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chi ha fatto diritto comparato, lo studente deve essere in grado di qualificare il contesto giuridico

che ha studiato e connotarlo sotto il profilo culturale, sociologico, storico ecc…

Una delle diatribe della dottrina giuridica dei comparatisti italiani è stato quello di definire diritto
comparato come scienza o come metodo:
- scienza 🡪 disciplina di studio di un settore del diritto (diritto pubblico, diritto privato, civile,
amministrativo ecc…);
- metodo 🡪 il diritto comparato è un metodo di analisi degli istituti afferenti alle diverse discipline
del diritto (la prof.ssa sarebbe una pubblicista che usa il metodo comparativo non una
comparatista del diritto pubblico, in realtà è entrambe le cose perché il diritto comparato è
contemporaneamente una scienza e metodo).

Due studiosi Zweigert e Kotz hanno detto che: “il diritto comparato è quel processo intellettuale il
quale ha il diritto come oggetto e la comparazione come metodo”.
Rodolfo Sacco nel 1979 contesta la bipartizione e sostiene che in realtà ogni disciplina è in parte
scienza e in parte metodo. Sacco dice che in senso più stretto si può intendere come metodo un
insieme di procedure prescelte per giungere a certi risultati (metodologia per fare qualcosa) e si
dovrebbe intendere per scienza in senso stretto un campo di indagine o cumulo di dati.
Tuttavia per quanto riguarda il diritto comparato si può vedere come non esiste solo un metodo
comparativo: esistono metodi differenti (strutturalismo, funzionalismo, ecc. Lo strutturalismo che
si va a guardare alla struttura dell’ordinamento giuridico oppure funzionalismo cioè guardare alla
finalità degli istituti e molto spesso istituti diversi hanno la stessa finalità).
Secondo Sacco esiste effettivamente un ambito particolare di fenomeni di cui si occupa la
comparazione al pari di una scienza (come la circolazione dei modelli; le loro dissociazioni e
relazioni interne; le omologazioni; le corrispondenze comparatistiche) ma secondo Sacco chi dice
che la comparazione è metodo ha una visione riduttiva del metodo della comparazione (perché
non coglie che si possono usare più metodi nel comparare e che non esiste il metodo puro nel
comparare) ovvero ha una visione riduttiva dei suoi scopi (perché non coglie, o non conosce il suo
specifico e già sviluppato campo di indagine).

- Oggetto della comparazione


oggetto della comparazione giuridica è il diritto e la comparazione generalmente si fa con lo studio
dei c.d. formanti 🡪 che sono elementi sistemici che contribuiscono a generare l’ordine giuridico di
un gruppo; i formanti sono la legge, la dottrina e la giurisprudenza. N.b. parlando ad es. del
formante legislativo non è la legge ordinaria (lo è solo in Italia) ma in un ordinamento diverso il
formante legislativo può essere tutt’altro perché il sistema delle fonti può essere totalmente
diverso.

Distinguiamo la comparazione interna e quella esterna:


● La comparazione interna è quella tra istituti interni ad un ordinamento nell’evoluzione del
diritto in quell’ordinamento (ad es. quando comparo il diritto di famiglia oggi e nello
Statuto Albertino);
● la comparazione esterna è quella tra gli ordinamenti e la distinguiamo in macro e micro
comparazione.
La macro-comparazione è la comparazione degli ordinamenti giuridici interamente intesi.
La micro-comparazione riguarda la comparazione dei singoli istituti e dei problemi e
soluzioni nello specifico.