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NOTA TECNICA 201909-NT001/00/GS Data 10 settembre 2019

Autore:

ING. MARIO CHINNI (m.chinni@studio-chinni.it)

SIMULAZIONE DI PROVE PUSH-PULL SU PALETTI DI BARRIERE STRADALI METALLICHE


INFISSI IN TERRENI INCOERENTI

00 10/09/2019 Emissione M. CHINNI


REV DATA OGGETTO AUTORE
SIMULAZIONE DI PROVE PUSH-PULL SU PALETTI DI BARRIERE
STRADALI METALLICHE INFISSI IN TERRENI INCOERENTI

NOTA TECNICA (GS) 10/09/2019 Pag. 2 di 14

INDICE

1 INTRODUZIONE .................................................................................................................................................. 3
2 MODELLI COSTITUTIVI ...................................................................................................................................... 4
2.1 Il terreno ..................................................................................................................................................... 4
2.2 Il paletto in acciaio ...................................................................................................................................... 6
3 AZIONE LIMITE ORIZZONTALE DEL PALETTO ................................................................................................ 8
4 SIMULAZIONE DI UNA PROVA PUSH PULL ................................................................................................... 10
4.1 Caratteristiche del paletto ......................................................................................................................... 10
4.2 Spostamento rigido del paletto ................................................................................................................. 10
4.3 Spostamento plastico del paletto.............................................................................................................. 12
4.4 Diagramma carico cedimento ................................................................................................................... 13

“L’autore non assume alcuna responsabilità relativamente all’eventuale utilizzo dei dati e dei procedimenti
contenuti nella presente nota tecnica che dovranno essere verificati ed accettati dall’utilizzatore, che ne
rimane unico responsabile”

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1 INTRODUZIONE

La verifica della tenuta del vincolo delle barriere stradali, rappresentato dall’infissione dei paletti nel terreno, è parte
fondamentale della rispondenza delle barriere ai requisiti prestazionali dichiarati dai produttori.
Viene esposto un metodo di simulazione semplificato di un paletto sottoposto a prova “push-pull” considerando un
modello rigido plastico del paletto metallico e plastico incrudente del terreno.
Il cinematismo di collasso si esplica in due fasi. La prima considera il paletto rigido soggetto alla rototraslazione
definita dalla sola resistenza e deformabilità del terreno, la seconda prevede l’insorgere di una cerniera plastica in
corrispondenza della profondità di massimo momento e la rotazione del paletto intorno a quest’ultimo come
evidenziato in Figura 1. Viste le deformazioni attese, in cui l’entità della deformazione plastica è prevalente, le fasi
elastiche del paletto risultano ragionevolmente trascurabili.

Figura 1 – Cinematismo di collasso di un paletto di barriera

Il modello del terreno prevede un piano orizzontale semi-illimitato che rappresenta le condizioni di prova di impatto
cui sono soggette le barriere stradali. L’estensione al caso di bordo rilevato può essere trattata con le medesime
procedure di calcolo modificando opportunamente le caratteristiche di resistenza e deformabilità del terreno e verrà
trattata in una nota successiva.

Le fasi dell’analisi percorrono il seguente schema di flusso:

- Definizione dei modelli costituitivi del terreno e del paletto;


- Verifica di resistenza del terreno con il metodo dell’equilibrio limite. L’azione orizzontale limite deve essere
tale da indurre potenzialmente un momento flettente nel paletto superiore alla resistenza limite a
snervamento affinché si possa instaurare un cinematismo rigido plastico del sistema strutturale
palo/terreno.
- Analisi e determinazione del diagramma simulato carico – spostamento orizzontali.

I procedimenti proposti sono stati implementati e risolti mediante l’ausilio di un codice di calcolo di matematica
(MATHCAD 14.0, www.ptc.com).

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2 MODELLI COSTITUTIVI

Il modello costitutivo del terreno è rappresentato dal legame reazione del terreno spostamento descritto
dall’espressione iperbolica:

u
r =E ∙q , ∙ (1)
q , +R ∙E ∙ |u|

Dove Es0 rappresenta il modulo del terreno tangente all’origine, qRs la resistenza limite del terreno, Rf il rapporto tra la
resistenza limite e la resistenza asintotica del modello (qR,lim / qR,s usualmente 0.9) e u lo spostamento orizzontale. Il
termine in valore assoluto a denominatore evidenzia il comportamento uguale del terreno nelle due direzioni
orizzontali.

Il modulo tangente all’origine può essere determinato partendo dal valore del modulo di taglio a piccole deformazioni
definito dalla velocità delle onde di taglio (Vs) determinata dai risultati di una prova penetrometrica dinamica (SPT)
mediante l’espressione (Wair et al, 2012)1, valida per tutti i tipi di terreno:

V = 30 ∙ N .
∙σ . (2)

Dove N60 è il numero di colpi SPT per approfondimento di 300 mm normalizzato ad un rendimento del 60% e ’v la
tensione litostatica efficace (in kPa). Il valore del modulo tangente all’origine (Es0) viene determinato utilizzando le
seguenti espressioni:

= ∙ (3)

= 2 ∙ (1 + ) ∙ (4)

dove  è la massa di volume del terreno e  il coefficiente di Poisson.

Il parametro di resistenza (qRs) viene definito dall’espressione lineare in z:

= ∙ , ∙ ∙ (5)
 rappresenta il peso di volume del terreno, B il diametro del paletto, z la profondità dal piano di installazione e Kp,3D il
coefficiente di spinta passiva tridimensionale, dipendente dal rapporto di snellezza del paletto per la parte infissa
(d/B) e dall’angolo d’attrito del terreno.

Il valore del coefficiente di spinta passiva tridimensionale è stato investigato inizialmente da Soubra e Regenass
(2000)2 e da Skrabl e Macuh (2005)3 con i metodi dell’analisi limite sfruttando il teorema cinematico o del limite
superiore (Hill, 19504, Chen, 19755) coinvolgendo volumi complessi caratterizzati nel piano medio verticale da spirali
logaritmiche. Per angolo d’attrito palo terreno caratterizzato dal rapporto / = 0.333, facendo riferimento ai dati

1 Wair, BR, DeJong, JT e Shantz, T (2012) “Guidelines for Estimation of Shear Wave Velocity Profiles”. PEER Report 2012/08, University of California.
2 Soubra, AH e Regenass, P (2000) “Three-Dimensional Passive Earth Pressures by Kinematical Approach”, ASCE, Geotech. and Geoenv. Eng. J, Vol. 126, N.
11, pp 969-978
3 Skrabl, S e Macuh, B (2005) “Upper-Bound solution of three-dimensional passive earth pressures”, Can. Geotech. J, Vol. 42, pp 1449-1460.
4 Hill, R (1950) “The Mathematical Theory of Plasticity” Clarendon Press, Oxford. Reprint 2009.
5 Chen, WF (1975) “Limit Analysis and Soil Plasticity”. Elsevier. Reprint 2008

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determinati per via numerica e riportati tabellati in Skrabl (2008)6, è possibile individuare il coefficiente di spinta
tridimensionale attraverso la seguente correlazione (R2 = 0.998):

K = 2.5429 ∙ (2.5496 + ) ∙ tan + 31.0728 ∙ (0.2608 + ) ∙ tan (6)


.

dove  è l’angolo di resistenza al taglio e  la snellezza del palo per la parte infissa ( = d/B).

Nel grafico di Figura 2 viene rappresentato il valore del coefficiente di spinta passiva tridimensionale determinato da
diversi autori per diversi valori dell’angolo di resistenza al taglio , rapporto / = 0.333, per snellezza  = 4 (la
massima definita e riportata numericamente dagli autori citati) e  = 7.5 (calcolata) e raffrontati con i risultati ottenuti
dall’equazione (6).

Figura 2 – Variazione del coefficiente di spinta passiva con l’angolo di resistenza al taglio
L’angolo di resistenza al taglio può essere determinato mediante la prova penetrometrica dinamica (SPT) attraverso
la correlazione di (Hatanaka e Uchida, 1996)7:

φ = 20° + 15.4 ∙ ( ) (7)

dove il numero di colpi N60 viene normalizzato alla pressione litostatica efficace mediante l’espressione (Liao e
Withman, 1986)8:

(N ) = ∙ (8)

pref rappresenta la pressione di riferimento che, per tensione litostatica efficace espressa in kPa, risulta pref = 100
kPa.

6 Skrabl, S (2008) The Limit Value and the distribution of thrre-dimensional passive pressures. Acta Geotechnica Slovenica, 2008/1
7 Hatanaka, M and Uchida, A (1996). Empirical correlation between penetration resistance and internal friction angle of Sandy Soil. Soil and Fnd 36(4):1-9
8 Liao. SC e Withman, RV (1986) Overburden Correction Factors for SPT in Sand. JGED, ASCE, 112(3), pp 373-377

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In Figura 3 viene riportato l’andamento del modello costitutivo individuato dalla (1) per una profondità di 0.45 m e per
un terreno incoerente caratterizzato da un valore N60 = 10 (i valori di riferimento risultano: modulo Es0 = 48 MPa,
angolo di resistenza al taglio ’ = 42.4°, snellezza  = 7.5,  = 21 kN/m3, coefficiente di spinta passiva
tridimensionale Kp3D = 162.6, B = 120 mm, resistenza del terreno qRs = 184 kN/m).

Figura 3 – Modello costitutivo del terreno

Il paletto viene considerato rigido fino al raggiungimento del momento resistente di snervamento MRy. In seguito si
considera un diagramma lineare momento curvatura fino al raggiungimento del momento resistente plastico M Rp.
Il legame momento curvatura per la sezione a C utilizzata per il paletto metallico può essere approssimato con la
curva esponenziale di Figura 4 in cui vengono riportati èer confronto i punti reali del diagramma –M.

Figura 4 – Legame Momento - Curvatura

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I momenti di progetto vengono calcolati considerando la resistenza caratteristica dell’acciaio al 95° percentile
trattandosi della ricerca di azioni, e con coefficienti di sicurezza parziali dei materiali unitari, essendo il paletto
coinvolto nell’urto definibile quale azione eccezionale. La curvatura limite, per sezione simmetrica rispetto all’asse di
rotazione, viene definita dall’espressione:

1 2∙
χ = = (9)

dove u è la deformazione limite dell’acciaio e a l’altezza della sezione. In merito alla deformazione limite occorre
considerare che le prove di trazione eseguite sulle forniture per barriere restituiscono valori compresi nell’intervallo
20÷30%. Per ovviare agli aspetti di instabilità locale sui lembi compressi durante la formazione della cerniera plastica
nei profili è opportuno non considerare valori superiori al 15%.

Il legame tra rotazione e curvatura viene descritto dalla relazione:

dθ = χdz (10)

Il legame curvatura – momento descritto dalla funzione di Figura 4 viene definito dall’equazione:


χ( ) = ∙ ∙ − (11)

H è una funzione a scalino (“Heaviside Function”) che restituisce 1 se l’argomento è positivo e 0 se l’argomento è
negativo.

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3 AZIONE LIMITE ORIZZONTALE DEL PALETTO

Il primo passo dell’analisi richiede di verificare che la resistenza del terreno permetta lo sviluppo di una azione
orizzontale, e di un momento da questa generato, superiore al momento di snervamento MRy del paletto in condizioni
di palo rigido.
Per date caratteristiche del terreno, si impostano pertanto le equazioni di equilibrio alla traslazione ed alla rotazione
del paletto infisso rispetto alla base considerando il modello di Figura 5.
Le equazioni di equilibrio assumono la forma, esplicitata per andamento lineare della resistenza del terreno, per
paletto considerato infinitamente rigido:

F − + =F − ∙ (2 ∙ − )=0
2

(12)
F ∙ (ℎ + ) − ∙( − ) + ∙( − )

=F ∙ (ℎ + ) + ∙ (4 ∙ −6∙ ∙ + )=0
6

= ∙ ∙ (13)

Le incognite risultano pertanto l’azione orizzontale FLIM e la profondità di rotazione della sezione zR.

Figura 5 – Modello di reazione limite del terreno


Il momento massimo si ha in corrispondenza dell’annullamento del taglio, pertanto la profondità del momento
massimo ( < zR) risulta definita dall’eguaglianza, esplicitando la funzione lineare di resistenza del terreno:

Δ
F − =F − ∙ =0 (14)
2

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Il momento in corrispondenza della profondità  risulta, considerando la (14):


2
M =F ∙ (ℎ + Δ) − ∙ (Δ − ) =F ∙ ℎ+ ∙Δ (15)
3
Occorre quindi verificare che il momento resistente della barriera al limite di snervamento MRy risulti inferiore o al più
uguale a M0 affinché si possa attivare un cinematismo con formazione di cerniera plastica e si abbia un paletto con
comportamento che sfrutti l’elevata duttilità dell’acciaio. L’andamento del momento flettente e del taglio con la
profondità sono riportati in Figura 6. Si segnala che il momento è stato cambiato di segno per esigenze di
rappresentazione grafica combinata taglio/momento (Il momento risulta in termini numerici positivo dalla parte delle
fibre tese), si manterrà tale rappresentazione modificata di segno in tutti i grafici successivi.

Figura 6 – Variazioni con la profondità delle azioni sul paletto

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4 SIMULAZIONE DI UNA PROVA PUSH PULL

Il paletto utilizzato per l’analisi è un paletto a sezione a C120x80 in acciaio S275JR formato a freddo, infisso per 900
mm nel terreno e caricato a 1000 mm dal piano di installazione. In Figura 7 sono riportate la geometria della sezione
e in Tabella 1 le caratteristiche di resistenza e deformabilità a seguito dello snervamento.

Figura 7 – Caratteristiche geometriche della sezione del paletto

Wxx,y Wxx,p fyk,95 MRy MRp u u


Paletto
(cm3) (cm3) (N/mm2) (kNm) (kNm) (%) (1/m)
C120x80 54.7 65.3 308.60 16.88 20.15 15 2.5

Tabella 1 – Caratteristiche meccaniche della sezione


Il diametro equivalente del paletto viene definito dalla sezione circolare avente stesso perimetro (p) del contorno
racchiuso dalla sezione esterna del paletto risultando pertanto definito dall’espressione:

= (16)

Lo spostamento rigido del paletto con la profondità durante la fase rigida può essere espresso dall’equazione della
retta considerando la convenzione dei segni di Figura 5:

u ( )= − ∙ (17)

dove u0 rappresenta lo spostamento orizzontale in corrispondenza del piano di installazione del paletto e arctan()
l’angolo di rotazione della barriera.

Dovendo agire sulla configurazione di equilibrio che determina il raggiungimento del momento limite allo
snervamento, si impostano nuovamente le equazioni di equilibrio alla traslazione e rotazione rispetto al piede con
un’equazione suppletiva, determinata dall’equilibrio alla traslazione rispetto al punto di sviluppo del momento limite
allo snervamento già descritta dalla (15).

In via generale il sistema risolvente risulta definito dalle seguenti equazioni, le cui incognite sono rappresentate da
u0,  e :

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M +∫ ( , , ) ∙ (Δ − )
− ( , , ) =0
ℎ+Δ

M +∫ ( , , ) ∙ (Δ − )
− ( , , ) =0
ℎ+Δ

M +∫ ( , , ) ∙ (Δ − )
∙ (ℎ + ) − ( , , )∙( − ) =0 (18)
ℎ+Δ
Risolto il sistema, si ottengono il punto di rotazione del paletto, l’azione orizzontale e lo spostamento orizzontale nel
punto di applicazione del carico dalle espressioni:

z = ; = ( , , ) ; = + ∙ℎ (19)

Per ottenere le situazioni di spostamento intermedie occorre sostituire alle (18) a MRy delle frazioni del momento
limite a snervamento. L’andamento del momento flettente e del taglio con la profondità, in corrispondenza del
raggiungimento di MRy sono riportati in Figura 8 riportando per confronto con linee tratteggiate i dati ottenuti per taglio
e momento dall’analisi limite già riportati in Figura 6.

Figura 8 – Variazioni con la profondità delle azioni sul paletto

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Si assume che per momenti superiori al momento di snervamento si inneschi un meccanismo di deformazione
plastica. Si procede quindi mediante le (18) sostituendo MRp a MRy per determinare la componente di moto rigido del
paletto in tali condizioni, e si determina la funzione di variazione del momento flettente con la profondità.

Lo spostamento o rotazione plastica (p) in qualsiasi punto del paletto può essere definita, mediante l’utilizzo del
Principio dei Lavori virtuali (Pozzati, 1987)9, mediante l’equazione:

ξ = ′( ) ∙ ( ) (20)

Essendo M’() la funzione momento del sistema di azioni virtuali unitarie applicato nel punto in cui si vuole
conoscere lo spostamento (P’ = 1 per lo spostamento e M’ = 1 per la rotazione) ed lp l’estensione della zona plastica
per cui risulti:

M∈ , (21)

(M) è la funzione curvatura effettiva conseguente al momento riportato in Figura 8.

Esplicitando la (20), lo spostamento e rotazione plastica al piano di applicazione, per M(z) > MRy, risultano definite
dai seguenti integrali:

u = ∙ ( ) (22)

θ = ( ) (23)

dove lp è il tratto in cui risulta il momento flettente reale M > MRy che può essere scritto, trascurando per i tratti
plasticizzati gli spostamenti plastici poiché il terreno risulta già al limite della resistenza:

( )≅ ∙ (ℎ + ) − ( ) ∙( − ) (24)

Con F > Fy.

Generalizzando la (22), la deformata plastica up(z) può essere esplicitata in funzione della profondità:

u ( )= ( − )∙ ( − )∙ ( ) (25)

In definitiva, lo spostamento complessivo del paletto risulta dalla relazione, per data azione F:

u ( )= ( )+ ( ) (26)

9 Ceccoli, C e Pozzati, P (1987) Teoria e Tecnica delle Strutture. Vol. 3*, UTET, Torino.
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In Figura 9 vengono individuate la reazione del terreno e i diagrammi del momento e del taglio in fase rigida
includendo anche l’andamento della curvatura (M > MRy) al fine di individuare il tratto di formazione della cerniera
plastica lp oltre al momento ed al taglio (linee tratteggiate) della fase solo rigida al limite di snervamento (M = MRy),
per confronto, già riportata in Figura 8.

Figura 9 – Variazioni con la profondità delle azioni sul palo

Procedendo per incrementi di carico (o momento) successivi è possibile ripercorrere l’evoluzione di una prova “push-
pull” su un paletto di barriera stradale. Si riporta in Figura 10 il diagramma della variazione dei cedimenti orizzontali
in funzione del carico applicato a 1 m dal piano di installazione sia in corrispondenza del piano di installazione del
paletto che del punto di applicazione del carico.
In Figura 11 viene riportata l’evoluzione della deformata partendo dal raggiungimento delle condizioni di sola
traslazione rigida (F = Fy) ed arrivando al carico limite orizzontale (F = Fp) con evidenza della formazione della
cerniera plastica.

È possibile quindi, a seguito dell’esecuzione di una prova “push pull”, tarare i dati di resistenza e deformabilità del
terreno al fine di valutare gli effetti di modifiche sul paletto per situazioni singolari di installazione (ad esempio minore
o maggiore profondità di infissione). Si rammenta, che dai risultati di una prova di carico eseguita in sito, è possibile
risalire, dalla definizione del carico di prova (Ft) e dalla profondità rispetto al piano di installazione di massima
curvatura del paletto (), alle caratteristiche di resistenza del terreno attraverso la relazione:

2∙
= (27)
Δ

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Figura 10 – Simulazione di una prova di carico “push-pull”

Figura 11 – Evoluzione dei cedimenti del paletto durante la prova

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