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Tre italiani su quattro stanno con Greta: il clima è una priorità.

Ultimatum alla
politica

Da una consultazione lanciata da Change.org in vista delle prossime elezioni europee


emerge che molti cittadini italiani stanno con la giovane attivista svedese. Le loro
priorità: sostenibilità ambientale per creare nuovi posti di lavoro e rilanciare l’economia
del Paese.
18 Aprile, 2019

PER LE ELEZIONI europee del prossimo 26 maggio, il 73,3 per cento dei cittadini italiani
darebbe la propria fiducia e il proprio sostegno alle battaglie della nota attivista 16enne
svedese Greta Thunberg. La lotta contro il cambiamento climatico di Greta, da operare
tramite la transizione verso un'economia e delle infrastrutture sostenibili, risulta infatti tra le
priorità segnalate dagli utenti di Change.org, che chiedono a gran voce alla politica di
aumentare gli investimenti nel settore ecologico per aumentare l'occupazione e rilanciare
lo sviluppo del Paese. Un piano economico dai toni "verdi", insomma, per il futuro
economico e sociale dell'Italia e dell'Europa.

L'iniziativa della piattaforma on line ha coinvolto oltre 20mila persone di tutta Italia.
Attraverso l'iniziativa #Lamiavoceconta, è stato chiesto ai cittadini di indicare quali fossero
le questioni più urgenti da sottoporre ai partiti in vista delle europee.

"Avevamo chiesto agli utenti su quali punti avremmo dovuto concentrarci nel 2019: le loro
esigenze erano fortemente orientate verso la tutela dell'ambiente, l'economia e il lavoro.
Oggi il loro messaggio è ancora più chiaro: gli elettori chiedono alla politica di applicare la
ricetta ecologica per il rilancio del Paese e la lotta alla disoccupazione, specialmente
quella giovanile", racconta Stephanie Brancaforte, direttrice di Change.org Italia, "il che
mette in risalto un divario forte tra programmi politici e priorità dei cittadini. I rispondenti
hanno anche espresso forte preoccupazione per il fatto che le grandi aziende non stiano
pagando la quota di tasse che a loro spetta. Secondo il 76% degli intervistati, i media non
si occupano abbastanza delle questioni ambientali, mentre il 47% ritiene che all'economia
e al lavoro non venga dato sufficiente spazio nel dibattito pubblico. Grazie a questa
consultazione" - continua -, "i cittadini hanno avuto e hanno ancora la possibilità di
influenzare i temi della campagna elettorale: abbiamo dato una voce a tutti loro, e adesso
porteremo le loro istanze di fronte a candidati e politici".

L'eco della battaglia di Greta Thunberg ha raggiunto anche le questioni occupazionali.


Secondo il 71 per cento dei partecipanti alla consultazione servono infatti investimenti
nell'economia sostenibile, ad esempio nelle energie rinnovabili o nei trasporti pubblici, per
creare nuovi posti di lavoro.
Il 55 per cento ha chiesto ad esempio maggiori tutele per evitare la delocalizzazione delle
produzioni italiane, mentre il Made in Italy, secondo il 65 per cento degli intervistati,
necessita di ulteriori garanzie, affinché le piccole realtà nostrane riescano a competere
con le grandi industrie.