multipli di 6, dunque è multiplo di 6.


• Poiché la proprietà vale per n=1 e, valendo per un qualunque n, vale anche per il
numero seguente, allora vale per qualunque numero n.

3.
cioè: la somma nei primi n numeri naturali dispari è uguale al quadrato di n
L'affermazione è vera se n è 1.
Ammettendo che sia vera per i primi n dispari, bisogna dimostrare che è vera anche se si
estende la somma al numero dispari successivo, cioè che
Dimostrazione:

4.
cioè: la somma dei quadrati dei numeri naturali da 1 fino ad un certo numero n è uguale ad
un sesto del prodotto tra n, il suo successivo e il suo doppio più 1.
È facile vedere che questa proprietà è valida se ci si ferma a 1.
Ammettendo la validità di questa proprietà per qualunque n, bisogna mostrare che è valida
anche per n+1, cioè che

Dimostrazione:

5.
cioè: la somma dei cubi dei numeri naturali da 1 fino ad un certo numero n è uguale ad un
quarto del quadrato del prodotto tra n e il suo successivo.
È facile vedere che questa proprietà è valida se ci si ferma a 1.
Ammettendo la validità di questa proprietà per qualunque n, bisogna mostrare che è valida
anche per n+1, cioè che

Dimostrazione:
Un'interessante variante della stessa identità è la seguente

cioè

Infatti, nell'uguaglianza

il secondo membro può essere scritto come

ed è facile dimostrare che la base del quadrato è la somma di tutti i numeri naturali da 1 a n.

6.

Se n=1, l'uguaglianza si riduce a .

Ammettendo la validità dell'uguaglianza per n, deve risultare vero che


Dimostrazione:

7. Serie di Mengoli
L'uguaglianza è immediatamente verificata per n=1.
Ammettendo l'identità per n si ottiene

L'identità vale anche per n+1, dunque vale in generale.

8.
cioè: la somma delle potenze successive della base a da 1 fino ad un certo esponente n è
uguale al prodotto della base per il rapporto tra la differenza tra 1 e la potenza n-esima della
base e la differenza tra 1 e la base.
È facile vedere che questa proprietà è valida se ci si ferma a 1.
Ammettendo la validità di questa proprietà per qualunque n, bisogna mostrare che è valida
anche per n+1, cioè che

Dimostrazione: