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Novak Djokovic
Tenista serbio

Novak Djokovic
Novak Đoković (1987 - vivo), tenista
yugoslavo nacido en Serbia.

Citas de Novak Đoković


Incluso en el pasado me concentré
principalmente en slams, durante dos o
tres años fui el n. 3, pero cuando llegué
a las rondas decisivas nunca pude dar
lo mejor de mí, jugar mi tenis en la Serie
A. Especialmente contra Federer y
Nadal: porque no tenía su fuerza mental.
Ahora creo más en mí, sé lo que tengo
que hacer en los partidos importantes.
Aprendí de Rafa y Roger a mantener la
calma y disparar los mejores tiros en el
momento adecuado. Me enseñaron
cómo vencerlos, cómo ganar los golpes.
[1]

Da bambino mi sentivo creativo, e


sognavo di avere qualcosa di ognuno
dei grandi campioni che vedevo per poi
superarlo, immaginando di poterli
acquisire e rielaborare a modo mio. Mi
riferisco alla risposta di Agassi, al serve
and volley di Sampras, i colpi di volo di
Rafter ed Edberg: tutto è cominciato
così.[2]
Ho ancora in mente l'immagine di Pete
Sampras col trofeo di Wimbledon tra le
braccia. Questa è una delle immagini
presenti nella mia testa che sono
rimaste lì per tutto l'arco della mia
carriera e che mi hanno spinto a
diventare un tennista professionista.[3]
[Nel 2011] I giocatori stanno trovando
molte difficoltà, specie verso la fine
dell'anno, per essere in forma al 100
percento in tutti i tornei. Ma se dovessi
ottenere gli stessi risultati di Borg potrei
fermarmi in un paio d'anni. Sarei più che
felice di una carriera simile alla sua.[4]
I tempi sono cambiati. Con tutto il
rispetto per il tennis di 20 anni fa, oggi
questo sport è molto più fisico e
comporta un grande dispendio di
energie per il nostro corpo. Non
abbiamo molto tempo per recuperare.[4]
Immaginate gli Stati Uniti privati di uno
stato che è stato la culla della loro
storia. Ecco, questo è il Kosovo per la
Serbia. Purtroppo ci sono poteri che non
si possono combattere, ma io so da
dove vengo e so cosa sta succedendo
in quella regione da cui proviene la mia
famiglia.[5]
L'anno scorso non mi sono divertito
molto, ma quell'esperienza mi è servita.
Quest'anno è diverso perché mi sono
presentato qui da vincitore di un torneo
del Grande Slam e come un giocatore
più maturo e cresciuto mentalmente e
fisicamente.[6]
La decisione finale è stata mia, non ho
mai pensato di cambiare paese. La
Serbia fa parte di me. Siamo un popolo
molto orgoglioso, e l'aver vissuto
momenti difficili ci rende ancora più fieri
di quello che siamo.[5]
[Sulla finale degli US Open 2007] La
finale dello scorso anno fu incredibile e
inspiegabile. Entrai in campo e 23000
persone si alzarono, momenti che non
potrai mai cancellare. Mi fa piacere che
la gente abbia un bel ricordo di me. Più
per le mie imitazioni che per il mio
tennis, ma va bene lo stesso! È bello
essere di nuovo qui.[7]
La guerra mi ha reso una persona
migliore perché ho imparato ad
apprezzare e a non dare niente per
scontato. [...] La guerra mi ha reso
anche un tennista migliore perché mi
promisi di dimostrare al mondo che
esistono anche dei serbi buoni.[8]
Nadal mi sembra la replica di una statua
greca fatta di prosciutto spagnolo.[2]
[Sui Fab Four] Penso che la gente si
emozioni e si appassioni sempre di più
solo se ci sono grandi rivalità e giocatori
molto forti ad animare questo sport.
Delle rivalità con tante occasioni di
confronto e momenti in cui l'uno sia
superiore all'altro e viceversa. Altra cosa
importante poi è l'essere diversi, e noi lo
siamo: non c'è uno stile di gioco
comune, eppure a modo nostro, sia col
gioco che con la personalità, siamo tutti
carismatici. Questo, ripeto è solo un
bene per il tennis.[9]
[Dopo una partita al Master di Madrid
del 2012] Potrei giocare con le scarpe
da calcio, oppure chiedere consigli a
Chuck Norris su come rimanere in piedi.
Non ho più parole per descrivere quello
che penso rispetto a questa terra blu.
Qualunque cosa tu faccia su questo
campo, andare a rete, andare in allungo,
muoversi lateralmente... qualunque
movimento ti fa scivolare. Ho parlato
con molti giocatori e sono tutti
d'accordo con me. Non so cos'altro dire.
Non mi piace cercare scuse e Daniel ha
giocato benissimo, in particolare col
servizio, appoggiato dal pubblico come
è giusto che sia. Ma non ho trovato
ancora un solo giocatore cui piaccia
giocare su questa superficie. Penso che
le opinioni dei giocatori dovrebbero
essere ascoltate. La decisione presa dal
torneo sulla terra blu è un esempio di
come i giocatori non vengono ascoltati e
spero che le cose cambieranno in
futuro.[10]
Quando parto favorito prima di un
match, ogni mio avversario è motivato a
giocare al massimo contro di me. Nella
maggior parte dei miei incontri incontro i
favori del pronostico, ed è una cosa cui
bisogna abituarsi se si vuole rimanere al
vertice.[11]

Citas sobre Novak Đoković


Novak Đoković esulta con il trofeo dell'Australian
Open

[Nel 2012] All'inizio non mi sembrava


che spaccasse il mondo. Quando poi
l'ho conosciuto, ho capito che aveva una
motivazione e un'energia fuori dal
comune. È sempre stato convinto di
diventare numero 1 del mondo. È
incredibile. (Ivan Ljubičić)
Certamente Novak gioca un tennis
incredibile, ma non è un alieno. Infatti
quello che fa meglio degli altri non è il
colpire la palla con più potenza o
profondità e non è l'avere un gioco
tecnicamente superiore, ma semmai il
colpire la palla in anticipo, anche perché
è sempre nella posizione giusta, e
questo ti stanca alla lunga. Non ha poi
la miglior risposta del circuito, ma
raramente commette errori gratuiti:
questo secondo me lo rende più forte.
(Jo-Wilfried Tsonga)
[Nel 2011] Credo che Djokovic sia
migliore di Federer soprattutto perché
ha degli avversari di maggior rilievo.
Murray e Nadal sono in grandissima
forma, c'è Del Potro e altri giocatori
molto pericolosi. In questo momento il
livello di tennis è molto più alto e ed per
questo che dico che Djokovic è migliore.
(Pat Cash)
Dalla Coppa Davis Novak Djokovic gioca
un tennis fantastico, per questo ha vinto
meritatamente l'Australian Open. Però
secondo me non è un Federer, né un
Nadal, in grado di dominare gli avversari.
Vincerà altri grandi tornei, ma è una
spanna inferiore agli altri due. (Tim
Henman)
Djokovic è un falso, ama solo mettersi in
mostra e recitare. (Jerzy Janowicz)
E però, vuoi mettere Djokovic, l'Ufo
Robot più martellante che ci sia, grinta e
geometrie, uno che gioca a petto in fuori
e che, fino a qualche mese fa, sorrideva
molto? (Gian Luca Favetto)
Eppure tutto si può dire fuorché Djokovic
sia antipatico. È intelligente, è spiritoso,
parla e cerca di parlare in più lingue (a
differenza di altri che non ci provano
neppure), non dà quasi mai risposte
banali, è personaggio, è stato costretto
ad abbandonare le sue formidabili
imitazioni soltanto perché chi ne era
oggetto mostrava di non gradire – si
chiamasse Roger, Rafa oppure Maria
(Sharapova) oppure gli agenti sciocchi
degli stessi – ed invece erano
spassose. (Ubaldo Scanagatta)
[Nel 2011] Ha azzerato indoor, cemento
e terra rossa. Come Monica Seles, che
con la risposta ha rivoluzionato il tennis
donne, Novak Djokovic sta
sconvolgendo non solo record e
gerarchie, ma il gioco stesso degli
uomini. Perché, come il gemello diverso,
Andy Murray, non fa differenza fra game
di servizio e di risposta: al gong, è subito
dentro il campo, a rubare tempo ed
iniziativa all'avversario, con
l'acceleratore premuto e il radar puntato
sugli angoli più impossibili. Così ha
asfissiato la classe di Roger Federer, ma
anche la tecnica di Rafa Nadal. Che,
soffrendolo di fisico, lo subisce pure di
testa. (Vincenzo Martucci)
Ha la capacità di "restringere" il campo
con il suo equilibrio e la sua flessibilità,
ma è molto di più di un giocatore capace
solo di difendersi benissimo. La sua
risposta è migliorata a tal punto che
riesce sempre a piazzare la racchetta
sul più letale dei servizi. Probabilmente
la parte del suo gioco più sottostimata è
la sua nuova seconda di servizio. Non
ha paura nei punti importanti e sembra
sempre migliorare. (Brad Gilbert)
Joker sa sempre come giocarla in modo
giusto, | in tutto il mondo la gente lo
acclama, | oh yeah, Nole. (Zona B)
Lui gioca con palla da tennis e con i nostri
cuori, | fa impazzire davvero tutti i fan, |
quando le cose si fanno brutte la
racchetta viene rotta | e allora, credetemi,
alcune parole cattive vengono dette. | Ma
tutto finisce con il suo sorriso, marchio di
fabbrica, | lui è un ragazzo molto, molto
ganzo ed è ok, | oh yeah, Nole. (Zona B)
Non è un giocatore che incanta, non ha il
repertorio e la varietà di colpi di Federer,
né la caparbia ferocia agonistica e
l'esplosività di Nadal ma amministra con
ordine e con ammirevole continuità le
sue qualità. (Rino Tommasi)
[Riferito a Londra 2012] Non ho mai
visto nessun atleta, neanche ai tempi
della Jugoslavia, che si fosse
presentato alle Olimpiadi con questa
energia, con questa voglia di lottare per
una medaglia. (Vlade Divac)
Non posso compararmi a questi ragazzi,
non facciamo nemmeno lo stesso sport.
Se giocassi contro Djokovic il mio
miglior tennis di trent'anni fa, con le
racchette dell'epoca, lo batterei
agevolmente 6-0 6-0 6-0. Il tennis di oggi
non mi piace, non mi apporta le stesse
emozioni che avevo quando a scendere
in campo ero io... (Yannick Noah)
Novak ci porta più vicini all'Europa.
Continuo a dirgli: "Un'altra vittoria, Novak,
ed entreremo nell'Unione Europea."
(Janko Tipsarević)
Novak è il nostro migliore sportivo di
sempre. Sono con lui con tutto il cuore e
sono sicuro che non solo vincerà
Wimbledon ma che resterà a lungo ai
vertici del tennis mondiale. [...] È
passato il tempo di Federer e Nadal, ora
è cominciata l'era di Novak Djokovic.
(Dejan Stanković)
Novak ha la mente dalla sua, è molto
molto forte da quel punto di vista,
soprattutto quando gioca con avversari
del suo livello. Poi ha una grande difesa,
corre bene e tecnicamente ha ancora dei
margini di miglioramento sul piano
tecnico. (Pete Sampras)
Per il momento ha meno "aura" di Roger
e Rafa a causa delle vittorie negli Slam,
inoltre loro sono stati al top per molti
anni anche se bisogna riconoscere che
Novak ha avuto un anno molto buono.
Per cui è ancora lontano da quello che
hanno raggiunto gli altri due. La sua
posizione nel tour non è ancora storica.
(Jo-Wilfried Tsonga)
Per tanto tempo, soprattutto quando
c'erano le guerre, la gente ci vedeva
come persone cattive. Era difficile far
sentire un bambino orgoglioso di essere
serbo. Adesso Novak ha dato al nostro
popolo quello di cui aveva bisogno:
essere fiero di sé. (Vlade Divac)
[Nel 2011] Più aggressività e spinta di
Lendl, più varietà nelle botte da fondo di
Nadal. Eppoi, riflessi, mobilità, posizione
avanzata, impatto con la palla e, quindi,
risposta da doppista. Rafa non reggeva
le pallate da dietro e col rovescio
rallentava, e Nole l'ha massacrato: ha
più armi tecniche. (Paolo Bertolucci)
Quando giocai con Djokovic nel 2005
pensai che stavo affrontando un mio
clone, facevamo tutto uguale,
costruivamo il punto sempre con il
rovescio, lo battei ma di misura... (Brian
Baker)
Ricordo che era un tipo normale, a
posto. Ma quando ha ottenuto il suo
primo grande successo, il suo sguardo è
semplicemente cambiato. Lo si poté
notare perfettamente. Non è che
litigammo o cose simili, sentii
semplicemente che era cambiato e non
mi piace questo nelle persone. Mi
piacciono i caratteri forti che non
cambiano quando arrivano il primo
successo o i soldi. Questa è la qualità
più importante per me ed è importante
per me non cambiare. (Ernests Gulbis)
Rispetto molto tutti: Nadal, Federer,
Murray. Sono molto forti, ma in maniera
simile. Novak è uno che mischia: il gioco
con la personalità. (Boris Becker)
Roger, Rafa e Novak si sono
indiscutibilmente distinti come i migliori
giocatori sino a questo momento. Non
c'è alcun dubbio. Detto questo, non c'è
nessuno di imbattibile, e io li ho battuti
tutti e tre! (Andy Roddick)
Se vuole sono pronto a cedergli la
poltrona della presidenza. (Boris Tadić)
Sì, sembrava avesse male alla caviglia…
tutte e due… alla schiena… all'anca… un
crampo… l'aviaria… antrace… SARS…
influenza comune… se uno sta male, sta
male. Non so se faccia finta o meno, ma
o è uno che chiama il medico per
qualunque cosa, oppure è l'uomo più
coraggioso del mondo, decidete voi.
(Andy Roddick)
[Su Đoković e Murray] Sono coetanei, 29
anni, nati a maggio: uno sembra un eroe
greco disegnato con ironia, l'altro un elfo
del Nord ingrugnito e insoddisfatto.
(Gian Luca Favetto)

Gianni Clerici …

Da modesto insegnante di tennis,


aggiungerò che il gioco del nuovo
campione si basa su una condizione
tecnica straordinaria, anche per la
capacità di assorbire e metabolizzare la
fatica. Grazie allo straordinario perno
delle gambe, Nole è in grado di colpire
splendidamente palle per altri quasi
perdute all'esterno delle righe laterali, e
trasformarle in parabole rientranti di
geniale geometricità. «Mi ricorda
qualcuno» mi ha giusto confermato
questa mattina Gianni Rivera. Bimane
sul rovescio com'è ormai obbligatorio
nell'Era post Federer, è in grado di
giocare con una sola mano volée e drop
micidiali, dissestando un tennis
contemporaneo ormai legato alla linea
di fondo. Ha acquistato in se stesso
tutta la fiducia instillatagli da un'intera
tribù, o meglio da un'intera nazione.
Poi Djokovic è straordinario. Le sue
imitazioni erano divertentissime.
Peccato che alcuni non abbiano gradito.
Sai cosa mi disse Fiorello: "Questo può
diventare più bravo di me". Magari finito
di fare il tennista si divertirà a far
l'attore. Poi il campione è anche attore,
in fondo, almeno sul campo. C'è una
componente di teatralità nel campione.
Questa deliziosa rappresentazione ci
sarebbe stata offerta da un giovanotto
che avrebbe potuto scegliere il suo
destino non su un court, ma su un
palcoscenico, uno che, ancor prima di
diventare campione, attore è nato.
Nell'annuale show che i tennisti offrono
ad un pubblico di addetti ai lavori, il
mercoledì di ogni anno, Djokovic era
stato la star, un imitatore che, volendo,
sarebbe potuto divenire un protagonista
alla Teocoli, alla Crozza. Persino i
bersagli delle sue imitazioni, Nadal,
Federer, erano stati costretti a divertirsi,
di fronte ai propri difetti ingigantiti.

Andrea Scanzi …

Novak Đoković nel 2011

Il Duce Serbo è il male maggiore, ma


toccherà sopportarlo a lungo, perché
non è solo forte: è sadico.
Cannibalmente attratto dal trionfo
plebiscitario. Federer, al di là delle
iperboli, delle metafore politiche e del
carisma obitoriale, gioca
sontuosamente (non sempre, spesso sì)
a tennis. È un bel vedere, per quanto
somigliante a un disco di David Gilmour
o un libro di Alessandro Baricco.
Djokovic, no: il suo tennis è una palla
sovrumana. Piace a chi vuole vincere e a
chi stravede per la tattica. Piace a chi
concepisce il tennis come una branchia
della geometria e dell'architettura. Bravi,
bene 8 +, ma se è così meglio avvicinarsi
a Renzo Piano. Djokovic è il nuovo Lendl,
e già questo basterebbe a detestarlo.
Il Lendl di oggi, senza però il coraggio di
essere pienamente cattivo. In campo è
scorretto, simula infortuni, boccheggia
come se vivesse in continua apnea. Poi
fa un punto decisivo ed esulta
belluinamente, come neanche un
ustascia. Cattivissimo. Ma fuori dal
campo, no: si presenta come simpatico,
imitatore di colleghi, raccontatore di
barzellette.
Mira al potere, anela alla dittatura,
baratterebbe qualsiasi cosa per lo
Scettro, ma tiene alle buone maniere.
Non vuole solo la botte piena, ma pure
la moglie ubriaca. Il plauso di pubblico e
critica. E allora fa burlesche imitazioni
(dei colleghi), racconta barzellette
(come Berlusconi), continua a
canticchiare quel motivetto celentaniano
che fa "Eppure son simpatico". Col
risultato di non essere né carne né
pesce. Né buono, né cattivo. Solo
antipatico. E soporifero: non un tennista
ma un Meccano. La filosofia di Djokovic
è il chiagnefottismo. È l'uomo dei capelli
a spazzola tenuti insieme dal Vinavil, dei
ritiri e del medical time out. Se perde è
colpa di infortuni imprecisati, di dolori
impalpabili, del buco nell'ozono o della
crisi finanziaria. È sotto di un set? Tac,
chiama il medico, un quarto d'ora di
pausa e l'altro perde il ritmo.
Leggo adesso di un Djokovic involuto da
due anni, bruttino e insipiente: l'idea di un
peggioramento presuppone però
un'antecedente epoca dell'oro, durante
la quale Djokovic sciorinava spettacolo
e praticava un tennis champagne.
Quando, di grazia? Sa dirmi qualcuno
quando mai il gioco del Fingitore
Fiorelliano è andato oltre un'idea
soporifera di Meccano? Quando, per
dirla coi filosofi presocratrici, Djokovic è
stato meno palloso di adesso?
Rispondiamo con certezza iconoclasta:
mai. Djokovic è (sempre stato) il più
brutto tennista dei Fab Four, noioso e
ripetitivo, tignoso e allegramente
chiagnefottista.
Non sono mai stato un suo tifoso: me ne
darete atto. Non mi piace né il suo
gioco, né quel fare fiorello-
paraculeggiante di chi fa il simpatico
furbino in favor di telecamera.
Situazionista e chiagnefottista, da
sempre e per sempre. Però, però. Però
quanto avremmo avuto bisogno di gente
con questa tigna, questa arroganza,
questa tempra, quando Federer e Nadal
si spartivano il bottino tra sorrisi melliflui
e faide stolte tra fanboys evasi
dall'asilo.
Nota
1. Citato in Stefano Semeraro, Djokovic, il
tennis oltre l'infinito: "Il segreto? Studio
le mie onde" , LaStampa.it, 31 gennaio
2012.
2. Citato in Davide Uccella, Djokovic e
Nadal in copertina, Nole nel cast di un
film! , Ubitennis.com, 1 dicembre
2011.
3. Citato in Piero Pardini, Citazioni a
bordo campo , Ubitennis.com, luglio
2008.
4. Citato in "Se vinco quanto Borg tra due
anni mi ritiro" , Repubblica.it, 20
novembre 2011
5. Citato in Riccardo Bisti, Djokovic dalle
bombe al numero 1 , Ubitennis.com, 6
luglio 2011.
. Citato in Piero Pardini, Citazioni a
bordo campo , Ubitennis.com,
novembre 2008.
7. Citato in Piero Pardini, Citazioni a
bordo campo , Ubitennis.com, agosto
2008.
. Citato in Maik Grossekathöfer, Der
Spiegel; traduzione di Daniele Vallotto,
Djokovic, l'orgoglio della nuova Serbia ,
Ubitennis.com, 10 ottobre 2011.
9. Citato in Davide Uccella, Djokovic sui
Fab 4: "Siamo una risorsa di questo
sport" , Ubitennis.com, 14 giugno
2012.
10. Citato in Teo Gallo, Djokovic spara a
zero sulla terra blu! , Ubitennis.com, 9
maggio 2012.
11. Citato in Piero Pardini,Citazioni a bordo
campo , Ubitennis.com, settembre
2008.

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