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UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DI BERGAMO

FACOLTA’ DI INGEGNERIA

“DISSESTI DELLE STRUTTURE IN C.A.”

Prof. Ing. Luigi Coppola

L. Coppola – Cum Solidare – Dissesto delle strutture in c.a.

DISSESTI STRUTTURALI
E DA SISMA

CEDIMENTI DI
FLESSIONE/TAGLIO COMPRESSIONE ASSIALE SISMA
FONDAZIONE

TRAVI TRAVI
TAMPONAMENTI SOLAI PILASTRI
SCALE E SETTI

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•1
CEDIMENTO DI FONDAZIONE

Nella progettazione di un elemento strutturale dopo


averne verificato le tensioni di lavoro, spesso, si
ritiene di incrementare la sicurezza aumentando le
dimensioni dell’elemento strutturale.
Questa procedura può risultare però alquanto
pericolosa nel dimensionamento delle fondazioni a
PLINTI

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•2
CEDIMENTO DI FONDAZIONE

1 2 3
S1 S3
S2

I plinti 1 e 3 risultano meno sollecitati del plinto 2.


Se per tali plinti si adottano stesse dimensioni del plinto 2 si crede di
operare a vantaggio di sicurezza. Invece, quando la struttura entra in
servizio, per effetto di carichi agenti in misura maggiore sul plinto 2
questo subirà un cedimento più elevato rispetto a quello che
interessa i plinti 1 e 3.
Per effetto di questo cedimento differenziale insorgeranno nei
correnti delle sollecitazioni aggiuntive non previste in fase di calcolo
che possono lesionare le travi.

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In seguito al cedimento del plinto la trave subisce un


abbassamento che desta ai suoi estremi momenti aggiuntivi così
calcolabili:

σEJ
Μ= (δ2 − δ1)
l2
M
RCK= 30 N/mm2
M
l = 500 cm E = 5700 30 = 31220 N/mm2=312200 Kg/cm2

J=
1 • 30 • 503 = 312500 cm4
12

δ2-δ1= 0.1 cm M = 234 kN . m

I valori di M risultano, pertanto, molto elevati in presenza di modesti


cedimenti. Se la struttura non è in grado di sopportare tali sollecitazioni si
fessura evidenziando lesioni estradossali all’incastro della zona con minor
cedimenti e lesioni intradossali nella zona interessata dai cedimenti maggiori.

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•3
L. Coppola – Cum Solidare – Dissesto delle strutture in c.a.

EFFETTI SUI PILASTRI

 Per effettodel cedimento verticale i


pilastri sono soggetti a fenomeni di
schiacciamento. Il dissesto può
presentarsi sia in testa che alla base
del pilastro manifestandosi in forma
di lesioni ed evidenziato dallo
svergolamento dei ferri e
dall’espulsione del copriferro
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•4
SCHIACCIAMENTO

 Il ferro infatti invirtù della sua


snellezza si instabilizza per effetto
degli sforzi di compressione che il
calcestruzzo collassato non è più in
grado di sopportare e determina
l’espulsione del copriferro

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TESTA/PIEDE

 Se questo fenomeno si manifesta sulla testa del


pilastro a maggior ragione dovrebbe interessare il
piede che è assoggettato ad uno sforzo normale
maggiore per effetto del peso proprio
dell’
dell’elemento.
elemento.
 In effetti lo schiacciamento è più
più frequente in
testa al pilastro a causa del diradamento delle
staffe che in fase di getto possono,
possono, se non ben
legate,
legate, scorrere verso il basso e « indebolire » la
zona di attacco con la trave.
trave.

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•5
CEDIMENTI VERTICALI

 Le considerazioni sopra esposte


evidenziano come le strutture
intelaiate siano particolarmente
sensibili ai cedimenti di fondazione
dove è preponderante la componente
verticale del moto.

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Meno sensibili, invece, risultano ai


cedimenti di fondazione dove prevale la
componente orizzontale grazie ai cordoli
di collegamento orizzontale nelle
fondazioni a plinto e ancor più al mutuo
collegamento nelle fondazioni a trave
rovescia o a platea.
COMPONENTE
VERTICALE FESSURAZIONI
DEL MOTO

NON PRODUCE DISSESTI


COMPONENTE O QUADRI FESSURATIVI IMPORTANTI
ORIZZONTALE
MOTO

•6
TRASLAZIONE INCLINATA

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•7
LESIONI NEI TAMPONAMENTI

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VALUTAZIONE DELLA PERICOLOSITA’ DELLE FESSURE

E’ necessario stabilire se esse sono da ascrivere al ritiro oppure a un


dissesto strutturale

5m 5m 5m

Su una campata di 5 m si dovrebbe avere un ritiro di 1500-2500 µm.

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•8
CAMPATE CENTRALI

La presenza dell’armatura distribuisce la


contrazione da ritiro su tutta la luce della
trave. Tuttavia, le lesioni se dovessero
formarsi interesserebbero principalmente
la trave della campata centrale che sono
caratterizzate da un maggior grado di
incastro rispetto alle travi laterali per le
quali, invece, un certo spostamento –
seppur modesto – è comunque
consentito.

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FESSURE DA RITIRO

 Generalmente esse si manifestano


con aperture inferiori al decimo di
millimetro nella mezzeria delle
campate. Altre volte esse possono
presentarsi distanti dai pilastri di
circa 1/3-1/4 della luce della trave.

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•9
MOTIVAZIONI

 Il motivo della comparsa delle lesioni


da ritiro in queste sezioni è da
ascrivere al fatto che la zona di
sovrapposizione dei ferri inferiori e
superiori (per assorbire la
caratteristica flettente) può risultare
vulnerabile

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5m 5m 5m

fessure

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•10
VARIAZIONI TERMICHE

 Le lesioni da ritiro possono inoltre essere


esaltate ed amplificate in ampiezza dalle
distorsioni termiche.
termiche. In particolare sono le
distorsioni negative (raffreddamento)
raffreddamento) e
quelle a farfalla ad essere le più
più
pericolose.
pericolose. Ad esempio,
esempio, negli impalcati da
ponte contraddistinti nella zona
intradossale da una temperatura più più
fredda rispetto al piano viabile in special
modo in presenza di corsi d’acqua
sottostanti.
sottostanti.

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LESIONI

 Se in una trave sono presenti sia lesioni


all’
all’intradosso (in mezzeria)
mezzeria) che
all’
all’estradosso (agli incastri)
incastri) con buona
probabilità
probabilità la trave è stata mal progettata
o realizzata.
realizzata. Ad esempio,
esempio, questo potrebbe
avvenire perchè
perchè nella disposizione della
gabbia di armatura, per il mancato utilizzo
dei distanziatori,
distanziatori, si riduce il braccio della
coppia interna e, quindi,
quindi, il momento
resistente della sezione

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•11
ESEMPIO

 In una trave 30 x 50 cm armata


all’
all’estradosso con un’ un’area di acciaio pari
2
a 10 cm e con copriferro di 2 cm il
momento resistente vale: vale:
 Mres = σfAf (h-
(h-xc/3)
 Con h distanza del baricentro delle armature
dal lembo compresso e xc distanza dell’
dell’asse
neutro dal lembo compresso
 (h-
(h-xc/3): braccio della coppia interna

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MOMENTO RESISTENTE

 xc=17.25 cm
 h= 48 cm
 Mres= 92.95 kN/m

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•12
POSIZIONAMENTO ERRATO DELLA
GABBIA

 Se nella realizzazione della struttura


la gabbia viene appoggiata
erroneamente sul fondo del cassero
da determinare un copriferro effettivo
di 0.5 cm si riduce il braccio della
coppia interna

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MOMENTO RESISTENTE EFFETTIVO

 xc=17.25 cm
 h= 46.5 cm
 MresEFF= 89.65 kN/m
 MresEFF/ MresNOM= 0.96

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•13
VALUTAZIONE DELLA PERICOLOSITA’ DELLE FESSURE

La valutazione delle pericolosità delle fessure


viene effettuata mediante una stima del tasso di
lavoro dell’acciaio in corrispondenza della
soluzione di continuità.

Per il calcolo, pertanto, della σf devo prendere in


esame un tratto di trave dove non possano
avvenire sfilamenti dell’acciaio. Debbo, quindi,
riferirmi ad un tratto almeno pari alla lunghezza
d’ancoraggio.

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τad
F

w
lanc

Equilibrio alla traslazione:

τadπdlanc= F =σf*Af

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•14
Nell’ipotesi che:
 - il cls abbia Rck = 30 N/mm2
 τad = 3 * τc0 = 3 * 0.4 + (Rck – 15)/75 = 1.8
N/mm2
 che nella sezione il ferro di diametro più
piccolo sia del 14 (Φ=14 mm; Af=1,54 cm2 =
154 mm2)
 che la tensione di snervamento dell’acciaio
sia σf*=220 N/mm2

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INDAGINE

 Desumere Rck dagli elaborati


strutturali
 In assenza di questi dati si può
determinare Rcm e quindi Rck
mediante estrazione di carote (h/d=1)

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•15
CALCOLO Rck

A) Per un numero di carote inferiori a


15

 Rck = Rcm – k
 Rck > Rcmin + 4 (N/mm2)

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VALORI DI K

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•16
CALCOLO Rck

B) Per un numero di carote almeno


pari a 15
 Rck = Rcm – 1.48 . sn
 Rck > Rcmin + 4 (N/mm2)

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ACCIAIO

 Desumere dagli elaborati grafici diametro


e caratteristiche del ferro oppure
 Mediante un magnetometro misurare il
diametro del ferro più
più piccolo nella
sezione fessurata.
 Oppure dopo aver misurato l’ampiezza
della lesione con un micrometro
scalpellare e mettere a nudo una piccola
porzione di ferro per misurarne il diametro
con un calibro
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•17
τad
F

w
lanc

τadπdlanc=σf*Af
lanc = (220 N/mm2 . 154 mm2)/(1.8 N/mm2 . Π . 14 mm) = 427 mm

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Il ferro si è allungato di ∆l. A destra e a sinistra


della sezione fessurata (quindi su un tratto l pari
al doppio della lunghezza di ancoraggio) non
possono avvenire sfilamenti dell’acciaio;
l’allungamento dell’acciaio vale:

Nl N ∆l ⋅ E
∆l = ⇒ =
EA A l
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•18
Se la fessura ha ampiezza 1,2 mm (valutata con
un micrometro) si ha: w = ∆l = 1,2 mm

N 1,2mm × 2,1 ⋅105 N / mm 2


= = 295 N / mm 2
A 427 × 2mm

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ESITO
 σflavoro < σf*ammissibile
STRUTTURA IN CAMPO ELASTICO

 220 < σflavoro < 440 N/mm2


PREOCCUPANTE IN QUANTO L’ACCIAIO
LAVORA OLTRE IL LIMITE AMMISSIBILE

 σflavoro > 440 N/mm2 NECESSITA’ DI UN INTERVENTO


IMMEDIATO IN QUANTO L’ACCIAIO E’ IN CAMPO
PLASTICO E SI POTREBBE ESSERE PROSSIMI ALLA
ROTTURA. QUESTO NON SIGNIFICA CHE SI E’ PROSSIMI
AL CROLLO DELLA TRAVE IN QUANTO NELLA VERIFICA
E’ STATO UTILIZZATO IL FERRO DI MINOR DIAMETRO (IL
PIU’ SOLLECITATO) MENTRE QUELLI DI MAGGIOR
DIAMETRO POSSONO ASSORBIRE DEFORMAZIONI
MAGGIORI

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•19
бt
бc

FESSURE PER FLESSIONE

FESSURE PER FLESSIONE

FESSURE PER EFFETTO COMBINATO


DI TAGLIO E FLESSIONE

FESSURE PREVALENTEMENTE A TAGLIO

TIPOLOGIE FESSURATIVE NEGLI ELEMENTI INFLESSI

FESSURAZIONE A TAGLIO

Una deficitaria armatura a taglio è individuata dalla


presenza di fratture a 45° in prossimità degli appogg i
inclinate verso la mezzeria della trave.

SOLETTA

TRAVE

90°

•20
FESSURAZIONE A TAGLIO

Il VENTRE fessurativo si presenta a metà dell’altezza della


nervatura con la cuspide inferiore che prosegue intercettando
perpendicolarmente l’intradosso della trave. Mentre la cuspide
superiore tende a disporsi tangenzialmente al piano di
connessione nervatura-soletta per assecondare le isostatiche di
compressione.

SOLETTA

TRAVE

90°

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VECCHI EDIFICI

Non è difficile imbattersi in fessure originate dalle


sollecitazioni taglianti nelle membrature inflesse di
vecchi edifici in c.a. in quanto in passato spesso si
affidava l’azione tagliante ai soli ferri piegati a 45°
trascurando l’utilizzo delle staffe che venivano
sistemate soltanto nelle zone d’appoggio.

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•21
AZIOME TAGLIANTE
E’ ben noto che nelle travi soggette a flessione e
taglio la parte di trave della zona superiore all’asse
neutro tende a scorrere su quella al di sotto di detto
asse sotto l’azione di una tensione tangenziale che
risulta crescente man mano che dalla mezzeria ci si
sposta verso gli appoggi.

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TENSIONE TANGENZIALE

Il fatto che la tensione tangenziale sia massima in


corrispondenza degli appoggi non deve però indurre
a pensare che la disposizione delle staffe “a guisa di
chiodature che collegano la zona superiore con
quella al di sotto dell’asse neutro” possa interessare
la sola zona della nervatura sugli appoggi. Anzi, al
contrario, una serie di staffe disposte su tutte le
sezioni del corrente a partire già dalle sezioni di
mezzeria della trave può assorbire gradualmente le
tensioni tangenziali impedendo a queste ultime di
accumularsi in prossimità dell’estremità della trave.

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•22
In assenza di staffe nel vivo della struttura
non è difficile imbattersi in soluzioni
di continuità proprio nelle sezioni dove
inizia la conversione a 45°dei ferri piegati.

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ELEMENTI A SBALZO

 Per gli elementi aggettanti


dell’edificio, quali i cornicioni, è
opportuno rivolgere l’attenzione al
fatto che le zone estradossali
possono subire fenomeni di
corrosione per mancato
funzionamento del rivestimento
impermeabile.
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•23
SOLAI

 Il tipo di degrado più


più diffuso nei solai il
latero-
latero-cemento è rappresentato dalla
corrosione dell’
dell’armatura dei travetti.
travetti.
 Questo tipo di degrado è frequente nei
solai di copertura allorquando non esiste
una efficace impermeabilizzazione o se
per difetti di coibentazione si verificano
fenomeni di condensa che favoriscono la
corrosione per via della diminuzione di
resistività
resistività del calcestruzzo conseguente
all’
all’incremento del grado di saturazione.
saturazione.

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CORROSIONE

 La corrosione favorita generalmente


dall’ingresso dell’anidride carbonica
a causa di calcestruzzi scadenti
(perchè il calcestruzzo penetri nella
sezione esigua del travetto infatti
viene realizzato molto fluido
ricorrendo ad eccessivi dosaggi di
acqua e quindi ad alti rapporti a/c).
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•24
COPRIFERRI

 La corrosione è inoltre favorita


dall’adozione di copriferri esigui:
molto spesso inferiori a 1-1.5 cm

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CROLLO DELLE PIGNATTE

 La corrosione può interessare il


risalto dei travetti che sorreggono le
pignatte provocandone il crollo

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•25
PIGNATTE

 Il distacco degli
elementi in laterizio
non preoccupa dal punto di vista
statico in quanto questi elementi
hanno una sola funzione di
alleggerimento del solaio e di
coibenza termo-acustica

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CROLLO DELLE PIGNATTE

 Ovviamente il crollo delle pignatte


può provocare danni e quindi è
opportuno intervenire risanando
l’intradosso dei travetti e
predisponendo un intonaco armato.

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•26
CONTROSOFFITTATURA

 Quando all’intradosso è presente


una controsoffittatura spesso è
difficile rendersi conto dello stato di
degrado di un solaio. Pertanto, è
opportuno smantellare in alcuni
punti il controsoffitto ed effettuare
dei sondaggi di verifica

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CONTROSOFFITTATURA

 A volte la controsoffittatura stessa è


agganciata al solaio con dei fili di
ferro che subiscono corrosione e
determinano il crollo del
controsoffitto il quale costituisce un
segno premonitore del dissesto del
solaio

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•27
SOLAI BAGNI E CUCINE

 Oltre ai solai di
copertura sono quelli
in corrispondenza dei bagni e delle
cucine che subiscono la corrosione
più severa per via dell’elevata
produzione di vapore in questi
ambienti.

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SOLAI CON FONDELLO IN LATERIZIO

 Particolarmente esposti al rischio di


corrosione sono i solai realizzati con
elementi prefabbricati costituiti da un
fondello di laterizio in cui è annegata
l’armatura del travetto e che di solito
venivano completati in opera
impiegando calcestruzzi
particolarmente scadenti in quanto
molto porosi
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•28
SOLAI CON TRAVI STIRATE

 Un problema analogo si riscontra nei


solai con travi stirate completate
mediante gambaletti in laterizio e
getto di calcestruzzo in opera

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•29
L. Coppola – Cum Solidare – Dissesto delle strutture in c.a.

L. Coppola – Cum Solidare – Dissesto delle strutture in c.a.

•30
L. Coppola – Cum Solidare – Dissesto delle strutture in c.a.

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•31
L. Coppola – Cum Solidare – Dissesto delle strutture in c.a.

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•32
TAVELLONE
A PROFILATI
D’ACCIAIO

A
INTONACO

0,8

0,8 0,6 0,8

FESSURE NEI SOLAI

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•33
SOLAI: FESSURE PARALLELE ALL’ASSE DEI TRAVETTI
travetti

Lt

Travi principali
Ll
Ll= lesioni parallele all’asse dei travetti debbono
generalmente essere ascritte a sollecitazioni
indotte da fenomeni termo-igrometrici. In ogni
caso questo tipo di lesioni non sono mai
preoccupanti per la statica dell’elemento, in quanto
non ne interrompono la continuità strutturale.

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SOLAI: FESSURE PERPENDICOLARI ALL’ASSE DEI TRAVETTI

travetti

Lt

Travi principali
Ll

•Lt= lesioni perpendicolari all’asse dei travetti. Generalmente sono


lesioni di tipo strutturale la cui diagnosi deve essere effettuata
tenendo conto delle considerazioni esposte per le travi. Esse
possono essere localizzate in mezzeria, ad un terzo dagli appoggi
oppure all’attacco tra travetti e travi. In ogni caso, rappresentano un
dissesto statico preoccupante per il quale occorre agire con
celerità con opportuni provvedimenti provvisori immediati cui far
seguire un intervento di consolidamento

•34
SCALE A SOLETTA RAMPANTE
PIANTA
Ll

Ll
Lt

Fessure Ll: Fessure parallele alla direzione


della soletta rampante.Non sono pericolose.

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SCALE A SOLETTA RAMPANTE


PIANTA
Ll

Ll
Lt

Lt

Fessure Lt: Fessure trasversali. Molto


pericolose. Dissesto statico importante
cui occorre far seguire tempestivo
intervento provvisionale e di
consolidamento.
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•35
SCALE CON TRAVI A GINOCCHIO

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SCALE CON TRAVI A GINOCCHIO


E GRADINI A SBALZO

Ll: Fessure con andamento


parallelo alla direzione del
gradino a sbalzo. Non
rappresentano una situazione
di pericolosità.

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•36
SCALE CON TRAVI A GINOCCHIO
E GRADINI A SBALZO

Ll
Sono estremamente gravi,
invece, le lesioni Lt all’attacco
trave/gradino con andamento
parallelo alla trave a ginocchio

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DISSESTI DA SISMA

 - DISSESTI DELLE FONDAZIONI


 - DISSESTI SUGLI ELEMENTI DI
ELEVAZIONE:
a) strutture portanti
b) tamponamenti

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•37
FONDAZIONI

 Nel caso dei dissesti di fondazione la


tipologia dei danni non si differenzia
sostanzialmente da quella prodotta
dai normali cedimenti del terreno in
assenza dell’evento sismico

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STRUTTURE DI ELEVAZIONE

 I danni prodotti,
prodotti, invece,
invece, dalle azioni
dinamiche sulle strutture portanti e
accessorie di elevazione assumono
caratteri che per:
- TIPOLOGIA
- LOCALIZZAZIONE
sono specifici dell’
dell’evento sismico e si
differenziano sostanzialmente da qualsiasi
altra forma di degrado o dissesto
strutturale

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•38
PARETI DI TAMPONAMENTO

 LESIONIAD ANDAMENTO SUB-


ORIZZONTALE INCLINATE A 45° E
MOLTO SPESSO INCROCIATE CON
CLASSICO ANDAMENTO A CROCE
DI S.ANDREA

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ROTTURA DEL TAMPONAMENTO

 La rottura avviene per superamento


della resistenza a trazione della malta
nella zona centrale del muro e le
lesioni generalmente si localizzano
nei ricorsi di malta

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•39
L. Coppola – Cum Solidare – Dissesto delle strutture in c.a.

PIANO TERRA

 La rotturageneralmente interessa le
tamponature al piano terra sia perchè
in questa zona si ha il massimo
spostamento di piano, sia perchè al
piano terra le tamponature sono
meno numerose per la presenza di
garage, negozi e degli accessi agli
edifici.
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•40
MECCANISMI DI ROTTURA

 Sebbene il meccanismo di rottura


prevalente dei tamponamenti è quello
caratterizzato da lesioni incrociate si può
avere rottura per:
 -SCORRIMENTO ORIZZONTALE dei giunti
di malta per effetto delle tensioni
tangenziali agenti nella zona centrale del
pannello
 SCHIACCIAMENTO LOCALE DEGLI
SPIGOLI
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•41
L. Coppola – Cum Solidare – Dissesto delle strutture in c.a.

Espulsione tamponature fuori piano

L. Coppola – Cum Solidare – Dissesto delle strutture in c.a. Copyright EQE

•42
TAMPONATURE E TELAIO

 Una analisi approfondita delle lesioni


dei tamponamenti, inoltre, può
risultare di valido ausilio nella ricerca
delle fessurazioni sugli elementi
portanti

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5m 5m 5m

4 5 5 6 6
4 2

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•43
LESIONI A CROCE DI S.ANDREA

 Lesioni di tipo 1 nel tamponamento


possono essere accompagnate da
lesioni di tipo 2 e 3 rispettivamente
all’incastro delle travi con il pilastro e
al piede dell’elemento verticale. In
questi casi quindi è opportuno
operare dei sondaggi in
corrispondebza di queste zone
rimuovendo lo strato di intonaco.
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5m 5m 5m

4 5 5 6 6
4 2

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•44
RITIRO E SISMA

 Le compressioni/trazioni indotte
dalle forze orizzontali nelle travi
possono sommarsi alle coazioni
presenti per effetto del ritiro del
conglomerato determinando la
comparsa di fessurazioni che
altrimenti non si sarebbero mai
evidenziate
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Influenza dell’armatura
λ/ λ/
2 2

εc/2 εc/2 εr/2


Af’
εr/2
Af = Af’

λ= ritiro potenziale della trave in calcestruzzo in assenza di armatura


armatura

εr= ritiro effettivo della trave armata

CLS TESO: λ – εr = εc (dilatazione)


εr < λ
ACCIAIO COMPRESSO: εr (accorciamento)

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•45
IPOTESI

 IN QUESTA TRATTAZIONE
CONSIDERIAMO L’ L’ARMATURA COME
VINCOLO INTERNO DELLA STRUTTURA.
 Si considera cioè
cioè l’effetto dell’
dell’armatura
della trave intesa prive di vincoli esterni.
In questa fase cioè
cioè si sta escludendo il
contributo tensionale indotto dalle
reazioni iperstatiche di vincoli esterni alla
struttura.
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Sezione simmetrica
Af’

Af = Af’

λ= ritiro potenziale cls

λ/2
λ/2
εr/2 εc/2 εc/2 εr/2
Effetto dell’
dell’armatura:
diminuzione ritiro
εr < λ

CLS TESO: λ – εr = εc (dilatazione)


ACCIAIO COMPRESSO: εr (accorciamento)

•46
Sezione simmetrica

CLS TESO: λ – εr = εc (dilatazione)

ACCIAIO COMPRESSO: εr (accorciamento)

Af
σ c Ac = σ f A f ; σc = σ f ; σ c = µσ f ; µ=
Af
Ac Ac

σc σf Ef
εr = λ −εc = λ − =λ −µ =λ−µ εr = λ − µ ⋅ n ⋅εr
Ec Ec Ec

λ λ λ
εr = σ ct = µσ f = µE f ⋅ ε r = µE f σ f = E f ⋅ε r = E f
1+ µ ⋅ n 1+ µ ⋅ n 1+ µ ⋅ n

L. Coppola – Cum Solidare – Dissesto delle strutture in c.a.

Sezione simmetrica
λ
ε f = εr = [1]
1+ µ ⋅ n

µλ
σ ct = µE f ⋅ ε f = E f [2]
1+ µ ⋅ n

λ
σ f = E f ⋅ε f = E f [3]
1+ µ ⋅ n

εr = λ
Assenza di armatura: µ = 0 ⇒
σ ct = 0

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•47
Af µ εr εc σct

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Sezione dissimmetrica
N1 T=N1+N2
Af1
Gc T d1
-M M=N1d1-N2d2
Af2 N2 d2

N1= T - N2 N1= T - (Td1- M)/(d1+ d2)

M= Td1- N2d1-N2d2 M= (Td1- M)/(d1+ d2)

N1= (Td2+ M)/(d1+ d2)

N2= (Td1 - M)/(d1+ d2)

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•48
Sezione dissimmetrica

N1
Af1
Gc T d1
-M
Af2 N2 d2

T M
σ ct1 =
T M
− d1 ε c1 = − d1
Ect ⋅ Ac Ect ⋅ I c
Ac I c
T M
CLS
T M ε c2 = + d2
σ ct 2 = + d2 Ect ⋅ Ac Ect ⋅ I c
Ac I c

L. Coppola – Cum Solidare – Dissesto delle strutture in c.a.

Sezione dissimmetrica

N1
Af1
Gc T d1
M
Af2 N2 d2

ε f1 =
N1 ε f 1 = λ − ε c1
E f Af 1
ε f 2 = λ − ε c2
N2
εf2 =
E f Af 2

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•49
N1
compr Af1 d1
. Gc T
M
N2 Af2 d2
compr
.

N1 T M
=λ− + d1
E f Af 1 Ect Ac Ect I c

N2 T M
=λ− − d2
E f Af 2 Ect Ac Ect I c

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N1
compr Af1 Posto:
. Gc T d1
M µ1 = Af1/Ac
N2 Af2 d2
compr µ2 = Af2/Ac
.

Ac ρc2 = Ic/Ac
N1 = λE f A f 1 − η 1µ1T + η 1µ1 Μ d1
Ic
A n1 = Ef/Ect
N 2 = λE f A f 2 − η 1 µ 2T + η 1µ 2 c Μ d 2
Ic

µ1
N1 = λE f A f 1 − η 1µ1T + η 1 Μ d1
ρc 2
µ
N 2 = λE f A f 2 − η 1µ 2T + η 1 22 Μ d 2
ρc

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•50
N1
compr Af1 Posto:
. Gc T d1
M µ1 = Af1/Ac
N2 Af2 d2
compr µ2 = Af2/Ac
.

ρc2 = Ic/Ac
µ
(Td 2 + M ) /(d 1 + d 2) = λE f A f 1 − η 1µ1T + η 1 12 Μ d1
ρc n1 = Ef/Ect

µ2
(Td 1 − M ) /( d 1 + d 2) = λE f A f 2 − η 1µ 2T + η 1 Μd 2
ρc2

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CALCOLO TENSIONI DA RITIRO

 Si calcolano, risolvendo il sistema di


equazioni, T ed M
 Noti T ed M si calcolano σct1 e σct2

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•51
20 Esempio
Trave in corrispondenza dell’appoggio
23 Af1 = 20 cm2 cf = 2 cm oppure 4 cm

48 50 Af2 = 0
Ac = 20 x 50 cm2 = 1000 cm2
25
1 3 1
Ic = bh = ⋅ 20 ⋅ 503 = 208000cm 4
12 12

I c 208000
ρc 2 = = = 208cm 2
A 1000
Ef=2.1.106 kg/cm2 d1 = 23 cm oppure 21 cm

η1 = Ef/Ect = 20 d2 = 0 cm
a = d1+d2 = d1 = 23 cm oppure 21 cm
20
µ= = 0,02
1000

20 cm2

cf

d1

h = 50

Cf d1 λ σctmax σctmaxC
(mm) (cm) (µm/m) (N/mm2) (N/mm2)
b = 20

40 21 400 4.2 2.5


20 23 400 6.3 3.8
20 23 245 2.8 1.7

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•52
CONCLUSIONI
Per effetto del ritiro lo stato tensionale di trazione può
determinare la comparsa o meno di fessurazioni a
seconda della resistenza a trazione del calcestruzzo. Con
buona probabilità in quegli elementi strutturali realizzati
con calcestruzzi scadenti le lesioni da ritiro esistono già
prima dell’azione del sisma.
Negli elementi realizzati con calcestruzzi di medio-alta
resistenza esiste già uno stato tensionale di trazione
prossimo alla resistenza a trazione del materiale.
Pertanto, se allo sforzo di trazione presente si somma
quello derivante dal sisma nelle travi si possono
presentare lesioni che in assenza di cimento dinamico
non si sarebbero mai manifestate.
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FESSURE E ARMATURA

 Sebbene le fessure (tipo 4) siano


attese nella mezzeria delle travi esse
possono localizzarsi anche ad una
distanza di 1/3-1/4 della luce dagli
appoggi nelle sezioni generalmente
più sguarnite di armatura

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•53
5m 5m 5m

4 5 5 6 6
4 2

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FESSURE PER TAGLIO

 L’andamento delle lesioni da ritiro è


prevalentemente verticale. Pertanto
lesioni di tipo 5 ad andamento sub-
orizzontale sono ascrivibili al taglio e
non al ritiro

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•54
5m 5m 5m

4 5 5 6 6
4 2

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LESIONI DI TIPO 6 E 7

 Le lesioni più pericolose sono quelle


presenti all’attacco trave pilastro e
sono attribuibili a deficienze del
nodo. Generalmente esse sono
accompagnate dalla presenza di
lesioni in testa al pilastro

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•55
LESIONI

 In un telaio monocampata per effetto delle


forze sismiche si ha una distribuzione dei
momenti flettenti triangolare.
triangolare. Se le
armature e le rigidezze nei pilastri e nella
trave fossero le stesse la comparsa di una
lesione alla base del pilastro dovrebbe
essere accompagnata anche dalla
comparsa di una lesione sulla testa del
pilastro e nelle sezioni di incastro delle
travi

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FESSURE NELLE TRAVI

 Nelle travi le lesioni si manifestano


all’incastro nelle zone intradossali
che sono provviste soltanto di
un’armatura di accompagnamento e
raramente all’estradosso perchè
l’armatura a flessione è piuttosto
robusta

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•56
SISMA

L. Coppola – Cum Solidare – Dissesto delle strutture in c.a.

DANNI AGLI ELEMENTI STRUTTURALI

Trave priva di adeguata armatura


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•57
FESSURE NEI PILASTRI

 Alla base del pilastro è sempre presente


un fascio di ferri proveniente dalle
fondazioni (armatura di ripresa)
ripresa) che si
sovrappone ai ferri verticali.
verticali.
Conseguentemente l’armatura al piede
dell’
dell’elemento verticale è generalmente più più
consistente rispetto a quella presente in
testa al pilastro.
pilastro. Pertanto,
Pertanto, le lesioni
vengono spesso a localizzarsi nella sola
zona di testa

L. Coppola – Cum Solidare – Dissesto delle strutture in c.a.

L. Coppola – Cum Solidare – Dissesto delle strutture in c.a.

•58
DIAGRAMMA DEI MOMENTI

 Il diagramma dei momenti nel pilastro è


simmetrico rispetto all’all’altezza nella ipotesi di
trave sufficientemente rigida in assenza di
rotazioni relative all’
all’attacco trave-
trave-pilastro.
pilastro.
 Se la trave è deformabile per effetto del maggior
vincolo di incastro esistente alla base del pilastro
vi è un trasferimento del momento flettente verso
il piede dell’
dell’elemento verticale.
Conseguentemente le lesioni potrebbero apparire
con maggiore probabilità
probabilità proprio alla base del
pilastro.
pilastro.

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TRAVI A SPESSORE DI SOLAIO

 Nel caso di solai con travi a spessore


particolarmente deformabili i
momenti si trasferiranno verso la
base del pilastro ove è alta la
probabilità di riscontrare la lesione.

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•59
TELAI A PIÙ CAMPATE

 Considerando telai a piùpiù campate


generalmente si registrano lesioni solo sui
pilastri con travi sostanzialmente integre.
integre.
Questo dipende dal fatto che il momento
flettente sarà
sarà uguale sui pilastri e sulle
travi solo per le campate di estremità
estremità.
Nelle campate intermedie il momento sui
pilastri si ripartisce sulle due travi che
concorrono nel nodo.
nodo. Pertanto,
Pertanto, il
momento flettente agente sul pilastro è
maggiore di quello agente sui correnti.
correnti.

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RIGIDEZZA

 Può anche presentarsi il caso di telai con


la maggior parte dei pilastri esili ed alcuni
con rigidezza preponderante rispetto a
quella degli altri elementi verticali.
verticali.
 I pilastri rigidi assorbono la maggior parte
della sollecitazione flessionale che può
determinare la comparsa di quadri
fessurativi

L. Coppola – Cum Solidare – Dissesto delle strutture in c.a.

•60
DISSESTI SULLE STRUTTURE
VERTICALI
 Generalmente i dissesti si producono
negli elementi verticali per effetto della
flessione alternata indotta dal sisma e
consistono in:
 - FESSURAZIONI
 - SCHIACCIAMENTO DEL
CALCESTRUZZO
 - SVERGOLAMENTI DELLE BARRE
D’ARMATURA

L. Coppola – Cum Solidare – Dissesto delle strutture in c.a.

PILASTRI PIANO TERRA

 I DISSESTI PIÙPRONUNCIATI
RIGUARDANO I PILASTRI DEL
PIANO TERRA

L. Coppola – Cum Solidare – Dissesto delle strutture in c.a.

•61
INERZIA PILASTRI/TRAVI

 La distribuzione degli sforzi


flessionali avviene in base al
rapporto tra l’inerzia dei pilastri e
quella delle travi.
 A tal proposito si possono definire
due situazioni limite

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TRAVI DI PICCOLA INERZIA

 Se le travi fossero caratterizzate da


una piccola inerzia da poterle
schematizzare come dei pendoli, le
pilastrate si comporterebbero come
una mensola incastrata alla base
dove ririsulterebbe massimo il
momento flettente

L. Coppola – Cum Solidare – Dissesto delle strutture in c.a.

•62
L. Coppola – Cum Solidare – Dissesto delle strutture in c.a.

L. Coppola – Cum Solidare – Dissesto delle strutture in c.a.

•63
TRAVI INFINITAMENTE RIGIDE

 Se le travi fossero infinitamente


rigide rispetto ai pilastri con
possibilità di spostamento degli
elementi verticali e rotazioni nulle dei
nodi, il diagramma dei momenti
evidenzierebbe ancora i valori
maggiori alla base sebbene inferiori
rispetto a quelli suscitati in presenza
di travi di bassa inerzia
L. Coppola – Cum Solidare – Dissesto delle strutture in c.a.

L. Coppola – Cum Solidare – Dissesto delle strutture in c.a.

•64
L. Coppola – Cum Solidare – Dissesto delle strutture in c.a.

PIANO TERRA

 Quindi nelle due situazioni limite


schematizzate avremmo in ogni caso
che la caratteristica flettente è
massima ai livelli inferiori del
fabbricato

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•65
SOFT FLOOR

 Quando le pannellature al piano terra


cessano di dissipare energia
allorquando cioè l’ampiezza delle
lesioni che interessano i
tamponamenti è così elevata da non
poter fare più affidamento sull’effetto
ingranamento dei cigli fessurativi si
viene a creare il cosiddetto piano
flessibile (soft floor)
L. Coppola – Cum Solidare – Dissesto delle strutture in c.a.

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•66
TAMPONAMENTI AI VARI PIANI

 Il piano terra con le pannellature


fessurate si trova ad essere
sormontato dal resto della struttura
intelaiata molto più rigida per la
presenza di tamponamenti
pressochè integri

L. Coppola – Cum Solidare – Dissesto delle strutture in c.a.

CAPACITA’ RESISTENTE
DELL’EDIFICIO

 La capacità resistente dell’edificio in


queste condizioni è affidata ai soli
pilastri del piano terra i quali
possono subire fenomeni di dissesto
più o meno gravi a seconda
dell’intensità della scossa sismica.
 SI POSSONO DISTINGUERE 5
LIVELLI DI DISSESTO
L. Coppola – Cum Solidare – Dissesto delle strutture in c.a.

•67
LIVELLO 1

 E’ il livello di dissesto più blando e


presenta lesioni di tipo flessionale in
testa al pilastro di ampiezza
generalmente inferiore a 1.5 mm

 SI INTERVIENECON INIEZIONI
SIGILLANTI A BASE DI SISTEMI
EPOSSIDICI

L. Coppola – Cum Solidare – Dissesto delle strutture in c.a.

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•68
LIVELLO 2
 Le lesioni in testa al pilastro interessano
l’elemento verticale per un’
un’altezza pari a 1/3
dell’
dell’altezza del pilastro.
pilastro.
 L’estensione delle lesioni diminuisce
allontanandosi dal nodo.
nodo.
 Le lesioni di carattere prevalentemente
flessionale possono essere accompagnate da
lesioni diagonali per effetto di una modesta
componente tagliante.
tagliante.
 Non ci sono deformazioni permanenti negli
elementi strutturali

L. Coppola – Cum Solidare – Dissesto delle strutture in c.a.

L. Coppola – Cum Solidare – Dissesto delle strutture in c.a.

•69
L. Coppola – Cum Solidare – Dissesto delle strutture in c.a.

LIVELLO 2: INTERVENTI

 Gli interventi diconsolidamento


sono ancora circoscritti alla
sigillatura delle lesioni.

L. Coppola – Cum Solidare – Dissesto delle strutture in c.a.

•70
L. Coppola – Cum Solidare – Dissesto delle strutture in c.a.

LIVELLO 3

 Il livello 3 di dissesto presenta


lesioni diffuse prevalentemente di
tipo tagliante accompagnate da
fenomeni di espulsione locale del
calcestruzzo
 Non si registra la presenza di
deformazioni residue

L. Coppola – Cum Solidare – Dissesto delle strutture in c.a.

•71
L. Coppola – Cum Solidare – Dissesto delle strutture in c.a.

L. Coppola – Cum Solidare – Dissesto delle strutture in c.a.

•72
LIVELLO 3: INTERVENTI

 I dissesti di tipo 3 prevedono


interventi combinati di sigillatura
delle lesioni e di ricostruzione delle
zone in cui il copriferro risulta
espulso.

L. Coppola – Cum Solidare – Dissesto delle strutture in c.a.

SUPPLEMENTO DI INDAGINE

 In presenza di fessura per taglio e di fenomeni


locali di espulsione del calcestruzzo è opportuno
effettuare indagini sullo stato del pilastro anche
in quelle zone che all’
all’apparenza si presentano
integre (ad esmpio mediante la tecnica degli
ultrasuoni o della tomografia sonica). In sostanza
l’indagine è finalizzata a valutare se il dissesto è
configurabile nel livello 3 o in uno stadio più
più
avanzato da richiedere la ricostruzione parziale
dell’
dell’elemento verticale

L. Coppola – Cum Solidare – Dissesto delle strutture in c.a.

•73
L. Coppola – Cum Solidare – Dissesto delle strutture in c.a.

L. Coppola – Cum Solidare – Dissesto delle strutture in c.a.

•74
L. Coppola – Cum Solidare – Dissesto delle strutture in c.a.

L. Coppola – Cum Solidare – Dissesto delle strutture in c.a.

•75
L. Coppola – Cum Solidare – Dissesto delle strutture in c.a.

LIVELLO 4

 Il dissesto presenta deformazioni residue


sia verticali che orizzontali con:
 - fenomeni di schiacciamento del
calcestruzzo
 - svergolamento delle barre di armatura
 Deformazioni flessionali e fessurazioni dei
correnti (travi)
travi)

L. Coppola – Cum Solidare – Dissesto delle strutture in c.a.

•76
L. Coppola – Cum Solidare – Dissesto delle strutture in c.a.

L. Coppola – Cum Solidare – Dissesto delle strutture in c.a.

•77
L. Coppola – Cum Solidare – Dissesto delle strutture in c.a.

L. Coppola – Cum Solidare – Dissesto delle strutture in c.a.

•78
Setto

L. Coppola – Cum Solidare – Dissesto delle strutture in c.a.

L. Coppola – Cum Solidare – Dissesto delle strutture in c.a.

•79
Insufficiente
L. Coppola – Cumstaffatura del pilastro
Solidare – Dissesto delle strutture in c.a.

LIVELLO 4: INTERVENTI

 Gli interventi prevedono la


ricostruzione totale dell’area
interessata dal dissesto, la
sostituzione dell’armatura e il
raffittimento delle staffe (passo max
10 cm)

L. Coppola – Cum Solidare – Dissesto delle strutture in c.a.

•80
L. Coppola – Cum Solidare – Dissesto delle strutture in c.a.

L. Coppola – Cum Solidare – Dissesto delle strutture in c.a.

•81
L. Coppola – Cum Solidare – Dissesto delle strutture in c.a.

REGOLA AUREA

 Se la ricostruzione interessa lasola


zona di testa o di piede del pilastro
essa DEVE AVVENIRE
OBBLIGATORIAMENTE SENZA
MODIFICARE LA SEZIONE
ORIGINARIA dell’elemento
strutturale

L. Coppola – Cum Solidare – Dissesto delle strutture in c.a.

•82
REGOLA AUREA (cont’d)

 Se la ricostruzione interessa il
piéastro per tutta la sua altezza si
può decidere se lasciare invariata o
se ringrossare la sezione originaria.

L. Coppola – Cum Solidare – Dissesto delle strutture in c.a.

LIVELLO 5

 Il livello di dissesto 5 individua il


collasso parziale dei nodi e la
presenza di deformazioni residue
 Si interviene con una ricostruzione
ex novo del nodo.

L. Coppola – Cum Solidare – Dissesto delle strutture in c.a.

•83
L. Coppola – Cum Solidare – Dissesto delle strutture in c.a.

L. Coppola – Cum Solidare – Dissesto delle strutture in c.a.

•84
CALCESTRUZZI A RITIRO
COMPENSATO

 La ricostruzione sia parziale che


totale dei pilastri e dei nodi non può
che avvenire ricorrendo all’impiego
di betoncini o calcestruzzi superfluidi
con aggregati aventi Dmax almeno di
16 mm.

L. Coppola – Cum Solidare – Dissesto delle strutture in c.a.

CALCESTRUZZI O BETONCINI

 Si può optare per due soluzioni:


 - leganti premiscelati cui aggiungere
in cantiere sabbie e aggregati grossi;
 - calcestruzzo preconfezionato.

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•85
CERNIERE PLASTICHE

 Nel caso di edifici che presentano


ampi porticati al piano terra (piano
pilotis) con pratica assenza di
tamponatura la formazione del piano
deformabile (soft floor) determina la
formazione di cerniere plastiche in
testa e al piede del pilastro del primo
livello.
L. Coppola – Cum Solidare – Dissesto delle strutture in c.a.

ROTAZIONE RIGIDA

 I pilastri subiscono una rotazione


rigida intorno alla cerniera di base e
l’intera struttura di elevazione risulta
traslata in orizzontale di qualche
centimetro

L. Coppola – Cum Solidare – Dissesto delle strutture in c.a.

•86
L. Coppola – Cum Solidare – Dissesto delle strutture in c.a.

INCAMICIATURA

 In questi casi si
può incrementare la
dimensione originaria del pilastro
incamiciandolo in modo da ottenere
un elemento perfettamente verticale.

L. Coppola – Cum Solidare – Dissesto delle strutture in c.a.

•87
L. Coppola – Cum Solidare – Dissesto delle strutture in c.a.

L. Coppola – Cum Solidare – Dissesto delle strutture in c.a.

•88
L. Coppola – Cum Solidare – Dissesto delle strutture in c.a.

L. Coppola – Cum Solidare – Dissesto delle strutture in c.a.

•89
Piano debole

L. Coppola – Cum Solidare – Dissesto delle strutture in c.a.

L. Coppola – Cum Solidare – Dissesto delle strutture in c.a.

•90
ROTTURA A TAGLIO DI PILASTRI
TOZZI
 La rottura prevalentemente a taglio
interessa i pilastri di modesta altezza quali
ad esempio:
esempio:
 I pilastri delle strutture portanti delle scale
 I pilastri non interessati per tutta l’
l’altezza
da murature di tamponamento (come
avviene in presenza di finestre a nastro)
nastro)

L. Coppola – Cum Solidare – Dissesto delle strutture in c.a.

L. Coppola – Cum Solidare – Dissesto delle strutture in c.a.

•91
ROTTURA A TAGLIO DI PILASTRI
TOZZI

 La rottura prevalentemente a taglio


interessa i pilastri di modesta altezza
quali ad esempio:
 I pilastri non interessati per tutta
l’altezza da murature di
tamponamento (come avviene in
presenza di finestre a nastro)

L. Coppola – Cum Solidare – Dissesto delle strutture in c.a.

L. Coppola – Cum Solidare – Dissesto delle strutture in c.a.

•92
PILASTRI TOZZI

 La porzione di pilastro compresa tra


la tamponatura e la trave si comporta
come un pilastro di notevole inerzia.
 E’ opportuno, quindi, in zona sismica
evitare la realizzazione di
pannellature incomplete con
materiale rigido (blocchi di laterizio)

L. Coppola – Cum Solidare – Dissesto delle strutture in c.a.

L. Coppola – Cum Solidare – Dissesto delle strutture in c.a.

•93
Pilastro tozzo: collasso fragile

L. Coppola – Cum Solidare – Dissesto delle strutture in c.a.

L. Coppola – Cum Solidare – Dissesto delle strutture in c.a.

•94
STAFFATURA

 Queste porzioni degli elementi


verticali debbono essere verificati a
taglio e dotati di fitta staffatura con
elementi a due o a quattro braccia.
Le staffe debbono essere legate in
modo da evitare durante il getto
fenomeni di sfilamento verso il basso

L. Coppola – Cum Solidare – Dissesto delle strutture in c.a.

L. Coppola – Cum Solidare – Dissesto delle strutture in c.a.

•95
SCALE

 Volendo migliorare la resistenza si


può contenere la gabbia delle scale
in un nucleo di calcestruzzo armato
realizzato per tutta l’altezza del
fabbricato e incastrato alla base. Le
travi a ginocchio o quelle di piano
(nel caso di soletta rampante)
vengono inglobate nelle pareti di
questa mensola di enorme rigidezza
L. Coppola – Cum Solidare – Dissesto delle strutture in c.a.

EFFETTI TORCENTI

 In presenza di edifici con forti dissimmetrie sia in


pianta che in elevazione possono prodursi degli
effetti torcenti.
torcenti. I pilastri più
più lontani dal centro di
torsione saranno i più più danneggiati ed
evidenzieranno fessure di tipo elicoidale e
deformazioni permanenti con schiacciamento del
calcestruzzo.
calcestruzzo. L’ L’intervento di ripristino prevede la
completa demolizione e rifacimento del pilastro.
pilastro.
 Se gli effetti torcenti sono rilevanti può avvenire il
crollo dell’
dell’edificio e i solai crollati si dispongono
a mo’
mo’ di carte da poker.

L. Coppola – Cum Solidare – Dissesto delle strutture in c.a.

•96
EFFETTI TORCENTI

 La ricostruzione dei pilastri


sottoposti ad effetti torcenti deve
tuttavia essere accompagnata da
un’attenta analisi della distribuzione
delle masse e delle rigidezze le quali
debbono essere redistribuite per
poter ridurre la componente torcente

L. Coppola – Cum Solidare – Dissesto delle strutture in c.a.

L. Coppola – Cum Solidare – Dissesto delle strutture in c.a.


Irregolarità in pianta ed in elevato

•97
VICENDA TRASLAZIONALE

 La condizione necessaria perchè un


edificio sia interessato da una
vicenda puramente traslazionale è
che il baricentro delle masse
coincida con quello delle rigidezze.
Inoltre, i centri di ridezza e quelle
delle masse debbono essere allineati
su una verticale.
L. Coppola – Cum Solidare – Dissesto delle strutture in c.a.

Indicazioni generali O.P.C.M. 3274 (cont.)

Corretta configurazione in zona


sismica

presenza di elementi verticali rigidi


(nuclei, setti o telai) in grado di
assorbire le azioni sismiche
indipendentemente dalla direzione
del terremoto

Posizione di tali elementi rigidi

non può essere casuale, ma


opportunamente studiata per una
buona risposta nei confronti del
sisma e degli effetti torsionali
Disposizioni Disposizioni
SFAVOREVOLI FAVOREVOLI
nei confronti degli nei confronti degli
effetti torsionali effetti torsionali

L. Coppola – Cum Solidare – Dissesto delle strutture in c.a.

•98
GIUNTI STRUTTURALI

 Allo scopo di eliminare dissimmetrie


sia in pianta che in elevazione si
possono predisporre dei giunti nel
fabbricato, in modo che l’edificio
anche se da un punto di vista
funzionale si presenta « unico », da
quello sismico risulta composto da
più blocchi simmetrici.
L. Coppola – Cum Solidare – Dissesto delle strutture in c.a.

L. Coppola – Cum Solidare – Dissesto delle strutture in c.a.

•99
L. Coppola – Cum Solidare – Dissesto delle strutture in c.a.

GIUNTI STRUTTURALI

 Il giunto sismico deve essere


opportunamente dimensionato per
consentire che ognuno dei singoli
organismi possa oscillare
liberamente senza essere ostacolato
da quello adiacente.

L. Coppola – Cum Solidare – Dissesto delle strutture in c.a.

•100
L. Coppola – Cum Solidare – Dissesto delle strutture in c.a.

MARTELLAMENTO

 Il mancato rispetto di un giunto può


determinare fenomeni di
fessurazione e sgretolamento del
calcestruzzo sui tamponamenti e
sugli elementi strutturali affacciati
sul giunto mal realizzato per effetto
del martellamento prodotto dalle
diverse modalità di oscillazione dei
due corpi di fabbrica adiacenti
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•101
L. Coppola – Cum Solidare – Dissesto delle strutture in c.a.

EDIFICI ESISTENTI

 Se intervenendo su edifici dissestati


dal sisma non si vogliono (possono)
realizzare giunti sismici si possono
ridistribuire le forze orizzontali
realizzando delle pareti di taglio in
calcestruzzo armato sopprimendo
alcune pannellature in laterizio.

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•102
PARETI DI TAGLIO

 In presenza di pareti di tagliomolto


rigide si può decidere di affidare a
queste ultime completamente la la
solllecitazione flessionale e calcolare
i pilastri restanti per poter sopportare
i soli carichi verticali

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PARETI DI TAGLIO: REALIZZAZIONE

 Le pareti di taglio debbono essere


realizzate dalle fondazioni e per tutta
l’altezza del fabbricato.
 Pertanto debbono essere incastrate
alle fondazioni (micropali) e occorre
curare i collegamenti con le travi di
piano

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L. Coppola – Cum Solidare – Dissesto delle strutture in c.a.

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•104
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MALTE ESPANSIVE

 Getto di completamento con malte


espansive per il collegamento dei
setti alle travi.
 Oppure calcestruzzo a ritiro
compensato

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•105
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DISSESTI SUI SOLAI

 Quando la direzione del sisma è


ortogonale all’orditura dei travetti
questi alternativamente tendono ad
avvicinarsi e ad allontanarsi
provocando la comparsa di lesioni
longitudinali e il distacco delle
pignatte. Le lesioni ovviamente si
ripercuotono anche sulle piastrelle
del pavimento
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•106
AZIONI ORIZZONTALI PARALLELE AI
TRAVETTI

 In presenza di sisma violento e per


solai con luci di 4-5 m i travetti
possono instabilizzarsi per effetto
delle sollecitazioni assiali superiori
rispetto al carico critico. La forza
assiale può determinare il
sollevamento del solaio in alcuni
campi e la depressione in altri.
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DANNI

 FENOMENI DEFORMATIVI IRREVERSIBILI


 LESIONI IN MEZZERIA E AGLI APPOGGI
 DISTACCO O SOLLEVAMENTO DEI
PAVIMENTI
 DANNI ALLE CONTROSOFFITTATURE
 DANNI ALLE TRAMEZZATURE
 FESSURAZIONI DEGLI INTONACI

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•107
DANNI ALLE SCALE

 Nelle scale a soletta rampante le lesioni


all’
all’attacco rampa-
rampa-pianerottolo
perpendicolari alla soletta sono pericolose
ed indicano che si può essere in presenza
di armature snervate.
snervate. Le lesioni possono
essere accompagnate da rilevanti
espulsioni di calcestruzzo per effetto di
una disposizione non corretta delle
armature che operano « spinta a vuoto »

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TRAVI A GINOCCHIO

 Nelle scale con gradini a sbalzo retti da


trave a ginocchio la presenza di una lastra
continua all’
all’intradosso fa si che almeno
inizialmente questa si comporti come una
piastra vincolata su tre lati.
lati. Le strisce più
più
prossime al lato libero, tuttavia,
tuttavia, hanno un
comportamento a trave e non essendo
armate in tal senso si danneggiano
all’
all’incastro rampa-
rampa-pianerottolo verso
l’estremità
estremità opposta alla trave a ginocchio.
ginocchio.

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