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L’ATTIVITA’ ECONOMICA E IL MERCATO

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I BISOGNI DELL’UOMO E L’ATTIVITA’ ECONOMICA

I BISOGNI UMANI
Nella vita quotidiana ciascun individuo avverte bisogni continui, che sono originati dalla
mancanza di qualcosa e dall’esigenza di procurarsela.
Ogni persona ha bisogno di mangiare, bere, ripararsi dal freddo, utilizzare mezzi di
trasporto per spostarsi da un luogo all’altro, praticare sport e così via.

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Le caratteristiche dei bisogni umani
I bisogni umani presentano alcune caratteristiche comuni. Sono, infatti:
 illimitati, perché il progresso sociale e tecnologico, il miglioramento del tenore di vita
e le mode fanno sorgere esigenze e desideri sempre nuovi e diversi (possedere un
telefono cellulare, comunicare attraverso Internet, viaggiare nel tempo libero ecc.);
 mutevoli, perché variano nel tempo e nello spazio, secondo il momento storico e le
condizioni geografiche in cui si vive;
 soggettivi, perché sono avvertiti in modo diverso da una persona all’altra a seconda
dell’età, degli interessi, della professione e così via (acquistare un capo di
abbigliamento, andare in discoteca, leggere un libro, assistere a una partita di calcio
ecc.);
 saziabili, perché man mano che vengono soddisfatti diminuiscono di intensità fino a
scomparire;
 risorgenti, perché i bisogni, una volta soddisfatti, si ripresentano dopo un certo
periodo di tempo (più volte al giorno abbiamo bisogno di mangiare e di bere, una
volta alla settimana desideriamo andare al cinema o a teatro, periodicamente
avvertiamo la necessità di andare in vacanza ecc.).

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TIPOLOGIE DEI BISOGNI UMANI
I bisogni umani possono essere definiti e classificati in molti modi.
Sono bisogni primari quelli indispensabili per la sopravvivenza, legati a esigenze vitali
(nutrirsi, dissetarsi, ripararsi dal freddo ecc.); al contrario sono bisogni secondari, detti
anche voluttuari, quelli che non sono legati a esigenze insopprimibili e che cambiano in base
alle mode, al progresso tecnologico, allo stile di vita e così via (andare in vacanza, vestire
alla moda ecc.).
Sono bisogni individuali quelli che la persona avverte come singolo individuo (praticare uno
sport, frequentare un corso di studi, assistere a un concerto ecc.); sono invece bisogni
collettivi quelli che la persona avverte come membro di una comunità (disporre del servizio
di assistenza sanitaria, di un sistema scolastico, di un sistema di ordine pubblico ecc.).

I BENI, I SERVIZI E LA LORO UTILITA’


Il sorgere di un bisogno provoca uno stato di insoddisfazione che ognuno cerca di eliminare
procurandosi mezzi idonei al suo soddisfacimento. Tali mezzi
sono i beni e i servizi.
Sono beni gli elementi materiali disponibili in natura (l’acqua, l’aria, la terra
ecc.) e gli oggetti materiali prodotti dall’uomo(un libro, un tavolo, un abito ecc.).
Sono servizi le prestazioni professionali, artistiche o lavorative che hanno la
caratteristica della immaterialità (il progetto di un ingegnere, la visita specialistica di un
medico, lo spettacolo di una compagnia teatrale, il trasporto di beni o persone da un luogo
all’altro ecc.).

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BENI LIBERI E BENI ECONOMICI
I beni possono essere distinti in due grandi categorie:
 beni liberi;
 beni economici.
Sono beni liberi quelli disponibili in natura in quantità illimitata e utilizzabili gratuitamente
dall’uomo (come l’aria, il calore del sole, l’acqua proveniente da una sorgente ecc.).

Sono beni economici, invece, quelli che presentano le seguenti caratteristiche:


a. sono disponibili in quantità limitata, perché non si trovano spontaneamente in natura
ma vengono prodotti dall’uomo (i beni economici sono quindi “scarsi”);
b. richiedono il sostenimento di un sacrificio da parte di chi intende ottenerli, che deve
dare in cambio altri beni o del denaro.

L’acqua di una sorgente in alta montagna, per esempio, è un bene utile (perché soddisfa il
bisogno di bere) ma non è scarso (perché ne possiamo bere a volontà, senza che la sorgente
si esaurisca) e pertanto non può essere considerato un bene economico. Se invece un
soggetto acquista il diritto di sfruttare la sorgente, effettua controlli batteriologici
sull’acqua, la imbottiglia e la commercializza, quella stessa acqua diventa un bene
economico (in quanto la produzione di bottiglie di acqua minerale è in quantità limitata e la
persona che vuole bere quell’acqua dovrà pagare per ottenerla).

CLASSIFICAZIONE DEI BENI ECONOMICI


I beni economici possono essere a loro volta classificati in diverse categorie:
 beni mobili e immobili
A. i beni mobili sono quelli che si possono spostare (un quaderno, un bicchiere, un
tavolo ecc.);
B. i beni immobili sono quelli che non possono essere spostati (un terreno, una casa, un
capannone industriale ecc.)

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 beni destinati all’utilizzo industriale, beni strumentali e di consumo
A. i beni destinati all’utilizzo industriale sono i materiali impiegati nelle lavorazioni
industriali (il legno nella fabbricazione dei mobili, la carta nella fabbricazione dei
quaderni ecc.);
B. i beni strumentali sono usati ripetutamente per la produzione di altri beni (un
impianto industriale per l’assemblaggio delle parti componenti di un’autovettura, un
macchinario per confezionare capi di abbigliamento ecc.);
C. i beni di consumo soddisfano direttamente i bisogni degli individui. A loro volta si
distinguono in:
- beni di consumo immediato, che esauriscono la loro utilità in un unico atto di
consumo (un caffè, una bibita, un panino ecc.);
- beni di consumo durevole, che possono essere utilizzati più volte (la tazzina da cui si
beve il caffè, un elettrodomestico, un computer ecc.)

BENI COMPLEMENTARI E SUCCEDANEI


A. i beni complementari devono essere utilizzati contemporaneamente per soddisfare un
determinato bisogno (per esempio non è possibile utilizzare un computer senza
tastiera oppure un’automobile senza benzina);
B. i beni succedanei (anche detti surrogati o concorrenti) sono sostituibili tra loro e
quindi possono essere utilizzati indifferentemente per soddisfare un determinato
bisogno (per esempio, per cucinare si può usare l’olio d’oliva oppure l’olio di semi).

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L’UTILITA’ DELL’ECONOMIA
La capacità di un bene o di un servizio di soddisfare un determinato bisogno è detta utilità
economica.
L’utilità economica di un bene o di un servizio è soggettiva, in quanto dipende dall’intensità
con cui l’individuo avverte un bisogno in quel determinato momento e dal “valore” che
attribuisce a quel bene o servizio. Per esempio il bisogno di bere una bibita fresca si può
avvertire in estate, quello di indossare un maglione di lana si ha quando fa freddo e così via.
L’intensità con cui si avverte un bisogno non è quantificabile, perché non si può esprimere
con un numero; tuttavia possiamo affermare che l’utilità di un bene diminuisce via via che il
bisogno viene appagato. Pertanto, quando si dispone di più dosi di uno stesso bene per
soddisfare un bisogno, le prime hanno sempre un’utilità maggiore rispetto alle successive.

LE FASI DELL’ATTIVITA’ ECONOMICA


L’insieme delle operazioni rivolte a procurarsi e utilizzare beni e servizi per soddisfare i
bisogni costituisce l’attività economica.
L’attività economica può essere suddivisa in tre fasi, tra loro interdipendenti:
 la produzione;
 il consumo;
 il risparmio

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PRODUZIONE
La maggior parte dei beni e servizi che l’uomo utilizza per soddisfare i propri bisogni non è
disponibile allo stato naturale. Solo eccezionalmente, infatti, si possono soddisfare le
proprie necessità con le risorse libere presenti in natura, come accade per esempio quando
si mangia un frutto selvatico o si beve l’acqua attinta da un ruscello. Nella maggior parte
dei casi, invece, per soddisfare un bisogno vengono utilizzati beni e servizi prodotti
dall’uomo.
Tale attività costituisce la produzione. In questa complessa fase dell’attività economica,
l’uomo combina tra loro beni ed energie al fine di produrre nuovi beni e servizi oppure di
aumentare l’utilità di beni già esistenti. Parleremo più avanti in dettaglio delle diverse forme
di produzione.

CONSUMO
I beni e i servizi prodotti sono destinati a essere scambiati e consumati.
Il consumo rappresenta il fine ultimo dell’attività economica e consiste nell’utilizzo di un
bene o di un servizio per soddisfare un bisogno.
Il consumo può essere immediato oppure graduale. Come si è già visto, il consumo è
immediato quando il bene esaurisce la propria utilità in un unico atto, come bere una bibita,
mangiare un gelato, assistere alla proiezione di un film, recarsi allo stadio per la partita
ecc. È invece graduale quando il bene utilizzato conserva la sua utilità per più atti,
esaurendosi lentamente nel tempo, come indossare un vestito, utilizzare degli
elettrodomestici in casa ecc.

RISPARMIO
Non sempre tutti i beni prodotti e scambiati vengono consumati. In alcuni casi,
infatti, una parte dei beni acquisiti viene sottratta al consumo immediato e “conservata” in
vista di esigenze future.
La sottrazione di beni disponibili al consumo presente in vista di un utilizzo futuro prende il
nome di risparmio.

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Il risparmio si manifesta quando i beni che si hanno a disposizione eccedono le necessità di
consumo e pertanto si decide di metterne da parte una certa quantità per poterla utilizzare in
un momento successivo.
Lo stimolo a risparmiare è diverso da persona a persona e varia nel tempo anche per lo
stesso individuo.
La misura del risparmio individuale è strettamente collegata alla quantità di beni e di
denaro a disposizione del soggetto. Infatti, se una persona dispone di un reddito modesto,
riesce a soddisfare con le proprie risorse solo i bisogni primari e non è in grado di
risparmiare; se invece le risorse di beni e denaro di cui dispone superano le sue necessità
immediate, è in grado di soddisfare anche i bisogni secondari e può, se lo desidera,
risparmiare.

IL RISPARMIO E L’INVESTIMENTO
Esistono due diverse nozioni di risparmio:
a. il risparmio in natura, che consiste nel conservare beni disponibili in quantità eccedenti
rispetto alle necessità presenti per consumarli in futuro;
b. il risparmio monetario, che consiste nel mettere da parte (accantonare) il denaro
guadagnato con il proprio lavoro o derivante da altre fonti di reddito (rendite, frutti
dell’investimento di capitali ecc.) per far fronte a esigenze future. Questo si definisce:
 improduttivo, quando l’individuo trattiene presso di sé il denaro risparmiato senza
farlo fruttare (per esempio mettendolo in una cassaforte); tale forma di risparmio
prende il nome di tesaurizzazione;
 produttivo, quando il denaro risparmiato viene rimesso in circolazione e viene
destinato alla produzione di nuova ricchezza; in tal caso si parla di investimento.

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I risparmiatori possono affidare il proprio risparmio monetario a organismi
specializzati (come le banche o le poste) ottenendo in cambio un’adeguata remunerazione,
che viene definita interesse; in alternativa essi possono investire direttamente il proprio
denaro nell’acquisto di strumenti finanziari.
Le banche e gli altri intermediari finanziari svolgono la preziosa funzione di rimettere in
circolazione il denaro, raccogliendolo dai risparmiatori e prestandolo a chi lo richiede per
effettuare investimenti produttivi o per acquistare beni di consumo. Tale attività è detta
intermediazione finanziaria.
Gli investimenti esercitano l’effetto positivo di dare impulso all’attività economica, facendo
aumentare la produzione e quindi fornendo nuove occasioni di lavoro, nuove spinte ai
consumi e maggior benessere generale.
Considerando la globalità dei soggetti economici, non è dunque sufficiente risparmiare e
accumulare le risorse finanziarie ma è necessario anche investirle per realizzare o
incrementare l’attività produttiva.
In sintesi, il risparmio consente di raccogliere i mezzi monetari necessari per effettuare gli
investimenti; gli investimenti consentono di produrre altri beni e servizi; i beni e servizi
prodotti generano a loro volta nuove forme di consumo e di risparmio.

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I PROCESSI DI PRODUZIONE
In senso economico la produzione riguarda sia i processi materiali di trasformazione fisico-
tecnica dei beni e la prestazione di servizi sia i processi con cui viene aumentata l’utilità di
beni già esistenti.
Esistono quindi due diverse forme di produzione:
 la produzione diretta, che consiste nella trasformazione fisico-tecnica di beni e nella
prestazione di servizi;
 la produzione indiretta, che consiste nell’accrescimento dell’utilità di beni già
esistenti.

PRODUZIONE DIRETTA
La produzione diretta si effettua mediante una serie di operazioni tecniche
finalizzate all’ottenimento di nuovi beni e alla prestazione di nuovi servizi, idonei a
soddisfare le esigenze dei consumatori.
Sono esempi di produzione diretta di beni l’agricoltura, l’allevamento del bestiame e la
trasformazione delle materie prime in semilavorati oppure in prodotti finiti (pensiamo per
esempio alla produzione di calzature utilizzando il cuoio, i pellami ecc.).

Sono esempi di produzione diretta di servizi i trasporti, l’assistenza sanitaria, l’istruzione


scolastica, le telecomunicazioni ecc.

PRODUZIONE INDIRETTA
La produzione indiretta si realizza mediante:
 i processi di distribuzione, vale a dire il trasferimento dei beni nello spazio;
 i processi di conservazione, vale a dire il trasferimento dei beni nel tempo.

Tali attività sono indispensabili, perché non sempre il luogo e il momento della produzione
coincidono con il luogo e il momento del consumo. Per ricomporre tali “sfasature”, i
produttori devono distribuire i beni nei luoghi di consumo e conservarli nel tempo con
tecniche adeguate.

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Anche se non riguarda un processo tecnico di trasformazione, la produzione indiretta
costituisce produzione in senso economico, perché accresce l’utilità dei beni.
Infatti, sotto il profilo economico, produrre vuol dire aumentare l’utilità di un bene.

DISTRIBUZIONE
Attraverso i processi di distribuzione, i beni vengono trasferiti dai luoghi di produzione a
quelli di consumo.
Il trasferimento nello spazio accresce l’utilità dei beni perché li rende disponibili ovunque ce
ne sia richiesta e non solo nel luogo in cui sono prodotti. Per esempio, le fabbriche di
automobili distribuiscono le proprie vetture attraverso una rete di vendita in tutti i paesi del
mondo e non solo nel paese di produzione, i fiori della riviera ligure arrivano sui mercati di
molte regioni italiane e straniere, le arance prodotte in Sicilia arrivano su tutti i mercati
italiani e così via.

CONSERVAZIONE
Attraverso i processi di conservazione, invece, i beni possono essere venduti in un momento
futuro rispetto a quello in cui sono stati prodotti. Il trasferimento nel tempo accresce l’utilità
dei beni perché li rende disponibili in qualsiasi momento ce ne sia richiesta; per esempio la
frutta e gli ortaggi possono essere surgelati e conservati in celle frigorifere per essere
consumati in tutte le stagioni.

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I FATTORI DELLA PRODUZIONE
Per realizzare la produzione è necessario disporre di fattori produttivi, vale a dire di risorse
da combinare tra loro per ottenere nuovi beni e servizi (produzione diretta) o per accrescere
l’utilità dei beni già esistenti (produzione indiretta).

I fattori produttivi si classificano in:


 risorse naturali;
 risorse umane;
 risorse finanziarie;
 risorse tecnologiche.

Tali fattori sono tra loro complementari perché per attuare la produzione è necessario che
vengano combinati insieme e che concorrano in modo coordinato allo svolgimento
dell’attività produttiva.

Le risorse naturali sono fattori produttivi originari, in quanto non derivano da precedenti
processi di trasformazione (foreste, giacimenti petroliferi e minerari ecc.). Queste risorse
sono presenti in natura in quantità limitata e non sono riproducibili. Per tale motivo devono
essere impiegate evitando sprechi e prestando attenzione ai problemi ecologici causati da un
loro uso irresponsabile.
Le risorse umane sono rappresentate, invece, dalle conoscenze e dalle capacità intellettuali
e fisiche che l’uomo possiede e impiega nell’attività produttiva. Trovano attuazione
nell’attività di studio e di ricerca, nel lavoro di concetto, manuale ecc.

Esistono due tipologie di lavoro:


- il lavoro subordinato(o dipendente), che consiste in prestazioni lavorative di tipo
intellettuale o manuale effettuate alle dipendenze e sotto la direzione di un datore di
lavoro in luoghi, tempi e orari prefissati (per esempio gli impiegati, gli operai, i

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commessi ecc. che lavorano in ufficio, in fabbrica o in negozio seguendo le istruzioni
del loro datore di lavoro e secondo orari prestabiliti);
- il lavoro autonomo, che consiste in prestazioni lavorative di tipo intellettuale o
manuale effettuate senza vincoli di subordinazione e con una propria organizzazione
(per esempio i medici specialisti, gli avvocati, gli architetti, i consulenti aziendali ecc.
che svolgono la propria attività lavorati va in modo autonomo secondo i tempi e le
modalità che ritengono opportuni per portare a compimento gli incarichi ricevuti).

A differenza delle risorse naturali che – se usate indiscriminatamente – tendono a


impoverirsi, le risorse umane sono in continua crescita sia sotto l’aspetto quantitativo
(perché aumentano le persone che lavorano) sia sotto l’aspetto qualitativo (perché le
capacità e le conoscenze tecniche dei lavoratori sono in costante miglioramento).
Le risorse finanziarie sono rappresentate dall’insieme dei mezzi monetari di cui un soggetto
dispone in un certo momento. Possono essere utilizzate per soddisfare bisogni presenti
(consumo), accantonate per fronteggiare bisogni futuri (risparmio) oppure impiegate in
attività produttive (investimento).
L’insieme di tutti i beni economici di proprietà di un individuo, delle risorse finanziarie di
cui dispone e di quelle investite in attività produttive costituisce il suo patrimonio.
Le risorse tecnologiche sono costituite dalle conoscenze e dalle informazioni scientifiche,
informatiche e telematiche che consentono di introdurre continue innovazioni in tutti i settori
produttivi.
L’utilizzo economico delle risorse tecnologiche è enormemente aumentato negli ultimi tempi
con il diffondersi dell’informatica, delle telecomunicazioni, della microelettronica e della
biotecnologia.
Il rapido sviluppo di questi ambiti di attività, che sono i più rappresentativi dei settori ad
alto sviluppo tecnologico, mette in evidenza l’aspetto immateriale dell’attività economica e
l’importante ruolo che oggi le conoscenze rivestono in tutti i processi produttivi.
Tali risorse hanno minore rilievo nei settori tradizionali, in cui l’attenzione all’evoluzione
tecnologica è comunque indispensabile per essere all’avanguardia e competere sui mercati
nazionali e internazionali.

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