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CdL in Ingegneria Gestionale - Fisica Generale TA L-Z - Appello 11 Settembre 2019

SOLUZIONI

Esercizio 1
Un blocco di massa m ! = 0.73 kg scivola
(partendo da fermo) lungo un piano
inclinato con un dislivello h ! = 3.0 m tra il
punto più alto e quello più basso.
Raggiungendo l’estremità inferiore del
piano inclinato, il blocco incontra una
molla di costante elastica k! = 1200 N/m .
Considerando trascurabili gli attriti e la
lunghezza della molla si calcoli:
1) la velocità del blocco quando raggiunge la molla;

2) di quanto è compressa la molla quando il blocco si arresta.
Con un piano dotato di attrito e inclinato di θ! = 45o , si osserva che giunto al termine del
piano il corpo causa una compressione massima della molla di l! = 0.15 m. Si determini:
3) Il coefficiente di attrito dinamico presente tra piano e blocco.

Soluzione

1) In assenza di attriti, sul blocco agiscono solo la forza normale, che non compie lavoro, e la forza
peso, che è conservativa. Possiamo dunque utilizzare la conservazione dell’energia: al termine della
discesa, corrispondente ad una diminuzione di quota di h! , sia avrà un’energia cinetica pari
all’energia potenziale iniziale (la velocità iniziale è nulla e poniamo lo zero dell’energia potenziale
al termine della discesa):

1
! mv 2 = mgh
2

e quindi

v! = 2gh ≃ 7.67 m /s

2) Quando il corpo è stato fermato dalla molla, l’energia cinetica è stata tutta trasformata in energia
potenziale elastica (il testo chiede di trascurare la lunghezza della molla, e quindi la variazione di
quota del corpo durante la compressione della stessa). Possiamo quindi eguagliare l’energia
potenziale elastica all’energia potenziale della forza peso che il corpo aveva inizialmente, detta x! la
compressione della molla:

1
! k x 2 = mgh
2

e quindi trovare la compressione della molla:


2mgh
x! = ≃ 18.9 cm
k

3) In presenza di attrito, l’energia non è conservata. Avremo quindi una variazione di energia
meccanica, che inizialmente è la stessa dei punti precedenti, mentre nello stato finale è data dalla
energia potenziale elastica della molla in presenza della nuova compressione data, l! :

1 2
ΔE
! = Ef − Ei = k l − mgh
2

Tale variazione di energia è stata prodotta dal lavoro della forza di attrito. Il modulo della forza di
attrito è pari al coefficiente di attrito dinamico moltiplicato per la forza normale, quindi

F
! A = μD N = μD mg cos θ

La distanza lungo cui la forza di attrito fa lavoro è pari alla lunghezza del piano inclinato,
chiamiamola S
! ; considerando l’angolo del piano, si ha

h! = S sin θ ⟹ S = h /sin θ

Avremo quindi il lavoro dell’attrito

μD mgh

! A = − FA S = −
tan θ

dove il segno meno mette in evidenza che il lavoro fatto è negativo, in quanto forza e spostamento
hanno verso opposto. Tornando alla variazione di energia meccanica, la eguagliamo al lavoro fatto
dall’attrito, ed otteniamo l’espressione che ci consente di ricavare μ
! D:

1 μD mgh
! k l 2 − mgh = −
2 tan θ

ottenendo

μD k l2
1! − =
tan θ 2mgh

e quindi

( 2mgh )
k l2
μ
! D= 1− tan θ ≃ 0.371
Esercizio 2
Una giostra per bambini è costituita da un disco
orizzontale di massa 20m ! e raggio R! = 3.5 m ,
sostenuto da un palo in modo da poter ruotare
intorno al proprio asse. Sul bordo del disco sono
fissati, per mezzo di catene lunghe 4R ! /3 ,
inestensibili e di massa trascurabile, 18 seggiolini.
Ciascun seggiolino può essere considerato una
massa m ! = 7.5 kg puntiforme (in figura ne sono
rappresentati due).
1) Si calcoli il momento di inerzia del sistema
rotante nella posizione di riposo (figura A).

Quando la giostra gira alla velocità di regime, le
catene formano con la verticale un angolo θ! = 30o
(figura B). Si calcoli:

2) il momento d’inerzia del sistema rotante nella
nuova configurazione;

3) la velocità angolare di rotazione della giostra;

4) il lavoro effettuato dal motore della giostra, trascurando tutti gli attriti.

(NB: il motore che ha azionato la giostra ha compiuto lavoro ottenendo due risultati: il
sistema rotante ha ora un’energia cinetica rotazionale, e i seggiolini si trovano più in alto
rispetto alla configurazione di riposo…)

Soluzione

1) Il sistema rotante è costituito dal disco e dalle 18 masse puntiformi, poste a distanza R
! dall’asse
di rotazione. Abbiamo quindi

1
I! = (20m)R 2 + 18m R 2 = 28m R 2 ≃ 2.57 × 103 kgm2
2

2) Nell nuova configurazione, i seggiolini ruotano su una circonferenza di raggio maggiore di


4 5
prima: R′
! = R + R sin θ = R. Quindi il sistema ha un momento di inerzia

3 3

( 3 )
2
1 2 5
I′
! = (20m)R + 18m R = 60m R 2 ≃ 5.51 × 103 kgm2
2

3) Considerando un seggiolino, esso è sottoposto a due forze: la tensione sulla catena e la forza
peso. La risultante delle due forze deve produrre sul seggiolino l’accelerazione centripeta
orizzontale cui è sottoposto, muovendosi di moto circolare con raggio 5R ! /3 . Chiamiamo x! la
direzione orizzontale e y! la direzione verticale; si ha:
5
aC = 3
Rω 2
! ∑ Fx = T sin θ = m ax = m aC
∑ Fy = T cos θ − mg = m a y = 0

otteniamo quindi:

mg
T
! =
cos θ
5
T
! sin θ = mg tan θ = m Rω 2
3

e quindi

3g tan θ
ω
! = ≃ 0.99 rad /s
5R

4) L’energia cinetica iniziale della giostra è nulla, e poniamo anche lo zero dell’energia potenziale
gravitazionale in corrispondenza di questa configurazione. Il lavoro fatto dal motore è dunque pari
alla somma di energia cinetica ed energia potenziale finale. L’energia cinetica, di pura rotazione, si
può esprimere come

1 1 3g tan θ
K
! = I′ω 2 = (60m R 2) = 18mgR tan θ
2 2 5R

L’energia potenziale corrispondente all’innalzamento dei diciotto seggiolini, che sono saliti di una
4
quantità h
! = R(1 − cos θ ), sarà
3

U
! = 18mgh = 24mgR(1 − cos θ )

Il lavoro complessivamente svolto dal motore, quindi:

! = K + U = 6mgR (4 − 4 cos θ + 3 tan θ ) = 3.50 kJ


Domanda a risposta aperta


Fornire una definizione di “urto” tra due corpi; discutere brevemente come possono
essere classificati gli urti e quali siano nei vari casi le leggi utilizzabili per
determinare le velocità finali date quelle iniziali. Se possibile, mostrare la soluzione
completa per un semplice caso (ad esempio, unidimensionale) di vostra scelta.
Domande a scelta multipla
1) Il lavoro necessario per portare un punto materiale di massa pari a 10 kg
inizialmente fermo a una velocità di 20 m/s è:
2000 W
2000 J
200 W
200 J
nessuna delle risposte precedenti

Il lavoro necessario è pari alla variazione di energia cinetica:

1 2

! = ΔK = Kf − Ki = Kf = mv = 2 kJ
2

2) Qual è la dimensione della grandezza momento angolare


[MLT-2]
[ML2T-2]
[ML2T]
[ML2T-1]
nessuna delle risposte precedenti

Per definizione,

! L = r × p = m( r × v )

dunque

[L]
! = [ML2 T−1]

3) Se con un’astronave mi trasferisco dalla superficie della Terra sulla superficie della
Luna, cosa cambia?
né la mia massa, né il mio peso
la mia massa ma non il mio peso
il mio peso ma non la mia massa
sia la mia massa che il mio peso
nessuna delle risposte precedenti

Il peso è la forza che agisce su un corpo in conseguenza dell’attrazione


gravitazionale; la massa è invece una proprietà intrinseca del corpo. Quindi, sulla
luna, avremo un peso inferiore (accelerazione di gravità circa un sesto) a parità di
massa del corpo.
4) L’equazione oraria di un moto rettilineo è !x(t) = p + kt 2. Essa rappresenta:
moto uniforme a velocità costante !2k
moto uniformemente accelerato con accelerazione costante 2k !
moto vario con accelerazione variabile
la caduta di un grave
nessuna delle risposte precedenti

Un moto uniformemente accelerato, dette x! 0, v0 posizione e velocità iniziali ed a


!
l’accelerazione, ha legge oraria

1 2
x(t)
! = x0 + v0t + at
2

Dunque la legge oraria data rappresenta un moto uniformemente accelerato con

x0 = q
! v0 = 0
a = 2k

5) Due sfere di massa diversa vengono lanciate verticalmente verso l’alto con la
stessa quantità di moto. Trascurando la resistenza dell’aria,
andrà più in alto la sfera di massa minore
arriveranno alla stessa altezza
andrà più in alto la sfera di massa maggiore
i dati non sono sufficienti per rispondere al problema
nessuna delle risposte precedenti

Tutti i corpi in prossimità delle superficie terrestre sono sottoposti alla stessa
accelerazione di gravità g! , indipendentemente dalla loro massa. Le due sfere si
muovono quindi di moto uniformemente accelerato con la stessa accelerazione. La
velocità iniziale verso l’alto, però, sarà diversa per le due sfere: a parità di quantità di
moto, la sfera di massa minore ha una velocità maggiore, visto che

!p = mv

Di conseguenza, arriverà più in alto la sfera di massa minore.


Una soluzione formale che esprima la massima quota in funzione di quantità di moto
e massa del corpo lanciato è data nel seguito.

! | p0 | = mv0 ⟹ v0 = p0 /m

1 2 p0 1
! y(t) = v0t − gt = t − gt 2
2 m 2
p0
v! y(t) = vo − gt = − gt
m

Il punto più alto si raggiunge laddove la velocità si annulla:


p0
0! = vy(t*) ⟹ t* =
mg

e la quota corrispondente

p0 p0 1 p02
! = y(t*) =
y* − g
m mg 2 m 2g 2

dunque

p02 1 −2
! =
y* ⟹ y* ∝ m
g m2

6) Nel moto armonico semplice il modulo dell’accelerazione è massimo quando:


la velocità è massima
la forza è nulla
lo spostamento è nullo
lo spostamento è massimo
nessuna delle risposte precedenti

Quando lo spostamento è massimo, la forza di richiamo e massima e dunque lo è


anche l’accelerazione.

7) Due cilindri pieni e omogenei, A e B, di uguale raggio e massa uno doppia


dell’altra (!mA = 2mB), sono fermi sulla sommità di un piano inclinato (!I = m R 2 /2).
Vengono lasciati liberi di muoversi e rotolano senza strisciare fino al termine del
piano inclinato. Quale dei due cilindri giunge in fondo con la velocità angolare
maggiore?
A
B
hanno la stessa velocità finale
non si può rispondere senza conoscere l’inclinazione del piano
nessuna delle risposte precedenti.

La velocità con cui i cilindri giungono al termine del piano è la stessa. Verifichiamo
come tale velocità non dipenda dalla massa dei cilindri (né dal raggio!). Dato che il
moto è di rotolamento puro, possiamo usare la conservazione dell’energia e quindi
1 2 1 2
K
! f = Ui ⟹ mv + Iω = mgh
2 2
1
Sostituiamo il momento d’inerzia per un cilindro omogeneo I! = m R 2 e usiamo la
2
condizione di rotolamento puro v! = − ωR:

1 11
! mv 2 + m R 2ω 2 = mgh
2 22
3
! v 2 = gh
4

v! = 2 gh /3

per qualunque massa e raggio del cilindro. Il risultato trovato per il valore della
velocità ha come limite di validità, oltre alla condizione di rotolamento puro, il fatto
che si tratti di cilindri omogenei, in quanto i coefficienti numerici ottenuti derivano
dall’aver utilizzato specificamente tale momento d’inerzia.

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