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~ 11~~m~IIIIIJllIJIJI'[11

Anselm Grfin

- . .

LA.-G.RANDE
..
ARTE
DI INVECCHIARE

h
SANPA0LO
/ -.

.~1fJJroduzione pago 5

I,.' re SENSO DELLA VECci-fI.kIA ~


.}>- 15

',·11. ACCE'FT~ SE STESSI


E. LA PROPRIA ESISTENZA
. ., » 29
RÌGon€Ì.lìatsi còli il;p~ssa"'tQ -7> 39
Accettare i proprllimifi » 'i3
Omvivere.èon:1a splitudine » 45

m. E~ERCIZIO DEL DISTACCO - .~~. ~5.


Distacc.o dal po-ssesso >'i 64
Distacco'dalla salute » 66
Disfaeco dalle relazioni » . 68
Distacco dalla sessllalità » 72
Distacco dal potere » 74
Distacco dall'ego, » 71'

Iv. FECONDITÀ » 83
V. INVECCffiARR1N6:mME pago 95

_v.r.. :wRTÙ· DELLA VECC[1IAIA » 109


Rilassamente » 111
Pazienza )} 114
:Mitèzza,... » 118
Ubertà » 121
Ric(j1i6scè~a·e gratifumne }) 124
Amore » 128

VII. ALLE PRESE CON ANSIA


E- DEPRESSIONE » 131

VIIL LA VIA DEL SILENZIO » 145·

IX. IL SUPERAMENTO DI SÉ, »' 157

X. isERCITAESI A "BEN MORIRE" » 171

Conc-lusiont; . » 189

.00; .... ,:.

. -..
INTRODUZIONE .

. -
Hemi Nlluwen;-apprezzato'teologQ e scritto-
:re~spirituale olandés-e, ìnizia il suò libro sul t~
,ma della ''V:eccroaia'' ~ una leggenda proVE!""
aì~nte daìI:isola di Bali. .

, «Gli 'abitanti 'dì uno sperduto villaggiò di


montagna~rano soliti i.n:Unolare i lOTO vecchi
per- poi nutrirsené. ~a giuns~ purtroppo' li
giOIno in cui ROP. ,c'era 'più alcun 'v~echlo a
.:diSposizione, e (:os)' anche t~tté le. antiCh'eJl'à~
~ dizioni anùarono.perdute. Accadd;e qunque
-;che;: ess.endo stato' deCiso di- costrui.re un
. gnande edificio' per le ,riunioni pubblichè; al
momento ,di utilizzare i tro:nchi-d'~b~o, a~ .
. - battuti a :quello scppo, nessuno ric<?idava piit
'come disporli correttamente, e dò procurò
. una serie di gravi inconyeni~ti. Si fece all'Ora,
-avanti un giovane:} assicurando di avere a
la
portata di ,mano soluziene, .purché tutti sì
impegnassero d'ora in poio·a non uccidere più
alcun' ~ecchlò. Ottennta la promessa, il gio-
vane presentò pubblicàmentè suo nonno, che
aveva tenuto fino allora ben protetto in un
nascQnqiglio segreto. Quel vecr:hio sepp~
spiegare agli artigiani come edificare al me-'
glia la casa, quali tronchi.andavano posti alla
base, quali nella parte superior.e»..

. Questo r~ccpnto sembr~ più che mai attuale.


Anche noi infatti corriamo il pexicoio ~ Nsaçrl-
ficare e çonsumare" i nostri vecchi. Le"diffuse,
insistite recrimÌnazioni sulf7 invecchia:mento
dell'attuale società assumono sovente una·con-
notazione aggressiva..È forte la tendenza a isO"-
lare le persone anziane, escludeodblè dalla ca-
munità dei' giovani. Nel dibattito'pubblìco sert- -
tiamo revarsL voci" che -considerano i "troppi
vecchi" fume un peSo per 'la so.cietà -e un. serio
ostacolo aH.' avanzare delle "nuove generazipni.
'. La leggenda balinese ci ~vverte,a non immo-
lare troppo in !reti.a i vecchi still'altare del cal-'
colo'è ~el ptofitfo esclusivamente .{IecOBOmicq".
Agendo c-OsÌ, v:err~o .ad escludere 1'apporlo
di numerosè p.ersime sagge che anC0xa' cono- '.
scono il valore e la futlzieme dI fondàmentali
requisiti,della nostr~ esìsténz~; e é.òIrie SI -deb-
bano arnronizza:re -per garantire alla' società
-' moderna una ,éònfigurazione stabile ed- eqlliH- - -
brata. '
~Nel passato i·veçchi.erano sommamente ap-
prezzati, rapp.r.-esentavano la veré\ ric~zza di
un popolo. N~lla Bibbia, durante illungo viàg-
gìo verso la T-erra promessa; Mosè intona un
canf9 per esOrtare-il pop?10 ~ mantenersi arien"-
fato_~ù~ volère di Dio, avenc;o COmè.moo.eUa la
fedeltà degli anziani: Int-erroga i tuoi vecchi e te lo ~'
diranno IDt 32,7). - "
<In,gran parte..rlelle società moder~e, invec~, è
la giov.inez~à a presentarsi come ideale ,premi-
nente.· Si .vorrebBe restare' sempre giovani. Lo
psica.fiafista sviazero C. G. Jlifig 'Considera cò-mé L A4~ J.
ùna-perv:~tsione deDé! ~y!tura, l'asslllo 'di certi
~~ahlacompo~i-comé i &oviUri~-quasi sfi-
dan~oli nella,' dedIz!.on~ al iavoro e alla pmdù.,.
o
none.
\ ·.La nostra 'società: ha invece bisognò di svilup- ,
l?~~na nuova sensibilità versQ lars-aggeza'e ~"I(.e'i
il significato della vecchiaia, rivalutata, come u;n
bene pteziosa.~ Di èonseguenza, la valorizzazio-
ne della vecshiaia aiuterà a guardare pòsitiVa.-
·mènte anche .aI processe.',del proprio invecchia-
mento: Tutti noi, 'infàtti, grorriodoPQ giorno'
proc.ediamo inarrestabilmente verso le tappe
ultime della nostra. esistenza.·Il riflett~te su :
questa realtà è· di grande vantaggio non solo
,per ì vecèhi, ma pe~ chiunque voglia penetrare
sempre di più nel mistero deWessere umano .e
del suo destino.
L'uomo invecchia spontaneamente, per legge
~1..1 ,~di natura, ma ilI/modo" dipende da ogni tiingo-
\.I.)1ltSaA~fì\~i~~lfO. È davvero 'una' grande arte quella
di ip.v.eccmare-nella. ma~era migliore. Un'art~
eon'lutri i suoi segreti" che éome ogni altro set-
tore dell' attività .umana non giunge a perfezio-
ne da"sé, ma richiede costante esen:::izio'e'appli-
cazione. Non sempre, purtroppo,. i risultati po-
.tranno essere perfètti:«~un"lÌ1aestro ~.JUai
,caduto direttamente
..
~.,- . ; --,.---"-,~~~~
dal cielo>}, comereclta un
~ ,'~. ~-~.,,-~~.;"

antito proverbio~ PertqntOì anche nell'appre~-


dere r.arte di invecchia):e si devono mettere in
conto-errorl e correzioni.
_Per: Platone l'arte ha sempre a çÌie: fare con
Yimitaziòne.L'artista, oltre:a imitare ciò, che os-
serva nella natura, si ispira alle. ider:: - intese co-
me. «modelli ·ideali, pérfetti e universali». della
realtà esistente - già presenti nella sua. mente.
. Seéondo il filosQfo greco, perc.b-e: si realizzi
'qualcosçL di artisticp, occnrre.. seD;l.pre il contri-
buto della <'forza creativa'(q,eTI'uomo. Se ne de-
duce che anclte p~r '~Ììlvecchi'are bene'" 'occqrre
un interVento .faftiy€l da parte della _per-sona in-
tere~sata.. acconi'Pagnato oda: uni;t sorta di flìnti::
mo piacere" di portare a realizzazione quanto
g~ è s.taòilito nella, propria natura di esse~e '
qlll~no.

Lo siorico ,della medIcina Heimich Schipper-::-


ges panla di una personalissima via".~· madalità
di realizzar~ il preprio rnvecclUamefito:
" . : ' ..
~ "".

-'<~Ii-éamminr> verso quesfélXte d'inveçchiaree


qw.ndì verso' l'opera -d' arte reàlizza~a, ognll-
HO cle'V~ alla fine sèoprirlo da ~~. A ogni indi-
,l, viduo spetta la pro.pria. vecèhiaia. Nessuno

può ess.er:rm .privata»1:

. A.lcup:e-:regole basilari" valide per tutti; pre- (U;14I


siedono alI'arte di'Invecchiare. Ne .indichiamo
in FaJ;QC;O~àre Ìl'~ ~cet~2iOne, ~listacco,..rurto- ~
sJ,Weramenm. ~0110 . tre rego}~ - o "virtù ge- \;7'" J7
-

... - "-

. 1 H. Schipperges, &in Alter teben. Wege zu erfalltl;J1 sptit,en Jaliren, _


Stt,lttgatr19i1;p. 113. " '.; - . • - -•
nerali, she agro candidato a una bella vecchiaia
dovr~bbeacquisire' e praticare in maniera del
tutto personale. Ognuno-deve decIdere in pro-
prio come vivere il suo processo di invecchia-
mento, in che modorapportarsi Fersonalmente.
con tutto_ dò che glì piomberà comunque ad-
dosso~ malattie,. distacchi, solitudine, esperien-
za, qei propri limitL .
. Tempo fa, in un incontro tra confratelli e ami-
ci della-nostra
...;;- ,
abbazia. di Miinsterschwarzach,
ci siàmo ~rmati a tiflettere~proprio sul tèma:
"l' arte di invécchiarel.l: Do~evamo indicare del-
. le immagini o allegorie che richiamassero effi--
CA\ ~ \-.} tacemente l'invecchiamento. Una signora, per
r\,S(l simboleggiare le fasi çiella vit~ umana; propose
< il rÌferimènto alle stagioni dell'anho. La~riln~;.
~!Vi ~~a -;. infanzia. e giovinezza. '"-è il· tempo della
~~ vita fiorente; I~. ~ età adulta - ha le sue
lunghe giornate piene di sole. La vecchiaia può
éssere aCc0stata all'tautunno
" ~
con il suo fascino
tutto particolare. lo non potei che. concord?-re.
Anche l'autunno 'sicaratterizza per una -sua
parÌieolare bellezza: colori tenui- e vàriegati,
una luce solare più attenuata, la gioia dèi rac-
colti; la gustosità, dei frutti.
-Negli anni della maturità, lo slancio PJòfes-
.
. sionale e 1'assillo reaii:&zativG §.ovente impedi-
scono, di appm~zaTe e assq,porllre ~o in fon-
do DJ;O.lt~ realtà. Nell' autunno dell,a vital..,.;inye- fl.-1)-r u,
.ce)' quando non; è .più impellente ditnosn:.arsi
efficienti e produttivi, ma conta sopràUlItto
l/essere e vivere"), ecco svilupparsi un-a inso-
spettat~ capacità di. ved'e~-e e sentire, rioono-
s~ere ~ gustare certe co'Se beUee pre:ZÌ@se' per
tr~ppo tempo trascuraté. Non è cerro un bene
abh~donàTsi alla totale inattivit~ ma' quello
che ori si va rea~:izz:;fi:ndo - un passa±empo
gratificante, qualeJ:t~ leggera applìcazione .arti-
gianale 'o artis~ca o' sportiva .•. ·~ ha:' il sapore
d.ella apo:Qtaneità, della 1ibera d~dizio~~i della
totale gratuità.-
-" Dopo l'autunno arriva 'l'inverno, oanch'esso l/J. VJ~J
Col SU{) fa~cino) apportato~ dt pace o.e silenzio.
. Quando la neve ricopre il paesaggio, assisti~o
a.una: sorla di incantesimo...L'arte di invecGbiar.e
cd pone nella condi:Zipne di riprotd:~te in h:ot-Ie
cadenze dell' au1runnl:> e dell'inverna..: vivendo
stagiQnifruttìfer~ epa-ç:ificate~ segna te- dalla _
pre.ziosità e dal calore dell'amore. Senza ·esclu-
dere, ovvia~ènte, la possibilità' cdi- situazioni
negative e dolprose)'çhe ~~via. non deVono
soffocare
..
la ·speranza .... o la certezza f ch.è
~.' S" •
alla
f1r!:e, "anepra una vòlt~ toècherà alla nver~ vtta~'
cel.ebt:areil proprio ttionf-O'. .
. Un' altra metafora dena vecchiaia, suggerita
,da un-confratello; è iLtnalcie di vite. l grappo-
li, che in autunno' ar.ticchjSc(mo la vignà" fiem'"
bra 'che se ne restiÌ1.o lì inerti, à ~od:ersi pigra-
mente i benefici della stagionè dorata. Ma es~i
continuano a maturare giornn dopo giorno, fi-
.no al tempo della vendemmia,· per poi trasfor--,
~arsi in nettaJ;e delfzio~o. Così è 'per l' a~i~7'
no: non deve più affannarsi a opeYarevnon ha
più bisogpo, di a~tenderSi riconoscimenti per
. le· _sue prestazioni. TI sUo ,:ess.erci" s~mpli'te­
~n~ npn è~vil:l1;liponjm.çLQi.E~s,s~'2!~; ra
SUa energia interiore continua "ad 'anima.rloA .
mahtènendo Jèçorida la -sua esÌstenza. ,Molti
.anziani +- gente seri;tplice o attisti di fama
mondiale' (pelisianlO a l'ittari quali Pablo, Pi--
casso o Mare ChagaU, a. musicisti quàli Pabio
C~sals o "Sergiu Celibidach~) ....; han:p.o ancpra
molte eose da dire e da o:ffrK.e'a chi voglia va..:
l~are le loro esp~):'Ìeì12ie di v~ta, a ehi non
disdegl).i d.ì attingere"aUe.,riccl'tezze del -lùr-o
spirito~ alla saggezza .çlella. 101'0 visione .del
mohdo e della' stQna.
Un ulte~ore quadr~ - es-trem~ente quoti-
dianò - dEfila vecchiaia id è fornito daUa..lpol-, ~L "1 i~
_tronc;in,3: ~U- cui una pérsona.,anzian.a. t~asCorre f.~ cn
gran parte 4~ilè sue giornate. Lunghe ore dù- . '.(
tante le qualj ~cruta di preferenza nel 'propl'io
rn::mpo,:mentré irradìa'un riflesso dtserello e,n- J
dllCÌoso abbandono. h;t certi villaggi di campa-
gità è..ancGra la panchina pùbblica a.:iappresen-
tare una bella hnmaghie..delfinveC0hiqre~ I suoi"
.' occtipantI sene stanno lì quiefil osservanç> taci.:.
turni dò elle accade tutttliRtomo, ocèasìonal-
mente scambiano quattro parole con qu~lcrre
'passan1:e. Ascoltano, esprimono un' opinione~
raccontano di tempi andati. Non s'ìmpkdaRo
anifitrisa~e:hte nelle faccende ~ltrui, lasti21.nO
che ognunò .deçidii 1iberamìm.te cl)mé esp~e-
, re la propria-libertà. '
'" L~ tjftessiòhes~invecèhiare porta inevita-
bì1mente-a riflettere sulla vita:

«Cosa sf può' conoscere dclla 'Vita, se non si


conoscé cosa vuol dire iiwecçhiare? Inve.c-- ,
'chiare'; infatti, sign.ifica pro-cedere dentro~ la-
vita] capite il tempo;.mantenersi al passo ~l
. tenrpo.J persino andare contro il tèmpo. Signi- , , .
fica anche: a-!anz.arè e ven,Ìr m!e'no. mutare
senza perder.e la ~P!ia ~a~~!!!!r, 'Sa.,pgr "tril-
~ -
&formare qualehe limi tato framm~nto di:~
~ _._----_.~

~~mnd.tu;.egÌKLdlip:er~2.

. L~ prospe-ttly.:à .d~Ua -vecchiaia mi aiuta ad \


approfondire il significato'della mia vita, spin- I
gendomi a. c~nsià:rar~' ç~me ·io ?o~sa - n~ll' at-j
turue condIZIone di eSlstenza e dI eta -- accresc~- I
re la 'consapevolezza~delle mie scelte di vita. . J

"

." '4 Ivi, p.'9.


I

IL SENSO DELLA Vf;CCHIAIA

Prima di intrattenemii ~lIll-1arte di if!.vecchiare,


, desidero riflettéÌ:e sul seI}sa della vecchiaia. o

. Una persona anziana che non affen;asse 11 valo-


re dì questa fase della-.sua vita potrà ~,olo guar-
dare çorrun c~rto corruccio ver~o chi ancora"sta
o • '

-godendòsUa giovinezza~ Artiverà a invidIate

<<9i giovani 'la loro giO'VeAtùì il loro futuro, i


l'Orci. progetti 'e ie-sp.erame,-e fàrà di ,tutto ·per
o'"

'ostac.olaiJi. E fQl'sesolo per il faJto ci1e e eqn-


,trario a ogni novìtà~ mentre esalta? 1;utto ciò
, ché è v~chim)l. ..

I.:invecchlare, .oltre' a essere ll1i." fenomenu che


prima o poi ci cOÌl}volg:erà tutti.! reca in ~"é. UIl;.,
profondo significato che è epportuno ricqn01?~e-

l R. Guarsfini, Die Lebensalter, Mhlnz 1986, p. 91.


re,se-vogliamo giungere a· qù:ell'appuntamento
nel Ìnigliore dei modi. Il già cit~to C. G! J'ung.
paiagona la ~a uman~ al tragitto dèl s@le: "

$<ll mattino riclJiama oVVÌamente lo sviluppp


. deWfndividuorU sUo stabilirsi e riprodursi.'
. nel mOJ;l.do; e la cura della posterità»2.
~ .~ . . .. ...
~

'. . J:llneriggio Q~na :vita ium·.pòttà-'esse~ saltaR- .


to urt' appendice deHnatti1)o: CorneAl sole, pure
irraggia1:L9.o;u:attiene in sé la luce per illuminai
re .in primo luogo se -stesso, così l'a~i'ai1.ò elevè 1
. rivolgersi vers..Ò.il.PXOPTiO lI,s.é" interiore
seoptirne e vatòrizzarne tutta la ricchezza·.
per l
o Presso molte popolazioni gli anziani sono «Ì cu- .
stadi dei mister~·e delle leggi» (C. 'ç;... JungJ, e .ne·
Influerizanò prOfondamente la cultura. Riuscirà
a 1nvecehiare in maniera >giusta :geltanto chi
avrà vissuto ~onsaPt:volm~nte, cO.lm.ando. fino .
'all'orla
. .
la "copp.ct' della: sùa vita. Chi' già dU~4j
tante la giovinezza nòn "\lÌ:ve con intensità; tan-l
te mé~o~.otrà farlo al ~emp~ .de~a "ecchia~, .~ij'
. pO!ìera dmtro :Ull' grosso CaI'1(;O dI cose no!,- V1S-
. snle. . . . .

l!. e. G. Jung, Gestl1I1.111Ì!lte. Wer.1re, Bel.. VIII,zili.i.ch l~, p. 456.


- -
«C€)st~o' gi~geranno alla soglia ·della. ~eç7
çbiaia con'd.ei à~si'l-et5- _in~--PB-gati, cheti co-
. .
voltQ,all'.iruli~3.
..........---- -
.;;
--
stringèraimo a tenerè lo" ~u~do ~empr~ fi-
~
7'
-
,-. --
Allcnrati pllort> 'pass~to, cadono vittime _del-\ .
Yav~iztae déna sUScettib)lità; hàhno 1'animo
amareggiato ~ non iQtendono 'cQl1cedere si?azio
àl1~ lt~~e a~piraz}oni dei giov,ani. Cerca1~_o.
invece
, V')Ji~"'F,g t\
O~
f «di màntenersi peré-nnemente gi-ovan:i loro
l stessi, i;n~ un pi~toso JentatlvO, 4i autoesalta-

I
l ~iQ~e" ~o,n l'~USqiia. ?r.etesa ;.c'~e -la. sec~~a
.metà ,della Vlt~ dehba es~ere grudatadm me-
desimi princìpi the.lIanno. retto la p>rima me- '
l .tà)~4:' - - 'c. -'. • -

. 3 Lvi, p_ 4!i7.
4 L'1!i, p. 455.,
vecchl ,. , a sarutar-e "",éntro
~'
' ,aIa Gll;Ilvlta .:.:I,..l' ,
ul nl)!, per

seoprilNÌ la ricthézza dei ricor.di, delle ìmmagi;:


ru-,e delle esperienze éhe-Iianno segnato la .1').0-
stra esistenza,
'. Eeco ."ome il cèleb.1'8 'scrittore e Pgeta Her"-
méU\td.fesse parla"deì vàlori' della vecdliaia:.

~V .J.<'l}inveccI:rla-m .non comporta sellilpliGemente


f~ p..embJ!zione e- ~clinoo{ Co;m.e ogni fase della
j:JAty.,tt vita, anche questa ha i .suoi .pregi, il suo m- '.
canto, la sua saggezza~ oltre aJJ.~.sne ~o­
ni. Nei periodi di più florida cultt1ra si è sem-
. pre riservato alla- vecchiaia Un grandé rispet-
tòct. quale oggi si' pretep-de per.fa gioventù.
Noi non siamo affatto .contraxi alla gioventù.
Nbn vogliamo p~ò ~SclaTci convrncere ·èhe
l~ vecchiaia abbia: perso il suo valore»'? o

Ma affinché il senso e il v:alore ·della ~éc­


cmG!Ìa- 'siano me~i a frutto, occorre che i. vec4ri
.sappiano aoc0gliere e appr:ezzare la loro·situa'-
. zione divita·e tuttQ ciò che essa.èomporta:

~
rir' . «
Senza questo I/, ~"
'S;L,
. d e dO!ZlO-
&enza la propna - o

.Jòli i~fj'
. ,,"ltt.r-
:
,
(-]<1 l' H. Hesse, Mit der Reife wirff: man immer jUtrger..BefracHtungen
5
Und OedichteJ1ber das Alt~ Fpm1<fufi 1996, p. 54. ; _, -
n-e-adò che la natura da noi rìclììed"e~ va per-
,~d,uto"n valere e il ,senso' dei nostri gi:ornfi:--
: giovani o ve~chì _cne s~o - e in quesfo 'mo:'"
,do inga~afn0là vita~>6.

Anche il teologo Romano Guardini ha rifiat":


tuto sutla.vecéhta'ia, mettendone in risalto un
diipJ.ice sigtùficato. Il primo è che la p.eisonaan-
z~àna è nella c.ortdiZ'ione· <ii coglit:re- le connes-
sioni tra i difterentLasp~ffi d~lla vita: V-~ f} ~1-

~<Riconoscé come 'le molteplici predisposizio-


m, le attitttdini 7 le conqujste e: le
le rinunc~,
gioie e laprove ~!inframmezzinO.le une- cOn
le altrer-dando 'così risultanza a quel1a realtà
che ~biamiamo "vita umana~'»7: '
"H-Il h/i;~
. trf1.#J
Ed:.è propplo scruta~ il rriistero- della'vita, al «Y'~-'
.Ime di comprenderla n;TIà-sua· d,im~nsiori.e gIn-..
baie,che si diventa saggì. Ecco il ppmo sensO -
~ il ptiinosoillpitp -,dtchi jnvecchia: ~equìst'll'è
-~gzzllo -sapienza., La per,soha "saggia/sapien-
, te è guella çhe vede e-giudica le cese in profon-
TJ

dità, !111a .luce del foridamepto che ric0mpone in


.6 Ì7Ji,:p. 69-. '. _
, '7 R. Guardini, cit., p.95. ,-
unità-tutti gli aspetfi, anche i più GOnfraddìjtpri, f .
dell~ sllà vita. Personalmente, vede. l:esempio
.più alto ,di una ,simile ·riç1omposizione nefie ulti-
me parole di Gesù in crEYce; r-atfO"è-cpmpiuiQ (Gv
? 19,30)~ Tutto -è conc1nsb, io.® è stato l'e~zat-O>
ii ' __

M'alte persone .~nno-paUl'a dj. dovér fàrei con-


!il' aI terÌnine 'della loro esistenza;' con un t:nmu-
-lo-ai Ìnaçerie. Gesù accetta la~a m0rt~_t.Q~
~ ·'iV.J'l',a~Rjì~· F~~ZàWd di ,tuì!O ç~ò...dle
~ ha :v\ss:\rt.9-; come'la -ricÒìil;posizioné. armonìca di
tUtti gli eventi che a quella morte. l'hann.o con-
'H~ dott.o. La-s~orttrnon-è@.fa11im,ento, ben~'i1
<r
.\ ~~, compim~t-9 finale dell'amore. E anche- per noi,
ana~f1nè,.sarà lha~re a confeme tutta la'PQ~~i­
_ bile perfezione a1.Fòpera i~com:piuta oélla n?-
..(1.1'-. stra esistenza tèrrertà.
~~ -'Il "Seconda' senso della vec€hiaia, 'per R. Gtìar-
lt'lJ- -~inij st~ !,:ella paTticolare "~cin~a ~ll"etemi-
~ ..tài.', che ID_T:J::uesta fase-della ~a 81 VIene cònere-
. tizzairclo. Alla luce di ciò che-~o.~ Di(),e il
stto re~o -,tutto w·che'.'è .terreno eJ~12.0r.a­
. . relativizza ... -
neo<si
_"",;,,- ,,~

. ' .
.~ - <d..e..cose e.le vi:cende dellà yita' P!"e§ente p~r-
~~ dono la loro urgé:pza. Si:aU-enta l'a for~a con
cui 'esse pretendono di occupare 1 nQstrl pén'"
·.sÌeri e~la sensibilità del Cuore. Molto 4ièièu:he
sembrava avere la rrt~ssima importanZa .perd~
signifiCato; altre cose, che .pareva1'I,o di"poco
_.
conto, acqtiistano ID 'valore e ~am:inosità»8..
, ~

Con· r'vidnanzà. a1reternìtà'~ R. Gùàrdint non


intende sep:tplicemente il f~i1iaTIz~arsi é;on 1'1- ~4. t.'
dea della. morte, ma,piutt.ç,sto la~disp6l'1:i.biUtà ·iu.i~'1
ad ~ri1:~"la propria vita,illla dimep.siQne .,de]J[e-
temo, aèiO' che non è più perituro e sopravvive
a ognimutam.ento1 "
La~buona riuscita dclfhrveèqnare non dipeR:-
ete solt~to dalla singola perso1la - daLsuo mo-·
do di accettare la vecchiaia e dalla èomprensio"-
l\e del suo.significatQ - mà' andie -dalla' società é
dal suo àtteggia.D:1emo lieÌ confronti della vec-
chiai-a.>:La ~Qç,ietà. deve offrire ai sùoÌ anziànÌ ~p ~~
umJ us~a.~ig:" - ide~le ·e concreto' ..:. ne! qùale' ,f~J
- p0s'S~nò 4n[ecdt1a:r~-l:;l~né. Quand? si in,siste nel
>recriminare su. umr.~SQcietà come l'atb,lale per ,il
fatto 'Ch~ diventa semprè~ più ~euchia, si ]fe~de
ulteriormente difficile ,agli illttziani l'aèc.e.ttazio. .
ne-del loro m:v~cchj.a.'re· e l: apf?~ellzaménto del '
·suo'pafiiçolare significato. . -n,Zcf.;'l1' ,k}l~1.f,1
" ~~

8 I1!Ì, p:-97~
· «Molto dipende, in pI'Q.sp~ttiva sodmogica, E7
, cuiturrue,J 'dal fatto che si comprènda che cosa
significhi la p~:.:sona èhe invecchia in: relazio-
ne 'al tuttp»9.

Occòrre dunque guardarsi da una sorta.di


'-'infantilism:o" che vorrebbe, privilegiçlFe sotto
osni aspetto~a gioventù;:J;n,entre l'età 's~nile è
considerata quasi uno s~o d~ esist.e~a. La ri-
s~operta, del ~epa() e çl~~';erez~tà della veç-
shiaia,- eon il suo il!lpareggi,abile bagaglio di
espe:de~e -6 dì saggezza, non pp;b-che risolv:er-
si jn(i;~4e beneficio per l'intera società. .
~ 'L' Bibpi, ap}>rezza ,la v~cchlaia,e ne~ loda
~f l'a~_senfléite-zza. Mi prn~ qui esporre alcune ri-
~ , f!:~ssioni sUgg~iife dal Vangelo, di Luca, che nel-
~ q:M l~ su~', prime' pa@nè pl'es~a-qu~ttro~ suggestj-
, 'le .figure 'cji 'anziatIt nelle quali risalta qualcosa
11:"\ del s@sQ_é '~~ ~reziQsità 4ella vee.çhiaia. Si
~ tratta di persone~che mosBatlQ una pmtieoJar.e
ptossiIn:ità con il-sacro e hanoo lJI}a neua per4-
zione per E~ionè di DiQ nell'uomo. '..-..
<J) J;oJnÌIlçiamo-con-paccaria, ed E1isa1'ldta. Zaccà..
,ria./ sacerdote in Israele, si cons:jdera~ ormai un

9JvLp.99.,
lfI':..tr~ .... ., .. ,

uomo v.eccmo, e ~che sua Ìnp-glie Aima è avan'" '


~ negli anni, Un angelo as~ichra che la ~òro vtta
darà ancora frutti - avranno J,m. figlj:o - ma ,il
~o·.verso questa fecondità dOl7l'à superiU'e
una grave crisi, Zaccaria rum 'crede all' annundo
deR'angelo, perciò diventà muto, Ineffetfi, per..,
ch,é qualcosa" di nuovo possa accadere ,anc@Ia
si
nella vecchU!ia, spvente richiede un'esperien- 9t-tl N
za dj pro.ftJndo silenziò: Oio ne approfitta per Y
;. ,- , .' , , conM4:
n;ttérventre e pl'OaurIe un radIcale cambIamento .
nèlla. persona..e neIla-sua_~sis~enz.a~.·
Durante il lungo periodo dei SUO mutismo,
Zarcatri~ impara a credere nel fruttp che Dio
avev~ promesso -aUa.sil~ veccmaiai'i dùe anzia-
ni sposi testimoniano pub!,ncalIlenfe Uprivile-
gio <;ii -cui son9 stati fatti.segno a opei"a"della di-
VIna
• . '
~rlco~la, _...1' .AI',
fi 'ta d'~ C'
..fa n,asCl' ,
- tava)'lm.,-
Zaccaria, rkolmo di Spirite Santo, eiompe in
quel merayiglicrso canto· (Benedictf!;~) che la
Chiesa ~ voluto "inserire nena preghiera .di-lo:-
de del mattino. -il vecchio -sacerdote vede in ,.r
prcofondità: quell' evento "non- rappresenta-gol"-
tanto un on~e per la sua fa:Q:iiglia, ma. esprime
l'agil'è salvificoy universaLe <!!. Dio, che <~a v!si-
}atQ M~d'ento il-s~pglo», La profezia di
Zaecaria si dilata .nell/a:~uneio della. venuta
t1~ f1{Uf~ IL 1-4; ~1t}J..
prossima del Messia, a} quale Giovanni è desti-
" natI? «li 'prepa1'arela via». Infatti, "
~~~- .
t;A ~~g'.razie alla ",~ontà-mJ.seric()fdiosa{de( nostl'fLDio
'l~
verrà a vi5'itQ:tci dall'alto un sole èhe'ffor.ge, per ri.,
sçhiarare qu.elli che' stanno ndle tenebre e ne.l-
, l'ombra della tncir.te, e dirigere i nos.tri passi sulla.
via della pace (Le 1,78--79). . -. ._

CP su.~LUCà conclude il r~ccOJ~fo .del1"inf~nzia d~ ~~­


presentapdo altr.e due figure .dl.;vec:chl, 51-
~ meo:ne e Anna.;'a:neh'espi 'ripieiù.:della vera sa-
<: "' •
pienza: che viene dall'alt0, .secondo lf;i.mtnagine
fr~quentè1neÌlte oìfe~' d~à: "6ibbia::~ Presso. gli .
.. anziani dimora. la f!!!ggezza, e in-Ùna vitf;l7"l:!:1Jgff.,.l9
.. ~~ <~1TIIT2ji2t~xml;"e'~~niO è'll;\
r..<S.lb 'çlonnéf; riesc:;ono il 'èogHere il. mistero dt Gesù _
"4,';J..! CristO' ·e.lo testimoniano' con:ispir~ ardore.. ~-
- Simeòne ~ indicatò (2~ uomo gjJJstope ti1p1JtJl,-
ID di Diò~ éhe asp.ettAva la. con_~ig1J.g;Jrlsraele, e
s1?litto
lo 5IWtoera su di lui (Lt 2,25-26~. QuattrH
contrassegni identifìcano questo /I sant.o -vec;:-:
crod!. È'un giusto, che,assolve correttamente i .
suoi doveri verso se stess()"e verso la sua,nam-
. ~ _. 1 - . ~

ré1, e agiS'ce con- rettituàine DeI- confr.onti degli


altr.i. È un vèro devoto, che prende Dio suls~io
e'il lùi si dedìca con tutta: la su'fl persona. Rima-
ne in attesa deJ;la redenzÌòne, ovverQ-l.. còm.'è
detto nel t~st() greco ""-' ùelhi COl.lstJlllziv.ne d'lsrae-
lè. Ggnsolazione che egli percePisce realizzàta
n-el bimbo. Ges~' che ha la fortuna di stringere
tra: lè braccia. E tutto qUesto perché, Simeone , '
non ,è s~ltanto un uomo- giusto e sag-gio,ma è S?Ce.l1
ric.o:4n,Q dì..8J?ir!!o $antQ; che gli 'apre la~ mel1te.e-.
il cuore, facendogli ri~on6scere in Gesù.il 5al-
vatoreçiel mondo. -~
~ccanto a Slmeone faJa sua compàrsa Anna,
una vedova di '84 anni. Sposatapet' sette. anni,
, ha traspp"l'to YéJIDQre. per il çiefunto marito nel
sue diin.or~e· tra le mura del tempio:r,:servendo
Dio gio~E;) -e notte con dtgium--e pl'eglÌlerei- Si
_presenla come l'imtttagine dè1la-v:èdo.-va devò1a , - :
descrìtta -da- S'an'Paalo: Rimllsta sola, ha messo (}l;1\< (;8
f tutt~' la.~sPe::ariza~ ~1ì ~ib.e:si consaG1'a. cctl"orazìone e' , -----
\ alla, pregki.el'a groYno·e notte _(lTm. 5,5).. Anna è
una profetessa, esprime con la s':la vita qualco:-
sa di Dio, ,a testimoiùanza per quanti 'Soru;> in.
attesa della redenzione d'Israele. .
Seren~.e rknn9sc~nte, Sìm.epne l'imita l'mte'"
ra Su.a vita 'e si sente prqn"tò àd abbfi.hdonarla,
avendo"·xiconosduto in Gesù il realizz.arsi di
una lunga' attesa;J1: ci regala -: al pari di Zaccà..
4ia - un merav.:lglJ;oso' cantico, col qttale la-Chie-
~a d. fa ogni gioIflà-condudere la preghiera del-
, la seta (Compieta);

. -9ra lascia, o S'ignore, '-che il tuo serVo vada in. PIT-I


. ce secondo la tua parola; perché' ì miei-occhi hanno j.
I
-
. visto. la tua salvezza., preparàl:a da· te d«'Qanti Il ì
tutti'i p.opoli, luce'per ìlluminare le genti e.gloria
del tuo -po-polo Israele_ ~Lc 2,29-32).' •

:.\ ~~ _ Srm-eoM ,ha avutQ il privilegio -.di vedere e


~ additare irt Gesù la f1uce di 'salvè-zza" destirÌata
a-I&~e e ,a tutto il m-onde deÌ pagani7 deiJon-
· ,tani e~degli~sconosdùti. ~gli ha.cosÌ ad~piutq_
il suo (lQmpito.t-ha lasciato"nel mondo la tracçia
della sua.esistenza, tracèìa' di lùce e ài amore;
-. Ma Smepne non è sQltantO' in, pace ~on se
stesso, pronto.. 'a· çongedars'i da questò 1llOndo.
Egli landa uno sguardo sulfuturo e intuisc~ co-
'me GesÌl.s-ia destinato a essere un segno mrl:-
'. ~.

versale' di c.ontrad-dizio:n:è.- E "-vedetl che cosa at;.. t


:ende la mad;e sua Marla:- Ancft~ a- te una spada J _
.' trafiggerà l'anima- (Le. 2~~). ,Sim-e0ne~ dunque,
· non ci pro.spetta-un mottd.odefinitivamente
conseg:!1ato' al;ta sa;lvezza: vedé tutte l-e magnifi-
· dté.possibi1ità~ ma anche le in--eVitab-ili crisi.
Simeone e Anna, dl:le anziani che nella lorQ
saggezag sono diventati modelli d~-lUl.~si~en­
~a ricolma di Dio, e inoltre prornessadi benem-
zion~ per quanti aee~lt;mo la loro testimonian-
za. A questo punto serge ~p.er :Qgnuno _di noi,
nella prospettiva del Rostro -persònale inv-ec-
chiaie" la çlom~nda: Come pòtrò anchLfo diven-
ta'te mQtiv~ e pegno di beil~ione per. il mie
~biente-dj vitp ? È purtroppo un:.dato di fatto
che e&istono non soltanto dei vecchi ricohrii di
I
• ' l o ' • • _ -- _

saggezza" ma anche. PatEléchi altri insoddisfatti


e amareggìati, che sembrano. a~er assllItto come.
. I
compito preferito queJlo di -tirannegg4tre U,'
- J
prossimo. ~r~ ","'tI.:>
Che cosa potrà aiutarci a invecchiare in mo- ~te.
do da acquisirE; sa~zza e..sapieNZa, e così -ru-
ventar-e UJ;La...::~.(:me~®...n.qer chi ci yìv.e ac-
canto? È noto mai termini '!sapìenz~l$apien-
té" derivano dal verbo latino Slipere, col sigriifi-
ado originario.di
.
ligustare!
-
assaporare".
-
Si può'/"
dunque cons~~er.a:re ~iehte -e s~ quella iftrl'f~f
persona c4e ni qualche modo s,a IIpreudere grr-
sto", prova EÌacere per la Vita e si~tro~--1!l~- '.
~st-e~sa.-Proprìo per questo è b'i-
grado .di diffondere un: "buon sapor~" avan-
taggio 4ì quanti hanno I~-ventura di VellÌr1,\e a
·-,co;ntattot Buon s~pore di pace e di l:ih~à, di se:'
rélÙtà ~ di gioia.' .'

.' Nel seguito' del mio discorso esaminerò alcù-' .


ne condìzioni basilari per .Yacqmsizione di que-
sta "sapÌenza'séni!è",'con.riferimento a varie si-
tuazioniconcretè
,
in. --cui l'(Ìrt~ di irJ;vecchiare
~---" ;.. può
-
. essere appresa e 'posta- in atto. ContÌnfter9 ·an-
èhe ~ 'proporre qualche cit.azione biblica, con
Y{ntento di sug~-erìre 'come lo g-copo.di una
~ ':p~a vecchima/; si realizz~ infine attraverso
un "huon njQrl.t~, quale perfetto-e felice c;om-
pim;~t{) della nostra esistenza in Dio; . .
>

"<, •
II -

J,\.cCETTARE SRSTliSm
. RLA'.PROI'RIAESI5TENZA -r--
Accettare se" st-essi e.2:~rez:Zarsi è :Sicuramen-
te"-ii ~odo mi~li0re per gust.are là propria vita~
Molti a~iani, purùoppo, sirabbandonanò alla-
mento e àlla recrirlrinazien~: h~_~ì2.,E2,"'29
9:aija ;yga, tt:O'ppe disgrazie li hanno vi'8~ati,
adesst> ~..§éntono ,t!~sq~ji_~~~e~­
.!ç,W_~b1J!Q, In effetti, è"l'~sta in 101'0 una pQr~
zionEf di vita'non. vissuta,tper C1:li ora si ritJ;ova-
no de~ ·tutto incap~ci di valorizzare quella patte
di esiste~~ art.co~< a. 10:0 ~isP.o
.. sizi~e. ~o~ ac~
Ge~o dl J:l1lvecchla:r..e, vQ~bb:ero cpnfinl1ar~ a
occuparejl centro della-scena e smu0vet~ l'~
te~samentQ gen~e. _" " 0 . , 0 ' , · "-" .

-Un professore 1l)i raccontava quantb fosse ar-


duo per 11li. constatare,. quasi all'improvviso,
che non re ìnvi'ta5sero pIù a tenere cC)nf~renZe ~
" a èo:nQ:im:e ·quà:1ch.e "çouversaziohe. ~ofQ..ttiça.
Lo staVano di,menticand~l,-'menfr;e-~em CÒlwinto,
in fo:(za della sua esperienza, di ayere anc9ra
paIec'clùe cosè'interessanti da dir-:.e. E quesJo glì
causava d-oiore.' .' ' "
. Non:è certo piacevole: vedersi progressiva-
mente
.~
II acqmtonati", e tuttaVia
. .
occorre saper
riscoprire nel processo della vecchiai~ nuove
motivaZioni in grado dì farci aRP~zzan::: anrnè
questa fase della nostra esistenza e qUindi v!-v-e-
in
re pà:C~ -con nò! st~sì. La' Bibbia, nel ~g;lmo
..z!1...ei. presenta la preg~iera di- Un a~~iano che
non chiude gli occlIi'{ff"fronte alle prove della
sila vita: Molte angosce.ze sventure, o f)io. mi bai
- [flUO SJ!.eli1ne1Ìiare~I suoi _ne~id 'lo deridono e
sparlaho--di lui come di un abhandonato aa
Dio.: Non -c'è più cbi lo liberi: La sua eSIstenza è
orm;;ti:inutile. Mà non è venuta: meno la sua-ii-
duciaìn Dio:' "

I gei tu, Signorè, la mia speranZa, ",


t la mia fiducia fin darlaJflia. giovinezza'.
.
,\..s.u di te mi a~po?giai fin àa.'~ gre:w~ mater.n.a,
dargrernbo'dl mIa mad:re seI tu.!l 1ma sostegno.-
A te la mia Jode senza fine (Sal70[71J, 5-6). ..

. -
, QUtfsto ~'petseverarè nel rimettersi a Dio,. DO-'
nostan:tè le ostilità e gl1ifrsucèessi -speri:Inruttatì~·
non può che produi'rce una profonda p~çe inte-
riore. Invece che alla 'ribellione e 'allamento, il
cuore-si apre alla lode peroone. Lo scrittore
americario 'Si~e1air 'Lewis diçeva: <~odare ~
~!!:o ch~ !L!2g1l..~S&t:e...fà{tQ.$'i.dv.m;e)}. TI ren-
dere lode.a: Dioè' s~ura:mel\te il mooo D;'ligliore ~f)-~e.1
per ~~.ttonsen:ti;re(' a se§te@ite-.aJJa.p~ VÌtE. Ir &.f l
tPers~v:~ nella lode a D!.?{ a1l,èh.~ ~andò 5,1
\ tvede 'a~r5i-1' apP"lH1:tameh~' c~ fa inQrte,
Ù Il significa essere p~onli al -distacco da 9:uesta vr-

.I .
ta, senza- rimpiaRti, nella serena .attese 4Wm-
me$ersi...uclf'e!~tà ,di1;lio. - , _
W-ella vecçb:i(;lia si p-alesa SeTIza ':ambiguità "Se
una pers.ona abbia h no 'saputo vivere, pie!Ta- .
metit~ riéOÌlclliat~ mn sé stessa. ~:~""s!' ~t-. -
t~~ fino.a qua:pdo vedOI;lO che c"!!m.cora- ~~o-'
~j!}0:t~,,:.4e'.sO:Il:0' amati ,e éql1~~~è-
cuparejl ce~.Q".-d~U~tn!e;r~s~~ Ma quando e,o-
-miiiciano a pérdme:'qQotJ. e Visibilità, allora si
a~bl:~ndòn:~no_,alla~~tQ e a.l r~mttlar~~:- ei~ ~~r~
cliniostra mft non SI accetfcano plU, avende fon- .
dato· la loro esistenza è 1a:.loFo aut0stima- su '*' tM ~
• _ • _ _ • _ • ~.-
K .' • @rhfUl\,
qùaico~a dte tol-,t,empo,era,tnesorab:ihilente de:-~
_. _ . ". : ' " \lj a.né:~
stmato-a verur Diteno.· . - ," ."
Fu:rtFoppo non sonò pochi- i v~éthi che guar-
dg.n~ 'volentieri alla lQto vi.~ COtl. Nocchiali scu...
ri". Preferjscono fissarsi su dò che~non hanno
potuto b't~enere, .oppur.e su dò ,che ora non
sìru1no più. ottenendo. Con tutta probabilità
questo dipende dal fatto che IleI corso della lo:,
ro esistenza si sono·in gran patt<: :m!!.E~!i_9t~­
raggi illusori, se~~ m~LcgrI-1ìn2}~.t, çg:UY!l1to e
incondiziollàfo" alla~r~:;ltà - a tutta la realtà -
. €omesÌ presentpvà. Th tal modo hanno SQstan-
~?:ialn:iente -fallito .la vita, ed è questa. percezionè
. '"'-----.----------:--- - ~.~~ .
che maggiormente IL&ctolora.
L'ol'ante ,9:e1 salmo 70, :invece, mentre rilegge
" 'tutta la su~ yita aÌla luce .d) Dio, non soltantu
accetta il suo passato, ma, acconsente anche al
suo presente:.9. Dia, t.tLmiJ!ai am1J1fJJ:.s1:J:.a.io-tin
dalla giovinezza, eiQJancora oggi ]2l1lç]:gJ11Q) tuoi
El:Qdigi,(;'~i7r Egiiiis~; '1~-~~~a07 sul ,proprio'
invecchiamento, <:sul venir menQ delle forze,
sull'catnarezzadella solitudine, sull'esclusione
. d~Jlacorrentedèlla vitfl .. ~t illa non per questo
perd~ 4l vista l'ininterro~a ed effìcace bertevo-
: le:nza. di Dio. Riconoscé dò- ctre Dio continua a
QPèrare.in lùi e gliene-~ende lode. -È UR"!!!it:~Q:­
t4" , l~ i!.!~~<?~9J;t~~~rg ~~t!!U~_R<l§?a ri§~g!i~§h ri-
l,"'n'J.
prendere à vep.ere e udir~l et. OÙOl"<Ui ,e".gu~s:mTe,
,!i~Caji 4~1~é!!a~~nt~. p~X,~.QAe~~",Q;>&_e. GIi è .
estraneo ogni sentimento di amarezza e rhn-
pianto,' non-;ha alcun timor~~p~r ,~tò- che potreb- '
be aecad,ergli. La sua pr~ghi.erà continua a elè-
varsi colma dI Bduda-~;N-91!. miI!3P.f:~;:..ql!~'f!l-
po della mia vtcchiaia{v:. ~). -
Molti a~ià,nl<gÌìardano'cQn angoscia 'aLfu!U- ,
ro. 1einolloche a.t f.nomentQ~deYbisogno nessu-
no si pr~~:da ctIia di loro;potrahno,fQT~e essere
allontan~ti dalla -fafniglia; -la mort~c-~él coniuge
porrebbe'c-farli piombare ~'una-soIitu~j.n.e'c;t~co- ~
ra pìù· insùRPo~abile, e 'così via. Nemmeno il '
salmislà chltrd-e 'gli occhi da'Vann"àl futuro;.11\a v't"'l4,
lò vede sottò~ Ùfl'altta -' "
pI'òg-peftiva:
__
Tu tnr'darai-r 6, r.
_______ ~___-~ ...,\'IJ\HU'<l
aflf{fJlfli vita.., rtii..f$i risqJire tlai/iJ.dbiff§,1.4tEla..J.et,rll::_.. '-
(v.,,~6l.. C'e sÌéùramente 'il 'yarad~Q A~.!!~· .
?~1!!.Jì~.§t~ilt.ole.:,Nonost~nfe .ch~c.l' energia
vitàle -poéo allq volta' 'lo abbal1doni; mentr.e jn-
eéHtbonò 'spo$satézza"e n;taiattìa, egli esprime .
" : U,;I,e
la certezze), ,.il.. D-' -nf-i-n • - ,-, '-.:.c: - l --
locg,~~a_y!''WJ..mr o: no:n _
th-nl?.·
_r
Genlo'- lSltaménte:,ma ne ±a. nnens-lon~ ue iO' ~fì_
-f-' " 1
1 d" - r " :.l}' IA -
'§piTUa: Oio__ lb:tralt~trà' dal' cadere -u:el-baratro
<tstt1!0~È ~~P!~'ofu~P1e-~-air;p~p~e ):li;o~
f?crmtà 'ché:J"apostol0 Paolo può'dfr~ -.

-j _N~i' non cZ_ ScGtJ-raggiamJJ. Se~dnèhe il ~nQsfro'uomD


f} e~ter.ìare, si· va :disfj2c8nfkr, .quBllo ..ill-teriore s(Nn-
novÌl di gi:orno in-giorno l2.Qnr4,16),.
v~ altro 'sUggestivo testo ci,è.offèrto dal pro--
,f.eta I~aia:, ".- ., '. . ,

,I~ ,,~~he igiòv'am.fati~an() ·~SLst(ln.~~a, gli anzip.~i


. .mcla1.'fJpanfJ e-cadrmof ma .qua,ntl spe1!ano nel 8t:-
~I g~l}r~ r.iaéquistano f.@rZlf~ .,.nettim.o ali come :fflqut1e,
. corran(:t:senZllfl!fànnarsl,:..c..afflmì1'!flno.senza stan-.
·.carai Qs 40,3&). '. - _' • - .
\l ft.t>(i ~I1M, .
. I vecchf restano J~i()Vani"esa:ttamente nella
.W{'it misur~ ~. cqi .~~o riporre in Dfo tuttE( le loro
è ' , ~ttes~:_ !<E' giova~è chi ,ha. un ~I'O, chi può
~\ c(jnt~mplare ui1:a inesauribile.eternità d;:tvantia:.
sé.. " flvessé .pUl'e_ settanta, "ottanta o. _nov~t' ~n'"
. 1
m» .. '
. ... -.
1.:0' Scr.ittorè ,ebreo -Martin'Buber riferisce un·
'an~~to~ d~n~ traclizìofte chassidlca che:si'rÌ,-
chiaITUf: proppO--al-sàlmo 7Q.

_«ùnJnusico si era, esibito al cospetto:,dì .Rabbi .


-çhanoch! il quale osseryò:.rlAnche le vec$ie;
~~m~o-d.~e perdono ille:r,o sapore .._Qu~ta.,
. _-qùando- in. p:as~ato ~tg-S;~.1:orrafa:' da Rabbi Bu-
ilam, rinfrancava il cu~e. A,dess.o sa... natIO
J ìsr:' Fiig!i§tet, ~;Jà il1:.zdEhrfurc1Jt ver.tf.em Alter, in: Alter, Al-
tern, Alt~npastorill~_~W..'z.aJl1j~r,. Wìen'1973., p. 78,
pore 'se R'è, ànà~t6H. Ed è da~eto -cast Ci si
de'Ve, seria:r:~lente <;rttre~i'are·e pI;.èparare.p€r ]a
vecclù:aja. N9i preghiamò: "Non ci respinge-
re nel telJl.po 'della vecchiaia". Infatti·si per- -~
der~il ,gusto; ma qp:esto puòanclre~éliyeJltare .
un benè. Veden40 c~e 'd~o tuttp' CÌe che .ho'
realizzato nella :vjta.ÌlQJ1'~no l1lJlla, no~ 'pos-
so che rimettenni a lilyoJ:ara ~d~è quanto si
diçe .d'i Dro nella preghierac '~gJi 't*"
rinrlOya.
egpipomò Y ~12eFa delb çrèazione"J>~.
j -

I '"

lJnà):>uona e 5!e;rÈmq .veq::hiaia non viene ,da


.~ ~

sé, 'nòn è.tm :fru:tt@ spontaneo. Occorre saper ac-


ceit~ chevada pè-rqutc; il sapore dì dò' che.fi...
nora abòÌamQ cantatoJ "det~ò e praticato. Ma.ctò
deve tiasfOl'marsi in .una p.uoVa F9ssibìlità;
N<?RQstant~ tutto queJloche possiam.o aver-rea-

. nelia vit~ alla fine. dovrett19"accQnsenti- .


lizzatè
re alle p-arQlè-di Gesù: ~o. sérvi inut~1i. 4ibbta-.
1!1!J:j~!!JJEf!l$to _d01Je!l#1m07frrre (Le 17,9).' :gerla1J-to,
al..sopr'àggtuIfg.~re della }Tecc1Jiai~' "noll
serVe
etrUarsl ne} com~cimentq .per çiò che abbiamo
çompiutq; mà dobbiamo disPQrci ~:l@yorare .an-
c~m- su' ài noi, al fin-e di edificare su un nu~v:o

2 M. Buber,Die-fontiblungen )Jer cirassidim, ZUrich 1949;. p_ 842.


~ ~d W\;\""~-:

\. t-li >,~ Jondamento questa fase della nostra esistenza.


M ..Buber commenta così il racqonto chassidico '
.
àpr. ~~a~:teordato.: <J)i.~:~enta'(evecchi .p~ò essere. \.
un;:t~ gr(i:n bellaesper1BnZa;"(lccondlzlOl1é che!
hon sì disimpari cosa vù~l 'dire ·rtcommciare»3. J '
.> Proprio il saporè per,duté delle ~CQse' gjfr.;\i-issutè ~,
deve spìng~rci a' os~~e nuovi inizi, c6sì da resta~'
re ancora sempre vivi.

. In occaSione di una 'conferenza sulle> sfidè


~~'UsPiri~u~lf i~n:iate,::I~lla ;~cchiai~, fu ch~esto n:i
é\.\:~ . che tipo dI alufoe possITc)lle offrIre a qU,egh an-
iv iiqni ch,e non ,riescimo ad 'aècebtare,il lbèrÒ"~tato
dì vita, che esprimono un' acutainsoddisfazio- ,
n.è nei propri cQnttonti. J più giovani non p(Js~ .,
sonIfterto 'fate a~ màestri ai vecchi, P9ssono
. perÒ dare sostegno. e conforto ascoltando ciò
'ch.e:essì hanno ~aC!;;Q.ntare. Si viene allora a
" .' scoprire ç},tiarrtè una vjta J2.dssa L~sser~ stata ·s~-
.ghàta da C!i~ko~!à,,gJi;ibQ!ilziQni:'In-à1tii; ~~si,. a .
un~p<issafu;1Jbastanzà: fe'lice SAbentrà'no -orac
·svariffte ~6fferei1z~ non f~ìlmente -soppottabili.~.
D0p-o~Jambrte_gel1:Dnluge, là -sQJil~ai~e_sLè
fatta insostePibi1~;
'"
la mala'ttia divien~_..a.émpré-:
..-r--;"""""'~--:--~
,. --"_
----''''~- r~ ~
più 1.epilltanl:ej-svan:ts::"P!<lS!~_~m~~
vo~l1~ di viyel'è.~..
(!J'
;' , < . "
~.............-.....
,- ~frl...'JDL", ifl-~

una
"--o..L.. , . ' ...

Non è aerto'fà:eile elaboràre 'risposta, .effi:- .' ~~


cac~. ,.in- gradò di l'efo:tituire fidutia.e, Hfinovato
gu,stò -p~r'~ -vita: .a~ Ull. ~u'l:~iano iÌ1:timà.D,l~:ntè . '
scosso e px.ovatQ. È GQJfiJ;lliqu~ possibile, 'i11 pri- .
mò -lu,og'b c.~pr.~lTder:&~'!fçpgliem-U s~ i.
~t~-4 c?~dividènn~ laJ~~l~s;òne e, Jg ~W.~Iità~ ~ }\ ~
quindI mtraprendere InSIell1è un camnun9J!j. k
saIù..tarè rig~~~ iIl ~ffetti; ia nScop.ertà
del senso' e" del v:ai@~.e ,della vecchiaia no~ può
che re~zar:si in un çònfronto con la sòff~ren­
za,.,in$iemé .all"Wevitab.ile .tiÌnpiiJ.nto per ,tuttò-
":.. .___ 196.t' - __ . "Jli

dò· di cùi·un anzigrno


~"" .:o"-
'sÌ .Bente..c.oQtA:e-d&~
-. _. -r- _ - --o .'••
'S~io~a q1j.esto prez.zo potrà 'el."Qerger~ q~alco'sl:l
di ftuuvo.'
.~
. . ...
Pertanto,. chi 'volesse farsi accòmpagnatore in
GJ;uest? itinerariQ di. TinnoYa'IPentQ, tton'.dovrà
s.em;p1;j.ceblente applicare qualChe pezza conso-'
~a:to'FÌa ,sul disagio di upa persona' anziana .di"
-sorient1ìÌa -dalle sfi<te.odellà sua,.rtuova condiziq-
,ne di vita. TI prim.èfpali~o consisterà neL<;p.lJl-
ELe.!l~e~ ~lWre~ con delk.ata attenzione, il ,
s~_, la' sua d~l~sione..ll pass~to n0i1. pu€> .
più 'eSsere richiamato indi:etrCf. Ma- invece -èh-e .
o~at:Si n:et~rim:pianj;9 'di.dò ehe si ~du~_ e
~~ t ..... "j:I~~ V\lt ..... ".~ .~.,.,
.. ~..... '-~2!..L"'''''
- 1.~ f<t!

'occorre volgere lo s.guardo riconoscente a quan~


. to dI pello e prezt@so la vita ha Jn ogni casQ fat-
~ èlo!lP-: " " : ' .
'Chi sa guardare :con ~gratitùdine agli eventi
. a~l, proprlò passati:l, con animo riconciliato
'nònostante le;attese mai realizzate o le s-venture
suhìte, costut sperimenta- in concreto co~e an-
·.che hel tetnpo-deija ve'èchiiÙa:-la sua vita possa
es'prlm.ersi in totalità e piertez:-za. Ee{i:O una, testi:"
monianza d,ellò' sèrittbt:e ·ted~eo .Fnedrìc1,. li.
V6h Gàgern:' . -

«Pii! i,mrecchlQ, piu :mi :peSà quello él?-~ n()n~


hO .fatto, dove.hofallitQ, ciÒ·ch'e.non-J~a.fs@no ,

.- cOl'teesso.. E questo per indolenza (;) çlur~zza


di cuor~, per brama di potere., per ego~smò,.
~~ , FortlPlato cèlhii cIte cnide un Dio al quale o
in
.fì.J>q. 6tMl~ potersLrivQ1gere con :umptà: ?~~O- .
--....,:- .~t»:4. ','

Qui di seguito esatniniamo be a$petti· parti:..,


co-lari' della rico~1ia:ziQl:l,è neeessaJia pe! urta
,vfOCc.niaia-setena e-fecQnda. '.

~ E ~, "\l'en Gag~~ Slunerftilltes Altern~ in: Alter werden - ~jrie­


densein, .a cura :di K,: Stelzer; Miinèhèu, Luzern 19Y6. p. ·12,
RiCQncilÌarsicon iI passato '

'È 'per ~e verQ m,0ti'~Q di tristezza IDcoutrare


degli anziani ·pronti se~pr~ a inveire .oontro
tuttG, inso~a,.trl di: njD. e del 1:IlQn~; Sembra ~(;;..I
che.'daJla·vita abbianO- rjèewto-s(ilò dìS;Fi~-è~.i.
Non fanno' che maRgare 'n passato~ chiamane> .
in causaehLpuò-averJfoffeS-i; il dèstino'S:l è solo
accantto. eontro di loro. 'Ricorrono a ~sp:r;:essÌoni
del tiFò~ <{Se'oon iQsse'accCa1ÙLto.qiiel fatto .. ,. Se
qùella ·tal pw~~ nç>n aves~cosL .. )~.,
Non vQgHonò açcett-arè l'ìdeq. &6 il pàssato non
si lascia più rlchiafuaràl~€lietrn.". ~.' : c. • . ii.. /'tre·,r
F"Diven~a som.inam~;.qte imp~o:rtànte~aiutà.re
queSte per~one' acapi~ ép:è, poiehé il<passato
res~a· iìnniodificabné., è iI 161:0' àtteggiamento"nei
stroLcotUronti"che, d:evè camThlare. Non" è certo
faol'e) da,n~èsferndi·restituiresperai.Rza
, effducia .
a' ~ ànimo'cpr()fondame~te'del'ÙSo e amij:reg- rtt'c.-1,}1
giat'b:, Ma··un,·:anziano'non b;~vera~paee fin Y. Cc.f'l.,y
. qUéUido-~Qn dedd~rà ~i!icoi'lciliarsi ~~~ laJ!<?: ~
pr1a stgna.... Del restai' 'noll sempre ha ;buo.n n-' .
;1"ta'to :b:tsistere-sulle-esperienze positivé-che si,-
Jmamente la vìta" ha. rlserVatò anche. a, IÙ'i: per
esen:tpìoi 1~~bJlOna riuscita c.1ei .suoi figli ~ i suc-
cessi nel-suo lav:oro. . " .
«Questo i sensi di colpa e ne-
raffor.zeJ~bbe
gh~rebbe credibilità alla sua percezione del '
. fallil11ento; 1::unìca~"spera:nza .sta ~ella chiara
evidenza èhe quaÌcùn0 - che-si è pO,sto al s1t~'
ascolto 'e ne rtronQBce la vita 'nella sua nuda
verità ~ non. si 'allohtana:~ ma
~on una parola, _
Un "g'estor un s0rr.Ìsoo anche un amichevole
~ilenzio afferma: "Ti éapisco ... ~"'fWi llllf
. sola. vi,ta davìvere e U9;tlP=lLojylY§l!lq Y,.!lq.sg-
.coilda· volta .. Ma ~6 sQp.2.Jlflil... yifjl1Q-'C.U~J .e
cqndlvido questa siWazione·c@il,te»5: .
. ...T! ~{!i.~; J~L f? f.Bfl:h ~ -- "
./J v
1lI ~ = ~ ,- .... .~ •.- , "

Che cosa può essere effettivament~ d'aiuto


per ~fulfi._fQl:B.o§tro pa-ssa:!q? 11 dolore
u,!?n vaJl:ffia~o, ma nemmeno'deve"essererimu-
,.-
gif!.ato allìinfinjto. Questo vale
. . .
anèùe relaziò-
ne a ce:r;te.persone·,che possono averci recatoJ)f~
in
fesa. S~ porrà qÌre:, «È andata CQsL Bo ricevuto
. del male. Ma non voglìo più P~~!.t~!,e ~-R~s:
sato di g:r:~X~UL§.1!-_dUp~ In fin dei conti sono.
sopravVissùto~ Questo è i1~omento 'di tracciare
una netta1ine.a. di separazione: né il miopas:sa-:
to né chi nii -ha fatto del ùli:l;le. avranno più il po-
. tere di cQndizi9narmi,:qeg~tivamehte. Soltanto
- ... '- ... ~-

5 H Nouwen, Zçit, die uns.gesçhenkt ist. Alterwerden in Gelimen- .


heit, Freiburg'1983, p. 8 2 . ' "
io òrm~ sono in ~adQ,~li deçidere' come 'CQ~4 ~"pj
durre ìn porto la mia estslenza~_, '.' '.
"le-persone -dev'Oté Jra:sfor·xn.~no :sp-esso.l'fu-
s~di$fazionè J2er-Ja ~o.:qVi~jri .riIl:t:pr<?verì .ver... L~ ~
so·Dio: «Chiaramente tutte le. preghiere::mm~so- -
ha smltEf a_mO-Ìto. Nonos~anteJa ...
mia
-
-...:...-
fede/la'
-
V,ita nii.ha l'iserva~oJ!QI2-12è sven!u'ie:: Ho perso
prematt.tJ:ametlte~ figli~ (o una fìglia);.mio .
ma!tto .('/mìé\ .~òglie) mi h~ l~f!.<iat<?_ troi2.J.O in
~tta.;. Tutto 'sembra <!avvero"aver poco sen- .
S9}?, . ,
: Anelle que.sto tipò dLprQteste SQno 'Compre1\--
si'l3ili. Ma-quando Ì' amarezza si è un poco allelli-
tata;. bisQ,gn.erebbe ,domandarsi: <~tL'Ulal~ ìJll-
ri;:ta'"!\e> @,~sid~ro m:a'!1tenermi .fedel~a~il=o .
..::t::-..,.-r:;r::;:f.
urtellad~i Dio:? Loj~colpo per<:hé, non ·10 ved.o..
cOl'tisRonde-re .all!idea...che mi~$onQ l.attaPl' lui?
Pèrché 'non' ~decido ad accettare 'lm' Diri de!
, tutto diyers.o, anch~ se in~Il.lB!ens!1?~~~i~oi
progetti;e ad aftid~ truw.=~nte.aJ.m?}~. ift~/}l.l;1k
'_ È soprattutto nella ve:ecltiaia che .le. çOl1Q:ete ,,l'{':~
si~zioni di esisteMa ci ;provocaJt~ 'a, ricol'lsi-· Mi f) I

q-eral"-e Yi,d-ea che Ci siamQ fatta diDio, ed even~


.. .. 1

tùalmeIttè a modificarla. a vuole un rinnovato


ç-o'ritggfo per,. r~efi~siiota]~~;o.te;.Jte.~l;lr'
.di -m\ ,Dm diveItulo iutt~ q un ttatto ndstérioSQ,"
~~-~"-. ~~.....o:: "-~~~~~~~~""'~"tn..~~
inafferrabile: ·Ma è, proprlo,..quekta inafferrahili-
~ ~ fine si rivela come pien~za d'amo.re.
oL-R$- 'Riper>c<?rrendo iJ..1om ~assato, non di rado.1
vecclri patiscon~ 'tt~h~seris~ di rolp,a. Si sen-
_tono -responsabili~ C~l~Gt:~n.~~~ di non aver
procurafo· ài loro -figlf . o il' tteèeè&qfler fors~
costOrQ ~nèmmeno-più .praticano la religione' fu
C.I.ìi: SQno stàtÌ Bnevati. Se p6.i. sono~ st~ssi a
mm;e' in: lJatlà i ge1J.itorVin:Célpandoif-del fatto
V"'- =;.~ •

ehé·ntm~Ì'ìef?cono a condurr~ bene la propria


esistenza, allora il tmnr~to' si fa anc_o~a più'
a:tUto .. W;utto-'questf) non:li ciiùta certo ~stal'e
le g10Ìe me ·lav-eec1;ù~-e:.aÌlu;ltéLin.§mlGG>:Cli ri-
s~a:r.e; _.' '- '-.
\,. .r: ~ .
;Ho -cpnpsciuto dei veccJ:iì saldati che solo te'--
lativamente tardl·ha·nno pr.eso coscienza del
male di cui si sonò resi corresp~llbili in tem- -
po-di guerra. E ora l''autoèon<ia~a parè itFim~·:
.. diabil~"A questo p~t-O .gi.1!lng~· ;lutare il mes-
: ~aggie derpèrdon:o.,S~ Pio p@rdoV-a.· -:- _~~ posSia-
mo belccrederlp - anche nor dobb.ìam~o~
. nard. L'intera, nòstra vita - còn tutto:Il PèSQ.,di
'errori che possono av.ethi segt).ata - resta -im,..
~ mersa nél m.aredeU'in~finìta miserÌCo.rdia c:H
'.~Dm. ~utt~ ~..
lo spaiio dev"èsseTe or~ pccppato da:
• . . ->--~~--....;.,..... =''' .... ;:=>

una O~J;'~
01010sa:'STler~n'7a:
,-
" " '.
. .-
Wl..,..." I F 'G" f J'"
. '"
....,,1> L.l J) .Iu. p_.1i,s-'~ __
- "-
{,J4;r
Noti -€- certam:enteagevol~ ,!~§&1;.S1l.&~t.~~
-ÌfllP~ittl~~~-é!~~ l1IDl1a)!IiQ~U'gle_~e~alretà
e dalle condizioni fis̀he e men1:ali ormaicom~ -
,promesse.. Al'Cuni al12';1ani;:Jld esempio; insistò~
nO'ne~voler compete:r:e quasi alla pari con i col-
leghi p~ù giovani in alI.1Hiti,)" lavòrativo~ Com-
battono,1'affaticafrteltto preçoce. cQnm-ediçinalì
d stiinolanti di vario g-enete~ éompensano.la di-
~nin:uit,çr celerità di esecuzione 'sottoponendosi a ,-
prolungate sedute di ~làvorQ. Ci sono quelli che
esagerano sçonsideratamente· neUil pratica ·del~
lo sport: jogging, ~scUìsioniiIì montagna, 'altte
discipline:..'. còl' rischio di mçorrere in: seri .in-
cbnvemèhfilisicì. Quarràoil corpo o la mente..ci
-segnalano éhe- qua1cdsa::non:-.fu~iona più .come
prima~ la ragionevolezza irl.duniebb~ a non~for...
zare t~mpi e modi. . .
!L~l@~ -l~~~~~~~.JieLriFDnosc.ere~~k(a;-.e... _
- -[.<;~tiJùgilLcons~gJJefi~ity.~jo~A~il:fi...
-s non esdudonOù:Ift:ayià l'applìtaziom:; a varie,
forme di attività ancora 'utili è-salutari (sportive,
lavor~tiveJ artistkhè), praticate secondo preeisi
.crìteri 'qi moderazione, sulla base çIi una vigile e
conetta percezione d.elle, reali'pqssibilità: '
~ . . -
'. La psicol-,!ga austrlaçaEya Jaeggì6 rif~ris:.i.;:e,
'.

\ la 'storia di un certQ~~ignoF J~:rckenL -un .ti,poas-


sai dinalllico e spornvQ 'che~ g~un:toa.1l'età del--
là_,perl~~OIle;' pregustavà la pos~ibilità dì comj
plere lunghe 'esc4r~om ~ montagna: Soprag-~
-ro:un,se peri) un itf:p:s-<:erebra:te.are lù GOstrip-se
" sulla sedia a. rotelle,. Fattosi «taciturnò, schivo
e amareggiato~r-JoQheÌl ùi.terrU,ppe: ogni con-
. tatto. con gli àmi~i, rend~l1.dosi via via insOp-
portabile aJ.,loChe per lp. moglie, che- pure 113 àe.-
cudiya am~revolme~ .. Un giorno-che Jochen,
ormài pèr ,l'ennesima volta, andava ripetençio
che l·a vita.per lui.noroqvev:a'più alcun senS?,
al F'ùntio che. 9-vr.ebbe< preferito morire, la- mo-
glie shottò: «Adesso basta! Non senò più dì-'
sposta,a tollerare _che la tua disgrazia agginn"- :
__ga ult~riorè i§.alap\el1,to ~ amarezza- alla nostrà .
vita, Le .còse 'ormai -~tanno così, io sono pronta 0.
a condividere con t~ il dolore, ma solo quanto
è;necessario, senza ch-e Ju N~ aggiunga dell' al~
. -trp .con là tua ostinazione~ rton: vol~re .accetta:-
~ -. .
- )le -la tUa j.nvalidità».. _Quella reazìone ~I?1p.r<Qv",
visa-scosse inprpfonditàJpchel1; .AeceUò dì Qr-

6 E_ Jaeggi, -Tlitt"eilum Schfltt zuruck u~d'.du siehsJ: méhr.. Gelasseri


alter'wertjen;'Fl'eib'urg-2005; pp. 12&126_ . ~ '- <"-;-
garuzzare- assieme alla moglì~f q,fialc1ie -pàrteci-'
p'azì~ne al teatro e- atdn~ma,;-pe~sirt:d)lti~che
'vacarizà1 in_moRtagna~ $:opra~tutto7 {~.duràlite.
lunghLcoRaqlii _si _li:svéglià- tra i-gue un D:te~a-
- vìgliòso- -Seht1me~to di ,~omurti'Qp,e,~coht~ d-a
Iilblti anni -rion,a~'Vano -'più -sperimen:tato>>..
Per-Inchen e sUa -ttloglÌe la vita; aveVa final-
11Jentetipreso tutti·! suoi dìrif~. ~ ~ ~ ,
_ ,HO:'i'érb-.à-nd-he conosciuto d-ei figa €lÌen~n; - - .
.oséino -riconoscere i" limiti deLlorovecchi, e
qy:mdi agite dì-;€ort~eguenza-..Essi ncn1.-.$Oho di.
_vero aiutb.al-génitòrJ ant(iam quan<\'lp soddisfa-
_nO- t:ititi imO"-desideri. L'accettazione =aei-canfF· ....
.--:.~~-:,::o..~_'!,.,..~ ...::.,.....
- ,,_~~_

'ni-iinpostì
~ ....
---~~~
daU'iriyeç<!Mamento.........
.,~~
è ui1
........
~
'"€Qfll:etto' "
-...--~,~~

é.oi!lvoige~am@..éd.ue fu.:rfar.tiJ g~i(}v-ani devo-


r_che- "'-,~~, :t"
_nò co:ti:tinUare a esprinÌ.ere tutta la loro :Mu-qa
verso_gli anziam? sQs~éherli 'in,ogm--IP-odo, Ì11a
- -senza -esimersi daIYaiutarli a Pl'epde-re-g;raduaI--'
mente.doscienzà déU0" f?téÌt:o "~~le -de]lé ,c-Qse. . -
. -r
~

__ '- - ,-Alla vecGmaia' appartì~e anchè' ~ sç-Thtndin,e.


~ Amici e çonos<:.:emì SOriqJ.òrS~'gia in grillI parte.
. m.o-rti,- molte attività on;nai S0no risèrvate ai
. giovani; ta1volt~ mtervfe~e àn~e 5Qr~ità ap., la·
acc:iescere il senSQ dì;.is0l~&nto.
·Ci sone' modi. diveISi.di. '!.e$sere=so:li"'. lo .sto-
bene da'solo e gustòJa solitudine qu~dò v-oIu- .
tamènt.~ nii apparto par ·gustare ..una bUona 1et-
tura tiflettet:è o medita-re. -·C'è. invea.e una s.oli- .
L

. ~e .che ti piom:ha"a:-d.dbssD c@n tutta la sua'


pesantezz,a, face;ndoti sentire escluso dai con:-
" "tatti -uroairi, tra'acuratG dà tutti" l~ciatà s~o èol
mò disagio.
, Pect HermaM ll~ss~- l'"cèettazi,Qne della pro-o
p:tia,soIitu.d1n~ è-.un pel:€.or"sonècessario per
YaGqui;$t-Q della saggezza. Ne ''parla in una pGé'<
~. ~ !~.

sia, <
--

.
Davvero non c~è sa-ggezza. .
se non per chJ ~mayosèurlià,' _. - '.
- che som~messq-menJe e con ferm.ezzà
i!là tutii ci "f!epa-ta. .

Strana sensa#one passeggiate a sera! _


- La·1xfta,è trolitudine. -
Nes~uno éofJl1SCC r altr.o-; .
~~èsoio. <' .~
-
·n mo€l:ò in cui si affrorita la snlitudìne duran-
te là y~éc~ Glipende in gr~ parte 'dalle espe-
rieIl?:e che hanno &egnato Y:infanzia.. ,

«<;!ti détl?amb~I1~~it~~~~!te:~~~
~~l~ prÌ1;!ta, ;~e' in lqi si iOSRerp €J~nsoiidq,S,~
fid~qa·.~ s~~~nel
~., . corso della \!itapofrà'
·.eU'nuovo su1;lù:~Jaso1itudine çOJl-animQ ai-
'. tll«;o'e stiduda~o.1Jic{)rdiA"E!i gassato' cènti.;
.1;I.uapo ad, agge C.O~ fon;~'..o.'!!" punto, d~lo
~piQmbaré nél:12anic"Q.".."qUMdo t?Jt capi!<;l diJ.i-
. ttw~8~ol~»7.: . , .'

IYaltJ;:Q,canto, un b~bin'o èh~ non im~.asB'e


a restal'sene per qualehe t-em'pp.qa. solo, a mòca- :
te coÌl. se' stéss~ dq: ~ulto avrà difficpltà ad ac-
cett~ré l'a soÌitudine:r la troverà .9.uldJJOs.amente
mS0pPQrtabile. Chi ìtell'J'ìnfa~ia nol'! .ha-appte-
BOa svi1uppa~e 1aj-antasia" in seguitO Bi 'aspette-
rà Che si~.sempregli altri a ~~tt,ai'e e.,otga-
niZ?Rre"gttal~osa petJJ,ù. .' __ ,'. ~..

«Se dùrarit~ l{infanzia~ alibìamo imparata a


fare certe.'oosEi cOn gusto e ~òie, neÌl.a mlsU-

7 R Rìemann, Die Kunst des Alte~ Stuttgart 19Bi~ p.. 120.


~ ra e'per ..ì1 t~mpoche desideravamo;-seabbia;-,
md ;praHéaoto con' entusiasmo H gioco' creat~­
va, in seguito non ci è~pÌte1'à di:stibir~'la noia
e Yfnsofferen.ia·
- - della solitudine. Saremo s.em-
~ ,

, pre.' in gradù d'inventa!Gi quiitlcosa acuI 1'i-


vbJg.~réjl nestro interes§~>~s.

.. .
Un, buòn ralipoftb: con la. solihiaine va ·.dun-
;que.-eosttuitò già iièl cOrsoqeì1avìta. PedI tilo-
sofQ. tedeséo~rfhur·SchopeÌ\haù.er è~la gioven-
tù, :iltempo gll1stoJn cui «imparare a' sopporfa-
·tè la solitudine~\. apprezzata come sorgenfe di
gioiae' serenità»fJ. A tal fine"purtr?ppo, non 'ci
Sbcéotr~ la·'fren'esia di fQ.ga. J.n cui inbappàJlo
molti n!)stric0;ttempbràriei..~
... ~ ;:' ~

~;SiamQ se1ppr~ in fuga .dand~ st;ssi! per'sot,. .


.trflrcLall'#lcontrQ con la nòstra réaltà pr.ofon-·
'. dà. Vogliàmo' "sepipt~a7Jere qualcosa,' invece
,ch~ -"'ess;e>r~ .qu~lçosà:, ·(Wll1.e direbbe- iEric
Froa:lIn»)lO~

As~m~tfdallo ,SFftittro della sòlitudll}e, Ì1l'dltr


-"-. .
,8 Iu!, p.12S.
9 Ivi, p. 122.
10 Ivi, p. 123.
anziani si lamentà~Q ~el ~atfo elle i figli.Cg t~­
potA 110}1'li 1{isitano frèquenlem~nte. Sì séhtpnp
vìVi solo qUàndo qu:àlc~no- gira ,intQDl6. a- 101':0..
fu questo modo $l MUtallP- di compiere. un Pe.
ds~v() pas,SO""dio)uahIrazion.e ItÌehiesto. dalrin~
vecGhi(tlle: ifnparar~""çl:COJlvivere .sa-ena,mente
oon la prO-pria solitudine" gUst~re il sìle:Q$jQ.~· ,
scéndete ip- profondità" riandare 'al }1aSSato p-èt .
apprèzz:qre il.V~Ql'Ì più. iutentici della l~ro vita
-e:deIta lo{o $te!?sa pefSQna~''A. ~ riguaì'd0,f..non
si procura dur~v~le bene~èio '~i rtQstri veçc:hi
Qt$n4o d~si méstra dis,onibilì a sopdisiare
ognil(Jto--pre~e~ . " " '. .,
-Un me-zzoefficace per tendere più lieve la
solìtu~i:in:e oonsiste.s.ieutam.eI1te ne1Yaprirsi con
.shnpatia e dedizian:e all'~iente -e:alle_peFs0:"
~'dte cl cii.oondallo"invecè che sempre'e solo .
attend:eì'~ tutto dil-JOroI:' .
-,. .".. ,

.:-«L~ vita e ·il.mondo sono talinente .crurm. di


m~~vigfie die aSl'effano'sol&-di essere '!'-1::o.-
-p~e;:. ~ le perSQ}):e sono così ricche ·e YiU'ia-
. ,mente gotate7 che- sempre si può trovare
. quaIruD.()-9; qualcosa re!SO Cl:li.-erientare il no~
strò çuo're e il' nos-qo jnteresse - sia ne.}la for~
-ma di UJ1 amore fattivo o d4. un
~derio.-di
cOÌlos~èr:.e in·profòndità, sia-in una partecipa-
zioDe creativa'o' nefi'adempimehtQ di un'm- .
eombe-nza~ E ptoprio <iJ.!Iesta capacità' di gioi-
re per qualcosa, di amare o t~alizzare-quaÙOì-
sa con gustoha mantenercfin vifa»l1. '
• ' "lo:"

[ . RièSce a.·convivere serenamente con=la solitu-


\ dine sol~ éhi ella imparato a rivolgersi' versç' il
i p~opri~ ~t~p e ~ ~lltrare in contatt~ con il s~o .
1O" p'lU
\' .H vero e pI:.ofondo. P.ptrà J:.OSI trovare n-=
l poso in se stesso;-Poiché a nessuno è consentito

se>ttrarsÌ al destin<i della veccblaia e alla sfida


della . "solitudine esistenziale'"
...
.~~~~ ~~~
di fronte~ ' -

mort~Jlon priviamoci àImenò délla possibilità


..........-
di tra.$ifòr.mà:E q1.lesta s~litudine in una espe-
rienza positiva.

«Una prima occa.sione di sa:epità.è rapp:re-


sentata dalla nafurar.nella .misur,a in c1;Ù sap-
piamo rivolgere ad essa. -la nostra attenzione.
Chi- .si rende. sensibile' Cl tutte le meraviglie
de1la vita, chi si percepisce '·creatu.fa' tra le
créattrre1! partet:ip:e del grande-e universale
.cìdo qel nRs-cere El -del morire, del crescere;
""del maturare e deLdissQiversi, costui non te~
me la solitudine. Essa, dél resto, è"s<?Vente
~" l'unica via "che lo fa accedere alla lIdbnensio-
ne creaturale", lo aiuta a superare gli angusti
ed egocentrici confini, metf~ndòlo in co~ù­
mone con tutta la realtà vivente»12: "
"

In passato, per molte persone che <llonduce-


vano· la loro esistenia in ambiente prevalente-
mente tontadinorquesta rasseren~ante parteci-
pazione alla vit~ della nà!Ul'ae.ra del tutto
spontanea. Da -v.ecehi, era" per lorosnffidente
sedersi su. Una-panca "e fissare a lungo l'orizzon-
te per sentirsi' in pièna sintonia con il mondo.
circòstante. La solitudine nQh erà un problema,
la conversazione era spe~so un sovrappiù." ì \i"lf'l.éll
Un secondo elemehtO" di aiuto VÌene da ùnà l ' ~
.vis~Olle:"di fede: ;~~ ~entirsi jIU1!l~rsLi~oI-I' ~v\'
~""§.ua 3lPErevoie prQvv.!9.~enza. ~do _"
nella. soIitudi.n~ .~~è~~!l:ll~"PEOf~~ldìtà 'f}-t~ iV~
del nostro spmto, Jl trùV1amoJàlo. In-1m il no-
stro cuo;~in9.uiet~ifica, riconoscendolo fiZllfé6-f.
comel'~nfima ficchetzache 'oltrepassa ogni
possesso esteriore:

12Ivi, p.. 129...


:«L'accesso alla nostr~ dimensione più pro-
. :londa.ci consente-Yineontra con qùeH:a: realtà
'..Che -chiamiamo DÌo, o "fondamento cOsmico
dell'ess.ere",.f;> ~mÌstica solitu,dine".. È CÒSÌ che
l'estrePla solitudine del nostro morire può
trasformarsi in un septirsi tlccolto, in 1m: .ab-
ban€1.ona;si a ~ui f'otr~bhe,co:prispòndere la
parola "sal.vezzau~~T3. '_
------ --
• È molto· sìgnifièativQ, per me; che queste pa..
'<..t.~ .tpie ]?1'ovèngano-non çla un teologo, ma da uno-
~ psicologo quale Fritz·Riemann. Egli Sa :che nella
vecchiaia, quahd(!.incomberà la .solitudine de}
morirej· àvrem~ .bisugno~ 9fl!..c~rfez~~he tà
nostra--cosdenza da'sola nan'può-garantire. Ta.,.
.
le certe~A. ci viene da glIel DiQ.,.che, non a-ven-
-
d; mai ces;i:;di ~ompagnarci nel.corso del~
,la:vita, ora è lì che ai apre le- braccia per acco-
glierei anche nella -morte: In questa:prospèttiva,
1'esperienza della' solitudine diventa sorg~nté
dì genuina SRirima1;!!à. Ce ':ne dà cpnferma il
teol9-go protestante Faul tlUicb:-o «~I!d-.
ciò
res:
.ompliQ inoontra1!,ellnua~sO}ihldj~~. Ìi.:
meS'~ 1 ... _

nella sòlitudine .che si manifestaSlliveDo della

131vi, p. 130.
'nò~tra religiositru sè. è autentica, oppure se .si-
gnifi~q 'soltanto un:
tentativo di fuga da qqella
.
solitudine con cui almolf,fento crucial-è délla .
- o;; ~

mort~ tutti dovremo ·confr-onfarci.


La inistica ci dice che'in noi c~è uno spa-ziG
. nel "quale Dio-e il suo mistero dimoran~. Quan-
d~ io mi açcosto a questo s'iuOgo del silenZio'~ .
da:vve:r:o posso-sen;t:irmi a casa. La solifudinNd""
lnra è trasformata.
. Friedrlch N~etzscftè cOIIDsceva-ÌI pericolo d:eh .
la solitudme e l'esperienza. della .lIpatria"'" quale
rimedi.l;> eontrè di èssa. Egli sì'pose «la più <.lffi.
lorosa, la: più pung~te domanda di un cupre»,
doè~ «Dove P:Osso davvero s-entirmì a casa
mia?»l4. ID una"sua poesia.- intitolata Soli4ufine
- 11 filo-sofo·i.J.nn?agina: la situflZione -del vècdùo
«mndannafo al viaggio iI1:vernale~). Nel1a:-primà
strofa ~ Qetto:' . .'
..
.'L? (JQtnaçch~e"g:raechiano .-
" compien4o· voli frullanti sulla -città:
tievìchem presto.
Fi!rrtuna.to colnicne ha una casa.

14 Irt~H..Sehippel'gés, cit.,.!i. 34..


E aUa fine:

-GUIli ti colui c~ non ha·u1!Ul caslI!

f' È nella .veéGhia~.~·-che si decide.~'esìto délla

I ~omanda •.se·-abb!a1Jlo una casa QPpuree no, e


dove pos~iamo' t~ova:fla. Non POS~QilO più. 01-
. frircela tante persmice .amiçhe .che Ol'mai, una
dopo l'altra, .S€l:ne sori~ andate. Non ci resta che
. \ ~va~la ~ mq", .~n,': qu~I ~~tro spazio .i~tenPrè '
m :Et!-l .a.bita il 'Il!!~t-ero.. e dove realmente possia-
\
mO"sèntimi
'. - casa!/~ -
Ha_.', . .
e • •
III

ESERCIZIO DEL DISTACCO

, ,

<Untt~el~:te all".ac(ie,tté\zione di sé. e della


propria esistenza; la"veechiaia campo:r:~a an-
c;ne l'esercizi~ dell"ldistacéd:. La vita·intera si
• • '!t .' .
cQnfigpra ~ qualc1i:etnodo .co:p:tè urt continuo.
distacca,rsÌ ·daqualco'sa.: dàll' infanzia, .dalla
gi-ovineiza, dalla famigl;ia, da ·certi· segni. ..
N:(1). ~ipu:ò restare sempre attactatLaì pre~e~­
t~. ~è si vuoI.e...cre:S~1:e e riIfl\ovar:sLocçol're
prendere. cos1:a;ntemente ~ngedo.-4a f~!l!e.~o"
. e--
s'e·veecbie.
-, " .
. Ma ..è soprattutto, ~el }empo. della yeéGhiaia
çhe j ,g,istacc4i possono .diventare partJ~olar­
Inent-é dolér9si. Si deve abbandonare ~Jitofès- L A-hfi
~Ol\~. COP. cui p.er lungh~atJni ci siamo. quasi
identificati; vediamQ allontaRérrsi, ;persino yenìr
. meno, taJ;1te Bersone.dalle quali~. sentj:v:p~o f.é!A",.
ac€o].ti, I:eserçizio d.ehiistaçco. diveITà pertanto
~èrefameilte ~g~yole' se già. nel c01'so~~a vi,.-
ta,'Q.utante la g~ovmeZ!l4 e l'età adulta" aVIem<?
appreso'a-praticatlo.
Nél Vàngelerliç;iòvanni sì .mttonta ;ç-ome
. - il prç>spetti
-Qes' -; a Pien,
t r ' con .uuaro
...'t.! ~'b.''-TI>'
·..:.....'6....a:gglo1
la ftee~ssìtàdel ~ccq:
. ,

,«&'0:1:
.' t in
I.
vert'là .ti' .d'!Co: quand ' .,. t'"
jJ '&rt pm grovane l Cfl'tgelJl
.
. ~ la· 'Ve'Ste da solo, e il~i·dove VfJkui; ma quandlJ
':i saoo""VBCchio t1inàenli tè:: tue -mani., e ·un. iif.t4:o ti
t
l·i:inge.rà la, ms·te e- ii .'flf!IfJerà
r'" dove
"- tu n(J1'f"'ouvi
. l (Gv 21,18).

L'apostoio Pi~' ~i è pl'esentato cOme una


persona motto impulsiva. È lui il ;?l'.il'oo a ;ri-
spondere alla domanda dì.GesÙ': Volete «ndarvf!-
ne 'tln:ohè-ooi7 (Gv 6f Q7): fu. o-ccasi0-nè clelia lawh-
da -dei piedì yòitebbè ~ttmrst.ai gestQ clj Gesill
ma appen"a il Maestro gliene ìndim la ~ecessìt:à,
.. lw.sua di~rlmìljtà -si fa.esUberante': Signò:rer
f1;()t'l Solo i pJedi~" 1rulamfhè . ile ma,ni 6 fl capo (Gv <

. 13;9). Ebbe:fl~ quese'uomQ:>-'n:ella suà vecchiaia


;dbV~à, di'stacCarsi -danà sua stessa ~lontà, -da
. quaiSi~i: progetto petsònale,.-e lasda:rsioondur-
re 'do~-e nohvorrgbjle. . .: . . - -:--' .
- Nessun.~ma incamminarsi sulla via -ch~
condW;-e alla m'@}!~ 'mà-~.pt(jprio dì qu~to ch~
si tra~ nella vecchiaia~ il graduaI"e distat!co dai
- n.(Js~i~ti, "(1)i~ì .p-~ noi stes~ s~~o atti
prelinUnan .n.ella· prospettiva del 'disfa€CQ dalla
:Vita:. ,
.'"' .'M; Pietro ha una curìosità da soddiStare: :001'-.
tèbre ·.sapère che .c~sa :accadrà. all'amko suò., a
:quel w:s~polo elle GéSÙ pàrticolarmente?'amàva.
. Ild eccO là tisposta: Se io wglio òhe .htt1111fil'11ga ~
,ch~ io.vmga, 'cosa ~rfa a 'tè? Tu seguimU (GV"
2U21:PìOOu deve ritlunQare.a;ttcb.e a COfl0S&.,ete
il destino '9~glì altri, n.el ·caso 1?iano ·cms.tìnati a
~ere·dì una vita pià1unga,. d~ 'sua."Egli non
d~y:e ronfrontare la morte·.ehe Dm)la riservatò a·
1uì éOR la- ,crodfisSÌQ:J,l.é; con la s'Orte di altri.
Ognuno -deVe c-otifr{)nta~ unfcàinente con' la
U._' ", O.•=·a,,-Om
&.:ll;;;.;l(}·;..!'
~
... O .... ,·....o""'"r__te,F
_~~~_,r .
neràltro sema '$aDere in antidpo
...f:':='-

"'C2ro~ .~.ffettìvan1e~te--sal'~. ~cro~ quìndì 'm-\ "iVl J"t .~

:~~":~do\- ~
.' .,0 : " - .'". ,. , ' : L.t...~~~'l8. K ~
. ... ,-~

. ~Quah1o sia :faiicoso", per J' anziruio~ ilprogtés- -.


. . slvo e inèVitciblle ·dtsfe,i€"c.o da" t~t-e .realtà che
'hanno ri~pìto la 'sua -esist~ l'ho verìfkato
-dirett~ente con riùa-mirue~ la qua1~ negli ulti-
'mi vén..ti. anm-
della ~ta po~ disp@n:e sOltin~ .
del tre per"G€II.to. della Stla capacità visiva. A:ve~'
va' sempre frequentato volentieri le persone, in-
trattenendosi anche 'in lunghe camrers:azÌom.
NQ:tt potendo ormai pm riconoscer1~ a çljstaiìz~,
d~veva attendere che fossef~ loro a rivolg~le la
'parola, e quindi ad...aVViare il disç-orso•. Quando
poi, un.anno PIlma d:élla In0rfe, subì la rottpra
del femo:rer:dovette .disdire,'la. sua, parte.cipazia-
ne alle riumoni de!.':gruppo anzié:lQ.eu~ oltte che..
. naturalmente, sospendeFe la frequentazione alla
. "Séffi,ta ~essa quotidiana. Frattanto prend~v:a co-
scienza e palCIava del -fatto. che neerchio delle
Seue c0'!lP5cenze andava sempre più:assoftig1ì.aÌJ...
doSi" visto che la mOTte n;ti-etev-a tutttintomo
se.nZa ièmission~: Ed era com€ se qualche part~
di lei"Stessa emigrasse oltre" la soglia de1l'eterpi-
tà,-~fso la dimQrGtdi Diok':M;a tuttd ciò, pur cctn
la 'sua carica di tristezza, non.intacC'a-va.·la sua,
pace-'e Ia sua nrafonda Sèrenità.
Un, giO!D0 mi disse: <~~riesco p~p.rega.­
'~ Un7 altra dolordsa rinùÌ1cia. Ma aggiunse:
<<Borse. t,.suffigente dire~isì:"a Dio. Va..bene m-
.sÌ. ~~>. La'sua p~eghlera di~
veiuìe c.osì estremamente :sem.pli,!e e purificata~
.:<S~a ~tta .la '~_a :ol~tà~>. L'es~enza d~lla PI~l
ghiera~.no:n consIste :fOI'se nell' offerta.lnconEli-
.zionat~ della nQslr-a vit~ a Diç? ~ _ ,l
l\ Il k ncU.ft~là, H~t-G-tJil.f~~ V'al'
'. Lac~msuetudirfì>che regolano Javita~ dt un
convento non contemplano rigorose scadenze
di pensionamento. OgrtLfrate -può tra~quma­
mente lavorare f~n quando S;Ì sente in forze.
Questo ha senZ' altro-- un .effetto salutare Bugli
individui~ anche i più anziani, che·dedicandpsi
a un'adeguata -oCé:upazione si sentono -anGora
!itiltalla COn1ùnit~. C'è-tuttayia il petic~loch~
qualcuno non colga esattamente il momento in
. do ebb l . l·b ·1 ~
C~l - <vr -e ascIare r ero l suo p<?sto 'per
l=-M<Uf-e
fvI1,
~::perso1)apiù-giovane,
La S'q~ttf)-re ted~sco Johannes Kuhn riferisI:e
qualcosa di simile riguardo al.famoso vescOvo
protestante Otto Dipelius, al qlÌale~$i attribui-
sce- il çletto: -« Unq-istiano riman~ seID:pre in
servizio». Egli era <un'ottima guida per la
Chiesa berlinese, ma-i}on mostrava alcuna in-
. tenzio!,-e di rinunctare al suo ufficio.Un giòr-.
110 alcun:! .panoci si presentarono a lui per dir-
gli:. «gi~oF vescovo~ in molte cose lei è'stato
per noLuh .:esempio. Ci sia ora di esempio an-
che: ~n qpestò: che sj può diyentare vecchi sen-
za .réstgo;e smo all'ultimo ~aggrappati ·alla pra-
ptiafunzione,v;ole~doçontinuare ~#re 'per-
sona1mente tutto». Il vescovo rifletté un- mo·
.:gtento e 'poi rispose: «.Avete ragionè. Nella
vecchiaia dìv:ertta· importante anche. e soprat-
. tutt0 chLsi è»1. --,
Pùò-Gapi~re -a-b..ttti. di s~l):tirsi sminuiti .quan-:-
do arriva Yora di abbàndnnat'e ilJavoro Q c.erle .
posiziOili dìpr.e~tigJD,· "quandò viene..méno i'e..
nergia di'un tempo ~-svanisc€ il proprio "peso"
sociale. Ma è propriò aJ1Ol'g: che-dovrebbe òmer'"
gere ii' genuit:~o .l71iÙ,ore di una-pe~Qna. l)n po'
. roìn~ d ins~gna questo anoodott>' della .tradi-
zione tauista, dove SI raccònta ili rua..apprèndi-
sta falegname che :osserva stupefatto ù!1a gi..:!_
gantesca' quercia, bitta, nodosa. ~ '.~ .

" ~H maestro çarp.entiere disse al ~uQ' garzone:


, Sru perché quest' albero~è ·div-entat<? ~ì gran'-
. de ~ vecclno? - No ... perché? -.H ii maèstrot
;Pe,tcM ·è. mserVit>iie: Se fosse stato' utile, -già
: '. da· molto' tefilpo l'i) avrebbero abba;ttl:tt~, ri-
- ~dotto incassi e,us?fo per~osft:Uìre t~ e tavo..
fi. :Ma po1ihé noir'sèrviva; Io-si ·.è ll:}.:stìato .ere-.
, scer~ Pe.t,quest'b Ora è c-osi fronqos0' e possia-
mo nposard alla'sua ombra»2..

1 J. iç:olm,.~uf;llrùch ip.-ein rteUI!S.Land. Das Alte1:ill~ Aufgabe"S!l1tt-


ga].:t19B6, p. 56. , "
':2 In E. Nòuwè!t, Zeik•. , cit., p. 4!? .
·.Tutto "ìl·Vialor€'dU~iuellq pianta censisteva.n.el ..
fatto di·essere aempliCenlellte ,~Piantal'1~ 'ciEfsciu-:
ta· J..i:Dèrq alla-luce del sole'c adesSQ··Ù\· grado di'
offrire ripgro ~l vìandantè bisognosQ d~ frescu-
ra.. tosJ. è- per ·noi. Quando ci si d1s~àtca dalle
appareMe esteriòriì di:vènta pìà faeile neonò-
scere",che.n.nos:tro vero valore CORsiste unica-
htente nel fatt(\) che-·siarn.o l'~n~, umiuaeu • La
vita rivela·'allora. tutto il S1:tU"signifi.çato è la$ua
. J;lfllità.,~Chi:Ui1<lue ci passa accanto'può ricevére
un 'benefte<l sollievQ, ]~oiché non ,cerchiamo pili
nu1Ja~ma siamo semplicemente lì.
IO' po~so 'distaCGarmi, soltàìtf0. da' dò me'ho
saputo accettare~ accogltè1;'e in. p1!oprio.
. P~trò . .
quindi L/lasciai andareJ~ anche,la mia vita nella
,,' misurà ID. cui Yavrò -intensàmente e giOiosa'"
mente vikuta.' c. G. long affenna 'elle a partire
daRa '~J' della p~..Èriéb§.isl~pz~ si
man±ien~ vivo -s6lo ~9rl fu~nt~ ll!-0Eile:. La
morte~rappresenterà illiIDite estremo, 1'espe-
rienza defi:nitiva del rustaCl:o. Se.coi1do·Jung,le '
person~ che nella vecchiaia si mostrano m~g­
gi~rmeIite 'impreparate al.'distacco 'sono 'quelle
éhe,?ella gio~ezza non ha~o· imparato a lot-
tare; ,e ora fanno. faticii ad accettate là. vita cosi
come si p:resenta. ';'èhi;-ha f;;tllito nel corso- della
suà vita ha be.n pOco da cui dìstaccarsi'nel tem--
PQ della vécchìaiai-nqn gli reSta che dolersI del- <

la vita"non vissuta.

<<'Un gtovane che non -lotta e non vince sper- .


'pel"a.. il meglio délla 'sua giovin~za; \iD. vee-.
chio çhe non sa stupirsi di fronte' al. mistero
. del torrente- die da'l monte scorre Verso la
valle, è una persona ip.sig1)ificante, urla
..mtu:nnrla spirituale, simbolo !li. un pass~to iJ;-
.-~gidito;-È, fuori -dal gio~o -de.lla vita/ al, parLdi
-ùri lll:ecèanismoehe g~a a vuote con estreIJ.lél
c

"mSlpl-enza».
. ". -. 3 , _.'.

Anche Hermann Resse considera il:'distaeco,


ebme una p~culiarità della' vecèliitaià, In una
sua poesì~ paragona il veçcliioa una' foglia,~ih-
giallita che aleggia verso·casa. -

Ogni fio:re tende alfrattti,


(:Jgni mattino alla sera.
. Nulla ~ eterno suLJti terrQ
- saliJo fl mUtJ:tre, .salvo l'avVicendarsi.-
i _

3 C. G. Jung, Gesammelte liYefke, éit" p. 4~.


~Anche l'estDie piìtbelhz- vuole
r
tilfine- g~s.tare aidimno e fl'de1;lino. '.
- ASp4tQ.,:~o fnglia.; cQn pazienza, -. -
-fin(}7l q.uando il vento-ti rapirà .

.Fa' il tuo .gioco ,e flon oppor~e resistenza..,


• lascia. s'(J1!l:T1lic.emente che accada. -
:Sam il vento cke ti _strappa
a poTtarti ver.so easa4• ,
; ,

Chi sa accettare :!ldistacco sperimenta una


sorta tlinuova leggerezza: A.ltroYe H. Hesse-der
scrive' n distacco della. persona anziana co.me
un offrirsi, un donarsi. - '

": ~:ecessità.della giovine'z.za.-è p:Qtersi prendere


alli seri(). r:N'ecessità della- vecchiaia ,è pote1'.Si .
offrire, ayen-do scop,erto in sé
qualèosa che
merita dies,sere valorizzàto. {~".] Compit-o, de-
SI'd'
eno e: \.Lo:ve~
..J -
.' ciJ.a."gIovmezza ·e, il wven1re;
d·~l1- - , . ..J.: " •

, c.ompito deIYuomo;:maturò.è-fàre donodf'sé)~;.

Un dista~coJ q1lipQi, inteso· non,CQme rasse- _

4 H:ltesse, Mit der Reifo. .., clt., p. 56.


-s'lvi, p. 80. . .
gnazion~ p~siva, ma ceme. condizione dì Ji~-
. là p~ristabilife' il contattp COl',\ la.realtà,prEjfon-
da' del nostro' essere~ Spèdalm-ente 'nella .vee-
dùaia s'impone la rinuncia al passesso..,ae; be:-
m.l!~alla salute, alla tra~à delle,relazioni, alta
" I~·

, , .' sessua - "l: -t·ere,


ali't'J . ~'"po ' !_.i::._ al ...- sì . F~"·
ll~lle· no~,W.o ,esso ",-o .

D~stacco dal pos.sess6, .


< •

.È-àelude;ofe vedere pe~ffan2i,:~:ostfnata- :


mente aggrappate ai. 10m a.ven, domirl~te dal.;
l'avarizia,lmpreparate al distacco.' VogJiim.o vi-
, ~are sino alla fine peR:hé il patrÌnJ.onìQ~an-
. 'gei. mt:att&e ancor più, s"accrescà. p~ tali pelSO-
ne il più àelle'vòlte il oontrollo suì.b~Iii mate:-
-ria~serv~ per 'raffQrzare'Ia àensazIoJ!le dj vitalì-
"tà ed efficienza.

«Essi !ispamrlano. e C;9ntlnuano 'ad accumu-


.lare,:còme a vqler tènere lontano Ogni pensi~
ro snUa loro !ine" foise iIludendÒsi di poter
" 'vivere in' etemo. Qualunque cosa d(}vess~ro
perdere è causa dì s.qffer.enza quaSi fisica, CO"
me se venissero derubati di 'una porzÌone
della lOTO energia vitale:. Hanno infatti 'tra-
sfo:qn.ato illorq possedèré in un simbolo 'di
yi,t?l! in quaicosa che ha l'effè1to dì farli senti-
, ,re,ancora sempre. 'Viv1>-~6~

Chi giungè a riporr~ il. senso .d~llà: sua vita


nel ':"~iposseQeIe".J' può solo;'con::d:urre ·un'eslsten-
2ia. terribilinente' fredda. ChI invece;.nelIà'"vé"G-.
.chlaia sa ~ist~eal'si daj ~uoi' beni, faGenttone
don'O ai POy$Ì d -distribuendoli ai figli! ~i rltto-.
va interioa:nenre libero.! ~apace dLcogliere la m-
gione'Profrn;;tda dt~lla_$ua- '!unl~.nità":._NeI,§a1mp
4~[?±91leggiamo:;
. ~-
-
'I, Non
se
tetrÌere se qu:alcunp-fri àrricehisce;
aù1nenta 10 sfarzo della sua ca.sa~.
.~

.
; .

- ·All'll sua~mqrte non porta-nulla con 'sÉ,


. n.on scinde còn lui la..S:Ull g?arz'a ('vv. 17,.lB}\, '

s~ 'siamo conVinti che. la .motte ci cosbjngerà


ad ab:bandonàre ogni c'Osa, è urta s.celta di sag~
gezzà. praticare fin cl:p:na .l'eserriziò d,et dist~e­
ee,G~ si libera interloimente da ogni 15rama di ...
possesso, può COn più' fadlità e serena fiducié!' -
lasciéll'si cadere nelle braccia dì'bio.

6E Riemann, Die·N:rlnst...,cit., pp, 111s.


-\-Distanco dallà salute_.

I,.à buona -salute è<-uno -dei beni più preziosi


erhe la vìta<possa riservarci. Merita pertantò di <

essere sQm~aD,}ente apprezzata e~ preservatà.


Ma" che dire di chi sf a.g-gràppa ad esSa spasmo-
dkamente, con f èffetto tU cadere nell'fausta pa.:.
tologica di perderlaì '

(~Si-:scmtano ansiosamen~e·fufti i <sintomi del~


'la vecchiaia; Si. scorgono oVWlque_ segnali di'-
un possibn~ maiaruio. "Reazioni del tuttò nor-
mali indU-éono al sospetto: il polso; il colore
delle fe~i, lo s~so appetito .... E non si coglie
il "paradosso" per ctti, ,con la~s.cùsa di p.n
ì;)l~~d'ente. contrQ-llo dello statò di salu~e, si
gJunge ~ perdere di vista -ciò e~e potrehJje
ancora alimentare la gioia-di vivere}}7.

Chi Sì preoccupa..soltant0 della $ua salute,


.difficilriren'te ri~sèe a ralJ:egrarsfdi cip..che la VÌ":
ta sta ~cora @ffrend(J. Trova difficile, ad e$em-
pio~ gustare-il ciba, ne-l timore"che }!ossa 'CaU~'::'
" gli danno. La constataziOne cne '.non gli f:- pw

- ~ 10, p. 112.
le
pGSsìbile 'tenere sotto .petfetto~ contrbllo sue
condìzioni fisiehe g-e~era un aff~o ancooa.pÌù
nocivo.
Per non P9.chi· anziani le frequenti 'Visite mè-
,diche rappresentano forse le uniché PQssibil.?-tà
-di restaTe m contatto con-q1:lalcu,noi talvolta li
dottore ~ la sola persona con cui -ries_cono anco-
ra a confidarsi, e che.. presta loro ascolto. È do-
veroso -Occuparsi dellaproprìa' salute, z.na''Con
IBÌ;sura, p~):sbto 'con,m:'- 't~onevole distaccò#
visin- Ghe la, déholèZza e Je malattie sono realtà
alle.,quali nessuilo potrà niai sottrarsi.'. - ,~ S-t.cv't~
-La,:salute non dovrebbe mai-assumere, cor/e
purtrQPP0. talvolta aceadé;,>la funzione di r(~Ji_
giane sos-tìtutiva'/~ ~levatp;al ru~lo:.tiiDi&Ai re-
'qÙisito materiale ed effimero della salute fisica
no.n potrà che coinvolgere in una spirale di in-
quietudine c1U le si affida.
. li dunctue oppo~tuno prendere atto ~éhe i v@.ri
aspe-tti della vecchiaia suggeriscono un riferi-
- mento.,àl1a dini.ensione profonda della persona
llmanaj 'Ché non, sì definisce certamente fil base
al proprio stato di salute. 'Porse €i proprio.q:uah-
le
do' en~rgie fisicne s' allentano, -che-liessere
umàno è più pr-openso'-a: disc~udersÌ' aHavera
e originaria, immagine- di IAo che reca in sé.- 50-
. .
l~~.s:eDiò diventa.1'aspir-azione p:rimarià'.e,}o. \
sc@pO·'Qltim6 della,mia vital mi diventa :gossjbi- t
l~ éfccettare ìn piena sereriìtà r esperienza. q,ella-t
. veèobiaia. 4

Djs.tatço· d"lle rélàzioni


~"1.:! ... _
,,~

. :,COll- Y~vanZare ddla veçcmaia si restt:inge


inevitabihn.ente iJ -campo -delle relà.?:idni-umaI).e.
Molte pèis,pne ~on le quali e"I'avamo 'i11iCdntatto -'.
.- parenti, amici El j:o.nosCenft -..sè ne -s-àno già .
andàlè, lasdando in 'IfQi un giap :se"nso g.'i vuO-
t-0..Forse anche la toÌnpagna '(ìl coinpagno~ a'j
.tutta una vita-ha sci-olto"le vele·per il suo viag-
,.gio nel mondo del misterò~ Gli ste!,si figiì~ dai
quaH.ci si attendeva ma:ggiore attenzione e assiro
stenza; sono ormai ampiamente assòrbitic,iagli
. assilli delle loro esistenze. Sembra che-tutto" un
mondo sia cadutO. a pezzi/e che la 'vita aolt sia
, pJU degna di essere· vissuJa~. .
. Pùr non sQttovalu~do il.dolore· ,dei distac':-
cht l~ vecchiaia d-chiède chEt, .anche 'daViu;ificÌl
f:ranftl1narsi delle relazioni umane che molto
hanno- contato nella nostra vita, '~on ci -lasciamo
p~rò ~~~.~e"N da ~ ma eontirittiaìno a vive:
re ID forza di ri@i stessi e dellà. nostra ve11ji iden~
~~~

tità: l,Uferenetòsi prDpriamente,a.soggèttì che ,"si


~pl'~ndono~,·tuU~meftte infqrza di una rela:-
·.zi(}ne strettissmra,. é[l:!:ftSi .esclu~iva, cpn un'.-altra·
personà-·...:. sootamènfé il partner di una,yita -
Frltz RieIri:ann scrive: . '

«Ciò ha sempl"e a. che faref in certa- m1SlH'ft,


. con ì -limiti di un amore 'ri~asto infànfiltf Si
':vive sol-a 'in.:4ifériìn.ènt-o e in risposta a un' al':'
; tra p~ona, Senza una vita'ptopria;-e qUando
.' quella p.er,sona ~e rn,eno· eroÌla, per così di-
·'re, il mondo.-N6n resta nèssun,altro'a cui fare
, rfferimeIl:toJ nessuno 'su
cui appoggiarsi, nes~
-s~no di 'cui s~' possano' soddisfare le
1"; ,chi'';;'''te»" , .,.
'L'" .,"""" 8 "'.",
, ~ite J1,l ~.

, Soprattutto, i .ceniugi sono thiafuatÌ, quando


cominci:a -ad-annunciaxsl la-v:etchiaia, a daTe
spazio all'itteà ch~ con tùUa probabilità non 1a:-
--
~8,trll

sceranno .insieme queSta terra. Uno sopravvi-


W..à all'altro. ~~ -e-'Chi restà' d0vrà continUare a vi-
vere.
-' Il-distacco è .sempre dOl<?r6so, e occ.0:t:re u.~

8lvi; ~, 110.
lungo periodo di lutto prima che la' perS'QJ\a
s.compaì:sa sia- fin~ente "lasciata libera", sic-
.até pOSS!l tra i d"qe instaurarsi lima nuova re1a-
ziQn~, q~esta v~ìta segnatadall'interi<m;fà.
~,
.~ e anehe eh'ì .81 'fì . ò' ,eJ:vor~
-. T1~ntaJ l b ; pOSltiV~-
..
ment~ il suo
..-
- .. . .contiauando' a;préJ.ticare il
]11ttn,
'>PIto d~l mort~> tutto deVe restare come pri- -
m.a" com~ se, l'essere a"inato fosse, ànc~r~.fu vita.
~vece., simettQno..su.bito.lfi cerca' di '
I 1.ln'altra per&ona c1ie venga ~a .ri~pi~zaré qtlèl~' .

. l la a~esen' è ~ata..

«N-e hanno 'òisogno per se stessi, ~seIl?a te~r.


alcun conto del1'altro, ma solo"della funziòne
. ~he eSSQ ha nena loro'~it~.. TI partne~ ~ ìntèr-
éambiabile-, nèlla- misUra in cui permette ·'di
continuare a vivere secondo il veC€hio'-sche-
- ma., risparm.'i,ando. la n-e.cessit.à di diventare
. una persona !.~~~.\ltft~q,t~i._- : ' h

Questo tipo ~i reazioni per quallto."coIll-


0-

prensibilf - non .aiutano perp a progredire. Nel:'


la vecchiaia occorre imparare a restaI'e solt Il
gp~dè se~so di solitusiineche può essermicaù-..
<satO da1la perdita della pè};Sona am~tq, de.vQ!m;':-
.. perlo~ccettar&ìnordine'aU!acquis~ne,di- una
più piena consapevolezza Ci me ~t~so e dena
inia vi~. E '8p10' quando avròfàft-o qu~sto cam"
""
mino semò pronto, se si d~à il çaso, di pensare--a
un'altra persona con-cui accop1pagnarmi--. .
S~o plU:tanfo.,individuabin diverse ~fast in .
que1ld che- possÌt;UnO chiamare il "pe~orso del
< - ~

!utto:'/·se voglìamn che si risolva in un"-espe--


Ìienza. dì ~e~na mat1n"~one. La prirrtà fage è
~ueUa del SO'ngg,.i:lo.- Devo s~pe~' distaè~aJ!e
. tntimajnèntt:\.dalla persona cara che la morte mi
;f.ha portato via. Dev'O '1asciar1a·apdare,).i accétta-
it re.di. non:pot~da più abbrca-cc1are e baciare. . dì,
non avere più! colloqui con lei. "La seconda/fase
del.1ufto:·è
. sovente-segnata--da1là
. . . , . . , .J.jbèlll,onet' nDn
vog1io r-assegrtarmi a qu,ella perdita;< il delore
per la.~eparazi()ne forzata rimane "acuto ~ 'tal-
volta destabiHzzante,-. Ma è proprio attraverso
queSta·~sòffe.Ienzar ~~atat;nente ~c:€ettata, che.
. io perv~ngoa1.hi teF-Za fase: ~ pacè piEgIa C(i)n
':lle. stesso, alla scopertçl dt.)'tuovè pbssibill:tà nel.
mio -spin'l:o~ .' . .
.' A.q~tQ punto, avendo iQ' ~Jmenté lascta-
ta ''!!Pera'' là ~rso~ amata, si ,rende go.ssÌpile
?Ra nuo-v~ relazione ron.leh'Div-entEt pe;r mè in-
tÌIria compagna di viaggio, che mi facilita un'
, sahQ çontatti:> 'c,on-'fu#@ ciò che' ancora è presen:~
te in, me ~e F'ossil:tilità di vita.. ' -,

Dìstàcco dilla st!ssltaHtà

" . N onpoche perSQne cOhfl:nUaTIg ';;rviv~~e, aIi~


die nella vec,chiaia; 1~erotisll1o e la~essualit-à:-€O-
.' ' mé esperiepza appagp.nte.È erratu .pens.are ehè
bèl1'et~ senile vengameuQ,Jà sess~alità. Basta
'osservare ·le tenerezz~-eh~ alcuniélllZiaru. conti-
nuaÌto,à
...
seàm.biarsi. NenunenOl&,Un
'r li.
fatto ÌItso.,..
:,

fi;to~'ìa "soip,resa'l. dei1linnamorametÙ:o•.Un te-


ma, quest~, su éÙì merita !ìf1ettér.e. ,-
_ ;'E:sistooo diversi' IQodi, per i .ve<::c:hi,:,di vivere
la-loro ses~tta1ità., Non si 4~ urto s~ema rigido.
DlJiantè-la veccmaÌà 'SÌ r~:1.i;l:nifèsta-,~tgn1fieativ.a­
mehte)n €he modo el,si è rapportati alla pro- ,.
p~ia sessùalità durante hi vita. Cero anziàiù re-
stano ~/fìssa.ti" ,sulla loro preçedettte 'Seffsuali~
-rffentre però sentoIlCkChe'1'uln è 'più -la. stessa
,fonte dì piac:ere"co'me:Ìn p~ssàtò. Regredistono
all<Jt;a' ~ <<forme p~egeni~li di 'S'odqisfaclm:ento
. J?u1~ioltét1:e» (F.J~ierti:anl1). Per esempio, rivc@gò--,
n{rtuttoit loro interesse ·all1titrimento, . -
, «Diventa tema principale di conversazion"'e
che ~sa: e c.pme si è mangiatO; che, cosa fa"be-:-
ne e'che cosa-flo. Nen di-rado insorge Una-ti-
pica .avidità e ingòtdigia"' senili, qlIas! crhe ,il
, cibo possa mancàre, o ij."m~~giare-sia l'unica
, èosa.ch~ ancora eontà>;JQ. . "-
.
Ariri. espedie~ti traspoSltivt délla sessuaÌità
possono' risultare la corlosità morbosa' ~ l'esibì--
zionismo erotì'Co(' l •

.. .",.
~

"'(~n -yeècmo lastivò è. èm"bl:ema:ticame1Ùe pre-


. se:rç.t~.nelle raffigma:zi:oni della· çast~ .s.usanna F
-, ai ?agno. Sono,: ben noti::anehe 1 ~cchl mali':'
;: gni éh~ "YBI~nqsaniènt€~' prontoIànù ,é criti-
cano,' ~lfliggendo..ì:1 mondo ~ch-e'li circçmda.
.ESp:çim,Oli~ riserttlmentò'e invidia vis"eerale
"... soprattatto 1\ei" c@nfronti gei. giovàni. Spesso
,. si -ha YtIDFessione ,che tutta l'eJ;lergia. vit~le
arrcor.;:ìrprese$,in lorò"uoll. sappia esprimer-
si éhe sotto forma di livore e pecl:idia»,l1.

~.-a~Ìnativa 11. queste forme viziate~ è im- ."


portante -che nella vecchiai3 sì rlscopra la· yera
·natU.tà della ,s~ssualit~.- -Camate si esprbne:t:à
neee.ssariamente in<Itla.niera meRQ-- nilpetuosa
che in passato, ma proprio-per questo sarà più
tenero- e -delicato. Non:è affatto rarò~osserVare
"~om.e p.er m61fr-an.Zi~ni la sessua:Utà sia ben in-
tegrata~in questa fase della loro vita. ,
n BanQ interesse-veFso la propria éorporeità si
manifesta anche in una eqniJìbrala cura del eqr-
po. Nan 'si tràttll dunGlue, al sopraggiul}g-ére
". della vecchiaia, di s9ffocare la sessualit~ ma
piuttosto-di coglierne e accettarne la trasforma..
ziol;1:e. Di fronte delÌ"Q..ttenua~one g.ell'istinto, è
possipUe... apnr~La un mooo d'amare che,. senza
rinnegare jl d~~der~ò e il piilcer-eì si esprime S<Y
pra:,ttutfo _attraverso' la. tenerèzza, la fiducia e .
l!~tiinità. Sarà la realizzazione di-un ~apporto
amoroso segamo da un~ ~uov~ e iI),sospettatà
pro{Qndità.. "~. "; -

t. Dis~co dal: potere . .


..• ;

Per i vecchi non sempre è facilè rinUI).~e al


-potere e alYinfluenza CÌ\e petlunge tempo batt-
-no
.
sridamente ~se!,citato. Lo -notiamo sòprat-
.
tutto rigua;1~ò. ai: pQlitici, che non' vorr~bbe~o'
mai us~e di scena". Nelle aziende:iÌ conduzio-
. ne familiare 'sovente il padre; nf3n~stanteil pa-
lese affatieamento;, tÌ:ova grélnde.~coltà.a ce-
dere la gestione ai- figli; oppure, s€ lo fa, non
conced~ piena autonomia 4eciSionale. Ciò può.
GauS:a:t:~ asp'ri e deleteri conflitti.
Chi nonJnte~dè rinunciare alla sua po~izmne.,
~ pot~~e-~-cter~a di .còm,pen;sare ij~ venir 'Illéno
delle forze;;:{)n accrescit!ta sòl~rzìa -e"<iediZì'one.
Vuole dimostrru;e "ai giovani" ch)e è -~n€Ol1a in'
grado di4-ehet:e- tutto sotto ton,troDo.. '
~. - .
«M9- que~to .açcr~ç~ si~:la ten,sipn:e Fsichìcl:l,'
-sia il~-rischio ~ fallim~ . Infatti; ora-al .pri-
, mo posto non. éè-il r~ultato ~ sé, IQa piutto-
'~tQ la difes~ <;ii u.na posi2;ione, ì1-"non-QQ.ven-,
fallire" r,e ~iò pu.ò.risultare una" perìcolas-a-
sòrgeiite ai error,i, poiché molti elèmenti nop.,
,.$onQ 'più valutati correttamente. L'inevitabile-
sovr-accarico psic-o~b.gi,co paò-"Cpndurre ,a. dei
. \cedinientì
. C~diaèiI"O
. ~ ~
pelé-1o
. ~
meno :fayorirlh~2.
.
".
, .
-Quante più Yanzi~otesta .aggrappat~,~l.:po-
- --
_ 121uti"p. 113; '.'
tèI'~~1anto"più, s"accresèe i;,t Ilùmeto dei suoi dei
nemici~ l giovani si ribellano4 Pl'ÌIìla o poi Yau-·
torrtà: gli sarà sottrat.ta forzatamente, .sempre
che nÒll,inte!vè~ga prima ia mort~. E allora
:l1oit. si potrà certo 'pàFlare di l'JonorevDle "Conge-
'do~ ,.,' o:'; -'
. Rinunciare- al ,petere non- significa velÙre Gel
filtto' annullati An~i, sovente .. è proprio attl';~­
verso l'abbandono di.:una,pn~izioné-di dominio
che si~rènde>:~oSsiQ.ile_u11a nuova e.soddisìacen~
tè·fol'.ma dì. presenza. Già àn~'éfà dì Z6.-anni niio-
. Badr.e ~:veva aVViatn.· 1m cOJ1).IJ[erCÌo di materia:,
le elettrico' all'irigro,Ss6. -Due suoi figli e'-una n- .
glia ~n~r6n() jn seguit9'a la\lÒta:re, con lnì. n .
Qyeeé:tùo" contìnuò· a' gèstii'e personalmente-il
.negozlo ancora per'>moltr anni, ruiché non si
.conVÌll.se'acederlo aì.Jigli. E tuttavia ogni g~01'.- . ,
no c.ont1nùava a rèndersi' présente nelfuffÌdo..
Qy:alche ',antieo clìefltè, -andando, per-'qualche,
'pi<tdlo -aequistol ·ndn manèava di paSSAte-a sa-o
l.utaTlo é.scàmbiare qualdie .€hIa~chierq:; In èf-
fetti, per mio pad,re il denaro e il potere non
erano mài sta.tec?se ·di primaria importanz~.I· e
ad~sso;"in q1,lèSta soa pesizionfr,apparentemen-
:te fuarginale; si ritrovava a essere per. molti~
ìn\el'~ocutO:fè l"ièercato e credibile, al q:qale ci SI
avvicLnava pèr resp.irm:.e' una :~erena visione_
cl~vlf~~ _ -

Distacco dall'ego
, '. ,
~ne-'- ed è~Jorse' il 'p-a'Sso più diffidle - la
-. yecchiaia cmedeche. ci si -~stacc~ dal proprio
J~" .l sàggi di tutte Ìe religioni insistono ;sutiIle
aspèttQ: 1'eg-o <;leve :motireL affinché ,qualc0~.a di
pì* grande pussa~;v-enir~ alla. h.lce. NQn diN-erso
è.l'imtito rivolto da, Gesù. ai suoi discepoli: Se
qualc1J,rto 7JUlJle veJ;bire dietro' di me, rinneg1!ti'se stes"
.so., pr.8naà'Za"iiUa Froce e' mj.,~.egua·(Me "8,34). Rin-'
, negm-e nel s~o .di dÙ"è' nn"".dI contrastarè la
If

tende~a inriaffa di appropriarci di tutto, di ~t-


to a noiriferiré. ~. ~" "'~i

N:eI differenti: 'àspetn del <iistacco già p,ref?i in


considerazione - dà! possesso, dal potere o dal-
la salute ... - ,si "tratta sempre, in' definitiva, 'del
=

distacéP~ d.,11' ego, quindì~ quegli eÌementi chè


cotttJfihuisc,on0 ~or-temente "a raf~orzarloe In
-certi casi a· identificarsi con esso. S~eondoC.'G.
Jun-gp~'è,sopraftuttodl possesso ,a' rafforzare la
'-'.~aschera" e l'ego. Una maschera Che -Va poten-
ziandosi al puntq da tendere ~n'l:possibile,la.'
percezione·e il <riconos.éì.m.ento del nostro vero
.#sé"o<'Chi non giup'ge.mai a essere veramente: se
stèsso, rimane p~ei sèmpr€ immaturo, llQn ,rea-
lizzato. .-
,{ì,J)..t&fi...f. È una vera sfida-quella d~....:.'!!?Èàndol1ar~·-il
f (i} prQprÌQ,ggQ,...pe.t:..realizzare in nqi uno spazio.
tJ ~~I!~..1L12!9~ Perviene -àl propri~' s_é" -1i~ièa-:
/I

mente chi è disposto~a integrare in sé l'i.m1.TIagi-


né :di Dioo In s.enso religios0 significa: non è più'
l~gnì ma è Dio che...régna in.:nòi. _ -
Gesfr h.a -annundato la presenza del I!regno
'di Diou in mézzo anoi: Se lo sappiamo acco-
.gliel'e, Dio realizza effiGàcemente là suà signo~
ria neÌ nostro intimo e noidiventiamo:realIiteri.2
te "noi stessi";-Ciò significa: redenzionè, sal.:.
_vezza, guarigione, int~gralità .. o
. Nel concretò dell'esistenza quoti9-iana è pos':'
sibile praticare il distacco dall' ~gQ attraverso la
med~taziorie e .la preghiera, in particolare 'nel~
l'esercizip delPamore / carità.. Ma è soprattutto
dmante la vecchiaia che s'impone. l'appello ine- '
ludihile ad- abba~donare il proprio ego, per
quanto..doloroso ciò :possa risultare. Riesce a
_"invecchiare bene" solo chi diventa capace di
rinunciare, in tUtto ciò che lo riguarda, al-;suo
egpo
<R_diStàcco àaJliego c~pll,rta .elle ci si conv!n-
ca e si acc~tti ç1i l\èD<~ssere"I!tù al çel1tro d-el\.in-
y'eresse.:g~~"di nQn essere più; t;~psi4e!!.ti
~tessNi.. dì non ave~e 'più' poteJ;:e né ~usso
alcuno. Alle frequentì piccole r:iÌIlunee quotidia-
ne si può' reagire amaramente, oppure viverle
corde oppnrlimiJà- dl distacco dal proprio ego,
dicendo "sì" a' Wl progressivo ilnpovetimento.
"'l
Sarà allora-possibile speriIhentare l',interna èd
esterna pòvertà non come Una péna; ma come
rinnovata~Jibertà interiore., Solo chi ap.ptende hl Ù Il:
ad a<;,cantoilare il ptOprio ego' diventa veramen-
te libero é_s~ImLal~~gn~' dLÒio, rittov~do'!l
.~Ont~ttQ con l'oFiginaria e genùina iì:nmagme di
Dio impressa in lui.
La dottrina mi~tica parla 'c:J,ella morte delfego:
,dò non"signific.a.che dobbiamo artl'tullaré il no-
stro ,'~O". OC-Clorre affrancarsi dall,e sue mas:che-
rè al fine dì rfs€oprirlo:e' realiZzarlo nella Suçl
dimensione .piùprofonda e liberante.' Ascoltia-
mo Ciòvanni Taulepo: -

«(Dio vuole trovare un uomo povero. Distac-


cati! Se ti veriissero strappati i tuoi -beni, un
. rupico ~Ò·un faritilia,re, o qualsiasi' altra cosa a
cui h~ attaccato il cuore, dò avviene affin~hé
,,-iÌ ~Q. cuore, "finalmente nùdò e poy.er-o-; possa
.affidarsi totalmente: a Pio. Diò ti èerca:.lasda:-
ti. trovare..' [...] Q uan,d-o w.'.LImpro~so,
- UFO , . . .,.'
In:Ler-
namente a esterìor:'menté, fi colpisce il dolore,
..sappì 'air~~ ,l'Sii benvenuto, mto amatol~ unico
fedele amico! 10 n~n ti avevo iminaginato né
. atteso!1 )>,13. - t , '.:.

La rita st-incàrica. di frantumare pO'c'O 'cilla'


volta--le il-lusioni·e 1~ "maschere" che cl-siamo
CQstrùit.e -sui no~tr(rconfo. È ,~emprè doloro~o
·assisté:te aRa vanificazione del n'Ostro ,ego, ma Et
un' destln'O. a cui 'nèSsJmo pùò so(trarsi. QùaIdo
. .venia:nm privati di ;ql.1illcosa ci -cui siamo legati,
inVeçe di lamentarçi 8.recrÌIIl.illiilie, è da p~rsop-e
sa-gg.e tic:onosèére' proprio lì Ymtervenfò di Dio
che, da vero amicoi.ci ·aiuta a distac~da noi' -
stessi: Angelo Silesius. descrive questocdista'Ccm.

".

13·IhR. Egenter,1.ast und Segen dir Einsamlceit,jn: Alter werden ...,


cì:t".pp. 8 0 s . ' _, .
14'Ivi, p. 80.
Finèhé riteniam.o- di ,significare an'Conrqtrai':'-·
.cosa di fronte- al mondo, finché continuiamo a
bnuare '€6n :ij nostro ~a1?ere,. finché asseçoRdia-
ma le nostre-relazioni .. : siamo,m pericolo di at-
. taçcarci a queste cose. Subiamo la' tentazione di
coll~gal'e a tutto ciò la perçezione e il valore d~l
n~stro essere uomini". Sperimenteremo. la ve-.
1/

rà leggerezzà e 1'auténtica libertà di spirito solo


quando, distaccati da Qgni finzìone, CJ aff!dere-
m'O totalmente a Dio.
,"
" . FECONDITÀ

Chi perviene, nèl tempo d..ella v'ecdùala, a


e'sprimere~C0n serénità atteggiamenti di (Jaccet,..
, "fazione" ,e "dismcco!! 1 è. nella condizioll:e, di pro-
,c.m.rare a questa fase della..$Ìla'v,ita una nUn(j)va-
. ta fecondità:. La fecondità di cui parla i~ sa1ml-
sta;
.,
Dgiusto fiorirà come pal:rrJo;
eres€erà,Còrne cedro del Liban(}.: f f ~"t. f;
Quelli piantati nella casil del Signore
ficrr.iscono~negJi atrj del nostro Dio.
::=-
>
(...~ $Ih il;

N"!lla 'vecr;nitija daranno ancora frutti, - ,'-


. rimanendo vegeti erigogliosi,. ,:"
~_ per annunciare che .r~tUJ è il Signare: "
mia roccia, in, lui non c'?-ingiustizia ~,l"t V;t: rt -e-{ J
(Sal 9r[921,13-16). .7

Sono dueJa-oondizioni ric:tdeste per là fe.con-


dità: la giustizia e l'essere piahtati nella casa del
Signore.
Giusto è l'uomQ che conduCe con rettitudine .
-: la propr~ esistenza. Per Pl~tonè è giusto"tolui
~ che rettamente si rapporta alle eSigenze del
f~~~opriP $pirit~ e~l~a realtà Che. 1;> cil'C?nd~;
moltre rende gIustizIa alle necessIta àegli altIa.
~ fA Il giusto, dunque, non pensa ~içamehte a. se
~~
~,. ~~ . -. .
Multinnziani si rivela.nò esn:emamente trarci-
o .sisli. ?oprattutto €Qloto; che nella vita hanno aS~"
saporato qualche- svc:cesso,' al &0praggiungere
della vecchiaia non sannO. di!!ìtaccarsi dalla p.r:0"'" :
'pria immagine ~ fanno di tutto per.mante:fie~là
in auge. Non pOéhi personaggi pubblici (potiti-
-ci, 'scrittori, opiniomstiò gente di spettatolo) ri-
schiano persino di vanificare gra.Th'parte dello-
ID operato, per -il fatto di non sapersi ritirare a
tempo opportuno. Nella maggioranza dei casi'
non hanno più niente da dire, ma accecati dalla
veneniziorie .dei loro fans non si decidono a
. uscire di seel;\a. Pensano che il mondo .debba
continuare a gkare iRtorno a loro. Soltanto clù
nutre rispetto vaso dj. sé e verso. gli altri, ed è
determinato adagir~ retta.mente, riesce à ren-
dere -fruttuosa a~éhe/la propria· vecdliaia.
· _. Essere ''piantati nella casa del Signore" è' la
seconda condizione dena jecondità~ Occorre
.mettere radicUn Diò# s~ vogliamo cI;t,e il. nostrO
-albe-r.Q contirlii1:a-dare buotri frutti anohe-quan:
do il fisico è ormai :iJ:tclebolito a causa degli an-
.Ri Lo ditnostrano quei nUlÌlerosissnm -~iru:!:Ì.
_d~q"- solitament~ tra:i 65-e i 15 aru.u ~ che
si maittengono fisìcamente e spiìitualmeJite.l-n-
'~! mQltQ.sfficie~",- Depone.a f.avore <-di, una
san-a spiritualità della veceh1aia il fafto che non
clsi r-assegna an'inatl;ivi:tà~ anche se occorre evi-
tare ,di identificarsi o definfrsi in funzione deI-:
1'impegm> svolto.e derrismtatì ottenun.,
- Una signora pensionata mi confidava che,
plU. essentlo ormai stiolta da precisi vincoli la*
v-Oratfvil continuava.a s~sLsrittò presslop.e e
quasì' iJispiacium di non realizzare qualcosa di
più e meglio (in casa ci fuOri casa). A-rrìva un
t~p0._neHa 'Vita.m cui è-necessario JiberàrsLda-
gli eccessivi a:ffa:nni, lasciando che la no-&rraesi--
steD?"a s-coEra secondo ritmipiù pacati e sereni.
Solo a questa condizione è F@ssibile esprimere
gW!a e fecondità di servizio. anche d.ur~nte la
veccrua;i:a. '
- God-ono dì un salutare senso dì pieneZza e
sodqiBfaz~one soprattutto quegli anziani chef
. - ' - l ; \~, V\ VI fII(.. ~~

ruveil,uti s:~sÌbili alle :t;técessifà altt;ui,.. s! metto-


no a-dìsp9s~~; di'pe!!<?,:,~,tj ~éU'~meJte' bì~­
gIi0.3 Il r6manziere russo Lev l'plstQj annotava
nèl-suo diario che conp:o .gli stati: ~epressivi. ve--
d,eva'uu unko, mezzo: «Serv4'e 9ua~cu~:o. con
estrenla s~J:Q.:plid~à, Non ~ppeI;la sé ne pres~ta
l'.pccasione; saper lavorare per qualcun 'altro», .
Quanti sÌ dedicano volontariamente allI assi-'
stenza, di peI:Sone sole 0, ammalate/' svilnppano
nell'" espletamento-dei van'sèrv'izi una partioolçt-
re sens~ilità umana, rie~cono a~ restare pazien-
tel)lente .in ascolta, sanno instaurare saluta;ri
momenti di comuniCazione.
~. madr~, impemata nella ;raccolta di fondi
_perJa.Caritas;'aveva ,sempre bisogno. di molt'O
témpo pa; compiere al meglio il,suo /jg1rO~1 nel-
le famig!je. çercava il contatto personale, so.,.
prattutto con i più. so1i;.Jprestava> attenziòne- alle
preòccupaiÌonì e .necessità che la: gente espn-
I!1éva; ~di~ens~va con discrèzione, incoraggia-
menti e qualdfe buon ~onsiglio, frutto di espe-
rienza
0. _ e::di una'J/filosofia
_ ~
d:f vitali", tutta
... _ sua.

'Un altro modo,per vivacizZ'are l~ propria


vecchiaia consiste. nel"d-edicarsi a -qualche pas.,.
satempo (hobby) ilppOItunamertte iI)dic~' per
-
·questa fase della vita. Eno svago cne redJi'gra-
tificazioi\e è urt ottimo antidoto fion&o la st11ìtu..
. dine, l:1til~ '~ch~·a pt.eve1!Ìl'é momenti di·:risen~
tlm.enté.e ttisfèzza.
Nott ..di radòA- proprio ~ella v~echiaia.si vèn~
·gono~··~- scop)ire possibilità .mai. sospettate op- .
purè rimaste'a lURgo SOPRei attitudini mugicali
o pittod-çhe, abilità man~ali di vado generè
(bricolage), passìon~ per.il giaI'~ggi()i' i viaggi
ci le ~èUrsioni, molteplici irit-e're.ssi culturali,
ett. Ne~ello in ernesta' stagion:edella vita
vanno ROso' limiti alla- creanvità é alla Jantasia,
quindi ·alta possibilità di trasformare. l'acere:-
sciuta- dìsporiihilità. di tempo 'U&ero in- oCcupa-
- zionipi'acevolIilènte appaga!lti. .
Chì sperimenta in concreta la fecondità della·-
vecchiaia non trova difficile· associU'si alla lod'E;
che molti celebB yec"èhi hanno riserVato a que-
sto periodo- deU'esistenza·l11Iiana. Poss(!"offrire
qualeh~ esempio. n fi1~sofo cinese~Lm YUtang
di~eva':. «A questo mondo .non -c'è·'nulla di più
aXE:nìi~iòlé S~~ un.....,UOllJ,Ò y=ecCh!9 e~sagg!o»i';o A1v&-
J. W~ von Goethe, ormai vecchio" .scriveva a :;:: vie.
Carl li. Zelter:

l1nH. Schipperges; Sein. Alter ieben...•. f cif,,'p 112.


· «,Posso davvero 'sJls~u'rràrti all' orecchio la
gioia che provo a motivo dei pensie.ri che in-
s.orgQn?·in questa 1l}jçt età avanzatal per dar
· retta ai quali e metterlj"in ~tto o-çcorrerebbe
un'altra intera vita »2. " .

Lò psichia'tra tedesco Heil;trich f:loffmann scri-


veva nel 1879:

.«lo ~non capisGo perché c:osì tante pers.one si


'lamentino della, vecchiaia e ne abbiano timo:-
re. Da parte mia, >nene limitazioni che essa
: -impone aUJesistenza tr0vO ,.qualco~a di, rasse'"
, .renante, confortevole e pacificante. In quanto ~,
ottimista nato, consJdero questa fase della Vi...:'
· tacom.e hì migliprea -:cònfronto di ogni 'altra
fin0r~ sperimentata»3.

Tre 'citazioni ch~ ci sembraTIp sufficientem~n-


." te·convlncertti. Chi·'ha imparato rarte,del vive-
re, -riesce-a scoprne, e mettere' a frutto anche gli
fimegabili pregi della veççhìaia. ~ex sindaco di
Brema; Hen.nlngSch~f-, parla della "l2-<ilicr:O-

,
II !vi, p. 116..
3Ivi;p.U7.
mia" dell~ veéchi!iai.ovverp ·clelle. moHéplici
form~ e~ta#v-e attraverso 'lé q~ali ~:;>sa pu,ò'
e-&primete tutte le. sué- pote.p.z:i,alità~ Da; parte.
sua, pur essendo i;tp.pegn~to in varie organiZZa"":
zioni, trova il modo di -te,.nere letture per gli .
alunni dI uua scuola elementare. Ecco eo.rne ne
,parla: «Io sono im;t:am6ìato di q~esti. bambini --e
. traggo .granà.e. g:i~ia da ogni ora di lettura. tIe
" 'Yinipressione che'anche pèr i più piécini sia'sn-'
._' tnf.!lànte.Vèdere un volto estraneo e parlare con.
qualcun..o che potrebbe essere illor{) nonno)•.
Hennìng Scherf si ba~te con eot\v~ionè .per-
ché sia ~data possibilità ad '~a:oziani.
, esperti'~
. di
trasmettere ad altri; ~oprattutto ai giovani, qual-
cosa dellericche conoscenze accumul~te nel
cQI'so della vita e delle 10m attività -professiona-
li. In qu~s:ta_ dìreziQne sarebbe ~pporturib:J' av-
vio di apposite iI.ùziative -: s.e llon addirUtura di
ambienti.specifiçi - che conSentano agli anziani,
- oltre che di sentirsi a 101'Q agio, çfi esprimersi ef-
:fi;cacem.ente..e Gon-hì.tima gratificazionè .nel qua-o
, ~ro deJle loro personali competenze. ..',-
E.tuttavia, tanto 1t~im~ars\ a favor.e.degl1
'~,...quanto nel prat:icare qualchè~ è neces-
s~o imporsi una gi~ta misura. Un anziano che
si abbandoru a Un efficientismo e?'lsperato( qlla-
: .
si -~'~votet gareggiare cçm 'Yesuberariza giovanile, _
è come'se cercasse di nascondèrsi,-dì sfuggire ~
. ae stesso, sGegliendo la via-della dispet~ione. Ma.:.
la'dispetsio~ non 'è affatto garanmt di Una: vet-
chiaia: s~l}amente riuscita. L'attività per l/a~vi;'
tà, -comé-tèntativo estremo per sottrarsi alla mor~
. sa della sohl:Ud.ine, lascia sqvente dietro dI' sé.un
grande'-.vuote interiore; Dì aiò.-patlava~i1 .filosofo
fiaDE~ese Blaise Pa~cal: '

«N'ulla" n~l:l"uo~o è così insopportabìie come


~. ritrov.arsi senza passioni, occupazioni o do- ~'\
o veri; Sente anora tutta la su~ nullità, la sua
solitndine, la sua insufficienza, la sua dipen-
denza, la sua impotenza, il suo vuoto. ,Ed eé-
cQlevarsi dàl fondo della sua é11\irria la noi~ e
la malinconia~]a tristezza,-l'aHaI\"!19, il cattivO··
umore, ,la dispe:ràzione})4~

Affinché nella v.eccmaia le possibili forme tIi


affività raggiungano illQro-scopo salutare eJ~~
nefièo, o.ccorre che siano' realizzate con .passio-
ne e s.ereno entusiasmoi bis'Ogna metterei il cuo-
~.

- 4'In A:. A~e~, Geglùdctes Altm,. Eine theologisch-eìhiscbe Iirmuti~


gung~Freiburg1995,p.16§.- . - .
re, fare! ScQrr-em dentro" Yamore. Due .mom:èhti
vanno· intimamente. coniugati: Yimpegpo, è, il
.dellO di:~~.1 nQn disgiunfida ~ gusto sanQ del- -
la soIitudirie,. del. silenzi,? e delia tranquillità.;.
, Karl Rahner eonsidera compito -fondamenta-
le della vecclrlaia quetlo.di se~e da pontetr~ 'Q
'ilt1
le generazt~ni, per: una.med;iazione k'a-ll passa-
to e il presente. I ve;cchi, mentre si iieonoscQITo "\
Gome testimoni di un'epoea.irrimectiabilmentè
pa-ssatçl -- qumdi evitanqo ,di p..erseguite URC).Ila,-
çrorustioo giovanilismo -,,-non devono tuttavia
'sotmn:si -alla s@cietà, Q"4asi riducel1Élqsi~ fossili_.<r~~"
'-" • - -' tu.~
Vlventi, ma-continnqre a, restarcl• ltt!.lltro,
...:1:.._. -
appor""
t.mdo .1aJinf~:preziosa.de1le loro esperienze. Es-
si hannu' il 9-.ovére di ~ilnW1t:ar~_-la rulW.a. e i
suoi valori. E poieh,é non-)1anno più nulla da
perdere, ~s~endo o~ liheri.dalla pressionè di
r.'ilFpresentate a ogni. costo ;se stessi, pos~oÌlo
mantenersi aperti al "'nuovo" che avanza; a ciò
che veramente conta. Restano sinceramente m-
teressati aLfuturd d~R'uoIÌlQ e del suo mondo. <'

-Oggì, ad E$.empio, vediamo come i vecchi


s'ianD :p.m.:ticolarmente desiderati dai bambini:
no~ e nonne.hanno:te.II).pn per loro# li ~scolta:­
~ e-tispondenò aUe:loro domande, non li giu-
dicano troppo severamentej possono anche
svol~e una pmJiente .€l utile mediazion~ tra fi,
gli (sop,atthfto adolescenti) e genitori. ;
Mia 1;l1adre; donna di sempliGi 'origini Gontadi-
ne, ha espres,so nella sua veeebiaia nuoVa aper-
tum eJìbenà. Frese a interessarsi di molti argO""
menti che all' epoca della sua giovinezza erano
considerati tabù. Co~oqaiando con mia sorella
voleva ésSere e~attamente informata sulla pmo-
sessUiilità, Bench~ avesse ncevuto un educazio-
J

ne rigorosamente religiosa, non ass~eva posi-


zioni pregiudiziali o dogmatiche. Si affidava
~emplicemenfé al proprio a~ntire e- alla persom-
. le esperienza. Nonpretendeva--dj giudic.afei ma
si ~nteneva disponibile'}ler capire ~ vita.
. 'Allche ~con i vecchi confratèlli del mio con-
vento.io fa€Gio esperienza della rnolteplidfà·
espressiva della vita. Fra Cornelio, con i suoi 8-6
anni, è U più ailziano collaboratore nel -nostro
settore amministrativo. Rim~tQ. gravemente fe-
ruo in guerra, ha anche dovute sopportare una
dura prigionia. Ciò non gli impedisc.e di passa-
re ogni giorno alcune ore in ufacìo;;-dove lavo-
ra, scrive enceve molti
4 .!
amici del convenfo. -che
vengono ad ·:usufruire della sua specific~ eoID.-
pelenza" in t~ma di 1?~nsionie assistenza mu~.
- tua1is~ca. C(j~ queste persone "egli paria an4t~·
di alITe cose, presta àtteJ.1Zione ai loro problemì,
svolge- unà sorta di-consulenza e di sostegno
spmtuàle.-- ,
Fra .~o" che ha servito per moUi anni in .
. Vèneziq.ela com~: cuoeo delÌa eomunftà -çonven- -
hlale e dell'annessO-collegio~ torna volentièti~s.u
alèuni epiSodi della ~ma Vita, ma ~~nza infioretta-
.ture~ restando_ fedele allà. realtà" dei fattf: Anche
nella missione non tp.tto funzionava alla perfe- .
2:ione; mà egli non ~ ma:i allentato,lasu,a tensio~
ne -spitituale, manténendòsi smo alla fine mt~
ressato é dispanibHe.: per le Ì1ecessi~ delle pérso~
ne. Sinojild età avanZata ha awat<fe' praticato il
canto liturgico; la preghiera del coro era l'occ:::a-
sìone per alimentare la"Vitalità del S,UO ellQI'e•.
_ TI mio Plaestro~ di noviziato,; padre.Agostino,
erà1irl, brillirnte organista è, df?Iante lungm~anni '
ha ~~cj,zzàt6 la cultura musièale n~lYabbazia;
cen -la'sua, maestria conferiva allè funzioni reli-
gros.e urta partieolareprof0!ldità. Negli'ultimi
tempi, ogiti. giorno dopo il pranzo -sì l'-6cava in
. chies~ e impro"\'Yisava all' organo- solo p~r sé.
Alçuni"òspiti, venuti i\.' conos.cenza del fatto, Si
godevàno :furtiva1'Q.ente le sue esec.trzioru: av-
,?~rtivario come la muska fosse permeabile allo
5piTito.di'Dio, come in essa diventasse pèrcetti-
'bile il silènZie del; mIStero. Quando t@ cominciai
a sçri'ver~ libri, padre-Ag'osfino me ne chied.eva
sempre- una .copia, ~li leggeva. Una'vQlta mi
confidò cp:e nun avrebbe mai immaginato me
fosse tant.o dìffiçile invecchiare; 'epFure da lui
emanav.a uri aussn--di. bontà ~ accoglienza.- .
Un giorno, durante una riunione dedicata a
.un: nUQ'lO progetto edifizio, l'a .discussione si era
fatta molto '-accalorata e io ero sul -punto di .-:-
rètl.d-ermi. Padre Agosfino-mi venne vicfuQl~ mi
esortò·a non lasciarmi scora"gglare dall'ardore
della disput~ ma -di andare avanti; Un' altra
"Volta, .ment1e· ci si -intratteneva sul tema;. Teolo..-
giq e forma dell'Eutaristill, ~gli' prese. la parola
per. dire: «Non è questo che :davvero interessa.
Da ·50 afiniper me la domanda decisiva è ià-se-
guente:çredo iO:'vera~ente ip. ~iò çhe facdQ'à>~
Di colpo"il clima del dibattito si trasformò: l'in-
tervento delYanziano~monaco aveva indirizzato
la disc1:lssione verso·il punto es~enzia1e.. · ,
Persone di~ questa levatura,.che çon poche
parole mettono in luce~ ciò.che davvero conta,
rappresentano. utratltenfica benediziOllè per .
ognf comunità, per ogRi famiglia" per Una città
oaddiritttU:~ per un'in;tera nazione. .< '
'V

--

- > .,' f4~hiet


'. ç\;HVNn

. '

~oiti anziani si vedopo- orma~isolati, tagliati


fuori dalla f!Qciet4i spedaJm.ente se pspiti di
qualche sfruttuI"a d~accog1ienza e'pensionati" o
"case di>ri'paSp"). Ma perché la vecchiaia.·sta
~
vissuta al1?leglior occorre la-- p:re-senza de& ca-
lIt--me ~>n'

Wunità~- ti questo -sotto di.ver.si aspetti,. In primo


luogo è vant~ggfeso per gli anziani -mantene(e i
contatti con perSOI\e che si trOVano nelle;Ioro
stesse condizioni. Adesso, con una -maggiore -
disponibilità ;di-tempo; .è possibile ~iprend~r~
quç\lç1llla delle veochie' amictzìe ed ev~ntua-l-­
mente-mtraprendeme di-nuove. Osi.f!i--compa~
gnia, -81 risvegJiano-esperienze del passatol.- d-si
'prest&,- vicenGlev:ole ascQ-lto~ . _. _
Mia madre è stata peI' anni la resPQns~ne
de~ gruppo apziane-11 de]Ja parrocchia. Si rilmi""
Il

vanQ~periodiçamente per gustare .insieme. un


caffè, conveFsa:re; riF~réotrere momen;tj.più.o
: meno lieti della loro vita. Una sortadi Uterapia
di gruppo". Ognuna si sèntiva libera"tii paÌ'l~re
- dei p:r:opri prohlemil degIi" stati dlani~ol dei
disturbi fisici sempre più rico~eRtil G~rtfl di·ot-,
tenere attenzione. Qualche antica feritaJ messa
in contUl1el pòteva riceVeFEt sollìe~o. Sopratlut:
to non si sentivano sole. .
Invecchiare insieme. è, soprattutto un ielice
QmnpifÒ per I C6n1Ùgil "sempre che Sé ne dia. Ja
possibilità. Conosciamo magnifici esempi dI'
anzi~ çoppie cl\é' dopo tanti anni di vita-~
comtinè 'ancora si Càpisc~no' e teneramente. si
amano. Ma questo nori accade ID, ma:nÌera auto-
matical come un frutto spontaneo: èdi fonda-
mentale ,importa1:1Za l~. pèrsonaie disponibilità
a p~ocèdere' ìnsi-eiRel Ìn piena .sintonial ,qy,ali
~e sj.ano le ns-pettive.-cò:ndizioiù fisiche Q 'm~n-
. tali. _"
NDn' di radol quando scocca r ora del pensi@- ,
nameiltol si assiste alYin-sorgenza di tUlà._Sifua-
zione di crIsi tra d;ue person.:e che per lunghi
annll pur vivendo' fiancò 'a fianco, hanno' eo·,
" nronque aVuto personalissimi nòÌù di vital.de-
. t~l"iljina:ti in particolari dagli ìmpegni lavoratI.":..
vi. Solitameilte l'uanlo ù.s.dva di cflia al ma.,ttinQ
e-Jaeeva ritorno àllasera, La-donna poteval nel-
1'areb délla gior.nata; organizza:rst-·, a prQpriO
'ptaciJrlento, nel caso' fosse :casalinga;.'oppure
-svolgeva anche lei un lavo1:O' fuori casa. Ades.!
so., .inyeee, ~ ttev.aD.e a.passare int-ete giorpafe a
stretto 'contatto;·e questo può. risultare partico-
larmente costrittiVQ _sopratlt!tto per la ponni3;;.
:Qìventà aIior:a pìù che-opportuno un rinnovate
'acébrdo.di éonvivénza, aff1n.ché non si p-ebba
giungere a fa,rsi guerra, ma sia possibile una
c.OmPre~enza in piena serenità. 'Ambedue, l!uD~
, mo °e la4~ÌUl.~ '. sl.mvènter.anno €J:ualche nu.ova '
OCCtipéttkm"è, uno.zlo iI:.b6astaDi-a' ampio di
~o1iàre mtcmonri,a, 'affin:ché'.ognUD-q possa
, vivere bene per se stessD-, e- diriflesso conm'btn-
re alla gioia "di un,avitaJn comUne. , ~. . ,
I genitori anziani devono llnpaTare.. ~ parlare
~on.soHanto dèi loro .figli (o dei nipoti)t.-ma'è!l~
che di se ste~i.l eI1Ùe facilitare la,redp.;roea "com-
prensione 'C' quindi l'accettazione. Oé-còn:e· una
buonà dose di pazieD:fa per accòg:li~re la perso-
na Che .. ci vive .accanto tale. qual è, 'esattamente
come'-Ia vìta Yha ~:rg:iata. 9.ovente mi è tOC'c~o
di ascoltare le rlseJ,lute lagnanze di qualche àn-
ziana slgnera nei confronti ,del marito~ ormai
del tutte mcàpace.ID sQ,rigarsela da solo#'fusod-
disfatto dise sfèsSO, rìv~rsàva la propria ,scon-
tem~za sulla moglie; con avvilimenti ben iJn-
D}aginam1i. ogripno dév~essere dispost6 a laYQ'"
'r~ su dtsé; in oIdine. aJ.Yacc;èttazione. schietta .
dei-propri ~tLe diquelli delia c~parte, fj:ÙR:ò·
lè cohdizi"()~ neèessaria p~runa ç_onvivenza
'serena 'e .grà:tifiea,.nte pep tutto il tempo .che la
'f:ita è ancòra dìsposta_.aconcedere~ Eva: Jaeggi .
à~cenna à qllakhe perlc"()IQ~lto concreto.

«In molte relaziom'di coppia s'infiltra il gri-


gio Jantasma della .noia. Un fatt<Y-che durante
gli anni di lav@IP~~ra molto palese,' ma
'. che ora SI è fatto acuto. E la noia si rras.dna
dìetro ìnevitabilm:ente una tetra compagnia:
.il bisticciol. il diverbio; VeG.chie storie sono TI::-
chiamate alla. mente, sperialnie!lie dalle mo"
r gli.!.· "Qu,ando i figli erano .piècoli te-Ire sei
sempre. disinteressato. /. Non hai mai saputo
\
ris,parniiarejadeaso'avremmo qualcosa in'
I più"})1. . . .' . . .:.

. .Quando due anziani coniugi ìUQtatto unica-


mente. intorno a loro stessi, senza allar-garè lo'
. confini - evitando inoltre
sguardo òltre i propri '.
di interrogarsi eoneretamènte sÙlloro mbdo .di
Ustare m~iem~"· -rlanti èl-emènti di: cònfli~to cl .
lungo :tfu:nossi possono tornàr.e a gall~, mnden-
dQ.la yj.t~ a dlie at\CQra più ~avosa..:;.l figIi, da
parte 191'0, si .tengoI).o il più possibile d1stanti~
non soppoÌ'tando'n eontin~ recnm,in$'e:. di. J.lll
gemtore;"'contto··Yàllio. ,E. così la soiitudine def
vecclù si aCCIeSE-e, c-on tutto iL suo bagagliQ ~i .
amarezza..
Iriv~dùate bene insieme c6mporta anche un.
seienot'appòrto tra~gen.itori e ftgli, 'tra_giòvani e
anziani, NeJl~ .famiglie ~la:nargate" del passato,
tipiche soprattutto ~è:l mondo c:ontadìno, gli
anziani occupavano un' posto ben definito: TI
nonna non era lì soltéU\tQ per tenere· d' ()échio i
~otìni, ma la:vorava attcora-ne.lla.fattoria, per
qUanto ~e reSidue. forze glielà-eènsentivano; la
nonnà sv..olgevà gran parte delle ~accende dO-
IÌu~stìche, eonsentendo cosi alla nuora ut}.a
~ag~~re' ~p'q~il;ui~à .:i!~.dej fig~e hi
. pan~clpazJ.on-e a~.liRf'1. !)fon manca-
. ~ ovvjarr;nte. pr<)bl~rni e motivt di frizione:
.-
talvolt~ i vecchi vole~ano ancora Cbm.andare,1
gipvam riVèndì-cavaI;to maggiQre-autonQP.'lÌa. In
: generale, com~ue, non si tratta~a·soltanto di
una ·"vità irt-·conitunel1 ma.anche di una ~blllu':'
j
nanz~ dllavoro.: 'E dò· mantenevi ~le famtglie
1Il:61to unite e allegger;iva ai vecchi ii peso della
lorò caniZi~ :-
'. Questa.tipologia dì famig1i.a .~ ogg;igiorno
q'lfa.si del tutto seom:parsa. 'I geitìt~iJ'an21aR~
dispongono s01:ttamentè di un' abitaziop.e aute-
nt>nia~ ·e.'quando l'età avanZàta e la salute do:.
chiedono' cure più as~idue, i ffgU si' trovanudì
6P ·fronte al dilemma se accoglierli ~ càsq..J2~"pria
& ~ppure ~darli a un"",is.!!fut9,pssistej1Ziale. Ne:t;l
po~he voltè sono le- donne ~ ,!!glie· q, llUC2!.è -La
faisi personalmente. carico' GeTI'as's.istènza a ge-
nitori o suoceri non piu·.autosufficienti, giun-
gendo persino a pretendere fin troppo· da se
ste-sse nelYadempimento~i u~ 'èompito. tanto.'
impegnativo..Rimane oomrinqu@ questione' de-
licata; è 'éUidua queÌla di dédde:re fino a ,chè' pUÌt-
tt.\.i, to la ~glia deb~ o possa pleride~§!..:dìretta­
,L.'!t ri mente cQIa deLpropri anziani, 0EPtr:re si rerrda
• In fiò,tjr,,~ ~ • '~"-_ ,. -~-'_,. _
- . -nec.essado' l'intervento d~w..:s.o.c;iaJiJl
(p~rsonaJ.e estertlO ìii1~istico) o addirittura' .
s'imponga 'il rlèovero ID ima struttura apposita.
Non deve mernvigliare ~e molli ospiti dei .
pensÌoJ1lati per ~iani si sènfono dei relegati". .
;furiti al margme della società. E tuttavia va pre-
so atto chénumerosi istituti };l.anhO intrapreso
vi:e·nuo~.e,·ad e.seIl?-pio, creando delle ~n,ità abi'!'
tativè ricfimensip1-1:cite e amogeheeratte $l fàvori-
re nei loro con.;tpo:p.enti la senSéizi<me di fon;nare
UItp. .comunifà~faIÌriglià, aI: cui funzionamento _
. tuttf Rossono offrk~ qua1ch~ fa.ttivo CQ~tribut(}::
cucinà, fu-vanderia,pulizie. Frequenti riccmren.,.
ze çelehÌati-ve tendono più gi-oiQsa ~a coabita-
zione, sono. un b1JOlt';;:lh.tidpte eDntrç> le qàs~ di
,Sconforto,. creçmo un benefiç,ò ':olima dicasa'!.'

~a Regola. bè.n~dettin~ stabUisçe~che imona- .


ci: J;:imangann. nellorò -èonventò- sino alla mor:"
-te: -Questa""n~tabilità7' (stabt1i-tas). serve a l'affor",:
...
zare il sensò~ dì app.qrtenenza neiconfr:atelli
anziani/-. che- si sentono,invogliati a contribuire
~la vj:ta della co~unità fin quando le forze lo
coru;entono. ,
A qu~sto rigilJlfdo ho potuto -osservare diver-
se ino-dalità di.comportam~nto.-Alcuni cercano
,di man~l).~te il più a lungo possibile la loro all:-
'tonemi~ per cui .si prendop:o prevalentemente
cura di s.e stessi; altr~ si. dedicano' a lavori d~
Qgni getlere. e di varia utilità. Un vecchio fràte7
ad esemFio.,..s./i'mpegnava con amore a tenere in
perfetto: ordine ..il cimitero del ,convento. Qual-
cunQ, vede-ndolò affaticarsi nella calura,· gli
'. .
-Chteae p~rché alta' sua.> età no.n .pensass.e a ripor
sarsi. Lui rispose sempliçemen-te: «QUi da nui ()
si lavora o si è·morti». Anche se tale afferma:"
-z-iòne~ no~ r-appre_s~ta una no:tma universale,
. per quel co~atello esprimeva una dispÒ5~
ne d:'animQ-che g.ll·co~sentisino aHi:!- fine della
vita 4i sentirsi gioiosamente utile, Qltte çhe'à.f~
fettuosamente unito nel ncardo 'd'i q~ti lo .
avevano pr.ece4u~9. Qtielli che per 'nec~ssìtà, di
cure vengoRQ trasferiti nell'il1fermeri.a,ricevo-
po quotidianamente la viSita- dél padre prim:e e
di altri.confrateHi, -e.aò Ìifa sentire ancora partè
viva della cQm-unjtà,- per" f'cui bisogni continua.;
no a ,Qffrire la loro ~èsS"ante pr.èghìera..
È irnpo~te che i vecchi, -invece di conside-.
ra"r$i semplicemente un peso pet:. Ia~sòcietà -9 in
-partic-Olare per: i loro familia-ri, -siana aiutati -a
scoprire ~. senso anch-e nella malattia, e questo
soprattutto a mofi:~o CieIle preghiere-- di lode ~.,
,. di supplica"': che possono elevare a .DiQ. In tal
modO' dìv.e:p.tano ~na ''be--r.reqizione''c1'er il mon-
~o èhe'li~ciTconda. ' .
E tuttavia, 'iuali che--Biauc> le ·condiziom fìsi.!
che -e gli stati d'aIDmo che' caratterizzano l}in~
vec.cm~mento _delle. persQne, la questioné non· .
riguarda esdusivamentecloro, ma incerta illlsu-."
ra coinvolgeancp.:e 'tutti noi che a vario titol(}n~
sia~o testimoni. Ciq che ve:diahw ',accadere' ai
nostri anziani prima o poi- çi riguarderà petso-
~ ll-apnente: att;taY-'eìSb l~-O siamo. quasì çostrét,tt
II!.. •• -. ~ ..., - • ~ • "-

araffigurarcr--il nostro stesso'mvecchiare. E un


pensiero-, questo,' che preferiamo ri.nÌÙoveI'e?
Oppure ,~ag:glamente accettiamo fin d'ora di
. rendercelo famifiare?_ --.
"< Reea. come il p-ittor.e, a'J.lStriaéoOska:r Ko,..
~oschka legge~a ru1funo"'au,toritratto di Rem,..
. brandt: . '
. .
--«Così Urtante e frantumàtoy.orrendo e mise-
rabile, e 'così nieravigllosamente raffigurat-o. .
Au'imptov~s0 h{) capito: poter vedere in
uno s]i>eèchio il prop$> ilio" che si -dissolve-
più nù.lla ,da vedere - e-se ·stesse cOme ilnru:-
.la, come iltì:ulla dell'uomo da pitturare. Un
quadro prodigioso! Lì io hO trovato eoraggio
e nuova gio:vlnezza~>2. _

Al pari di Kokoschka, anche Remi Nouwen


è affasqnato dagli autoritratti diRembrand't.

2 In H. Nouw-etlJ Z~t..., cit., pp.li2§.


--«R-embranclt senttva che se voleva-cogliere il
-BlÌ-stero delYintèrioiità uma:(la_dòveva im-
mergersi~l proprl<;> #Sé'~, nei suolcieIi o~Cu­
_ Ì'i come nei suoi spazi luìninosi~. Egli sapeva
che quanto ç'è di "più personale"- è "anche
. quanto c'è dI J'più uni.versale". ~ avan,'l:ar'e
della- vecchiai,~ gli ~endeya -più facile llmcon-
fr-o c:oniLnùcleo deli/umana esperienza; dove
" il Ì;ingolo, riconoscen~i'osi nella ptopfia niìse-
ria., può trovare il- "'cora'ggi-o di-una nuova
• . •
glOymezza ".»)"3~

Se abbiamo a chè" fare con dei vecchi,"~ so-


pral4ttto se desidmamo accompagnarlUn -que:-
-slio paxtkolare percpr:m,della lorCJ esistenza;
cikipbiamo pe~· ptima -tosa saper pren~re ço~
scienza-del nostro stessò UÌO~' invecclùante e fin
d]" qra serenamente-ae..cettarlo. 5:010 -a questa;
condizione pO'tremo comportarci nei loro con-
. -fronti da per-sone ~pettos.,e e ~ervizievoli.

-}.<èome p6tremmo prèstare asOO1to a certe 10::-


ro storie,do19rose" che risdriano di riapme in
noi f~Ì'ite che vçrgliamQ dim:enticare? Come

3 fvi, p. 63,
: p:otrem'mo -oifrire_'corirpagnia Re il ~.ostro~_
• FJ'io ,a sua volta incanlminato venso.la vee.;.·<
U

. chiai~1 n-o~ -sa \trattenersi nella m'tdesiIl,\ll.


stanza? C<mte.potremmo toccare i punti do-
, .ioranti nella vita di tlna p~rsona anziana se .
noi ste.ssÌ per paura e ,:e~ità abbiamo 'blinda-
to. il nostrovulnerabil~ L~ion»4~

In occasione delle mie çpnfe:renze, 'sovente


s6Ì;iu irtteppellato sU come sia. possibile offrire.
sostegIlo a quegli anziani che non hanno. più
voglia di vivere, sono. amareggiati, protestaI):~
per àvere avuto dalla vita ·soltanto trlbelazicnll,. .
e persino si::stm-tono abbandonati da Dio..
. Non esisten.o rIcette garantite. La prìro':l c'Osa-
. da: fare è sapersi mettere in ascolto, dim'Ostran-
do interesse anche per eertiraçconti già sentiti
al~ volte. Jl senza voler esprimere giudizi af~
/rettati, amare possibilmente undialQgo: tu
come spi~ghi-ciò che è accà:dUfb? l co}ne hai
t-éagito? l. èom-e 'haisoppo~tat() quel dolore?
Q1i~isentep~so sul serio.e fatto. oggetto di at-
tenzio.ne,impercettibilmente si airunorbidisce e
apre ilsuo cut?te alYottimism'O.

4IVi,p.84.
D'.altra- parte; non ·g.obbiamo soltantO'-confei...
mare 1'anziano nel suo doiorè, ma -anche pro-o
~peftaligliToun nuo'vo. o.rizz91lté~ come-·.i~lendi
-:r.eagir,e .adesso? l-vuòi fmse' permettere a~quap.-
- to è accaduto e--aRe·.persone che- ti h.ariu.Q fatto
del male di torIn.elltaru- sino all!l fine~ Ecco
~ CJuan?l?' ~iverita\ne_cessarl<? l.~. ::;li~t~~o" dal
-propn:o passato.;. per faTe Sp~:ZlO a' un'-mattesa
~"1\l;)vità di vita- e dì sentimenti.
'La p~icezione della solitudine- e -dcll' abban-
dong - anth-e ~ei casi -in cui la famiglia rbnan-
ga -discr.etamente presente - è co-m.unque la
. pròva più dura cOll'la quale' ognj persbna ano: .'
z.iana .deve fàre .i conti A -tale riguardo Eva
Jaeggi'scrive,

. «Questo semhra: gavve.r.o la prova eStrema,


per alcuni la più difficile: il prendere a:tto<che.
ta~e persone se.ne siaIJ.o già andate; mietute
.:da'Re malattie. e dalla morte, e-quindi sentirsi
CQ11le degli inutili sopravvissufi. E tuttaviq.
. quaÌe fortbna qqando _la famiglia rlrhane pre-
sente, senza chiudersi in se stessa, nelYonz-
. zònte-$tretto delle proprie es-igenze»5.

5 E. Jaeggi, op_ ctt., p. 128.


La fami-gUéJ deve tenerviva la coscienza di
quanto sia debitrice versa i suoi vecchi, ~nche,
quando sémbrano diventati .inutili e superfl'tri.
La cultura.dì una società si esprime anche nel
modo in eui sa risp~ttarè le persone anziane,.fi-
COnoscendo qU~ll,to anc0l'a hanno da dire edi
quali valori possono'farSi garanti. Da questo
clima di rispetto traggono indubbio beneficjo
ançhe,-e soprattutto, le giovani generazioni ..
- Un vecchio gemtore (un padre Cl) .una' madre)
pUò ·continuare a essete lID prbvvideÌlZiale'pun-
tò di riferimento per-la famigÌia} un efficace èle-
mentò-di: amalgama, ~ ·alla condizione' che ab- .
bia imparato ~d accettare s~ella11}en,e la Ero- ~.
];!ria..solitudin~. Se invece dovesse pre~~der~ fJ{.4*t
ale tutti'Ja famiglia CQIltÌllui.' a girare attorno a J.JtA
-lui~ Deli. 4j,fficilmente -sarebbe visto e.accettato
come: una salutare "en:edizione" per i suoi cati,
.
còme ma.presenza aÌlcor~ sempreéÌpicchente.
.
VI :'

VIR'FÙ DELLA VECCHIAIA

. Perinvecchiare bene oèco.rrè acquisire e~me~t­


!ere Piatto alcune -specifich:e virtif. L~ pàrO'la
Jivirtù" - ~al'latino 'Virt1l.s, col significato origi:
nario di OVirilità,.forza-,1 maturità•.. " - ~:oggi 00-
'munemente assUrifq nel senso di «qualità <> ahi-
. hidine (hJibitus~' ad agire beneì con intelligenza
e p.bertà~'in rifèrimento,a se stessLe all'ambien-
te ~ircostante,.. formate da 'persone', é cose» (D.
lMlòh;gi1lo)~ Le "'buOné abi~udinr'l però, n'OR
emergònò naturaÌmente nell' animo uinano, ma
:richiedono-di esser:e ottenute medianté un eser-
cizio costante. NellibìQ bibJko d.eI Sirf!Jcfde, do-,
ve €onfluisctmo saggezza giudàica ,e sapieD2a
,gte-Ca, s0nfi"indic-ate d.l1erse viitù che 'dovreb-
. bero ,adomàre :una per.soria anziana: '

'l' Ai ~tanc~i .~apelli .s'a~dlce il 're~o ?udizia,


. agl1,-anz.tamdare il;gfù.sto'eonsrglfQ. '
.
, - ,
Aiveccbi s'addi:cela 'sapienza, dagli uomini
eminenHci si attende discernimento e consiglio.
Corona-d.ei vecchi è-la moltàesperienza, -
cloro vanto è il timore del Sigt1oJ'c (Sir 25,4-'6).

Qùeste vi}'ru, e altre simili, che. ben s'addico-


no. all'anziano, sono anç~e quell,.e che garanti-
scono una buona -e proficua vecchiaia. Il "retto
gi1,ldizio" e il ~/gius.to-consiglio" non sono frutti
spontanei delYanimo,-uon nascono da sé. Solo
~,t..g; chi -nella vecchiaia sajiberarsi del_suo egp, e di-
~ ~~~ vent~ -capace dì vedere le ~=;e cox;n; ;ah;ente
sono, è nella condizione di giudicare rettamén-
te e all' occasione dare buoni consigli. I vecchi
colgono più facilmente,_ nélle diverse situazioni,
dQve sta il vero problema; la lororiccaespe-
rienzà di Vita]i favorisce nell'int~rpretare cor-
rettamente gli avvenimenti. Ineffetti,-U modo
in cui una persona conduce in concreto .la sua
vita qipende, più che dalla natura dei fatti, dal-
l'interpretazione crre di questi fa;tti essa dà. E
l'interpte~zÌone oUerta dall'anziano spesso di.,
venta assai-utile anche per il giovane,
La Bibbia ricemosce un signifiCàto tutto parti-
colare -.alle virtù del1a~api~zal den'~,!lgtto
- (lJdisc~~ntoll~ e d~l c~llsigJiP. rl'profe~a
........
:

' ..
Isaia designa quèste tre qùalità, come d.ani o
frutti ·delIo.spirite Santo..{efrt 18.1i,ZkÈ dunque
per l 'int-ervent-o_dtùYalto' che noi possiamo dì_o
'vantare v..eram.ente ~pienti., capaci'di giudicare
. con.a'ssenna~~a, sapendp leggere le profonde:
c~essioiri che re~gono· il tnQI!dp e la. vita
umana~ Tali virtù n(')n'~ono utili sI)ltantp àiveQ,
chi,· III({ tornano aJVantaggio deU~inter.a. società.
'Ferm,eremo ora la nostra atténzione su alcu- .
neaJ.tre qytilit~ chepossiqrrto eonsi4-èp;l,r~ carat-
'tgdstidte della. veèchiaia. Sono, a un tempo, do-
:}lo é· frutto di futpegn"o. P.unque, Dltre allo sfo'r-
~p per&;onaìe per la lDro acquisìzioriè., è necessa-
rio l'mt~~.entD della divina grazia, affinché le
, #puon-e virtù" possanO' adornaTe una s.erena e .
feconda vecchiaia.

:"Rilassamento

.. Ìl"rilasSaItJ:èmo;.. in quanto. virtù della matu~


rltà e sÒl'rattuttD dclla vecchiaia7 «non .indiça la
condizione. di un soggetto orm.ai s~an:~(') di '\1iv~­
re, che si~iiduc.e a,yegetare ~ell'isolamèntO}>l,
, 1 Ip. j. Grìindef, GTÙndhaltungen und Felì1hàlfungen im 41ter-, hl:
::A.Tter werden••., cit., pp. '120s. ~ " :
Cv ~1f&1 At-t« b' ~a , "'
,.,. ,ma pinttos~o quella dote dello spirito che sj
può' aliché .designare come' distensione, tra-n"".
quillità! pacatezza.
Il rilassamento' -è strettamente apparehtato
conjl-distacco~ di cui già abbiamo d:i:ffusamente
<>
-~"* - . ~"~
~.(~~ ~qrepar1ato: ~~cC?~~~,1'l~~§g,,~~~lIDlpxia-Vi-
ta, per affidarsi a 'Dio. Una s4nile disposizione
~qm§taparf:'ì'C5ràT7'significato soprattuUonelle
situazioni critiche 'ed' estreme della malattia e
. deUa mo~te, allorché Yabb~ndbna:rsi nelle mani ,
.... di Dio-asE?itura una profondissima pace. -' .
TI 'rilassamento significa inbltre che io inten-
do petmettetè alle cose e alle persone di esistè-
re così come sono. Ha dunque a che fare con la
tolleranza:- io osservo la realtà che' mi cixç0n~a,
ma non mi sento in dovere p.icambtarla; -rico-
nosco agli altri il diritto di' essere, di pensare.e
di agire secondo leloro convinzioni. Chi è torÌe-
-rante passiede-una nitida perc(fzione dénà
',' _«inaccessibilità della petsonaumana» ,(E.- Jaeg-
gi») per cUi si trattìene·d~l porsi ùnpropriam~n- .
te com~ giudice,-deglì altri, e tantò meno dal
condannarli.' --_.
L'acquisto di un sano rilassamento" IDEmtale e
fisico, richiede tempo e applicazione. Al;ibando-
nando ogni fretta· e frenesia, senza più cedere
allji}. pressione qene scadenze, mi pongo pazien::-
temen~e in' ascolto e in attesa.:Mi sottraggo alla
tirannia del tempo - ~ vqrrebbe spingermì a
fare o~ cosa il~più -in frettà I?QssibUe - n~e-' .
denc{o~.~e!, tem~ lasct~do che esso scorra
naturaohnente>'con tutta la sua prezio~tà~ Lo as-
s,aporo come un don:o: -un dono 'per Dio ~ per
me, grazie al quale po'sso giungere al pòsses~o
del mio vero "io'~.
È perf~ttamen~ 'ril~sa1Ù colui Cln~ ~~ impa-
rato- a trovare riposo neLsuO' "centro". 'Ih>p'pò
spesso, però, noÌ d. lasdamp' s1;r.appat via -da .
questo-centro: ci agitiamo e"affanniamo per del-
le piccolezze; restiamo c€Jndizionati da chi ci
circo~da., dalle lore 'attese e .dai loro giudizinei
nostri èonfronti. 'Tutto questd ha come eff"etto di
farci 'Sentire inferiormente laGeratie sbilanciati.
_ iL'intiino ~ilassamento - smonimo di Serenifà
e trpnquillità - ci p.orta·-anéÌle a-U"beraTci dalle
.attese C}-cdalle esigenze cpe sòv~te _ci impoma-
ma nei Confronti -di noi stèssi. Quante persone'
vivono sòtto Fressione~- cpndizionate, in tutto-
dÒ che intraprendono; dai canoni del rendi-'
mento o dal confronfo con gIi altri, nori.· saìmo
concentrMBi sul mOinen~o presente e su ciò che .
in -questo preciso ·istante- stanno fac~ndq. È co-
me: un turbinio di -Nsecondi fini" che le agita e
disefÌenta, impedendo 101'0 4i dimorare,'distese
e .rilassate~ pÌ'-es~o di sé; hen radicate nel loro
"centt«~ interIDre.,

~àziellZa-

'. Anche.1a virtù della p~zienz'a è per çtlcuni


aspetti ap.pà.reIltata Gon il"tilassamèntd'. Chi è
fllassato sa -esser.e paziente. In ·lingua latina pa,-
tìerJ;tia (sostantivo dal. verbo patiorjpati) significa
propriàm.-ent~ LI~QpPOftl:\te, tpIl-eraire,~ s.ost~~
-.
Ze:!.., anche. con riferimento. alla sofferenz.a.. La
~--

pazienZcÌ è come vna colonna che sQstiene la vi-


ta. Nell'antica Grecia f omerico Odisseo llJ1ì:sse,
eI-ge "molteplice. ~ irigegnosd' j ·era anche consi-
, .d'erMO un modello di pazie,nza: La. filo'sona
sfoic.a apprezzaY~ la pa.zienza come la virtù.
che· ci tende "~signorl,j,'consentendod dì domi-
n~ tutte le situaz-ìoni,=anche- quelle difficiU e
gravose.
. TI papa .Greg~rlo -MagrtO (ca~540-604) defini-
va la pazienza cgme la radli;:e e la garante dj
tu.tte le virtù. San Paolo assodaJa pazienza..alla
speranza: ~pi s~f1mo che la !,ri.!?2Iazione 1J.!QJl.y:çe.,.
pazi.enza, la pazi1!nza' t(na virt-u l!l7:!vatfb. la..r;,i,t.tù
Provata ,la',sftsranrt.a (Rxn-5,,3S'). Chi" sopporta ,l'a,..
zientemente la vita con le ~ne afflizioni,' conse-"
gnEfstabilltà e alimenta in séla sperarlza riguar-
do alle ito-se' di cii è· in attesà~ Poithé la 'nostra
speran:za sÌ ,rivolge a una realtà ch'e~ncora non
v..edi~mo, possiamo con pazi~nza ~bpportare
ciò me ci atténde neHa vec-&.iaia: Se noi speria-
mo quello che non 'vediamo, lo attendìamo con pa-
zienza (Rm 8,23). . .
. .La paZie~amj fa soppòrtare' ehi vive accan-
to a "me, nonostante i suoi 4ìfettLe gli errori. 'È
un .àtfe~-giamento per ~ facile) poiché com- .
porta clre si accetti. di "patireu . qualcosa~' caùsa
c:feUFa~ che' si cotttin;ai a restare acèàl'\to:-a~lnì(
ad ac€éftarlo tale qual è. Così la-gazienza si· ri~
. vela 'Vdrtù fo~damentale per 'una gioiòsa convi-
VèIt2'ia, p€r U1il 'sereno .staxe-inSieme. San' Ben~
detto .cld.ede,ai·suoi monaci cite

"~r p're~enganQJ:rU1 )'aJ~ nçl renders~..9!1p~ !&Jtf..-i-.


~r~; sopportino granàìssil'na pazienza le
COl).
rlspe'tti'\&e.miserie fisìchè e morali» (Regala
LXXIII~). ,'-

, Bann(f) bisogno di molta pazienza soprattut-


to le persone anziàne, per poter vìver~ in- armo:"
nìa con rutto 1'ambiente che le -circ:ò;nda. Anche
all'interna de!§ fàliÙglia, quandojn essa è pre-
sente qualche anz~ano, la~;mlf:j~n,za è .frequente-
mente messa alla prova. :n vecchio genitore, che
è sempre stato un modello di disciplina e di or-
ain~, forse adesso si lascia-un. l'o! andare; ~e
IIbuone .maniere" a tavola non sOno più sua
prerogativa. Sovente, perÒ, è lui il primo a Sèn-
tirsi a disagio: 'per esempio, quando non riesce
più a controllate il tremolio delle sue-mani, ecc.
A che servirebbe insistere n~lla critica e· nella
ì disapprovazione? La nostra pazìenz<l "soppor-
.I tà" il debole" lo fa sentire accettato, pe!' cui può
. {. starsene tranquillamente ~ì con tufti i suoi difet-
ti e le sua fragilità.
~t"tIJ(;--~ - Ma. tocca soprattutto alla persona anziana
f~ avere·~ienza c,~n se,2!~a, in particolare
~~.,jf,~".... quando qualcosà non le riesce subito al primo
tèntativo. I vecchi non sono naturalme.nte pa-
zienti" anzi, in molti casi si taratterizzano per
una singolare propensione alVirascibilità. Per
esempio~ non sopportano di .dover aspettare:
vorrebbero sempre essere al primo posto nella
-fila dalmed.ÌCo, alla posta, al supermercato ....
Un anzianoconfratello~ da me mQlto ammì-
,m-w per .la· sua' amabilità' e allegria mi diceva
l

~e eol pas'sàte degli,anni Si!scopriva sempre


più suscettibile e 'insofferente. La pazienza è
una yiT,f'ii che va- càstali:tem~e curala e ,ali-
, ':menfata:. Un vecdUo deve liberarsi dallllllusio-
ne di poter fare tu.tto esattamente e C@SÌ ìn1retta
comè p,rima. Alqme. cose richiedono più tem-
POI' cértiSforzi non sono più -comrnisura,.ti q:i-
. suoi'1ive1:Jj'di r~sistenza, Il Vécéhlo. è tenuto in:
". ~ • ...... • C rrm .

Prima perstma a sopnorta-re,se.§l:G.ssq....


~~hl :- _ >#~~ ~
)at&
.._
"La pazienza richiede anche"una 'é~a dispo-.
- I.libìlità, all'umorismo. GIL anziani che vanno,'
spe1iÌIfl.entandò 11 loro ptog:ressivo ind.eboli-
'mento; e à:i ciò riescono anche a sorridereI' sì
fanno acéettare megp.o dal loro ambiente. Her-'
.Irìann Resse ha scritto sulla pazienza:"

'«Nel'giatdino della yecchiaia sbocciano alru-


. ,ID fiori di"CjlÌ prima -ben po:co ci siamo curati.
,<1emmglìa 'Per esempio il nobile arboscello
l l

, della pazienza. Si diventa più -rilaSSati,. più,


indulgenti, é 'quanto minore. si fa il n<,>stro oi-
so.gnp. di, interveNte e di rea1.Ìzzart\ tanto più
~~'s-l acc~,la c~pacità di osserYare e ascoltare
'" la vÌta d-e11a nàfura- e :dei nostri similì. R dò .
senza ii bisogno di criliçare, ma
làs6Ìanqoci
attratI'e-~on sempre-nuovo stupere dalla su:a
varietà, talora -con ,int~resSé e silenziosa par-
tecipiJzione# talaltia col sorriso', con liln.j,id:a
• • . - • Q
gl~)1a,-co~~u~orIsmo» .

r'

Caratteristica ·essenziale della: pazi~nza è il


lasciarè· le è.ose' come apRO, senza volerle cam-
biare. Eiconosco ad esse il diritto di esistere e
mQsttars;, in- queUa IQIO precisa forma: La·
persona pazilmte__~..anche..se..~
«!~a.ttamente...oosl~è. Riconosce e atcetta la "
prqpri~ -èondizione d:ì~ebolezz'i! ~ frft-&iHtà.-
Non è più il tempo di giudica.:r-e- ~e disappro-
vare.

Mjtezza

~er il 'monaco del deserto Evagrio Pontico


(346-39~/ 400 d.C.>Ja mitezza è una qualità dél-
là persona profondamente s:ei,l4.\.-ale. Questa
virtù è_anC}te-un'ornatnento dell'anziano, quan-
do sa esprimere. <10lcezzaJD:>enevòleJl~a~, verso
le -persone e le cosi! che-Io-circondano. E mite

- -2 H, Hesse, Mifìler Reife.,.: è1l:;, pp:72s,


chi 'È" disposto a capìre-e agire in ogni situaZione
con ,rispetto: e comprensioner"senza aggressivi-
tà,.-senza escludere nulla di ciò che appartiene
alla $ioria della proEria. vita. T\lfto.~li appartie-
fa
ne e di lui la pers<ma che attualmente è... -
_Pel' me la nà-ttu;a profonda dellamitezza si ri-
vela neI1q' pa-Jiabola del-conv.ìto, dic cui parla 1'e-
- vangelìsta -Luca. Tutti _gli invitati trovano. qual,.
che scusa, per Ron partecipare alla· festa. n-servo
-riceve aUOl'R 1'ordine di convocare poveri, stot-
·pi e dedù"; E quando rifetiscè che·.c'è anc;ora
posto, il padrone gli coman<:lal EsCi- per-le sb:ade
e lungo le siepi e costringi la genil a entrare, affin-
ché l'a mia tÌasa si riempia (Lc-14",231.. .
Ognuno di neLè invitato al b~tto, alla fe-
sta.della propiia IlautomaIìzzazione'~. A questa
. festa dobbiamo parlare tutto ciò che fa parte ili
nQL- anèhe le pqvel'tà e le debole~ze, anche _
queRe CQse -di cui non possiama 4ird fieri. Dob--
-biaDio. an~arci- conJa- Aostta- cecità, con- quei
- "punti ciecml l che non. guardiamo velEmtierii-
'cQn-le-p"aralisi, gli" Scor.aggiamenti, le paure,.;Ì
~tivi di vergogna. Tutto dev' essea;:oe portato af-
finéhé -si possa célebrar~ CQn Ctistq"la festa à~l
'r'fotàle rùmo~entou. Ma non si f!'-atta es4usi-
v.ament-e-à:ì noi. Siam:o anche solledtatì -ad an-
dare IU,ngo 1e=polver.ò.se=:strade de'l nO"Sj;J,'o;mon-'
4o"per invita"Fe quanti finora abbiam.o lasci~to
ai·.margini deUa JjPstra vita; come pùtè tutte
qu~lIe ~ose. che' a.bbiamo trasGurato; giudica:gr.:
dole ndn mèl'itevoli della nostra' att~ziQna:·
ci
Roiché tUtto appartiene..
· . . I:anziano,. mentre fa cQnverg~re nel suoi ti.::
:cordi l'Ìn:terà swa esìStenza~ la' porta alla mensa
del Signore G~sù, affinché .tutti j po.sstbili· e1e-
111ent~ di. contrasto si cQm;pongario in perfetta
ùlùtà con Dio. e in Crlst{)~ Chi giU:t\ge' à questa
p~.c;:ifi(~Qnè· interio.re; con ·10 sguardo riyolto
. àiIa iieèhezza ~e v..a-stit-à d-ella sua vita, non può
d'te diventare pacifico' e mite versoglì altri, di-
sposto ad accoglierlLnella loro interezza, 'con
· tutto dò' che-.reca-n'Ò in sé'.· ..
La 'par~bola evan.g.e1ica del coo.vito, oltre çh.e
come esp:.:essiQn~ della piena umanizzazione,.
può' anche essete letta come figura del banchet-
tO' euèa"pisticQ. La' partecipazione arI'eucaristia
dive~t-a esperienza. quo!idiana .d~l ~icompor~f
in ul.Ùtà di tutto -q'Q-ello the.in ·.n~i. t.ende all'éf.
· disper$iòne, e ciò p:er la forza trasfo~nte del1..
. tn.~ptrito dì -criste~Ih questa luGe, anchelà.de·;"
.bolezza e 'l~indigétw;a .della 'vee:dtiaia sono de-
· stinat.e a trQvaref{cmglienia'
.. e unìfitmZì~el~ in
"
quanto preziòso patrimQnio. della no.str,a vita..
.Da un.:a? persona mite emana' una bènefica
oor..rente di: benevolenza e' dak~-zaj çhe attira e
arr)cc.hisee.chi ha là fortuna dr èonu~.eerla e'fre-
quEmta:rla. Un anzi~no/·invec~r·èhe"riJìuf:B: tU; .
esercitarsi nella:viitù deHa,mitezza; se~pr.e in:.. .
cline aUa scabrosità.:del tratta'ea.p.a seV:étit~ dei '
gilldizirinduee gli altri a stargli il.più pgssipile '
alla larga:.~vagrio Po.l1tieo. 'si ?dùama alla:1igu-
ra di Mòsè, che la Bibbi.a loda come: il·j>i:ù.mite
tr.~ gli .uo.lIunl,·mQ.,s9prattufto adçlita Ges~ che
dice~ Imparate da me che sono mite e~urhile di cuore
(Mt 11~29).

Libertà

-p!atiçare la virtù della "libertà'l'ries-ce''Solita;;.


'mente più facile a 1lna persona anziana, piutto'-
sto. che a.quella ancora immersa nei suDi hnpe- ,
gIii pi:ofèssionali. L'anzian.à non sènte più .}'ur~
,gt!nza di risp~d~l'e' alle. attese. della so.cietà ;n$
suOi confronti, né' di.giuPicarè se steSSo.:ID base
alte pro.pr;iereall:zzaziQni. QIa "può anChe e~pri­
:mere, in 'piena libèrtà le sue opiriìo.ni, senz-a -at-
tendersi conseguenze dannose; non tem~ più il
_ giudizio' degli alt:rii non deve pi~ rèndere conto
a nessuno.
, . Questa .lIindipendenZa di spirito" genera nei
vecchi un profondo ~enso dì libertà, in .forza
della quale essi

. . ({possono giudicare gli eventi della vita cpu


ma-ggiore '~d.istacco, menò emo.zionalment~ e
," . con m!n0ri pxetese nei. suoi cQnfronti. Sono
per«iò in grado di cogli~ aspetti <;!e}la,l'ealtà
èhe -solo a queste- cond~zicmi è--possibife' ve-
,dère»3..

,La libertàì éom.e ogIli altra virtù, non è però


un frutto spontanee. della vecchiaia; quasi che
, s"Ùllponga aut-omàtieamen~. Conosciamo per...
'- sone anziane ortnai ir'rigidite in' quella che è
chiam~ta cbcdutag-gin~ senile~~ Anche la liber-
,II

tà, àunGJ,'tlte, rtchiede che 'ci si es.erciti nell'aequi-


sfarla 'e nçl-metterla cin atto. "$010 'ehi sa distat-
.carsi-- cialle a~es:e the altTi potrebb~ro ancora
'avaru.are nei suoi confronti" riesce a spefimen;
.t~ la sua Jibert-à con un profpBdo senso di be-
nessere,Tin seremtà e gioia. Può fina1ment~ per-
mettersi di essere se stesso, -in, piena corrispon-
denza' COl1~l'interÌore immagine di sé.
Questa lorma di 'libertà io l'ho persona-lìn-en-:
te verificata' nel gruppo di donne anziane che
mia ma~re1la per qualche tempo' gui~ato. p~;­
BOlle ormai libere cla:ll~·c:òstrÌ2ione di dover eD-
munq~e' fare "bella figUra", riuscivanO' a 'pa-rla--
re con tutta franchezza dei-p~oblemi che in:pas-
sato-le avevano afflitte o che anC€lr-f!. appesanti-
vax:ro le loro'esistenze. Non era ' più ill!1omeI).to
dì Iiloraleg§iare, di 'rkhiàmarsi alle converizio-
m, di-giudicaTe i fatti seconçio unq sùpposta .le-
galità o illega1ìtà~ Sepiattutto si dimostravano
libere nelfasm}to delle vice:nde allnJi: ,pr~nd(h
v.ano tutto- suI serto; ma senza emettere giudizi
alla leggera. Cercavane sop.rattutto di com-
prènclére. - , _ - -
Tanto:'più penosa- appa;re invece la sìtuaz'ione .
di quegli 'anziani che Donnanno- acquistato una
simile interiore lib~rtà. Centinuijno a tenere
soti' pcchiQ unicamente 8e--stessi e il9!-0 puntLdi
vista~ 'poiché' parlano sempre e- soltanto di sé,
hanno 'continue bisogno che qualcuno li stia" ad
as€oltare.
- r vecchi 'veramente liberi si-preadono anche
la libertà di d:ire cio'che pe~sano sueerti O1;en-
tatnenti 'erronei ,o pericolosi -. in ambito politb
co, economico" legisl.ativ0j. eco. .:... che-la. società
attuale s~a aSSUlÌlèndo,.· orm@itl<?n: devano più
imporsi ·dei rignardiwersQ i colle.ghì di partito o
qualslvoglia ~apo-. Questa autonomia. dì p~sie;r,
ro e-d§?parola di c~rtt L'-v:ecchi leoni',('pùo in·éertl
casi rivelarsi frqttubsé,\ 'per il bene della 'COln.:Uni:-
tà èi:v1le~' <,.
Anch~ neDé!. Chlesa €'~ continuo bisogit6 di
llvecchi saggì" che, s.éff~a badare a_ inte~es~i.
-p.erso;na]f o' a' eventuéili rischi.! osàn:.o esprimersi
, in piena libertà. ogrri epocéi): ,storica ,ha cono- -.
s.dllto simili personaggi: essi hanno sempre'
manifestato.l.m:plena libertà di cQsde..nza, quan-
to' c~sponde:va alle -Ioro intime convJnzioni.
8ò..no 'cosi 91vèn~i - anche 's-e talora soltant~
dopo·la loro m'Orte ....,s~orrdi libertà e.tEi-
s~oni disperanza per mòlti...

, RicODoséénza."'è gratitudine'

.. ' . .;tta le qua;lità. me aiutano ad affrontare in


modo sereno e .proficuo il prucesso deTIil..~vec~
chiaia val'iilo indicate anche te viItù ~ tra'16ro
" S.0stanZiaImente coriiSponde!,H ~ clelIa Hricon6-:
scenza"- e della "gratitudiite". V~lend0 ;tentare
una de~iziòne cunitarta si può parlare - sulla
scro:ta "del filosofo romano Cicerona"'"1"" di< grata
111énJorii1 deì-benefici ricevuti. Chi continùa a di-
chiararsi sfortunato n-ella vita o ins~djsfatto.
d'elle ·cose ottenute o rea1iz2Jatei mn giungerà
mai -a gustare ciò che di positiva anche lui @si-
curamente riusci~o a compiere nél corso deP.a
sua es~stenza, -e soprattntto farà f~a.ad amare
la~pèrsona che lui st~sso è diventaip~J suoi n-
còrdhlOIT-SQDÒ. per lui'mon:vo di gi~ia e di ~a­
tituainé. E tanto menu riesce a rallegrarsi dei
presente. Lo psicologo Fptz Riemann, annove-
randosi ·tra gli anziani{ rivolge a se stesso que-
sta esortazione:

«Dobbì~ imparare-di nuovo a essere grafi


per ciò che abbiamo ricevuto, e di nuovo speri-
mentarEt la f~cità, che nasce 4alla gratitudine.!
per il fSltto Che essa' ci apre a una relazione me
va bè:ù.~oltre ndistessi. La gratitudine riscalda
ilcuore e lo apre ai buoni-sentimenfi)}~~,

La 'parola "riconoscenza", avend9 come rife-

. 41" :o
Vl,~.n"
riInento il verbo F'riconosGeI'e", indica ricor.do e
apprezzamento (appunto grata:memoria) di. ciè
che abbiamo ricevùto ÌB dono. Ra.ymond Saint-
Jean-defuUsc~ la.rièanoscenza' come la, «memo-
ria del 'cuore».' Chi"' è' ciconoscenta ricorda CQl
cuore; non à~~tica di èsprimere gratitudine
per tutto ciò me ogrù giorno gli è elargito. Mol-
ti pc;insaturi vedono l'ingratitudine, come uno .
dei difett~ opeccafi più gravI. Il Tal1!Wd ebraico
la giudica 'peggtbre del 'furto. Eer il filasofò ro-
=mano-Seneéa (La.C - 65 d.ç.) eSSEi è la radice di
tutte le, colpe" e p:a,sgressìOhi. Goethe nascri:tto::
<tUjngratitudine è-sempre urur s@Ita~ dl debolez-,
,"za: lo non ho mai visto gtandi uomiru ~6m.pO:r-
tal'sida ingrati» .." - ,
e:ic.el'one, (W6-43 a.c.) considera la -ricono-
,saèÌIza c~e la qualità più em1nen,te' di '~a:
per50~ la madre di tutte'l~ Virtù; è la pIemes-
sa per la coneordia, per l'annonia.della comu-
nità, per Yincentro dei ",cllori; -la manc~a di
gatitudine rappÌ$senta una gravÈ!.ririnaccia per
Yhttmtmìtas. "
Solo dllè riconòscente riesce à 'suscitare ami- "
cizia e' a vivere in comunione ,con gU altri. GJi
. ingrati SORO persone poco' gr~devoli, 'Con le
queùi sì preferisce aver poco a che fare. Accanto
a·lore· si prova disag~.p, .sLha la sensa-zlone di
nqn agire mai oorrettamente nei loro~confronti.
D'l esse proman-a come Un umore negativo e di,.
una:.
stru~tivo.· A persona 1rriconos€ent~si può
of(rlre quaiLunque CQsa,...ma essa-quasi mai ap-
prezza ìl·dO+l.or fOl:se n~mnre1'l.o se-ne-aQcor,ge.
N'On sa dire grazie", nnn sa fa,re festa, è inca-
/I

pac-é di gioire.
. I romani, tut\iilvia?· vedevano la .gratitudine
soprattùtto nena pros-pettiva del contraccam-
bio~ della contrépartita. A colui che:mi ha fatt-o
un dQno i0 d~D Un gr<!Zie", eYèntualment-e an-
/I

che offr-ire qualcosa in cambio. La gratitudine'


non pt;tÒ limitarsi" a un sentimentb~ deve anche.
esprimersi comt:. azione. A questa Visi'One quasi
affaristka e m-ercllicamce della gratitudine, Ci-
cerone c@nfrapponeva la grata me.moria~ cioè, un
VeEO e pr.oprio mod~ di. «pensar~ e di sentiré>>-
con .gfati:hìdj'he. ~La riconoscenza volge uno
sguardoattentp ver~o ciò che confa nella vita, e·
..vì:gìla affinché nulla di pre~ios(;). vada perduto.
Un anzian.çtChe sa riandare con F~mnOl:ia ri-
conoscente'" .alle
. cose ' belle 'e bmme che hanno
.

. intessut~ la., trama della sua vita -. e che consi-


derà come un tesore p~zioso che nuDa e nessu-
no può soJrrargli - ha ima .ragione in più per
.
sentirsi s~renamente grato an-che 'per tutto dò
~e ~aratterizza la,sua. v.ècchiaia. Nonostante· la
. pro'và ardqa rappresentata -dalla solitudiJ;\e"
dalla -deq,olezza o dalle malattie,'egli prova gra-'
. ~tudine per queÙo che ogni- giorno. ~iceve;.in·
dono~ pu:ò ancora. a,lzarsi e camminal'eì parlé).
·con..altre pèrsonè, s{gndelo ~plendore delso1e;
gioisce',perché figli e nipoti slanno percorre.nd(> .
, unà buona stradaj'eçc.

Amote.

La 'pòssipilità di continuare ad amare - ·sià


pure in modo nUovo - è sicuramente ,il più ~e- .
condo. privilegio Elél1a yecchiéjia. .

. «La vecehiai,a-può di'Ventare l f occasione di


'rinnovare la propria. dispQnìbilità.all' a~ore.
.Come'esiste7 da:-:un lato, n p'èriéoiQ èhe da
veéchi si diventi più egaisti, .spinti..a pr~o€cu­
parci quasi unicamente di nei stessi e del 00-'
stro heness-ere,. dalI'altro si tende possibile
una nildva. capacità dì amare.' Ormai,, infatti,
. .
non ci consideriamo J,iù coSì importanti.·co-
J?1~.in passato, non sentiamo piùJ'utgenza di,
. .
.prenderei trop.pC'.l sul Sèrio, sicché - per espri-
merei s-econdo la, psiçanal~si - possiamo ri-
. nunciate a 1,ll\a buona quotadel·nostro rlatcl-
'·sismo, ègGis~o e' a'l1to.:attac@él1I\ento}}5.
, .
E triste constatare' tome c;;er~ anzianj si man-·
tengano rigidamente aneorati alle loro veèchie
posizioni, soprattutto quàttdo. sttratta Qi perso- ." -
ne chè ne11çt vita- hanno~ a~saporato il successo.
"Non intepdollO "Iìlollare!i su nulla, "ossessiva-
mente preoceùpati' del livello resìquo della loro
celeb.tità.1n quèsto modo rischiano di sperpe-
rar~ quanto di valido possono àvere realizzato.
Qu~é gratitudine; aI contrario, ci lega a quei
veçchi che, avendo onnai operatO' un' convm.to
e sereno distacco" aalloro passato, si limttano
semplicemente ad (~aIfiareJl. Esprimono "acco-
glienza e amore verSo tutto ciò che ancora rie-
scono a 'prendere tra le mani, verso tutti coloro
che hanno la possibilità di incontrate. Si pùò
dire che il loro volto,seppure segnato dalle m-
gh~ e ~alla consuÌtzÌane.J riflette' amore. Inaro
sguardo è eOllno ~'amore. .
Si applica in maniera èmimmte a ;tali persone

5 Ivi, p. 95.
ciò'- chesan Paol:o I:ta ~"sciitto riguardo all' amo-
re/carità:: .".•tuttoscusa, tutto ereiJ.e, tu-tto spera.,
tuit.o sopporta (lCor 13,7), TI Lorp.aÌnorecè auten-
tiCàmented<J;no,. gratuità piena, testimonianza
di -libertà poss~uta_ e offerta.

.' .
VII
:
ALLE PRESE ','
, ,CON ~9IA E DEP~SSIQNE

. CQ~ esistona persf>-ne anzj~ c)1.e ìrradiano


s_ereni~à é. amo;re, altre purtroppo hanno ten-
de~a -all'ansia e alla de.pì:'ession~. :GJi psìc.ologi
paTl~no di I~depressione senile»,:uno stato emo-
zionale ~ta1ora p~tologiço - che :pqò colpire afi-
che ~oggefti che neLéQtso deÌlà loro Vita mai ne
hanno fatto esperienza.' Paure, ~gQSce ,e de-
pressione' hanno cOIÌtUJ?que una IÒJ:o tàglo:tl
d:}·essere., ed è propri.o ciò çh.e bisogna c.ercate di
c;apir.e nej eoliGqui 'con chi eventualm~nte ne
porta-n,peso. .;
La depression~ senile eolpÌ$ce con ma'ggiore
freq"uenza quelle persone' - sopmttutto uqmini
-. che a m@tivo del pensionilIDentò devono I~­
sciare eli, G:01po la -loro attivìti!.lavarativa e pro-
~ssional-é, in base aUll quale. per lunghl'{l.nnì si
sono come definiti e quasi identificilti. La fase
depressiva pU'P tuttavia' às~u:qtere ançhe. una
fÙnzione posftiva. infatti, propdo nel momento
in ctti vengon~ menO i vec~hi.interessi, "quando
non è più. la pròpria -":capacità' produttiva" a
còntare, divet;lta i~portànte trovàtè nuove mo.-
tivazioni .alla vità· è soprattutto realizzare qÌt.
mode nuovo di percepir-e se stessi7 non più in
riferimento a "ciò che si fa T ma a "ciò che si è"-.
J
,

Una per-sona che'nella vita ha molto re~za­


to, dovreBbe saper riconoscere che<ù auo im.- '
prQ:vVÌso e momentaneo state depressive~può
aiutarla ad accettare che d'ora in poi1e cos.e"'ac..
caààno da sé. Non è più' il tempo <?ii ma~teÌ\:erSi
sotto pressione, di inseguire risulta# gratifican-
ti; eventp.éÙìncmte~·concorrenza con altri. È"m..
vece l'òctas'ione di comprendere che questa ce-
sura radicale; queSto sòfferto taglio col passat{)~
pttò favorite la tràrtsizione verso UÌta nuova
. qùalità' della Vita, verso un diverso orientamen-
to.della propria"esiStenza.,
Quancdo muore it.coititige (ilia±ito o moglie)"
dopo una lunga'vita ÌlY èomune, non di rado chl
s6pravvivè cadè vittima della .depressione. Sem-
bra che, debbà vénir meno il terreno sotto i su:çij
piedi. Subenfra:una sorta di sconvolgi:mènto'd~l­
La'suapersonaIità,-ceme se non·'si rièo~òscess~
più; Isuoi pensieri e i còmporlamentii che. pfi:(rur
avevar:lo quale ~ento quaSi"c'OstanteJ1 part..,
ner, dal quale attinge~o' monv.azioni e forzai
ora s~no come blocçati da1.gravam~ d~na sdIitu:..
dine "e d~riJnPotenza.. Si ritrov~ debole e~tenten-
Iiant~~~ più sap.ere che còs~ fare. .
Anche ip. sim~lLcasi 'sÌ tr~ ~i un 'passaggio
quasi obbligato,per creare UJ;lnuovo !ol1dam~~
to; un.q.0 nuova stabilità a1laepr0pria;vita.. Quàntì
vengon-o-a ~va:rsi a~canto'é\ tali p~l'~o.ne -·in
p~colare-i figli - non<4e~ono pensare di poter
fa~ènie e in:J:>reve t~lllPO soll~varle datloro
stato d'animo,:e tanto meno d.eyonb esprim:ere
biasimo nei 101'0 cunfronti.. Vanno- ci!pite e pa-
zlentemente aèeom~gnare. Ciò di cui soprat.,
tUtto hanno bi~ogno è dr poter libera~ente par-"
laTe del loro disorientamento interi'01'e, senijl
_ o "
~
~
att~dersi facl1ì :risposte .o consigli. Si concI~:da'
loro tUttò -il t~po necessario per.giungete da
séA_UÌla~rinnovata. fiducia nella 'vita.

Nella vi!~ d~ un a~ianoi però, ~on.;si manife.-


stano sQltant~ fasi dep:r;essive. La dep.ressione
pu.ò·pre~Em:téll"si come una vera.e pr~prla malat-
tia, i:mputa;~nè sia a 'causè orgaiucke, sia a un
complesso di cireosfiIDZe esterne. I::;(i) -psic-ot~ra­
penta Christian Milller spiega cèsì l'insorgenza,
. purtròppo sempre più, frequente, della de~'S­
siQne sentle: - .~: ,-

«A ç~usa dèl pensiònamento, der.cambio di


abitaiione, d.el<Ùistaeco-,idallé consuete abitu-
. di:rti:,',l~anziano .si ritrpvà come estraniato dal-:
l'ambìènt~ :che gli e familiare. Le sue residue
.' ~eigie psichiche non bastano _più a eompen-.
, sare queste perdite»J.

Mel\tre 1:}.na p-eFsona adJrlta -nesce .solitamep.-


te a sopportare- con discreta fac:ihlà simili cam-
biamenti, nel çaso. den' anziano evidenzia una- si
parB'€olare vU1nèrabilità; per il fatto che non ha
più.a' di$posizioné -epergie .sufficienti per far
fronte alle nuove condizioni di vita ..Nòn e"co-
intmqt1e dete!minante, in d~fin:itiva, stabilire
q}lali sian9 le vere Cause deTIa--4èpressiOn.e seni-
le. Ciò·che !mpor:ta.è cJi~ l'anziano.sia.aiutato ili:
riconoscere la realtà del suo sta~ è inoltre !rr'vi
il coraggio di parlarnesenza vergogna Gon -chi
pu6 soccorretlo- (medico, terap~ta, operatore
spnitario ... ).

-1 C. Miiller, Mach's dir leichter! Leib und Sftle entrampeZn. Ein EI!-
stenfiihrer, Mlinchen 2007, p. 94> -•
Indizi deIlà depressione patològita sono.. in
particolare, u~a totale map.ca)lZa. dì motivazio-
.' m, una profondainsoddìsfazione, .il continuo
lamentarsi, secondo certe 'tipiche espressioni:
<<Io·nbn·'Conto piùmente. Non posso più far
niente.~on mi<piaccio più.-E tutto quesfQsolo
per>eolp"à .mià)~. .
PurtrQPpo, la cl.epressione senile non sempre
è pr~sa sul 8eri07 la si eonfonde afffettatam~nte
coli r avvilimento legato alla 'solìtudine o alla
perdIta- di qualche petsona car~. Ma-:i numeri
7

sonQ ùripressionai1.ti3. ~ quota di $uicidi tra.gli


~iani è'decisamente-più aita.·-€1,1e le perso-tra
ne di mezza età Si ritiene che ogni sette ailZiani
- nelle case_ àiriposò -addirittura ogni <tre ospiti
çù di sopra dei P5 àR'ni - almeno uno S0ffra di
qualche forma d,epressjVcl._~a spesso non-viene
prese in euta, 'Poiché l'ambiente e -allche- alcuni
medici noneonsider;;tno la: depressione com~
una vera e propria malattià.

2 R Bojilcl< - K Sande, Alter werden .. lébensfroh lileiben. Wie wJr


uns- imi AltérdeprèSsion-schiitzen, Freiburg.2t'J06, p. 26. - ..
~ IVI, p ..Q4: «Ogl:Ii giom9-in Germania popgoìlo..fine alla-loro vi~
ta almeno dieci anziani, per ID più a causa di ànsia,. disperazione e
depressione»':
«CosÌ. 'il attenua_gradualmeh~ la v..q.lpp.tà, da:
, " 'ognj Pnrte., sÌa di propoitre. l'irtter:ventQ .tera..
. p~o, 'sia di .acc~ado. L'anztano depresso
finisçe per rassegnarSi:al suo .destinQ, inc<;>m'"
"preso, . Solitario,. e iRdHeso. Norf ytrole dare
'nelYoGdùo·é tanto -m~n-.p dis~rbare... La: ma-
lattia- s'aggrava, mèntre diventa seI9pre-: più
cepcrèto il pericolo 4i ~ettere' fine~~a "l,r<?:-
pria'v~a>>-4<.' . ",. '.~
..
.Earncelartnènoo dolorosi so-no qu,ei caSi -di
personè che, dopo .aver condotto un' esisten,za
attiva e ben::equilibrata, di 'colpo sLritrov,ilno in':
viscruati. in uno stat9 d~pres$ivo. Le funzioni
mentali e pSicli-i-che subiscono una -sol'~a di
oscuramentp.l ~erie'>--:plen0 ogni cap.adtà reatti--
va" emerg.e un~nso d'imp~tenza, diventano
difficili- gli atti- quotidiani che prima' si 'compi-
vanQ con piacere, $-i 'arriva a n<~>n veqere più- al..
cun senso nella -rlta.
- "'Ii.io '

La depressione rappresenta u:q' autentica sfi-


da per 1'inunagine'.P9sitiva e :pspluta di. sé che
aria .persona puÒ essersi costruita nel çorso del-
la sua vita: ottimismo' e buon9- salute, prontezza

4Ivi,p.32.
dèdsionale; autonomia e creatività, anche Ullp..
. solida ·f-ede religiosa: ·Ora invece 'è"'eostretta a
congedarsi; da: una 'sirirlle im.magin-e, 'si- vcede
sotto tutt~alfra luce e ~1 interf"oga: lri- che cosa
consiste veramente la. mia vj;ta? / -Su,quàle nuo.., .
vo fpnda:in.~to posso t?-c..ostrufrla? . .
In qu~~te -s\,tuazio.ni rie"merge il dolore e
quindi il rimpìanto ~- finora forse 'Volutamente
'rimossi- - :p-èr tu'J;te quelle c~se di cui.la ve"C~
ehjaia comporta la privazione. E tuttavia, il
J:~arico ~PUi? fadIit~e la dìsc,esa nel prò.fon-
do della; propria anima, dòve altre e nuove pos-'
. sibilità della vita e den~ ~ssere perIl).angono a .
disposizione. La depressirm-e se'nile, 'co-munque,. -
non è q1;1.a1éosa contr~ ap:<sia possibile: "lotta-
re'!: l'unica possibilità è quella di a.ccettarla, fi-
no a re~1iZzare~con e!;ìsa un buon accor~o_. Allo..
l'a· potrà stiniola~e là ricerca di unçl.l\uova quali"
tà della vita~ d,i una nuova irnrn,agine di se stes-
si; non di rado anche un rinnovato eon~etto di .
Qio.
-Esistqno ovviamellre .forme .di dep!essioné
s~nile ·cheric;m.edono ~/ìntervento del 'medicoò
dello psi~Qterapeuta,-cQll un- cali,brato ric~rso a
presériZìoni medicamentose. Anehe un ,tratta-
mento psico:1()gico ben (:ondotto può dar.e i suoi-
frutti. Appropriate cO'nversazioni, non soltanto
facilitano, atl'anziaho la cbmpre~ione-è Yaccet-
tazione del suo -stato, ma anq.,e -·come confer:-
J?'a la 'rice~ca n'e1:itobiologic~ - stìin0lano nel
crervello,. al pari dei mediéin~ favorevQli .pro-
cessi metabolici, '
In ogni caso" la -co~pat:Sa -della depressione
-rappresenta una sfida di carattere-'ln:entale e
spirit-ual~. Occorre, da un1ato, sottopoFsi a
- qua1dte- forma di terapia-medicCf;>·da1raltro, ac;-
cogliere l'invitoà"scendere in profondità, nel
proprio intimo, Ìt\ quel luogo del silenzio doV'e
Dio ha postò la s~ dimora.. Qui la depressiO'ne
non- ha diritto -di .accesso' io .ho -la depressione,
ma non-srmo la :mia depressione. In me. continua
,cl esistere un nucleO' rnteÌ'iore perfettamente ht-
tègro e sano. Di'o stesso se ne fa garante.

Tra la popolazione deg1i.anziam.=- oltre al va-


sto complesso- di insicul'ezze,c paure e angO'sce,
"ehe nelle form~ più atute determinano autenti-
ci stati depressiVi - "con sempre maggiore lré-
que~a si difIbnde la -cosiddetta l''demenza se-
-nile'l o JFmorbo di Alzheimer': un praeessò dege--
neiativo che distrugge progressivament'é le cellule
cerébrali~ rendendo a poco a po,o t'ìndividuo i.ncapa-
ce 4i 'Ufla, vita normale. Questi~ oltre; a risUltare
dartneggiato nella, sua facoltà di cu;ientarp.ento
spazio-t~mporale, manifésta ,<tdeficit dì memo-
ria, ripetizione òssessiva ,dei--medesimi'pènsieri,
difficoltà di concehtrazione indebolimento del-
7

la funzione' cogpitiva, incapacità di rlfgìona-


mento ,e di €ritica, jotte instabilitàJi:ei~enti­
menli~ a~senza di 'controllo d~lle emoz~onì\»~.. .
. Nessuno ha là garanzia- dì potersi sottrarre
all' itts@xgere della demenza senile o Alzheimer,
e tuttavia è possibile c~car:e di preve~la çon-
servandosi mentalmente e spirituàlmerfte atti-
Vi. La psicologia haapputato che :le facqltà' in-
'tellettive, specia~ente' neRa vecchiaiaJ dipen-
dono dal livello -della perçezione senseriale. È
quindi opportuno lenete in attività tUtti ì~$ensi:
vista, :ddito, ddòriltoi gusto e tàtto._AttUalmen..
te~ a favo~ dì anziani e -di soggetti particolar-
mente" disorient* si:applica con buon successo
.la 'cosid~tta {Lterapia ·del piacere". 'Mentre per:'
ceplsGono detetn}inati odori, sapori, suoni·...
fornano loro alla mente piacevoli esperienze '
del passafo' eme lì ripòrtano a contatto còn sani
. e g9dìbi1fas:p~tti.della·1'o1"0 vita. Un metodo

se. Miiller~cit., p. 98.


ch,è non sempre libera dallam,a,lattia7 -tuttavia

a1.l,!.ta • 1" da' d ",_":,1,~ Il ,. •
l CO~plti ,', ",eme~ S't::.lw..t:: a sentir-sl me~ . '
:glio"'..
. 'Gli anzianinannQ spesso UBa ~levata capaci-
tà, <li rileggere gJi eve~ti-della loro vita e di rie-
'labQra:re n pass~to;Dj,çe çhristian,MfiUer: . ~- .

<<,Nel1a vecchiaia/.assai più dm negli anru- p.rè- ,


·cedenti, e:t;ner:g,~' 1'a!tit1,1dipe alla .rlfIessi~
',~autpo:itica. L'anziano §j fa pensoso" sj:rafior-
Za 1a'sua tendenza a1l''introversi(fÌle e talvolta
ançhe la pl'ope11-sione a co~sid-erare ìp.:rcible-
mi sec~ndò la prospettiva- di Wl:'at.fes~ ptù
elevata»6.

,Le ·~rso>ne 'che incotnìnciq,rrp a -nÌ.anifestare ,1


primi slntof!1i dell' Alz~ein;ler sÌ ri~o~n' dì
colpo'affett~, !l~lla {oro qu~tiàìana,esistenz~ da
una serie d~ tipiçj disturbi ~ paure· indi~àI)fi che
_ qualcqsa~itllord è cambiato, al.p'tmlo-ePe.q1lasi
rion si rlconosc0!l0. più:
,
,d geJ!ontologì indicC;IDP sette disturbi d~ an-
sia senile: paura d:fuipazzir~; genérà~~à

61vi, pp.lOls., -; ,
, .papra di. vivere.. angoscià esiStenzìale, timotè
. deH'abbfiÌldonof l'anta della malattìa" patIrà
.ài'·Ìlilprevisti· camb*menti;-arresto -dello svj-
. luppo»7.. ,,~ ~ . . ,

'" Qgm soggettQ, 'oVViamente; affrOJ;lta tali pau~


l'è in maniera· diversa. C'è.. . .cmJ' non appè~ co-
mind~ .a dimenticare qualcosa, già' pensa al-
l'AIzçeim.er. Altri si,preoccUpano deHoI'o futu-
ro ntat~le: il denaro potrebbe non bastare per ';
le ':necessarie cure mediche per l'açè.oglienza o
inuna casa iii riposo, e così viél. Qui di seguito
,prend,o ,in considerazioni alcnÌte tipich~ l'aure
che nel miò imp~gnd di accompagnamento spi-
rituale ho cQn maggiore frequenza osservato.
-ct:è :in primo luogo, soprattutto per chi viv:e
solo, il timore di'perdere la'propria autonomia
e di. cadere -in una totaie impotenza,. pèr qt più
con la prospettiva che n~~suno 'se ne' prendacu-
r:a; a1Ic7-ipotesì Bel ricòvero non vogliono' nem-
:meno pensare. Fino a quandO' si sentono ancora
in grado 'di effettuaTe qualche visita' o iBtra~
prendere una gita ~i piacere, finché riescono a
tenere-in ordine l'a13itaZione e· a 'prepa:r:arsi i pa""

9' E.Jaeggi, 1fitt einen Schritt.,•. , m., p. 38,


'sti( Vivono ,ancora"abbast~11Za, tranquilli, si sen-
tOlle a loro:agio in casa propria. çomincìano
perè· ad. angt;lstiarsj al peJlsiero che' dovranno,
prima o poi>ricorrere.. all' aiuto cl'i qltri, oppure
diventare dipeso a parenti o amido Temono
l'insorgere di qualche malattia deb.ilftante, per
non dire del-terrore idi çadereneUa ctemenza.se-
nHe,.che li costringerebbèad.andars8ne in giro
come degli ebeti. .
Alcuni genitori anziall,i·si augurano di essere
presi in cura dai figli, pUI cònsapevoIi che que-
sto significherà perloro caricarsi. di .un fardello
nofi lieve. Ci sono però fWche quelli che f3offro-·
no all'idea dtdover~Ldistao;;a!e.da figli e nipo-
ti, di non poterli più. aiutate ..
Quando vivono ancora in coppla,ec€o insor-
geFe l'ansia al pensiero che uno dei:~auedebba
morire per primo, e allora la solitudine diver-
rebbe insopportabile. Ma ·c'è anche la paura ie-
gata all'idea- della propria: morte, alla quale so-,
vente si attribuisce un asp~tto "sconosciuto. e
minaçciQsoll. Senza escludere, Infine, la paura
dell'incontrQ con Dio: temono di non.poter reg,.
gere, al momento del· "giudizio divino"', di ye-
nir messi a confronto con-la nuda verità del 10-
ro essere e dell'intera esistenza.
,Ogiri. forma c;li pa:ura - !:tel éQntèsto dena si-
tuazione vissuta dal.suggetto che !a'.subIsce -;-··è.
beri "comprJimsibile, per èui va riccmosciuta e·
possibilm~nte accetta~a. Di ~te a ~gnuna di
e-sse: possiamo' anche domandarci se, alla fine,_
npR;PQsseggtt ,un partjcolare:signifie.ato, una!
motivazione profop:da, .persino un messaggid
positivo: potrebbe rimandare a 'ciò' che realmen-
te sorregge YUQmo,. a~dò che lo clefinis:ce nella
sua vera essé~ e natura. .' -.
La Faur~ delYabbandone e 'della sblifudine
vuoltisighificàrmi che io non devo in definitiva
fondate la mia casa'" sugli UQnpm, mà su Dio.
1/

Dio::è'l'Essere che non mi ahbandonerà iDai. Sa-


rà il suo 'ang~o ad accompagnarmi ol~ la so-
glia. qella morte. Anche in quel momento non
saro lasèi~o €ompletamente -solo. _
. La·.paura di cadere vittÌma della demenza
senile mi-confronta éon Yinterrogativò:: Conto -
io qualcosa solàmente quando sono in grado
di penSat;é. correttamente e di agiré di 'conse-
I. -
guenza? Oppure è t'intimo e autentico nucleo
del mio l'ioTi a permartere integro, anche quan-
do la realtà estèriore subisce' offesaf Del. r~sto;
persino l~ persone -giudicate sqùilibrate riflet~·
!ono qual-cosà -che rrnvìa a qùesto nu.èleo Iim-
piclo ed es-se~iale. L: angosq.aper la~:rriìa even-
tq.ale·decadenza e de:menza senfle,··devè in-
dUfmi, con tuttò .Giò che fa parte dirne,·ad ab-
bandonarmi a Diq, con piena fiducia che egli
contimià a nufrir.e ·una buona idea di me, che
.. !fii accompagna é sosti~mè in ·tufte le fa,si è si-.
'tuazioni deUa mia vita, .
La paura.della "condanna divina'" mi sping~
a rifugiarmi con tutti i miei timori nella mano
accogliente di Dio, Posso considerare rivolta
anche a me 1'espressione con ètii Gesù ha con-
solato"il buon ladronE!'crocifisso· con lùi: .

, 'In, verità ti dico: oggi tu sarai con me in pàradiso


(Le 23!43i.
~A Vl;A])EL SRENZIO ' "-

,.

. Nena· v~echiaia "-si rafforza 1'attitQ.din"e ,al ,si--


lenzio. tI- silenzio èun riflettere su _/~òelie- ,è
statd'-,esù-
- ~/~iò che è". È-~ehe il tacere davanti·
~. . ..... .... . ,;.

al"-mistero deJla -vita e della morte. Hérlna.J;Ul


Resse pa~la del silenzio' contempl~1:iv0i che gli'
permettè di-·iimira:t;e 'n. tesoro-d~agìni, fot-:-
Itie è volfl tmiani impressi.nella ·s~a memoria. -

«Guardare, osse1iVaTe.e·contém.plar~ diventa


, 1,ln eSè.r-clz:t'J se!Ìtpre' piÙ çonsueto,- e 'imp:ér': ,
tettìbilme~te compenetra)o stato d'animo .e
l'atteggiamento di. c1ìi scruta la~PR?pria' çon:" _
dOffà, Come-tùtti gl1 UJ.1lélllit,lungù gli anni e Ì4 .
, c.:qecemri/de1la nO$tra vita- siamo come aggre-
. ,'.. ~iti d~( desidèri,'~ggni, ~1:lta:rne e passìoni... Sia-
mo impazienti(.ansiosi, è$nid'attesa; ardèn.;.,
temente eccitati- dai snçcessi o dalle delusio-
ni. "E oggi, ~entte sfogliamo con diligenza·il
v:oluniinoso libro illustratp della nostra vita,
'.
ci m~ravigliamo. per la fortuna diess~re sfug.-
-gin a <:Iuegli àssalti ed. 'è~se~- approdati alla:
vita ,cont~mplativa»l. _
:
> • Ji1 certi paesinl si v~dQ!l0~anc.ora - come già
a:bbìamo
- - menzionato - dei vecchi accompdati .
;.

s~ qualche }?anca, ìntentì unicamente a ossenta-


re ciò che:pa-ss~ davanti -ai loro -òcçhi. Più spes-
so lo .sgu.aido è riv<ilfo verso l'ì;nterno, alle il:D-
.magini che em~l'gori-6 nel loro animo. N~ -sr
tta~fl4i Un p~o rifugim:si nel.passato. H ..Hes-
s~ parla. di IJvita'cohtempl~tiva~~: aftravetso il
passato si scruta il mistero della .vita. Le,' perso-
ne -am.i:a:ne possono starsene p~r ore alla fine-
stt~ a contemplare ~ natura, la bellezia degli
a1bèrl-~ dei fiori, i' colorì, i profumi e le -armolÙe
delle stagloni. Non hanno b-ìsogn6>di parlare in '
conl:inuaziol,le del pa'ssato: mentre osservano Q
presente lasCÌjilnu ,_emergere antichi 'rÌGordi cu-
, stoditi come un tèsoro _prezioso.· In IMO il pas-
. sà1p continua a vivere, e ora si fa presènl-e. ,Ma
dà non significa che essÈ vivano .:nel passato o
del'pas$ato.

1.H. Hesse, Mi! der-Reifè..., cit.ìy: 72.


Chi nella veechiàia non sa- tacete, ~on diffan-
,de .pace.'intOl'no a sé. Ivecçhi silenziosi, invece,
Ì~€ui volti GonstintLemanarro benevolenza è- tni-
"tezza; gettano •.come-lìna Plut~ vespertina"{' te- -
, nue:e-~sS'"ereRante, ·su·tutto dò che atcad€'in-
.tomo a' lQI'o. Ritori!.a qui il concetto cdi "mìtez-
za"~ di ,cui abhià!D-O già parlata (1J. cap. vi). 'Co-
stolo sono,una,:t>ene4fzio~ per-iJ.loro ambien-
te. 13indulgente-ta-cere dei N'ecèhi ripollta·le 'çò'S'e
nella 10Y<0 giusta luce.
_ Chi da ''Veccbio ha--in;ipatato a taceÌ'e7 non. si
lamenta delta so:Jitudìn~ non ne sente, il peso.
Nel silenzi~ egli staglia il/~JibrQ,mustratO''' del,
la Sua vita.e- guarda con gratitudinè al pass~to:
si
È pienament-e pacificat~ sente .come un /l'tut-
t'uno" 1:on le- cose· ch~ hà wSsutQ;"con ,le perso-
ne $e ha mc6-ntrato~ m&lte delle quali Ora le
':imm.ag~a nell'eternità. ~i DiQ~ In' effettÌi il stlO
taceré è già un aleggia~ nel mondo di Dio. .-
La ~cÌ'ittor-e pr~pma~tko tedèsèo Jean PauI
aohan PaulRRichter; 1763-18:25) dice: «llricot-
a~o- è l'unico pa(adìso' dal~quai'e non possiamo
essei~s:(;acciatì~>2. Cm legge nel libro d'ei-""SU.oÌ ri~
> cordi trova facile mantenere il silenzio, che.per
lui non è Un silenZio ~'OtOI ma colmo deLrìcchi
frUtti di uITinteta vita. Per Me~riNauwen ilri-
cordo è iLtesoro interiore che portiamo sempre
in noi: <<<Qj.i'!flto più invecchiamo, tanfo più'ri·
c~mifàmo, e< qualche volta<cia~~orgìamu che' la
, Iuaggior par~e di dò che possediamo~::'" perh'òn
, çlite tutto - è< ricotdo»3. <' •

,Ma pei" H. Nouwel} 'cunta sop:rattutto,il ~o'""


do di ricordare. Per" alcuni il-ricotdocsÌ' trasfor- ,
ma n'l un tormentoso senso~df èolpa; AltrI rovi",
stano con atnarezzà.neJle <fecite.e nelle occasioni.
ilon <sfruttate. Questo modò~di ri'cordar.e pUò
e
solo accrescere, 1'avvilimimto I rimpianfì. C'è
però <anche ùn modo di ricordarè salutare e li-
berante, in' grado dlguarire le ferite:- Dice il filo'::
sofoMax Scheler: «il ricòtàare 'è'l''inizio della li.:-
berazione ~al ~egréiò 'poter~Jiella çosa riçgrda-
ta<o 'deIYeventò richiamato alla< mente»4. SepoÌ
i rìcordi della propria vita sono offerti a Dioj ali
lora davvero assÌèma)1o la guarigion.e EIa paci-
fieazione dell' artfma.
Il,ricordo, però" non mette solamente in còn-
<' . tatto coL passato. PUÒ, anche aiutarci, nèl ma'-

3 H. Nouwen, Von der geistlichen Kraft der Erinnerung, Fteiburg


1984, p, 15, >

4 lvi,p< 19. '


mento presel}t(òl,·a' comptend:erè e aCfiethtte la
nostra situazione: FornIsce €'0l!1-:e 'tm pUl1W ~
d:appoggio in ·mezzo alle insi~ureZze ·della-vec-
chiaia. I buoni ricordi gener~Q 'speranza e fi-
du~aiiguardo al futuro~ .i>.

- «La..nostrà :sp-eranzà. si costruisce Bui- nostri


~ 'r.kordi Sen2a -riCordi non si d~nno ~ttèse..
-.N{)ri-se~pr.e· siamo consapevoli del fattofhe'i
bnonÌ: r~cOIdi sono tra le -dose "migliQri. che
po.ssi~o séambiarci gU uni gli altri»~..

-
Gli anziani che ricordano il ~oro passato, non si
sotfragguno al presente, ~i, -fa'cintano ·a ilç>i ì1
procedere GO~ nduciosa.sper~a verso il futuro.

<(;N~lla miSùI'a~m' èuì faccramo me.mç>ria della


_vita di dOll!le. e. uomìni nei qu:ali si è- manife-
.stato i-'amore di-Dio,.hoi troviamo motivi per
a:vapzare verso la nu.ova terra nella .quale so~
1\0 :nàScostj<nJlovi eventl»6. .. . . ..
. .
Per e~gere fecbttdo/irrlcord9 deve àècompa-
. ,
5 Ivi, p. 60.
6.Ivi, p. 67•.
gnarsi alla riconosc:el1.Zii. Quando. io mi soffer:,
mo a guardare il vecchio album. foto.W'afroo del-
la 'mia famiglia, dove rivedo i: miei 'génttori e i
momenti .e della mìa infanzia, si risveglia in me
uUéi gratitudine pad:fiqlIlte, ch.e mi piace- gusta-
re in tranquilla solimdine._
· Nel tempo della vecchiaia7 un altr.o prezioso.
c.ontribu,tofnmitp daLsil:enziooonsiste t't-el favo-
rire,una serena pre.pai'aZion€ pija·morte. Dav-
vero qui non servOno più tante parole.'C. G.
Jùng,' ormai anzi~{), Cl una persona che.a ogni
costo vottebbe< incontrarlo.Iisponde,..

«La- solitudine~è. per nie:.·.t;lnà fonte salutare,


.che,mi rend'é la vita ancora meti,tévole· dì es-
sere.-vissuta Il parlare mi diventa sempre più
· spesSC? -qn supp}izio, e sovente ho bisogno dì
· alcuni giorhi di silenzio. per ripre~dermi dal.,.
.la futilità delle pr;trole. fu mi sono olmai-me&-
so iIi. marcia, e posso guardare -afl'ihdietro,
visto cne non--ho àlfro dà fare. QUesta -parten-
za è' già di per sé una grande avv~!1tura, m~
nuRa ,di cui sì possa.dettag-liatamente'raccbn-
tare»7.

7 t. G.fung, Briefe 1'956-1~61, Oltefi 1973, p. 95.


fer c4i p.enSàalta propria 11;).orte, resta"davve-'
ro ben poco da dire, viene meno ogni bisogno
di- .çol'Rllmkare. È giàstafo dètto abbasta1lZa, e
Yessenzia1e armar non. pu.0'più essere racchiuso
nelle paréle.Può soltanto essere intuito nel 8i-
léìiziò; Hermann lfes~ che ha siCUl'amentelat.,.
to~e:sperienza sitWle a quellà>-di jungi aveva
saitto suUa piopri~ porta' una -frase del- filosofo
cinéseMeng-Tzu (Mendo: IV sec. a~C.k,

«Quando Uì\oè mvecehiato e h'iL tatto quant~


d~ve~a, (leve solo più, nel silenzio" affezio-
narsi allamorte. -Non' ha bisogno degii;u6~­
m. Già Ji canos:ce, 'sa già abba-stanza sru .loro
conto~ aD di cui. ha bisOgno è il sile~. Non
è-apportano ~-erèare tale pers-ona, cònversare
con lei; tòrmentarla con le chiacchiere. Cot\-
viene, passare bltre.la porta di (:asa sua, carne
,. se fossa casa -di nessuno»-8._

Que~Ja è un' esigenza -deR~ pet:sona- silenZio-


sa: _non Spend~re ìnutili parole su ciò che è es.,.
--senzia,le/,. -e soprattutto nori ~dis'perdersì ,nel
chiac~erare su tutto. D'·altro 1ato,-Fer~, è pro.-
. #. &
prlo dal silenzio che talvolta provengono paro-
<

le capaci di ~ecare un po" di lucé n~lla< rita di


qualcun.altro. Succede .8p.e$o, ìn:fat-ti; ~e po::'
che'parole prortllRcia~é dà: un é,lnZia:nQ divengà,...
no conie un ltnne per' il nastro ·camrnìn<J,. ~1l!-e
...:I 11' Ldil' TI . l
un. ImprOVVISO
• • ':11."
./:.UummarSl U.e a . a. Cle o 81•
apre sopt:à simili parole. ~ ,
. "11 ,silen;zio dei vècèhi si esprime anche"11ella .
loro capacità.di saper ascoltare. EsSi, poi~hé .
non subiscono più la pressione di dover sem-
pre dire qualcosa, sanno as.coltarè· e 'riflettere
su ciò ~he sentono. E'se .ogni tanto int€Ì'V'en- :
gona ~co~qua1ehe parola" si ha l'impressiQne
~ ch:e-ilJo.ro dire sia S:Qmmamente oppo.rtuno,.
ehe, colga :n~i s~o; "ch~ 'indidìi la direzione
giusta. ,
Il.silenzid tlei vecçh.i, s.olitamente, .nòn ,ha
l'effett<? di.allDnfan~rer~a piuttosto diiIlvugtE:ì
'e att:ITate. Nel nostro convento ,c'era un·"'€onfia-
bilio çhe fino ad età p;lolto aVarlzçtta si prese cu-
ra dèl gìéJ:rd~no. Spesso' sl presentavano p~r~òf:"
un
friI:gli. 'l'P>,!; cl'aittto,a1c::u}lj. gioVanLsf.qd~mti~
,- o'Spifi della foresfèrla; e tra 101'0 ancluf qualche'
soggette psichicamente labne~~ Fra Waldebért li
. accoglie'Ya con Un saluto, sp~g.ava h.reV'emente
le. cose .da, fare, e poi la~clavq ·ebe se:1a cavasse-
FO da-soli lavorando silenziosamente aecanto:a
luh"QÙ~l silenzio prpduçevain,mragazzi una ta-
lp fiducìa, che pp~o :allà :v.Qlta1i }nduceva ad
aprire J:Ù frate:,-Jl joro cuore. n silenzio di quét
vecchior perlettamente paqfte~to .con se s~sso,·
~véntava_per Jorò uno luogo di, rifugio e dì :ri- .
posox- d9V~ R.Qter scoprire la- po~sibi.lità di nuo-
vo eqJIilibrio peda loro vita. '
C'è,_ infine, il silenzio di fronte a DiQ. Si tr.at-
tà. dell' ~scoltSl snenzioso-;della flebil~ Vù,ée di
...... 'r _"

Dio, per' qìvental:'e, nel silenzio; '"uno''' 'eOll


Dio, e~ijiLuhéaliZzare:l" armon~ G.on:~e .stessp
e con la proprià vita. Quando l'anziano -ripero:'
corre sileli.zios~nientè, -ne'i r.koxdì, la storia'
della propria Vita davanti aoDio, 'giunge ad as-"
sap~rareW1a, profOD$1issimér)a-ce~ È dunq~e
nel no~tro far<:i sifen.zio~i al cospetto di Dio,
afficl.anidtJ.ei to~q:lm.ente al. suo. inc9.mparabile
amo~,~chei1 sil~pZio ottiene-~il suo cuÌmine,
. . -
la·
$:qa p~enezza., .; ._
. CerÌi'anmani se:qtonoJl bisùgao.d:i ~atrenersi -
in ~ile~ in: una çrl:..e~~, per lasciarsi semplice:.
mente -guardare. da Dio. pel'pàpa Giòvanni
XXIII Si narta__ch~_ es~endosj un gIorno ttatte-
n:qto.,.Ìl}Solitilmente a 'lungò- nella, ,sua cappeDa.
pri'Vàta,'ìl'segretario ~li <r~mandà co"Sa avesse
fatto ,dW'ant~ tutto quel tempo. E ii: papa ,in.ri"-
sposta: «5000' rimasto lì un bel p"i seduto e dì-
ceWl: ,Tu sei lì' ~ io sono ',qui». E il segretari€> dì
:clm!indo~ ~<E che altro?». Rtsposta:'{~iente al""
trCh .... Proprio. ni-ehte!».~ ~. ;
Nella' prospettiva ,della morte,. amIDe i modi
còtt cui cii siamo seRiamente immaginato Dia"
ceItando di entrare" in contatto> .con lui, posso-
ÌlO~-stlbire un notevole rid~nsi().namento. Si
coglie YÌnconsistenza,. di tanti 'ràgi&namenti .:e
discorsi sull'Essere divinoi si percepisce la re-
latività dei nos~ri percorsi spirituali,. delle d~.
voz~ e delle pr.eghi~re;deglì sfor'Z~ per la-
vorare su di noi e ìnigliorarci 'al s~ cospéttG.
Eeosì "diventiamo silenzio'si anche, ·cd:avanti- li
Dio e ai suo-'inesauribile mistero, ormai s.010
più ca;pad :di affidarci 'alla-sua infinita mìseri-
cOldia. .
~ La -tradizione spirituale conosce la- differenza
tra 'ilI/silenzio" e il ~1acere".,n tacere ,è sempre
un flfarè'" dell'uomo: si tace, s.i cessa- di 'padare.
La ~enzio~ità·-è urta virtù, tril compor-tamEmto .
virtuoso. Il si1e~ib, invece, è uno stato; una
cQndizione. n tacere è urta capacità, un'attitudi-
ne operativa dell: essere 'umano. II sH:enzio7 iIi-
veLe, è ttualcosa -che n~eI:le 'incontro" -àll~uomO!
~11'ari di un .donO", 'il sile~o -esiste gi« .prima
cheTu:oIDo. intervenga in qualche modo.
Quando- io·p.ercorro un paesij.ggio.e.sempli2e,
mente mi tengo in aSGelto7 posso lìsentir.e" il sÌ-
_lenzio.- Essl> esiste·.ed è-lì prima di me, indipen"
denteJ;ll.ente da me .... e si offre a me; E io non
posso fare altro che deteqninarmi a, ta'Cere, se
vegliò' poter cogliere il silenzio in 'tutto'il suo
misterioso fas€ino_-È miaresp0L'lsabilità quella
di non perturbar~il silenzio- col mio chiacchIe-
rare, di non vanificame il mistero con la mia
dissipaZione:
lfstlenzio non"è-soJtanto.assenza di rumore e
d,i parole. il sHenz~o ha una- sua spec.ifica quali-
tà: la qualità dei pur-o èssere~ Un qnalcoaél che,
se è-geÌmino{ non intenzionale o'premeditato, è
semp.re sil~nziosoo< t'ego, invece, è.sempre ru-
mòl'o$O, si pone àl centro della ribalta, pretende
la parola; ha confinuamentebisogno .di presen-
tarsi.~e ~arsi valerè.. ÌI ~ilenzio" in quanto 'puro
si
_essère". . rìvestè d~ purezza e semplicità. Nel si-
lenzio noi entriamo in contatto çon 1'ess'enza
dene'cose: còn ciò che èoriginatio, genuino, m-
corrottO'· e,,-tiasparent-e. Il sijenzì(i) ci parla a suo
mQdo: non sonoramente, eppure con grande ef-
fic"acia.
n veècJ:tio' non soltanto :tace. o.• ma -è")Ùl-ch:e di-
ventato silenzioso. -Da"lui erttana il sileÌ1.ZÌo. E
neÌla misura rhe sà, farsi sflenzieso 'davanti a
))io, diventa. per gli aJtri un luag~ di s-i1e~io,
urta '1;>enedi:zion-e per tutti. Esattamente come. è
, sp-azi~ di silenzio -Ulla chiesa; con;,te lo è un pae-:
s~ggi~_ dov.e si :reSp;iì:'ii usilenzia~ ~ _

...

_........ -:"

• .J~ ,' ..
; .~
JX

; IL SUPERAMENTQ DI SÉ ,<' ,

Tra gli asp-ettì Che-catatte-r-iZzallo la. y~çchìaia,


1.0 pstcologò- &4t2i Riem~l}n pone Gt'l'rme l~sì­
génza dei, jl,~rascende:r$ì/, Qvverò "spperarSi",
"~andate Toltre iS,.e stésso'l , dilatando Lconfini del
pròprio· "io"-irr.'dinl'ènsie.ne-irl1:l'apetsonale~ .

«Che'o.'ò avvenga con faiuto di una spe€if1.ca ,',


- forma rel~gié:sao,"it~averso la C9noSc.ènz~1
attraverso' un percorso mistico O- canla medi-
, '_ ~iòne, o',anche me~l~t-e Un grande amore,
;1~sperienza deI ~tniscenderskè jndu.bbi~eh-
" '·-te uno çtei valol'fpiù pr.egevoli della _-iec-',
,>.. cbi~ci>~l. .' ,

Si "tratta di rmunciare al pàralizzante attacca-


mento al11'lj.o egoT per erientarmi verso, quàlcil-

, f. E Riemann., Vie Kunst"., cit., p.:-~6.


sa c1:ie è beì:l. più grande di me. Riem~ .parla
. di .«dilataz.ton.e 'della propria coscienza attraver-
S9 ,la dimenti€anz~ di S~}}2_ Questo fav.:orisce
J'insorg5e di un sentimento cosmico, grazie al
quàle io mi perceP.isco COn;l~ una
Cl?sa sola: con
l'_intero~urtìverso: Divento parte ·del oosmò~ e
questo alle~gerisce il mio sènso di solitudine.
'~mann cita Gskar Adler, che considera l'atto
-fisiologico del respiro'Gome u~ mezzQ per'rèn-'
dere consapevole ìl pròprio .l<égame con. il Cb-
smò: «Quandoio insp'i;ro,il cosmo espira in me;
quap.do io espir~, il eo,Sìrto mspim me». . -
Ap.dte -la p.si.éo.lqga Eva:. JaeggVnel. suo libro
sulla ve.cchiaia, trattaCiI tema del (Itrascen.de.rsi"!
del superamento di 'sé, came esperienza: nella
quale
..
«quasi all!iJ?1pl'uvnso tutto diventa diverso.
1<\. poS.So prendere le distan;z;e dalla ,quotidia-
, nità~poss,o diJnen.tìcare le preoccupM:ioni, mi .
sento totalm'èhte "in meli })3.

I:.':autrlce qta iI..sociologo americanb Peter. L'

'l lvi,p: 97. .


a E. Jaeggi, Trift einen &hm/.. ; .,cit., p.~132.
B.ergèr, il qua)e intencl.e il tra,scéndersi CQi:né un
·<<and~lre:01tte... ,. non in se:-nSQ.metilfisieo,_ ma Co-
mb ,supercimento dei rigidi coIÌfini 'enp:O.j- quàfi
-è solitamente racclUusa la, no~tra banale-'quo1:i>-
dìanifà:>A Da'paFte sua, la Jaeggi me~ ìn.guar-
dia gli anziani dallrmtasaTe <rillòr-o oggi ton
troppa za,vQrra "del pa~sato~ nell'insensata '-pre-
tesa'.ni riVìvere i tempi della gìovinezza;». Do-
vrebbero jnvece <.<colmare il momento presente
con una -mag-giore.riflessività. L' e~o discorre-
re- dei vece-m suDa brevità del tempo~rima$to" a
disposizione ~~brlJ, più chekesp;r~ssione 'della
loro vìt~à-r un Ìndizìo,di -s-upetficialità})-s;, ,
, Un mpòrtante -contributo -al superam.~ntQ di
,sé può v$.re anche da un sano umorismo.

-" «Lo' humour, -una caratteristica cite distingue


l-'-essere 1;'tm.a,Iip da tutti gli altri viv-enii; signi-
Rca. -Pl'-Opriamente. che si faccia un passo' in-
-dietro rìguardo .a se· stessi, che nel prqp~io
rappD-rto C~Jl" il~mondo non ci sì ponga,s~-
. pIe al centro, che ci si osservi ogni tanto dal-
_., re5tel'ne ..~ con_ ull; s'orrjsC}}}6. .

-
c4 Iv!, p.1,'32.
5 1m: p. 138.
6' 1tJi-i'P.13S. ,
, Ma snprattutto è libèrante31 trascè1\dersi in
Dio,e andare oltre se stessi per aprfrsial som,,;,
mD"Creatore, e da Lui e in-Lui sentir~i acaolii e
pérrettLln· ~uesto senSo, la yeçChiaiii p,\!ò.èoRfi- .
. wrrar~ come -l'oJ;:casio.ne di. un inattesQ·-e'profi-
cuo cammino. spirituale: . .' ~ - ..~
A questo. riguàEdo·occon:e"tiltta:via prt?cederè
co.n partico-laIe cauteTa.." Sì--è constatato ch.e i
vecchi no.~ sem}ire div.eì1tano dei ct~qéfitt-più
iZo.nvinti-, Andie 'se: le tlti.es~ sonQ.in prévalenza
fre-quentate da p.ersone drétà' a~t~ ciò ·no.n .
'sigrrlflca che.la f.ede.'::vada' rafforzando.si presso
tutti: gli anziani. N Qn mancanQ, infatti, -quelli
che-s~ allo.ntan~o. da:J,1a fede perché .li ritengo-
_noqùak~sa di insip'ido, giungend:o. an<:he a
esprìmere ·idee- ateistiche-.che in~ passato mai
avrehhem·o.sato c.òltivat:e. -
. - Nèlia· \leeèhlaìà aneh~ la ,religièJSità è destina-
ta "a subire dei ìnutànl.entL Certe co.nSuete
espre-ssioni ottimìsticne - seè<?ndo. cui, .per'
_ es:~piof.la fede' offrirebbe in 'o.gni caso. ·So.ste-
gnò e:çonfor,to;~éhe Dio.- mai cf la'SCÌa-nuitlcare il
s:qo aiuto. ... - po.ssor:ùYrisultarevuòte dì sens'b..
. Un ari.zi~mo può ·ri-trovar~ico.~e costretto.-a
pensar~_dlversa;me~te p~ardo. a certe v~rità;
~ìt.n:1ge il m011).ento. ID CUÌ7 (Uetr~ e oltre le -con-
suete ·immagini: di Dio, bisogna imparare a in-
travedere il mistero inesaUribile-dèlla ·sua vera
e'ssenza. Ci sono, natura1mente, anchè quelli
che si $Qftraggono a ,questa sfida, e allora. gett~­
no à mm-e, assieme ai 'vecchi cORGetti su Dio,
Dio stesso.
_Molti credenii vedono entrare ID crisi la loro
fed~ proprio dmante la vecchiaia: Li assale- il
dubbio.che tutto ciò' .&u çui hanno'{ondato la'l~'
'-< ••

ro ~eranza sfrisolva, alla resa dei.conti, in una


grande illusione. Sono passati attr.averso tante
esperienze amare, forse hannu per4-uto il coniu-
ge"o qualcuno dèi figli, e adesso si ritrovano so-
li e ammalati. A ohe cosa possono ancora a;g-
grapparsi? Cosa significa mcora, a qUésto pun-
to, credere? Alcù:nì restano ostinatamente legati
alle fòrmule religiose ·della -loro infanzia; altri
non vogliono nemmeno più sentir palare .di
Dio. Ma e~è anche' chi, pur nell' òscurità della
prova, vuole· trovare .unà motivazio.ne ancora
più ~oli:da' alla propria fede. Si giunge a Càp~
che qualunque cosa-la fede cri diça, è sempre e
soltanto'un'indieazione! un segnale ;nella dire-
zionè di Un Pio che per sua natura è inesplora-
bile e inacc~ssibile. Le forntttle dogmatiché del-
la fede $onodei tentativi Iin~stici, espedienti
espressivi per orientare,la -mente e il cuore ver-
so quelDio che -per definizione è al di là di ogni
possibile raffiguraZione...
. Quando devo aiuta:t:e qualche persona anzìa~
na çhe teme di veder svanire le ce.rte,zze di fgde
che hanno accompagnato tutta la ~ua esistenza,
èlereo di cnnvineerla ,che non si tratta di un ce..,
dimento e tantomene di una HcoÌpa~'" È una sì~
tua'ZioJ;.l.e normalisJ)ima. I dubbi momentanei
possone pershio féÌVprire un rafforzamento del-
la fede. Invito pèf~anto quest~ persone a elabo-
rare i loro dubbi "smo-in foridd', sino alle-e~fre­
me conseguenze, In teorta si puÒ anche paJ1<m:e
dal pr_esupposto ch~ tutto.quanto vensiamo~
crediamo o diciamo di Dio, e quìndi della vita
eterna, sia solo frutto di illusona immaginazio-
ne. Ma se pensiamo questo '~ino in fondo", ra-
ctìcalmente; anora tutto-diventa assurdo. -
Personalmente;- mi accade Ghe quando riflet-
to nel mio éuore S1:1 questo problema, 'subito'
emerge un impulso che con linìp~da risolute-zza
1?Ji fa. dir~: «Jo ptUJ:to còmunque su~questa carta.
Do fiduoq. alla Bib~iaj mi fidq della' sacra litur-
gia, do creditq a sanf':AgostinoT_ a' santa T~re~
. di Avi1a.~ .. ~A dispetto di ogni pO$'~ibi1e. dU15b.io,
mi decido per la fede e ~r la vita». Una fede
che sino' aRa ~òr.te r~sterà forse combattuta, e
tuttavia una fede che mì sdstiene, mia fed,e che
mi aiùta anche, a capire'tuttj."coloro che si trova"
no'nelle stesse difficolfà.

Per m01tì anziani i "ri±u.ali" - impegni quoti-


dlai:rl~ riti e preghiere a cui solitamente si ma~
t-engoIl.O fedelissimi - costituiscono una quota
impDrtant~ deIfa loio' spirituali~à, scandis~ono
,le loto giornate,e setti~e,1i fanno:sentir~ vivi
~ in cet;ta mi~ura attivi. Soprattufto alimeIltano
in essi la sensàzione di restare a contatto con
Dio, quasi familiarizzati coÌJ, quella Hrealtà" mi-
steriosa che pUre i:nfrn.itamenteJi oltrepassa.

Penso a mia madre. 'OgrÌi mattina si alZava aÌle


sette~ a.lle otto assistevaana santa messa :rfell~ Vi-
-cina chiesa parroc<chiale. Tomàta a casa, fa'Ceva 'éo-
laZione e poi, accomodata sul sofà, recitava due
rosari per Higli ~) nipoti. Infineaseolt~va delle
cassette fornite daHUfAss,?éiazione ciechi" f con la
registrazLòrie dì qualCM lipro interessante. In que-
sto, modo,' anche nè~la vec€hiàia,
. .
si. manteneva
--.:;

mentalmente vivace. Dopo il pranzo si concedeva


- 'Ì.'{n' pa' di riposo;-nel pomeriggìo".gu~dava qua1-
èesé\ alla: te1e\dsione, facev~ 'qualche lavoretto in
casa o telefonava ai figli. Qùesti "rituali" le dava-
no la seÌtsa:zione di poter ancora éorid~ in auto-
nomia la. propria. vita. Quasi mai si"lamentava de-
gl~ inevitabili a:cr:iacehi lega ti alY età,. e s"ape.V'~
gioire' per ciò ehe·fesistenza ancora.le concedeva.
I '''atuali'' dI nU~ madre comportavru.:to .ancheJa
fedeltà alle preghiere, sempre ~e stess6j che recita-
)l'a a- me~oria. Tra di esse qualcuna in partico~are:
«().Signore, .ogni .giorno. è.un nupvo dono che Tu
Inif~> e ogni giorno. è pèr .me ugtiaImente ~por- .
· t'ante->y; 9Ppure: «Se anclie io non so amare h;Itti
· diSint'eressataritl!nte, fa' che alÌneno non pròcuri
ain~a a nessuno di coloro·$é incontro». C'era
ancÌtè sempre un -pensiero per il defunto marito:
<~O Padre, tu hai pieso -con te il mio sp@so. Noi ab-
'biamo perco:r:so insie~e un tratto della nòsrra vi-
t.a ...~>. Quando la memoria cominciò a veml1le-me-
nQ, chiese a mia sQrella che le trascrivesse qualche
preghiera a grandi lettere, così da poterl~ più age-
vo.lmeÌl.te.legge~.
N~'ultimo anno della sua vita te~rena, partieo-
larment~. gravato dalla malattia, ella compres.e -
conte succede.a non poéhi anziani -.me la"sua vi-
ta 'Spirituale dovev-@..··senì.plificarsi fll massimo, li-·
berl;lEsi da -ogni fotina esterna per d~venire .mag-
gi~ente;
_. stlElnziosa
' .
ed essenZial~ La sua pre- .
ghiera' ormai consisteva "nel dire "sì" a' Dio, nel-
· l'a~.c~nsentire ~ suo insondabile rclsteto. Ora pp-
'leva semplicemente. giacere in silenzio" oppure
dalla sua sedia a rote,lle, c9Ittempla~-a bipgo e pa-
• cifiçafIlente-la natura. .
-
. .
Quando nel p:ostro convento di Miinster-
sçhwarzach si, trattÒ la' q~stìone di come assi-
..." < •• ' - . •

cuta,re ai ébnfratelli anziani una "serena vec-


chiaia", qUalcuno ava11;Z~ la pr~posta-di fornire
le làrq.stanze d!.un -apparecchiQ televi~ivo,. così,
ch.e non dovessero patb.-e troppo la noia. Per me
!al; spluzione avreb1?e significato unà. dic~~ra­
zionç di fallimento della nostra spiritualità. I
vecq"i n<?n· ha~o bisogno: di es~~re sommersi
dal diluvio eij. immagini che,;la tele~sìone .çòn-
tin~mente dispensa. ~ssi devoI~o piuttostori-
volgersi'vérso illoroci.nte!'ll0 e lì scoprite le im-
magini Fr~ziose nelle qua1i,~lungò.tqtt() il cerso
de'Ha ·lQro yitat Pio st~so si è COl)l~ ~guratm
n~l!e esperienZe d} silenzJo, negli incontri con
l~ :R~rs.(;me, a!f!ay~rso 1e parole che si sono im-
pr~se nel loro cu~e.
Naturah;nént~ è. -più faciJ:,e passare tI tempo
.' fon. la. television~, la quale in .varie occasioni
pu~ aric4e aiutare a tener.e vivi almmi ìnteressi
c;tello~~pirìto. ~ .~a~ s~pIe le tr-adizioni spip,-
tuali hanllo esaltafo~ per il tempo. della yec-
èhlaia, la pr.eziosità ~èl silenzio qùa1e meZzo
per concentrarsi sulla luce interiore, per ~a<:qui­
sire finalmente la saggezza e potersi aprire, con
tutto ciè? che ci portiamo dentro,.al misfero di
_ Di~~
n fatto che nella vecchiaia l'esperien~a- spiri-
fllaI-e lenda ad -essenzializzarsi, induc~'l' anZia-
no; elle ha saputo prendere le 4istanze'-daJ suo
ego, a collocarsi dì fronte' a DIo in tòta:le abbàn-
dono,,:desideroso dlimm~desimarsi il più possi-,
IDilè cOn:'L~. Nelle,paroledella ScrittUra egli co-
glie il Tu qi Di0 che gli parlaI la sua preghiéra si
, fa più semplire 'e si1e~osa; diventa ascolto. E
, nella misura 'ID. cui egli' si dimentica :....~nel supe-
ramento di-sé ~ si apre alla sua Visione interiore
mi ampib squarcio d'èl misterp dìDio.
Le fofIne esieI"ne dellEl: spil?-~ualità perdono
ttitt"a un tratto la. Ibro funuone, la "so:vrastrut-
tura reli~osa" ,nan 'Se~e più: «NOli -ri~sco' nent~
~enO più a prega1'é. I;e'esor,taz~IÙ: devote ~1'\ ,
aiutàno granché. Si resta sèmplicem..ente lì, se-
dUfi. Questo-fa un pd' male; la~èia tristi... ma è
cosÌ», ~iée~ il padre tU un ,mio" cdi1fra'tello. È
una esatta descrizione di come 'nena'-~ecchiaia
la':religiosìtà po;sa modillcarsì~Ì!itto' dò=~e 'sI è
. praticàto pér ltinghÌ anrii à m'a sQstituito' da .
. ,
una
sorta dì '\tibrazione interiore", un abbandonar
si alYessenzirue, un lasciarSi cadere ìn Dio.
" Si danno a'ncP.e altre esperienze. Una signora
mi rcicéontava che con la sua anziana matire
"PQteva pl1rlare liberamente di tutto." Non am-
metteva però in alcun modo che si mettesse ìn
questione Cilualcne aspéfto riguardante la fede::
Nulla' doveva. venire a intaccate minimamente
ciò in-cui aveva ripostò tutta la sua sicurezza.
La 'Sua fede era qualcosa di sacro, ch~ le garan~
tiva, in mezzo' alle varie Ì1l:ce-rtezZe della" vec-
chiaia7 stabilità e- conforto.
TJn altro caso. Un' anziana signora, pèr" lunghi
anni "molto fervente ne,lla pratica. relig~s-a, si
" sentì ttn'bata quando 's'-accorse che la partecipa-
~i?ne àn~euearistia"e la preghiera perSOnalè 'Sta-
va'no perdendo un po' della loro ìm:p:ortanza,
non suscitavano più in lei il consileto fervore.
lita come se quakosa di prezwso le venisse sot-
tratto. Ma" fu_proprio attra:v~so questo distacco
da1le cQ~e abituali ohe ella" scoprì una diversa: e
pm alta qUa~tà della sua r~ligios~tà. TI rela~viz-
_~arsi dell'esperienza precedente le dava la sen-
sazionè- dì -una. nuo:va libertà interiore._ Di9 en-
trava nella suà vita coo:-un volto differen:te:. non
piu quelDto ~-cui lei talvolta, n-e1la preghiEl1;,a,
sembrava 'v?le~i .appropriare1 ma ii Dio "non, .
disl'Qnib;Ue"'" ~n~n privatizzabile presenteih
r1
,

ogni persona e in ogni cdsa. Orae.mel'geva


quella spiritualità che Maestro Echkart definiva
del/puro abbandono": il distacco di Dio· e _il
çlistacco da Dio. Per çrmore d~ Dio-ci si distaçea
ançhe- da Dio. Non ne
facciamo più uso a ho....
sfro piacimento e vantaggio. Le-yeccJlie .imma-
gini svaniscono, pocp alla volta vi'enè àl1a luce
tutta~ l'ampiezza,
l'illimitatezza e l'inde.sc~i:yibi­
Utà di quel Dio nel quale non ci resta-,che im-
mergerci totalmente:' -

Noi non dobbiamo emettere giudizi sui diffe-


renti percorsi spirituàli. delle p~ec anziane.
POs.siamo soto restare ad as.coltarlè chè cosaldà
:loro sicurezza, ~è cosamgene:ra inquietudine,
vetso 'dove sono -orienta1e. le loro speranze._.
Sona tanti i carnmirti che- condu.eoJ\.oa .Dio, ma
è Lui l'unica e insostituibile _guida spiritUale.
Sia che si perseveri nelle ingenue devozioni ~p­
~~se él~rant~ Yìnfa1!Zia, -mantenendo-si, fede1ì
aRche ai riti della liturgia; oppure che si -per':
'veng~ alla essenZialità dì un profo~do e silen-
zioso immergersi ne! mts~ero di Dio.;., sempre
si tratta di rinnuvarsi in quella fiducifl, seJ:il.plice
che ci 'an!mava' da bambini a11a presenza del
"divino". Così, nella, vecc1tiaia: si çhiude iLcer-
chio sull'infanzia.
Forse soprattutto aivecclù sono'indirizzate le
paroie,.di Gesù.:.-Se non vi convertirete (! non diven-
terete come hambini, non entrerete nel regno dei cieli
(Mt ·18.,3).ISJ;ella vecchlaia. acquista pieno signi-
ficato la beatitudine:, Beati i poveri di spirit~, a4
Bf?si appartiene il regno dei -cieli (Mt .s.,3)~
I?invit0. è a sapersÌ distaccat'e anche daJ pçltrir
.monio consolidato della nostra spiritUalità, per
divenire realmente poveri nello spirito. Nell'e-
sp~enza ess.en;ziale di una,'preghiera fattasi si-
,lenzj:psa,.d abbandeniamn totalmente a; Dio. ,
. Lui ~oib 'pnò c:ohnar~ il nostro·vuoto.
x
:ESERCITARSI
A ~'BEN MORIRE" .

L'ultima ed ·estrema sJida spirituale che la


persona anziana è chjamata ad affrontare COnsì~
ste. nel prendere è.~nfiden2:a con f'idea della
mbrte. n morirènon rappresenta soltanto l'e-
v:eI!.to ctmçlusiva della vita, ·ma ,è una realtà in
ql1aléhe modo già sempre in atto,. Romana
Guardini-definisce la. vita come «u;na morteJra-
scina,ta pez:-.fe Iùnghe» ..
Kad Ranner, parlando delIa- rlpresenza del-
la morte Il in tutto ciò ~:e faccia.~Qj assume
nellapr.opnél teologia il concetto espresso da
~~tìn Heidegger _nell' operà Essere 'P"(!·r m
murte. ~.
t: espressionE;! latinS:"~ro-li"xitas·mort.is."( = -#~l
prolungarsi./l'estende:rsi della mort~"), che
Rahne-r prende ìn prestito-da san- Gregorio Ma-
gno, sjgnifica «il mncreto ·e· ct~scente acctimu-
larsi di eIémènfi di morte n~lla- storia della vita
. .'", ~
,umana»1. Più specificatamente, Rahner intenp.e
che in tutte le umahe esperienze di fragilità,
, malattia, delusione, l'uorità .speiimentf:\, com~
uri anticipo di morte, un progressivo venir me-o
no «dei beni concreti dellà vìta. E noi dobbiamo
interrogàt.ci su come sappiamo affron~aÌ'e tutte
queste piccole,rate di morte»2. È soprattutto Ye-.
sperienia della malattia - con il seUSQ'di abban-
don~ che Y~ceompagna - a' rendere p~sente la
morte. Rahner scrive; . .

, ~r:èmarginazione da unà sod~tà effiCientista,


- r-esperJenza aell'inutilità dei malati per gli
.altri; Ijml>0ssi~tà ,di integrare significativa~
mente la malattia in- un progetto di 'v.ita.. :.
,questi e altri aspelJi fanno' d-ella;·malattìa un
preannuncio dlqloìt~>~..

11~sercitarsi nei "ben ~9rire." si. cOJìlpie~ se-,


aando Rahner7 mediante 1'accettazione della
croç~~ Nella sua spìritualit~, Yanziano si predi-
spon'8 «all'.e-sercìzi'O di quell' am6l'e estreIru>
.. '

: 1 A.,Auer, GeglucTcte5 Altern ••. , dt. p. 52.


2M; p. ~2. _ . .
3 K. Rahner-, Prolixitlls mortis, ìru }{1ysterium Salutis, V 466-472,
Einsiede1n'1976, pp. 4698.' ' . -
ve:rsO, la croce che nell'inevitabile d~cadenza
mDrtale,della .vita- a tatti nDi viene- richì'éstD»4.
lo posso' rlbellarmt contto la debO,lezza -e CDn-
trD la presenza-deÌla mDne nella mia vita; op-
pure mipredispDngD, nella mèditaziene sulla
crDce di Gesb Cristo., ad-aécettare il mio-i~vec­
chiare~ a riéondliarmi con la sO,litudine à pren- j

dere cDngedD damòlticòmpagni di viaggiDi


. L'arp.Dre della croce è la chiave ch'e mi èon-
sente di trasformare il mio' qUDtidianQ morire
in offerta -a Dio,. Dire flsì":alla mOItè non si-
gnìfica venire passivamente a patti con essa,
bensì trasfDrma-rla in un atto, d'amDre. Gesù
,ha -detto liberamente "sì" alfa sua mDrte ViD-
lenta: Per questo il Padre mi ama, perché io offro'
la mia vita, per poi riprenderla di ·nuovo. Nessuno
m'e -la -toglie..,· m'O. io la do sponJaneamerite (Gv
10,,175): .
.Eccqd al paradDsso.~Anche noi, al pari-dì Ge-
sù, 'siamòJnesorabilmentè praccati dalla mDrte.
U aIjè' dì ~vere può S~ID èDns~stere trasfor- né!
mare la mDrte da accadimentO, .subìtn, in una
scéltaèÌì lihertà: non ne.cessariamente co'me un

4 A:,Grlin,..Erliisung ,dJlrch das -~. Karl IDmnefS--Beitrq.g 'zu ei-


nem lieutigen Erl-osun.gsversfiinilnis, ~Unstersch~zaçh 1975, p.
m. --
.atto dieroismo1 ma-come. un: atto d1~amore~ 'co-
rne urrofferta a Dio e agli uomini. Nella n:tQr:te
esprimiamo uni ultima volta cio alle ci ha gui-
dati dm:aiite tutta la vita·. Suna morte nlilla si
Pu.ò dire di più elevato di quanto l'evangelista
.Giovanni dice rtguar4:o alla ffiQrte di Gesù~ .
Avendo egli. amato' i.suoi .ohe erano nel mondo,-li
amò sino qlla fine (Gv 13,1). La morte èil compi-
mento deI nostro amore: è'un atto di offeIta che
non può ·eSsere intorbidato e oscurato da qual-
sivoglia secondo fine.
Oltre.alla spiritualità, anche la.psicologia fa'
c.enno~alla necessità, soprattuUt> --nella vec-
chiaia;. di. preparé\~Lalla morte. C. G. JUfi$
scrive:

«Per-lo psicologor un vecchio che non vuole


separarsi da'Ila' vita appare altrettanto. dèbtlle
e inalato al pari dì un giovane che non è- in
grado di affrontare la propria vita. Si tratta
'qtfa~i sempre, n.e].Yuno come .nell' altro caso,
della stessa avidità infantile, della. stessa pau-
.ra~ Qella- stessa caparbietà e o:stinazione. In
quanto medicQ, io S'ono convinto che sia per
'così .dire più "igi~nico" vedere nella morte
una meta· verso cui S'i deve t-endeie, mentre,
. al contrario, il· rifiutarsi è qualcosa di insano
e abnol'IDe, in quanto priva del ,suo scopo la
seconda metà della vita»5.

Solo chi vede nella mor~e una ~gnifkativa


meta 'ch~ dà compi.qtento alla sua vita"e la fa ri~
fiorire sotto n'Uova' fermaì può accettare la ve~­
.chiaia--con tranquilla riconosc~ Costui resta
nvace e attivo anché da vecclno, poiché scorge
un fine verso cui erientarsì. .
C. G. lung ricuper.a un' espressione de~ padri .
della Chièsa, che' definivano f eucaristia "medi-
cina dell'immOl'lalità" (in greco: pharmakon
athanas{as). La fede nell'iI;mnontalità che ci è j '

donata in Gesù Cristo; 'è' dun9:P'~ anche per la


psicologia Urt medicamento per tanima. Que-
sta, infatti, si mantiene S1!Iia solo quando si
orienta aJla mort-e e ~. eS"sa' véde una met(\ ver-
se cui può serenamente in~àrsi. '.~
. çhi veramente na vfssuto, può anche morire
bellé. E puè .s.ottosq'ivere la poesia.C!:!he·.Her-·
manTI Res'se ha composto ~c.ome Ilpresa <:li 'con-
gedol/e.dal mondo. . . .

5 C. G. JunS'- Gesammelte-Werke, cit., p. 45.8.


Addio, messer'Mon,do!6,

. Il mondo giace lì in frantu.ml,


un tempo'['ab:biamo molta amato.
, ~ mo-tte ormai più non riesce
a incuterei spavento. ";'.
Non si dè:ae disprezzate il mQndo.
È così" Variopinto 8'sel7!ag-giQl
veçchUtlcantesimi ancorli fileggiano'
t"!ttt'i1ito..rnoalla sua immagin.e.
Riconoscenti ci distacchiamo
dal suo grande gioco:
ci ha regalato gioia e- dòlore~ ,.
ci ha el'tirgito tanto amore.

Addio, messer Mondo! Agghindati


con nuova gioventù e,nuoVa grazia.
Dellà fortuna'tua ~,deUe miserie .
.. noi ci .siamo ampiamente saziati.

, Troviamo quakosa di. simile nella Bibbia, là


dove 'si parla del gùasi bicentenario Abramo:
Egli mori dopo una lùnga e serena vecchiaia, sazio
di giorni, e ~i riunì ai SUOI antenflli '(Grt 25L8). La

6 H. Hesse, Mit deriReife .. " at.,p. 127.


morte appare qUi-come qualCQSà di assoluta"":'-
mente Daturale. Chi è 'vissuto bene, può anche
morire serenamente; sazio' di giorni, hon ha: bi:
sogno dì rincorrere brandelli di 'Vita ilon vissu-
ti. E inoltre., si tratta--di -UÌl morire in comunità,
anelalÌdo~l ricongiungiinènto con color-a. c]ie ,cl
hal\no pre.cé.duti. ~ - ~ '-
,n"medio~vo .ha svilu;ppato una propria "arte
del <morire" (in latino: Jl.rs mariendi). Oct:orre
prepararsi: e pregare ,al fine di ottenère·la gra-
zia di una '~ona morte". Ma questo non im':
pedis.Ge l'~sorgere di un .sottile tremore e d~­
la- paura di' fronte. a-l mistero di queL!."ora su-
prema. . . ~
Pr~gare'per Una. "bu.ona mòrteq cOmpOl'tà
che si.vivà coosipevolmenfe'soprattutto l'ulti-
ma fase della vi.ta. E cOlllporfà. anche· che (!,Ì si
e~erciti ~ atteggiamenti concreti che possono
:pr,ed~porre a ''!:len morire". Si guarda alla me-
tacoi aniino seIèno, coIi fidudà si attende il
°pi'emto .d'ella vitto~ialL.: là gloria della 'vita
. eterna..'
. Infine, la pI'OSpettivà della morte deve faciij..-
tare il~ricrinòscimento della nostra profonda
unità èon tu~ gli ess~ri umani.. Tutti dobbiamo .
morire, e nella morte divèntia!lÌo un "tutt'u.no"
con fintera famiglia umana. Henri Nouwen ve-
de proprigAn qu.esto sentimentQ di umana; unì-
.versale appartenenza - nella piena solidarie"tà
con g!l aÙri - una con.d.izione del "ben morire".

«Quarrtlo 'si sviluppa gradualmente in nei la,


<20sdenza che il nostro morirè 'più che tutto
l

it resto; ci rende. solidali con 'gli altri, la no':


stra morte puÒ diventare la fes~· del nostro
/I divenire. uno" con- tutto' il genere umano.
C~sì, invece che separard dagli altri~ la inor-
:- te ci ricongiunge cPn tutti;. invece cheJnfon-
deTce in Iloi solo dolore; diventa un nuovo
modo' ~i stringere amicizia; mvece di appa-
'ri1;çi semplicement.e come la fine della .no-
. stra vita, si mostra come auspicio eli u.n 'nuo-
. vp inizio»7. .

Un pastore pret-estant~ - cne aveva organiz-


zato in Medio Oriente una aerie di concerti 'a
bàse di nielò:die erisnane - :tnì raccontò. dj aver
udIto un anziano mus~o pr<?nunciar~ que-
steparole-: «Tutti noi·yeniamo da Adamo ed

7 H. No,uwen, Die Gabe der .Vollendung. Mit pem Sterben leben~


Ffeil;iurg 1994, p. 42.
,

E-va: K tuttil COJ;l la morte, !ar.emo ~itomo aI1a


tE;rra, Siamo dunque fratelli .e' sorelle, P~rché.
mai àobbiamo com:batt~rci, gli ani gli altri?».
Quel vecchio S'aggio aveva eapito che, se la
mQl"~e è la via per dive~tare "tutt'und con tutti
l

gli uominil essa rappresenta il pip alto appello


per la pacé. :Non può mortre bene chil anc:;;he in
presenza della mortaI 'si mantieJ:!:e' in disaccordo
con gli a!tri.
Una volpnta:;rial impegnata nel prezioso com-
pito di Hacc:ompagrtamento dei moribònclìll~ mi
diceva- come alcu:t;le perS01;l:e trovino, diffIcoltà a
~orire per il sempJice fatto che ancora non han-
no Si:).puto perdonare. Solo quandn ~i saranno ri-
conciliate con loro stèsse e con gli altri -' speri-
mentando una piena- unità con tutti - pot:pum:o
lasciprsi cadere in pac~il(~He braccia di Dio.
. La morte non è l/eventò minaccioso· che in-
combe su. di'noi come la "fine di tnttoll.,SàI'à un
nuovo-inizio. Ci attende' Jp Vita eterna. Diventa
-allora possibilel in qùesta lucel andare inCbntro
alla morte sentendoci in çomunione con le per-
sone che amiamoy accE!ttanclolq. anche per loro.
È esattamente questo il messaggio del Vangelo'
riguardo alla morte di Gesù: egli è morto per
, tutti. Se anche noi sapt'eII!-0 accettare nella fede
il nostro"'; morire, offrend.olo per glì 'alti], diver':'
remo an-chè noi benedizione1'er multi. _
Henri Nouwen/parlando di sua cognatà mot.,.
ta 'a 4:~ at;liU 'per ca~crQ, ricorQa eom-e ella

«abbia configùratd il 8:t,rO rrtor-ire- come aD:


preziosQ do~o per gli altri. L,,] Pl,utroppo
lè, era stata-negataJa gioia di essere madre~
ma. il modo in cui lei ha "vissuto" hl' pro.;.
, pria morte ha tisve~liatQ in tan.t~ persone
un nuov;o .stile di vita. A me, petsonahnen-
te,·ha insegn~~o cosa si~nifka:morire p-ell gii
altr̻8. -

~Esattarn.ènté in-questo consiste l'arte-del mo-


rir~. non morire per noi soli, ma per gli -altri! Ai
,ciiseepoTI, l'attr~talLall'ideél. di veder!)i (fbban-
, donati -dal MaestrQ, Ge~ù dìce: È oene per vai che
io me ne vada, pefché-se non me ne vrul.o'n'On verrà a
. v'Ol il Cònsolatare; ma ljùanà'O me...ne .sar.ò andato/ve
Iv invier6.~Gv 16/lJ. H. Nòuwen còmm.enta cosl
... "!.

le parole di Gesù:

«Questo /rinviare-lo Spirito consolatore" non·

8 Ivi, p.~O.
, ·~.il mpd@ migliore per indicàre che egH non
ab~ap.dona i suoi amiq, ma vuole instaurare
cnn lorl? un vincolo ,ancora più·'stretto e'be
non al tempo- della sua. Vitaterre,na? Non si-
, gnific;a.- ililmorire per altri" - un tIlorire.af-
-L:.--h; , 1· - l ' .. ' . ful'ti'f·lcati.
:H.l& 'e:'g ra bi contlI~umo a VIvere

4allo,spirito del nostro amore?'»9.

li 'nos~rò ~odr.e, dunque, non sia -sQltanto


una
, . •
lo.tta solÌtaria contte la morte, ma diventi -
: r '

a imitazione della-inrrrte di Gesù Cristo "':.un at-


·to di oblaz-ione~ Riflette~do stÌ;lla morte· della'
propria madre, H. N ouwen scriveva in una;:let-
ter.a al -padre:
: .~

\'<PQiché .Gesù di N~aret non è mortG per se


ste&so, ma per. nOÌ, siaJ:V.t;), çhiamatì.~h~ -!fai,
-sÙl suo. esempio, a fàre della nostrél mQ:çte }.ID
atto' di offerta per gli altri 'Ciò che .rende te e
ll'le çrìstiarfì; non è solo la-nostra fede~el fatto
, che" Lui, Che non a~eV'a cOJIUIlesso peccato, è,
morto in érd~e per: 11\ nOstrasalvezzà; apten-
,dòci così la strada. Verso il Padre suo nei cieli;
ma anche perché mecdlante la sua·morte la no-

91vi, p.52.
stra morte è-stata trasformata. - da quell' as-
surda-fine di tutto ciò ché Già senso alla vita -
in·.un-evento che GÌ;libera, noi e. tuttì colo!o
che .ainiamo»10..

.Considerare la nostra morte .come il divenire


"tutt'uno" .con l'intera umanità, oltre' che fare
dì es s'a un'offerta del nostro -s.pirito a quanti
vengopo dopo di noi, è sicurament.euna via
certa per "ben ìnorire'~. L'evangelista Luca indi-
ca anme un' altra via; là .morte rende possibile il
compimepto del nostro des.iderio più profondo,
quello_che, i greci indicavano come anelito alla
visione di Dio. In effetti, il morire è l'unica pos-
sibilità per: giuJlgere a contem.plàre Dio così· co-
me veramente'è; Ai discepoli-incontrati sulla
strada di Emmaus Gesù -spiega il sign.ifieato ul-
timo diilla sua dolorosa morte: Non doveva forse
.il Cristo patire tutto questo e così entrare nel.la glo-
ria?- (Lc 24,26). Come avvenne con ta morte di
Gesù li croce,così l~ nostra nlorte ci aprirà la-
porta alla'visione della. maesfà divina.
Ciò che la morfe significherà alla fine della

-lO H. Nouweni Sterven, um zu lebett.' Abschied von meiner Mutter,


Freibw:g 1985, p. 98.
nostra vìta, lo _si sperimenta già quotidiana':
mente nella veeehìaia. La morte, infatti; è- già
presente' nelle difficoltà di ognì genere che ci
assalgòIW, nella malattia, nella debolezza, nel-,
1 çilibandòllo enella sol~tudine. Tutte queste
1

piòve-però non cl abbattoI}o, ma hanno-"Co~


risultato di purificarci dalle idee"ilIus-orie che ci
sia~o latte sulla ~ta. Veniàmo così predisposti
per la (~gIoriaN (in greco: d@xa~, per rincontami-
nata e magnifica- im:J::Ùagine che Dio si è fatto su
ognuno di noi. E· dopo éhe con Gesù saremo
passati attra.vers.o la mo-rteJ- acce-dere-mo alla
contemplazione della f?lorio:sa maestà di Dio. --'

. Ognuno- di noi tènde a formarsi -qualche idea


sulla propria mort~ Per lo più crsi augtfra di
poter morire i:n mezzo ai propri c.ari, favoriti da
tlna-nitìda~èQnsapevolezza, fiduciosi di lasciare
dIetro _di noi Yeredìtà di un buon ricordo. Ma
poiché non è in nostro potere decidereJ tempi e
il modo .-della nostra morte, sarà conveniente ~
saggio dìstaecard da1Yidea di voler program-
màre iYnòstFo congedarci da qu:e~tò mondo.
Non festa. che affidarsi al "trolere di Dio, come
sùggeriva r ormai anziano ~rl Rahner.
«-Bisogna pregare con Gesù: '-'Padre, nelle tue
maiti affido il mio spirito". Si può anche,jn
· punto d;i morte, pregare é.ome Gesù con le
parole del salma: .l'Dio mio, Dib 'mio, permé
mi hai.abbandonato?", poiché·a~che.a questa
· .supplica Dio risponderà col dona della vita
eterna»l1.

Il ricordinp funebre della· maminadì Rabner,


mortà ultracentenaria, recava questa preghiera.
- scntta da TeiThard de Chardin, gesuita e ceÌe-:
bre naturalista -", che l'~iana donna recitava
ogni giorno come preparazwne' a una buona
morte:
"- .
«Av-endòti io conosciutO.
.,. , come Colui
' . che è il
l . - . Il
nuo supIemo lO, aSCIa, a orUle. a nua
' . • Il- 1( _1..' 1 . -ora-
sacl. giunta" che io Ti riconosca anehe sottò le
se~bianzé dl.~gni forza- ignota o nemi~a che
· ~i Vuole abbatte~è ~distruggere. Quando
nel mio corpo e nel wo
spirito comfncia 'a
manifestarsi illogorio..della vecchiaia; quan-'
do dall' esterno ml'assale ìl male- che ~bìlita-

1~ K. J-Wrrfer,:. Z~m theologi$chen unti anthropologischen.-9rnndver-


stiindnìs des Alters, in: 5chriflen zur Theologie 1.5, EinsiedeIn·1983, p.
325:
",

.-..e consuma; nel mUln-ento ,doloroso' ~' cui aJ:-


> l~llnpr@~so prendo 'cÒscie~za di~ssére Vitti",
': ma' dellà mal.i;lffia; ma spooiàlmentè in quel-'
-re~emo percepire che mi sta"emggendo d't
mano} Qpll}ai dèl tuttocnltP'oténte in-:bàlìa del- ,"
- -le sconosciute potenze cibemi hanno' forma-'
to;il\ ,tutte'-quellécore oSéU.l'e' faIDnÙ capir~ o'
Sigiio~":the- sei 'fu C;oluì ch-e :..'se la 11'l1'a fètle
sarà:gÌ.anàe a sutfj.denza ~-sotto- i dqlori ri-:
muove -lè fibre ,dei ìriib 'esseré pèr penetratè
'fin@a1midài.to della mia ess~nZà.e quìndi-'a!>- ,-
tir~ a Tè»!2. ' , '' • '. .

-]1a "fed~ éristiaaa annuncia' che'fa nostra re.. -


denzWDe è avvènùta medianf-e morte in qo:- la
ce di Gesù.- Un mist~o me
può eSSere spiegafò_
la
P:t vatim.odi. -COn s~a morte -GèSÙ- ci ha indi>
cafo aie-.aItehe'noi,moreIfdu, ci im~er-giamo
. -n,el1~ beatitudinè dl"Dio~ 'Siamo dunque,affum-'
.can dalla paura della l!Ù5rte': L,a morte 'non ap:-
pare più~comela fine~~ru~e,~inà come un, tino,: _'
vo. inizio:ì risuirezi(}ile-n~na vita: Jmperltd~-di
Dio.,. -.
. :;
,-
. 12 In p~, v. Bìeemèn~ Alt werden ais geist[!çhet Weg, W.Ur~}jllrg .
2004, pp. 70s. . .'. .
iJn.'altra yia·d=è suggerita da H~nri Nouwen.,·
. A.~ll()· .4iiè, per mOlte pers0t:te la :roort~ :r.ésfa
u~~·.pt.0sp-ettiva temncante p'erché,rltengon6. di
d'o:veFsi- sepa.I'are per sempr~ dal çonsQrzio'
. Ul11:anp. Li1er~~I,izza ridea. -di ahba~d~nare figli
e:nipo~.dì )asçi~re questP ~on,d9 9PF'ress~_ da"
oscura ·solitu,d,ine·4 A1ldrfe di-Gesù ci diee
qu~lc()sa d:altrQ:

. . .
,y-,qesù- ~ morto per nOÌ,; .a:f!i:.nçhé·la llOS:~~
.... motte non sia ,più ~o1tanto tma separazione.
;La"syamort~.cj. hp ap.ertoJa 1?ossibìlìf~ di fa-
~ ~ ..;

Fe~de11a n,ostra m.ort~ un pa~aggio~v:.erso ru'-


e
·nit~ la, ~omuniope.. Èr.questa)a:§v91ta. rc:tc.ii-
. cale ~esa possibp..e Q-ana,nostra fede»13. •
" 0._-

.' .'Cpm~ci raccon~a il Vangelo dt Giovannì,.:Pm-


prio. al IllQltlemo della,m;.orte ip. Ct'<?cè Gesti ha
sus"dtato! tra sua .,:m,am.-~ e il, d~ç~polo predilet;.
tQ,. un rinnQyato. rapp.orto fii coIlfj.denza e iÌt.fi-
mlià. Illfatfi, è nell'amore ~he l':evangelista pon,e·
:.1!'esSènza e ti signifi~to·.somìnO del ~Qrtre di"
Gesù: 'Nessu11:o ha un .amor.e P!?Ì gr.ande 'di queste::
date la 11iJa'pei i propri amici (Gv 1~13~.

1;' " ...;'.... .'


_. . H NouweIl"DII!Gabe•••, mt., p. 91.
'.'
Se .anèhè Uoi-sappiamo trasformctre la 'nostrp,
"mmte in .un'offerta per coloro che ~ainoi al-
·lora .essa è-<riscattata e redenta. Non conc;luce-
più-nelYoscurità, !Iella solifudine e nell'isola-
m~nto, ma.realizza la cOmUnionè con tutti g~
uo~. È così che acquista senso -il 'nostro me-
me. Nella morte si palesa definitivamertte che
Ja -redepzipne della nostra vita_ avviene solo at-
traverso l'amme. 1:;a morte come ,compimento
si
estrem,o e perletto, di'un attLOfe che dona per
SU altri. CoSÌ è annullata anche lapa-ur-a degli
_alm: si ~é1itono, rì~ongiURfi -in modo- tòta1menié -
-nuovo connoì e con ù:io~
CQNCLQSIONE

. . . Alla ~ età, ormai ultrasessantenne, -n;ri tro-


vò aneh"io alle srrglie della: vecchiaia. 0vvia-
mente, ;molte-delle cose che ho scritto non sono
stçtte·anèora avvalòrafe da esperiellZa 'Ji'ersona-
le. Ho solo pres~ntato quello the-çcmsipero cç>,..
me un percorso che mi ~ta qava-n~i. TI P1ll1to '
fon~a:q1.entale·çpnsìsteì jlnche per me, nei saper
dire ,usl" a tutto quello-che· gJi ~ a ve~ mi
présentera.nno) €o5Ì da non soccornbe~ t1?-ste-
mente s<:)tto,il peso della vecquaià che Si prean~ ,
nUilcia. Sì tratta"di un ye:rae.proprio GlIÌurtiltO
.' spi;ritUale;.consistèilte n~J'ac;cettare fin q.'Qra la·
mia ~tezza è i-J1Jnttl'; il prQgressivo affievolir-.
sì delle forze e infine -la 1l}orte, la cm scadenza
tempor-ale,..e le eui epndiziorti restano nella
~tediDio.
Nella mia r,Hlessione sull'invecchiare e sul
proGe~ere v:erso)a tona~~ion,'1 della vìta~i ha·
còlpito"pÒ che.Kàrl Rahner ha scritto paeo tem-
po prìrr!a dena suamorte:

. «Noi veccni siamo sottoposti a ,ma strana,


singolare tensione, tra il coraggio di questa
vita terrami e la speranza della vita ·eterna.
:Siamo ancora,.1n vita, perciò dobbiamo conti-
nuare a Vivere. "In vetità, la fi~ella vitàJe
~de '~emFre .più debolmente, e spesso Si ta
-trèmQJante per la'paora. Lé no-stre posslbiUtà ,
s,Qnthormai lifuitate e"non ~ il casp di i1lud~i­
d~ raccontando èhe pobennno cpnSèrvare ~
~Qsti(f pia:cimentEJ~" aiilico vecchio yft-ale. C:è
"-un detto abbastanza jnsensato - .«Sì· è- e-osr
v:ec~l)i nella misura che 'si -pensa di.esSerlo» -
da t.uinoXi è il caso di lastiarsy.-assillare;ma
onestà vuole' che si" prenda atto -4ell' affi~vpli. .
- Dtentò~ soMo ogrti aspett~ (anche. qu:ello gello
spìritQ), de},la nostra energia vitale. E comtm-
- qUé .si GontiRlia a .Vivere,- e- la Vita me -aneara
ci rimane· va pienatnente ViSsu.ta»!. ",

-·L'inv.:eccm'a'le ha un .suo preciSo' signiIicat0 e


rapptese.nta un'autentica sfida. Una:-sfida a;le
per me'ri~-èstè un cp.rattere eniiÙ~ntèmente spi- '
rtfuafé: , _ '-'."" ~ .
", È abbas~a facile parlare dì qacèettazìònè~J
e- .fJdistad::0 ,Ma quando 'mi tròvo nella 'sitUa-
7l •

,-zibne'-di dover concirétarnente lascl:are' un i.ftc&..


r _ • ~

rkoi' cònstato quan'tò--ciò risùlti diffidlè. ,varie


COI}.sfdera~oru si présentéUlQ per estercolarn'\k
, ,altri faranno ~altrettanto bene come me? .I l'im:'"
pronfa"spiti.ttlale cne io ho .dato avrà un segw~
ma"
- Jò'? ,l''!itti pensieri legittfini~ che mi re~aOfiO
, -arduo' ,accettam il distacèò da qualco8q die &n
p-assioneavevo C0strtritO.
Iò ptovo}gratittidine, é!q 'esempio, quandQ"le
- mie cònfè~è ~bno:llènJ~eqriéntate é f miéì il,.-'
Dtì letti èòn interesse. Vadodiceùdcr:roe non mi
identifico 'cnn ìl fatto:-dì avete sùccesso/Ma t.o"
,

:n;ie-'re4girò se u.n giOnfQ dovessi tiovarmi a, par-


in
lare 'una sàla vUd,ta, oppure non verra-nno
più a cercarmi? Non p.esso oVVÌame.nte dirl~
ora; Ma una cosa è cena: aimomehto della pro- '
'va dO'frò diniostrat~ in co~reto é· "on .tutt~
, fràncne'eizj, la capadtà di meU~e-J.n Rratka
queÌlo che considero il giusto e necessar~o perc-
corso della vecchiaia. Nutro 'comunque viva fi-:
dada,@he Dia.mi farà dà guida 'sùUa via deli'in- _' _
tèriorit:à; e io vorrç, esSére pronto a dis~eèa'rmì
da qUe$to mondo esteriOl:e pér immerge-rmi
~nellà Sil~nz.iòsa dimora dell'anima e nell/ine-
sauclbile mistero dì Dio..
. . . -N'eSSUD:0 pt\ò valutare e girran&si.Pt: ~ticipo -
,- qual~~a la'riugd.ta.~el sUQ addentrarstnella-
biri.hto, della vec.chiaia._ -È davvero 'una grande
qrte quella -di appre:q:dete a-"benmvec.chìpre".
M~ ceIl.lè<in ogni arte, lindie qui. possono verìfi-:-
;~si e.rro!"i~più Q meno gravi., . - <.-
L-e çn:mìiderazion~_ che ho es"posto ~ questo li-_
bl'o non seguon~ uno-sçhep\a, ~i-gidamente pre-
definito::- ~lora occarr~rà pr~ndél:~ l-e ~o~se.
'gaUa fine,. per risalire e .ripartir,e daR'lnizio. M~'
soprattu,ttd".'pQssiamo co1)fidare che lungo il tra-
gitto del- nostro inv.ecchiare ,mai ci man~her~ il
sùst~gno di Diò. Egli è semp~ pronto ç1.:benedi'-
recogntnqsQ::P sfp~zò in ordin.~ all',acquisto e al-
l'E!sercizio' di- quelle qualitlÌ .... sa:gg~ZZq, libertà,.
'luiete,_.mitezza.~~.,,.,. 4t gr,adp dì ~9-ere somma':,
nieI,lte Jeconda la~stagione dena~'l).Q-stra~~h~c­
ehiàia·. Potremo allora :t;'ipet-ere ~ in. quakhemo"
<1,0 applicare_çl noi stessi le parole del sahì)jsta:

. Ne1:1q. iJec~hÌ!li(l dàrarzlUJ ClfJeora frutti, j saYanrw


. vegeti e rigogliosi / per Q1'~}lunciar.e la réttitudine
dr:!"SignQ1fe (Sa192[93J, 158).
"Auguro a 1'~ -:- gel\tile"lèttore/l~ttrice -cii
F'reçlìsporti ·con-<paèatt'!:T~onsap~vole?ia ~'un j.fi-
vecchiare sererfO e'felice;'EU- saper pen,etra:re,·Sì-.
lenziosarnenté, -s.etnpr~ più in. profondità. nel
11.listerQ di Dio; di poter divenire."l.lella 'V~c- _
chiaia e nella ,morte, una f'benedizione" per tut-
ti aoloro che ami.
Che 'casa. voglia significare 1'espressione cri-
s.tiana urendere 1'anima aDio", possiamo ap-
prendèrlo dal Vangelo, quando desçrive il mo,.
mento in (ui Gesù si s~para da questo· mondo-e
dai suòi amici:

Aliate re mani, li benediSse. Mentre li benedicevd


si staccò da loro'é fu portato verso il cielo (Le 24,51). '

La beneruzione erea come un vineolo. indis~.


solubile tra1 discepe1i
. ,
e il loro Ma,estro, al' di là
della sua mode. ,Pe.~fiò. essi. possonQ. fare ritox:-
nò'con-grarid~ gioia a Gewsalerntne e recarsi a
pregare nel tempio.. ~ .
Anche noi~.al m-omeìl:to di "essere]3ortat-i
verso, il' çielou , potremo flivenire benedizione '
per quanti in apparenza siamo costretti ad ab-
bandonare, neli~ misura in cui già durante la~
vitq.- e in l'articolare nèl-trascorrere gella no~
stra vecchiaia - 'awemo saputo benedi~e le-pèr-,
son~ me cf circon.dano[ invocando· su ,di 10m là,.
benedtzione <lei Signore. Si 'compirà coSì per
ògntutò di noi-Ia promess&,--rivoJta da Pio ~ pa-
marca Abramo: . -. . -

lv ti 'henerurò.... e tu diventerai' unabentdizione


~12,2).

;:... ... ~-.

.
"'"!:>