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a G R A M MI A ITUTTE ;

E 2-

C O L L O Q U I
PE R I M P A R A R E L E L IN G U E

ITALIANA, GRECA - VOLGARE, e TURCA,


E VA RI E SCIENZ E.

O P E RA pri P, M.

B E R N A R D I N O P I A N Z O L A

CHE FU PREFETTO DELLE MISSIONI ORIENTALI


D E' M IN O R I CON VE N TU A L I .

Edizione ſeconda con molte correzioni, ed aggiunte.


T O M O III.

IN PADOVA, A S. FERMO 1789.


ºsº.xooeroazerrazzeree eeeeeeeee
PRESSO GIO: AN TON I O coNzATTI.
Si vende in Venezia dalli Sigg. Michele Glikì, Ant. Zatta, e Lorenzo Baſegio
GON LICENZA DE' suPERIO RI.
- - -
- -

Più vale la pratica, che la Grammatica.


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n - - - º - -
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- -

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v v 7 Il

A C H I L E G G E.

Ecai, o benigno Lettore, le regole per apprendere con facilità le Lingue Ita
liana, Greca-volgare, e Turca. In queſta ſeconda edizione, per togliere la confu
ſione, l'ho meglio ordinate, con ponere in diſtinti paragrafi le regole di cadauna
delle tre lingue 3 e gli Eſempi delle Declinazioni; e Conjugazioni, per non repli
carli, li ho uniti inſieme, ma però con diverſi caratteri. Vi ho poi fatta l'aggiun
ta di più centinaia di Fraſi, di non pochi Orientali roverbj, e di molte Maſſi
me e politiche ; e morali, anzi di altri trenta e più Dialoghi, o ſia Colloqui ſo
pra pratiche diverſe materie e famigliari, e ſcientifiche. E ciò per eſercizio, e
per fecondare la mente di termini e fraſi, e delle diverſe varie maniere di eſpri
merſi, proprie di ciaſcuna delle tre Lingue, e per eosì apprendere nello ſteſſo tem
po e le Lingue, ed il coſtume, e il Mondo, e le Scienze, almeno ſuperficialmenº
te, come apparirà dal ſeguente
º
I C E A
I N D
PARTF I. delle Lettere, e Ortografia, CAP. III de Pronomi. - ivi:
con cui è ſcritta queſta Grammatica, S. I. De Pronomi Primitivi, e Perſonali
e queſto Dizionario Italiano, Greco, e Italiani, Greci, e Turchi. ivi
Turco - , e pag. I S. II. de'Pronomi Poſſeſſivi. 21 e
S. I. Delle Lettere, e Ortografia, che s' S. III. de'Pronomi Conjuntivi . 22e
uſano per l'Italiano. - 4s S. IV. De Pronomi dimoſtrativi 22.
S. II. Delle Lettere 27. uſate per il Gre S. V. De'Pronomi Relativi. 23 e
co-volgare. . . 6. S. VI. De'Pronomi Interrogativi -
- 24.
S. III. Delle Lettere, e Ortografia nello CAP. IV. Del Verbo. 25
ſcrivere il Turco. - - 7. S. I. Delle Conjugazioni de Verbi Ita
S. IV. Catalogo d'alcune voci Gramma liani. - i ivi.
,ticali in Italiano, Greco, e Turco. 8. S. Il. Delle coniugazioni de Verbi Gre
AR. II. Delle Parti dell'Orazione. 9. Cl e , i Vie - - , . . -

S. I. Delle Parti del Diſcorſo Italiano, e S. III. Delle Conjug. de Verbi Tur. 26.
Greco. e s . ivi. S. IV. Conjngazione del Verbo Avere. 272
S. II. Delle Parti del Diſcorſo Turco. ivi. S. V. Conjugazione del Verbo Volere. 28.
CAP. I. dell'Articolo Italiano, e Gre S. VI. Conjugazione del Verbo Eſſere. 27.
co . . . . , Io, S. VII. Eſempio della 3. Conjugezione Ita
CAP. II. del Nome, e delle declinazioni liana, della 1. Baritona, e della 2.
Italiane, Greche, e Turche. I Ie
Turca. . .. . - - - - - 32.
S. I. Delle declinazioni de ſoſtantivi Ita S. VIII Conjugazione del Verbo Baritono
- liani. - a º - ivi. paſſivo. I , º , 34e
S. II. Delle declinazioni de nomi ſoſtan S.IX. Coniugazione d'un V. Circonfeſſo
tivi Greci. 12.- attivo, e paſſivo. . .
- 35
S. III. Delle declinazioni dei nomi ſo S. X. Canjugazione del v. circonfleſſo a
ftantivi Turchi. - - ivi. , ghapò. - 35 -
S IV. Dei Norni Adjettivi Italiani, Gre S. XI. Conjug. d un v. deponente. 37.
- ci , e Turchi, . . - . . . 5' S. XII d' alcuni Verbi irregolari Ital. 37.
-

S. V. Dei Comparativi, e Superlativi I CAP. V. Del Participio, e Gerundio. 39.


taliani, Greci, e Turchi. 17 CAP. v1. degli Adverbj. 4o
S. VI. Dei Nomi Numerali. 18. CAP. v11. delle Propoſizioni. 42
S. VII. della formazione, o ſia derivazio CAP. v1 11. Delle Congiunzioni. 43.
ne d'alcuni "
1 urchi - ,2o. CAP. 1x. Delle Interjezioni. ivi
CAP, PAR
raro 1 e iti. Della Jintaſſi Italiana, Gre- Colloq. 3 I. Sopra gli anni Climaterici, e
ca, e Turca. ivi. giorni Critici. 126,
PARTE 1 v. D' alcune Fraſi Italiane , Colloq. 32. de diverſi Governi. I 27.
Greche, e Turche. 5o, Colloq. 33. Delle ſette Maraviglie del
CAP. I Fraſi Italiane, Grec., e Tur. ivi. Mondo. - ivi.
Caº 11. Proverbi Politici Italiani, Gre Colloq. 24. delle ſette Sibille. ivi.
chi, e Turchi. 6o. Colloq. 35. Cronologia della 4. Monat
G4 º 111. Proverbj Morali Italiani, Gre chie. I 28.
chi, e Turchi. 66. Serie de Regni Antichi. ivi.
CAP. iv. Maſſime Spirituali Italiane, Colloq, 36. delle Età del Mondo. 129.
Greche, e Turche. 68. Colloq. 37. Analiſi della Storia Eccleſiaſti
94P. v. Dialoghi, in Italiano, Greco, ca diviſa ne XVIII. Secoli 132
e Turco. 77. Categoria de'Concilii Ecumenici, e Par
Cºlloq. 1. Tra due Amici nel ſalutarſi. 7 ticolari. I42
Colloq. 2. Sopra il mangiare. %. Tavola de'principali Eretici, ed Ereſie 143.
9ºlloq. 3. Sopra il viaggiare. ivi. Proſpetto della Sacra Scrittura. I 44 a
9ºllea. 4. Sopra l'aloggia. 79. Serie Cronologica delle Perſecuzioni del
Cºlloq. 5. Sopra li conti con l'oſte. 81. la Chieſa. I 45 e
Colloq. 6. Un Amico viſita l'altro. ivi. Serie de Sommi Pontefici Romani 146
Cºllºq. 7. Sopra le novità. 82. Catalogo de principali Santi Padri, e Dot
Cºlloq 8. Tra il Padrone, e il Servo. 84. tori della Chieſa - I47e
Colloq. 9. Circa la Caccia. 85. Catalogo Cronologico di Uomini, e Don
Cºlloq. 1o. Tra il Padrone, e il Servit. 86. ne illuſtri . 148.
Cºlºr 1 r. Circa una Collazione. 87. Colloq. 38. Iudice dell'Origine, e inven
Cºlloq. 12. Sopra nn Giardino, 38. zione di varie coſe. , 49
Colloq. 13. Sopra il Giuoco. 9o. Serie cronologica degl'Imperatori d'Oc
Colloq. 13. Sopra il Paſſeggio. 9 I, cidente, ed oriente. I 5 I•
9ºlº1 15. Sopra la lingua Italiana, 93. Colloq. 39. Del Blaſone, e Ordini Ca
Colloq. 16. Sopra Novelle. 94. vallereſchi. I 53 -
9olloa. 17. Per interrogar qualcuno. 95. Colloq. 4o. Delle Bandiere . i 54
Colloq. 18. Sopra lo ſcrivere, 96. Serie cronologica del Patriarchi di Co
Colloq. 19. Con un Infermo. 97. ſtantinopoli. -

Cºlº1. 2a. Sopra la Geometria, Ioo. Serie cronologica de Dogi di Venezia.


Coºa 21. Sopra la Mitologia. Io3. Serie cronologica de' Veſcovi, e Canonici
Cºlº1 22. Sopra la Coſmografia. 1os. di Padova. -
Colloq. 23. Sopra l'Aſtronomia. Io 6. Colloq. 41. Di varie Scienze ed Arti 155.
Cºllºq. 24. Sopra la Linea Meridiana. 1e 9. Colloq. 42. Cronolog. Storia de' Tur, 157.
Colloq. 25. Sopra l'Orologio Solare. ivi. Serie cronologica, e Geſta de' Califi
Cºlloq. 26. Sopra la Geografia. I 1 I, Maomettani. I 59
Tavole dell'Europa, Aſia, Africa, Ame Cronologica Serie, e Geſta degl'Impera
rica - I I3. tori Ottomani . 1 4 1.
Collea 27. Del numero degli Abitatori Colloquio 43. Catalogo degl'Imperj, Re
del Mondo. - I 18. gni, Principati, e Signorie, che poſ
Collea. 28. Catalogo de Nomi antichi ſeggono i Turchi. I 62s
de' Paeſi, Popoli, e Mari • I 18. Colloquio 44. Sopra la durazione, ed e
Colled. 29. de Nomi de principali Paeſi, ſtenſione de' Turchi. I 63 •
e Nazionali in Italiano, Greco, e Tur Catalogo Di alcuni Santi Coſtantinopoli
CO , 121. tani, e di altri luoghi Orientali rife
Colloq. 3e. Sopra la Cronologia. 123. riti nel Martirologio R. I 64
I L F I N E.

B R E-
BREVE GRAMMATICA
PER APPR E N D E R E L E L IN GUE

Italiana , Greca-volgare, e Turca.

- Qa. Grammatica, premeſſa al mio Dizionario pochi anni fa dato


alla luce, ed al preſente con molte correzioni, ed aggiunte riſtampa
to, per imparare le lingue Italiana, Greca-volgare, e Turca, è diviſa
in quattro Parti.
Nella I. Si tratta delle Lettere, e della Ortografia, con cui io ho
ſcritto, e ſtampato le parole di dette tre Lingue con i caratteri Franchi -
Nella II. Si tratta delle Parti del diſcorſo di detti tre Idiomi. si
Nella III. Della loro Coſtruzione e Sintaſſi .
Nella IV. Si ſtendono alcuni Dialoghi, Proverbi, e non poche Fraſi
in tutti e tre que Linguaggi per facilitarne la pratica.

PARTE I
Delle Lettere, e della Ortografia, con cui è feritta queſta Grammatica,
e il Dizionario Italiano, Greco, e Turco.

Perchè a molti ſuole riuſcire difficiliſſi- non ſono ſufficienti, nè corriſpondono


mo l'imparar bene a leggere, e a ſcrive- al numero, al valore e alla pronuncia
re il Greco, il Turco, e l'Armeno, con di quelle de' Greci, Turchi, e Arme
i loro propri caratteri le parole Gre- I ni; per eſprimere con eſſe, per quanto
che, e Turche, ed anche le Armene in I ſi puo, tutte le loro parole con la lo
queſta Grammatica, e nel mio Diziona- i ro propria pronuncia, è ſtato ſpediente
rio ſi ſono ſcritte e ſtampate per mag- ideare, per così dire, un nuovo Alfa
giore comodità dei Franchi con i ca beto per il Greco, e un altro per il
ratteri uſati comunemente dagl' Italia- l Turco, e Armena: e l'uno, e l'altro
ui, e Latini. vien eſpreſſo nelle due ſeguenti Ta
Ma perchè le Lettere dei Franchi vele. -

- -
A i
- º
-- -- - º

- i - - -

ºº
- ºe - -
ti,
Gramº, A. Le
-E
2,

Le Lettere | Le Lettere Latiue per Tg I pauuare le robe Le Lettere appreſſo


Italiane , e iſcrivere il Greco | EANnvas tra exoria - li Greci ſono ven
Latine ſono ſono queſte venti- coapa. tiquattro.
queſte venti- ſette, º

cinque .

A a a A a A a A’apa Alpha A e a -

B b be B b Mr u, l Bra - Bita B g v
C e ce C c K x Tauua Ghamma Tx g
D d de I Ch ch x x Aiara Dhelta A ) dh
E e e D d T a E lady E pſilon E s e
F f ef | Dh dh A , Zira Zita Z & Zita
G g ge . E e E e H'ra Ita H n j longo s
-H h dka | F f dp o Gira Thita G) S th
I i i G g Ty Iora Iota I i i breve
J i ji | Gh gh r y Karra Cappa K x c, k
K k Ka | I i I i Adugia Lamvda A a l
L l el |J j H i Mi My M u m
M m em i K k K x N5 Ny – N y n
N n en I L l A A Ei Xi E 2 x , cs
O o o M m M la Oulxpir O micron O o o piccolo
P p pe N n N y II , Pi II a p
Q q qu .O o O o Pa, Rho P p r
r ey' P p II Tr 2ioua Sigma 2a s s
s es . R r P e Tab Taf T a t
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R. A L
3
L' A L F A B E T o
4 e, . Con cui ſi ſcrive l'Italiano, e il Latino - . » .

A È c D E F G H IJ K L M N o P O R s T UV X z r
a b c d e fg h : i k l m n o p a r ſt u v x z y
a a e i o u 3 m ma me mi mo mu my
E ba be bi bo bu by n na ne ni no nue ny
c ca ce ci co cu cy p pa pe pi po pu py .
d da de di do du dy a qua que qui quo quu quy
f fa fe fi fo fu fp r ra re ri ro ru ry
i #a #be hi# ho# bu# #
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ſ ſa ſe ſi ſo ſu ſy
t ta te te to tu ty
f ja je ji jo ju jy v va ve vi vo va vy
K ka ke ki ka ku ky 3 xa xe xi xo x te xy
l la le li lo lu ly
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z za ze zi zo zu zy
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I A L F A v I T O s - H A G E ,
Dhia na dhiavazi canìs etuto to Vivlton. Bu kiitaby, ukumak ic iti. . . .
2 e 6 di bri E F 6 Gi fi i j . A º cº ci o si º gi Gfi fi i j
K L M, N O P Q R S T K K L M N N O 5 P Q R
TH U V X Z Y . . . . . . . . . . º, i
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a b c ch d dh e fg gh h i i k 1 m . m n n- o è p q r fs 5 t u ii v x z y
di o p q r ſ s t th u v x z y . . .
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a a e i o Ul b ba be bi bo bo bu bu by
b ba be bi bo bu I 7a e 'i o '5 du Cii y
c ca ke ki co cu ch cha che chi cho chö chu chi chy
ch cha che chi cho chu d da de di do do du du dy
v d, da de di do du f fa fe fi fo fo fu fii fy
dh dha dhe dhi dho dhu g ga ge gi go go gº gº ty
fa, ſe ſi foſu g g a g e 3 i go go gº gº g
ga jc ji. , go, gu, ; gº gia gie gi go go giu glu gy
g
ki
gha ghe ghi gho ghu
ha he hi ho hu
i i; i ii gi gi ii ghi, gby
li ha be hi ho ho bu hu hy
J Ja Je J1 Jo Ju i ja , je ji jo - id ju ju jy
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" kºil
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m ma me mi mo mu l la le li lo ti lu li ly
n na ne ni no nu m ma me mi mo mo mu mu my
p pa pe pi po pu n na ne ni no nò nu nii ny
q qua que qui quo quu n- n a n-e n-i n-o n- o n-te n-u n 5
r ra re ri ro ru - p pa pe pi po po pº pi fy
S S3. Se Si So Su e r ra re ri ro ro ru ru ry
t - ta te ti to tu ſi ſa ſe ſi ſo ſo ſe ſi ſv
th tha the thi tho thu 5 7a Fe Ti 5 o 5o ſu 'u y
V va ve vi vo vu t ta te ti to td tu tu y
X za xe xi xo xu v va ve vi vo vò vu vu vy
2. 22 Ze Zi 20 zu z za ze zi zo zo zº zii zy

º,

A 2 - S. I.
-
- -

A.
- A P A R T E I.
Na nel corpo delle parole non ſi uſa
S I. mai avanti b, e p ; ma in ſua vece ſi po
ne m v. g. tomba, e non tonba,
Delle Lettere, e Ortografia , che Qa in mezzo alle voci ſuole, e deve eſ.
– s'uſano per l'ITALIANO. ſere preceduto da un c v. g. acqua, nacque.
Rr ſi pronuncia dolcemente ſenza fre
L' Italiano ſi pronuncia come ſi ſcri mito, ſenza ſerrari detti, e ſenza tene
ve, e ſi ſcrive come ſi pronuncia. re, e far tremolare la lingua ſotto il pa
Le Lettere, con cui ſono quì ſcritte, lato. - , -

e pronunciarſi devono le voci italiane, Js parimenti ſi deve pronunciare con


ſono le venticinque dell' Abecedario, o dolcezza, ſenza ſibilo .
fia Alfabeto uſato comunemente, eſpreſ Js impura, cioè ſeguitata nella ſteſſa
ſo nella prima Tavola . . parola da altra conſonante, non ſoffre nel
Ma avvertir ſi devono alcune coſe cir la parola antecedente in fine un' altra
ca la Pronuncia, gli Accenti, Raddoppia conſonante; che però all'ſ impura vi ſi
mento, e Troncamento delle lettere, in premette un i quando l'antecedente pa
torno all'Apoſtrofo, al Punteggiare, Pa rola non può finirſi in vocale , dicendo
renteſi , Lettere Majuſcole , o diviſione per iſtudiare , o ſi termina in vocale l'
delle medeſime, ed ai ditonghi ie, uo. antecedente voce, quando ſi può ciò fa.
DELLA PRONUNCIA; re, dicendo lo ſtudio in vece di dire il
-

In quanto alla Pronuncia è di avver ſtudio. - - - -

tirſi, che all'Aa, ed Ee, che ſole pre Vv conſonante ſi deve uſare , quando
cedono una parola che conmincia da vo pronunciar ſi deve con una vocale ſe
cale, ſpeſſo ſi aggiunge un d dicendo ad guente v. g. vado, vede , vino, volo ,
iſtanza, ed io, ed egli, e non ſi uſa più Tuttoto , -

e in luogo di ed, et. -


Zz non ſoffre, come ſ'impura, avan
ll Cc, e il Gg non ſi devono pronun ti di ſe parola terminata in conſonante,
ciare innanzi ad e , ed i come fanno i che però ſi dice lo zelo, e non il velo .
Veneziani , quaſi foſſe un te, dicendo Il medeſimo ſi raddoppia, quando ſtà in
tcielo in vece di cielo; e il Gg come foſ. mezzo a due vocali ſemplici v. g. paz
fe Ji longo, dicendo jenere in luogo di zo, mezzo; ma non quando è ſegnitato
genere ; ma devono pronunciarſi come da due vocali. Che però ſi ſcrive vizio,
praticano i Romani, tenendo ſtretti li e non vizzio. Si eccettua però pazzia -
denti e ſibilando, dicendo cece, cibo, | In quanto alla Pronuncia è da notar
gengiva -
ſi ancora, che nelle parole che ſono in
Gg ſpeſſo ſi premette all' I, ſeguitata ſieme Italiane , e Latine , a diſtinzione
da i v. g. paglia, meglio, figli, ma non del Latino , l'o nelle parole Italiane ſi
oglio, ed innanzi ad i colì e ma un pronuncia con º megha de' Greci, o non
ſuono ſolo, dicendoſi cigno largo con l'a micron come Roma, e non
Hb in principio delle parole ſi uſa in Roma , -

queſte quattro ſole parole del verbo ave Nel Toſcano non v'è , e non ſi pro
re, cioè ha , bai, ha , hanno . In mez nuncia mai l' 6 , e l' il Franceſe come
zo poi alle voci ſi uſa ſolamente dopo fanno i Lombardi e li Turchi, ma i te,
e, è g avanti e, ed i e non mai innanzi e l' o ſi pronunciano ſempre come da
ad o , ed u ; che però ſi dice brache , Greci, e dai Latini -
traghetto. Sia regola generale , che tutte le vo
L'Ij conſonante, cioè longo, ſi uſa, cali delle parole Italiane devono pronun
e ſi deve pronunciare quando va pronun ciarſi longhe, come aveſſero un accen
ciate unitamente con una vocale ſeguen to, quando ſono ſeguitate da due con
te, v. g. dicendo gioia, noia, afuto, ſa ſonanti; e che niuna ſi pronuncia con l'
fo; e si uſa anche in fine d'una parola in accento grave ſopra l'ultima, eccettua
tuogo di due ii v. g udi in vece di udii, te quelle che ora accenneremo parlando a
principi in luogº di principii.
D E t. Lº O R T O G RA F I A .
, DELL'ACCENTO. tere ſono doppie, come han detto. N
In quanto all'Accento, l'Accento gri L'A, l'e in fine delle parole non ſi tron
ºve (') ſi ſegna ſoltanto ſu l'ultima vo cano mai, quando non ſono apoſtrofatº
fi e queſto quando ſenſibilmente ſi per cagione d'una ſeguente vocale . Si
entire, come virtù, perchè; ciò, più . eccetruano però queſte tre voci ora, al
Così pure ſu certe perſone terze ſingola lora, fuora, potendoſi dire or, allor,
ri del preterito perfetto, come amò, udì, fMor e . DELL' APOSTROFO.
* ., - -

e ſopra la 1., e 2. del futuro, come ſarò


ſarà. Come anehe è, dà, diò , quando L'Apoſtrofo è una lineetta (') poſta
ſono verbi. Parimenti di nome, e verbo . dopo una conſonante per ſegno d'eſſere
già, là, lì avverbi ; nè particola negati ſtata privata di qualche vocale , perché
ya, piè, per piede; sì per così, Gesù . E , ſeguitata da un'altra vocale, v. g. l'an
allora l'ſ precedente deve eſſer piccolo; ne, un'anima . -

e non bislongo, ſcrivendo Mosè, e non Non ſi apoſtrafano però quelle voci ,
Mosè . Con l'Accento acuto poi ſi ac che di lor natura poſſono troncarſi,per
centa la penultima vocale di quelle ſole chè l'ultima loro vocale è preceduta da
parole, che ſono eccluivoche v. g. baltà l, m, n , r. v. g. un anno, mal animo ,
piacimento, gia andava, per diſtinguerle bensì un'anima, vi l'animo, perchè, co
da balia nutrice, e da già avverbio. me ſi è detto , l' a , l'e non ſi devono
DEL RADDOPPIAMENTO . mai troncare nel fine delle parole ſe non
In quanto al duplicare le lettere è d' vi ſi pone l'Apoſtrofo. -

avvertirſi che non ſi raddoppia mai con Si avverta però di non apoſtrofare ,
ſonante, ſe non è preceduta da una vo nè troncare quelle parole, che con la ſe
cale . - - -
guente vocale
-
" altro cattivo fuo
. La Conſonante, che precede i ditton na v. g. gl'occhi, bensì gl'ingegni.
hi io, e , ia (che fanno una ſola ſil ºri iNiia" . . .

aba), ſempre ſi raddoppia v. g. caccia, Per ció che ſpetta al Punteggiare , il


goccie, raccio. - - Punto (.) ſi pone quando il ſentimento
Quando le particelle a, da, o ſi uni è compito. - !- - - - -

ſcono con parola chè commincia da con I due Puliti (3), quando il ſenſo è
ſonante, queſta conſonanre ſi raddoppia, quaſi terminato, ma ancora ſoſpeſo.
urchè la parola poſſa ſtar da ſola ſenza Il Punto e Virgola ( ;) quando la pro
quelle particelle v. g. appena, dappreſſo, poſizione ha quaſi ſenſo intiero ; ma per
oppure. rò vi ſi aggiunge qualche altra coſa.
Tra , fra, pro, ſº, ſu, ſopra, contra, . La Virgola (,) ſi pone tra ogni pro
altre, a ra fanno raddoppiare la conſo poſizione, e membro, che ha il ſuo in
nante alla quale s' aggiungono ; v. g. tiero ſignificato, avanti il che, il qua
trattare, frattanto, provvedere, ſolleva le, e, ed, nè, o. Quando però quei due
re, ſuccedere, ſoppraporre, contraddire, membri, o ſentimenti vanno uniti, vi ſi
altrettanto, accadere, raccontare. può laſciare la virgola. . .
Re , e ri non fanno raddoppiare ; e Il Punto d'Interrogazione (?) ſi met
però ſi dice ridire, reeare, te quando è terminata l' interrogazione
DELL'ACCORCIAMENTO. v. g. che ora è?
Si noti , che tutte le parole original Il Punto d'Ammirazione, o ſia d' E
mente Italiane di lor narura finiſcono in ſclamazione (?) ſi uſa, quando ſi mo
vocal ; e però le ſtraniere italianizzate ſtra ammirazione v. g. a me infelice !
devono terminarſi in vocale , con dire DELLA PARENTESI.
Iſraele, Davide, Metuſalemme ec. La Parenteſi () ſi fa quando fra il di
Si può però di tutte laſciare l' ultima ſcorſo vi ſi frappone qualche breve in
vocale, quando è preceduta da un l, m, terrompimento v. g. Quanto v'ho detto
n, r v. g. quel libro, mutiam diſcorſo, . (per quanto a me pare) tutto è vero. E
un pane , troncar parole . Si tronca an queſte devono eſſere brevi, e rare volte
che l'ultima ſillaba , quando dette ler uſate,
A 3 1DEL
T E I. v - - - r-----
º P A R -

pELLE LETTERE MAJUSCOLE. deve uſare il k v. g. kéo bruccio , Ki


Queſte s'uſano al principio d' ogni rios Signore. - 7 -

diverſo ſentimento, dopo il Punto, alla C4 ch ſi uſa in luogo del Chi XX deº
prima parola d'una citazione, premete Greci, e ſi pronuncia come da eſſi ſi pro
tendovi in tal caſo due punti. nuncia v. g. nella parola Chriſtòs Chri
Con lettera Maiuſcola s'incommincia ſto. Per pronunciarlo bene, biſogna riti
no i nomi propri delle Perſone, delle Fa rar la lingua verſo la gola, e tenerla ape
miglie, de Titoli, delle Diguità ; i no peſa ſotto il palato con le labbra alquan
mi che ſignificano moltitudine di perſo to aperte. -

ne coſpicue, come Magiſtrato, Religio Db dh ſi uſi im luogo del Délta A?


ne, Angeli, Nazioni, Franceſi ec. I no de' Greci, e vale lo ſteſſo che Dd Lati
mi propri del Regni, Provincie, Città , no. Per pronunciarlo conforme ai Greci
Fiumi, Mari, Monti, Venti, Scienze , ſi deve metter la punta della lingua ſot
Arti. sa - - - - - - - - - - “ ,

to li denti ſuperiori. Così ſi ſcrive, e ſi


DELLA DIVISONE DELLE pronuncia Dhtdho, do.
LETTE R E. Gg dopo un n ed avanti una vocale ſi
Dovendoſi troncare in fine d'una riga pronuncia come dai Veneziani ſi profe
qualche parola, vi ſi fa una lineetta, ma riſce un g, cioè come un f longo innan- .
però dopo d'una ſilaba intiera, metten zi ad una vocale v. g. A'ngelos Angelo,
do il reſtante ſul principio dell'altra ri jénos genere, jinéca donna.
ga, ſenza altra lineetta, v. g. longo, e Ch gb ſi uſa per eſprimere il Gamma'
non lo ngo, tut-to, e non tutto. - Iy de' Greci, cioè in luogo di g avanti
DEI DITTONGHI. ad a, o , u . Ma biſogna pronunciarlo
Circa i Dittonghi ie, uo , che ſono alquanto più forte del gb de Franchi ,
nelle parole v. g. niego, muoro, ſi ritie con qualche gorgia, ritirando la lingua
ne l'i , e l'u , quando l'accento cade verſo la gola, e tenendola ſoſpeſa ſotto
ſopra la vocale e, ed o ; ma ſe l'accen il palato. Così ſi ſcrive, e ſi pronuncia
to paſſa ſopra altra vocale ſeguente , l' ghónaton ginocchio . . .
i , e l'u ſi laſciano, dicendo negato , e Jj ſi uſa in vece dell'Hita Hn de Gre
non niegato, morendo, e non muorendo, ci innanzi alle vocali ; e ſi pronuncia co
dontà, e non buontà, novità, e non nuo me dai Latini ſi proferiſce feſunium v. g.
vità, benchè ſi debba dire nuovo, buono, Júnios Giugno. - - - - - - -.

Kk in luogo del Cappa Kx ſi uſa per


/ S. I I. lo più ſolamente innanzi ad e, ed i e ſi
pronuncia più aperto e ſibilante , non
Delle Lettere 27. uſate par il come dagl' Italiani e Latini ſi pronuncia
GRECO - VOLGARE. Kyrie Signore, ma come dai Turchi ſi
pronuncia kiem vizio, quaſi vi foſſe un
Tutte codeſte 27. Lettere Franche eſ. altro i. Avanti però ad a, o, u , ed a
" nella due Tavole ſi uſano in queſta tutte le conſonanti ſi uſa , e ſi pronun
Srammatica, e nel Dizionario per iſcri cia come dagl'Italiani, e Latini; ed al
vere, e pronunciare il Greco-volgare, co lora equivale ad un c. E però nelle par
me nell' Italiano, eccettuate le ſeguenti. role Greghe avanti ad e, ed i ſi è ſem
Vv., Cc, Ch ch, Dh dh, Gg, Gh gh, pre da noi uſato k ; e il c innanzi all'
:
li,
27 e
Kk,Nn, Pp, Tt,
; - e li ditonghi, av, a, o , u, ea tutte le conſonanti.
-
Pp dopo d'un m , ed n ſi pronuncia
- - “ ,

Vv ſi uſa in luogo del Vita Bg avanti come un b v. g. ton Batéran il Padre. º


id una vocale v. g. Väftiſma Batteſimo, Tt poſto dopo d'un Nn s'è ſcritto, e
Speſſo peró ſi uſa il Bb in vece di Vv., ſi pronuncia come un d Italiano v. g.
dicendo imborò poſſo. Andónios Antonio. - -

Cc ſi àſa in vece del Cappa Kx innan Th th ſi adopera in vece del Thtta


zi alle vocali a, o, u, e non mai avan eS e Greco . E per pronnnciarlo come
il tai pºssº allora ſi uſa, e
º
- -- º
fanno i Greci biſogna mettere la i"Gi
-

D e

della lingua tra i denti quaſi uniti con Gb gh ſi pronuncia come dagl' Italia
qualche ſibilo . Così ſi ſcrive e ſi pro ni ſi proferiſce gavanti ad a, o, u , e
nuncia Theòs Dio. -

4, ma con alquanto più di gorgia v g.


Av av, Eu ev dittonghi in luogo dei faghmur pioggia.
diftonghi Greci av, sv ſi pronunciano Hh ſi deve pronunciare con qualche
in una ſola ſillaba, mettendo i denti ſo aſpirazione, come lo pronunciano i Te
pra le labra inferiore, v. g. avlí Corte , deſchi, e li Polacchi. Così ſi pronuncia
evlàvia divozione. E li medeſimi avanti ſhak giuſto. -
a queſte conſonanti th, x, t. f, ch ſi Kk ſi pronuncia come dai Greci ſi pro
pronnnciano come foſſero un f v. g. av nuncia k x avanti alle vocali i, ed e .
tòs queſto , évcarpos infruttifero, ſcri dicendo Kirie come eſſi , e non come i
vendo aftòs, éfcarpos. -
Latini. Così ſi ſcrive, e ſi pronuncia Ki
Tutto ciò, e di più ſi apprenderà me tab Libro, keſſe borſa.
glio colla pratica della ſteſſa lingua Greca. K ki ſegnato con un piccolo º alquan
to ſuperiore ſi pronuncia come dagli Ita
S. I I I. liani ſi pronuncia chief, eſprimendo al
Delle Lettere, e Ortografia nello quanto l'i e con eſſo facendo una ſola
Scrivere il TURCO. ſillaba con la ſeguente vocale v. g: kºr
Cieco. - -

Le Lettere da noi uſate per iſcrivere N-n- con una lineetta accanto ſi pro
con carattere Italiano, e per pronuncia nuncia come dai Latini ſi pronuncia an
re le parole Turche ſono le trentacinque guis, increpat, quaſi che vi foſſe un g
eſpreſſe nella Tavola I. dopo di n v. g. ſon-ra dopo.
Tutte codeſte Lettere nelle parole Tur O 5. con due puntini ſopra ſi pronun
che ſi uſano, e ſi pronunciano come nell' cia come dai Franceſi ſi pronuncia eu
Italiano, e Greco, eccettuate le tredici nella parola peu, cioè con un ſuono ,
ſeguenti: è, ch, g, g”, gh, h, k, k', che s' accoſta ad u così ſi ſcrive , e ſi
fa- , d , 5 , ii, 3
S 5 congoz
prununcia Occhio, ſuperiore vale lo
un taglieto
CTc con queſto taglietto, quando è po
ſto avanti a qualche vocale, e ſpecial ſteſſo, e ſi pronuncia come ſe, in quel
mente avanti e, ed i ſi pronuncia come la guiſa, che gl'Italiani pronunciano ſce
dai Romani ſi proferiſce cecità, cifek , mare v. g. f ife Fiaſco.
Fiore. -
Uù con due puntini ſopra ſi pronun
Ch ſi pronuncia come ſi diſſe doverſi cia come da Franceſi, e Lombardi ſi pro
pronunciare il ch nel Greco. Cosi ſi ſcrinuncia l'u ſtretto, cioè con la bocca ſtret
ve, e ſi pronuncia chan, Locanda. ta, quaſi zufulando v. g. butiin Tutto -
G g con un taglieto ſopra ſi uſa avan ry deve eſſere pronunciato con una
ti a qualche vocale ; e ſi pronuncia te pronuncia che partecipi di e, ed i come
nendo prima ſtretti, e poi aperti i den fa chi languido, e addolorato ſi lagna ,
ti , con la lingua prima vicina , e poi ritirando la lingua verſo le fauci, e te
ſubito fcoſtata da eſſi , mandando fuori nendola ſoſpeſa, con la bocca alquanto
il fiato ſibilando , come dagl'Italiani ſi aperta v. g. jalynyz ſolo.
pronuncia generale, gente, gengiva v. g. Or quì é d' avvertirſi circa le parole
3 an anima, g evab riſpoſta; ed avanti ad Turche, che nel mio Dizionario io le
e, ed i ſi pronuncia a guiſa d'una ſola ho ſcritte e ſtampate quaſi tutte, ſenza
alcun accento grave ſull' ultima ſillaba,
ſillaba, come dagl' Italiani ſi pronuncia
giudice v. g. gizvi ſottile. perchè tutte ſi devono pronunciare con
Gºg con anneſſo un piccolo º alquan che, accento
detto che ho ſegnate toltene quelle
grave,coll'accento bº
nell ul
to ſuperiore ſi pronuncia come dai Ve
neziani ſi pronuncia genere , ginocchio , tima, o antepenultima. Non così nella
eſprimendo alquanto quel piccolo i . e Grammatica. -

facendo una ſola ſillaba con la vocale Avvertaſi ancora, che ad imitazione
ſeguente v. g. g unab peccato. del Mininſchi per maggior brevità ſpeſ
A 4 ſo

N
ſo ho poſto e, oppure et in vece di et Accento acuto, oxià, ſivrì imalè.
o k Fare; così pure o. in luogo di olmak Accento grave, oxià varià, agbyrimalè,
eſſere; v in cambio di vermek dare. Accuſativo, etiathikì ptófis, elmefulu bi
Si deve anche avvertire, che quando bi, naſibì . -

dopo la parola ſeguita im, ſin , dir ec. Adjettivo, epitheton, vasf. -

del verbo olmak eſſere, quaſi ſi pronun Alfabeto, Abecedario , alfavitos i ; He


ciano uniti con l'accento acuto ſopra la c e

vocale che li precede; e per ciò io ſpeſ firminº Si laba, proparalighuſa ſil
ſo ho uſato di ſtamparli uniti, dicendo lavì, cafièt alfalièk.
ejidir è buono, gizéldirler ſono belli; e Articolo, arthros to, elmerifetà.
non eiidir., giizeldirlár. Apoſtrofe, apóſtrofos, fagià.
Lo ſteſſo ho praticato con la propoſi Attivo verbo, enerjiticòn rima, faèl.
zione ile con , e allora pure l'accento ca Auſigliario verbo, voithicòn rima , na
de ſopra bl'ultima vocale precedente ile, ſyr, kraina.
dicendo abdile, e non babailè. Caſo, Ptdſis 1. tankyb .
Quando nella parola vi entra un il , o Circonfleſſo verbo, periſpómenon rima.
ti, il dir meglio cangiaſi in dur, e diir, Comparativo, ſineriticòn, matzèl.
dicendo budur è queſto , gindur , è Congiunzione, ſindeſmòs o, atf.
giorno. Congiuntivo, o Subjuntivo, ipotacticà ,
Così pure quando nelle parole vi en velìn -
tra un y, per ordinario tutti gli alrri i Conjugazione, ſizijſa, tarf,
ſi ſcrivono, e ſi pronunciano come y. g. Conſonante, sinfonon gramma, demzàs.
falyn yzdyr è ſolo. Dativo, dhotikì ptóſis, elmefululi, i dati
Si noti ancora, che niuna parola Tur Declinazione ; cliſis 1. inhiráv.
ca termina in o, e però per rendere Tur p"
lubìb .
verbo, apotheticòn rima, ma
che le parole Italiane terminate in o, o
vi ſi aggiugne un ſ, pronunciandole con fine nome, ipochoriſſieòn 6noma,
l'accento grave, o loro ſi leva l'ultima ufak - -

ſillaba, dicendo Andon, oppure Andoniòs. Dittongo - diftóngas Khafaze,


-

E quì ſi noti, che il t dopo l'n ſi can i Due punti. apano ſtigmi, ikì noctà.
gia in d . Feminino, thilicòr, muchennès.
Queſta è l' Ortografia, e queſte ſono Futuro, mellon, muzarè, muſtahbìl.
le lettere, con cui nel mio Dizionario , Genere, jénos to, elginzù.
e in queſta Grammatica ſi ſono ſcritte le Gramatica, ghrammatikì, ſarf.
parole Italiane, Greche, e Turche, ed Genitivo, jenikì, elizafchè, asli.
anche le poche ARMENE. Ed in quan Gerundio, ſinokì, bekiamelì fall .
ro all'Ortografia Turca mi ſono, quan Indicativo, oriſticà, dalèn.
to ho potuto , acccomodato agli inſe Imperativo,proſta6ticà, emr: -

gnamenti, o alla pratica del Ch. Mini Imperfeto, paratacticòs, dabifir, emrin
inski nel ſuo Teſoro e nella ſua Gram kazyr.
matica della Lingua Turca. - º ti, , aparémfatos, maſtàr.
Interjezione, anavolì, ſageèk. -

s. I v. Imperſonale,apróſoponríma, ghermozaràf.
Maſcolino, arienicòn, muzekier.
Catalogo d'alcune voci Grammaticali. Monoſillabo. monosillavon, bir hegè.
Nominativo, onomaſtikì ptòſis, elmubt
Per maggior comodo , e vantagio d' daù, binai ſahyb.
ognuno, quì ſi premette un breve Cata Neutro, udhéteron, ne o ne bu , mafil,
logo Alfabetico d' alcuni nomi Italiani, Nome, onoma to, ism.
Greci, Turchi-Arabi, Ipettanti alla Gram Numerale, arithmiticòn, ſmlì.
mat1Ca e Numero, Aritmòs, aded.
Ablativo, aferetikí, gerei, mechek. Orazione lidell', taméri tu ſéghu ,
Accento, tonon to, Imalè. kelamì hiſelerì . - P
ags
I E L La Q R I O G R A F I A .
9
Parenteſi, parénteſis 1. haſcà. Prepoſizione, proteſis 1, harf.
Parola, loghos lughèt . . -
Punto, tèlia ſtighmi, nobia. -

articipio metochì 1. iſmì faìl. Punto e virgola, ipoſtighmì, nokia cibº,


Paſivo verbo , pathiticòn rima, fael fel Kile .
mafùl. -
Regola, canòn, canun.
Penultima ſillabà, paralighuſa ſillavì. Jillaba, ſillavì, hege.
Perfetto, parakimenos, nazi . singolare, enicòs, mifred, mufrdſ ,
Perſona, próſopon to, kiſci:. Sintaſſi, sintaxis, en-nev .
Perſonale, proſopicòn, kiſeili. -
Soſtantivo, uſiaſticòn, mubtedà.
Più che perfetto, iperſintelicós, màzi ea Superlativo, iperteticòn, mubalegh?,
dim, hajat gºeſ mi5. - Spirito, pnéuma to; ruh , ,
Plurale, plithiniticòs, gemi. Verbo, rima te, laghét, fail.
Preterito, parakimenos giefmif. Virgola, ipèdhiaſtolì, cibukgik.
Promiſcovo, kinon jenos , karyſeyk Voeale, fonisticòn ghramma, barekèt.
Preſente, eneſtòs, hazr. Vocativo, clitikì ptóſis, elmendi.
Pronome, antonimia 1. zamir. Ultima ſillaba, lighuſa ſillavì ſon-hegè,
P A R T E I I.
DELLE PARTI DEL DIscorso, e sia pell'orazione
ITALIANO, GRECO-VOLGARE, E TURCO ,
Come ognuno ſa, le cinque lettere a, Avverbio. Adeſſo, Tóra, ſcimdi,
e, i, o, u ſi dicono Vocali, e ad eſſe vi ſi Congiunzione. E, ke, ve.
poſſono aggiugnere l'o , e l'u de Tur Prepoſizione. da , ipò, dan,
chi, l'3 , e li dittonghi Latini e , a . Interfezione, ſu , edhà, Bre.
Tutte le altre ſi chiamano Conſonanti. L'Articolo, il Nome, il Pronome; è
Con le Vocali ſole , o con le vocali il Participio dell' Italiano, e Greco ſo
unite con qualche conſonante ſi formano uo declinabili per Numeri, per Generi,
le ſillabe v. g. e, in . e per Caſi.
con le sillabe ſi formano le Parolev, Numeri di eſſe lingue ſono due :
g. Roma . - - - - -
Singolare, come il Padre, o Pateras; e
Con le Parole ſi forma il diſcorſo, o Plurale, come i Padri, i Patéres.
ſia l'Orazione v. g. Dio è buono. O The I Generi dell'Italiano, e Greco ſono
òs ine calòs Allàh ejì dir. quattro: Maſcolino, come il Signore, o
Le diverſe Parole che entrano in un Kirios , Feminino, la Madre i Mana ;
diſcorſo, ſi chiamano Parti del diſcorſo, Neutro, il libro to vivlion ; Comune , o
o ſia dell' Orazione. E di queſte ora ſi Promiſcuo, il fonte, la fonte, i Vriſis, o
º tratterà in queſta ſeconda Parte. ke i Paradhiſos. -

| I Caſi nell'Italiano, e Greco ſono ſei


S I. Nominativo ; Genitivo ; Dativo ; Accu
ſativo; Vocativo; Ablativo.
i Delle Parti del diſcorſo ITALIANO,
E GRECO. S. I I.
Le Parti del diſcorſo Italiano, e Greto Delle Parti del diſcorſo turco.
I vv.lgare ſono queſte Nove.
Articolo, il , la 3 o. i, to. Le Parti del diſcorſo Turco ſono pur
Nome. Dio, Theòs, Allah. le otto ſeguenti.
Pronome. Jo, eghò, ben . 1. Nome. 2. Pronome. 3. Verbo. 4.
-

º Verbo. Amo, aghapò, ſevérim. Participio. 5. Poſpoſizione. 6. Adverbio,


Participio. Amdto, aphapimènos, ſev 7. Interjezione. 8. Congiunzione.
miſc . I Numeri Adedler ſono pur due, finº
g ola
Io P A R T E I I.
golare mi frid, e plurale gémi. Il nume- fetù , ne' Generi, detti Elo ginzì .
ro ſingolare ſi fa plurale con aggiugne I loro Caſi ſono gli ſteſſi ſei degli Ita
re lar, o ler al nominativo ſingolare v. iani, e Greci.
g. Anà la Madre, analàr le Madri. Paſſiam ora a trattare di ciaſcuna Para
.Non hanno nè Articoli detti Elmeri- I te del diſcorſo in altrettanti Capitoli.
C A P I T O L O I.
Dell'Articolo ITA LI A NO, e GR E CO.
Come s'è detto, i Turchi non hanno Parlando rigoroſamente gli articoli Ita
Articoli, ſiccome non l'hanno i Latini, liani di, a, da Singolari, e Plurali, Mae
Nell' Italiano, però, e nel Greco vi ſo ſcolini, e Feminini ſono detti Segnacaſi
no ; e queſti ſono alcune particelle decli e gli altri Articoli,
nabili per diverſi Caſi , Generi , e Nu Lo, dello, allo, dallo ſi uſano avan
meri, che eſpreſſamente ſi premettono ai ti alle parole Singolari che cominciane
Nomi per indicare, e diſtinguere il loro con z, o ſimpura , cioè che ha dopo
Caſo, Numero, e Genere ; e per ciò al di sè un'altra conſonante, dicendo lo ſtu
cuni d'eſſi nell'Italiano ſono detti anche dio , dello zelo . E in plurale alle
Segnacaſi. - - - medeſime ſi premette gli , degli , agli ,
- - -

Gli Articoli altri ſono Maſcolini, al dagli, come pure alle parole plurali che
tri Feminini, e nel Greco altri ſon Neu incomminciano da vocale , dicendo gli
tri, e ſono o Singolari, o Plurali, e de Studi, gli Zii, gli onori.
clinabili, ed ecco come. A queſti però ſi può togliere con lº
-

Articoli Maſcolini, e Neutri. apoſtrofo l'i , ſe gli viene appreſſo un'


Italiani Greci. altro i ma non un a, e, o, tº, poten
Sing. Nome il , lo. O , tO • doſi dire gl'ingegni, ma non degl'onori.
Gen. di , del, dello. tu, tu . Tutti gli altri ſi uſano avanti ai no
Dat. a, al , allo . ſton, ſto - mi, che cominciano da conſonante.
Acc. il , lo - ton , to. E ſe ſono avanti a vocale, s'apoſtro
Voc. o. o. fano con dire l'onore, dell'onore, all'o
Abl. da, dal , dallo. ápò ton. nore, dall'onore; e ſi dice ad avanti a vo
Plur. N i , li, gli . i , ta. cale ad onore,l'onore .
G. de', dei, degli , delli. ton. Così pure delli, alli, dalli avanti a
D. a', agli, ai , alli. tus, ſta . conſonante ſi poſſono apoſtrofare, dicen
º i , li, gli tus, ta. do de', a', da cibi.
• 0 e O * Meglio diceſi i, dei, ai, dai, º de,
A.da, dai, dagli,dalli. apo tus, épota. a', da Signori che li, delli, dalli, alli
Articoli Feminini. Signori . - -

Italiani. Greci. Parimenti la, della, alla , dalla, le ,


Sing. N. la. i. deile, alle , dalle ſi pongono innanzi a
G. di, della . tis. conſonante ; ma ſi apoſtrofano avanti a
D. a, ad, alla . ſtin . vocale, dicendo l', dell', all', dall'ani
A. la , tin . ma, e anime . - - - -

V. o. - o Si uſa anche pel, col, colla, colle, ſal,


A. da, dalla . ápo tin . ſulla , ſullo in vece di per lo , con il
Plur. Nº le . i, e. con la, con le, ſu il , ſu la, ſu lo. A V
G. di, delle. tOn e vertaſi, che dopo il per non ſi dice il
D. a, ad, alle. ſtes. ma; lo, oppure pel v. g. pel , º per lo
A. le. - - tes. vano.
V. o. O , Avanti ai nomi propri delle Perſone ,
A. da, dalle . ápo tes, Meſi, Città, Villaggi, Iſole nell' Italia l
- Parl. Ino non ſi uſano mai gli Articoli , ma i A2
-
|
D E L L E D E CL IN Az Io N I. I I
Segnacaſi. In Greco però vi ſi premetto A da Pietro, da Rodi, da Roma, da
no ſempre gli Articoli, che però ſi dice. Maggio. Apo ton Petron, ec. , -

N. Pietro , Rodi, Roma, Maggio . L'Articolò nell'Italiano, e nel Greco


O Petros, i Ródhos, i Rómi, o Má fa diventare particolare, e determinata
0S » la coſa, che ſignifica generalità. Così ſe
º di Pietro , di Rodi, di Roma, di io dico: non ho libri, dhen écho vilia,
Maggio. Tu Pétru, tis Ródhis, tis R6 vuol dire che non ho alcun libro. Ma
mis, tu Máju. - - - ſe dico: non ho libri, dhen écho ta vi
-

D. a Pietro, a Rodi, a Roma, a Mag vlta, vuol dire, che non ho i tali de
gio. Ston Pétron, ſtin Ródhin, ſtin Ro terminati libri particolari. Che però quan
min, ſton Májon. do nel Greco non vi ſi mettono, neppu
-

A. Pietro, Rodi, Roma, Maggio. Ton re nell'Italiano; ma ſebbene non ſi met


Pétron , tin Ródhon , tin Rómin , ton t ton in Italiano ai nomi propri delle Per
Majon. -
ſone , Meſi , Città , Iſole , Villaggi, ſi
-

V. o Pietro, o Rodi, o Roma, o Mag devono ſempre però mettere nel Greco e
gio . O Petre, o Rodhos, o Romi , o Ma di ciò baſti per ora.
Maje. - - - - -

C A P I T O L O I I
Del Nome, e delle Declinazioni Italiane, Greche, e Turche.
I Nomi in tutte e tre le Lingue altri Invariabili in ogni caſo, e numero ſo
ono Soſtantivi, come Dio, o Theòs, Al no i Nomi terminati con l'accento, e i
lah ; altri Adjettivi , come buono, ca tronchi, come piè, virtù, Rè. -

los, efì... A tutti i Feminini nel Singolare termi


Tanto li ſoſtantivi, quanto gli Adiet nati in ca, e ga nel Plurale ſi aggiunge
tivi in Italiano , e Greco ſi declinano un b così la Monacha fa le Monache,
per vari caſi, numeri, e generi. la Strega fa le ſtreghe. Così pure ai Ma
ſcolini terminati in co, ego,come il pal
S. I.
- co, li palchi, il fungo, li funghi.
Alcuni ſono Maſcolini, e Feminini nel
Delle Declinazioni de' Soſtantivi Singolare, e Plurale, come il fonte i fon
ITALIA NI. ti, la fonte le fonti ; il fine la fine ; il
-

E' d'avvertirſi prima, che tutti i No noce (pianta) la noce (frutto )


mi Italiani in tutti i caſi ſiniſcono nel Altri hanno il ſolo Plurale, come le
la ſteſſa maniera; ma per lo più nel Sin nozze, le Calende, l'interiora, l'eſequie,
golare diverſamente dal Plurale. le tenebre. - -

Comunemente i Nomi terminati nel Non pochi nel Singolare ſono ſolamen
Singolare in o ſono Maſcolini, eccettua te Maſcolini, e nel Plurale ſono Maſco
ta la mano; e per lo più li terminati in lini, e Feminini, come il dito, li diti,
a ſono Feminini , eccettuati alcuni po le dita ; il muro, li muri, le mura, il
chi, come il Profeta, il Poeta, il Duca. ciglio, li cigli , le ciglia ; il braccio ,
I Nomi Maſcolini nel Plurale termi li bracci, le braccia. Ciò premeſſo.
mano tutti in i. E li Feminini termina Le Declinazioni dei Nomi Soſtantivi
ti in a nel Singolare tutti finiſcono in e ITALIANI ſi conoſcono, e ſi diſtinguo
nel Plurale ; e li terminati in e nel Sin no non tanto dal genere, quanto dalla
golare, nel Plurale finiſcono in i. loro diverſa deſinenza nel Singolare , e
Molti Soſtantivi hanno nel Singolare, nel Plurale ; e però ſono cinque.
doppia terminazione, come penſiero, pen La I. è de' Maſcolini, che nel Singo
ne ; Conſole Conſolo, ſcolare Scolare ; lare in ciaſcun caſo finiſcono in a , co
Canzone Canzona , fronda fronde, Orec me il Profeta, e nel Plurale in li Profeti.
chio orecchia, Caſtagno Caſtagna. La Il. E' de Feminini, che in Singo
lare
12, C A P I T O L O I f. a

lore in tutti i caſi terminano in a, co La III. E' de'Maſcolini, che nel N. S.


me la donna ; e nel Plurale in e le donne. terminano in os, come ânthropos, l'ud
La III. E' de Maſcolini, e Feminini, mo; e de'Feminini pur terminati in os ,
che nel Singolare in ogni caſo hanno la come i érimos, l'eremo ; ed anche de'
deſinenza in e, come il Padre, la Ma Neutri terminati in on, come te xilon ,
dre; e nel Plurale in i: come i Padri, il legno . -

le Madri. . - La IV. E'de' Neutri terminati in ma,


-

La IV. E' de' Maſcolini, e Feminini, come to Pnévma, lo ſpirito; ed anche de'
che nel Singolare in ciaſcun caſo finiſco Neutri finiti in i ; come to cheri, la mano.
no in o, come il Capo. la mano, e nel La V. E' de' Litterali Feminini, che
Plurale in i, come i capi, le mani. nel N, S. finiſcono in is, e nel Genetivo
La V. E' de' Nomi, nel numero Plu pur Singolare in eoi, come Non i thlſ
rale hanno doppia terminazione , e dop i pſis , l'afflizione, Gen. tis thlìpſeos ,
pio genere v. g. i bracci, le braccia; gli dell'afflizione; ed anche de Neutri ter
vuovi, le ova; li diti, le dita. minati in os, come to Vréfos, il fanciul
lo; ed ancora de' Neatri finiti in as, coº
S. iI. me to creas, la carne.
IDelle Declinazioni de Nomi
Soſtantivi G REC I. S III,
Delle Declinazioni dei Nomi
Le Declinazioni de Nomi ſoſtantivi Joſtantivi de' TURCHI. -
GRECI ſi diſtinguono mediante la loro l
diverſa terminazioae nel Nominativo Sin Jie Declinazioni dei nomi ſoſtantivi
golare, e il loro diverſo genere. E ſono TURCHI ſi diſtinguono dalla loro ter
cinque. minazione nel Nominativo Singolare ; e
- -

La I. E' de' ſoli Maſcolini, che nel ſono due. -

Nominativo ſingolare finiſcono in is, L I. E' de' Nomi, che nel N. S: fini
come o Profitis, il Profeta , oppure in ſcono in Conſonante, come et, to creàs,
as, come o minas, il meſe. la carne. - - -

La II. E' de ſoli Feminini, che nel La II. E'de' Nomi, che ne N. S. ter
N. S. finiſcono in a, come, i iméra, il minano in Vocale, come Anà, i mánal,
giorno, oppure in i, come i fimì, la fama. la Madre.

Deſinenze di tutte le Declinazioni in


IT A LI A NO. G R E C o. T U RC O.
Nom. Sing, Plur. Nom, Sing. i Nom Sing ,
1. M. 4 , i 1. F. is. as. 1. In Conſonante e
2. F. a. e e ; 2. F. a. i 2. In Vocale
3. M. F. e. i 3. M. os. N. on.
4. M. F. o. i. 4. N. ma. N. i. -

5. M. F. nel Pl. I 5. F. is. N. as. N. os. I


S I. G. del Profeta. tu Profitu. Peigham
berìn .
Eſempi delle declinazione de' Nomi D. al Profeta . ſton Proſtin. Pejiham
Joſtantivi. berè.
A. il Profeta . ton Profitin. Peigham
ITALIANO, GRECO, TURCo. berì,
V. o Profeta . o Profitis. ja Peigham
Bèr.
I. M. in a. i. I. M. in is 1. -J

Sing. N. Il Profeta , o Profitis. Pej- A, dal Profeta. ipo ton Profitin. Pej
ghambér sº -
ghanberdèn
Pl.
D E L L E D E C L I N A Z I O N I. I3
pl, N. i Profeti, i Profſtes. Peigham- l Plur. le madri. e mánes. Analàr.
berler. -
G. delle madri. ton mánon. Analary'n e
G. dei Profeti, ton Profitòn. Pejgham D. alle madri. ftos mánes. Analarà.
lierlerin. A. le madri. tes, mánes. Analary'.
D. ai Profeti. ſtus Profites. Pejgham V. e madri. o manes. fa Analàr.
herlerè, A. dalle madri, apo tes manes. Ana
lardàn .
A, i Profeti. tus Profites. Peigham
berlorì . -

V. o Profeti. o Profites. ja Pejgham II. F. in a. e. II. F. in i. I,


berlèr.
A. dai Profeti. 4po tus Profites. Pei Sing. N. l'anima. i Pſichì. giàn .
ghamberlºrdea º
G. dell' anima. tis Pſichìs, giany'n
D. all'anima. ſtin Pſichìn. giana.
III M in . . I M in s . A. l'anima. tin Pſichìn, gany'.
V. e anima. o Pſichì. Ja giàn.
Sing. N. il meſe. o minas. Aj. A. dall'anima. Apo tin Pſichìn. gian
a G. del Meſe. tu Mina. Afàn. dàn.
D. al Meſe. ſton Mſnan. Ajà. Plur. N. l'anime . e Pſichès. gianlàr,
A. il Meſe . ton Mſnan. Afè. G. dell'anime. ton pſichön. gianlaryn ,
V. o Meſo. o Minas. Fa èj . D. all'anime. ſtes Pſichès. Pianlarà.
. dal Meſe. apo ton Miman . afdàa. A. l'anime. tes pſichès. gianlary -
lur. N. i Meſi. i Mines. aflàr. V. o anime. o pſichès. ja gian làr.
G. dei Meſi, ton Minòn, Ajlaryn. A dall'anime. ipotes pſichès, gian
D. ai Meſi, ſtus Mines, Ajlarà. lardàn.
. i Meſi, tus Mines, Ajlary.
. e Meſi, o Mines. fa Ajlàr. IV. M. in o, i. III. M. in os. I,
A. dai Meſi, ipotus mines, Ajkardàn.
Sing. N. l'uomo. o ânthropos. Adàm .
IV, in e. i. II. F. in a. I. G. ell'uomo, tu anthròpu. Adamy'n.
D. all'uomo. ſton ânthropon. Adamù -
i" N. il giorno. i iméra. gºin. A. l'uoma. ton anthropon. Adamì.
V. o uomo. o anthrope. fa Adàm.
. del giorno. tis imáras. gii nun.
D. al giorno. Iſtin iméran. g une. A: dall'uomo apo ton anthropon. A
A. il giorno. tin iméran. ginù. dandàn. -

V. e giorno. o iméra. ja d'un . Plur. gli uomini. i 4nthropi. Adamlàr.


A. dal giorno. apotin iméran. gºinden. G. degli uomini. ton anthrópon. Adam
Sing. N. li giorni, e imeres. giunler. lary n. - -

G. delli giorni. ton imeròn. giinlerin. D. agli uomini. ſtus anthröpus. Adam
D. alli giorni. ſtès imeres. giinlore, larè.
A. li giorni. tes iméres. gºinleri. A. gli uomini. tus anthrópus. Adam
- e giorni. o iméres. Jagunler. lary'. -

A, dalli giorni, apo tes iméres. gliin V. e uomini. o inthropi. fa adamlàr.


leraen. A. dagli uomini. ipo tus anthrépus -
Adàmlardàn. -

III. F. in e. i. II. F. in as II,


IV. M. in o. i. III, F. in es. I
Sing. N. la madre - i mina. Anà.
G. della madre. tis manas. Ananyn'. Sing. N. l'eremo. i érimos. Ciel.
D. alla madre. ſtin manan. Anajà. S. dell'eremo. tis erimu. Ciolin.
A. la madre. tin mánan. Anajy'. D. all'eremo. ſtin érimon. Ciole.
V. o madre. o mána. ja Anà. A. l'eremo. tin érimon. Ciòlu.
A. dalla madre. apo tin manan . Ana V. o eremo. o érimos. fa ciel .
dàn. A. dell'eremo. apo tin rimon. Ciòldèn.
a
Plur,
14 P A R T E II.
Plur. N. gli eremi. i, e érimi. iollèr. Plur. N. i corpi. ta cormià. Tenler 3
G. degli eremi. ton erimon. Ciollerin. G. dei corpi. ton cormìon. Tenlerìn -
D. agli eremi. ſtas éririmus. Ciollerè.
D. ai corpi. ſta cornià. Tenlerè.
A. gli eremi. tes érimus. Ciellerì. A, i corpi. ta cormià. Tenlerì.
V. o erimi . o érimi : Ja eiollèr. V. o corpi: o cormià: ja Tenlèr.
A. dagli ermi. è po tes érimus , ciol A. dai corpi . apota cormìa. Tenlerdène
lerdèn .
IV. F. in o . i. N. in i. le
IV. M. in o. i. III. N. in on. i.
Sing. N. la mano. to chéri. El.
Sing. N. il legno. to xilon. Odùn : G. della mano. tu cherià . flin.
G. del legno. tu xílu. Odunbin . D. alla mano , iſto cheri. Elè. -

D. al legno - ſto xilon . Odunà . A. la mano. to chéri : Elì.


A. il legno . to xilon . Odunu . V. o mano: o Cherì . ja El.
V. e legno. o xilon. Ja odi». A. dalla mano. apo to chéri. Eldèn a
A: dal legno. apo to xilon. Odundàn . Plur. N, le mani , ta chéria. Ellèr.
Plur. N. i legni ta xſla, Odunlar. G. delle mani. ton cheriòn. Ellerìn e
G. de legni. ton xilon. Odunlaryn. D. alle mani . iſta cheria : Ellere.
D. a legni. ſta xſla. Odunlarà. A. le mani. ta chèria . Elleri.
A: i legni. ta xila. Odunlary'. V. o mani. o chèria: Ja Ellèr”
V. e legni. o xila. ja Odunlar. A. dalle mani. apo ta chéria. Elleraàn e
-

A. dai legni. apota xila. Odunlardan.


IV. M. in o. i. IV. N. in ma I.
V. M. F. in Plur. III. N. in on. i. Sing. lo ſpirito. to pnévma. Ruh :
G. dello ſpirito. to pnevmátu. Rubin e
Sing. N. il ginocchio. to ghónaton. diz. D. allo ſpirito. isto pnévma. Rubà.
G. del ginocchio. tu ghonátu. Dizin . A. lo ſpirito. to pnèvma. Rubù.
D. al ginocchio. ſto ghönaton. Dize. V. o ſpirito. to pnévma: ja Ràh
A. il ginocchio. to ghónaton. Dizi . A. dallo ſpirito. Apo to pnévma. Rih
V. o ginocchio: o ghónaton. fa Diz : dàn - , - - – : - - -

A. del ginocchio . apo to ghönaton e Plur. N. gli ſpiriti. ta pnévmata. Ruhlar.


Dizden . -
G. degli ſpiriti. ton pnevmáton. Rub
Plur. N. li ginocchi, e le ginocchia. ta laryn . » . - º - . . .

ghdinata - Dizler. D. agli ſpiriti. ista pnévmata. Ruhlara e


-

G. dei ginocchi, e delle ginocchia. ton A. gli ſpiriti. ta pnèvmata. Ruhlary


ghonáton. Dizlerin. V. o ſpiriti. o pnévmata fa Rublar
-

D. ai ginocchi, e alle ginocchia. ſta A. dagli ſpiriti. apo ta pnévmata e


ghónata. Dizlere. Ruhlardan .
-
-

A, i ginocchi, e le ginocchia - ta ghö


nata. Dizleri. - -
III. F. in . i. v. Litterale F.in sos.II.
V. e ginocchi, o ginocchia. o ghónata.
Ja dizler. - Sing. N. l'afflizione. i thlipſis. Taſſa
-

A. dai ginocchi, dalle ginocchia. âpo G. dell'afflizione. tis thlipſeos. Taſ


ta ghönata. Dizlerden. ſany n. - - – - - -

D. all'afflizione. istin thlipſi. Taſſaia e


IV. M. in o. i. IV. N. in i. i. A. l'afflizione. tin thlipſin. Taſſajy.
V. o afflizione. o thilipſis. fa Taſſà a
Sing. N. il corpo. to cormì. Ten. A. dall' afflizione. apo tin thlipfin
G. del corpo, tu cormiù. Tenin. s Taſſadàn . - - - - - - º

D. al corpo. ſto cormì. Tenè. Plur. N. le afflizioni. i thlipses. Taſ- -

A. il corpo. to cormì. Tenì. ſalàr. - -

V. o corpo. o cormì. Ja tèn. G, dell'afflizioni. ton thilipſeon e Taſ


A. dal corpo e apo to cormì. Tendèn. ſalerìn. -e
« D.
\
D E L L E D E C L I N A Z I O N 1. 15
D. all'afflizioni. is tes thlypſes. Teſi III. M. in do i. V.
- N. in of o I.
ſalarà . -

A. le afflizioni i res thlipſes, Taſſalari . Sing. N. il lume , to fos. Nur.


V. o afflizioni. o thlipſes. ja Taſſalàr, G. del lume . tu fotòs. Nuràn.
A. dalle afflizioni , apo tes thlipſes . D. al lume . is to fos. Nurà.
Taſſalardàn. A. il lume. to fòs. Nurù.
V. o lume : o fos. ja Nur. -
III. F. in e. i. V. Lit. N° in as, i.i A, dal lume. apo to fos. Nurdèn -
Plur. N. i lumi. ta fóta. Nurlèr.
plur. N. la carne. to creàs. Et. G. dei lumi. ton fotòn . Nurlerìn -
G. della carne. tu crèatos. Etìn, D. ai lumi ; is ta fóta : Nurlerè.
D. alla carne. is to creàs. Etè. A. i lumi. ta fóta, Nurlerà.
A. la carne. to creàs. Etì. V. o lumi. O fóta. fa Nurlèr.
V. o carne o creas. Ja et. A. dai lumi 3 apo ta fota. Nurlerdèn
A. dalla carne, apo to crèas. Ettèn Si noti, che il volgo i nomi Maſco
b Plur. N. le carni, ta crèata. Etler. lini, e Feminini nel nominativo ſingo
G. delle carni. ton creàton. Etlerìn lare terminati in as, is; a ; i nel N.
D. alle. is ta crèata. Et lerè. D. Ai V. A: plurale ſuole terminarli
A. le carni . ta crèata. Etlerà. in ddhes, e nel G. in dahon, dicendo
V. o carni. o crèata. ja Etler. vaſiliadhes vaſileâdhon, critádhes critá
A. dalle carni. apo ta crèata. Etlerdèn. dhon, Manádhes Manádhon, Adhelfi
dhes Adhelfidhon ,
II. M. e. i. V. Lit. N. in es. I. Queſte ſono le principali, e fonda
mentali declinazioni de' Nomi ſoſtanti
Sing N. l'infante. to vréfos, Uſciàk. iv di ciaſcuna di queſte tre lingue -
G. dell'infante. tu vréfu. Uraghyn. Ma nel Greco volgare ve ne ſono al
D. all'infante. is to vréfos. Uraghà. cune altre irregolari che s'imparano
A. l'infanee. to vréfos. Uraghy. colla pratica, v. g. O lòghos, la paro
V. o infante. o vrefos. ja Uſciak. la nel ſingolare è maſcolino, e nel G.
A dall'infante. apo to vrèfos. Ufcia D. fa tu loghu. Ac. non lºghon. V. o
ghdàn - - - -
Lòje. Nel plurale poi è neutro, e fa
Plur. N gli infanti. ta vrèfi. Uſsiaklàr. ta lojia. G. e D. ton logbon . A talòjia.
G. degli infanti. ton vrèfon. Uſciaklaryn. In quanto al Turco, quando ne no
D. agº Infanti. is ta vréfi. Uſciaklarà. mi Turchi vi evtra un a dativo, e ab
V gl'Infanti. o vréfi. Uſciaklary. i blativo meglio ſi uſa l'a che l'e, di
V. o infanti o vréfi vréfi, ja uſciaklar. cendo Babaja, babadan. babalara, ha
A. dagl'Infanti. apo ta vréfi. Uſciak balardan; e ſe non vi entra l'a meglio
lardan . -
ſuona l'e v. g. eve, evden, e vlere, ev
III. M. in e. i. V. N. in a. I. lerdena
Sing. N. il latte. N. to ghála. Sud.
O. del latte. tu ghalátu, ghálatos, Ji S III.
diin a - - -

D. al latte. is to ghàla. Sidà. De Nomi Adjettivi,


A. il latte. to ghála. Sudi .
V. o latte. o ghála. ja Süd ITALIANI, GRECi, e TURCHI.
A, dal latte. apo to ghala. Siddàn.
Plur. i latti. ta ghálata. Sudlar . I
Nomi Adjetivi per ordinario non iſ
G. dei latti. ton ghalàton. Si allary'n . tanno da ſe ſoli, ma uniti col ſuſ
D. ai latti. is ta ghalata. Sudlarà, tantivo o tacito, o eſpreſſo, o prima,
O dopo.
A. i latti. ta ghalata a Sudlary - - -

V. o latti. o ghálata. fa Sudlàr. Gli Adjettivi o ſono aſſoluti, come


º, dalli latti apo ta ghálata. Sudlar Buono, calòs, ejì. O ſono comparativi,
dn come megliore, o più buono. e". ga
I6 p A R. T E I I.
daha efì. Oppure ſono Superlativi, co E S E M P J.
me ottimo, o buoniſſimo. Calótatos,
pek efì. - -
Delle Declinazioni degli Adjettivi,
Tutti gli Adijetivi nell'Italiano, fi
mettono indifferentemente o prima o do I. in os. i. on. V.
po il ſuſtantivo.
Nel Greco poi, e nel Turco ſempre Sing. N. Il buono, e la buona. O ca
ſi premettono al ſoſtantivo. lòs, i cali , to calòn. ejì.
Nel Turco gli adjetivi ſono indecli G. Del buono, e della buona. Tu calù,
nabili, ſenza genere, numero, artico tis calìs, tu calù. Efì.
lo, e caſo, purchè non ſiano in luogo D. Al buono, alla buona . ſon calon
de” ſottantivi. ſtin calìn, ſto calòn . Efì.
Nel Italiano poi, e Greco ſi declina A. Il buono, la buona. Ton calòn, tin
no come li ſoſtantivi, come ſe ſi diceſ calìn, to calòn. Ejì .
ſe il ſapiente, o ſophòs, alumui. V. O buona, o buona. O calè, o cali ,
Nell' Italiano tutti gli adjettivi ſono o calòn. Ejì .
o della 1., o della 2., o della 2., o A. Dat buona, dalla buona. Apo ton
della 4 declinazione. - - calòn, tin calìn, to calòn. ºf:
Nel Greco, altri ſono perfetti con tre Plur. N. Li buoni, le buone. I calì, i
generi, e tre voci, altri imperfetti con e calès, ta calà. Eji.
due generi e due ſole voci, come o Clef G. Delli buoni, delle buone. Ton Ca
tis, i cleftria, il Ladro, la ladra, La lòn. Eji.
tro, Chyrſiz. Che però le declinazioni D. Alli buoni, alle buone. ſton calòn -
degli Adjettivi Greci ſono cinque. Eii.
A", buoni, le buone. Tus calùs, 3 tes,
La I. in os, i, on. come o calòs, i calès, ta cala. Eii.
calì, to calòn. V. 6 buoni, o buone. O calì, o ca
La II. in os, a, on. come o èfios, fès, o calà. Eji.
i ?fia, to ajion . -
A. Balli buoni, dalle buone. Apo tus
La III. in is, iº, i . come o macrìs, calùs, tes calès, ta calà. Eji.
i macrià, to macrì.
La IV. in is, è, è. come o polìs, i II. in or . a. on II.
polì, to polì . -

La V. in is, es, come o, i evſevìs, Sing. N. Il ſanto, la ſanta. O 4jios ,


to evſevès, il pio, la pia. i ajia, to iijon. Evlia. - vº

La VI. in is, iſa, o coriâtis, i co G. Del ſanto, della ſanta. Tu aiu, tis
riátiſa, il villano, la villana. ajìas. tu ajìu. Evlia. --

La VII. in aris, iº. o pſematáris, i D. Al ſanto, alla ſanta : ſton 4jion ,


pſematarià, il bugiardo, la bugiaraa. ſtin aiian, ſto àjion. Evlia. ... -

La VII. in is, ria, o clèftis, i clef A. Il ſanto, la ſanta. Ton éjion, tin
V.4jian,
tria, il ladro, la ladra, to jion. Evlia. •«

La IX. in as, isa, o Righas, i Ref O ſanto, o ſanta. O 4jie, 4jia, á

ſa, il Re, la Regina. jion, Ja evlia.


E ſi noti, che quando avanti il no A. Dal ſanto, dalla ſanta. Apo tºn á
minativo maſcolino os vi è una voca jion, tin 4jian, to ajion . Evlia. º

le,"
il feminino finiſce in a come o afios, Plur. N. I ſanti, le ſante. I 4ji , e º
g to ajion. jies, ta âjia Evoia. -

quando il feminino è in ia, oppure G. Dei ſanti, delle ſante. Ton ailon -
in i, allora il neutro finiſce in i. co Evlia. •a

me appariſce dai ſeguenti D. Ai ſanti, alle ſante. is tus Ajius »


Evlia.
A. I ſanti, le ſante. Tus ajius, tesa
jſes, ta ajía. Evlia - V
D E L L E D E C L I N A Z I O N I :
17
V. O ſanti, o ſanto. O iii, o ajies, o In is , es .
ájia. Ja evlia. -

A. dai ſanti, dalle ſante. Apo tus a Sing. N. il pio, la pia. o, i, evſevìs,
jius, tes ajies, ta ajìa. Evlia. to evſevès, ibadetkiàr.
i G. dal pio, della pia, tu, tis, evſevìs
In is, ilà, i. I. to, ibadetkiarìn.
D. al pio alla pia. is ton, is tin evſe
Sing. N. Il diſtante, la diſtante. o Ma rìn, is to evſevès. ibadetkiarà .
crìs, i macrià, to macrì. Uzak . A. il pio, la pia. ton, tin evſevin,
G. del , della diſtante. Macri, ma to evſevès. ibadetkiari.
criàs, macriù. Uzak . V. O pia, o pia, o evſevìs, o evſe
D. Al, alla diſtante. ſton Macrì , is vès, ja. ibadetkiar.
tin macrià, is to macrì. Uzak. dal pio, dalla pia, apoton, tin ev
A. Il, la diſtante. Macrì, macrià, ma A.ſevin, to evſeves. ibadetkiar.
crì. Uzak. -

V. O diſtante. O macrìs, o macrià, o


Plur. N. i pii, le pie, i , e è vſavìs,
ta evſevì. ibadetkiarlar.
macrì . Ja uzak. G. delli pii, delle pie, ton evſevéon,
A. Dal, dalla diſtante. Apo macrì, a ibadetkiarlerin .
po macrià. Uzak.
Plur. N. Li, le diſtanti. i Macrì, e ma D. a pii, alle pie, ſtus, ſtes evſevìs,
ſta evſevì, ibadetkiarlara.
criès, ta macrià. Uzak.
G. Delli, delle diſtanti. macrìon. U A. li pii, le pie, tus, tes evſevìs ta
zak.
evſevì, ibadetkiarlary .
pii, e pie, evſevìs, o evſevì, ja
D. alli, alle diſtanti. macrìon. Uzak. V.ibao letkiar lar. -

A. Li, le diſtanti. macrius, macries, A. dai pii, delle pie, apo tus, tes ev
macrià. Uzak.
ev ſevìs, ta evſevì, ibadetkiarlandan .
V. O diſtanti. O macrì, o macriès, o
macrià. Uzak. Da queſti eſempi ſi comprende come
ſi formino dai ſoſtantivi gli adjettivi,
A. Dai dalle diſtanti. Apo macrius, e come dai Maſcolini ſi cavi il ſemi
macries, macria. Uzak. nino.

In is , i , i . I.
S. IV.

Sing. N. Molto, molta . Polis, polì, po Dei Comparativi, e Super'ativi


4 ITALIANI.
lì. Ciok.
G. Di molto, di molta, Poli, polìs, po Ell' Italiano vi ſono alcuni Com
lù . Ciok.
parativi naturali, come migliore,
D. A molto, a molta. is polì . Ciok. maggiore, inferiore, ſuperiore & c., ed
A. Molta, molto. Polìs, Ciok. altri Artefatti con mettere più all'at
V. O molto, O polì. Ciok. jettivo aſſoluto v. g,
più Santo.
A. Da molto, da molta. Apo polin, in, Il Comparativo ITALI ANO richiade il
ì. Ciok.
genitivo, v. g. Pietro è più giuſto i
Plur, N. Molti, molte . Polì, poles, Paulo, oppure il nominativo con i
polà. Ciok. che prima. v. g. Pietro è più dotto che
G. Di molti, di molte. Polòn. Ciok. Patelo. -

D. A molte, a molte is tus polis, is Il Superlativo in ITALIANO fi fa


tes poles, is ta polà. Ciok. con premettere all'adjettivo aſſoluto iº
A. Molti, molte. Polis, polés, polà. più col genitivo; v. g. Diº è il più
Ciok.
Santo di tutti. Oppare con aggiugºe
V. O molti,
polà. Ciok. o molte. O poii poles
polì,, poles, vi iſſimo. v. g. Dio è Santiſſimº -
-

A. Da molti, da molte. Apo polis,


polès, polà. Ciok.
Gram. B De'
18 P A R T E I I,
De Comparativi, e ſuperlativi grandezza della coſa ; e ve ne ſono al
GRECI. tri, che ſon detti diſprezzativi, che ſi
gnificano la viltà della coſa, come li
In GRECO i Comparativi ſi fanno braccio.
con aggiugnere teros al Mascolino, te In tutte e tre le lingue poi vi ſono
ri al feminino, teron al neutro. Così certi nomi ſoſtantivi, e adiettivi, che
da o ſofàs, i ſofi, to ſofòn il ſapiente, ſono detti diminutivi, perchè eſprimo
la ſapiente ſi fa o ſofferos, i ſofoteri, to no la piccolezza, o delicatezza d'una
fofoteron più ſapiente. coſa, come ometto, ragazzino, fioretto,
Oppure con premettere all' adjettivo fiorellino, animetta, belluccio.
aſſoluto, plèon e poi ſervirſi del parà, Nel Greco queſti ſi formano con agº
oppur apo con l'accuſativo, o l'ablat giugnere al ſoſtantivo neutro, dabi, -
tivo. v. g. eghò ime o plèon cacòr parà ki, dicendo anthropudhi , omiccivolo,
ol us tus allus, oppure apo bllus tus àl pedháki ragazzino ; oppure ai feminini
lus. Io ſono il più cattivo di tutti gli aggiungono itza, ala, come pſichila a
altri. -

nimetta, coritza, fanciulla.


I Superlativi in GRECO ſi fanno Parimenti i Turchi hanno i loro di
con mutare l'os, o l'is dell'aſſoluto in minutivi; e li formano con aggiugnere
atos, i : on. Aggiugnendovi poi il pa gik, o cik ai ſoſtantivi, dicendo da Ki
rà, o l'apo v. g. da calòs, calì, ca tab libro Kitabgik libretto ; o con ag
lòn buono, buona, ſi fa calòtatos, ca giugnere agli adiettivi gek, o gik, dicen
lòtati, calòtaton, ottimo, ottima. do da bujuk grande, bijükgek grandi
Tanto li Comparativi, quanto i Su cello.
perlativi ſi declinano come calòs, calì, S. V.
calòn.
Dei Nomi Numorali -
De Comparativi, e Superlativi
TURCHI. ITALIANI, GRECHI, e TURCHI.
Gli Adjettivi aſſoluti in TURCO ſi Iº cadauna lingua i nomi numerali,
o ſieno i numeri ſi dividono in Car
fanno comparativi con premettervi da
ha, ( che ſignifica più ) con l'ablati dinali, come 1. uno. Ena. Bir.
Vo. v. g. o i" daha efì dir , quel In Ordinali, come il primo. O pro
lo è più buono di queſto. E ſi puo an tos. Biringi.
che lafciare il daba, baſtando l'ablati In Diſtributivi, come ad uno ad uno.
vo: v. g. Sen bendèn efì ſin, tu ſei Enas enas. Birer birer.
più buono di me. Tutti ſono indeclinabili
in ciaſcuna
Il Superlativo in Turco ſi fa con pre lingua, a riſerva de ſeguenti.
mettere all' adiettivo aſſoluto queſta N. uno, una . O énas, i mia, to é
voce ziadè, oppure peſ , o daha, ( che na. Bir. - -

ſignifica molto ) con l'ablativo. v. g. G. di uno, di una. Tu enòs, enù,


Allah hepſinden ziadè doghrù dur ve tis mias, tu enòs. Birinin,
efì dir. Iddio è giuſtiſſimo, e il più D. ad uno, ad una. tu enòs, tis mf
buono di tutti. - -
as, tu enòs. Birine.
S. V. A. ano, una. Ton énan, tin mian,
to éna. Birini.
Dei Nomi diminutivi. A. da uno, da una, Apo ton énan,
tin mian, to éna. Birinden. -

ITALIANI, GRECI, e TURCHI. ! . Tre è declinabile ſolamente in plura


le così. N. Tre. i, e tris, ma tria.
N Italiano vi ſono alcuni nomi deri iuf. G. di tre. Ton trìon . i5.
vati, detti aumentativi, come libro 9uattro, ſi declina ſolamente così .
ne, palazzone , i quali eſprimono la N. Quattro. i e teſſeris, ta teſſera,
z-A Dºrt
D E L L E D E C L I N A Z I O N I
Dört. G. di quattro. Ton teſſaron. Dort. se XV.
15. giº, Dheeapende.7 9Cr
D. a quattro. Ton teſſaron. Dort - A. f - -

quattro . Tus, tes teſſares, ta teſſera . in XVI. 16. ſtaici. Dhecàxi. On a 'rà.
Dort - - l ig XVII. 17. Dietiſette. Dhecafta o
Da quattro ſino a cento tutti ſono in fedì. -
declinabili in ciaſcuna iingua. a XVIII. 18. Dieciétto. Dhecotò , C2
I Turchi ai nomi Cardinali, premet ſekis.
tono ſempre il maggior numero , e gli io XIX. 19. Diecinove. Dhecanià. O2
antepongono ſempre in Singolare alle co - dekuz.
ſe numerate, dicendo : Ikf juz adam . a XX. 2o. Vénti, Icoſi. Igirmi.
Ducento uomini. Dhio chiliàdes anthròpi. ºa XXI. 21. Ventino. I'còſi éna . Igz
Gli Ordina Turco
li in forman
ſi o con mi bir,
aggiugnere la particola ingi a ciaſcun nu X XXX. 3o. Trenta. Triànda. ouz.
mero Cardinale: e ſono declinabili in ſin
golare ſolamente. XL.
e» L. 4o. Quaranta. Saranda, Kyrº.
5o. Cinquanta. Penìnda. Elli -
I Diſtributivi in Turco ſi formano dai i LX. 6o, Jeſsdnta. Exìnda. Altmy5
Cardinali, con aggiungere èr, ſe il Car o LXX. 7o. Settanta. Evdhomìnda. Jet
dinale termina in conſonante , oppure 7922 r .
fcer, ſe finiſce in vocale , v. g. Birer, r LXXX. 8o. Ottanta. Oghdhònda. Sexen.
ad uno ad uno, énas énas. Ikiſcer, a due p XC. 9o. Novanta. Enfnda. Doxan.
a due. Dhio dhio.
p C. 1oo. Cento. Ecatò. Jüz.
Anche i Diſtributivi in Turco ſempre a CC. 2oo. Ducento Dhiacoſia . Iki
ſi premettono indeclinabili alle coſe nu - fuz .
merate, le quali ſempre fi pongono nel r CCC. 3oo. Trecento. Tricoſia. uc itiz.
Singolare, v. g. On kalem ikiſcer bir pa. o CD. 4oo. Quattrocento . Tetracoſia .
rajà aldym. Preſi dieci penne a due un Dört jiiz.
aſpro l'una. p D. 5oo. Pendecóſia. Be; jüz.
I. II. III. IV. V. Son dettl numeri
mani .
x DC.R- 6oo. Exicoſia. Alty jiz.
V DCC. 7oo. Eftacóſia. Jedì juz.
t. 2. 3. 4. 5. Arabici. e DCCC. 8oo. Oétocósia. Otto
I Greci ſi ſervone delle lettere dell' º DCD. 9oo. Enjacóſia. Dokuzjuz.
juz.
Alfabetto come ſi vede nella ſeguente º") M. 1ooo. Chília. Bin.
Tavola. -
Dei Numeri Ordinali.
Dei Numeri Cardinali. Italiani . Greci. Turchi.
G. Rom. Ital. Greci . Turchi.
a l. 1. Uno, una, Enas, mìa, éna. 1. Primo, a. e. i. O protos, i, to on.
Bir.
Biringà
8 II. 2. Die. Dhfo , Ikì.
2. Secundo, a. e. i. Dhefteros, i, on.
Ikingi. -

» III. 3. Tre. Tris, trìa. ud-. 3. Terzo, a e i Tritos, i . on. iicin


3 IV. 4. Quattro. Tèſſeris, es, tèſ
ſera. Dort.
più. -

s V. 5. Cinque. Pènde. Be;. 4 guarto, a. e. i. Tétartos. i, on .


s VI. 6. Sé. Exi. Alt?. Dortungi 4.
g' VII. 7. Séſto, Eftà. fedi. . Quinto, a. e. i. Pémptos. Beſcing? .
, VIII. 8. Otto. Ocìò , Sekir. ſeſto, a. e. i. EStos. Alting: .
9 IX. 9. Nòvo. Enjà. Dokùz. . Settimo, a. e. i. E vdhenos. Jedinei.
x X. 1o. Diéci. Dhèca. On. Ottavo, a. e. i. Oghdhoos. , eky
ia XI. I 1. Undeci. Endeca. On tir. zingt.
9. Nono. E'natos. Dokunpiù.
º Xll 12. Dºdeci. Dhòdheca. On iti, io. Decimo. Dbècatos. Onungiù.
x XIII. 13. Trédici. Dhecatris, a. on I 1. Undecimo. Endhecatos. On A
tud .
12 Duodec imo.
º XIV, 14 Quadrdeci. Dhecatéſsera. I3. Decimo terzo. Dhodhécatos. c, si
On dort.
Dhecatos trito C.,
actungº i . -

B 2 I 4-
2o
- - - P A R T E I F.
I 4. Decimo quarto . Dhécatos tètartos . Sevº da a mare. Aghapò ſevme è, Così
On dòrtangi. -
ancora, canto Palmodhìa Irlaii da can
15. Decimo quinto . Dhécatoſ e mptos . tare Pillo Trlamak. -

On be Fingi. - -
In Turco dai verbi ſi formano molti no
16 Decimo
ting? . ſeſto. Dhécatoſextos. On al mi ſoſtantivi con levare il meſe, o mak
a -

dai verbi, e ſoſtituirvi uf, o lik. v. g.


17. Decimo ſettimo. Dhecatosèvdhomos, da bilanek. Sapere, Xèvro, ſi forma Bil.
On jedingè meklik ſcientia ii
18. Decimo ottavo . Dhécatos ogdhoos , Dal Soſtantivo poſſeſſivo ſi forma un
On ſekizangè. adfettivo, con aggiugnervi li, o lu, v.
19, Decimo nono . Dhecatosènatos. On g da gian, anima, Pſichi ſi forma, Ani
dokuzungiu . - - -
mato. Enpſichomènos. -

2o. Venteſimo. I coſtòs. Igirmingi, Si forma il nome del Profeſſore d' un


3 9e Trigeſime. Triacoſtòs. Ouzungia. arte, con aggiugnervi, gi , ſe finiſce in
vocale, o ci ſe termina in conſonante.
De Numeri diſtributivi .
- ve . - -
Così da etnek. Pane. Pſomì, ſi forma
ekmegi, Panatiere. Pſomàs.
1. ad un ad uno . E'nas émas . Birer, Dagli adjetivi ſi formano ſoſtantivi a
2. a due a due. Dhio dhiò. Ikſcer, Jtratti , con aggiugnervi lik , v. g. da
3. a tre a tre. Tris tris. Ucer. gizel, Bello, Evmorfos ſi forma giuzel
4 a quattro a qua ti o . Teſſeris teſſe lik . Bellezza. Pulchritude. Evmorfia.
ris. Dorter, Similmente, ſe al ſoſtantivo ſi aggiu
. a cinque a cinque . Pènde pènde gne kiar, ſi forma un adjetrivo . Così
Beſcer. da gºunah, Peccato , Amartìa, aggiun
aſei a ſei. Exi exi . Altiſcer. tovi il kiar ſi fa g'unabkiar, Peccatore,
; a
a
9. a
ſatte a ſette. Eptà eptà. Jediſcer, Amartolòs.
otto a otto. Oétò oétò. Jekyfer. Se ai nomi Numerali ſi aggingne lik,
nove a nove. Enjà enjà . Doku Fer. o luk , ſignifica la quantità . Così Birº
-

io a dieci a dieci. Dhèca dhèca. Oner. onluk ſignifica una pezza da dieci. Mia
dhecarià.
S. V II. I Nomi locali, che ſignificano il lue
go, in cui una coſa ſi contiene, o ſi fa,
Della formazione, o ſia derivazione i formano con aggiugnervi lik, o cba
d'alcuni Nomi TURCHI. nà. Così da top cannone ſi forma topcha
nà luogo de cannoni.
Fra i Nomi altri ſono Primitivi, al Agli Abitatori de' Paeſi danno il no
tri Derivativi a me de Paeſi medeſimi, con aggiugnervi
I Derivativi, altri ſono Verbali , al li, o lu, v. g. da Venedik Venezia fan
tri Nominali. Il Verbale deriva da qual no Venedikli Veneziano.
che Verbo, come Amante . Aghapiticos

ra
- c A P I T O L O I I I.
- D. E' P R O N O M I,
I Pronomi preſſo degli Italiani , Gre S. I,
gi, e Turchi ſono di ſette forti: Primi
tivi, Poſſeſſivi, Congiuntivi , Dimoſtra De' Pronomi Primitivi , o Perſonali
tivi , Relativi, Interrogativi , e Impro- ITALIANI, GRECI, e TURCH4.
s pri. Di tutti e ciaſchenuno tratteremo
ne ſeguenti Paragrafi, I pronomi Primitivi, detti anche Per
ſonali, e Perſone, ſono ſei, tre Singo
lari; 1. io, giº, ben, 2. Tu, eſsì, fen,
- --- - - - - - 3. quel
- f E, p R d N O M I: 2t
3. quello, ekinos, o. E tre Plurali , 1. nìm mio, ſenin tuo, onun ſuo, blzim no
noi, emìs, biz, 2. voi , eſsis, ſiz , 3 ſtro, ſizin voſtro, ohlarin loro; e ſono in
guelli, ekini, onlàr. E ſi declinano così, declinabili , -

I. Sing. N. Io, eghò, ben . Quelli de' GRECI ſono mu , ſu, tu ,


G. di me, miu, benìnº. -
mas, ſas, tus oppure ton, poſti ed attac
D. a me, mi, mu, is eména, banà è cati ai loro nomi Soſtantivi, come ſi di
A. me, mi , me, emena; behì. rà in appreſſo: oppure uniti ad edbicò,
. o me, o me, fa ben , o emavtòs, che ſi declina come calos,
A. da me, apb t'amèna, bendèn cali , calon con l' aggiunta delli ſudet
lI. N. Tu, eſsì, ſen. ti poſſeſſivi come ſi vede nella loro ſe
G. di te, ſu Senln. - guente declinazione .
D. a te, ti, ſu, is eſſéna, ſani. Sing. N. il mio, la mia, o edicòſmu,
A. Te, ti , ſe, eſſeria ſeni. i mu, to onmu . Benim. -

A. da te, ap' eſſena, ſendèn. -


N. del mio, della mia, tu edikùmu, tis,
IlI. N.Quello, quella, ekſiio., ek ini, iſnu, tu unu. Benim . .
ekinon, o. -
B. al mio, alla mia, tu edicimu, tis,
G. di quello, e, ekinu, is, iti, anbn; iſlnu, tu imu. Benim.
D. a quella, a, is ekinon, in, 6n, tu, A. il mio, la mia, ton edhicòumu , tiri
tis, ena. ſnmiu, to énmu. Benim, -

A. Quello, a, ton, tin, to ekidon, in V. o mio, a mia, o Edhicèſmu, imu ,


bn , o?à : ònmu. Benim. -

o quello, a. ekſnos, i, on; ja o. A. dal mio, dalla mia , apo ton edhi
A. da quello, a Ap ekinon, in on, cònmu, tin inmu, to onmu . Benim .
ondàn. Plur. N. i miei, le mie, i edhikimu, é
I. Plur. N. noi, ehmìs, biz. edhikéſmu, ta edhicãmu biz}m.
G. di noi, imèn, mas, bizìm. G. delli miei, delle mie 'ton edhicon
D. a noi, ei; mas, is ethàs, bizè, mu, bizim. - -

A. noi ci , emàs, mas, bizì. D. alti miei, alle mie, is tes edhicuſ.
V. o noi, o emis, ja biz. mu, ſtes edhikeſmu , ſta edhicámu, bi
A. da noi, apò emàs, bizaèn. 24 º? » -- - - -

Il. N. Voi, eſsis, ſiz : A. li miei, le mie, tus edhiciſmti, tes


G. di voi, eſsàs, ſas, ſizin, eſmu, ta âmu, bizìm. -

D. a voi, vi , ſas, is eſsàs, ſizè V. o miei, o mie, o edhikími , eſmu ,


A. voi, bi, ſas, eſsàs, ſizì. ámui, ja 6izimi. -

V. o voi, ſas, eſsàs, ja ſiz. A. dalli miei, dalle mie, apo tus ed
A. da voi, 4po t'affas, ſizdèn. hicàſrhu, tes éſmu, ta àma, biz?mi.
III. N. Quelli, le , ekíni, onlàr. Nella ſteſſa maniera ſi declinano gli al
b G. di quelli, le , ekinòn, bnlaryn. tri pronomi Poſſeſſivi.
D. a quelli, le , is ekinus, es , a, on Tuo, tua, o edhicóſſu, i edhikiſſu 3 tO
larà. edhiconſu. Jenin. " -

A. Quelli, li , ekfnos, es, a , onlaf . Suo, ſua, o edhicóſtu , i edhikitu , to


V. o quelli, le, o ekini, es, a, fa onlar. edhicòndu. Onun.
A. da quelli, le, ip' ekſnus, es, a, on Noſtro, noſtra, o edicoſmas, i edhikímas
lardèn. -

ſto edhicònmas. Bizim .


S II. Voſtro, vºſtra, o edhhicòſſas, i edikìſas,
to edhiconſas . Sizin.
De Pronemi Poſſeſſivi 1TALIANI, Di loro , o edhicòſtus , i edhikius , to
GRECI, e TURCHI. edhicòndus. Onlaryn.
E ſi declinano come calòs , cali , calon
1 Pronomi Poſſeſſivi ITALIANI ſono con aggiugner ad edhicò, ſu, tu, ma ,
mio, tuo, ſe o, noſtro, voſtro, loro, e ſo ſas, tus.
-
no declinabili.
-
I Pronomi Poſſeſſivi TURCHI ſono be i
B 3 S. III,
22 C A P 1 T O L O I I I.
A. il noſtro libro, to vivlionmas. Kita
S. I I I. bymyzy.
De' Pronomi Congiuntivi GRECI V. o noſtrº libro, o vivlìonmas ja Kita
e TUR THI. bymyz.
A. dal noſtro libro, apo to vivlìon mas.
E' qui da ſaperſi, che in Greca i ſo Kitablamyzdan.
pradetti Pronomi Polleſivi mu, ſu ; tu, Plur. N. li noſtri libri . ta vivlla mas,
mas, ſas, tus ſi ſogliono eſprimere con Kitablrymyz.
unirli al ſoſtantivo in fine ; e in Turco G. dei noſtri libri, ton vivliònmas, Ki
ancora Benim, Jenin, onun ; bizim, ſi tablerimyzyn.
zin, onlaryn ſi eſprimano con unire al D. ai noſtri libri, is ta vivlíamas, Ki
ſoſtantivo della orima delinazione termi tablarymyza.
nata in conſonante, e a tutti i plurali A. i noſtri libri, ta vivliàmas. Kitab
della i. e 2. declinazione queſte particel larymyzy.
le im, in, i in , inis, i e a quei V. o noſtri libri, o vivlìamas. fa Kita
della ſeconda declinazione terminati in blarymyz.
vocale attaccano m, n , ſi, miz, niz , A. dai noſtri libri , apo ta vivliamas ,
ſi, dicendo Kitablarymyzdan . - -

La mia Madre, i mánamu, Anam. In queſta conformità ſi declinano in


La tue Madre, i mànaſu. Anan. Greco, e in Turco gli altri con anneſſe
La ſua Madre, i mìnatu, Anaſi. quelle particelle eſprimenti i Pronomi
La noſtra Madre, i mènamas. Anamyz. Poſſeſſivi; ...
La voſtra Madre, i Mànaſas. Ananyz.
La loro Madre, i manatus, Anaſi. Eſempio asſe ſeconda Declinazione
E per la prima declinazione dicono. : a U Rc A.
Il mio Marito, o andraſmu Erim.
Il tuo Marito, o andhraſu. Erin. Sing. N. La mia Madre , i mànamu
Il ſuo Marito, o indhraſtis. Eri. Anam .
Il noſtro Marito, o andhrafmas. Erimiz. G. della mia Madre, tis mánaſmu - A
Il voſtro Marito, o èndhraſas. Erimiz. namyn .
Il loro Marito, o andraſtus. Erlerì. D. alla mia Madre, ſtin mánanmu. Anama -
Quì ſi noti, che quando nell'Italiano A. lo mia Madre, tin mànanmu . Anaºy
mio, tuo, ſuo, noſtro, voſtro, loro ſi uni V. o mia Madre, o mànamu. ja Anam -
ſcono con qualche coſa, come il mio pa A, dalla mia Madre , apo tin mànan
ne, i Greci allora ſi ſervono dei prono mu . Anamdan .
mi mu, ſu, tu, mas, ſas, tus, o ton, Plur. N. Le mie Madri, i màneſmu -
dicendo to pſomìmu il mio pane . Ma Analarym . -

uando ſi dice mio, tuo ec. ſenza Soſtan G. delle mie Madri, ton manònmu - 4
tivo, i Greci allora ſi ſervono de'poſſeſ nalarymyn.
ſivi edhicoſmu ec. v. g. Queſto è mio, e D. alle mie Madri. Analaryma .
tuton ine edhicónmu, bu benfmdyr. A. le mie Madri , tes màneſmu . Ana
Come ſi declinino in GRECO , e in larymyzy .
! TURCO i nomi con queſti poſſeſſivi, ec V. mie Madri, o màneſmu. Analarym.
Come un -
A. delle mie Madri. âpo tes màneſmu -
Analarymdan .
Eſempio della prima Declinazione
TURCA, e GRECA . S. I V.
ſing. N. il noſtra libro, to vivlìonmas. De'Pronomi Demoſtrativi. ..
Kitabymyz. Italiani Greci Turchi.
G. Del noſtro libro, tu vivliumas. Rita I Pronomi Demonſtrativi ſono i ſeguen
bymyzyn. ti quattro. ; º

D. al noſtro libro, is to vivlìonmas, Ki 1. Quello, la . Ekinos, i on, o.


Oll e Bte
tabymyza , l i 2. Queſto, la etitos, i 3 Egli 3

A
TL II - I IV v a i va va - i

3. Egli, eſſo, ella, eſſa. Aftòs, i, on. chi parla , codeſto, e codeſta, o coteſto ,
| Kendi.
4. Il medeſimo, la medeſima. I'dhios, a,
on. Kendi.
coteſta, lontana.
2. Che ſto e ſta in vece di queſto , e
queſta ſi uſa ſoltanto con queſte tre vo
E tutti queſti ſi declinano come calòs, ci: ſta mane, ſta notte, ſta ſera.
calì, calòn, ſenza però gli Articoli, ec 3. Che quegli ſi dice ſolamente in Sin
cetuato o idhios, i ſdhia, to idhion , il golare d'un uomo.
quale con gli articoli ſi declina come â 4. Che egli è pronome di uomo , e
jios, aiia, âjion. nel ſolo Singolare, e negli obbligui, cioè
Il 1. E' ſtato declinato nel S. I di que negli altri caſi, ſi dice lui
ſto Capitolo. 5. Ella pure ſi dice nel ſolo Nomina
Il 2, Si declina così. " per una perſona ; e negli obbligui
Sing. N. Queſto, ſta . Etùtos, i, ton. ea «
Bu -
Il 4. Ecco come ſi declina.
G. Di queſto, ſta . Etſitu, etitis, etſitu. Sing. N. Il medeſimo. O idhios, a, on.
-

Bunàn. Kendi .
D. a queſto,ſta. Is etúton, in, on. Bunà. G. del medeſimo, ma. Idhfu, idhſas, id
A. queſto, ſta . Etſton, in , on. Bunù. hìu . Kendinin.
A. da queſto, ſta . Ap etúton, in. on. D. al medeſimo, a . Is ton idhian, ſtin
Budàn. - - -
an, ſto on. Kendine.
Plur. N. Queſti, ſte. Etuti, es, a. Bunlar. A. il medeſimo , a . Idhion , ſdhian
G. di queſti, ſte. Etuton. Bunlaryn . Kendini. -

D. a queſti, ſte. Is etitos, es, a. Bu . A. dal medeſimo, a . âpo ton ſdhion ,


A. a queſti,ſte. Etſitus, es, ta. Bunlarì. idhian, idhion. Kendindan .
s A da queſti, ſte. Ap'etútis. Bunlardan . Plur. N. I medeſimi. ſdhii, ſdhies, id
Si noti, che in Greco ſi dice anche hia. Kendi ler.
titos, in vece di etutog. G. dei medeſimi, e idhion. Kendilerin.
-

Il 3. ſi declina in queſta forma. D ai medeſimi. Is tus ſdhius, ſtes id


Sing. N. Egli, ella . Aftòs, i, on . hies, ſta ſdhia, e. Kendilere.
Kendi . - -

A. li medeſimi, i. ſdhius, ſdhies, idhia.


G. di lui, di eſſa, di lei. Aftù, ìs, aftù. Kendileri. -

Kendinin. A. dai medeſimi, e . Apo tus idhius ,


D. a lui, ad eſſa, a lei, aftón. Kendine. i ſdhies, idhia. Kendi lerden.
A. lui, eſſa, lei. Attòn, aftìn, aftòn. (
Kendini. - -

S. V.
A. da lui, da eſſa, da lei. Ap'aftòn.
ìn, bn. Kendinden. De'Pronomi Relativi.
Plur. N. Eſſi, eſe, loro, eglino. Aftì, -

aftés, aftà. Kendiler. Il Pronome Relativo in Italiano, Gre


G. di loro, di eſſi, di eſſe. Aftòn. Ken co, e Turco è queſto ſolo indeclinabile
di lerin. che, per ogni caſo, genere, e numero ,
D. a loro, ad eſſi, eſſe. Isaftùs, ès, à. o il quale , la quale, cui , o opios , i
Kendiler. opìa, to opſon, ki. Ed ecco come ſi de
A. loro, eſſi, eſſe. Aftùs, ès, à. Ken clinano. - 3

dileri. - Sing. N. Il quale, la quale. O opios


A. da loro eſi, eſſe sap'aftùs, ès , à. i opia, to opion . Ki,
Kendi lerden . G. di cui, il quale, della quale. Tu
Così declinanſi in Singolare, e Plura opiu, tis opſas, tu opiu. Ki .
le anche codeſto, a, i , e, ekinos, i , on, D. a cui, al quale , alla quale, Is ton
1, es , a , e, ol, onlari e coſtui, coſtei, ma opſon, ſtin opian, ſto opfon. Ki
yerò nel ſolo Sing. - - A. cui, il quale. Ton opſon, tin opi
Ma ſi avverta 1. , che coſtui, e que an, to opſon. Ki.
ſto eſprimono perſona o coſa preſente a l A. da cui, dal quale, dalla quale Apº
B 4 tOll
24 - cTATE I-T o L o rTI.
ton opſon, tin cpian , to opfon , Ki.
Plur, i , le quali . l opii , opies, ta S. V II.
opia. Ki - -

o, i cui, dei, delle quali. Ton opſon.


a •
De' Pronomi Improprii ITALIANI,
GRECI, e TURCHI.
D. a cui, ai , alle quali . Is tus opius,
is tes opies, is ta opſa. Ki. Perchè non determinano alcuna coſi , ſi
D. cui, ai , le quali. Tus opìus, tes o dicono Pronomi improprii i ſeguenti.
pies, ta opìa. Ki . Alcuno; Tinàs, càpios. bir Kimſe.
A. da cui, da , dalle quali . Apo tus Tale ; tétios ; Filar: .
oplus, tes opìes, ta opià. Li . Altro ; allos; Kàjri.
Nella ſteſſa maniera ſi declinano. Tutto; 6los. Bitun.
Chiunque, 6pios ke an ine, her neki, Niuno; canèmas, canìs, udhènas. Hic
iſe. Qualſivoglia , 6pios ke an thélis , bir Kimſe. -

Aer ne ki iſtérſen. Ciaſcuno; cathe énas. Her kei .


Quì ſi avverta , che non ſi deve mai Ognuno; 6los ; Her ke5 .
laſciare l'Articolo il , la ec. avanti al E ſi riferiſce a perſona , come anche
Pronome quale ; perchè ſenza articolo chiunque 6li, her kie; .
ſignifica ſorta . - Altri ſi dice ſolamente in Singolare ,
Cui, di cui, a cui , da cui è per o e per il ſolo Nominativo; dicendoſi ne'
gni genere, e numero. caſi obbliqui altrui.
Onde alle volte è pronome relativo , º" , qualche non ſi deve mai di
re enza avere eſpreſſo un Suſtantivo.
e vale di cui, da cui, per cui.
Si noti quì, che in Turco il ki ſi uſa Alcuno, taluno ; tale, cotale ſono lo
meno, che ſia poſſibile, facendo uſo de' ſteſſo.
participi . Laonde dicono : okujan djrenir. Ciaſcuno, ciaſcheduno ſi dicono pro
9uello che ſtudia, impara. nomi diſtributivi: ed ognuno, qualunque,
collettivi. -

S. VI. Veruno è negativo ; ma vi deve andar


ſempre unito il non , v. g. non c' è ve
De' Pronomi Interogativi. runo, canìs dhen ine, hic bir kimſe jök
tler ,

Il Pronome Interrogativo è chi ? Tis? Ecco come ſi declinano.


Kim ? che ſignificano chi ſei ? chi è ? Sing. N. Alcuno, a. Tinàs, câpios, a
che coſa è? ma ſi uſa ſolo in Singolare, on . Kimſe.
e nel Plurale in Greco ſi uſa pios, pla, G. d'alcuno. Tinés, câpiu . Kimſenin .
pfon. Eccone l'eſempio. D. ad alcuno, istina , is cépion, an ,
Jing. N. Chi ? che i Tis? Kim ? Ne? on. Kimſefe.
G. di chi? che ? tinòs? Kimin ? Nejin ? A. alcuno, na, ne. Tinà. Capion, an,
D. a chi ? a che ? is tſnon, is tinan, is on. Kinſeji.
tínon ? Kime? neſe ? A. d'alcuno. âpo tiné, câpion. Kimſe
A. chi ? che ? tina? Kimi ? Nej ? den. i
A. da chi? da che ? Kimden ? Neden ? Plur. N. Alcuni, ne . câpii, es, câ
Plur. Chi ? che ? pi? pies? pia? Kim? pia. Kimſeler.
Neler. -
G. d'alcuni, ne . capion . Kmſolerin.
G.lerin
di chi
è
? di che? pioni, ? Kimìn? Nel
D. id alcuni , ne .sis capius , es , a .
Kimſelere. -

D. a chi ? a che ? is pſus, is pſes , is A. alcuni, ne . càpius, e., ia. Kimſeleri.


pìa, Neleri ? A. d'alcuni, ne . âpo capius, es, ia .
A. chi º che ? pſus? pſes ? pia? Kimi? Kimſelerden. -

Neleri ? /
A llos, dlli, illon ed élos , 6li , 6lon .
A da chi? da che i ápo pſus ? pſes ? in Greco ſi declinano come calòs, ca
pía Kimdem ? Nelerden ? lì, cafón .
Sing
p) E' p R O N O M I. 25
Sing. N. Niuno, na . Canènas, camìa, A. niuno, na. Canèna, camla, canèna,
canèma. Hics bir kimſe. Hi5 bir kjmſeji.
G. di niuno, na. Canenòs, camìas, ca- A. da niuno, ha ipo canéna, camìa,
nèna. Hic bir kimſinin . na. hic bir kimſed-n.
D. niuno, na . is canéna , is camſa, is | Come ſi declina anche cath'énas, caté
canéna. Hi; bir kimſeje. mia, cathéna. Her keS.

C A P I T O L O IV,
Del Verbo ITALIANO, GRECO, e TURCo.

Due generi di Verbi vi ſono: dipen S. I.


denti, o ſia derivati, ed Auſigliari; e Delle Declinazioni de Verbi . e
queſti ſono il verbo eſſere, na ine, ol ITALIANI ,
mak, detto anche verbo ſoſtantivo; il
verbo avere, na écho, vàrdyr, e per Le Declinazioni de'verbj ITALIANI
gli Greci anche il verbo volere, thélo, ſi conoſcono dal Preſente dell'Infinito,
iſtemek. - e ſono queſte quattro.
I verbi dipendenti ſono tutti gli al La 1. nell'Infinito termina in dire lon
tri, perchè tutti hanno biſogno degli go , come amare.
Auſigliarj . La 2. in ere pur longo, come, ve
I dipendenti ſi dividono in Perſonali, dére.
ed Imperſonali. La 3. in ere breve, come leggere.
I Perſonali hanno tutte e tre le Per La 4. in tre, come ſentire.
ſone ſingolari, e plurali. e' Vi ſono anche de'verbi che finiſcono
Gl' Imperſonali hanno la ſola terza in arre, come compºrre, e in tirre, co
Perſona ſingolare, come piove, vréchi, me ſedurre, ma queſti ſi riducono alla
faghmàr jaghàr terza, perchè ſono abbreviature di com
I Perſonali in ITALIANO, e GRE ponere e di ſeducere.
CO, e TURCO ſi dividono in Attivi, Hanno anche degli Imperſonali , che
come amo, aghapò, Sevèrin ; in Paſſi non hanno, che la terza perſona ſingo
vi, ſono amato, aghapùme, ſevilìrim ; lare d'ogni tempo, come piove, tuona,
in Nevtri, vivo, ziò, jafàrym ; e in folgoreggia. Alcun'altri che hanno an
º deponenti, mi rallegro, chérome, Sevi che la terza perſona plurale, come ac
nìrim. -

cade, diſpiace.
Tutti li Verbi s'inflettono, e ſi con Vi ſono anche dei deponenti, che
º jugano in varie diverſe maniere, dette ſembrano paſſivi, formati con li mi, ti,
Coniugazioni, per diverſi modi, Tempi, ſi, ci , vi, come maravigliarſi, ralle
Perſone, e Numeri. grarmi ec.
I Modi ſono ſette Indicativo, Impe Vi hanno anche degli Irregolari, i
rativo, Ottativo, Conjuntivo, o ſia ſub quali in alcuni Tempi, e Perſone ſi
funtivo, Infinito, Gerundj, e Participi. mutano, come andare, il quale nel Pre
I Tempi ſono Preſente , Imperfetto, ſente fa vado, vai, và. vanno; Nell'
Perfetto, Piucheperfetto, e Futuro. Imp. vada, vadino, nell'ott. e Cong.
Le Perſone , come s'è detto altrove vada, vadi, vada, vadino, come ſi ve
ſouo tre ſingolari; la 1. io, eghò, ben, drà in appreſſo.
la 2. Tu, eſsì, ſen , la 3. egli, eki S. II.
nos, o ol, e tre Plurali; la 1- Noi, e
mis, biz, la 2. Voi, essìs, Siz, la 3. Delle Declinazioni de Verbè GRECI.
quelli, e kini, onlar.
I Numeri, ſono due, Singolare, e I Verbi GRECI altri ſono detti Ba
Plurale. ritoni, altri Circonfleſſi.
I Pa
26 P A R T E I I. C A P. -

I Baritoni ſono quelli, che hanno l' Ind. termina in às; e la prima del Prete
accento nella penultima ſillaba, come in iſa, come aghapò, agbapàs, io a
ghráfo, ſcrivo, jazmak ; e queſti in Paſ mo, tu ami ; aghàpiſa io amai - -

ſivo tutti hanno l'accento nella antipe La 2. nel Preſ. in is, e nel Pret. ia
nultima, come ghráfome ſono ſcritto, iſa, come Pulo, pulis, io vendo , tu
fazylyrim. vendi; epùliſa ho venduto
- ,
-

I Circonfleſſi ſono quelli, che hanno La 3. nel Preſ. in is, e nel Pret in
l'accento, ſopra l' è, ultima ſillaba, co eſa, come calò, calìs, io invito, tu in
me aghapò, amo. Sevérim ; e queſti in viti; è caleſa invitai. -

Paſſivo l'accento ſempre l'hanno nella Vi ſono però anche nel Greco-volga
penultima, come aghapéme, ſon ama re de'verbi Irregolari, da loro detti A
to, ſevilìrim . - -
nomali, i quali non
La diverſità delle Conjugazioni de' tempi, nè tutte le "
hanno nè tutti i
uniformi
Verbi Attivi de' Greci ſi conoſce dallacosì Vlépo vedere ha il ſolo Preſente
definenza della loro prima perſona del deli' Ind., che fa vlépo, vlépir, viépi
vlépemen, vlépete, vlépuſi, l' Imperf -
Preſente dell' Indicativo, e dalla prima
viepa , évleper, évlepe, evléponen , e
Perſona del Preterito Perfetto dell' Indi
dativo. Quindi le Conjugazioni de' Ba vlepete, evlépune. Ma nel Pret fa -
ritoni Regolari ſono quattro, e de'Cir dha, idhes, idhe, idhamen, fabete, º
confleſſi ſono tre. dhane; Nel Piucheperf icha idhì , f
-

La I. è de Baritoni Attivi, che nel ches idhì &c. Nel futuro thel'idhò,
-

thel'idhìs. Nell'Imperat, idhù, o vlé


la prima Perſona Singolare del Preſente
dell'Indicativo finiſcono in vo, gho, fo, pe, as elépi, o asiahì, as vlépomen,
pto, e nella prima del Preferito in pſa, idhamen, vlépuſi. Nel
Infin, comeas nell'Ind. ott e Cong
Nell'Gerundio vlé
come thlivo, affligo; éthlipſa, affliſſi.
C6vgho, taglio; écopſa, ho tagliato. pondas . - -

Ghrafo ſcrivo ; éghrapſa, ho ſcritto, Così pure tragho mangiare ha il ſolº


Andpto accendo; dnapſa ho acceſo. Preſente e Imperf, e nel Perfetto - ſi
La 2. é de Baritoni, che nel Preſente cangia in faga, éfajes &c. nel Piuchep
finiſcono in gho, co, chno, ſpo, zo, e fa icba fàji &c. nel Futuro the fighos
nel Pretetito in sa, come, nell' Imp. Tréje. - -

Hanno altresì dei Verbi Imperſonali


-
n
Pn/gba ſoffogo; épnixa, ſoffogai.
Pléco teſſo, éplexa ho teſſuto. che hanno la ſola terza Perſona Singo
Dhtchno moſtro; édhixa ho moſtrato. lare del ſolo preſente e futuro, come
Crdzo chiamo, écraxa ho chiamato. vréchi, théli vréchi, piove, pioverà i
La 3. è de Baritoni terminati in tho, aſtràpti, folgoreggia,
goreggierà; théliaſtrapſi
Vrondà tuona, , fol
the vrondì,
to , zo, 6no nel Preſente, e in sa nel
Perfetto, come -
tonerà, élache, accade, the lichi acº
caderà &c. - v.

Dhtdho do; édhoſa ho dato


Alétho macino ; 4 leſa ho macinato b.
Acúo ſento, ècuſa ho ſentito. S III.
9rìzo comando i driſa ho comandato.
Fortáno carico; efortoſa, caricai. Delle Conjugazioni de' Verbi TURCHI.
La 4. è de'Baritoni, che finiſcono in
fº, mo, no, no nel Preſente; e in la, Tutti i Verbi Turchi nell'Infinito ter- -
ºa, na, ra nel Pret. come minano o in meh, o in mak. In meº
Pſºlo canto, épſala cantai. ſe prima vi è qualche i , oppure e, cº
me bilmek ſapere, ſevmek amare. In
Cdmno faccio, écama, feci.
Crino giudico, écrina giudicai. mak, ſe prima vi è o qualche a, o un
ri: , guaſto, éftira, guaſtai. u, come okumak leggere, hakmak guar
e
ºniugazioni de Verbi Regolari dare.
- Quindi le Conjugazioni Turche ſono
Circonfleſſi ſono tre.
La I. nella 2. Perſona del Preſ. dell' due
La I.
D E L. V E R B O. - 27
La 1. nell'Infinito finiſce in meh , co che hanno la ſola terza perſona del Pre
me ſevmek amare; nel preſente in frim, ſente, e Futuro. v. g. Fim Felenir fol
o érim. - goreggia; faghmir jaghàr, faghagiàk
La 2. Termina in mak, come oku iyr piove, pioverà. Altri ne fanno Im
mak leggere; e nel Preſ. in 6rym, o da perſonali con far uſo della ſola terza
rum, o tºrum . perſona plurale v. g. derler ſi dice.
I loro Verbi ſi dividono in Attivi,
Paſſivi, Negativi, Impoſſibili, Tranſiti S IV.
vi, Cooperativi, Reciproci, Attuali, In
coativi, derivati, Imperſonali, Declinazione del Verbo AVERE,
-

L'Attivo ſi fa Paſſivo con aggiugner E'CHO, VA RDTR.


vi il avanti il met, o mak, ſe innanzi Jndicativo Preſente. Ho, hai, ba, ab
a mek, mak vi é una conſonante , così biamo, avete, hanno, écho, echis, é
da Sevmek amare ſi fa ſevilmek eſſer chi, échomen, échete, échuſi ; benim
amato: oppure un n, ſe v'è una vo var, ſenìn var, onàn var, bizìm var,
cale ; così da okumak leggere ſi fa il ſizìn var, onlary'n var.
paſſivo okunmak eſſer letto. Imperfetto. Aveva , o avea, avevi ,
-

L'Affermato ſi fa negativo con ag aveva, o avea, avevamo, avevate, ave


giugnervi un me, o ma avanti mee, e vano, o aveano, ſcha, iches, che, ſ
amak v. g. sévmemek non amare; e al chamen, ichete, ichuſi; benim vàrydy,
lora l'accento cade ſopra la vocale an ſenin vàrydy & c. - -

tecedente al me o ma aggiunto. Perfetto. Ebbi ed ho avuto, aveſti ed


ll verbo Impoſſibile ſi forma con met Abai a. ebbe, ed ha a . avemmo ed ab
tere éme oppur ama avanti il meſe, e biamo a. aveſte ed avete a . ebbero ed
mak
mare ,- come ſevemenek non poter a
- a
Manno. Ecrátiſa, ecrátiſes, ecritiſo, e º
. -

cratiſamen , ecratſſete, ecratſaſi, Be


Il Tranſitivo ſi fa con aggiugnere un nìm vàrydy, ſenin vàrydy & e uſa l
dir innanzi a me k, e mak, ſe prima vi Piuche perfetto. Aveva avuto, avevi
è una conſonante, v. g. ſevdirmek far a , avea a aveva 7770 a « dºvevate d . a ve

amare ; ſe poi vi è prima una vocale, vano a. ſcha cratíſi, ſches c. fche c.
vi ſi aggiugne un ſolo t. v. g. okuamak, cratíſi. ſchamen c. ſchete c. ſcuſi c .
far leggere, - - Senim, benin & c. vàrydy. -

Si fa Coºperativo con mettere un iſc Futuro. Avrò, avrai, avrà, avremo,


avanti meſi o mak v. g. ſevì 5 mek amar avrete, avranno. Thélo échi, thélis é
ſi inſieme i ſòfleſmek abboccarſi. chi, théli échi, thélomen e. thélete e.
- Si fa Reeiproco con aggiugnervi in ſe theluſi, o thélun echi. Benym o bende
vi è conſonante prima, come ſevinmek olur, ſende, o ſenin & c. olur.
compiacerſi di ſe ſteſſo, o un ſemplice Imperativo. Abbi tu, abbia egli, ab
n, ſe prima vi è vocale , v. g. ſijlen biamo noi, abbiate voi, abbiano quelli :
mek parlar da ſe ſteſſo. As échis esì, as échi ekinos, as écho
-

Si fa Attuale con mettere un jor, in men emìs, as échete esìs, as échuſi ekſ
luogo del mee, e mak v. g. okūjorum, ni. Jenìn, onàn, bizim, ſizin, onlaryn
okujórſun &c. io ſto leggendo, tu ſtai olsàn, ve olſunlàr. -

leggendo &c. Ottativo, e Congiuntivo Preſente -


Gl' Incoativi hanno un lan avanti Dio voglia che io abbia, abbi, abbia,
mek, e mak, v. g. ibtijarlanmak invec abbiamo, abbiate, abbiano. Macari ma
chiarſi. echo, na échis &c. come il preſ. dell'
- I derivati da nomi terminano in len Ind. Keſke benim , ſenin & c. vàryſa,
mek, lemek, la Fmak; così da giege not indeclinabile.
te fanno geºelemek pernottare, giumuy Imper. I. Se aveſſi, aveſſi, aveſſe, a
lemek innargentare, ſubhelenmek dubita veſſimo, aveſſe, aveſſero, An ſcha, -
re ; doſtlamak divenir amico. -

ches &c, come il perſ, benim & c. và


tfanno altresì i loro , Imperſonali, ryſa o

Imp.
28 p A R T E Ii. C A P. I V.
Imp. II. Avrei, avreſti, avrebbe, a dy ſe io aveſſi avuto &c. Geruri. vàri.
vremmo, avreſte, avrebbero. icha ſches. Rek avendo . Gli altri tempi, e l'altre
iche c . come nel Piuchep. Benim, perſone prendonſi dal verbo olmak eº
ſenìn & c. olùrudu , immutabile. 3cres .
Perf. Ebbi ed ho avuto, a veſti ed hai 3. Il verbo vardyr, avere, ſi fa nega
a. ebbe, ed ha a. avemmo ed abbinmo tivo col verbo joktur non avere ; e que
a . aveſte ed avete a. ebbero ed hanno ºſto pure è imperſonale, irregolare e dif.
a. &c. ſaha, ſches. ut ſupra. Benim fettivo; ad ecco come s'infette.
ſenim & c. varydy. - Ind. Preſ. Joktur, non ho , non hai,
Piuchep. I. ſe aveſſi avuto, aveſſi a. a non &c. dhen ine, dhin écho, dhen é
veſſe a . aveſſimo a. aveſte a . aveſſero chis & c.
a. An ſcha, ſches, iche crariſi &c. Eger Imp. Jokudu non avevo , non &c.
denim, ſenin & c. varyſuyay. dhen ſton, dhen, ſcha &c.
Piuchep. II. Avrei avuto, avreſti a. Subj. Pref. fbkifa, o jökiſe, ſe non
avrebbe a. avremo a . avverte a . avreb. ho, non hai &c. an dhen echo, dhen
Bero a. fcha cratiſi, ſches cratifi &c. Be- echis &c. -

nim, ſenin &c. varydy. Imp. Jokſiydy, ſe non aveſſi &c. an


Fut. I. Quando avrò, avrai & c. 6po dhen icha &c.
te thélo échi, thelis échi &c. Hacian, Gerundio. Jòkiken, non avendo, min
benim, ſenin & c. vàryſa. echondas.
Fut. II. Avrò avuto, avrai a . & c. Gli altri Tempi, e l'altre Perſone ſi
thélo cratiſſi, thélis cratifi. Benim, ſe prendono dal verbo negativo è imamuk
min olì r . non eſſere, dhen ine -
Infinito. Avere, na écho, na échis,
ºna échi, na échomen, na échete, na é s v.
chiuſi, olmak. Paſſato. Aver avuto, na
..ecbo cratiſi, olmak Conjugazione del Verbo VOLERE,
Gerundio. Avendo. échundas immu º THELO, ISTEMEK.
tabile, vdriken, d'ogni genere, nume
ro, caſo, e perſona. -
Preſente dell'Indicativo. -

Participio attivo. Avente, opi, écho, Pref. Io voglio. eghò thélo, ben iſtº
rtº , -
opu échis &c. viriken.
Part. paſſivo. Avuto, a, i , e. opù Tu vuoi, essì thélis, ſen iſtèrſin.
fcha, opu ſches &c. Ki benim, ſenin Egli vuole, ekinos rheli, o iſtèr.
& c. varydy. Noi vogliamo, emìs thélomen, biz iſtè
Quì ſi noti 1. che il Verbo vardyr ri2.
avere preſſo i Turchi è Imperſonale, e Voi volete. essìs thélete, ſiz iſterſiniz .
irregolare; e che ſi uſa ſolamente per Coloro vogliono, ekini thélum, o thèlu
ſignificare la poſſeſſione, e l'eſiſtenza in ſi, onlàr iſterler.
un luogo, nella ſola terza perſona, v. Imp. Io voleva, eghò ſthela, ben iſtè
g. gebumde ak è vardyr, ho del dena ridim.
ro in borſa, mettendo la perſona poſſi Volevi, ftheles, ſléridin .
dente in genitivo, o il di lei pronome Voleva, fthele, iſtéridi.
poſſeſſivo o ſeparato, o unito, v. g. be Volevamo, ithelamen, iſtèridik.
nìm parà vàrdyr, oppure paràm var Volevate, ithélete, iſtèridiniz .
dyr, ho, denaro. Volevano, ithéiufi , o ithèlane, ſtèri di
2. che, come s'è veduto, queſto ver ler.
bo in Turco non ha che queſte. Perſo Perf. I. Volli, ithéliſa, iſtedìm.
ne, e queſti ſoli Tempi invariabili nella . Voleſti, ithélifes, iſtedìn.
3. Perſona Sing. e Plur. cioè Preſ. vàr Volle, ithéliſe, iftedì.
dyr, ho, hai, ha 8 c. Imp. vàrydy a Volemmo, ithelìsamen, iſtedìk.
vevo, avevi &c. Preſ. dell'Ot. e Cong. Voleste, ithelfſete, iſtedimìz.
varſi ſe io abbia &c. Imperf varrà - Vollero, itheliſaſi, ithelifane i iſºedler,
Perf.
D E L v e R B o. 2g,
Perf. 11. Ho voluto, ithéliſa, come ithele, ftheles, thele, ithelamen, ithé.
il primo. Iſtem? Fim, iſtemifin, iſtemi - lete, ithéluſi theliſſi. Iſtemì5 olterud temi,
dir, iſtenti vi , ſtem/Tiniz, ſtemeFair olàrudun, olàrudu, oluruduk, olorua -
Piucheperf. Aveva voluto, ſcha the
ler. nuz, olàridiler.
Preſ. del Cong. Se io voglia, tu v.
liſi, i ſemi Fidim . - - -
glie, ºgli voglia, vogliamo , vogliate,
Avevi v , ſches theliſi, iſtemi Fidia . . vogliane. An rhélo &c. come il preſen
Aveva v . iche, thelifi, iſtemì Fidi. te dell'Indic. Eger iſtèrſem , iſtèrſen,
Aveva ma a. (chainen th, , iſtemi Fidik iſterſe, iſtèrſek, ſtèrſeniz, iſtèrſenler.
Avevate v. ſchete th. iſtenì idini - 'Imp. I. ſc io voleſſi, voleſti, voleſ.
Avevamo v . ichete th. iſteal idiler, ſe si voleſſimo, voleſte, voleſſero. Ean -
Fut. Vorrò, varrai, vorrà , vorre thela, come nell'imp. 1. Egèr iſterſei
mo, vorrete, vorranno, ghelº theliſſi, dimi, iſtersèidin, iſtersèidi, iſterſè dik,
thélis theliſſi, théli th. thelomen th. iſtersèidiniz, iſterſèidiler. -

théete th. théluſi, o thélune th. iſlè. Imperf. lI. Vorrei, vorreſti & c. come
rim, come il preſente. nell'imp. II. dell'Ottativo.
Preſente, e Futuro dell'Imperativo. Perf ſe io abbia, abbi, abbia, ab
Preſ. Imp. Vogli tu , voglia colui, biamo, abbiate, abbiano voluto. An ithé
vogliamo noi, vogliate voi, vogliºno co lita, come nell'Ind. Eger iſtem) Fiſan,
loro. as thélis, as théli, as thélomen, as iſtemì Fiſan, iſtemi fiſa, iſtemì Fiſak, iſte.
thélete, as théluſi, o cime, na thelis mi 5’iſanyz, eſtemi dvler.
&c. iſlè, iſtefèſin, iſtejelim iſteièſiniz, Piucheperf. I. ſe io aveſſi voluto, tie
iſteièſinler. aveſi, aveſſe, aveſſimo, aveſſe, aveſſero
t. Preſ.
- -
Faccibio, che io
-
voglia,
-
ta
• -
voluto. An ſcha theliſſi, come nell'Ot
vogli, colui voglia, noi vºgliano, voi t e Cong. Eger iſtenì; olſàydym , ol
vogliate, quelli vogliano. Macari ma ſºydyn, olsìydy, olſàidik , olsàydynyr,
thélo, na thélis, ma theli, thelonen, oltàydyler. -

thelete, thèluſi. K'eſkie iſteiºn, iſtejè Piucheperf. II. Avrei, avreſti, avreb
ſin, iſtejè, iſtesek, iſtefèſiair, iſtejèſin be, volito. 9 e, come nel piucheperf.
ler. - del Ottat.
Imp. 1. Dio voleſſe, che io, tu voleſſi, Futuro 1. Quando vorrò & c. come
voleffe, voleſſimo, vorreſte, vºleſſero. A'm nel futuro dell'Ind. Hacian iſterſem, iſ.
bodes na ithela, comie nell'Ind. Keſke tèrſen, iſtèrſe, ſterfek, iſtèrſeniz iſtèr
iſtèidim, iſtèidin; ilèidi, iſtè dik, iſtèi ſenler. -

dimiz, iſtèidiler. Futuro II. Avrò, avrai voluto & c.


Imp. I 1. Vorrei, vorreſti, vorrebbe, thélo theliſſi & c. Iſtèrſem, iſtemif oli
vorremmo o vorreſſimo, vorreſte, vorreb rum & c.come ſopra.
bero. ithela, come nell'Ind. Iſtèridim, Inf. Volere; che io voglia ; che tu vo
come nell'Ind. gli & c. na thélo o na theliſo; ma thélis, o
-

Perf. Faccia Dio, che io abbia, abbi, ma theliſis. Iſtem k . - -

abbia, abbiamo , abbiate, abbiano volu Particip. Volendo, thélondas, iſtèri


to. Macari na ithéliſa &c. come nel ken, per ogni genere, numero, e per
perfetto dell'Ind. Keske iſtemifim, come ſona.
nel perfetto II. dell'Indicativo. Voluto, a, i, e, opu thélo, ithela,
Piucheperf. I. Dio voleſſe, che io a ſcha cratiſi, iſtemi F. -

veſſi, tu aveſſi, aveſſe, aveſſimo, aveſſe


voluto . imbotes ma ichà theliſſi &c. S. VI,
come nell' Ind. Keskie ºſtemif olà v
dym, iſtemi s olàydyn, istemi, olè) dy, Conjugazione del Verbo ESSERE, I ME
iſtemi 7 o èydyk, iſlemii olàydynyz, i OLMAK . -

ſtem: 7 olàydyler.
Piucheperf. II. Avrei, avreſti, avreb Ind. Preſ. Io ſono, eghò fme, ben im .
be, avreiſimo, avreſte, avrebbero voluto, Tu ſei, essì iſe, ſen ſin.
C e-
2o P A R T E i 1. C A P. IV.
guello è, ekinos ine, o dur. Imp. Fut. Come il Futuro dell'Indica
Noi ſiamo. emìs imaſte, biz iz . t1VO ,
Voi ſiete. essìs iſte. Siz sìz finiz. Ot. Preſ. Dio voglia che io ſia, imbo
9uelli ſono. ekisi ine. onlàr durler. dhes na ime. Keskè olay'm .
Imp. io era. eghò impn, bèn idim. Che tu ſii, ma ſe. olàſyn.
Tu eri. essì ſun, sºn idin, “, è Che quello ſia. na ſte, olà, ol olſùn.
Colui era, ekinos itoh. o idi. , A. CAe noi ſiamo º na imaſte. olàiz .
Noi eravamo. emìs imeſlen, big. ºi. - Che voi ſiate. na iſte. olàſynyz.
Voi eravate. esis fſthe, ſi diriis. iº ” . Che quelli ſieno, ma ine. olalèr, olſun
guelli erano. ekini itane. ohlàr, idr-. làr. - - .
ler . -a Imp. º Dio voleſſe, che io foſſi. ma
a chári na imun. Keske olaidim .
Perf. I. Fui, eſtáthica: oldàm. ,

Foſti. eſtáthikes, oldàn. .' Che fosti , na. ìſun. olàidyn.
Fu. eſtáthike, oldu. Che foſſi. na lton . olàidy.
Fummo. eſtathicamen, olauk. Che foſſimo. na imeſte. olàidyk.
Fuſte, o foſte. eſtathikete, oldunàz. Che foſte. na iſte. olàidynyz.
Furono, eſtathicane, o eſtathfcaſi, o e Che foſſero. na iton, o itane. olàidy
ſtáthiſan, oldulàr. ler.
Perf 11. Sono ſtato a. eſtáthica, olmi. Imperf. II. Io farei, faresti, ſareb
J. l 722 e -

be, ſaremmo, o ſareſimo, ſareſte, ſareb


Sei ſtato, a . eſtáthikes, olmi, Tſun . Abero. imun, iſun, iſte, imeſten. iſte,
è ſtato, n. eſtáthike, olmi, 'tur. itane. olàrudum, olàrudun, olùrudu ,
Siamo ſtati, e. eſtathfcamen. olmi Tuz . alùrudué, olàrunuduze olàr udalar.
Siete ſtati , e , eſtathikere , olmi, i ſu Perf. Dio voglia che sia ſia stato, a .
27l/2 » Machiri na eſtàthica. Keske olmi,fo
Sono ſtati, e. eſtathicane, olmurlàr. lam.
Piucheperf. Era ſtato, a . ſcha ſtathì, Che tu ſii ſtato. na eſtáthikes . olmà
almùi udum. -
folfun.
Eri ſtato, a ſches ſtathì, olmi,Fudun. Che ſia ſtato. na eſtáthike, olmi fola.
Era ſtato, a . iche ſtathì, olmà Fudu . Noi ſiamo ctati . na iſtathicamen. ol
Eravamo ſtati, e, ichamen ſtathì, ol mù Folſak.
mù5 duk. Voi ſiate stati. na eſtathìkete. olmufol
Eravate ſtati, e , ſchete ſtathì. olmà; - ſanyz . -

dunuz. -
guelli ſieno stati. na eſtatkicaſi. olmu
Eravate ſtati, e. ìchete ſtathì. olmàf 5òlſalar.
udunuz. Piucheperf. I. Dio voleſſe che io foſſi sta
Erano ſtati, e. ſchaſi, o ſchane ſtathì. to, a. àmbodhes na ichaftathì. Keske
elmàfi diler. olmuf olàjaym.
Fut. Sarò. thélo ſme. alùrum. Foſſi s. na iches ſtathì. olmus olày
Sarai . thélis iſe, o thélo ſſe. olurfun. dym .
Sarà. théli ine, o thélo ine, olur. Foſſe s. na che ſtathì. olmus olàvdy.
Saremo, thélomen imaſte, thélo ſmaſte. Foſſimo s. na chame ſtathì . olmus e
olùruz.
Sarete. thélete ſte, o thélo ſte. olèr Fostes. na ichete ſtathì. olmui olày
ſuntuz. - dynyz.
Sarannno. thélun ine, othélo ſne. olur Foſſero s. na ichaſi ſtathì. elmui olà y
lar. - -
dyler. -

Imper. Preſ. Sii tu. as ìſe. ol ſen. Piucheperſ. 11. Io ſarei stato. icha
Sia quello. as ìne. olsùn o. ſtathì. olmu5 oli rudum. Nel reſto l'Ita
Siamo no. as imeſte, olaly'm biz. liano , e il Greco come il I ſenza il
Siate voi . as ìſte, blunuz ſiz. na. Il Turco olmu5 olàrudum, olmus
Sieno quelli. as fne ekini, olſunlar on olàrudun, olmuf olàrudu, olmuf olàru
làr. -

duk, olma; olàrudunuz, olmui olurlàrydy


Cong.
D E IL V E R O. - - . 3I
Congiutivo Preſente. º olºrum, olirſun, oliir, oliiruz, olirſu
Se io ſia. an ìme. egèr iſèm . nuz, oliirlàr.
Se tu ſii . an iſe. egèr iſèn. Infinito, Preſ., e Imp.
Se egli ſia. an ìne egèr iſè. Eſſere ; na ſme, ma ine, na imaſte, na
se noi ſiamo. an imaſte. egèr iſek . iſthe, na fne, olmaè.
Se voi ſiate. an ìſthe, ſenis. - perj., e più che Perf.
Eglino ſieno. an iſe. iſeler. Eſſere ſtato. Na eſtáthica, ma eſtáthikes,
Imperfetto II. -
ma eſtáthike, na iſtathſcamen, na iſtathi
Se foſſi, tu foſſi, egli foſſe, noi foſſi kete, ma iſtathicane. Olmak. "
mo, voi foſſe, quelli foſſero, an imum, Gerundis.
iſun, ine, maſten, isthe, ine; olsày Eſſendo. bndas, éſtondas, iken.
dym, olsàydyn, olsàydy, olſàydyk, ol Eſſendo ſtato, éſtondas, olup.
ſàydynyz, olsàydyler. -
Per eſſere, dhfa na ſme, ma ſe, na iſte
Imperfetto II. ec. olmaja, olmak icci un .
-

sarsi, ſaresti, ſarebbe, ſaremmo, aſ Participio.


reste, ſarebbero , ithela imum , ithe Che ſono, ed ero, che ſei, ed eri ; opù
les ìſun, ithele ìton , ithélamen ima º ſme, ife ; olàn.
ſthe, ithelete isthe, itheluſi itene. Olù Che fui, che foſti ec. opù eſtáthica, ol
rudum, olàrudun, oliaruda, olàruduk, oli mài , olduk i" -

olùrudunnuz, olàrudiler. Che ſarò, che ſarai. opu écho na ſme,


Perfetto. échis na iſe, na ine olaly, olagiàk,
Je io ſia, tu ſii , egli ſia ſtato, il quale è declinabile con l' aggiunta
noi ſiamo, voi ſiate, quelli ſieno stati. delle particole Perſonali in queſta forma :
An eſtáthica , eſtàthikes, eſtáthike , olagiaghym, olagiahgymyn, olagiaghy
eſtathícamen , eſtathukete , eſtathicha mà , olagiaghymy , olagiagagºyndan
ne . Olmì,5 iſem , olmi, Fiſen , olmi - per eſprimere il mio dover eſſere . E
Fiſe, olmufisek , olmà7 yſeniz, olmu Fi nel Plurale ancora. -

ſèudiler . Così ancora è declinabile il Participio


Più, che perfetto I. olduk l'eſſere ſtato, in queſta forma ol
Se foſſi, foſſe stato, foſſimo, foste, foſ. dughùn il tuo eſſere ſtato , oldughunun,
Iſero stati. An cha ſtathì, iches, che, oldughunà, oldughunù, oldughi ghundàn,
chamen, ichete, ichane ſathì . Eger olduklerìn, olduklerinìn, olduklerinà , ol
olmuf olſàydym, olſàvdyn, olſàydy, ol duklerinì olduklerindàn .
ſàydyk, elſàrdynyz, olsàydyler. In quanto al Verbo negativo di olmak
Più che perfetto II. cioè olmamak non eſſere, è da ſaperſi che
Jarei, ſ" ſarebbe, stato, ſarem è irregolare, e diffettivo; ed ha i mede
mo, ſareste, ſarebbero stati. ithela , i ſimi tempi, e le ſteſſe e perſone che ha il
theles, ithele, ithélamen, ithélete, ithé ſuo poſitivo olmak , toltone che alcune
luſi ſtathì. Olmài idim, olmò ridin, ol volte vi ſi premette la negazione deil ,
mài idi, olmi fidik, olmi Fidiniz, olmi in queſto modo.
i idiler. Ind. Preſ. Io non ſono ec. dhen ſme ec,
Futuro I. Dellim dellſin, deflair , detliz, detlſi
9;ºndo ſarò , 6potan thé ſme, bacian miz, deflairler.
oltárſam, Imp., e Perf. Non ero, non fui, non ſo
9uando ſarai, thélis fſe, elarſan. no ſtato ec. Dhen ſmun, dhen eſtáthica
Sarà, théli ine, olurſa. ec. Dellidim, deilidin , deflidi , defli
saremo, thélomen ſmaſthe, olirſak. dik, deflidiniz, deflidiler.
Sarete, thelete fſthe, olurſanyz. Più che Perf. Io non era ſtato ec. Dhen
Saranno, théluſi fne, elurlarſa. º fchaſtathìſec. Olmamyfydym, olmamy5y
Futuro II. dyn ec.
Jarò, ſarai, ſarà ſtato, ſeremo, ſarete , Fut. Non ſarò ec. Dhe thélo ſme, ol
ſaranno ſtati. Thélo, thélis, théli, thé. ném, olmaſyn, olmàz, olmayz, olmdz
lomen, thélete, théluſi ſtathì. Olmi; ſynyn, elmazlar.
- In
: : r - -
P A R T E I I. U A P. I V.
Imperat. Non ſii tu ec. Na min ſe ec. thì, dlmajagiak, declinabile.
dlma, olmajáſyn, olmajalym , olmajaſy
ºyz, olmajaſynlar. S. VI I.
Ot. Preſ., e Fut. Che io non ſia ec. Na
min fme ec. Olmàm, olmajaſyn, olma Eſempio della 3. Conjugazione ITALIA
fa, olmajalym, olmajaſynyz, olmazſynlar. NA in ere , della I. BARITONA un
Imp. Che io non foſſi ec. Na min fme, pſa, e della 2. TURCA in mak.
-

almaydym ec. -

Perfet. Che io non ſia ſtato ec. Na min Ind. Preſ. Io ſcrivo, eghò ghráfo , ben
eſtáthica ec. Olmamyi olam ec. jazérym.
Più che Perf. Che io non foſſi ſtato ec. Tu ſcrivi, eſsì ghráfis, ſen jazd rſyn .
Na mín ſcha ſtathì. Olmamy Folàydym ec. Egli ſcrive, ekinos ghrafi, o jazar.
Subj. Preſ. Se io non ſia ; an den ſme, Noi ſcriviamo, emìs ghrafomen, biz ja
Eger detliſem , deiliſn, detliſe, deli záryz .
ſek, deilſeniz, detliſi ler. Voi ſcrivete , eſsìs ghrafete, ſiz jazár
Imp. 1. Se io non foſſi ec. an dhen imun ſynyz.
ec. Eg er olmaſaydym , olmaſày'dyn ec. Coloro ſcrivono, ekini ghrafine, o ghrá
Imp. 2. Non ſarei ec. dhen imun ec. ol fuſi, onldr jazarlar.
mdzydym, o del lidim ec. Imperf. Scriveva, éghrafa, jazdrydym.
Pret. Se io non ſia ſtato ec. an dhen e Scrivevi, éghrafes, ſazairydyn.
ſtáthica ec. Egier olmamyFyſèm ec. Jcriveva, éghafe, jazairyay.
Più che Perf. 1. Se non foſſi ſtato ec. an Scrivevano, eghráfamen, fazárydyk.
dhen icha ſtathì. Egier olmamys olſiydym Scrivevate, eghráfete, jazàrydynyz.
ed'.
Jcrivevano, eghráfaſi, egráfane, jazary
Più 2. Non ſarei ſtato , dhen ſcha ſta dylar.
thì ec. olmamy5 ydym ec. L' Italiana, è fatto dalla 3. P. S. del
Fut. 1. Se non ſarò, o non ſarò ſtato ec. Preſ, con l'aggiunta di va , vi , vd
an dhe thélo ime, i ſtathi ec. Eger ol mo, vatte, vano.
mdzſam, fa olmamyFolirſam ec. Quando il Verbo Greco incomincia da
Fut. 2. Non ſarò , o non ſarò ſtato ec. conſonante, all'Imp. e Perf vi ſi aggiu
dhe thèlo ime, o ſtathì olmàm, o olma gne un e . Ma non ammette alcun in
my5'olirſam ec. cremento, quando principia da Vocale.
Imfin. Non eſſere , na min ime ec. ol Il Turco è formato dalla 3. Perſona ſin
mamak . - golare del Preſ., e dall'Imp. iaim del v.
Per. Non eſſendo io tu ec. dhiati dhen olmak. -

ime ec. dhen imun ec. o éſtondas. Defliken. Pret. 1. Sſcriſſi, éghrapſa, jazdym .
Per. Pret. Non eſºdo ſtato, a e , i . Scriveſti, éghrapſes, jazdyn . .
Dhiatì dhen eſtáth a ec. o dhen ſcha ſta Scriſſe, éghrapſe, iazdy .
thì, olmajyp, indeclinabile. Scrivemmo, éghrapſamen, jazdyn .
Sinchè non ſono , non farò , non ſarò Scriveſte, eghràpſete, jazdynyz.
ſtato ec. éos, opù dhen ſme, dhe thélo Scriſſero, eghrápſuſi, jmzdylar.
ſme, dhe thélo ſtathì ec. olmafnge, in Il Turco ſi fa mutando il meſe , e mak
declinabile. -
in dìm, din , dì, dik, diniz , dilèr.
Colui, che non è, che non era ec. ekſ Perf. 2. Ho ſcritto, éghrapſa, jazmiyym.
nos, opù dhen fne, dhen iton ec. olma Hai ſcritto, éghrapſes, jazmi ſyn ,
fan, declinabile. Ha ſcritto, éghrapſe, jazmyTtyr.
Part. Pret. Colui, che fu, è, ed era ſta Abbiamo ſcritto, eghrápſamen, jazmyfyz.
to ec. ekinos, opù eſtáthike, ke ſche ſta Avete ſcritto, eghráfete, jazmysynyz
thì ec. dlmamyf, dlmadyk, declinabile, Hanno ſcritto, eghrapſuſi , eghàpſane ,
dicendo olmadyghym, otmadygbymyn ec. fazmyi dyrlar.
il, del mio non eſſere ſtato ec. L' Italiano ſi forma dal Preſ. del v. a
Part. Fut. Chi non ſarà, non deve eſſe vere con l'aggiunta del Participio ſcritto
ge, opù dhen eſtáthike, ke dhen the ſta immutabile.
f - Scri
t

l
D L V E R O, 33
Il Greco conſerva l'aumento, ſe vi ha scrivano coloro,as ghrápſuſi, jazſynla”.
luogo. La prima Perſona nel Gecco ſi forti i
ll Turco ſi fa coll'aggiugnere im, in con la terza perſona del Pret. levato i
dir, o tir, ix , iziniz, dirler del v. incremento ſe l'ha ; le altre con il Preſ.
olmak. dell'Ott. o Cong. premeſſo l'as.
Piú che Perf. Aveva ſcritto, ſchaghrápſi, In Turco la 2. P. con ſolo levare meh ,
i jazmyfydym. e mak. Se prima del mek, e mak vi e
Avevi s. ſches ghrápſi, jazmtf ydyn. una vocale avanti ai lim vi ſi aggiugne
Aveva s. che g. jazm/5 ydy. un ja, o je v. g. ſijlejelºm parliamo.
Avevamo s. ſchamen g. jazmifydyk. Ott. preſe Fut. Dio voglia, che io ſcri
Avevate si ſchete g. jazmifydynyz. va, macari, o imbodes na ghrápſo , º
Avevano s. fchaſi , ſchane g. jazmi5y na ghráfo, keſke , o bulfiki , o Allà º
dyler. verrìn ki jazaym.
L' Italiano ſi forma dall' Imp. del v. Che tu ſcrivi, amb. na ghráfis, o ne
avere premeſſo al Participio paſſivo im ghrápſis, jazdſyn.
mutabile. Scriva, naghráfi, maghráfomen, fazsà.
ll Greco dall'Imp. del v. écho, ggiun Scriviamo, faziis.
to alla 3. P. del Futuro proprio. Scriviate, ma ghráfete, jazdſynyz .
Il Turco dal proprio Participio paſſato Scrivino, na gºráfuli, fazalèr.
premeſſo all'im, in del v. olmak. Quando s'interroga, in Turco nella 1.
Fut. Scriverò theghápſo, jazairym. P. P. ſi dice jazadinmi? jazainmi ? che
Jcriverai theghràpſis, jazairſyn. l ſcriva! e jazaim mi ? jazalymmi ? che ſcri
Scriverà theghápſi, jazàr. viamo ?
Scriveremo theghrápſomen, jazdryz. Imper. 1. Che io ſcriveſſi, as éghrafa,
Scriverete theghräpſete, jazarynyz. jazdydym.
Scriveranno theghipſuſi, jazalar. Che tu ſcriveſſi, as éghrafes, jazdydyn
L'Italiano ſi forma con mettere è , ai, Che ſcriveſſe, as éghrafe, jazdydy -
º , eno, ete, anno in luogo dell'e dei Scriveſſimo, as igráfomen , jazdydyk.
proprio infinito. -

Jcriveſte, as eghráfere, jazdydynyk.


Il Greco con premettere unite o ſeparato scriveſſero, as eghrafuſi, faziydyler.
the invariabile del v. thélo alproprio Pre Imperf. 2. Scriverei, ithelaghräpſi, fa
ferito, levato l'aumento, e cangiato i a zdrydym.
in º ; e ſe incomincia da Vocale, e non scrivereſti , itheles gripſi, fazdrydyn
ha incremento, vi ſi premette thel v. g. Scriverebbe, ithele g. jazairydy.
tbel aghapſſo amerò. Si uſa ancora co Scriveremmo, ithelamen g. jazarydyk.
sì: thélo ghrapſi , thélis ghrdpſi , thé scrivereſte, fthélete g. jazárydynyz -
º g thilomen g. thélete g. théluſi , o Scriverebbero. ithéluſi g. jazáridiler.
thélune grapſi indeclinabile, conjugando Perf. Dio voglia, che io abbia ſcritto,
il preſente del v. thelo. ámbodes, na égrapſa, ke7 ke jazmy Foli n.
In Turco è lo ſteſſo, che il Preſ. si uſa pe Abbi s. éghräpſes, jazmy'Foldſys.
rò anche dire fazagi ighym, jazagia kſyn, Abhia s., eghrapſe, jazmtfoli.
zezagtdktyr, fazagiayz , jazagiakſynyz , Abbiamo s. éghrapſamen,ſaznyi olyz.
Mazagiaklairdir, o fazagiákdyrlar ; con Abbiate s. éghrapſete jazmyFolaſynyz .
ºggiungnere al proprio Part, futuro im, Abbiano s. éghrápſuſi, jazzmyFolaler.
Aſin, dir, ºz, ſiniz, dirler del v. olmak Piu che Perf. Che io aveſſi ſcritto , as
Si Pratica anche dire fazmy; olurum, jaz
icha ghräpſi, jazmifoliydym .
ºif olirſun, olur, eliruz, oltºrſanuz , Avveſſi . as ſches ghrápſi, i oliydyn
ºlarlar, aggiugnendo al proprio Particº Aveſſe t. as iche g. f. oliya v.
Pio Paſ. il futuro del v. olma&. Aveſſimo s. as ichamen g. f. eldydyk -
Imp. Preſente Scrivi tu, ghrapſe, jaz. Aveſſe s. as ichete g. j. olaydyni: -
scriva 7uello, as ghápſi, jazsin. Avveſſero s. as ichuſi g. f. oliya ier
S
ºriviamo noi, as ghrapſonen, azalym. l Cong Perf. ſe io ſcriva, an ghiaio ,
ºete voi, as ghräpſete, jizy:yz.
Gram.
l eger jazdrſam C Se
34 P A R T E I I. C A P. IV.
Se tu ſcrivi , an ghràfis, eger jazdir Part. Paſ. Scritto , a , i , e , ghram
ſan. ménos, i, on, declinabile, jazmì5, o
Scriva, ghráfi, jazdrſa. jazilmìf, indecl. o jazdy'k declinabile
Scriviamo, ghráfomen, jazárſak. anche con le perſone, jazdightm, jaz
Scriviate, ghráfete, jazdrſanyz. digbimìn & c.
Jerivano, ghzáfune, jazarlárſa. Part. Fut. Che ſcriverà , o dovrò ſcri
Imp. 1. Se io ſcriveſſi , ean éghrafa, vere, opù thé ghrápſo . Jazagiàk, de
fazdydym . clinabile, anche can le particole aggiunte -
Je ſcriveſſi, eghrafes, jazdydyn. Scrivibile , da ſcriverſi , opu axios,
“ Se ſcriveſſe, eghrafe, jazáydy. o ine, imborì na ghrafthì, jazmalì.
Se ſcriveſſimo, eghrafumen, jazaydyk.
Se ſcriveſte, eghrafete, jazdydynys. S. VIII.
Je ſcriveſero, eghráfuſi, jazdydyler.
Imp. 2. Scriverei, ſtmela ghräpſi, ja Conjugazione del v. BARITONO
zirydym. Paſſivo.
Scrivereſti, itheles g., jazárydyn.
Scriverebbe, ithele g., jazárydy. L' Italiano in tutti i tempi d'ogni mo
Jcriveremmo, ithelamen g., juzárydyk. do è lo ſteſſo del v. eſſere con l'aggiun
Scrivereſte, ithelete g., jazárydynyz. ta del Participio Paſſivo.
Scriverebbero, itheluſi, g., jazdrydyler. Il Turco è il medeſimo, che il verbo
Perf. Se abbia ſcritto, ean, éghräpſa, Attivo con l'aggiunta del il , o in .
jazm/fiſem, Il Greco ſi conjuga così .
Se abbi s., éghrapſes, jazmy Fiſen. Ind. Preſ. Io ſono ſcritto ec. Ghráfo
Se abbia s., éghrapſe, jazmi Fiſe. me, ghrafeſe, ghrafimeſten, ghráfunde.
- e abbiamo s., éghräpſamen, jazmé5i Jayzly'rym & c.
ſek - Imp. lo era ſcritto ec. Eghráfumun,
Je abbiate s., eghrápſete, jazmt Fiſeniz, eghráfuſun, eghäfundo, o eghráfeton ,
Je abbiano s., egräpſuſi, jazmis iſeler. eghrafimeſten, egrafiſte:o eghráfaſte, e
Piuchep. 1. Se aveſſi ſcritto , an icha ghrafindane. Jazyly'rydym & c.
ghrapſi, l'uno, e l' altro come quello Perf. Fui, e ſono ſtato ſcritto ec.Eghrá
dell' Ott. jazmi 5 olſiydym, olſäydyn, ol fthica, egráfthikes, eghráfthike, eghra
ſº
cr
, olſdydyk, olſäydynyz, olſäydy fthicamen, eghrafthſkete, eghrafthícaſi,
o eghrafthſcane. Jazylmy'Fym & c.
Piuchep. 2. Avrei ſcritto , ſcha ghra Piuchep. Io ſarò ſtato ſcritto ee. ſcha
pſi, come ſopra. Jazmf Fidim, jazm/Ti ghrafthì, ſches, iche, ſchamen , ſchete
din, jazm/fidi, jazm/Fidik , jazm/Fi ſchaſi ghrafthi. Jazylmyſeydym & c.
nidis, jazmfi idiler. Fut. Sarò ſcritto ec. Thélo ghrafthf ,
Fut. 1. Se, quando avrò ſcritto; an , thélis, théli, thélomen, thélete, théluſi
dpote the ghrápſo, o thélo ghrápſi. Jaz ghrafthì . Jazyly'rym ec.
mi f olirſam, ſan, ſa, ſak, ſaniz, lârſa. Imp. Preſ. Sii tu ſcritto ec. Ghräpſu,
Fut. 2. Scriverò, o avrò ſcritto, the as ghrafthſ, as ghrafthumen, as ghrafº
ghrápſo come ſopra . Jazmi, oliirum , thite, as ghrafthine, o as ghaftháſi Ja
tirſun, i ruz, unuz, urlar. ylz ec.
Inf. ſcrivere, na gbrápſo, fſis, pſo Ott. e Cong. Preſ. Che io ſia ſcritto ec.
men, pſete, pſune. Jazmak, il quale ſi As ghráfome, come il Preſ. Ind., o ma
eclina. ghrafthò, ghrafthìs, ghrafthì, ghrafthti
Inf. Pret. Avere ſcritto. Naichaghri men, ghrathíte, ghrafthſiſi. Jazylay'm ec.
pſi. Jardy'k declinabile . Il reſtante come l'Indicativo .
Ger. Scrivendo , ghráfundas , jazdri Infin. Eſſere ſcritto. Naghráfthò, is,
ken, o fazy'p, o jazmáile, o fazmagià, i, ſmen, ſte, ine, o ſiſi. Jazylmak.
o fazard é . Part. Scritto, ghramménos, jazylmy's.
Ger. A, per iſcrivere, difa na ghrá
pſo, is, i & c. fazmajd, o jazmàk in
S. IX.
D E L v E R B o. 25

s. I X. ſerendovi ſempre il dopo ſat . Il Greco


così. - -

Conjugazione d'un v. CIRCONFLESSO Preſ. Pulime, puliéſe , puliéte , pu


Attivo, in b, ls, iſa, e Paſivo. liimeſten, puliéſte, puliéride.
Ind. Preſ. Vendo; vendi, vende, ven Imperf. Epuliámen ,epuliiſun, epulián
diamo, vendete, vendono. Pulò , pulis, do, epuliſirfeſten, epuliéſte, epuliindan.
pulì, pulimen, pulite, puline, o puli Perf. Epulithica, epulſthikes, epuli
ſi. Satirym, ſatirſyn , ſatàr, ſatà ryz, thike, epulithicamen , epulithſkete, e
ſatārſynyz, ſatarlar. pulithfcaſi.
Imperf. Vendeva , vendev , vendeva , Piuchep. I'cha, ſches, ſche, ſchamen,
vendevamo , vendevate , vendevano . ſchete, fchaſi pulithì
Epúlun, epúlies, epúlie, epuliſmen, e Fut. Thélo, pulithi, thélis pulithì ec.
pulſate, epulſuſan . Satirydym, Satary oppure the pulithò , pulithìs , pulithì ,
dyn, ſatirydy, ſatarydyk, ſatdrydyniz, pulithùmen, pulithſte, pulithſſi.
ſatarlaryayler. - Imperat Puliſu, as pulithì, as pulithi
Perf. Vendei, ed ho venduto, vende men, as pulithſte, as pulitháſi, o puli
ſti, ed hai v. vendè ed ha v. vendemmo thine . -

ed abbiamo v. vendeſte, ed avete v. ven L'ott. e Cong. Come l' Ind. Paſſivo,
dettero, ed hanno v. Epúliſa ,epúliſes, aggiugneudovi, as, na, an, macari.
epúliſe, epulſſamen, epulìſete, epúliſan. Infin. Na pulithò, pulithìs ec.
Satty'm, ſattyn, ſatty', ſatty'k, ſatty Partic. Puliménos.
ny'z , ſattylar. -

Piuchep. Aveva, avevi, aveva, ave S. X.


vamo, avevate, avevano venduto. I'cha
ſches, ſche, fchamen , ithete , ſchaf , Conjugazione del v. Circonfleſſo
puliſi . Satmy'5 ydym, ydyn, yay , y Amare Aghapò, ſavmek.
dyk, ydynyz, lérdyr: -

Fut. Venderò, venderai, venderà , ven Ind. Preſ. Amo, ami, ama, amiamo ,
deremo, venderete, venderanno. Thelo, amate, amano. Aghapò, aghapàs, agha
thélis, théli, thélomen, thélete, théluſi pà, aghapúmen, aghapáte, aghantine, o
pulſſſi; oppure the puliſo , the pulſſis , aghapiſi, Severim, Svérſin, ſevér, ſe
pulſi, pulſſomen , puliſete, puliſuſi. Sa vériz, ſevérſiniz, ſeverlèr .
tdrym ec. come il Preſ. Impor. Amava , amavi, a mava, ama
Imperat. Vendi tu, vanda, vendiamo, vamo, amavate, amavano. Aghápun, a
vendete, vendano, . Púliſe, as puliſi, as ghápas , aghápa : aghapſſamen , agha
pulſomen, as pulſete, as puliſane, o púſate, aghapúſane, aghapúſaſi. Sovéri
pulſuſi. Jat , ſatsy'n, ſataly'm, ſitynyz dim, ſevéridin, ſevéridi, ſevéridik, ſe
ſatſynlàr. - veridiniz, ſeverléridi.
L'Ott. e Cong. come l'Ind. di queſto, Pret. 1. Amai, amaſti, amò, amammo,
e degli altri v. amaſte, amarono. Aghapiſa, aghápiſes,
Infin. Vendere. Na pulſſo, na pulſſis aghápiſa, aghapſſamon, ahapſſate, ſev
ec. Satmak . dim, ſevdìn, ſevdì, ſeraik , ſevdinìz ,
Gerun. Vendendo, puléndas, ſatiriken. ſeydilèr.
Part. Preſ. Vendente, che vende, e ven Pret. 2. Ho, hai, ha , abbiamo, ave
derà ec. Opù pulì, ke epúlun ec. Saty te, hanno amato. Aghapiſa, come il 1.
gy', ſatan, declinabili. Jevmt Fim,ſevmtſin, tir, ix,finiz, ler.
Part. Paſ Venduto, puliménos , ſatyl Piuchep. Aveva, avevi , aveva, ave
my'f, ſatmy 5. vano, avevate, avevano amato . I'cha ,
Part. Fut. aa venderſi, opu theli pu ſches, ſche, ſchamen, ſchane, o chati
lithì, ſatagiak, ſaylagiak, ſatmaly. aghapìſi. Serm/Fidim, ſermi Fidin, idi,
In PASSIVO poi l' Italiano ſi declina idik, idiniz, idiler.
come il v. eſſere, con aggiugnervi ſem Fut. Amerò, amerài, amerà, ameremo,
venduto. Il Turco come l'Attivo , in amerete, ameranno. Thel'aghapſſo, thei'
l -
2 agº
a4 A R T E II, c A P. I v.
agnapiſis, aghapſſi,oagha pſſa men, aghi Fut. i. Se io amerò ec, eân thel'aghapſ
thélo , théli s, thè- ſo ec. come ſopra. Egier ſevérſer, ſevér
, aghapiſani
fſete
, thélumen, thélete,
Put. 2. Quan
ſek, ſevérſeniz,ſeverlérſe.
théluſi aghapſſi , fen ſevérſe, ſevérdo,
o ſe io avrò amato ec.
Sevérim ec. come il Preſ.
Imp: Ami tu, ami egli, amiamo noi, Fán thel'aghapſo ec. come ſopra . Ha,
amate voi, amino quelli. Agapa esì, as cian, égier ſevm foltirſam , olirſan, a
aghapſi, aghapimen , as aghapite, as lirſa , olirſak, olurſanyz, olurlarſa.
laghapſiſi ſev, ſevsìn, ſeveltm, ſeviniz, ghapàs,Preſ.
n, Inf. Amare. Na aghapò , na a
come il preſ. dell'Ind. Sevmèk,
ſevſi mlér.
Ot. Preſ. e Fut. D. v. che io, tu, egli declinabile, levato il k.
-

ami, amiamo, amiate, amino . Macári Inf. Part. Aver amato. Na aghépi ſa ec.
ma aghapò, come il Preſ. Ind. Kier keſe Jevd ìk declinabile; oppure ki ben ſevd
dim ec.
iº, in fine, ſui , frinis, Ger. Aman mfi
do. Aghaplindas. Severiken,
ſevelèr, .
Imp. 1. Dio voleſſe, che io amaſſi, tu ſevip Preſ. Amante, opi aghapà, aghá
amaſſi, amaſſe, amaſſimo, amaſſe, amaſſe pàsPret. ec. Sevèn, ſevegì, declinabili.
ro. A'mbodes na aghápun come nell'Ind.
Buldikim ſevéidim , ſevidin , ſevéidi , Part. Preſ. Amate, aghapiménos, ſev
ſe veidik, ſevéidiniz, ſevéidiler. mìi, ſevi lmi F.
Imp. 2. Amerei , amereſti, amerebbe , Part. Fut. Amabile, d' amarſi, axios
ameremmo, amereſte, amerebbero , I the aghá pis, ſevmelì.
la, itheles, ithele, ithélamen, ithélete, Part. Fut. Che aovrá amare. Prépi, o
ithélane aghapiſi e Sevéridim ec. Come écho n'aghapò ec. ſevegèk decl.
Ad amare, na aghapò, ſevmejè.
nell'Ind. In amando, aghapúndas, ſevmektè,
Pret. D. v. che abbia , gbbi, abbia , Con amare, me to ma aghapò ec. ſev
abbiamo, abbia te, no
abbia amat o.M. na
méil en .
aghápiſa ec. come nell'Ind. Sevmffolam . Per amar e,
- -

dia na agha
- -

pò ec. ſemék
s. oláſyn, ſevmtfola ſevmii oliyz , s. o
a C272 e
lizſynyz, ſevmffolaler.
-

gazione del v. Circonfleſſo Paſſivo


Piuchep. 1. Voleſſe Dio che aveſſi, a Conju
meſſe, aveſſimo, aveſte, aveſſero amato . Eſſer amato, Aghapſime, Sevilmek .
As, o na icha, ſches ec. aghapiſi, ſe- i L' Italiano ſi ommette, perchè è lo
vmtfolaydym, s. oliyayn, olaydy, olay ſteſſ o, che il v. Eſſere, aggiugnendovi
dyk, oldydynyz, oliydyler. in tutti i Tempi amato in ſing e ana
Piuchep. 2. Avrei , avreſti , avrebbe , ti in plur. Così pure il Turco é lo ſteſ
avremmo, avreſte, avrebbero amato. Ithe ſo che l'Attivo ſevmsk, interſerendovi
la, itheles ec. aghapſſi . ſevmi Fidim, fempre il dopo il ſev.
idin, idi, idik, idiniz, idiler. -

Il Greco ſi coniuga così.


Cang, Preſ. Se io ami, ti ami, ama, Ind. Preſ. Aghaptime, aghapſiſi, a
amiamo, amiate, amino. An aghapò ec, ghapáte, aghaptemeſten, aghapliſte, a
come il Preſ Ind. Egler ſevſen, ſevſen,
ſevſè, ſevſek, ſé ſeniz, ſevſeler. ghapùnde.
Imp. i. Se amaſſi ee. Fin aphäpun ec. Imp. Aghapſmun, aghapúſun, agha
pùnd o, aghapimeſten aghapáſte, agha
come nell' Ind. E'gier ſe ſéiden, ſevſgi
din , ſevſéidi, ſevſéidik , ſevſéidiniz , púnd an .
Pret. Aghapſthica , aghapſthikes, a
ſevſéidiler. - -
ghapìthike, aghapithicamen, aghapithi
Imp.2. Amersi ee ithela aghapſſi ec. kete, aghaplthſchaſi.
Sevéridim ec. come nell'Ind. Piuchep, cha aghapithì, ſches a. -
Pret. Abbia amato, come nell'Ott. che a. ichamen a . ſchete a . fchane,
Piuchep. 2. Se aveſſi amato ec. Eân ſcha
ſſi ii
aghap ec. Sevm olſe ydym ec. come ſo o ìchaſ i a.
Fut. Thél' aghapithò , thel' aghapi
Piuchep. 2 Avrei amato, come ſopra. I this, thel aghapithì , thel aghapithi
Ta a
mºg -
- - b E t. v E R 8 d. , 37 ,
hieſte, thel'agliapithſte ; thel'aghapithi ſei v. venne, ed è venuto, vehini d
ſi "ppº thélo aghapithì, thélis agha ſi in venuti, ieniſte, e ſiete v. vennerº
Imperat.
p ithì. Aghipiſa essì, as aghapithl, e ſon v. frtha, o iltha, o irta, irties,
- -

frthe, frthamen, frthete, irthuſi. Gielº


as aghapithſmen, as aghapithite, as a dim, gieldìn, gieldì, gelaiº, gieldini: ,
ghapithiſi. - - -gieldilèr. - - -- - -

L' Ot., e Cong: come l'Iud. aggiun Piucchep. Era, eri, era venuto, era
tovi mia o as. -
vamo, eravate, erano venuti. fcha, i
inf Naaghapithò, ma aghdpithìs &c. ches, ſche, ſchamen, ſchate, ſchuſi èi
Particip. paſſato Aghapiménos ì, oti. thi. Gielmì Fidim, gielmtSidin, gielmi', i
di, gielmtfidik, idiniz, idiler.
Conjugazione del V negativo TURCO Fut. Verrò, verrai, verrà, verremo,
ſevmèm . verrete, verranno. Thélo érthi, thélis,
théli, thélomen, thèlete, thèliſi èlthi:
Ind. Preſ. e Fut. femòn, ſevmèz Gielirim, come il preſ.
ſin, ſevmèz, ſevmèiz, ſevmézſiniz, ſev Imperat. Vieni, Venga, Veniamo, Ve
mezlèr. - -
nite, Venghino. Ela, as élthi, as éltho
Imp. Sevmézidim, ſevmèzidin, ſèvmè men, eláte, as eliuſ . Gel, gelsin,
ziali, ſeimiziaik, ſevméziditiz, ſei né g'elelim, e'èlin, o giáliniz, gienſinlèr.
zidiler. L'Ot e Cong. come l'Ind. e come
Perf. Jºvmedim, ſévmedin, ſévmedi, gli altri verbi. -

ſºvmedik, ſevmédiniz, ſevmediler. Infinito. Venire, n' irthò, n'érthis,


Piuchep. Sevmemtfidim, idiº, idi, n'irthi, n'àrthomen, n'arthete, n'ira
idik, idiniz, idller. Il reſtante come thuſi. Gielmek.
l'affermativo, mettendovi ſerhpre un me Venendo, èrchondas, geltriken.
dopo il ſev. Lo ſteſſo a proporzione de Venuto, opi isthe &c. gielmir.
ve farſi circa gl'Impoſſibili ; Tranſitivi a fine, Erchómenos, gelegek, gior
& c. dli a
Lo ſteſſo v Attuale pure ſi coniuga
così.
Preſ. Sevéjorum, ſeve/drſun, ſevéjar;
S. VI.
ſevéjoruz, ſeveidfuntiz, ſeveſorlàr. D'alcuni verbi irregolari italiANf.
Imp. Sevejdrudem. ſevejórtiduh & c.
Gli altri tempi non l'ha. Andare nel Preſ. fa io vo, o vado, tu
vai, colui và, noi andiamo, voi anda
S; V. te, quelli vanno. Fui. andrò & c. Imp.
conjugazione a un v DEPONENTE -
Va tu, egli vada, andiamo , andatº,
vadano -
GRECO, e NEUTRO ITALIA Benediceva, e non benediva. -

NO , e TURCO. Bere, o bevere fa beo, bei, bee, bei


famo, beete, beono; ed anche bevo &ca
Ind. Pref. Vengo, viehi, viene, venia Nel Pret Bevei, beveſti, bevè, bevem
mo, venite, vengono. érchome, érche mo, beveſte beverono. Nel Fut. Berò,
fe, érchere, erchémeſten , ércheſte, ér berdi, 6erà, beremo, berete, béranno'.
chonde. Geltrini, gelfrſºn, gelir, ge Nell Imp. bei, bea bejamo, beete, bea
liriz, gel/rfiniz, gelirlèr. te, beano. Nell' ott. Imp. Beeſ & c.
Imp. Veniva, beniv?, veniva, veni i berei & c. - . . : -

vamo, venivate, venivano. Erchunun, i Cadere nel Fut, fa cadrò & c.


érchuſumi, érchundoh, éréhºmeſten, ér- le Conoſcere nel Pret. fa conobbi, conoſ:
chuſte, erchindane. Geltriatimi, geltri ceſti: conobbe, conoſcemmo, conoſceſſe,
din, gfeltriali, gelfridik, gelfridiniz, conobbero. . - - -

gelfridiler. - -

. Dare nel Pref fa deſi, e non daſſi,


- -

?erf. Venni e fon vengo, veniſti, e diedi , deſti , , demmo, deſte, ai 3 ai e


38 PA R.T E II. C A P. I V.
diedero , Proſerire ſa profero, o proferìſco.
Doglio, o dolgo nel fut. fa dorrò & c. Rendere fa meglio renduto, rendè,
Debbo, o deggio, dei, e non devo, renderono, che reſo, rendette, rendattero.
dee, dobbiamo dovete devono, o deggio Rimanere nel preſ. ſa rimaſi, rimane
no, dovea, o doveva, dovetti o dovei ; ſti, rimaſe, rimanemmo, nel fut. rimar
dovettero, o doverono, doveſſi, o dovrei. rò ; nel ſup. rimazo, e rimaſto; e non
Eſco, eſci, eſce, uſciamo, uſcite, eſco rimanerò, e rimanerei .
Z20 -
Sapere fa ſaprò, ſaprei, non ſaperò & c.
Fo, e non faccio nel Pref fa feci, Sedere fa ſeggo, ſiedi, ſiede, ſeggia
feceſti, fece, facemmo, faceſte, fecero, mo, o ſediamo, ſedete, ſeggono. Sedet
e non ferono. Nel Cong. Preſ. Faccia, ti, ſedeſti, ſedette, ſedemmo 69 c. ſede
facci, faccia, facciamo, facciate, fac rò & c. ſegga, o ſieda, ſeggiamo, o ſe -
Ci a/70 e diamo. -

Giungere, e giugnere meglio che gio Sofrire fa ſafero, e non ſoffre.


gnore. Stare fa ſteſſi , ſtetti, e ſtei, e non
Inghiottire fa inghiotto, o inghiottiſco. ſtaſſi, e ſtai.
Maledire fa Melediceva, e non male Tacere fa tacqui, taceſti, tacque, ta
diva ; e così benedeeva, e non benedi ciuto.
Va - Tenere fa terrò, non tenerò & c.
Mettere nel Pref fa miſi, o meſi, Togliere fa torrò, tolto.
meteſti, miſe, o meſſe, metemmo, mete Ubbidire meglio, che obbedire.
ſte, miſero, o meſſero. Vedere fa veggo, o vedo, vedi, vede,
-

Morire fa muofo, muori, muore, mo veggiamo, vedete, veggono. Imp. Vede


riamo, morite, muoiono. Nel Pret. mo va, o vedea & c. Pret, vidi vedeſti, vi
rj, e non morſi ; morì, e non morſe ; de, vedemmo, vedeſte, viddero. Vedrè
morirono, e non morſero, Fut. morrò, & c. vedrei 69 c., e non vederò, vede
& c. Imperat: muori, muora, mojamo, rei. Veduto meglio che viſto.
morite, muofano. Cong. Preſ. muoja, Vivere fa vivuto, non viſo.
muoi , o muofa, moriamo, muofano. Volere fa voglio, vuoi, vuole; velli, e
Naſcere la nacqui, naſceſti, nacque, non volſi.
naſcemmo, naſceſte, nacquero. Uſcire vedi eſco,
Naſcondere fa naſcoſo, o naſcoſto. Generalmente parlando, tutte le voci
Oferire fa o fro, offeriſco; oſferrei, e ſingolari del Preſ. Cong. della prima
offerirei. - - Conjug in dire terminano in i, e ſi di
Parere fa pajo, pari, pare, pajamo, ce io ami, tu ami, egli ami. La prima
parete, pajono ; Pareva, o parea ; Par poi, e la ſeconda, e la terza delle al
vi, e non parſi ; Parrò e non parerò, tre Conjug. finiſce in a, dicendoſi, io
Cong. paja, paja, paja, pafamo, paja renda, tu rendi, egli renda ; io ſenta ,
te, pajano. Paruto meglio, che parſo. tu ſenti, egli ſenta ,
Perdere fa perdei, perduto, e non per i Participi poſti dopo li verbi avere,
ſi 5 perſo. - - ed eſſere ſogliono accordarſi in genere,
Piovere fa piovve, o piobbe, o piovè. e numero col loro nome v. g. ho letti i
Porre e ponere fa ponghiamo, o ponia libri, ſi ſon fatte le coſe.
mo, porrò, porrai , porremo, porreſte, La prima perſona dell'Imp. dell'Ind.
porranno, porrei (9 c. è meglio finirla in a, che o, dicendo io
Potere fa poſſo, puoi, puo, poſſiamo, amava, leggeva. E la terza plurale ſi
potete, poſſono. Può, e poſſiamo, e non pronuncia coll'accento ſulla penultima
puote, e potiamo i poſſono non ponno ; amavamo,
potei, potè, poterono, potrò, e non puo Alla prima, e terza perſona ſingol.:
te, potenno, puotero. Potrei, potrebbe -e alla terza plur. dell'Imp. dell'Ind: ſi
e non potria, o porìas poſſano, potuto, puo levare l'u precedente l'a con dire
non poſſino, poſſuto. - io leggea, eſſo leggea, eſſi leggeano.
- -

Preſumere nel pref fa preſunſi, I Fut. dell'Ind. ; e gl'Imp. º" ella


-
D E L V E R O , . 39
della prima Conj. hanno l'e, e non l'a , che fignifica dovere, ed eprépe imperfet
e però ſi dice amerò & c. amerei, ame to per ogni numero, e perſona.
remmo, amereſte, amerebbero, e non a
marò & c. v
Vlépo vedere ha ſolamente il Preſ. e
l'Imp. e nell' Pret, fa faha , fabes, f
I Pret. plu. della prima Conj. finiſco dhe, idhamen, tdbete , fahane . Nel
no in dimmo émmo, tmme, dicendo a Piuchep. tcha idhì & c. Nell'Imperat. i
mammo, leggemmo, udimmo, e non a dhù, as idhì, as idhúmen &c.
maſſimo . Légho, dire nel Preſ fa pa, ipes,
ipe & c.
De Verbi Anomali. o ſia Irregolari Tragho mangiare nel Pret, fa éfagba
QRECI. &c. nell'Inſ. na fagho.
Irregolari ſi poſſono dire anche gl'Im
Molti ſono qneſti Verbi anche nel perſonali, de quali altrove s'è fatta pa
Greco volgare. Eccone i più uſuali: rola. E tanto baſti.
Pripi non ha altra voce, che queſta,

C A P I T O L O V.

Del PARTICIPIO, e GERUNDIO


Italiano .

Il Participio, detto così perchè par Dei Participi TURCHI.


tecipa del Nome e del Verbo, ſi decli
ma per caſi, generi, e numeri; ed è di I Participi Turchi altri ſono di tem
due ſorti. Attivo come amante, opu a po preſente, come ſevèn, ſevigì, aman
ghapà, ſevèn, ſevegì ; e Paſſivo, come te, che ama, o amava. Altri di tempo
amato aghapimènos, ſevilmif, ſevmii . paſſato, come ſevmì5, che amò, ed ha
I Participi Attivi Italiani finiſcono in amato. Altri di tempo futuro attivo, co
ante, come amante, o in ente come leg me ſevegèk, che amerà, o deve amare.
gente, o in abile, come amabile, o in i Altri di tempo Futuro paſſivo, come
ibile, come odibile. ſevilegék amabile, da marſi. Altri di
Il Gerundio poi è un ſolo terminato in tempo Paſſato paſſivo, come ſevilmìs
do come amanao eghapúndas, ſevériken , armatº -
ed è invariabile. Il participio Futuro attivo, e paſſivo
terminato in gek, come ſevegek, ſevile
Del Participio GRECO. gék, ſi declina anche con l'aggiunta dei
pronomi perſonali - dicendo ſeveghym,
In Greco i Participi Attivi ſi riſolvo ſevegeghyn. ſevegby, ſevegeghymiz, ſe
no con l opè, dicendo opi ghráfi ſcri vegeghinìz, ſevegeklerì, per eſprimere il
bente. Ma li Paſſivi ſono molti ; e ſi mio, il tuo, il ſuo, il noſtro, il vo
declinano come calòs, calì, calòn. Al ſtro, il loro dover amare,
tri finiſcono in amènos come aghapi Siccome altresì così ſi declina l'infi
mènos amato ; altri in ghmènos come nito paſſato dicendo ſevdighìm , ſevd
dhialoghmènos ſcielto: altri in ſmènos, dighin, ſevdighì , ſevd ghimìz. ſev
come craſmènos; e ſono tutti quelli, dighiniz, ſervaikleri, per eſorimere il
che vengono dai verbi Baritoni termina mio, tuo, ſuo, noſtro, voſtro, loro a
ti in zo, come cràzo. Ver amato e

Si noti ancora che anche l'infinito pre


ſente in certa manlera ſi declina, dicen
doſi ſevmèile con amare, ſevmekte in a
4 77mare
4ò p A f . E i 1. CA P. I V.
mare, ſevmekten eve prima di amare, fevmeje ad amare, ſevmeden dall'aver
-
A - - - a 771 al 9 a
-

C A P I T O L O VI.

Degli Avverbj Italiani, Greci, e


- -
Turchi.
:

Gli Avverbi ſono di molte forti: di Più del dovere. parà to dhikeon. bak
9ualità, di Quantità di Luogo, di Tem tàn ziadè.
Po, d' Interrogazione e Rispoſta, di or All'ecceſſo. parapola. ziadesfile.
dine, di dimoſtrazione, di eſortazione, guaſi. iſos. jaky'n, az kaldì.
di Proibizione, di Minaccia, di Lode, Sufficientemente. erchetà. fetiTeg ek ka
di Maledizione, di Benedizione, di Sa dàr.
lutazione, di dubitazione, di ſimilitudi Tanto. téſſon. 6lkadar, bikadar, 5 dl
ne, di conceſſione, di Giuramento & c. kadar.
I TURCHI per eſprimere gli Avver Meno. olighoteron. ekſy'k.
bi di Qualità ſpeſſo ſi ſervono degli Ad Niente. .tſpota. hit bir zerrè.
jettivi, dicendo giuzel per bellamente: speſſo, frequentemente. fichnà ſikcia
ejì , pek eii per molto bene, o con ag Una ſol volta. mia volà. bir defà.
giugnere ai ſoſtantivi la poſpoſizione ile
con v. g. Delilighile ſtoltamente ; o ag Avverbj di LUOGO.
giugnendo loro alla Perſiana un ne v. g.
amichevolmente, babajane paternamente; Dove? pu? Nerede? é ini? hanjà ?
o un ge, o ce per eſprimere gli Avver guì. edhò. bundà, buradà, fundà
bi Nazionali v. g. Lechcè alla Polacca, In queſta parte. apedhò. berudè.
Talidinge italianamente, Nemcege alla Di là . ekì pèra. 5tedè.
Todeſca. Colà. ekì. otedè-berie.
Ecco un Catalogo degli Avverbi di Dapertutto. is câthe tépon . her jer
Qualità. dè.
Di ſopra. apáno . fokardà.
Dottamente. ſofà. okumà5 g'ibi. Di ſotto. cato. as agba,
Bellamente. 6morfa. Gliizèl. Dentro. mèſſa. icerdè.
Cautamente. epithidia. aklinè. Fuori. èxo, 6xo. tafradà, di5ardà
D'avanti. embroſtà. 6niundè.
Bene. calà. ejì. -

Malamente. cacà. fenà. Anteriormente. protitera, illerì.


Cordialmente. encardhiaca. Jurektèn. Di dietro. ap'apiſo. ardyndà.
Prudentemente. tronima. akylygbyle. Vicino. conda. faky'n .
Autorevolmente. exuſiaſtica. bujurangibi. Di Lontano. macrià. iràk, uzàk.
A deſtra. dhexià. ſaghdà.
Avverlj di QUANTITA'. A ſiniſtra. zervà. ſoldà . -

Al di ſopra. apàno. uzrè, iſtundè, i


Aſſai. Polà.. ciok, vafgr. zerindè.
Pocò. Oligho. Az. Di ſotto. âpo câto. dibindè, altindà.
Un tantino. olighaki, komatáki. Aza Si avverta che i predetti Avverbi
gik, gizvigè, bir myktàr, bir az. TURCHI trattandoſi di moto a luogo
i più,
dè, i"polì, periſoteron.
troppo.
artyk, p - zia ſi mettono in dativo v. g. nereje, bu
raja; e per luogo, e da luogo, in a
Molto troppo. parapola. Ziadesiile. blativo neredèn, buradan & c.
Più, di più. polà . ciok, daba ciok.
º".
CA0A e
aſſai. parapolà. pek ciok, cioé
Av
- D E L V E E , Bt o 4I
Avverbj di TEMPO. Primieranaente, prºpa, évela, iptida,
Finalmente, télosºpandon, il ybet.
quando i pote? Ne zeman? Oltrecciò, 6xo ap'etuto, bundàn madè.
guando. 6poten. Hician.
Ora. tóra. ſcimdi, ha la , bu aradà Catalogo di vari altri Avverbi.
Non ancora. 6chi tòra. Daba jok. Aſſai, molto , polì ciok.
Subito. tora tora, ghlighora. Hemèn "sº , is tétion tròpon opù 7ò
ſcìmdi, filhal. - jlekì.
Preſto, ſubito. ghlighora. tez, tezgè. Anzi, maliſta, angiak.
Tempo fa. ipo polì keron. cioktàn Molto, poli, pel: . -

Jeri, echtès. dun, - 9uanto più, 6ſſon pliéteron, Nécadar.


Jer l'altro. proechtès. otè gliin . Tanto meno, 6ſſon linghoteron, 6lkadar.
Dimani . âvrio. farin. -
Pian piano, aghalia aghalia, jap jap,
Poſaimani. met'ávrio, o birgin, ja favà5, japcè,
rindesì . A poco a poco , ap'oligho is oligho,
r
Da dì in dì. ap' imèra is imèran . gºin azar dzare
begun. A pezzo a pezzo , is comátia , porcia
Sempre. panda. difma. parcia.
- -

Notte e dì. mèra ni&ta. g'egè giunduz. Almeno, an dhen in, alo, bari, hi ol
Preſto. morìs. erkèn. màſſa. - –
rs
r

Tardi. arghà. gief. Ecco, na idhù, i5te, bak.


Jin tanto che, èos opù. Ta. Speſſe volte , polès volès, ſykcià.
Sin a quando? èos póte ? Necèbir ? Rare volte, olijes forès, Sejrék.
Dopo, di poi. iſtera, afù. Son-ra. di bel nuovo, ancora, acomi , birºua -e
Finalmente. tèlos pândon . En-ſon-ra, Aà, tecràr giéne.
akybet e
Ai meno, an dheri in alo, hic olmaſſi,
Speſſo, Sìchna: ſykcia. bári o -

A mezzo dì. ſto meſimèri, ojlede. Con tutto ciò, me olon etuto, gine e

Mai. potè . dzla. . Via ſu, edha, de fmdi.


Improviſamente. afnidhia. apanſiz , Guai a te , alimonon iſe ghufu , vd;
ſand. -

Avverbj d' INTERROGAZIONE, e Bravo, pola cala, diferim,


Rispoſta. Altrimenti, aléos, jökſa.
Forſe , iſos, tāchates, bélkim,
Perche? dhiatì ? Ntciùn ? . Siccome , cathòs, nigeki.
Come? pos ? nige? ne ſekil? Così, etzi, bojlè, ſciojlè.
i
guanto? póſſon? Nékadar? Similmente, paromíos, bojlè,
Sì. nèske. évet, béli, zer. | Quaſi, iſos, gofà.
Forſe. ſſos. bélkim. Unitamente. anameſſa. bilè, birèr,
Certamente. vèvea. giercèk . ſeparatamente, chöria, baſkà.
Indubitatamente. vevea. Fubhesiz. Diverſamente, dhiáfora . bafkà tirlù.
In vere. ep'allthìas. haddizatindè. i ámi, alla "i l
Ben volentieri. metà charàs. deruni dil Cioè,
den, bafuſtune.
olamente , monon
ighun "/ ſalt,, 7alyny
galyny'z .

No, oéske, è chi, chair, jok, deil. Perchè i Dhiati micin, zira, citinki º
No mai, è chi, ha fà , Allah gioſterme
zſin.

CA
42 PARTE II. CA PO. VIII.

C A P I T O L O VII.
Delle Propoſizioni ITALIANE e
Perchè le Prepoſizioni Italiane varia Rari y contro il caſtello, kaleje karſcì,
no il caſo giuſta l'uſo che ſe ne fa, non Porpoſizioni coll'Ablativo.
fi può aſſegnare qual caſo debbano ave btiri per te ſenden otiurii.
re. Si noti, che la prepoſizione con po Tairà fuori di caſa, e valèn tafrà,
ſta dopo, ſi uſa ſolamente in queſte tre Son-rà dopo un'ora bir ſahattan Son-ra,
voci meco, teco, ſeco. -
otè di là della porta kapudàn itè.
Delle Prepoſizioni GRECHE. Madè. oltre ciò, bundàn madè.
Tutte le Prepoſizioni Greche voglio Icerì dentro caſa evdèn icerì.
no l'accuſativo v. g. Altre Poſpoſizioni col Nominativo .
Con Dio , me ton Teon'. - quando è ſtato in luogo,
Per Dio, catò o dhia ton Theon . Topràk altyndà, ſotto terra.
In cielo , is ton uranòn. Baj uzerindè, ſopra il capo .
da Dio, ipo ton Theon. Baba onlinè, avanti il Padre.
Secondo Dio, catà ton Theòn. Kalè ardyndà, dietro il caſtello.
Senza Dio, choris, dhſchos ton Theòn, K'ahàd icindè, dentro la carta.
Verſo Dio, pros ton Theòn. Deniz derindè, ne fondo del mare.
Sino al Cielo, éos ton Uranòn. Ev janyndà, vicino alla caſa.
Con me, metamù, con te metasù . Jol ortaſyndà, in mezzo alla ſtrada.
Con lui - metatù , con noi metamàs. Adamlàr araſyndà , tra gli uomini.
Con voi, metasàs, con loro, metatùs. Ton cevrindè, intorno al Danubio.
Delle Prepoſizioni TURCHE. Anadolà jakaſyndà, di quà dell'Aſia.
Perchè le Prepoſizioni in Turco ſi met Dagh oteſindè, di là del monte .
tono dopo i nomi dovrebbero anzi dirſi Quando queſte ſi uſano per eſprimere
Poſpoſizioni , di eſſe altre vogliono il moto a luogo, la Poſpoſizione ſi mette
Nominativo , altre il dativo , altre l' in dativo, e il nome reſta in nominati
Ablativo. vo come, Topràk ilzerine di Ftti, cad
Poſpoſizioni col Nominativo. de ſopta la terra.
de, in Cittá, Tehirde. Se ſi uſano in caſo di moto o da luo
den dalla madre manadàn. go, o per luogo, la Poſpoſizione ſi met
Ile con il Padre. babà le . te in ablativo , come topràk altyndàn
Siz ſenza libro Kitbaſiz. ciktì uſcì dalla terra.
iizre ſopra il capo baf uzerine. Il de, den, ile, ſiz , ſi ſogliono u
Aira di là dal mare deniz afrà, nire coi nomi, ma le altre nò, dicendo
Icin per Dio Allah icìn, -
evdè,
Gibi aguiſa d'uomo Adam gibì. Ai pronomi, benin , ſenin , onion ,
Ge ſecondo il coſtume adetgè. bizìm, ſizìn, onlaryn, benchè Geneti
Poſpoſizioni col dativo. vi, ſi poſpongono ile, ſiz, ilzrè , i cin -
dek ſino , alla piazza bazarádak - giibi ; ma non de; e den , dicendoſi ,
Gorè ſecondo me bahnà girè.; bentmile, e bendè, bendèn.
dogàrà verſo il mare denizè doghrù
D E L V E R E O,
C A P I T O L O VIII.
Delle Congiunzioni .
Le Congiunzioni altre ſono Conjuntive un . Altre eſpletive, ancora , eziandio,
e, ed, ke, ve, hem. Altre disfuntive, acòma, bilè, de. Altre Raziocinative,
nè, the, ne. Altre diviſive o, i, ja, dunque, ora, lipòn, tmdi, oiléiſe, Al
jadod. Altre. Condizionali ſe, au, ean, tre Correttive, ma, però, allà, amì ,
égier. Altre eſplicative, cioè, ighun, amè, imma , veldkin. Altre correttive
fini. Altre cauſali, perchè, imperocchè l purchè, an, hemman, tek .
dhiatì , epidhikè , zira, cilinki, ne ici- i
C A P I T O L O IX.
Delle Interjezioni.
Le Jnterjezioni ſono certe eſpreſſion rim, peſº efè. Zitto, ſopa , ſuz. Via,
delle paſſioni dell'anima, crome guai i páje, ha jde, Ojmè, oiména, ah . Vab,
te, alimonon is esséna, vàj ſanà , ola al vah, ba, poh. No nò, oéſke, joh, ba .
èi, éj, brè, jabu. Bravo, calà , 4 fe
P A R T E I I I, -

Della Sintaſſi .
La Sintaſſi comprende le regole, che ſi prima in concorſo della ſecouda, e con
devon tenere in quanto all' ordine, e la ſeconda in concorſo della terza . On
diſpoſizione delle parole in un lingua de ſi deve dire, io, e la Madre partim
g10 • Della Sintaſſi Italiana . mo allegri. Tu ed io ſiamo deluſi . Tu
e Pietro foſte contenti :
In quanto alla naturale diſpoſizione VI. Se uno de' Soſtantivi ſarà ſingo
delle parole . lare, l'altro plurale, l' adiettivo , e
I In primo luogo ordinariamente ſi
mette il nominativo agente o tacito, o
f" può accordarſi con l'uno, o con
º altro. Onde può dirſi i Il Capitano co'
eſpreſſo ; e queſto può eſſere o un nome ſuoi ſoldati vennero allegri . Oppure
o un verbo, come il dormir giova. venne allegro.
II. Gli adiettivi per lo più ſi pongo VII. Se ad un uomo ſi dà qualche
no dopo il ſoſtantivo, innanzi al ver titolo feminino . v. g. Voſſignoria, Voſtra
bo; e dopo il nominativo ſi ſuol met Paternità, Voſtra Eccellenza, il verbo,
tere il verbo; e preſſo il verbo i caſi e l'adjettivo devono eſſere in terza per
propri, -
ſona Singolare di genere feminino. v. g.
III. Gli adjettivi devono concordare V S. è ſupplicata a concedermi la gra
co ſoſtentivi in genere, numero, ecaſo. zia, che le chiedo, e non gli chiedo ..
lV. Quando vi ſono più ſoſtantivi VIII. Nel parlare, e ſcrivere con una
ſingolari uniti, l'addiettivo, o il partici perſona uguale, più civilmente fi uſa il
pio ſi pone in plurale in maſcollno , ſe voi; ed allora il verbo, e li pronomi
uno dei due ſoſtantivi è maſcolino. v. poſſeſſivi devonº eſſer plurali; ma l'ad
g. Pietro, e Maria ſono contenti. diettivo, e participio deve eſſere ſingo
V. Concorrendo più pronomi perſona lare, e maſcolino ſe ſi parla con un
li , v. g. io con tu, o tu con la terza maſchio ; ma ſe ſi ragiona con donna ,
perſona, l'addiettivo, e il verbo ſi pon e con titolo feminino, di genere femi
gono in plurale, e ſi devono accordare minino. Che però chi parla con un uo
con la perſona più nobile, cioè con la mo, dirà : voi ſiete privo di ſ" -
ll
44 P A R T E Iii.
diſcorrendo con donne : voi ſiete ama uſo di parole proprie, cioè che non ſie
zai, e vezzoſa. - no nè fereſtiere, nè proprie d'altro lin-
IX. L'interrogazione , e la riſpoſta guaggio, nè generiche, ma ſpecifiche, e
devono concordare in genere, numero , deſtinate a ſpiegar piuttoſto queſta, che
caſo, e perſona. v. g. di chi è queſto quella eofa. Ed eccone un ſaggio.
libro ? è di Pietro - Attigner l'acqua dal pozzo, e non cavare.
X. In quanto all'eleganza della Sin Mura erepolate, meglio , che feſſe , o
taſſi talvolta con eleganza ſi laſcia qual aperte.
che parola, che ſi ſottintende , v. g. ca La ſerpe ſibila.
de da alto, cioè da luogo alto . Gliene a rana gracida º
diede tante, che lo finì , cioè buſſè , o Ahbaja, o latra il cane ,
baſtonate. Tu non ſe' da tanto ; benchè Belano le pecore.
a abbia da molto, cioè abile a fare Cuculano le galline
molto. -

Migola il gatto
Xl. Per rendere elegante , ed armo Gnavola il cane addolorato,
nioſa la favella Italiana ſi uſano alcune Urlano i lupi.
particelle, che ſembran ſuperflue, e ſon Mughiano i bovi.
dette Ripieni. I principali ſono mi , Gracchia il corvo.
ti, ci , vi , v. g. io non sò quel che mi Gorgheggia il roſignuolo,
dica. Tu ti dormi in ſu le piume. Ei Nitriſcono i cavalli.
ſi giaceva ſull'erba. Noi ci ſediamo . Ragghiano gli Aſini. -

Voi vi conoſcete. Voi ve ne andate. An Stride la ruota del carro. - -

diahne, andatevene. Per meglio eſpri L'immagine ſi dice intagliata nel legno,
merfi, tal volta ſi uſa ben, bello, pure, ne'rami inciſa, ſcolpita ne' marmi ,
già, mai, mica ; punto, tutto, via, uno. " in tela, o tavola, fuſa ne' me
talli e
v. g. io ben lo sò, che ti diede fiorini - - - , -

Aben mille. Eccoti bell'è fatto il lavoGioie incaſtrate da gioiellieri.


ro. La coſa andò pur così . Tu non Pietre, o legni commeſſi.
ſe già matto, Egli ſe ne ſtà ſempre mai Cigolamento della lima col ferro.
in ozio. Non è mica facile. Non è pun Sgricciola il vetro, quando ſi ſpezza.
zo morto, ſi getti via ec. Non altrimen Brividi il freddo della febre.
ti per puro ornamento ſi uſano egli , Digrignar li denti, quando s' arrotano.
ella, i
, ſi, ne, di , v. egli è ben i- quell' aprir della bocca per
vero. Fa egli caldo ? Ègli non ſon già ted IO e

matto Ella è pur bello, me ne vengo Ronfare il forte reſpirar di chi dorme.
con eſſo voi , e ritornerò con eſſo lei . Ronzare, rombare quel girare per l'aria
Oltre l'eſſer bella ſi è grazioſa, gli fe che fan le zenzare, e i tafani.
cer de' gran diſpetti, e de gran danni ; Anguſtia, cordoglio, crepacuore diceſi il
quel volpone di Pietro ec. dolore interno. - º

XII. Per parlare , e ſcrivere con qual Eragranza diceſi un grato odore.
che eleganza, ſi deve badare alla puri Fètore un cattivo odore. º

tà delle parole, che non ſiano nè bar ci i compagni d'officio, o


O .
di ſtu
bare, rigettate dall'idioma italiano, nè
poetiche come atro, agita, defio ec. nè Convittori quei, che convivono, ed abi
inuſitate; nè ſordide, e ſchife , e ple tano inſieme. -

bee , come leccare , pedochio mineſtra, Commenſali quei, che ſi cibano alla ſteſ
aſino, cufo, porco, coda, puzza , coito , ſa nienſa.
coire, tozzo ec. dovendoſi circoſcrivere Agenti, e Fattori quei , che fanno le
con più parole, dicendo: vil cibo, vil faccende d'uno.
giumento, Poſatoio, animale immondò , Jolcare, è valicare il mare.
eſtrema parte, fetore, atto della genera Tragittare un fiume.
zione, generare, fruſto ec. Varcare un monte.
XIV. Si deve ſtudiare di far ſempre | Cavalcare, o montare a cavallo,
Gie
D E L L A S I N T A S S I. 45
Giacer boccone, cioè con la pancia ſot Comporre, metter inſieme.
tO , Diſporre, metter in ordine.
Star ſupino con il ventre ſopra. Contraporre, metter contro, o in faccia.
Cader ſirammazzone, cioè di corpo in
terra , v
Frapporre, metter in mezzo,
Deporre, levar da un luogo alto.
Caminar tentone, cioè tentando la via Sottoporre, metter di ſotto.
con le mani, e piedi . Deviare, uſcir di ſtrada.
Andar dondolone, e brancolane come gli Divellere, ſvellere , ſchiantare , ſtrap
ubbriachi. pare, levar con forza ec.
Andar carpone ; cioè con le mani, e Dimenticarſi, e non iſcordarſi d' una
piedi per terra. coſa. -

Andare a cavalcione con le gambe slar Jcordarſi si dice d'uno ſtrumento muſi
gate , -
cale. -

cister a diſdoſſo, cioè a fchiena nu XV. In Italiano ſi fa uſo di certe fi


3 •
gure, e modi di dire eleganti. v. g. ag
Andar paſſo paſſo, piè dinanzi a piè , giugnere il verbo venire alli verbi, co
a ſcerſi paſſi , cioè adaggio . me: ſe mai tu veniſſi a vincere, ( cioè
Andar a gran paſſo, di buon paſſo, cioè tu vinceſſi), verreſi conſideranno (eioè
in fretta. conſiderereſti ) . Così ancora il verbo
Andar a paſſi di piombo, bel bello, cioè andare, v. g. chi và conſiderando ,
adaggio, e con prudenza: ( cioè chi confidera ) vien trovando
Iſcrizione ſi dice il titolo della lettera, ( cioè trova ) ciò , che va fuggendo li
d'un libro. ſenſi noſtri , -

Joſcrizione la firma d' una catta, XVI. Per eleganza uſano mettere un
Sopraſcitta il di fuori. ſoſtantivo, o un verbo fra due adjetti
Ammogliarſi diceſi dell'uomo, vi . v. g. tan uomo di ſcelerata vita, e
M.:ritarſi della donna. di corrota. A canto d' una bella fonta
Sdrajarſi, cioè ſtenderſi. na, e limpida. Meſto lo vidi , e rab
Galeggiare ſtar ſopra l'acqua. Buffaio. Era nel cuor neſto, e nel ſem
Sfrantumare, fare in minuti pezzi, biante. Così ancora collocar ſogliono i
Strittolare, Far in pezzi. genitivi di poſſeſſione prima del ſoſtan
Straſcinare tirar dietro . tivo. v. g. di biaſimo degno, e di ca
Fendere, o ſpaccare i legni. ſtigo è della gioventù la negligenza. Egli
Striſciarſi come fa il ſerpe. è de' Cittadini favola, e de ſtranieri -
Rincullare, caminar indietro, Come altresì ſpeſſe fiate antepongono
Battaglia, campagna, grande combarti gli adiettivi ai ſoſtantivi . v. g. La ri
mento, veſtita terra, il lieto dì . Mettono i ge
Scaramuccia fra pochi . rondi dopo i loro caſi. v. g. in Roma
Ovile ſtalla delle pecore. andando, belle aſſai, e maraviglioſe co
Porcile ſtalla de porci . ſe io vidi. Qualche volta mettono il
Scuderia de cavalli. verbo in ultimo luogo v. g. Qual ra
-

Congedarſi, prendere i comandi, e la pido torrente a ſe iaminuta terra non


licenza per partire. ſolamente tira, ma li macigni ancora con
Augurare deſiderar del bene. ſe ſtraſcina: cº: Spiridione al Crocifiſs
Inſiſtere, continuare a far premura. iſo i Cattolici non ſolamente affezziona ,
Orjano, chi è ſenza genitori . ma gli Eretici ancora a lui converte.
Coeredi, chi aſſieme prende l'eredità, XVII. Aſſai elegantemente fan uſo ,
Csivo, chi fu nello ſteſſo tempo. maſſime i Toſcani di certe eſpreſſioni aſſai
Coetaneo, chi ha gi” iſteſſi anni . differenti dal parlar comune. v. g. Bel.
Anteporre metter avanti . la, e vecchia paura mi fece, cioè gran
Poſporre metter dopo. de. Solenne ſpropoſito , Grande . Gran
Sopraporre, collocar ſopra. fatto deve eſſer coſtui , cioè gran per
Riporre, metter di nuovo, o dentro. l ſon gio. Graa peccato egli è, ci, co
tu!
l

46 p A RT E IV. c A P. vi I.
ſini ſia vecchio, cioè danno . E gran i Verbi Italiani, e Latini . Tuttavia è
pezza, che t'aſpetto, cioè gran tempe. da ſaperſi. -

XVIII. Chi vuol apprendere la puri 1. Che i Verbi, che ſignificano caſti-
tà, e l'eleganza della lingua Italiana , gare, condannare ec. oltre l'Accuſativo
famigliare ſi faccia la famoſa Grammati di Perſona, vogliono un altro Accuſati
ca del Corticelli, e l'Ortografia moder vo eſprimente la pena con la propoſizio
na, con gli Avvertimenti Grammaticali ne is a v. g. o Critìs ecatadhicaſe ton
alla medeſima anneſſi. clifetin is to càtarghon . Il Giudice ha
Della ſintaſi Greca. condannato il Ladro alla galera.
2. I Verbi, che ſignificano comprare,
I. Il Verbo deve concordare col nome vendere ec. oltre l'Accuſativo paziente,
in numero e Perſona. v. g. eghò agbapò. ne vogliono un altro di prezzo; o di pe.
Io amo . Ego amo. Ben ſeverim. ſo, o di miſura - v. g. Pulùne tó creas
-

II. L'Adjettivo deve concordare col pende paràdhes tin Òcan . La carne ſi
ſoſtantivo in genere, numero, e caſo . vende dieci parà l'oca.
v. g. Calòs anthropos. Buon uomo. 3. I Verbi ſignificanti dare, promette
III. L'Adjettivo ſempre ſi mette pri re ec. oltre l' Accuſativo paziente vo
ma del Soſtantivo; e ſe ſi mette dopo, gliono anche il Dativo , che è l'ifteſſo,
er meglio eſprimerlo, ſi deve repplicar che il Genitivo. v. g. Edhoſa to vivlion
f" v. g. I Ecclisìa i Catholikì tu Petru. Ho dato il libro a Pietro .
ine i Nìnfi tu Chriſtà . La Chieſa Cat 4. I Verbi d'inſegnare, oltre l'Accu
tolica è la Spoſa di G. C. ſativo di perſona, vogliono un altro Ac
IV. I Monoſillabi, mu, ſu, tu me, cuſativo di dottrina, v. g. Eghò ſe ma
ſe, mas, ſas , ton, tin , to ec. devono theno tin ghrammatikin. Io ti inſegno la
ſempre ſtare immediatamente vicini al Grammatica a
Verbo . v. g. Na min mu to lète. Non 5. I Verbi, che ſignificano veſtire ,
me lo dite. -

empire ec. vogliono un altro Accuſati


V. Gli Articoli o, i, to ec. Si devo vo. v. g. efortoſa to cara vi paramatiès .
no eſprimere, e porre ogni volta che ſi Ho caricato la nave di mercanzie.
mettono in Italiano , e a tutti i nomi 6. I Verbi, che ſignificaeo ſradicare,
propri di Perſone, Iſole, Ville, Città, ſveſtire, ſcaricare, levare ec. oltre l'Ac
Provincie, Meſi ec. Ma quando ſi parla cuſativo paziente, ne vogliono un altro
di una coſa indeterminata, allora ſi la con la propoſizione apo . v. g. Dhi èchno
ſciano. v. g. Dbòſmu crasì ; datemi vi to skili apo io ſpiti. Diſcaccio il cane
no ; da i; vinum, ſciaràb ver banà. dalla caſa. -

VI. Ogni volta, che nell'Italiano, per 7. I Verbi deponenti , che hanno la
eſprimere l'indeterminazione, ſi dice uno, voce paſſiva, e che ſignificano memoria,
una avanti i nomi ſoſtantivi , anche in chieggone il Genitivo. v. g. Enthimithi
Greco ſi dice èna, mìa. v. g. dhòſmu ca in Theu. Mi ſono ſcordato di Dio.
ena xilon, ke mìan pètran, datemi un le 8. I Verbi depcnenti avanti la voce
gno ed una pietra. paſſiva, che ſignificano neceſſità voglio
VII. Qualunque volta ſi deve eſprime no l'accuſativo con la propoſizione apo.
re la quantità, miſura, peſo, o valore v. g. Chriazome ap'Affendiaſu . Ho bi
d'una coſa, il Soſtantivo miſurato ſi met ſegno di V. S.
te in Accuſativo ſenza Articolo . v. g. IV. L' Infinito d'ogni Verbo Greco,
Dhòſmu ena hukùni pſomì , ke éna co eſpreſſo col na ſi coniuga come il Pre
màti tirì, me mian dºecarià sfca . Da ſente dell'Indicativo, e deve concordare
temi un boccon di pane, ed un pezzet col Nominativo reggente in numero , e
to di formaggio, con una decina di Fi Persona, come fanno gli Italiani . v. g.
chi. Così ancora éna ſores xìla, una ca Eipizo na ziſſo, na esì ziſſis, na ziſſi e
taſta di legna. kinos, na zàſlomen emis, na eſsìs 2ìſſete
VIII. I Verbi Greci ordinariamente vo ma nìſſun ekini. Io ſpero di vivere; che
glino dopo di sè quei caſi, che vogliono I tu vivi; che quello viva; che noi vivia
mO ;
- L) b. la L A No I IN I A S S I . 47
mo; che voi viviate ; che quelli vivono, eaſy. Il Padre della Figlia. Ma quan
X. Quando vi è un infinito, che non do ſi parla di coſa indeterminata, non
eſprime alcuna perſona determinata; bi vi ſi aggiugne, nè i, nè ſi. v. g. Ahme
ſogna mettervi canìs, e tinàs qualcuno Paſcià ogblùdur. Achmette è Figlio di
v. g. Per vincere biſogna combattere. Dhia Baſcià . --

na mikiſſi cànis, prepi na polemiſſi. VII. Per eſprimere piuttoſto che, ſi ſer.
XI. Nel parlare, o ſcriverſi , fra gli vono del Comparativo : v. g. piuttoſto
eguali, e con gl'inferiori, uſano la ſe che dormire, leggi ufumaktàn okù. Vo
conda Perſona Singolare, come ſi uſa in glia piuttoſto un pero , che dieci pomi
Latino, e in Turco, dicendo. Fſsì Agha on elnadàn bir armud iſterim -
pàs ton Theòn . Voi amate Dio . Ma con VIII. Quando ſi eſprime moltitudine
i civili più riſpettoſamente ſi parla in ſe ol ciak il verbo ſpeſſo lo mettono in
conda perſona Plurale. v. g. Eſsìs agha ing. v. g. Ciòk adam gieldì venneto
pdte ton Theòn. Oppure ſi parla in ter molti uomini. -

za perſona Plurale, dicendo i Affendiaſ. IX. La coſa numerata, peſata ec. ſi


ſas. V. S. Voſſignoria. Coi Nobili, poi mette dopo in Nominativo . v. g: Bir
ſi dice i Fvjentaſas La Nobiltà voſtra, parcià e kmèk, un pezzo di pane. Le co
Co' Sacerdoti: i Ajiosìniſas . La ſantità ſe numerate ſi mettono dopo il numero
voſtra. - - -
Singolare. v. g. uò adàm dedì, tre uo
Per far uſo delle parole proprie, eſ mini han detto . E quando ſi deve eſ
preſſive, eleganti, ſi leggano ſpeſſo buo primere la continuazione del tempo, il
mi Autori, e ſi avvalga dell' Appendice numero ſi premette al numerato , v. g.
aggiunta a queſto mio Dizionario. Besc ſaàt ekadum. Ho letto per cinque
- Della Sintaſſi Turca . ore: altrimenti ſi mette il primo in No
I. Tra gli uguali, e con gl'inferiori minativo Singolare, e il numero in Ab
in Turco ſi parla, come ln Latino, in lativo'. v. g. Saàt beſctè gieldì, venne
Perſona ſeconda Singolare. Più civilmen alle cinque ore. -

te però ſi uſa il parlare in ſeconda per X. Per eſprimere la materia di cui è


ſona Plurale ; ed anche in terza perſo fatta una coſa, la matteria ſi mette pri
na, dicendo: Genabinìz, hazretiniz de ma in nominativo. v. g. Odun kaſeyk -
dì. Voſſignoria ha detto. Il cucchiaio di legno; oppure in Ablati
II. Per ordinario la coſtruzione Turca vo. Odundan kaſcyk.
è ſimile alla Latina elegante, ed anche XI. Ogni volta che in Itallano ſi di
alla Tedeſca. ce uno, una prima d'un Soſtantivo in
III. Per lo più il Nominativo è il pri determinato, ſi dice anche in Turco bir.
mo a collocarſi nel diſcorſo. v. g. Banà bir kitab ver. Dammi un li
IV. Il Dativo meglio ſi premette all' bro.
Accuſativo. -
XII. Quando in Latino, interrogando,
V. Gli Adjettivi ſempre ſi devono pre ſi uſa ne ? o num ? ſi uſa anche in Tur
mettere indeclinabili al Soſtantivo, pur co mi ? attaccandolo ad un nome, o ad
chè col verbo Olmak non ſi voglia eſ un Verbo . v. g. ejimidyr ? è buono è
primere, che quell' Adiettivo conviene Gieldìmi ? Gelmì Fmidir . Egli venuto.
all'antecedente Soſtantivo. v. g. Jen efì XIII. Il Verbo che regge, per lo più
ſin . Tu ſei buono. - ſi merte in fine.
VI. Il Genitivo determinato, che ap XIV Per ordinario i Verbi Turchi han
partieue ad un Soſtantivo, ſempre ſi de no gli ſteſſi caſi del Latino, Greco , ed ,
ve metter prima in Genitivo ; e a quel Italiano. --

Soſtantivo, ſe è determinato, ſi deve ag Tuttavia alcuni vogliono l'Ablativo,


giugnere un i ſe è della prima declina come korkmàk temere: Allahtan kork te
zione. v. g. O kitabyn kiahady. La car mi Dio . Sormak interrogare ; i krak et
ta di quel libro . E quando è della ſe mek odiare ; vaz giefmiek, ferahàt etmtk
conda declinazione terminata in vocale, aſtenerſi ; utanmàk vergognarſi.
vi ſi aggiugne un ſi. v. g. Kyzyn Ba i Altri vogliono il Déhvo , come Sarà r
e fº
IV. l I., I l Ie

b k guardami ; ſanà jalva y rym . ti luogo del ki ſi uſano gl'Infiniti, e li


prego. Jazmajà bailamak incommincia Participi Pret. e futuri declinandoli co
re a ſcrivere. me nomi con li pronomi aggiunti; v. g.
Si avverta, che quandol'Accuſativo è in vece di dire i5ittìm ki, ſen geldìn,
un nome indeterminato , può cangiarſi ve ki farin gidegékſin ſtambolà ki, pek
in Nominativo v. g. Bir kità b. okudùm, ſevérſin ho perinteſo, che ſei venuto,
ho letto un libro. e che dimani devi andare a Coſtantino
XV. I Verbi di ſtato in luogo vo poli, che tanto ami, dicono così: gel
gliono il Nominativo con la propoſizio dijinì, ve pek ſevdijin ſtambotà jarya
ne de v. g. Io ſtò in caſa: ben evdè gedegeghinì i Fitim .
oturijorum . Quando col ki ſi deve eſprimere ac
XVI. I Verbi di moto ad un luogo ciocchè, vuole il Conjuntivo v. g ti ho
richieggono il dativo. Io vado a caſa: dato un libro, acciò lo legghi, bir ki.
Ben eve gidéjorum. tà6 verdim ki, okujàſyn. Anche éger
XVII. I Verbi di moto da luogo di ſe, bacian quando vuole il Conjuntivo;
mandano l'ablativo. Vengo dall'orto, v. g. gelfrſe ſe verrà , hacian gidérſe
Baghceden gielſjorum. quando andrà ; così her kim ki okūrſa
XVIII. I Verbi di moto per lnogo chiunque leggerá, di più il ki, quando
chieggono l'ablativo. Paſſai per la piaz è per che ſi ommette, dicendo gielir
za: Mejdandang ei tim. ſandy” penſò che verrà.
XIX. Quando ſi aſſegna la cauſale, ſi Qneſto pronome relativo ki ſogliono
uſa il participio così: ſen geldijinden talvolta affliggerlo ai ſoſtantivi , dicen
oturi, ben giaerim . Perchè tu ſei ve do : elimdekì kylyc la ſpada che ten
nuto, io parto. ofrenmék ifin, oppure go in mano ; li ſogliono decli
ajrenèſin di ju, okujagiàſyn. Affinchè im narlo anche con i pronomi anneſſi v.
pari, devi ſtudiare. g. evdekim &c. evdekilerimiz, il mio
Quì ſarebbe luogo di ſtendete un buon domeſtico, li miei domeſticl. Jokardakì
catalogo di verbi, ed eſpreſſioni partico quel che ſtà ſopra ; jokardakilèr, quei
lari, che ſi uſano dai Turchi; ma ba che ſono di ſopra.
ſti per ora il ſapere , che uſano dire XX. L'interrogativo ne? cioè che co
kidték jemék mangiar baſtonate per eſ ſa ? pur lo declinano dicendo nenùn, ne
primere eſſer percoſſo. Così i 5 giormék fè, nefì, neden, neler & c. v. g. re è
per trattare un'affare; e lìk giornèk per jarar? a che giova ?
eſſere beneficato. Burnàt ti méé per ta Il ne premeſſo ai ſoſtantivi ha il ſi
baccare ; tutiun i mek per pippare, o ſia gnificato di quale, e di che ſorta. v. g
fumar tabacco. ne âdamdyr bu che uomo è queſti?
XIX. Quando per eſprimere del qua Il ne premeſſo agli addiettivi ſignifica
le , della quale di cui, il ki va in ge quanto v. g. bu ne giiizèldir ! queſto
nitivo, gli ſi premette onun v. g. ho quanto egli è mai bello. -

comprato un libro, del quale i caratte, Il ne tal volta ſignifica quanti v. g.


ri ſono cattivi. Jatyn aldym bir kitab ne myktàr dyr ? quanti ſono? oppure di
onun ki, jazysì fenddyr. Per al quale, cono kač dyr? quanti ſono ?
a cui ſi dice onàki , in accuſativo oni, XXI. Per eſprimere quale ? e chi mai ?
Ri; per eſprimere nel , dal, con il qua interrogativo, dicono Kanghy, ed anche
le, o la quale, o cui ſi dice ki ondà, Abdnghy ; ed ha forza di addiettivo, ed
lci ondàn, ki ontáile ; e lo ſteſſo diceſi è indeclinabile v. g. kánghy kitab ? qual
in plurale onlàr ki, onlary'n ki, onlarà libro? Ma ſe lo prendono per foſtant vo
hi, onlary ki, onlardà, onlardan ki, è declinabile, dicendo Kanghyfy ? chi
onlárile ki. E quì ſi avverta, che il ki di quelli ? hanghymyz ? chi di noi ? &c.
ſi pronuncia con la parola antecedente, Se ne ſervono anche per eſprimere di
e per ciò per lo più io ſoglio mettervi qual luogo v. g. kánghy vilajetlù? ne
la virgola dopo. jerlù ? nerelì ? di qual luogo e paeſe ?
Meglio però, e più elegantemente in l XXII. Per eſprimere qualcuno, p".O
- D E L L A . S I N T A S S I, 49
do di perſone, dicono bir kimsè decli Al queſito Ne zemandàn berì ? da
nabile; oppure bir adam, bir ſéj quando quanto tempo in quà ? riſpondono con
trattaſi di qualche coſa, l'ablativo. Cioktàn, da molto tempo.
XXIII. Per eſprimere niuno, pur di Al queſito Nékadar uzák ? quanto
cono bir kimsè, oppure bir kimeznè, lontano ? riſpondono col nominativo.
premeſſi al verbo negativo. v. g. bir uc mil jer, Tre miglia.
kimsè gelmedini? è venuto niuno? e ta Al queſito Nige ? come? riſpondono
lora gli premettono buº, dicendo hic con la propoſizione i le con, Rahatile.
limsè gelmedi niun affatto venne. con comodo .
XXIV. Lo ſteſſo, il medeſimo l'eſpri Al queſito Haician ? quando ? riſpon
mono con unire o, oppure ol, ovvero dono col nominativo, Pazàrginù. Lo
bu a queſta voce hemèn che ſignifica menica ,

appunto v. g.. hemèn oldur ki, diin ver Al " Nékadar zemàn è ſin a quan
in egli è lo ſteſſiſſimo, e be jeri mi de do? riſpondono col nominativo. ub ſa
ſti, oppure dicono bir dir è tutt'uno. Bat. Per tre ore, Oppure il ſabatidak,
XXV. Ognuno, ciaſcuno, ogni l' eſpri per tre ore continue.
mono con ber, oppure bep, per lo più i Al queſito Neceſè, nékada º per quan
col verbo e nome ſingolare v. g.. hep to ; riſpondono col dativo, Dort kruſ
vilajèt onà ſevéjor, ºgni paeſe l'ama. cià, per quattro piaſtre .
Per ſignificare poi tutti dicono hépſi v. l Quì ſi avverta, che interrogando ſi
guomini
hépſi. adàm geldì vennero tutti gli dice kac ſahattyr ? quante ore ſono? e
a
riſpondendo ſahát dòrtédir, ſono quattro
XXVI. Al queſito Kandà ? nerede ? Ogre e

dove ? riſpondono con l'ablativo, evalà Ma ſu di tutto ciò baſti per ora:
in caſa, nelle Fraſi, ne' Proverbi , e ne' Colloqui
Al queſito Nereſe ? verſo dove? rif ſeguenti ſe ne vedrà la pratica.
ndono col dativo. Becè, a Vienna. Onde con le Lingue ſi potranno ap
Al queſito Kandàn, neredèn ? da do i" e la Morale, e la Storia; e
ve ? riſpondono coll'ablativo, Evdèn, a Geografia &c.
da caſa. s
-

Gram. P A R
5o

P A R T E I v.
Ccoci all'ultima, la più intereſſante Parte della Grammatica, nel
la quale per facilitare la pratica, ſi ſtendono in tutte e tre le Lin
gue nel I. Capitolo non poche Fraſi, Zerbimeſeller, Fréſes; nel II. al
cuni Proverbj, Atalar deiſeileri; Paroimſes ; nel III molri vari Dia
loghi, Màk ameller, Dhialoji.
C A P I T O L O I. - -

Fraſi . . - Zerbimeſeller. Fraſes.


Poco vi mancò a morire, Az kaldy blé . , Ligho elipſe ma apathâni
Son ben quindeci anni, che Onbei jildir giedelà. Dhecapénde chrónus ine,
ſe n'è partito. . º opu emìſepſe. vi
Ecco , che me ne vado ; l'Ftè, ben giidèjorum , ſiz Na: eghò pajéno: as éche
ſtatevi bene. choſcia kilyn te ijfan -
Vattene alla malora. . . Var, fyky'l. Paje, engrémiſe ap' edhó.
- --

Queſto ritratto aſſai poco Bu ſirèt ſanà az benzer. Aftì i icóna poli dhen o
vi raſſomiglia. e -
mlaZ1 , -
- - - -

Non poſſo trattenermi dal Onù à laiirmektèn kiendimì Apo to na ton ſkotono
trucidarlo. zapt edémem .
-
. dhen imborò ma cratime -
Iddio vi rimuneri. Allàh berekièt versìn. - l o Theòs na ſu dhoſſi 6lon
to calòn,
Convertiti alla vera Fede. Din imanè gel. | Epiftrapſe is tin alithinin
Píſtin .
Accoſtatoſi al mio orecchio, Gely'p, taleimo fyſyl Is ta aftiámu crifà mu e
mi parlò in ſecreto - , dadv
4aay . -
làliſe. - -

Queſto favore lo riconoſco Bu ejlijì ſendèn bilìrim. Aftò to calò ap'eſſena to


da voi. ghnorizo.
Ciò mi riuſcì gravoſo. Bu bana aghy” gieldi. Etáto mu cacofànike.
Raccontate quanto di pe. Baſcinizà gielen eilerì be Oſſes dhiſtichìes ipoférete
noſo v'è accaduto. fan eiléiniz . - faneroſetémas.
Per quanto m'ingegno, nul Elim bir neſnejè erifmèz. Pánda dhulévondas , tipo
la guadagno. ta dhen kerdhéno.
In atto di maraviglia don Taag ip'p edyp , baſcinì Apo thaumáſian na cun iſ
dolare il capo. allamàk. ſi canìs to kefalitu .
Sano e ſalvo quì ſon ve Barajà ſagh ſelfm vaſy'l ol Edhò éftaſa cala evtichiſ
nuto , dùm, ménos .
Non v'ha chi il pareggi. Bedelì jöktur. Dhen échi 6mion. -
Non te ne innamorare. Onà gionillini, vérme. Mintu dinistin cardhianſu.
Mi fu propizia la ſorte. Alekìm i5 ledì º
To rizicómu me aghápife.
Non oggi, ma dimani ho Jàrin dejìl, è bir giiin Ochi símeron, ma évrio ſto
ſtabilito di far partenza. gitmeje nietìm var. cházome na miſépſo.
Queſta malattia per ogni Bu haſtaly'k dort tarafà ja Aftì i aſthenia is teſſera
dove ſi va difondendo. fyijor. méri exaplónete.
- -

Se non vi foſſe colui, io Ol olmazáidi, ben iſcimì An ekinos dhen itane, eghò
ſaprei come regolare que ſbilfridim . ixevra tin dhuliànmu.
ſto mio affare .
Egli ſcavalcò avanti la mia Evimin djünde attan endi. Ombroſtà is to ſpítimu
caſa. epézepſe
Vi vogliono tre ore per farti l en bir ſcéi edinge i5 ſaàt Dhia ma câmis éna pragh
dar g'e ITld
P A R T E I v. 5?
dar un paſſo a far una coſa. ge5èr. mataki thélis tris &re e
Queſt' affare ſe lo preſe a Bu i5ì ùzerine aldy'. Aftò to epire apanotus ?
petto ſuo. I Ti chria fton?
Gual vuopo v'era? Neden lazy'mydy? -

La miſeria lo fece ladro. Ikyzalyghyndin cialdy'. Apo tin ptochiandu éjine


cléptis. . . .
Di quanto manca, nevo Bir ſcéj kaib, ja ekſy'k o Oti lipſ the mu dhoſisi
logariaſmòn.
glio conto da te. l4rſa, ſendèn biltrim.
Quanto faceſti , e farai a Ona ettightn , ve edege To 6ti écames, i theli cimis
lui, il riconoſcerò come ghin efliklerì ſinki banà is ek non , ton ghnorizo
fatto a me in perſona etm/7 gibì bilirim . oſſàn camoméron is emena
Il tutto interpreti alla ro Her ſcéj terſine an-larſyn. Cathe prighma catalanvi
verſcia - e nis is to enandion.
Mi trattaſti qual mente Benì deli jerinè ſajirſyn, Meeſtochaſtiches oſsàntrel
CatO , ci , Ron. “ º “ -a
Che ti penſi che io mi ſia? sen beni ne ſany'rſyn? Ti me ſtochäfeſe ?
Quanto mi ſovvenne in Fikrime du Ftughu ſcejlèr. Oſsòn mu érchete is to
mente , -i nun , , -
Coſe ſcordate da me. Fikrimden dujtagbù ſceiler, Ine praghmata opò ta e
i liſmòniſa. -

Vive ſperando. Umudule jai àr. tzi me elpidha. , º


Non mi ſon mai imbattu Dhen idha porè istin o-º
imrundè bojlè bir adàm l
to in sì fatta razza d'uo i giornedim.
- - - - -- - a
-
-
i fnmu tétion ànthropon
- -
- -

mini. - - ,
Chi ha temperamento ſimi Senin tabijetinà benzer a opios échirétion fiſicòn ine
el al tuo, è ſoggetto a mil dàm 4 ok belalerà oghràr. ipokimenos
a e
is chilia cacà. - tº a e
le guai.
Quanto prendeſti ti ſia tan Aldyghyn haràm olsùn. To 6ti epfres , as ſu fne
to veleno. - -
i farmaki. . . -
Tra gli amici non vi vo pºlararaſynda tsklifjak. Anáneſa is tus filus dhe
gliono ceremonie . tur. - - - prépi ha fne keremonies.
Egli è infallibile che v'an Varmamy'5 mukarérdir. Ineveve&taton pos'the pi
deremo. - - - -
i ghomen.
Di che pelo è il tuo de Ne dondédir aatyn ? | Io edhicòſu loghon ti ma
a
ſtriere ? - a -
i lià echi? - -

Egli è perſona, che riferi. Bir jerdèn bir jerè mekttib ine oſsàn éna per ſéri oph
ſce quanto vede, e ſen gietirèng iviergéndir. fériºta grámmata apo é
te, come una colomba, ºnan topon is élon
D'onde provviene, che da Nedèn gielir ki ſeminile ; Pia aformì fne pos dhen
|
gran tempo non cartegia cioktàn chaberlefméjoruz? -
i échonen roſon keròn an
- - -

mo più inſieme? dapocriſin ghramn ton ?


Appena raſſerenoſſi mi poſi Havà acyldijì gibì jolà Metavías opù o keròs âni
in v1agio. -* cykty'm . - xe e vjfca is dhrónion .
Fallo, ſe è fattibile. - a
Il verìrſe, eilè. n fre voletò, câmeto.
S'accomodi. -
Huſàr ilo stùr. Me iſichfan câtiſe.
Qual emolumento da te n
s
Sendèn banà ne fajda do
s -
Ap'eſſena ti kérdhos éleva? -

ho ricavato? - cunmti 7 tur ? ,


Queſto a te diſdice , non Bu ſanà a fib ſcéjdir. Aftò ne endropì is eſena.
ti dà onore. -

A lui diede il doppio di piú. Onà ikt kat 2iaa è verdì. Ekinù to chiplon édhoſe.
Egli è peccato che ſi fac Ja:ìk ki ojuè adàm olati I'ne crima ma thanatoſun
cia morir un ſimil uomo. rurlèr, térion anthropon. -

Ti riſarcirò di tutti i dan l Cektifìn zararinì idérim . l Theli ſe et ci ariſtíſſo dhia


Ill Bu D 2 tes
F R A S I.
gº. n
i ſofferti. tes zimfes opù ip6feres
di: te la paſſerai con noi. Bigiºnluk bistmſin. Titin tin iméran prépin
iſſe mazinmaz.
Se la dorme ſino al mez oilejérge ufùr, Eos to meſiméri kimite.
zodì,
Queſta notte non ho chiusº Buttºn e'ege ugujamadym. Olín tin níčtan dhen im
occhi. -
bóriſa na kimithò. -

/ L'ho ſentito a borbotare. Mynvirladeh ybyny' iſcit Ton icuſa na murmurizi.


tfm. -

Colle ſue ciarle mi hà rot Soile è ſolºsè doſeymy'a. Metin polilalſandu mu et


to il capo. ghyrt:y zákiſe tin kefalìn -
Non attende che a baga Autun gin jeiyp , Faz Olin tin iméran tróghon.
ſciare e ſtare allegramente. olip g'ecintor. das, pinondas , kè jelon
das fne is charan. -

Per ben tre giorni non mi Ue giuntdek beni garme Eos tris iméres dhen im
potrai vedere. mezſin. borìs, na me idhis.
Per ecceſſo di tripudio egli Sevindijindèn ſenì bilmèz. Apo charándu ine èxo â
è fuor di sè . po ton eaftón .
Sei tu da tanto di volermi Jen kaldyn hanà fut ver Eſsì menis na erminépſis
r il dottore , e l'uomo mejè ? eména.
addoſſo ?
Quel dì che tu veniſti, e Jenin geldijinglin, o git E'viike is tin idhian imé
tì ran, opù eſsì ilthes.
gli ſe ne partì .
Di lagnarti, e rampognar Scik'ajetinè ſebè4 vérme Dhen ſu édhoſa potè afor
mi, non ti ho mai dato dim. mln na paraponethìs.
alcun motivo .
In luogo d'andar alla bet Machanaje e idegaimè ga Andì na pagho is to capi
tola me ne vado al Tempio mijegidérim. liò , thélo pagho is tin
ecclisian.
Ho ripaſſato queſto libro Bu kitaby baftàn ajaghà Afto to vivlio âpo âcran
dal primo foglio all'ultimo okudiam. iſe âcran to edhiávaſa.
Non è corſo gran tempo, Ciòk dlmady onà giorelì. Dhen ine poli keròs, opù
che il vidi. ton ìdha.
Credo, che verrà tempo , Pyfmàn olior, ſanyryn , Tharò pos théli metanoiſ
che ſi pentirà d'eſſerſi ivi ondà ciok bulundughudàn. ſi , dhiatì ekì polá epó
tratrenuto troppo . mine,
Io non ho che ſpartire con Ben onlinule konufmàm, Eghó met'ekinon dhen ſi.
- lui - « naneſtréfome.
Non voglio aver che dire On inule davà etmejè iſte Dhe thélo na câmo criſſes
con lui. mèna, met ekinin .
Merà: iizerinè davaleri Dhfa clironomian échun
Stan litigando per l'ere
dità. ºvar e criſſin,
Egli è uomo ſi fatto, che sciijlè bir adámdyr ki, Tétios ânthropos ine, opù
in poche parole compone en bujuk dava/erà bir ſd., me énan mánon loghon cé
le più gran differenze. zile k eſſer. vii tapléon meghàla cri
stmata, -

Non ſo a qual partito ap Ne japagaghymy bilmèm. Dhen ixévro ti na camo,


pigliarmi. -

Mi avvaleró dell'opportu Zomanimì bilirim. xé, , 6tan prépi na to


nità del tempo. camo -

ipiede due reali a ciaſche Adàm baſeynà ikiſcèrghraf Is câthe inthropon édhoſe
duno. verdì . dhio ghroſſia . -

3 invitò per l' ierii : gare iº devº Scim


ettì. Mas ecaleſa dhia vi,º
-
-
P A R i E i; i v... - - - - - - - -

Si confà allo ſtato noſtro Scimdikì halimizá el ve Etuto apatà itte cata tiſl
preſente - rir. cataſtisinmas.
Queſto è il fine della mia Gºeldijimìn febebi bidur: Afiine iaforni tu etchdº
Venuta e -

múmu.
Abbaſtanza, a ſuſſicienza. Jenifegék kadir. O'ſſon ine inanjéd .
In luogo d'andare a Ro Kyzy l elmajà gºdegeghinè, Andis na páji is titl Rö
hma, venne a Padova. Paduaja gºeldì. min, iſthe istin Pidhuan.
Gli diede una guanciata , Juzunè bir tabangià cialdy? Ton erápiſe.
Tali e tante ſciablate gli Ohà bir kaº kyl) vurdi , Tu édhoſe t&ſſes ſpàthiès,
diede, che lo ſinì . Ki blau. opù ton eskötoſe. -
-

si fatta ſciablata ha rice oile bir kyivº jedì ki ol Elave toſes ſpathiès, opu
- vuto, che ſen perì. ti:i epethene, -

Tu non badi affatto a miei Benim fajdamà hic fen Eſsì jirévis te kérdhonſu '
vantaggi. - giovedlrſin. , , ke tſpota to edhicórimu
Io procuro ogni tuo bene. Ben ſenìn eilighinè cialy Eghò to edhicoſſu to calò
ſctrim. r
rändlzo:
Mi ha fatto incolistire, | Saframì"
Habikaſint takufºnbz
- Tin cholinmu anacatoſe.
o Dhia ha catalavénis tin a
Affinchè ſiate perſuaſo del
la verità. màk ici un . lithian tutu tu praglia
inàtu.
Gli atriſe la ſorte. Dºvle tondi tofoni. Tu eſinèvi èali tiki
Queſto è di mia ragione: Buſcéj bana hakar. Etſito ine edhicómu .
Ritiriamoci in diſparte. Tehtajè gideliº. As pèramerſonaen. .
Soddisfare ogni ſua voglia. Havdj nevsè taby olmàk. Na cami cithe orexfndu è
Se ne reſtò di ſtucco - Sciafty', kaldy.
Gonfiò de gran palloni con Bir alaf nibalaty naki
-

" sta
repa , ke epiſtevta pra -

i narrar coſe incredibili. eti e i èdhijithike. º


Egli è uomo di buon cuo Derunì pak , ve lay'k i Calócardos ine, ke calº;
ste, e ſincero: - -
dahdyr : -
inthrºpos. .
ºral coſa la feci eolla di Ben bi ſèeji enin harife Aſto to praghma to écà ha
lti direzionè t ſilen ettim . me tin téchnin, ſimvulin,
ké voithian èkihii.
A ciò io non mai v'ae Benim tu ſei razym ji. Dhen eſtâthike potè i ghnó
(conſentj . º - hidi. mimu is aftò to pragma.
Te l'approvo; ſono con te. Sana razy'im . . Ecbo tin idhian ghömin.
Ciò mi coſta non poco. Bu baià : ok defer. . . Aftó aſpra polà èzízimu .
La mia aſſenſa mi fa di Bundà bulunmadygby'm ba I àpoliamu mu eproxéne
gran danno, nà 'ok zaràr ettì. ſe meghálin zimian.
Parlo ſul ſerio. Choratas)z ſoflérin, Chótis choretà ſu miſº.
Appena partito, ſe ne tornò. Filal gittì, geldì , ... .. Eftìs epije, ke ilrhe.
Deve preſentarſi al Tribu Paſcianin hisztirundà cika Prépi na parusiaſthi is to
nale del Baſcià. giaktir. critirio, tu Paſcià.
L'affare tirerà a lungo. di uzadijè bu "dir . Afti i dulià the piji ha
crià. *-4

L'avvertò da amico, Diſ gibi ſani djut ieririri. Filicà ſe erinihévò .


Diſſero, che venne per le Menzilile gielmif, dedi Léne pos Ilthè me tifi pó,
poſte. lèr, - - - ſtan . - -

Senza mia ſaputa alienaroh Habery'm jok ikºn , evì Dhichotnà to xévro egliò,
la caſa. -

ſottylàr. - epútifan to ſofti.


Son del ſuo ſentimento. i Bénde ſana choſendtum. Ké i ghnóminu (ne catà,
tin ghöminſu'. .
Non monta in collera , . Bana darylmaieſ» , fate Na min maléſſisi dia ma
bo ſcherzato'.'
Di
º ertim , gelàſſo té si".
fi
"
º F R A s I, C d

p", quanto gli viene in


bacca,
Fikirtiz agbzynà g clenì Lèii to 6ti tu élthi is to
ſtóma.
-
i ſojlèr. -

Perdonami per quantº amo Evladyny'n baiy icìn ſu Na charìs ta pedhiáſu,


re porti al tuo Figliuolo. ciumù af eflè. ſinchoreſe me.
Non sà giuocare che allo Strangian kdjri ojun ojna Dhenixévri ma pèri âlo,
Scacco. - mat2 , parex to SKacco .
Non fece a mio modo. - Iſtedighimè giāre étmedi, Dhen ècame catatin ghn6
m1nnu .
Non mi "
bene, nè ap Iſtambolà giare vardhyghy Dhe ſtèrgho napéjis is tin
provo che tu vadi a CP. nà iryzàm fó étur P6lin, e

Senza il conſenſo del Vi Vizirìn izi nì olmadtkce , Choris to thèlima tu Vi


zìre chi avrà il coraggio k'im kadydirdyr onà et- V ziriu , pſos imbori potè
di ciò eſeguire ? meſe ? - ma to câmi ? º

Egli è uomo di gran ta An-lamaſy' cióktur, Pola catalamváni ke xè


lento . vri .
Non fui giammai in Bi Iſtambolà vardnky'm jok. Dhen º
Bolin epìgha potè is tiu
gna p
zanzio. - -

Vidi i deſtrieri alienati da Babany'n ſattygby' atlerì Idha ta âlogha, opu o Pa


tuo Padre. . g'ordum . tèraſu epúliſe.
Fa un meſe appena , che Bir aj gie ti, ben tºrce, lne enas mìnas, opù ar
io incomminciai a ſcrive fazmaja ſbaflajaly'. - chíniſa ma ghräpſo turki
re in Turco. Ca e -

Bada bene a caſi tuoi , Bayy'n gerékiſe , ſaky'n As ìſſe ſtochaſtichòs, aliòs
quand'anche ti coſtaſſe la pèrni to kefáliſu.
Vlta
Dovunque ſe n'andava la citti elele amabkar Is 6lus tus tépus opù epſ
ſciava memoria della ſua lighinì pejàn edéridi. je, efaneroſe tin filari
avarizia. rìendu. -

Al primo nuovo incontro Bir dahà giorus tughumùz Mìa âli forà opù andamonè
tratteremo di queſt'affa vakyttè ol iſcì afittáryz. maſte thèli kitáxomen at
le , tín tin dhuliàn .
Io ſolo feci petto a tutti Ben jalynyz hepſinè karſcì Eghò monachòs enandidine
quanti , -
odùm . l ſa is 6lus. -

Si ſpera, che conchiuderas Bari5 olagiaghynà umùd I ne elpìdha pos thèli jèni
TUar e
si la pace. i aghapi, ke irìni.
Si teme che queſtº affare Bu i 5 eilijè dònegeghyne Dhen ìne elpìdha aftò to
anderà ſempre più di ma umùd j6ktur . prághma na dhiortothì i
le in peggio. calòn . -

Miſura le forzè tue, ſe reg Bak: Kudretinì bil. Kitaxe, imborìs na to ev


geranno . ghanis.
L' affare da te dipende, Bu ii elina èdir. Aftò ne is to chériſu.
ſtà a te. -

Molte ſono le mie biſo Banà cioé ſcè; lazy'mdyr Emèna mu chriázunde po
gna là.
In Città ſi penuria di for Jcehyrdè bugbdàj ky'ttyr. Is tin Polin to ſitári lìgho
InentO . - l ſton ine.
ll far delle donne tu ben karylary'n tabjetinì bilir Essì xévristin ſinìthian ton
il ſai, vi mettono un anno ſin ; bai larynì bur gilda jinecèn : dhia na calòdhe
per acconciarſi la teſta, duzedirlèr. ſunto kefaliton, thélun è
nan chrönon.
Se un popo vi contradici, Karſcì sijledighin gibì, Eàn oſìgho andìcra andi
dà in iſcandeſcenze. darylyr. milìs, cakíčni. -

Metter la miccia per in Rundàk brakmak . . Na vali canis tin fotiàn


- Gen Giin dhìa
ra - P. - I v - ., D º
cendiare. dhìa na jéni pircaià.
Spunta l'alba. |
G'un agharmaghà baſclady'. Ximeróni.
A forza di danaro ſpuntò Akcè kuetìilen davagiſinì Me ta aſpra enìkiſe -
-

la lite . fendì . *
E' ancor alto il ſole; è an Dahà erk'èndir. Acómi norìs ìne -
cor preſto.
Me ne venni di notte tempo G'egéilen gieldim . Tin nì&ta ìltha,
Son andato ogni dì a dar Her giun gidip bakmaly y Cáthe mèra epìgha na ton
gli viſita. dym . èvro.
- -
-

Da quel dì ſinora che hai Ol giundèn berì ne ii le Ap ekìnin tin iméran ti é


fatto ? dìn è cames? - -

Sa tutta l'arte per far da Akcè Kazanmaſinì bìlir . Xévri cithe téchnin dhia
nari. na mazóni aſpra. -

Fo di tutto per terminar Bu iſcì baFà cikarmaghà Polemò dhia ma calotelióſſo


bene queſt'affare. cialyſcìrim. ekìnin tin dhuliàn .
Se avrò danaro , farò il Akcè olduktan ſon-rà her O'tan the écho aſpra, the
cámo 6la, º a
tuttO » -
ſcèj baſcirìrim.
Non ti vidi forſe uſcire ? Jenin ciktighinì giormedim Dhen
ches ſe
éxo idha,
? 6tan evii l
mi ?
Che mi cale, o ſi facci o Japſinlàr, japmisynlar, ne An to cimun, an dhe to
ºno ? hagiatìm ? cámun, ti mu cófti ?
Temo di non poterlo fare. Korkárym, onu edémem. Fovúme pos dhen ne vo
letò na to câmo.
Temporeggiare di giorno G'undèn g'unè brakmàk.
- - Ap imeran is iméran na
in giorno. afino.
Egli è poi tutto vero quan Dediklerinè giorè varimy5 Ekina opù léne, alìthia -
to ti vano dicendo ? mì ? ne ? -

Sempre più va peggioran Vardùkce betèr olàr. O'ſſon pajéni, panda chi
do. róteros jinete.
Molto tempo fa. (Jàfyr zemàn gieftì . lnè polì keròs.
Nel mentre io ripoſo, tu Ben ufºriken, ſen bu me Is Keròn opù eghò kimi
traſcrivi queſta lerteta. ºeubàn ſuretinì al . me, eſsì andìghrapſe af
tín tin ghrafin.
Non è egli meglio scrive Ujumaktàn i/e jazmàk éve Apo to na kimithò, dhen
re, che sdraiarſi a dor vela defilmi ? ine calitera na grapſo?
mire !
In vece di cibarſi, egli ſen Mangià jejegeghinè uj%jor. Andì na tróji, kimite. -
dorme.
Queſto libro lo preſo in Bu kitabin, akceſinì peſcìn Etſito to vivlìo dhanicà to
credenza, e quello a con aldy'm ; onun veriſie.
tanti »
epìra ke ekìno me ta aſ
pra . -

Non è fuor di propoſito la G'elsè olàr. Dhen ìne anivóleton n'al


di lui venuta. ( ceſſe. thi.
Meglio ſarebbe che ſi fa. olunsà dabà ei dir. Tton calìterana e numdan .
Non iſtà a te l'andar al Aghajà varsàn olmazmi ? Dhen ine is ta chériaſu na
Padrone ? pájis is ton Affendì?
Non è fattibile ? Oltà olmàzmi ? Dhen ine voletò na jéni
etúto ? . . -
Sia chi che ſia. Her hànghy olàrſa, olsùn. As ine 6pios ìne.
Ne ſia quel che ſi voglia. Ne olàrſa, olsùn. As ìne ti inborì nine.
Ho compreſo quant' egli Nekadar bi laighinì duj Ecatálava ti xevri.
ſappia. dàm.
Giuſta le mie forze. Kady'r oldtghumi? kadàr. Catà tin dhinamìnmu -
Va Iſte D 4 Pa
- - - - va v uuve Vt1013
Chi mai avrebbe tollerato Iſtedighìn jerè git. Pajene eki pu thélis.
tanto ! Kim bu ſceileri - cek èri Pio oriiſe na ipoféri
di ?
Rimettilo al ſuo luogo. téſſa ?
Dove ſi rincontreremo? Aldighin jerè ko, Ekì pu to epìres,xanaveleto.
Neredè ſenìnile buluſciaìm ? Pu imborìimen ma evrethſi
men º
D onde ſei tu ? di qual Nerely'ſyn ?
paeſe ? Apo pfon tépon ſſſe ?
Dove ten vai sì frettoloſo?
Deſtramente mi cavò di Ne evetlèrſin. Ti viazeſe !
mano la lettera Mehtubu frſandlygbylan Me téchnin to ghrámma
Lo sbalzerò dalla ſua ca
elimden alay. epire âpo to chérimu .
Jerindèn kaldyry'rym.
'I Ca . Apo ton tòpondu thélo ton
Levati da quì: alzati evghálo.
Oradan kalk, hijde. Fije ap'edhò, sicoſe.
O dammi il contante, oA Ja akcefi verirſin, fa kita
reſtituiſcimi il libro.
big'eri ver)rſin. I dhóſmu ta aſpra, i Kana
Non ho notizia alcuna di dhóſſemu opſſſo to vivlìo.
ciò. -
Bu ſceidèn 4aberìm jok. Perì etutu dhen écho i
Che v'è di nuovo ? dhiſin.
Figli è diffamato
Ne var, ne jok ? Ti mandata ?
Ady fenà cikmii tir. To onomátu acuſthìke a
chamnà.
Tutte le ciarle le tieni per Her iſcittighini tabtih ſa
infallibili verità, Oſs'acúis, téſſa alithéſtata
Ne conferirò con mio Pa ny rſyn. ta piſtévis. A

dre. Ba6amà daniſciaim, Thélo erotiſſo ton Patéran


Da ciò comprender poi, Ben ſucfàz oldughumà on mu . - -

che io non vi ho colpa dàn duja bilìrſin. Ap'etúto imborìs na mi


alcuna. this, pos eghò is etáto
Drrò, che ſi richiegga per Oaù ſuz ettirmèk ii iiin bir dhen écho canétia ftéxim6.
chiudergli la bocca e con zanabàt vereim. Dhia na ſopéni the ſu dhóſ
vincerlo. ſo énan trópofi,
Con quali mezzi queſt'af. Ne ſeekil buiſcì barary'r
fare lo condurrai a fine ?
3'n
º Me ti trópon aftò the to
Or da una banda, or dall' telfonis ? -

altra dondolava il ſuo Ciab ol janà, ciak bu ja Péte apo mia merià, p6te
nà baſci efèridi.
nì apo tim ilin euniſſe to
capo.
Dall'averlo avviſato, a te Kefalitu . -

che danno n' è venuto è Chabèr verdighymalen ſanà Apò to ma ton erminépſo;
ne zaràr oldù ?
pia zimìa tu acoláthiſe?
-

Queſto parlare riſulterà in Buſo


tuo gran danno. zlerdèn è ok zaràrgio Apo etitin tin omillan po
rti rſtin di

Non ti far autore di tal Adèt etme . fizimian èchis na ipoferis.


coſtume. v
Na min onomathítis áſtin
Ripigliò l'antiche ſue pra Evélkì adetlerinì gienè al tin ſinthians
tiche.
dy'.
E praxe catà tes próteſtu
Poſſibile, che non ti vogli ſihithies.
aſtenere dal dir menſo Sen falàn
ſoflemedèn vaz
g'e mèzmiſin ? A po to na pſevmatiſis a
gne? cóma dhen engratéviſe?
3ada a fatti tuoi.
Kajdyny gºor. Stocháſu tes dhuliéſſu,
l'ha ſcialaquato il tutto. Mamelekinì talèfetti,
i fece del non curante. Itibàr etmèz oldà.
O'lo to échitu eskórpiſe e
icco, qual io ſono: fe ciò Il tè, bijléim ; el vertrſe, Dheh to epsifife;
ti arride, bene, altrimen chof : jòkiſa, ſen ſagh Na: eghò me étzi: an ſu
ti, addio'. ol.
aréſſo, calà; alèos, pài
Il
ne is to calò.
Ta
D 4 To
p A R . I È I V. - 57
Il mio naturale ſi confa Tabjetàm ſenink'ine ufar. To fiſicómu pek omiazi
col tuo. me ton edhicònſu.
A mio riguardo loro per Chatry'm if in onlarà bu Dhia tin aghápinmu ſincho
dona per queſta volta. Juciù bagby i là. reſétus tſtin ria foràn af
ri "i ſ
to

La pretende troppo.. Kendinì ok taslàr. s"


u, l&ghutu rpolà epeniſſe
p a -

Modera il tuo naturale, Tabjetinì kyr.


Queſto parlare veniva a te : Bu lakyrdy ſanà ydy'. Täti i omilla iton dhìa ló
ghuſu o - /

Se ne partì, ſenza neppur Beni ſolamlamadan e'itti. Emiſepſe chéris name che
retìſſi,
dirmi, addio. , -

Che hai da ſpartir con co Jenin onànile ne iſcìn Ti èchis essì na miráſſis
lui ? var ? met'ekſ non .
Che importa loro: queſt' Nenìndir.
hagiatleri? Bu i ſe Ti mèli aftùs ? tuti i dhu
affare è puramente tuo . lìa, fne edhikìſſu monon a
Io lo voglio aiutare con Ben dna bir ii aciàrym. Eghò thèlo na ton voithìſ
un impiego. ſo me mìan iperisìan.
Bada a fatti tuoi ; e non Kendì iſcinì gior: elin i Tin edhkinſu dhulià Kita
t'ingerire ne' fatti altrui. ſcinè karyfma. ze; ke dhìa ta tu pliſſiúſ
ſu min anacatóneſe.
Tu ſei il mio più giurato Benim enbüjiik chazmim Essì ìſſe o plèon megháloſa
nemico. Iſènſin. u anderaſtìs. -

Apri bene gli occhi, altri Giözünù aº, jakſa ſen bi A'nixe ta mátiaſu, aliòs.
menti te ne accorgerai. lìrſyn. - essì the te ixèvris.
Il Signore vi dia moltº an omruniz cidgb ola. Polùs Chrónus.
n.1 .
Iddio vi proſperi nel vo Menſubin kutlù olsùn, o theos na evtichiſſi tes
(tro impiego. dhulieſſu , -

Il Signore vi accompagni. alliº jolu vere, bilingº o Thèos as ne andama


oſun. - - ſu . . ( zoìnſua
Per vita voſtra. Azyz baſcìn itin . Dhiata máthiaſu, dhia tin
Servitor voſtro ; Il Signor
vi feliciti.
Kulunàz iz . Chàir ola. " dhúloſſas, as iſte ca
Come vi piace, avvaletevi Kulunuzà chyzmetinizè em Cata ole to thelimàſas i
di me Servitòr voſtro. rinìz itzre kululnunºz . me dhiloſas ,
Laſciamo andare le Cere Bijle teklifierì aramizdàn Evjenies , ke keremonies
monie. Kaldyralym . min câmomen , -.

Sarò ſempre ad ogni vo: Emrinizè iniziar edèrim . l'me is tus oriſmäſſas,
ſtra diſpoſizione!
Sei molto gentile e garbato. Pek makrìm ſin. l'ſe parà polà evienicòs,
Che uomo diſgraziato ſono Ben nàſyl bachtſyz adàm Póſſon cacorìſicos ìme !
mai io! pm ? -

lnfelice che ſono! Ben itadar závallu adàm Cacoriſicos opu ime !
ºg
ym
Siam perdnti: non v'è più, Bize oldu: olagiàk ſcimiz Echaticamen , dhen ine
che ſperare. bittì. plèon elpidha, -

Queſto ſolo ci reſta Bu jalyny'z kaldy'., Aftò monon apómeni .


Queſto è quello, che mi Bildur giigitime gelèn. Aftò ine, opi, mu cacofè
accorgi , nete o
Da ciò provenne ogni no Bu bizì belàk ettì, Aftì ine i vrìſis ton dhi
ſtra diſgrazia. ſtichionmas,
Ho tutta la fiduccia in Dio Allahtàn umudhm Kieſmem. Ipótaxen is ton
Al

Aky'- 1 e
58 F I -
º
Alla fine convien morire. A'kybet ilsèk gerèk. Tèlos pandon èchomen n
apothämomen.
Voi ve la ridete, burlate. Latifè edèrſin. Eſſi jelóndas lojazis.
Iddio vi conceda ogni proſ Allàh ſizè bachty ſaadèt Is cathe praghma na ſas
perità deſiderabile, mijaſèr edè. cami o Theos panda cha
rumènos, ke evthikiſmènus
Faccia Dio, che ogni co Dilèrim ki, her ſceinìz Ola na ine panda catato
ſa vi accada giuſta le bra muradyny'z itzrè ola. thelimaſſas, ke cata tin
me voſtre. - orexinſes.
Mi ſon rimeſſo alquanto Kiefimì ciatty'm. I cardhiámu exefándose.
in tono. -

Grande è fra lor l'amici Majbejleri olan miihabbeti Anameſſindus ine megha
zia. niſde bijiiktur. lotáti i aghápi.
Non iſtà a me. Elimdè defilair. Dhen cremete apo t'ame
( lirſin Il3 e o (ſin .
Te ne farò pagare il fio , Jen benìm hakkyndàn g'e Theli pleróſſis tin pèdhep
Se ti baſta l'animo, met Jurefìn vàryſa, cik mef An èchis cardhìan , dbo
teti all'azzardo. anà. -
kìmaſe.
Ha una fame canina. Iftahy tiken li kulahyndàn Echi meghalotátin pinan.
ſivrà dir.
Egli è di gran virtù, e a Hunerlì , ve martfetlì , Polìxeros ine, ke techni
bilità. dit . t1S •
Si preſe per ſuo compagno Kardaſcimì kendinè joldài Ton adhelfonmu epire dia
mio Fratello. - edindi , ſindrofondu.
Appena il vidi me ne in Bir gorili te onà ſevdim . Cathòs ton èvlepa, i car
IlalT10ra1 . dhiámu ton aghipiſe.
Non mi ha mai conferito Bu vilajetìn havaſynà aly O aèras ekìnu tu tépu me
l'aria di queſto paeſe. s dimadym . vlápti. -

Non è più di mia attìnen Bundàn 'alakàm Keſildì. Dhen ine plèon is tin exu
Za - -
sìammu.
Con che faccia mi vieni Ne jurègbile Eelain jù Me pion próſopon ercheſe
avanti ? niimè ? embroſtamu .
E ti baſta poi l' animo Bunù etmejè gianì virmy? Ke échis cardh)an ma to
di ciò eſeguire? praxis? -

Non è egli queſto un pre Eji alamèt bu dejtlmi ? Etto dhen ine ena cºlº
ſaggio buono è ſimádhſ ? (niſſi.
Dio ti conceda longa vita. Allàh ſenì muhamèr ejleje. O Theos na ſc poli chro
Beato te! Guai a me ! Ne mutlù ſanà ! vàj banà ! Macários essì ! alìmonon
is emena '
Se ne venne a caſa bran Duſcerèk , kalkaràk evè Etfexen is to ſpìti peſtuº
colando, or cadendo, or gieldì. das, ke ſicónundas (niſſi
m 1111 e
alzandoſi. -

Egli è tempo nevoſo. Karlhdur havà. o keros ìne condà na chiº


L'aria è un po torbida, Bulaſey'ktyr havà. O keros ine anacato mºnº
Si cattivò l'amor mio. Chatyrymy' gelb ettì. Tin cardhianmu esklavoſe -
Mi duole il capo Baſey'm aghyry'r. To kefalimu
Tetion iton toponì - ,
tizicondu e
Tal'era il ſuo deſtino Baſcynà jazyly'ydy.
Si mize all'azzardo. Baſeyny' mejdanà kodù. Eválthis is dhokimin -
In sì fatta occaſione ho Bu aradà Jenìn benì ſev Is áftin tin periſtaſin ecata
compreſo, che veramen dighinì dujdùm. lava pas atithinà me º
te m'ami. hapàs.
Che importa a te, ſe io Bentm hargiadighymà ſen Ti " méli, an eghò ſcor
ſpendo, e ſpando? ne kurſey rſyn ? ò to
pò échimu ?
to ec IDhen
Non Cºsa
P A R T E IV, 59
Non ho biſogno di tanti Senin djutùn banà lazy'm Lhen écho toſſin chrian
Conſiglieri, e de'tuoi ſug defìl. tis erminiaſſu.
gerimenti .
Ho fatto il cieco, il ſor Jenì denemèk ii in tinma Dhia na ſe dhokimàſo, é
do, il tuto per provarti, dym . cama ton anditon .
Queſto vale un Perù. Ettito ine attmiton, Pahasì ſapilámaz.
Sei più attempato di me, Benden ſen fai lºſun. Iſſe jerondàteros ap'eména.
Non era egli dovere, che Gierekmézmdi ki , evel. Dhen iton prepúmenon na
io prima ne foſſi conſa den biléidim ? to ixévro eghò protítera?
pevole ? -
Bengileim sénde pyFman o Oſſàn emèna ke essì èchis
Ed io, e tu ſe n'avremo lürſun. na metanoiſſis.
a pentire,
Se la coſa andaſſe così, n' Bojle olsäidi, pel haz edé An fſſos ke itane étzi,
avrei un gran piacere. ridim . parà polà ithelana charò.
Non mi trovo addoſſo nep Bir ufak akc bilè benìm, Dhen ècho ke èna liàno
pure un bagatino. iſtumdè bulummàz. aſpron apànomu.
Con tutta fretta mef, ven Seirderék geldim . Viaſticòs iltha.
I11 •

Terminato appena il diſ Soiledijì gibì , kalkyp, Afù elàliſe, emiſepſe.


corſo, s' alzò, e ſe n' gittì - l -

v
andiede,
Il di lui nome l' ho ſulla Adì di limìn ugiundidir. To onomàtu to ècho is
punta della lingua. tin ghloſſanmu.
Se farai a mio modo, ti Gºofnumge gia&rſen, bak E'an câmis to thelimàmu,
farò un regalo, ſca F uly'rfyn . the ſu dhdiſſo èna dhoron.
Che che n'avvenga, ſuc Her ne olirja, olſºn, ben As tichi ti thèli o Thèos,
ceda pure ; io me ne de gitmellim. eghò prèpi na pàgho.
-.

vo andare.
Non vale un bagatino, un Bir aki e etmèz . Dhen axízi ena catrino.
corno e -

Il tuo Fratello egli è di Kardaſcinn Kief pek doza. O adhelfóſſu dhen èchi kè
cattivo umore, e pieno ktur. fi, ke dhen ſinaſtrèfete.
di laſciami ſtare .
Grazie a Dio: io me la Sciükir allas ;; kiefì
rindèdir. kiefìm ffe Dhéxaſi o Theos ; to ke
paſſo bene. fimu ine is ton tòpondu.
Se mi fate montar in col Benì daryldyry'rſan • • • Emèna an me cakionis,
lera, e venire la moſca an me thimóſſis....
al naſo...,
Vattene al Diavolo: non Var, git: baſeymy aghry't Pàjne ap'edhò ; na min
mi romper più la teſta. 702a e - -

tzakizis plèon tin kefali


Da ciò qual emolumento ABu nefè ne faràr? ITlll ,
ſe ne ricava ? Ti ofela ?
Dall'adoleſcenza ſino alla Glenflyktèn kogialyghà va Apo tin neditita èosta jie
vecchiaia, ry'nge, ràmata.
Riveritelo da parte mia. Benaèn ſelam eflè. Ap'emena cherèteton.
Deporre qualcuno dall'of. Bir kimeznefì manzàl et Na caterò canèna apo to
ficio. mek . apanjelmatu.
Si ſpogliò d'ogni ſuo jus. Alakaſinì k eſtì. To edhicótu dhikeon àfiſe.
Elia è poco più, che una Kara taſtàn kalmdz . l Tne iſſos oſſàn mia àtimi
pietra ordinaria, pètra.
Mi ha fatto incollerire, e Saframy bulandyrdy', da Me ethimoſe.
dare in beſtia. ryltty'.
lddio vi guardi. Allah gaſtérmezſin, Na min to theliſ o Theòs. -
Fac. Al - a.
6o - f R A l
Faccia Dio, Allàh é erìm . i Nato hoſ 8 Theis.
Dio proſperi. Maf Allah. O Theos na evthichſſi.
Lo faccia Dio. Ini Alla A . ; Nato càmi o Theòs .
Il Signor lo conceda . Altdº razila - O Theos na to chariſi :
Dio v'ajuti. !! Allah ſizè jardimgi olſin. Na ſe voithſſi o Theòs;
Dio v'accompagni. Allah belingè olfùn . O Theòs na ſe ſindrofiàzi :
Ne ſia gloria a Dio, Sciúkiur Allah. Dhóxa o Theosi

C A P I T O L O II.
Proverbi Politici. Tebdir deis ilèr. Politikè? Paroinier.

Chi non fa conto del po Azì bilmeen cioghi bie Opios dhen leghariazi to
co, non può aver molto. bitmèz. ligho, dhen imborì na é
chì to polì . . . . .
L'aceto donato è più dol. Muſi ſirkè baldantalyayr. To xidhi to chariſménon
ce del mele. ine ghlicóteron apo to
méli. .. . . . - - -
Al bue le corna, e leale oéizè bojniz , ve infa Tu vodhiù ta kérata, ke
all'uccello non ſon di peſo. Kanàr juk degtldir. tu pulià i fterujes dhen
.dhſnun, varos.
Non calpeſtare la vipera, Jatin irlani biſma. Min pathiſis to fidhi, opu
che dorme. . . -
kimate. . . . . .
ra due pazzi vi han po Itì delijè tir uzli ioriti. Anameſa dbfo lolón éva
ſto un ſavio. làr. : S - - - - .lan énan, fronimon.
Il cane abbaja, e la cara ft urur, k'eravàn gie èr. To skili diangai, ke to ke
vana paſſa. raváni pernà. . . .
Il cane non mangia cane, Kidpèk k’opei jeméz: To skilt dhen tröji skilì.
Non lottare con chi è più Sendèn kuvetlfi len iutº - Min apalipſis me ton dhi
forte di te. -
mamoterònfa, , " -

ſino di natura , che non E'endì jazaſyny'okumajan Fiſicòs ghájdhāros, ekinos


ſa leggere la ſua ſcrit ekiejè benzèr. opù dhen ixevri ma dhia
ſtura. : - -
vizi to ghrapſimóndu.
Con un ſol colpo non ſi Bir vºrmáilan bir agba: Me mſan zecurià dhen cb
fa cadere una pianta. ejilmèz. - . vjete'éna dhendron , ,
Due Capitani fan affondar Ikì Reiz bir giemijì batti Dhio Capitanei pnighun fo
la nave . rirlàr. Cara V1 , -. ,

Chi beve il vino donato , BakFiz , fa veriſiè Faràb O'pios chötis paradhes pſ
o a credenza, ſi ubbriaca ile iki kerè ſciarkòs oltár. ni to crasì , metai dhio
due volte. - - forés. º - . . . . . .

Si slongan li piedi a miſu Jorganynà girè iebyv Xáploſe ta padhätiaſu ca


ra della coperta. tizàt . tà tin meghlótita tu pa
lomatóſſu. ..
Che brama il cieco º La K'oràn iſtedijì ve dir?ikì i epithinà o tifòs ? tin
viſta. draſin .
- -
A'ozi -

L'acqua del Mare può man Denzin ſufù tilkiene bilir; To nerò tis thalaſis imbo
care; ma non già la mia ve la kiin benìm sóziim tu rì na lipſi, ke 6chi o lâ
parola. Kºenmez.
- ghoſmu, -
- -

Credevo far una ſcatola , Rutù kutù dedìm , kapàk Epàndecha na câmo éna eu
e n'è uſcito un coperchio. cyktì. tù,ke écama éna sképaſma
Chi vuole la roſa, deve vo Giitù iſtejèn dikenleride i O'piòs thél to rodho, pré
lere anche le ſpine. ſtemèk gerèk. i pi na theliſi keta angi
r Opùhia
Gli Jaſey
l p I V.
- A R T E 61
Dove il dente duole, la I Difein aghrydyghy jerò dil I opu ponì to dhöndi, cti
lingua batte. dokany'r. pà i ghlöſſa.
a mano, che non puoi K'eſnedifìn elì op. To chèri, opù dhen imbo
tagliare, bacila, rìs ma c&pſis, filiſeto.
Chi ſputa contro il vento, Uruggiarà tik'urèn jiziinè O'pios ftì is ton énemon,
ſi ſputa in faccia. tik'urur , ftì is to proſopondu.
E' meglio l'inimico giudi Akylly' dui man akylſy'z Cálion o èchthròs o ghno
zioſo dell'amico impru doſtàn efìdir. ſticòs parà o filos o agh
dente. noſticòs ,
Quando ſi vede la Città, Scehiry' giorenè kulaghàz O'pote idhìs tin Chéran,
non ſi cerca guida. ne efner ? dhen chriázete odhighos.
Il piccolo deve eſſer ſog Kiiciuk bijujè taby olmalya O micròs prèpi na ine ipo
getto al grande, (ſta. taghmènos tu meghálu.
Piccola pietra rompe la te Kiù 'iàk tai bafy faràr. Micrì pètra tzakìzi to kefali
lal luogo, che non penſi, Zan etneaijin jerdèn tilkì A po ton tépon opù dhen
eſce il lepre. i kàr . -
lojázis, evièni o laghòs.
Con una ſola pietra non ſi Bir jalyny'z tai tàn duàr Me mìan pètran dhen ctì
fa un muro, olmàz . zete ènas pìrghos.
Non paleſare i tuoi ſegre Syryny' dhoſtunà, dhoſtàn Min faneróſſis ta chrifà ſu
ti al tuo amico , nè il de duf manynà difma. is ton enchthrónſu, ke o
tuo amico al tuo nemico. fìloſſu tu echtrùſu .
Chi ha paura de paſſeri, Jercedèn korkàn dary' éki O'pios ſováte tus ſpérite,
non ſemini miglio. meſia. as min ſpèrni to milion.
Le ſcope vecchie ſi but Eski ſupurjè damà atar Ta palia ſaròmata rìpton
tan via . - ar. -
de.
Scappata la pioggia, s'in Jaghmurdàn kaciàn dolujà Afù èfije tin vrochin, i
contrò nella grandine. ogrady'. pándiſe to chalázi.
La mineſtra ſia col ſale, Aſe tutzàlan, tàzde inſa To majerema thèli aláti,
ma il ſale con diſcrezione. netlighyla. dimos metriòn .
La troppa biava fa crepa cº arpà aty ciathlady'r. To polì critári skáji to a
re il cavallo . loghon. -
Sacrificate la barba per con Sakàl baſcà kurbàn olſùn. Thiſiâſu ta jènia, dhìa na
ſervare la teſta, filáxis to kefáli.
Chi troppo preſto cammi Tez gidèn tez orali r. O'Pios polà ghlighora por
na, preſto ſi ſtanca. pathì, ghlighora curizete
I conſigli di donna ſervo Avredìn djiiti avredè gie I ſimvulì ton jinecòn pire
no per le donne. ºfer , tuzi dhìa tes jinèkes.
Il triſto guaſta il contra Jaramàz adém pazàr bozàr, O kacòs inthropos chalázi
ſto, e l'uomo dabbene il efì adàm pazàr japàr. ton ſiaſmòn, ke o calòs
conchiude. ton telèvi .
E' meglio eſſer deſiderato Jakyndàn buſtàk olmadàn Cálion naiſſe apothimiſmè
da lontano, che anguttia uſaktàn muſtahàk olmàk nos épo macrià, parà ma
to da vicino. ejìair. iſſe ſtenochoremènos apo
conda.
Chi dice la verità, e diſ. Doghrù sojlejenì Fehirden O'pios lèji tin alithian, ine
cacciato dalla Città. 4ovarlar. xoriſmènos ápo tin chöran .
All'uomo cattivo baſta il Jaramaza k’endì belasì je Tu cacù anthròpu ftáni i
proprio malanno. tèr. cakìatu. ,
Sono ſchiavo di chi mi Beni sàjany'n kullium; ſaj O'pios me timà, me skla
prezza; e di chi non mi majenin, ſultantim. vóſtu; ke 6pios dhen me
ſtima pretendo d' eſſere pſifà, thèlo ma ime Prin.
ſuo Princioe. kipàſtu.
Muore il Cavallo, reſta la Hajvan blur, ſemerì kaly'r : Pſofà èna âloghon, mineski
ſe in I Se
l

62 P R O V E R B i p o L I T i C I.
ſella: muore l'uomo, re insàn oliir, ady' kaly'r. i sèllatu :º" o Anthro
ſta il ſuo nome. pos, minèski to onomatu.
Chi cuſtodiſce la ſua lin Dilinì zapt edèn basynì 'pios filaji tin ghlöſſan
gna, cuſtodiſce la ſua te kurtary'r. du, filáji to Kefalitu. -

ſta. -

Chi cade da ſe ſteſſo, non Kendindèn du Fèn aghla O'pios péfti monachòs
piange. màz - -
dhen cléi.
Chi è matto, non ricono Delì Paſciasì bilmèz. O'pios fne trellòs , dhen
noſce alcuno per ſuo Pa ghnorizi canénan apànoº
drone. ' tu - -

Dopo che il carro s'è in Arabà Kyrylyngia, efì jo. Afù to amáxi etzakfſ.
franto , molti moſtrano lù gioſter èn cióktur. thi, polì dhićtun t1n ca
la ſtrada buona. lìn ſtrátan .
Gli abbiam dato un ſoldo Bir akfè verdìk ſijlettìk, Tu edhóſſamen en 4ſpron
per farlo cantare, e mil bin akò e verdìk, dandi dhia na traghudhizi, ke
le per farlo tacere. rémedik. chilia dhia ma ſopazi.
Chi cerca amico ſenza dif. Aiypſyz doſt arajàn 3 doſt O'pios jirévi filon dhſchos
fetto, reſta ſenz'amico. Iſuz kalyr. elátoma, méni chöris fi
lon. i

l Un uomo è ſpechio dell' insdn inſany'n ajnaſydyr. E'nas ánthropos fne ca


altro. thrévtiscenù alonà .
Non chi vive molto, ma Cioé fa Faján fiok bilmèz; O'chi, 6rios zì poli, alà
chi gira molto ſa aſſai. - ciok gºezèn ciok bilìr. opios jirizi polì , polà
xévri. i
Ogni aſceſa ha la ſua di. Her jokufun bir eniſci Cathe anivema échi ke to
- ſceſa. -
vay » , -
catávema. .
Dalle ſpine ſpunta la ro Dhikendèn giùl bitèr, giiil A'po ta angäthia viéni to
ſa, e dalla roſa le ſpi dèn dik'èn. ródho, ke ipo to rodho
ne. s - . ta angäthia. -

A te parlo, o mia figlia, Kyzy'm ſanà .dèrim, gieli Eſsena milò, Tighatéra
ntm iſcitsin l

acciò mi capiſca la Nuo mu , dhìa ma me aciſſi


tal . i Nínfi. . : -

Guardati dalle queſtioni di Fajdà gietirmejen ſciakat Min maléſſis dhſa to ma


lana caprina. tàn , te davadàn vaz efle. lì tis provatinas. º
Non far da cavaliere, poi Ekmejìn jóghiſla, Jultàn Min came ton maghálon,
chè non hai pane per una gibì giacfnme. epidhì dhen echis pſomì
ſera. dhía dhipnò .
ILa donna è incontentabile. Avràtiradetinì bie birkim Ijinéca ne achòrſtati. -
sè edémez. s. - º

Il poltrone dice di non a Tembel kuetìm 76ktur, der. O ochnidhiáris léji , dhen
ver forza . echo dhínamin. -

Vi ſon ucelli , che man Ku 7 kuyu jer ; kui jedi I'ne puliá , opù tróne âla
a v.
gian altri ucelli, altri che 0"ar e pulià, ke ala, opù ine fa
ſon mangiati. ghoména.
La carne, e la pelle dell' Inſanin etì, ve derisì hic To creàs , ke to dhérma
uomo a nulla ſervono. bir 5 efè faramàz. tu anthröpu dhen oféli
tipote, - -

Dove li gatti poco o nul Kiedi bulunmadyghy jerdè Pu dhen ine câti, ta pon
la ſtanno , ' li ſorgi feſte ſicianlàr bai kaldyryrlar. díkia chorévufi.
giando vanno.
Più ſi arricchiſce con lo IFtèn , ve ziadè zaptèn Periſ&teron pluthì tinàs me
ſoaramio, che con la fa zeng'àn olur. tin fingrátian parà me ton
tica. cópon
p . O'pu
Do Di
p R O V E R. B I P O L IT ICI. 63
Due funamboli non balla- l Iki giº bir iptè ojna- l Dhio choreftis dhen choré
no ſu la ſteſſa corda. 90242 e vun is to idhio skinì .
Dicendo miel, miele la boc-, Bal, bal deméilen agbz ta Méli, méli léghondas dhen --
ca non ſi fa dolce. tly' olmaz do
ghlikéni ſtóma.
Non ſi allatta il figlio , Aglamajan ciogiuga meme Dhen vizánete to pedhi dhſ
che non piange. vermazlèr. cos clápſimon.
-

Leggendo, e rileggendo Okuddkce, okudlikce akla Dhiavázondas , ke xana


la mente ſi va i" cyly'r. dhiavázundas.o nus anieti.
Meglio fia tacere che par Ciok,fa fenà ſojlemektèn,bic Parà na miiſſſis polà, i â
lar troppo o malamente. ſbjlémemek dahà eſìdir. prepa, ſiópaſe callitera.
Indegna coſa egli è il par Delijenè ſajlemèk agìptyr. Oſsàn trelòs na omiliſſica
lar da pazzo. nìs anáxion ine.
Gli anni ſi dimandano al Jaſey at pazaryndà ſorar Tus chronus ſtiletus is té
mercato de'cavalli. làr.
Al cavallo donato non ſi Bakryf ay'n diſcinè ba
fi"
ton alóghon .
-

u alóghu,opu ſe echáriſan
guarda in bocca. kylmàz
-
e dhen kirázete to ſtò ma -
Prima di parlare, penſavi. Dejegeghy'n fikr ejlè, ojlè Próta ſtockaſu, ke apéchi
ejlè. míliſe.
Vender vuoi la cornacchia Kargajì bulbul jerinè ſat Thélis na puliſs tin curſi
per roſignuolo. ma iſtérſin nan dhia ajdhonì .
Non ſi gettan le pietre all' Jemi5 olmajan aghacià tai Min rixis pétres is to dhén
albero, che non ha frutti. atmazlàr. dron, opà dhen échi car
pús.
Se ti han detto dagli, non Sana vur dedilérſe, 5ldir An ſu ſpan cttpiſe, dhen
ti han detto ammazalo, demédiler. ſu ipan ſkótoſe.
Mancherà il mondo, ma Dunja tilkienir, di man O Cóſmos the na lipſi ,
non mancheranno mai gl' tukºenmez . lze 6chi i echthrì . -

inimici.
E all'ammalato dimandi, Haſtaja di iekmi ſorarſin ? Tu aróſtu erotàs an théli
ſe vuol andar in letto? na piji is to crevati ?
Servire ad un Principe gio Gient Bejè chyzmèt etmék, Na dhulépſis énan A"r
vine , e ſtrigliare un ca ve kyr atà timàr etmrk chon néon, ke na xióſis
vallo indomito, quantº è nécadar giui dur. èna âloghon animeron ,
dificile ! l póſſon dhiskolon ine!
Non v' ha roſa ſenza ſpi Giùl tikenſtz olmaz, éeſe Dhen ne rédhon hichos
ne, nè piacere ſenza diſ fà gefaſy'z jöktur. angáti, itheidhonì, dhi
piacere - chos cacocardhian.
La verità rende odioſo Hah ſoz agy olur . . . I alithia cami echthrus.
Con l'amico mangi e be Doſtulan je, i , alyi ve Me ton filon faje ke pie,a- -
vi, ma non far negozi. rì; étme. la namin camis pramatiès.
Chi è lontano dagli occhi, Giozdèn usàk olàn gioniil O'pios ine macrià ipo ta
è lontano dal cuore. dèn dahy uzàk. mátia, ine macrià ipotin
cardhſan .
Una mano lava l' altra, El el ivikàr, ikistae ju E'na chéri nívito âlo, ke
ambedue la faccia. 21/77ta e ta dhio to próſopon .
Una ſol volta me la può Adèm ademì ſalt bir kerrè Mían foràn borì na mutin
fare. aldady'r. cámi -

Le Montagne non ſi incon Dagblàr fürümezlèr, inſa Ta vunà dhen ſmſghunde,


trano fra loro, ma gli uo ler jurùr. ke i anthrópi ne.
mini sì .
Il Sole è in cielo, ma i Glineſey'n baſey gºjdè: O ſlios ſne is ton uranòn,
ſuoi 3 ſy ke
Ve Pº i 1 A U la I le

ſuoi raggi in terra. . yſygby'n rafky jer ju ke i acthinéſtu fne is tin


zundè. J1n « -

Se tutto ciò che ſi dice , Dildèn gelén eldèn gºelsè, An 6lo ekino, opa canìs s
far ſi poteſſe, ogni pove ber fukarè Paſcià olurlèr. léji , imborì na jéni , o l
retto diverrebbe Paſcià. ptochés ejéneton Paſciàs.
Per maritarſi biſogna eſſer Evlenèn adèm kady'r olſ? Opios théli na pandhrev
capace di mantener la mo
glie col reſto.
gierek, avretinì giàzetme "
prépina ne 4xios ma
fè kuſurtiulan -
-
kivernàtin jinécan, ke to
epſlipo.
La gallina magra non fa Ary'é tauktàn ſena): tirìd I cota i achamnì dhen câ
buon brodo. olmàz . mi calò zumì.
Chi ſpera dall'avaro, fa Tamakºardàn i éj dilejen O'pios elpizi apo ton a
un buco nel Mare, denizale birciukàr aciàr. crivòn, cammi tripan is
tin thálaſin .
Chi ha la teſta in eaſa , Baſeyny evdè tutàn adàn O'pios échi to kefali is to
perde la ſua beretta nel kalabalytà kalpaghnynì gh ſpttitu, chánitin skuffan
la folla, aib èder. du is tin mázoxin.
Per grattare vi voglio le Kaſeynmaghà tyrnàk iſtèr. Dhia ma xiſthì tinàs chria
ugne. zun ta nichia.
Mangia a tuo genio, ma Neuſinè giorè je, itéſin , Fáje cata tin erexſanſu ,
veſtiti a modo degli altri vilajetìn g'djninè gºdrè º ke dhísfu kata tin ſint
del Paeſe. giijn, ve kui in thiantu topu.
Se non abbiam ricchezze, Malimìz jdghiſa , yrzy An dhen fmaſte plſiffii ,
preggiamoci almen d' o my'z olsùn, as imaſte filécali.
nore -

Apriam bene gli occhi; al Gioziimizù acialìm, idkſa Anfxame calà ta máthia
trimenti ce ne pentirem aciarlar. mas, prótu ma metanoif
tardi. -
ſamen.
Non far ciò, quando è più Bir iſcìn zararì faſdaſyn Min câmis ekino , opatan
la ſpeſa, che l' impreſa. dàn daba ciók iſa , fe ine meghalfteri i éxodhos
reàt eflè. ápo to kiérdhon.
Egli è da matto lo ſchia Jebebsìz baghyrmàk deli Chóris afformln to na fo
mazzare per bagatelle. ltétir. -
názi tinàs ine treládha.
Molto dificile egli è pren Kurtà kulaghyndàn tutmàk Ine polà dhiskolon to na
der il lupo per un orec pek guftir. piaſſi canìs ton lícon àpo
chia. t'avthià.,
Non ſi prende col carro Arabdilan tavuſciàn tutul Dhen pianete o laghòs me
un lepre.

aſcella .
-
màz . to amáxi.
Non ſi poſſono tener infie Ikì carpàs bir kaltugbà ſy Dhen ine voletò na ſinferì
me due meloni ſotto un' gbmàz. canìs dhfo carpus is tin
-

ìdhian amaskali.
Il non fidarſi l'un dell'al Bir birinè indnmamak doſt O énas tu allu to namin
piſtévete aghápis , ke fi
(
l

tro non è da amico, iſci dejtldir .


lias dhen ine.
Molti, perche niun aſcol Dijnemedighindèn ciok a Polì dhiatì dien acéun ca
tano, nulla ſanno , e la dàm hic bir ſcéj bilmèz, néna, dhen ixevrun tipo
sbagliano. ve janghly's edèr. ta, ke sfalun . -

Chi ci caſcò una volta , Bir defà duſcèn adàno , O'pios mſan forìn speſe o

difficilmente ci rintoppa. bir dabà duſcmèz. dhiskolon na xanapetti -


Chi è volpone ,difficilmen Tikìl aldadilmàz, I Alepù dhiskolon ine ma
te c incappa. piaſthì.
Chi dà a chi non ha biſo Zenginè mal verèn denizè Opios dhſni tu p" -
,
gno, porta acqua al mare, ſu getirìr. l neròa feriis in a s
Guar Faj - e

s
-
P R O. V E R B I P O L I T I C I. 65
h
Non ſi deve tirar tutta l' Her ſceſì k’endiſinè cekme Dhe prépi na travixamen
acqua al ſuo molino. meli. -- dio to nerò is to milon
i Inaz e -

Devono corriſpondere i no Biz}m amelerimiz ſozleri Ta comomatamaz prépina


ſtri fatti ai noſtri detti,
mizè ujagàk . ine catà ta léjamas.
! Dura la robba di buon a Helàl mal zàj olmàz : ve Ekfno opù kerdhènete me
quiſto, e poco dura quel nahàk mal tez záj olàr, dhikeon dhen chánete, ke
la di mal acquiſto, e ſe la Fajtàn aly'r, to âdhicon topérni o dbiá
piglia il diavolo . volos.
Chi è cauſa del ſuo male, Kendi kendine zarar eden, O'pios eſtáthi i etfa tu ca
pianga ſe ſteſſo kendiſini aghlaſyn. citu, as cléji ton eaftondu.
Chi vuol viver in pace , Rabat iſlejèn adàm ſaghyr, O'pios théli tin anapauſin,
ode, vede, e tace - kiòr, dºſiz olagiàk. prépi na fne kufòs, tiſſès,
º ke vuvòs.
E' caduto nella foſſa pre Kajrvlarà bazy'rettifì han E'peſe is ton lâcon , opù
parata agli altri. daghà duſctu. ethſmaaſe dhia tus alus.
Rovinò ſe ſteſſo per rovi Kajrylarà zaràr etméilen, Dhia na chaláſſi tus âlus,
nar gli altri. kendiſinà zaràr ettì . echaleſe ton eaſtóndu.
Non far tavola netta , nè Sufrajì ſupùrne, jàni còk Min catafaje ta pánda éos
ti mangiar li piatti. féme. tal Dlata ,
. L' Elefante non teme i pu Fil piredèn korkmàz. To Elefandas dhen ſováte
lici. tus psilus.
Il Lupo indarno fugge l' Kurt kartata in kurtulmàz. O licos dhen imborì na fi
Aquila. ji âpo ton actòn.
Il proſuntuoſo la vuol fa Fodùl giail olemà gibì olà O âpraghos dhidhàskalos
da Dottor volgare tra vir iſtèr. théli ma ine anameſſa me
tuoſi. tus practicàs ſofùs,
Miſura le tue forze. Jenin parmaghynylen ſenì Métra tes dhinaméſsù.
olcè,
Non ſi gradiſce il dono di Iſtemedijì pefkiei kabùl ol Dhen ne dhechtòn to dhd
màz . r
coſa che non piace . ron, opu dhen aréski.
Accomodati a quanto ac Chyzmetinè aſy'l. Pérne to 6ti ſu tichéni.
cade .
Non biſogna miſurar gli Her fini bizgileimìz bilme Dhe prépi na metrimen
altri col ſuo palmo. meltiz, tus 4lus me tin pichimaz.
Tu ſei ſempre lo ſteſſo » . aayana birſin habaſcé Pända iſſe o idhios, oſsàn
come un Etiope. g'ibì. Ethiopas.
º Per isfuggir il fumo , ba Tutundàn kurtulmàk ieiùn, Dhía na fijis ton capnón,
da a non cader nel fuoco. ateſc i finè di 5 me. idhè na min péſis is tin
fotiàn .
Senza fatica non ſi ottiene
alcun intento.
zorſºz bic bir ſcé olmàz. Dhichos cépon dhen lavé
ni canìs to epithimóndu.
Queſt' affare ha biſogno di Bu iſcè ciok mum lazym Túti i ipótheſis chriazete
molto ſtudio , dyr. meghálin ſt&chaſin ka epi
mélian.
Queſto negozio è ſtato ma Bu ii cok mumdàn ko Etüti i dhuliá éjeníte me
neggiato con molta ſerietà A àr -
polìn ſtóchaſin.
Ha colui dolci parole in Tatly ſozù, jerejindè od. Ekinos échi méli is to ſtò
bocca, ma nutre fiele nel ma, kè chólin is tin car
Cl10re - dhiandu.
Pazzìa , eſſer ricco, e vi Delìdir o kii zeng'indir, I'ne trelàdha na ne canis
ver da povero. ve takin fukarègibì ge púſſios , ke na zi oſsàn
l cinior. -

ptochòs.
Gram. | E CA
C A P I T O L O I I I.

PROVERBI MORALI. EDEBLI' DEISCLE'R. ITHIKEJ PAROIMl'ES.

Chi tiene, e adora due Fe Iki kyblajè tapandà , din O'pios latrévi dhfo Piſtes,
di, è ſenza Fede. olmàz. ine db ſcos Piſtin .
Chi invoca Dio non reſta Allah defén, mahrùm kal O'pios epicaliſthì tonTheòn
ſconſolato. 722a 2 e dhen minéski picraménos.
L'Anima è ſorella dell'A Giàn giany'n joldaſey dyr. I Pſichì ine adhelfi tis Pſi
nima. chìs .
Tutto ciò, che diſpenſan Her ne verirſen elin ile, o Ta 6ſſa mirazun ta chéria
le tue mani, teco viene. gielir ſentnile. -
ſu, ſu érchonde.
L' nomo propone , Iddio Tahtirà Rubbanyn; Tebdi O ânthropos prováli, ke o
ri inſanin . Theòs dhiorthòni.
diſpone.
Prendi la mano del cadu Dui muflerìn elini tut , Aſsica ton peſménon , ke
o Theòs aſicòni eſſena !
to, e Dio prenderà la tua. Rabbì elemdèn ſenì tutàr.
Quel, che ſi ſemina , ſi Ne ekèrſin, onà bicérſin. Ekſno, opù ſpiris, mazó
nís .
raccoglie.
Quel , che ſtà ſcritto da Allahtàn bafà jazylmy's Ekino, o pu eghráfthi âpo
Dio, ha da ſuccedere. g'elegèé. ton Theòn, mélina jéni.
La ſalute dell'uomo dipen Inſanyn ſelameti kendì di l ijſa tu anthròpu crèma
de dal cuſtodire la ſua linè aſylmyFtyr. te ipotin filaxin tís ghlóſ
ſaſſu.
lingua.
Un uomo è ſpechio dell' Insàn inſany'n ajnaſy'dyr. E'nas ánthropos ne cach
révtis tu allu .
altro.
Ogni danno è un avverri Her zaràr bir djàt. Cáthe zimſa ine mfa ermi
nía .
mento ,
Ognuno è orbo circa i ſuoi Her kiendi aiybyny bil Cáthe énas ne tiflòs is ta
difetti. 777e2 , elatomatàtu.
Chi ſtà lontano dalla ſimu Minafyktèn usàk olàn Al O'pios ſtechi macrià ipo
lazione, ſtà vicino a Dio. lahà jaky'n olàr. tin dhiproſopian , ne fi
mà me ton Theòn.
Chi cava la foſſa per gli Kajrylarà kujù kazàn ki. O'pios skáuthi locon alunì
altri, ſpeſſo vi cade. endì onà ſykcià du Fèr. dhia to periſoteron peſtì
o ìdhios,
Min findrofiaſthis me ca
Non ti accompagnar co' Jaramazlàrilen jar 6lma ;
cativi: e prendi eſempio efileraèn ybrèt al. cùs ; pare paradhighma
dai buoni. ápo tus calùs.
Ode , vede , e tace , chi Rahatinì iſtejen adàm ſci i Acùi, vlépi, ke ſopà 6pios
vuol vivere in pace. dir, gioràr, veſuz olàr. théli na zìſſi irinicà.
Col tempo, e con la paglia Zemdinilèn , ve ſamainile Me keròn , ke me ichera
ſi maturan le neſpole. muſ mulaler eri Furler. ormàzun e néſpores.
Si prendono più moſche Sirkè fucindan bal damla Perisòteres mijies piánunde
me mían ſtalamatià méli
con una goccia di miele, sfilandahà ciok ſinek tu
che con una botte d' a tulùr. parà me éna vitzìxſdhi.
CetO - l
Chi fa bene a poverelli, lo Fukar e le rè verèn Allahà O'pios câmni calòn is tus
fa a Dio, e non a quelli. verìr . prochùs 6chi aftunon ,
alà tu Thei, to câmni.
Chi opera con inganno , Iléilen i5 giorèn , mehle O'pios prazi me dhölon ,
rende l'anima con rimor téilen giàn verir. apetháni me ankílima tis
r
ſo. | pſichiſtu .
Non Ej Dhn
--

P R O V E R B I M O R A L I. 47
Non merita d'eſſer chia Ejlik bilmeièn adam adàm Dhen prepi na crázete iti
mato uomo, chi non co ferinè ſafylmàz . thropos 6pios ne achári
noſce i benefici. ſtos,
Quanto ſiamo , e quanto Biz Allahyn derisfiz. To échimaz, ke i zoimaz,
abbiamo , tutto lo dob dilo ſne apo ton Theon
biamo a Dio. Ina2 e
Il tutto ſtà nel noſtro ar Herſcéigionimizè gidèr. Is tot hélimámaz 6la ſte
bitrio . chunde.
Raſegnamoci ſempre in tut Allahy n emrinà dajma ra As ipotáchthomen panda is
to a Divini voleri. zì olaly'm . 6la is to thèlima tu Thei.
Incolpar gli altri del ſuo Suciuni, bir kajryſynìn u To na rſxi canis to sfil
fallo è il peccato d'Eva. zerinè atmàk Evany'n giu matu is âlus ìne to crìma
nahyayr. tis E'vas. -

De'benefici ricevuti ſii ſem San è ettijì ejliklerdén oniit Jſu oanda enthimiticos ke
pre memore e grato. ma, ve ddjma bil . evchàriſtos pros tus Ever
jeteſſu .
Le diſgrazie ci ſono altre Sykletler, ojutler. Ta pathìmata mathímata.
tanti avvertimenti.
Al paziente niente è diffi Sabyrlyk her seiè kady'r Me tin ipomonì udhen ad
cile. dyr. hínaton.
Biſogna tener la teſta a Ifinì dui un . Kitaze tin dhuliánſu.
caſa.
Chi molto mangia , poco Az jejèn cok jer; cok je Opios tróji polà, olſghò
mangia ; chi poco man fèn as jer. tróji; 6pios oligho tróji,
gia, molto mangia. polì tróji.
Lo ſtolto ha il ſuo cuore Delinin jurejì aghzynde O Lolòs échi tin cardhſ
nella ſua lingua. E il ſa dyr; ve ullunun disì fu andu istin ghlöſandu ; ke
vio ha la ſua lingna nel rejindédir. o frónimos échi tin ghló
ſuo cuore. ſandu is tin cardhiandu .
Quegli è il vero noſtro a
Bizì eſì jola gietirèn , ve O alithinotatòſmas filosine
mico, che ci conduce ſu djiit veren doſtumàz o en
la vera ſtrada, e ci av bujúktur .
ekinos, opù mas vàli is
tin calſn ſtratan, ke mas
vertiſce . erminevi.
Il vero mezzo per viver Rabátile giecinmèk icin fe Toveveditaton meſſon dhii
uieto ſi è il raffrenare le
nà tabjetlerinì zapt etme naziſi tinàs me anapavſin
ue paſſioni. sì en gºercèk jol dur. ine ma chalìnòſita pathitu.
Fa del bene a chi ti fa del
Sana zaràr ed enè eflik Cánne calòn ekinù opù ſu
º male; e così ti amerà ed eflè, boflé hem o , hem camni cacòn; ke étzithéli
egli, e Dio. Allàh ſenì ſevèr. ſe aghapiſi ke aftòs, ke o
Theòs. -

La lingua paleſa le qualità Dil adamy bejin eder. O ânthropos ghnorizete ipo
dell'uomo.
Il buon vino, e una bella Bir ejì faràb, ve bir dil ta lojiatu.
donna ſono due dolci ve To calò crasì, ke mia ev 4
bèr avret ikì tatlì zehir morfi jinéca ine dhio gh
leni. dir. licà farmákia.
Non chiedere, ne deſidera Minkſunſaz olin ſceglerì
re le coſe impoſſibili. arama , ve arzlaf ma .
Mi zitàs, ke mi epithimàs
ta adhinata. -

La morte è il conforto de' Fakyrlerin teſelahi blùm


poverelli. O thanatos ine i parogho
dyr ría ton ptochòn.
Chi ſpende più delle ſue Mallerindèn ziadè harg e
entrate, preſto s'impove dèn tez faky'r odur. O'pios xodhiazi periséteron
I riſce. apo to iſodhimatu, ghli
r Chi ghora ptochéni. -

Na 2. Pos
|
d8 C A P I T O L C) I I I.
Come viviamo, così mo Nazyl ki jaſirſak, djle, Pos ziúine, ètzi apethèno
rianio. . . . - bluruz . -
11 len , º,
La mano tocca il piede, El ºjaghé dokany'r ; ajagh To chèri enjizi to podhi
ma il piede non tocca la elè dokannàz, ri; amì to podati oès
IG)ano e -
Ke s -

Chi molto abbraccia, po Ciok kugiaklajan as dov O'pios polì angaliazi, olì
co ſtringe . ſcerir. gho sfìii, - - - -
-

Chi a molte coſe attende, Cioghé talyf olán az biri O'pios is polà ine dhoſmè
molto poco intende. ſinè jeti mez. , nos olìgho jinete mathi
ménos. - -

Non ſi deve deſiderare di Ciok fai amak detl, imma Prèpi na apothimtimen b
viver molto, ma di viver ei , ve ſagh jajamak ar chi polì na zìſſomen, al
bene, e ſano. zulagiaghyz. là jerìs Ke calà na zìſſo -

Fa agli altri ciò che bra men. - - - -

mi a te ſteſſo ; e non far Jand iſtedighinì kajri Cáme ſtus âlus to 6ti opù
agli altri ciò che non pia: lard eflè ; ſana iſtemedi apothimàs dhìa tu lo
ae a te » - - -
ghinì kajrylaré étme. ghuſu ; Ke na min câmis
ſtus alus e Kìna opù dlhe
thèlis dh a ton caftonſu .
Si fa cattiva teſta a chi Ejì arab icenin baſcì fe Calò crasì, cacò Kefali.
beve buon vino. -
nà olùr. - -

il vino e le donne han Jciardb ve Evretlèr i lim To craſi, Ke i linèKes e


fatto apoſtatar i Sapien darlarì zorhadyrdylèr, cacometaſtrepſuſi tus ſo
ti - fus, ,
Piu ne amazza la gola, ; Dil kylyctan daha cioè ol Periſéterus ſcotóni i lixia
che la ſpada. duriir. apo to ſpathì.
- -
-

L' ozio è il Padre de vi Il ſizlik kujlerin habaſy I âdhia ine mitèra ton
2) - dyr. pſeghadhiòn,
la V. Sapienza non giace Aziz ilfm jiimil7àk diſce I ſevaſtì fora dben Kim4
ſu d'un morbido letto. ktè jatmdz . te isèna triſetòn crevati,

G A P I T o L o Iv,
p Giſmanì Fikirlèr. Ithikès Ghnámes.
Maſſime Spirituali.
Oggi ſei vivo, ricco, e Ru giin ſigh, zeng in Simeron Zondanòs, iſſe,
ſtimato; chi ſa? Forſe di izetlenmffſin. Kim ii, i plaſios , ve timiménos
mani ſarai morto, povero; bélkim járyn olii, fakyr, pios to xévri ? I'ſos âvrio
diſprezzato, ruzvii ala bilirſin, thèlis iſe apothaménos,
-

ptochòs, ke catafronemé
n0S • -

Fa uanto vuoi ; un Her ne iſtérſen eilè, bir Cáme éſſa thèlis; mſan
giorno hai a morire e la un blup, her e dèn ma imèran èchis na apethanis,
ſciar tutto, e devi uſcire chrùm kaly'rſym, ve bu ke na évjis ápo ton Coſ
dal mondo . dunjadèn cikagidkſyn. mon, - º

Non dire, farò, dirò ; i Jajléme, edérim, ſoilé. Min ipìs, thelo cânº,
perchè molti ſon nell' in- l rim ; zfra sagh-iken, bòj thelo ipò; epidikè polì -
ferno,
così perchè
in vita . han detto s . "
lè deièn ciok adàm gehen ne is tin colaſin, dbiati
nemdè bulunijon. ſpan étziis, tin zointon,
Gli i noſtri occhi , la S'ozlerimìz , aghzymhz, Ta mathiamas, to ſtd
noſtra bocca, le noſtre
- - a » geC- o
«- - - ti
kulaklerimiz dikadar
2 - - - » “
ka mamas, ke ta avthiámas
l - - -lme-
i
- - -
pº:
M A ss 1 M e sp I R I T t. A L 1. 69
recchie ſono porte per cui pulàrdyr ki, onlardàn giù ine pórtes, àpo tes opie3
entra il peccato , e la nàh, ve gianimizìn olumi imbéni to crima , ke o
morte dell'anima. . g irìr - . -

thánatostis pſichiſmas.
Una donna ha ſedotto Bir Kary' Atamì, Sam Mia jinéca ejäleſe tori
Adamo; Sanſone, Davide, ſonà, Davutù, ſaghmonù, Adhàm, ton Sampsòn, ton
Salomone, un Pietro: chi Petrosà aldattì : kim av Davìdh , ton Solomon ,
mai ſi puo fidar delle don ret/erdèn emìn olà bilir ? ton Pétron: Pios imborì
ne ? lipòn rſa profila&thì ipo
te jinékes ?
Avreſti il coragio di di ureìn vármiidi bir Ag Ichis cardhlan na ci
re, e fare innanzi d'un Si hanìn iniindè etmeiè, ve mis, ke na ipìs embróſtà
gnore ciò che penſi, dici, fojlemejè o frejlerì ki, her is énan A'rchonda ekino
e fai avanti di Dio, ehe ſcéj bilèn, ve gioriinèn Al opù filojieſe, leiis, ke ci
tutto ſa, e vede ? laby'n huzurundè dui uniir mnis ombròs is ton The
ſun, dérſin, edérſinº òn , opù 6la xévri , ke
vlépi ? -

Idio mi dà l'anima, Allah fendimiz piani O Theòs ma charizi tin


il corpo, le ricchezze, la mì, tenimì, mallerimì, ſa pſichìn, to cormì, tapli
ſanità per ſervirlo con eſighlighinì banà verìr ken ti, tin ijfan dhìa na ton
ſe, ed amarlo, e per ſan diſinè izèt ikràm, chyz dhulépſo, ke na ton agha
tificare, e ſalvare l'anima mèt edip, onà ſeveìm di píſo me t'aftà, ke dià ma
inia. Ed io con queſte of jù, ve ébedi felametè jeti ajiáſo, ke na ſoſo tin pſi
fendo Dio, e peccando miſce?m difà . Ja ben bun chínmu ; Re eghò me af
fo degno d'andar dannato? lirile Allahy ingidip, ve tà ftégho is ton Theónmu
b cecità ? o ingratitudine giunàb èdºp gehennemè mu ke axiónome ma cholaſthó ?
ſtabàk olºrum ? fa namkior oh tifſådha ! ah achariſtia !
lùé 'fa bilmemezlìk !
Con l'impazienza, con Sabr etmemèilen, daryl Me tin anipomonislan,
incollerirmi, col dire ſpro mdylan, illène bèd duà thimon, ke catáres dhen
poſiti io non mi libero da ſoileméilen cektijìm kaſa élevtherónome ipotes ſte
guai che ſoffro, anzi il Si vetlerden Kurtulmàm ; An nochorièſmu, máliſta dia
gnore per gaſtigare la mia giak ſabyrſizlighimì ka pédhepſin tis anìpomonia
impazienza vieppiù accreſ zablemè icin zabmetlerimi sìaſmu o Theòs mu tes av
ce le mie traverſie. Ma Allah ziadè artyr)r. Ve xéni. Alà an ſcha ipomo
ſe aveſſi pazienza per amor la kin égier ſabr edérſem nì, ithela kerdhéxo "
di Dio, e per i miei pec Allabyn e&atri ic/n ve be miſthùs, ke o Theòs itho
cati, mi farei gran meri nim gºunahlerimindàn iti le ma elevtheróſi ap' eki
to, e Dio per ſua miſeri rù, bufuk ſevabà laìk old nin tin ſtenochorian.
cordia mi libererebbe da rudum, ve Allàh banà me
quei travagli. rhamèt edip benì ol kaſu
vettèn kurtarìridi.
Se io chiedeſſi un favo Bendèa fok zaràr cek Eàn eghò zitò mian chä
re ad uno, mio nemico mìi olàn dufmanymdàn bir rin apo énan opù ine ech
per averlo molto offeſo, 5 èf dilérſem, vertrmidi ? thróſmu, dhiatì ton éfte
me lo farebbe? Eſſendo co-Jan ge ben giunakiarà pek xa polà, iche mu dhóſ
sì, come Iddio, e i Santi darylmy3 olàn Allàh, ve ekſno opu ton zitò ? étzi
gradiranno, ed eſaudiran Evlialèr irigiàlerimì cabiil &ndas, pos o Theòs, ke i
no le ſuppliche di me lor edip ederlèr? djléiſe jalvar Ajii opù ſne echthrimu
nemico per gli miei pecca madàn evel py7màn olàp dhià ta crimatamu thelun
ti dunque prima di ſup-glunablerimì Paterajà ſoj. aréſun, ke thelun ifacuſſun
plicarli devo confeſſarmi, lèrim, Allahyn, ve Evlia ta ziti mátamu ? Lipòn prin
o almeno pentirmi con un lerìn doſtù olaìm dijù. natus zitíſo prépi naxagho
atto di contrizione per di refthò, i na camo éna er
Veni Syk E 3 ghos
7o - c A P I T o L O I V. -

venire loro amico. ghos ſindrivìs, dhià na ime


filoſton .
Speſſo mi muto la ca Sykcià ciomleghimì, ve Sichnà alázo to ipoca
miſcia, e gli altri veſti kàjri eſpablerimì defìſtirì miſonmu, Keta alamu rú
menti, ſcopo le mie ca rim, odalerimì temizlérim cha; skupízo, ke calothé
ºnere per politezza del mio dozettiririm tenimin pakli to to ſpitimu dhia paſtro
corpo. E perchè ooi ſpef ghè iè in . Ia ndzyl ſykcià sínin tu cormiúmu . Ama
ſo non purgo l'anima mia cioé glunablerdèn gianimì dhiatì ſichnà dhen paſtré
da tanti peccati. paklamàm ? vo tin pſichinmu apo tes
polès amartiéſmu ?
Iddio caſtiga, e rovina Allàh kazeblèr, ve ber O Theòs pedhévi, ke
la caſa di chi pecca nelle bàd edèr onlaryn evlerinì chalà ta ſpítia ekinòn opù
Chieſe, che ſono caſe di ki, Allain evì olàn kiliſe me amerties atimãzun tes
Dio. lerdè giinà6 ederlérſe. Fcclisìes, opù ine ſpítia
tu Theil.
Che gran peecato fa quel Nekadar bijùk ginàh Ti meghálo críma cám
Criſtiano, che pecca nelle edèr o Chriſtian ki giunàb ni ekfnos o Chriſtianos,
Chieſe, e nelle Feſte, che edèr kilifeleraè, ve jortu opu crimatízi is tes Eccli
ſono luogo e tempo, in lardà, fini o jerdè, ve o sìes, ke is tes Eortès, o
cui dovrebbe onorar Dio, zemandà ki ondà eſì amèl pù ne topos, ke keròs,
e far delle opere buone per edegèidi Allahy'n izeti is ton opſon éprepe na
la ſua anima! nè, ve kendì ébedi ſelame proskinſſi ton Theon, ke
tinè ! na cami calà érgha dhià
tin pſichindu '
Chi non mette in eſetu Herkim ki Allahyn nur Opios dhen váli is pré
zione, quando può, le di lerinì amelè getirmézſe, xin tes Cháres tu Thei,
vine iſpirazioni, forſe tem A dician éabili/e, béléim bir dpote imborì, isòs the èrthia• 1 v . •

po verrà, che non otterrà zemàn gelèr, ki, iſted jì keròs, opù dhe théi làvi
da Dio quelle grazie, che lutfkeremlerinì Allahtin apo ton Theon tes cháres
gli chiede. - girmèz. opù tu jirévi. . . e «e

Il peccatore offende Dio, G'unahkiàr Allahy in Opios crimatizi , ftéii


diſguſta Maria Santiſſima, gidìr, Mejrèm Anajì, ve ton Theòn, cacocardhizi
e ſi irrita contro tutti i g 4mle Gennettekilerì da tin Panajian, ke cammi e
Beati. rylttiràr. chthrùs is tu loghutu 6lus
tus Macarius.
Tanto pecca chi fà, Ghajbèt edenìn, ve ſuz Iſia crimatízi ekinos opù
quanto chi aſcolta la mor
"aionº
" iſcidenìn giunahì bir câmni catalalian, ke eki
ſenza troncar a tr . nos, opu tin aci dhſchos
3 - na tin embodhizi.
Siamo tanto diligenti per Dunjà ſcejlerinìn, ve Imaſte toſſon epimelis is
le coſe, e conti del mon byſablerinìn giordugbümü to na kitázomenta pragh
do; e poi niuna premura zè mukajetimìz ciók tur. mata, ke tus loghariaſmùs
abbiamo per gli affari, e Ve lâkin gianimizìn ſceile tu Coſmu. Alà dnia ta
conti della noſtr'anima. rinì, ve hyſablerinì etme tis pſichiſmas échomen téſ
fè hagiatimiz az-dyr. on olijin epimélian?
A che giova il guada Buz biitin kazandijimìz Pia ofélia dhià ton in:
gnare anche tutto il mon nejé faràr , gianimizì gha thropon is to ma kerdhé i
do, ſe poi perdiamo l'a ip edérſek ? dilon ton c&ſmon , edn
nima ? -

châſſi tin pſichindu ?


Peſſimo pronoſtico, quan Py5màn olmajàn birgi Cacótaton ſimãdhi, 6po
ten énas ametanòitos amar
do un impenitente pecca nahkiàr, è ok giùnah eitik tolòs
tore con tutti i ſuoi molti ten ſonra, zeuk ſefa, mal zi charimenos, ke
º pcccati attende ſolo a ſta ić indegieci nirſa, harà cha evthikis, anghalakè ecame
- ge - A dir è polès,
-
M A S S I M E S P I R I T U A L I. 7r

re allegramente? ſegno d' bar? nifindir ki, gehen polès amartiès : ſinti
eſſer preſcito. neme glidegektir. oti ine protadhicaſmenos
Ogni dì, ogni ora, o Her giun, her Saàt, her Cáche méra, míliſta p.
gni momento noi ricevia dakikè Allabtàn bir ka; ſa ora, Ke ſtighmì emis
mo qualche beneficio da ejlìk gloriariz, hic detliſe pèrnomen camſan calos -
Dio, ſe non altro, la con bizì ſaklajor. Ja biz ? biz nin apo ton Theòn , ai
ſervazione in vita. Eppu ſher giun onà ingidfriz. dhen in alo me to na mas
re noi l'offendiamo ogni Ja, namkiorlughumuz ne filáji is tin Zoin. Ke emiº
giorno. La noſtra ingrati Kadar bujáktur ! nékadar! ton ftéghomen paſa méra.
tudine quanto è mai gran I achariſtíamas poſſon ine
de? meghalì !
Se uno dopo d'eſſere ſta Bendèn ciok tirli tirli Eàn énas ánthropos afù
to da me molto benefica ejltk g'ord ktèn ſon-rà bir elave apo t'amèna polès
to, mi foſſe ingrato, co adàm banà nam (iòr olur everjesìes, mu lton tdſon
me io lo ſono verſo il mio ſd ydy, ne ſcekfl ben Al acháriſtos, 6ſſon eghò fine
Dio, che direi è che fa labà namk'drum, ne déri pros ton Theónmu, ti -
rei ? dim, ne ede ridim ? thela ipò, ti ithela cinio ?
Se mi ſorprende qualche Bir haſtalyktan tutulùr Metavias opu eghò ar
malattia, ſubito cerco Me ſam , birdèn Hekimlerì , roſthò, jirévo ijatrùs, Ke
dici, e medicine. Ma ſe ve ila leri arajorum : gia iiatricà . Eân i pſichlmn
l'anima mia per i vizi ſia nìm p k baſa olsà bed ìne arroſtiméni âpo crima
inferma, non cerco nè me kujlerdèn, ne Hekimì, ne ta, dhen jirévo iatròn,
dico, nè medicina. claifi aráforum. Keijatricà.
Se mi ſi ammala un ca Bir attm, bir javràm Eán éna alóghosmu, è
vallo, un cane, m'adopro chaſtà olirſa, ſaghlygbynà na sRilìmu eroſtà, câmno
per riſanarlo . L' anima cialyfforum . Giantm cok to voletònmu dhià na to
mia ſarà inferma per mol giunabtan dtiri peº chaſtà jiatrèpso. Ine éroſti i pſi
ti peccati, e vizi; e nep oltà, ha gettm jöktur, pyT chìmu dhiata polacrimata
pur vi penſo ; non fo nem man olmàm bilè. mu, dhen to lojázo ; dnen
meno un atto di contri ſindre Vome . .
zione! -

Per liberarmi da una Bir aghrydàn, ve cha Dhià na elevtherothò 4


malattia, o dolore fo die ſtaſyktàn kurtulmak ictn,
po mìan aroſtìam, i po
ta, ſtò ſenza mangiare, e oruč tuta rim, i canèm, je non ; niſtèvo, dhe trógho,
bevere, prendo medicamen mem, aghyr, ve agì i laº dhe pino, pèrno varerà,
ti diſguſtoſi ed amari. E alfrym: fa gºinabtàn, ve ke picrà ijatricà: A è dnia
per liberare da peccati, e bed kujlerden závali gia na ijathrevthì i pſichimu
da vizi la povera anima nimì kurtaim diò, hic et apo ta crìmata, dhen ca
mia, nulla fo niente ſoffro. mèm, hic cekmèm. mno, dhen ipoferno tipota.
Per liberarmi, e preſer Jumurgiaktàn hyf, emfn Dhia ma profilacthò apo
varmi dalla peſte quanta olmàk icìn, mukajetim h - tin paniclan, p6ſſon ime
premura, attenzionè e ſpe getim, harg im nékadar bi ſtochaſticòs, Ke epìme'ìs,
ſa? eppure per liberarmi, fùktür ? Ja taàn g'etirèn póſſon ezodhiázo ? 6mos
e preſervare l'anima mia ginabtan gianimf ſakyn dhia na profilaSthò apo to
dal peccato peſte dell'ani màk icfn , ve kurtarmak thanaticò tis pſichìs, ighun
ma, e cagione della peſte icin , dufunmèm bilè ; ápo to crìma, opù ine, i
del corpo, neppur vi pen angiak giunab etmeje jolà erìa tis paniclas . dhen è
ſo; anzi cerco le occaſioni ardjorum. cho camìan vìan ; maliſta
per peccare, jlrèvo tes afformès tu cri
mátu.
Ogni dì io ricevo da Alahtèn her piùn ok A po to 6ti mu charizi
Dio gran benefici ; colla ejlf& gºdrà riim, ve mari o Theòs, Ke eghò Ker
mia induſtria fo del gua fetimile kazanfrim. A'mm., llèno câthe mèra, dhià
da nºta aIl
I v e
ra r 1 1 , L va
dagno. Ora in ricompenſa mukabeleſinè Allabai, kili andainivin eghò ti dhiro is
e e dò a Dio, alla Chie ſejè, fakyrlarà ne vert ton Thèon, ſtin Ecclislan,
ta, ai poveri? forſe nep rim ? Bélkim bir akcè bi is tus ptochis? Iſos the
'oare un ſoldo. lè. Re èna afpráki.
Gesù Chriſto per amore Hazrèt Isà jaramàz olàn O Jisùs Chriſtòs dhià
di me ſcellerato, e ſuo ne. ve kendt dufmant olan be tin aghapin mu, opù ime
mico è giunto a morire ſu nìm chatrim i cin , ciok cakòs, ke echtróſtu, èf
d'una Croce. Ed io vivo ciok cekti, ve chat iſtun taxe eos to ma apethania
ſenza amarlo, anzi l'offen dè blaiù . Ja ben onà ſév áno is énan ſtavròn. Ke
do . Egli tanto patì, e mejyp, dingiak ingidip gie eghò zò ch6ris na ton a
morì per darmi la vita e cinijorum. Hazret Isà ébe ghapìſo, máliſta frègho is
terna; ed io nulla fo per di imrù band vermèk ictn aftòn . O idhios apè thane
non andare all'inferno. 5ldù : ja benim hagettm dhià namu dhòſſittin ed ion
joktur gehennemaèn emin zoìn ; Ke eghò dhen epi
olmajd. meltime dhia na min co
laſthò.
Poichè io forſe per li Ciok ettijtm giiinahler Epidhì dhià tes polès a
miei peccati avrò la diſ dèn iturù bélkim bir ebè martìeſmu iſos dhe thèlo
grazia di non amare il mio diédek pek eſt Allahymt Sècho tin charàn na agha
buon Dio per tutta l'eter ſevmèm . Bunìn icin jafa Èſo is 6lon ton ebna ton
nità; voglio avere almeno tmge, butùn 5mrumdè ku panágharon Theòn i thè
la conſolazione d' amarlo dretimè giòre jurektèn onà lo tóra ma ècho tin charàn
di cuore con tutte le mie ſevmek iſtérim e
na ton aghapò is 6linmu
forze in tutta la mia vi tin zoìn, me 6linmu tin
la - cardhian, Re dhìnamin.
Per non andare all'in Gehennemaèn emin oliip, Dhià ma min colaſthº,
ferno, e per ſalvarmi, non Genetè jeti Feim difà, bi Ra dhia na ſothò, dhe ftá
baſta aftenermi da certi juk giunablert etmedijim ni ma min câmo teties me
gravi peccati: devo guar jeti Fmèz. Bundan madè her gháles amarties, alà prèpi
darmi da tutti ; ed è ne. turlù giunahtá 7 vaz gectp, na min camo camìan , ke
céſſario di più fare delle ciok eſt amèl edegeghtm prèpi ma câmo polà cala
inolte opere buone. ibtiziayr étbete. - èrgha. -

Chi profana le feſte con If, alti verti”, ve giu Ine cataramènos apoton
lavorare, con ſar contrat nah etméilen jortù giunle Theòn, apa tin Panajìas,
ti, con far peccati, è ma rint tutmajdin adam Allah Ke ipo tus Ajìus e Rìnos
ledetto da Dio, e da M. tén, Panajiadain, ve Ev opù paravlèpi ites Eor
SS., e dai Santi ed egli, liarlerdèn hem o, hem ift, tès me to na cami dhu
e il ſuo lavoro e il ſuo hem kazandiji lanèt olùr, liès, praghmatiès, Re a
guadagno ; e vien caſtiga ve kazeblenir, ciinki Al martìes; Ke ine cataramè:
to come ladro del tempo lahyn zemaninì kirstz gli non to Kerdhos tu , Ke i
dovuto a Dio. 5t cialdr. dhuliátu , Ke polà pedhe
vete, oſſan cléftis tu Kerù
tu Theil.
Appena ſei forpreſo da Bir chaſtalyktàn tuttu To pròton préghma, o
qualche malattia , racco in gibt, duà edip, pyf pù prèpi na càmis opétan
mandati a Dio, e ai San màn olàp Paterajà gºunah ſe âroſtos, prèpi na ine
ti, con contrizione confeſ. lerini fijlè; ve böjlè edèr ma ſindréxis is ton Theòn,
fati ; e così facendo ricu ſen , hem gianinin, hem Ke is tus Ajius, Ke na
pererai la ſalute dell' ani- tenintn ſelametinè latk, ve xaghorefthìs . Etzi càm
ma, e del corpo; e Iddio natl olirſun ; ve Allah nondas , thelis xanalàvis
darà lume ai Medici, vir Aekimlerè nur , illai lerè tin iſlan tis pſichìs, Ke tu
tù ai Medicamenti, e a te kuvèt, ve Sanà ſabyrlyk , cormiù ; Ke o Theòs the
la pazienza e la Salute. i ve ſe lamèt verir. li dhòſi fòtiſin ſlusi iia
Q' in Aghai tris, i
M A S S I M E s P I R E TU A L 1. 7,
a tus, enèrgian ſta jatricà,
Re tu loghufu tin ipomo
nì ; Ke tiu ijlan.
- Quando ſi taglia una Aghai ne tarafà ertiſe To dhèndron otan còv
pianta, cade da quella par o tarafà duyèr. Sen om jete, pèfti pros eRino to
te verſo chi pende. Se in riundè genetè doghri, enèr mèros pros to opìon crè
vita tu pendi verſo del ſen, genetè, gidérſin; ge mete. Eân is tin zoìmſu
Cielo, andrai in Paradiſo: benemè iji, gehenne
esì crèmeſe pros ton Pará
ſe pendi verſo l'inferno, mè duférſin, dhiſon, thelis pèjis is ton
cadrai nell'inferno, Paràdhiſon ; an crèmeſe
pros tin còlaſin, thelis pè
ſis is tin còlaſin.
Se ricevi o dai denari, Aécè alyrſan, verirſen, O'pote pèrnis, i dhinis
li guardi, li conti, e ri 5akárſyn, tekràr ve tekràr ſpra, ta titàzis, ta me
conti, li peſi. Ma non e Jajarſyn, tartarſyn. Ja ſe tras , Ke ta xanametràs,
ſamini, e non penſi ſe buo htn fikirlerint, ſozlerini, tº ziſiàzis . Allà tipota
ni, o cattivi ſieno i tuoi amellerini teſti; étmejip, dhen xetàſis, ks dhen lo
penſieri, le tue parole, le ejtmi, fendimi dui unméſin. iàzis, an i lojiſmiſu, ta
tue parole, le tue opere. lòjaſu, ta èrghaſu ineca
la, i achamnà.
Se la metà di quanto ſof. Tenimſz, ve dunja icin An to misò exinù opù
friamo, e faciamo pel no cektighimìz, ettijimis bir ipoferomen, ke càmomen
ſtro corpo, e pel mondo, az gianimtz ictn cekſei hià ta tu cormiúmas, Re
il facemmo, e ſoffriremº dik, e ſéidik , ne mutlù tu còſmu , to ithelamen
mo per l'anima noſtra, bizè. Evtià, bujik Evlià càmi dhià in pſichin
beati noi ! Saremmo San ydyk. ºmas, macàrii emìs ! thèli
ti, Santi grandiſſimi. imaſte agi, meghalotati èiii.
Se perdiamo una coſa Bir Fejgik kaip edérſak,
rella , con che diligenza ne mukajéte le tex ardjoruz. An chanomen èna pra
matàKi; imaſte epimelìs is
ſubito la cerchiamo. Con Ginahtan Allahyn doſtlu to na toirèvomen. Me to
il peccare perdiamo la gbunì, ve gennei kaip e crima chànomen tin chà
Èrazia, e l'amicizia di aériz: ve gine bic hagia
Dio, e il paradiſo; e niu timiz jöktur bulmaja.
rin, to tin " tu Thei,
Reton Paràdhiſon , ke dhen
ma premura abbiamo per èchomen tipota epimèlfan
ricuperarlo.
Hepimtz bu dujadéiz nº ta xanapoétiſſomen.
Tutti noi ſiamo in que Oli emis ìmaſte iston
ſto mondo ſoltanto per fer falyniz Allaha ebyzmèt et cèſmon mónon dhiana la
vir Dio e ſalvare l'anima mek icin, ve gianimizin trèvomen ton Theòn, Re
noſtra . Eppure giorno e ſelameti icin ; ve gine te ma sòſomen tin pſichinmas S
notte fatichiamo per il cor nimizè butlin gege giundis
ke me blon etiro di to
Pºi e per Dio, e per l'a cialyfforuz; Allabà ve gia cormimas dhulèvomen olin
nima neppure un'ora al mizé, bir ſahat bilè gua tin imèran, Re nìétan; Ke
giorno. O cecità ! icindè ciali; maiz. dh nam
kiorlì.k ' dia ton Theòn, ke in
pſichinmaz ithe man ori
ſtin imèran. oh tifàghra !
A chi ſi deve piuttoſto Kimtn ſizinà etmelt iz ? Pion càlion èchomen na
dar aſcolto º a Dio, op Allahyinmi, fa ſcetanin acusàmen? Ton Theòn, i
pure al Demonio? Eppure mi? Gliindh edérſek, ev
col peccare ſi dà aſcolto ghdl edèn ſceitany'n ſozu ºn dhèmona ? ke me èion
al Diavolo tentatore; e nº edériz, ve eil etmeje ºto, èran crimatizomen
non ſi bada affatto a Dio nur veren Allahd bakmdiz. ºcºomen ton piraſtin di
che ci iſpira a far del bene. ººna ; ke dhen pſifimen
Se Bir ºpota ton Theòn, opi
mas,
74 C A P I T O L O I V. /

mas fotſzina câmomento


calò . -

Se una madre ha due fi Bir And ikf evla di va An mfa Mitéra échi dhfo
gliuoli, ed un ſol pane, riſa, ve bir ſalt ekmeji, téchna, ke éna mónon pſo
ne dà un poco per uno. biriſinè bir parcià verir. mì, is ta dhfo to dhiani
Io ho l'anima e il corpo ; Gianim , tentm vàrdyr : zi. Eghò écho to cormì,
eppure pel corpo nette e ve lakin ſalt tenimè gegè ke tin pſichìn ; ke me 6
dì vi penſo, e all'anima? g'indiz cialiſctrim ; gia lon etito méra ke nićta
neppur vi penſo. nymi hic bakmdm, echo vian dhia to cormì,
Ke dhia tin pſichinmu i
the énan lojiſmòn .
Chi è miſericordioſo , Merhamèt edegi merha O Eleimonitìs evrìski e
ritrova miſericordia e in mèt balur hem bu dunja leimosínin
is etiton , ke is
queſto, e nell'altro mon dè, hem o birdè, bem Al ton élon cóſmon Ke épo ton
do, e preſſo Dio, e preſº labtàn, hem anſanlerdèn. Theòn, ke ipotus anthrö
ſo gli uomini. Ma chi non Ve merhamèt etmején bic pus. Alà 6pios dhen échi
uſa miſericordia , niuna merhamét bulmaz. eleimosínin pros tus álus,
miſericordia trova.
potè dhen tin evriski.
Chi oſſerva il digiuno, Oruf, pehriz tutin in Opios filaji tin niſtian,
e l'aſtinenza, vive ſempre sin dajma ſaghdyr; tut Ke tin engráthian panda
ſano ; chi non l' oſſerva, majan dajma chaſtai dyr echi i fan ; 6pios dhen tin
ſempre è infermo per ca Allahyn kazebindén. filaji, panda ne adhinatos
ſtigo di Dio, -

dhiati ton pedhévi oTheòs.


Se per ciaſcun peccato Eger bir giinahd birer An dhià câthe crima é
doveſſi pagare un fiorino, ghru5 veregekimiſe, néka prepe né dhoſsò éna furì,
quanto pochi ne farei º e dar az grinah edéridim ? póſion oligha ſthela câmo ?
ſe per ogni opera buona i
birér ejì amelimé bi
mi ſi deſſe un ſoldo, quan rér akcé verirlérse, ja ne
ke ean dhia câthe calòn
te ne farei?Ma Iddio non mi kadar edéridim ? Ja Allàh
erghon mu edhſnan éna aſ
caſtiga per ogni peccato ? g'únahymdan icin kazeble
präki, pós ſa ithela na ca
mo? Ke o Theos dhia câ
non mi premia per le ope mezmi ? efi amellerimden the crímamas dhen mas
re buone ? dtiri efvaz vermezmi ? pedhévi ? is céthe calòn
ergho dhen mas plaròni?
Stretta, e diſaſtroſa è Genneté gietirén jol pek Stenòs, ke dhiskolos -
la via che mena al Cielo; dartyr, pek giftur; ve o ne; o dhròmos tu urani, i
e ſon pochi quei la batto na gidén az ayr. Gehen ke oliji ton porpathine:
no. Larga, e commoda è nemé g'etirén jol pek ból, platìs, ke èvcolos (ne eki
la ſtrada che conduce all' ve di zaur, ve onà tutin nos tis còláſeos ke para
Inferno ; e molti ſono quei ci 6ktur. Gehennemé dui - polì peripatine is aftòn
che vi ſi affollano. Se non mek iſtemézſen cioklary An dhe thélis ma colaſthis
ti vuoi dannare coi molti, len, ciokldrilen diz jolà me tus polis, ipaje me tus
và co' pochi per la ſtrada titma, dima azia rile i" olighus is ton ſtenòn, è
ſtretta, e non coi molti fold ci k. Jaſen bangbyſy chi me tus polis is ton
per la via commoda. Per jol tutàrſyn ? platì. Tòra essì pſon po
quale tu cammini ? rpatis?
Iddio ha prefiſſo il nu Allah bizé veregeghi O Theòs apofiſiſe ton
mero delle ispirazioni, e nurlerin, ve lutflerin ſaji arithmòn ton charìton, o
grazie, che ci vuol dare: ſinf, tahin etmi tir. Zia ù thèli na mas dhòſſi.
tante e non di più. Dun de jöktur: djléiſe ſimdiki ie dhen dhìni. Li
que prevaleti; e metti in leri amele gºétir , ciünki pòn vále is préxin ekinia
eſecuzione quella che ora ſon gbuki oli bilir? Jókſa opù tòra ſu dhìni, dhiatì
ti dà, perchè puo eſſer l' vdj ſani. imborì ma ine i iſterini -
ulti Al Aleòs
M A S S I M E S P I R I TU A L I. 7
ultima. Atrimenti guai a Aleòs olimon is eſsèna.
te »
Iddio ha preſcritto il Allàh Efendimìz af e O Theòs apofaſſiſe ton
numero de peccati, che degeghì giunahlerìn ſajiſi arithmòn ton crimãton ,
vuol perdonare a ciaſcu nì tahìn etmi i tir . O ſajì opù thèlina mas ſinchorè
no, Compito quel nume tamàm olduktàn ſonºri, ſi . ètan eKinos o arithmòs
ro, non ufa più miſericor af, merchamet arty'k jök ine teliomènos, fne telio
dia. Chi sà ? Forſe quel tur. Kim bilìr ? bélkim e mèni acòmi i evſplachnìa
primo, che commetterai, velkì e degeghìn gunah ſon tu Thei . Pìos to xèvri ?
ſarà quello che compirà il olà bilìr. -
l'ſos to protòn, opù cà
numero prefiſſo. mis, theli telioni ton apo
ſaſiſmènon arithmòn.
Dio ha prefiſſo il temAllàh Efendimìz pi5 màn O Theos edhioriſe ton
po ſino a cui ci vuol aſ oldugumuzàn , ve olii nu keron eòs opù thèli na mas
pettare a penitenza e la zùn zemanin) tahin etmas apandhèxi is tin metànian,
ſciarci in vita, Compito tir . O zemàn bittiktèn ke na mas filaxi is tin
uel tempo, o ſubito ci ſon-rà , fa birdèn Ölùri , zoìn Afù ìne teliomènos
º morire, o da di mano fa pek kazeblenfriz. Kim ekinos o keròs, i afnìdhia
a caſtighi. Chi sà ? Forſe bilir? Béléim bug'un ſon apo heuomen, i pedhevò
queſto giorno ſarà l'ulti ghumuz gºndiir. oil ſe bu mette . Pios to xèvri? I ſos
mo. Dnnqne oggi pentiti, gin pyFmàn olàp, eff jo etúti i imèra thèli ìne i i
converteti , metti in eſe là g'elip, Allaby'n nurle ſterini. Sìmeron lipon me
cuzione le divine iſpirazio rinì amelè g'etfr. Jókſa tanoiſe, èlaxe tin zoìnſu,
ni. Alrrimenti guai a te. váj ſanà: i fin bitti. vàle is praxin tes theikès
Per te è finita. / chàres. Alèos ìſe colaſmè
nos. Dhen ine plèon ev
ſplachìa Dhià tu òghufu.
Molti per aver eſegui Allahyn hir nurà amelè Polì ìne is ton Parádhi
ta una divina iſpirazione getardeghindèn cioé adàm ſon, Ke ine Ajii, dhiatì
ſono in Paradiſo e ſono San gennettèarr, ci 4kte e bene èvalan is prìxin mìan chà
ti; e molti ton nell'Inferno endédiramelègetirmedigh rin tu Thei. Ke polì ìne
per non averla poſta in indèn, ſanàda boflè olà bi is tin Còlaſin, dhiatì dhen
pratica. Anche a te così lir. Ôfléaſe... tin èvelan. Ke is tu lò
puo accadere. Dunque... ghufu imborì tìchi ettito,
Lipòn...,
Se in un dito v'entri Bir dikén bir parmaghà O'tan emvèni ènà an
una ſpina, la piaga ſi fa girfrſe, farà caresiz, ve gathi is ènanſu dhàétilon,
inſanabile, e diventa ſem dajma dapà betèr olùr, o di i plijì jinete agitrevti, ke
pre piu peggiore, finchè ken cikarmafngez . Böj pánda chioròteri, eos opù
non ſi cava la ſpina. Al legè ſenin giinablerindan dhen to evghális. Etzi,
trettanto ſe per i tuoi pec dtirà bir belà baſcunà g'e òran dhiá ta crimataſu o
cati ti accade qualche diſ lfrſe , o ghunàh old 4kce, theòs ſu ſtéini mian dhiſti
grazia, ſinchè ſtai in pec ſbe a durºfor, dingiak da olì chlan, eos opù mèni to
cato, la digrazia dura, e betèr otàr. Ôfléiſe bur be crìmaſu, mèni ke i dhiſti
vieppiu s'accreſce. Dun là baſcunà gelfrſe , tez chia, ke avxani . Lipòu,
que quando ſei tribolato, i pyi man olup, giinabtan òpo, e èchis mìan caccriſikìan
ſubito pentiti, confeſſati. kurtùl. Jokſa... ghlighora èvghale ta inga
Altrimenti.... thia me tin Xagorìan. A
lèos ...
Se dopo aver commeſſo un Eger bijùk giunàh etti Pu ithela ime tòra, ke
peccato mortale, lodio m' ghimdèn ſon ra oliip, Al dhia 6lon ton keròn, an o
aveſſe mandata la morte , i làh benì gebenemè 'onder Theos mu éſtile tom tha
b - - - - - -

e all'inferno, ora e per tut- I mii o gaudi , gcmdì , ve naton , ke is tin côlaſin è
ta lr fu
,
A' - C A P I 'I' O L O I Ve - -

ta l'eternità dove ſarei º pir ebediedek neredèidim ? afu ecrimãtiſa varetà: O


All'inferno. Grazie a Dio Ghennende . Gebenemden , Theòs me eprofila «e os
fui preſervato dall'inferno. te olimden beni ſeimdi e tóra Apo tin côlaſin , ke
ppure non amo, anzi mol dek benì Saklady , ſuk'ur ápo ton thanaton, omos e
to offendo queſto mio tan Allah ; ve gfne bu banà ghò dhen aghapò, máliſta
to miſericordioſo Preſerva pek merhametlì olàn Sak ine ta crimatamu gacocar
tore . La mia ingratitudi lajiginì ſevmèm , ingiak dhízo terion e varjetin, ke
ne quanto è mai grande ! ek ingidirim, Namkiorlu, Littorìn. I achariſti mu poſ
quanto ? hùm nekadàr bujüktur ! ſon ne méghali ? posſonº
nékédar ?

Se a'voſtri Frateli voi non Egierki ſiz afetmézſiniz An eſsis den Sinchteoré.
perdonate, neppure a voi karda5larynyzà , onà ki te, the o Theòs dhen thè
Iddio perdonerà. zelik Allàh ſizè afetmèz. li finchoreſſi tu loghnſas ,
La pianta , che non fa Mejvè, ve eſì mejvè g'e To dhéndron opi dnen «e
frutti, e non li fa buoni, tirmejèn aghai keſerler, ve carpizi , ke calà , covie
ſi taglia, e ſi getta al fuo ateſcè brakyrlar. Aghai ſen te , ke richnete is tin. fo
co. Tu ſei la pianta. La ſin , baltà olimdur , atei tián. Eſsì iſſe to dnendron,
ſcure è la morte, il fuoco gehennémdir, Sen hanghy o thánetos in ro balthàs,
è l' inferno. Qual frutto jì mejvè edérſin è i fotia ine i cºiaſis . Eſsì
buono tu meni? - ti carpis dhfnis ?
Il ghiottone diſguſta Dio Boghàs kulù Allahy in O fagoodtis caco cardſzi
diſſipa la ſua robba, ſi di gidir, malinì zarf edèr , ton Theòn, skoroizi to é
fama, pregiudica alla ſua izminì kap edèr, ſaghly ghitu, atimare , vianti rin
ſalute , perde l'anima , e ghynà zaràr edèr, gianinì, iìjandu, ke chani, tin pſi
il Paradiſo. ve gennirà kaib edèr: -
chìn, ke ton Pará diſon .
O reſtituzione, o danna Ta cialdighìn Fejì gierì I pré bina xana replisto
zione, o inferno. Non ſi vermeliſin, ja gehennemè oti éclepſes, i échis da co
rimette il peccato, ſe non du7 melìſin. Zira giunah af laſthìs . Epidhikè dhen ine
fii reſtituiſce il rubato. olunmàz, red olmatngias. finchórion dhfces tin epi
näſtrepſin. - º

O innocenza, o peniten Ja ſuefazlik, fa gefa to I aftexía, i metánia , i


za, o inferno. Tu non ſei béilon, ja gehennèm . Sen colaſmòs. Esì dhen ife af
innocente ; fii dunque pe fucsùz deflſin, de fmdi tò teſtos : lipòn prépi na ſe
nitente, ſe non vuoi dan bekiar ol, jökſa gehenneme metanoitìs, aléos the cola
narti. - gidérſin . . . . fthìs. - -

Se un Peccatore contri Bir giùnahkiàr pyi màn An énas amartolòs meta


to ſi converte, e fa peni olip eſì jolà gielip tdbè e nióni, i Anieli tu Uranù
tenza, gli Angeli del Cie dérſe, già dekì Melaiklèr chérunde catàpola. N

lo fanno gran feſta. èn bijàk ſciazlighile donan


Se qualunque mi deſſe mà ederlèr. v

dieci ſoldi per ogni Meſſa, Her giordughúm Kurba An mu fthele dhóſſi ca
che aſcolto ogni giorno l' nd on akcè bìrer verirler nìs dhéca aſpra dia cathe
aſcolterei più d'una . Ma ſe , her giin bir, dngiak Lituriian opù acio, cathe
perchè ciò nol faccio, ſa ciok Liturgia giordrudum . méra ithela na acúſo mian,
pendo, che Dio, e i Santi ve likin nicin bunà etmèm, maliſta polès. Omos dhia
mi daranno in ricompenſa ſbiliriken ki Allah, ve Ev ti dhen câmno afró , xév
molte grazie, e il Paradiſo? lialèr ciok lutfkerem , ve rondas, pos o Theos, ke
genneti mukabeleſinè banà i Ajíi thélun mu dhoſun is
verirler? andatnivìn pols cháres ,
ke ton Parádhiſon ?

CA
D I A L O G O I V. 79
drianºpolin. -

v'ha alcun dubbio; è Béli: dabà erkéndir. Vévea : I'me acómi ano
- l incor preſto . rìs.
' è fra ia buona º Jollari gizélmidir? I ſtrates 1me évmorfes ?
on troppº è buona. Pek gizèl dejìl. Pola évmorfes dhen ine
i ſon de fiumi da trag Ge; egèk ſullar varmi ? I'ne nera na periſſomen?
giarſi?
Nel viaggio v' è che te Jollardà korkà varmi? Is ton dhrömon ine fé
mere? - vos ?
Nò Signore: è ſtrada mae chair: ulù jeldur; oradan Oéske: fse affendicòs dhró
ſtra, e battuta ſempre dajma adàm gecer. mos ; ke ap' ekì pánda
da paſſaggieri. perniſſi anthropi.
Ne'boſchi v'è timor d'aſ Ormanlarda chyrſyz bulu Is ta dháſſi cléftes evriſ
ſaſſini ? -
murmu ?
konde? - - -

Nulla v'è da temere nè di Giegè giunaiz korku jok Nícta , ke imeran févos
giorno, nè di notte. ltar » dhen ine. -

A quale ſtrada ſi dobbia A'nghy jolà tutmalyyz. Pion dhròmon prépina cra
mo tenere ? tiſſomen ?
Valicato quel monte, ſu Scià daghà jaklaftygbyniz Is ekino to vunì pareftìs
bito appigliatevi alla de gibì, ſaghyny'tiitunuz. opù ftanete, epárere dhe
ſtra, X1d e
v” è ſtrada diſaſtroſa pei Ormanlardà jollàr giú5mi Is ta dháſi i ſtrátes ìne di
boſchi ? dirº skoles?
Così così : non v'è però S'òjle böjtè : ve làkin jo E'tzi k'étzi : è mostin ſtra
alcun pericolo di sba lunù faſcirmàzſynyz. tan dhen tin chänete.
gliarla.
Uſciti che ſarete dal boſco, Ormandàn cikárſanyz, ſolu A'poto dhàſon otan evié
tenetevi alla ſiniſtra. nù tutmaja onutmajaſy nete, min Kechálete na
72 y: “
párete zervà.
Molti anni, addio. Omriunàz cògh-ola. Polà ta étiſas. - -

Grazie infinite ; Iddio vi Allah-raz-bla ; berekèt ver spolates. Sas evchariſtò f"
proſperi in ricompenſa. sìn. o Theos na ſas andimèpſi.
Andiamo, o Signori ; mon Hijde, Aghalar : atà bine Piánomen, A'rchendes: as
tiamo a cavallo. lim. cavalképſomen .
-

Vi deſideriamo del bene. Ralynyz ſaghlygiaklärile. Sas affinomen ifan.


Andate con Dio. Il Signo Jaghſelìm varynyz. Allàb Pámete is to calon ; o
re v'accompagni, e vi dia ſizè ſe lamèt versìn. Theòs na ſas catavodhóſi.
un buon viaggio.
COLL O QUI O IV. M il KIA L E M Eº IV. D HI A LOG HOS IV.
Sopra l'aloggio. Konàk ſizre. Peri tu Konakìu.
Si può quì alloggiare ? Buradà konà bilirmiiz? Emborſimen emìs, na co
népſomen edhò.
Si Signori: abbiamo delle E'vet, Sultanlary'm : pek'e Néske, Archondeſmu: po
ottime camere, e dei buo fì odalarymy'z , ve dd là calès câmeres, ke cre
ni letti. ſceklerimtz vàrdyr. vatia échomen.
-
Scavalchiam dunque, o Si Enelìm, Aghalàr.
N pezépſomen, A'rchon º
gnori. eS e
Menate alla ſtalla le noſtre Atlarymyzy ahyrà ciktìr. Travixete is to achàri ta
cavalcature. -
aloghàmas.
Prendete i cavalli de'Gen Bejzedelerin atlarynì tut, Páreta âloghaton Archòn
tilonini, ed abbiatene tut onlarà mukajèd ol.
l ve dhon, keporepsèta calà.
-

ta Ba Na
8o P A R T E Iv. c A P v. O
ta la cura.
Veggiano, che ci darete Bakaly'm abſciàm mangia Na idhúmen, to vrádhs
da cena. ſynà bizè ne verirſi n .
"
to dhipnon ti mas dhìne
Che bramano ? comandi Ne iſtérſinis ? Bujàrin , Ti thélete ? proſtixete, A a.
no, o Signori. Aghalàr. chondes. -

Portateci un buon capone Bizè bir taºk kavurnaaſy', Fèremas mfan 6rnitha c
in fracasè, quattro piccio dort giuvergin, bir kebàb, vurmà, téſſera periſtéri,
ni, un buon arroſto , un Bir ejà pitàfile, ve bir ejì éna pſitò, éna calò pil.
buon pilaffo, ed una buo ſalita getìr. fi , ke mían calìn ſala
na inſalata. tan , -

Avete genio di qualche al Kajri dahà bir s'èj bijii Orizete acómi âllo tipo
tra coſa ? rùrmuſunuz ? ta?
Nò : queſto è ſufficiente : Chair : o jeti Fir : lâkin Oéske: téſfon ftáni : 6mos
ma ... dateci del buon bir ejì ſcìaràb bizè gietir. dhóſemas énan calon crasì,
vino, vedete .
Non ſi prendino alcun pen Mukajed 6lmanyz : insº-Al Min enjázete ; an theli o
ſiero; ſpero , che appie-ì lah, bendèn chof nut olàr Theos, thélete evchariſti
no reſteranno contenti. ſunnz. thì ap' eména.
via Signori, andiamo alle Aghalàr, odalarymyzà gi A'rchondes , pijénomen
noſtre camere. delìm . ſtes cameréſmae.
Portate lume a queſti Si | Bejzedelarè mum getìr. Fére fos ton Archòndon
gnori.
Di grazia, sbrigatevi a pre Giànym, mangiamyzy bir Dhià chárin, to fajitón
parar le vivande, ſaàt evèl hazyrtajd/ynyz. mas ghligora na to eti
máſete.
Non dubitino : prima che Korkmàjynyz : Cizmelari Min fovìſte : prin ma év
s'abbin levati i ſtivali , nizì cikarmadàn evèl, fe ghalere ta ipodhimatéſas,
le vivande ſaranno pronte. mefì-nìz hazy'r olùr. to fajitónſas jinete étimon.
E dove ſono li noſtri ſervi ? Chyzmetkiarlerimìz Kan I dhúlimas pu ine?
dà dirler?
Con i loro attrezzi ſono Eſpablerantzile jokary'cik Meta ruchaſas eviſcaſia
ſaliti ſopra. -
tylar. páno.
Avete portate le noſtre pi Biſtolerimì gietiratnmi? Tes piſtoléſmu tes éferes ?
ſtole ?
Illuſtriſſimo sì : eccole. Gietirdim , Sultanym, is' Néske , Archondàmu, ſd
te ? hetes. -

Cavatemi gli ſtivali; e poi Cizmelerimì ceki : andan


Trávixe ta ipodhimatàmu:
andate a dare un'occhia ſonrd var , atlary go metèpita paje, kftaxe ta
ta ai cavalli: zèt. àlogha.
Signori, la menſa è in or Sultanlàr, ſofrà hazy'rdyr. A'rchondes, to trapézì ine
dine. etimon .
Portate dell'acqua per la Ellerimizì jykamagbà ſu Fére neròn , na plſnomen
varci le mani. gietìr. ta chèriamas .
-

Sediamoci, e mangiamo al Oturaly'm, ve ſefàile jeje As cathíſomen , ke calà


legramente. ìm .
tróghome. a

Guſtate queſto fracaſsè, che Sciù kavurmadàn jéjiniz ; Ap aftòn ton cavurma fie
v'aſſicuro eſſer ottimo. pek eiidir. te; ine polá calòs.
I colombini non ſon trop Giuverginler eſì ptFmemyi - Ta periſteria den ne ca
po cotti. dir.
là pſiména. ,
Datemi da bere. Iceìn ; Dhóſemu na piò .
- Alla loro ſalute. Zevki'nizè. Stin iiàſas.
Buon prò le faccia. Afièt-ola. Polà ta ètifas. -

Reccate i frutti, ed il ca l Jemiſcì pyntrile sº: ; ve Fére ta pericà ke tirì ; ke


ſcio, 72 pe
D I A L O G O V I. 81
ſcio, e dite all'oſte, che konacijè ſojlè, gelsìn bi i maS Capilià:
pe tueVrl ma éthi,
ci venga a trovare . zè, bulufsùn. -

Ecco, che ſe ne viene con Iſtè, birſciſcè faràbyle g'e Idù, opù érchete me miati
una bottiglia di vino in lìor. bótzan crasì is to cheri.
Imam0 » -

C o L L O QUI O V. BESCINGI' MaKIALEME D HI A? LO GH OS V.

Sopra il far li conti con Konacì-ile hyſàp górmek Perì tu loghariaſmà me


l'Oſte. icìn. - ton Capilon.
Buon prò lor faccia, o Si .Afistlèriola, Aghalàr. Is tin ijaſſas, Archondes.
gnori . -

E' ſtata loro d' aggradi Taamdàn chofniitmi Fsi I'ſte evchariſtimeni is to fa
mento la cena ? nuz? jitòn .
Noi ſiamo reſtati contenti:
Choi nùtyz : làkin bìzde Evcahariſtimèni ſmaſten: 6
ma anche noi ora voglia ſenìn chatirinìde chofnit mos ke imis thélomen, ma
mo contener voi pure. edegéiz. efcariſtíſomen ke tu lo
ghuſu.
i Facciamo dunque li conti Ne harg oldùiſe, hysàb e As toghariáſomen lipon ,
- e vediamo che ſpeſa v'è delìm. póſſon prépi na exodhſaio
ſtata. - - lmen ,
La ſpeſa non è molta, li Harginìz ok dejtlair. Siz I éxodhos dhen ne megha
conti li faccin da loro ſteſ Abysàó édin 2, ve goràrſu li : loghariáza te'apo t” ,
ſi, e vedranno che non im nùz-ki, uc Kurtis harg o ke thélète idhi pos dhen
- porta meno di tre Reali. lundù ' . parà tria ghróſia. -

“ Mi ſembra un po troppo. Iſtedifìn banà ciek glori Mu fénete pos jirévis pe


72tar e riſòteron -
Ho detto poco. Ugiùz ſize ſojledìm . Ftenà ſas ſpa.
Portateci un'altra bottiglia Bir ſciſcè ſciaràb dabà gie Féremas acómi mían bót
M di buon vino, e dimani tìr, ve jarin ſabàh chav zan calòn crasì ke avrion
mattina dopo che avrem fealty ettiktèn ſon-rà ſa to tachì afù ecà nomen ca
fatta colazione, vi dare nà uſ kurà? veririz. faldì , theli ſu dhöſonen
mo le tre piaſtre. tría ghróſia . -

Come comandano lor Si Bujurdughunàz olsàn, Sul As ine, os orizete , Af


gnori. tanlary'm. fendéſmu. -

Dateci lenzuoli di bugata; Bizè temìz ciarciaflàr vè Dhöſemas paſtricà ſendônia;


e dimmatina a buon'ora rin, ve jàryn ſaòàh bi ke âvrion to tachì na mas
- ſvegliateci. zì erkèn ojandy'r. xipniſis anorìs.
* Saran ſerviti. Signori, li Baſe uſtunè, Agbaldr. Gie Meta charàs. Archondes :
laſcio colla buona notte. genìz chiir-ola. ſas ipothimò calin nictan.
A rimirarci dimani. J “in-ki è un ſanà chair Calò ximéroma.
ola ,

COL LO QUI O 6. ALTTNGI' Mikialemè. DHIALOGHos vi.


Un Amico viſita l'altro. Bir doſt birine ziarèt edèr. Enas Filos jitonévi ton
- -
dillon.
Dov'è il voſtro Padrone ? Aghan neredè.dyr ? Pu fne o Aſéndiſu ?
?
-
Egli è perappunto in caſa Evd è dyr. Is to ſpiti ine.
Dorme egli forſe ancora? Dahi ujajórmu ? Kimite acomi è
No Signore, egli è ſve Chiir, ojanyk-dyr: iceri O'chi, fne exipnòs: émba
gliato: entri pure fè gftiniz.
Vi ſaluto, e riveriſco. Selaman alºjikim. Sas cheretò, ke proskinéſas
Con buona ſalute, Alejik in ſelfm, Me ijian .
Gram. Co Ni F Eos!
- 82 P A R T E 1 V. C A P. V.
Come ' ancora vi ritrova Nige. dachy doſeekté ſinº Pos ' acòmi kiteſe is to
te in letto ? crevati ?
Vi dirò: ieriſera ad ora sì Din ak5 am giecgè jattym : Na xevris, pos echtès to
avvanzata me ne andai a onàn-iciiin erkèn Ralki vràdhi epigha pola arghà
letto, che pria d'ora non madym . is to crevati; ke dhià t'
ho potuto alzarmi. afto ac5ma kitome.
Che faceſte, dopo d'aver Akram mangiaſndan Jone A fù dhipnMete , ti éca
rà nè i ledìn ?
cenato? més?
Appena voi ve ne parti Sen g'ittigìn gibì, ojnama i Afù essì emiſepſes, archi
ſte, incomminciammò a ghà ba; ladyk. . rfſamen ma peghnizomen .
a
s:
s .-e
giuocare. , e
A che giuoco vi diverti Naſyl ojºn ? Ti peghnidhi epézete?
ſte?
Chi a dadi, chi agli ſcae K'imisì zar, kimisì ſcian Alli zarzà, alli skàca, ke
chi , chi a Dama. trang, o birleri dama ei alli dhàma.
nadylar. -: -

Chi vinſe, chi perdette ? Kim aldy ofunù, kim dl Píos ekárdheſe, pfos echa
mady ? ſe ?
Ad un ſol tiro io mi pre Bir atymdi on gbràſc ben Ismian mon&contflian egho
ſi ben dieci piaſtre. 4azandy'm. ; epfra dhèca ghróſia .
Sin a quall'ora vi diverti Nécudar zeman dire Os ti dran epèxete ?
ſe?. - - - Olin tin nìétan epèxome.
Titta qnanta l'intera not Bütùn gegè e madyk.
re giocato abbiamò.
Stante ciò, io punto non I'mdi sº kaléryeºyn (tae Lipòn dhen thavmàzomen,
mi maraviglio , che sì giib etmèm. an tòtſon arghà-ſicónete.
tardi vi alziate.
Quantº ore ſono ? Jaat kaitàdyr ? “ Ti 6ra ìne ?
Poco vi manca al mezzo ijle jakyn dyr, dòrtédir. Lighon lìpi dhià to meſi
dì. Ineri ,
Ma io all'ore dieci ritro A'ngiak, ſaat ondi-iken ſòz Ke egho ſtes dhèca 6res
varmi doveva in un luo verdigbym jerdè bulun èprepe n'avrethò is ènan
go prefiſſo. -
mafydim . apofafiſmenon tdpon.
Addio dunque: ſtatevi be Choicidi kal ; vai ſaghly' Lipòn: àme is to calò .
ne e ghyle. Iijaſu.

C O L L O QUI O 7. JEDINGI Mükiialemè. DHIALOGHOS VII.

Sopra le novità. Chabèr iizerinè. Perì Mandàton .

Signore, v'è il Gentiluo Agha, Aly Eféndi ſeni i Afèndi, o kir Alì zità tin
mo Alì, che la dimanda. ſtéjor. afendiàſu.
Digli che entri. Sojlè gielsin iceriè. Pèſtu ma ambì .
Buon giorno. Vaktintz chiir-ola. Calì mèra .
Abbiate buon fine, Akybetinis chair-ola. Na ise pànda calátichos.
Dagli da ſedere. Bir iskemblè gietir. Dhóſetu na cathìſſi.
Non occorre : compatite Lazym detl: mazàl buju Dhen chriàzete: ſimbathi
mi ; non poſſo quì trat rùn, burada cioklùk ejle ſèmu, dhiatì ime viaſti
tenermi longa pezza, per némem, ztra bir doſtumàn còs, èſtondas ke ècho na
chè devo eſſere commen ziafetinè giuſèm gerék. ìme ſintrápezos me ènan
ſale con un mio Amico. mu Filon .
Che tanta fretta? Sedetevi Ne evetlérſin º Bir as o Ti téſi vìa ? Càthiſe olf
un tantino ; e diſcorria tùr ; bir az ſoileſcelfm. ghaki, ke na ſinomilíſſo
illO Ne - II) e Il
l
D I A L o G o v Ii. - 83
inola un tantino aſſieme. Ne chabèr var? men cambóſun. Ti man
Che v'è di nuovo. dàton ?
Tutto va bene . Me ne Eji chaber senin chatyry O'la calà fne. I'ltha aa
ſon venuto per ſapere co mi ſormagha gelaim. Bir idhò, pos essìs pernàte
me voi ſtate di ſalute. ſcéj iſcitmedinmi º Tipota kenirio dnen e
-

Nulla di nuovo udiſte ? chete?


Niente affatto ho inteſo. Hic ſei ſettmedim : bél Dhen ixèvro tìpota: iſſos
Forſe voi avete delle bel kimi ſendè bir chabèr vér tu 15ghuſu xèvris calà ke
le novità . dyr. núria. -

Si è detto, che il Baſcia Belgridin Paſciaſi manzul I'pan, pos o Paſàs tu Bel
di Belgrado ſia ſtato de-l olmuj , dediler. ghràdhu ine evghalmè
Il0S »
poſto.
Stento a crederlo, perchè Déjmede, zira Veziringo Dhen to piſtèvo, dhiatì o
: Vizire lo guarda di ziinedir. Viziris polà ton aghapà.
º on occhio.
gli è aſſaiſmo amato Kul onu pek ſover : bir I'ne polà aghapimènos àpo
dalla Corte : è un brav' ejt addm-dyr , akyl tus dhalus tis Portas ;
uomo, di ruente, affabi dyr, tatli dilt, ehli ve calòs ànthropos ìne, noe
le , garbato, e liberale. kar, ve gomert-dyr. ròs , ghlicòmilos, né ſii
-
mos, ke aplocheros.
Non vuole , nè ſoffre il Kimſentn zararint ſtemèz, Dhe thèli, ke dhen ipo
inale altrui; e ſi ſtudia di ve hepſininfaydaſynd cia fèrni to cacò canenù, ke
far del bene a tutti.
s
lyſeyr. jirèvi na càmi calòn ſtus
olus.
Egli puo dirſi il Padre de' Fakvrlerin Babaſy-dyr , Imborì na cra&tthi o Pa
poveri, e l'Avvocato de Jui ſuzlerin arcasi-dir. tèras ton ptochòn, ke
g t Innocenti. Dhiafendevtìston àfteſton
ia di lui depoſizione riu Onùn manſùl oldugbù cok To evghalèmatu the fè.
ſcirà di notabile danno a adamà zarár edér. meghàlin zimìan is po
molti. lùs. |

lite il vero: delle gran Giercékſin: onàn eflighini Lèjis tin alìthian : poià
coſe ho inteſo a dire del ciok iſcittim . pràghmata acuſa dia tir
la di lui bontà. calosìndu .
È.4i fa peccato, che un uo Jaſyk-ki , bojlè adém pa Crìma, ènas ànthropos tè
ino di tal fatta sfortuna listz-dir. tias lojìs na ine dhiſt
to ſia. chiſmènos. -

Ma chi batte la porta ? A'mma kapujù kam cialtrº Pios &tipà tin pórtan?
i gii è un non ſo qual ſer Eféndi Alii iſtejen bir chyz Ine ènas dháles, opi thè
metkar dyr. -e
vitore, cite vuole il Si - li ton kir Alì. ,
gror Alì . º e
Siate ora felice: il mio Pa
Vaktyny'z chair-oda: Agba Echete iilan. o Afèndi
dr ne m'impone di rive myn ſizè ciók ſelami var mu ſas cheretà parapoli,
rirvi molto ; queſto bi dyr. Bu mechtub gigby' ke etſton to grammata,
glietto mi dette da pre mazàr buj:/run. mu.edhole pa ſas dioſo
ſentarvi.
I miei riſpetti al tuo Pa Aghanà cioé ſelàm ejlè, Polà cheretſmata tu kiri
drone ; e digli, che per ve de ki, ben jarinà ha ſu, ke pétu, 6ti avii
dimani io ſarò pronto. zy'r olirum . theli ethimaſthò.
Chi vi manda queſta let Kimdéa-dir bu mechtùb ? Píos ſu ſtelni etitin tin
tera ? ghrafin è
Me la ſcrive il Fratello Achmetìn kardaſeynddin Mu tin ghráfi o Adhelfòs
di Achmette: mi fa un dur: benì avà davèt edé tu Achméti, opù me en
invito alla caccia. - ior. chalì is to kinijì.
A 1 Ben F2 E i
s

8. P A R T E - I V. c A P. V.
Avrò piacere d'accompa Bènde ſize foldaj olmak Epithimò na ſindrofépſo ke
gnarm vi anch'io. iſtérim . eghò .
parere il ben venuto ; ne Choi geldìn, ſefà gieldìn. Calòs irthes, calòs na o
avrem piacere. -
risis.
1Dimani con voi ſe la paſ Sicfnile farin bir zéuk e Avrion ſincharópios theli
ſeremo allegramente. derìz e peráſſomen .
Per la qual coſa me ne I mai her ſceſì hazyr et Dhià t'ávto pagho na eti
vado ad alleſtire il tutto. mejè gidérim . mazo ta pánda.
Ottimamente . Iddio vi Pek efì. Allàb belingè ol Polà calà. o Theos anda
accompagni. ſun. maſu.

C O LLO QUI O 8. SEKrzINGI Muk'alemè. DHIA LOGHOS VIII.


Fra il Padrone, el Servi l Aghailen Chyzmetliar - Anime ſen Aféndis, Ke
dore. - dhAlu .
O, o... pel molto ſchia Bre, bre; . . ciaghyrmaktàn O, o... Dhia na ipſa
mazzare mi ſono irrauci ſezim boghuldù. vrondofonixo exalaranji
dito - ſtica .
Che mi comanda, Signo Ne bujurarſun, Sultanym. Ti orizete, Afendi.
Ie ,

Tira la coltrina; dammi i Perdei ceki : eſpablerymì Trávixe tin kurtínan: dhó
miei veſtiti ; nettami le ver, papuf/arymì temiz ſemu ta ruchamu ; pa
ſcarpe; ſcuotimi il man lè, jaghmurlughumù ſilk ; ſtrepſe ta papſitziamu ;
tello; aprile feneſtre, af pengereleri al ki, odà bir tiraxe to feragému, ani
finchè la camera prenda uruzgiarlanſyn ; bir a xe ta paratiria, difa na
un poco d'aria, e accen tés ejlè. ajeriſthì i câmera ke tin
di il fuoco. fotiàn inapſe.
Eccomi pronto a ſuoi cen Bas iſtunè - As ine oriſmoſſas -
ll -

Via ſu dunque sbriga Tez eflè imdi : fcimdiédek Oghligora: 6la âfta épre
ti : queſte ſono coſe, bunlarì etmi5 g erékidin: pe na itan camoména :
che dovevi già aver fat dóſceghimì duzet: odafì ſia ſe to crevàtimu : SKu
te : Rafetta il mio letto: ſipur, elimì jafkamaghà p:ſu tin câmeran: ſere e
ſcopa la camera : porta bir ſu gietir . Pefkerì na nero, dhia ma plino
mi dell'acqua per lavar “L'f 7° e / ta chériamu : dhóſmu to
mi le mani. Dammi lo cheromándilon.
ſciugamano.
Oggi non pranzo in caſa: Ben bug in evde jemèm : Dhen jévome ſimera is to
un mio amico m'ha in doſtumàn birisì benì oflè ſpiti: énaſmu filos me e
vitato a pranzo. mangiaſinà davèt ettì.
- calaſe na jefthò.
Lo che farà biſogno a te, Janà bir ſei lazym olir To 6ti chriazete ſeléghu
compralo, e mangia. ſa, al , de jè . ſu, aghoraſeto, ke faie.
Vieni meco fino alla caſa Davet ettiklerì jerédek bi Ela andamamu is to ſpi
di chi m' ha invitato. lemgè giel : ſon-ra tez e ti ekinù opù me ecaleſe;
Indi preſto ritorna a ca vè don . Bu kalabalygby ke aftìs jírite is to ſpiti -
ſa; raſſetta e togli via kaldy'r: buz butiin evì Evghale afta ta anacato
queſti ſcompigli, e tutta temizle, ve dozèt : Bél ména: 6lo toſpiti na sku
l'intera caſa ſcopa e met kim doſtumàn birisì banà piſſis , ke na tofiaſi,
ti in aſſetto, perchè for giele. Dhiati ſos èchi na elthi
ſe verrà da me un mio ènasmu filos. -

amieo.
Ad ubbidirla. Ba5 ilzerine. Is tus oriſmiſſas. A

Se qualcuno mi vuole, di Benì bir Aimſe iſtérſe , An me zità canìs, pla,


pèſtu
gli ſof-
- D A L O G V I I I, 33
gli che ſe ne ritorni di ſoflºſin järing elsin. na élthi évrio.
mani -

COLLOQUIO p. DoKUZUNGIU Mika: DHIA LOGHos Ix,


leme.
Circa la caccia. Peri tu Kinijiu . Avdan Ötürü .

Pos! acomi is to crevati º


Come ? a queſt'ora per an Nige ' Bu ſahattàdak da Calà! oh tis calos kiniji
che in letto ? Bravo da chy dòſcektéſyn ' A'fe
ſenno ' O il bravo Cac rim ' Ne giuzèl Avgi ſin tis ?
ciatore ! ſen ! -

Abbiatemi per iſcuſato ; Lutf eiléſin, bir az g'ecgè Simbatiſéne; arghà epighi
is to crevati.
un pò tardetto me ne an jattym .
, dai a ripoſo. -

rima dello ſpuntar dell' Sabàh agharmadàn evèl ha Pfin na xirneróſ, éprepe
» alba dovevate eſſer in or zyr olmak g'erék-idin. na iſſe étimos.
dine. -- - --

Egli è molto, che ve ne Ciok oldamu ſiz gelelù. Ine polikerià opù ilthete?
ſiete venuto ?
E' un gran pezzo, che ce Biz cioktàn ſenì bekléfo Polòs keròs, ine opù ſe a
ne ſtiamo quì aſpettan rta2 e carterùme.
dovi. -

Via ſu: preſto alzatevi. Tez kalk - -


Ghlighora came: asícoſu.
E'º egli tempo bello e ſe Havà actkmi-dir ? Ine amºrfos Keròs, Ke xa
reno ? - ſterià. - - -

- A che ſi debba metter il Nazy havà olagiaghy belli Pos théli ſtathì i iméra,
tempo, non ſi pno indo defl. dhen to xéro.
V1nare ,

Faccia Dio, che non ab Bulaiki, jaghmur jagéma As cami o Theòs, ha min
bia a piovere. ſairdy. -
vréxi. - -

TNon mi pare: il vento ſi Défmeae iirizgàr endì. Dhen to piſti vo: 6 ane
è rimeſſo. - - mos anapavthike.
Avete poſto il tutto in Her ſceinìz bazyirmy Etimaſes 6la ta pràghma
ordine i dyr ? ta ? - -

ia ſu, andianne. Hajde, giaelim. Ela, as piénomen.


Date da portare gli ſchiop Tufenklerì chyzmetkiarlarà Dhöte ton dhuleftàdhon ta
pi ai Servi. vérun, tutſunlàr.
- -
arcubùza na ta fèfun.
Non vi ſcordate della pol Baruti, ke kurfunù onui Min Kechàzeſte to bariti,
vere, e de'ballini. ke ta valſnia. -

Quante palle e pallini com s",àn alay'n ? P6ſa volià, ke valinia a


prato avete? ghóraſes ?
Quanto baſta; non man faſege kadàr vardyr. l-
Ta chriazúmena , pu na
- -

cheranno. min líptun. -

Teco mena i bracchi, e i Tazylary' bilingè al. Me tu loghusu as ine ta


levrieri. - - -
ſkilià tu Rinijù.
A ciaſcuno aſſegnate il ſuo
luogo. .
fi kiſcin jerini tain e
c e
i Càthe enòs dhiàtexe tön tó
pondu.
Ognun ſi ſcelga quel ſito, Her kier iſiedigb/ jerf al gine as pèli pù agha
che più gli aggrade. ſyn. - -
Da - -

A che ce n' andiam più Ne uzaghà gia'ériz ? . Ti piènomen tºſſon om


inanzi? broſtà: - - -

Ecco, che queſta ſelva è Iftè, bu ormandà ciok ſci Nà ; aftos o dnaſos ine
piena di ſalvagine. k'àr vardyr. jemàtos aghriokinii.
Dopo Bir F 3 J º.
- - - a ri va a i- i m a - ra it o -V a

Dopo qualche ora ci rive Bar ka ſaattàn ſon-rà g e Ifiera àpo camían éran
dremo ; e imbandiremo ne goriſcùruz ; de etti the vlepómeſie, ke theli
una buona menſa colla ghimtz dvile bir eji zia cànomen calò iiona me
noſtra cacciagione. fet edèriz. to kinijimas.
Ben venuti, ben ritrovati, Hoi gieldiniz, ſefà gieldi Calòs lthete, calòs evris
Oh º che rara qualità, e nfz . Vah ' Nékadar tur kìtheſte. Po ' pìa xecho
quantità di cacciagione ſi lù turli azyz avlàr et riſtì oſſòtita, ke poſſòtita
è fatta. Ecco delle lepri, fº,
tikº tavu Fanlàr, bir kinijíſeos ecàmamen. I
un Cervo, un daino, u ſighyn, bir gejràn. Né dhù laghus , èna làfi,
ma camoſcia. Quante qua " i"; nékadar mian Zacodan, mian a
glie ! quanti merli 'quan karà taik ! nekadar in ghrio catzican . Pöſſa or
girjejèn ' nekadar skold
ti beccafighi! quante bec tìkia ! póſſa c6tzifa! poſ
caccie ! paxà l -
ſus ſicofùs? poſſes xilécotes
A dir vero, da gran tem Gercèk sojlemelf : cioktàn Dhìa na ipò tin alithian,
po non ho fatta caccia bojlè bir av etmemtſci polìkeros ine, opi, dhen
così copioſa. Ne ſia rin dim. 74kir Allaha. ècama tóſſon kalòn kini
graziato Iddio. -
jima. To Theò dhöxa.
Il tuo Germano come ſa KardaTy'n ne gizel tut O xadhelföſſu ti calo me
rimaneggiar bene lo ſchiop fénk attàr ? Niſcianlady tacherìzete to arcubizo!
po ? Non ne sbaglia un gliyny difma vurùr. dhen latèvi potè.
tll'O e

Voi vi prendete burla di Latifè edérſini: - Jelaſeta.


mie e

Or via: andiamocene ; ri Hajde, gºidelfm, rabàt o Edhà: aspiènomen; apocu


poſiamoci, rifociliamoci, lalim, jemeklenelym, ve razómeſte , therapevòna
e divertiamoci. bir zevk, ſefà ſirelim. ſte, ke ſirianìzomen.
COLLOQUIO 1o. ONUNGIU' Mukaleme • D HI A Lo G Ho s X.
Tra il Padrone, e un Aghàilen ChyzmetRiàr. Anameſa is 4nan dhºlon ée
Servitore. -
ton Aféndi.
Eh ... v'è niuno ? Bre... bir kimsè jökmu ? Oh . . ìne canìs?
Che mi comanda, Signore. Lepè, Sultanyim . Ti mu orìzete A fendi.
Via ſù preſto, accendi il Tez bir atei jak ; benì Cáme ghlighora , ànapſe
fuoco ; dammi le veſti gijdir, gomlejimi ver. tin fotiàn ; dhóſemu ra
menta, porgimi la mia rùcha, dhidhemu ton i
camiſcia. pocamisónmu.
Non è calda, ma fredda; Iſgiàk defl, ſouk-dur; i Dhen ine zeſtò, ine chrio ,
ſe volete la ſcalderò . ſiérſen, yſyndyryrym. an orizete, to zeſtèno.
Nò, va bene. Dammi le Cháir, e fair; cioraplerimt Ochi; paji calà ; dhòſemu
calze. Dove ſono le mie gºetfr. konduralerim cha tes càrtzes . Pu ine ta
'carpe ? nè ? papùtziamu ? - -

Lccole quì pronte ? Iftè, Sultanym ; hazyr Edhò etimaſmèna.


dyrler. -

A me pare, che ne commi Jeniſini ſmarlamyſeydym, Mu fénete, poseparàniela


i delle nuove. gibi. dhià kenùria. -
- -

Veriſſimo, Signore ; ma E'vet, Sultanym, dingiak Alithinò ; 6mos dhen ine


non ancora ſon fatte. dacby japìlmahyi. -
acómi camomèna. -

Va a vedere, ſe l'abbia Var, bak, bitmtimi. Pàje na idhìs, an ine te


compite . liomèna.
La mia pelliccia, che ave Kirkiumi japtyrmaghà ver Tin ghinanmu, opù èdho
va dato a fare, l hann miſcidim, gºetirailermi ? sa na càmun, tin iferan?
portata? -

L' Gier Tia


O G O X, o7
D I A L
Gietird iler. Tin ìferan.
L'han riportata. Na idhò, an ine calà fri
Che veda , ſe ſia fatta a Bakaim, effmidir. Ne dér aſméni; Pos ſu fenete?
dovere. Che te ne pare? fin è -

Polà calà : dhen imborie


Egreggiamente: non pote Pek effdir. Bundàn ejì na friaſthì calìtera.
va farſi meglio. oldmaz .
O Pliſtis ifere ta paniamu !
Il Lavandajo ha riportata Ciama Firgì ciamaſcirlari
la mia biancheria ? mì gietiredtmi ?
No per anche . Chair, dachy getirmedi. Oèske acòmi . -

Jeri te n' andaſti poi dal Dun Terzi è gittinmi ? Epijes echtès is to Rifti?
Sarto ? Neske; mu èdhoſe léghon
Sì Signore; mi diede paro gioi bigliin-iciv ſoz ver dhia si meron.
la per oggi. Pios ctipa tin portan?
Chi è, che batte la porta? Rfmdir oapudà ?
O Ráftis.
Signore, è il Sartore. Terzìdir, ſultany'm.
Che ſe n'entri. Gºelsìn icerì. As embi.
Eſpabimì g'etirdìnmi ? Mu éfetes to richomu ?
Mi avete portato il mio
abito ?
E'vet, ſuftanym. Idhù, Aféndi.
Eccolo per appunto quì. As to dhokimázomen , an
Proviamolo, ſe mi va be Bakaìm, efì japtinni.
ne e
bàji calà.
Spero, che V. S. ne reſte Bejenirſin, ini Allah.
Elpizo na mini efchariſti:
méni i Afendiafu.
rà contenta. Dhen ine condò è
Non è egli un po curtet Kysà dejtlmi ?
to ?
Mi perdoni i va ottima Litf eilè; pek giiizèldir.
sitº páji polà ca
là.
memte, - -
Ta manìkia fenundèmu
o
Le maniche mi ſembrano Jenlerà bir az bºldurler.
alquanto larghe.
ligáki plati,
Jcfmdi adet bidur. Etzi ſinithízete tóra.
Così s'uſa oggidì Etuto to richo poſſon co
Queſto drappo quanto co Bu ſceria in arſcinì kacià
ita al braccio? dyr ? ſtizi tin pſchi ?
Ugiuzd ur: Arſcini birghr u I ne ftinò : to epira dhia
Egli è a buon merdate: l' èna ghróſi tin pichin.
ho preſo per una piaſtra 5 à aldy'm . Came lipòn tus loghariaſ
al braccio.
Rate li voſtri conti, e ve l'mdi hyſabinì gior; dejd
múſſu; ke âvrio ela ma la
nite dimani a prendere il ringfel, akceſinì al . vista aſpraſu.
voſtro denaro.

I 1. M il Ki A L E ME. D HI A LOG H OS XI.


COLLO Q IO 11.
Circa una Collazione. Chauſè alty iizerise. Dhia éna Dhilinòn.

Avete nulla in pronto per ciatoia bir ſce?n vair E'chis tipota étimon dhia
èna dhilinòn ?
una Collazione ? mi ?
Che deſidererebbe , Signor Ne iſtérſimiz, ſultanym? d Ti epithimàte, Afendimu ?
mio ?
Echìs lucánica , ke paſtit
Avete della luganica , e Sugiuktàn , borektèn jök zákia? E'nas sfmeron échi
paſticelli ; un mio Amico mu ? Birdoſ tùm bug un be
na dhilinizimazimu ; Na
deve oggi meco far col nfmile chavfe alty edegek.
elazione; ed eccolo. Ve biºdar, gieldi. ton, ſlthe.
E' in pronto quanto deſi Her me iſiedighinìz hazyre Etimon ime 6ſſon epiti -
máte.
derano. ayr. -
Vále ſto chiòni to erasì ;
Annevate il vino ; preſto Sciaraby buzà ko; tez ſu ghlighora firóſe to crape
e
mettet ia tavola ; ſcia frafì kórtin , biciakl erì ,
ka F 4 zt :
- qua
88 P A R T E I V. C A P. V.
rate i bicchieri, portate ſeykklerà gietirin , kade zi; pline ta potfria; fé
ina poſata. Abler ifajkà. re ta makéria , keta pi
rúnia.
Via ſu mio caro, ſenza ce Giànym, teklifsìzoturalym. E'la, màtiamu, chòris te
remonie, alla buona ſe letes as cathomen .
diamoci.
Mangiate prima queſti pa Seiù brekler yſygiàkikien, Fajete-pròta etita ta arto
ſticetti, ſinchè ſono caldi. évela jéjiniz . créata oſson ine zeſtà. .
-

Sono ottimi, ma ſono un Pek sfidirler , angiak bir I'ne exéreta ; dimos ine 6li
pò troppo cotti. az ziadegè pi5mì5-dirler. gho parapſiména.
Oſſerviamo , ſe il vino è Bakalyºm , ſciaràb ejimi As idhúmen an to craſi ine
suono. Datemi da bere. dir. Sciaràb ver banà. calòn. Dhoſemu to crasì
º la voſtra proſperita. Efkinizè. Is tin ijfanſas.
Buon prò vi faccia. Afietlér-ola. Spolátes.
Come è il vino ? Sciaràb nigédir? Pos ine to crasì ?
Ora lo guſterete. Scfmdi bakárſyn . Tóra the to dhokimázete -
Date da bere al Signorino. Celebijè ſciaràb doldùr. Dhóſe na pini o Archondas.
V'è tempo; laſciatemi man Tezdir hate, bir azagìé da O'chi; thélo na figho acó
giar nn altro tantino. Aba fejim. - -

mi éna ligháki.
Portate le ſalciccie. Sugiuklarì getìr. Fére ta lucánica.
Ora datemi a bere. Scimdi ver, iceim. Tóra dhòſmu na piò.
Alla voſtra ſalute. Zevkinizè. Is tin igiáſu .
Buon prò vi faccia. Afièt ola. Ijiáſas.
Di queſto vinetto, che ve Scaràb ſana nazyl gieldì ? Pos ſu fenete etito to cra
ne pare? -
sàki?
Non è cattivo, anzi è ot Banà pek eiù giárinùr. Mu fénete exéreton .
º timo.
Un Amico me n'ha fatto Bir doſt banà bunù pefki Enas Filos muto echáriſe.
un preſente. ei eiledì.
Perchè non mangiate di Nejè bu ſi giuklardàn je Dhiatì dhen trois épo eti
queſte ſalciccie? mézſin ? tas tas lucánikas .
Ne ho mangiato, mio Si Jedim, Sultanym. Efagha, Afendimu .
note ,
Di bel nuovo datemi da Bir dahà doldùr, ice?m, A'lin mian foran dhóſemu
bere. na piò .
Bevete voi pure. Sénde i? . Piete ke eſſis.
Voi non mangiate nulla. Sen hit birſcéj jamézſin. Eſsì tipota dhen trois.
In ſi fatta maniera ho man Sciojle jedim ki, déimede Efagha tóſon, opù imbo
giato , che per dir così , ki, ojlejin altyk jejémem). rò na ipò, ſimeron dhen
oggi poſſo ſtare ſenza pran jevome pléon.
ſare. -

Voi burlate. Latifè edèrſin. Perijelàs


Me ne devo andare. Gitsèm gierèk. Prépi na pagho.
Dove? Nerejè ? Pu ?
Il Signor Muſtafà mi ſtà Muſtafà Calebì 5 undà ja O kir Muſtafà me acarte
aſpettando in un giardino ky'n bir baghcedè benì bek rà is éna perivólion edbò
quì vicino. lèjor. -
condà.
lo pure me ne vengo con Bénde beraber geltrim, E'rchome ke eghò mazíſu ,
VO1 e

COLLOQUIO 12. 12. Mi K A L E ME'. DHI A Lo G Hos XII.


Sopra un Giardino. Baghcè izerinè. Perà enù Peri v6lto .
Quanto avete inguggiato! l Ne ciok eilendìn i Póſſon 4rjiſes !
Non Ro Nſ en
D 1 A t. O G o XII. 89
Non s'è impiegato mala Boſcunà detldii. Bizim do Dhen échaſà ton keron .
mente il tempo. In caſa ſtumùn evindè bir eji Cha Is to ſpiti enù Afendoſ
d' un mio buon Padrone vfeatly ettìm. mu, pola calà edìlin is.
m'ho fatta una buona me
renda -

Peccato, che non vi ſiete Jazyk ki, benìmile ſénde Mu cacofènete pos dhen
trovato anche voi. buliánmadyn. evréthikes ke tu loghuſu.
Sono ben due ore, che v' Iki ſadttyr kii, ſenì Ach I'me dhfo 6res , opù ſe a
aſpettava con il Sig. Ach met Celebiile bekléridim . cartherò mazì me ton A
mette, -
fèndi Achméti.
Dove ſe ne gito il Signor Aehmèt Celebì nerejè gitti? Pu epije o Kir Achmé
Achemette. tis?
M'ha impoſto di molto ſa Sizè ciòk ſelàm vardyr ; Mu eparánjele naſe chere
lutarvi da ſua patte: Ma Angiak iſcì oldughundàn tiſo polà apo méroſtu ;
le ſue facende non gli han ſenì beklejémedi. omos i dhulièstu dhen to
no permeſſo di aſpettarvi affiſan n'acarteréfi pléon.
d'avvantaggio.
Che brav'uomo egli è mai! Ne pek eſì addmdyr ? Ti calos inthropos ne ?
Dio voleſſe, che quì l'a Kieskè onà bundà billmuf A'mbodhes na ithela ton
veſſi trovato. oldi dim . evro edbò .
Con un uomo cotanto ſa Ojlè bir, akylly addmile Me énan tétion Anthropon
gio il confabulare mi ſa lakyrdy etmèk banà bir tóſſon ſofòn na "
rebbe ſtato di ſommo pia 'bujùk dovlèt oldrudu. ſo, mu itane mia meghá
cere, li charà re
Che dite, che ve ne pare Bu baghcedèn otiirà ne dér Pos ſu fénete etáto to pe
di queſto Giardino ? v'ag ſin ? bejenirmiſinº rivòli ? ſu aréſi ? -

grade ?
Egli è queſto un luogo di Pek giuzèl ſeir jertair. Alithina, ne chardtopos.
belliſſimo divertimento.
Queſto ſpartimento di fio Bu ciceklijè pek bejentrim. Aftì i aradha luludhión ine
ri mi dà gran piacere. exerati.
L' acqua di queſto fonte Bu cefmenìn ſujù ne beràh; To nerò tutistis vriſis poſ
quanto è criſtalina ? hillorà benzèr ! ſon ine criſtalliticon !
ºf Vi ſi trova ogni ſorta di Her turlù aghà bulunùr. Vrískete câthe lojis dhén
piante. dron - -

Da queſta banda ſi veggo Bu taraftà kaisì, Feftalì, ba Ap' etito to méro vrisk
no delle bricocole, perſici, dèm , ve armi d aghacle onde kaisì,rodhákiaa, ami
delle mandorle, e de'peri. rì vardyr. ghdala, ke apidhia.
Da queſt'altro lato vi ſi O bir taraftà tut, kirèz , Ke ap' etúto to Alon vlé
veggono de moroni, del venar aghai ler bulunàr. ponde ſicaminià, kéraſta,
le cſregie, e de'cotogni. Ke kidhonia.
Ma dove ſono la limona A'mma ilimonlijìn, ve etma Pu iné limonétopos , ke
ra, ed il pomaro ? lighinìn agaci bandadyr? milótopos ? -

Girate l'occhio per quì. Berujè bak. Jſriſe to mátiſu ap edhò.


A dir vero , in vita mia Gercèk-ki, ben 5mrilmdè Me tin alithian dhen idha
non ho mai veduto un ſi Bojlè birgizèl boſtàn gior potè éna tétion. perivóli
fatto orto cotanto bello. medimi. ”
tóſſon exéraron. ,
Il quì paſſeggiar in queſta Bu zemandà buradà ſeìr Edhó to ſiriani is etſton
ſtagione rieſce aſſai guſto pek e fidir. - -
tal keròn ins polà noſti
ſo. -

mon.
Vi ritorneremo dimani, e Jdrin gelfriz, ſegrinì zia A vrion the metajirizomen
più a longo paſſeggiere degè idèriz. - . :
ke theli porpatiſomen pe
prio .
l l risóteron.
Ben Gia Me
r
9o P AR T E IV. C A P, v.
Ben volentieri; ma condu Giani giofilaè n; ke Ach Meta charàs: ma échina
rò meco il Sig. Achmette. mèt Celebrjì bilemgè aly' élthi met'aména acómi o
ryna. kir Achmétis.
COLLOQUIO 13. 13. Mi Ki I A LE ME DHIA'LOGHOS XIII.
Sopra il Giuoco. Ojùn iizrè.
Apano is to peghn/dbi.
Siate il ben venuto, o Si Cho7 gieldìn Muſtafà Efén Calós flthes o Aféndi Mu
gnor Muſtafà . Il Signor di . Achmèt Celebì bilen ſtafà. O kir Achmétis er
Achmette viene egli con gémi-dir? chete mazifu ?
voi?
Ecco, che ſe ne viene. Iſte giellor Idhù opù érchete,
Vi deſidero ogni bene , o Bu vaktinìz chair-ola Ach Is calín 6rºn as éftaſes o
Sig. Achmet . mèt Celebè. kir Achnéti.
Poſſiate terminar bene la Akybetinìz chdir-ola, Jul Na polichroniſis, Archon
voſtra vita o Signore. tanym. dámu . v

Jeri gli amici aſſaiſſimo vi Dun kig in doſtlèr ſenì I Fili èchtès epithinſiſan
bramavano. pèkarzuldridiler. tin Aféndiáſu .
Venite; ſaliamo ſu queſto Giélin , fu kiò Fkiè cica Eláte; as anevomen is af
belvedere, ſinchè il ſole lim, ta giùnè5 cekilinge to to théatron, os te pu
ſe ne declini. dek. -

na capſi o ſlios.
Volete che facciamo una Riàgbyd ojnajaly'mmy ?
artita alle carte ?
Thélete na péxomen is ta
carthià ? ,
fi volentieri; date le car Pek efì. Kiaghy'd giettrin. Metà
te ,
charàs; férte ta car
thià,
Veggiamo a chi tocca la Bakaly'm kim verìr.
IIlano e
As idhúmen pioni, peſtina
ta Camt .
A me tocca il far le car Ben veregéghim.
te ,
Eména tichéni na ta mi
ráſſo .
Miſchiatele bene. Bir ejì kary Fty'r.
Tagliate, alzate , anima Res, kaldyr, gianym . Anacat6ſeta colà.
mia. Cópſe, sicoſe, pſichſmu.
A me già ſen vengono cat Banà fenà kaghydlàr gie Is eména erchonde âcam
tive carte. lijor. -
na carthià.
Eh non ſarà poi tanto cat Ojùn 6lkadar fenù detl-ki Eh dhe théli fne têſſon i
tivo giucco, quanto voi dérſin. camnò peghnidhi cathos
dite. les.
Eccovi, o Signore. Al Sultany'm Páre A'rchonda.
Ottime carte voi avete : Pek efì kaghydylary'n vdr Calótata carrié eſsì cratìs.
dyr.
Il ſuo giuoco va aſſai bene. Ojuniºn pel: giizéldir. To peghnidiſu ſne polà calò
Da bravo; fatevi coragio. Ha, ghajrèt eflè.
Con ſi fatte carte il giuoco Ben bojlè kiaghydla rilen Iiáſu 3 min chaneſe.
Me tétia cartià den imbo
non mi può andar bene. ojùn ofnamàm . ro na kerdhexo.
Queſta partita l'avete vin Bu ojunà ſen aldy'n Tútin tin partìdhan tin e
ta voi.
kèrdheſes tu loghuſu.
Facciam un'altra partita. 'Bir dabà ojnajaly'm. As câmomen mian alin par
tidhau.
A quel che vedo, voi ſiete Banà gºdrè, ſen pek eſì oj Cathòs vlépo, esì ſe thav
; un eccellente ginocatore'. ndrſyn. - -
maſtòs pephnidhiáris.
Forſe in queſta partita mi Bilkim bu ojundè bachtìm I'ſos is tutin tin partídban
arriderà la fortuna. aci lir .
i tichi théli mu aghapà.
Abbaſtanza abbiam giuoca l Jetèr ojnady'k. Jcfmdi ſei Ttáni to peghnìdhi. Tora

pime

\
D I A L o G G XI I I.
to - Ora andiamo al paſ rè gidelim. páme na ſirianſſomen .
ſeggio -
COLL o QUIo 14. 14. Mi Ki A LE ME”. D H I AL O G OS XIV.
Sopra il Paſſeggio. Seir iizrè. Peri is to ſeriani.
O là, ſtaffiere. Bre, oghlàn. Olà, Dhille.
Che mi comanda, Signore. Leppe, Sultany'm. Oriſte, Eféndi. -

Va dal Sig. Ali ; e digli, Var; banà Aly'Celebijì cia Paje ſto kir Alì ; ke pétu
che ſe ne venga da me. ghy'r. na élthi is eména.
Eccolà, che ſe ne viene. Iftè gelijor.
Giuſto opportunamente ve Mahalindè gieldìn, Celebì, Is keròn ilthes Afendákimu;
ne veniſte, o Signorino ; ſenì ciaghyrmaghà ckyzme etſmaſa ton dhúlon na ſe
era appunto per mandare tkiarì folagiaghydym. cráxo.
il ſervitore a chiamarvi.
Qual n' è il motivo ? Son Ntciùn ? Senì bir chyzme Ti ſne i etia? I'ſos ſme e
forſe abile a ſervirvi in tinde laikmiim ? pithìdhios na ſas dhulé
qualche coſa ? -
pſo is camían dhuliàn.
Non già . Ma attendete , Chàir : ingiak havany'n C'chi. Alà vlépe ti 6mor
che bel tempo fa. giiizelighinè bak. fos keròs câmni. -

Egli è propriamente pecca Jaſy ktyr bójlè havada ev Crima , me tétion keròn
to ſtarſene in caſa in ſi dè oturmàk. na ſtéchete tinàs is to ſpís
-

mil tempo. - t1 -

Che far dunque ſi deve º Ja, ne japmaly'? Lipón ti na camomen ?


Andiamo a divertirci. Páme na ſirianſzomen.
Seirè glidelim.
Perdonatemi, ve ne priego Mazùr bujùr bi, giùn ciok Simbatiſetéme, símeron e
oggi ho molto da fare. i 5 im var. cho polà na câmo. A
L' affar ch'avete , potete Iſcini juryndà giorè bilir Tin dhuliànſu imborìs /aa
rimetterlo a dimani. ſin
t . tin apomacrinis dhſ? âv
rion .
Ma non puol eſſere. A’mma olmaz. Dhen ſne voletòn .
I voſtri affari ſieno quanti, Nèkadar iſcìn olsà, mun Oſſes dhuliès ke an échis,
e quali ſi vogliono, non k'àn dejtlair-ki, biz ſenì sſmeron dhen ſe / finomen
ſarà mai, che vi laſciamo ko/verelim. ápo condémas
- -

partir da noi. -

Oggi infallantemente dob Bis big in bilimizgè ſeirè Símeron chöris llon écho
biamo andar a ſpaſſo in gitmelfiz. men na ſolazáromen ma -

ſieme. zì.
Già ho ſpedito il camerie Chyzmetkiarimt kaìk tut E'ſtila ton dhſilon na nav
re a noleggiare la gondola. majà jolladym. lizi to varkaki .
Poichè così comandate, ſa Ciúnki bojlè bujürirſuniz, Dhiatì mu orizis étzi, the
rò voſtro compagno. ſizè foldài oliirum. ime ſindrófoſſas. -

Lo ſtaffiere che ho manda Isk elejè jolladighìm chyz O dhulos, opu éſtila iston
to alla riva, quanto in metk'àr nékadar eilenior. limnónan , poſſon ſéche
duggia ' -
te !

Ecco, che frettoloſo ſe ne IFtè ſoirderèk gielìjor. Idhù, posérchete viaſticos.


si
" per lla 8
e1 COn Venuto p
- gon Kajighy tuttiinmu ? Simvézeſes dhſatin varcan ?

L' ho preſa , ed è aſſai Bir ejì kaìé tuttàm. Néske, tin epíra, ke caló
buona. - tatt line e -

Per quanto ? Kacià tuttàn ? Dhià póſſon ?


Per vinticinque parà º
Sta
Ig'irmì bei parajà tuttàm. Dhià icoſi pende
Pier
ri" c
92 D A L O G O X I V,
Stà il tutto in ordine ? Her Féj hazyirmidyr? Ine dla étima ?
Signor Sì. - E'ver, Sultany'm. l Néske Aféndimu.
Sia tua la cura di manda I'mdi onlnarì kajighà jollà. Epimélepſu na ſtélnis 6la
re quelle coſe alla gon ta pánda is to kafki .
dola .
Non induggiamo ; ſottria Ejlenmèjelim ki , ſygia. As min ſtéchomeſten pléon;
moci da queſto ardore. ehà kalmäjalym. as ghlitonómeſte ap'aftin
tin capſan. -

Via ſu, inviamoci; andia Hájde, jolà cikaly'm 4ar Edhà, ſtratev6meſte; pijé
mo ad incontrarſi con il daſeynà oghrajaly'm Buld nomen ma ipapandúmen
voſtro Fratello rFacci Dio iki onlida bilemizgègelsìn. ton Adelfòrifu ; lte ha dhd,
che ci accompagni. ſi o Théos , na ſindroſia
ſthì metamàs.
Il tutto ſia come voi vo Iſtedighin izrè olsùn . As ìne 6ſſan eſsìs thélete.
lete.
Non indugeremo di molto, Ciòk elenmézik ; evì jolu Dhe theli ſtathſmen polì ,
la di lui abitazione è ſul muzàn uſtilnde dir . to ſpititu fne is ton dhró
la via che dobbiam fare. mon , opù échomen n a
peráſomen .
Buondì, buon anno. Bu zemaninz chair-ola , Calimera, Eféndi Muſtafà.
Muſtafa Celebi .
Siate li ben venuti, o Si Chof geldinz , Aghalàr. Calòs ofìſte , A'rchondes.
gnori.
Via sù preſto, andiamoci, Hdide berabér glidelim. Oghlighora, aspime mazì.
E dove ve n'andate! Nereje giidérſiniz. Pu pajenete.
.º divertirci. Sejirè g'idéjoruz . Na ſirianfſſomen.
C.timamente: via sù, an Polà calà ; edhà , as pâ
dia mo . Peki efì, bijde, gialelim. ghomon .
Entriamo nel batello. Kajighà girelim. As embomen is to kafki.
Via sù , coragio.
tatevi, da bravi, affret
S, Ha, gianym, tez , gbajrèt Edhà, cardhioméni, as ſi
a lº e -
nagháfete, me andrian.
Già ſiam pervenuti ad Or Ortakioje jeti dik . Eptáſamen ſto Ortaköj.
tak'6i.
Quì ſcendiamo , e in un Buradà enel2m ; de bir bo As evjénomen edhò ; ké is
giardino mangeremo un ſtandà bir lochmà ſcèj je ena perivóli thè fame ca
boccone. ri2 . . . io ti.
Voi altri a
no al roſtro ritorno.
quì ſi Biz gielingeºdek , ſiz bun
dà durun .
Efsìs edhè ſtècheſte e 6s toni
jiriſmònmas - -

Eccoci pervenuti ad un Cei meje gºeldìk. Eftàſamen is mia uríſi.


font.e.
Cae ve ne pare? Non egli Ne derfiniz? giuzeljer de Pos ſas fenete ? Aftòs dhen
è queſto un luogo ame èlmi ? ine énas omorfos topos?
no ?
Così è segli è un luogo Ejì dérſin : peº ſefràn jér Vévea, englectòs tópos
delizioſiſſimo. dir. fne.
Ortolano, metteteci in or Boſtagì , jejegegbimiz bir Perivolári , ha mas etimã
dine una merenduola. Feigìé hazir eilè. . ſis ena dhilinaráki.
Che vi poſſo dare, Signo Ne vereìm, ſultanlary'm ? Ti imborò na ſas dioſſa.
ri miei, ſe non ſe un ca Bir ejì chavfè veririm, tur Archondes, parex éna cha
fè con ogni ſorta di frut lù turlù mejvè , ve bir fè, ke cathe lojis carpus,
ti, e un bichier d'ottimo ſafy eſì faràb. me éna poriraki calo cra
vino ? sì.
Ottimamente, avete anche Pek efì . Ingfrae varmi? i Polà calà. Echis ke sfca.
de' | 4 Hena Ke

i
v - -

D I A L O G O X IV, 93
de” fichi?
E come belli e buoni. Que Hem giuzel, hem ei Bun Ke póſſon 6morfa, ke ca
ſti ſono recentiſſimi: gu lar tùrfanaddyrler: jéjinis. là. Afta fne chlorotata":
ſtateli. dhokimaséteta.
Ora facciamo una girata Scimdi bir az boſtandà gie Tdra as jiriſomen olfgho
per l'orto; poi faremo ri zelim ; són-ra kajighymy to perivóli ; ki épita the
torno alla noſtra gondola. zà gidériz . xanapághomen is to kajiki
maS ,

Arriviamo alla foce del Kyjiſyrà karà denizédek Oſtè tin embáſian tis máv
mar nero ; e poi faremo g'idelim, de Anadolì ky ris thalaſas as ftáſomen ;
ritorno dalla banda dell' jiſindùn gerì donériz. ke épita anajiriſomen ipo
Aſia. to meros tis Anatolìs.
Eccoci pervenuti all'Aſia. IFtè Anadolujà gieldìk. Eftaſamen ſtin Anatolin .
E' ancora buon ora : fac Dahà erkéndir. Fu cifly Acómi fne enorìs; as por
ciamo un piccol giretto ghy bir az g'ezelim. patiſomen éna ligháki is
per queſta campagna: tutin tin pedhiádhan .
V'è reſtato niente di vino? Dahà ſciaràb kaldymi, Emine tipotes crasì!
Ve n'è ancora una botti Bir ſciſcè dabà var. Mia botiglia émine.
glia.
Prima di partire , bevia Gºitmedèn evèl icelim. Prin na péghomen as tin
mola. lume -

COL LO QUI O 15. 15. Mi K A L E ME' DHIA”LOGHOS XV.


Taliàn liſanì iizerinà. Apdno ſtfn ghlöſſan tin
Sopra la lingua Italiana. Italikin.
Beato voi , che tante lin Ne mitlù ſana ki olkadar li Calóticos tu loghuſu, opù
ſapete ! sàn bili rſin. tóſſes ghlöſſes xéris .
Faccia Dio, che anche voi Allàh versìn ki sènde tez O Theòs na câmi , ghli
preſto le impariate, per onlarì ojrenéſin, ztra ſa ghora ma tes máthis ke
chè vi ſono aſſai neceſ nà pek lazy'mdyrlar. eſsì, dhiatì ſu fne polà
ſarie . -
chriazómenes.
Dite la verità ; per la qual Gieri ek ſojtérſin ; anùn i Mu léjistinalithſan ; dhi
coſa vi ſcongiuro iſtruir. ciun ſanà jalvary'rym ki, atùto ſe paracalo na me
mi nella lingua Toſcana. banà taliànge diredéſin. máthis tin ghloſſan in To
skánin,
Ho genio e voglia di far Frengºiſtanì gieſmejè nije Epithimó na jiriſo tin Chri
un giro per la Criſtianità. tìm var. ſtianosìnin ,
Corre voce, che voi aſſai Sen pek efì talidinge bilir Léne , pos polà calà eſsì
bene ſapete l'Italiano. ſin, derlèr. xévriz ta Italiacà .
Piaceſſe al cielo, che così Keskè djlè olsäydy, Na cami o Theos, ma ſtan
foſſe. étzi cathòs léjis eſsì.
Così ho perinteſo. Böjlè iſcittim. Ftzi âcuſa.
Forſe caſualmente mi ſon Bélkim bir kac asberdèn Iſos mu éfighan câpia ld
uſcite di bocca alcune pa ofrendighìm fozlerà ſofle ja, opu ap' 6xo emátha.
role appreſe a mente. mffolam -
E tanto baſta per diſco Oikadar jetiſcìr lakyrdì Ke tóſſo ftáni dhià na cu
rerla. etmejè. vendiaſſis.
Se così è, in breve io di Ojlé ſe tez namiu olºrum. An étzi ine is olighon the
verrò eccellente. jinome eklambròs.
Quel che io vado dicendo Jcfmdi ſojlèdiklerimì an Ekina opù tóra legho
?
dhen
non l' intendete? lamdzmiſyn? ta catalamvánis
L'intendo tutto, ma mi Hep an-larym ; dmma ko O'la ta catalamváno ; émi
manca la franchezza nel lajlighile ſoflejémem. dhen écho elevthériam is
favellare. l to ma milò.
Que l Bu Tú.
-
– -

94 P A R T E Iv. e A P. v.
Queſta facilità col tempo Bu kolajly'k zeman ile, ve Titin tin evcholian me ton
l'acquiſterete , e con la lakyrdy i len gelir. keròn, ke me tin praxin
pratica. the mathénis. -

Per diſcorrere eſatamente Bir liſin hirenmek ifin, Dhià na omiliſſi canìs ca
una lingua, fa duopo in ciok lakyrdy etmelì. thòs prépi mian ghlöſſan,
eſſa diſcorrer molto. chriazómenon (ne, ma o
milíſſi ſichnà. - -

Per ragionare fa meſtieri Blr ka: ſº bilmelì ki ſij Dhià laliſſi canſs, prépi
ſaperne prima molte pa lejéſin - na proexevri polà lojà.
role . -

Non v'è dubio: ma o be G'ercéktyr; dngiak eſì , fe Alithia ine; émos i calà,
ne o male, in qualunque nd hémen ſijlè. i cacà prépina milisìs I
maniera ſi ſia dovete par talianicà.
lare. -

Temo di non inciampare Feni ſdjiemeden korkárym. Is to na lalíſfo, fovime na


in iſpropoſiti nel parlare. ipò sfilmata. e.

Che tanto timore ? Non è Koréma tali inge djrenmefè Ti tòſſos fovos? Dhen ine
poi tanto difficile l'im olkadàr giuč dejldir. tóſſi dhiskolià is tin má
parar il Toſcano. thiſin tu Toskánu .
Se favello così, ognuno öjlè ſojlérſem, bépſi benì An étzi omilò , cathénas
mi darà la baja, e met maſkaraja alyrlir. the me perjelà.
terà in canzone.
Non vi perſuadete, che Bilmézmiſin ki, fend foj Dhen to piſtévis, 6ti ine
non è poſſibile ragionare lemetnge eſì ſoflejemeſin 2 aniv 6leton na miliſſi ca
eſattamente, ſenza prima èmdi ghajrèt eflé. nìs calà, an próta dhen
favellare ſcorrettamente ? lalì cacà? Cardhià lipòn.
Coragio adunque.
COLLOQUIO 16. 16. Mii Ki A L E ME”. DHIA LOGHOS Xvi.
Sopra Novelle. Chaberlèr üzre . Appano is kenuria .
Che v'è di nuovo ? Ne chabèr? Ne var, ne jok? Ti kenſirio ?
Avete niente di nuovo? Hic chaberìn jokmu ? Zéris canéna kenirio?
Niente di nuovo ho da ar Hic bir chaberìm jok. Dhen écho tipota kenùrio.
reccarvi.
E che novità vi può eſſe Ne chabèr olagiàé ? Ti kenùrion imborì ma i
i re ? ne ?
Circa la guerra avete ſen Seferdèn 5tiri bir ſcéj iſ A'cuſes tipotes dhiá ton
( tita qualche coſa? cittìnmi ? pólemon ?
Si va dicendo, che Belgra Belgràd muhaſerè edegèk Léne 6ti o Belgridhos é
do deve eſſere aſſediato. dedilér. chi na perikiclothì.
-

( Fu detto così; ma è men öjiè dedilér; imma jalan Etzi léne; 6mos ine pſé
ſogna, dyr. ma “ .
( Anzi ſi tratta di pace. A'ngiak bary'5 etmejè du Máliſta meletine dhià a
farla r . ghápin.
( Credete voi, che ſi debba Bariſc olagiaghynì inanìr Su fénete pos théli jéni i
conchiuder la pace? miſin è irini ?
Così io mi luſingo. djlè ſany'rym . E'rzi pandécho.
-
Che ſi dice alla Fulgida Kapudà ne derlér ? Ti lejete is tin Vaſilikin
. Porta ? Pörtan ?
C E egli vero, che deve far Hun kiaryng idegegby g'er Alithinòn ine, 6ti o Mé
partenza il Gran Signo cékmi ? ghas Vaſilévs échi na mi.
re ? ſevi ?
Non Da Acò
mm -

D H I A L O G O X V 1. - 95
| Daha hic hir kimsè bil Acòmi dhen to xévri ca
Non ſi ſa per anche.
mez. -
nìs.
Pu ſtocházete na paji?
Dove ſi dice ſia per andare ? Nerejè gidegèk derlèr?
Chi dice ad Adrianopoli, Kimtsì Edrinejè der, ki Cápii léne is tin Andria
chi a Belgrado. misì Belgradà. nipolin, capii is to Bel
grádho.
Meſſer Achmette eſſer ſta Eféndi Achmet bicidikile Alithia ine pos echtès o
to ferito con un pugnale vurulmuſ oldugbù g“ercék kir Achmetis elavothi
è egli vero? - mi ? - -
me éna machéri ?
Nol ſo: peccato ſarebbe ſe Jazyk ki, bir bòjlé adàn Iton críma, an tetios in
un ſi fatto uomo aveſſe bijlè bir além cekmi Fo throp ithele échi etitin
avuta queſta diſgrazia. làidi. rin cacorriſikían .
Chi l'ha ferito ? Kim onà vurdù ? Píos ton elávoſe ?
E per qual motivo? Jebebt ne dir? Dhia pian etian ?
-

Si dice, per aver data u Bir adamà bir ſilé vurmti Léne , dhiatì epátziſe é
na guanciata ad uno. fola, derler. nan . - a

Dio nol voglia mai O Theòs na min to dhòſi.


Alla b gióſtérmeſin.
Che che ne ſia, p" ſe Her ne olmò Fola tez fur To bti eſtáthi, ghlighora
ne ſapranno le circoſtan ſatleri biltriz .
ZC ,
i"
xévromen tes periſte
eS -
COLLOQUIO 17. 17. Mi K E LE ME'. DHIALOGHOS XVII.

Per interrogare qualcuno. Birindèn ſuàl etmèk iciün. Dhiana erotiſi canenas.
Fatemi grazia: con chi o Demtn, klimtn ile lakyr Sinchorèſmu, me pion to
ra ſtavate confabulando? dy edejórudun º ra eſinomiliſes?
Con un mio Amico. Doſtumàn biristile. Me énan Filonmu .
Di che Nazione egli è. Ne miletì dir? Ti fili ine.
Egli è Tedeſco. Nemcédir. Ine Némtzos.
-

Io lo teneva per un in Ben anù Ing liz zan ettim. Ton ſcha enan Inghlé
gleſe. ſon. -

Signor no; è Vienneſe. Chair, Beſlùdur. O chi, ine âpo tin Viénan.
Egli è gran tempo, che è Bu vilajetè gelelù ciok ol Ine polìs keròs opù ilthe
venuto in queſte parti? dºmu ? is tatus tus tòpus?
Fa un anno . Bir jil vardyr. Eras chrònos .
Coſtui parla sì bene, e ſi Franks/zce, Taliànge, La Omilì tòſſon èmorfa , ke
franco in Franceſe, in l tinge, Ispanidlge, Ingliſ paſtricà ta Frantzezica, ta
taliano, in Latino, nello ce, Urtimge, Türkce böj Talianicà, Latinicà, Spa
Spagnuolo, in Ingleſe, in lè bir ejì ſójlér ki, her niolica , Inglèſica , Ro
Greco, e in Turco, che Kief onà kendì mi letindèn mèica, ke Túrkica, opi,
ognuno lo tiene del ſuo ſanyr. cáthe ènas ton lojázi ipo
riſpettivo paeſe. ton topon-don.
Parla Turco , come foſſe Türkce Muſulman gibì : Omilì Türkica ſan ènas
un Muſulmano . Se lo ve Frankſyzce ſòjlefdi Oſmanlìs ; ke tà Frantzè
ſentite parlar in France ghinì iſcirſèn, Franzìz, zica ſan Frantzèzos.
ſe, lo giudicate Franceſe. ſany'rſyn.
Forſe sin da giovinetto gi Bélkim kii iik jaiyndàn Iſos is ekínus tus tòpus
1ò per que paeſi. ſberì ol memleketlerà gieſ. eperipathiſen apotin neo
mf Fdir. t1tatu , -

Sia pur così ; egli è però Olſun ; Ldkin dlkadar dil As ine; omos ine dhiſco
difficil coſa l'imparar sì ejì giereì gibt djrenmek lon na máthi canìs calà
bene tanti linguaggi. giuè scéjdir. cathòs prepitòſſesghloſſes
Ad un uomo ingegnoſo e Akyllà, ve cialiſcidin ada Enòs epithidhiu, ke filo
la ma Cº)
96 P A R T E IV. C A P. V.
laborioſo ogni coſa rieſce mà her ſcéj kolajdyr. còpu anthròpu câthe pri
facile. -

ghma èrchete èvcholon .


Egli è uomo di bella pre Giöſteri Flu bir addmdyr ; Ine inthropos meghalopre
ſenza ; ſa ſuonare ogni ſher tirli ſazdàn cialàr. pìs, pèzi câthe lojis pegh
ſorta di iſtromenti. nidhi.
Il trattarlo ſarebbe mio Ontanile giòris mejè pek haz Aghapſiſſa na ton ſinane
grande piacere. edéridim. ſtrafò ke na ſinomiliſſo
me aftòn .
Se vi aggrade, v'introdur Iſtirſen, ontinile ſeni gia An aghapàs thèlo câmona
rò io a trattare con lui. riftùrefm, ton ghnoriſis, ke ma ſi
nomiliſſis.
Dove ſtà di caſa? Neredè oturir? Pù cathete ?
Qui vicina è la di lui a Evt i undà jaky'ndyr, Edhò condà.
bitazione .
Quando v'andremo ? Ne zemàn gialériz ? Pote pajènomen ?
Quando a voi piace; è mio Ne zemàn iſtérſen; bénim Opote aghapas ; ine me
grand'amico. pek bijük doſtamdur. ghálos filoſmu .
In un ora vuota e ozioſa Ii in olmadight vakyttè gli Opótan evkeriſi thèlomen
- v'anderemo. dériz. páme.
Dimani adunque vi ei por öjléiſe järing'idériz, Avrion lipòn thèlomen pa
teremo. jenomen .
COLLOQUIO 19. 19. Mi Ki A L E ME”. DHIA'LOGHOS XIX.
Sopra lo ſcrivere. Jazmák iizerinè. Apano is to gºbrápſimon.
Reccatemi della carta, pen Kiahad, kalèm , ve mere Dhóſemu cartì, kondili ,
na e calamaro. Kéb banà vérin . ke calamari.
Entrate nel mio Scrittorio, Kitabchanamè gºir, de iſte Emba iſto ſpodhaſtirionmu
e vi troverete , quanto diklerint bulºſa - ke thelis evrís to èti thè
deſiderate . . lis.
Non vi ſon penne, perchè Kalém jok-tur, zira devit Kondſlia dhen ine, dh iatì
quelle che ſono nel cala ve calemchand icindè olan ekina opù ine is to cala
majo , e pennajuolo non làr ejt dejtldir, hic ſce mári,ke is tin thſchandon,
ſon buone, e non va fé dejmezlèr. dhen ine calá .
glion niente.
Èccone delle nuove ; ma I5 tè ſand kdjrijenì, dmake Idhù âla, kenùria; ima
non ſon temperate; e tem ſilmemts tirler ; ve keſ dhen ine ftiaſmèna, catà
eratevele a modo voſtro meſini bilirſen, ſen onlari tin ſinìthiánſu, ftiáfeta,
e ſiete capace. Kes iſtedighine giāré. an to ixèvris .
Dov'è il temperino? Kalemtrai neredè-dir ? Pu ineto condilomacheron è
Con queſta non ſi può Bu kalémi le jazylämaz ; Me aftò to condili dhen
ſcrivere; queſta laſcia trop Bu kalyngèdir, 'u ingè ine vuletò na ghrápſos
po groſſo ; queſt'altra fazàr. etùto gráfi co ndrá ; tito
è troppo ſottile, ºi to âlo polà pſilá .
Nel mentre io finiſco que Bu mektubu bittirimge, Eòs na telioſo etitin tin
ſta lettera, favoritemi far lutf eflè banà, bu mek ghrafin, ſe paracalò, es
un piego di queſt'altre. tubleri bir boghcià eflè. sì vale in ènan plicon aftès
Con che volete le ſigilli ? Názyl l5kilen möhirle Me ti thèlis na tes vulò
con bollini, o con cera lim ?Tulkalile, jahod kyr ſo ? i me tin oſtian i me
di ſpagna, roſſa o nera ? myzt, fa karà bal mùmule ? vulokèri i mávro i cè Kino?
Con qual ſigillo devo far Highy miihirléile möbur Me pian vùlan na tesvu
loſo ?
ºt vi l'impronto? lejtm ?
Benim ki inle möhurlè.
Col mio ſigillo Mie tin edhikinmu .
Vi avete fatta la data ? Seneſi fazdy'nni ? - E'vales ton mìna ?
Cre Tah Eva
D I A L O G O XIX.
Credo di sì, ma non vi Tahminim oflè; làkin in Neske mu fenete ; omos
ho fatta la ſottoſcrizio ſalàmadym. dhen tes ipóghrapſa.
lle a
Quanti ne abbiamo del me Ajìn kae gºinudùr eskì a P6ſes imires échomen tº
ſe? ai quanti ſiamo giu dèt iizre ? fa jenì adet uz minòs catà tin paléan ſi
ſta lo ſtile vecchio? rè kactair ? nithian, Ke poſes cata tin
Fatevi la ſopraſcritta , e Mektubun uſtine jaz. néan .
la manſione. Ghrápſe tin epighrafin.
Oggi ſiamo alli otto, giu Sekizdir bug in eski adèt Catà to paleºn échomen
ſta lo S. V. e diecinove itzre, ke jenì adet uzre octo, ca à tin nèan dhe
ſecondo lo ſtile moder ondokuzaur. ca enjià.
Il0 e -

Dov'è l'arena ? mai n'a Hanì righdàn ? dzla tezhn Pu ine o imos ? potè dben
vete nell'arenario . jdktur toz kabyndà. ine is to amotſrion .
Ecco il voſtro Staffiere: I3 tè chizmetkiarìn : Iſtér Edhù o dháloſſu : thélis
volete che porti le lette miſin ki, mektublerì Men ma féri tes ghrafès is tin
re alla Poſta ? zilchanajà giotirſinº Póſtan ?
Prendi; và ad impoſtare Al ; bu mektublerimì men Pare : fere tites tes ghra
queſte mie lettere ; Non zilchanajè g'o iir, ve e fès ſtin Poſtan. Min Xe
ti dimenticare di francar nutmajaſin harginì verme chiſis na tes frankáris:
le: affrettati , e torna jè: git tezgè, ve ciapàk páje ghlighora , ke ev
preſto, dön : thìs jíriſe.

COLLOQUIO 19. 19 Mik'alemè. DHIALOGHOS XIX.

Con un Infermo, Bir Chaftáilen. Me énan arroſton -

Buon giorno: come ve la Sabahniz chajrola : bug'e Calì méra . Pos epèraſes
ſiete paſſata queſta not g è nézylidin è etúrin tin níčtan .
te ?
Peſſimamente: non ho mai Pek fenà: bitùn g'eg è u Polà achamnù: potè dnen
chiuſi occhi tutta quanta júmadyne. ecliſa ta, mátia Solin tin
la notte. miétan .
Tutta la notte ho ſempre Biitiin gig è ſitnalandym. Olin tin nićtan ſcha nne
avuta una gran febbre, évela bir zaly'm bummaj ghálin thermìn. Prota -
Prima ho avuta una fiera nafyſym, ſon-ra bir keſ cha éna meghálon crſen
febbre fredda, e poi la Kàn hararettmidi. Bir bu tis zéſtis, ke épita tin
calda . Ho ſofferto una juk tek nefezlìk, ve ju cavterln ; èpatha mfan
grand' aſma , ed affanno rèk aghrysì cekmtfim, meghálin ſtenocherian me
di cuore, una inceſſante bir tukenmèz bai aghry èna askólaſton miſokéfa
micrania. silan . len.

Ho avuto le Moroidi, un Majaſy'l, bir zaly'm di 5, Tes tzocádhes ; ena me


fiero dolor di denti, d'oc ve gioz aghriſi, kulung ghalon pónon ton dbon
chi, di milza, di reni, i letì cekm/Tim ſangtilan, dion, ton mation, ton
la colica, e i calcoli. ve haſàt taftilen. nefròn, tin ſplinin, tus
colicóponus, tin ſtratigu
rian .
E preſentemente , ho una Ve ſcimdi bir zukiàm , Ke tóra èche 'mſan cate
fluſſione di teſta, la ſciati bir Fik lik , bir kajaſ vasian, tin iſchian, mian
ca, una riſpola in queſt' màk bugfözumdè, iskàl. lafriſtian is etáto to mi
occhio, la diarrea, il fluſ fè aghrysì, temregì, nik ti , tin diſenterian , tir
ſo, la diſenteria, la vo rìz, reſisi erkejorum. lichſan, tin pedhighran,
Gram. ka Bir G Ve
98 S ) P R A U N I M C).
tica, la podagra, e cai
NF ER
ke tin chirighran.
,
ſ o una gran debolezza di Bir bijtik midº bozu Klu Echo iniar meghilin ad hi
ſtomaco , e per la fiac ghìm virdyr, ve verem namfan tu ſtomachiù , ke
chezza non mi poſſo muo dèn kymyldàman : Butun dhia tim achamnosian
vere. Mi ſento addollo her ferlerìm agbyrir. mu dhen imborò ma ſa
rata ti:ta la vita. levthò: blo to cormimu
-

- -

mu ponì . -
on ſi conoſce che gran Saghlyk ne bijik eil)k olº Dhen ghmorizi canìs pòſ
bene ſia la Sanità, ſe non dughunù bilméiz nige cha- | ſon megháli calesini ine
in tempo d'infermità. ſtalyk zemanyndà. i ijija pirex 6tan ine ir
roſtos. - -

Me infelice i quanti mali Ben zaivalli bit in im Cacorriſicos opu ime ' pó
ho mai ſofferti in vita rimaè nékadar turiu cha- l ſes aſthénies épatha is 6
snia ' Ho avuta ogni ſor ſtaly'k cekm/Tim ! Her l linmu tin zoin . Cithe
ta di febbie, la terzana, tturitz Aiummà cekm/Tim, lojìs thermi épatha, ton
la quartana, la maligna, Abummdf muſelesè, murlì, paraxiſmon, to tina&tòn, |
l

la continua con un gran micrºca , bumma f dàim tin thanatherìn, ke aco


rigore di febbre, e ſin la bijik iſitmayian, ve ju mi tin skurdúlan.
peſte. murgiak bilè. - -

Più fiate ſono ſtato ſorpre Tutaryktàn, ſykcia zamin Polès: voles mu epire i e
ſo dal mal caduco, dal liktàn , damiudàa, frenk pilepsia, i paralisìa, i i
la paraliſia, dall' ipople chaſtalyktàn, bel ſoukluk poplexìa; eſtáthica frant
ſia , dal mal venereo, i tàn aefà defà tutulmi ziázmenos ; ke icha tin
dalla goronea. Tum . gonoréan.
- e- -

Ho avuto quivi delle po iDumeler, cicekler, Saryk ſcha apoſtemata, tes ev


iteme, le vaiuole, l'ite lyk , è a , ir akkile, lojiès, tin Kitronodiani,
rizia, la tigna, un can :, bir gºdz ti ai ve Kyza- -
tin cafidhan, mian faghu
cro, una cataratta , le mykiar cek n 5 im . ſan , mian catharactat ..
petecchie, e -
| tes limikes.
Al preſente ho l'etiſia, Scimdi hummai dikkini, Tora echo tin chtiſan ,
le Moroidi, la ritenzio felaſeti, jure é aghryſy i tes atridhónes, to petro-.
ne d'orina, l'affanno di ny, debe, iſtriſka ceke- caturema, tim enterokili,
cuore, l'ernia, l'idropi | 3 a 22 e , ,
, tin idhropiſian.
-

a -
ſia - - - -
- - -

Fa vuopo farvi cavare sana ſykcia kan almak g'e Prepi na ſu evghalun ſik
ſpeſſe volte ſangue. : rektir. - - º na ema. -

Oh quante fiate me l'han Vab ka: defà, defi aldy Oh poſſes voles mu to ev
cavato ! m' han diſan lar ' kanſiz kaldym. ghilene ! anématos ime :
guatO - -

Non biſogna perderſi d'a Dajänma, Allaha , ve Ev Dhe prepi na xechaſis tin
nimo ; fatevi coragio; ialarà duſcàn. º -
cardhian; Cardhia; dhé -
- - -
raccomandatevi a Dio, e fu ton Theon , Ke tus
- -
ai Santi ... - Ajíus. -
Aſtenetevi da cibi di du Giel hazm olan taamler Apo ta varetà a ità en
ra digeſtione. o , den vaz efle. i gratiſu . - --

Bevete dei decotti, e non Piſcinii ſu iC, ve kajri Pine vraſtà-nerà, ke live .
pigliate che brodi, e ſci ſcejalma, et fuuddin, ve monon creaticòn zumi,
roppi. ſerbettèn madè. lze firòpus.
Il Medico mi ha ordina Hekim banà ſufù tukià i5 O Ijatròs mn orize to ti
to ii ſiero ; ma non ne mèk bufiirdà, ma fa dàm róghalom ; arnì os tora ma
cavo alcun profitto. joktur. eſithi anotéleton.
Quan Ne To
mm -

D I A L o G o x 1 X. 79
99 ,
Quanto prendo mi pare a Ne ki aghzymà kòrum, To diti pérno mu fénate
InarO , "bana agi g'elfor. picròn. -
-

Non mi poſſo muovere , Kymyldámam. Bir jus ja Dhen emborò na ſalevthò


datemi un guanciale: ac ſtighì ver bana, jaſtighi dhóſmu, ena maxileraki i
commodatemi il capezza mì duzèt ; perdeleri ceki: to proskéfalon calodhiér
i le; rirate le cortine. thoſe; trivixetes curtínes.
Quanto m'annoia lo ſtar Nekadar giftùr band do Poſſon varénome épo to
in letto º Queſta è una ſcektè duraughùm ! Bu bir na ſtécome is to crevati
malattia longa, ed inſa uzun chaſtalyktyr, ve Afti ine mia aſthenia ma -
nabile. ciare sì idktur . crià, ke aijátrevti :
Beato voi, che ſtate bene. Ne mutlu ſana ki ſaghſyn. Makarios eſi, opu iſe ca
Quante Medicine ſenza prò Nécadar ilaě fajdaſz al là. Póſa ijatrica epira
ho mai preſe! Sono ſtmf dim ' ilad lerdèn oſan anoféleta . Apo farma
fo di tanti medicamenti. dim. fia ime navſiaſménos -
Non ſaprei dire , perchè Bilémemi ne ſebebten He Dhen imborò na i cévio,
il Medico, ed il Ceruſi Kim, ve Gerah ſcimdie dhiati os tora dienerchon
co finora non compariſ dek gielmezler: ciaghyr de o Ijatròs, ke o Chirur
cono! andateli a chiama maglia gitin . ghòs: Paje natus craxis .
re. - -

Poteſſi almeno fare una Hic dejiliſe bir ejì terlé An dhen in alo, na ins
buona ſudata. -
séi dim . borſiſa na idhróſo calà.
Ecco , che il Medico ſe Ifte, Hekìm getior. Idhù, pos érchete o lia
ne viene. - - tròs.
Vi riveriſco . Ho inteſo Omrunuz ciògb ola. Kul Pola ta étiſas. Aghrik .
dal voſtro Servo , che andan iſcittim ki, benì
a • 1 - -
apo ton dhulonſas, poi
molto mi bramavate; per a pek arzuléridin ; bunùn para pelame epithimate:
ciò non ho mancato di l ici in tez g'eldim. - i dhiat'afte dhem élipifan :
venir ſubito. éltho evthìs.
Siate il ben venuto: ave chor geldin, ſfa g'el Calòs oríſete : ecamete ca
te fatto bene a venir ſo- I din: l'enin tez g'eldijin i là ma eſthete evthìs, dhia
lecitamente ; perchè ho ti echo meghalin ananjit
den pek ſevinijorum ;
gran biſogno di voi. cinki bana pek lazimſin.
apo tu l&ghuſas. -
Fa meſtieri, che vi dia u Bir ila5 ſana verſèm g'e Cammi chria na ſas dhòſ i
na Medicina ; e ſubito º réktir, ve hazyrdyrmajà
enaijatricon;ke tora pa,
vado a farla preparare. ſc/mdi e fiderim .
ma camo naton etimafun .
Dimani mattina prendete Jdrin sabah Alin , ve kuſ Avrio to tachi paretéto
la ; e ſe vi provocaſſe il durºrſe, tuzſuz et ſuju ke an ſas érchete na xe
vomito, prendete un po dlin. ráſete, parete ena olighe
-

- ,
di brodo longo ſenza ſale. - e º -

análeton zumì. . .
Vi deſidero la voſtra Sa Saghlynìz chair ola. Ilaci Saz apothimò tiri iiianſas,
nità . Vado a far prepa- i Aiazyr ettirmeje giaéjo Pajeno na etimiaſo to ija
rare il medicamento. Non rua. Jarin cin ſabahtan tricò - Avrio to tach e
vi ſcordate di mandarlo chyzmetkiari giòndermek i mim alismonfſete na ſi
a prendere dimani matti- i ten almaja onutmd iniz . lete ton dhùlonſas na te
ſma dal voſtro Servo. pári. . . .
Ottimamente, mio Signo Peki eſì, Effendim, sela Polà calà, Afféndimu: a
re. Se ne vada felice; e métilen ; ve jérin ſabab mete is to calò , ke a
dimanl mattina di nuovo bu ſaattà beni giormeje| vrion pélin tetian era
a queſta ſteſſa ora venga g'élin; ve ſon ra borgiu- i eláte na me kitázſefe; º e -

a vedermi ; e poi farò il mu baerim. iſtera thelo camini e re

mio dovere. - chréoſmu.


" Sérvitor ſuo. Kiilunuz, ! Dhúloſas,
La riveriſco e : Rzet/ériº,
| Sas proskinò.
G 2. Cof
- l
S O P R A L A G E O M E T R I A.
i 66

D H I A L O GH OS X X,
C O L L 3 Q U I O zo.
Sopra la Geemetria, Perì tis Jeemetrias,

Perchè ho intenzione di ſtudiare la Geo Dhiati echo ghnomin na ſpudhaxo tin


trafia , vorrei avere qualche idea della Jeog hrafian, ithelana echo camian id
etrias, i opia me ekinin e
Geometria , la quale con quella ha una hean tis Jeom
grande conneſſione. A chi meghalin Kimonian - -

Come comandate, ma però in ſuccinto. Os orizis, alà is condoloiian. Piſtevo,


na ixeuris, oti i Jeometria ine, mia evie
Mi perſuado, che voi ſaprete, che la Geo neſta ti , Ke ofelimotati epiſtimi , opu o
metria è una ſcienza nobiliſſima, e uti nmáton, pe
ºſſime , che tratte della lunghezza delle mili perì tu micus ton Ghrahust on Schimé
Linee, della lunghezza, e larghezza del ri tu micu s, ke tu plat
le figure piane, e della longitudine, la ton ton epipédhon , ke peri tu micus,
tu plathus, ke tu vathus ton Schiméton
titudine, e profondità delle figure ſolide, ton ſterèon, opu leghunde ſomata . Peri
che ſi dicono Corpi. Intorno a queſti tre aftunon ton trion praghmaton thelo ſu
capi vi dirò qualche coſa in pocoe paro-, ipo capio ti is ligha loja, catà ta Schi
le, giuſta le figure, che ſono quì ftampa mata, opu ine edho tipomena is ena xe
te in una carta a parte. -

chotiſton Pinacon .
Che devo conſiderare circa le Linee º Ti prepi na theorizo is tes Ghrammer?
Oti i Ghrammi ine i evthia (Fig. 1),
che la Linea o è retta, (Fig. 1.) e
i Campili ( 3 ). ...
curva (3).
Due Linee ſi dicono Parallele quando ie fi a
otan pand echu n
leghnnde parallileshma,
to idhio n dhia ſtig
kenno ſempre la medeſima diſtanza fra le lothun (2, 3 ) : .
ro, per quanto ſi prolunghino ( 2. ;) is Mia ke anmmiexap
ofſon ghra leiete cathetos, otan 1ng
Una linea ſi dice perpendicolare quan a apano is mian alin evthian , opu
se è a piombo e cade dritto ſopra d'un' orthlejet e orizomiki, dhiati ine cataton ori
altra retta, che ſi chiama orizzontale, per
sè è giuſta l' orizzonte, come la linea h zon (4), Cathes ine be appano is º º º
e che cade ſopra l'orizzontale a ce (4), I ghrammi leiete plafa i amvlì , ean
La linea g dice obliqua, o inclinata, os
o e
Je tende ſopra d un' altra come la e g clini apan i mian alin cath ine
( 4 ) (4). -
-

si dice ſpirale ſe è fatta come la Fig, Leiete ſpiriki, ean ine catatin (7):
(7). Prostutis ixeure, oti apo dhio i"
Ora ſappiate, che da due linee ſi fa l'
Angolo, il quale è lo ſpazio compreſo tra mes jinete i ghonia , opu ime to "
,
aue linee dette Lati , che ſi uniſc ono in ghm a, opu evriskete anameſa is dhiº
ghrammes, opu leghunde plevra, taopia.
nn punto. e enae ſimi
I hund
ſmig ghonia islejet evthon.
ighrammi, ean 1he - -

L'Angolo diceſi Rettilineo ſe è fatto da camomeni apo dhio vthies ghrammeº


aue linee rette (4),
(4). - -

Piceſi curvilineo, ſe è formato da due Lejete camvileghrammi, ean,ine º


momeni apo dhio camviles ghrammº
linee curve (5),
(5 ). - -

Chiamaſi miſtilineo ſe è fatto da una Lejete mitighrammi, eanine camomº l


ni apo mian camvilin, ke apo mianº
eurºa, e da una retta (6).
thian ghra mmin (6) : .. -

Si dice Angolo retto, ſe è fatto da


Lejete orthigbonia, ean jineteaponº
- - alia
º e linea, che è perpendicolare ad un'al ghramin , opa in cathetos is miangV»
- fra,
- D I A L O G O X X. i8t
tra retta, come è h e ad ac e b (4). evthian eathos ine h e (4) is a o e b.
Si chiama Angolo ottuſo, ſe è maggio Onomazete ghonia amvli, ean ine me
re del retto, come a e f. ghaliteri apotin orthin ( 4) cathos ine
a e f.
Si dice Acuto, ſe è più piccolo del ret Tin leghun exian , ean ine microteri
to (4) come e fb. apo tin otthin (4) cathos ine e fà.
È ciò baſti intorno alle Linee, e agli Ke afto as ftani peri ton Ghrammon ,
. Angoli. Diſcorriam era alquanto ſopra le ke ton Ghonion. As miliſomen tora o -
Figure prima piane, e poi ſolide, gho periton Schimdton prota ton epipé
dhon, epita ton Stereon.
Che coſa è la Figura Piana ? Ti ine to Schima to epipedhon?
La Figura piana è quella , che ha la To Schima to epipedhon ine ekinon ,
ſuperficie chiuſa in ºgni parte. opti echi tin opſin , ighun tin epifanian
tin sfaliſmenin is cathe meri.
Tra le Figure piane altre ſi dicono cir Apo ta epſpedha Schimata ala leghun
colari (17), o elitiche (19) altre trian de kicloidha ( 17), i eliptica (19 ), ala
golari, (8) altre quandrangolari (14) al triaghona (8), ala tetragbona (14), ala
tre poligone (24). polighramma, i polighona (24).
Circolo ( 17) ſi chiama quella figura , Kicles (17) le;ete ekinen to ſchima,
la quale da un ſol punto c, dettº centro epu apo ena monon Simion c, opu leie
ſi forma con una ſola linea curva, che ſi te kentron jinete apo mian monin ghra
chiama periferia o circonferenza. mimin, opulejete periferia.
La linea retta a cb che paſſa per il cen I evthia grammi a cº opu perna is to
tro c, e con le ſue eſtremità tocca la cir. Kentron c , ke me tes acreſtis enjizi tin
conferenza in a, b, ſi dice diametro. periferian is a , b, leiete dhiametros.
Le linee ca, c b, cd, che eſcono dal I Ghrammes e a, e b, cd, opu evje
centro ſino alla periferia, ſi dicono taggi. nun apo to kentren eos is tin periferiali,
leghunde attines.
La metà a d b del circolo ſi chiama ſe Te miſo a a b tu kiclu onomazete ini
micircolo. kiklion.
La quarta parte b cd ( 17,25) ſi chia To tetarton meritu b e d (17 ke 25 )
ma quadrante. Una parte del circolo ſi leiete tetartemorion . Ena meroſtu lejete
dice Arco.
campiles, i campì.
La Figura circolare , che ſi aſſomiglia To Schima to kikloicom , opu omiazi
ad un uovo, ſi dice ovato, o eliſſi (19). ena avghon, leiete avgboskimaton, i éli
pſis (19).
guali ſono le Figure Triangolari ? Pia ineta Schimata ta Trigbona ?
guelle che ſono compoſte di tre lati, e Erina , opu ine camomena apo tris
che formano tre angoli. ghrammes, opu camnun tris ghoaiso.
Je ha uguali tutte, e tre i lati, ſi di Ean echi iſes ke tes tris ghrammes ,
ee Triangolo Equilatero (1 o). lejote iſoplevron (1 e J.
Se a tutti, e tre i lati diſuguali, chia an uthe Re mia ghrammi dhen ine
maſi Scaleno (8). iſis, leiete skalenon (8).
Se ha due ſoli lati uguali, ſi dice Iſo Ean dhio monon plevra echi ifa, leie
ſcele ( 9 ) . te iſoskeler (9).
Se ha tutti, e tre gli angoli acuti, di an echi oles tes tris ghonies oxies ,
ceſi Oſſigonio ( r 1 ). lejete oxighomon (21 ).
Je ha un angolo ottuſo, ſi chiama am Ean " re mian gonian amvlin, le
bligonio (12). jete amvligonon (12).
Se ha un angolo retto, vien detto orto Ean echi mian ghonian orthin, leiete
gonio (13 ). orthigonon ( 13 ).
9uali ſono le Figure Quadrangolari, Piaine ta Schimata ta tetraghona, opu
che ſi dicono ancora Quadrilatere , e Tra- | leghunde acoma tetraghrammata, i Tr. -
pezj ! Si
petria? G 3 Le
a c.2 S O P R A L A G E O M E T R I A .
4, dice Quadrato ſe ha tutti, e tre gli Lejete tetrighonon e un echi orthes ke
a li retti, e uguali tutti e tre i lati tes teſſeres gonies, ke iſa ola ta plevra,
!4) e (14. - - - -

si chiama Tetragono ſe è rettangolo , Lejete Parallipſpedhon, ean ine ortho


a non è equilatero, ma iſoſcele ( i 5 ). gonon, ala ine iſoskelon (15) ke i ghram
r la linea db tirata ad angoli oppoſti, mi d b i traviſmeni is tes andicres gho
ſi dice diagonale. nies, leiete dhidghonos.
-

Si chiama Rombo, ſe ha i lati ugua Leiete Rombos, an ine iſoghramon, ala


li, ma non ha gli angoli retti (22 ). dhen ine orthoghonon (22). - -

Si dice Romboide, ſe non ha nè i la Lejete Romboidhes, ean dhen ineuthe


zi uguali, negli angoli retti , ma ſola iſoghrammon , uthe orthoghonon , ala i
riente uguali gli angoli oppoſti (2o . andicreſtu ghonies ineiſes (2o). -

Eſponetemi ora alcune figure moltilate Dhiliſemu tora camboſa ſchimata po


re, cioè quelle che hanno più di tre , e lighrammata, ighun ekina opu echun pe.
garatro lati, ed angoli. -
riſoteres apo tris, ke apo teſſeres ghram
mes, ke gonies, - -

Se una figura ha cinque lati uguali, ſi An ena ſchima echi pende iſes ghram
chiama Pentagono ( 24) ſe n'ha ſei, ſeſ mes, le jete Pentaghonon giº: Ean echi
tagono (23 ) ſe n'ha ſette, ſettagono ec. exi, exaghonon [23] . Ean echi efta,
E queſte ſi chiamano molti latere regolari, eptaghonon ec. Ke afta leghunde tattica
ma ſe non ſhanno uguali i lati , ſi dicono poligrammata ; ke an dhen ine iſes i
irregolari, - - -
ghrameſton, leghunde atacia.
Sin quì delle figure piane ; iſtruitemi Os tora peri ton ſchimaton ton epipé
era ſopra le ſolide, che ſi dicono corpi. dhon, erminepſeme tora periton ſtereon,
- Figura ſolida, e corpo ſi chiama quel opu leghunde ſomata,
ie, che ha tutte e tre le dimenſioni, cioè Jtereon ſchima, Ke ſoma lejete to oti
ia longitudine, la latitudine, e la pro echi Ke tes tris dhiaſteſes, ighun to mi
fondità, cos, to plathos, Ke to vathos.
Se ha una ſola ſuperficie rotonda e cir Ean echi Ke mian kikloterin epifanian
e cº.ire, ſi dice Sfera, o Globo (16). E lejete Sfera, i Globos ( 16) Ke i ghram
la tanea che paſſa per il centro alla cir mi, opu perna is to kentron is tin peri
conferenza ſi dice Aſſe, ferian, le;ete Axon.
Se la di lui ſuperficie ſi aſſomiglia ad Ean i epifaniatu omiazi enan avghon,
ma ovo, ſi dice Sferoide. lejete ſferoidis,
- ,
-

Se ha tutte e ſei le ſuperficie piane e Ean echi ke tes estes, epifanies epipe
guali, e ad angoli retti , ſi chiama Cu dhes, iſies, iſes, ke orthoghones , leiete
bo. - -
Cubos (29). - -

Se ha tutte le ſuperficie ſimili ad un Ean echi oles tes epifanies omies tu


Ronbo, ſi chiama Rombo ſolido. Rombu, leiete ſtereos Rombos (22 ) .
-

Je le ſue ſuperficie ſi aſſomigliano ad Ean i epifanieſtu omiazun enan Rom


ºr, Rombojde, ſi nomina Rombojde. boiden, leiete Romboides (2o).
Ean i epifaniatù omiazi mian colonan,
2., e ſila dice
ſuperficie è ſimile ad una colon
Cilindro. a
lejete Kilindros (28)). -

ye è triangolare, cioè tutte le cinque Ean ine trigonon, ighun echi ta pen
terficie ſono triangolari, ſi appella Priſ de proſopata triaghona , leiete Priſma
( 27). f -
i la «
finiſcono in un pun l ſ"
-

e e le ſue " i/epifanieſtuteliónun


-
sena ſimion,
f, appellaſi Piramide. j et e Piramis (26).
v,
-

-
-

Se la di lui baſe è circolare, e finiſce Ean i vaſiſtu ine kikliki ke telioni is


in un punte, ſi dice Cono. mian ſtimin, leiete Conos (31 ),
-

Ke ta leghomena as ftanun , dhia ma


E il ſinduì detto baſta per avere qual lechis
- ,

rie idee delle Geografia, camian ideau peritis Jeoghrafias.


l DHIA
COL -
D I A , L ' O G O a XXI. :e

C O L L O Q U I O 21. DH I A Lo G Hos XXI,

Sopra la Mitologia, -
Peri tis Mitholojias.
-

Perchè aſſaiſſimo mi diletto della Poe Dhiati para pòla mu areſi i Pijiriki,
ſia, e leggo ſpeſſo le ſtorie, e le Favo ke dhiavazo síchna tes Iſtories, ke tus
le degli antichi Gentili, vorrei imparare Mithus ton paleon Elínon, ithela nº
alquanto la Mitologia, che è la Scienza matho olighon tin Mitholojian, opu ine
delle Favole, e dei falſi dei degli Idola i Epiſtimi ton Mithon, ke ton pſevdiº
tri. Fatemi dunque grazia a iſtruirmi theon ton Ethnicon . Canemu lipon tin
un poco ſopra li principali lor falſi Dei. charin na me dhidhaxis olighon peri ton
protiterondus pſevdhotheon. -

Ben volentieri. Sappiate adunque pri Meta charas. Ixevre lipon prota, oti
mieramente, che il più antico, e il Pa o pleon palebs ke o Patir olonon toa
dre di tutti i favoloſi dei è Saturno, il mithicon theon ine o Chronos , opu nie
quale con Cibele ſua moglie ebbe i tre tin Kivélin tin jinecandu ecame tus tris
famoſiſſimi dei , cioe Giove, Nettuno, e perifimus theus, ighun ton Dhia, i va
Plutone, e le due dee, Giunone, dea Postikona, ke ton Plutona; ke tes dhio
dei Conjºgati, e Cerere dea delle Bia thees, tin Iran, opuine i theiù ton Ipan
de - -
dhremenon, ke tin Dhimitran, opu ine
-

i thea ton carpon .


Queſti tre numi, al dir de Gentili, Afti i tris thei, cata tus Ethnicus, e
hanno tutto il governo dell'Univerſo. ; chun olin tin dhijikiſin olis ris icume
n1S,
Giove, che ſi dipinge armato di ful O Zevfs, opu zoghrafizete armatome
mini, con Giunone ſua Sorella, e Con nos ap'aſtropelekia, me tin Iran tin a
ſorte governa i Cieli, le coſe Celeſti, e dhelfindu, ke tin jinecandu Kirievi tus
quanto v'ha nell' atmosfera dell'aria, e uranus, ta uranica, ke to oti ine is tin
del fuoco. athtmosferan tu aeros, ke tis fotias.
Nettuno, che ſi rappreſenta con un tri O Poſidbon, opu zoghrafizete me eng
dente in mano, ſeduto ſopra d'una Con kamaki is to cheri, catinenos apano is
chiglia, tirata da due Cavalli Marini, ena coklion, opu traviete apo dhio tha
ha il governo del Mare, e di tutte le co laſina alogha , kirievi tin thalaſan, ke
ſe ſpettanti al mare, e alle acque, con ola ta thalaſina, kº nera me tin jine -
la ſua Moglie Amfitride, ſervita dalle candu tin Amfitrfahin , opu echi dia
ſue Damigelle Sirene, e Najade, che ſo dhulevtres tas Sirinas, ke tes Nera;
no peſci, che hanno il corpo ſimile a dhes, opu ine pſaria, ta opia ech un tº
duello delle Donne, e dai Tritoni, che cormi oſſan jineca, ke dhulus tus 1 -
Aannº l'aſpetto umano. tonas, opu echun morfi oſan acth op: .
Plutone che ſi rappreſenta con un bi O Pluton, opu dhiétete me ena di
dente in mano, e con una ferrea corona dhondon is to cheri, ke me ena fidhere
in capo aſſiſtito da Mino, Eaco, e Ra nion ſtefanon apano is to kefali, ſindre
damanto, Giudici de' Morti, con Proſer fiaſmenos apo tou Minon, ton Eaco,
pina ſua Donna preſiede all'Inferno, al ke ton Radhamintin, i opii ine i Crite
quale paſſano tutte l'anime dei Defonti ton apothamenon, me tin Perſefonia tri
ſopra li fiumi, che ſi chiamano Stlge A jinecandu kirievi ton Adhin, is toº o
caronte, Cocito, e Lete, in una barca pion oles i pſiches ton apothame 9 per
governata da Caronte: e paſſati che ſo nuſi apano is ta potamia, opa legi, unde
"i i Buoni vanno ai Campi detti Eliſi, i ſi eba, o Aci aron, o Cokito, ke i
e llole dei Beati dai Greci, e li Catti
Lithiy, is mian varcan, opu tin i ve -
vi ſono introdotti all' inferno detto Tar na o Charon , ke afu eperaſun, i cali
taro; alla cui porta vi ſi è legato il Ce:. pienun is tus Campus, opu leghunde a
bero, A ?.
-
G 4 -
Io4 D E L L A M I T O L O G I A .
bero, che è un cane di tre teſte; e là Niſi a ton Macarion ; ke tus Cacus fus
centro ſono tormentati dalle tre Furie, vazun is tim Colaſin, opu leiete o Tar.
cioè da Tiſifone, Megera, e Aletto ; e teras; tu opiu is tin portan ine dheme
ancora dalle tre Parche, che ſi chiamano nos o Kerverus, epu ine ena skili trike
Cloto, Lacheſi, e Atropo, le quali van falon ; ke eki meſſa ine vaſaniſmeni apo
no filando la vita di ciaſcun uomo. tes tris Erintes, ighun apo tin Tiſifa
nin, tin Mejeran, ke tin Alićtà, ke a
N
comi apo tres Mires, opu onomazonde
Clothos, Lacheſis, ke Athropos, i opies
ghnethun tin zoim cathe anthropu .
Oltre queſti, non vi ſono altri Dei in Exo ap'aftus dhen ine ali theì micro
feriori ? ter? ? -

Signor sì, ve n'è ancora un altro drap Neſke, mia taxis acomi ine. Aname
pello. Tra gli altri v'è Marte con Bel ſa is alus ine o Aris me tin Enjò tin
lona ſua Conſorte, che ſono i Dei della jinecandu, i opii ine i thei tu polemu -
guerra. Morfeo, Dio del ſonno. Momo, O Morfievfs, o theos tu ipnu. O Me
Dio della bufoneria . Bacco, Dio del mos, otheos tu periéliu . O Vicchos,
vino, e degli ubbriachi. Mercurio degli O o theos tu craſiu, ke ton mefiſmenon -
perari, Aſſaſſini, e Negozianti. Diana, O Ermìs, ton Ergharon, ton Liſton, ke
dea della Caccia, e Cacciatori. Arpocra ton Praghmatevton. I Arthemis, i the?
te, Dio del ſilenzio. Eſculapio, Dio de ton Kinighon o Arpocratis, o theos tis
gli Infermi . Venere Dea, e Madre di i ſiopis. O Aſklipiadhis, o theos ton Ar
Cupido Dio d'amore, con le tre Grazie, i r6ſton. I Afredhíti i thea, ke i mitir
che ſono Aglaia, Talia, ed Eufroſina . tu Erotos, opu ine o theos tis aghapis
Vulcano, Dio de' Fabri, aiutato dai Mo me tes tris Chares, opu ine Agblaia,
nocoli Ciclopi. Eelo, Dio de' 24 Venti. Thalia, ke Evfroſini. O Ifeſtos, opu i
Apolline, Dio della Poeſia, e de'Poeti ; e ne o theos ton ſidheròn, rom opion ſim
ſfà nel
che monte
ſono, Parnaſſo
Calliope che con le nove
preſiede al Muſe,
poema voirhum i monomi Kiclopi. O Eolos, o
b

Theos ton 24 anemon. O Apdlon, o


eroico; Clio all'Iſtoria ; Melpomene alla Theos tis Pijitikis, ke ton Pijiton ; ke
tragedia ; Talia alla Comedia ; Erato al catica is to oros ton Parnasòn me tes
le poeſie amoroſe ; Terſicore alla danza; ennea Muſſes, opu fne i Calidpi, opu
Euterpe agli Iſtromenti Muſicali ; Poli epitropevi is to iroicon pijima, i Cliò
mia, all'Ode; Urania all'Aſtrologia. is tin lſtorian; i Melpoméni is tin tra
ghodhian ; i Thalta is tin Cumodhian ;
i Erato is ta erotica piimata; i Therpſi
chori is ton Choron; i Evtérpi is rin
muſikin; i Polimia is tas odhàs, i Ura
nta is tin Aſtrolojian.
A me ſembra, che ve ne ſieno altri an Mu fenete ma ine ke ali, opu leghun
cera, che ſon chiamati Semidei, per qual de Imithei . dhia capion iroicondus er
che loro eroica impreſa, o perchè ſono ge ghon, i dhiati ine jenumeni apo cane
nerati da qualche altro Dio. Chi ſono nan alon theon. Afti pii ine?
queſti ? I Kirieteri ine afti . O Enias o ev
I principali ſon i ſeguenti. Il pietoſiſ ſplachnotatos, dhiati elitroſe apo ton,
ſimo Enea, perchè liberò dalla rovina di calaſmon tis Troadhos ton Paterandu,
Treja ſuo Padre Anchiſe, portandolo via ton Ankiſidhon ferondaſton is tus omu
ſa le ſue ſpalle. L' aſtutiſſimo Uliſſe, ſtu. O Odhiſevf o ponirotatos, epidhi
perchè thiuſe le orecchie de' ſuoi Compa ke esfaliſe ta avthia ton ſindrofondu,
gni, affinchè non aſcoltaſſero il canto del dhia na min acuſun tes fones ton Jiri.
le ſirene. Il fortiſſimo Ercole, perchè non: o Iraclis o dhinatotatos dhiati me
con la ſua Clava ammazzò il Minotau to ropalondu enikiſe , Re esrotoſe to
rº. Perſeo perchè decapitò Masº, e Liondari. O Thiſevs, epidhi eskotose
- tOn

(
D 1 A L O G o xx 1, no5
libero Andromeda. Il coraggioſiſſime A ton Mindtavron. O Perſevs, dhiatl eee
chille, che fu nutrito dal Centauro Chi pſe tin Kefalin tis Medhuſis, ke elevthe
rone che è un Moſtro mezzo uomo, e mez roſe fin Andromédhan. O Akilevfs o an
zo cavallo. Giaſone, che conquiſtò il To driotates, opu anehtrafthi apo ton ken
fon d'oro. Paride she diede a Venere tavron Chirona, opu ine ena thirion ip
il pomo d'ore . panthropos. O liaſon, opu ekerdhexe ton
chriſon Provaton . O Paris, opu edho
ſe is tim Afrodhitin to chriſon Milon.
Ciò baſta; e ſe deſiderate di più cir Afta franun; ke an aghapas periſote
ea la Mitologìa, legf" ſpeſſo le Metamor ra peri tis Mitholojias, dhiavaſo fichna
foſi d' Ovidio, nelle quali ſi ritrovano tes Metamorfoſes tu Ovidkſu, is tes O
moltiſſime Favole. pies periechunde poletati Mithi.

c o L L o Q U 1 o 2s. D H I A LO GH OS XX II,

Sopra la Coſmografia, Peri tis Coſmografias.


Son quì venuto a trovarvi per diſcor Idhu irtha na ſe evro dhia ma finomie
rere alquanto inſieme ſopra la Coſmogra liſomen oligho apano is tin Cosmoghra
fia, la quale io bramo imparare almeno fian, tin opian egho epothimo na ma
ſuperficialmente. tho an dhen in alo ap' exo , ap'exe.
Diſcorriamone pure, ma però ſuccinta As ſinomíliſomen, omos findoma. Ca
mente. Già ben ſaprete, che la Coſmo la eſſi ixevris, oti i Coſmografia ine
grafia è una ſcienza molto nobile, uti mia epiſtimi pola evjenis, ofelimi, noſti
le, dilettevole, e procurata, la quale mi, ke zitumeni, opu omili peri tu Coſ
tratta del Mondo, val a dire del Cielo, mu , ighun peri tu Uranu, ke tis Jis, tu
e della Terra cioè di quella parte del teſtin peri elinu tu meros , opu erati ta
Mondo, che contiene le Stelle, i Piane Aſtra, tus Planites, ke tin Athmosferan
ti, e l'Atmosfera dell' aria, e l'altra tu aeros, ke tin alim tis fotias, is tin
del fuoco, nella quale accadono le Mete an tiche nun i Meteores, ighun tafi
ore, cioè la Nebia, le Nuvole, la Pio ghni fa, i vrokes, ta chionia, to chelat
gia, le Nevi, le Grandini, il Folgore zi, i aſtrapes, i vrundes, ta aſtropele
o ſia il Baleno, i Tuoni, li Fulmini, kia, ke eki fiſſuni anemf; jinete, ke ſene
dette Saette, e là ſoffiano i Venti, e ſi te to Iris ; Ke acomi xadhializi ta meri
forma e ſi vede l'Iride ; e in oltre tratta tis Jis, opu lejete sfera, dhiati ine ſtron
della Terra, detta Globo, perchè roton iili, i eliptikì oſan ena avgho; ke ono
da, oppure ovata, e Terracqueo, perchè mazete acoma Xiramerò, dhiati periechi
nella ſua ſuperficie vi è la terra ferma tin xiràn, ke ta nera tis thalaſis, ten
ed arida, e vi ſon le acque del Mare, potamon, ke ton limnionun.
de fiumi, e de Laghi.
Saprete pure, che la Scienza , che Ixevris acomi , pos i epiſtimi opu
tratta de'Cieli, e delle coſe Celeſti, è dhializi tus Uranus, ke ta Uranica, le e
detta Aſtronomia, o Aſtrologia, e che jete Uranolojia, Airi, , Aſtrolojia:
quella, che diſcorre della terra, e dei Eeekini opu dhiamili apano is tin jin,
luoghi, che ſi ritrovano in eſſa, ſi chia re peri ton topen, opu evriſconde is af
ma Geografia, o Topografia, ſe parla di tin, onomazete Jeoghrafia, i Topoghra
qualche luogo particolare. fia, ean omili dhia canenan topon ze
cheron. -

Per imparare la Coſmografia, cioè l'A Dhia. na mathis tin Coſmog º ,


ſtronomia, e la Geografia, fa d'uopo avere ighuntin Aſtronomian, ke tinfeoghrafia,
ſi idea della Sfera, che ſi chiama cammi chriana echis camian idhean ti:
rmillare, del Mappamondo, e de'Siſte Sferas, opu leiete Armillaris, ighun Cri
mi del Monde, che ſi chiama Planisferio. coti, ten Ipotheſeon tu coſnu, Ke tu
Per Man
Io6 D E L L A A S T R O N O M I A.
Mappamundu , opu lejete o Pinax tu
-
e oſmu . -

Per formare qualche embrione di tutto Dhia na lavis camian ſintomin idheap
eiò in ſuccinto, baſta, che ben capiate, e apano isola etuta, ſtani na catalanva
impariate tutto ciò che appartiene alle nis, ke na mathis cala to oti periechete
tre sfere Obliqua, Retta, e Parallela i is tes tris sferes, tin ſtravin, tin iſtan,
-
quanto ſpetta al Mappamondo geografico, Ke tin parallilan, to oti ticheni ton Pi
e ai tre ſiſtemi di Tolomeo, di Tico nacon ton Jeoghraficon, Ke tes tris Ipothe
ne, e di Copernico. Ora per ben capire ſer ighun tu Tolomeu, tu Ticonu, ke tu
quanto ho detto con grande facilità, vi Copernicu “ Ke dhia na catalamvanis me
metto ſott'occhio la preſente Tavola, la meghalin evcholian ola pa anothen le
quale contiene tutte le coſe, che appar ghomena, ſu provalo to paron ipodig
tengono all'Aſtrologia, e alla Geografia, ma opu periechi ola ta panda, opu ti
E per venir alle corte incomminciamo, che nun tin Aſtrolojian , ke tin Jeoghra
fian. Ke dhia ligholijian as archiniſo
- - - - - immem - -
-
- - - - - - -

C o L L o Q U 1 o 23. DHIALOGHOS XXIII,


r

Sopra l'Aſtrologia, e li ſiſtemi Peri tis Aſtrolojias ke ton Ipotheſeon


- del Mondo, tu Coſmu,
Per formar qualche cognizione della A Dhia na echis camian idhean tis A
ſtronomia, e delli ſiſtemi del Mondo, ſtronomias, ke ton Ipotheſeon tu Coſe
mirate, e conſiderate ben bene le figure, mu, idhu, Ke ſtochaſu cala ta ſchimata
che ſono nella Tavola, le quali mettono opu ine is to ipodigma, opu prova lun to
ſott'occhio la ſituazione della Terra, de' ſtafimon tis Jis, ton Utanon, ton Plani
Cieli, de Pianeti, e delle Stelle, ton, ke ton Aſtron.
Giuſta l'opinione di Tolomeo, la terra Cata ton ſtochaſmon tu Tolomeu, i
ſtà immobile in mezzo al Mondo, intor jis ine afalevti is meſin tu Coſmu; tri
no ad eſſa v'è l'Atmosfera dell'aria, e jiru is aftin ine i athmosfera tu aeros,
ſopra a eſſa quella del fuoco. Intorno al ke apano is aftin ekini tis fotias. Triji
la terra in cieli particolari fanno i loro ru tis jus tri)urizun 1s mericus uranus o
giri tutti i ſette Pianeti, giuſta l'ordi li i epta Planites cata tin taxin opu
ne, che vedete nella Figura, vlepis is to Schima, - -

Secondo l' Ipoteſi di Ticone, [ il qua Cata tin ipotheſin tu Ticonu, (opu ine
le è un dottiſſimo Aſtronomo Daneſe , la enas ſofotatos Aſtronomos Dhaneſos, i
Terra ſtà nel mezzo, immobile; intorno jis ine aſalevti is tin meſin , trijiru is
ad eſſa girano la Luna, e il Sole, in aftin jirizun to Fengari; ke o Ilios trijiru
torno al ſole girano gli altri cinque Pia tu Iliu camuun ton girondus i eteri pen
neti, e ſopra d'eſſi le Stelle Fiſe. de Planites; ke apano is aftesta aſtrata
afſaleuta. - -

Secondo quella di Copernico, Pruſſiano - Kata ekinin tu Copernicu, tu Pruſianu


(il di cui ſiſtema poſſiamº bene ſoſtenerlo co ( tu opiu tin ghnomin imborumen na
me un Ipoteſi, ma non qual Teſi, perchè tin piſtepſomen oſan mian ipotheſin, ke
i oppone alla Sacre Scrittura, nella qua. ſochi osthema, dhiati ine enandii istin
te più fiate ſi dice, che la terra ſi è Ajian Ghrafin, is tin opian poles voles
feria mmobile, e che il Sole gira ) in lejete, oti i jis ine aſalevti, ke oti o le
mez ondo v'è il Sole immobile; lios jirizi. ) is tin meſin tu Coſmu ine
intorno al Sole gira Mercurio ; poi Ve io Ilios aſalevtos; trijiru is ton iiion ji
aere; indi la terra, e intorno ali
la rizio Mercurios; iſtera i Veneris; ap'
Luna; dopo Marte, e Giove, il quale eki i jis, ke trijiru is aftin to Feigari ;
º circondato da quattro Aſtri, chiamati epita o Martis, ke Jonas, opu ine i
Sa i iº -
D I A L O G O XX [ I I. ro7
Satelliti; poi Saturno, circondato anch' e riſmenos apo teſera Aſtra ouonazoriiena
ſo da cinque Stelle. Intorno a queſti Cie Jatelites, ighun Stratiotes ; epita o Sa
li de Pianeti v'è il Cielo , nel quale turnos trijiriſmenos apo pende Aſtra,
fanno il loro giro le stelle, che ſi dico: Triiiru is aftus tus Uranus ton Planiton.
no Fiſe, abbenchè ogni dì in 24 ore fae ine o Uranos, is ton opion jirizun ta
cino il loro moto diurno dall'Oriente all' Aſtra, opu leghunde aſalevta, angéla ke
Occidente, e con il moto periodico in cathe mera is 24 ores camnun to cathi
25oo. anni faccino un ſol giro dall'Oc merinon kinima apo Anatolin is dhiſin,
cidente all'Oriente. E ſi chiamato Fiſ ke me to Kinima to Periodhicon is 25ooo
fe perchè conſervano ſempre la medeſima chronus camnun enan monon jiron apo
i, e la medeſima ordinanza fra diſin is Anatolin. Ke leghunde aſale
eſſe loro ; e gli altri ſette Aſtri ſi dicon vta dhiati cratune panda tin idhian ma
Pianeti , che in Greco vuol dire mobi crotitan, keton idhion ſtaſimon aname
li, perchè talora ſono in poca diſtanza ſondus. Ta epta ala aſtra leghunde Pla
fra loro, ora vicendevolmente ſi slonta nites, ighun Kinita cata to elinicò, dhia
nano. ti afti póte ine is olijin macrotita , p6
te macria anameſondus.
Anche i Pianeti ogni 24 ore con il Ke i Planites cathe 24 ores me to Ca
moto diurno fanno un giro parallelo all' thimeri non hº inima camnun eman jiron
Equatore dall'Oriente ad Occidente, e parallilon tu Iſimerinu apo Anatolin is
nello ſteſſo tempo con il moto Periodico dhiſin, Ke is ton ſdhion keron me to
ſi muovono nel Zodiaco da Occidente in Kinima to Periodbicon camnum to kini
Oriente, la Luna in un Meſe, Mercurie matus is to Zodhiacon apo dhiſin is A
ogni tre Meſi, Venere ogni otto Meſi, natolin ; to Fengari cathe mina, o Mer
iAarte quaſi in due Anni, Giove in do curios cathe tris mines, i Veneris cathe
dieci Anni, e Saturno in 3o. oéto mines, o Martis lijo oligoteron,
apo dhio Chronus, o ſonas is 12 Chro
nus, o Saturnos is 3o Chronus.
E non vi ſembri ſtrano, cl e gli Aſtri, Ke na min ſu fenete paraxenon, oti
e ſi Pianeti in un medeſimo tempo girino ta Aſtra, Ke i Planites is enan idhion
da Oriente in Occidente, e da Occidente keron jirizun apo Anatolin is dhiſin, Ke
in Oriente ; perocchè anche noi nello apo dhiſin is Anatolin; dhiati ke imis
ſteſſo tempo che ſiamo portati da una na is ton idhion Keron opu imaſte fermeni
ve verſo occidente, paſſeggiamo nella na apo ena caravi pros dhiſin, peripatu
ve da Occidente in Oriente, cioè dalla men is to caravi apo dhiſin is Anatolin
poppa alla prora. E una formica, che ſi ighun apo, tin pupa isrin plorin. Ke e
ritrovi ſopra d'un globo, puo andare a nas Mirmingas opu na evrethi apano is
dagio adagio da Occidente verſo Oriente mian sferan, imborì na paji aghalia a
nel mentre che girando velocemente la ghalia apo dhifin pros tin Anatolin is Ke
sfera, la porta dall'Oriente all'Occiden ron opu jirizundasi sfeta oghlighora, tou
le »
ferni apo tin Anatolin is tin dhiſin.
Come ſi fa l'Eccliſſi della Luna? Pos pinete i Eclipſis tis Selinis ?
Perchè la Luna è oſcura, e il ſuo ſplen Epidhike te Fengari ine ſcotinon , ke
dore le proviene dal ſole, reſta eecliſſa i lampſitu tu proerchete apo ton Ilion,
ta, cioè ottenebrata, qualora la terra ſi meni eclipſiaſmenon, ighun ſcotinon , o
ritrova diametralmente fra il Sole, e la potan i jis evriskete iſia anameſſon tu i.
Luna. liu, Ke tis Selinis.
E l'Eccliſſi del ſole eome accade ? Ke i Elipſis tu Iliu pos jinete?
guando trovaſi giuſto dirimpetto fra il l
Opote to fengari evrethi andicris ana
Sole, e la terra; perchè allora la Luna, meſon me ton ilion, Re me tin jin
che ſtà in mezzo a loro, cuopre in parte dhiati totesto fengari, opu ine is tin
il Sole. meſſindus, crivi is capion ateros ton i
lion.
Ed Ke
to? D E L L A L I N E A M E R I D I A N A.
Ed eſſendo così , l'Eccliſſi talora è to Ke ondas etzi, i Eclipſis pote ine ola
tale, talvolta è parziale. E' totale, quan rieri, pote merixi : Qlakeri, opotan to
do l' Aſtro è tutto intero immerſo nell' aſtron ine olon is to ſcotos exinu , opu
embra di quello che le eceliſſa . E' par to eclipſiazi . Ine meriki, opotan o iſ
ziale ogni qualvolta l'ombra cuopre ſola Rios sRepazi monon ena meros eKimu tu
mente una parte di quell'Aſtro, che reſta aſtru, opu meni eclipſiaſmenon.
eccliſſato.
Un Aſtro, v. g. il Sole quando ſi di Ena Aſtron l. c. o Ilios pote leiete ,
ce, ed è in Apogeo, quando in Perigeo i l Re ine Apojeos, pote Perijeos ?
Ji dice, ed è in Apogeo , quando è Lejete, Ke ine Apofeos , opotan ine
più lontano da noi. Si dice, ed è in Pe pleon macria ap'emas . Leiete, Ke ine
rigeo, qualora ci è più da vicino. Quin Perijeos opotan ine pleon fima. Dhia t'
di il Sole negli ultimi giorni di Giugno afton o ilios is tes iſteres imeres tu ju
ei è in Apogeo, negli ultimi di Decem niu mas ine Apofeos; Ke is tes isteres i
Bre ci è in Perigeo, perchè nell'Inverno meres tu de Remvriu mas ine Perijeor ;
il Sole è più vicine a noi un millione dbiati is to chimona o ilios ine pleon ſi
di miglia, che nel principio dell'Eſtate. ma is emas ena miliuni milia para istin
archin tu calekeriu.
Je è così, perchè vi è maggior freddo Eſtondas etzi, dhiati ine megaliteri cria
nell'Inverno i nell' pº dha is to chimona para is to calokeri?
Ciò , che cagiona il caldo non è tanto Exinon opu camni tin capſin dhen ine
la vicinanza del ſole, quanto la ſua e toſſon to ſimona ru iliu , oſſon i ipfilo
levazione ſopra l'orizzonte; Siccome una titatu apano is ton orizonmas ; cathos
Pietra gettata da ſopra fa maggior colpo, I mia petra richmeni apo anothen camni
she una gettata da vicino, ma orizzon meghaliteron ctipimon parà mia opu ri
talmente. Ora il ſole nell'Inverno è più chnete apo ſima, omos eata ton orizon,
vicine al noſtro orizzonte aſſai più che Tora o ilios is to chimona ine pleon con
nell'Eſtate, ma è meno alto. Da ciò pre da is ton edhiconmas orizon para to ca
viene, che il ſole ci reſta meno tempo, e loReri, ala inelighoteron ipſilos. Ap etu
ci manda i ſuoi raggi più obbliguamente; to proerchete oti o ilios mas mineski o
e però ſono più deboli i di lui raggi per ligoteron Keron Re mas ſtelni tes actine
cagione dei vapori, e dell'atmosfera dell' ſtu pleon ſtrava; Re dhiatuto i actineſtu
aria », dhia etian ton anoon, Ke tis atmosferas
ine pleon adhinetes,
C O L L O g U 1 O 24. DH I A L O GH O S XXIV.

Sopra la Linea Meridiana. Per? tis Ghrammis tis Meſimvrinis.

. Voi che ſiete induſtrioſo , mi ſapreſte Tu loghuſu, opu iſe epithidhios, ixev
inſegnare la maniera per ſ" in ogni ris na mu mathis ton tropon , dhia na
iempº, e luogo quando ſia il vero, e giu ixevro cathe mera , ke is cathe topon
Ae Mezzogiorno, e li quattro Punti Car pote ine to aitino, Ke to ſofto meſſi
dinali del Mondo, cioè l'Oriente, l'Oc. meri, ke ta kiria teſſera ſimia tu Coſma,
cidente, il Settentrione, e il Mezzodì è ighun tin Anatolin, tin Dhiſin, to Artos,
ke to Meſimeri ?
Eccomi pronto con il faciliſſimo mezzo Idhu, ime etimos, me ton evcholota
della Linea Meridiana. Ed ecco come fa ton tropon tis Ghrammis tis Meſimvri
ºiliſſimamente ſi faccia queſta Linea tan nis. Ke idhu pos jinete eveholotata afti
º utile. (Fig. 18.) i ghrammi toſſon ofelimi. (18)
Sopra d'un piano orizzontale, e ſopra d' Apano is ena epipedhon meros, i is
º ºure verticale eſpoſto al ſole con un com eman tichon opu na ine ctipiſmenos apo
Pºſſº fare due, e iro circoli concentrici a I ten ilion , me ena perjeli came dhio i
- frs
D I A L o, G o XXV. re9
voſtro genio (Fig. 18. ). Nel centro c di tris kiclus omokentrus. Is tir meſin af.
tunon carfoſe ena fidheron ,) opu lejete
quei circoli, piantatevi un ferro , dettº ghnemona
gnomone, o ſtilo, e c, puntuto, dritte , i ſtilos e c, mitirofi, iſion, ca
perpendicolare , e ben fermo . Qualche tachatiton, ke aſſalevton . Prin to meſi
tempo prima del mezzodì, oſſervate quale meri vlepe pios apo tus ghrammenus ki
di quei deſcritti circoli ſia toccatº giuſto clus enjizete iſia apo tin acran tu iskiu
dalla ſommità dell'ombra dello ſtile e c . tu ghnomonos e c , Ke eri came ena ſi
E là fate il ſegno o. Dopo aſpettate, che madhi is o . Epita carcereſe na peraſi to
paſſi il mezzo giorno, ſinchè l'ombra del meſimeri os te pu e iſchios tu ſtilu enji
zi pali ton idhion Miclon is a. Keeki ca
lo ſtile di nuovo tacca il medeſimo circor
le in a ; e là fatevi un altro ſegno a me ena alon ſimion a . Iſtera dhiamiraſe
is dio iſa meri ekino to dhoxari a o is ſ.
Dopo dividete in due parti uguali quell' Epita travixe tin ghramin dee ſa. Afti i
arco a o in s, indi tirate la linea e cſb.
ghrammi
gueſta linea è la Linea Meridiana ricer, cathe mera ine i Meſimvrini, opu zitas: ke
cata; e ogni giorno dell'anno , quando l' tu chronu , opotan o iskios
ombra del gnomone e e tocca queſta linea tu ſtilu e c enjizi aftin tin ghrammin c b,
e c b , allora in quel luogo ſarà il vero , totes theli ine to alithino , ke to ſoſte
e giuſto mezzogiorno - meſimeri is exinon ton topon.
Se poi
dividerete queſta linea d e c b in Ean epita dhiamirazis aftin tin ghram
croce adangoli retti con tirare anche la min d e c b is orthin ghonian, travundas
g , le quattro eſtremità cfg b acomi tin ghrammin f e g, i teſſeres a
linea fc
moſtrano li quattro Punti Cardinali del cres c, f. d,g apedhichnun ta teſſera Si
Mondo, cioè a dire, le linea cg l'Orien mia tu Coſmu, dhiladhi, i ghrammi e g
te, la cf l'Occidente, la c b il Mezzo tin Anatolin, cf tin Dhiſin, e b to Me
dì, la c d il Settentrione. ſimeri, cd to Aréton.
Ottimamente. Ma mi ſapreſte voi inſe Pola cala : Omos ixevris na mu dhi
gnare una facile maniera per deſcrivere xis canenan svcholon tropon dhia ma pe
un eſatte Orologio Solare ? Eccola. i" ena ſoſten Orolojion iliacon º
ll e

D H I A L O G H OS XXV,
c o L L o Q U 1 o 25.
Sopra l'Orologio Solare. Peri tu Orolojiu tu Iliacu.
Come ho detto , ſopra d' un immobile Cathos ipa anothen, apano is ena aſa
piano orizzontale , o ſopra d un muro , levton, ke epipedhon meros, i is ena ti
che ſia eſpoſto al ſole più che ſia poſſibi chen , opu ma ine ombros is ton ilion ,
le dalla mattina fino alla ſera, ſatevi an ine voleton, apo to purno os to vra
uno ferro, che ſia ben dritto , puntute , dhi, carfoſe ena ſidheron, opu na ine iſon,
immobile, e ad angoli retti . Vicino al mitiron , aſalevton , Ke is orthtin gho
Solſtizio Eſtivo, con un orologio, che mo nian. Conda is tin Tropin tin Calokeri
ſtri ore all'Italiana, oſſervate nello ſpun nun me ena Orolojion, opu fimadhevi tes
tar del ſole qual punto tocchi la ſommi ºres italica, ſtochaſu is to evghalma tu
iliu pion ſimion enjizi i acra tu iskiu tu
tà dell'ombra del fiſſato gnomone alle ore
carfomenu ſtilu is tes oéto eres ; Me exi
otto, e là fattevi un ſegno 8; quando ſo
me nove ore, ſegnate 9 là dove è tocca came ena ſimion 8 ; otan ine enia ores,
to dall'ombra dello ſtilo ec. ſimadhepſe 9, eri pu totes enjizi i acra
tu iskiu tu iliu .
Lo ſteſſo fate vicino all'Equinozio Au To idhion came is ton minan Septem
tunnale nel meſe di ſettembre ; e ancora vriu conda is tin Iſimerian tu Fthino
preſſo il ſolſtizio Invernale ſu la fine di poru ; ke acomi conda is tin Tropin ta
Decembre. A Chimonos is to telos tu Dhekamvriu.
Dopo d'aver fatti queſti ſegni, quante l Afa ecames stata ta imadhia , oſes
ree erea
I I3 D E L L A G E O G R A F I A.
tre ſono ſegnate di ſopra, di ſotto , e in ores ine ſimadhemenes anothen, catothen
mezzo, dall'alto al baſſo tirate tante li ke is to miſo, apo anothen is catorhen
nee parallelle, o roſſe, o nere, cioè dal travixe toſes paralliles ghrammes i coki
punto ſuperiore ſegnato 23, al 23 ſegnato nes, i mavres, ightin apo tin anothen
di ſotto; dopo aal 22 al 22 ; aal 21 al ſtighmin ſimadhemenin 23 eos tim cato
21 ec. Or vi aſſicuro, che in ogni giorno then 23 ; iſtera apo 22 is 22 ; apoz - is
dell'anno l'eſtremità dell'ombra del gne 21 ec. Tora ſe veveono, oti cathe mera.
mone, quando è illuminata dal Sole, tec tu chronu i acra tu iskiu tu ſilu, otan
cherà la linea 23 , quando ſaranno le 23 ine fotiſmenos apo ton ilion , theli enj
ore, la 22, quando ſaranno 22 ore ec. Ed zi tin ghrammin 23, otan ine ores 23, tin
ecco , come con poca ſpeſa e fatica avete 22 ; opote ine i ores 22 ec. Idhu , pos .
un eſatto Orologio, almeno per alcune ore me alighon exodhon ke copon echis ena
del giorno, ſoſto Orolojion, an dhen in allo dia cam
-

a
/ - boſes ores tis imeras,
Se queſt'Orologio lo deſiderate alla Fran Ean afto to Orolojion to apithimas,
ceſe piuttoſto che all' Italiana, e alla Tur Frantzezicon calion apo to Italianico ,
ca, nel ſegnare le ore nei Solſtizj, e nell' ke Turkico, is to ma ſi madheoſis tes C
Equinozio , fatele con l'Orologio alla res is tesTropes, ke istin Iſimerian, ca
Franzeſe, e così ſaprete ancora ſempre o metes me te Orolojio to Frantzefico; ke
gni giorno il vero mezzodì, quando l'eſtre erzi theli ixevrisacomi panda catheimera -
mità dell'ombra del gnomone tocca la li to alithino meſimeri, opotan i acra tu iſ..
nea ſegnata 12. - ,
kiu tu ſtilu enjizi tin ghrammin, opu ine
-

Se poi con la regola, che v'ho detta ſimadhemeni 12.


di ſopra, in quell' Orelogio ſolare vi ſeri Ean epita me tin taxin, opu ſu ipa
vete anche la linea Meridiana, e la di anothen, is ekino to Orolojio tu iliu ghra
videte in croce ad angoli retti, ogni gior fis Ke tin Ghrammin tis Meſimvrias, ke
no dell'anno ſaprete ancora il giuſto mez tin dhiamirazis is ſtavron is orthogho
zodì , e li quattro punti Cardinali del nia, cathe imera tu Chronu theli xevris
Mondo. º, acomato ſoſto meſimeri, ke ta teſera me
- - - -
ri tu Coſmu .
- - rº,

c o L L o o U 1 o 26. DH I A LoGos XXVI.


sopra la Geografia. Peri tis Jeografia: o

- -
.
- r -

Perchè nell'anneſſa Tavola v'è impreſe Dhiati is ena xechoriſton carti ine ti
ſo il Mappamondo, e la ſera Armillare pomenos enas Pinax Jeograficos, ke i sfe -
º retta, e parallela, e obbliqua con tutti i ra i Armillari ke ortbi, Ke paralleli, Ke
i nomi de'circoli, delle linee, e dei punti ſtravi me ola ta onomata ton Kiclon, ton
che la compongono, affinchè meglio inten ghrammon , ke ton ſimion opu tin ſin
da le coſe principali della Coſmografia , thetum , dhia na catalamvano calitera ta
Cranologia, o Geografia, vorrei ſapere che archika tis Coſmoghrafias , tis Uranolo
Jignifichino quei numeri , che ſono deli jias , ke tis Jeografias, ithela ma i Reuro
neati ſopra l'Equatore, e nel primo Me ti dhilune eRini i arithmi, opu ine peri
ridiano del Mappamondo, e della sfera, i ghrammeni apano iston Iſimerinon, Ke
º is ton ,
- coton Meſimvrinon tu Mapamun
- -
- - -
- -

- i. Ke tis sferas.
Cditemi. Quei numeri, che ſono ſcritti Acuſeme. I arithmi opu ine ghrain
nell'Equatore, ſi chiamano gradi di Lon meni is ton Iſimerinon, crazunde Vathmi
gitudine; e queſti ſono 36o ; e nel Map tu micus ; ke afti iue 36o ; Re is ton
pamondo ſono ſcritti nel medeſimo Eaua Pinacon ine ghrammeni is ton idhion
rore da Occidente in Oriente, incommin Iſirnerinon apo tin Dhiſin pros tin Ana
viando dal primo Meridiano, che è ſtato l tolin, archinundas apo ton proton Me
ſtabi ſiºn
- a

- - D I A L O G O X XVI. I I
?abilito in Occidente vicino all' Iſole , ſimvrinon, opu eſtathi afofaſifmenos is
e' e ſi chiamano Canarie. Ma nelle- Car
r 1.
tin dhiſin ſima is ta Niſia, opu onoma
º tº Geografiche ſono ſcritti nelle parti ſu zunde i Canaries. Ala is tes Cartes tes
- - -

periore, e inferiore
- . . .
delle medeſime. Jeoghrafikes ghrafunde is ta anothen, ke
. . . . . . . . - catothen meri ton idhion. - - -

quei numeri poi che ſono circonferitti -Ekini i arithmì, opu ine perighram
ſopra il primo Meridiano, ſon detti Gra meni apano is ton proton Meſimvrinon,
di di Latitudine; Settentrionale, ſe ſono leghunde Vathmi tu Platus ; tu Arctos,
verſo il Polo Artico; Meridionale, ſe ſo lean ine pros ton Polon Aréton ; tis Me
no verſo il Polo Antartico. E queſti ſono ſimvrias, ean ine pros ton Antaréticon
ſolamente 9o. E nel Mappamondo ſi con Polon; ke afti ine monon 9o . Ke is
tano nel Meridiano, incomminciando dall' ton Pinakon metrunde is ton Meſimvri
Equatore verſo li Poli. E nelle Carte Geo non, archinundas apo ton Iſimerinon,'
grafiche ſi numerano
º ſiniſtro delle nel lato
ſteſſe carte. i
o deſtro , o pros tus Polus. Ke is tes cartes tes jeo
:
ghrafikes metrunde is to meros i dhe
- , 3
-
xion, i zervon ton idhioni Carton .
- --

Ogni grado di Longitudine , e Latitu Cathe vathmos tu Micus, ke tu Pla


dixe fa 6o miglia Italiani, e Turchi, o tus carnni 6o milia ltalianica ke Turki
2o leghe di un'ora di ſtrada per ciaſche ca; i 2o Lejes apo mian oran dhromon,
duna. E ciaſcun grado ſi divide in ſeſ is cathe mia ; ke cathe vathmos dhiami
ſanta minuti , che però ogni minuto è un razetemilion
ena is 6o leptake; dhiatuto
tis Italias. * paſa lepton in - - - e,
miglio Italiano . -

La Longitudine Geografica adunque di To lipon to Jeoghraficon Micos enu


ten luogo, o paeſe è la diſtanza d'un luo topu ine i Macriotis enu topu apoton
go dal primo Meridiano ; e ſi miſura proton meſimvrinon ; ke catametrite is ton
nell'Equatore. #"è la diſtan iſimerinon . To Platos ine i Macrotita
za d'un luogo dall' quatore ; e ſi miſu enu topu apoton Iſimerinon, ke cata
ra nel primo Meridiino metrite is ton proton Memſivrinon. -

“Come poſſo capire, e ſapere la Longi Pos imboro ma catalavo, ke na xevro


tadine, e la Latitudine di un paeſe? to Micos ke to Platos enu topu? -

Per ſaperle ſenza Mappamondo, e ſen i Dhia na ta mathis dhicos Mappamon


za Carte Geografiche, leggete i Cataloghi don, ée dhicos Cartes Jeoghraſikes, na
dellº Longitudini , e Latitudini, che ſi dhiavaſis ta catalogha ton Micon, ke
ritrovano in molti libri Geografici. i
- - - -
ton Platon, opa evriſconde is pola iea-. - a a - - - - -
ghrafica Vivlia. -

Per ciò ſapere col Mappamoudo foli Dhia na to irevris me ton ſtereon
do, mettete il Paeſe che volete, ſotto il Mappamondon, vale ton topon opu the
» Meridiano. Indi oſſervate nell'Equatore lis, ipocato tu Meſimvrinu . Iſtera kita.
qual grado di Longitudine ſia ſotto al xe, is ton Ifimerinon pios vathmos tu
Meridiano, e quel grado moſtra la longi Micus ine apo cato tu Meſimvrinu ;
tudine che cercate. - ke ekinos dhichnito Micos, opu jirevis.
-

Poi guardate nel Meridiano qual gra Epita kitaxe is ton Meſimvrinon pios -
do di Latitudine ſia nel medeſimo ſegna vathinos tu platus ine is ton idhion a
to ſopra lo ſtabilito paeſe; e quel grado pano is ton topon ton apofaſiſmenon,
del Meridiano indica la Latitudine che ke ekinos o vathmos tu Meſimvrinu dhi-
Gercata e - - -
chni to platos, opu jirevis.
Per ſapere poi la Longitudine nel Pla Dhia ma xevris to Micos is ton Pina
misterio, oſſervate qual grado di Longitu kon , opu lejete Planisferion , kitaxe
dine ſia tagliato nell'Equatore dal Meri pios vathmos tu Micus ine commenos
diano che paſſa ſopra lo ſtabilito paeſe; is to Iſimerinon apo ton Meſimvri
e altrettanta ſarà la Longitudine, che non, opu perna apano is ton apoſaſiſ
cercate e -

menon topon, ke toſſon ine to micos


opu zitas. - - - - -

Per Di ,
I I2 D E L L A G E O G R A F I A .
Per ſaperne poi la Latitudine, oſſervate Dhia ixevris to Platos, kitaxe is ton
nel primo Meridiano, cioè in quel Cir proton Meſimvrinon , ighun is ekinon i
colº grande, che lo circonda, qual gra ton Meghalon Ciclon, opu ton trijirizi,
io di Latitudine ſia ſegnato nel Paralle pios vathmos tu Platus ine ſimadheme-
lo equinoziale, che paſſa ſopra il dato nos apo ton Parallilon tu iſomerinu, o
duogo; e tanta ſarà la cercata. Latitudi pu perna apano is ton dhoſmenon to
2e o
pon ; ke toſon theli ine to zitumenon
Platos.
Per ſapere poi la Latitudine di un luo Dhia ma mathis to Platos enu topu
Ago ſi le carte Geografiche , oſſervate apano is tes Topoghrafikes Cartes, kita
nel lato deſtro. o ſiniſtro qual grado ſia xe is to meros i to dhexion, i to zer
ºirimpetto al tal luogo, e quello moſtra von pios vathmos ine andicris tu tadhe
4a Latitudine, che deſiderate. topu ; ke ekinos dhichni to Platos opu
apothimas.
Per ſaperne la Longitudine nelle carte Dhia ma ixevris epita te Micos is tes
Geºgrafiche, oſſervate nella parte ſuperio topoghrafikes cartes , Kitaxe is to ano
rº, º inferiore della ſteſſa carta qual gra then, i is to catothen meros tis idhias
ºe di Longitudine ſia in faccia al tal cártas pios vathmos tu micus ine andicris
fuºgº; e quello moſtra la cercata Longi is ton tadhe topon ; ke ekinos dhichnito
tudine. jiremenon Micos .
. Dºpo d'aver io trovata e ſaputa la Lon Afu ivra, ke eghnoriſa to Micos,
gitudine, e Latitudine di un dato paeſe, ke to platos enu apofaſiſmenu topn, pos
cºme farò per ritrovare quel luogo ſopra theli camno dhia ma evriſco ekinon ton
il Mappamondo, e ſopra le carte? topon appano is to Mappamondo, ke is
tes Cartes?
Per ritrovare il dato paeſe ſopra il Dhia ma evris ton dhoſmenon topon
Mappamondo Solido, i. 'ſ "grado apano is ton ſtereon Mappamondon, va
di Longitudine ſotto il Meridiano. Dopo le ton tadhe vathmon tu Micus ipocato
ºrcate nello ſteſſo Meridiano il noto gra tu Meſimvrinu. Iſtera ma iirepſis is ton
do di latitudine, e ſotto quel grado tre idhion Meſimvrinon ton vathmon opu
ºrrete il paeſe che cercate, xevris, tu platos; ke apo cato ekinu tv
vathmu theli evris ton topon opu jire
vis.
Per trovarlo poi nel Planisferio, guar Dhia na to evris apano is ton Pina
ºate in qual punto ſi tagliano inſieme le Kon kitaxe is pian ſtighmin covghunde i
due linee curve, che ſono tirate dal no dhio ſtraves ghrammes, opu travizunde
º grado di Longitudine, e di Latitudi ape ton vathmon opu xevris tu micus ,
ne s e là dove s'incrociano, troverete il ke tu platus; ke eki opu covghunde, the
Paeſe, che cercate. evris ton topon opu jirevis .
Per ſciogliere queſto Problema ſopra le Dhia na lithi etuton to Provlima apa
carte Geografiche, tirate una linea dal no is tes Jeeghrafikes Cartes , travixe
Iſaputo grado di Longitudine, che è ſe mian ghrammin ape ton vathmen opu
gnatº nel latº ſuperiore della carta ſino xevris, tu Micus, opu ine ſimadheme
allo ſteſſo grado delineato di ſotto. E un' mos is to anothen meros tis cartas, eos
altra linea tirate dal noto grado di La ton idhion vathmon ton ghrammenon is
titudine, che è ſegnato nel lato deſtro, to catothen meros; ke mian alin ghram
ſino al medeſimo grado, che è nel ſini min travixe apo ton vathmon opu xe
itrº. E là dove ſi interſecano quelle due vris tu Platus, opu ine ſimadhimenos is
linee, vi ſarà il luogo che andate cer to dhexion Meros, eos ton idhion vath
eando. mon opu ine is to zervon merºsi kº e
ki pu covghunde andamas ekinesi ghram
mes, theli ine o topos, opu ſirevis .
Gel mezzo del Globo Solido, del Pla Me ton meſoa tu Mappam" tu
e
mise
D I A L O G O XX VI. i 13
misferio, e delle Carte Geografiche come ſtereu, tu Pinacos Keton Jeoghaficon Car
poſſo ſapere quante miglia Italiane un ton pos imboro na xevro poſſa Italianica
luogo ſia distante da un altro? milia enas topos ine macria apo enan
alon.
Per ſaperlo col mezzo del Globo, e del Dhia nato Kevris me ton ſtereon Map
Planisferio, oſſervate, quanti gradi, e pamondon, Ke me ton Pinakon, vlepe
minuti uno d'eſſi è lontano dall'altro. poſſus gradus, Ke poſſa minuta enas ap'
Per ſaperlo poi ſu le Carte, mettete le ekinus tus topus ine macria apo ton a
due punte del Compaſſo ſopra i due luo lon, Dhia nato inevris apano.is tes car
ghi. Quest'apertura mettetela o ſopra la tes, vale tes dhio mites tu perjeliu apa
ſcala , che è ſotto la medeſima carta , o no is tus dhio topus . Aftin tin anixin
ſopra il lato inferiore della ſteſſa , dove valetin i apano is tin ſcaran , opu ine
ſono ſegnati i gradi, e li minuti ; e là ſi apo cato tis idhias cartas, i apano is to
moſtra quanti gradi, e minuti quel luogo catothen meros tis idhias , pu ſimadhe
ſia lontano dall'altro. Poi fate miglia li vunde i vathmi, Ke ta lepta ; ke e Ki
gradi, dando 6o miglia ad ogni grado, e dhichnete poſsì vathmi , Ke lepta e Ki
ad ogni minuto un miglio ; e così ſaprete nos o topos ine macria apo ton alon .
quante miglia un Paeſe ſia lontano dall' Epita camemilia tus vathmus, dhidhon
altro v. g. L'Italia è lontana dalla Spa das 6o milia is cathe vathmon, ke is ca
gna 3o gradi. Dunque l'Italia è lontana the lepton ena milion, Ke etzi theli ca
dalla Spagna 18oo miglia Italiane ; pe talavenis poſſa milia ine macria enas to
rocchè moltiplicandoſi 6o per 3o . Si fa pos apoton alon . Loghuchari: i Italia
la ſomma di 18oo. ine macria apotin Spagnan 3o vatmus :
Lipon i Italia ine macria apo tin Spagna
18oo Italianica milia ; epidhiKe polipſi
azondas 6o is 3o, jimunde 18eo.
Vi prego adeſſo eſponermi, almeno in Se paracalo tora na mu apodhixis an
riſtretto, le quattro più grandi parti del dhen in alo ſindoma, ta teſſera meghalo
Mondo antico, che ſono l'Aſia, l' Euro tata merì tu Paleu Coſmu , opu ine i
pa, l'Africa, e del nuovo, che è l'Ame Anadoli, i Europi, i Afriki, ke tu Neu,
IlCa , -
opu ine i Ameriki.
-

Come comandate . E incominciamo


Oriſmoſſu. Ke as archiniſothen ape tin
dall'ASIA, la quale è ſtata la prima ad ANATOLIN iopia eſtathi i proti opu eca
eſſere abitata da Adamo, e da Iva, che thikithiapo ton Adham keapo tin Evan,
farono creati nel Paradiſo Terreſtre, ſitua i opii eplaſticane is ton Paradhiſon ton
tº nell'Armenia, ed è ſtata ancora la pri Epijion, opu iton istin Armenian , Ke
ºa ad eſſere ripopolata dalla Famiglia di eſtathi acomi i proti opu xanaplithike apo
Noè, quando dopo il Diluvio ſe ne uſcì rin Familian tu Noe, otan iſtera apoton
dall'Arca , che ſi fermò ſopra il Monte Catacliſmon evjiKe apo tin Kivoton opti
Ararat, che pure è nell'Armenia. L'Aſia eſtamathiſe is to oros Ararat, opu ineis
º le più ricca d'ogni ſorta di naturali tin Armenian . l Anatoli ine i pleon plu
Prºdotti . Eſſa è ſtata ſantificata dallaſia apo cathe lojis fiſico jenima. A fti e
Neſcita, Vita, Predicazione, Miracoli, ſtathi aiiaſmeni apo tin Jeniſin , Zofi ,
Paſſione, Morte, Reſurrezione, e Aſcen Dhidhaskalian, Thavmata, Pathi , Tha
ſonº al cielo del salvatore, e Redentore naton, Anaſtaſin, Analipſin tu Sotiras,
del Mondo . Eſſa è ſtata la Maeſtra di ke L:trotis tu Coſmu . Afti eſtathi i dht
tutte le ſcienze, ed Arti, e della vera dhasKaliſtra olonon ton Epiſtimon , Keton
ºede, prima dell'Ebrea, poi della Cri. Technou, Ke tis alithinis Piſteos , prota
Aiana, ºvvegnarhè oggidì tutte queſte coſe tis Evreikis, epita tis Chriſtiani Ris, anga
ſeno quaſi di là sbandite . La medeſima la Re tia ſimeron e la atta ap exi ine iſos
èTavola,
diviſa come appariſce dalla ſeguente exoriſmena . I idhia ine dhiamirazine si
cathos is ton paron Pinacon. -

º europa, quantunque ſia la più pic | l FURQP1 aagalase naime te pleon mi


sola - H cre,
i 14 D E L L A GE o G R A F 1 A.
cola delle altre parti del Mondo, è la più croteron apota epilipa meri tu Coſnu,
sbitata, la più coltivata, e la più frut ine i pleon cathicuméni, i pleon Riverni
tifera. Eſſa è la principale ſcuola di tut meni, Ke carpoferi. Afti ine to Archi
te le Scienze, ed Arti sì meccaniche, che innaſion olomon ton Epiſthimon, Ke Te
Aiberali, il Teatro di grandiſſimi uomini chnon ke ton Mecanicotr, Re ton Elev
e d Eroi tanto Eccleſiaſtici , quanto Seco teron : to Theatron meghalotaton An
la ri: è l'Arſenale delle armi ; il campo dhron , Ke Iroon toſon Eccliſiaſticon ,
marziale, il Trono di moltiſſimi Potenta ofon Coſmicon: ine to Arſenale ton Ar
ti. Queſta è la cattedra, e il centro della maton, o campos ton polemon, to Thro
vera Fede, e il giardino di tutto il Mon ni polotaton Vaſileon. Afti ine i Cathe
do. La ſeguente Tavola in breve vi met dra, ke to Kentron tis alithinis Piſteos,
te ſott'occhi l'idea dell'Europa. ke to Perivoli olu tur Coſmu . O paron
-
Pinax ſu prosferni is condolojian tin id
hean tis Evropis. -

L'AFRICA è la peggior parte del Mon I AFRIKI ine to pleon chiroteron me


do, perchè è deſerta, e incognita, o abi ros tu Coſmu, epidhike inei erimiaſmeni,
tata da pochi uomini , e queſti brutali , ke aghnoriſti, i cathikumeni ap olighus
ſciocchi, per lo più mori, e barbari . Là anthropus ; ke afti ine oſan ta zoa aghrii
non ſi veggono che moſtri , eccettuatine i aghnoſti, dia to periſoteron mavri , Re
confini, e le ſponde delli mari , che la varvari. Eri dhen vlepis para teria, pari
circondano, toltone l'Iſtmo di Suetz , che rex is ta Sinora, ke is ta perijialiatiston
l'uniſce coll'Aſia. Un tempo là vi fiorì la thalaſon , opu tin perikiclonun, evgha
Fede Ortodoſſa, a ſegno tale, che vi era ſondas to Iſtmon tu ſuetz , o pu tin
no 5oe Veſcovati, e diede la culla a uo fmiji me tin Anatolin , Enas Keros eki
mini grandiſſimi in Santità, e Dottrina, anthiſe i Orthodhoxi Piſtis, istetion tro
eome un S. Agoſtino, un S. Cipriano, S. pon opu eki iton 5oo Dheſpotes, ke ev
Cirillo, S. Pietro, e S. Clemente Aleſ ghale Anthropus meghaloratus is Ajioſi
fandrini ec. Ed anche al dì d' oggi nel nin , Ke Dhidhaskalian, oſan o Ajos Au
Congo vi ſono moltiſſimi Cattolici gover ghuſtinos, o Ajios Kiprianor, o A. Kiril
nati dai Portogheſi, che trovarono, con los , Petros, ke Climentos Alixand ke
vertirono, e ſignoreggiano quei Paeſi , tin ſimeron acomi is to Congo, ine para
Anticamente l'Egitto fu l'archiginnaſio poli Catholiki Kivernimeni, apotus Por
delle Scienze, e delle Arti, dove le ap tugheſus, i opi ivran, edhiorthoſan, ke
preſero i Romani, e li Greci ſteſſi ; e ne kirievun ekinus tus topus. Is tus paleus
ſon teſtimonj anche ora le famoſe Pirami Kerus i Eiiptos itou to Archiiimnaſion
di, Mauſolei, ed Iſcrizioni. E nell'Egit. ton Epiſtimon, ke ton Technon, pu tes
to , e in Aleſſandria, e nel Cairo vi ſo emathan i Romani, ke i idhii Elini; Ke
no moltiſſimi Cattolici, e Cofti, e Arme afto to martirune ke tin ſimeron i pe
ni, e Maroniti . Come ſi divida, oſſer rifimes Piramidhes, ta Manſolea , ke i
vatelo nell' anneſſa Tavola. -
Epighrafes. Ke tin ſimeron istin Eiipton
is tin Alexandrian, is to Cairo ine para
poli Orthodhoxi, ke Cofti, ke Armeni,
ke Maroniti . Pos dhiamirazete, vlepe
L'AMERICA ſi chiama il nuovo Mon tom paron Pinakon.
do, perchè venne ſcoperta di nuovo 3oo i I AMERIKI lejete o Neos Coſmos,dhia
anni fa da Criſtoforo Colombo, Genove ti exanesKepaſthi apo 2oo chronus keedho
ſe nell'anno 1492, e ſi chiama America apo ton Chriſtoforon Columbon Jenoveſon
da Americo Veſpucci, Fiorentino, il qua is ton ch. 1492 ; ke onomazete Ameriki
le è ſtato il primo ad entrarvi , e a far apo ton. Americo Veſpuci Florentinon, o
ne migliore ſcoperta nell'anno 1497. Diſ opios eſtathi o protos na embi Renatin
ſi, che fu di nuovo ſcoperta, imperocchè xeskepaſi calitera is ton ch. :497. Ano
avete a ſapere, che alcuni dicono, che gli then ipa ori exanasKepaſthi; epidhikena
1ntichi l'abbiano conoſciuta, e vi appro l ixeuris, pos capiilene,oti i Palei tin eghno
-. aſ - - riſan,
m

*D I A i C 'G O X XVI. i t

daſſero o dalla parte dell'Oceano, o dal riſan, Re eki etaxidhevan ke apo ie.
lo ſtretto di Saatz, che è al grado i 65 di Reanon, ke apo to ſtenò to Saatz , opu
Longitudine, e 45 di Latitudine ſetten ine is ton vathmon 165 micus , ke 45
trionale, il qual Iſtmo è ſtato riſcoperto articu platus, to opion ſtenon eſtathi xeſ
in queſto ſecolo da Giovanni de Gbama, kepaſmienon is etutin ecatondadhan apo
Spagnuolo. Queſta è la più vaſta parte ton Joannin de Ghama tori Spagnolon .
del Mondo , e la più ricca, e fruttifera Etuton ine to meghaliteron meros tu
per li molti fiumi, e miniere d'oro, d' Coſmu, to pleon pluſion, ke earpoferon
dhia ta potamia, ée dhia tes minieres
argento, e pietre prezioſe. La medeſima ſi
divide in ſettentrionale, e Meridionale chriſafiù, aſimiù, ke atimiton petron . I
per mezzo dell'Iſtmo di Panamà. E nell' idhia dhiamirazete is Arétikin , ne Me
una, e l'altra parte vi ſono Provincie ſimvrenin dhia meſu tu Iſtmu tu Pane
grandi , e ricchiſſime, le quali ſono go mas. Ke is to ena meros ke is to alon
vernate tutte da Principi Europei, come ine pluſiotates meghales Provinkies, opu
appariſce dal ſeguente Catalogo. ine kirieghmenas otes apo Prinkipas rin
Eeropis, cathos fenete apo to paron Ca
taloghon. \'
Cirea l'America è da ſaperſi, che po Peri tis Amerikis prepi naxevris S, oti
chi anni fa dopo una gran guerra nell' ap'olighus Chronus os edho iſtera apo
America Settentrionale ſi formò una nuo enan meghalon polemon is tin Arétikin
va Repubblica, detta delle tredici Pro American eine mia kenuria Repubbli
vincie Indipendenti, compoſta di Nazio ca, opulejete ton Dhecatrion Eparehon ton
mali Americani, e di Ingleſi, dall'In Elevtheron; Keine ſintithimeni apo tus
ghilterra traſmigrati, e ſtabiliti nell'A Caticus eeinon ton topos , ke apo tus
merica Settentrionale. Quelle tredici Pro Ingleſus, opu iton perafmeni apo tin In
vincie ſi dicono Indipendenti, perchè al ghilterran, ke caticumeni istin Arctikit
preſente non dipendono più dal Re d'In American . Eéines i dhecatris Eparchies
ghilterra, ma ſi governano da ſe ſteſſe a leghonde Eleutheres , dhiati tora dhen
forma di Repubblica. Ed ecco quali ſo cremunde pleon apo ton Righan tis In
no i nomi di quelle tredici Provincie . ghilteras, ala Kirievunde ap'atoſtes, oſs
1 La nuova Giorgia. 2 La Carolina Me ſan mia Repubblica. Ke idhu pia ineta
ridionale. 3 La Carolina Settentrionale. onomata ehinon ton Dhecatrion Epar
4 La Virginia . 5. 1l Mandland , 6 La chon. I Jorjia. 2 I Arctiki karolina. 3
Delavara. 7 La Penſilvania . 8 La Jer I Meſimerini Carolina . 4 I Virjinia. 5
ſes. 9 La Nuova Inghilterra. 1o Cone O Manland. 6 I Delavara. 7 I Panſi?
éticut . 11 Rode Island. 12 Il Canadà, vania 8 T Jerſer. 9 l Nea Inghilterra.
e Nuova Scozia. 13 Neu. Hamdshire, 1o I Conecticut. tr I Rodhe Island. 12
Q Canadbà ke I Nea Scotzia, i 3 O Neos
Hamdshire, -

EL
116 1

U R IO p A.
E
B T AT e, NeM r , Cognomir, I TIT o Lo. REL. CAPITALE ,

Braſchi J. P. Papa Cato. Roma


Della Chieſa Pio VI, . Vienna
Germania Giuſeppe 2. Lorena Au. Imperatore Pietroburgo
Catterina 2. Anhal Zerb Imperatrice
Gre.
Moſcovia
Turchia Eur, Abdulhamid Ottomano G. Signore Tur. Coſtantino.
Francia , Luigi 16. Bor bone Re Criſtian. Catt. Parigi
Borbone Re Cattolico Cat. Madrid
Spagna Carlo IV, Catt. Lisbona
Portogallo Maria Braganza |Reg. Fedel.
Borbone Re di Sicilia Catt. Napoli
Pal.
Napoli, Sicilia Ferdin, 4. Catt. Turino
Sardegna Vittorio - Emanuele Re
Catt. Presburgo
Ungheria Giuſeppe 2. Lorena Au. Re Apostol. Catt. Varſovia
l'olonia Stanisla o - Poni atoſ chi Re Orto doſ.
ndeburg Re Lut. Berlino
Pruſſia : Federigo 4. Bra
Lor ena Au. lRe
-

Catt. Praga
Boemia Giuſeppe 2. Catt. Baſtia
Corſica i Luigi 16, Borbon urg Re Criſt,
e
Lut. Copenaghen
l)animarca Criſtiano 3. Old emb Re .
Oldenb urg Re Lut. Bergen
Norvegia Criſtiane 3 Got tor p Re Lut. Stocolm
º vezia Guſtavo 3. Hannover Re della Bri. Lut. Londra
lnghilterra Giorgio 3. Hannover Re Lut. Edemburg
Scozia Giorgio 3. nov er e Lut. Dublino
Han Re
Irlandia Giorgio 3. Catt. Venezia
ezia Renieri Doge
Rep.diVen |Paulo Ferrari Duce Catt. Genova
Di Genova l'Aaffaele
Rettore Catt. Raguſa
Di Raguſi Statoldher Cal. Haja
V) Olanda Guglielmo
Le Svizzeri Genevra
Di Ginevra Lucca
Di Lmcca
Governatore Cato.
Cato . S. Marino
Capitanio
S. Marino an G. Mae ſtr o Cato. Valletta
Princ.di Malta |F.Emanuele Di Roh
Lorena Auſt. Gran Duca Cato. Firenze,
Di Toſcana Pietro Leop. Borbone Duca Cato. Parma
Di Parma Ferdin and o
ena Au. Duc a Cato. Milano
Di Milano Giuſeppe 2, Lor Duca Cato. Modena
Di Modena Franceſco 3. Eſte Cato. Praga
Lor ena Imp .de Rom .
Elet.di Boemia Giuſeppe 2. Saſſonia Arciveſcovo Cato. Treviri
Di Treviri 3" Lorena Auſt. Arciveſcovo Cato. Colonia
Di Colonia Maſſimilian. Erthai Arciveſcovo Cato. Magonza
Di Magonza Carlo Feder. Baviera Duca Cato. Monaco
Di Baviera Carlo Teo d.
Brande bur g | Duc a Cato. Dreſda
Di Saſſonia Federico Brandebur | Re di Pruſ. Lut. I Berlino
g
Di Brandeb. Federico 4. Hannover. I Re d'Ingh. Lut. Londra
D'Hannover Giorgio 3.
Il Governo del Gran Signore è Diſpotico. Quello degl'Imperatori Romani, e
di Moſcovia, del Re di Spagna, Napoli, Portogallo, Sardegna, Pruſſia è Mon
.
ar:
chico. Quel di Francia, Inghilterra, Svezia, Danimarca &e. è Miſtocratico Di
Venezia, Raguſa 8 c. è Ariſtocratico, Di Genevra, de Svizzeri &c. pºi,
1 17
A S A.
P A r s 1. C A P 1 T A L 1. l Lon. PR I N c I P I . RELIeronr.
Siberia Tobolſka 85 Imper, di Ruſſia Gre. Idol.
Tartaria Ruſſa A ſtracan 67 Imper. di Ruſſia Greca Turca
Gran Tartaria Samarcanda 86 Gran Chan Turca
Crimea Pic. Tar. Bakceſerai 52 Imper. di Moſc. Turca C.
Tartaria Chineſe Noſotan I 28 Imp. della China Gentili, e.
China Pekin I39 Imp. della China Gentili, C.
Turchia Aſiatica Pruſſa 47 Gran Signore Turca, C.
Armenia - Naxivan 55 G. Signore Turca, C.
Georgia Tiflis 66 G. Sign. Principe Turca, C.
Media Tauris 64 G. Signore Turca, C.
Arabia Meca 6e ; G. Signore Turca, C.
/
Perſia Iſpahan 7e Re 5 Sofì Turca, C.
Gran Mogol A gra 94 Imperatore Turca, Gen.C
Indie di là delGat. Goa 9I G.Mogol,Portog. Cattolica
Indie di quà del G. Siam 118 G. Mog., Spagna Gent. Cattol.
Iſole Filippine Manilla I 42 Re di Spagna Cattolica
Del Giappone Jedo I 69 Imperatore Gentile
Del Borneo Borneo 13 e Re Gent. Ca.
Cejlari Candi 98 Re -
Gentile

A F R.
Egitto Il Gran Cairo l 29 Maom. e.
Negrizia Tombut 19
Abiſſinia Gondar 55 Gent. C.
Nubia Dangala 53 Gent. C.
Etiopia a Monſul 46 Gent. C.
Guinea Arda 2o Gent. C.
Congo S. Salvatore 32 Re di Portog. Cat. Gent.
Barbaria Marocce I I Imperatore Maom.
Republica di Salè Salè I I Bej Rep. Maom.
D'Algieri Algieri I6 Bej Rep. Maom.
Di Tripoli Tripoli 3o Bej Rep. Maom.
Di Tuniſi Tuniſi 28 Bej Rep. Maom,

A M E C A.
La Florida S. Agoſtino 2
-
o Republica del- ) E
La Virginia Carleſton 33 le 13. Previn- )
La N. Inghilterra Boſton 4; cie Indipen- ) Anglicana,
Le Caroline Nova Yerch 43 denti dall'In )
Il Canadà 8 e. Quebech 47 ghilterra. )
Il Meſſico Meſſico 2O Re di Spagna Cattolica
Il Meſſico Nuovo S. Fede 27 Re di Spagna Cat.
S. Domingo S. Domingo 43 Sp. Fran. Ing.Ol. Cat. Lut. Idol.
Terra Ferma Popajan 4.M. Re di Spagna Cata
Il Perù Lima I 2, M Re di Spagna Cat,
Il Chilì S. Jagho 15, M Re di Spagna Cata
Il Paraguai L'Aſſunzione 16.M Spag. e Port. Cata
Il Braſile S. Salvatore 13.M Re di Port. d Cat
coL:
M. io - º- A- a A a l - AA v II,
Nell' Italia, e nelle Iſole adjacenti ?
C O L L O Q U I o 27. i 1 Milioni, mentre avvegnachè ſia Pae
ſe piccolo, e vi ſieno molti Celibi ne'
Dtl Numero degli Abitatori Chioſtri, e molti Cadetti nelle Famiglie,
del Mondo. tuttavia i Congiunti in Matrimonio ſo
no ben nutriti , ed hanno la divina be
Voi, che avete girato il Mondo, e nedizione della fecondità.
etti molti libri, e le Novelle de' Viag Ne Regni d'Inghilterra, Scozia, e Ir
giatori, mi ſapreſte dire quante Anime landa ?
ieno in tutto il Mondo ? 7 Milioni, perchè ſono per lo più am
Per quanto ho letto, e ſentito a dire, mogliati. - -

ielle quattro Parti del Mondo conoſciu Nella Turchia Europea ?


o vi ſono 73o milioni d' Amime. Cioè Solamente ſei milioni con tutta la lo
. 1o millioni nell'Europa, perchè quan ro Poligamia, la quale, ſnerva, e non
unque ſia la più " parte del Mon è confacevole , ma pregiudicievole alla
lo , è contuttociò la più abitata , 4oo fecondità, -

milioni nell' Aſia , perchè è la più va Tra tutti i Turchi d'ogni Paeſe, quan
ta, e prolifica, 1oo Milioni nell'Africa, ti penſate voi, che ſieno i Muſulmani ,
verchè ſebbene ſia molto eſteſa, tuttavia che ammettono la Poligamia?
: deſerta, ed abitata più da bruti , che Io dico, e ſoſtengo , che vi ſono più
la uomini , 12o Milioni nell'America , Cattolici nella Francia , che Turchi in
perocchè non è nè tutta ſcoperta , nè tutto il Mondo; perocchè ſebbene abbia
utta abitata. no ſotto il loro Dominio molti vaſtiſſi
De 11o milioni dell' Europa , quante mi Paeſi, queſti per lo più ſono abitati
Anime vi ſono in Danimarca , Svezia, da Criſtiani lor Sudditi, e i Turchi ſtan
Norvegia, e Ruſſia ? no ſoltanto ai confini della Criſtianità ,
16 Milioni , poichè ſebbene ſieno va e dove vi ſono delle Fortezze , e Porti
tiſſimi Paeſi, v'è però poco popolo per di Mare, coſicchè vi ſono intieri gran
l gran freddo, e per gli molti monti , Paeſi, nei quali non vi è neppure una
oſchi, e laghi, e per cagione della ſte Famiglia Turca : così nella Valachia ,
ilità, Moldavia , Servia , Macedonia, Arme
In Germania, e nell'Ungheria, che ſo nia, e nell'Iſole dell'Arcipelago . Baſta
lo luoghi sì vaſti? dire che in Coſtantinopoli, che fa un
Solamente 2o milioni per motivo del milione d'Anime, benchè ſia la loro Me
e frequenti guerre, e de molti celibi tropoli , tuttavia appena la metà ſono
Soldari, Cadetti, e Religioſi. Muſulmani ; tutto il reſtante ſono Cri
Nella Fiandra, e Olanda ? ſtiani, ed Ebrei, che là ſi rifuggiarono,
5 Milioni , perchè, quantunque ſieno quando nell'anno 161o ne furono diſcac
piccoli Paeſi, vi è però molta gente, per ciati 9oo mila dalla Spagna, e dal Por
ſer ivi per lo più conjugati, e fecondi, togallo. Nell'America poi non v'è nep
oichè ſono ben paſciuti. pure un Maomettano. Quindi tenete pur
Nella Polonia, e Pruſſia ? . per certo, che vi ſono più Criſtiani nel
Soltanto 7 milioni, e perchè ivi vi è la ſola Francia , che Turchi in tutte il
peſſo la guerra, e perchè come Schiavi Mondo, - -

ono oppreſſi da molte fatiche.


Nella Spagna, e nel Portogallo? C O L L O Q U I O 23.
5 Milioni unicamente, perchè ſono an
ati, e vanno nell'America , e perchè Catalogo de Nomi antichi delle Nazioni
i ſono molti Eccleſiaſtici. Paeſi, Popoli, e Mari.
Nella Francia?
21 Milioni, perchè ſono di buona raz Perchè leggendo l'antiche Storie mi
a , e ſono amanti de piaceri , e delle incontro ſpeſſo in certi nomi diverſi dai
Donne, preſentemente dati ad alcune Ne" 9
-

0
a D E R. L A G E O G R A F 1 A. - I : o

Popoli, e Paeſi, bramerei averne un Ca Sarmazia Aſiatica, e Scizia la Siberia ,


talogo dei principali con il loro nome e Moſcovia. -

moderno . Samnio la Contea di Moliſe .


Eccovi ſervito: ma però ſuccintamen Scizia Europea la Beſſarabia, e Bulgaria -
te. Incominciamo dai Paeſi, e Popoli Sirmio dov'è Semlino, e la Croazia.
Sicilia l'una, e l'altra la Sicilia , e il
Dell' Europa . Regno di Napoli. -

Taurica Cherſoneſo la Crimea.


-
Alba Greca, e Taurunum era detto Bel Tracia la Romania Turcheſca.
grado, Aborigeni, Volſci, Rutuli, Latini, Qui
Betica dove è Granata nella Spagna. rites, i Romani .
Britania, Inghilterra, Scozia, Irlanda. Agareni gli Arabi.
Burgundia, la Pomerania, e Franconia, Allobrogi i Savojardi, e Piemonteſi.
Dacia Mediterranea, la Tranſilvania. Alani i Lituani, e Polacchi.
Dacia Alpeſtre, la Valachia. Anamani i Parmigiani.
Dacia Ripenſe, la Moldavia, Argi i Greci. -

Emilia il Bologneſe, Modoneſe, Parmi Boivari i Bavareſi.


giano ec. Bruzj i Calabreſi.
Elvezia, Rezia il Paeſe de Svizzeri , e
Grigioni.
Bulgari gli Sciti di Bulgaria
Carnj i Forlani.

Gallia Tranſalpina erano detti tutti i Pae Camertini, e Umbri gli Umbriotti.
ſi, che ſono di là delle Alpi, cioè la Cartagineſi i Tuneſini.
Francia, l'Olanda ec. -
Cenomani quei dello Stato Veneto.
Gallia Celtica il Lioneſe. Circaſſi i Tartari del Caucaſo. “
Callia Bracata il Narboneſe , dalle bra Coſacchi, Crimeſi, Coreſini i Tartari,
ghe larghe, Dacj i Vallachi, e Moldavi.
Gallia Ciſalpina tutti i Paeſi che ſeno di Dardani i Greci.
quà delle Alpi, e comprendeva la Sa Franchi quei d'Aſſia, e Vesfalia.
voja, il Piemonte, lo Stato di Mila Geti gli abitanti vicino al Danubio , e
n0 ccs quei di Bender.
Callia Ciſpadana il Bologneſe, Ferrare Goti, Oſtrogoti, Viſigoti, Veſtrogoti i Svez
ſe, Piacentino ec. zeſi, e Daneſi.
Gallia Circumpadana il Poleſine, Pado Guelfi Fazionari del Sec. 13. aderenti al
Vam0 eC, Papa, e Ghibellini gli aderenti all'Im
Gallia Togata queſta era detta, dall'uſo peratore Federico.
delle veſti lunghe, e larghe. Haicani, Arameni gli Armeni.
Inſubria, e Lombardia lo Stato di Mila Illirici, i Dalmatini, Croati, e Schia
a
no, Bergamo, Breſcia, Verona, Man voni.
tOVa eC, Inſubri i Milaneſi ec. r

Lazio il Territorio di Roma, Ircani quei del Mar Caſpio.


Liguria il Genoveſato. Liguri i Genoveſi.
Lucania la Baſilicata nella Puglia, Lombardi i Milaneſi, e Breſciani ec.
Luſitania il Portogallo. - Longobardi i Pruſſiani.
Miſnia la Saſſonia. -
Mamalucchi Turchi Egiziani ribelli al
Miſia, e Meſia la Servia , e Bulgaria. Califo.
Magna Grecia la Calabria. Miſii quei della Servia, e Bulgaria e
Marca Treviſana verſo Treviſo. Marſi gli Abruzzeſi di Celano.
Normanni a la Danimarca, e Norvegia. Marcomani i Slesj, e Boemi.
Piceno la Marca Anconitana. Norici gli Auſtriaci, Stiri ec.
Pannonia l'Ungheria, Stiria, Schiavonia, Normanini i Daneſi, e Norvegeſi.
Croazia, Boſnia, Auſtria, Carintia. Peligni quei di Sulmona Patria d'Ovidio,
Jarmazia Europea la Polonia, e Ruſſia Pitti i Bretoni della Bretagna.
Bianca. Rutnli i vicini a Roma.
H 4 Rez,
1 2o C O L L O Q U I C XXVIII.
Rez; i Grigioni, Elvezi, e Svizzeri.
ſalentini i Puglieſi di Bari. Dell'Aſia, e Aſiatici,
Sarmati i Polacchi, e Moſcoviti.
5 anniti gli Abbruzzeſi di Moliſe, Albania, e Iberia parti della Giorgia.
ſabini quei della Sabina. Ammoniti gli abitanti ſul Mare della
ſeduni gli Svizzeri del Valeſe, Galilea.
Sciti i Tartari, e Bulgari . Ammaleciti, Edomiti, Madianiti, Iſmae
Sennoni i Romagnuoli liti Arabi petrei.
Tigurini gli Svizzeri di Zurigo, Amorei, Cananei , Jebuſei, Evrei, Etoi
Vandali i Pruſſiani, erano Gentili abitatori della Paleſtina ,
Votini gli Abbruzzeſi dell'Aquila, diſtrutti dal Popolo di Dio.
LJnni gli Abitatori d'Aſof. Armenia tra il Mar Caſpio, e Mar Nero.
Volſci i Calabreſi. l Aſſiria tra la Media, e Babilonia.
Uſbecchi i Tartari. Bizanzio, e poi Nuova Roma Coſtanti
nopoli.
Nomi della Grecia antica, e de' Greci, Bitinia dove è Bruſſa.
Babilonia dove è Baghdad.
Ellas era detta la Grecia. Caldea vicino a Babilonia.
Grecia era chiamata la Macedonia, la Tra Cilicia dove è Tarſo.
cia, la Teſſalia, l'Acaja, l'Epiro, il Cappadoccia dove è Tocat .. .
Peloponeſe, cioè la Morea, dove era Colchi, Bosforani, Meoti, Unni , Seti e
no le Repubbliche de Lacedemoni, de rano detti gli Abitanti ſu le rive del
gli Spartani ec. Mar Nero .
Olimpia era la Capitale della Morea, do Circaſſo la Tartaria.
ve ſi facevano ogni quattro anni i fa Canaam la Paleſtina -
moſi Giuochi Olimpiaci. caramania in faccia a Cipro,
Macedoni, Dardani, Peloponeſi, Sparta Elia è Geruſalemme.
ni, Tebani, Lacedemoni , Argivi, A Fenisia vicina alla Soria.
reateſi erano tutti Popoli famoſiſſimi Filiſtei erano ſu le Rive del Mediterra
della rinomatiſſima Grecia. neo nella Soria .
Tebani erano quei di Tebe famoſa Repub. Friſia dove è Lamſaco.
vicina ad Atene, Archigiunaſio delle Frigia, Ilio, Treas dove fu Troja.
Scienze, ed Arti. gi, dove è Angora.
Idumea nell'Arabia Petrea
Iſole Cicladi erano dette quelle dell'Ar- | Joppe •

cipelago, detto Mare Egeo. è Jaffa. , s

Cidonia, e Creta l'Iſola di Candia, | Lidia in faccia a Rodi.


Citera l'Iſola di Crrigo. Licia dove è Mira. .
Mare Inter iore il Mediterraneo. Lago Asfaltico luogo di Pentapoli e
Balleario quel vicino a Majorica. Licaonia dove è Cogni.
Inferum quel vicino a Roma. Media vicino al Mar Caſpio -
Liguſticum quel di Genova. Madian, e Moab nella Soria -
Tirreno quel di Toſcana. Ninive dov'è Diarbekir. S
Superum il Golfo di Venezia. Paflagonia vicino al Mar Nero.
lonio, e Auſonio quel tra l'Italia , Sici Panfilia dov'è Satalia. .
lia, e Grecia. Paleſtina la Terra Santa, che era diviſa
Propontide quel di Marmora. in queſte Tetrarchie, cioè Stati, Idu
Elleſponto lo ſtretto dei Dardanelli. mea, Giudea, Samaria, e Gallilea -
Bosforo quel del Mar Nero, detto Ponto Perſia, e Parzia dov'è Baghdad.
Euſino. Ptolemaide S. Gio: d' Aeri
Varenico il Golfo d' A rene. Ponto dov'è Trabiſonda.
Meotide Paludi quel di Aſof. Piſſidia il ſito d'Antiochia. -

Scizia la Tartaria grande, e piccola, la


l Siberia ec.
Siria
B E L L A G E O G R A F I A, r2 i
Siria la Sorìa. diverſi Paeſi, e Nazionali, ne bramo un
Jamaria vicino al Giordano. Catalogo.
Sidone è Sejda . Eccovi ſervito, ma però di ſoli aleu
º Taurica Cherſoneſo la Crimea.
-

- ni più principali.
Tracia dov'è Coſtantinopoli.
Aſia Anatoli Anadoli, Mifrik.
Paeſi, e Popoli dell'Africa. Africa Afriki Ifrikije
Europa Evropi Rumili.
Abiſſinia vicino al Mar Roſſo verſo la America AmeriKi Jeni Dunjà.
Cafraria. Adrianopoli Adrianupolis Edrine
-

Africa Minore dov'è Salè, detto già ſa Aleſſandria Alexandria Iskenderije


la, Algeri, già chiamato Job, e Giu Aleſſandretta micri Alexandria Iskenderun,
lia Ceſarea, Tripoli, già detto Sirti Algieri Alzeri Gezair
ea regio, e Tuniſi, detto già Cartagine. Albania Arbanitià Arnautlyk.
Berenice ſul Golfo del Mar Roſſo. Antiochia Andiochia Antikije
Barbarìa tutta la riviera Affricana ſul Me Aleppo Alepos Alep
diterraneo. Angora Angura Engiuri
Barbari gli Abitatori di eſſa, Arabia Aravia Arabiſtan
Etiopi, e Mauruſiti i Mori detti Negriti Arabia felice EvthiKi Aravia Arabiſtan
e/70eng e
della Nigrizia, ed Etiopia.
Freto Erculeo è lo Stretto di Gibilterra. Arabia deſerta Dhaſaravia Arabiſtan Hi
Getuli quei della Mauritania. gias, Cio l .
Libia Marmarica le Coſte Africane del Armenia Maggiore Meghali Armenia Kiu
Mediterraneo. bra Ermeniſtan
Libia Cirenaica il luogo di Ptolemaide, Armenia Minore Micri Armenia Sugbra
ora detta Bernik, e già Eſperide, dov' Ermeniſtan -

erano i famoſi Orti Eſperidi. Aſſiria Aſiria Kurdiſtan


Libia Arida, e deſerta il deſerto Meri Auſtria Avſtria Beº
dionale dell'Africa. Babilonia Vavilonia Baghdad
Mauritania ſul Mediterraneo vicino a Sa Barbaria Varvaria Berberiet
lè, detta già Numidia Ceſarienſe, e Belgrado Velghradhos Boligrad
Tangitana, dov'è Marocco ſull'Ocea Baſſora Vaſora Baſra
t inO , Boemia Voemia Cek
Memfi era dov'è il Cairo.
ſ Maſraim fu già detto l'Egitto. Boſnia Voſina BoFna.
Buda Vudha Budin
Mareotide vicino ad Aleſſandria , dove Bretagna v. Inghilterra
era Geſſen abitato già dagli Iſraeliti Bruſſa Burſa Burſa
Schiavi di Faraone. Caldea Caldhea Irak
Maſſili, e Maſſeſili quei della Nubia. Cajro Chajros Cajrevan
Mori, e Mauri (benchè bianchi) i Mau Caramania Caramania Caraman
ritani invaſori della Spagna. Cracovia Cracovi Kiiracovi
Nubia parte dell'Etiopia. Crimea Crimea Crym
Numidia dov'è Algeri, e dov'era Ippo Creta Crità Giirit
na, e Tagaſte Patria di S. Agoſtino. China Kina Cinumacin
Cipro Kipros Kibriz
C O LL O Q UI O 29. Croazia Cratzia Kyrvat
Corfù Korfuz Kiirfuz
Catalogo de Nomi de' Principali Paeſi, Candia Criti Candija
e do Nazionali in Italiano, Greco, Calcedonia Chalkidonia Kudi Kºj
e Turco. Ceſarea Keſaria Cajſarie
Coſtantinopoli Coſtantinupolis Iſtamhol
Perchè gli Orientali, e ſpecialmente i Damaſco Dhamaskos Sciambirat
a
Turchi danno nomi differenti e corrotti a l Damiata Dhamiata Dimiatì
Dani
122 C O L L O Q U I O XXIX.
Danimarca Dhanimarca Danja Time Tino Iſtendil
Eraclea Eraklia Eregili Trabiſonda Trabizun Trabizan
Efeſo Efeſos Ajalyk Tenedo Tenedhos Bozcia
Egitto i Ejiptos Myſyr Tripoli Tripolis Tirabolor
Etiopia Ethiopia Abeſciitan Tuniſi Tuneſi Tuniz
Fiandra v. Dlanda Troja Troadha Eski iſtambol
Francia Frantza Francia Tranſilvania Tanſilvania Erdel
Fes Fes Fes Venezia Venetia Venedik
Gallipoli Ghalipolis Gieliboli Varadino Varadhinos Paradin
Germania Jermania Nemife Vienna Viena Belf
Gerico Jericos Urdun Ungaria Ungaria Magiar
Genova Jenova Genevriz
Giorgia Jorjia Girgiſtan C A T A L O G o
Geruſalemme Jeruſalim, Jeroſolima Kud
fci Ferif . Di Nomi Nazionali,
Italia Italia Talia
India Indhia Indiſtan Albaneſe Arnavitis Arnaut
Ilirico ſchlavonia Arnaut Algerino Algerinos Gezairly
Inghilterra Ingilterra Ing liz Arabo Arapis Arab -

Libia Livia Lubet Armeno Armenos Ermeni


Malvaſia Monovaſia Munefice Auſtriaco Avſtriacos Beć lu
Meca Kiabe Kiabe Antiocheno Antochianos Entaki
Medina Medhine Medine Aleppino Alepitis Alepli
Macedonia Makedhonia Filibe vilajeti Adrianopolitano Adrianupolitanos Edreneli
Meſopotamia Meſopothamia Diarbekir Boemo Voemos Ceklu
Moſcovia Moskovia Moskov, Boſnacco Voſinacos Bofnalu
Morea Moreas Morà Bulgaro Vulgharos Bulgar
Miteline Metelini Mitilì Babiloneſe Vavilonitis Baghdatlu
Mauritania Mavritania Maghryp Candiotto Criticos Kandialy
Moldavia Moldavia Bughdan Creteſe Critis Giri tli
Malta Malta Maltiz Corfiotto Corfiatis Kºurfuzli
Nazzarette Nazareti Nizaret Coſtantinopolitano Politicos Iſtambolº
Nicomedia Nicomedia Iſmid Caramaneſe Caramantis Karamanlu
Nicea Nikias Iſnik Crimeſe Crimeſis Krymly
Nicopoli Nicopolis Nigeboli Croato Croatos Kyrvatly
Naxia Axia Naska, Cofto Coftos Kypty
Olanda Olanda Flemenk Coſacco Cuzatos Kazak
Portogallo Portoghalos Portughez vilajeti Cipriotto Kipriotis Kybrytly.
Perſia Perſia Agemiſtan Damaſceno DhamasKinos Sciamln
Polonia Polonia Leh Daneſe Danimarkeſos Danjalu
Raguſa Raghùfa Dobra Venedik Ebreo Evreos Jahudi, cifur
Rodo Rodos Rodos Etiope Ethiopis Abei
Ruſſia Ruſia Rus -
Egiziano Ejiptianos Myſyrly
IRoma Romi Kyzyl Alma Franceſe Frantzezos Franziz
Samo Samos Samus Fiamengo Flamengos Flemenk
Jidone Sidhon Séjda Germano v. Tedeſco -

Siliſtria Siliſtria Siliſtre Giorgiano Jeorianos Giurgi


Spaano Spaani Iſpahan Genueſe Jenueſos Geneviz -

Scio Chio Sakyz Geroſolimitano, Jeroſolimitanos Kºſei


Scizia Scithia Tatar vilajeti ſcerifli.
Servia Servia Syrf
Sira Siria Sciam
i" i"
Italiano
Inghleſe Ingleſos Ingºliz
Salonicchio SaloniKi Jelanik T i Mavritanòs Mostorº, d ºa 0
ge
D E L L A E Q - IV A I I IM e. 123
Medo Medhos Sirvani
Moſcovita Moskovitos Moskov c o LL o g U 1 o so.
Macedone Makedhonitis Filibeli
Moraita Moraitis Moraly Sopra la Cronologia.
Naxiotto Axiotis Nak/ciali
Olandeſe Olandeſos Flemenk Perchè ſpeſſo occorre leggere , e diſ
Polacco Polacos Lehly correre di coſe, che appartengono alla
Perſiano Perſianos Agem Gronologia, bramerei d'eſſerne iſtruito
Portugheſe Portogheſos Portughez alquanto. -

Raguſeo Raghuſeos Dobra venedikly Ben volentieri. Già ſaprete, che la


Ruſſo Ruſos Rus, Moſkov Cronologia è una Scienza, che tratta
Romano Romanos Kyzyl almalu, Romaly del Tempo, e degli anni: che il rempo,
Scita Scithos Tatar e gli anni incominciarono dalla Crea
Siriano Siriaeos Sciamlu zione del Mondo, cioè 5793. anni fa:
i" Spaniolos Iſpaniol
artaro Tartaros Tatar
che il Tempo ſi divide in paſſato, pre
ſente, e futuro: e ehe è compoſto di
Tedeſco Jermanos Aleman momenti, minuti primi e ſecondi, ore,
Valaco Vlacos Ulaklu giorni, ſettimane, meſi, ſtagioni, anni,
Ungaro Ungaros Magiarly luſtri, olimpiadi, Indizioni, e Secoli.
Vienneſe Vieneſos Beč lu I Momenti ſono parti indiviſibili del
Veneziano Venetianos Venedikly, tempo.
I Minuti primi ſono la ſeſſageſima par
Catalogo d'alcuni Monti, te d'un'ora; e li ſecondi la ſeſſageſima
parte d'un minuto primo. -

Alpi Alpes Balkanlar Ventiquattro ore fanno un Giorno, o


Ararat Ararat Aghyrdaghy s'incominci a contarle daila ſera ſino all'
Libano Livanon Lubnan altra ſera, come uſano gli Italiani, e li
olimpo Olympos Keſci5 Daghy Turchi; o dal mezzodì ſino all'altro,
Monte Santo Ajionóros Ajnoròs cioè dodici dal mezzodì ſino alla mezza
Sinai Sinéoros Tur daghy notte, e dodici dalla mezza notte ſino
Sion Siſinoros Sajhun al mezzodì ſeguente, come s'uſa daili
Taborre Thavor Geheli Tabur - Franceſi, e da altri Popoli.
Monti di Bulgaria ori tis vulgarias Bal Ora ſappiate, che il Giorno altro è
kan daghlary -
naturale, altro è artificiale: il Naturale
Monte di Germania, Ori tis Jermanias dura ſempre. 24 ore dappertutto; ed in
Aleman daghlary . eſſo ſi conſidera il mattino, il mezzodì,
Caucaſo Cavcaſon Kafaaghy la ſera, e la mezza notte, -

Pirenei Pirenei Frenk daglari Giorno artificiale ſi dice quel tempo,


Carmelo Carmenos Carmegos che dura dal naſcere ſino al tramontar
del Sole, e ſi dice notte artificiale quel
Catalogo d'alcuni Fiumi, tempo, che paſſa tra il tramontare, e
il naſcer del Sole. E la longhezza de'
Boriſtene Variſtenis ozi ſuju. giorni, e delle noti artificiali ora è mag
Danubio Dana Tuna - giore, ora è minore, giuſta i luoghi, e
Ebro Ebron Mergin i tempi, come coſta dall'eſperienza, e
Eufrate Evfratis Furat dalla Coſmografia.
Indo Indos Abihind Quel chiarore che ſi vede la mattina
Giordano Jordhanis iirdiin in oriente prima dello ſpuntar del Sole,
Nieſter Nieſter Turla ſugn ſi dice Aurora, e quel che reſta la ſera
Nilo Nilon Nil dopo d'eſſere tramontato, ſi dice crepuſ
Java. Sava. Sava. coli: l'una, e gli altri ſono più o meno
lunghi, giuſta i tempi, e i luoghi, per
la ragione, che dalla Coſmografia impa.
C Q L Terete e Il
I 24 C O L L O Q U I o
-
XXX. -

Il Giorno ſi divide in Civile, Legale, detto Sabbato, che ſignifica ripoſo, per
ed Eccleſiaſtico. eſſi giorno Feſtivo, perchè Dio nel Sab
Il Civile incomincia dal naſcere ſino bato ceſsò dalla Creazione.
al tramontar del Sole, e ſi dice anche Dalli Criſtiani però la feſta del Sabba
giorno Babilaneſe. to, ſine dal tempo
- ai
Apoſtoli , fu
Il Legale incommincia dalla ſera, e trasferita nel ſeguente giorno, detto Do
dura fino all'altra vegnente ſera; e queſto menica , cioè giorno del Signore Iddio,
ſi è detto giorno naturale. Padre, Figliuolo, e Spirito Santo, per
L'Eccleſiaſtico dura dalla mezzanotte chè in eſſo giorno il noſtro Signor Iddio
fino all'altra mezzanotte, e di queſto ſi incominciò la Creazione del Mondo,
avvalgono i Criſtiani per l'oſſervanze dei diede la Legge a Mosè ſul Monte Sinai;
digiuni, e delle Feſte. il Figliuol di Dio s'incarnò , nacque, e
Gli Ebrei, come coſta dalla Sacra Scrit riſuſcitò , e lo Spirito Santo nella Pen
tura, all'uſo degli antichi Romani, di tecoſte ſceſe ſopra gli Appoſtoli.
videvano il giorno artificiale, cioè l'il I Turchi poi la Domenica la chiama
luminato in quattro parti uguali. La pri no Pazar giunu , che ſignifica giorno di
ma che incominciava dal naſcer del So Mercato , perchè in quello eſſi fanno il
le, la dicevano Prima ora, la ſeconda, Mercato per diſprezzo della Feſta de'
ora Terza; la terza, ora ſeſta, la quar Criſtiani.
ta, ora Nona, che durava ſino alla ſe Quattro Settimane fanne un Meſe . I
ra, che chiamavano Veſpro. Così pure Meſi ſono con queſt' ordine diſtribuiti :
la notte la dividevano in quattro par Gennafo, Febbrajo, Marzo, Aprile, Mag
ti uguali, dette Vigilie dal vegliare dei gio, Giugno, Luglio, Agoſto, Settembre,
Soldati, che facevano la Sentinella nella Ottobre , Novembre, Decembre . I ſette
Città . - - ſeguenti, Gennaio, Marzo, Maggio, Lu
Già lo ſapete, che ſette giorni fanno glio, Agoſto, Ottobre, e Dicembre hanno
la Settimana, e che queſti giorni dai Cri 3 1. giorni ; Aprile , Giugno, Settembre ,
ſtiani Latini ſono chiamati così cen queſt' e Novembre n'hanno ſoltanto 3o., e Feb
ordine : Domenica , Lunedì , Martedì , braro n' ha ſoli 28. ma ogni quattro an
Mercordì, Giovedì, Venerdì, e ſabbato . ni ne hà 29., e quell'anno quarto ſi di
Queſti nomi, toltine il primo e l'ulti ce Biſeſtile; e queſta aggiunta ſi fa, per
mo, ſono alla Gentile ; e malamente ſi chè ogni anno ha ſei ore di più di 365.
chiaman così ad imitazione degli Idola giorni.
tri, che davano alli giorni i nomi dei Preſſo gli antichi Romani, perchè il lo
fette Pianeti, che eſſi tenevano per tan ro anno Romuleo non avea che 3 o 4 gior
ti Dei, cioè il ſole, la Luna, Marte , ni , il loro ann non aveva che dieci Me
Mercurio, Giove, Venere, e Saturno, per ſi ; e l'incominciavano da Marzo; e per
chè ſcioccamente eſſi credevano, che o ciò il ſettimo lo dicevano Settembre ec.
gnun d'eſſi regolaſſe il ſuo giorno o in Ma Numa Pompilio vi aggiunſe Gennajo
tieramente, o almeno la prima ora il So in onore di Giano , Dio della Pace , e
de, la ſeconda la Luna ec. La S. Chieſa dell'Agricoltura, e Febbraro in onore di
Romana però per abbolire anco quei no Febbrua, Madre di Bacco, Dio del vino
mi gentileſchi per mezzo di S. Silveſtro e dell' Allegrezza , in onore di cui in
Papa ordinò , che nel Calendario i gior quel Meſe facevano i Baccanali . Mar
mi della Settimana anche in Occidente ſi zo poi aveva tal nome, perchè conſacra
chiamino Domenica, Feria 2. F. 3. F. 4. to a Marte, Dio della Guerra , creduto
F. 5. F. 6., e Sabbato ad imitazione del Padre di Romolo lor fondatore. Aprile
la Chieſa Orientale. Preſſo gli Ebrei la conſecrato a Venere, perchè la terra in eſ
Domenica era detta prima Sabathi, il ſo apre il ſuo ſeno con germogliare -
Lunedì ſecunda Sabathi ec. Il Venerdì poi Maggio dedicato a Maja Madre di Mer
era chiamato Paraſceve, che ſignifica pre curio. Giugno in onor di Giunone. Altri
parazione, perchè in eſſo preparavano le vogliono, che il nome di Maggio ven
coſe neceſſarie per il ſeguente s" 2 ga dalli Maggiori, e Giugno dalli Giova
-

et º »
a
D E I, L A C R O N O L O G I A. I 2

vi, ai quali que” due Meſi erano dedica che Piſa, Capitale del Peloponneſo, l'a.
ti . Luglio era detto prima Quintile in Morea, Ercole , che era il maggiore,
ordine , ma poi fu detto Lugliº in ono propoſe un premio a chi di loro vi foſſe
re di Giulio Ceſare nato in quel Meſe ; giunto il primo. E perchè quella feſte
Ed Agoſto era detto Seſtile, ma poi fu det ſa arringa fu di piacere agli Spettatori d'
to Agoſto a riguardo di Ceſare Auguſto , Olimpia, indi ogni quarto anno s'incom
che in detto Meſe fu fatto Conſole , e minciò a rinnovar tal Feſta. In progreſ
Imperatore , trionfò tre volte, vinſe l' ſo, oltre la corſa degli uomini robuſti,
Egitto, e terminò glorioſamente di guer per accreſcere il divertimento de'concor
reggiare. renti numeroſiſſimi ſpettatori, comincia
Di tre in tre Meſi ſi fanno le Stagio rone ad introdurre le corſe anche de'Ca
ni, che ſono quattro: la Primavera, che valli; e facevano pur correre con propo
incomincia alli 22. di Marzo , e allora ſta di gran premio, detto Pallio, e Bra
accade l'Equinozio Vernale, perchè allo vio a Vincitori alcune volte Giovani, e
ra il giorno è uguale alla notte. L'Eſta talvolta Donzelle. Indi s' introduſſero le
se, che principia alli 22. di Giugno , e Lotte, dette ludi, e certamina ginnica,
allora vi è il Solſtizio Eſtivo, e il gior dalla voce Greca Jamnos che ſignifica nu
no incomincia a diminuirſi , e la not do, perchè i Lottatori erano nudi alme
te a creſcere, l'Autunno, che ha il prin no nel buſto . Finalmente s'introduſſero
cipio alli 22. Settembre ; e allora ſi fa l' anche le Danze, dette Feſtini dal feſteg
Equinozio Autunnale. Lº Inverno incom giare allegramente in sì fatte occaſioni pa
mincia alli 22. di Decembre , allora ſuc gane ; e le Danze furono inventate in
cede il Solſtizio Invernale; e il giorno tor Tebe, in onore di Bacco lor Patriotta ,
na principiare a creſcere , e a diminuire che a tempi noſtri ha tanti Criſtiani ſuoi
la notte. Ma queſta variazione non è u. adoratori divoti.
guale in ogni parte del Mondo , come Vorrei ora prima ſapere, perchè gli
comprenderete dalla Geografia, Occidentali in Europa contano i giorni
-

Dodici Meſi fanno un anno ſolare , il de Meſi undici giorni prima degli Orien
uale è compoſto di 365. , e il Biſeſtile tali coſicchè gli Occidentali oggi dico
" 346. E il Lunare ſolamente di 354. nolii31 Gennaio, e gli Orientali ſolamen
giorni. - - tezo. di Gennaro? Queſto coſtume fu co
Lo ſpazio di quattro anni ſi dice Olim mandato nel 1582. dal Papa Gregorio
piade. XIII il quale avendo conſultato gli Aſtro
Il corſo di cinque anni ſi chiama Lu nomi più dotti di Europa, levò dieci giorni
f Il numero di quindici anni " | all'anno 1582. coſicchè il giorno 11. diOr
ºro e

tobre fu detto il primo d'Ottobre. E tut


Il corſo di cento anni, ſi dice ſecolo. ti gli Europei Popoli della Criſtianità ab
Ciclo, o ſia Circolo Lunare, detto an bracciarono queſta Legge,e queſto file der
che Circolo e Numero Aureo è una rivo to ſtile nuovo a differenza del primo detto
luzione di 19, anni, dopo la quale la Lu ſtile vecchie,continuato ſcioccamente dagli
na ripiglia il medeſimo corſo delle Luna Orientali Criſtiani, che non hanno volu
zioni già fatte nel primo anno dei det to abbracciare queſta importante, e ne
ti 19. ceſſaria, Cºrrezione, detta Gregoriana.
Il Circolo Solare indica il corſo di 23. Fin dal principio del Mondo il tempo
anni, dopo di che le lettere, che ſi ſono s'incominciò a dividere in Anni, Me
ſtabilite per diſegnare i giorni della Set ſi, ſettimane, giorni, ed ore ſpecialmen
timana ripigliano il medeſimo ordine. te preſſo l' eletto Popolo di Dio iſtruito
Le Olimpiadi ebbero principio nell'an da lui, e dai Santi Patriarchi. Ma Fego
no 32 a 6. del Mondo , 776, anni avanti Fratello del prime Re de' Greci, det
ci, , nel quale anno cinque Fratelli neti Argi ſolamente nel 2195, del
anno
Greci, chiamati Ercole, Preoneo, Epimi Mondo principio, a divider il tempo ia
de, Jatio, e la a, nel portarſi unitamen Anni , e Meſi ad imitazione degli Ebrei
te dalla lor Patria ad Olimpia detta an- l primi iſtitutori di queſta diviſione.
Erme
1 26 C O L L O Q U 1 O XX X.
Ermete però , detto il Triſmegiſto nel Prima però vi prego dirmi il voſtro
2279. M. diviſe il giorno in 24 parti ſentimento " gli Anni detti Climate
uguali, che ſi chiamano ore, e credeſi ſia rici, e intorno li giorni giudicati Criti
ſtato l'Inventore degli Orologi ſolari. ci; e circa alcune altre coſe.
Numa Pompilio II. Re de Romani nell' Ben volentieri vi ſoddisferò nelli ſe
anno 352o, comandò, che preſſo i Ro guenti Colloqui .
mani, l'Anno, che principiaraſi dal Me
ſe di Marzo, aveſſe principio da Gen C O L L O Q U I O. 31.
Ilaro e
L' Anno Eccleſiaſtico incomincia dal Sopra gli Anni Climaterici, e
li 25. di Dicembre in memoria della Na giorni Critici ,
tività di Gesù Criſto.
Il Civile principia dal primo di Gen Più, e più volte ho inteſo dire, e ſet
najo e to, che vi ſono certi Anni Climaterici,
L'Anno Lunare come s'è detto, è e alcuni giorni Critici, che ſono perico
compoſto di dodici Lunazioni; e contie loſi, e dannoſi. Che è quanto dire, che
ne giorni 354a, e ore 8. ſiccome veggiamo , che certe malattie
L'Anno Solare racchiude 365. giorni, hanno i loro periodi pericoloſi, e fatali,
e ore 6. Quindi il Solare eccede il Luna come le febbri Terzane, e Quartane nel
re undici giorni. Preſſo li Turchi , e gli giorno 7. 14. 21. E ſiccome me Solſtizi,
Ebrei ſi coſtuma l' Anno Lunare ; e e negli Equinozi vi è ſenſibile mutazio
però il di lui principio va in giro per ne ne'tempi; e ne determinati Anni na
tutto l'Anno. E ogni 33. Anni , creſce ſcono , e ſi mutan li denti , ſpunta la
un Anno ſopra l'Era Criſtiana. barba, ſi cambia la voce, e la compleſ
Era è un punto fiſſo di tempo , o ſione; nelli prefiſſi tempi germogliano, e
ſia un determinato Anno, dal quale s'in fruttano gli arbori , e queſti vivono , e
comincia a numerare gli Anni, dan frutto tanti Anni, e non più ; e le
L'Era Criſtiana , detta Volgare, inco Donne ſono feconde per lo più ſolamen
mincia dalla Naſcita di Gesù Criſto , la te ſino ai 4o. Anni. E tutto ciò accade
quale accade nell'Anno del Mondo 4oo4. ſenza ſaperne noi render ragione. Così
e però aggiungendovi l'Anno corrente avviene nella vita noſtra ; ſperimentando
1789 dell'Era Criſtiana, l'Anno preſen ſi che l'anno 3. 7. 9. di noſtra vita, e
te è l' Anno 5793 dalla creazione del tutti li compoſti di queſti, come ſono il
Mondo; e ſecondo queſt'Era di 4oo4 io 9. 14, 21, 28.35. 42 ; e ſpecialmente il
Ho ſempre con i più celebri Scrittori rego 21, compoſto di tre 7., e il 49. compo
lati i ſeguenti miei calcoli Cronologici. ſto di ſette 7. e ſopra tutto il 63. com
L'Era Turca, ſi dice Egira, che ſi poſto di tre 21., e di nove 7. , e l'81.
gnifica Fuga , e i Turchi incominciano compoſto di nove 9. ſono pericoloſi co
la loro Era Maumettana dall' Anrſo 62 I me tanti gradini difficili della Scala di
dell'Era volgare de' Criſtiani ; perchè in noſtra vita, e però i" Anni ſo
quell' Anno Maumette fuggendo dalla no detri Climaterici dalla voce Greca
Meca ſua Patria per ſottrarſi dalla per Climax, che ſignifica ſcala ,
ſecuzione de' ſuoi Idolatri Concittadini, Vi riſpondo, che queſta opinione è fon
ebbe principio l'Epoca Maumettana. data più ſu d'una vana, ſuperſtizioſa, e
L'Epoca è un punto fiſſo , oſſervabile peccaminoſa oſſervanza , che ſu l' eſpe
nella Storia per cagione di qualche no rienza, e ſu la ragione. E però vi dico,
tabile fatto allora avvenuto, che è da ſciocco, e peccato il badare ,
E perchè le principali Epoche Sacre , e preſtar fede a queſte peccaminoſe ſcioc
dette anche Età del Mondo, ſono ſette; cherie. Siccome altresì è da ſciocco , e
e ſono molto rimarchevoli per un Cri peccaminoſo il tenere per triſti, pericolo
ftiano, ſiccome anche quelle del Turchi, ſi, dannoſi, e di cattivo augurio alcuni
le riferirò ne ſeguenti
rò brevemente.
i", ma pe giorni della Settimana, del Meſe, e dell'
Anno, per prendere medicamenti, per
ta
l D E L L A C R O N O L o G 1 A. -
I 27
tagliarſi le ugne o i capelli, la barba per Col Patrocratico aneora eran allora go
intraprender viaggio ec. Al più può eſ vernati i Domeſtici dai Capi di Famiglia,
ſere oſſervabile lo ſtato, e i giorni dellaſenza avere però forza legislativa, e coa
Luna, e del Sole circa l'agricoltura, per tiva. -

chè queſti Pianeti conferiſcono non poco E Diſpotico quel Principe, che gover
alla terra, alle piante , agli inſetti col na a ſuo capriccio ſenza badare a legge
loro calore, e con la loro luce. E tan aleuna.
to baſti ſu di queſto argomento. E' Monarca quel Sovrano, che da sè
ſolo governa, giuſta le leggi ; le quali
c o L L o o U 1 o 32. però eſſo ſolo può fare, cangiare, ed
abolire ſenza dipendere da veruno.
pe' diverſi Governi de Principi . Il Governo è Ariſtocratico, qualora la
Legislazione è nei ſoli Primar; Nobili ,
Per formare una giuſta idea d'alcuni come per ordinario nelle Repubbliche.
Principi , vorrei ſapere quante forme di E Democratico, quando la Podeſtà Le
Governo ſi dieno. -
gislativa è nel Popolo; ma l'eſecutiva è
Dodici: Teocratico, di Dio : Patrocra ſoltanto preſſo la Nobiltà. . .
tico, de'Patriarchi : Diſpotico, del Gran Il Miſto partecipa di tutti gli ultimi
Signore : Monarchico, del Re di Spagna tre ,
ec. Ariſtocratico, di Venezia, e Raguſi. Il Governo Piſpotico è il peggior di
Democratico, di Ginevra , e de' Svizzeri: tutti. Il migliore è il Monarchico, ſe
Miſtocratico, di Olanda, d'Inghilterra , però ſempre, e tutti i Monarchi foſſero
di Svezia, di Danimarca ec. Economico, quali eſſer dovrebbero. E tanto baſti.
de' Capi di Famiglia : Politico, d' una
Città: Eccleſiaſtico, della Chieſa ; Civi C O L L O Q U 1 O 33.
le, de Secolari; Monaſtico, de'Regolari.
Col Governo Teocratico fu governato Delle ſette Maraviglie del Mondo,
il Mondo dalla creazione, ſino alla Leg
ge ſcritta da Mosè, comunicando Iddio, Più , e più volte ho ſentito nominare
o immediatamente per via d'iſpirazione, le ſette Maraviglie del Mondo: Mi ſapre
o per mezzo degli Angeli i ſuoi voleri ſte dire quali eſſe ſieno ſtate, in qual luo
agli uomini, go, ed in qual tempo ? Eccole:
1. La Torre di Babele In Babilonia 176o
z. Il Tempio di Salomone In Geruſalemme 3 o23
3. Il Tempio di Diana In Efeſo 3o6e
4. Il Coloſſo del Sole In Rodi 3735
5. Il Mauſoleo d'Artemiſia In Egitto 366o
6. Il Faro, e Fanale In Aleſſandria 3719
7. Il Muro de Cineſi di 6oo miglia Nella Tartaria 3735

C O ,L L O Q I O 34»

Delle sette sibille


Delfica da Delfi nella Grecia. Ann. 289o
Cumana da Cuma nell'Italia. 294 I
Eritrea da Menfi nell'Egitto. 294 I
Eleſpontina da Troja nella Grecia. 33oo
Frigia d'Ancira nell'Aſia. 4ooo
Cimeria da Caffa nella Crimea. 235o
Samia da Samos nell'Arcipelago. 35oo
C O L
I 28

C O L L O Q U I o 35. nomate Monarchie, e de principali Re


Delle antiche Monarchie, e Regni. gni, che anticamente ſono ſtati nel Mondo.
Affinchè io poſſa meglio intendere le Le più rinomate Monarchie, figurate
Storie degli antichi Popoli e Sacre, e ben anche dalla Statua di Nabucco rife
profane, fatemi grazia di accennarmi al rita nella Sacra Scrittura Daniel. 21. ſon
meno il nome, e il tempo delle più ri- le ſeguenti.
CRONOLOGIA DELLE QUATTRO MONARCHIE.
Monarchia. Paeſi Principiò da I Nell'An.M. | Terfiò in l l'An.
. L'Aſſiriana Nell'Aſia Nino 1828 Baldaſſare 3468
II. La Perſiana | Nell'Aſia Ciro - 3468 Dario 362o
III. La Greca Aſ. Af. Eur. Aleſſandro M. 367o Caſſandro 368o
IV. La Romana | Eur. Aſ. Af. i Ceſare 396o | Auguſto 49o4

S E R 1 E D E R E G N I A N T I c H I.
P O P O L I. P A E S I . PRIMO RE . Princ. Finì .
1 | De Sicioni Nella Morea Ageſilao 1898 1988
2 | D' Argo Nella Grecia Argo 2 148 225o
3 | D' Atene Nella Grecia Ceerope 2248 2935
4 | De Lacedemoni | Nella Morea Lelece 2633 29o2
5 , De Trojani Nella Frigia Dardano 25 24 282o
6 | De Corinti Nella Grecia Siſifo 2599 29o6
7 | Di Micene Nella Grecia Perſeo 27o8 29o2
8 | De Latini In Italia Giano 27o8 324o
9 | De Lidi s Nella Lidia Mames Argone i 2781 3268
Io | De' Tirj - Nella Fenicia Agenore 2948 367o
11 | Di Corinto . Nella Grecia Alete 29odi 3 23 o
12 | De Spartani In Aſia 4 Euriſte a Procle i 29o2
13 I De Giudei Nella Paleſtina | Saulle 29 o 9 3416
14 | D' Iſraele a Nella Paleſtina | Geroboamo 298o 3283
15 | De' Medi N ella Media , l Arbace º 3257 3468
16 | De' Macedoni Nella Macedonia | Carano 32 Io 368o
17 | De Romani In Roma Romolo 325o 3495
18 | De' Babiloneſi In Babilonia Nabonaſar 3257 35 io
19 , De Perſiani In Perſia Ciro 3468 365o
2o i De' Greci In Aſia Aleſſandro Mag. | 367o 368o
2 I I De Macedoni Nella Grecia Caſſandro 3687 3681
22 | D' Egitto In Africa Tolommeo 3681 397o
23 | De' Siriaci Nef la Siria Seleuco 3641 394 I
24 | Di Pergamo Nella Frigia Attalo 372 1 3871
25 i Di Bitinia Nell'Aſia Zipetto 3678 3928
26 | Di Cappadocia , Nell'Aſia Ariarate 3642 io diC.
27 | Del Bosforo Cim. Nell'Aſia Archeanaſtidi 3524 3548
28 | De Sciti In Tartaria, Spartano 3566 377o
29 Di Mitridate In Aſia Mitridate 37oo 38o4
3o | De' Parti In Aſia Arſace 3754 233 -
3I Pegli Haicani Nell'Armenia l Haico 1893 3671
32 | De' Seleucidi Nell'Armenia Parero 367 , 3851
33 i Degli Arſacidi Parti Nell'Armenia Valarſace 3851 433 C.
24 | De Marzabani, e Curop. | Nell'Armenia Curopalati, 433. C. 859. C.
35 | De Bagraditi Nell' Armenia Azozio 859. C. Io8o
36 | De Rubeniti Nell'Armenia l Rubeno 1o8o I344
37 'De Luſignani - Nell' Armenia º Coſtantino III. 1344 1371
l COL
G O L L.O Q U I C X XX VI, 129

C O L L O Q U I O 36. II. ETA' DEL MONDO

sopra l'Età, o ſian Epoche del Mondo , Dal 1656 ſino al 2o86. dal Diluvio ſine
ad Abramo per lo ſpazio di 427 anni.
Vi ſupplico a ſtendermi un breve com
pendio della Sacra Scrittura, e della Sto Tra viventi d'allora, nel 1656. eſſen
ria Eccleſiaſtica dal principio del Mondo do Noè d'anni 5oo incirca, perchè li
ſino a tempi noſtri. peccati degli Uomini erano creſciuti a
Sarete ſervito; e per maggior chiarez diſmiſura, Iddio montò in collera, e
za queſta ſuccinta epitome la dividerà con un Diluvio univerſale di 4o. giorni
ſecondo l'Età del Mondo. eſtinſe tutti i viventi della terra tanto i
ragionevoli , eccettuatine queſti otto,
I, ETA' DEL MONDO Noè con la ſua Moglie, e li tre ſuoi
Figliuoli, nominati Sem, Cam, e Jafet
Dalla di lui Creazione ſino al Diluvio con le tre loro Conſorti, con un paio
univerſale per lo ſpazio d'anni 1656. di tutti gli animali; conſervandoli in un'
Arca fatta a guiſa di nave. Dopo a po
L'Eterno, onnipotente Iddio, Unico co a poco tutta la terra ſi ripopolò d'
nell'Eſſenza, e Trino nelle Perſone, Pa uomini, e di animali per mezzo de' fi
dre, Figliuolo, e Spirito Santo, puro gliuoli di Noè, i quali ſe la diviſero fra
Spirito perfettiſſimo, e Cagione e princi loro. La Famiglia di Cam ripopolò l'
pio indipendente di ogni coſa creata, Arabla, e l'Africa ; i Figliuoli di Jafet
nel principio del tempo 5793: anni fa, l'Europa, e quelli di Sem l'Aſia e l'
con un ſolo imperioſo fiat di ſua volon America, -

tà creò dal nulla il Cielo, e la Terra,


e quanto è contenuto in eſſi nello ſpazio III ETA DEL MONDO
di ſei giorni, dando il primo eſſere a
tutte le coſe viſibili, ed inviſibili. Creò Dal 2o86. ſino a 2513. da Abramo ſino
il primo uomo Adamo, compoſto di ter all'Uſcita d'Egitto per lo ſpazio d'
ra, e la prima donna Eva, formata d' “V. anni 43o
uua coſta di Adamo; e i di loro corpi
animò col ſuo fiato vivificante, infon Tutti gli Abitatori del Mondo abban
dendo loro un'anima ragionevole, e li donarono il vero culto d'un Dio unico,
bera. Li poſe in un ameniſſimo giardi e ſi diedero all'Idolatria, e alle libidini,
no, detto Paradiſo Terreſtre, eſiſtente ſpecialmente gli Abitanti di Pentapoli;
nell'Aſia, per eſſere per ſempre felici, e per ciò furono diſtrutti da un fuoco
ſe oſſervavano un comando, che fece piovuto dal Cielo. E allora Iddio per
loro per farſi conoſcere N loro Sovrano, ſuo Popolo ſi eleſſe i diſcendenti del giu
cioè che ſotto pena di morte non man ſto Abramo cioè gli Ebrei, e li diſtinſe
giaſſero del frutto d'un certo Albero. con la Circonciſione, promettendo loro
Ma perchè il Demonio, che loro appar la Paleſtina, e di far naſcere dalla di
ve ſotto forma d'un Serpente li tentò, lui proſapia il Meſſia Redentor del Mondo
mangiarono di quel vietato frutto, furo E queſta promeſſa la confermò con Iſac
no, ſentenziati, e ſoggettati alla morte, co figliuol d' Abramo, e con Giacobbe
e ai tanti guai di queſta vita con tutti figlio d'Iſacco, al quale diede il nome
i loro Poſteri ; e furono diſcacciati da
d'Iſraele, reſtato poi in tutti i di lui
quel luogo di felicità. Ebbero poi due poſteri, chiamati ii . Giuſeppe uns
Figliuoli, cioè Caino Agricoltore, e A dei dodeci Figliuoli di Giacobbe per in
bele Paſtore ; e quegli a tradimento per vidia fu venduto dalli ſuoi Fratelli, fu
pura invidia trucidò queſto. E dopo d' condotto Schiavo in Egitto, e là dopo
aver avuto moltiſſimi altri Figliuoli, A molti accidenti fu fatto Vicerè del Re
danno morì in età di 93 o anni. Faraone, Ivi chiamò ad abitare il ſuº
l l'u
i3e D E I. f. A C R o fi o L o G I A .
Padre e ſuoi Fratelli , i quali nello Idolatria, e all'empietà, perſeverando fe
li
ſpazio di 25o anni incirca fra le anguſtie deli le Tribù di Giuda, e di Levi ; e
º una vita ſtentata ſempre ſi mantennero per i loro peccati da Nabucco Re di Ba
ei voti, e fedeli al vero pio in mezzo de' bilonia fu diſtrutta Geruſalemme , e il
ºgani ; e ſi inoltiplicarono a ſegno, che Tempio, furono condotti Schiavi in Ba
faraone temendone , comandò , che a bilonia, e dopo 7o. anni ad inchieſta de'
poco a poco tutti foſſero eſterminati , Santi Profeti da Ciro furono liberaiti, e
con affogarne tutti li Maſchi nel Fiume fu riſtabilita Geruſalemme, e il Tempio a
Nilo , dal quale fu liberato Mosè ,
che poi ne fu il Liberatore, e Condot VI, ETA DEL MONDO ,
flere a

Dal 3467, finº al 4oo4. Dalla Monarchia


IV. ETA' DEL MONDO di Ciro ſino alla naſcita di Gesù Criſto
per lo ſpazio d'anni 536,
Dal 25 13. ſino al 1992. Dalla uſcita”
a Egitto ſino all'edificazione del I Giudei, o ſia Iſraeliti, che abitava
Tempio per lo ſpazio d' ne nella Paleſtina, fra varie vicende, viſ
anni 479. ſero in soſtantemente ſino all' anno del
Mondo 4oo4., iſtruiti in ogni luogo , e
Dopo d'aver ſofferto dieci piaghe , o tempo da molti Profeti Santiſſimi i quali
ſia caſtighi, Faraone per ordine di Dio ne' loro libri, che ſono nella Sacra Scrit
ºd iſtanza di Mosè licenziò il Popolo d' tura prediſſero molte coſe verificate tut
Iſraele, il quale ſe ne fuggi verſo il Mar te nel promeſſo Meſſia , che è l'Eterno
Roſſo, che paſsò a piedi aſciutti, e là Figliuol del Padre Eterno Redentor no
reſtarono affogati tutti li perſecutori Egi ſtre , e vero Dio , e vero Uomo.
ziani - Gli Ebrei dopo d'eſſere ſtati 4o.
anni in un Deſerto, ſempre accompagna. VII. ETA' DEL MONDO
f, la notte da una Colonna di fuoco, e
il giorno da una nuvola, e da una fon
fana d'acqua, e ſempre nutriti ora con Dal 4os4 ſino alla fine del Mondo. Dalla
a manna, ora con uccelli, che calavan Naſcita di Gesù Criſto ſino al pre
ial Cielo, dopo d'aver ricevuto nel Mon ſente per lo ſpazio di 1789 anni.
e Sinai il Decalogo; morto ehe fu Mo
è a viſta della terra Promeſſa, cioè del La ſeconda Perſona della Santiſſima
a Paleſtina, in eſſa entrarono nell'anno Trinità , cioè l' Eterno Figliuol di Dio
º554 condotti da Gioſuè, che glie la di ſin dall'Eternità generato dall'Eterno Di
riſe in dodici parti giuſta le dodici Tri vin Padre ſenza Madre, nell'anno 4oo4.
ºil, cioè Famiglie, alle quali prefederte dopo la creazione del Mondo ſenza Pa
o prima i Giudici, dopo il Re Saulle , dre s'incarnò, e fu conceputo alli 25. di
sdi Davide, poi Salomone, il quale in Marzo per opera ſola dello Spirito Santo
ieruſalemme fabbricò un prezioſiſſimo nel ventre della puriſſima ſempre Vergi
empio quaſi tutto d'oro nell'anno 2992. ne Maria, della Stirpe di Davide della
Tribù di Giuda, e di Levi, unendo in
V. ETA' DEL MONDO ſeparabilmente la Natura Divina all'Uma
na, dopo nove Meſi nella notte dei 25.
Del 2,9 z. ſino al 3467. Dalla Fondazio Dicembre nacque nella Giudea in Betle
ne del Tempio di Salomone fino alla fi me in una Spelenca . Otto giorni dopo
ne della Schiavitù di Babilonia per lo fu circonciſo, e gli fu impoſto il nome
ſpazio d'anni 475. di GESU' CRISTO , che vuol dire ſal
vatore , e Unto , perchè dal ſuo Eterno
Sotto l' empio Geroboamo Succeſſore Padre fu unto, e deſtinato ſommo Sacer
i Salomone, e altri Re infedeli, dieci dote per redimere, e ſalvare l'uman Ge
ribù del Popolo d'Iſraele ſi diedero all' nere con la ſua morte. Dopo d' " viſ
l ult Q
D i A i o G o xxxvi. - . i3t
futo ſette anni in Egitto, e ſconoſciuto nuova Legge di Criſto ; è la ſtabilironº
nella Paleſtina ſino ai 3 c. anni ſoggetto in più luoghi , ſempre fra innumerevoli
ſempre alla ſua divina Madre, e a San perſecuzioni, e degli Ebrei, e de Genti
Giuſeppe ſuo Padre Patativo, fu battez | li; tra quali il crudele Nerone Impera
zato da S. Giovanni Precurſore, e dopo tor de Korhani è ſtato il primo Perſecu
d'aver digiunato 4o. giorni", e 4o. notti tore della Chieſa, e fece morire in Ro
in un Deſerto, 'ſcelti dodici Apoſtoli , ma gli Apoſtoli Pietro, e Paolo. E mol
de quali il primo, e il capo fu S. Pie ti altri Tiranni martirizzarono altri Cri
tro, e poi 72. Diſcepoli, allora inco ſtiani innumerevoli, ſenza che poteſſero
minciò a fare innumerevoli miracoli, e a mai edificare una Chieſa per le ſpazio di
predicare la ſua Legge, che è nel Nuo 3o6. anni, nel qual anno Iddio convertì
vo Teſtamento. Nel terzo anno della ſua l'Imperatore Coſtantino, che era Idola
Predicazione per invidia degli Ebrei Sa tra, il quale dando Roma al Papa Capo
cerdoti , Scribi , e Fariſei, perchè loro della Chieſa venne in Coſtantinopoli, e
rinfacciava i propri diffetti , tradito da là e in ogni dove fabbricò molte Chie.
Giuda ſuo Apoſtolo con un bacio, fu le ſe, e cosi in tutto il Mondo fu ſtabilita
gato, imprigionato, flagellato, incorona l' Ortodoſſa Fede, e Chieſa di Gesù Cri
to con una corona di ſpine, condannato ſto, ma ſempre fra innumerevoli perſect
a morte, crocefiſſo fra due Aſſaſſini, be zioni degli Ebrei, de Gentili, e poi de'
ſtemmiato, abbeverato con aceto, fiele, e Turchi, i quali incominciarono nel 6 18.
mira, e morì ſu della Croce . Dopo la Oltre queſti la Chieſa in ogni tempo, e
morte il ſuo Corpo fu ſeppellito ; e la di luogo fu perſeguitata ſin dal tempo de
lui Anima umana diſceſe all' Inferno a gli Apoſtoli da innumerevoli Eretici Cri
terrore delli Dannati, e nel Limbo, e Se ſtiani, e principalmente dagli Ariani .
no di Abramo per liberare di là le anime Neſtoriani, Eutichiani, Pelagiani, icono
de' Santi Padri, e dei Giuſti, e condurle claſti, e vicino ai noſtri tempi anche og
in Cielo, che fino allora era chiuſo. Nel gidì, dai Luterani, Calviniſti, Gianſeni
terzo dì riunendo la ſua Anima al ſuo ſti, Franchi Muratori ec. contro de'quali
Corpo, riſorſe glorioſo , immortale, ed ſcriſſero molti libri, e aſſaiſſimo predica
impaſſibile. Dopo eſſer comparſo più vol rono non pochi Dottiſſimi, e Sautiſſimi
te a ſuoi Diſcepoli per lo ſpazio di 4o. Teologi, e Padri, e li ſcomunicarono i
giorni per confermarli nella Fede, e per Sommi Vicari di Criſto dalla Catedra di
vieppiù iſtruirli, per propria ſua virtù ſa S. Pietro, e la Ortodoſſa Chieſa nei pa -
lì al Cielo . E dopo " giorni nella ticolari, e Generali Concili, de'quali o, a
Domenica della Pentecoſte ſopra gli Apo vi eſpongo il Catalogo , unitarnente a
ſtoli, e Diſcepoli ſuoi mandò lo Spirito quello de Libri della Sacra Scrittura, ds'
Santo il quale loro infuſe, e riempì d'o Santi Padri, e Scrittori Eccleſiaſtici, de
mi ſorta di ſcienza, lingua, e zelo. Que gli Ereſiarchi, ed Ereſe, degli Impera.
i poi dividendoſi fra loro il Mondo , tori, delle Perſecuzioni della Chieſa ec.
andarono a predicare la Divinità , e la

l 2 COL
i3 º D E L LA C R O N O L o G I A
C O LL O Q U l o r | Eccleſiaſtica, vi prego darmene un breve
s . . . . compendio,
derni. x
perchè gaudent brevitate Mo
- , - -

)
Bella ſtoria Eccleſiaſtica. Volentieri vi ſervirò con il ſeguente
l metodico ſuccinto epitome, che vi darà
Affinchè poſſa in un colpo d' occhio ana qualche idea, ed il carattere d'ogni
tormare qualche idea di tutta la Storia | Secolo della Chieſa. - º
A N A L I S I.
p E I LA S T O R I A E e C L E s I A s T I c A.
S E C O L O I.
MA Go, A PosTo L1 e o, N e Ro NIANo.
PARI, E CoNc. ERETICI ScRITToRI Cose MEMoRABILI
S. Pietro Simon Mago Gli Evangeliſti Redenzione, Geruſalemme di
S. Lino Nazzarei | Gli Apoſtoli ſtrutta. Perſecuzione degli Ebrei
S. Cleto Cerinto S. Clemente Pp. di Nerone, Veſpaſiano, e Domi
S. Clemente I. I Menandro S. Barnaba Ap. | ziano.Santi, Tutti gli Apoſtoli,
Concilf. Ebione S. Dioniſio Areop. ed Evangeliſti, Maria JJ.S.Giu
Apoſtolici n. V. | Nicolaiti. Filone Ebreo, ” ſeppe, Stefano,Torpete.Gervaſio,
Imeneo Giuſeppe Flavio e Prot., Proceſſo, e Martiniano,
I Fileto Ermas “ ” Baſiliſſa, Nazario,e Celſo, Feli
- –- - - I cula,Vitale, e Valeria,Tecla, Ap -

follinare,Plautilla,e Flavia Domitilla, Nicomede, Marco Vie M. Nereo, Achillee, Nicomede


ie. Predicazione degli Apoſtoli. S.Pietro Ap. Nella Galaſia, Ponte, Bitinia, Malta, Italia.
S. Paolo nell'Aſia, Dalmazia, Italia, Spagna. S.Andrea nella Crimea, Moſcovia,Bulgaria,
T racia,e Grecia. S. Tommaſo nella Media. S. Marco nell' Egitto, Perſia, Etiopia, Indie. S.
l'artolommeo nell'Armenia,Tartaria,e China. S.Taddeo nell'Armenia, Idumea, e Perſia.
S. Giovanni nell'Aſia. S.Giacomo il Minore nella Paleſtina, e Siria. S.Giacomo il Mag
giore nella Giudea,e nella Spagna. S.Filippo nella Frigia,e Media. S.Simone nella Meſo
potamia, Perſia, e Arabia S. Matteo nell'Etiopia, Africa, e Parzia. S. Matia nella Galli
ſlea. S. Barnaba in Ciprº, e Lombardia. 3.Lazzaro, e s. Dionigi Areopagita nella Francia,
S E C O L O I L.
MA Rc 1o N IsTA, AP o Log IsTA, PE Rs ecut o R E.
P ApI ERETIcr ScRITTORI CosE MEMoRABILI
S. Anacleto Carpocrate | S. Ignazio M. Perſec di Traiano, Adriano,An
S. Evariſto Gnoſtici | S. Policarpo tonino M.Aurelio, Aurelio Com.
S. Aleſſandro i Cerdone S. Giuſtino M. Santi.Timoteo,Ceſario, Simone,
S. Siſto I. Marcione ; S. Ireneo, Taziano i Ermete, Sabina, Jerapia, Eu
S. Telesforo Valentino S. Teofilo, Maſſimo | ſtachio, e Com. Fauſtino, e Gio
S. Igino º Taziano S. Miletone. Ermias vita, Sinforoſa e Com., Felici
S. Pie I. Montano Muſano. Egiſippo lta, Blandina Praſſede,e Puden
S. Aniceto Due Teodori l Atenagora I ziana Converſ della Bretagna,
S. Lorenzo | -
–-–
-
l Abercio, e Modeſte | Germania, Polonia, l'ngheria.
S. Eleuterio S. Vittore Abercio, e Dioniſio
-
-

. . . . . . . . . . . . . . -
- - - - -
-

SE
D E L L A e R U IN U L o Us I A e

S E C O L O I1 i
sa a Nrc Hro, a PosTarico; p e reakf i Rt.
P A p1 ERETIet ScRIrroR1 Cosr MEMon ABILl
S. Zefirino Praxea S. Clém. Aleſs. . . Perſec. di Settimio Severo
S. Calliſto Noete TertullianoApoſtata Maſſimo, Deeio,Valeriano, Au
S. Urbano l Paolo Samoſ, S. Ipolito Port. reliano Santi. Cecilia, Barba
S. Ponziano | Novato I Minueio Felice I ra, Caterina, Apollonia, Dora
S. Antero Manete Ammone Saccas tea, Venanzio, Trifone, Reſpi
S. Fabiano Antipapa. S. Greg Taumati Lcio e Com., Abdon e Senne,
S. Cornelio Novaziano S. Cipriano Agata, Mamante, Mario, Pri
. Lucio Origene Apoſtata ſea, Rufina e Seconda “Ri ser

S. Stefano Giulio Af zo I e vive i cipriºta, i i cefo


S. Siſto S. Anatolio | ro Antioch. Converſ. dell'Ei
S. Dioniſio . i –. Arnobio , vezia • - - - -

S. Felice, S. Eutichiamo,S.Cajo, Simmaco - -- ---


S, Martello li Dioniſio Alef.. S. Panfilio, S. Vittorine
S É C 6 L o -

artano, costantINIANo, De si. Padri; MoNasTreo.


fari, E Conc. , ERETici: ScRitToRI . Cose MEMoRABILI ..
S. Marcello Donato S. Atanaſie Magno Perſec. di Diocleziano, Gale
S. Euſebio Melezio S. Metodio rio, Giuliano Apoſtata , Sapº
S. Melchiade Luciferò Lattanzio , re, Goti, Unni, Vandali. Santi
S. Silveſtro A rio Euſebio Cèſ. . Sebaſtiano, Lucia, Agneſe, i?
S. Marco Fotino , | S. Antonio Ab. tale, Gennaro, e Cam., Biagi
S. Giulio Aezio. Celſo S. Cirillo Geroſ. Demetria, Ilarione, Nicolº
S: Liberio Macedenio S. Ilario Mira, Martino Tur., Pauli
S. Felice II, Apollinare : S. Zenone , Monaca,Orſola,e Ccm.,Gorci .
S. Damaſo Priſciliano S. Fufebio Verd. Elena, Marcellina. Convº ſ e
S. Siricio Gioviniano S. Efrem Siro Coſtantino Ma. della Moravia
S. Anaſtaſio Vigilanze S. Baſilio Mag. Boemia, ſvezia, Giorgia. Vi
Concilii. Miſſeliani S. Greg. Niſseno a Monaſtica iſtituita da J. An
Niceno II. Antipapa - S. Greg. Nazianz. ionio, e Baſilio,
Coſtantinop. I. Urſicino S. Epifanio
- – ? S. Damaſo, S. Amb.
Lattanzio. Didaao. Evagrio,

S ,
1 E L L A - V O TN O L O G 1 A,

S E C o L o V.
NESTO RI A N O, EUTic HI A No, p E D o TT o RI.
PA PI, E CoNc. ER ETICI ScRITToRI - Cose MEMoRARILI
S Innocenzo Celſo S. Gio: Griſoſt, Perſec. degli Ariani Unnerieo,
8. Zoſimo Vigilanzio Rufino -

Teodorico, Genſerico, Totila,


S. Ponifazio Pelagio S. Girolamo Unni, Goti, Sarmati, Vandali,
S. Celeſtino Celeſtio i S. Ambrogio Ildegarde. Fond. di Venez.nell?
S. Siſto III. Giuliano S. Agoſtino an. 417. s 5. di Marzo. Codice
S. Leone Magne Semipelag, Palladio Teodoſiano. Triſagio rivelato.
S. Ilario Neſtorio S. Cirillo Aleſ. Santi. Patrizio, Alipio, Petro
3, Simplicio Eutichio ; Sulpizio Severo nio,Ceſaria,Turribio, Eucherio,
S. Felice il f. Lioſo ero | S. Pier Griſol., Mamerte, Gaudenzio Breſc.,Si
S. Gelaſio Pietro Fullon i S. Leone I. neone Stilita, S.Gioa. Silenzia
S. Anaſtaſio Barſuma Teodoreto rio, Aleſſio, Melania, Euſtochio,
S. Simmaco Zanania S. Cirillo Aleſ. Saba,Arſenio, Flaviano, Pelagia,
Concil. G, Teopaſchiti ! Sulpizio Severo Pulcheria Impera. Converſ di
Efeſino - -
Antipapi. | S. Paulino Nol. Clodoveo Re di Fr., primo Re
Coſtantinop. II. Eulalio S. Iſidero Peluſ, Criſtiano, intitolato Re Primo
Lorenzo Sozomeno . genito, e Criſtianiſſimo ; dell'
Calcedonenſe
- -–S. Gelaſio Pp. Ibernia, Taſſonia, Burgondia,
Gennadio. S. Proſpero. Prudenzio. Francia. Apparizione # J. Mi
Nonno Anicia Falc. Eudoſia im abele.
peratrice.

s e o o L o V I.
o R 1G E N 1sTA, B E NE D E TT INo, a RM e No.
º API ERETIci ScRITToR1 Cose MEMoRA a ILI
S. ºrmiſda Origeniſti S. Ennodio Perſec. di Anaſtaſio Imperator
S. Gioanni I. Severiani S. Fulgenzio di Navas . e Areta Arabi, di
S. Felice IV. Acefali S. Ceſario Manuca Pirata, di Totila, di
Gioanni II. Gio: Filiponi S. Simeone Stilita Leovigildo. Santi. Remigio,Clo
S. Agapito Temiftio S. Benedetto - tilde, Anaſtaſio, scolaſtica ,
S. Silverio Gio: d'Alic. | S. Gio: Climaco Placido, Mauro, Ermenegildo,
Vigilio Deutrio | S. Greg. V. di Tours Flavia, Gregorio Illuminatore,
Pelagio I, Antipapa. Giuſtin. Imper. ; Nierſe. Era Cr. iſtituita. Co
Gioanni III, Dioſcoro i Boezio. Procopio. dice Giuſtiniano . Ordine Bene
Renedetto I. – | Evagrio. Gio: Scola dettino. Converſ degli Unni,
P:iagio II. rio. Teodoro Let. di CP.S.Gregorio Goti, Sciti, Vandali, Jarma
S. Greg. Magno M. Pp.Vittore Cap Ferrando. Libe i ti, Armeni, Giorgiani.
Concil, G. rale. Evagrio. Caſſiodore.
Coſtantinop. lI. I

SE
D I A L o G e XXXV I,

S E C O L O, V I I.
noNoTELITA, MAoMETTANO, GERosoLIMITANO.
PA P 1 ( ERETICI ScarrroR1 Cose MEMoRABILr
Sabiniane Maomette S. Antioco Monaco Perſec. di Foca Imp., de Giu
Bonifacio 3. Monoteliti S. lſidoro di Sivig. dei d'Antiochia, di Coſroa, di - -

S. Bonifacio 4. Criſtoliti S. Idelfonſo | Marzabana, di Teodorico Aria


S. Deodato Sergio S. Maſſimo i ni. Santi. Paolino V. di Torch,
Bonifacio 5. Pirro
-

Braulione | Batilde Reg. di Fr., Gioan. Li


Onorio ' ' Antipapi, Iſichio moſiniere, Lamberto , Vitalia
Severino Paſquale Giorgio Aleſ. no, Tit. di Cattolico al Re di
Gioanni 4. | Teodoro Fortunato Spagna, Geruſalemme preſa da
Teodoro Concil. G. Malala Saraceni. La Spagna invaſa dai
S. Martino Coſtantin. 3. Sofronio Geroſol. Mori Maomettani e Convert.
Eugenio –- Gio: Moſco della Germania, e della Breta
S. Vitaliano. Ad eodato. Don S. Teod. V. - gna dall' Arianiſmo.
no. S. Agatone. S. Leone 2. S. Geltrude
Teofilato --
S. Benedetto 2. . Gioanni 5.
Conone. S. Sergio. Conone Pp. Doroteo. S. Giul Pomerio,

º
--
s E c o L o v I I I.
1co Noc Las TA, sA RAcr Na, canze RT rro.
PA e1 ER ETICI ScRITToRI l Cosr MEMoRABILI
I Leone Iſaur. Ven. Beda Perſec. de Saraceni in Italia,
i" a 1Oanni 7,
Siſinio
6. Leone 4. s. Geramano - Spagna, Paleſtina, degli Icono
7, Coſtant.Cop. s. Gio: Damaſceno claſti, Leone Iſau. Leone 4. Coſt.
Coſtantino “Iconoclaſti Flacco Alcuino Copronimo. Santi. Uberto, Ma.
S. Gregorio 2. Aldeberto, e Gregorio Sincello rina, Gregorio Trajatt., Andrea
S. Gregorio 3. Clemente da Floro di Laod. Cretenſe, Romu. d'Ibernia, Bo
s. Zaccaria Toloſa s. Adelmo, nifacio, Teofane, e Comp., Com
Stefano 2. Elipando Echerto verſ della Lorena, Franconia,
Stefano 3. Concil. G. Elia Cretenſe Vesfalia, Baviera, Ungherie
S. Paolo Niceno 2. Bartol. d'Edeſſa dall'Ariane -

Stefano 4. Antipapi.
Adriano i Teofilato
Leone 3... Coſtantino ss º
-

S E,
D E L L A C R o N o L o G f A,

S E C O L O I X.
FO ZIA No, CA R L O MA G No, S A RA GEN O.
PA e I ER ETICI ScRITTORI ( Cose MEMoRAsIit
Stefane 5. Gio: Scotto Alcuino. Ajmone Perſec. degli Iconoclaſti, de'
s. Paſquale Gotteſcalco Teofane. Paſcaſio Saraceni in Italia, Francia ,
Eugenio 2. Tiota , Rabano, Eginarto Spagna, de' Normani Daneſi ,
Valentino Teopaſchiti Niceforo e Auſilio, Santi. Niceforo ſtudita, Teo
Gregorio 4. Antropomeri Metodio. Lupo fane P.CP. Niceta Ab. Taraſio
Sergio, 2. Manichei Leone il ſapiente PCP. Ignazio P. CP. Edelara
S. Leone 4. Iconoclaſti Adone, e Uſuardo do, Federico V Gioanni il Na
Benedetto 3. Leone5. Arm. Martirologiſti. no, Fozio uſurpatore. Favola
s. Nicolò Mic. 2. Scil. Carlo Magno Imp. della Papeſſa Gio: dopo S. Leo
Adriano z. Antipapi. Teodoro Studita ne 4. Carlo Magno Imper. dº
Gioanni 8. Zezino , Agnello. Claudio occid. Converſ della Svezia,
Martino 2. Anaſtaſia Paſcaſio , Rudberto Danimarca, Bulgaria, de'Nor
Adriano 3. ergio - Bertario - manni dall'Arinniſmo a
Stefano 6. Concil Ga. s. Paulino d'Aquilea
Formoſo Coſtantin. 4. Maſtotz P. Arm.
Bonifacio 6. Gioan. é. P. Arm.
Stefanº 7. Romano, Teodore 2. - r

a -
-

Gio anni 9. a

V,
3 - -
di
S
È C O f, O X.
o scuro, p e Mor 1, D e si sovra Ni.
PApr ERETIcò - SCRITTORI CosE MEMoRAsfit
Benedetto 4. Valfrido Simone Metafraſte Senza Perſecuzioni. Macroſia,
Leone 5. Antipapi , Coſt. Porfirogerito e Teodora Meretrici Romane ,
Criſtoforo Criſtoforo Gio: Caminiata Mori invad. la Spagna , Ca
Sergio 3. Bonifacio Ibolito Tebano maldoleſi iſtituiti da S. Ro
Anaſtaſio 3. Filigato utichio Svida moaldo. Santi Sovraffi, Venta
Landone Moisè Bar-Cefa Re d'Inghil., Stefano Re de'
Leone 6. Nicone Armeno Ungheria, Metilde Madre, e
Stefano 8. Niceforo. Abone Brunone Fratello dell' Imper.
Gioanni 11 e Fulcuino. Erigerò Ottone I., Adelaide Impera
Leone 7. S. Odone. S.Odilone Aroldo Re di Danim., Editta
Stefano 9. Luitprando. Otlo Regina d'Inghilt.. Dunſtane,
Martino 3. Bucardo. Gerardo Majolo, Conv. dei Normani,
Agapito 2. I Norgero. Vitiginde Ruſſi, Polacchi, Ungheri dall'
Gioanni 12. Benedetto 5. Leo S. Dunſtano . Alfrino Arianiſmo,
ne 8., Gioanni 13. Donno 2. Vehallo di Balk P.Ar.
Benedetto 6., 7. Gioan. 14 15 | S. Greg. Naracheſe
16. Gregorio 5. Silveſtro 2. V. Arms

S E
eo o o vi o XXXVII, 137

S E C O L O X I.
S G i 5 M AT Ico, A NT IP A PI, S O V RA N I S A N T I.
PApI ERETICI SCRITTORI CosE MEMoR REILr
Gioan. 17., 18. Michel. Cer. S. Pier Damiano Geruſalemme liberata. Nove
Sergio 4. Berengario S. Brunone; S. Ivone SovraniSanti eioè Enrico I. Imp.
Benedetto 8, Nicolaiti S.Anſelmo Cantuar.
Cunegunda Imper.,Stefano I. Re
Gioan. 19. Antipapi , S. Brun. V. di Segni d'Ung., Canuto Re di Danimar
Benedetto 9. Greg. Gioan, Lanfranco. Umberto ca; Ladislao Re d'Ung., Olave
Gregorio 6. Cadolone Teofilato. Alberico Re di Norv., Odoardo Re d'In
Clemente 2, Alber. Teod, Ermanno ghilt., Margarita Reg. di co
Damaſo 2. 'Maginulfo Samuele e Amato zia , ſtanislao V di Crac., Ge
S. Leone 9. Bonifazio.Villerarno rardo Sagredo, Gian. Gualberta
ittore 2. Teodaciano, e Iflitut. de Valombroſani, Bru
Niccolò 2. Adelmanoro none V nelle Ruſſie, Abone Ab.,S.
Urbano 2. , S. Gregorio 7. Michele Pſello Nilo Ab., Domenico Loricato,Co
Stefano 9., Aleſſandro ai Giorgio Cedremo lomano M., Odilone, Macario
Vittore 3. , Paſquale 2. I Gio: Xifilino GP. V. d'Antiochia, Simeone, Ro
berto Fondatore de' Ciſtercien
Friberto r di Colonia, Brunone Iſtitutore de' Certoſini, converſione de' º è

S E C O L O X I I,
ai Big Es E, ANT IP API, A RIs To T E Licò.
PA p I ERErici SCRITTORI CosE MEMoRAEItt
Gelaſio 2, Pièt. de'Bruis Leone Marſicano Valdeſi, Albigeſi, Patareni i
Calliſto 2, Pietro Abail. Sigisberto Cattaribaccanti, Crociata, Ge
Innocenzo 2. Gilb. Poret. Roberto Ab. ruſalemme riperduta necreto di
Celeſtino ai Eone Tarich. S. Bernardo Graziano, Filoſofia Ariſtotelica,
Lucio 2. Arnald. di Br, Eutimio Zigaheno Riforma de' Ciſterz., Federica
Eugenio 3. Pietro Valdo Ugone da S. Vit. I ribelle, e penitente. Santi.
Anaſtaſio 4. Albigeſi Onorio d'Auguſta Norberto Fondatore de' Prema
Adriano 4. Antipapi , Pietro Maurizio ſtratenſi, Malachia, Leopoldo dº
Aleſſandro 3i Maurizio Graziano Auſtria , Brunone , Gulielme
ucio 3, Pietro Leone Pietro Lombardo Fondatore di Monte ii
Urbano 3. Gregorio Pietro Comeſtere lielmo Duca d'Auguſta, Omo
Gregorio 8. Ottaviano S. Tom. di Cantuar. lono Sartore . Convertita la
Clemente 3. Guide Ricardo di S. Vittore Filandia, la Pomerania , da
Celeſtino 3. Gioanni Pietro Bleſenſe Norvegia, e i Maroniti.
Innocenzo 3. Landone Pietro Cellenſe Ebbero principio dalla La
Vittore Anna Comnena CP. tina le Lingue Itatiana, Frana
Concil. S. Ildegarde ceſe, e Spagnuola i
Di Piſa S. Eliſ. Ab. di Trev.
Lateran. 8. Greg. 3. P. Armeno
S.Nierſe Ghel. P.Ar.
132 D E L L A C R O N O L o G I A,

S E C O L O X I I I.
VAL D EJ E, SCOLASTICO, ME NE I CANT E,
PAP I ERETICI ScRITToRI CosE MEMoRABILI
Onorio g. Albigeſi Aleſſandro d' Haies Federico II. ribelle, e peni
Gregorio 9. Valdeſi Alberto Magno tente. S. Caſa traslatata. Teo
Celeſtino 4. Gul. di s.Am. S. Tom. d' Aquino logia Scolaſtica. Crociata di ſ.
Innocenzo 4. Almarico S. Bonaventura . l
Luigi. Guelfi, e Ghibellini. In
Aleſſandro 4. Ermanno Egidio Colonna quiſiz. iſtituita. Veſpero Sici
Urbano 4. Sim, di Torn. Gioachino Ab. liane . Impero di C. d' Au
“Clemente 4. Flagellanti Giacomo di Vitri ſiria . Fondaz. degli Ordini
Gregorio Io. Paſtorelli Corrado. Guilelmo Mendic. Dominicano, da S.
Innocenzo 5. 'Statinghi S. Raim. di Penafort Domenico. Franceſcani da S.
Adriano 5. Concilii. Rugiero Baccone Franceſco d'Aſſiſi. Carmelita
Gioanni 21, Lateran. 5. Ciriaco , e Vartano no da S. Alberto. Serviti da
Niccolò g. ! di Lione 1. 2. Papa Armeno, 7. Ss. Fondatori. Eremitani
Martino 5, da Gian-Bono. Celeſtini da ſ.
Onorio 4. P.ccisſimo pp, Tita da Spinolf Ciſ s ci ſi
Niccolò | Terz'Ordine da S. Franc. d'Aſs. S. Ludovico S. Antonio di Padova.
S. Celeſti 5. S. Pietro Martire. S. Giacinto. S. Filippo Benizzi. S. Silveſtro Ah,
Bonifacio 8. B. Simone Stoch. XII. S. Mar. Franceſcani. J.Lud. V. di Toloſa. S. Iſa
bella. S. Eliſabetta Reg. d' Ung. S. Margarita da Cortona. S. Roſa da
Viterbo. Converſione de Boruſſi, Tartari, ed Ebrei di Spagna.
di 1
S E C o L O X I v. . . .

vic Le F1 a No, Avig NoNE, TEMPLARI.


PApI ERETIci ScRITTon 1 Cose MEMoRABILI
Benedetto XI. Dulcino Gio: Duns Scoto Sede P. in Avignone, Tena
Clemente V. Beguardi Pietro Aureolo plari ſoppreſſi, Invenzione del
Gioanni 22. Raim. Lullo Niccolò Trivet la Polvere, del Cannone, e Buſ,
B. Benedetto 12. Gio: Viclefo Gio: Baccone ſola, S. Gio: Colombano Iſtit.
Clemente 6. Lolardo Clem. di Firenze de' Geſuati . B. Pietro da Piſa
Arnaldo Niccolò di Lira Iſtit. de'Geronimini . B. Bernar
Innocenzo 6. do Tolonei, Iſtit. degli Olive
Urbano 5. Marſil.da Pa. Monaldo
Gregorio II. Bertoldo Alberico tani. S. Brigida Svezzeſe,Iſtit.di
Urbano 6. Cecco d'Aſc. Pietro Baldo Monache, J. Nic, da Tolenti
Bonifazio 9. Ocamo Niceforo Calliſto no, S.Pellegrino Lazioſi, B.Chia
Antipa i Concil. Niceforo Gregoras ra da Monte Falco, S. Caterina
Pietro cio Vienneſe Gregor. Pachimero Scozeſe, S. Eliſabetta Reg. di
Roberto Gio: Cantacuz.Imp. Portogallo, Martirio di 4. Fran
Teofane V. Niceno ceſcani, S.Andrea Corſini, B.
Ang. da Foligno. Converſ del
S. Brigida. S. Caterina da Siena. la Lituania, e della Prºſta .
º -
D I A L O G o A XX VI I, 139

S E C O L O X V.
Hu ss ITA, co Nc IL IA RE, cos TANTI NoP.
P AP1 ERETICI SCRITToRI Cose MEMoRABILI
Innocenzo 7. Gioanni Hus Pietro d'Ailly Coſt. preſo da Maom. 2. , Mi
Gregorio 12. Girol.da Pra. Gio: Gerſone ri, ed Ebrei diſcacciati tutti da
Aleſſandro 5. I Gioan. Ziſca Gio: Torrecremata Spagna. Riforma de'F.Minori,
Gioanni 23. Taborriti Niccolò di Cuſa Minimi iſtituiti. Invenz. del
Martino 5. Gioan. Veſel S. Gio: da Capiſtr. la Stampa. Santi. B. Nicola Al
Eugenio 4. Piet. d'Oſma Card. Beſſarione bergati S. Diego, S. Caſimiro,
Niccolò 5. Concilii . Simeone Teſſalonic. S. Franceſca Rom., S. Cateri
Calliſto 3, di Piſa Giorgio Scolario na, da Rologna. B. Veronica da
Pio 2. di Coſtanza S. Antonino Binaſco, B. Coletta Franceſca
- Paulo 2. di Siena S. Bernar. da Siena na. B. Rita da Caſia, B. Lidui
Siſto 4. di Baſilea S. Lor. Giuſtiniani na, S.Giac. della Marca. Tit.
Innocenzo 8. di Firenze Tom. Kempis di Cattolico a Re di Spagna.
Aleſſandro 6. An ipapi. S. Vinc. Ferrerio Unione degli Armeni, Coſti,
-- -
Piet.de Luna, Alfonſo Toſtato isti
, e degli altri Orien
-
Egidio Mugnos , Amedeo di Giordano d'Argenti la la o - - - -

Savoia. na, Teodorico di


Niemi. Flavio Blon
do. Bartol, Platina. Traverſati, Sabellico. Gioanni
Tritemis Zabarella.
S E c o L o xvL
NovATo RE, R E Go LA RE, TRIDENT1 No.
PA e 1 ERETIci ScRITToR1 Cose MEMoRABILI
Martin Lut. Vio C. Gaetano Apoſtaſia dell'Inghilt ſcoper.
Pio 3. Gioan. Driedo
Giulio 2. Melantone ta dell'America, ſacco di Ro
Leone io. Carlo Stadio Egidio Viterbeſe ma, Iſtituzione de'Teatini da
Adriano 6. Zuinglio Dom., e Pietro Soto J.Gaetano Tiene; de Bernabiti;
Clemente 7. Ecolompadio Melchior Cano de Somaſchi da ſ. Giralamo E
Mattio Flac. Locatelli miliani; de' Cappucini; de'Ri
Paulo 3.
Giulio 3. Martin Buc. Reginaldo Polo formati; de'Geſuiti da S. Igna
Pio 4. Pietr. M.Ver Gioan. Coclee zio Lojola; de Filippini da S.Fi
S. Pio 5. mig. Salmerone lippo Neri, de'Carm. Scalzi da
Gregorio 13. Ochino Alfonſo Caſtro S.Tereſa, della Carità da S.Gio:
Siſto 5. Calvino Giorgio Caſſandro di Dio, de Crociferi da S. Ca
Urbano 7. Servero.Beza Franceſco Ximenes millo de Lellis, de'Cherici Mi
Gregorio 14. Blandrata Arias Montano nori da Agoſtino Adorni,de'Dot
Innocenzo 9. Lellio Socino Flaminio Nobili triniſti da Ceſare de Bus, degli
Clemente 8. Fauſto Socin. Siſto di Siena Obblati da S. Carlo Borromeo.
Concilii . G.P.leClerch Maldonato, Brenzio Santi. Tom.da Villanova, Paſ
Lateranenſe Giac. Armin. Giacomo Fabri quale Baylon, Andrea Avellino,
Tridentino Oſſiandro Natale Beda Arcang. Caraccioli, Franc.Save
Anabattiſti Deſiderio Eraſmo rio e Borgia, Pietro d'Alcanta
ra,Gio: della Croce, Felice Cap.
Luigi Gonzaga, Stanislao Koſtka, Roſalia, Tommaſo Moro. B. Gioanna Fremiot, Angela
Merici. Perſecuzione nel Giappone. Apoſtaſia dell'Inghilterra. Ugonotti in Francia. San
ta Fede nell'Indie, e nell'Etiopia, e America. Guerra di Religione. Spoſtaſia della Ger
mania, Correzione Gregoriana. SE
I4o D E L L A C R O N O L O G I A;
l

S E C O L O X V I f. º
Gt A Ns E NIS TA, LAssisTA, PR o B a B i Lisra:
Par i ERErici ScaltroRI CosE MEMoR Asili
Leone 11. Mich.Molin. Luigi Molina Gianſeniſmo, Moliniſmo,
Paolo sa M.Ant. deb. | Antonio Molina Jpinoſiſmo, Bajaniſmo, l
Gregorio 15: Gianſeniſti l Tommaſº Lemos Probabiliſmo, Quietiſmio,
Urbano 8. Preadamiti | Gabriel Vaſques Loſiſmo condannati.
Innocenzo 16; | Besied.Spino. Pietro Ledeſma Controv, ſu la Grazia , n. -
. -

Aleſſandro 7. Vann.Grozio | Criſtiano Lupe Vienna liber. da 2oo.in. Turcht


Clemente 9. Ceſcatori Claudio Fraſſeni F. Paulo Sarpi. - -

Innocenzo 11, i Sciamier Ceſare Baronio Abiura di Criſtina Reg.


Aleſſandro 8. | Quaqueri S. Franc. di Sales | Nepotiſmo proibito.
Innocenzo 12. I Recaldino - Bellarmino Vincenzo de' Pauli
- - - - | Sfondrati - Iſtit. de'Miſſionari.
Giac. du Peron, Dioniſio Petavio, Cardinal Bona, Sfor S. Camillo de Lellis
za Pallavicini, Giac. Boſſuet, Brancato de Lauria, Er ſi Crociferi. d
rico Spondano, Errico Valois, Cardinal Noris, Anto Giuſeppe Calaſanzi
nio Godeau, Gio: Morino, Cardi. d'Aquire, Bollan Iſtit. "
diſti, Gioan. Morino, Tommaſi, Boutillier di Rance, S. Gio. Franceſca de Chantal
Luca Achery, Filippo Labbè, Paolo Segneri, Gioafi. Iſtit. della Viſitazione.
Palafox, Malvenda, Giac. Sirmondo, Celeſt. Sfrondra Cardin. de Betulle
ti, Cornelio a Lapide, Tirino, Menochio, Pineda, Perie Iſtit. dell'Oratorio di Gesù a
ria, Serrario, Lorino, Saliano, Comitolo, Gonzalez, Pietro Ferrerio .
Bono di Merbes, Biſi , Eſcobar, Tambufino, Iſtit. delle Orſoline,
Azorio, Filiuzio, Enrico . (Sirmondo. Tilemon. Pe S. Fedele, da ſigmaringa.
tavio. Boſſuet. Tommaſi, Bona, Labè, Padri, e Dot S. Franceſco Regis, S. Giuſ, i
eori di queſto Secolo. ) Annali de'Dominicani ſctitti pe da Copertino.
dal P. Malvenda; de Minori dal P. Vadingo ; de' S. Franceſcò Solano. -

Cappucini dal P. Boverio ; degli Agoſtiniani dal P. S. Giuſeppe da Lioneſſa .


Torelli; de'Geſuiti dal P. Orlandino. Lo Spondano S. Roſa di Lima. . . . .
Continuatore, e Fr. Pagi note, Critiche del Baronio. º S. M. Madaalena de' Pazzi.
Monaſtero di Porto Reale, Scuola d'Arnaldo , Pa 4. Martiri del Giappone.
fcale, Nicol, Sacì, Fontana, Tillemon. ec. Domi ; B. Gregorio Barbarigo. ,
nicani ſoſtenitori della Grazia efficace, Geſuiti op ſanta Fede nel Congo, China.
poſitori. Propoſizioni del Clero Gal., per " libertà Indie, America, Perſia,Giorgia.
della Chieſa Gallicana emanate nel 1682. Condanna Guinea. Re delCongo battezzato.
delle cinque Propoſizioni Gianfeniſt., prima controver S.C. de Propaganda Fide iſti
tira da alcuni Franceſi, poi accettata generalmente. tuita da Urbano 8.
. Peccato Filoſofico condannato,
Siſtema Copernicano riprovato come teſi . Titolo di Eminenza dato ai Cardinali .
9oo. mila Mori eſpulſi
- pulſi dalla Spagna.
X pag Errico IV Re di Francia ferito.
tto. Candia
- Canaa p
- pre
-

ſa da' Turchi ai Veneziani . azioni de' Calviniſti in Francia. Cardinal Mazzarini


Miniſtro di Francia, Carlo I Re d'Inghilterra condannato a morte . Peſte in Sici
dia, Napoli, e Genova. Teofraſte Renodot Fr. inventore della Gazzetta. Vomito del
Veſuvio. Ugonotti baccanti in Francia. Molti Calviniſti convertiti. Reſidenza de
gli Imperatori in Vienna.
- a -.- - e

S E
D I A L o G o XXXVII. 141

S E C o L O X VI I I,
i FI Los o Fo, P1R RoN IsTA, sc ETTI co, A NTI MoNA.co,
PA pI PRET1CI ScRITToRI CosE MEMaRABILI
lemente i 1. i Giuf Beccar. I Ben. Mabil. Calmet. Bolla Unigenitus.
nnocenzio 13. Fil.Limbror. | Maurini. º" Increduli deliranti e confutati,
Penedetto 13. I Gio. Clerch | Ruinart. Maſſuet. Riti Cineſi riprovati.
Clemente 12. i Gioan. Loche Rotini. Du-Vert. Franchi Muratori condannati a
Benedetto 13. Pietro Bayle! Soldani. Grandi. lmpegno Regaliſta.
Clemente 13. Giulio Legni | Sarti. Fattorini. Gianſeniſti redivivi.
Liberi Mur. I Fremond. Mittarel. Tolleranza d'ogni ſetta.
g"io 6. 14: i Voltaire Luchi,Terzi.Calepio Genio Antimonaco.
| Mirabò,Ruſ. ] Liruti. Pujati. Conventi ſoppreſſi.
- - -–-- Roncali. Fracaſſini. ſoppreſſione de' Geſuiti.
Dom. Maſſoulie, Nat. Aleſſandro, Le Quien , Serrì, Febroniana ritrattazione.
Gotti. Lucini. Graveſon. Concina. Moniglia. Ric Avignone, ec. ricuperati .
chini. Remedelli. Anſaldi. Orſi. De Rubeis. Dinel Tit. Apoſtolico ai Re di Ung,
li. Patuzzi, Conigliati. Fantini, Mamachi. Valſecchi. Tit. Fedeliſſimo ai R.di Portog,
Cazzenigo. Cervoni, Biluard. Ag. Cotta: Deſirant. Benedetto 13. a Benevento.
Manſo, Florez, Guerere. Butner. Caluſchi. Bel Pio VI. a Vienna.
lelli. Berti. Filippini. Lupo. Rabbi. Fr. C, Pla B. Bon. da Potenza Conv.
tina. Lucci. Luchi. Leoni, Miſſori. Sbarraglia . B. Pacifico da Sanſeverino.
Tempeſti. Azzoguidi. Sangallo. Ferrari. Tamagna. B. Tommaſo da Cori.
Sgambati . Arbuſti . Altieri. Contarini, Moia. B. Niccolò Longobardi.
Fuſconi, Ganganelli, Fr. O. Bianchi: Carbognano. Repubblica Americana.
Fort. da Br... Ferrari. Fr. Cap. Caſſini. Barberini. Eſtinte le C. d'Auſtria,
Gaet. da Bergamo. Cocaglio. Norberto. Carm. Car D'Eſte, Medici, Baviera.
Corſicaaeroſtatici.
deboſth. Cacciari. Blanciotti da S. Barbara. Ono Globi preſa dai Franceſi, v,
rato. Geſ. Arduino . Daniele. Antoine. Bellati. Ven
nini. Trento. Biner. Shezzi. Nicolai. Calini. Gra Conduttori de fulmini.
nelli. Roſſi. Zaccaria. Roberti. Spinola, ec. Ch. R. Macchina pneumatica.
Vezzoſi . Caraccioli . Boſſio. Corſini. Antonioli , Macchina Elettrica.
Rotario. Giribaldi. Niceron. Gerdil. Baldini. Ri Tubi Torricelliani .
va. Bianchini. Cabaſuzzi, Juvenin. Roncaglia. Presi Frumento fermentato,
Bailet. Baluzzo. Labbè. Du-Pin . Fleury. Polignac. Pietro il G. fatto Imperatore.
Arminiè. Turnelì. Gonet. Da Ponte. Lami. Bian Converſ. dell'El. di Saſſonia,
chini. Fontanini, Aſſemani. Ciampino. Zanolini : di Siri, Perſiani, Ancirani,
Giorgi. Garampi Antonelli . Borgia, Ballarini. Armeni.
Maffei. Canali. Sandini. Trivellato. Giuſtiniani . Sinodo di Piſtoia.
Speroni. Muratori. Ligorio. Ceſarotti. Guadagnini. Aſſemblea di Firenze.
Miotti. Gazzotti. Viſetti ec. Marcheſe di Pruſſia fatto Re.
Duca di Savoia fatto Re prima di Sicilia, poi di Sardegna. Principe Eugenio Eroe,
domatore de Turchi. Carlo XII, Re di Svezia baccante in Bender . Univerſità di
Turino eretta da Vittorio Amedeo. Peſte in Marſilia. Grandini di tre libre in Ita
lia nel : i La Morea ripreſa da Turchi ai Veneziani . Gran turbine in Roma
nel 1748. In Lisbona nel 1775. In Padova nel 1756. Ludov. XV. ferito da Da
miens - Aſſedio di Corfù fatto da Turchi. Secolo Filarmonico, Teatrale, marziale,
ºfferminato, Eloquente, Enciclopedico , Febroniano, Paracritico, delle Mode, del
laſſo, della vita molle, del bel tempo, del ca?è, del libertinaggio , della tolleran
za, degli Scrittori, de Romanzi, de Dizionari, degli Avvocati, degli Artiſti, de'So
netti ſecolo illuminato da... Cong. de 'Battiſtini, del Redentore, Paſſioniſti, e è"
- - - - AT e
12,2 D E L LA C R O N o Lo Gi A. -.

C A T E -G O R I A
D - e O N C I L
I 1 E c U M E N 1 c 1.
M O T i v o,
Anno Luogo.
34 | Geroſolimit.I.Ap. Per l' Elezione di S. Mattia all'Apoſtolato. Ati. 1. v. 15.
34 | Geroſolimit.2.Ap. Per l'Elezione de Sette Diaconi. Act, 6.
44 | Geroſol. 3. Ap. Per la pubblicazione del Simbolo Apoſtol. Iren. Amb. Aug.
51 | Geroſol. 4. Ap. Per la ceſſazione della Legge Moſaica, e Circonc.Atl.15, v.1.
57 | Geroſol. 5. Ap. Per la Converſione delle Genti, e diffeſa di S. Paolo. Ati, 2o,
325 | Niceno. 1. ., Cont.gli Ariani neg.la Divinità di Cr. Per la Paſqua,e Sciſma,
381 | Coſtantinopolit 1. ControMacedonio neg. la Divinità dello Spir.S.e per il Simb.
431 | Effeſino Contro Neſtorio aſſer due Perſone in C. e M. Ss.Chriſtétecos
451 | Calcedonenſe Con.Eutichete, e Dioſcoro neg. due inconfuſe Nature in C.
354 , Coſtantinop. 2. Co.gli Origeniſti, Neſtoriani, ed Eutichiani, e ſopra i 3.Cspit.
83 il Coſtantinop. 3. Con i Monoteliti aſſer una ſola Volontà, e Operazione in C.
787 | Niceno 2. Con.gl Iconoclaſti neganti il Culto delle Sacre Immagini.
369 | Coſtantinop. 4. Co.Fozio invaſore del Patriarcato di Coſt.e per difeſa di S. Ig.
I 122 | Lateranenſe 1. Contro gl'Invaſori de'Beni Eccleſiaſtici, e per la Crociata.
i 139 | Lateranenſe 2. Per il Batteſimo de Fanciulli, e con l'Antipapa Pietro de Bruis
1 179 i Lateranenſe 3. Contro gli Albigeſi, Valdeſi, Cattari &c. e per la Diſciplina.
12 15 l Lateranenſe 4. Per la Creciata, con.gli Albaneſi, Almarico, e Gioachimo ,
1245 | Lioneſe I. Con L'Imperatore Federico 2. e Guelfi, e per la Crociata.
1 274 | Lioneſe 2. Per l'Unione degli Orientali, per la Crociata, e per il Papa,
13 1 1 : Vienneſe in Fr. Per la Crociata, co. i Templari e Beguardi, e per la Riforma.
14o 9 | Piſano Contr.lo Sciſma degli Antipapi Greg.XII. e Benedetto XIII.
1414 , Coſtanzienſe Con. Viclefo, Hus, e tre Antipapi, e per la Diſciplina Eccl.
1431 | Baſileenſe Gener., e legit.fino alla ſeſ. 16, con i Boemi, e per la Riforma.
1438 | Fiorentino , Per l'unione degli Orientali,Primato del Papa e partic. filio q.,
1512 | Lateranenſe 5. Per la Crociata, e Diſciplina, e con il Conciliabolo di Piſa.
1569 | Tridentino l Con.Lutero,Calvino &c.e per la Riforma del Clero, e Popolo.

I N D I C E
D'AL CU N I S IN O D I PAR TI C O LA R I .
Per gli Albigeſi, e Valdeſi Avignone 12 to. Parigi 1212. Toloſa 1229. -

Per gli Ariani Rom.34e. 341. 342. Aleſ.3 15.339.363. Antioch.34o. 363.
Contro Berengario Rom. 1o5o. 1o59. 1o76.Vercell. Ioyo, Pariſ 1o5o.Fioren. 1 o55,
Contro li Calviniſti Francfort 16o9.Fontanelle 16oo. Coſtantinop.164a.
Per li tre Capitoli Geroſolimitano 553.. - - - : - -

Contro li Donatiſti Afric.4or.4o3.4o5.4o7.4o8. Cirtenſe 4oz. R. 313.!Arel. 314.


Contro gli Eutichiani Coſtantinop.448.449.459. R.449.Mediol.451.Aleſſ 452.
Per gli Apoſtati, e Idol. Rom.253.254.Cartag.255. Aſr 254: Ancir.: 14 Laodic.32o.
Contro gl' Iconoclaſti Rom.7go. 732.769. Francf.794. Pariſ.828. CP 842.
Conrro li Moneteliti Rom.64o. 648, 649. 68o. Anglic. 679. Mediol. 679.
Contro li Neſtoriani Rom.43o.433.434. Aleſ. 43e.Armeno435. Antioch. 432.
Contro i Paſchiti Rom.198.Paleſt. 198. Pontico 198.Gallico 198.Aſiat.198.
Contro i Pelagiani Rom.43o. Cartag.416. Milev.416. Coſtant.424.Aravſ.529.
Contro i Priſcillianiſti Ceſaravg.381.Iſpano 447. Bracar.563.572.675. .
Contro i Semi ariani Arim.359.R.367.369.Pariſ362.Mediol.344. Sardic. 347.
Per la Diſciplina Meſſico 1522. 1585. Lima i 569. Gea 159o. Cairo 1582.
Migliaia altri Sinodi Dioceſani, e Nazionali vi ſono ſtati in Oriente, ed Occidente.
-
T A-
c o L L o Q U 1 o XXXvi. 143

T A V O L A
D E p R1 Nc IPA LI E RET Ict, E » E REst E.
I Tutte le Sette degli Eretici ſi riducono a nove Claſſi.
La 1 Erra circa Dio Uno. Gli Ateiſti, Deiſti, Politeiſti.
La 2 Circa Dio Trino. I Sabelliani, Ariani, ſociniani.
La 3 Circa Dio Creatore. I Preadamiti, Manichei.
La 4 Circa Dio Dator delle Grazie. I Pelagiani, Donatiſti, Gianſeniſti. -

Circa Dio Principio, e Fine dell'Uomo. I Manichei, Ateiſti, Increduli


R.a 6 Contro Dio Legislatore. I Paſchiti, Predeſtinaziani, Gianſeniſti
4.a Centro Dio Incarnato, Gli Ariani, Neſtoriani, Eutich. Monoteliti.
La Contro Dio Autore de' Jacramenti. I Luterani, Calviniſti, Novaziani
La 9 Contro Dio Glorificatone de Santi. Gl'Iconocl. Vigilanzio, Proteſtanti.
17oe Atei, Attiſti negano darſi Dio. -

I loo Albigeſi, Valdeſi, Catari erano Manichei contro i Beni della Chieſa.
15ss Anabattiſti Luterani contro il Batteſimo de'Fanciulli.
34o Antropomorfiti che Dio ha Corpo . . . -

3oo Ariani, e Jomi ariani che G. C. è ſemplice Uomo ſimile al Padre,


io35 Berengario contro la Tranſnſtanziazione Eucariſtica.
1557 Calviniſti, Iconoclaſti negano la Meſſa, i Voti, l'Eucariſtia
I 54 Cerdoniani che Criſto patì ſoltanto in apparenza.
17oo Deiſti negano la divina Provvidenza. -

32e Inenatiſti che tutti, e i ſoli buoni ſono membri della Chieſa,
45o Eutichiani Monofiſiti che vi è una ſola Natura in Criſto, -

I 65o Gianſeniſti contro la Grazia, e divini Precetti.


18e Iconoclaſti contro il culto delle Sacre Immagini. - -

77oo Increduli che l'Anima è mortale, e materiale, nè v'è Inferno, e Paradiſo


17oo Indifferentiſti che in ogni Religione uno ſi può ſalvare.
r7oo Libertini che Dio non ſi cura de noſtri coſtumi.
73o Luciferiani contro la Divinità dello Spirito Santo. -

155o Luterani, e Proteſtanti contro l'Eucariſ., Meſſa, Voti, Imag. Sacre.


zoo Manichei che v'è un Dio buono, e un malo, -
618 Maomettani negano la Divinità, e Legge di Criſto, e ſono Poligami.
13 o Millenari, che i Giuſti riſorti goderanno ogni piacere per mille anni.
I 55 Marcioniti erano Politeiſti, e negavano la Riſurrezione.
68o
Menoteliti che in Criſto vi è una ſola volontà, e operazione.
44o Neſtoriani, che vi ſono due Perſone in Criſto.
3oo evaziani, che i peccati de'battezzati ſono irremiſſibili
4oo Origeniſti l'Inferno non eſſer eterno, il Mondo eſſere animate
2 25 ºaſchiti, Quartodecimani che ſi celebri la Paſqua cogli Ebrei.
3 co Pelaziani negano il peccato Originale, e la neceſſità della Grazia.
1 655 Preadamiti eſſervi ſtati Uomini prima d'Adamo.
45 o Predeſtinaziani contro le buone, e cattive Opere de'Predeſtinati.
1 685 9uietiſti falſi Miſtici erranti circa l'Orazione Mentale.
I go
Jaturniani il Corpo di Criſto eſſere ſtato ſol apparente.
26e Jabelliani Patripaſſiani negano la Trinità.
1555 Seciniani negano la Trinità, il peccato Originale, l'Eucariſtia.
476 3 eepaſchiti che patì la Divinità in Gesù Criſto.
I4 1o Vicleſiſti, e Uſiti contro l'Eucariſtia, e Vita Monaſtica.
4ºo Pigilanziani contro i Miracoli, e culto de Santi, e Reliquie.
ANA
º 44 D E L L A c R o N o L o G 1 A,
P R o s P E T T o
D E L L A S A C R A S C, R I T T U R A ,
pEL TESTAMENTO VECCHIo, XII, Naum, )
| XIII. Abacucca, D
I Libri Canonici della S. Bibbia ſono 72. XIV, Sofonia, ) chiamati Minori,
Del Teſtamento Vecchio 45. XV. Aggeo,
Del Nuovo ventiſette. XVI. Zacaria, )
Di cinque ſorti ſon quei del T. V. XVII, Malachia, D
L'Iftorie di Mosè, dette il Penteteuco, Contengono varie Prediche, e Profezie,
L'Iſtorie del Popolo di Dio, DEL TESTAMENTO NUOVO ,
L' Iſtorie di alcuni Santi particolari,
i Libri di Lode, e ammaeſtramento, i Di due ſorti ſono i Libri del T, N. .
I Libri de Profeti Maggiori, e Minori, Iſtorici, e Iſtruttivi. -

I Libri del Penteteuca ſono queſti cinque Gl' Iſtorici ſono i quattro Vangeli
1 La Geneſi, 2 l' Eſodo, 3 il Levitico, Di S. Mattea, di S. Marca, di S. Luca,
4 I Numeri, 5 il Deuteronomio, di S. Giovanni, e -

In queſti cinque Libri ſi narrano Gli Atti degli Apoſtoli.


La Creazione del Mondo, il Diluvio, Ne' Vangeli ſi narra
La Schiavitù del Pºpolo di Dio in Egitto, L'Incarnazione, la Naſcita, la Vita,
la di lui liberazione, i di lui viaggi, La Predicazione, i Miracoli,
Le Leggi dategli da Dio, La Paſſione, Morte, Reſurrezione, e
L'ingreſſo nella Terra Promeſſa. Aſcenſione di G. C. al Cielo.
I Libri ſtorici del Popolo di Dio ſono Negli Atti degli Apoſtoli ſi narra
Gioſuè, i Giudici, Rut, IV. de Re, La Venuta dello Spirito Santo, e
II. Del Paralipomenon, II. De Macabei , Ciò, che han fatto gli Apoſtoli.
Contengono varie Storie. I Libri Iſtruttivi ſono
I Libri Storici de'Ss. particolari ſono ſei: Le Lettere degli Appoſtoli, e
II. Di Eſdra , di Tobia, di Giuditta, di L'Apocaliſſe di S. Giovanni.
Eſter, di Giobbe; Le Lettere, o ſia Epiſtole degli Ap. ſono
In eſſi ſi narran la Vita, e l'Opere di quess. XIV.Di S. Paolo Apoſtolo delle Genti,
I Libri di Lode, e Ammaeſtramento ſono ſei i I. Di Giacomo Maggiore -

I. Centocinquanta Jalmi, di Davide, II. Di S. Pietro,


II. Li Proverbi,o ſia Parabole di Salomone, III. Di S. Giovanni Vangeliſta,
III. L' Eccleſiaſte, -
I. Di S. Giuda, o ſia Taddeo,
IV. La Cantica, Le XIV. di S. Paolo ſone
V. La ſapienza, I. Ai Romani, II, ai Corinti,
VI. L'Eccleſiaſtico. I. Ai Galati, I. agli Efeſini,
Ne' Salmi ſi loda il Signore; I. Ai Filippenſi, l. ai Colaſſenſº,
Negli altri vi ſono avvertimenti Morali. II. A Tito, I. a Filemona ,
I Libri de'Profeti ſono XVII. Il.Ai Teſſalonicenſi,
I. Iſaia, -
II. A Timoteo, l. agli Ebrei . . .
II. Geremia, L'Apocaliſſe contiene varie Profezie.
III, Barucco, detti Maggiori Quattro ſono i Senſi della Sacra Scrittura i
IV. Ezecchiele,
V. Daniele,
3 perchè proliſſi, Letterale, Allegoricº,
Tropologico, Anagogico. -

VI. Oſea, ) º". Geruſalemme ſignifica


VII. Jeele, ) In ſenſo Letterale la Città di º raſal.
VIII. Amos, ) In ſenſo Allegarico la S C º
In ſenſo Tropelogico l' Anita º 2 ,
IX. Abdia, ) chiamati Minori
X. Giona, ) perchè riſtretti. In ſenſo Anagogico il Par
XI. Michea, ) -
Che il Signore ci ci º
745
s E R 1 E C R o N o Lo G 1 c A
i DELLE PERSECUZIONI DELLA CHIESA .
T I RA NN I. SETTA. T I T O L O , Prin. Fine

Giudei Ebrei Sacerdoti, Erode 34 69


Nerone Gentile Imperator de' Romani 54
Veſpeſiano Gentile Imperator de' Romani 69 82
Domiziano Gentile Imperator de' Romani 82 97
Trajano Gentile Imperator de' Romani 97 97
Adriano Gentile Imperator de'Romani i 17 138
Antonino Gentile Imperator de' Romani 138 I6I
M. Aurelio Gentile Imperator de'Romani I6I 189
Aurelio Comodo Gentile Imperator de Romani 182 I92
Settim. Severo Gentile Imperator de' Romani I 93 2 I I

Maſſimino Gentile Imperator de' Romani 235 249


Decio Gentile Imperator de'Romani 249 25 I
Valeriano Gentile Imperator de'Romani 254 259
Aureliano Gentile Imperator de' Romani 27o 284
Diocl. e Maſſimia. Gentili Imperatori de Romani 284 304
Galerio Gentile Imperator de' Romani 3o4 3o6
Meſſenzio Gentile Tiranno di Roma. 3o6 309
Licinio Gentile Auguſto 3 I3 325
Sapore Gentile Re di Perſia 34o 369
Coſtantino Ariano Imperator d'Oriente 34o 36o
Giuliano Apoſtata Imperator de' Romani 361 26;
Valente Ariano Imperator de' Romani 366 378
Isdegerde A
Gentile Re di Perſià 4oo 45o
Genſerico Ariano Re de' Vandali 437 476
Attila Ariano Re degli Unni 442 454
Unerico Ariano Re de' Vandali 476 484
Gunabondo Ariano Re de' Vandali 494 495
Anaſtaſio Eutichiana Imperator de' Romani 493 5 8
Traſamondo Ariano Re de' Vandali 5o4 522
Navvas Apoſtata Re degli Omeriti ºs, 522
Cabade Gentile
Re de Saraceni , 53o
Manuca Gentile Pirata , 54 I
Leovigildo Ariano Re Viſigoto - 59o
Totila Gentile Re de' Goti 595
Coſroe l Gentile Re di Perſia 6o7 625
Maometto - Gentile Capo de' Turchi 63 1 1789
Leone Iſaur. Iconoclaſta Imperator d' Oriente 717 I 74 I
Saraceni Maomettani Invaſori dell'Aſia 668 I 2Oo
Coſt. Copronimo Iconoclaſta Imperator d'Oriente 73o 772
Normanni Ariani Daneſi, e Norvegi 84o 871
Boemi Uſſiti, e Vicl. Ingleſe 1:8o
Enrico VIII. Novatore Re d'Inghilterra 1534 i"
178a
Ugonotti Calviniſti Ribelli di Francia 1558 1578
Eliſabetta Proteſtante Regina d'Inghilterra 16o:
Gentile , Re di Taſcoſama 1582
Nel Giappone | 1587 1616
Nel Giappone/ Gentile Re Zonguſama 1616 16g t
Nel Giappone Gentile Re Toxonguro K 163 I 1783
i 46 D E L L A c R O N o L O G 1 A.
S E R I E
D E' s o M M 1 po NTF Ftc 1 r o MANI.
Creato. Morto”
i Papi ſono ſtati 252 Felice IV. 3o. Gen. 526 Papi Greci.
Italiani , 2O » Gelaſio I. 21. Nov. 492 S. Anacleto io3,1 12
Franceſi 16 Gregorio I. 12. Mar. 59o S. Evariſto I t 2. I 22
Spagnuoli 4 Gregorio II. 13. Feb. 715 S. Telesforo i42. I 54
Germani 5 Gregorio III. 28. Nov. 731
Ingleſe S. Iginio 154.158
I Gregorio VII. 29.Mag. Io73 S. Eleutero 179. I 93
Olandeſe I Gioanni I. 27. Mag. 523
Paleſtino S. Antero 237.237
l Giulio I. 12. Apr. 336 S. Siſto II. 26o.261
Siri º 13 Ilario Io. Settembre 461 S. Euſebio 3o9.21o
Greci - 3 Innocenzo I. 28. Lug. 4o2 S. Zoſimo 4 17.4 18
Benedettini 3I Iginio 11. Genar. 1 54
Eremiti 2 Leone I. I 1. Apr. 44o
Conone 636.687
Gioanni VI. 7e 1.7o5
Dominicani Leone II. 28. Giug. 682 Gioanni VII.
4
7o5.7o8
Franceſcani 6
Leone 1 1 1. 12. Giug. 795 S. Zaccaria 74 1.75o
cigolare I Leone Iv. 17. Lug. 848
ANTI nel Martirologio 79 Leone IX. 19. Apr. 1 o49 Paleſtino.
Martiri 37 Lino 23. Apr. 69
Confeſſori 42 Lucio I. 4 Marzo 265 S. PIETRO Ap. 34.86
Creato Marcellino 26. Apr. 296 Siri. -

Agapeto II. 2o. Settem. 535 Marcello I. 16. Gen. 3 o 4 S. Aniceto 167.175
Agatone 1o. Gen. o78 Marcello 7. Ottob. 33 6 S. Teodoro 642.642
Aleſſandro I. 13 Mag. 121 Martino I. 12. Nov. 649
3 I 1 Gioanni V. 685.686
Anacleto 13. Aprile. Ie: Melchiade Io. Sett. Coſtantino 687,7o i
Aniceto 17. Aprile, 167 Nicolao 1. 13. Nov. 858 S. Sergio I. 687.7o t v

Antero 3. Gennaro. 237 Oſmida 6, Agoſto. 5 I 4 Siſino 7o8.7o8


-

Benedetto I. 7. Mag. 574 Paſcale I. 14 Mag. 817 S. Gregorio III. 732.741


Benedetto IX. 7. Lug. 13e; Paolo I. 28. Giug. 757
Bonifacio I. 25. Ottob. 418 pio, Giug. 34
Pio I. 12. Luglio
Profezie -
Bonifacio IV. 25. Mag. 6o8 1458 De' Papi Succeſſori
Celeſtino I. 6. Apr. 423 Pio V. 5. Maggio 1566
Celeſtino V. 19. Mag. 1294 Ponziano 19. Nov. 239 Del Regnante PIO VI.
'Sajo 22. Aprile. 28; Sergio I. 9. Settemb. 6o4 Peregrinus Apoſtolicus.
g" I. iº, Ctrob. 22 i Silveſtro I. 31. Dec. 3 14 1 Aquila rapax - &
emente I. 22. Nov. Silverio 2o. Giugno . 536 2 Canis, & Coluber.
Cleto 26. Ai i; Simplicio 2. Marzo. 467 3 Vir Religioſus.
Corneliſ 14. Sett. 254 Siricio 26. Novemb. 385 4 De Balneis Hetrurie.
Pamaſo I. 11. Dec. 367 Siſto I. 6. Aprile. I 22 5 Crux de Cruce.
Diodato 8. Novemb. 615 Siſto II. 6. Agoſto. 26o 6 Lumen de Caelo.
Dioniſio 26, Decemb. 261 sino iii. 28 Marzo. 32 7 Ignis ardens.
Eleutero 26 Mag. 179 Sotero zz. Aprile. 8 Religie depopulata.
175
Evariſte 26. Ottob. I 12 Stefano I. 2. Agoſto. 257 9 Fides intrepida.
Eugenio I. 2. Giug. 654 Simmaco 19. Luglio. 496 Io Paſtor Angelicus .
Euſebio 26. Settemb. 3o9 Telesforo 5. Gennaro. 142 I 1 Paſtor, 6 Nauta.
Eutichiano 3. Dec. 275 Vittore I. 28 Lugl. 194 I 2 Flos Florum. -

Fabiano 2o. Gen. a33 Urbano I. 25. Mag. 226 13 De Medietate Lune.
Felice I. 3o. Mag. 272 Zaccaria 15. Marzo. 741 14 De Lahore Solis .
Felice II. 29. Lugl. 355 Zefirino 26. Agoſto. 29; 15 Gloria olive.
Felice III. 25 . Feb. 483 Zoſimo 26. Decemb. I 4 Petrus Roman: r .
- -

417. C A
/
b E L L A c R o N o Lo G 1 A. i 47
C A T A L O G. O
f, E' PR I N c i P A L i ss. PP. E D o i T o R 1 --

- D E LL A c H 1 e s A. - -- -

TiroLI. N o M E. PA E sr. I N a z1 o N E. I R1T e. I MoRto,


S.V.C.D. iAgoſtino Sabàſte Africano Latino 43o.
S.V.C. D. Ambrogio Romano Italiano Latino 493.
S.V.C.D. | Anſelmo Cantuaria Ingleſe, Latino I i b9.
S. C. Antonio di Padoa Portogheſe Latino 123 1.
S.P. C.D. iAtanaſio | Aleſſandria | Egiziano Greco 573.
S.V.C.D. | Baſilio Magno | Ceſarea
S. C.D. | Beda Venerab. | Girvico ,
Cappadoce
Ihgleſe
Greco
Latino
i.
735.
S.A.C. Bernardo Mel. Chiaràvalle l Franceſe Latino i 153.
S. C. Bernardino Siena Italiano Latino 1444e
S.V.C.D. | Bonaventura Ser, i Bagnorea Italiano Latino 1 274s
S.V.M. Cipriano Cartagine Africano Latino 258.
S.P. C. Cirillo Aleſſandria | Egiziano Greco 444 e
S.P. C. Cirillo Geroſolimita i Paleſtino Greco. 385.
S.Pp. M. | Clemente Romamo Italiano Latino I O2 e
S.P.C. Clemente leſſandria | Egiziano Greco 21ea -

S.V.M. | Dionigi Araopagita | Arenieſe Greco 7o.


S.P. C. Dionigi Aleſſandrino i Egiziano Greco 274
S.V.C. | Epifanio Salamina | Cipriotto Greco 4o3e
S.V.C. Efrem Siro Siriano Greco 378.
S.V.M. l Euſebio Vercellenſe l Italiano Latino | 37o
V. ; Euſebio Ceſarienſe Cappadoce Greco 34oa
S.P. C. Flaviano , Antiochia Piſfidia Greco 494 -
S.P. C.D. | Gio: Griſoſtomo | Antiochia | Piſfidia Greco 498.
S.P. C.D. | Girolamo Stridone Dalmatino Latino 42e.
S.V.C. Gioanni Damaſceno i Siriano Greco 75o
S. M. Giuſtino , Naploſa Paleſtino Greco 161 -
è º Gregorio Magno | Romano Italiano Latino 5o4
S.V.C.D. | Gregorio Teol. | Nazianzeno | Cappadoce Greco 39o.
S.V.C. , Gregorio Taum, i Neoceſarea Cappadoce Greco 265
S.V.C.D. | Gregorio Niſſeno Cappadoce Greco | 394
S.P. C. | Germano Coſtantinop. | Trace Greco | 74º
S.V.C.D. l Ilario Pittavienſe i franceſe Latino 36º.
S.V.C. Ireneo Smirne Aſiatico Greco 294
S.V.C.D. | Ifidoro | Iſpali Spagnuolo Latino 638.
S.P.M. Ignazio | Antiocheno | Piſſidiano Greco 1 o8.
S.Pp.C.D. Leone Magno | Sicilia Italiano Latino 46I»
S. C.
, Nilo Coſtantinop. , Trace Greco 42oe
p. Origene ] Aleſſandria | Egiziano Greco 254
S.V.C.D. Pier Griſologo | Ravenna Italiano Latino 45oe
S.V.M. | Policarpo Smirne Aſia Min. Grecº 17o.
p. Cartagineſe
Tertulliano | Africano Latino 216.
S. C.D. ] Tommaſo Ang. I d'Aquino Italiano l Latino I274

A. Abate . C. Confeſſore . D. Dottore di 3. Chieſa . M. Martire . P. Patriarca ,


Pp. Papa. p. Prete. S. Janto. Ang. A ngelico . Ser. Serafico . Ven. Venerabile.
Mel. Melifluo,
k 2 C A-
/

148
CATA L O G O C R O N O L O G I C O.
Di Uo M 1 N1 IL Lgs T R 1, F R1 No M A T1.
Achille celebre Guerriero Greco 2492 Platone Greco Filoſofo
r- - - - -a ' a ra 'e - e se - 3 57
Aleſſandro Magno Macedone Imp. 246o Plinio cel. Iſtorico Veroneſe 72
Americo Veſpuci Fiorent. Navigat. 1497 gueſnello cel. Teologo di Francia i 719
Annibale cel. Guerriero Cartagineſe 379o Rafaele d'Urbino cel. Pittore - - -_ - - - 153 o
Anaſtaſio cel. Bibliotecario Romano 87o Romolo, e Remo Fond. di Roma 3248
Ario Montano cel. Teologo Spagn. 1598 Scipione detto Africano Gen. Rom. 3891
Arioſto cel. Poeta di Regio
- - 1523 Socrate Filoſ Grece 352o
Ariſtotele cel. Filoſofo Macedone i
Ticone cel. Matematico Daneſe i6o 1
Averroe Medico Turco nella Spag. 112o Tito Livio cel. Storico Padovano 21
Avicenna Medico Turco nella Spag. 1o36 Virgilio cel. Poeta Mantuano
- --
394o
Attalia uſurpatrice del Regno- -3157 zoroaſtro primo Re del Mondo
- - - - 19oo
Attila Re degli Unni Sciti 453
Baio Eretico Teologo di Lovania 1589 C A T E G o R 1A
Barbaroſſa Corſaro Algerino 1518
Paronio cel. Iſtorico Eccleſiaſtico 1593 di Donne Celebri. -

Roccaccio cel. Letterato Fiorentino 1375 Agrippina Madre di Nerone 62


Pelliſario Gen. di Giuſtiniano Imp. 567 Amazzoni Guerriere Greche 2 94 I
goezio Filoſofo di Pavia , 524 Anna Giovannina Imp. di Moſcovia 173o
Buonaroti Pittore, Scultore d'Arezzo 1564 Anna Bolena Reg. d'Inghilterra, I 534
Carlo Magno Bavareſe Imp. d'Occ. 814 Artemiſia Reg. Moglie di Mauſolo 3661
Carlo V. Imperator de Romani 1558 Cleopatra Regina d'Egitto 3959
Carlo XII.'Re di Svezia º i 618 º" Regina di Svezia 1655
Catone Cenſore Romano 38oe Clementina Stuarda Subieſchi 1734
Catone Uticenſe Gener. Rom. 393o Caterina Albendilla Imp. di Moſc. 1715
Cerere o ſia Iſide Dea della meſſe 1929 Caterina II, regnante Imp. di Moſc.
Clodoveo di Francia I. Re Criſt, 495 Clotilde prima Reg. di Francia 45 o
i" I. Imp. Criſtiano 337 Dalila traditrice di Sanſone 288 I
Confuecia Legislatore della China 35oo Debora Giudice d' Iſraele 2o82
Colombo Genov, che ſcoprì l'Amer. 15o6 Elena Regina de Lacedemoni 289o
Cicerone Principe degli Oratori Lat. 396 i Eudoſſia Imperatrice di CP. 4oo
Copernico Aſtronomo Polacco
i I 542 Eliſabetta Imper. di Moſcovia 1741
pante Alighieri cel, Poeta Toſcauo 1321 Giuditta Liberatrice d'Iſraele 338o
º
Demoſtene Principe degli Orat. Greci 3692 Gioanna d'Arco Guerriera Franc. 1426
piogene Filoſ. Cinico º 599 lngonde Fran, convertì gli Spagn. 58o
Fpicuro filoſofo Aleſſandrino 3719 Lucrezia la Caſta Romana 35 Io
Frodoto Padre degli Storici
- - 357o Maria Stuarda Reg. di Scozia
- I 534
Fozio intruſo Patriarca di CR. 88o Maria Tereſa Imp. Reg. d'Ungher. 178o
Foca Imperatrice di CP. , 6o3 Metilde Ducheſſa di Savoja 1o8o
Galeno Medico da Pergamo 398o Margarita Oland che partorì.366 f. 1499
Gallileo Gallilei Matem, Firentino I 642 Minerva della Fam. di Noè
-
178o
Gerſone. Cancelliere di Parigi 1429 Noema Moglie di Noè 19;o
Giove Cretenſe 2 188Placidia Imp. Sorella d'Onorio 42:
Noſtradamus Aſtrologo Franceſe i5é6 S. Pulcheria Imper. di CP. 446
Omero cel. Poeta Greco da Scio Semiramide la prima Regina 1937
Ovidio da Sulmona Poera - 393o Suſana la Caſta 3446
Paolo Veroneſe cel. Pittore 328o Teodelinda, che convertì i Longob. 577
Pietro il Grande Imp. di Moſcov. i725 Tomiri vincitrice di Ciro 35 Io
Pittagora Fil. Matem. Greco 356o Zenobia Reg. Guerr. d'Arabia 275,
OL
- - - lº 3

c o L L o Q U 1 o xxxviii
I N D 1 c E c R o N o L o G 1 e o
bell'origine, e degli inventori di varie coſe.
Mi ſapreſte voi dare un breve catalo-itolatº : Inventori delle coſe di Polidori, -

go Cronologico dell'origine, e degli In-i Virgilio; e dal Breviario ſtorico dell'Ab.


ventori di varie rimarchevoli coſe? Sianda : ed incomincierò dagli Anni del
Eccovelo, eſtratto dalla Piazza univer- l Mondo, e poi di Criſto.
le di Tommaſo Garzoni ; dal Libro inti
A.M.
I 32 Jeth fu l'inventore de'Caratteri Ebraici: -

63o Enochia nell'Aſia fu la prima Città fabbricata da Caino.


165o Mercurio cioè Athotis trovò le Miniere d'argento.
a 655 Tubalchain fu il primo, Fabbro, che lavorò il ferro.
1655 Jubal fu l'inventore del ſonori Strumenti da fiato.
1656 Noè inventò gli Stromenti da Faligname.
1656 Noè fu il primo Coſtruttore delle Nºvi. ;
1656 Noè fu il primo coltivatore della vite, e dell'ulive.
1656 Noenia Moglie di Noè fu la prima a filare, e teſſere. . . . . .
i78e In Babilonia principiarono le diverſe lingue nella confuſione Babelica:
Nembrotte fu il primo Re del Mondo in Babilonia. . . -

Oſiri fu il primo a far l'inneſto, e la birra, e a ſpremer l'olio.


º" l'aratro, i carri, la coltura del formento -
Nino fondò la prima Monarchia degli Aſſiri in Ninive.
Belial tu il primo liolo innalzato, e venerato da Nino
Cleofonte da Corinto fu il primo a pingere con varietà di colori.
Eſculapio inventò la Medicina, l'Anotonia, la Pittura, e la Scoltura
Erveo ſcoprì la circolazione del ſangue, e usò la Flebotomia. -

Zoroaſtro fu il primo Mago, e a morir di fulmine.


I Traci furono i primi ad eſtrarre il butiro, per ciò detti Biitirofagi.
Theut, o ſia Ateoiis inventò li numeri, e l'Aritmietica. - v,
Ariſteo fu il primo a fare il formagio, e la ricotta, -

I Caldei intentarono l' Aſtronomia.


Gli Egiziani, furono gl'inventori della Geometria. . . . .
Tare inventò i vaſi di creta, e poi Anacarſi Scita la tota par farli . . .
i" dopo il Diluvio s'incominciò a bever vino, e mangiar carne.
- l - - v

167o li Egizi furono i primi a manipolare il pane, prima azino, è poi fermentatº
2oos : Aram fu il primo, che morì d'Apopleſi.
eoo6. Nell'Eritres s'incominciò a guidar le Navi co' temi.
2olo Dedalo, ed Icaro le provvidero di vele, e di antenne e
218o I Lidieſi i giuochi di carte, e de'dadi, e l' oſterie.
2 19o I Creteſi inventarono la Muſica. . . . ..
246o. · In Pergaro s'inventò la carta Pergamena di pelle.
2547 Da i" " il " " " Libio. -

261 o I Franceſi il Tamiſo, e poi gli Spagnuoli, il Buratto. . . . . . .


2 61e Eritreo fu il primo º i le i di cera, e a ſepararlº dal mele
278o Cadmo Re di Tebe trovò le Miniere d'oro. . -

3 o63 Teodoro Samio inventò il forno, e le ſerrature.


325o Numa Pompilio principiò in Roma a conia, la moneta i -

- - º 32 º
I 5o D E L L A C R O N O L O G 1 A .
3, si | Egli fece principiare l'Anno non più da Marzo, ma da Gennaio,
3494 | Tarquinio fu il primo a dar la tortura alli Rei; . . . -

373; | Nella Cina fu inventata la Carta, con cui ora ſi ſcrive.


3853 | Terenzio Cartagineſe inventò, e rappreſentò le Tragedie.
39;8 | Praſide Greco inventò gli ſpecchi di metallo. ,
i4i A.C. Ceſare Auguſto introduſſe in Roma l' uſo di raderſi la barba e
i; In Roma fu ritrovata la compoſizione del vetro. - -

356 | L' i"della Vittoria fu l' " venerato in Roma.


16 | Berzia Siciliano inventò gli Orologi a ruote;
iso il Monaci orientali introduſſero in Italia il far la Seta.
Scipione # in Roma inventò gli Orologi Idraulici.
6o3 | S. Gregorio Magno iſtituì l'Era volgare da Gesù Criſto, -

go: Il medeſimo iſtituì il Canto Eccleſiaſtico da lui detto Gregoriano:


656 i fn Roma s'introduſſe nelle Chieſe l uſo degli Organi,
8oo | In Italia ſi portò dall'Arabia l'uſo de Cognomi.
1,oo | Ebbero principio dalla Latina le Lingue Italiana, Franceſe, e Spagnuola.
1268 | Aleſſandro Spina inventò gli Occhiali, e li Cannocchiali. ,
13oo i Flavio Gioja Napolitano da Malfi inventò la Buſſola per " le Navis
137o . Bartolommeo Negri, 9 Rain. Lullo inventò la Polvere d'archibugio, e

1,9o | Nella Zelandia ſi principiò raffinare il Sale: - -

1397 | Ivi principiò l'uſo di ſalare i peſci, e le carni per conſervarle:


119; i Fagone Greco diviſe il tempo in Anni, e Meſi, come gli Ebrei.
1279 | Ermete diviſe il giorno in 24 parti uguali, dette Ore.
138s | Coleone Bergamaſco inventò il Cannºne, e le Bombe,
i; si | Lo ſteſſo fu il primo a farne uſo nella Guerra contro i Genoveſi.
1431 i Pietro Albaneſe inventò le Poſte, e li Corrieri, -

1446 | Guide d'Arezzo M. R. ideò le note Muſicali do, re, mi, fa, ſol, la.
14; o | Lorenzo Coſter Olandeſe inventò la Stampa , regina delle Arti, -

146o | Uno di Burges ne' Paeſi-baſſi inventò la Pittura ad olio: -

152o | Nella Spagna s'inventò la compoſizione dell' Ottone,


15 se Fu introdotto nell' Europa l'uſo del Tabacco, qual medicina,
1,82 | Dal Papa Gregorio XIII, fu fatta la correzione dal Calen. detta Gregoriana,
16;o | Da Gilberto fu ſcoperto l'Elettriciſmo, e inventata la macchina Elettrica.
14%o i Luenocb Olandeſe inventò li Microſcopi.
1665 | M. alè Franceſe fu il primo, che ſteſe, e pubblicò i Giornali de Letterati,
167o | Teofraſte Renodot Franceſe fu il primo a pubblicare la Gazzetta.
i 682 | Si principiò in Lipſia a pubblicare Acta Eruditorum,
174o i Da Beniam. Franclin furono inventati i Conduttori de fulmini,
i746 | M, Poiſanier addolcì, e reſe potabile l'acqua Marina. « -

1755 | M. Harriſon ideò la maniera di trovare in alto Mare la geografica Longitudine.


1783 | Da Mongolfier furono ideati, e uſati i Palloni aeroſtatici, -
1785 | Lo ſteſſo fu il primo a viaggiare per l'Aria. - - -

1785 | Il N. H. Barbaro inventò la moltiplicazione del Formente fermentato,


Queſte ſei ſono le ammirabili, utiliſſime cile, quella della Carta, sì liſcia, tan
ſcoperte, ed invenzioni fatte nel corren- to ſottile, a vil prezzo, e tanto como
te tanto eſaltato Secolo XVIII. Chiama- da per ogni coſa, vale per tutti i vaniſ
to Secolo ILLUMINATO dai Sacen- i ſimi, e pericoloſiſſimi Palloni aeroſtatici,
telli Moderni , che tengono per ferrei, per tutte le mirabili Macchine Elettriche,
oſcuri, rozzi, barbari tutti i Secoli tra- l e Pneumatiche, e per tutti i giuochetti
ſandati, e per ignorantoni tutti gli An- inventati dal tanto celebrato Secolo IL
tichi, che viſſero in eſſi. Eppure la ſola l. LUMINATO. O tempi, inutiliſſimi alla
invenzione del Vetro, lavorato in tante Società! o coſtumi, fataliſſimi alla Reli
foggie; quella della Stampa, reſa sì fa-l gione! -

sE
-

D I A L o G o XXXVIII. 151

s E RI E C R o N o L o G I CA
Morto.
d E GL 1 MP E RAT o R I D o cc 1 D E NT E, F o R1 e NT E.
-

14 Ottaviano Aug. 363 Giuliano Apoſt, Gent, 963 Romano


37 Tiberio 364 Gioviniano - 969 Niceforo Foca
4 i Caligola 375 Valentiniano Sen. 976 Gio: Tzimiſces
54 Claudio 383 Teodoſio Seniore Ieo5 Baſilio II.
68 Nerone 392 Valeutinians Jun, Io28 Coſtantino VIII.
68 Galba 395 Teodoſio Seniore Io34 Romano Argiro
68 Ottone 395 Fu diviſo in Imper. di Io4I Michele Paflagone
69 Vitellio Occidente, e Imper. d' 5o4z Michele V. Calaf.
79 Veſpeſiano Oriente. - Io54-
Coſtant. Monomaco
81 Tito Veſpeſ. 4o8 Arcadio 1o55 Teodora -

96 Domiziano 45o Teodoſio Jun, 1o56 Michele VI.


98 Nerva Cocceio 457 Marciano 1o59 Iſaccio Comneno
I 17 Trajano 474 Leone I. 1967 Coſtantino Duca
138 Adriano 474 Leone II, Io7t Eudocia
- 161 Antonino Pio 491 Zenone Io78 Michele VII.
18o Aurelio Ant. Ver. 5 18 Anaſtaſio 1o81 Niceforo Botoniate
192 Aurelio Comdo V
527 Giuſtino, I 1 18 Aleſſio Comneno -
193 Elvio Pertinace 565 Giuſtiniano 1143 Gioanni Comneno
2 l I Settimio Severo 578 Giuſtino Jun. l 118o Manuele
217 M. Aurelio Baſſiano 582 Coſtantino II, 1 18; Aleſſio II.
221 Opelio Severo 6e2 Maurizio - 1 189 Andronico
235 Severo Aleſſandro 61 o Foca -
1195 Iſaccio Angelo
236 Maſſimino 64 1 Eraclio 12o; Aleſſio Angelo
237 M. A, Gordiano 641 Coſtantino III. 12o4 Aleſſio Duca
244 M. A. Gordiano Jun. 641 Eraclione 12.25 Teodoro Laſcari
249 Filippo - 668 Erac. Coſtante II, 1255 Gioanni Duca
251 Q. Trajano Decio 685 Coſtantino IV. I 259 Teodoro Jun.
254 Vibio Treboniano 695 Giuſtiniano II. 1259 Gioanni il Ciego
257 M. Emiliano. 698 Leonzio 128o Michele Paleologo
- 259 Licinio Valeriano 7o5 Abſimaro 1327 Andronico Paleol.
268 Licinio Gallieno 71 , Giuſtiniano II. di m. 1341 Andronico III.
º 27e M. Aurelio Claud, 71; Filippico 1355 Gioanni Cantacuz.
275 Domiziano 715 Anaſtaſio II. 139 I Gioanni I. Paleol.
276 M, Claudio Tacito 717 Teodoſio III. 142; Manuele Paleol.
276 M. Ant. Floriano 741 Leone Ill. 1449 Gioanni II. Paleol.
282 Probo 775 ci V. Copron. 1453 Coſtantino Paleol.
283 M, Aur. Carino 78o Leo 1V.
a84 M. Aur. Numeriano 791 Coſtantino VI. Imperatori d'Occidente.
3 o5 Diocleziano 8o2 Irene di lui Madre
3o6 Maſſimiano 811 Niceforo 423 Onorie
813 Michele Curopalato 455 Valentiniano III.
Imper. d'Oriente, 32o Leone V. 455 Petronio Maſſimo
829 Michele II. 457 Fl. Mecilio Avite
237 Coſtantino il Grande 867 Michele III, 461 Fl. Giul. Major
34o Coſtantino -
886 Baſilio Macedone 465 Vibio Severo e

35o Coſtante i 91 I Leone VI. 471 Fl. Antemio


361 Coſtanzio 959 Coſtantino VII. 472 Anicio Olibrio
R. 4 474
re

152 D E L L A C R O N O L. O G I A.
474 Glicerio
475 Giulio Nepote Interregno. Interregno,
47 6 Auguſtolo
Interrotto ſino al I ro6 Enrico IV. 1378 Carlo IV.
814 Carlo Magno i 1 125 Enrico V. 14oo Venceslao
84o Ludovico Pio 1137 Lotario II. 141e Ruberto Bavaro
855 Lotario 1 152 Conrado III. 1437 Sigiſmondo
875 Ludovico II. 119o Frid. Enobarba 1439 Alb. II. Auſtr.
877 Carlo II. 1197 Enrico VI. 149; Friderico IV.
886 Carlo III. 1519 Maſſimiliano I.
894 Vidone Interregno. 1556 Carlo V. Auguſto
896 Lamberto 1576 Maſſimil. II. Aug.
899 Arnulfo I 2 I4 ettone IV. 1612 Rudolfo II. º

9o2 Ludovico III, 1619 Matia


924 Berengario Interregno. 1637 Ferdinando II,
Conrado
Errico
96z Ottone I.
1245 Friderico II.
1291 Rodolfo Monoc.
1657 Ferdinando III,
17o5 Leopoldo
171 1 Giuſeppe I.
-
:-
983 Ottone II. 1298 Adolfo è t74o Carlo VI.
1oo2 Ottone III, 13e8 Alberto Monoc. 1745 Carlo VII.
Io24 Enrico II. 1313 Errico VII. 177o Franceſco Lorena
Ie39 Conrado II. 133o Friderico III. Giuſeppe Il. Lor. Auſte
1o67 Enrico III. 1347 Ludovico Bavaro
si

-
D 1 A L o G d XXXIX. 153
ſone, e Famiglie riguardevoli, e benea
c o L L o Q U 1 o 39. merite, hanno iſtituito vari Ordini, e va
l
rie Inſegne di Cavalieri ; e queſti ſi ri
Del Blaſone. ducono a quattro Claſſi.
Alcuni perchè portano nel cavalcare
Più volte ho ſentito nominare la ſcien uno ſperone d'oro, ſe ho detti speronati.
2a del Blaſone. - Altr