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Rush (gruppo musicale)

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Rush
Rush-in-concert.jpg
I Rush in concerto a Milano il 21 settembre 2004 (da sinistra: Lifeson, Lee e
Peart)
Paese d'origine Canada Canada
Genere Rock progressivo[1]
Hard rock[1]
Heavy metal[2][3][4][5]
Arena rock[1]
Album-oriented rock[1]
Periodo di attivit� musicale 1968 � ?
Etichetta Mercury Records, Atlantic Records, Roadrunner Records
Album pubblicati 31
Studio 19
Live 11
Raccolte 8
Logo ufficiale
Sito ufficiale
Modifica dati su Wikidata � Manuale

I Rush sono un gruppo musicale canadese formatosi nel 1968 nella citt� di Toronto
(Ontario), annoverato fra i massimi esponenti del rock progressivo nonch� fra i
principali precursori del progressive metal[1][6].

Nella sua formazione storica la band era composta da Geddy Lee (basso, tastiere e
voce), Alex Lifeson (chitarra) e Neil Peart (batteria e testi), deceduto nel 2020.
Tra il 1968 e il 1974 la formazione ha sub�to alcuni mutamenti, fino a raggiungere
l'assetto definitivo nel luglio 1974, quando Peart ha sostituito il batterista
fondatore John Rutsey in occasione del primo tour del gruppo negli Stati Uniti.

Nel corso dei decenni i Rush hanno rinnovato di continuo il proprio stile,
adattandosi alle tendenze musicali di ciascun periodo storico. A inizio carriera
hanno proposto un blues metal che, al termine degli anni settanta, si � trasformato
in una sintesi di hard rock e rock progressivo; durante gli anni ottanta e novanta
hanno sviluppato prima un prog rock di matrice elettronica e poi un hard rock
contaminato dal rock alternativo; infine, con l'avvento del terzo millennio, sono
tornati alle sonorit� "hard prog" delle origini. La discografia del trio pu� essere
divisa in cinque cicli: a eccezione dell'ultimo, essi sono costituiti da quattro
album in studio e da un album dal vivo conclusivo; ogni fase � caratterizzata da
elementi stilistici che lentamente evolvono dando vita a quella successiva.

Dall'uscita del loro primo album omonimo, i Rush sono diventati famosi per la loro
abilit� strumentale, per la qualit� delle loro composizioni e per i loro testi
basati su argomenti filosofici, fantastici e fantascientifici, nonch� su tematiche
umanitarie, sociali, emotive e ambientali. Hanno influenzato molti artisti hard
rock e heavy metal, tra cui Metallica[7], Anthrax[8], Primus[9], Rage Against the
Machine e Smashing Pumpkins, ma soprattutto band progressive metal come Dream
Theater[10], Tool[11] e Symphony X[12].

I Rush hanno vinto numerosi Juno Award e nel 1994 sono stati inseriti nella
"Canadian Music Hall of Fame". Nel corso degli anni sono stati riconosciuti fra i
pi� grandi musicisti di sempre in base ai premi vinti da ognuno dei membri e dai
sondaggi delle riviste specializzate. Hanno vinto 24 dischi d'oro e 14 di platino,
risultando la quinta band rock ad aver ricevuto pi� dischi d'oro e di platino
consecutivamente, e sono al 79� posto nella classifica di maggior vendita di album
negli Stati Uniti, con circa 25 milioni di copie vendute[13].

Nel 2012 i Rush hanno pubblicato il loro ultimo album in studio, Clockwork Angels,
seguito da una serie di esibizioni live, il Clockwork Angels Tour. Nel 2013 la band
� entrata a far parte della Rock and Roll Hall of Fame, mentre nel 2015 ha
effettuato un tour celebrativo per commemorare il quarantesimo anno di carriera
discografica, seguito dalla pubblicazione di un estratto live in versione audio e
video. Da allora l'attivit� del gruppo pare essere cessata definitivamente[14],
tuttavia la band non si � ufficialmente sciolta. Neil Peart � deceduto il 7 gennaio
2020 a causa di un tumore contro il quale stava lottando da oltre tre anni[15].
Indice

1 Storia
1.1 Gli esordi
1.2 Prima fase: 1973-1976
1.3 Seconda fase: 1977-1981
1.4 Terza fase: 1982-1988
1.5 Quarta fase: 1989-2001
1.6 Quinta fase: 2002-2018
2 Stile musicale e influenze
3 Composizione
4 Formazione
4.1 Attuale
4.2 Ex-componenti
4.3 Turnisti
5 Discografia
6 Attivit� live
7 Libri
8 Premi
8.1 Juno awards
8.2 Grammy awards
8.3 Altri riconoscimenti
8.4 Premi delle riviste musicali
8.4.1 Geddy Lee
8.4.2 Alex Lifeson
8.4.3 Neil Peart
9 Note
10 Voci correlate
11 Altri progetti
12 Collegamenti esterni

Storia
Gli esordi

Il primo nucleo dei Rush si forma nell'estate 1968, quando Alex Lifeson e John
Rutsey con il bassista e cantante Jeff Jones, formano un gruppo, chiamato The
Projection, che suona cover blues/hard rock, sullo stile di Led Zeppelin e Jimi
Hendrix. Il concerto inaugurale della band si tenne il 18 settembre[16][17]. Nello
stesso mese Jones viene rimpiazzato da Geddy Lee, un compagno di classe di Lifeson,
proprio quando la band aveva appena adottato il nuovo nome Rush. Il gruppo cos�
composto prosegue con l'attivit� concertistica nei licei e nei locali di
Toronto[18].

Verso la fine del 1968 nel gruppo entra anche il polistrumentista Lindy Young, pi�
maturo ed esperto dei compagni. In questo periodo il nome della band, che comincia
ad appoggiarsi a un giovane manager per l'organizzazione dei concerti (Ray Daniels,
ancora oggi manager del gruppo), diventa Hadrian. La fama degli Hadrian cresce
considerevolmente, e i concerti cominciano ad attirare un pubblico piuttosto
vasto[19].
Nonostante ci� Rutsey convince i compagni a rimpiazzare Lee con un nuovo bassista
ritenuto pi� idoneo al ruolo: Joe Perna. Lee, uscito dagli Hadrian, forma un nuovo
gruppo, i Judd, ai quali ben presto si aggiunge anche Lindy Young, e costringe cos�
Lifeson e Rutsey, unici superstiti degli Hadrian (nel frattempo anche Perna aveva
lasciato), a sciogliere la band. Nel settembre del 1969 tuttavia anche i Judd di
Lee si sciolgono, cos� lo stesso Lee con Lifeson e Rutsey ricostituiscono il
vecchio gruppo riutilizzando in maniera definitiva il nome Rush[20].

Da quel momento il gruppo, deciso e determinato, si impegna in una intensa attivit�


live a livello locale, inserendo di tanto in tanto in scaletta, accanto alle cover,
anche qualche composizione propria. Nel 1971 i tre tentano di inserire in organico
un secondo chitarrista, Mitch Bossi, il quale dopo appena tre mesi lascia il
gruppo, ritenendo i compagni troppo impegnati nel progetto musicale. I concerti e
gli ingaggi da parte dei locali continuano ad aumentare spingendo Geddy e Alex ad
abbandonare la scuola per dedicarsi esclusivamente alla musica, proseguendo con una
sempre pi� intensa attivit� concertistica fino a tutto il 1973. I tre tentano anche
di ottenere un contratto discografico presentando a varie compagnie un demo
autoprodotto[21], che non riesce tuttavia a suscitare l'interesse sperato.
Prima fase: 1973-1976
Nei primi anni di attivit� i Rush si esibivano frequentemente come gruppo spalla
per artisti pi� affermati. Qui una locandina di uno show dei Kiss del 1975 con i
Rush come apri concerto

Nonostante tutto il gruppo prosegue la propria attivit� sia con tourn�e che con
registrazioni in studio, quando incide nel 1973 il primo singolo autoprodotto, Not
Fade Away, una cover di Buddy Holly. Il loro primo album, Rush (1974), in un primo
tempo autoprodotto anch'esso ma in seconda battuta ripubblicato attraverso la
etichetta Mercury Records che nel frattempo li ha messi sotto contratto, richiama
lo stile dai Led Zeppelin, e si dimostra per questo non molto originale, anche se i
brani risultano comunque gradevoli e si possono trovare pezzi di bravura, come
Finding My Way. Dopo questo primo album il batterista John Rutsey decide di
abbandonare il gruppo per problemi di salute, oltre che per divergenze stilistiche
con il resto della band[22].

Dopo l'arrivo del suo sostituto, Neil Peart, nel 1974, la formazione non ha pi�
sub�to cambiamenti. � interessante notare che, mentre Lee canta tutte le canzoni,
quasi tutti i testi sono stati scritti da Peart. Neil diventa la spina dorsale del
gruppo e il suo stile si pu� gi� notare dal secondo lavoro in studio Fly by Night
(1975) con Anthem, brano energico che mette in risalto la sua ottima tecnica, o con
la lunga suite By-Tor & The Snow Dog, primo tra i brani suddivisi in pi� capitoli
realizzato dalla band.

Lo stesso anno esce il suggestivo Caress of Steel. La canzone d'apertura, Bastille


Day, continua il discorso iniziato con il primo disco, ma the Professor (cos� viene
chiamato Peart dai suoi compagni di gruppo e dai fans) comincia a portare le sue
modifiche: i testi di quel periodo cominciarono a essere pesantemente influenzati
dalla fantascienza, delle opere di Tolkien, e, in alcuni casi, dagli scritti e
dalla filosofia di Ayn Rand, come verr� anche mostrato nei futuri lavori 2112
(1976) e Hemispheres (1978). Notevole e onirica la suite The Fountain of Lamneth,
presente sulla seconda facciata di Caress of Steel. Questi lavori iniziali, sono
una miscela di hard rock e progressive, simili a Yes o Genesis, e dal punto di
vista visivo dimostrano la nascita del gruppo nel breve periodo del glitter rock,
quello di artisti come Iggy Pop o David Bowie, fatto di costumi e spettacoli
scintillanti. Caress of Steel � stato tuttavia un album "sconfessato" dal gruppo:
negli anni a seguire non verranno quasi pi� proposti dal vivo brani di questo
disco, nemmeno quelli pi� immediati, come Lakeside Park o Bastille Day.

Il 1976 � l'anno di uscita di 2112, da molti considerato il loro primo gioiello, la


prima opera con una forte base che li potesse distaccare definitivamente dal ruolo
di gruppo-scia dei Led Zeppelin. All'omonima suite (basata su una novella di Ayn
Rand nella quale un giovane scopre la musica � sotto forma di una chitarra � in
un'epoca in cui un regime totalitario ha tolto all'uomo ogni spazio di libert�
creativa), si alternano canzoni pi� brevi ma non meno intense, come l'esotica A
Passage to Bangkok, l'acustica Lessons, la triste e romantica Tears, la cadenzata
The Twilight Zone e la splendida, conclusiva, Something for Nothing, che
rappresenta la summa delle tematiche pi� care ai Rush.

Si chiude cos� la prima fase con un disco dal vivo, All the World's a Stage, sempre
del 1976.
Seconda fase: 1977-1981
Geddy Lee durante un'esibizione dal vivo

Nel 1977 e nel 1978 escono i loro lavori pi� complessi, A Farewell to Kings e
Hemispheres, strettamente collegati fra loro soprattutto perch� il brano finale del
primo disco (Cygnus x-1 Book I the voyage) si collega con la suite iniziale del
secondo (Cygnus x-1 Book II hemispheres), in una serie di sonorit� che sembrano
lasciare pi� spazio alla musicalit� tipica del progressive, attraverso chitarre
acustiche e soprattutto i sintetizzatori (suonati da Lee anche dal vivo
alternandosi con il basso). La tecnica e il suono di questi due dischi superano
quindi tutti gli altri lavori precedenti, soprattutto con brani come Xanadu o La
Villa Strangiato.

In una conferenza stampa durante il tour europeo del 1977, a causa soprattutto
delle tematiche contenute nei testi di 2112, i Rush vengono apertamente accusati di
fascismo; la band smentisce categoricamente le accuse visto che proprio in 2112 si
evidenzia il rifiuto della band di qualunque regime totalitario. Tra l'altro,
entrambi i genitori di Geddy Lee erano ebrei scampati ai campi di concentramento
nazisti. Sempre nello stesso anno il management della band fonda, sulle ceneri
della Moon Records che aveva curato la pubblicazione dell'album d'esordio del
gruppo nel 1974, la Anthem Records[23], etichetta indipendente che curer� tutte le
pubblicazioni dei Rush (e anche la loro distribuzione nel territorio canadese).

La fine degli anni settanta rappresenta il periodo della svolta verso il punk, anni
in cui comunque proporre un certo tipo di musica poteva diventare anacronistico. �
forse anche per questo che nel 1980 l'album Permanent Waves cambia drasticamente le
cose. Anche se la musica era ancora basata su uno stile hard rock, vengono
impiegate sempre pi� le tastiere. I temi delle canzoni cambiarono di molto, e
divennero molto pi� simili a quelli del rock alternativo che a quelli del rock
progressivo. Una canzone in particolare, The Spirit of Radio (che prende il titolo
da una emittente radio di Toronto, la CFNY), diviene un notevole successo del
circuito alternativo, e diventa anche la prima canzone dei Rush a inserire trame
reggae sulla scia di un altro power trio, ovvero i Police. In Permanent Waves,
tuttavia, le classiche strutture prog dei Rush anni '70, formalizzate in 2112, A
Farewell to Kings e Hemispheres sopravvivono nelle splendide Jacob's Ladder e
Natural Science.
Catch the fish

In alcune versioni live del brano Tom Sawyer (per esempio quella di A Show of
Hands[24]) Geddy Lee canta catch the fish (cattura il pesce) al posto di catch the
spit (cattura lo sputo). Questa particolare variante � dovuta a uno scherzo che
segn� il tour di Moving Pictures. I roadies erano infatti soliti prendersi gioco di
Neil Peart lasciando del pesce sulla batteria. Un giorno decisero di squartare un
pesce e inserirlo sopra una macchina telecomandata. Durante uno show, il pesce fu
guidato a distanza fino sul palco. Alex Lifeson e Geddy Lee non seppero resistere e
si piegarono per le risate, mentre Neil Peart addirittura smise di suonare per lo
stupore.
L'album successivo, Moving Pictures (1981), ribadisce ulteriormente questa svolta.
L'album, il pi� venduto nel catalogo della band e ritenuto da molti il capolavoro
del gruppo, non abbandona ancora strutture prog-rock ma contiene una serie di
canzoni rock oriented dalla durata maggiormente concisa (come i classici Limelight,
Red Barchetta o lo strumentale YYZ). Sebbene siano ancora contraddistinte da
arrangiamenti complessi, esse li avvicinano sempre di pi� a un sound tipicamente
anni '80 per via di un uso dei sintetizzatori ancora pi� deciso e a un suono di
chitarre pi� classico e meno hard rock. L'album esordisce con una canzone, che �
ancora oggi tra le favorite delle stazioni americane di rock classico, Tom Sawyer.
Anche la seconda fase viene salutata con uno dei loro live pi� belli, Exit... Stage
Left.
Terza fase: 1982-1988
Alex Lifeson in concerto mentre � impegnato in una parte per chitarra acustica

In Signals (1982) � la volta dell'esordio nel rock elettronico, (si ascoltino


Subdivisions, Digital Man e New World Man), con le tastiere di Geddy Lee in primo
piano rispetto alla chitarra di Alex Lifeson e del drumming di Neil Peart. Signals
- ultimo album realizzato in collaborazione con lo storico produttore della band,
Terry Brown - � sintomatico di un'evoluzione propria anche ad altri gruppi prog
rock degli anni '70, come i loro coetanei Yes, che uscivano con 90125 di Owner of a
Lonely Heart, o i King Crimson di Discipline e Beat.

Le tematiche di Signals vengono meglio definite nel successivo Grace Under Pressure
(1984), in cui spiccano, fra gli altri, brani come Distant Early Warning, The Body
Electric, Red Sector A. Sia il design della copertina che le tematiche dell'album,
talvolta ispirate a un'apocalisse futuribile e post-industriale, sia il prominente
utilizzo dei pad elettronici e delle tastiere segnano un momentaneo abbandono delle
sonorit� hard rock degli anni '70, avvicinando i Rush alla new wave e al
neoprogressive. Lo stile chitarristico di Lifeson si fa pi� rarefatto e si
concentra maggiormente sulla ritmica, analogamente a quanto effettuato da Andy
Summers dei Police o da The Edge degli U2.

Seguono nell'ordine gli album Power Windows (1985), in cui sono presenti pezzi
notevoli come Marathon, Manhattan Project, Mystic Rhythms e la rockeggiante The Big
Money, e Hold Your Fire (1987), con Force Ten, Mission e Turn the Page, dalla
sgargiante copertina rossa, realizzati in collaborazione con il produttore Peter
Collins. Entrambi i lavori sono caratterizzati da arrangiamenti particolarmente
fastosi: oltre alle percussioni elettroniche e ai sintetizzatori, sempre presenti,
molti dei brani sono arricchiti da cori e orchestrazioni.
Quarta fase: 1989-2001
Neil Peart in concerto nel 2010 durante il Time Machine Tour

Il loro terzo disco dal vivo, A Show of Hands (1989), chiude la terza fase dei Rush
e ne apre una nuova dove il trio lascia da parte il rock elettronico e con Presto
(1989), prima pubblicazione del gruppo con la nuova etichetta Atlantic, si avvicina
a una forma di pop/rock pulito e moderno. Le chitarre tornano a essere
protagoniste, seppur con un rock melodico, e i sintetizzatori hanno un ruolo pi� di
secondo piano. Questo periodo in realt� durer� solo un altro album: � Roll the
Bones del 1991, che mostra anche influenze rap e funk e ottiene ottimi riscontri di
vendita; entrambi i lavori sono realizzati con il produttore Rupert Hine.

Dopo questo breve periodo i Rush decidono con Counterparts (1993) di ritornare
verso una forma di hard rock moderno che trae qualche leggera influenza dal grunge,
avvalendosi nuovamente dell'apporto di Peter Collins quale produttore. Nel 1996
viene pubblicato Victor, album di debutto solista di Alex Lifeson. La band torna
con l'album Test for Echo, sempre del 1996, e conferma ulteriormente la svolta
iniziata con Counterparts. Segue un triplo live, Different Stages (1998), che
chiude nuovamente un ciclo, questa volta, a dire il vero, per motivi purtroppo non
solo di natura musicale. La figlia di Neil Peart, Selena, muore in un incidente
stradale nell'agosto 1997, seguita dalla moglie Jacqueline nel giugno 1998 a causa
di un tumore. Per queste tragedie il gruppo decide di sospendere l'attivit�
musicale; Peart si imbarca in un viaggio guaritore in motocicletta, percorrendo
migliaia di chilometri attraverso il Nord America. Successivamente descriver� il
suo viaggio nel libro Ghost Rider: Travels on the Healing Road. � questo il momento
di pausa pi� lungo del gruppo: si pensava che ormai, anche a seguito di queste
gravi vicende, i Rush avessero chiuso la loro attivit� come band. A sostegno di
questa tesi probabilmente contribuisce la pubblicazione del lavoro solista di Geddy
Lee My Favorite Headache nel 2000, il quale in precedenza non aveva mai suonato al
di fuori del marchio della band.
Quinta fase: 2002-2018
I Rush in concerto

Il gruppo � invece ritornato a suonare nel 2002 con un album sorprendentemente


pesante, Vapor Trails, che contiene tra l'altro la canzone Ghost Rider basata sui
viaggi del batterista e Freeze, quarta parte della serie dedicata alla paura
iniziata negli anni ottanta. Il disco ha ottenuto modesti elogi al suo debutto, ed
� stato supportato dal primo tour del gruppo, dopo anni di inattivit�. Il loro
tour, dopo sei anni di pausa, � iniziato con una serie di concerti (di oltre tre
ore di lunghezza ciascuno) in Canada e Stati Uniti, a Citt� del Messico e concluso
da tre date in Brasile. L'ultimo show del trionfale tour, la data di Rio de
Janeiro, � stata pubblicata nel 2003 come triplo CD e doppio DVD sotto il nome di
Rush in Rio. Il 30 luglio dello stesso anno i Rush si esibiscono a Toronto, di
fronte a poco meno di mezzo milione di spettatori, nell'ambito della manifestazione
rock benefica Molson Canadian Rocks for Toronto, organizzata per raccogliere fondi
per contrastare la crisi economica conseguente alla diffusione della SARS nella
zona di Toronto. Alla manifestazione partecipano inoltre i Rolling Stones, gli
AC/DC, Justin Timberlake e altri.

Nel 2004, per celebrare il 30� anniversario della loro carriera, i Rush danno alle
stampe un disco intitolato Feedback, che raccoglie delle cover di gruppi che i tre
ascoltavano quando iniziavano a muovere i primi passi nel mondo della musica, come:
The Who, The Yardbirds, Cream, Buffalo Springfield e altri. Il tour celebrativo del
trentennale di carriera li ha portati a suonare per la prima volta in Italia, con
un concerto tenutosi a Milano il 21 settembre. Dalla data di Francoforte sul Meno
del 24 settembre � tratto il DVD R30: 30th Anniversary World Tour, pubblicato il 28
novembre 2005.

Nel maggio 2007 i Rush pubblicano un nuovo studio album di inediti, il diciottesimo
per l'esattezza, dal titolo Snakes & Arrows, dove iniziano a collaborare con il
produttore discografico Nick Raskulinecz. L'album contiene nuovi classici quali Far
Cry o Workin' Them Angels e ben tre brani strumentali, uno dei quali, Hope,
consiste in un pezzo per sola chitarra acustica. Il trio canadese inizia poi il
tour mondiale in giugno, cominciando dall'America per poi arrivare in Europa in
ottobre. Passano per l'Inghilterra, Norvegia, Germania, Svezia, Finlandia, e si
esibiscono per la seconda volta nella loro carriera, per il secondo tour
consecutivo, in Italia, con il concerto tenutosi il 23 ottobre a Milano, con pi� di
tre ore di musica e uno spettacolo laser eccezionale.

Il 15 aprile 2008 esce un altro disco live: � Snakes & Arrows Live, che documenta
l'evento tenutosi a Rotterdam il 16 e 17 ottobre 2007. L'11 maggio 2008, invece,
arriva la triste notizia della morte del primo storico batterista della band, John
Rutsey. Egli aveva 55 anni ed era da tempo malato di diabete, malattia che lo
costrinse a lasciare la band dopo appena un album. Il 25 novembre 2008 i Rush
pubblicano il triplo DVD Snakes & Arrows Live contenente nei primi due dischi il
concerto di Rotterdam del 16 e 17 ottobre 2007. Il terzo DVD intitolato Oh,Atlanta!
The Authorized Bootlegs comprende 4 brani eseguiti soltanto nella seconda parte del
tour nordamericano della band.
Il 2009 � un anno di pausa per i Rush: sul fronte delle uscite da segnalare la
raccolta Retrospective III che raccoglie in CD e DVD il meglio dell'era Atlantic
del trio canadese, il DVD tributo a Buddy Rich a cui ha partecipato Neil Peart e
Rush, la prima biografia in italiano di Jon Collins a cura della Tsunami Edizioni,
versione di Chemistry per l'Italia. Nello stesso anno i Rush fanno un cameo nel
film I Love You, Man interpretando se stessi che suonano in concerto mentre i due
protagonisti, grandi fan del gruppo, sono tra il pubblico.

In uscita nel 2010 il documentario Rush: Beyond the Lighted Stage, curato dagli
stessi autori di Metal: A Headbanger's Journey e Flight 666: The Movie sugli Iron
Maiden. Durante l'estate 2010, i Rush s'imbarcano per il Time Machine Tour in Nord
America con una setlist che prevede l'esecuzione, per la prima volta nella loro
storia, dell'album Moving Pictures per intero, oltre che la presentazione in sede
live di alcuni nuovi brani, Caravan e BU2B, gi� disponibili come singoli dal 1�
giugno 2010; si tratta di due anticipazioni del nuovo album previsto per il 2012.

Nel corso del 2011 la band � impegnata nella seconda parte del Time Machine Tour.
Risale all'8 novembre 2011 la pubblicazione del CD Time Machine 2011: Live in
Cleveland, tratto dalla data di Cleveland del 15 aprile 2011 e disponibile anche in
versione video, si tratta della prima pubblicazione con la nuova etichetta del
gruppo, la Roadrunner Records. Il nuovo album Clockwork Angels, apprezzato sia
dalla critica che dal pubblico, e pubblicato il 12 giugno 2012, segna il ritorno
della band canadese con il suo 20� lavoro in studio; l'album consiste in un'opera
rock, dove ogni brano rappresenta un capitolo di una ampia narrazione. Il tour
promozionale a sostegno del disco � stato documentato con album e video pubblicati
nel novembre 2013. Il 18 aprile 2013, presentati da Dave Grohl e Taylor Hawkins, i
Rush vengono introdotti nella Rock and Roll Hall of Fame; vengono premiati nello
stesso anno anche gli Heart, Albert King, Randy Newman, i Public Enemy e Donna
Summer.

Per commemorare il 40� anniversario di attivit� del gruppo, nel novembre 2014 viene
pubblicato il box set di materiale dal vivo R40. Nel 2015 i Rush sono impegnati
nella tourn�e celebrativa per i 40 anni di attivit� professionistica, denominata
R40 Live Tour, dalla quale � stato tratto un album e video live pubblicati nel
novembre 2015. Nello stesso mese Geddy Lee e Alex Lifeson appaiono come guest star
in un episodio della quarta stagione della serie televisiva Chicago Fire. Un
documentario sul R40 Live Tour, chiamato Time Stand Still, viene invece pubblicato
nel novembre 2016.

Secondo le dichiarazioni di Lifeson rilasciate nel gennaio 2018 il gruppo con il


tour del 2015 avrebbe concluso ogni attivit�: "Sono passati poco pi� di due anni
dall'ultima tourn�e dei Rush. Non abbiamo in programma di effettuare altri tour o
di registrare altro. Abbiamo praticamente finito. Dopo 41 anni, abbiamo sentito che
era abbastanza."[14]. Nell'ottobre 2018, Rolling Stone ha pubblicato un'intervista
con Lee, che ha dichiarato: "Direi che non posso dirvi molto altro se non che non
ci sono piani per fare un nuovo tour. Come ho detto prima, siamo molto vicini e
parliamo sempre, ma non parliamo di lavoro, siamo amici e parliamo di vita da
amici, non posso davvero dirti di pi�, temo. Direi che non c'� possibilit� di
vedere i Rush in tour di nuovo come Alex, Geddy, Neil. Ma vedresti uno di noi, due
di noi o tre di noi? � possibile."[25]

Neil Peart � deceduto il 7 gennaio 2020 per cancro al cervello.[26]


Stile musicale e influenze

Negli album Rush e Fly by Night i Rush presentano un hard rock di matrice blues,
frutto dell'emulazione di gruppi come Cream, Blue Cheer e Led Zeppelin, sebbene gi�
nel secondo disco si vedano elementi embrionali di rock progressivo. L'approdo al
nuovo genere, per�, si verifica con Caress of Steel e 2112: in essi il trio
canadese alterna brani blues metal a epiche suite di stampo "hard prog" lunghe
dieci o venti minuti.

Nei dischi A Farewell to Kings e Hemispheres l'influenza dei gruppi progressive, in


particolare gli Yes, aumenta ulteriormente: Geddy Lee inizia a far ricorso alle
tastiere e la band perfeziona la peculiare sintesi di hard rock e prog rock che
diventer� il suo tratto distintivo e la render� fonte d'ispirazione per gli artisti
progressive metal. Con Permanent Waves e Moving Pictures, tuttavia, i Rush
compongono anche pezzi pi� adatti al mercato radiofonico e con sonorit� arena rock
e new wave: una delle principali fonti d'ispirazione � il reggae rock proposto dai
Police.

Tale novit� � l'inizio di un percorso che porter� la band, negli album Signals e
Grace Under Pressure, a rendere l'uso di sintetizzatori e sequencer preponderante a
scapito delle chitarre: abbandonata quasi del tutto l'originaria matrice hard rock,
il gruppo d� vita a brani non superiori ai sei minuti di durata che coniugano il
prog con l'electro rock. Il culmine di questa fase neoprogressive � rappresentato
dai dischi Power Windows e Hold Your Fire, caratterizzati da un massiccio lavoro di
produzione discografica.

Gli album Presto e Roll the Bones segnano una svolta nella carriera dei Rush. Il
gruppo, infatti, rielabora ancora il proprio stile prog: le chitarre tornano
centrali nelle composizioni, ritornano in auge le sonorit� hard e compaiono
elementi di pop rock e rock alternativo. Counterparts e Test for Echo, tuttavia,
determinano un'ulteriore cesura col passato: il rock progressivo viene sostituito
quasi completamente da un hard rock di impronta grunge, nel quale le tastiere
vengono messe ai margini.

Attraverso il disco Vapor Trails, particolarmente cupo e aggressivo, i Rush portano


a compimento il percorso musicale iniziato con Counterparts. Dopo l'interlocutorio
EP di cover Feedback, col quale il trio ripropone lo stile "hard blues" degli
inizi, la band chiude infine il cerchio della propria evoluzione artistica
presentando nei dischi Snakes & Arrows e Clockwork Angels nuovi brani di genere
"hard prog", ma con una sensibilit� pi� moderna e vicina al progressive metal.
Composizione

Nel debutto omonimo dei Rush Lee e Lifeson si occupavano delle musiche e Lee dei
testi; in origine il ruolo di paroliere era svolto dal primo batterista del gruppo,
John Rutsey, ma egli, poco prima della registrazione dell'album, a causa di
insicurezze e ripensamenti, si disf� dei testi, cos� il vocalist e bassista Geddy
Lee fu costretto a dedicarsi alla riscrittura di tutte le liriche dei brani[27].
Unico brano nel catalogo dei Rush a portare la firma di Lee (musica) e Rutsey
(parole) risulta pertanto essere You Can't Fight it, seconda facciata del primo
singolo pubblicato nel 1973.

Tuttavia, con l'arrivo di Peart le cose cambiarono: a lui venne affidato quasi
sempre il compito della stesura dei testi. Molto rari sono stati i casi
dell'introduzione di compositori esterni (Peter Talbot in Closer to The Heart o Pye
Dubois, ad esempio in Tom Sawyer e Force Ten), o della scrittura di testi da parte
degli altri componenti del gruppo, cosa peraltro avvenuta solo nella prima parte
della carriera (un esempio si pu� trovare in Lessons scritta da Lifeson o
Cinderella Man firmata da Lee). In un solo caso, nel pezzo Chemistry, il testo
porta la firma di tutti i componenti del trio.

Nella quasi totalit� dei casi Lee e Lifeson provvedono alla scrittura della parte
puramente musicale; anche in questo caso le eccezioni sono davvero rare: sono
occasionali le partecipazioni del batterista nella scrittura delle musiche (con
l'esclusione di tutti gli assoli di batteria, firmati sempre da Peart) come ad
esempio nei pezzi A Farewell to Kings o La Villa Strangiato, cos� come
l'accreditamento del solo Lee o del solo Lifeson nella scrittura dei brani, come
nello strumentale Hope (Lifeson) o nel pezzo Best I Can (Lee).

Per quanto riguarda l'arrangiamento dei brani esso � curato dal gruppo (in
particolare ogni membro sviluppa la parte relativa al proprio strumento), in
collaborazione con il produttore discografico.

Nel 2010 i Rush (e cinque dei loro brani) sono stati introdotti nella Canadian
Songwriters Hall of Fame[28][29]. Nel corso della carriera, il gruppo ha
complessivamente composto 205 brani: 175 registrati in studio, 19 eseguiti dal vivo
e 11 inediti.[30]
Formazione
Attuale

Geddy Lee � voce, basso, tastiera, bass/synthesizer pedals, chitarra ritmica


(1968-oggi)
Alex Lifeson � chitarra, bass/synthesizer pedals, cori (1968-oggi)

Ex-componenti

John Rutsey � batteria, percussioni, cori (1968-1974; deceduto 2008)


Jeff Jones � voce, basso (agosto-settembre 1968)
Lindy Young � voce, tastiere, chitarra, armonica (gennaio-luglio 1969)
Joe Perna � basso, cori (maggio-luglio 1969)
Mitchel Bossi � chitarra, cori (febbraio-maggio 1971)
Neil Peart � batteria, percussioni (1974-2020 deceduto)

Turnisti

David Campbell � orchestrazione (2012-2013)


Joel Derouin � violino (2012-2013)
Gerry Hilera � violino (2012-2013)
Jonathan Dinklage � violino (2012-2013, 2015)
Entcho Tudorov � violino (2012-2013)
Mario De Leon � violino (2012-2013)
Audrey Solomon � violino (2012-2013)
Hiroko Taguchi � violino (2012-2013)
Jacob Szekely � violoncello (2012-2013)
Adele Stein � violoncello (2012-2013)

Discografia
Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Discografia
dei Rush.

1974 � Rush
1975 � Fly by Night
1975 � Caress of Steel
1976 � 2112
1977 � A Farewell to Kings
1978 � Hemispheres
1980 � Permanent Waves
1981 � Moving Pictures
1982 � Signals
1984 � Grace Under Pressure
1985 � Power Windows
1987 � Hold Your Fire
1989 � Presto
1991 � Roll the Bones
1993 � Counterparts
1996 � Test for Echo
2002 � Vapor Trails
2007 � Snakes & Arrows
2012 � Clockwork Angels

Attivit� live

Sin dagli esordi i Rush hanno dedicato all'attivit� concertistica molto spazio,
attraverso esibizioni eseguite prevalentemente in Canada e negli Stati Uniti (ma
anche in Europa, Giappone, Messico, Brasile e altre localit�), organizzate in
impegnativi tour. Complessivamente il gruppo ha eseguito oltre 2100 show nell'arco
di circa 40 anni, senza considerare gli show come artisti non professionisti
eseguiti a inizio carriera e fino a tutto il 1973. La formazione del gruppo, anche
nei concerti dal vivo, � sempre rimasta invariata: nella prima parte del tour di
debutto, per circa settanta esibizioni, la batteria � stata suonata da John Rutsey,
il primo percussionista della band; in seguito i tre si sono sempre esibiti con la
formazione classica (Lee, Lifeson, Peart). Lo show con il pubblico pi� numeroso di
sempre per i Rush si ritiene sia stato quello del 22 novembre 2002 presso San Paolo
in Brasile, con circa 60.000 spettatori. Nella prima parte della carriera, fino al
1978, i Rush hanno eseguito concerti anche come gruppo spalla, in seguito solo come
headliner. Nel periodo compreso tra gli anni 1979 e 1985 hanno eseguito anche dei
mini tour (chiamati Warm-up tour, ovvero "tour di riscaldamento") che anticipavano
l'uscita del nuovo album, durante i quali venivano presentati alcuni brani ancora
inediti, spesso in versioni non ancora definitive. Fino al tour del 1994 i concerti
venivano organizzati coinvolgendo come apri concerto altri artisti, dal 1996 invece
i concerti venivano rappresentati come un evento unico, senza gruppi d'apertura
(nella formula chiamata An evening with Rush). Solo occasionali le partecipazioni
del gruppo a festival musicali. Il gruppo, da sempre molto apprezzato nelle
esibizioni dal vivo, viene spesso citato da numerose riviste nell'elenco delle
migliori band in concerto: The Delite[31], Ranker[32], Rolling Stone[33],
Liveabout[34], Rateyourmusic[35].

La strumentazione utilizzata ha via via sub�to gli adeguamenti necessari per


rendere realizzabile in concerto i brani sempre pi� complessi pubblicati negli
album da studio: dall'iniziale assetto con chitarra, basso e batteria sono state
aggiunte nei tardi anni settanta le tastiere e il bass pedal; negli anni ottanta la
batteria � stata integrata con un kit elettronico e sono stati impiegati
sintetizzatori sempre pi� moderni e versatili. Durante gli ultimi due tour il palco
� stato in parte condiviso con strumentisti aggiuntivi: l'ottetto di archi
Clockwork Angels String Ensemble nel Clockwork Angels Tour, un violino elettrico
aggiuntivo per alcune serate speciali durante l'R40 Live Tour.

L'apparato scenico fin dagli anni settanta � stato particolarmente curato, ma a


partire dagli anni ottanta gli show prevedevano l'utilizzo di filmati in sincrono
con i brani eseguiti, impianti luci molto sofisticati, effetti con luci laser e
giochi pirotecnici. Nella prima parte della carriera alcuni show sono stati
trasmessi da emittenti radiofoniche, mentre molte esibizioni, soprattutto a partire
dagli anni duemila, sono state registrate per realizzare album dal vivo e video
concerti ufficiali (per un totale rispettivamente di 11 album e 9 video). Per ogni
tour, a partire da quello di supporto a All the World's a Stage, sono stati
realizzati i tourbook, libretti contenenti fotografie, testi scritti, schede su
ogni membro della band, l'elenco dello staff al seguito del tour, la discografia
ufficiale del gruppo.

Secondo dichiarazioni rilasciate dai membri della band i Rush dopo il tour R40 Live
non effettueranno altri tour, almeno in larga scala[36][37]; le dichiarazioni sono
state successivamente confermate con maggior incisivit�[14] e definitivamente
suggellate con la morte del batterista avvenuta nel gennaio 2020.
Un biglietto del concerto del 26 agosto 1976
I Rush durante il tour promozionale di Snakes & Arrows
Stand con merchandise allestito in occasione di uno show

Rush Tour (1974-1975)


Fly by Night Tour (1975)
Caress of Steel Tour (1975-1976)
2112 Tour (1976)
All the World's a Stage Tour (1976-1977)
A Farewell to Kings Tour (1977-1978)
Archives Tour (1978)
Tour of the Hemispheres (1978-1979)
Permanent Waves Warm up Tour (1979)
Permanent Waves Tour (1980)
Moving Pictures Warm up Tour (1980)
Moving Pictures Tour (1981)
Exit... Stage Left Tour (1981)
Signals Warm up Tour (1982)
New World Tour (1982-1983)
Grace Under Pressure Warm up Tour (1983)
Grace Under Pressure Tour (1984)
Power Windows Warm up Tour (1985)
Power Windows Tour (1985-1986)
Hold Your Fire Tour (1987-1988)
Presto Tour (1990)
Roll the Bones Tour (1991-1992)
Counterparts Tour (1994)
Test for Echo Tour (1996 e 1997)
Vapor Trails Tour (2002)
R30: 30th Anniversary Tour (2004)
Snakes & Arrows Tour (2007 e 2008)
Time Machine Tour (2010 e 2011)
Clockwork Angels Tour (2012 e 2013)
R40 Live Tour (2015)

Libri

Libri con Neil Peart autore

Drum Techniques of Rush � Neil Peart, Bill Wheeler (1985) � ISBN 0-7692-5055-6
More Drum Techniques of Rush � Neil Peart, Bill Wheeler (1989) � ISBN 0-7692-
5051-3
The Masked Rider: Cycling in West Africa � Neil Peart (1999) � ISBN 1-895900-
02-6
Ghost Rider: Travels on the Healing Road � Neil Peart (2002) � ISBN 1-55022-
546-4 (hardcover), ISBN 1-55022-548-0 (paperback)
Traveling Music: Playing Back the Soundtrack to My Life and Times � Neil Peart
(2004) � ISBN 1-55022-666-5
Roadshow: Landscape With Drums, A Concert Tour by Motorcycle � Neil Peart
(2007) � ISBN 1-57940-145-7
Far and Away: A Prize Every Time � Neil Peart (2011) � ISBN 978-1-77041-058-9
Far and Near: On Days Like These � Neil Peart (2014) � ISBN 978-1-77041-257-6
Far And Wide: Bring That Horizon To Me! � Neil Peart (2016) � ISBN 978-1-77041-
348-1

Libri con Geddy Lee come autore

Geddy Lee's Big Beautiful Book of Bass � Geddy Lee (2018) � ISBN 978-0062747839

Libri sui Rush


Rush � Brian Harrigan (1982) � ISBN 0-86001-934-9
Rush: Success Under Pressure � Steve Gett (1984) � ISBN 0-89524-230-3
Rush: Visions: The Official Biography � Bill Banasiewicz (1988) � ISBN 0-7119-
1162-2
Mystic Rhythms: The Philosophical Vision of Rush � Carol Selby Price, et al.
(1999) � ISBN 1-58715-102-2
Rush: Merely Players � Robert Telleria (2002) � ISBN 1-55082-271-3
Contents Under Pressure: 30 Years of Rush at Home and Away � Martin Popoff
(2004) � ISBN 1-55022-678-9
Rush: Chemistry � Jon Collins (2005) � ISBN 1-900924-85-4 (tradotto in italiano
da Tsunami Edizioni col titolo Rush, 2009; ISBN 978-88-96131-03-9)
Rhythm & Light � Carrie Nuttall (2005) � ISBN 1-57940-093-0
Rush, Rock Music, and the Middle Class: Dreaming in Middletown � Chris McDonald
(2009) ISBN 978-0-253-22149-0
Rush and Philosophy: Heart and Mind United - Jim Berti, Durrell Bowman (2011) �
ISBN 978-0-8126-9716-2
Neil Peart: Taking Center Stage: A Lifetime of Live Performance - Joe Bergamini
(2012) - ISBN 978-1-4584-9427-6
Rush: The Illustrated History - Martin Popoff (2013) - ISBN 978-0-7603-4364-7
Rush FAQ: All That's Left to Know About Rock's Greatest Power Trio - Max Mobley
(2014) - ISBN 978-1-61713-451-7
Rush: Life, Liberty and the Pursuit of Excellence - Robert Freedman (2014) -
ISBN 978-1-62894-084-8
Experiencing Rush: A Listener's Companion- Durrell Bowman (2014) - ISBN 978-1-
4422-3130-6
The Rush Chronology - Patrik Lemieux (2015) - ISBN 978-1-9264-6203-5
Neil Peart: Cultural Repercussions - Brad Birzer (2015) - ISBN 978-1-6147-5354-
4
Rush: Album by Album � Martin Popoff (2017) � ISBN 978-0-7603-5220-5
Rush: Song by Song - Alex E. Body (2019) - ISBN 978-1-7815-5729-7
Rush - Wandering the Face of the Earth: The Official Touring History - Skip
Daly (2019)� ISBN 978-1-6838-3450-2

Premi
Juno awards

I Rush hanno ottenuto i seguenti Juno awards[38]:

1975 Gruppo pi� promettente dell'anno


1978 Gruppo dell'anno
1979 Gruppo dell'anno
1991 Miglior album Heavy Metal � Presto
1992 Miglior album Hard Rock � Roll the Bones
1994 Inserimento nella "Canadian Music Hall of Fame"
2004 Miglior DVD � Rush in Rio
2011 Miglior DVD � Rush: Beyond the Lighted Stage
2013 Album Rock dell'anno - Clockwork Angels

Grammy awards

1982 Finalisti per la categoria miglior canzone Rock strumentale


YYZ � battuta da Behind My Camel dei The Police.
1992 Finalisti per la categoria miglior canzone Rock strumentale
Where's My Thing? � battuta da Cliffs of Dover di Eric Johnson.
1995 Finalisti per la categoria miglior canzone Rock strumentale
Leave That Thing Alone � battuta da Marooned dei Pink Floyd.
2004 Finalisti per la categoria miglior canzone Rock strumentale
O Baterista � battuta da Mrs. O'Leary's Cow di Brian Wilson.
2008 Finalisti per la categoria miglior canzone Rock strumentale
Malignant Narcissism � battuta da Once Upon a Time in the West di Bruce
Springsteen.
2009 Finalisti per la categoria miglior canzone Rock strumentale
Hope (Live For the Art of Peace) tratta da Songs for Tibet: The Art of
Peace � battuta da Peaches en Regalia di Zappa Plays Zappa (con la partecipazione
di Steve Vai e Napoleon Murphy Brock)
2011 Finalisti per la categoria miglior Video musicale a lunga durata
Rush: Beyond the Lighted Stage � battuta da The Doors When You're Strange
(documentario)

Altri riconoscimenti
La stella dedicata ai Rush presso la Canada's Walk of Fame

1996 I tre membri della band sono nominati ufficiali dell'Ordine del Canada,
primo gruppo rock a ricevere questa onorificenza
1999 Introdotti nella Canada's Walk of Fame
2010 Introdotti nella Hollywood Walk of Fame
2012 Nominati alla Governor General's Performing Arts Award, il pi� prestigioso
premio per gli artisti canadesi
2012 Introdotti nella Guitar Center's Hollywood RockWalk
2013 Introdotti nella Rock and Roll Hall of Fame
2014 La Nipissing University, Ontario, conferisce alla band il dottorato per
meriti sociali e artistici[39]

Premi delle riviste musicali


Geddy Lee

Bass Hall of Fame � Guitar Player Magazine


6 volte vincitore: "Miglior Bassista Rock" � Guitar Player Magazine
1993 � "Miglior Bassista Rock", classifica stilata dai lettori di Bass Player
Miglior album di basso (Snakes & Arrows) - Bass Player Magazine
"Pi� bella linea di basso in una canzone" (Malignant Narcissism) - Bass Player
Magazine

Alex Lifeson

"Miglior talento Rock" per la rivista Guitar for the Practicing Musician nel
1983
"Miglior chitarrista Rock" per Guitar Player nel 1984 e nel 2008
In corsa per "Miglior chitarrista Rock" per Guitar Player nel 1982, 1983, 1985,
1986
Inserito nella Hall of Fame di Guitar for the Practicing Musician, 1991
Miglior disco "ferocemente brillante" di chitarra (Snakes & Arrows) - Guitar
Player 2007
"Miglior articolo" per Different Strings � Guitar Player (edizione di
settembre). 2007

Neil Peart

Peart ha ricevuto i seguenti riconoscimenti dalla classifica dei lettori della


rivista Modern Drummer:

Hall of Fame: 1983


Migliore batterista Rock: 1980, 1981, 1982, 1983, 1984, 1985, 1986, *2006,
*2008 (*vinse alla conta dei voti, ma ineleggibile)
Migliore multi-percussionista: 1983, 1984, 1985, 1986
Miglior percussionista: 1982
Migliore batterista emergente: 1980
Miglior percussionista in generale: 1986
1986 Honor Roll: batterista Rock, multi-percussionista

(* - Come membro dell'Honor Roll in queste categorie, non � pi� eleggibile


nelle suddette.)

Miglior video didattico: 2006, per Anatomy of a Drum Solo


Migliore registrazione batteristica degli anni '80, 2007, per YYZ da Exit...
Stage Left
Migliore performance su disco:
1980: Permanent Waves
1981: Moving Pictures
1982: Exit... Stage Left
1983: Signals
1985: Grace Under Pressure
1986: Power Windows
1988: Hold Your Fire
1989: A Show of Hands
1990: Presto
1992: Roll the Bones
1993: Counterparts
1997: Test for Echo
1999: Different Stages
2002: Vapor Trails
2004: R30: 30th Anniversary World Tour
2007: Snakes & Arrows

Peart ha ricevuto i seguenti riconoscimenti dalla rivista DRUM! magazine per il


2007:

Batterista dell'anno
Miglior batterista Progressive rock
Miglior musicista live
Miglior DVD (Anatomy of a Drum Solo)
Album col miglior drumming (Snakes & Arrows)

Peart ha ricevuto i seguenti riconoscimenti dalla rivista DRUM! magazine per il


2008:

Batterista dell'anno
Secondo classificato Miglior batterista Progressive rock
Miglior batterista live
Secondo classificato Miglior batterista Pop

Peart ha ricevuto i seguenti riconoscimenti dalla rivista DRUM! magazine per il


2009:

Batterista dell'anno
Miglior batterista Progressive rock

Peart ha ricevuto i seguenti riconoscimenti dalla rivista DRUM! magazine per il


2010:

Batterista dell'anno
Secondo classificato Miglior batterista Progressive rock
Secondo classificato Miglior live performer

Note

allmusic.com - Rush
^ Robert Walser. Running with the Devil: power, gender, and madness in heavy metal
music. Wesleyan, 1993, ISBN 0-8195-6260-2. p. 10
^ Charles Snider. The Strawberry Bricks Guide to Progressive Rock. Strawberry
Bricks, 2008, ISBN 0-615-17566-X. p. 221
^ Kevin Holm-Hudson. Progressive rock reconsidered Archiviato il 28 gennaio 2012 in
Internet Archive.. Routledge, 2001, 0815337159. p.190
^ articolo sul Billboard magazine risalente al 16 novembre 1985
^ Rush: Il lato duro del progressive, ondarock.it
^ http://www.allmusic.com/artist/cliff-burton-mn0000151844
^
http://www.antimusic.com/news/13/March/21Anthrax_Guitarist_Calls_Rock_Hall_Lame_For
_KISS_and_Deep_Purple_Snubs.shtml
^ http://www.ondarock.it/rockedintorni/primus.htm
^ http://www.progarchives.com/artist.asp?id=378
^ http://www.austinchronicle.com/music/2004-07-02/218424/
^ http://www.symphonyx.com/site/faq/
^ RIAA - Recording Industry Association of America

(EN) The end of Rush, su theglobeandmail.com. URL consultato il 18 gennaio


2018.
^ https://www.rollingstone.com/music/music-news/neil-peart-rush-obituary-
936221/?fbclid=IwAR3kPYWXCPOWf6_Sn3THzG63bbY1BFn9Z-Yc-qW5gEEYLrHWPEKWAO7fC-0
^ How to Play Limelight by RUSH on Guitar, su youtube.com. URL consultato il 17
settembre 2018.
^ The Early Years: September 18th, 1968 through November 10th, 1973, su cygnus-
x1.net. URL consultato il 17 settembre 2018.
^ Jon Collins, Rush, Tsunami Edizioni, 2009, p. 25, 26. ISBN 978-88-96131-03-9
^ Jon Collins, Rush, Tsunami Edizioni, 2009, p. 27. ISBN 978-88-96131-03-9
^ Jon Collins, Rush, Tsunami Edizioni, 2009, p. 27, 28. ISBN 978-88-96131-03-9
^ Jon Collins, Rush, Tsunami Edizioni, 2009, p. 29, 30, 31. ISBN 978-88-96131-
03-9
^ Jon Collins, Rush, Tsunami Edizioni, 2009, p. 44, 45. ISBN 978-88-96131-03-9
^ [1] Archiviato il 1� giugno 2015 in Internet Archive.
^ The Rush Frequently Asked Questions on the Internet File
^ (EN) Ryan Reed, Ryan Reed, Geddy Lee on Rush�s Prog-Rock Opus �Hemispheres�:
�We Had to Raise Our Game�, su Rolling Stone, 22 ottobre 2018. URL consultato il 5
aprile 2019.
^ https://www.rollingstone.com/music/music-news/neil-peart-rush-obituary-
936221/?fbclid=IwAR3kPYWXCPOWf6_Sn3THzG63bbY1BFn9Z-Yc-qW5gEEYLrHWPEKWAO7fC-0
^ Jon Collins, Rush, Tsunami Edizioni, 2009, p. 38. ISBN 978-88-96131-03-9
^ 1 Archiviato il 27 gennaio 2007 in Internet Archive.
^ 2 Archiviato l'8 febbraio 2012 in Internet Archive.
^ en:List of songs recorded by Rush
^ The Delite
^ Ranker
^ Rolling Stone
^ Liveabout
^ Rateyourmusic sulla classifica stilata da Classic Rock
^ Geddy Lee Clarifies Peart Retirement Rumours, su classicrock.teamrock.com.
URL consultato l'8 dicembre 2015.
^ Kory Grow, Alex Lifeson Talks Rush's Uncertain Future, su Rolling Stone, 8
marzo 2016. URL consultato il 9 marzo 2016.
^ Artist Summary | The JUNO Awards Archiviato il 6 ottobre 2014 in Internet
Archive.
^ Nipissing University honorary degrees Archiviato il 17 giugno 2017 in
Internet Archive.

Voci correlate
Equipaggiamento dei Rush
Esibizioni radiodiffuse dei Rush

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Collegamenti esterni

Sito ufficiale, su rush.com. Modifica su Wikidata


Rush (canale ufficiale), su YouTube. Modifica su Wikidata
(EN, FR) Rush, su Enciclopedia canadese. Modifica su Wikidata
(EN) Rush, su The Encyclopedia of Science Fiction. Modifica su Wikidata
(EN) Rush, su AllMusic, All Media Network. Modifica su Wikidata
(EN) Rush, su Discogs, Zink Media. Modifica su Wikidata
(EN) Rush, su MusicBrainz, MetaBrainz Foundation. Modifica su Wikidata
(EN) Rush, su Encyclopaedia Metallum. Modifica su Wikidata
(EN) Rush, su Internet Movie Database, IMDb.com. Modifica su Wikidata
Comunit� italiana, su limborush.it.

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