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L'ATTIVITA' ECONOMICA DELLE IMPRESE


E LE FONTI DI FINANZIAMENTO

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La gestione aziendale, in estrema sintesi, si concretizza in due momenti strettamente
connessi: cognitivo e operativo.

Nel primo si studiano le condizioni di svolgimento dell’attività, al fine di formulare giudizi e


prendere le conseguenti decisioni, mentre nel secondo, vengono attuate le scelte aziendali.
Nel momento operativo si realizzano le cosiddette “operazioni di gestione”, attraverso cui
l’azienda tenta di raggiungere i propri fini istituzionali.

Esse, in termini elementari, sono raggruppabili in quattro categorie:

- l’acquisizione del capitale, monetario;


- l’acquisizione dei fattori produttivi;
- la trasformazione dei fattori produttivi in prodotto
- la cessione del prodotto sul mercato.

Ad evidenza, anzitutto l’azienda si finanzia, ovvero si dota di un determinato capitale


monetario, indispensabile per il successivo investimento nei fattori produttivi specifici.
Questi vengono poi convertiti in prodotti finiti da cedere sul mercato.

In altri termini, le quattro operazioni di gestione succitate possono essere così trascritte:

- finanziamento;
- investimento;
- produzione;
- disinvestimento.

Ovviamente, tali operazioni risultano strettamente interconnesse e tendono a sovrapporsi


incessantemente.

Pertanto, solo a livello teorico può trovare giustificazione il tentativo di “spezzare”


l’unitarietà e la complessità della gestione aziendale.

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Più nello specifico, le operazioni di finanziamento, investimento e disinvestimento sono
operazioni di tipo esterno, in quanto implicano l’interazione fra la combinazione produttiva
e soggetti esterni alla medesima: finanziatori, fornitori e clienti.
L’operazione di produzione, invece, è un’ operazione di tipo interno, in quanto non
coinvolte alcun soggetto esterno all’azienda.

Tale distinzione è fondamentale, soprattutto ai fini della contabilizzazione delle operazioni


di gestione.
Invero, secondo il “sistema del reddito” che esporremo nei capitoli seguenti, vengono
sottoposte a registrazione esclusivamente le operazioni di gestione esterna.
Ciò posto, il presente schema di ragionamento risulta molto valido in quanto si adatta a
qualsiasi tipo di combinazione produttiva.

Invero, ogni azienda – sia essa rivolta al mercato o di tipo “non profit” – deve:
- dotarsi di un determinato capitale, in funzione del suo specifico fabbisogno di
finanziamento;
- investire le risorse in fattori produttivi specifici;
- realizzare un prodotto o un servizio;
- cedere tale prodotto o servizio sul mercato.

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Ovviamente, mentre nel caso della produzione di beni il momento della realizzazione e
quello della cessione possono essere anche disgiunti, nel caso dei servizi, questi due
momenti sono necessariamente congiunti, ovvero hanno luogo simultaneamente.
Invero, mentre è possibile vendere un bene “fisico” successivamente alla sua produzione,
spesso anche a distanza di molto tempo, un servizio deve essere “ceduto” all’atto della sua
concreta realizzazione, data l’impossibilità di immagazzinamento del medesimo.
Si pensi, al riguardo, ai servizi alberghieri o di trasporto, i quali vengono “prodotti”
dall’azienda nello stesso momento in cui vengono “consumati” dai clienti”.

LE QUATTRO OPERAZIONI DI GESTIONE

Ogni azienda, è noto, deve disporre – senza soluzione di continuità – di adeguate risorse
monetarie al fine di finanziare convenientemente la produzione.
Le relative scelte coinvolgono dapprima il processo di acquisizione dei mezzi monetari e
successivamente il loro impiego: ciò rende strettamente correlate le operazioni di
finanziamento e di investimento.
Tali mezzi possono provenire dall’imprenditore o dai soci, oppure da terzi (banche e altri
finanziatori).
Nel primo caso si parla di capitale di rischio o di capitale proprio. Nel secondo, di capitale
di credito o di capitale di terzi.
Come è intuibile, la prima forma di finanziamento comporta il vincolo delle relative somme
all’interno dell’azienda e la partecipazione al rischio d’impresa.

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La seconda forma di finanziamento assume invece le caratteristiche di un prestito.

Con l’operazione di investimento, si procede all’acquisizione dei fattori produttivi specifici,


indispensabili allo svolgimento della produzione.
Essi vengono correntemente suddivisi in fattori pluriennali o “a fecondità ripetuta”
(immobili, impianti, ecc.) e in fattori d’esercizio o “a fecondità semplice” (beni materiali,
servizi, ecc.).

I primi si caratterizzano per il fatto di partecipare a più processi produttivi prima di


esaurire la propria utilità, mentre gli altri vengono integralmente consumati all’atto del
primo utilizzo.
L’operazione di trasformazione o di produzione comporta l’impiego dei fattori produttivi, il
quale può avvenire secondo diverse modalità.
Infatti, alcuni di essi rilasceranno solo in parte la propria utilità (fattori pluriennali), altri
integralmente (fattori d’esercizio).

Infine, con il disinvestimento, si assiste alla vendita del prodotto allestito sul mercato di
sbocco.
Tale operazione consentirà l’ingresso di nuovi mezzi monetari, i quali consentiranno –
insieme ad eventuali ulteriori finanziamenti – di alimentare nuovi cicli di gestione.

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In estrema sintesi, il circuito che si viene a creare è il seguente:

LE FONTI DI FINANZIAMENTO
Per poter svolgere la propria attività l'azienda deve disporre di un patrimonio, ossia di beni
economici che ne costituiscono la ricchezza e che sono destinati a essere scambiati o ad
essere utilizzati per soddisfare direttamente o indirettamente i bisogni umani. Il patrimonio è
un flusso, poichè aumenta e diminuisce a ciclo continuo per effetto delle operazioni di
gestione, ma la sua analisi viene effettuata considerandolo come uno stock, vale a dire come
un insieme di "oggetti" visti in un preciso momento temporale.

La necessità di possedere un patrimonio impone all'azienda la ricerca di finanziamenti da


destinare all'investimento in fattori produttivi; questi fattori produttivi possono essere mezzi
monetari o mezzi non monetari (beni in natura). L'accensione di un finanziamento comporta
un'entrata di denaro o di beni, mentre l'estinzione di un finanziamento comporta di norma
un'uscita di denaro e raramente un'uscita di beni.

Il finanziatore, rispetto all'impresa a cui fornisce capitali, può essere:

 proprietario (in caso di azienda individuale) o socio (in caso di azienda collettiva)
acquisisce la proprietà parziale o totale dell'impresa, partecipa ai frutti della
gestione e si assume i rischi propri dell'attività imprenditoriale in un'economia di
mercato; il capitale apportato prende il nome di capitale proprio

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 creditore concede temporaneamente un prestito, allo scopo di percepire un interesse
commisurato al tempo e all'entità del capitale, e limita il rischio all'importo prestato;
il capitale apportato prende il nome di capitale di debito o di capitale di prestito.

I finanziamenti a titolo di capitale proprio derivano all'azienda da:


 i conferimenti effettuati dal proprietario o dai soci; si tratta di fonti di finanziamento
esterne
 gli utili conseguiti con la gestione non prelevati dal proprietario o non distribuiti ai
soci; si tratta di fonti di finanziamento interne (autofinanziamento) e hanno le
seguenti caratteristiche:
 non hanno una scadenza prefissata (i capitali apportati da soci e proprietari
rimangono investiti a lungo termine, fino alla cessazione dell'attività o fino alla
cessione dell'azienda o delle quote possedute)
 non comportano l'obbligo di una remunerazione predeterminata (il capitale proprio è
remunerato solo se la gestione genera utili e se questi utili non vengono destinati
all'autofinanziamento
 sono soggetti direttamente al rischio d'impresa

I finanziamenti con capitale di debito corrispondono a debiti contratti dall'azienda con


soggetti terzi (banche, fornitori, finanziatori, altri soggetti) che hanno fiducia nelle capacità
di rimborso e pagamento dell'azienda al punto da concederle credito.

Questi finanziamenti hanno le seguenti caratteristiche:

 sono soggetti all'obbligo del rimborso alla scadenza concordata


 comportano l'obbligo della remunerazione indipendentemente dal risultato
economico dell'azienda (la remunerazione avviene tramite il pagamento di un
interesse, esplicito [chiaramente indicato con un tasso percentuale] o implicito [già
compreso nell'importo da pagare alla scadenza])

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 sono soggetti al rischio d'impresa indirettamente e in via secondaria (l'impresa deve
rimborsare i debiti verso terzi prima di procedere al rimborso del capitale proprio).

I debiti possono essere di regolamento (sorgono al momento dell'acquisto dilazionato di


prodotti e vengono remunerati da un interesse implicito) o di finanziamento (sono veri e
propri prestiti, remunerati da un interesse esplicito).
Il rapporto tra il capitale di debito e il capitale proprio indica il grado di
capitalizzazione dell'azienda.
Maggiore è l'incidenza del capitale proprio, migliore è lo stato di salute dell'impresa.

I finanziamenti rappresentano un elemento indispensabile per lo svolgimento dell'attività


aziendale.
Per questo motivo la ricerca dei mezzi finanziari nelle forme più adatte alle esigenze
produttive assume un'importanza tale da far sorgere di frequente un'area operativa
aziendale il cui compito esclusivo è quello di raccogliere e di gestire i mezzi finanziari.
Attraverso l'attività finanziaria l'azienda intende conseguire l'obiettivo gestionale
dell'equilibrio finanziario: si tratta della capacità di far fronte costantemente con le proprie
entrate agli obblighi di pagamento assunti in precedenza e alle esigenze di investimento che
via via si manifestano.
La gestione finanziaria perciò si occupa di raccogliere i mezzi finanziari necessari, di
gestire le risorse finanziarie e di ricercare l'equilibrio momento per momento tra i mezzi
raccolti e i mezzi impiegati.
Una gestione finanziaria ottimale può inoltre essere in grado di creare delle eccedenze
finanziarie, che possono essere investite e fatte fruttare.

Attraverso le fonti di finanziamento l'impresa raccoglie mezzi finanziari, che vengono


investiti nella produzione sotto forma di fattori produttivi. I fattori produttivi possono essere
classificati in:

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 beni strumentali partecipano più volte al processo produttivo e danno la loro utilità
per periodi medio-lunghi, superiori all'anno; rappresentano gli investimenti nella
struttura dell'azienda
 beni destinati alla lavorazione, alla vendita o al consumo partecipano una sola volta
al processo produttivo oppure danno la propria utilità per periodi brevi, non
superiori all'anno
 servizi sono costituiti dalle prestazioni fornite da altre aziende o da collaboratori
autonomi
 lavoro dipendente sono le prestazioni dei soggetti legati all'azienda da un contratto di
lavoro subordinato

I beni strumentali sono fattori pluriennali, mentre tutti gli altri fattori produttivi sono fattori
d'esercizio. I fattori produttivi possono inoltre essere materiali o immateriali.
Le fonti di finanziamento sono le risorse finanziarie, a disposizione delle imprese, per
l’acquisizione di fattori produttivi.
Possono provenire dall’interno dell’azienda (capitale proprio) o dall’esterno (banche,
istituti di credito).

Le imprese hanno quindi bisogno di capitali liquidi per:


1 – investimenti in immobilizzazioni (acquisto terreni – fabbricati)
2 – acquisto fattori produttivi (beni – servizi – lavoro)
3 – operazioni fiscali (pagamento imposte – tasse – contributi).
4 – progetti sviluppo – ampliamento – ristrutturazioni
5 – rimborsi di prestiti a breve – medio – lungo termine.

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Finanziamenti di capitale proprio (fonte di finanziamento interna)
Il capitale proprio è formato da:
 Conferimenti effettuati dal titolare o dai soci al momento della costituzione
dell’azienda, a tempo indeterminato poiché vincolato all’attività aziendale per tutta
la vita dell’impresa;
 La formazione di riserve è collegata all’autofinanziamento, costituito dagli utili
conseguiti e non distribuiti. Queste risorse vengono reinvestite dall’azienda in
progetti di sviluppo o risanamento.
L’autofinanziamento è importante per le imprese di piccole/medie dimensioni che
hanno difficoltà a reperire risorse finanziarie presso banche o istituti di credito.
L’autofinanziamento viene utilizzato in base all’andamento dei tassi d’interesse
bancari: tassi elevati rendono costoso il ricorso al capitale di debito e favoriscono
l’autofinanziamento.
 L’autofinanziamento generato dai costi non monetari, ovvero dagli ammortamenti e
accantonamento ai fondi; essendo costi non monetari non generano alcuna uscita di
denaro.

Finanziamento di capitale di debito (fonte di finanziamento esterna)


Il capitale di debito è ottenuto in prestito da banche o istituti di credito.
In base alla durata, i finanziamenti di capitale di debito possono essere:
 Finanziamenti a breve termine (fino a 18 mesi) aperture di credito in c/c; portafoglio
s.b.f.;
 anticipi su fatture; anticipazioni; sconto di effetti; crediti di firma;
 Finanziamenti a medio termine (da 18 mesi a 5 anni) prestiti obbligazionari;
 Finanziamenti a lungo termine (oltre 5 anni) mutui.

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In base allo scopo, i finanziamenti di capitale di debito possono essere:
 Debiti di regolamento, vengono contratti con i fornitori, non danno origine a entrate
monetarie e sono dilazioni di pagamento, hanno scadenze che variano da 30 a 90
giorni;
 Debiti di finanziamento, prestiti di varia durata, concessi per sviluppo o
ristrutturazione, devono essere rimborsati a una data scadenza e a un dato tasso
d’interesse, danno origine a un’entrata monetaria, i finanziatori sono gli istituti di
credito o il pubblico.

Apertura di credito
 L’apertura di credito è costituita da tutti i finanziamenti a breve termine, concessi
dalle banche alle imprese. E’ una concessione di fido bancario, a condizioni
prestabilite, entro un limite d’importo definito.

Le forme di credito ordinario sono 2:


 Crediti per cassa, alla banca portiamo titoli o cambiali e in cambio ci da soldi liquidi
(apertura di credito in c/c; sconto di cambiali; anticipazioni su titoli; anticipi su
fatture; accredito di portafoglio s.b.f.);
 Crediti per firma (garanzie personali l’avvallo; la fideiussione; l’accettazione
bancaria)

Il fido bancario è l’ammontare massimo che la banca eroga al cliente, consiste in un


accordo scritto stipulato fra cliente e banca, che si assume l’obbligazione di concedere in
futuro un credito dopo aver valutato la solvibilità del cliente stesso.

L’istruttoria di fido è la valutazione del livello di solvibilità del cliente attraverso indagini
effettuate sia all’interno sia all’esterno dell’azienda.

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L’apertura di credito in c/c
 con l’apertura di credito in c/c la banca mette a disposizione del cliente una
determinata somma, concedendo un fido di cassa, di cui potrà usufruire dopo aver
reintegrato, tramite versamenti, la disponibilità.

L’apertura di credito può essere a tempo determinato o indeterminato (ogni parte può
recedere con preavviso stabilito nel contratto o nel termine di 15 giorni).

In relazione alla movimentazione del conto si individuano:


 aperture di credito ordinarie in c/c, il c/c presenta un saldo a debito del cliente in
quanto serve all’azienda per coprire il fabbisogno di capitale circolante;
 aperture di credito per elasticità di cassa, il c/c viene utilizzato frequentemente sia
per versamenti che per prelevamenti, il cliente ha un margine di sicurezza.

Lo sconto
 Lo sconto è un contratto attraverso il quale la banca anticipa al cliente l’importo di
un credito tramite la cessione s.b.f. del credito stesso e previa deduzione degli
interessi.
L’operazione viene effettuata su cambiali che abbiano i requisiti di bancabilità:
1) almeno 2 firme di persone solvibili;
2) scadenza non inferiore a 1 mese e non superiore a 4;
3) gli effetti devono essere pagabili in una località in cui è presente uno sportello bancario.

Gli effetti prestanti allo sconto non devono essere scaduti, e possono consistere in cambiali,
fatture commerciali, titoli di Stato, note di pegno (ricevute che ci da la banca per aver dato
in pegno qualcosa che può essere scontata, cedole di titoli obbligazionari e azionari ovvero
interessi che possono essere scontati).

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L’accredito di portafoglio salvo buon fine (s.b.f.)
Attualmente le operazioni di sconto commerciale vengono usate raramente, perché
raramente vengono usate le cambiali. Le operazioni che permettono di smobilizzare i crediti
commerciali, adottate dalle imprese, sono attualmente:
1. portafoglio s.b.f.
2. anticipi su fatture.

L’apertura di credito per portafoglio s.b.f. è concessa dalla banca secondo le seguenti
modalità:

 utilizzo con disponibilità immediata, consiste in una cessione di credito che consente
al cliente di smobilizzare i crediti commerciali e ottenere l’importo corrispondente in
anticipo rispetto alla scadenza delle ricevute bancarie (Ri.Ba.); i clienti che
presentano frequentemente Ri.B.a. alla banca, ricorrono all’operazione portafoglio
s.b.f. con disponibilità immediata. In questo caso la procedura bancaria prevede il c/c
di corrispondenza, anche l’attivazione di un conto fruttifero e transitorio detto conto
Anticipo su Ri.B.a s.b.f.
 utilizzo a valuta maturata, prevede l’accredito dell’importo delle Ri.Ba. solo alla
scadenza.

L’apertura di un credito per portafoglio s.b.f. con modalità d’utilizzo con disponibilità
immediata si svolge secondo le seguenti operazioni:

1) il cliente presenta alla propria banca le Ri.Ba.;


2) la banca verifica l’esistenza del fido (importo massimo che può concedere la banca) e
la capienza del castelletto (se sei una persona affidabile);
3) la banca ammette le Ri.Ba. dopo aver controllato le scadenze e i nominativi degli
obbligati;
4) la banca effettua il giro conto (accredita) al c/c di corrispondenza il valore nominale
delle Ri.Ba. con valuta in giornata;

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5) la banca addebita sul c/c (del cliente) di corrispondenza e trattiene le commissioni di
incasso.

Anticipi su fatture

Quando i crediti non sono formati da cambiali o da Ri.Ba., è possibile ricorrere a forme di
finanziamento alternative, che consistono nello smobilizzo dei crediti commerciali attraverso
gli anticipi su fatture che consiste nell’apertura di un credito bancario per cassa, che si
realizza mediante la cessione del credito alla banca.

Per concedere un anticipo su fatture del cliente, la banca procede così:

1. L’impresa presenta alla banca una copia delle fatture timbrate e firmate a garanzia;
2. la banca verifica l’esistenza del fido, la capienza del castelletto, la scadenza (non +
di 120 gg), il nominativo dell’impresa debitrice;
3. la banca procede alla cessione del credito e alla compilazione della documentazione;
4. viene compilata la comunicazione di avvenuta cessione del credito alla banca;
5. la banca procede all’anticipo di una parte dell’importo della fattura pari al 70-80%
del credito ceduto; la banca si tiene lo scarto del 20-30%; l’importo anticipato dalla
banca viene registrato nel c/c di corrispondenza e nel conto Anticipo su fatture, e
maturano gli interessi in favore alla banca. Questo tipo di operazione bancaria non
prevede commissioni d’incasso. Normalmente il tasso d’interesse sul conto Anticipo
su fatture è maggiore di quello Anticipo su Ri.Ba. (cambiali)
6. l’importo che l’impresa debitrice versa alla banca viene registrato sul conto Anticipo
su fatture e nel c/c di corrispondenza per pareggiare la posizione.

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I crediti per firma
 I crediti per firma sono operazioni attraverso le quali la banca concede la propria
firma a garanzia del cliente; la banca si assume un’obbligazione nell’eventualità che
il cliente si dimostri insolvente.

I crediti per firma devono presentare le seguenti forme tecniche:


 Credito per avallo, la banca avalla (firma) le cambiali emesse in riferimento a
operazioni del commercio internazionale; il cliente che importa merci all’estero e
accetta una cambiale, viene garantito dalla banca;
 Credito per fideiussione, la banca si limita a rilasciare una lettera firmata a garanzia
di un azienda solida, in cambio di una commissione calcolata in relazione alla durata
del contratto ;
 Credito per accettazione, della banca di una tratta spiccata dal cliente affidato a da
un terzo. Emissione da parte del cliente (o terzo) di una tratta spiccata sulla banca,
che si impegna a pagare un importo entro una scadenza. La durata del titolo varia da
1 a 12 mesi e la scadenza è di 3 mesi. Il cliente si impegna a fornire alla banca le
risorse per estinguere l’obbligazione. Il costo dell’operazione è costituito da una
commissione determinata in relazione all’importo, alla durata, alle garanzie e dal
fatto che l’operazione sia in ambito nazionale o internazionale.

Le anticipazioni bancarie
 Le anticipazioni bancarie sono operazioni regolate dall’art. 1846 del cod.civ.: la
banca presta una determinata somma di denaro al debitore, egli da come garanzia
alla banca, un bene mobile (titoli o merci). La somma prestata è correlata al valore
della cosa ceduta in pegno.

La banca ha il diritto di procedere alla vendita del pegno quando il debitore non rispetta gli
impegni assunti.
La banca ha il dovere di restituire, custodire, e assicurare il bene ricevuto in pegno.

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Le operazioni di anticipazione sono classificabili in relazione al tipo di prelievo in :
 Anticipazioni a scadenza fissa, la banca anticipa l’importo in un'unica soluzione, gli
interessi sono calcolati al momento dell’anticipazione, il cliente percepisce l’importo
al netto (senza) degli interessi (meno usata);
 Anticipazioni in c/c, la banca mette a disposizione del cliente una certa somma che
può essere prelevata in diversi momenti. Il cliente può reintegrare l’anticipazione e
può riutilizzarla. Gli interessi sono calcolati sui prelevamenti effettuati, il tasso di
interesse è maggiore del tasso di interesse sulle anticipazioni a scadenza fissa (più
usata).

Le operazioni di anticipazione sono classificabili in relazione al bene concesso in pegno in:


 Anticipazioni su titoli, la banca valuta il titolo, detrae lo scarto a garanzia di
eventuali ribassi nelle quotazioni dei titoli. Il valore dei titoli al netto della scarto,
costituisce il valore nominale dell’anticipazione, che verrà ridotto degli interessi;
 Anticipazioni sulle merci, non deperibili e facilmente conservabili presso i magazzini
delle banche, le merci non devono avere prezzi soggetti a oscillazioni elevate (metalli
preziosi, o merci negoziabili sui mercati);
 Anticipazioni su altri valori, fatture, contratti d’appalto…

Le obbligazioni
 Le obbligazioni sono titoli di debito emessi dalle società di capitale (S.p.a. o
S.a.p.a.) allo scopo di ottenere un prestito a medio/lungo termine dagli
obbligazionisti, senza ricorrere a finanziamenti bancari, ma raccogliendo il
risparmio.
Quote di prestiti che gli obbligazionisti fanno alle società di capitali.

Tutte le condizioni relative al prestito obbligazionario devono essere definite prima


dell’emissione, poiché il risparmiatore ha diritto di conoscere il prezzo, la durata e il tasso
d’interesse.

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Le obbligazioni sono al portatore e danno al possessore il diritto al pagamento di un
interesse periodico e alla restituzione del capitale versato alla scadenza dell’obbligazione.

Le obbligazioni possono essere emesse per una somma non superiore al doppio del cap.soc.

L’emissione di obbligazioni è deliberata dagli amministratori.


 Obbligazioni indicizzate, il capitale di rimborso varia al variare del tasso
d’inflazione;
 Obbligazioni con warrant, all’obbligazione viene allegato un buono warrant
che da il diritto all’acquisto di una certa quantità di azioni e obbligazioni;
 Obbligazioni convertibili in azioni, il possessore può scegliere fra il rimborso
alla scadenza o la sostituzione delle obbligazioni in azioni;
 Obbligazioni zero coupon bond, l’obbligazione a cedola zero è caratterizzata
da un prezzo di rimborso elevato rispetto al prezzo di emissione ma non è
previsto il pagamento degli interessi periodici.

Le obbligazioni possono essere emesse sotto la pari (emesse a un valore inferiore al valore
nominale) per offrire maggiore rendimento e più convenienza per il risparmiatore.

Le modalità di estinzione vengono definite al momento dell’emissione dell’obbligazione


(rimborso totale alla scadenza, estrazione a sorte, acquisto sul mercato, conversione in
azioni).

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Credito a medio – lungo termine
 Attraverso il credito medio e lungo termine le banche concorrono al sostegno del
fabbisogno finanziario dell’impresa turistica che deriva dal potenziamento
dell’apparato produttivo-distributivo e dal suo ammodernamento.
 La forma tecnica più diffusa è il mutuo ipotecario, che consiste in un prestito
pluriennale per soddisfare il fabbisogno connesso con investimenti in immobilizzi
tecnici.

Il prestito è garantito da un ipoteca di 1° sui beni immobili, perciò la banca potrà rivalersi
sul bene stesso in caso di insolvenza del debitore.
Il finanziamento bancario è pari al 70% del valore del bene se si tratta dell’acquisto di un
immobile
Il finanziamento bancario non supera il 50% del valore del bene se è un immobile in
costruzione
Il costo dell’operazione è dato dal pagamento degli interessi e dagli oneri accessori.
Il mutuatario ha la facoltà di rimborsare anticipatamente il finanziamento previo pagamento
di penale.

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