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I.S.S.R.

ECCLESIA MATER
CENTRO DIOCESANO DI TEOLOGIA PER LAICI

SACRA SCRITTURA 2
ANTICO TESTAMENTO:
PENTATEUCO e LIBRI STORICI
Prof. Don Fulvio DI GIOVAMBATTISTA
c/o Centro Elaborazione Dati
Vicariato della Diocesi di Roma
Piazza San Giovanni in Laterano 6/A
tel. uff. 06-698.86.341 - 06-698.86.139
lunedì-venerdì ore 8,00-12,00

Primo Anno
Corso 2013-2014
2 ANTICO TESTAMENTO: PENTATEUCO E LIBRI STORICI ANTICO TESTAMENTO: PENTATEUCO E LIBRI STORICI 2

INTRODUZIONE - la presenza di Dio nella storia: che trasfigura un avvenimento da "fatto di cro-
Di fronte ad un avvenimento noi oggi in genere ci domandiamo: “Che cosa è naca" a rivelazione di sé e del suo piano di salvezza
capitato? A chi? Dove? Quando? Perché?” e ci preoccupiamo di ricostruire e di - la riflessione del popolo d'Israele: che comprende il fatto storico nella sua
descrivere come si sono svolti oggettivamente i fatti. dimensione salvifica, lo esprime nelle forme letterarie proprie del suo tempo, lo cele-
La Bibbia ha un modo diverso di porsi di fronte ai fatti storici rispetto a noi mo- bra e lo adatta alla sua vita presente, lo trasmette alle generazioni future perché su di
derni. Essa parte da un presupposto fondamentale: Dio interviene e si rivela nella esso conformino la loro vita.
storia! Perciò la Bibbia parte sì dal fatto storico, ma non si preoccupa di riportarlo In questa prospettiva si comprende così il genere letterario presente nella Scrittura
facendone un resoconto o una cronaca, bensì è interessata a cogliere in esso la pre- detto "racconto storico": Israele racconta la propria storia non essendo interes-
senza di Dio e come l'uomo l'ha accolta o meno. Quindi la Bibbia risponde ad altre sato meramente ai fatti accaduti, ma al loro senso dal punto di vista della fede,
domande: “Che cosa vuole dire Dio? Quale aspetto di sé o dell'uo-mo vuole rivelare? evidenziando l'iniziativa e l'intervento di Dio tendente a rivelare se stesso ed il
Che senso ha tale fatto per la relazione tra Dio e l'uomo?”. suo piano di salvezza. Ed Israele riflette sulla sua storia passata rivisitando un fatto
La Bibbia quindi di fronte ai fatti storici si pone in una prospettiva religiosa e storico da nuove prospettive e dando luogo a racconti diversi, in modo tale da fornire
non storico-scientifica: non presenta una storia di fatti oggettivamente ricostrui- di quel fatto una narrazione-interpretazione, non una cronaca! Così Israele legge la
ti, bensì vuole presentare la storia della salvezza! Così nel fatto storico la Bibbia propria storia: da una parte riflette sul suo passato per poter meglio comprendere il
vuole cogliere la "verità salvifica", senza preoccuparsi dell'esattezza della docu- suo presente, e dall'altra rilegge alla luce del presente il proprio passato, in modo che
mentazione: non intende presentare una "storia documentata" che si può verificare assuma uno spessore nuovo di significato.
con metodi di investigazione scientifica. Tale "verità salvifica" non si può dunque
investigare con i criteri della moderna scienza storiografica, ma con la fede! Sulla possibilità di ricostruire in modo scientifico attendibile la storia di Isra-
Bisogna quindi tener presente la natura del testo biblico: ele si deve perciò tener conto delle seguenti osservazioni:
- a livello culturale: è un testo religioso che legge la storia come il luogo degli 1) il testo biblico è innanzitutto una narrazione di carattere religioso e teologi-
interventi di Dio. Gli scrittori biblici perciò usano alcune tecniche narrative come: co e si preoccupa di interpretare i fatti soprattutto alla luce del piano di salvezza di
a) l'essenzialità: si guarda a ciò che ha senso e si tralasciano molti particolari Dio, che è confessato essere operante nella storia umana fin dagli inizi, ma di cui
b) l'idealizzazione: alcuni fatti acquistano un valore particolare Israele ha preso coscienza poco a poco
c) la concentrazione nel tempo: i fatti vengono accostati per il senso che 2) in molti casi la relazione tra fatti e persone e la loro valutazione è il risul-
hanno e non secondo la loro successione cronologica esatta tato di prospettive teologiche anche diverse, che proiettano in modo retrospettivo
d) la proiezione retrospettiva: si colloca nel passato quanto capita al tempo nel passato le loro riletture con lo scopo però di spiegare il presente
di chi scrive o ricorda 3) la stessa esistenza di una entità etnico-culturale denominata "Israele" si
e) il passare dal particolare all'universale: ciò che capita ad una persona o ritiene oggi più recente di quanto il testo biblico asserisca, facendola risalire ad
a un gruppo diventa esperienza di tutti Abramo.
f) l'inserire nella storia passata il proprio presente: si rilegge il passato
pensando all'esperienza vissuta al presente. Per cui ci sono diversi atteggiamenti e tendenze tra gli studiosi:
- a livello di fede: il testo biblico è parola di Dio scritta in parole umane. E' 1) per alcuni è possibile una ricostruzione storica attendibile del popolo di
perciò necessaria la fede per andare al di là della cronaca dei fatti per cogliere in Israele a partire dall'epoca dei Patriarchi (W.F. Albright (1891-1971))
essi la presenza e l'azione di Dio. Il testo biblico è espressione della fede del popolo 2) altri iniziano invece dall'insediamento del popolo d'Israele nella Terra Pro-
ebraico in cammino, ossia vuole presentare la storia della salvezza, ma altresì è punto messa (M. Noth (1902-1968))
di riferimento per ogni credente. 3) altri ancora ritengono più opportuna una storia che inizi dal regno di Davi-
Nel testo biblico si intrecciano perciò tre realtà: de, recuperando tutto ciò che precede sotto forma di resoconto della coscienza che
- i fatti storici: è difficile che all'origine di diverse pagine bibliche non ci sia un l'Israele d'epoca monarchica ebbe delle sue origini (J.A. Soggin (n. 1926))
fatto o un insieme di fatti realmente accaduti. Lo storico deve precisarne la consisten- 4) alcuni infine non danno troppa credibilità neppure alle memorie bibliche
za, tenendo conto che, ieri come oggi, non esiste una storia "neutra" dell'epoca monarchica (G. Garbini (n. 1931)).
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3 ANTICO TESTAMENTO: PENTATEUCO E LIBRI STORICI ANTICO TESTAMENTO: PENTATEUCO E LIBRI STORICI 3

LA FORMAZIONE DEL PENTATEUCO come libri indipendenti, ognuno con il proprio nome, ma al tempo stesso sono stati
considerati e trattati come un'unità. Pentateuco, difatti, in greco 1 significa «[il libro
1.- L’IPOTESI DOCUMENTARIA O TEORIA DELLE FONTI da]i cinque volumi» 2 .
Nel Giudaismo, invece, per designare questi cinque libri, considerati come la
Tradizionalmente si pensava che l’autore del Pentateuco fosse Mosè. Tranne parte più importante della Bibbia ebraica, è prevalso il nome Toráh, che in ebraico
qualche voce isolata e aspramente contestata nel corso dei secoli, questa opinione significa propriamente «insegnamento», e poi correntemente «Legge» 3 , intesa come
prevalse finché, durante l’Illuminismo, non si iniziarono ad effettuare studi di criti- l’insegnamento per eccellenza. Tale denominazione, oltre a trovare giustificazione
ca letteraria sul Pentateuco. Con la critica letteraria si iniziò a vedere e a studiare la nel fatto che nel Pentateuco le sezioni che riportano delle leggi sono in effetti prepon-
Scrittura come un’opera letteraria, impiegando gli stessi metodi di ricerca utilizza- deranti rispetto a quelle narrative, ne fa comprende immediatamente la natura del suo
ti per la letteratura in genere, per determinarne la nascita, il luogo di origine, gli contenuto: la legge costituiva e la struttura giuridica di un popolo.
autori, le fonti, la composizione, lo sfondo culturale. Nella stessa Scrittura sono poi già presenti le espressioni «la Legge» 4 , «la Leg-
Tali studi presero dunque l’avvio dal momento in cui si cominciò a mettere ripe- ge del Signore» 5 , «la Legge di Mosè» 6 , «il libro della Legge 7 , il libro della Legge
tutamente in dubbio l’unicità dell’autore del Pentateuco, Mosè appunto. Sebbe- di Mosè 8 . Non è del tutto chiaro se le precedenti espressioni si riferiscono all’intero
ne a prima vista il Pentateuco appaia come un complesso abbastanza unitario, attra-
verso studi più accurati ed approfonditi si constatò che diversi dati di luogo e di
tempo in esso presenti erano incompatibili con i tempi e i luoghi della vita di Mo- 1 in greco πεντάτεuχος [βίβλος], he pentáteuchos [bíblos].
2 Il termine Pentateuco compare per la prima volta nel II sec. d.C. in Tolomeo, uno
sè. Si scoprì così che le vicende del Pentateuco più che essere raccontate da Mosè,
raccontano invece di lui. Si notarono doppioni con incongruenze, diversità di stile scrittore gnostico, e in seguito, nel III sec. d.C., in Origene (185-253 d.C.).
Tertulliano (185-220 d.C.) lo ha introdotto nella lingua latina, da cui è passato alle
e di vocabolario (la più importante: la diversità dei nomi divini), che portarono alla lingue moderne.
conclusione che il Pentateuco non poteva essere stato l’opera di una sola mano. In 3 Il termine Toráh deriva dal verbo ebraico yārāh (‫ָה‬ ‫)יָר‬, che significa “mostrare
esso erano invece presenti una pluralità di strati, cui si diede il nome di «documenti» con le dita” e quindi “insegnare”. Dunque Toráh di per sé significa “insegnamento,
o «fonti» e per i quali si cercò di stabilire l’epoca di composizione. dottrina”:
Alla fine del secolo scorso, a partire dal 1876, Julius Wellhausen giunse perciò al- - Pr 1,8: “Ascolta, figlio mio, l’istruzione di tuo padre e non disprezzare
l’insegnamento (toráh) di tua madre”;
la formulazione della cosiddetta ipotesi documentaria. Detta in poche parole, questa Quindi il termine Toráh viene inteso come un ammaestramento dato da Dio per
ipotesi afferma che il Pentateuco acquisì la sua forma attuale attraverso una serie di diventare regola di vita, ed equivale praticamente a “legge”:
tappe nelle quali, durante un periodo di tempo di diversi secoli, quattro «documen- - Es 12,49: “Vi sarà una sola legge (toráh) per il nativo e per il forestiero, che è
ti» o «fonti», originariamente indipendenti e completi, lo Jahwista (J) che usa il domiciliato in mezzo a voi”;
4 in ebraico ‫ָה‬ ‫חַתּוֹר‬, ha-Tôrāh:
nome divino YHWH, l’Elohista (E) che usa il titolo Elohîm, il Deuteronomio (D) e
il Codice o Scritto Sacerdotale (P), scritti ciascuno in epoche differenti, furono - Esd 10,3: “Si farà secondo la legge! (ha-Toráh)”;
- Ne 8,2: “Il sacerdote Esdra portò la legge (ha-Toráh) davanti
messi insieme da una serie di redattori, fino a formare una sola opera. Ognuno all’assemblea”.
dei documenti o fonti (ad eccezione del Deuteronomio) esponeva gli eventi dalla 5 in ebraico ‫ַת יהוה‬ ‫תּוֹר‬, Torát YHWH:
creazione (o comunque da Abramo) alla conquista (o comunque alla morte di Mosè). - 1Cr 22,12: “[Davide disse a Salomone]: «Ebbene, il Signore ti conceda senno e
Durante la redazione parti delle singole fonti andarono comunque perdute, cosicché intelligenza, ti costituisca re di Israele per osservare la legge del
non si possono più ricostruire integralmente. Signore (Torát YHWH) tuo Dio»“.
6 in ebraico ‫משׁה‬ ֵ ‫תּוֹרַת‬, Torát Mošéh:
- 2Cr 30,16: “[I sacerdoti e i leviti] occuparono il proprio posto, secondo le
IL PENTATEUCO: regole fissate per loro nella legge di Mosè (Torát Mošéh), uomo di
Dio”.
a) Il nome 7 in ebraico ‫ָה‬ ‫ ֶספֶר הַתּוֹר‬, séfer ha-Toráh:
Con il termine Pentateuco vengono comunemente indicati i primi cinque libri - Ne 8,3: “Tutto il popolo porgeva l’orecchio a sentire il libro della legge
(séfer ha-Toráh)”.
dell’AT: Genesi, Esodo, Levitico, Numeri, Deuteronomio. Essi sono stati trasmessi 8 in ebraico ‫משׁה‬ ֵ ‫ ֶספֶר תּוֹרַת‬, séfer Torát Mošéh:
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4 ANTICO TESTAMENTO: PENTATEUCO E LIBRI STORICI ANTICO TESTAMENTO: PENTATEUCO E LIBRI STORICI 4

blocco del Pentateuco o soltanto alle parti che contengono delle leggi, sebbene la pri- GENESI
ma ipotesi sia assai probabile. Tuttavia nel Prologo al libro del Siracide (130 a.C.
circa), si divide la Bibbia ebraica in tre parti: «la Legge, i Profeti, gli altri libri» 9 . Nome, Contenuto, Struttura
Inoltre nel NT diverse volte compare l’espressione «la Legge e i Profeti» 10 , una for-
mula ripresa dall’ambiente ebraico del tempo, e in cui senza dubbio con Legge si in- Il nome Genesi 11 in greco significa «origine». Infatti, nei primi capitoli di
dica l’insieme dei primi cinque libri dell’AT intesi come un blocco unitario e dif- questo libro vengono narrate la genesi, le origini del mondo, dell’uomo e della
ferenziato dalla letteratura profetica. cultura (capp. 1-11), e successivamente si riportano gli inizi del popolo di Israele
Quindi si può notare che la denominazione greca è stata determinata in base al- con la storia dei Patriarchi Abramo (capp. 12-25), Isacco e Giacobbe (capp. 25-36),
l’aspetto esteriore del blocco, composto di cinque libri, mentre la denominazione e la storia dei dodici figli di Giacobbe, capostipiti delle dodici tribù di Israele, con
ebraica è basata sul contenuto più importante di esso, la Legge. parti-colare riferimento alla storia di Giuseppe, il penultimo di essi (capp. 37-50).
Oltre al termine Pentateuco, si possono incontrare nella letteratura scientifica an- In ebraico si ha il nome Bereshit 12 , ripreso dalla prima parola con cui inizia il li-
che i termini Tetrateuco, che indica l'insieme dei primi quattro libri dell'AT (Genesi, bro, e che significa «In principio».
Esodo, Levitico, Numeri), ed Esateuco, che indica l'insieme dei primi sei libri del- Il libro della Genesi, che si compone di 50 capitoli, si suddivide in 2 parti princi-
l'AT (lo stesso Pentateuco più il libro di Giosuè). pali:

b) I singoli libri • La Storia delle origini (capp. 1-11):


prima sezione: gli inizi della storia umana
La lingua originale in cui è stato scritto il Pentateuco è l’ebraico. Diverse tradu- 1,1- 2,4a: la Creazione
zioni furono fatte in seguito in altre lingue, tra le quali le più antiche ed importanti 2,4b-25: il Paradiso terrestre
sono: 3: la caduta
- la traduzione greca detta La Settanta (LXX); 4: Caino ed Abele
- la traduzione latina detta La Vulgata. 5: Genealogia: da Adamo a Noè
Ogni libro possiede nomi differenti in greco e in ebraico. In greco con il titolo seconda sezione: il diluvio
si indica la parte o l’azione più importante del libro. Invece in ebraico si usa dare co- 6-9: Noè
me titolo la parola o le parole iniziali del libro, una pratica questa assai antica e molto 10: Genealogia: la Tavola dei popoli
diffusa nell’antico Vicino Oriente. (la discendenza dei figli di Noè: Sem, Cam e Iafet)
I nomi italiani derivano dalla traduzione latina della Vulgata, che a sua volta li ha 11,1-9: la Torre di Babele
mutuati dalla traduzione greca della Settanta. 11,10-32: Genealogia: da Sem ad Abramo
• La Storia dei Patriarchi (capp. 12-50):
12,1-25,18: Abramo
25,19-37,1: Isacco e Giacobbe
- Ne 8,1: “Allora tutto il popolo si radunò come un solo uomo sulla piazza 37,2-50,26: Giuseppe
davanti alla porta delle Acque e disse ad Esdra lo scriba di portare il
libro della legge di Mosè (séfer Torát Mošéh) che il Signore aveva
dato a Israele”.
9 in greco ὁ νόμος, οἱ προφήται, οἱ ἄλλοι βιβλίοι, ho nómos, hoi prophḗtai, hoi álloi
biblíoi:
- Prologo “Molti e profondi insegnamenti ci sono stati dati nella legge, nei
Sir 1-2: profeti e negli altri scritti successivi”.
10 in greco ὁ νόμος καὶ οἱ προφήται, ho nómos kái hói prophétai:
- Mt 5,17: “Non pensate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non 11 in greco Γένησις, Ghénesis.
son venuto per abolire, ma per dare compimento”. 12 in ebraico ‫ֵאשׁית‬
ִ ‫ ְבּר‬, bere’šít.
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ESODO LEVITICO

Nome, Contenuto, Struttura Nome, Contenuto, Struttura

Il nome Esodo 13 in greco significa «uscita». Nei primi capitoli di questo libro Il nome Levitico 16 deriva dal termine «Leviti», che indica i membri della tribù
viene infatti narrata l’uscita dall’Egitto, ossia la liberazione del popolo di Israele di Levi, i quali erano incaricati del culto. Il libro del Levitico, però, non ha nulla a
dalla schiavitù nel paese di Egitto operata da Dio (capp. 1-15). Il resto del libro ripor- che fare con i Leviti, di cui si parla piuttosto nel libro dei Numeri. Tuttavia, apparte-
ta il cammino del popolo verso il Sinai (capp. 16-18), il racconto dell’Alleanza del nevano alla tribù di Levi anche i sacerdoti, diretti discendenti della famiglia di Aron-
Sinai con la consegna del Decalogo, delle leggi del Codice dell’Alleanza (capp. 19- ne, fratello di Mosè e primo Sommo Sacerdote. Ed il termine «Leviti» nel greco elle-
24) e delle prescrizioni rituali riguardanti il culto (capp. 25-40). nistico, cioè nel greco del tempo della traduzione della Settanta e del NT, ha preso il
In ebraico si ha la denominazione Shemót 14 , che è la seconda parola con cui ini- significato più ristretto di «sacerdoti».
zia il libro, e che significa «I nomi» 15 . In effetti il Levitico riporta in gran parte le leggi riguardanti l’attività dei sa-
Il libro dell'Esodo, che si compone di 40 capitoli, si suddivide in 3 parti princi- cerdoti, quali i sacrifici (capp. 1-7), la loro cerimonia di investitura (capp. 8-10), il
pali: Codice di Purità (capp. 11-15), riguardante i casi in cui una persona poteva o meno
partecipare al culto, il Giorno dell’Espiazione (cap. 16), e prosegue con il Codice di
• La Liberazione dall'Egitto (capp. 1,1-15,21): Santità (capp. 17-26), concernente la santità nella vita, seguito da un’appendice con-
1: Oppressione degli Ebrei in Egitto clusiva sul riscatto degli oggetti già votati a Dio (cap. 27).
2,1-7,13: Nascita e vocazione di Mosè In ebraico si ha il nome Wayyiqrá 17 , ripreso dalla prima parola con cui inizia il
7,14-11,10: Le dieci piaghe d'Egitto libro, e che significa «E chiamò» 18 .
12,1-13,16: La Pasqua Il libro del Levitico, che si compone di 27 capitoli, si suddivide in 2 parti princi-
13,17-15,21: L'Esodo pali:
• La marcia nel deserto (capp. 15,22-18,27):
15,22-27: Le acque amare a Mara • Leggi sul culto per i sacerdoti (capp. 1-16):
16: La manna e le quaglie 1-7: I sacrifici
17,1-7: L'acqua scaturita dalla roccia a Massa e Meriba 8-10: Investitura dei sacerdoti
17,8-16: Battaglia contro Amalek 11-15: Codice di Purità
18: Incontro di Ietro e Mosè 16: Il Giorno dell'Espiazione
• L'Alleanza del Sinai (capp. 19-40): • Leggi per il popolo (capp. 17-27):
19-24: L'Alleanza 17-26: Codice di Santità
25-31: Istruzioni per la Tenda del Convegno 27: Appendice sui voti
32-34: Il vitello d'oro
35-40: Costruzione della Tenda del Convegno

13 in greco Ἔξοδος, Éxodos. 16in greco Λευιτικός, Leuitikós.


14 in ebraico ‫ְשׁמוֹת‬ , šemót. 17in ebraico ‫רא‬ ָ ‫וַיִּ ְק‬, wayyiqrá’.
15 Infatti la frase iniziale di Esodo è in ebraico ‫וְ ֵא ֶלּה ְשׁמוֹת ְבּנֵי יִ ְשׂ ָר ֵאל‬, we’élleh 18Infatti la frase iniziale del Levitico è in ebraico ‫משׁה‬
ֵ ‫וַיִּ ְק ָרא ֶאל־‬, wayyiqrá’ ‘el
šemót benéh Isra’él [= E questi sono i nomi (šemót) dei figli di Israele]. Mošéh [= E chiamò (wayyiqrá’) [il Signore] Mosè].
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NUMERI DEUTERONOMIO

Nome, Contenuto, Struttura Nome, Contenuto, Struttura

Il libro dei Numeri 19 è così chiamato per il fatto che i primi quattro capitoli ed in Il nome Deuteronomio 22 significa in greco «seconda legge» 23 . Con tale
seguito il cap. 26 enumerano i membri di ogni tribù d’Israele un anno dopo l’usci- denomi-nazione si vuole alludere al fatto che questo libro è una ripetizione, meglio
ta dall’Egitto. una 'riedi-zione', di gran parte delle leggi e della storia dei primi quattro libri del
In ebraico si ha il nome Bemidbár 20 , ripreso dalla quinta parola con cui inizia il Pentateuco. Ed in effetti ripropone in una sorta di seconda edizione il Decalogo (5,6-
libro, e che significa «Nel deserto» 21 . Tale titolo riassume in modo migliore del tito- 21) ed il Co-dice dell'Alleanza (capp. 12-26).
lo greco il contenuto del libro, che riguarda il periodo della marcia del popolo di In ebraico si ha il nome Debarím 24 , ripreso dalla seconda parola del libro, e che
Israele nel deserto. significa «Le parole» 25 .
Il libro dei Numeri, che si compone di 36 capitoli, si suddivide in 3 parti princi- In questo libro, che si compone di 34 capitoli, Mosè parla, dall'inizio alla fine, at-
pali, corrispondenti alle tre tappe nel deserto: traverso quattro grandi discorsi, al popolo d'Israele ormai alle soglie della Terra Pro-
messa. Perciò esso si può suddividere in 4 parti principali, corrispondenti ai quattro
• Preparativi per la partenza dal Sinai (capp. 1-10): grandi discorsi di Mosè:
1-4: Il Censimento
5-6: Leggi diverse • Primo discorso di Mosè (1,1-4,43):
7-8: Le Offerte 1-3: Ricordo del viaggio dal Sinai alla Transgiordania
9-10: La Pasqua e la partenza 4,1-40: Invito alla fedeltà
• Dal Sinai a Kades (capp. 11-20): 4,41-43: Le tre città di rifugio in Transgiordania
11-14: Le tappe nel deserto
15-19: Leggi diverse sul culto 22 in greco Δευτερονόμιον, Deuteronómion, che è una parola composta da δεύτερ-
20: Arrivo a Kades
ος, déuteros [=seconda] e νόμος, nómos [=legge]
• Da Kades a Moab (capp. 21-36): 23 Tale denominazione è stata favorita da un’errore di interpretazione di Dt 17,18 da
21: Le tappe in Transgiordania parte del traduttore greco della LXX:
22-24: Arrivo a Moab: Oracoli di Balaam - Dt 17,18: “Quando [il re] si insedierà sul trono regale, scriverà per suo uso in
25: Il peccato a Peor un libro una copia di questa legge (nell’originale ebraico si ha, miš-
26: Nuovo censimento néh ha-Toráh ha-zó’t) secondo l’esemplare dei sacerdoti leviti”.
a motivo del duplice significato della parola ebraica ‫שׁנֵה‬ ְ ‫ ִמ‬, mišnéh, che può signifi-
27-30: Leggi diverse care sia “secondo”, sia “copia”, invece di intendere ‫הזּוֹאת‬ ַ ‫ ִמ ְשׁנֵה ַהתּוֹ ָרה‬, mišnéh
31-36: Bottino e divisione della Terra Promessa ha-Toráh ha-zó’t, nel senso di “una copia di questa legge”, cioè di tutta la Toráh, di
tutto il Pentateuco, egli tradusse “questa seconda legge, questo Deuteronomio” (τὸ
δευτερονόμιον τοῦτο, tò deuteronómion túto), intendendo così solo il libro del Deu-
teonomio. La stessa interpretazione si ha per Gs 8,32, dove compare la stessa aspre-
sione. In effetti il libro del Deuteronomio costituisce una seconda Alleanza oltre
quella del Sinai, come è espressamente dichiarato in Dt 28,69:
- Dt 28,69: “Queste sono le parole dell’alleanza che il Signore ordinò a Mosè di
stabilire con gli Israeliti nel paese di Moab, oltre l’alleanza che ave-
19 in greco Ἀριθμοί, Arithmói. va stabilito con loro sull’Oreb [altro nome per il monte Sinai]”.
20 in ebraico ‫בּר‬ ַ ‫ ְבּ ִמ ְד‬, bemidbár. 24 in ebraico ‫רים‬ ִ ‫ ְדּ ָב‬, Debarím.
21 Infatti la frase iniziale di Numeri è in ebraico ‫בּר‬
ַ ‫וַיְַד ֵבּר יְהוָה ֶאל־מ ֶשׁה ְבּ ִמ ְד‬ 25 Infatti la frase iniziale del Deuteronomio è in ebraico ‫בּר‬ ֶ ‫ֵא ֶלּה ַה ְדּ ָב ִרים ֲא ֶשׁר ִדּ‬
‫ ִסינַי‬, waydabbér YHWH ‘el Mošéh bemidbár Sinái [= E parlò il Signore a Mosè nel ‫מ ֶשׁה‬, ‘élleh ha-deba-rím ‘ašér dibbér Mošéh [= Queste [sono] le parole (debarím)
deserto (bemidbár) del Sinai]. che disse Mosè].
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• Secondo discorso di Mosè (4,44-28,68): semplicemente «Mosè» 31 . Tuttavia, questa opinione, sebbene molto antica, sembra
4,44-49: Introduzione essere sorta solo dopo l’esilio, in quanto le denominazioni che indicano Mosè come
5-11: Il Grande Comandamento autore del Pentateuco sono presenti in libri dell’AT (Re, Cr, Ne, Sir 32 ) di
12-26: Il Codice Deuteronomico composizione tardiva, del periodo postesilico appunto (dal V sec. a.C.). Nel
27-28: Benedizioni e maledizioni. Conclusione Pentateuco stesso sono pochi i passi che vengono attribuiti a Mosè 33 . In altri
• Terzo discorso di Mosè (capp. 29-32):
29-30: Ultime esortazioni di Mosè
31,1-29: Ultime disposizioni di Mosè - Lc 24,44: [Gesù] disse: “Sono queste le parole che vi dicevo quando ero anco-
31,30-32,52: Il Cantico di Mosè ra con voi: bisogna che si compiano tutte le cose scritte su di me nel-
• Quarto discorso di Mosè (capp. 33-34): la Legge di Mosè (en té nómo Moyséos), nei Profeti e nei Sal-mi”.
30 in greco ἡ βίβλος Μωϋσέως, he bíblos Moyséos. Si vedano:
33: Le benedizioni di Mosè
34: La morte di Mosè - Mc 12,26: A riguardo poi dei morti che devono risorgere, non avete letto nel li-
bro di Mosè (en té bíblo Moyséos), a proposito del roveto, come Dio
gli parlò dicendo: Io sono il Dio di Abramo, il Dio di Isacco e di
a.- Le tradizioni su Mosè autore del Pentateuco Giacobbe (Es 3,6)?.
e i brani sul ripudio (Mt 19,3-8 e paralleli), dove le citazioni riprese dall’AT vengono
Il Pentateuco è attribuito a Mosè sia nell’AT, come si può dedurre dalle espressamente attribuite a Mosè.
denominazioni «la Legge di Mosè» 26 , «il libro della Legge di Mosè» 27 , «il libro di 31 Mt 8,4: Poi Gesù gli disse: “Guardati dal dirlo a qualcuno, ma và a mostrarti
Mosè» 28 , sia nel NT, dove si trovano alcune delle precedenti consuete espressioni, al sacerdote e presenta l’offerta prescritta da Mosè (Lv 14,1-32), e
quali «la Legge di Mosè» 29 e «il libro di Mosè» 30 , ed altre nelle quali si ha ciò serva come testimonianza per loro”.
- Mt 19,8: Rispose Gesù: “Per la durezza del vostro cuore Mosè vi ha permesso
di ripudiare le vostre mogli (Dt 24,1), ma da principio non fu così”.
26 in ebraico ‫משׁה‬
ֵ ‫תּוֹרַת‬, Torát Mošéh: - Mc 7,10: Mosè disse: Onora tuo padre e tua madre (Es 20,12; Dt 5,16), e chi
- 2Cr 23,18: Ioiadà [Sommo Sacerdote autore di una riforma sotto Ioas (835-796 maledice il padre e la madre sia messo a morte (Es 21,17; Lv 20,9).
a.C.), re di Giuda] affidò la sorveglianza del tempio ai sacerdoti e ai - Lc 24,27: E cominciando da Mosè e da tutti i profeti spiegò loro in tutte le
leviti...perché offrissero olocausti al Signore, come sta scritto nella Scritture ciò che si riferiva a lui.
legge di Mosè (Torát Mošéh). - Gv 1,45: Filippo disse: “Abbiamo trovato colui del quale hanno scritto Mosè
- 2Cr 30,16: [I sacerdoti e i leviti] occuparono il proprio posto, secondo le regole nella Legge e i Profeti, Gesù, figlio di Giuseppe di Nazaret”.
fissate per loro nella legge di Mosè (Torát Mošéh), uomo di Dio. - Rm 10,5: Mosè infatti descrive la giustizia che viene dalla legge così: L’uomo
27 in ebraico ‫משׁה‬ֵ ‫ ֶספֶר תּוֹרַת‬, séfer Torát Mošéh: che la pratica vivrà per essa (Lv 18,5).
- 2Re 14,6: Ma [Amazia, re di Giuda (796-781 a.C.)] non uccise i figli degli - 2Cor 3,15: Fino a oggi, quando si legge Mosè, un velo è steso sul loro cuore.
assassini [di suo padre Ioas, re di Giuda (835-796 a.C.)], secondo 32 In Sir 24,32, poiché se ne conosce con esattezza il periodo di composizione, si ha
quanto è scritto nel libro della legge di Mosè (séfer Torát Mošéh), l’unica affermazione su ciò cronologicamente sicura, dell’inizio del II sec. a.C.:
ove il Signore prescrive: “I padri non moriranno per i figli né i figli - Sir 24,32: Tutto questo è il libro dell’alleanza del Dio altissimo, la legge che ci
per i padri, perché ognuno morirà per il suo peccato” (Dt 24,16). ha imposto Mosè, l’eredità delle assemblee di Giacobbe.
- Ne 8,1: Tutto il popolo si radunò sulla piazza davanti al-la porta delle Acque 33 Es 17,14: Allora il Signore disse a Mosè: “Scrivi questo per ricordo nel libro”.
e disse a Esdra lo scriba di portare il libro della legge di Mosè (séfer - Es 24,4a: Mosè scrisse tutte le parole del Signore....
Torát Mošéh) che il Signore aveva dato a Israele. - Es 34,27: Il Signore disse a Mosè: “Scrivi queste parole, perché sulla base di
28 in ebraico ‫משׁה‬ֵ ‫ ֶספֶר‬, séfer Mošéh: queste parole io ho stabilito un’alleanza con te e con Israele”.
- Ne 13,1-2: In quel tempo si lesse in presenza del popolo il libro di Mosè (séfer - Nm 33,2a: Mosè scrisse i loro punti di partenza, tappa per tappa, per ordine del
Mošéh) e vi si trovò scritto che l’Ammonita e il Moabita non dove- Signore....
vano mai entrare nella comunità di Dio, perché non erano venuti in- - Dt 31,9: Mosè scrisse questa legge e la diede ai sacerdoti figli di Levi, che
contro agli Israeliti con il pane e l’acqua e perché avevano prezzola- portavano l’arca dell’alleanza del Signore, e a tutti gli anziani
to contro di loro Balaam per maledirli, sebbene il nostro Dio avesse d’Israele.
mutato la maledizione in benedizione (Dt 23,4-6). - Dt 31,24: Quando Mosè ebbe finito di scrivere su un libro tutte le parole di
29 in greco ὁ νόμος Μωϋσέως, ho nómos Moyséos: questa legge....
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8 ANTICO TESTAMENTO: PENTATEUCO E LIBRI STORICI ANTICO TESTAMENTO: PENTATEUCO E LIBRI STORICI 8

passi si afferma che Mosè parla, come in tutto il Deuteronomio, considerato una - Gen 36,31 41 menziona la realtà della monarchia, che inizierà solo alla fine del
serie di discorsi dello stesso Mosè, ma non viene detto nulla sulla redazione del libro. II millennio a.C., con Saul e Davide
In parecchi casi si afferma: «Dio parlò a Mosè...», ma anche qui nulla è detto sulla - in Nm 21,14 42 si menziona una fonte che contiene materiale sull’esodo e la
redazione degli scritti che attualmente possediamo. È possibile che i Profeti marcia nel deserto, fonte evidentemente non scritta da Mosè e a lui posteriore
preesilici conoscessero almeno alcune parti del Pentateuco, ma mai ne fanno - i territori ad oriente del Giordano vengono regolarmente indicati essere «sul-
citazioni dirette e sicure, né menzionano mai Mosè 34 . l’altra riva del Giordano» 43 , il che presuppone che chi scrive viva in Palestina, do-
Non si è quindi in possesso di nessun elemento che permetta di affermare che ve Mosè non poté mai entrare.
l’attribuzione del Pentateuco a Mosè fosse corrente prima del IV sec. a.C. Sono inoltre presenti diversi passi paralleli e contraddittori che escludono
Inoltre, vi sono dei passi che a motivo delle loro incongruenze spaziotemporali l’unicità dell’autore:
sembrano provare che Mosè non possa essere stato l’autore del Pentateuco: - si hanno due racconti della Creazione (Gen 1,1-2,3 e Gen 2,4-25), diversi per
- Dt 34, l’ultimo capitolo del libro, descrive la morte di Mosè e non può perciò l’impostazione di fondo e per l’ordine degli elementi creati; nel primo racconto Dio
essere opera sua viene sempre detto «Elohîm» e nel secondo «Yahwèh Elohîm»; nel primo brano si
- la formula «Fino al giorno d’oggi» 35 , che ricorre in diversi contesti 36 , fa un hanno 6 giorni di creazione più uno di riposo, nel secondo si ha un solo giorno
confronto tra i tempi di chi scrive e quelli di Mosè - la narrazione del diluvio (Gen 6-8) sembra essere il risultato della fusione di due
- la formula «In quei tempi i Cananei abitavano nel paese», che appare due racconti, in cui per uno esso dura 40+21 giorni e appaiono 7 coppie per ogni animale
volte 37 , fu certamente scritta in un’epoca, posteriore a Mosè di alcuni secoli, nella puro, mentre per l’altro dura 12 mesi e 10 giorni e appare una sola coppia per ogni
quale la terra di Canaan era ormai di Israele animale puro
- in Gen 40,15 38 Canaan è «il paese degli Ebrei», un anacronismo evidente, co- - due racconti sulla rivelazione del Nome divino a Mosè (Es 3 e 6)
me il precedente e per il quale vale la stessa argomentazione. La stessa denomina zio- - due racconti sull’origine del nome Bersabea, che in Gen 21,31 si dice
ne si ritrova solo più tardi, in epoca filistea significhi ‘pozzo del giuramento’ e in Gen 26,33 ‘Sette pozzi’
- sono anche presenti degli anacronismi nelle denominazioni geografiche: si fa - in Es 12, per il racconto della Pasqua, si usa il calendario neobabilonese, che
menzione della città di Dan 39 , che avrà questo nome solo in Gdc 18,29 40 faceva iniziare l’anno in primavera, mentre altrove si usa il calendario cananeo, per il
quale l’anno inizia in autunno.
34 Tranne il passo di Mi 6,4, che sembra però essere un’inserzione tardiva:
- Mi 6,4: Forse perché ti ho fatto uscire dall’Egitto, ti ho riscattato dalla casa - Dt 34,1: Poi Mosè salì dalle steppe di Moab sul monte Nebo, cima del Pisga,
di schiavitù e ho mandato davanti a te Mosè, Aronne e Maria?. che è di fronte a Gerico. Il Signore gli mostrò tutto il paese: Gàlaad
35 in ebraico ‫ֶה‬
‫ ַעד ַהיּוֹם ַהזּ‬, ‘ad ha-yom ha-zeh. fino a Dan.
36 Dt 3,14: Iair, figlio di Manàsse, prese tutta la regione di Argob, sino ai 40 Gdc 18,2 Poi i Daniti ricostruirono la città e l’abitarono. La chiamarono Dan
confini dei Ghesuriti e dei Maacatiti, e chiamò con il suo nome i dal nome di Dan loro padre, che era nato da Israele; ma prima la
villaggi di Basan, che anche oggi si chiamano Villaggi di Iair. città si chiamava Lais.
- Dt 34,6: Fu sepolto nella valle, nel paese di Moab, di fronte a Bet-Peor; 41 Gen 36,31: Questi sono i re che regnarono nel paese di Edom, prima che
nessuno fino ad oggi ha saputo dove sia la sua tomba. regnasse un re degli Israeliti.
37 Gen 12,6: Abram attraversò il paese fino alla località di Sichem, presso la 42 Nm 21,14: Per questo si dice nel libro delle Guerre del Signore....
Quercia di More. Nel paese si trovavano allora i Cananei. 43 in ebraico ‫דּן‬
ֵ ‫ ְבּ ֵע ֶבר ַהיַּ ְר‬, be’éber ha-yardén:
- Gen 13,7: Per questo sorse una lite tra i mandriani di Abram e i mandriani di - Gen Quando arrivarono all’Aia di Atad, che è al di là del Giordano,
Lot, mentre i Cananei e i Perizziti abitavano allora nel paese. 50,10: fecero un lamento molto grande e solenne e egli celebrò per suo
38 Gen 40,15: ...perché io sono stato portato via ingiustamente dal paese degli padre un lutto di 7 giorni.
Ebrei... - Nm 22,1: Poi gli Israeliti partirono e si accamparono nelle steppe di Moab,
39 Gen 14,1 Quando Abram seppe che il suo parente era stato preso prigioniero, oltre il Giordano verso Gerico.
organizzò i suoi uomini esperti nelle armi, schiavi nati nella sua - Dt 1,1: Queste sono le parole che Mosè rivolse a tutto Israele oltre il
casa, in numero di trecentodiciotto, e si diede all’inseguimento fino Giordano, nel deserto, nella valle dell’Araba, di fronte a Suf, tra
a Dan. Paran, Tofel, Laban, Cazerot e Di-Zaab.
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9 ANTICO TESTAMENTO: PENTATEUCO E LIBRI STORICI ANTICO TESTAMENTO: PENTATEUCO E LIBRI STORICI 9

Infine, tra le diversità di vocabolario, la più importante riguarda la diversità nei d.- L’ipotesi complementare
nomi propri di Dio, a volte detto Yahwèh, a volte Elohîm e a volte Yahwèh Constatando la profonda unità del libro della Genesi, questa ipotesi, il cui più
Elohîm: noto rappresentante è H. Ewald (1804-1875), nasce dal rifiuto della precedente, e
Gen Es Lv Nm Dt postula l’esistenza di una fonte unitaria (Grundschrift), l’Elohista, in seguito
completata dall’aggiunta, a mo’ di complemento, di diversi testi provenienti da
Yahwèh 145 393 310 387 547 1782
altre fonti più tardive, tra i quali lo Jahwista.
Elohîm 165 56 10 10 241
e.- L’ipotesi documentaria classica
Yahwèh Elohîm 20 1 21
Esponenti principali sono E. Reuss (1804-1891) e il suo discepolo K.H. Graf
Come si vede dalla precedente tabella, il nome Elohîm è assente nel Levitico ed (1815-1869). Si ammette l’esistenza di una fonte Jahwista, la più antica, e si divide
usato raramente in Esodo, Numeri e Deuteronomio, mentre Yahwèh Elohîm è usato l’Elohista in due fonti: l’Elohista in senso stretto e la fonte sacerdotale, detta P
praticamente solo nella Genesi. Si deve perciò concludere che nel Pentateuco vi sono (dal tedesco Priesterkodex), la fonte più recente. P era preceduta dal Deuteronomio,
molteplici elementi che contrastano con l’attribuzione della redazione del Penta- detta fonte D.
teuco a Mosè, mentre non ve ne è alcuno che provi tale attribuzione. Il Pentateuco, Julius Wellhausen (1844-1918), discepolo di Ewald, dette all’ipotesi documenta-
dunque, non è stato composto di getto e da una sola persona, ma è il frutto di un ria la sua struttura classica e definitiva (a partire dal 1876):
lungo e complesso processo di redazione, di composizione. - la fonte più antica è lo Jahwista (J), composta al sud, in Giuda, durante l’epoca
Parte degli elementi visti sopra erano già stati notati anticamente da scrittori anti- monarchica, intorno ai sec. X-IX a.C.
cristiani (Porfirio (232-304 d.C.) e Celso (II metà del II sec. d.C.)), da commentatori - la fonte Elohista (E) è di poco posteriore, composta al nord, nel regno di Israele,
medievali ebraici (Ibn Ezra di Toledo, sec. XIII d.C.), ed in seguito da protestanti intorno al IX sec. a.C. Dopo la distruzione del regno del nord nel 721 a.C., tutto
(Karlstadt (1480-1541)), da ebrei (Spinoza (1632-1677)) e cattolici (R. Simon (1638- questo materiale viene portato in Giuda, dove E viene fuso con J per dar luogo al
1712)), i quali erano tutti arrivati alla conclusione che Mosè non poteva essere l’auto- documento Jehovista (JE)
re del Pentateuco. - la terza fonte è il Deuteronomio (D), che s’identifica con la maggior parte del-
A partire dall’Illuminismo (sec. XVIII) vengono proposte diverse ipotesi e teorie l’omonimo libro. Il libro del Deuteronomio fu pubblicato, secondo l’opinione tradi-
che tendono a spiegare le incongruenze presenti nel testo biblico. zionale, nel 622, all’inizio della riforma religiosa di Giosia (640-609), re di Giuda,
b.- L’ipotesi documentaria antica quando venne scoperto nel Tempio un «Libro della Legge», il Deuteronomio ap-
punto (2Re 22-23). In realtà esso fu composto dai sacerdoti sotto Manasse (687-642
I primi a formulare, in modo indipendente uno dall’altro, questa ipotesi furono il a.C.), re di Giuda, o piuttosto sotto il figlio Giosia, per promuovere una riforma reli-
pastore protestante tedesco H.B. Witter (1683-1715) nel 1711 e il medico cattolico giosa. L’episodio del ritrovamento nel Tempio fu semplicemente una pia fraus. Un
francese J. Astruc (1684-1766) nel 1753. Partendo dalla constatazione che nel libro redattore del tempo dell’esilio unì D a JE. Una scuola dipendente da esso sia sul
della Genesi in alcuni passi Dio è chiamato Yahwèh ed in altri Elohîm, se si uniscono piano stilistico che ideologico, la cosiddetta scuola deuteronomista, rielaborò inoltre
tutti i passi in cui ricorre lo stesso nome divino, si ottengono due documenti i Profeti anteriori (Giosuè, Giudici, 1 e 2 Samuele, 1 e 2 Re).
sostanzialmente paralleli. Questi documenti, preesistenti a Mosè, furono da lui - l’ultima fonte è il «Codice sacerdotale» (P), in buona parte opera del profeta
utilizzati come fonti per comporre il libro della Genesi, e con ciò si spiegano le sacerdote Ezechiele e della sua scuola, che lo elaborò durante l’esilio (VI sec.
contraddizioni presenti nel testo biblico. Le due fonti o documenti furono chiamate d.C). Intorno al 458 a.C. Esdra porta con sé al ritorno dall’esilio questo documento a
rispettivamente Jahvista ed Elohista. Gerusalemme e nel 444 a.C. lo legge in forma solenne al popolo (Ne 8-9). È probabi-
c.- L’ipotesi frammentaria le che vi abbia portato anche il rimanente del Pentateuco. Alla fine del sec. V a.C.
un redattore sacerdotale fonde insieme P con JE+D.
Principale esponente di questa teoria è W.M.L. De Wette (1780-1849). Non si
Si noti che le date proposte sono approssimative e si riferiscono ovviamente alla
parla di fonti, ma di frammenti isolati, e se ne individuano ben 39, che furono messi
redazione finale della singola fonte e non pregiudicano così la possibile presenza
insieme da un redattore per comporre l’intero Pentateuco.
di materiali più antichi.
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10 ANTICO TESTAMENTO: PENTATEUCO E LIBRI STORICI ANTICO TESTAMENTO: PENTATEUCO E LIBRI STORICI 10

f.- Le singole fonti * L’Elohista (E)

* Lo Jahvista (J) Caratteristiche:


Di questa fonte sono giunti fino a noi soltanto scarsi frammenti, per cui alcuni
Caratteristiche: studiosi ne hanno addirittura negato l’esistenza, a cominciare da W. Rudolph
- insieme all’Elohista (E), si distingue dalle altre fonti per il suo carattere (1891-1987) negli anni ‘30, mentre altri considerano i suoi materiali come comple-
eminentemente narrativo menti di J.
- a differenza di E, presenta pochi testi giuridici Oltre le caratteristiche dette prima in rapporto a J, si deve notare che in E manca
- Dio è chiamato con il suo nome proprio Jahwèh una narrazione delle origini, ed allora si pensava fino a poco tempo fa che iniziasse
- il monte Sinai viene sempre indicato con tale nome (in E e Dt Oreb) in Gen 15 (l’Alleanza di Dio con Abramo con il rituale degli animali squartati), costi-
- chiama gli abitanti della Palestina Cananei (in E e Dt Amorrei) tuendo il parallelo di Gen 12 (la vocazione di Abramo). Ma allo stato attuale questa
- il suocero di Mosè è chiamato Re’uel ( in E Ietro). ipotesi non è più accettata, col risultato che non si può neanche dire dove E inizi!
Schema. J è una specie di teologo della storia: nell’ambito della storia secolare, Scopo. In E non vi è traccia di problematica storico-politica, per cui vi è maggiore
profana vede svilupparsi l’opera di Dio, vero motore della storia. Il materiale freschezza nel trasmettere le tradizioni antiche, ed è invece pronunciata la
utilizzato da J è stato ordinato secondo uno schema dinastico (Abramo, Isacco, problematica teologica e morale. E preferisce presentare i contatti tra Dio e gli
Giacobbe, Giuseppe), cui segue l’itinerario dell’Esodo e della Conquista, e con la uomini mediati da angeli e apparizioni in sogno, a differenza di J, che non aveva
premessa della narrazione delle origini (Gen 1-11) si completa lo schema. problema nel presentare i Patriarchi a diretto contatto con Dio. Abbondano elementi
Scopo. La raccolta dello J può considerarsi uno scritto apologetico, inteso a miracolosi per glorificare il Dio di Israele. Ai grandi personaggi che avevano un
giustificare e legittimare la monarchia sorta in Israele. Abramo è visto così come rapporto particolare con Dio è attribuito il titolo di ‘profeta’ (Abramo in Gen 20,7 45
l’antenato spirituale di Davide e nella persona di questo re si adempie l’antica e Mosè in Dt 34,10-12 46 ). E è inoltre contro il culto cananeo, e ciò si ricollega con
promessa fatta ad Abramo (cfr. Gen 12,2 e 2Sam 7,9b 44 ). J avrebbe compilato a la predicazione dei profeti, dalla fine del sec. IX all’inizio del sec. VI.
favore dei sostenitori dell’istituto monarchico, con cui si era schierato, una raccolta Data e luogo. Il luogo di composizione è il nord per la menzione prevalente dei
di antiche tradizioni, che opportunamente commentate davano alle loro tesi un luoghi di tale regione, e l’epoca è quella dei profeti, prima della caduta di
fondamento ideologico-teologico: la nuova istituzione centralizzatrice, concepita e Samaria nel 721, data dopo la quale il materiale di E sarebbe stato trasferito al sud.
realizzata da Davide, era pienamente conforme alla volontà di Dio, manifestata
mediante oracoli già in passato. * Il Deuteronomio (Dt)
Data e luogo. J sarebbe così stato composto ai tempi di Davide e Salomone, Caratteristiche:
ovviamente con possibilità di rielaborazioni posteriori. Il sud, il Regno di Giuda, è il - abbondano le locuzioni stereotipate, quali:
luogo probabile di composizione, per la fissazione delle dimore dei Patriarchi al sud, . «con tutto il cuore e con tutta l’anima»,
e per la simpatia per la causa di Davide. che contraddistingue l’amore per Dio

45 Gen 20,7: [Dio venne da Abimèlech di notte, in sogno, e gli disse:] “...Ora
44 Gen 12,2: Farò di te un grande popolo e ti benedirò, renderò grande il tuo restituisci la donna di quest’uomo: egli è un profeta...”.
nome e diventerai una benedizione. 46 Dt Non è più sorto in Israele un profeta come Mosè – lui con il quale il
- 2Sam Così dice il Signore degli eserciti: Io ti presi dai pascoli, mentre 34,10-12: Signore parlava faccia a faccia – per tutti i segni e prodigi che il
7,8-9: seguivi il gregge, perché tu fossi il capo d’Israele mio popolo; sono Signore lo aveva mandato a compiere nel paese di Egitto, contro il
stato con te dovunque sei andato; anche per il futuro distruggerò faraone, contro i suoi ministri e contro tutto il suo paese, e per la
davanti a te tutti i tuoi nemici e renderò il tuo nome grande come mano potente e il terrore grande con cui Mosè aveva operato davanti
quello dei grandi che sono sulla terra. agli occhi di tutto Israele. .
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11 ANTICO TESTAMENTO: PENTATEUCO E LIBRI STORICI ANTICO TESTAMENTO: PENTATEUCO E LIBRI STORICI 11

. «il luogo che Jahwèh ha eletto per farvi dimorare il proprio Nome», Però una tale divisione tra diritto sacrale e secolare è dubbia in quanto il mondo
per indicare il Tempio di Gerusalemme, il santuario centrale orientale antico che non conosceva una siffatta distinzione: il culto e la vita di ogni
. «con mano potente e braccio teso», giorno erano intimamente legati e la violazione di una norma rituale era considera-
per descrivere la potenza di Dio ta allo stesso livello di quello di una norma etica. Così il sacrilegio e l’omicidio veni-
- la forma è omiletica: l’opera si presenta come un discorso pronunciato da Mosè vano equiparati dal punto di vista della pena: infatti il sacrilegio distruggeva le basi
agli Israeliti stesse della comunità e l’omicidio era considerato un’offesa diretta a Dio, il datore
- abbondano le esortazioni in seconda persona, singolare o plurale della vita.
- sono presenti alcuni concetti teologici particolari: quale quello della remune- A. Alt (1883-1956) distinse meglio e per l’intero Pentateuco, tra:
razione, per cui il giusto raccoglie benessere materiale e beni spirituali, mentre il - norme apodittiche, ossia formulate in modo apodittico, che contengono un co-
peccatore la rovina; particolari note di umanità, come per esempio ciò che riguarda mando o un divieto, usano in genere la seconda persona, e riguardano il culto, la
la posizione della donna (Dt 20-23) morale e la religione 49 .
- oltre le caratteristiche in comune con E, le sue caratteristiche linguistiche ed - norme casuistiche, ossia formulate casisticamente, che cercano di contemplare
ideologiche hanno notevole uniformità. e prevedere tutte le situazioni, i casi che possono insorgere in seguito a un’azione o a
Origine un’omissione, e sono caratterizzate dalla formula iniziale con le particelle condi-
Anticamente già Atanasio (295-373 d.C.), Girolamo (340-420 d.C.) e Crisostomo zionali kî o’im 50 [=se, qualora, posto che], dalla terza persona e dallo stile prolis-
(334-407 d.C.) avevano posto il contenuto del Dt in relazione con la riforma religiosa so. Tale tipo di leggi sono comuni a tutto l’antico Vicino Oriente, fin dalle epoche
del re Giosia, verso il 622 a.C., di cui si parla in 2Re 22-23 e 2Cr 34-35. Tale tesi fu più antiche, e non si riferiscono mai a leggi morali o cultuali 51 .
ripresa da de Wette (1780-1849), con forti argomenti a suo sostegno: Tuttavia tale distinzione, pur valida, non deve essere assolutizzata, in quanto si
- in primo luogo, elemento già notato dai summenzionati scrittori antichi, esistono hanno delle leggi miste, ossia che riassumono i due tipi di formulazione, e delle leggi
strettissimi parallelismi tra le leggi del Dt e «il Libro della Legge» scoperto nel che presentano delle formulazioni particolari, quali la pena di morte (Es 21,12.15.
Tempio nel 622 a.C. (2Cr 34,14-21), alla base della riforma religiosa del re Giosia: 17; Lv 20,2), le maledizioni (Dt 27,16-26) e la legge del taglione (Es 21,22-25).
. le minacce della profetessa Culda, consultata da Giosia, di 2Re 22,16-17 sono in
relazione alle maledizioni di Dt 27-28
. la riforma di Giosia ricalca motivi tipici del Dt: la centralizzazione del culto
nell’unico santuario legittimo di Gerusalemme (2Re 23,5-9//Dt 12 e 16); condanna e
48 in ebraico ‫ִים‬‫ִשׁ ָפט‬
ְ ‫מ‬.
49 Lv Qualunque Israelita scanna un bue o un agnello o una capra entro il
eliminazione dei culti pagani, quali i culti astrali (2Re 23,4-11//Dt 17,2-7), i culti 17,3-4: campo o fuori del campo e non lo conduce all’ingresso della tenda
sulle cosiddette «alture» per mezzo di pali o alberi sacri e di stele sacre (2Re 23,4- del convegno per presentarlo come offerta al Signore davanti alla
5.13-19//Dt 12,2-3 e 16,21-22), la prostituzione sacra (2Re 23,7//Dt 23,18-19). Dimora del Signore, sarà considerato colpevole di delitto di sangue:
- inoltre lo stile e i contenuti del Dt sono presenti anche nei libri storici detti ha sparso il sangue e questo uomo sarà eliminato dal suo popolo.
Profeti anteriori (Giosuè, Giudici, 1 e 2 Samuele, 1 e 2 Re), scritti evidentemente - Dt 27,17: Maledetto chi sposta i confini del suo prossimo!.
50 in ebraico ‫כּי‬
ִ e ‫ ִאם‬rispettivamente.
non da Mosè, ma dopo di lui. 51 Es 21,2-6: Quando [‫כּי‬ ִ , kî] tu avrai acquistato uno schiavo ebreo, egli ti servirà
Tipi di leggi per sei anni e nel settimo potrà andarsene libero, senza riscatto. Se
F. Horst (1896-1962) pensò di riscontrare una terminologia diversa per le leggi [‫אם‬ִ , ‘im] è entrato solo, uscirà solo; se [‫ ִאם‬, ‘im] era coniugato, sua
riportate nel Dt: moglie se ne andrà con lui. Se [‫אם‬ ִ , ‘im] il suo padrone gli ha dato
moglie e questa gli ha partorito figli o figlie, la donna e i suoi figli
- il termine hūqqîm 47 [=statuti] viene usato per il diritto sacrale saranno proprietà del padrone ed egli se ne andrà solo. Ma se [‫אם‬ ִ,
- il termine mišpātîm 48 [=giudizi] viene invece impiegato per norme che ‘im] lo schiavo dice: Io sono affezionato al mio padrone, a mia
riguardano la vita di tutti i giorni. moglie, ai miei figli; non voglio andarmene in libertà, allora il suo
padrone lo condurrà davanti a Dio, lo farà accostare al battente o
allo stipite della porta e gli forerà l’orecchio con la lesina; quegli
47 in ebraico ‫ִים‬
‫ ֻהקּ‬. sarà suo schiavo per sempre.
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12 ANTICO TESTAMENTO: PENTATEUCO E LIBRI STORICI ANTICO TESTAMENTO: PENTATEUCO E LIBRI STORICI 12

* L’opera storiografica deuteronomistica (Dtr) Sebbene P dovrebbe così apparire una fonte unitaria, al suo interno si trovano
Il Deuteronomio e la sezione dei libri storici detti Profeti anteriori (Giosuè, delle contraddizioni, che provano come anch’essa abbia avuto una storia alquanto
Giudici, 1 e 2 Samuele, 1 e 2 Re) costituiscono un’opera storiografica autonoma, movimentata con vari secoli di tradizione.
chiamata deuteronomistica, in quanto una scuola dipendente dal Dt sia sul piano La cronologia. Appare come uno degli elementi più caratteristici di P. Nelle ci-
ideologico che linguistico rielaborò questi ultimi libri. fre riportate prendono forma alcuni criteri teologici e rituali in parte chiari e in par-
Almeno il libro dei Giudici e i due libri dei Re sono stati rielaborati in maniera te ancora da scoprire. Per esempio, gli atti divini fondamentali nella storia della sal-
che di volta in volta un antico episodio o un’antica notizia si trovino inseriti in un vezza stanno all’inizio di ogni nuovo periodo della storia umana e a volte sono ac-
contesto che rivela chiaramente il lessico e l’ideologia del quinto libro del Pentateu- compagnati dalla celebrazione di un’alleanza, di una berít. Si ha dunque un rapporto
co. Invece il libro di Giosuè e i due libri di Samuele non sono stati oggetto di una costante tra la periodizzazione della storia umana e la sua cronologia. Non solo
tale rielaborazione globale, ma presentano ampie sezioni, spesso interi capitoli, ope- la cronologia è stata elaborata con grande cura, ma è stata anche inserita in una strut-
ra della redazione deuteronomistica, che sono inserite in punti chiave del testo attua- tura organica che continua in tutto l’AT, fino al libro di Daniele.
le, in modo da costituire una spiegazione di quanto precede o segue. Un esempio di cronologia P é costituito dalle formule di toledót (v. sotto).
Il risultato di una tale redazione consiste in un testo storiografico continuativo, Ma ciò che interessa P più di ogni altra cosa è la costituzione del culto legittimo
nel quale vengono citate le antiche fonti da cui si attinge, ma dove la chiave di inter- e dei suoi sacerdoti, nonché del popolo presso cui viene praticato. Per cui per P il
pretazione della lettura è data dalla redazione, ossia dai commenti esplicativi in- momento culminante della storia è la teofania del Sinai, dove tutto ciò avviene.
trodotti e dalla disposizione del materiale. Per il deuteronomista (il redattore/i di tale Inoltre in P vi è un elevato concetto della trascendenza divina (solo Mosè può
opera storiografica) il punto chiave del giudizio nei confronti delle persone e degli vedere Dio di spalle), e la figura del mediatore fra Dio e l’uomo sembra ora essere
avvenimenti è la riforma di Giosia, come per il Dt: la storia passata del popolo vie- una necessità, in quanto si ha ora a che fare con Jahwèh, il Dio di Israele, in tutta la
ne giudicata in base alla maggiore o minore fedeltà dei monarchi o del popolo ai det- sua maestà e trascendenza, e quindi in tutta la sua distanza. Tuttavia non mancano
tami posti da tale riforma, anzi tutta la storia viene interpretata come un alternarsi di numerosissimi antropomorfismi e antropopatismi, ossia la tendenza a descrivere
riforme in senso deuteronomistico e di antiriforme, ed anche le parole dei profeti, Dio per mezzo di azioni, di atteggiamenti e di sentimenti tipicamente umani (cammi-
adempiutesi nell’esilio, vengono intese come miranti ad una conversione nel senso nare, adirarsi).
voluto da tale riforma.
Data e luogo. P si colloca alla fine del processo di formazione del Pentateuco, nel
Scopo. Scopo della redazione deuteronomistica non è la passione storiografica, periodo che segue l’esilio babilonese, anche se sono presenti materiali indubbiamente
bensì la necessità di spiegare teologicamente la rovina dei due regni. preesilici dovuti ad ambienti vicini al Tempio di Gerusalemme.
Data e luogo. Non è facile stabilire dove tale opera sia stata composta, se
durante l’esilio in Babilonia o tra i superstiti rimasti in Palestina. 2.- LA STORIA DELLE FORME: I GENERI LETTERARI

* Il Codice Sacerdotale (P) Un passo molto importante nella direzione di una comprensione più adeguata del-
la Bibbia fu fatto attraverso il riconoscimento della presenza nella Scrittura di diversi
Caratteristiche: generi letterari, che sono le varie forme, i diversi modi di scrivere comunemente
È il documento che si riconosce più facilmente per: usati dagli uomini di una data regione in una determinata epoca storica.
- il lessico relativamente costante Le scoperte archeologiche operate alla fine del secolo scorso e all’inizio di
- lo stile solenne questo, e soprattutto la decifrazione dei documenti ritrovati, permisero di conoscere
- l’amore per gli elementi connessi al culto: liturgia, rituali, istituzioni, per cui sempre più e sempre meglio l’antico Vicino Oriente.
elementi centrali sono l’istituzione del sabato, delle prescrizioni alimentari e della Così si constatò che la Bibbia non era un documento letterario isolato dal mondo
circoncisione in cui era sorto, e si iniziarono a fare confronti con gli scritti rinvenuti che permisero
- il titolo caratteristico di Dio è El Shaddai, Dio Onnipotente di riscontrare affinità e dissomiglianze, tratti comuni e divergenze.
- le genealogie.

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13 ANTICO TESTAMENTO: PENTATEUCO E LIBRI STORICI ANTICO TESTAMENTO: PENTATEUCO E LIBRI STORICI 13

La Bibbia costituisce la raccolta della letteratura di un popolo. Infatti è formata da Fin dai tempi più antichi i vari momenti della vita, come il lavoro, la festa, il
più libri e contiene differenti tipi di letteratura o generi letterari: scritti storici, rac- raccolto, il banchetto, l’amore, il matrimonio, la polemica con l’avversario, la
conti brevi, composizioni in poesia, detti sapienziali, leggi, oracoli profetici, aggiunte vittoria, la sventura, la morte furono accompagnati dai canti. Il popolo affidò al canto
redazionali, lettere, parabole, scritti apocalittici. l’espressione della sua gioia e delle sue angustie, in solennità di corte o del santuario,
Ognuno di tali tipi di letteratura ha le sue specifiche regole d’interpretazione: un nelle sconfitte militari o in altre sventure. Molti di tali canti sono confluiti nel libro
brano in poesia è differente da materiale storico o legislativo. dei Salmi, il cui soggetto può essere l’individuo o la comunità, anche se spesso tali
H. Gunkel (1862-1932) introdusse lo studio dei generi letterari, una teoria co- soggetti sono così strettamente uniti che è difficile stabilire chi parli nel salmo: sotto
nosciuta anche con il termine tedesco Formgeschichte o Storia delle Forme. Egli un solo «io» può rivolgersi a Dio l’intera comunità, eventualmente rappresentata dal
mise in rilievo il fatto che nell’AT, in modo analogo a quanto si verificava nella lette- re come suo capo, come anche nel «noi» della comunità può trovarsi ogni israelita
ratura orientale antica, per trattare un determinato argomento, un determinato tema che sta personalmente davanti a Dio. Le forme fondamentali dei Salmi sono il canto
veniva impiegato il medesimo modo di esprimersi: in relazione a determinati argo- di lode (inno), la lamentazione ed il canto di ringraziamento.
menti esistevano dei modi di dire stereotipi, dei generi letterari appropriati. Esi- Anche le parole profetiche, spesso introdotte da particolari formule di annuncio e
steva un rapporto fisso, una relazione determinata tra ciò che si voleva dire e il che proclamano l’intervento di Dio per giudicare o salvare, sono per lo più in
modo in cui lo si esprimeva, tra il contenuto, l’oggetto e la forma letteraria con cui forma poetica. Un genere letterario fondamentale del discorso profetico è dunque la
lo si esprimeva. parola di giudizio, che sovente si presenta in forma bipartita, costatando il peccato
Lo scopo del nuovo metodo così introdotto consisteva dunque nel riconoscere i e annunciandone la punizione. Viene fatta soltanto l’imputazione, mentre la
vari generi letterari usati e nello scoprirne la struttura. Di un determinato genere relativa punizione rimane in una prospettiva non ben precisata, seppur non meno
letterario si trattava di separarne i singoli elementi che lo costituivano, di racco- minacciosa. Si ha così un crescendo di minacce, di rimproveri, di ammonimenti, a
glierne le locuzioni, le espressioni e i termini tipici, di scoprirne i motivi ispiratori e volte rafforzati da veementi «guai», volti a ridestare negli ascoltatori la coscienza
di tracciarne le variazioni nel corso del tempo, elaborando pertanto una storia di quel- della colpevolezza. L’annunzio della punizione è invece più preciso quando la
la determinata forma o genere letterario. trasgressione è pubblica e palese, e nell’annuncio della sciagura viene coinvolto
Inoltre bisognava tenere conto anche della situazione concreta, dell’ambientazio- direttamente l’interessato. Tuttavia al verdetto di condanna si accompagna l’annuncio
ne nella vita, della situazione vitale (Sitz im Leben) nella quale si trovava l’autore della salvezza divina. L’altro genere letterario fondamentale del discorso profetico è
della specifica forma in esame. così la parola di promessa o di salvezza.
Infatti non solo il soggetto trattato e la sua modalità espressiva si condizionano a Ai generi letterari in prosa appartengono i generi del trattato, del documento,
vicenda, ma anche il Sitz im Leben e il genere letterario: contenuto, forma e situa- della lista, della lettera, del testo legislativo, dell’ordinamento cultuale, pure oggi
zione vitale non si possono separare l’uno dall’altro se si vuole comprendere comuni. Ma nei libri storiografici vi sono i generi della saga, della leggenda, della
correttamente il testo biblico. favola e del mito, ormai estranei alla nostra mentalità.
A un medesimo genere letterario appartengono dunque tutte quelle La saga, similmente alla leggenda, nell’etnologia e nella storia delle religioni, è il
composizioni che presentano certe caratteristiche costanti di forma (stile, scelta ricordo di un fatto che può realmente essere avvenuto, ma in epoca preistorica,
dei vocaboli), di contenuto e di ambientazione (la scuola profetica o sapienziale, il di cui si possiedono solo materiali tradizionali di tipo popolare.
protocollo di corte, il culto). Si ha a che fare con la storiografia, ossia con il modo di fare storia, di gruppi etni-
Una prima indicazione sui generi letterari dell’AT consiste nel dividerlo tra opere ci non ancora giunti a una maturità storiografica, che consenta l’esame critico del
in prosa ed opere in poesia. proprio passato, in quanto condizione, presupposto e spiegazione di determinate si-
I detti (in ebraico mashál [=massima, proverbio, sentenza, detto]), pronunciati nei tuazioni presenti.
momenti più importanti della vita del singolo o della comunità sono le forme La saga, e lo stesso vale per la leggenda, non vuole in primo luogo riferire co-
poetiche più brevi. Determinazioni giuridiche fondamentali e importanti me sono avvenuti i fatti, sebbene in molti casi tratti fatti storici. Non è interessata a
dichiarazioni cultuali e furono formulate sotto forma di sentenze, ed esperienze varie ciò che un avvenimento ha di specifico e di unico, bensì a quanto di emblematico, di
dell’esistenza nel mondo furono depositate in proverbi (proverbi popolari, universalmente umano si manifesta in esso.
indovinelli, sentenze particolari) e poi ordinate insieme.
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14 ANTICO TESTAMENTO: PENTATEUCO E LIBRI STORICI ANTICO TESTAMENTO: PENTATEUCO E LIBRI STORICI 14

Caratteristica principale della saga e della leggenda è di riportare in primo Per il von Rad l’Esateuco (il Pentateuco più il libro di Giosuè) si sarebbe formato
piano ciò che ha valore esemplare o para-digmatico: il suo centro di interesse è la sviluppandosi progressivamente sullo schema del «piccolo credo storico» di Dt
persona, l’uomo di Dio (Mosè, Samuele, Davide, i profeti). La sua intenzione non è 26,5-9 52 , da lui ritenuto (a torto!) uno dei passi più antichi dell’AT:
di presentare il comportamento straordinario o moralmente buono di tali personaggi, 1) Giacobbe; 2) schiavitù; 3) esodo; 4) ingresso nella Terra Promessa.
bensì di mostrare attraverso di essi la potente azione di Dio, al quale essi si sono In seguito, al tempo della monarchia, fu aggiunta da J la tradizione del Sinai, da
abbandonati nell’obbedienza e nella fiducia. von Rad considerata indipendente dalla precedente.
L’interesse di tali generi non si orienta propriamente al passato, ma essi fanno sì Il Sitz im Leben delle due tradizioni, quella contenuta nel piccolo credo storico e
che l’attuale ascoltatore o lettore riconosca nel racconto se stesso, i suoi propri quella del Sinai, sarebbe cultuale, ossia due feste che celebravano il ricordo dei fatti
problemi e le sue esperienze e che da ciò egli ricavi conoscenza e discernimento, ed legati a tali tradizioni: la festa autunnale delle Capanne celebrata a Sichem che ricor-
inoltre che prenda coscienza della continuità storica della comunità cui appartiene, in dava l’uscita dall’Egitto e l’insediamento in Canaan, e la festa estiva delle Settimane
modo tale che la saga o la leggenda diventino un frammento della propria storia. celebrata a Galgala che ricordava l’Alleanza al Sinai. Durante tali feste si proclama-
La leggenda presenta l’individuo, mentre la saga fa riferimento più alla tri- vano i racconti raccordati con le rispettive tradizioni.
bù, al clan attraverso le figure dei protagonisti. Pertanto i due generi della leggen- Per il Noth alla base del Pentateuco ci sono 5 temi o tradizioni indipendenti:
da e della saga tendono a confluire. 1) le promesse ai Patriarchi;
Lo scopo della saga e della leggenda è di natu-ra eziologica, ossia cerca di of- 2) l’esodo, l’uscita dall’Egitto;
frire un fondamento e una spiegazione delle cause, dell’origine a fatti o situazio- 3) la teofania e l’Alleanza al Sinai;
ni determinate, quali i rapporti tribali, i possedimenti, le denominazioni di località 4) il cammino nel deserto;
note e soprattutto dei luoghi di culto. Si noti infine che il termine leggenda non ha il 5) l’ingresso in Canaan.
senso negativo di narrazione più o meno fantastica («leggendario») che comune- 4.- LA SCUOLA SCANDINAVA
mente gli si attribuisce nella lingua di ogni giorno.
Il mito è un genere letterario in cui sono rappresentate le imprese di dei o di eroi I. Engnell (1906-1964), il fondatore della Scuola di Upsala (Svezia), contestò l’i-
in un contesto che è al di fuori del tempo e dello spazio, attraverso racconti di inter- potesi che sarebbero esistite nel Tetrateuco (costituendo il Dt un problema a sé stan-
venti di divinità, visioni, oracoli, sogni, forze soprannaturali. Nell’AT spesso vengo- te) delle fonti continuative, che hanno un loro sviluppo e un loro pensiero, o al-
no usati immagini e motivi mitici, ma inseriti nella fede nell’unico Dio, Yahwèh. meno non nel senso ipotizzato dall’ipotesi documentaria. Egli partì dalle scoperte di
La favola è il genere letterario narrativo in cui in genere sono protagonisti Gunkel sui generi letterari. I duplicati, le ripetizioni e le contraddizioni si possono
animali o piante, più raramente esseri umani, e che termina normalmente con un spiegare tenendo conto della tradizione orale e facendo ricorso allo studio dei generi
ammaestramento, una morale, che ne costituisce lo scopo. Nell’AT si hanno due letterari. La Traditionsgeschichte si era interessata alla storia che determinati temi
esempi di favole in Gdc 9,8-15 e 2Re 14,9. biblici avevano avuto, a partire dal loro stadio orale fino a quello scritto e anche al-
l’interno dello stesso stadio scritto. Engnell e la Scuola Scandinava si interessaro-
3.- LA STORIA DELLE TRADIZIONI
no invece dello stesso processo, del fenomeno della tradizione orale che aveva
La Storia delle Tradizioni, conosciuta anche con il termine tedesco Traditions- permesso a un determinato tema di essere conservato e di evolversi costantemente,
eschichte, si interessa del contenuto, del tema trasmesso in un determinato o in
più generi letterari. 52
Tale contenuto o tema viene chiamato appunto «tradizione», in quanto alla sua Dt 26,5-9: Mio padre era un Arameo errante; scese in Egitto, vi stette come un
forestiero con poca gente e vi diventò una nazione grande, forte e
origine, alla sua base sta una tradizione orale, la quale è stata oggetto di tutta una numerosa. Gli Egiziani ci maltrattarono, ci umiliarono e ci imposero
trasmissione ed ha quindi avuto una sua evoluzione ed una sua storia, che tale una dura schiavitù. Allora gridammo al Signore, al Dio dei nostri
metodo cerca di stabilire. padri, e il Signore ascoltò la nostra voce, vide la nostra umiliazione,
I rappresentanti più famosi di questa corrente sono due discepoli di Gunkel, G. la nostra miseria e la nostra oppressione; il Signore ci fece uscire
von Rad (1901-1971) e M. Noth (1902-1968), che cercarono di rintracciare le diffe- dall’Egitto con mano potente e con braccio teso, spargendo terrore e
operando segni e prodigi, e ci condusse in questo luogo e ci diede
renti tradizioni che sono alla base del Pentateuco. questo paese, dove scorre latte e miele.
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15 ANTICO TESTAMENTO: PENTATEUCO E LIBRI STORICI ANTICO TESTAMENTO: PENTATEUCO E LIBRI STORICI 15

anche dopo la sua messa per iscritto. Si sottolinea perciò fortemente l’importanza delle Guerre di Yahwèh» 57 , «Il Libro del Giusto» 58 , «Le Cronache di Salomone» 59
della tradizione orale, che è all’origine di un racconto o di un ciclo di racconti, e e «Le Cronache dei re d’Israele» 60 e «Le Cronache dei re di Giuda» 61 .
che li conserva, li trasmette, e una volta fissati per iscritto, li accompagna, rivita- I ritrovamenti archeologici hanno inoltre dimostrato che in Canaan esisteva la
lizzandoli costantemente e sottoponendoli, anche nello scritto, a sempre nuovi scrittura in epoca assai remota, prima dell’epoca israelitica.
arricchimenti. Così lo scritto non è altro che la fissazione materiale di quanto ha In conclusione, nessuna teoria può considerarsi come l’unica e soddisfacente
operato la tradizione orale. La stessa cosa vale per le leggi, oltre che per i racconti. spiegazione della formazione del Pentateuco, che invece rappresenta un fenomeno
Engnell ipotizza così l’esistenza di due linee di tradizione orale: la prima assai complesso e travagliato. Ma ogni teoria proposta si può considerare utile e va-
all’origine del materiale del Tetrateuco e la seconda all’origine del materiale della lida per quanto di vero e provato ha apportato per una migliore comprensione di
scuola storiografica deuteronomistica (Dt più i Profeti anteriori). questo insieme di libri. Perciò rimangono valide le critiche a un approccio pura-
Tale proposta è una forte reazione all’ipotesi documentaria, che immaginava la mente letterario ai testi del Pentateuco e dell’AT in generale. Molti testi in origine
formazione del Pentateuco come un’operazione puramente letteraria fatta a tavolino erano destinati ad una esposizione orale e per mezzo della tradizione orale furono
da parte degli scribi, che avrebbero tagliato, accostato, fuso e interpolato testi scritti tramandati in un primo tempo. Tuttavia bisogna tener anche presente la storia
in precedenza. Tuttavia è esagerata la tendenza che tale scuola ha a negare qualsiasi della tradizione di tali testi, ossia l’ulteriore sviluppo storico di essi, cercando di
valore al ruolo che ha avuto e all’apporto che ha dato il documento scritto nella ricostruire il cammino che va dai generi letterari originari, orali o scritti, tenendo
rielaborazione del materiale orale preesistente. Non si devono creare false conto del loro impiego nelle varie situazioni vitali originarie, fino allo stadio
alternative in questo ambito. Da un lato è vero che molti testi sono stati composti letterario finale che è quello che oggi presentano.
all’inizio per una determinata occasione, situazione della vita della società del popolo
d’Israele (il culto, la vita di corte, l’ambito giuridico), ivi utilizzati e quindi
56 2Sam La mattina dopo, Davide scrisse una lettera a Ioab e gliela mandò
tramandati prima oralmente e fissati per iscritto solo in seguito, e solo col passare dei
secoli tali testi sono stati sviluppati e raccolti fino a formare i libri che conosciamo. 11,14: per mano di Uria.
- 1Re 21,8: Essa [Gezabele] scrisse lettere con il nome di Acab [re di Israele
D’altro lato, si deve tener conto del fatto che spesso nell’AT si afferma che al- (874-853 a.C.) e suo marito], le sigillò con il suo sigillo, quindi le
cune parti sono state messe per iscritto, quali leggi e comandamenti 53 , documenti spedì agli anziani e ai capi, che abitavano nella città di Nabot.
legali 54 , testi cultuali 55 , lettere 56 , e che esistevano anche dei libri, come «Il Libro - 2Re 10,1: In Samaria c’erano settanta figli di Acab. Ieu [re d’Israele (841-814
a.C.)] scrisse lettere e le inviò in Samaria ai capi della città, agli
anziani e ai tutori dei figli di Acab.
53 57 Nm 21,14: Per questo si dice nel libro delle Guerre del Signore....
Es 24,4: Mosè scrisse tutte le parole del Signore... [si riferisce al Codice
58 Gs Si fermò il sole e la luna rimase immobile finché il popolo non si
dell’Alleanza (Es 20,22-23,33].
- Es 32,15: Mosè ritornò e scese dalla montagna con in mano le due tavole della 10,13-14: vendicò dei nemici. Non è forse scritto nel libro del Giusto: “Stette
Testimonianza, tavole scritte sui due lati, da una parte e dall’altra. fermo il sole in mezzo al cielo e non si affrettò a calare quasi un
- Gs Giosuè in quel giorno concluse un’alleanza con il popolo e gli diede giorno intero. Non ci fu giorno come quello, né prima né dopo,
24,25-26: uno statuto e una legge a Sichem. Poi scrisse queste cose nel libro perché aveva ascoltato il Signore la voce d’un uomo, perché il
della legge di Dio. Signore combatteva per Israele?”.
54 Dt 24,1: Quando un uomo ha preso una donna e ha vissuto con lei da marito, - 2Sam Allora Davide intonò questo lamento su Saul e suo figlio Giònata e
se poi avviene che essa non trovi grazia ai suoi occhi, perché egli ha 1,17-18: ordinò che fosse insegnato ai figli di Giuda.Ecco si trova scritto nel
trovato in lei qualche cosa di vergognoso, scriva per lei un libello di Libro del Giusto.
59 1Re 11,41: Le altre gesta di Salomone, le sue azioni e la sua sapienza, sono
ripudio e glielo consegni in mano e la mandi via dalla casa .
- Ger 32,10: Stesi il documento del contratto, lo sigillai, chiamai i testimoni e descritte nel libro della gesta di Salomone.
pesai l’argento sulla stadera. 60 1Re 14,19: Le altre gesta di Geroboamo [ministro di Salomone e a lui ribelle,
55 Es 17,14: Allora il Signore disse a Mosè: “Scrivi questo per ricordo nel libro e primo re d’Israele (931-910 a.C.)], le sue guerre e il suo regno, sono
mettilo negli orecchi di Giosuè: io cancellerò del tutto la memoria di descritte nel libro delle Cronache dei re di Israele.
Amalek sotto il cielo!” . 61 1Re 14,29: Le altre gesta di Roboamo [figlio di Salomone, re di Giuda (931-913
- Nm 5,23: Poi il sacerdote scriverà queste imprecazioni su un rotolo e le a.C.)], tutte le sue azioni, sono descritte nel libro delle Cronache dei
cancellerà con l’acqua amara. re di Giuda.
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16 ANTICO TESTAMENTO: PENTATEUCO E LIBRI STORICI ANTICO TESTAMENTO: PENTATEUCO E LIBRI STORICI 16

5.- ESEGESI Le 3 genealogie (5;10;11,10-32) servono sia a tracciare la linea che da Adamo
a.- La Storia delle origini (capp. 1-11) (5,3), attraverso Noè (5,29) e il figlio Sem (5,32;11,10) conduce a Abramo (11,26),
sia a raffigurare nella Tavola dei popoli (10) l'intera umanità allora conosciuta 66 .
Questa prima parte del libro della Genesi contiene diversi racconti, appartenenti La struttura della Storia delle origini è dunque chiara:
al genere letterario della saga. I personaggi che vi compaiono sono prevalentemente - si ha una prima sezione che presenta gli inizi della storia umana: creazione
delle figure tipiche, ideali: uomo e donna (Adamo ed Eva: capp. 2-3), i fratelli ostili dell'uomo e del suo ambiente (capp. 1-2), violazione dei comandamenti divini e cac-
(Caino e Abele: cap. 4), il giusto esemplare (Noè: capp. 6-8), l'umanità (la Torre di ciata dal giardino (cap. 3), primo peccato dell'uomo contro l'uomo e maledizione di
Babele: 11,1-9). Caino, ulteriore sviluppo dell'umanità (cap. 4) . Questa sezione si chiude con la con-
Viene presentata l'origine dell'ambito vitale dell'uomo dal punto di vista del- statazione che a quel tempo cominciò ad essere adorato YHWH, cioè che in questa
l'agricoltore: l'uomo ('adám) è destinato da Dio a coltivare la terra ('adamáh) 62 , e il epoca primordiale era adorato da tutti gli uomini 67 .
suo peccato conduce agli aspetti gravosi (lavoro faticoso ecc.) del mondo in cui vi- - dopo la prima genealogia, costituita da una sequenza di dieci generazioni carat-
ve 63 . La maledizione di Caino arriva persino a separarlo (e con lui quelli che da Cai- terizzate da una longevità straordinaria (cap. 5), segue la seconda sezione del diluvio
no discendono: abitatori di città, nomadi, musicisti, fabbri) dalla terra coltivabile, e (6-11). Al termine dell'ampio e sviluppato racconto del diluvio, Dio rinnova la bene-
con ciò da Dio stesso 64 . L'unione fra esseri celesti e donne conduce alla limitazione dizione che garantisce la fertilità 68 e la modifica (agli uomini è ora concesso di cibar-
della durata della vita 65 , e alla fine Dio risponde all'arroganza dell'umanità disper- si anche di animali 69 ), e garantisce con un'alleanza la sussistenza della creazione, che
dendola e confondendone le lingue (11,1-9). assicuri per il futuro la vita dell'umanità (capp. 6-9). Ma dopo il diluvio si verifica di
nuovo tra gli uomini un peccato che conduce ad una maledizione, quello di Cam
62 Gen 2,15: "Il Signore Dio prese l’uomo e lo pose nel giardino di Eden, perché verso suo padre Noè: Canaan, figlio di Cam, viene ora espressamente escluso dalla
lo coltivasse e lo custodisse"; comunità degli adoratori di YHWH, che diventa solo il Dio di Sem 70 . Infine
- Gen 3,23: "Il Signore Dio lo scacciò dal giardino di Eden, perché lavorasse il l'umanità è frantumata in molti popoli con lingue diverse (11,1-9), e si raggiunge così
suolo da dove era stato tratto". la situazione che il narratore e il lettore/uditore conoscevano come realtà presente.
63 Gen "All’uomo [Dio] disse: «Poiché hai ascoltato la voce di tua moglie e
3,17- 19: hai mangiato dell’albero, di cui ti avevo comandato: Non ne devi
66 Generi pretende di coprire un arco di 2309 anni, una cifra calcolata dalle date che
mangiare, maledetto sia il suolo per causa tua! Con dolore ne trarrai
il cibo per tutti i giorni della tua vita. Spine e cardi produrrà per te e si trovano nei racconti e nelle genealogie del testo ebraico e così composta: 1948
mangerai l’erba campestre. Con il sudore del tuo volto mangerai il anni da Adamo alla nascita di Abramo, ed altri 361 anni fino alla morte di Giuseppe.
67 Gen 4,26b: "Allora si cominciò ad invocare il nome del Signore".
pane; finché tornerai alla terra, perché da essa sei stato tratto:
polvere tu sei e in polvere tornerai!»"; 68 Si noti che in:
64 Gen 4,11- "«Ora sii maledetto lungi da quel suolo che per opera della tua mano - Gen "Il Signore...pensò: «Non maledirò più il suolo a causa dell’uomo,
12. 14.16: ha bevuto il sangue di tuo fratello. Quando lavorerai il suolo, esso 8,21-22: perché l’istinto del cuore umano è incline al male fin dall'adolescen-
non ti darà più i suoi prodotti: ramingo e fuggiasco sarai sulla za; né colpirò più ogni essere vivente come ho fatto. Finché durerà
terra»«Ecco, tu mi scacci oggi da questo suolo e io mi dovrò la terra, seme e messe, freddo e caldo, estate e inverno, giorno e not-
nascondere lontano da te; io sarò ramingo e fuggiasco sulla terra e te non cesseranno»".
chiunque mi incontrerà mi potrà uccidere». Caino si allontanò dal dove Dio promette la fertilità del suolo, si ripresenta il punto di vista dell'agricoltore.
69 Gen 1,29: "Poi Dio disse: «Ecco, io vi do ogni erba che produce seme e che è
Signore e abitò nel paese di Nod, a oriente di Eden".
65 Gen 6,1-4: "Quando gli uomini cominciarono a moltiplicarsi sulla terra e nac- su tutta la terra e ogni albero in cui è il frutto, che produce seme: sa-
quero loro figlie, i figli di Dio videro che le figlie degli uomini erano ranno il vostro cibo".
belle e ne presero per mogli quante ne vollero. Allora il Signore dis- - Gen 9,3-4: "Quanto si muove e ha vita vi servirà di cibo: vi do tutto questo,
se: «Il mio spirito non resterà sempre nell’uomo, perché egli è carne come già le verdi erbe. Soltanto non mangerete la carne con la sua
e la sua vita sarà di centoventi anni». C’erano sulla terra i giganti a vita, cioè il suo sangue".
70 Gen 9,25- "[Noè] allora disse: «Sia maledetto Canaan! Schiavo degli schiavi
quei tempi – e anche dopo – quando i figli di Dio si univano alle
figlie degli uomini e queste partorivano loro dei figli: sono questi gli 27: sarà per i suoi fratelli!». Disse poi: «Benedetto il Signore, Dio di
eroi dell’antichità, uomini famosi". Sem, Canaan sia suo schiavo! Dio dilati Iafet e questi dimori nelle
che presenta elementi mitologici. tende di Sem, Canaan sia suo schiavo!»".
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17 ANTICO TESTAMENTO: PENTATEUCO E LIBRI STORICI ANTICO TESTAMENTO: PENTATEUCO E LIBRI STORICI 17

Dunque, questa prima parte di carattere universale serve da sfondo per il resto
del libro della Genesi e di tutta la Bibbia: in seguito al perverso esercizio della
libertà che crea la frattura dell'unità della famiglia umana, Dio elegge da questa
umanità divisa un popolo, destinato ad essere suo strumento nello sviluppo del suo
piano di salvezza.
b.- La Storia dei Patriarchi (capp. 12-50)
Con la vocazione di Abramo (12,1-3 71 ) inizia repentinamente la seconda parte
della Genesi, in nessun modo esplicitamente collegata alla prima parte, né da antici-
pazioni o da richiami. Così si viene a evidenziare che si è di fronte a un nuovo ini-
zio: dalla storia generale dell'umanità viene a trovarsi ora in primo piano la storia di
un unico popolo, il cui capostipite è Abramo. La promessa di benedizione ad
Abramo, e suo tramite a tutti i popoli della terra, che si trova al centro della chiamata
di Abramo, rimanda in avanti, alla futura storia d'Israele e dell'umanità. Allo stesso
tempo, si ha una implicita contrapposizione con le maledizioni delle origini a
Adamo e Eva (3,14-19). Inizia così l'esteso racconto delle tradizioni sui Patriarchi
Abramo, Isacco, Giacobbe e Giuseppe, sempre con il genere letterario della saga.
c.- Le formule di toledót
Il contenuto del libro della Genesi viene anche diviso in 10 sezioni di ampiezza
diversa mediante la ricorrenza della formula «queste sono le toledót di...» 72 . Tole-
dót è una parola che deriva dal verbo ebraico che significa «generare» 73 , e indica ciò
che è procreato, generato. Quindi toledót significa letteralmente «procreazioni», nel
senso di «successione di generazioni», «generazioni», ed è usata specialmente per
introdurre la genealogia e/o la storia della discendenza, dei discendenti di un perso-
naggio. I casi concreti aiuteranno a capire meglio:
1) La prima ricorrenza di questa formula si ha in Gen 2,4a: «Queste sono le gene-
razioni del cielo e della terra...», nel senso di ciò che procede da loro, ciò che hanno
generato, cioè l’uomo. E in effetti segue la storia dell’uomo (’adám 74 ), a partire dalla
sua creazione dalla terra asciutta (’adamáh 75 ).

71 Gen "Il Signore disse ad Abram: «Vàttene dal tuo paese, dalla tua patria
12,1-3: e dalla casa di tuo padre, verso il paese che io ti indicherò. Farò di te
un grande popolo e ti benedirò, renderò grande il tuo nome e 2) Gen 5,1: «Questo è il libro delle generazioni di Adamo»: sono elencati i Pa-
diventerai una benedizione. Benedirò coloro che ti benediranno e triarchi antidiluviani, ossia quelli che vanno da Adamo a Noè.
coloro che ti malediranno maledirò e in te si diranno benedette tutte 3) Gen 6,9: «Queste sono le generazioni di Noè»: e in 6,10 si ha la discendenza
le famiglie della terra»". di Noè, i suoi tre figli Sem, Cam e Iafet.
72 in ebraico ‫לדוֹת‬ ְ ‫ ֵא ֶלּה תוֹ‬, ’élleh toledót. 4) Gen 10,1: «E queste sono le generazioni dei figli di Noè, Sem, Cam e Iafet»: e
73 ‫יָלַד‬, yalád, [=generare]. segue l’elenco dei loro discendenti, la cosiddetta ‘Tavola dei popoli’, che presenta i
74 in ebraico ‫דם‬ ָ ‫אָ‬, ’adám.
75 in ebraico ‫מה‬ ָ ‫ ֲא ָד‬, ’adamáh. diversi popoli che compongono l’umanità all’epoca del narratore.
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18 ANTICO TESTAMENTO: PENTATEUCO E LIBRI STORICI ANTICO TESTAMENTO: PENTATEUCO E LIBRI STORICI 18

5) Gen 11,10: «Queste sono le generazioni di Sem»: e segue la discendenza di 6.- La storiografia cronistica
Sem fino a Terach, padre di Abramo.
6) Gen 11,27: «E queste sono le generazioni di Terach»: e segue l’elenco dei suoi I due Libri delle Cronache 76 , come lascia trasparire il loro nome greco della LXX
tre figli, Abramo, Nacor e Aran. Παραλειπομένων, [Libri] delle omissioni, erano considerati quasi dei complementi ai
7) Gen 25,12: «E queste sono le generazioni di Ismaele, figlio di Abramo, che Libri storici di 1-2 Sam e 1-2 Re. In realtà insieme ai Libri di Esdra e Neemia costi-
aveva partorito Agar l’Egiziana, schiava di Sara, ad Abramo»: e segue la discendenza tuiscono una grande storiografia, indipendente rispetto alla Storiografia deuteronomi-
di Ismaele. stica, e detta Storiografia cronistica: a prova di ciò si segnala il fatto che la finale di
8) Gen 25,19: «E queste sono le generazioni di Isacco, figlio di Abramo»: e 2Cr coincide con l’inizio del libro di Esd. L’attuale denominazione italiana di Libri
segue il racconto della generazione dei suoi due figli, Esaù e Giacobbe. delle Cronache si deve alla definizione loro data da S. Girolamo come Chronicon
9) Gen 36,1.9: «E queste sono le generazioni di Esaù, cioè Edom...E queste sono totius Divinae historiae, ‘Cronaca di tutta la storia divina’. Da notare che Esd e Ne,
le generazioni di Esaù, padre degli Edomiti...»: e seguono, prima in forma abbreviata come del resto il libro di Dan, presentano delle sezioni scritte in aramaico (Esd 4,8-
e poi più dettagliata, i nomi dei discendenti di Esaù. 6,18; 7,12-26), espressamente quelle che riportano delle lettere ufficiali in aramaico.
10) L’ultima ricorrenza della formula si ha in Gen 37,2: «Queste sono le genera-
zioni di Giacobbe...». E subito dopo segue la storia di Giuseppe, penultimo figlio di Contenuto
Giacobbe, che si protrarrà fino alla fine del libro.
La formula è così impiegata cinque volte nella Storia delle origini (Gen 1-11) e • 1Cr (capp. 1-29):
cinque volte nella Storia dei Patriarchi (Gen 12-50) , in maniera tale da ottenere un 1-9: Genealogie da Adamo a Davide escluso
chiaro schema simmetrico in due parti. 10-29: Vita di Davide
Le formule di toledót servono chiaramente a dare una continuità cronologica • 2Cr (capp. 1-36):
agli avvenimenti narrati nel libro della Genesi e a raccordare la storia universale a 1-9: Vita di Salomone
quella del clan di Abramo, capostipite del popolo di Israele. 10-36: Dallo scisma di Geroboamo all’Esilio
Infatti, si viene a delineare la linea genealogica principale, attraverso uno sche- • Esd (capp. 1-10):
ma eliminatorio, ossia un procedimento che consiste nel passare da un orizzonte di 1-6: Primi rimpatriati e ricostruzione del Tempio
interesse più ampio ad uno più ristretto. Si parte così da Adamo (2,4-7) e, tralascian- 7-10: Ritorno di Esdra
do la linea di Caino, si privilegia Set, terzo figlio di Adamo ed Eva, e la sua discen- • Ne (capp. 1-13):
denza, fino ad arrivare a Noè (5,1-32); dei tre figli di Noè (6,9), dopo aver dato il 1-7: Ritorno di Neemia a Gerusalemme e
quadro delle discendenze dei suoi altri due figli Cam e Iafet (10,1-32), si privilegia la ricostruzione delle sue Mura
linea di Sem per arrivare fino a Terach, padre di Abramo (11,10-26); dei figli di Te- 8-10: Riforme religiose e sociali
rach si privilegia Abramo (11,27). 11-13,3: Lista dei rimpatriati e dedicazione delle Mura
Singolare è il fatto che dieci generazioni vanno da Adamo a Noè e dieci gene- 13,4-31: Seconda visita di Neemia a Gerusalemme
razioni vanno da Noè ad Abramo. Questa schematizzazione simmetrica della sto-
ria, che traccia segmenti di tempo significativi e perfettamente bilanciati, ha lo scopo Il Cronista, ossia il presunto redattore di tale storiografia, mostra particolare inte-
di insegnare che la storia ha un senso, perché Dio ha un ruolo nella storia: la sto- resse per il culto, il sacerdozio e le famiglie levitiche, le genealogie. Il centro della
ria non è una successione di avvenimenti casuali, ma si svolge secondo un disegno storia di Israele è costituito così dal Tempio, dal suo culto e dal suo sacerdozio.
divino, che ha il suo ordine e il suo fine, e quindi il suo senso. Pertanto non hanno interesse e vengono tralasciate le azioni cultuali antecedenti al
Lo schema eliminatorio è applicato anche alla discendenza di Abramo: lasciando Tempio; Davide viene presentato come il padre spirituale del Tempio, che ne prepara
da parte Ismaele, di cui si dà la discendenza (25,12-18), si passa da Abramo ad
Isacco e ai suoi due figli, Giacobbe ed Esaù (25,19-28); facendo uscire dall’orizzonte
della storia Esaù-Edom, di cui si dà la discendenza (36), si privilegia Giacobbe e la 76in ebr. ‫ִים‬
‫ַהיָּמ‬ ‫ ִדּ ְברֵי‬, Parole, Cose, Fatti dei Giorni, quindi con il senso di Annali,
sua discendenza (37,2). Cronache.
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19 ANTICO TESTAMENTO: PENTATEUCO E LIBRI STORICI ANTICO TESTAMENTO: PENTATEUCO E LIBRI STORICI 19

i materiali per la costruzione e ne organizza il culto, soprattutto nella parte musicale, 9,23-12,53: Gionata Maccabeo (caduto nel 142 a.C.)
ed i re pii a lui succeduti, quali Salomone, Giosafat, Ezechia e Giosia, sono visti 13-16: Simeone Maccabeo (caduto nel 134 a.C.)
come suoi continuatori spirituali e presentati come santi ed eroi nazionali. Come • 2Mac (capp. 1-15):
interessante curiosità va rilevato che proprio in Cronache Satana assume il ruolo di 1-2: Due lettere agli Ebrei di Alessandria d’Egitto
diavolo tentatore, presentazione che sarà comune nel tardo Giudaismo, nel NT e poi 3-7: Antefatti della rivolta
nell’Islam (cfr. 1Cr 21 dove Satana, unico caso nell’AT, appare come nome proprio e 8,1-10,9: La rivolta
come demonio). Inoltre sono riportati in Esdra e Neemia diversi documenti sulla cui 10,10-15,36: Giuda Maccabeo
autenticità i commentatori si dividono. 15,37-39: Conclusione
Nella Storiografia deuteronomistica la propria impostazione, la propria visione
teologica costituisce il presupposto per spiegare e comprendere il senso profondo Dalla semplice analisi del contenuto di 1 e 2Mac si evince quindi che i due libri
degli eventi riferiti, che vengono considerati così come dei testi portati a prova. Il sono indipendenti, in quanto ci sono materiali che nei due libri si sovrappongono
Cronista, al contrario, sembra adattare in modo forzato i fatti alla propria tesi temporalmente, trattando un periodo di circa 14 anni, e altri che sono propri di
teologica, alle proprie premesse teologiche. ciascun libro. Discordanze presentano tuttavia le cronologie nelle due opere, tanto da
essere inconciliabili tra loro.
7.- La storiografia maccabaica 1Mac presenta una impostazione patriotico-nazionalista, mentre 2Mac tende a
mettere piuttosto in risalto il potere divino e la retribuzione nell’aldilà. 1Mac sembra
Il nome Maccabei deriva dal termine ebraico maqqābā’, ‘martello’, che dapprima di origine palestinese, mentre 2Mac di origine ellenistica.
fu dato come soprannome a Giuda, figlio del sacerdote Mattatia che nel 167 a.C. Alla base di 1Mac vi era un originale ebraico o aramaico, noto ancora a Origene e
iniziò la rivolta contro il re siriano Antioco IV Epifane, e che con il tempo diventò S. Girolamo. Dal punto di vista dello stile 1Mac si rifà all’opera storiografica del
una sorta di cognome per tutta la sua famiglia. Cronista, riportando dovizia di copie di documenti contemporanei ufficiali,
Ben cinque libri portano il nome di Maccabei: genealogie, date. Tipico inoltre dei due libri è l’uso del termine «Cielo» per indicare
- 1Mac e 2Mac, riconosciuti come deuterocanonici nella Chiesa Cattolica, che sono Dio e non viene così mai utilizzato il Nome divino.
i più importanti dal punto di vista storico: 1Mac tratta eventi dal 175 (incoronazione 2Mac presenta novità teologiche importanti, quali la fede nella resurrezione della
di Antioco IV Epifane) al 134 a.C. (morte di Simeone Maccabeo), mentre 2Mac dal carne (2Mac 7,11 e 14,46), la dottrina della «creatio ex nihilo» in 2Mac 7,28,
176 al 161 a.C.; l’intercessione dei viventi in favore dei defunti in 2Mac 12,43 s., che farà da base alla
- 3Mac, che si trova nel canone alessandrino della LXX e che riporta eventi del tradizionale dottrina cattolica del Purgatorio, e si ha inoltre un’angeologia ben
regno di Tolomeo IV Filopatore, della fine del III sec. a.C., in particolare la sviluppata (2Mac 3,24-28.33-34; 5,2-4; 10,29 ss.; 11,6-8; 15,22-23).
persecuzione da lui operata contro gli Ebrei di Alessandria nel 217 a.C.;
- 4Mac, un piccolo trattato filosofico, una sorta di sermone d’impronta stoica, che
partendo dal tema del martirio di 2Mac 6-7 e sviluppandolo, tratta del tema della
ragione che domina il sentimento, le passioni;
- 5Mac, scritto in siriaco, che è in realtà una versione dei sei libri della Guerra
Giudaica dello storico ebreo del I sec. d.C. Giuseppe Flavio.

Contenuto

• 1Mac (capp. 1-16):


1,1-9: Introduzione storica su Alessandro Magno e le lotte tra i Diadochi
1,10-2,70: Origini della rivolta maccabaica (167 a.C.)
3,1-9,22: Giuda Maccabeo (caduto nel 160 a.C.)
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20 ANTICO TESTAMENTO: PENTATEUCO E LIBRI STORICI ANTICO TESTAMENTO: PENTATEUCO E LIBRI STORICI 20

EXCURSUS: LA COSMOGONIA BIBLICA. Sul disco terrestre si stende come un tetto il firmamento, al quale sono appesi
L’immagine del mondo che ha la Bibbia è sostanzialmente identica a quella dei come delle lampade il sole, la luna e le stelle. Al di sopra del firmamento si trovano
popoli dell’antico Vicino Oriente, come si ricava dalle opere letterarie pervenuteci. le acque superiori, che attraverso delle finestre che funzionano da cataratte posso-
no scendere sulla terra in forma di pioggia 81 .

- Pr Quando non esistevano gli abissi, io fui generata; quando ancora


8,24-29: non vi erano le sorgenti cariche d’acqua; prima che fossero fissate le
basi dei monti, prima delle colline, io [la Sapienza] sono stata gene-
rata. Quando ancora non aveva fatto la terra e i campi, né le prime
zolle del mondo; quando egli fissava i cieli, io ero là; quando trac-
ciava un cerchio sull’abisso; quando condensava le nubi in alto,
quando fissava le sorgenti dell’abisso; quando stabiliva al mare i
suoi limiti, sicché le acque non ne oltrepassassero la spiaggia; quan-
do disponeva le fondamenta della terra.
- Is Non avete capito le fondamenta della terra? Egli siede sopra la volta
40,21-22: del mondo, da dove gli abitanti sembrano cavallette. Egli stende il
cielo come un velo, lo spiega come una tenda dove abitare.
78 Gen 1,6-8: Dio disse: “Sia il firmamento in mezzo alle acque per separare le ac-
que dalle acque”. Dio fece il firmamento e separò le acque, che sono
sotto il firmamento, dalle acque, che son sopra il firmamento. E così
avvenne. Dio chiamò il firmamento cielo. E fu sera e fu mattina: se-
condo giorno.
79 Gen Ora la terra era informe e deserta e le tenebre ricoprivano l’abisso e
1,2.9-10: lo spirito di Dio aleggiava sulle acque...Dio disse: “Le acque che so-
no sotto il cielo, si raccolgano in un solo luogo e appaia l’asciutto”.
E così avvenne. Dio chiamò l’asciutto terra e la massa delle acque
mare. E Dio vide che era cosa buona.
- Gb Chi ha chiuso tra due porte il mare, quando erompeva uscendo dal
38,8-11: seno materno, quando lo circondavo di nubi per veste e per fasce di
caligine folta? Poi gli ho fissato un limite e gli ho messo chiavistello
e porte ]e ho detto: “Fin qui giungerai e non oltre e qui s’infrangerà
l’orgoglio delle tue onde”.
80 1Sam 2,8: Perché al Signore appartengono i cardini della terra e su di essi fa
poggiare il mondo.
- Gb Dov’eri tu quand’io ponevo le fondamenta della terra? Dillo, se hai
La Terra era immaginata come un disco piatto di forma circolare 77 , che occu- 38,4-7: tanta intelligenza! Chi ha fissato le sue dimensioni, se lo sai, o chi ha
pava il centro del creato, circondata dalle acque inferiori 78 , ossia il Mare o Oceano teso su di essa la misura? Dove sono fissate le sue basi o chi ha posto
primordiale, il Grande Abisso 79 , su cui galleggiava poggiando su solide colonne 80 . la sua pietra angolare, mentre gioivano in coro le stelle del mattino e
plaudivano tutti i figli di Dio?
- Sal 18,16: Allora apparve il fondo del mare, si scoprirono le fondamenta del
77 Gb Egli stende il settentrione sopra il vuoto, tiene sospesa la terra sopra mondo, per la tua minaccia, Signore, per lo spirare del tuo furore.
26,7-11: il nulla. Rinchiude le acque dentro le nubi, e le nubi non si squarcia- - Sal Del Signore è la terra e quanto contiene, l’universo e i suoi abitanti.
no sotto il loro peso. Copre la vista del suo trono stendendovi sopra 24,1-2: E` lui che l’ha fondata sui mari, e sui fiumi l’ha stabilita.
la sua nube. Ha tracciato un cerchio sulle acque, sino al confine tra 81 Gen 7,11: Nell’anno seicentesimo della vita di Noè, nel secondo mese, il di-
la luce e le tenebre. Le colonne del cielo si scuotono, sono prese da ciassette del mese, proprio in quello stesso giorno, eruppero tutte le
stupore alla sua minaccia. sorgenti del grande abisso e le cateratte del cielo si aprirono.
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21 ANTICO TESTAMENTO: PENTATEUCO E LIBRI STORICI ANTICO TESTAMENTO: PENTATEUCO E LIBRI STORICI 21

Sotto terra si trova il regno dei morti, l’oltretomba, lo Sheòl, dove vanno a 2) Palestina: tale nome si collega con i Filistei (in ebraico µyTiv]liP], Pelishtím) che
riunirsi i trapassati 82 . si insediarono nella regione a partire dal sec. XII a.C. Appare per la prima volta
Emerge così una concezione tripartita del cosmo: in alto c’era il mondo della in Erodoto (V sec. a.C.), e come nome ufficiale della regione é stato introdotto dai
divinità, nel mezzo la terra dove abita l’uomo, e al di sotto lo Sheòl per i morti. Romani dopo la rivolta ebraica di Bar Kokbah del 132-135 d.C., al posto del tradi-
zionale Iudea.
EXCURSUS: GEOGRAFIA BIBLICA 3) Terra d'Israele: nome raramente attestato nella Bibbia (1Sam 13,19) (in ebraico
‫ִשׂ ָראֵל‬
ְ ‫ ֶארֶץ י‬, ’érets Israél), ma che appare nella Letteratura Rabbinica ed è oggi il
La Mezzaluna Fertile nome ufficiale dello Stato d'Israele.
Viene così chiamata la fascia di terra del Vicino Oriente compresa all'interno di 4) Terra santa - Terra promessa: sono denominazione di ordine teologico presenti
una ideale mezzaluna che ha al suo centro la Palestina e nelle cui due punte estre- nella Bibbia (Zc 2,16 84 ed Eb 11,9 85 rispettivamente).
me sono situate l'Egitto e la Mesopotamia, le due zone di maggiore fertilità del-
Caratteristiche
l'area per la presenza dei fiumi Nilo e Tigri ed Eufrate rispettivamente. La Palestina
occupa all'interno della mezzaluna fertile (in inglese Fertile Crescent) una posizione La Palestina è una regione molto piccola: per la Bibbia s'estendeva "da Dan a
strategicamente importante, in quanto si tratta di una zona cuscinetto che lungo i se- Bersabea", ossia per una lunghezza di 250 km da nord a sud, e la larghezza massima
coli è stato un terreno di incontro e di scontro tra le diverse grandi civiltà e i diversi tra il Mediterraneo ed il Giordano raggiunge i 60 km.
grandi imperi che si sono avvicendati tra l'Egitto e la Mesopotamia (Ittiti, Assiri, Ba- La Palestina fa parte dell’Asia ed ha i seguenti confini:
bilonesi, Persiani, Greci, Romani). - ad E: dalle pendici del monte Hermon fino al fiume Arnon, a S-E del Mar
Morto;
La Palestina - a S: dall’Arnon e dal Mar Morto, alle città di Kades e Bersabea e al “torren-
te di Egitto” (Wadi el-Arish);
Nomi - ad O: il Mar Mediterraneo dal “torrente d’Egitto” fino al fiume Nahr-el-Kasi-
1) Canaan: è il nome più antico, che appare nei testi cuneiformi forse già ad Ebla (fi- miyye;
ne del III millennio a.C.) ed è sicuramente attestato (nella forma kinahhu) a partire - a N: dal Nahr-el-Kasimiyye fino alle pendici dell’Hermon.
dalla metà del II millennio a.C. L'origine di tale nome viene messa in relazione La Palestina è percorsa da N a S dal Giordano, che la divide in due parti disegua-
con la porpora 83 , una delle principali fonti di reddito delle antiche popolazioni li, a E la Transgiordania, più piccola, e ad O la Cisgiordania, divisa in 3 regioni: al N
della regione. Infatti anche il nome dei Fenici deriva dal greco foi`nix, phóinix la Galilea, al centro la Samaria e al S la Giudea.
[=porpora]. In direzione O-E la Palestina si può invece dividere in 3 parti:

1) la zona costiera, pianeggiante lungo il Mediterraneo ed ondulata verso l’inter-


- Is 24,18: Le cateratte dall’alto si aprono e si scuotono le fondamenta della ter- no. Nella parte meridionale s’erano stanziati i Filistei. Tra la Filistea e le montagne
ra. centrali c’è la Sefèla, una zona collinosa monotona. La parte settentrionale si chiama
82 Es 20,4: Non ti farai idolo o immagine alcuna di ciò che è lassù nel cielo o di pianura di Saron, interrotta al N dal promontorio del monte Carmelo. Le coste sono
ciò che è quaggiù sulla terra o di ciò che è nelle acque sotto la terra.
- Gb Sei mai giunto alle sorgenti del mare e nel fondo dell’abisso hai tu sabbiose e poco adatte alla costruzione di porti, fattore che ha influito sul carattere
38,16-17: passeggiato? Ti sono state indicate le porte della morte e hai visto le poco navigatore degli antichi Israeliti.
porte dell’ombra funerea?.
83 La porpora si otteneva dal murex, una lumaca marina che secerne un fluido gial-
lastro che esposto alla luce del sole diventa una tinta che possiede un colore che varia 84 Zc 2,16: "Il Signore si terrà Giuda come eredità nella terra santa ( ‫ַת‬
‫אַ ְדמ‬
nella gamma rosso-viola. La tonalità desiderata (più sul viola o sul rosso) si otteneva ‫הַקֹּדֶשׁ‬, ’admát ha-qódesh), Gerusalemme sarà di nuovo prescelta".
variando la specie di murex ed aggiungendo altri elementi. La costa fenicia (l'attuale 85 Eb 11,9: "Per fede [Abramo] soggiornò nella terra promessa (εἰς γῆν τῆς
Libano, a nord di Israele) era famosa per l'industria della porpora e ad Ugarit sono ἐπαγγελίας, eis ghén tés epanghelías) come in una regio-ne
state ritrovate immense quantità di conchiglie di murex che risalgono al XV sec. a.C. straniera...".
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22 ANTICO TESTAMENTO: PENTATEUCO E LIBRI STORICI ANTICO TESTAMENTO: PENTATEUCO E LIBRI STORICI 22

2) la zona montagnosa con i monti della Galilea al N (famoso il monte Tabor


[652 m.], il monte della Trasfigurazione), al centro i monti di Efraim o della Sama-
ria (con le alture di Gelbòe [518 m.] ed il monte Garizim [870 m.], su cui i Samarita-
ni avevano costruito il loro Tempio), al S i monti della Giudea (tra cui i monti di
Gerusalemme, alti in media 730 m.). I monti della Galilea e della Samaria sono divisi
dalla fertile pianura di Esdrelon, detta pianura di Izreel verso il Giordano.

3) la zona transgiordanica con i monti della Gaulanitide e i monti della Aura-


nitide di origine vulcanica al N, i monti di Galaad al centro e al S i monti di Moab
(tra cui il monte Nebo, [835 m.] da cui Mosè prima di morire poté ammirare la terra
promessa).

Il Giordano inizia dalle pendici del monte Hermon, e dopo un tratto di circa 10
km. si getta nel lago di Hule, dopo altri 16 km nel lago di Tiberiade, ed infine va a
sfociare nel Mar Morto, dopo un percorso di 105 km. Principali affluenti: lo
Yarmuk e lo Yabbok.
Il Mar Morto, detto così perché privo di qualsiasi forma di vita, è un lago salato
(27% di salinità), a motivo della ingente evaporazione provocata dal calore soffocan-
te. E’ situato nella depressione più grande della terra, a 394 m. sotto il livello del
mare!

Centri importanti sono:


- nella Giudea: Gerusalemme, Gerico (antichissima fortezza più volte ricostrui-
ta), Betlemme (patria di Davide e luogo di nascita di Gesù), Hebron (in cui si stan-
ziarono i Patriarchi: Abramo, Isacco e Giacobbe), Bersabea.
- nella Filistea: Asdod, Gaza e sul mare Giaffa.
- nella Galilea: Cana, Nazaret (villaggio di poco conto, mai menzionato nel-
l’AT), Cafarnao, Magdala, Betsaida, Tiberiade (tutte sul lago di Tiberiade), Tole-
maide, Cesarea di Filippo.
- nella Samaria: Meghiddo (in posizione strategica), Samaria (capitale del regno
di Israele), Sichem, Cesarea marittima (dove risiedeva abitualmente il procuratore
romano), Silo (luogo di un famoso santuario di Yahwè).

Clima
Vi sono due stagioni principali: l'inverno, con piogge abbondanti, e l'estate,
caratterizzata da un clima totalmente asciutto. Le piogge invernali anticamente con-
dizionavano pesantemente l'agricoltura, a motivo dell'assenza di grandi fiumi, per cui
era anche necessario conservare l'acqua delle piogge per mezzo di cisterne, intona-
cate con una speciale malta impermeabile, scoperta negli ultimi secoli del II millen-
nio a.C., fatto che permise il popolamento delle regioni montagnose e degli altipiani.
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23 ANTICO TESTAMENTO: PENTATEUCO E LIBRI STORICI ANTICO TESTAMENTO: PENTATEUCO E LIBRI STORICI 23

Flora
Anticamente i boschi coprivano abbondantemente le montagne e gli altipiani, ma
alla fine del II millennio a.C. il loro progressivo sfruttamento per l'agricoltura e la
pastorizia ridussero fortemente tale patrimonio boschivo, limitandone la presenza
solo alle regioni dell'alta Galilea e del monte Carmelo.
Gli alberi originari e più diffusi erano la quercia, il terebinto (un piccolo albero
da cui si ricava una resina, la trementina di Cipro), il pino e il tamerisco (un albero
con piccole foglie di color verde opaco e fiori rosei), oltre vari tipi di cespugli, spes-
so spinosi (i "triboli" della Scrittura) e di erbe.
Dagli scavi archeologici effettuati a Gerico risulta che l'agricoltura nella regione
era conosciuta almeno dall'VIII millennio a.C. Tra le piante da frutto figurano l'olivo,
il fico, il mandorlo, la vite, oltre meli, peri, sicomori (un grande albero dal cui
legno gli Egizi ricavavano i sarcofagi per riporvi le mummie), pistacchi, noci, palme
da datteri. L'orzo e il frumento erano i principali cereali coltivati: l'aratura e la
semina avvenivano all'inizio dell'autunno, la mietitura aveva luogo tra marzo e
maggio, mentre la trebbiatura all'inizio dell'estate.

Fauna
Tra gli animali selvatici figurano il lupo, la jena, il cane e il gatto selvatici, la
volpe, il cinghiale, la lepre, lo stambecco, il tasso. Sono ormai estinti l'orso ed il
leone asiatico, spesso menzionati dalla Bibbia. Tra gli uccelli rapaci sono presenti
il falco, l'avvoltoio e l'aquila, e tra i non rapaci la quaglia, la gallina faraona.
Numerosi sono i rettili: serpenti, lucertole, tartarughe, e coccodrilli, attestati fino
alla fine del secolo scorso negli affluenti orientali del Giordano.
Tra gli insetti il più noto è la locusta o cavalletta per i danni prodotti attraverso i
secoli.
Tra gli animali domestici vanno annoverati il bue, l'asinello, il cavallo, che erano
in epoca biblica gli animali impiegati nei lavori agricoli, il cammello, la mucca, la
pecora, la capra. In epoca biblica la mucca era un lusso ed erano proverbiali gli alle-
vamenti bovini sul Basan.

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24 ANTICO TESTAMENTO: PENTATEUCO E LIBRI STORICI ANTICO TESTAMENTO: PENTATEUCO E LIBRI STORICI 24

INDICE

INTRODUZIONE

LA FORMAZIONE DEL PENTATEUCO


1.- L’Ipotesi documentaria o Teoria delle Fonti:
a.- Le tradizioni su Mosè autore del Pentateuco
b.- L’Ipotesi documentaria antica
c.- L’Ipotesi frammentaria
d.- L’Ipotesi complementare
e.- L’Ipotesi documentaria (Wellhausen)
f.- Le singole Fonti:
. Lo Jahvista (J): Caratteristiche, Schema, Scopo, Data e luogo
. L’Elohista (E): Caratteristiche, Scopo, Data e luogo
. Il Deuteronomio (Dt): Caratteristiche, Origine, Tipi di leggi,
l’Opera storiografica deuteronomistica
. Il Codice Sacerdotale (P): Caratteristiche, Data e luogo
2.- La Storia delle Forme (Formgeschichte) (Gunkel): i Generi Letterari
3.- La Storia delle Tradizioni (Traditionsgeschichte) (Von Rad, Noth)
4.- La Scuola Scandinava (Engnell)
5.- Esegesi
a.- La Storia delle origini (capp. 1-11)
b.- La Storia dei Patriarchi (capp. 12-50)
c.- Le formule di toledót
6.- La storiografia cronistica
7.- La storiografia maccabaica

EXCURSUS: LA COSMOGONIA BIBLICA


EXCURSUS: GEOGRAFIA BIBLICA
* La Mezzaluna Fertile
* La Palestina
Nomi
Caratteristiche
Clima
Flora
Fauna

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