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SOMMARIO
Documento per la pianificazione delle attività scolastiche, educative e formative in tutte le Istituzioni del
Sistema nazionale di Istruzione. 1
Premessa 3
Valorizzazione delle forme di flessibilità derivanti dall’Autonomia scolastica 5
Tra sussidiarietà e corresponsabilità educativa: il ruolo delle comunità territoriali per la ripresa delle
attività scolastiche 7
Disabilità e inclusione scolastica 7
La Formazione 8
Ulteriori elementi di azione in riferimento allo scenario attuale del contagio 9
Linee metodologiche per l’infanzia 11
Educazione e cura per i piccoli. 11
Le misure di prevenzione e sicurezza. 12
Indicazioni sulle attività nei laboratori della scuola primaria, secondaria di I e II grado 13
Refezione scolastica 13
Percorsi per le competenze trasversali e per l’Orientamento (PCTO) 13
Scuola in ospedale e istruzione domiciliare 14
Sezioni carcerarie 14
Misure per l’organizzazione dell’attività convittuale e semiconvittuale 14
Attività degli ITS 15
Partecipazione studentesca 15
Piano scolastico per la Didattica digitale integrata 15
Sintesi delle azioni e degli strumenti per la ripartenza 17
Allegato tecnico 1 19
Allegato 2: Stralcio Verbale n. 82 della riunione del Comitato Tecnico Scientifico, tenuta, presso il
Dipartimento della Protezione Civile, il giorno 28 maggio 2020, avente ad oggetto il Documento recante
"Modalità di ripresa delle attività didattiche del prossimo anno scolastico"
Allegato 3: Stralcio Verbale n. 90 della riunione del Comitato Tecnico Scientifico, tenuta, presso il
Dipartimento della Protezione Civile, il giorno 22 giugno 2020
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Premessa
Il mese di settembre si prefigura come un appuntamento molto atteso da tutto il mondo scolastico.
Mai come in questo momento un’intera comunità educante, intesa come insieme di portatori di
interesse della scuola e del territorio, nutre aspettative di alto valore verso se stessa.
Sulla base dell’esperienza dettata dalla pandemia da SARS-CoV-2, sarà necessario trasformare le
difficoltà di un determinato momento storico in un vero e proprio volano per la ripartenza e per
l’innovazione.
L’eccezionalità a cui l’emergenza sanitaria da SARS-CoV-2 ha costretto tutti i settori della vita
privata, sociale e lavorativa impone una analisi mirata alla progettazione della ripartenza e del
ritorno alla normalità. Nella scuola questo si traduce in una riflessione organizzativa e didattica in
grado, come si è detto, di non disperdere quanto le scuole sono riuscite a mettere in atto,
valorizzando gli ambiti dell’autonomia scolastica e fornendo loro spazi di coordinamento finalizzati
a coinvolgere i diversi attori in un rinnovato patto di corresponsabilità educativa.
Nel mese di settembre 2020, le attività scolastiche riprenderanno su tutto il territorio nazionale in
presenza nel rispetto delle indicazioni finalizzate alla prevenzione del contagio contenute nel
Documento tecnico, elaborato dal Comitato tecnico scientifico (CTS) istituito presso il
Dipartimento della Protezione civile recante “ipotesi di rimodulazione delle misure contenitive nel
settore scolastico e le modalità di ripresa delle attività didattiche per il prossimo anno scolastico”,
approvato in data 28 maggio 2020 e successivamente aggiornato. La ripresa delle attività deve
essere effettuata in un complesso equilibrio tra sicurezza, in termini di contenimento del rischio di
contagio, benessere socio emotivo di studenti e lavoratori della scuola, qualità dei contesti e dei
processi di apprendimento e rispetto dei diritti costituzionali alla salute e all’istruzione. Centrale,
pertanto, sarà il ruolo delle singole scuole, accompagnate dall’Amministrazione centrale e periferica
e dagli Enti Locali, nel tradurre le indicazioni nello specifico contesto di azione, al fine di definire
soluzioni concrete e realizzabili tenendo in considerazione il complesso scenario di variabili (gradi
di istruzione, tipologia di utenti, strutture e infrastrutture disponibili, dotazione organica,
caratteristiche del territorio, etc.).
Il Ministero dell’Istruzione promuove e cura un sistema di coordinamento, a livello nazionale e
periferico, con gli Enti Locali, le autonomie territoriali, le parti sociali, le istituzioni scolastiche, e
tutti gli autori istituzionali coinvolti nell’ambito del sistema di istruzione e formazione.
A livello nazionale, il Ministero proseguirà il proficuo lavoro già avviato in sede di “Cabina di regia
COVID-19”, unitamente con Regioni ed Enti locali, al fine di operare un adeguato coordinamento
delle azioni su tutto il territorio nazionale.
In ciascuna Regione l’organizzazione dell’avvio dell’anno scolastico sarà articolata, in primo
luogo, con la istituzione di appositi Tavoli regionali operativi, insediati presso gli Uffici
Scolastici Regionali del Ministero dell’Istruzione cui partecipano: il Direttore dell’Ufficio
Scolastico Regionale o il dirigente titolare preposto1, individuato come coordinatore, l’Assessore
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Ciascun Direttore dell’Ufficio Scolastico Regionale (coordinatore) o il dirigente titolare preposto, per favorire un
continuo confronto con tutti i soggetti coinvolti nell’ambito del sistema di istruzione e formazione, si interfaccia, altresì,
in un’ottica di ascolto e condivisione, mediante apposite conferenze, con: il Rappresentante regionale delle associazioni
per le persone con disabilità, il Rappresentante regionale delle scuole paritarie, il Rappresentante regionale delle
organizzazioni sindacali del settore scuola (personale e dirigenza), il Rappresentante regionale degli enti del Terzo
settore, il Rappresentante del Forags-Forum Regionale delle associazioni dei genitori o, qualora non presente, un
delegato del Fonags-Forum nazionale delle associazioni dei genitori, un delegato del Fast-Forum nazionale delle
associazioni studentesche e il Presidente coordinatore regionale delle Consulte provinciali studentesche.
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regionale all’istruzione o un suo delegato, l’Assessore regionale ai trasporti o un suo delegato,
l’Assessore regionale alla salute o un suo delegato, il Rappresentante regionale UPI – Unione delle
Provincie d’Italia, il Rappresentante regionale ANCI – Associazione Nazionale dei Comuni d’Italia,
il Referente regionale della Protezione Civile.
Compito dei Tavoli regionali, attraverso un confronto costante, sarà quello di monitorare le azioni
poste in essere dalle Conferenze dei servizi a livello territoriale e dai diversi attori coinvolti
nell’organizzazione delle attività scolastiche, anche al fine di rilevare eventuali elementi di criticità
non risolti a livello locale e sostenerne la risoluzione, avendo particolare cura alle speciali necessità
provenienti dall’esigenza di tutela degli alunni con disabilità.
I Tavoli regionali svolgeranno altresì funzioni di monitoraggio e coordinamento regionale, con
riferimento ad una complessiva integrazione tra le necessità del sistema scolastico e l’ordinario
funzionamento dei servizi di trasporto.
Inoltre, a livello provinciale, metropolitano e/o comunale, si organizzeranno apposite Conferenze
dei servizi, su iniziativa dell’Ente locale competente, con il coinvolgimento dei dirigenti scolastici,
finalizzate ad analizzare le criticità delle istituzioni scolastiche che insistono sul territorio di
riferimento delle conferenze. Lo scopo sarà quello di raccogliere le istanze provenienti dalle scuole
con particolare riferimento a spazi, arredi, edilizia al fine, di individuare modalità, interventi e
soluzioni che tengano conto delle risorse disponibili sul territorio in risposta ai bisogni espressi. Tali
Conferenze dei servizi, nelle aree ad alta urbanizzazione come le città metropolitane, potranno
anche essere organizzate con specifiche sotto articolazioni.
Tutti gli interventi straordinari che si rendessero necessari per assicurare la soluzione di criticità
emerse in vista dell’avvio dell’anno scolastico, e che non siano già previsti, dovranno trovare
adeguata copertura finanziaria.
Già dal 2018 il Ministero ha adottato un nuovo sistema di Anagrafe per l'edilizia scolastica più
ampio e completo. In questa fase operativa, in cui appare oltremodo necessario che le
amministrazioni competenti siano dotate di dati quanto più possibile rispondenti alle attualità dei
territori, è stato compiuto un ulteriore e complesso lavoro, che ha richiesto tempi maggiori,
necessari, di studio e analisi, per recuperare dati e porli a disposizione di tutti gli attori della ripresa
di settembre. Sulla base dei dati trasmessi dalle regioni è stato costruito un cruscotto informativo,
che sarà reso disponibile alla consultazione, che restituisce, a livello di regioni, provincia, comune e
singola scuola, dati di dettaglio che consentiranno, nei vari livelli istituzionali coinvolti, di operare
proiezioni da parte dei soggetti chiamati poi ad assumere decisioni, ossia da parte degli enti locali
proprietari degli edifici ma anche degli stessi dirigenti scolastici, nonché a vantaggio dei direttori
degli uffici scolastici regionali.
Il cruscotto consentirà, ad esempio, attraverso un cursore, di poter definire il distanziamento e di
rendere evidente, segnalandoli “in rosso”, i casi in cui gli spazi delle aule didattiche espresse in
metri quadrati non siano sufficienti ad accogliere tutti gli studenti iscritti. Questo dato viene
restituito sia in modo aggregato per regione, provincia e comune sia, in modo disaggregato per
singola istituzione scolastica e addirittura per singolo edificio scolastico di cui si compone la scuola.
Solo con scelte adatte alle esigenze del contesto di riferimento e compiute direttamente dai soggetti
che vivono e governano il territorio, infatti, è possibile rispondere adeguatamente e
tempestivamente alla estrema diversificazione delle richieste formative provenienti dalle famiglie,
dagli studenti e dalle studentesse e dall’intera comunità territoriale.
Vanno previsti anche strumenti innovativi per supportare le scuole nell’identificazione di spazi
specifici per far fronte a carenze non superabili con misure organizzative nell’ambito della specifica
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istituzione scolastica o delle istituzioni scolastiche viciniori attraverso idonei atti convenzionali, a
fronte dell’individuazione delle risorse necessarie.
L’Amministrazione centrale, d’intesa con le Organizzazioni sindacali, attraverso un apposito
Tavolo nazionale, predispone con il Dipartimento della Protezione civile il protocollo sulla
sicurezza a scuola da adattarsi alle esigenze degli specifici contesti territoriali, utilizzando il
modello già sperimentato in occasione degli Esami di Stato del secondo ciclo di istruzione.
Nell’ambito del predetto tavolo, l’Amministrazione centrale coinvolge le Organizzazioni sindacali
nella disamina delle questioni relative all’attuazione delle misure contenute nel presente documento,
anche con riferimento agli eventuali incrementi di organico del personale scolastico, nel rispetto
della disciplina normativa e contrattuale vigente.
Il Governo è costantemente impegnato nel reperimento delle risorse necessarie per garantire il
corretto avvio dell’anno scolastico. In tal senso, si fa presente che l’art. 235 del d.l. 34/2020, in
aggiunta agli stanziamenti di cui agli artt. 231, 232 e 233 e di altre fonti di finanziamento, anche di
origine comunitaria, istituisce presso il Ministero dell’Istruzione un apposito fondo, denominato
“Fondo per l’emergenza epidemiologica da COVID-19”, con lo stanziamento complessivo
attualmente pari a 1 miliardo di euro, allo scopo di adottare le opportune misure per la riapertura
delle istituzioni scolastiche, contenendo il rischio epidemiologico.
Il presente atto assume, a sua volta, la veste di documento per la pianificazione, non come
strumento isolato, bensì con costante ed esplicito riferimento alle indicazioni tecniche del CTS che
in nessun modo, dunque, possono risultare disattese.
Si forniscono pertanto indicazioni organizzative a vantaggio del lavoro delle singole istituzioni
scolastiche, strumenti comuni per la ripresa delle attività didattiche in presenza, in grado di
garantire omogeneità e coerenza e basati sul coinvolgimento attivo dei territori.
Per ciò che concerne le misure contenitive e organizzative e di prevenzione e protezione da
attuare nelle singole istituzioni scolastiche per la ripartenza, si fa esclusivo rinvio al
Documento tecnico del CTS del 28 maggio 2020 e ai successivi aggiornamenti, allegati al
presente testo.
In particolare, con riferimento alle indicazioni sanitarie sul distanziamento fisico, si riporta di
seguito l’indicazione letterale tratta dal verbale della riunione del CTS tenutasi il giorno 22
giugno 2020:
«Il distanziamento fisico (inteso come 1 metro fra le rime buccali degli alunni), rimane un punto
di primaria importanza nelle azioni di prevenzione…».
Ancora, dovendo recepire integralmente le misure igienico sanitarie relative al personale e agli
ambienti, indicate dal CTS2, sia nel Documento tecnico del 28 maggio che nei successivi
aggiornamenti, fermi restando gli obblighi di cui al D.P.C.M. dell’11 giugno 2020, il CTS, almeno
2 settimane prima dell’inizio dell’anno scolastico, aggiornerà, in considerazione del mutato quadro
epidemiologico, le proprie indicazioni in merito all’utilizzo dei dispositivi di protezione individuale
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«Gli alunni dovranno indossare, per l’intera permanenza nei locali scolastici, una mascherina chirurgica o di
comunità di propria dotazione, fatte salve le dovute eccezioni(ad es. attività fisica, pausa pasto);…». Estratto dal
verbale n. 82 CTS della riunione tenuta, presso il Dipartimento della Protezione civile, il giorno 28 maggio 2020; «
rimane la possibilità da parte del CTS di valutare a ridosso della ripresa scolastica la necessità dell’obbligo di
mascherina per gli studenti (soprattutto della scuola primaria), per tutta la durata della permanenza a scuola e nei
diversi ordini e gradi, una volta che possa essere garantito l’assoluto rispetto del distanziamento fisico sopra
menzionato sulla base dell’andamento dell’epidemia anche in riferimento ai diversi contesti territoriali.» Estratto del
verbale n. 90 del 22 giugno 2020.
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per gli alunni e per gli insegnanti all’interno dell’aula e/o negli spostamenti e nella permanenza nei
locali comuni. In sede di Conferenza unificata si procederà ad eventuali determinazioni.
Gli strumenti di autonomia didattica e organizzativa previsti dagli artt. 4 e 5 del DPR n. 275/99
possono consentire un diverso frazionamento del tempo di insegnamento, più funzionale alla
declinazione modulare del tempo scuola anche in riferimento alle esigenze che dovessero derivare
dall’effettuazione, a partire dal 1 settembre 2020 e in corso d’anno 2020-2021, delle attività relative
ai Piani di Apprendimento Individualizzati (PAI) e ai Piani di Integrazione degli Apprendimenti
(PIA) di cui all’OM 16 maggio 2020, n. 11.
Con particolare riferimento alle attività da porre in essere a vantaggio degli alunni ammessi all’anno
scolastico 2020-21 con Piano di Apprendimento Individualizzato ed alle indicazioni della OM già
richiamata, le istituzioni scolastiche hanno l’opportunità di coinvolgere a partire dal 1 settembre, in
percorsi di valorizzazione e potenziamento, anche gli alunni che, pur non essendo esplicitamente
destinatari di progetti finalizzati al recupero, siano positivamente orientati al consolidamento dei
contenuti didattici e delle competenze maturate nel corso dell’a.s. 2019-2020, ferma restando la data
ufficiale di inizio delle lezioni che sarà individuata e successivamente comunicata, per i diversi
territori, dalle competenti Giunte regionali sulla base di quanto stabilito dall’ordinanza ministeriale
attuativa dell’art. 2, comma 1, lettera a) del decreto legge 8 aprile 2020, n. 22 convertito con
modificazioni dalla legge 6 giugno 2020, n. 41.
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Tale programmazione sarà inserita nell’aggiornamento del Piano triennale dell’Offerta formativa
per l’anno scolastico 2020-2021, nei termini già previsti dalla norma.
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Si fa riferimento al concetto di Reasonable accomodation previsto all’art. 5 della Convenzione delle Nazioni Unite sui
diritti delle persone con disabilità, sottoscritta a New York il 13 dicembre 2006..
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didattica in presenza. Si ricorda che, in coerenza con il DPCM 17 maggio sopra riportato, non
sono soggetti all'obbligo di utilizzo della mascherina gli studenti con forme di disabilità non
compatibili con l'uso continuativo della mascherina. Per l’assistenza di studenti con disabilità
certificata, non essendo sempre possibile garantire il distanziamento fisico dallo studente, potrà
essere previsto per il personale l’utilizzo di ulteriori dispositivi. Nello specifico in questi casi il
lavoratore potrà usare unitamente alla mascherina chirurgica, fatto salvo i casi sopra menzionati,
guanti in nitrile e dispositivi di protezione per occhi, viso e mucose. Nell’applicazione delle misure
di prevenzione e protezione si dovrà necessariamente tener conto delle diverse disabilità presenti”.
La Formazione
Le istituzioni scolastiche organizzano, singolarmente o in rete, attività di formazione specifica per
il personale docente e ATA, in materia di utilizzo delle nuove tecnologie relativamente alle diverse
mansioni e professionalità (docenza, attività tecnica e amministrativa, di accoglienza e
sorveglianza), al fine di non disperdere e potenziare ulteriormente le competenze acquisite, dai
docenti, nel corso del periodo di sospensione delle attività didattiche in presenza e dal personale
ATA nel corso dei periodi di smart working, secondo le diverse mansioni. A puro titolo
esemplificativo e non esaustivo, anche sulla base delle erogazioni finanziarie a favore delle scuole
polo per la formazione e di tutte le istituzioni scolastiche, in applicazione del CCNI-Formazione del
19 novembre 2019, le attività per la formazione del personale docente ed educativo, per l’a.s.
2020-2021, potranno riguardare le seguenti tematiche:
- Metodologie innovative di insegnamento e di apprendimento
- Metodologie innovative per l’inclusione scolastica
- Modelli di didattica interdisciplinare
- Modalità e strumenti per la valutazione, anche alla luce di metodologie innovative di
insegnamento e di apprendimento realizzate, ad esempio, attraverso le tecnologie
multimediali.
Per il personale ATA:
- Organizzazione del lavoro, collaborazione e realizzazione di modelli di lavoro in team (tutto
il personale ATA)
- Principi di base dell’architettura digitale della scuola (tutto il personale ATA)
- Digitalizzazione delle procedure amministrative anche in relazione alla modalità di lavoro
agile (Assistenti amministrativi e tecnici).
Le singole istituzioni scolastiche integrano il proprio piano di formazione, presente nel PTOF, con
ogni ulteriore azione formativa derivante dai fabbisogni emergenti dalla comunità scolastica e dal
territorio.
Al fine di fornire alle scuole un quadro tecnico di riferimento, è in via di predisposizione un
documento recante Linee guida per la Didattica digitale integrata, che reca proposte e indicazioni
finalizzate alla pianificazione metodologica, funzionale anche alla gestione dell’emergenza
sanitaria. Le istituzioni scolastiche sono pertanto invitate ad integrare il proprio PTOF con le
opportune indicazioni metodologiche avendo a riferimento le dotazioni tecnologiche, le condizioni
di connettività dell’utenza e del territorio, i livelli di competenza degli alunni e del personale,
orientando l’accrescimento delle competenze tecniche anche attraverso le azioni formative
proposte.
Dovrà inoltre porsi particolare cura alla formazione dei docenti, come deliberata dagli Organi
collegiali, e del personale ATA, anche attraverso webinar organizzati a livello territoriale,
attraverso le reti di ambito per la formazione, integrando i temi formativi già declinati con
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appositi approfondimenti sugli strumenti per la didattica digitale, modalità e procedure della
valutazione “a distanza”, anche alla luce delle innovazioni metodologiche e strumentali, salute e
sicurezza sul lavoro per il personale e per gli studenti in attività didattica “a distanza”.
Per i Dirigenti scolastici potranno essere organizzati specifici momenti formativi su Privacy e
sicurezza nella Didattica digitale integrata, gestione dello stato emergenziale, gestione delle riunioni
e degli scrutini a distanza.
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esempio l’art. 231 del d.l. 34/2020), sia gli Enti locali, con separate procedure, sono stati dotati di
appositi finanziamenti finalizzati, per le scuole, all’adattamento degli spazi interni ed esterni per lo
svolgimento dell'attività didattica in condizioni di sicurezza, inclusi interventi di piccola
manutenzione, nonché ad interventi di realizzazione, adeguamento e manutenzione dei laboratori
didattici, delle palestre, di ambienti didattici innovativi, compreso l’acquisto di arredi scolastici
dedicati; per gli Enti locali, alla realizzazione di interventi di edilizia leggera attraverso ulteriori
specifici finanziamenti, il cui avviso n. 13194 del 24 giugno 2020, a valere su fondi PON per un
ammontare pari a 330 milioni di euro, è pubblicato sul sito del Ministero, fermo restando quanto
previsto dall’art. 232, c. 8 del dl. 34/2020 e l’impiego di ulteriori risorse, resesi necessarie, che
dovessero essere reperite con successivi provvedimenti.
Con riguardo all’acquisto di arredi coerenti ad una riconfigurazione degli spazi, il Ministero
dell’istruzione ha già avviato le necessarie interlocuzioni con il Commissario straordinario per
l’attuazione e il coordinamento delle misure di contenimento e contrasto per l’emergenza COVID-
19 di cui all’articolo 122 del d.l. 18/2020, convertito con modificazioni dalla legge n. 27/2020.
Gli Enti locali effettuano pertanto, nei territori di rispettiva competenza, la ricognizione degli spazi
scolastici esistenti, anche con la collaborazione delle scuole, per conoscere dati o approfondire
specifiche situazioni di contesto; predispongono l’adeguamento di spazi mai (o non più) adibiti ad
edifici scolastici(dati reperibili nel cruscotto informativo richiamato in premessa), anche
procedendo all’assegnazione in uso alle scuole di spazi solitamente destinati alla cittadinanza, da
riadattare a fini della frequenza scolastica, nonché alla realizzazione di soluzioni esterne di idonee
dimensioni ad accogliere classi, in spazi interni o anche esterni alle pertinenze scolastiche.
I dirigenti scolastici comunicheranno costantemente agli Enti locali e agli organi individuati nel
presente documento i dati relativi alle istituzioni scolastiche dirette.
Sulla base delle azioni da realizzare e dei relativi costi da affrontare, l’Ente territoriale di
riferimento prende in carico i lavori ritenuti necessari, a seguito di congiunta valutazione operata
con la singola dirigenza o in sede di apposita conferenza di servizi, concordando con le istituzioni
scolastiche l’eventuale compartecipazione economica o di competenze tecniche di progetto.
Per quanto attiene la ripartizione delle tipologie di interventi, la legge 23/1996, all’art. 3, fornisce
indicazioni sulle competenze dell’Ente locale, ed è quindi la cornice di riferimento; in particolare
stabilisce che competono agli Enti locali tutti gli interventi di manutenzione ordinaria e
straordinaria, comprese le spese varie di ufficio e per l'arredamento e quelle per le utenze elettriche
e telefoniche, per la provvista dell'acqua e del gas, per il riscaldamento e i relativi impianti.
Fermo restando il quadro puramente indicativo delle rispettive competenze che si riporta in
allegato tecnico, è comunque sempre possibile prevedere una convenzione tra Ente locale
competente e Dirigente scolastico per adattare, previa copertura economica concordata tra le parti, il
riparto delle stesse alle esigenze dell’Istituto.
Si evidenzia che gli interventi attuati dalle scuole con i finanziamenti previsti all’art. 231 del DL
34/2020 necessitano comunque dell’intesa di cui all’art. 39, comma 4 del Decreto 28 agosto 2018,
n. 129 e che gli interventi medesimi, pertanto, non saranno soggetti a rimborso da parte dell’Ente
locale, in deroga alla previsione di cui all’art. 39, comma 2 del medesimo decreto.
Resta ferma la competenza degli Enti locali nella concessione delle palestre e di altri locali
afferenti alle istituzioni scolastiche di competenza, al termine dell’orario scolastico, operate le
opportune rilevazioni orarie e nel rispetto delle indicazioni recate dal Documento tecnico del CTS,
purché, all’interno degli accordi con le associazioni concessionarie siano esplicitamente regolati gli
obblighi di pulizia approfondita e igienizzazione, da condurre obbligatoriamente al termine delle
attività medesime, non in carico al personale della scuola.
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Per quanto attiene gli aspetti di promozione della cultura della salute e sicurezza, le istituzioni
scolastiche cureranno apposite campagne informative e di sensibilizzazione rivolte al personale, agli
studenti e alle famiglie, attraverso le quali potranno richiamare i contenuti del Documento tecnico
del CTS riguardanti le precondizioni per la presenza a scuola. Continuare, infatti, a costruire e
consolidare la cultura della sicurezza passa per la sollecitazione della responsabilità di ciascuno
all’interno del sistema scolastico, richiamando comportamenti equilibrati, suggerendo
costantemente azioni, prassi e soluzioni adeguate.
Le istituzioni scolastiche realizzano attività di informazione e formazione in materia di salute e
sicurezza sul lavoro per il personale (e gli allievi ad esso equiparati in attività laboratoriali),
destinando almeno un’ora nel modulo dedicato ai rischi specifici alle misure di prevenzione
igienico-sanitarie, al fine di prevenire il contagio e limitare il rischio di diffusione del COVID-19.
Inoltre le scuole potranno gestire l’attività informativa e formativa sulle misure da adottare per
contrastare la diffusione del COVID-19, anche in modalità a distanza qualora, per necessità, sussista
il divieto di svolgimento delle riunioni in presenza degli Organi collegiali o delle assemblee.
Il Dirigente scolastico, ove necessario e non già avvenuto, integra il Documento di valutazione dei
rischi e dei rischi da interferenza, nonché la ulteriore documentazione in materia di sicurezza sul
lavoro di propria competenza, in collaborazione con il responsabile del servizio di prevenzione e
protezione, previa consultazione del Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza e tenuto conto
delle misure specifiche per i lavoratori riportate nel citato Documento Tecnico o nelle sue
integrazioni a venire.
Si riportano di seguito specifiche indicazioni dedicate alle differenti connotazioni del sistema
nazionale di istruzione e formazione.
Educazione e cura per i piccoli. I bambini di età inferiore ai sei anni hanno esigenze del tutto
particolari, legate alla corporeità e al movimento: hanno bisogno di muoversi, esplorare, toccare. Il
curricolo si basa fortemente sulla accoglienza, la relazione di cura, la vicinanza fisica e il contatto,
lo scambio e la condivisione di esperienze.
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Pertanto, la prossima riapertura richiede l’adozione di misure particolarmente attente alla garanzia
del rispetto non solo delle prescrizioni sanitarie, ma anche della qualità pedagogica delle relazioni.
L’organizzazione dei diversi momenti della giornata educativa dovrà essere serena e rispettosa delle
modalità tipiche dello sviluppo infantile, per cui i bambini dovranno essere messi nelle condizioni
di potersi esprimere con naturalezza e senza costrizioni.
Un’attenzione particolare va data ai bambini che per la prima volta risultano iscritti, prevedendo per
essi (e per i loro genitori) momenti riservati di ascolto e di primo ambientamento. Questa
avvertenza è importante per tutti i bambini frequentanti, per i quali vanno riannodate esperienze
bruscamente interrotte e che vanno preparati al nuovo incontro, coinvolgendoli gradualmente –
considerata la loro tenera età – nella assunzione delle nuove regole di sicurezza e di rispetto. Ad
esempio, il rito frequente dell’igiene delle mani, la protezione delle vie respiratorie, la distanza di
cortesia, potranno diventare nuove “routine” da vivere con serenità e gioiosità.
Le misure di prevenzione e sicurezza. La relazione tra i bambini e gli adulti è la condizione per
conferire senso alla frequenza di una struttura educativa per piccoli, che si caratterizza come
esperienza sociale ad alta intensità affettiva. L’uso di mascherine non è previsto per i minori di sei
anni e i dispositivi di protezione per gli adulti (per i quali sono raccomandabili l’utilizzo di visierine
“leggere” e, quando opportuno, dei guanti di nitrile) non devono far venir meno la possibilità di
essere riconosciuti e di mantenere un contatto ravvicinato con i bambini piccoli e tra i bambini
stessi. L’empatia e l’arte di incoraggiare sono tra le attitudini fondamentali di chi esercita il ruolo di
educatore e di insegnante, tanto più importanti in occasione di situazioni di emergenza come quelle
che stiamo vivendo, ove alla scuola viene richiesto di esercitare un ruolo di rassicurazione e di
costruzione di fiducia.
Nella riprogettazione degli spazi e degli ambienti educativi, vanno seguite alcune accortezze così
riassumibili:
- la stabilità dei gruppi: i bambini frequentano per il tempo previsto di presenza, con gli stessi
educatori, insegnanti e collaboratori di riferimento;
- la disponibilità di uno spazio interno ad uso esclusivo per ogni gruppo di bambini, con i suoi
rispettivi arredi e giochi che saranno opportunamente sanificati. Tutti gli spazi disponibili (sezioni,
antisezioni, saloni, atrii, laboratori, atelier) dovranno essere “riconvertiti” in spazi distinti e
separati per accogliere stabilmente gruppi di apprendimento, relazione e gioco. Si potranno variare
gli spazi solo dopo attenta igienizzazione. Si raccomanda una continua aerazione degli ambienti;
- la colazione o la merenda andranno consumati nello stesso spazio di esperienza dedicato al
gruppo dei bambini; il pasto sarà consumato negli spazi adibiti alla refezione scolastica,
adeguatamente organizzati, oppure secondo i suggerimenti di carattere generale più avanti
impartiti;
- la suddivisione, con segnaletica mobile, degli eventuali spazi esterni disponibili per i diversi
gruppi di bambini presenti nella scuola, con utilizzo da parte di ogni gruppo di un’area dedicata
con i propri giochi, anche in tempi alternati, previa pulizia delle strutture.
Già ora l’ingresso dei bambini avviene in una fascia temporale “aperta” (che spesso raggiunge i 90
minuti: dalle 7,30 alle 9,00), fascia che potrà essere adeguata alle nuove condizioni, programmata e
concordata con i genitori. Analogamente potrà avvenire per le fasce di uscita, al termine dell’orario
scolastico.
Le attività educative dovranno consentire la libera manifestazione del gioco del bambino,
l’osservazione e l’esplorazione dell’ambiente naturale all’esterno, l’utilizzo di giocattoli, materiali,
costruzioni, oggetti (non portati da casa e frequentemente igienizzati), nelle diverse forme già in
uso presso la scuola dell’infanzia.
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Se le condizioni atmosferiche lo consentono, l’esperienza educativa potrà svolgersi anche
all’aperto, in spazi delimitati, protetti e privi di elementi di pericolo, con la eventuale disponibilità
di tensostrutture temporanee o ambienti protetti.
Refezione scolastica
Anche per la refezione scolastica, atteso il ruolo sociale ed educativo che la connota come
esperienza di valorizzazione e crescita costante delle autonomie dei bambini, si dovrà far
riferimento al Documento tecnico del CTS, partendo dal principio che essa vada garantita in modo
sostanziale per tutti gli aventi diritto, seppure con soluzioni organizzative differenti per ciascuna
scuola. In particolar modo, oltre alla necessaria e approfondita pulizia dei locali adibiti alla
refezione medesima, le istituzioni scolastiche – di concerto con l’ente locale e in modalità tali da
garantire la qualità del servizio e che tengano conto anche della salvaguardia dei posti di lavoro –
potranno valutare l’opportunità di effettuare la refezione in due o più turni, sempre al fine di non
consentire oltre il dovuto l’affollamento dei locali ad essa destinati. Qualora questa modalità non sia
percorribile o non sufficiente in virtù degli spazi o della particolare numerosità dell’utenza, gli Enti
locali potranno studiare con le ditte concessionarie del servizio la realizzazione di soluzioni
alternative di erogazione, all’interno dell’aula didattica, opportunamente areata e igienizzata al
termine della lezione e al termine del pasto stesso, finanche la semplificazione del menù, qualora gli
approvvigionamenti delle materie prime dovessero risultare difficoltosi.
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Scuola in ospedale e istruzione domiciliare
Le attività di Scuola in ospedale devono essere organizzate previo confronto e coordinamento tra il
Dirigente scolastico e il Direttore Sanitario per il rispetto dei previsti protocolli di sicurezza in
ambiente ospedaliero. Anche per quanto attiene l’istruzione domiciliare, il dirigente scolastico avrà
cura, sempre nel rispetto delle indicazioni del Documento tecnico, di concordare con la famiglia le
modalità di svolgimento della didattica, con preciso riferimento alle indicazioni impartite dal
medico curante sugli aspetti di carattere sanitario che connotano il quadro sanitario dell’allievo.
Sezioni carcerarie
Le attività delle Sezioni carcerarie devono essere organizzate previo confronto e coordinamento tra
il Dirigente scolastico, il Coordinatore didattico e il Direttore della struttura carceraria per il rispetto
dei previsti protocolli di sicurezza.
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Attività degli ITS
Nella pianificazione dell’annualità 2020-2021, i competenti organismi di indirizzo avranno cura di
predisporre – ove consentito e necessario – il recupero delle attività pratiche non svolte nel
precedente anno formativo, in linea di continuità con il percorso biennale. Le predette attività
saranno validate dal parte del Comitato tecnico-scientifico di cui all'articolo 13 dell'Allegato B del
DPCM 25 gennaio 2008 e, se necessario, certificate secondo modalità da esso specificamente
individuate. Nella predisposizione della ripresa delle attività, siano esse pertinenti all’avvio del
nuovo biennio formativo ovvero alla conclusione del secondo anno, il Dirigente dell’istituzione
scolastica di riferimento e il presidente della Fondazione ITS avranno cura di organizzare le attività
medesime curando la garanzia delle anzidette necessità di distanziamento fisico e riconfigurazione
degli ambienti, ricercando idonee soluzioni per l’igienizzazione e la pulizia a fondo degli spazi
d’aula e laboratoriali, qualora essi siano in uso condiviso tra scuole e ITS medesimo. Trattandosi di
attività formative rivolte a studenti in formazione in età adulta, si ritiene possano essere adottate
formule organizzative flessibili, purché garantiscano a ciascuno lo svolgimento del monte ore
complessivo di formazione.
In considerazione delle attività svolte durante il periodo di massima crisi e della sollecita risposta
delle Fondazioni nella prosecuzione delle attività didattiche attraverso modalità FAD, si ritiene
opportuno precisare che le fondazioni, nel rispetto delle disposizioni regionali in materia, potranno
utilizzare le tecnologie che ritengono più adeguate alla specificità dell’area di appartenenza e che i
CTS delle Fondazioni medesime procederanno alla certificazione delle attività svolte. Sarà cura
delle Fondazioni comunicare all’Amministrazione centrale e alle Regioni, per le rispettive
competenze, quanto effettuato.
Partecipazione studentesca
Le istituzioni scolastiche provvedono a garantire spazi adeguati per le assemblee e per ogni forma
di declinazione della rappresentanza e della partecipazione studentesca, nel rispetto delle regole del
distanziamento fisico, ovvero, ove ciò sia reso necessario, a garantire comunque lo svolgimento di
dette attività anche con modalità a distanza.
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o come organizzare la Didattica digitale integrata (analisi del fabbisogno, obiettivi da
perseguire, strumenti da utilizzare, orario e frequenza delle lezioni)
o indicazioni sulla Didattica digitale integrata e integrazione del Patto di corresponsabilità e
del Regolamento di disciplina per le scuole secondarie: indicazioni alle famiglie per una
partecipazione sostenibile alle attività didattiche a distanza
o metodologie e strumenti per la verifica
o la valutazione
o alunni con bisogni educativi speciali
o la gestione della privacy
o gli Organi collegiali e le assemblee
o rapporti scuola – famiglia
L’Amministrazione centrale proseguirà il suo impegno per garantire, attraverso la prosecuzione di
appositi accordi con la RAI – Radiotelevisione italiana l’erogazione, organizzata per fasce di età, di
contenuti didattici specifici sui canali tematici dell’emittente, secondo orari prestabiliti.
L’Amministrazione attiva inoltre:
o la prosecuzione degli specifici protocolli con gli ordini degli psicologi per la gestione degli
effetti emotivi del Lockdown sugli alunni, sul personale della scuola e sulle famiglie;
o apposite convenzioni con gli enti gestori della telefonia mobile per assicurare tariffe
agevolate ad alunni e al personale della scuola.
Il Ministero dell’istruzione, per quanto di competenza, si impegna a sostenere, presso tutte le
amministrazioni competenti, la rapida attuazione delle misure previste nell'ambito del Piano scuola
già inserito nella strategia nazionale per la Banda Ultra Larga, in modo che sia assicurata
comunque la realizzazione degli interventi programmati negli edifici scolastici, al fine di offrire
connessione gratuita in fibra ottica a 1 Gbps.
Il Ministero dell’Istruzione ha avviato uno studio approfondito la progettazione di una piattaforma
finalizzata all’erogazione di contenuti didattici a distanza, sulla quale saranno fornite
successivamente le opportune informazioni di dettaglio.
Nel caso di nuova sospensione dell’attività didattica l’Amministrazione centrale, le Regioni, gli Enti
locali, gli enti gestori delle istituzioni scolastiche paritarie e le istituzioni scolastiche statali
opereranno, ciascuno secondo il proprio livello di competenza, per garantire la frequenza scolastica
in presenza, in condizioni di reale inclusione, degli alunni con disabilità e degli alunni e studenti
figli di personale sanitario o di altre categorie di lavoratori, le cui prestazioni siano ritenute
indispensabili per la garanzia dei bisogni essenziali della popolazione. La circostanza di cui al
presente paragrafo sarà regolata da apposito atto dispositivo.
Ove, per specifiche condizioni individuali o di contesto, non sia possibile garantire la frequenza
scolastica agli alunni con disabilità, il coinvolgimento delle figure di supporto messe a disposizione
dagli Enti locali (Operatori Educativi per l’Autonomia e Assistenti alla comunicazione, per gli
alunni con disabilità sensoriale), recentemente definita dall’art. 48 della Legge di conversione del
DL “Cura Italia”, contribuirà ad assicurare un alto livello di inclusività agli alunni con disabilità
grave, collaborando al mantenimento della relazione educativa con gli insegnanti della classe e con
quello di sostegno
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Sintesi delle azioni e degli strumenti per la ripartenza
Di seguito la sintesi delle azioni e degli strumenti proposti nel presente testo, negli allegati e nei
documenti del CTS per la pianificazione delle attività scolastiche, educative e formative a sostegno
della ripartenza delle attività didattiche in presenza:
Approfondimento delle misure contenitive, organizzative e di prevenzione da attuare nelle
scuole per la ripartenza secondo le indicazioni impartite dai documenti del CTS;
Coordinamento nazionale delle azioni su tutto il territorio nazionale in sede di “Cabina di
Regia COVID-19”, unitamente a Regioni ed Enti locali;
Istituzione di Tavoli regionali o territoriali interistituzionali presso gli Uffici Scolastici
Regionali per attività di confronto e monitoraggio;
Istituzione di Conferenze dei servizi, su iniziativa dell’Ente locale competente, finalizzate ad
analizzare le criticità delle singole istituzioni scolastiche che insistono sullo specifico
territorio, individuando modalità di intervento e soluzioni operative;
Valorizzazione degli strumenti e delle forme di flessibilità derivanti dall’Autonomia
scolastica per il corretto svolgimento delle attività didattiche nell’a.s. 2020/2021;
Azioni di raccordo con le aziende del Trasporto pubblico locale per sostenere la mobilità
verso la scuola e con la Croce Rossa Italiana per specifiche azioni formative rivolte al
personale scolastico in materia di sicurezza sanitaria;
Raccordi tra gli Istituti scolastici e i Dipartimenti di prevenzione delle aziende sanitarie
locali anche tramite la previsione di uno specifico referente medico per le attività
scolastiche;
Tavolo nazionale permanente per la sicurezza a scuola di intesa tra Amministrazione
centrale e Organizzazioni sindacali, per l’individuazione di misure generali da declinare nei
singoli contesti regionali, utilizzando il modello già sperimentato in occasione degli Esami
di Stato del secondo ciclo di istruzione;
Azioni e interventi specifici per garantire l'inclusione degli studenti con disabilità, con
disturbi specifici dell’apprendimento e degli studenti con Bisogni educativi speciali;
Quadro indicativo delle competenze tra istituzioni scolastiche ed Enti locali, riguardo gli
interventi di manutenzione ordinari e straordinari da adottare per il tramite di specifici
accordi o in sede di conferenza dei servizi;
Patti educativi di comunità tra scuole, Enti locali, istituzioni pubbliche e private, realtà del
Terzo settore per favorire la messa a disposizione di strutture e spazi alternativi per lo
svolgimento delle attività didattiche e per lo svolgimento di attività integrative o alternative
alla didattica.
Indicazioni specifiche per i Piani di Formazione di Istituto rivolti al personale dirigente,
docente e ATA, da attivarsi anche tramite modalità a distanza, per l’aggiornamento delle
differenti competenze professionali risultate utili per la gestione dell’emergenza e attività
specifica di informazione e formazione sulle misure di prevenzione igienico-sanitarie, al fine
di prevenire il contagio e limitare il rischio di diffusione del COVID-19 in raccordo con il
Dipartimento di prevenzione territoriale competente.
Tutte le azioni e gli strumenti sono illustrati nel presente documento e negli atti ad esso correlati,
rispetto alle specificità della scuola dell’infanzia, del primo e del secondo ciclo di istruzione, con
attenzione ai momenti tipici della quotidianità scolastica (Refezione, PCTO, Attività laboratoriali,
Partecipazione studentesca).
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I Direttori e i dirigenti responsabili degli Uffici scolastici Regionali, nell’ambito delle proprie
competenze, cureranno la diffusione e la conoscenza del presente documento attraverso
l’organizzazione di apposite conferenze di servizio, rivolte ai Dirigenti scolastici e ai Coordinatori
delle scuole paritarie, da realizzarsi entro la seconda decade di luglio, anche in modalità di
videoconferenza.
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Allegato tecnico
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Per quanto riguarda le istituzioni scolastiche non statali si rimanda alle specifiche disposizioni, normative e
contrattuali, di riferimento, anche con riguardo alla diversità delle tipologie degli enti gestori.
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Piccole riparazioni di falegnameria (porte, persiane, finestre, sostituzione di vetri rotti, maniglie e serrature, cerniere
avvolgibili, cardini ecc), piccole riparazioni edili e affini, che non richiedano interventi specialistici o che non
implichino la produzione di specifiche certificazioni (fissaggio di arredi alle pareti, ripristino di piccole porzioni di
pavimenti, piastrellature, etc), piccole riparazioni idrauliche (sostituzioni guarnizioni, rubinetti, ecc.), manutenzione
arredi scolastici danneggiati (banchi, sedie ecc.), sostituzione di lampade, lampadari o parti di corpi illuminati, reattori,
neon e diffusori, che, di norma, non implichino la produzione di certificazioni di conformità dell’impianto, servizi vari
di complessità tecnica non elevata (rimozione di muffe o infiltrazione dalle pareti).
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- sostituzione caldaia l’informazione, la formazione e
- rifacimento scale recinzioni, muri di cinta e l’addestramento dei lavoratori e degli
cancellate studenti (quando equiparati a
lavoratori), l’organizzazione
- tramezzi
dell’emergenza e la promozione della
- interventi strutturali cultura della sicurezza rivolta agli
- consolidamento strutturale e fondazioni allievi e al personale
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