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Antichi Romani: verità e falsi miti.

Per tante persone, l’immagine dell’Impero Romano, più che sui libri di storia o nei musei, si è
formata principalmente attraverso i film. Per noi gli antichi Romani sono prima di tutto quelli visti in
televisione o al cinema, in film come Il Gladiatore, Spartaco, Ben Hur e via dicendo. Tuttavia questi
film non presentano una reale descrizione della vita ai tempi dei Romani, ma una versione
inautentica, spesso illogica e antistorica. Ecco alcuni dei più famosi (falsi) miti sui Romani.

Il pollice verso — Contrariamente a quanto si crede, l’Imperatore non alzava il pollice verso l’alto
o verso il basso per dare al gladiatore il segnale di uccidere il suo sfortunato avversario.
L’Imperatore (e solo lui, non il pubblico) usava il sistema “mano aperta/mano chiusa”: mano aperta
significava “risparmia la sua vita”, mano chiusa “uccidilo”. Se il gladiatore disobbediva all’ordine e
uccideva il suo nemico prima di questa autorizzazione, l’Imperatore poteva decidere di
condannarlo a morte.

I gladiatori — I gladiatori non erano solo uomini. Infatti esistevano anche le gladiatrices (al
singolare, la gladiatrix). Gli spettacoli con le gladiatrici erano molto frequenti, fino a quando, nel
200 d.C., tra la disapprovazione generale l’imperatore Settimio Severo decise di vietare i
combattimenti tra donne. Il divieto tuttavia si rivelò poco efficace, perché ci sono testimonianze di
spettacoli con gladiatrici anche dopo quella data. Secondo alcuni addirittura non sarebbe vera
neanche l'idea di morte e violenza che ha sempre accompagnato l'immagine del gladiatore: in
realtà si trattava di combattimenti non violenti tra uomini disarmati e allenati per colpire senza
uccidere, come nel moderno wrestling. Insomma, non un vero combattimento ma una simulazione.

La toga — Quando pensiamo ai cittadini romani, li immaginiamo sempre in toga. Ma in realtà la


toga era un abito estremamente formale, usato solo nelle grandi occasioni. Dire che i romani
usavano la toga è come dire che oggi usiamo sempre la giacca e la cravatta o lo smoking.
Normalmente i romani indossavano delle modeste tuniche. Invece la toga era un abito così
importante che potevano indossarla esclusivamente i cittadini maschi (né gli schiavi, né le donne).

I banchetti — La leggenda dice che romani avevano l'abitudine di vomitare durante i loro celebri e
lussuosi banchetti, per poter ricominciare a mangiare. Questa credenza si deve al fatto che
effettivamente a Roma sono stati trovati dei locali chiamati vomitoria, un nome che ha fatto
pensare a dei luoghi Dove i romani andavano a vomitare dopo aver mangiato. In realtà i vomitoria
erano dei corridori dentro gli anfiteatri che servivano per il passaggio delle persone in occasione di
manifestazioni particolarmente affollate (come gli spettacoli teatrali o i combattimenti con i
gladiatori).

“Anche tu Bruto, figlio mio” — Le ultime parole di Giulio Cesare, rivolte verso il suo assassino
Bruto sono diventate universalmente famose grazie a Shakespeare. Secondo la tradizione Cesare
avrebbe detto in latino: “Tu quoque, Brute, fili mi”. Ma lo storico Svetonio riportò la frase esatta, in
greco, che era “Kai su teknon”. Sì, in greco, perché Cesare era bilingue (latino e greco), e il greco
era una lingua comunemente parlata a Roma. Le parole potrebbero avere senz’altro un altro
significato, cioè non esprimerebbero sorpresa da parte di Cesare, ma minaccia: “Anche tu Bruto
sarai ucciso, tu sarai il prossimo” (previsione in parte giusta, perché nel 42 d.C., due anni dopo la
morte di Cesare, Bruto si suicidò). Un'altra falsa leggenda è quella che vuole Bruto “figlio” di
Cesare: si trattava in realtà del suo migliore amico. Probabilmente la leggenda è dovuta al fatto
che Cesare era innamorato della madre di Bruto, Servilla.

Nerone — Nerone, che guidò l’Impero dal 54 al 68 d.C., è passato alla storia come simbolo di un
potere folle, immorale, irragionevole. A lui sono state attribuite le azioni più terribili, tra cui quella di
avere bruciato Roma. Ma secondo gli storici moderni, Nerone non era a Roma quando scoppiò
l’incendio che la distrusse. Il 18 luglio 64, giorno della tragedia, l’Imperatore si trovava al mare, ad
Anzio, e quando arrivò la notizia che la città stava bruciando corse immediatamente a Roma per
organizzare le operazioni di soccorso. Successivamente la popolazione cominciò a indicare
Nerone come colpevole, ma si trattava di voci create dai Cristiani, che erano da lui perseguitati e
avevano interesse a diffondere l’immagine di un Imperatore folle, incapace di governare e nemico
del popolo.

PARTE 1 — FORMAZIONE DELLE PAROLE

Esercizio 1. Leggi queste frasi tratte dal testo. In ognuna è stata cambiato una parola rispetto
all’originale. Senza guardare il testo, prova trovare le parole cambiate. Aiutati con i prefissi della
lista, come nell’esempio.

dis- anti- ir- in- s-

1) … questi film non presentano una reale descrizione della vita ai tempi dei romani, ma una
versione in autentica, spesso illogica e storica antistorica.
2) … l’Imperatore non alzava il pollice verso l’alto o verso il basso per dare al gladiatore il segnale
di uccidere il suo fortunato avversario.
3) Se il gladiatore ubbidiva all’ordine e uccideva il suo nemico prima di questa autorizzazione,
l’Imperatore poteva decidere di condannarlo a morte.
4) Nerone, che guidò l’Impero dal 54 al 68 d.C., è passato alla storia come simbolo di un potere
folle, immorale, ragionevole.
5) … avevano interesse a diffondere l’immagine di un Imperatore folle, capace di governare e
nemico del popolo

FORMA BASE CONTRARIO FORMA BASE CONTRARIO

irreale autorizzare

autentico violento

logico armato

storico falso

basso informale

fortunato primo

chiuso peggiore

ubbidire morale

amico ragionevole

approvazione disinteresse

inefficace capace
Esercizio 2. Per fare il contrario di un aggettivo, di un nome o di un verbo, in italiano si usano molti
prefissi. Completa la regola sulla formazione dei contrari.

PARTE 2 — GLI AVVERBI


Riordina le frasi come nell’esempio.

3 secondo gli storici moderni,


Nerone non era a Roma quando
scoppiò l’incendio

2 ma

1 a lui sono state attribuite le


azioni più terribili, tra cui quella
di aver bruciato Roma

__ tuttavia
__ per noi gli antichi romani
sono prima di tutto quelli visti in
televisione o al cinema. In film
come Il gladiatore, Spartacus,
Ben Hur e via dicendo
__ questi film non presentano
una reale descrizione della vita
ai tempi dei romani

__ quando pensiamo ai cittadini


romani, li immaginiamo sempre
__ ma in realtà in toga

__ la toga era un abito


estremamente formale, usato
solo nelle grandi occasioni
__ a quanto si crede
__ contrariamente

__ l’imperatore non alzava il


pollice verso l’alto o verso il
basso per dare al gladiatore il
segnale di uccidere il suo
sfortunato avversario

__ a Roma sono stati trovati dei


__ in realtà locali chiamati vomitoria, un
nome che ha fatto pensare a dei
luoghi dove i romani andavano a
vomitare dopo aver mangiato

__ i vomitoria, erano dei corridoi


dentro gli anfiteatri

Osserva le espressioni che si usa per introdurre qualcosa in opposizione a un’altra

Ma in realtà In realtà

Tuttavia
Ma Contrariamente a (quanto si crede)
https://www.youtube.com/watch?v=jwW6ZNWEtjo

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