Sei sulla pagina 1di 19

Introduzione

La via della croce, la via scelta da Gesù di Nazareth, è via di amore, di libertà, di sofferenza.
Amore, libertà e sofferenza sono parole profonde, che vanno pronunciate con discrezione e nel
silenzio, altrimenti correremmo il rischio di banalizzarle. Rapportate alla nostra vita, queste parole
sono colori, profumi, relazioni. Le troviamo nel cuore come desideri, ideali per i quali ci impegniamo
a vivere e a crescere, cambiamenti improvvisi che ci fanno camminare a volte anche nella delusione.
Amore, libertà e sofferenza… le direttrici di ogni vita!
Ma il percorso che vivremo stasera, questa via di amore, di libertà e di sofferenza, è anche strada
di comunione. Si, perché questa sera, pur provenendo da diverse comunità e parrocchie e portando
ognuno la propria storia e le proprie esperienze, pregheremo e cammineremo insieme, uniti.
Scegliamo di lasciarci indicare il cammino dalla croce, una croce particolare, detta ‘croce giovane’
perché porta le firme di tutti i ragazzi della nostra Chiesa che in questi anni si sono impegnati ad
essere testimoni di Gesù di Nazareth.

La via della croce allora, la via crucis, è tutto questo: via dei giovani, via di comunione, di amore,
di libertà e di sofferenza. Dopo 2000 anni abbiamo ancora la speranza che la croce potrà ‘trasforma i
nostri cuori induriti in cuori di carne capaci di sognare, di perdonare e di amare’ (Papa Francesco, 14
aprile 2017).

Canto Iniziale: Mi arrendo al tuo amore

Segno di croce e saluto

I Stazione: Gesù è condannato a morte


(Animazione a cura della parrocchia Cattedrale)

G: ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo,


T: perché con la tua croce hai redento il mondo.
Dal Vangelo secondo Matteo (27,22-26)
Chiese loro Pilato: «Ma allora, che farò di Gesù, chiamato Cristo?». Tutti risposero: «Sia
crocifisso!». Ed egli disse: «Ma che male ha fatto?». Essi allora gridavano più forte: «Sia
crocifisso!». Pilato, visto che non otteneva nulla, anzi che il tumulto aumentava, prese dell'acqua e
si lavò le mani davanti alla folla, dicendo: «Non sono responsabile di questo sangue. Pensateci voi!».
E tutto il popolo rispose: «Il suo sangue ricada su di noi e sui nostri figli». Allora rimise in libertà
per loro Barabba e, dopo aver fatto flagellare Gesù, lo consegnò perché fosse crocifisso.
Seguire il gregge, cioè pensare con la testa degli altri!
Quante volte scegliamo quello che dicono gli altri senza esserne convinti, semplicemente perché è
più comodo pensare con la testa di chi abbiamo vicino. Se i nostri compagni di scuola o di università
dicono: “Quello è antipatico, è altezzoso, è fuori…” tutti iniziano a crederlo; o se dicono “quella è
noiosa, è pesante, va evitata” tutti iniziano a dirlo. Ma facendo così siamo superficiali, non riflettiamo
su ciò che altri dicono e rischiamo di fare molto male a chi abbiamo accanto perché lo giudichiamo
in modo negativo e lo condanniamo.
G: Diciamo insieme: Perdonaci, Signore.
T: Perdonaci Signore.
L: Per tutte quelle volte che giudichiamo e condanniamo seguendo le idee degli altri,
T. Perdonaci, Signore.

Preghiamo
Signore Gesù, aiutaci a crescere e a pensare con la nostra testa! Facci capire che non il giudizio o la
condanna costruiscono le relazioni, ma la scoperta, il coraggio e soprattutto il bene. Amen

Canto: Ubi Caritas

II Stazione: Gesù è caricato della croce


(animazione a cura della parrocchia Cattedrale)

G: ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo,


T: perché con la tua croce hai redento il mondo.

Dalla prima lettera di san Pietro Apostolo (1Pt 2, 24-25)


Egli portò i nostri peccati nel suo corpo sul legno della croce, perché, non vivendo più per il peccato,
vivessimo per la giustizia; dalle sue piaghe siete stati guariti. Eravate erranti come pecore, ma ora
siete stati ricondotti al pastore e custode delle vostre anime.

LA CROCE
Gesù ha portato la croce e morendo su di essa ci ha salvato. Quante croci vediamo intorno a noi:
appese al collo, tatuate, attaccate all’orecchio, disegnate sulle magliette. Ma queste sono solo da
lontano la “croce di Gesù”. La sua croce, infatti, quella stessa che ci sta conducendo stasera, non ha
un alto indice di gradimento. Essa è sacrificio, amore libero, impegno. La croce di Gesù è simbolo di
tutte le prove e le sofferenze dell’umanità che Lui prende su di sé e che trasforma in via di salvezza
e di risurrezione.

G: Diciamo insieme: Perdonaci, Signore.


T: Perdonaci Signore.
L: per tutte quelle volte in cui non capiamo il significato e il valore della croce.
T. Perdonaci, Signore
Preghiamo
Signore Gesù, aiutaci a crescere facendoci capire che la croce non è solo un bell’ornamento ma un
progetto di vita esigente, che ci rende uomini e donne a tua immagine. Amen.

Canto: Misericodias Domini

III stazione: Gesù cade per la prima volta


(animazione a cura della parrocchia San Francesco d’Assisi)

G: ti adoriamo, o Cristo e ti benediciamo,


T: perché con la tua croce hai redento il mondo.

Dalla lettera di San Paolo apostolo ai Colossesi (Col 1,24)


Ora io sono lieto nelle sofferenze che sopporto per voi e do compimento a ciò che, dei patimenti di
Cristo, manca nella mia carne, a favore del suo corpo che è la Chiesa.

Le cadute ci aiutano a crescere!


Quando eravamo piccoli, se non fossimo caduti e non ci fossero stati i nostri genitori a rialzarci, non
avremmo imparato a camminare. Così è stato quando, per la prima volta, siamo andati in bici, sui
pattini, sugli sci…
Oggi, che siamo un po' più grandi, rischiamo di fare altri tipi di cadute. Sono quelle “interiori”,
“spirituali”. Quando non apprezziamo il creato e ciò che gli altri fanno per noi, quando banalizziamo
la fede, quando sfruttiamo le relazioni, quando non siamo fedeli nell’amore e nelle amicizie… anche
oggi abbiamo bisogno ancora di qualcuno che ci rialzi!

G: Diciamo insieme: Perdonaci, Signore.


T: Perdonaci Signore.
L: per tutte quelle volte in cui non accettiamo le nostre cadute.
T. Perdonaci, Signore

Preghiamo
Signore Gesù, aiutaci a crescere, facci sentire la tua presenza di amico fedele che non abbandona
nelle cadute, ma che, attraverso le persone che pone accanto, ci aiuta a rialzarci e ci rimette sul giusto
cammino. Amen

Canto: Nulla ti turbi


IV stazione: Gesù incontra sua madre
(Animazione a cura della parrocchia SS Pietro e Paolo)

G: ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo,


T: perché con la tua croce hai redento il mondo.

Dal vangelo secondo Luca (2, 34-35)


Simeone li benedisse e a Maria, sua madre, disse: «Ecco, egli è qui per la caduta e la risurrezione di
molti in Israele e come segno di contraddizione - e anche a te una spada trafiggerà l'anima -, affinché
siano svelati i pensieri di molti cuori».

Nei momenti importanti… loro ci sono!


È proprio così: quando abbiamo qualche problema, quando stiamo male, i nostri genitori ci sono! Essi
sono i primi che incontriamo e che ci sono vicini nei momenti difficili.
Ci dobbiamo fidare; dobbiamo affidarci alle persone che ci vogliono bene e che abbiamo accanto,
soprattutto dei nostri genitori. Il loro sguardo, le loro parole ci possono confortare e rassicurare, così
come è stato rassicurante lo sguardo di Maria nell’incontro con Gesù. Per questo lui ci dona sua
madre, Maria, per accompagnarci e non farci sentire soli nel cammino della vita: lei veglia davvero
su di noi e ci protegge.

G: Diciamo insieme: Perdonaci, Signore.


T: Perdonaci Signore.
L: per tutte quelle volte in cui non ci rivolgiamo a tua madre Maria e non le affidiamo i nostri
problemi.
T. Perdonaci, Signore

Preghiamo
Signore Gesù, aiutaci a crescere, riconoscendo l’importanza delle persone che ci sono accanto e che
ci vogliono bene. Fa’ che impariamo a fidarci e ad affidare la nostra vita particolarmente alle mani di
Maria, tua e nostra madre. Amen

Canto: Servo per amore


V stazione: Simone di Cirene porta la croce di Gesù
(Animazione a cura della parrocchia S. Maria del Carmine)

G: ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo,


T: perché con la tua croce hai redento il mondo.

Dalla lettera di San Paolo apostolo ai Galati (6,2)


Portate i pesi gli uni degli altri: così adempirete la legge di Cristo.

SI PUO’ FARE DEL BENE anche contro voglia


Simone di Cirene rappresenta tutti coloro che, controvoglia, si trovano a fare qualcosa di buono e di
utile per gli altri. È stato preso dalla folla e obbligato a portare la croce di Gesù.
Quante volte anche noi facciamo le cose controvoglia… forse obbligati. E, quasi sempre, alla fine
capiamo che abbiamo fatto bene a farle, proprio come è successo Simone di Cirene nello scoprire chi
era colui di cui aveva portato la croce.
Il bene va fatto sempre, anche quando non ne abbiamo voglia, perché il bene cambia la vita delle
persone, di chi lo riceve e di chi lo fa; aiuta tutti ad andare avanti e ad avere fiducia nel prossimo.
Fare sempre il bene è la forza e l’occasione che abbiamo nelle nostre mani per cambiare e rendere
migliore il mondo.

G: Diciamo insieme: Perdonaci, Signore.


T: Perdonaci Signore.
L: per tutte quelle volte in cui non abbiamo dedicato il nostro tempo al prossimo.
T. Perdonaci, Signore

Preghiamo
Signore Gesù, facci capire l’importanza di credere nel bene e di realizzarlo, senza lasciare i nostri
fratelli e le nostre sorelle da soli. Aiutaci a capire che il bene va fatto sempre, anche quando non ne
abbiamo voglia, perché è la sola occasione che abbiamo per cambiare in meglio il mondo. Amen

Canto: Laudate omnes gentes


VI stazione: la Veronica asciuga il volto di Gesù
(Animazione a cura della parrocchia Regina Pacis)

G: ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo,


T: perché con la tua croce hai redento il mondo.

Dal libro del profeta Isaia (53, 2-3)


Non ha apparenza né bellezza per attirare i nostri sguardi, non splendore per poterci piacere.
Disprezzato e reietto dagli uomini, uomo dei dolori che ben conosce il patire, come uno davanti al
quale ci si copre la faccia; era disprezzato e non ne avevamo alcuna stima.

Uscire fuori dalla mischia!


La Veronica rappresenta tutti coloro che non si limitano a essere semplici spettatori dei drammi altrui,
ma che, con coraggio, escono fuori dalla mischia, si sporcano le mani e i vestiti per aiutare il prossimo
e alleviare le sofferenze, senza lasciarsi bloccare dalla paura del giudizio e dalle critiche della gente.
Ciò che conta è aiutare chi è in difficoltà, senza timori e senza indecisioni.
Quando saremo capaci di questi gesti coraggiosi e semplici potremo dire di essere davvero diventati
“adulti”: quando con coraggio ci sporcheremo le mani con chi è malato, anziano, solo, povero; quando
avvicineremo chi è emarginato e rifiutato; quando difenderemo chi è umiliato e deriso.

G: Diciamo insieme: Perdonaci, Signore.


T: Perdonaci Signore.
L: per tutte quelle volte in cui non abbiamo il coraggio di uscire dal branco per aiutare chi è in
difficoltà.
T. Perdonaci, Signore

Preghiamo
Signore Gesù, aiutaci a percepire i problemi e le sfide che intorno a noi e donaci il coraggio di
intervenire con decisione e impegno per provare a dare risposte di vita. Amen

Canto: Re di gloria
VII Stazione: Gesù cade per la seconda volta
(Animazione a cura della parrocchia Sant’Anna)

G: ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo,


T: perché con la tua croce hai redento il mondo.

Dal libro del profeta Isaia (53,5)


Egli è stato trafitto per le nostre colpe, schiacciato per le nostre iniquità. Il castigo che ci dà salvezza
si è abbattuto su di lui; per le sue piaghe noi siamo stati guariti.

Quando pensiamo di non cadere…


Quando si cresce, si pensa di saper camminare sempre e in ogni situazione. Tanto che una delle
tentazioni più ricorrenti diventa quella di credere di non poter più cadere; e questo perché si è ormai
sicuri di sé stessi. Gesù, invece, durante la sua Via Crucis cade e, cadendo, ci ricorda che questa
situazione fa parte del cammino della vita e va accolta con umiltà. Ogni periodo, ogni età, ogni
stagione della vita ha le sue cadute, i suoi momenti di fragilità. Ma proprio mentre siamo in basso,
scopriamo quella luce che ridona speranza. La speranza di rialzarci, speranza di risurrezione.

G: Diciamo insieme: Perdonaci, Signore.


T. Perdonaci, Signore.
L. Per le volte in cui pensiamo di essere più furbi degli altri e siamo convinti di non cadere,
T. Perdonaci, Signore.

Preghiamo
Signore Gesù, aiutaci a comprendere che nascondere la nostra fragilità e i nostri limiti non significa
essere furbi. Al contrario insegnaci la saggezza delle persone umili, che sanno riconoscere i propri
limiti e sanno sperare nelle energie e nelle possibilità presenti nei cuori di tutti gli uomini. Amen

Canto: Dall’aurora al tramonto


VIII Stazione: Gesù incontra la gente
(Animazione a cura della parrocchia Sacra Famiglia - Sicarico)

G: ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo,


T: perché con la tua croce hai redento il mondo.

Dal Vangelo secondo Luca (Lc 23,27-28)


Lo seguiva una grande moltitudine di popolo e di donne, che si battevano il petto e facevano lamenti
su di lui. Ma Gesù, voltandosi verso di loro, disse: «Figlie di Gerusalemme, non piangete su di me,
ma piangete su voi stesse e sui vostri figli».

Gli incontri…
Incontriamo tante persone ogni giorno: a scuola, in treno, in università, nelle attività sportive, nei
luoghi di divertimento. Quante parole sentiamo, quanti maestri e professori, pur senza esserlo, ci
insegnano la loro verità, la loro filosofia di vita! Quante persone ci danno dei consigli!
È importante, allora, cominciare ad avere le idee chiare su chi dobbiamo ascoltare e a chi dobbiamo
dare retta. Per noi, che sappiamo di essere cristiani, il Maestro è Gesù. Lui ci insegna una verità che
libera, il suo vangelo ci fa sognare strade di comunione, la sua croce e la sua risurrezione ci fanno
dono di un amore che salva. Ritorniamo allora ad ascoltare questo maestro, la cui voce è presente nel
cuore come una brezza leggera e silenziosa. Gesù non è uno che si impone. Gesù è maestro di libertà!

G: Diciamo insieme: Perdonaci, Signore.


T. Perdonaci, Signore.
L. Per tutte le volte in cui non troviamo il tempo per leggere e ascoltare il Vangelo.
T. Perdonaci, Signore.

Preghiamo
Signore Gesù, aiutaci a distinguere tra chi ci guida davvero verso il bene e chi no. Aiutaci a leggere
il Vangelo per scoprire sempre più che tu sei la Verità e il vero Maestro. Amen.

Canto: Ubi caritas


IX Stazione: Gesù cade per la terza volta
(Animazione a cura della parrocchia Maria Regina - Antonelli)

G. ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo,


T. perché con la tua croce hai redento il mondo.

Dal libro del profeta Isaia (Is 53,7)


Maltrattato, si lasciò umiliare e non aprì la sua bocca; era come agnello condotto al macello, come
pecora muta di fronte ai suoi tosatori, e non aprì la sua bocca.

Imparare a parlare
Pensiamo di saper parlare perché conosciamo le regole grammaticali, o perché abbiamo letto l’ultimo
libro dell’autore del momento, o abbiamo scritto un post stupendo su un social… e invece non si
finisce mai di imparare a parlare.
Parlare significa comunicare in maniera profonda, imparare a farlo con saggezza, con equilibrio e con
verità, non in modo superficiale o frivolo. Saper parlare significa ‘saper raccontare’ storie di salvezza,
saper usare le parole non come pietre ma come carezze, imparare anche l’arte del tacere per non ferire.
Quanto male e quanto bene possono fare le nostre parole!

G: Diciamo insieme: Perdonaci, Signore.


T. Perdonaci, Signore.
L. Per tutte le volte che non diciamo la verità o sparliamo degli altri,
T. Perdonaci, Signore.

Preghiamo
Signore Gesù, aiutaci a crescere, così da poter capire che le parole, se usate male e senza sincerità,
possono ferire il nostro prossimo. Amen.

Canto: Misericordias domini


X Stazione: Gesù è spogliato delle sue vesti
(Animazione a cura della parrocchia SS. Trinità)

G. ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo,


T. perché con la tua croce hai redento il mondo.

Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 27,33-35)


Giunti al luogo detto Gòlgota, che significa «Luogo del cranio», gli diedero da bere vino mescolato
con fiele. Egli lo assaggiò, ma non ne volle bere. Dopo averlo crocifisso, si divisero le sue vesti,
tirandole a sorte.

SACRIFICI
Gesù si spoglia anche delle ultime cose che umanamente gli restano …
Già adesso, anche se siamo ancora giovani, ci potrebbero essere chiesti dei sacrifici, impegni più o
meno grandi e importanti; ci potrebbe essere chiesto di privarci di qualcosa a cui teniamo per donarlo
a chi non ha nulla; di privarci del tempo libero per dedicarlo a chi ci è vicino e potrebbe avere bisogno
di noi; di privarci delle nostre sicurezze e amicizie per un futuro che vediamo incerto e che potrebbe
costringerci a partire.
Crescere sullo stile di Gesù significa anche scoprire che privarsi di qualcosa non vuol dire
impoverirsi, ma rendersi leggeri, avere meno zavorra nel cammino della vita, per dare più spazio a
Dio, all’amore, al mondo.

G: Diciamo insieme: Perdonaci, Signore.


T. Perdonaci, Signore.
L. Per tutte le volte in cui ci attacchiamo troppo alle cose che ci circondano,
T. Perdonaci, Signore.

Preghiamo
Signore Gesù, aiutaci a crescere, così che, liberi nel cuore, riusciamo a condividere le cose, il tempo,
la vita stessa con gli altri. Amen.

Canto: Nulla ti turbi


XI Stazione: Gesù è crocifisso
(Animazione a cura della parrocchia S. Maria del Rosario - Cozzana)

G. ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo,


T. perché con la tua croce hai redento il mondo.

Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 19, 17-19)


Gesù, portando la croce, si avviò verso il luogo del Cranio, in ebraico Gòlgota, dove lo crocifissero
e con lui altri due, uno da una parte e uno dall’altra, e Gesù in mezzo. Pilato compose anche
l’iscrizione e la fece porre sulla croce; vi era scritto: «Gesù il Nazareno, il re dei Giudei».

Le prime sofferenze
È in momenti come questi che possiamo sperimentare se stiamo crescendo davvero: scoprendo cioè
come reagiamo davanti alle piccole o grandi sofferenze. Non ci sono solo sofferenze fisiche; spesso
le più dolorose sono quelle interiori: le delusioni e i tradimenti che riceviamo dagli amici più stretti;
l’incomprensione quando non riusciamo a esprimere fino in fondo le nostre idee; il sentirci emarginati
e non pienamente accolti.
Quando non ci sentiremo solo vittime ma ci daremo da fare per migliorare queste situazioni, allora sì
che saremo diventati più grandi. Allora potremo dire di essere discepoli di chi ha vissuto la sofferenza
per amore, di chi ha attraversato la sofferenza con coraggio, certo di un amore più forte della morte:
discepoli dell’uomo di Nàzaret, Gesù!

G: Diciamo insieme: Perdonaci, Signore.


T. Perdonaci, Signore.
L. Per tutte le volte in cui ci ribelliamo davanti alle sofferenze e alle prove,
T. Perdonaci, Signore

Preghiamo
Signore Gesù, donaci la stessa forza che hai avuto tu nel reagire alla sofferenza e al male del mondo.
Donaci la speranza e la serenità di sapere che ogni sacrificio fatto per il bene, ogni scelta che comporta
conseguenze davanti agli occhi di tutti e ogni assunzione di responsabilità, non finiscono nel
dimenticatoio, ma sono parte di quel progetto che tu hai per il mondo. Amen.

Canto: Re di gloria
XII Stazione: Gesù muore in croce
(Animazione a cura della parrocchia di Santa Lucia)

G. ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo,


T. perché con la tua croce hai redento il mondo.

Dal Vangelo secondo Luca (Lc 23,44-48)


Era già verso mezzogiorno e si fece buio su tutta la terra fino alle tre del pomeriggio, perché il sole
si era eclissato. Il velo del tempio si squarciò a metà. Gesù, gridando a gran voce, disse: «Padre,
nelle tue mani consegno il mio spirito». Detto questo, spirò.
Visto ciò che era accaduto, il centurione dava gloria a Dio dicendo: «Veramente quest’uomo era
giusto»: Così pure tutta la folla che era venuta a vedere questo spettacolo, ripensando a quanto era
accaduto, se ne tornava battendosi il petto.

Fare posto agli altri.


Nella vita abbiamo già capito che, in qualche modo, morire è fare posto ad altri: quando qualcuno
termina il pellegrinaggio terreno, altri ne prendono il posto e ne portano avanti l’attività e l’impegno.
Poi c’è un altro «morire»: lo si capisce – e lo si vive – gradualmente. Consiste nel far morire un po’
del nostro egoismo per fare spazio agli altri; nel far morire quell’idea perfetta di noi che mai ci
permette di ascoltare veramente altri. Morire è anche fare posto! Permettere uno spazio di vita anche
ad altri, accorgendosi di quanto di bello e sorprendente possono fare anche al di la di noi. E quando
davanti a tutto questo, davanti alla bellezza di altri che crescono accanto a noi, ci rallegreremo e ti
ringrazieremo, avremo scoperto qual è la perfetta letizia, la gioia più profonda del cuore umano.

G: Diciamo insieme: Perdonaci, Signore.


T. Perdonaci, Signore.
L. Per tutte le volte in cui non vediamo i doni e il “positivo” che c’è nei fratelli,
T. Perdonaci, Signore.

Preghiamo
Signore Gesù, aiutaci a crescere, affinché moriamo un po’ a noi stessi, mettiamo da parte il nostro
egoismo e facciamo spazio agli altri che, con i loro talenti, sono parte del nostro cammino. Amen.

Canto: Eccomi
XIII Stazione: Gesù è deposto dalla croce
(Animazione a cura della parrocchia Sant’Antonio)

G. ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo,


T. perché con la tua croce hai redento il mondo.

Dal Vangelo secondo Marco (Mc 15, 42-45)


Venuta ormai la sera, poiché era la Parascève, cioè la vigilia del sabato, Giuseppe d’Arimatea,
membro autorevole del sinedrio, che aspettava anch’egli il regno di Dio, con coraggio andò da Pilato
e chiese il corpo di Gesù. Pilato si meravigliò che fosse già morto e, chiamato il centurione, gli
domandò se era morto da tempo. Informato dal centurione, concesse la salma a Giuseppe.

Dio si affida alle sue creature


Dio affida il suo corpo umano alle sue creature. È un invito, rivolto anche a noi, ad affidarci, a saperci
mettere nelle mani degli altri. Ancora oggi Dio, per arrivare a tutti, si mette nelle mani dei sacerdoti,
dei religiosi, dei catechisti, degli educatori, degli sposati... In questo modo ci insegna che da soli non
possiamo fare nulla: abbiamo bisogno del prossimo. Del resto, lo sperimentiamo soprattutto quando
non siamo in piena forma: i genitori, i fratelli e le sorelle, gli amici sono importantissimi. Il cristiano,
allora, è tale se collabora con gli altri, se si fida delle idee degli altri. Questo stile di vita lo si impara!
Come dice un proverbio africano: ‘Se vuoi andare veloce, vai da solo; se vuoi andare lontano, vai
insieme’. Pensiamoci: cosa saremmo noi, cosa sarebbe la nostra società e la Chiesa stessa senza la
preziosa collaborazione di tutti?

G: Diciamo insieme: Perdonaci, Signore.


T. Perdonaci, Signore.
L. Per tutte le volte in cui non ci affidiamo al nostro prossimo per diffidenza, per paura, per
pregiudizio,
T. Perdonaci, Signore.

Preghiamo
Signore Gesù, aiutaci a fidarci, donaci la libertà e il coraggio di collaborare insieme per un mondo
più giusto e più umano, per una Chiesa che sia segno della tua presenza. Amen.

Canto: Ti seguirò
XIV Stazione: Gesù è posto nel sepolcro
(Animazione a cura della parrocchia Sacro Cuore)

G. ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo,


T. perché con la tua croce hai redento il mondo.

Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 27, 59-61)


Giuseppe prese il corpo, lo avvolse in un lenzuolo pulito e lo depose nel suo sepolcro nuovo, che si
era fatto scavare nella roccia; rotolata poi una grande pietra all’entrata del sepolcro, se ne andò.
Lì, sedute di fronte alla tomba; c’erano Maria di Magdala e l’altra Maria.

Saper attendere e aspettare con pazienza


Il sepolcro rappresenta l’attesa prima della risurrezione. Questa tappa della Via Crucis ci insegna a
non avere fretta, a saper attendere con pazienza l’evolversi degli eventi. Oggi, purtroppo, sembra che
bisogna fare tutto e subito; quante pretese ci dicono che la nostra società non sa più aspettare, non sa
più riflettere, non sa attendere! Anche noi, immersi in questo clima, vogliamo che i desideri siano
subito esauditi! Ma questo è uno dei segni più evidenti e inconfondibili del rischio di restare eterni
bambini. Saper aspettare, invece, significa rendersi conto dell’importanza delle cose e apprezzarle
ancora di più. Attendere è la virtù dell’età adulta, di chi ha scoperto che la vita ha tempi diversi.

G: Diciamo insieme: Perdonaci, Signore.


T. Perdonaci, Signore.
L. Per tutte le volte che abbiamo fretta e che siamo capricciosi,
T. Perdonaci, Signore.

Preghiamo
Signore Gesù, fa che impariamo ad attendere con pazienza i tempi delle cose della vita, per
apprezzarne il valore e l’importanza e gustarne la gioia profonda. Amen.

Canto: Dall’aurora al tramonto


XV Stazione: Gesù risorge da morte
(Animazione a cura della parrocchia Sacro Cuore)

G. ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo,


T. perché con la tua croce hai redento il mondo.

Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 20,19)


La sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si
trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, stette in mezzo e disse loro: «Pace a voi!»

La vita vince sulla morte


La vita vince sempre sulla morte.
Lo sperimentiamo in continuazione: il seme muore, ma poi nasce la pianta che avrà splendidi fiori e
gustosi frutti. Le scelte fanno male, ma ci conducono su strade di futuro che donano vita. Questo è il
cammino della vita, e lo abbiamo sentito forte anche in questa Via Crucis: cadiamo e ci rialziamo; la
crisi si riapre alla gioia; il buio e le tenebre fanno spazio alla luce. Crescere vuol dire darsi la
possibilità di diventare adulti anche nella fede! E la nostra fede non è un credo morto, ma l’incontro
con una persona viva, su cui la morte non ha più alcun potere.

G: Diciamo insieme: Perdonaci, Signore.


T. Perdonaci, Signore.
L. Per tutte le volte in cui non apprezziamo la vita come un grande dono,
T. Perdonaci, Signore.

Preghiamo
Signore Gesù, aiutaci a crescere, affinché capiamo che la vita è un dono che va oltre e non può
terminare con la morte fisica. Aiutaci a essere testimoni di speranza e di gioia. Amen.

SEGNO
Durante il segno si canta: Mi arrendo al tuo amore
Preghiera
Signore Gesù,
oso dirti che vorrei prendere sul serio la mia vita
e che ci terrei molto ad avere un cuore libero.

La lotta per non cedere alle semplici comodità


e per mirare a cose più vere e profonde mi costa, ma mi rende felice.
Vorrei una felicità autentica, aperta ai grandi sogni e mai tenuta solo per me.
Ti chiedo di essermi vicino, di farmi forte nella tentazione.

Guardo alla vicenda del discepolo amato


e alla sua sete di verità che è anche la mia.
Signore, ti prometto che ci proverò sul serio.
Chiarirò a me stesso
da dove nasce questa mia sete.

Sarò anch’io sotto la Croce.


Sarò anch’io in mezzo al mare dove tutti dicono
che non si pesca nulla in questa notte nera.
Signore, piacerebbe anche a me urlare a tutto il mondo,
riferendomi a te che ci vieni incontro sulle acque: “E’il Signore!”.

Infine vorrei tanto ospitare tua Madre,


come ha fatto Giovanni, ricevendola in dono da Te.
Signore, per questi miei propositi e per l’amore che mi lega a Te,
mio e nostro Salvatore, ti prego: ascoltami!
Amen.

(testo ispirato alla preghiera scritta da Papa Francesco per il sinodo dei giovani 2018)

Canto finale: Resta qui con noi


CANTI

MI ARRENDO AL TUO AMORE DALL’AURORA AL TRAMONTO


Sotto la tua croce apro le mie braccia, Dall'aurora io cerco te
accolgo il tuo perdono la tua misericordia. fino al tramonto ti chiamo,
Adoro nel silenzio il tuo splendore ha sete solo di te
il volto tuo che libera il mio cuore. l'anima mia come terra deserta.

Mi arrendo al tuo amore Signore Gesù Non mi fermerò un solo istante


non posso restare lontano da te. sempre canterò la tua lode
Mi arrendo al tuo amore Signore Gesù perché sei il mio Dio
alla tua presenza per sempre resterò. il mio riparo
mi proteggerai
Ai piedi della croce visiti il mio cuore, all'ombra delle tue ali.
mi doni la tua pace consoli la mia vita.
Contemplo la Maestà della tua gloria, Non mi fermerò un solo istante
il sangue tuo che sana le ferite. io racconterò le tue opere
perché sei il mio Dio
UBI CARITAS unico bene
nulla mai potrà
Ubi caritas et amor la notte contro di me.
Ubi caritas Deus ibi est.

SERVO PER AMORE


MISERICORDIAS DOMINI
Offri la vita tua come Maria
Misericordias Domini, in aeternum cantabo… ai piedi della croce,
e sarai servo di ogni uomo,
servo per amore,
NULLA TI TURBI sacerdote dell'umanità.
Nulla ti turbi, nulla ti spaventi:
chi ha Dio nulla gli manca. TI SEGUIRO’
Nulla ti turbi, nulla ti spaventi:
solo Dio basta. Ti seguirò, ti seguirò o Signore,
e nella tua strada camminerò.
Ti seguirò nella via dell'amore
LAUDATE OMNES GENTES e donerò al mondo la vita.
Laudate omnes gentes, Laudate Dominum. Ti seguirò nella via del dolore
Laudate omnes gentes, Laudate Dominum e la tua Croce ci salverà.
Ti seguirò nella via della gioia
e la tua luce ci guiderà.
RE DI GLORIA
Ho incontrato Te, Gesù, e ogni cosa in me è cambiata,
tutta la mia vita ora ti appartiene Tutto il mio passato io lo affido a Te,
Gesù, Re di gloria, mio Signor.
Tutto in Te riposa, la mia mente, il mio cuore,
trovo pace in Te Signor, Tu mi dai la gioia Voglio stare insieme a Te,
non lasciarti mai, Gesù, Re di gloria, mio Signor.
Dal tuo amor chi mi separerà, sulla croce hai dato la vita per me
una corona di gloria mi darai quando un giorno ti vedrò.
Tutto in Te riposa la mia mente, il mio cuore,
trovo pace in Te Signor, Tu mi dai la gioia vera.
Voglio stare insieme a Te, non lasciarti mai, Gesù, Re di gloria, mio Signor.

ECCOMI
Eccomi, eccomi !
Signore io vengo.
Eccomi, eccomi !
Si compia in me la tua volontà.

Nel mio Signore ho sperato


e su di me s'è chinato,
ha dato ascolto al mio grido,
m'ha liberato dalla morte.

RESTA QUI CON NOI


Le ombre si distendono scende ormai la sera
e si allontanano dietro i monti
i riflessi di un giorno che non finirà,
di un giorno che ora correrà sempre
perché sappiamo che una nuova vita
da qui è partita e mai più si fermerà.

Resta qui con noi il sole scende già,


resta qui con noi Signore è sera ormai.
Resta qui con noi il sole scende già,
se tu sei fra noi la notte non verrà.

S'allarga verso il mare il tuo cerchio d'onda


che il vento spingerà fino a quando
giungerà ai confini di ogni cuore,
alle porte dell'amore vero;
come una fiamma che dove passa brucia,
così il Tuo amore tutto il mondo invaderà.

Potrebbero piacerti anche