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IL DIRITTO PRIVATO si occupa di:

 Organizzazioni create per obiettivi generali o comuni a più persone, considerando i rapporti interni
all’organizzazione stessa e i rapporti organizzazione-ambiente.
 Beni, cioè entità capaci di soddisfare interessi e bisogni umani. In particolare, si occupa del loro uso
 Rapporto tra debitore (chi è obbligato a dare o fare qualcosa nell’interesse di un altro) e creditore
(chi può pretendere qualcosa da qualcuno)
 Contratti, ovvero il principale strumento legale per movimentare risorse e realizzare operazioni
economiche, incidendo sulla proprietà e sull’uso dei beni
 Danni, stabilendo se la perdita (lesione fisica, sofferenza morale, distruzione di un bene, necessità
di sostenere spese, annullamento di un possibile guadagno) debba essere a carico del danneggiato
o possa essere ribaltata su un soggetto terzo
 Attività economiche organizzate
 Famiglia, in particolare rapporti marito-moglie e genitori-figli
 Successioni per causa di morte

Con lo scopo di indirizzare i comportamenti degli uomini in un senso che sia socialmente desiderabile.

Bisogna introdurre i concetti di:

 INTERESSE, tensione dell’uomo verso qualcosa che serve a soddisfare i suoi bisogni
 CONFLITTO, contrapposizione esistente tra portatori di interessi incompatibili tra loro, che il diritto
è chiamato a sciogliere. In particolare, il Diritto esercita una funzione di risoluzione dei conflitti, che
evita il ricorso alla forza da parte dei soggetti interessati, e una funzione di prevenire i conflitti,
attraverso la certezza della punizione

RELAZIONE TRA DIRITTO OGGETTIVO E DIRITTO SOGGETTIVO

Il complesso/sistema di norme giuridiche (diritto oggettivo) stabilisce quali sono, a chi spettano e in che
cosa consistono i poteri di azione o le pretese che uno ha verso qualcun altro (diritto soggettivo, es. diritto
di proprietà, di credito ecc.)

LA NORMA GIURIDICA

 Elemento base del diritto oggettivo


 Strumento mediante il quale il diritto può influire sui comportamenti umani
 Combinazione di due elementi:
o Regola, cioè una regola di condotta indirizzata agli uomini per orientarne il comportamento
nel senso desiderato
o Sanzione, cioè la conseguenza che la norma giuridica fa derivare dalla violazione della
regola, ovvero dalla lesione dell’interesse che la norma stessa affermava e proteggeva. Il
ruolo della sanzione dipende dalla relazione con l’interesse leso:
 Ruolo satisfattivo, ripristino dell’interesse leso, attraverso la cancellazione
dell’effetto indesiderato prodotto dalla violazione della regola (es. sanzione per il
mancato pagamento dei debiti)
 Ruolo compensativo, non c’è rispristino dell’interesso leso, ma la sua sostituzione
con un surrogato di pari valore economico (es. i risarcimenti per danni)
 Ruolo punitivo, non c’è ripristino né compensazione dell’interesse leso, ma solo la
punizione di un comportamento riprovevole (es. separazione con addebito)
 Ruolo deterrente/preventivo, il timore di subire la punizione spinge i soggetti a
seguire spontaneamente la regola giuridica
 La struttura della norma è sempre riconducibile ad un periodo ipotetico “Se A, allora B”

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 Nel diritto privato esistono norme consistenti nel disporre determinati effetti legali, in dipendenza
del verificarsi di certe condizioni, non necessariamente costituenti violazioni di obblighi o divieti di
condotta.
 Le norme presentano due caratteristiche:
o ASTRATTEZZA, applicabili a un numero indeterminato di situazioni concrete
o GENERALITA’, indirizzate ad una moltitudine indeterminata di destinatari

Ciò richiama alla funzione del diritto di organizzare la società nel suo complesso e costituisce una
garanzia di uguale trattamento tra le parti.

Da ciò deriva il concetto di FATTISPECIE ASTRATTA, ovvero la descrizione di un fatto, definito in


base ad alcuni elementi caratteristici, contenuta nella norma. L’evento particolare che corrisponde
alla descrizione generale è la FATTISPECIE CONCRETA e l’operazione logica con cui si verifica la
corrispondenza fattispecie concreta-fattispecie astratta è detta QUALIFICAZIONE DELLA
FATTISPECIE (CONCRETA). Si nota, quindi, che l’applicazione di una norma comporta l’intersezione
tra un dato empirico (ciò che è successo nella realtà) e un dato giuridico (che cosa prevede la
norma in tal caso.

L’INTERPRETAZIONE DELLA NORMA GIURIDICA

L’interpretazione delle norme giuridiche è un’attività regolata dal diritto e si distingue in:

 INTERPRETAZIONE RESTRITTIVA, significato più limitato


 INTERPRETAZIONE ESTENSIVA, significato più ampio

Art. 12 prel. “Nell'applicare la  legge  non si può ad essa attribuire altro senso che quello fatto palese
dal significato proprio delle parole secondo la  connessione  di esse, e dalla intenzione
del  legislatore. Se una controversia non può essere decisa con una precisa disposizione, si ha
riguardo al le disposizioni che regolano casi simili o materie  analoghe; se il caso rimane ancora
dubbio, si decide secondo i principi generali dell'ordinamento giuridico dello Stato.”

Dal comma 1 emergono i due principali criteri dell’interpretazione:

 CRITERIO LETTERALE, norme interpretate secondo il comune significato che le parole e le frasi del
testo hanno nella lingua italiana
 CRITERIO LOGICO, scelta del significato che più rispecchia l’intenzione del legislatore, che può
essere intesa:
o IN SENSO SOGGETTIVO, da cui il criterio psicologico=intenzione come opinioni e intenti
concretamente manifestati da coloro che hanno formulato la norma, maggiore attenzione
all’analisi dei lavori preparatori, rappresentazione antropomorfica del legislatore (ridotto
realismo)
o IN SENSO OGGETTIVO, da cui criterio teleologico=intenzione come scopo che la norma mira
a realizzare

Il sistema giuridico si fonda sulla divisione tra formulazione e interpretazione delle norme

Art. 101 C. “La giustizia è amministrata in nome del popolo. I giudici sono soggetti soltanto alla
legge”

PICCOLO GLOSSARIO

Sistema giuridico=insieme di norme giuridiche che organizzano la vita di una determinata società

Istituto giuridico=insieme di norme giuridiche che regolano qualche importante fenomeno della vita sociale

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Tuttavia, l’interprete ha dei margini di libertà, discrezionalità, autonomia. In particolare, si distingue tra:

 CLAUSOLE GENERALI (riferimento a concetti ampi ed elastici [giustizia, buona fede, buon costume
ecc.] suscettibili di cambiamento, da cui la maggiore longevità, poiché cambiano il proprio
significato in base al contesto culturale, sociale ed economico)
 NORME ANALITICHE (minore margine di scelta)

La questione dell’interpretazione si collega a quella della certezza del diritto, in quanto la possibilità di
prevedere razionalmente quali conseguenze deriveranno, in base al diritto, da un determinato
comportamento umano dipende dalla certezza circa il modo con cui il diritto viene interpretato.

Dal comma 2 si introduce il concetto di LACUNA DEL DIRITTO, che si verifica quando nessuna norma
presente nell’ordinamento prevede la fattispecie concreta di cui si sta cercando la disciplina. Tuttavia, deve
valere il principio di completezza dell’ordinamento giuridico.

L’analogia è lo strumento attraverso cui si garantisce la possibilità di individuare un trattamento giuridico di


una situazione o di un rapporto, in mancanza di una norma che lo regoli in modo specifico (es. il leasing)

Tuttavia, l’art. 14 prel. Pone il divieto di analogia per: norme penali (data la gravità delle sanzioni,
l’applicazione deve essere precisa e rigorosa) e norme eccezionali o speciali (in quanto se si è al di fuori
delle esigenze particolari e circoscritte che autorizzano la deroga, è giusto che si ricada nella norma
generale). Un altro esempio di divieto di analogia è l’elenco tassativo, dove una norma prevede una certa
disciplina per alcuni casi, che elenca.

Nel caso in cui non si possa nemmeno ricorrere all’analogia, si applicano i principi generali dell’ordinamento
giuridico, che si ricavano da complessi di norme che si ispirano a obiettivi comuni, senza citarli, o in maniera
diretta dalla Costituzione.

TIPOLOGIE DI INTERPRETAZIONE

 Autentica, fatta da una norma interpretativa di grado superiore o pari a quella interpretata. È
l’unica ad avere valore vincolante ed ha efficacia retroattiva
 Giurisprudenziale, legata all’attività dei giudici
 Amministrativa, fatta dagli organi della pubblica amministrazione sia attraverso la prassi sia
attraverso documenti formali, le circolari o istruzioni
 Dottrinaria, legata alle opinioni e ai ragionamenti scientifici dei giuristi

DIFFERENZA TRA COMMON LAW E CIVIL LAW

Nei sistemi anglosassoni (common law) vige il principio del precedente vincolante, cioè le
decisioni/interpretazioni delle norme fatte dai giudici di grado superiore vincolano i giudici di grado
inferiore. La giurisprudenza si pone allora come fonte del diritto. Ciò non vale nei sistemi giuridici di origine
romano-germanica (civil law).

DISTINZIONE TRA DIRITTO PUBBLICO E DIRITTO PRIVATO

DIRITTO PUBBLICO DIRITTO PRIVATO


Soggezione, capacità dell’autorità pubblica di Autonomia, le persone agiscono in base al loro
incidere sulle posizioni delle persone, anche senza interesse, senza imposizioni esterne
e anche contro la loro volontà
Subordinazione, dislivello tra interesse pubblico e Parità, l’interesse e la volontà dell’uno valgono
interesse privato, con prevalenza del primo tanto quanto quelle dell’altro

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Inoltre, il diritto privato è un diritto comune, in quanto può applicarsi sia a soggetti privati che agiscono per
fini privati sia a soggetti pubblici che agiscono per fini pubblici.

Da notare, che nel campo pratico, a causa dell’affermazione dell’interventismo economico dello Stato e
della nascita dello Stato sociale, si riscontra una sempre maggiore difficoltà a tracciare il limite tra diritto
privato e diritto pubblico. Ciò ha due manifestazioni:

 Utilizzo di istituti del diritto privato da parte di autorità pubbliche


 Intreccio tra norme di diritto privato e norme di diritto pubblico per regolare la stessa materia

AREE DEL DIRITTO PRIVATO

 Diritto civile (rapporti di famiglia, successioni, proprietà e uso dei beni, debiti e crediti, contratti,
danni e risarcimenti, associazioni e altre organizzazioni no profit)
 Diritto commerciale (imprese e società)
 Diritto industriale (concorrenza e proprietà intellettuale)
 Diritto del lavoro (rapporti datori-lavoratori subordinati)
 Diritto della navigazione (trasporto aereo, marittimo e in acque interne)

Fonti delle norme


Si intendono gli atti e i fatti che producono o sono idonei a produrre diritto in un sistema dato.
1942 Nel sistema giuridico italiano le fonti del diritto sono elencate nell’ Art. 1 delle Preleggi:
1. Le Leggi
2. I regolamenti
3. Le norme corporative
4. Gli Usi

Il sistema delle fonti si è ampliato e modificato con:


 Abrogazione delle norme corporative
 Promulgazione della Costituzione
 Trattati europei

Il sistema delle fonti è molto complesso a causa della loro proliferazione. Nasce quindi l’esigenza di un
loro ordinamento.
Si parla di Gerarchia delle Fonti.
La gerarchia può essere
 Verticale (Sul piano Assiologico = importanza)
 Orizzontale (per competenza)

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Attualmente
1. Leggi di rango costituzionale

Costituzione / norme del diritto internazionale consuetudinario (ex Art. 10 Cost. “L’ordinamento
giuridico… si conforma alle norme di diritto internazionale generalmente riconosciute”) / Trattati
internazionali (ex Art. 11 Cost. “Sono ammissibili, per partecipare ad organizzazioni internazionali
limitazioni della sovranità nazionale”; 117 Cost. “La potestà legislativa è esercitata dallo stato e dalle
regioni nel rispetto della costituzione nonché dei vincoli derivanti dall’ordinamento comunitario)

2. Leggi ordinarie

Leggi in senso stretto (Art. 70 Cost.) /Decreto legislativo Delegato (emanato dal Governo in base a
una legge-delega) /Decreto-Legge (Emanato dal governo in casi straordinari di necessità e urgenza e
convertito in legge dalla Camera /Leggi Regionali (art 117 Cost.) /Regolamenti Europei (Atti di
portata generale, obbligatori in tutti i loro elementi, contengono norme direttamente applicabili dai
giudici dei singoli stati, come fossero leggi dello stato, senza bisogno di recepimento. Ex Art. 288, 2,
Trattato FUE) /Direttive (Sono norme che prescrivono agli stati membri di provvedere, in un certo
modo, ad armonizzare le legislazioni interne. Devono essere recepite con legge nazionale. (Procedura
reg. da l. n. 234/2012 “legge di delegazione Europea”). De iure le leggi derivanti sono nascono da fonte
interna ma, de facto, eteronome.

3. Regolamenti

Gerarchicamente subordinati alle leggi vi sono i regolamenti, che provengono da fonte Amministrativa e
non legislativa. (Es. regolamenti parlamentari) 10

4. Usi

Si parla di uso quando v’è:


 Ripetizione generale e ostante in un certo ambiente, per un tempo adeguatamente protratto di un
certo tipo di comportamento osservabile (elemento oggettivo della consuetudine; c.d. usus)
 Un atteggiamento di osservanza dell’uso in quanto ritenuto doveroso giuridicamente. (Opinio
iuris ac seu necessitatis)

Ammissibilità:
- Contra legem: Inammissibili (ex. Art. 15 Preleggi “le leggi non sono abrogate che da leggi posteriori”
- Secundum legem: Gli usi hanno efficacia solo in quanto richiamati dalle leggi. (Art. 8 Preleggi)
- Praeter legem: efficaci quando la materia trattata presenta nel diritto scritto importanti lacune e non è
possibile pronunciarsi secondo analogia e neppure in accordo dei principi generali.
Quando si verifichi un’antinomia fra le fonti vige il criterio di Gerarchia: assiologico fra quelle
nazionali, di competenza fra quelle nazionali ed Europee.

LE FONTI DEL DIRITTO PRIVATO

 Codice civile
SVILUPPO STORICO:
o 1865 Codice civile del Regno d’Italia, ispirato al Code Napoleon (esaltazione dell’autonomia
dell’individuo, rispetto assoluto della proprietà privata, libertà di contrattazione e di
iniziativa economica, delimitazione dell’intervento statale)
o 1942 Codice civile oggi in vigore
o 1948 Costituzione italiana, nuovo quadro normativo distinto dalla tradizione liberale e dal
tentativo di contaminazione politica del Fascismo
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STRUTTURA:
o Preleggi (disposizioni sulla legge in generale)
o I libro (art. 1-455), Delle persone e della famiglia; regole sulla capacità e sulla posizione
giuridica delle persone fisiche e sulle organizzazioni no profit, regole in materia di famiglia
o II libro (art. 456-809), Delle successioni; regole su successioni e donazioni
o III libro (art. 810-1172), Delle proprietà; definizione e classificazione dei beni, diritto di
proprietà e di possesso
o IV libro (art. 1173-2059), Delle obbligazioni
o V libro (art. 2060-2642), Del lavoro; regole sull’impresa, sul lavoro subordinato, sulle
organizzazioni a scopo di lucro, sulla concorrenza, sulla proprietà intellettuale
o VI libro (art. 2043-2969), Della tutela dei diritti; istituti sull’attuazione dei diritti
(prescrizione e decadenza, per esempio), trascrizione immobiliare, garanzie reali del
credito, regole sulle prove e l’esecuzione forzata contro il debitore che si rifiuti di pagare
o Disposizioni di attuazione e transizione
 Costituzione, che ha incidenza lungo 3 direttive:
o Criterio di controllo della legittimità delle norme ordinarie
o Stimolo e direttiva al legislatore ordinario verso l’adeguamento della vecchia disciplina
privatistica a principi più avanzati, legati alla maggiore sensibilità della Costituzione ai valori
di uguaglianza e giustizia sociale
o Possibilità di dare applicazione concreta e diretta nei rapporti fra privati ai principi
costituzionali
 Legislazione speciale, a partire dagli anni ’70, in termini di:
o Incremento quantitativo (es. locazioni urbane, lavoro subordinato, rapporti tra consumatori
e imprese), che porta crescenti porzioni del diritto privato fuori dal Codice civile
o Mutamento qualitativo, con la formazione di complessi normativi compiuti e innovativi
relativi ad interi settori

La crescente marginalizzazione del Codice civile rispetto alle legislazioni speciali è detta
DECODIFICAZIONE. A ciò si vuole rispondere con la RICODIFICAZIONE, sostenendo la
complementarietà tra Codice civile (fonte di categorie logiche e concettuali) e legislazioni speciali
(esigenza di ammodernamento), di cui sono espressione anche i codici di settore

Invece, le leggi regionali, art. 117, c.1, lett. l), C., non possono trattare norme di diritto privato, competenza
esclusiva dello Stato (principio di uniformità nazionale e principio di uguaglianza).

DIRITTO PRIVATO E DIRITTO INTERNAZIONALE

Il diritto privato ha carattere nazionale. Lo strumento per armonizzare il diritto privato in contesto
internazionale sono le convenzioni, alla cui ratifica, portano ciascuno degli Stati aderenti a trasferire nel
proprio diritto interno le norme della convenzione. Esempi di particolare importanza nel caso italiano sono:

 Convenzione di Ginevra del 1930-1931, in materia di cambiali e assegni


 Convenzione di Vienna del 1980, in materia di vendita internazionale di cose mobili
 Convenzione europea sui diritti dell’uomo del 1950

Accanto alle convenzioni, ci sono le strutture sovrannazionali, quali l’Unione Europea (regolamenti e
direttive)

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LE SITUAZIONI GIURIDICHE

Per permettere al Diritto di sistemare gli interessi umani, le norme giuridiche stabiliscono una graduatoria
di interessi. Questo si realizza attribuendo ai soggetti coinvolti (titolari) determinate situazioni giuridiche
(soggettive=appartenenti a soggetti).

Le situazioni giuridiche soggettive esprimono il modo in cui le norme regolano le possibilità dei soggetti in
conformità alla graduatoria stabilita tra i loro interessi confliggenti

Si distinguono in:

 Attive, prevalenza dell’interesse del titolare (diritto di proprietà, diritto personale al godimento di
una cosa ecc.)
 Passive, subordinazione dell’interesse del titolare agli altri interessi (dovere di rispettare la
proprietà altrui ecc.)

IL DIRITTO SOGGETTIVO, CONCETTI GENERALI

 E’ la più importante situazione giuridica attiva


 DEFINIZIONE: Potere di agire nel proprio interesse, o di pretendere che qualcuno altro tenga un
determinato comportamento nell’interesse del titolare del diritto
 CONTENUTO: tipi di poteri concessi e tipo di interessi che è consentito realizzare
 ELEMENTO COMUNE DI TUTTI I DIRITTI SOGGETTIVI: autonomia di giudizio e di decisione, il
titolare è libero di valutare in cosa consista il proprio interesse e stabilire i metodi e i
comportamenti atti a perseguirlo. Ciò si rispecchia nel concetto di FACOLTA’, ovvero la possibilità,
riconosciuta al titolare, di tenere un determinato comportamento, che è compreso nel contenuto
del diritto ma non lo esaurisce. A questo punto, possiamo dire che il contenuto del diritto coincide
con l’insieme delle facoltà che appartengono al titolare.

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LE CLASSIFICAZIONI DEI DIRITTI SOGGETTIVI SI REALIZZANO:

IN BASE ALLA SFERA D’AZIONE

 Diritti soggettivi pubblici


o Al titolare poteri che incidono sull’organizzazione politica della società
o ESEMPI: diritto di voto, diritto all’elettorato passivo, firmare una richiesta di referendum
ecc.
o Si dirigono nei confronti dello Stato e sono disciplinati dal diritto pubblico
 Diritti soggettivi privati
o Al titolare poteri che non incidono sull’organizzazione politica della società
o ESEMPI: diritto di proprietà, diritto di credito, diritto all’onore
o Coinvolge situazioni di diritto privato (comprese quelle in cui il soggetto pubblico svolga
attività giuridica di diritto privato in situazioni di diritto privato)

IN BASE AL TIPO DI INTERESSE SERVITO

 Diritti patrimoniali
o Procurano al titolare utilità economica
o ESEMPI: diritti di proprietà, diritto di credito, diritto di sfruttare la propria invenzione ecc.
 Diritti non patrimoniali
o Procurano al titolare utilità non economiche
o ESEMPI: diritto all’integrità fisica, diritto all’onore ecc.

IN BASE AL TIPO DI POTERI DEL TITOLARE

 Diritti assoluti
o possono essere fatti valere nei confronti di tutti gli altri soggetti
o ESEMPI: diritto di proprietà, diritto all’integrità fisica ecc.
o Hanno come loro corrispettivo passivo il dovere
 Diritti relativi
o Possono essere fatti valere nei confronti di determinati soggetti
o ESEMPI: diritto di credito
o Hanno come loro corrispettivo passivo l’obbligo

IN BASE ALLA MODALITA’ DEI POTERI ATTRIBUITI

 Diritti disponibili
o Diritti cedibili, limitabili, cancellabili
o Totalità dei diritti patrimoniali
 Diritti indisponibili
o Diritti non cedibili, non limitabili, incancellabili
o Totalità dei diritti non patrimoniali, data la loro importanza per la persona umana e la
società nel suo complesso

Un’altra importante sottospecie di diritti soggettivi sono i DIRITTI POTESTATIVI, che conferiscono il potere di
incidere sulle situazioni soggettive altrui senza che il titolare della situazione incisa possa impedirlo. Un
esempio è il diritto del dipendente di dare le dimissioni.

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L’ABUSO DEL DIRITTO E IL SUPERAMENTO DEL DIRITTO - PROBLEMA: impedire che il titolare del diritto lo
eserciti in modo contrastante con altri interessi meritevoli di tutela

A tal proposito si incrociano 2 tipologie, con relative teorie:

 ABUSO DEL DIRITTO


o il titolare, nell’esercizio di un suo diritto, compie un’azione che, però, considerando
circostanze, scopi e risultati, porta al danneggiamento irragionevole di un altro interesse
meritevole di tutela.
o Frequente se le norme fissano pochi limiti ai diritti soggettivi
o Maggiore ruolo del giudice nella delimitazione del potere del titolare
o Rilevanza delle norme elastiche e principi generali dell’ordinamento
 SUPERAMENTO DEL DIRITTO
o Il titolare compie un’azione non rientrante nei diritti che gli sono riconosciuti, portando al
danneggiamento di interessi riconosciuti e meritevoli di tutela
o Frequenti se le norme delimitano rigorosamente i diritti soggettivi
o Maggiore ruolo delle norme nella delimitazione del potere del titolare
o Rilevanza delle norme giuridiche nel delimitare rigorosamente i diritti soggettivi

L’INTERESSE COLLETTIVO

Consiste in una situazione soggettiva attiva, in cui il danneggiamento di un soggetto ricade anche sugli
interessi di una moltitudine di altri soggetti. Esempi:

 Organizzazioni di consumatori contro pratiche commerciali scorrette e clausole vessatorie


 Associazioni culturali possono agire in giudizio contro atti o fatti lesivi nei loro confronti
 Le class action

LE SITUAZIONI GIURIDICHE PASSIVE sono:

 Dovere
o Vietare di tenere comportamenti capaci di ledere il diritto soggettivo altrui
o CARATTERE ASSOLUTO grava su tutti i soggetti diversi dal titolare
o CARATTERE NEGATIVO vieta di fare qualcosa
 Obbligo
o Vincolo imposto all’azione del titolare, nell’interesse di chi ha un diritto soggettivo relativo
nei suoi confronti
o CARATTERE INDIVIDUALE grava su un soggetto determinato
o CARATTERE POSITIVO impone di fare qualcosa
 Soggezione
o Grava su chi si trova esposto al diritto potestativo, e impone di subire modifiche di qualche
propria situazione giuridica, senza poterlo impedire
 Responsabilità
o Situazione del soggetto esposto a subire le conseguenze, svantaggiose per lui, previste dalle
norme in relazione a qualche suo comportamento o posizione
 Onere
o Situazione di chi deve tenere un determinato comportamento per avere la possibilità di
utilizzare una qualche sua situazione attiva
o SIMIL SITUAZIONE ATTIVE: mira a realizzare l’interesse del soggetto

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o SIMIL OBBLIGO: contiene vincolo all’azione del soggetto, ma il mancato assolvimento non
costituisce illecito e non incorre in responsabilità

IL RAPPORTO GIURIDICO

 DEFINIZIONE: stretto collegamento fra una situazione attiva e la corrispondente situazione passiva
 I titolari delle situazioni attiva e passiva sono le parti, ovvero centri di interessi omogenei (semplici
o complessi)
 Terzo è chiunque non sia parte del rapporto giuridico, teoricamente non coinvolto da ciò che
accade all’interno del rapporto, ma, in pratica, spesso coinvolto

GLI EFFETTI GIURIDICI

Le situazioni giuridiche sono soggette a cambiamento, tali mutamenti (creazione, modificazione o


cancellazione di situazioni giuridiche) prendono il nome di effetti giuridici.

La causa di un effetto giuridico si definisce fattispecie giuridica

La fattispecie concreta produce gli effetti giuridici che la norma prevede (assenza principio causale
naturale), in relazione alla fattispecie astratta descritta dalla norma stessa (valutazione di opportunità
politica)

La capacità di produrre effetti giuridici è detta rilevanza giuridica.

Le fattispecie possono essere: semplici, complesse, a formazione progressiva (diversi effetti che si
realizzano in sequenza temporale)

In base al ruolo della consapevolezza umana, le fattispecie si differenziano in:

 Fatti giuridici, eventi che accadono e producono i loro effetti giuridici indipendentemente da
intenzionalità o consapevolezza umane, o in cui l’attività umana sia irrilevante per il prodursi
dell’effetto giuridico considerato.
 Atti giuridici, eventi in cui le azioni sono sostenute da un certo grado di consapevolezza e
intenzionalità e la rilevanza giuridica dipende specificatamente dalla presenza di quel fattore
umano. Classificazioni:
o Atti negoziali (o negozi giuridici), in cui la consapevolezza e l’intenzionalità sono espresse
nel più alto grado (es. compravendite). La volontà agisce lungo 2 direttive: volontà di
compiere l’atto e volontà di produrre gli effetti giuridici previsti dalle norme
o Atti non negoziali, in cui è presente solo la volontà di compiere l’atto (es. confessione,
pagamento ecc.)

NB Nel gergo, Atto=Atto negoziale

L’attività di produzione di atti giuridici è detta attività giuridica

TIPI DI ATTI

IN BASE ALLE SITUAZIONI GIURIDICHE

 Atti patrimoniali=situazioni di tipo economico (es. i contratti)


o Onerosi=tutte le parti coinvolte nel sacrificio economico (es. compravendita)
o Gratuiti=una sola parte coinvolta nel sacrificio economico (es. donazione, comodato ecc.)
 Atti non patrimoniali=situazioni di tipo non economico (es. riconoscimento figlio
extramatrimoniale)

IN BASE AL FATTORE CHE PROVOCA GLI EFFETTI

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 Atti a causa di morte
 Atti fra vivi

AUTONOMIA PRIVATA

Potere dei soggetti di creare e confermare le proprie situazioni giuridiche liberamente, secondo la propria
volontà, i propri interessi, i propri gusti. Si realizza attraverso l’attività giuridica, in particolare con gli atti
negoziali.

Nel diritto pubblico, non esiste autonomia privata poiché:

 Supremazia del soggetto pubblico rispetto al soggetto privato


 Attività pubblica vincolata a fini specifici o all’interesse pubblico, stabilito dalle norme giuridiche

SVILUPPO STORICO:

800 – lotta contro l’assolutismo e rivendicazione della libertà di iniziativa economica, principi di autonomia
individuale

900 – Interventismo economico dello Stato e welfare pubblico, principio di autonomia collettiva

IL BENE

Oggetto del diritto, nel senso che le norme stabiliscono quali cose possono essere definite beni

Bene è qualsiasi cosa che possa formare oggetto di diritto, ovvero su cui sia immaginabile un conflitto di
interessi.

Esiste una divergenza tra giuristi e legge (art.810) sull’individuazione dei beni. La legge considera
restrittivamente come bene solo i beni materiali, mentre i giuristi includono in tale categoria qualsiasi
entità utile all’uomo, materiale o immateriale, purché suscettibile di aprire conflitti d’interesse regolabili dal
diritto.

CLASSIFICAZIONE DEI BENI art. 812

 Beni materiali=cose capaci di formare oggetto di diritto. Si possono classificare in


o Beni immobili
 In natura, tra cui suolo, fiumi, alberi, costruzioni e tutto ciò che è saldamente
incorporato al suolo.
 Per destinazione, mulini, bagni e tutti gli edifici galleggianti saldamente assicurati
alla riva o all’alveo e destinati ad esserlo in modo permanente per il loro uso.
o Beni mobili, in via residuale (tra cui energie naturali aventi valore economico)
 Casi interessanti
 Mobili registrati (es. autoveicoli)
 Universalità di mobili, ovvero i complessi di cose mobili che appartengono
alla stessa persona e hanno comune destinazione
 Beni immateriali=entità diverse dalle cose, ma suscettibili di aprire conflitti d’interessi regolabili dal
diritto

I beni immobili hanno rispetto a quelli mobili un diverso trattamento giuridico:

 le possibilità di utilizzo da parte di privati sono limitate


 esiste una speciale organizzazione pubblica per l’accertamento e la documentazione della loro
consistenza, il catasto
 circolazione sottoposta a norme più rigorose

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 regime di pubblicità, cioè trascrizione nei registri immobiliari
 gli immobili vacanti appartengono automaticamente allo Stato (art. 827)

Tuttavia, oggi i rapporti tra beni immobili e mobili tendono a modificarsi per via della mobilizzazione della
ricchezza, per cui i beni immobili perdono la loro centralità economica.

ALTRE CLASSIFICAZIONI DEI BENI

 Beni divisibili, suddivisibili fisicamente, in cui la parte mantiene la funzione economica del bene
originario
 Beni indivisibili, non suddivisibili materialmente o economicamente

 Beni consumabili, si esauriscono immediatamente con l’uso


 Beni inconsumabili, si esauriscono in più utilizzazioni

 Beni fungibili, risultano identici, per qualità, ad altri beni dello stesso genere
 Beni infungibili, non sostituibili indifferentemente con altri beni, per via di specifiche caratteristiche
qualitative

 Beni pubblici, in quanto appartenenti allo Stato e indirizzati all’interesse pubblico


o Beni demaniali – inalienabili – spiagge, porti, aeroporti, oggetti d’arte ecc.
o Beni patrimoniali indisponibili – vincolo di destinazione – caserme ecc.
o Beni patrimoniali disponibili – assoggettati alle regole per i beni privati anche se di
proprietà pubblica
 Beni privati, in via residuale

Bisogna includere anche i nuovi beni (prodotti biologici, software, diritti relativi all’ambiente, privacy, diritto
all’informazione ecc.), legati alla nuova sensibilità politica e sociali che si sviluppa attorno a determinati
interessi umani.

ALTRI CONCETTI COLLEGATI AL QUELLO DI BENE

LE PERTINENZE sono cose (accessorie) destinate in modo durevole a servizio o ad ornamento di un’altra
cosa (principale). Il rapporto tra pertinenza e cosa principale è detto rapporto pertinenziale:

 può essere immobile-immobile, mobile-mobile, immobile-mobile


 nasce per iniziativa del proprietario o di chi gode di un diritto reale (es. usufrutto)
 se si vuole trasferire la cosa principale senza pertinenza, bisogna dirlo esplicitamente (art.818)

I FRUTTI sono i beni prodotti da altri beni (detti fruttiferi) e si classificano in:

 frutti naturali, provengono direttamente dalla cosa e spettano al proprietario in linea generale
(art.820 - 821)
 frutti civili, si ritraggono dalla cosa come corrispettivo del godimento che altri ne abbia (art.820 c.3),
per esempio i canoni di locazione

IL PATRIMONIO è il complesso delle situazioni attive e passive (di tipo economico) di una persona

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QUANDO IL DIRITTO CAMBIA

I cambiamenti dei diritti si definiscono come vicende dei diritti stessi. Tali mutamenti possono essere visti
sotto due prospettive:

 DAL PUNTO DI VISTA DEL DIRITTO


o Nascita
o Trasferimento
o Estinzione
 DAL PUNTO DI VISTA DEL TITOLARE
o Acquisto
o Perdita

Il fenomeno per cui i diritti si trasferiscono continuamente ad altre persone, invece di rimanere in capo ai
titolari, prende il nome di circolazione giuridica.

L’ACQUISTO DI UN DIRITTO è la vicenda per cui una persona diventa titolare di un diritto, che prima non
aveva. Può distinguersi in:

 Acquisto originario, che non avviene in base a un rapporto con il precedente titolare e il successivo
 Acquisto derivativo (o successione o alienazione [dal punto di vista del cedente]), che avviene in
base a un rapporto con il precedente titolare. In tale rapporto l’acquirente=avente
causa/successore, mentre il cedente=dante causa/autore

Negli acquisti derivativi, esiste una distinzione speculare rispetto a quella fatta con gli atti giuridici:

 Acquisto gratuito, l’avente causa non sopporta sacrificio economico


 Acquisto oneroso, l’avente causa dà o promette qualcosa in cambio del diritto acquistato
 Acquisto fra vivi, non necessaria morte del dante causa
 Acquisto a causa di morte, è necessaria la morte del dante causa

Inoltre, possiamo distinguere tra:

 Successioni particolari, l’avente causa acquista uno o più diritti determinati dal dante causa (es.
cambio di proprietà)
 Successioni universali, l’avente causa subentra nell’intero patrimonio del dante causa (es. eredità)

La fattispecie che determina l’acquisto di un diritto si definisce titolo dell’acquisto, in particolare i più
importanti titoli degli acquisti derivativi sono rappresentati dagli atti giuridici.

Si individuano due fondamentali principi nell’acquisto dei diritti:

 Regolarità del titolo


 Nessuno può trasferire un diritto che non ha

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LA PERDITA DEL DIRITTO

Negli acquisti derivativi all’acquisto del diritto per l’avente causa corrisponde la perdita del diritto per il
dante causa. Inoltre, la perdita del diritto è regolata da 2 istituti legati al decorso del tempo: la prescrizione
e la decadenza.

LA PRESCRIZIONE ESTINTIVA

Meccanismo che determina l’estinzione del diritto, in conseguenza di una prolungata inerzia del titolare.

Per l’art. 2934 c.1) ha 2 giustificazioni:

 esigenza di certezza delle situazioni e dei rapporti giuridici, ovvero in caso di inerzia del titolare, la
parte passiva finisce per regolarsi come se il diritto non esistesse; una pretesa da parte del titolare
fatta valere a lunghissima distanza disturberebbe i piani formulati sul ragionevole presupposto che
quella vecchia posizione passiva sia ormai cancellata. Bisogna anche considerare che sul lungo
periodo gli elementi utili per provare l’esistenza e il contenuto del diritto tendono a non essere più
disponibili.
 Favorire l’uso produttivo delle risorse, che l’inerzia del titolare e una sua pretesa a lungo termine
verso la parte passiva potrebbe rallentare

DIRITTI IMPRESCRITTIBILI

Allo stesso tempo l’art. 2934 c. 2) stabilisce diritti non soggetti a prescrizione, quali: diritto di proprietà (in
quanto davanti all’inerzia del proprietario non c’è un controinteressato con aspettative fondate su
quell’inerzia), diritti indisponibili (per via dell’interesse generale), singole facoltà comprese nel diritto (in
quanto le facoltà non sono autonome).

MOMENTI DELLA PRESCRIZIONE

 INIZIO, momento in cui comincia a essere contato il tempo che porterà all’estinzione del diritto e
coincide con il momento in cui il diritto può essere fatto valere (art. 2935). Bisogna sottolineare che
per la giurisprudenza, gli unici fattori che impediscono di far valere un diritto sono impedimenti
giuridici (es. un diritto di credito può essere fatto valere solo a partire dalla scadenza), e non di fatto
(es. ignoranza del titolare).
 TERMINE, periodo di tempo, trascorso il quale il diritto si estingue e può essere: ordinario (10 anni)
o speciale (minore o maggiore di 10 anni). La prescrizione deve essere eccepita.
 CALCOLO DEL TEMPO, stabilito dall’art. 2963 con due principi base: la prescrizione parte dal giorno
successivo (non si tiene conto del c.d. dies a quo); se il termine scade in un giorno festivo, è
prorogato al giorno successivo non festivo.

Il decorso della prescrizione può arrestarsi per determinate cause, che comportano l’allontanamento nel
tempo della possibile estinzione del diritto. Si distingue tra:

 SOSPENSIONE; in particolari circostanze (rapporti esistenti tra le parti o condizione soggettive del
titolare) il decorso si arresta, ma riprende quando esse vengono meno. Le cause di sospensione
sono tassative.

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 INTERRUZIONE; quando viene compiuto un atto che smentisce il presupposto della prescrizione,
costituito da: inerzia del titolare e affidamento di controparte. Dall’interruzione, la prescrizione
ricomincia da zero. Di conseguenza, gli atti interruttivi possono essere:
o Atti provenienti dal titolare, che rappresentino un esercizio del diritto stesso. Per l’art.
2943, essi sono domanda giudiziale (il titolare esercita un’azione di giudizio contro la parte
passiva) o in atti di costituzione di mora della parte passiva
o Atti provenienti da controparte, che riconosce, anche implicitamente, il diritto altrui.

L’INDEROGABILITA’ DELLA PRESCRIZIONE

L’inderogabilità è stabilita nell’art. 2936 secondo cui:

 Non è ammessa modifica dei termini di durata della prescrizione


 Non è ammessa rinuncia preventiva

Inoltre, è ammessa rinuncia successiva, anche implicita, alla prescrizione già compiuta, ma spetta alla parte
passiva prendere l’iniziativa, cioè la prescrizione non è rilevabile d’ufficio (da art. 2937 e art. 2938).

LA PRESCRIZIONE PRESUNTIVA

La prescrizione presuntiva determina la creazione di una presunzione di estinzione.

LA DECADENZA

Istituto che dipende sempre dal decorso del tempo e dall’inerzia del titolare, ma ha come unica ragione
giustificativa l’esigenza di certezza delle situazioni e dei rapporti giuridici, in cui si vuole che determinati
diritti siano esercitati in un breve periodo di tempo.

La disciplina della decadenza varia in base ai diritti implicati:

 Diritti indisponibili
o Inderogabilità
o Il giudice può rilevarla d’ufficio
 Diritti disponibili
o Può essere impedita dal riconoscimento del diritto da parte della parte passiva
o Le parti possono modificare i termini, fissando anche termini non previsti dalla legge
(decadenza convenzionale), in modo tale, però, da non rendere eccessivamente difficile
l’esercizio del diritto.
o Il giudice non può rilevarla d’ufficio

Prescrizione e decadenza possono concorrere (art. 2967 ”Nei casi in cui la decadenza è impedita, il diritto
rimane soggetto alle disposizioni che regolano la prescrizione”). Esempio, la garanzia per vizi: in mancanza
di denuncia del difetto, il compratore perde i suoi diritti contro il venditore (decadenza); in caso di
denuncia, i diritti si estinguono se il compratore non fa causa al venditore entro un anno dalla consegna
della cosa (prescrizione).

[AGGIUNGERE DISCIPLINA DELLA DECADENZA ART. 2964 - 2969]

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CIRCOLAZIONE GIURIDICA E PUBBLICITA’

Per il migliore funzionamento delle relazioni giuridiche, occorre che determinati fatti, associati a
determinate conseguenze giuridiche rilevanti, siano conosciuti da chi vi è interessato. Gli strumenti che
permettono la diffusione dell’informazione sono i mezzi di pubblicità, che possono avere natura formale-
documentale o fattuale e possono rivolgersi a soggetti singoli o a una generalità di soggetti.

La classificazione dei tipi di pubblicità si basa sugli effetti giuridici che conseguono dalla loro osservanza o
mancata osservanza.

 Pubblicità notizia=la mancata pubblicità non impedisce al fatto di esistere e produrre regolarmente
i suoi effetti (es. pubblicazioni matrimoniali)
 Pubblicità dichiarativa=la mancata pubblicità non impedisce al fatto di esistere, ma ne riduce gli
effetti. In particolare, quando non si verifica la produzione di determinati effetti previsti verso terzi,
si dice che tali effetti non sono opponibili a quei terzi.
 Pubblicità costitutiva=la mancata pubblicità non permette al fatto di esistere e dar luogo a
conseguenze (es- l’ipoteca)

LE CONSEGUENZE GIURIDICHE DELL’IGNORANZA

In linea generale Ignorantia legis non excusat, ma esistono 2 eccezioni:

 Buona fede, in cui il soggetto pensi che le cose siano in modo diverso da come realmente stanno
 Apparenza, esistenza di elementi tali da indure il soggetto a commettere un certo errore. Ciò non
vale se la situazione reale risulta conoscibile a partire da mezzi di pubblicità.

ATTUAZIONE DEI DIRITTI

Le norme sull’attribuzione dei diritti sono chiamate norme sostanziali. Successiva alla fase di attribuzione,
viene quella di attuazione dei diritti, sottoposta al principio di divieto di autotutela privata dei diritti, a cui
corrisponde il principio di tutela giurisdizionale dei diritti, ovvero il titolare per l’attuazione di un suo diritto
deve rivolgersi solo allo Stato, e non farsi giustizia da sé.

I RIMEDI sono i mezzi utili all’attuazione dei diritti. In senso ampio sono compresi nelle norme sostanziali, e
in tal caso si parla di rimedi sostanziali, che presuppongono la spontanea adesione della parte causante la
lesione del diritto del titolare. Quando non c’è spontaneo adeguamento, ci si rivolge a norme distinte,
quelle processuali (da cui i rimedi giurisdizionali).

Le norme riguardanti l’attuazione dei diritti si trovano nel sesto libro del Codice civile. Le principali materie
trattate sono:

 Trascrizione, titolo I
 Regole sulle prove, titolo II
 Garanzia dei crediti, titolo III
 Tutela giurisdizionale dei diritti, titolo IV
 Prescrizione e decadenza, titolo V

IL PROCESSO

 Causa: lite, che deve essere risolta dallo Stato (funzione giurisdizionale)

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 Strumento: corpo (la magistratura) di funzionari pubblici (i giudici), e attraverso altri corpi quali:
ufficiali giudiziari (esecuzione delle sentenze) e le forze dell’ordine
 Il giudice agisce in base alle norme
 Le attività, regolate giuridicamente al fine di risolvere la lite, sono il processo
 Le norme processuali sono le norme giuridiche inerenti i processi, e si occupano di stabilire le
procedure attraverso cui risolvere la lite (al contrario, le norme sostanziali stabiliscono quale delle
parti nel processo abbia effettivamente ragione)
 Tipologie di giurisdizione:
o Civile, situazioni e rapporti giuridici rientranti nelle norme del diritto privato
o Penale, inerente il reato
o Amministrativa, inerente il giudizio su particolari liti tra privati e PA
 Esiste, inoltre, l’arbitrato, dove privati cittadini scelti dalle parti litiganti (arbitri) emettono una
decisione (lodo). Ciò è possibile solo se c’è consenso tra le parti (compromesso)
 Il processo si apre solo se l’interessato prende l’iniziativa attraverso l’AZIONE, che si esercita
ponendo al giudice una domanda giudiziaria, cioè chiedere di emanare un provvedimento idoneo
alla realizzazione degli interessi di chi agisce. La situazione giuridica di chi agisce è detta
legittimazione ad agire. Si distinguono le azioni e i processi in base alla finalità:
o Azione (e processo) di cognizione, in cui il giudice deve accertare e dichiarare qual è la
situazione giuridica esistente tra i litiganti, attraverso un provvedimento detto sentenza di
accertamento (generalità del tribunale, atti processo, motivazione). Quando la sentenza
contiene un comando rivolta alla parte passiva, si parla di sentenza di condanna.
o Azione (e processo) di esecuzione, finalizzata all’effettiva attualizzazione dei diritti e che
presuppone che chi la esercita abbia un titolo esecutivo (comprende anche atti diversi dalle
sentenze esecutive), cioè un documento garante dell’esistenza del diritto che egli pretende
di attuare. 3 TIPOLOGIE:
 Per espropriazione; aggredire il patrimonio di un soggetto debitore, per poterlo
vendere, anche contro la sua volontà, così da ricavare una somma di denaro tale da
soddisfare il creditore. Da notare, che, nell’ordinamento italiano, anche una
sentenza ancora non passata in giudicato può valere come sentenza esecutiva
provvisoria, eccetto precisazione del giudice. L’individuazione dei beni da
espropriare prende il nome di pignoramento.
 Per consegna o rilascio; l’obbligazione inadempiuta dal debitore riguardante la
consegna di un bene mobile o il rilascio di un bene immobile. Gli organi pubblici
(ufficiali giudiziari) prendono il bene in questione, anche contro la volontà del
debitore, e consegnano tale bene al titolare.
 Per esecuzione di obblighi di fare o non fare; l’ufficiale individua un soggetto
capace di eseguire il lavoro al posto del debitore, a cui viene messo in carico il
pagamento della prestazione
o Azione (e processo) cautelare, con cui si ottiene dal giudice un provvedimento idoneo a
garantire provvisoriamente salvaguardia del diritto minacciato (es. sequestro della cosa)
 fumus boni iuris, prognosi di probabile fondatezza della domanda
 periculum in mora, l’attesa per ottenere una tutela rischia di vanificare
l’efficacia della tutela stessa del diritto
 La parte perdente può affidarsi all’impugnazione della sentenza, ma se non prende l’iniziativa tale
sentenza passa in giudicato (diventa definitiva)
 Il processo è regolato da alcuni principi fondamentali:
o Principio dell’iniziativa di parte, il processo non si apre se lo stesso interessato non prende
l’iniziativa

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o Presenza di un interesse che legittimi la domanda giudiziale
o Divieto di ultrapetizione ed extrapetizione, per cui il giudice non può emanare un
provvedimento che vada oltre o fuori alle domande delle parti
o Principio del contradditorio, entrambe le parti devono avere concreta possibilità di far
valere efficacemente le proprie ragioni
 Nel processo si scontrano le parti:
o Chi esercita l’azione, attore
o Chi subisce l’azione, convenuto, il quale esercita a sua volta l’eccezione, attraverso cui cerca
di dimostrare l’infondatezza dell’azione:
 mostrando fatti impeditivi, modificativi o estintivi del diritto preteso dall’attore
(sono oggetto di eccezione da parte del convenuto).
 Negando l’efficacia della pretesa
 Negando i fatti costitutivi della pretesa di diritto
 In alcuni casi, il convenuto può contrapporre all’attore una domanda (detta
riconvenzionale) fondata sullo stesso titolo della domanda originaria.

le quali si affidano ai difensori, ovvero i professionisti legali (avvocati), per difendere le loro
posizioni nel contraddittorio (scambio di argomenti tra attore e convenuto)

 I mezzi che servono a dimostrare la verità di un fatto sono le prove, per cui vale il principio
dispositivo, cioè il giudice non può andare alla ricerca da sé delle prove. Da qui sorge la questione
dell’onere della prova, che per l’art. 2697, grava sull’attore. Il convenuto, invece, ha l’onere di
dimostrare i fatti alla base della sua eccezione. Tuttavia, la legislazione può prevedere un’inversione
dell’onere della prova, operando una scelta fra l’interesse delle parti. Così le regole della prova
operano come regole di risoluzione sostanziale della lite. Sono ammessi i patti sull’onere della
prova, sotto due condizioni: non deve trattarsi di diritti indisponibili e una parte non deve essere
eccessivamente penalizzata.

LA PRESUNZIONE

Quando la legge stabilisce una presunzione, significa che imposta la disciplina di una situazione dando per
scontata la presenza di un elemento, anche se non provato, capace di produrre determinati effetti giuridici.
Ragionamento fondato su massime di esperienza. Si distingue in:

 Presunzione relativa, dove l’onere della prova non grava su chi invoca quegli effetti giuridici, ma sul
controinteressato, che deve dimostrare che l’elemento presunto dalla legge in realtà non esiste (es.
buona fede del possessore nel caso dell’usucapione, dove l’onere della prova grava sul
proprietario)
 Presunzione assoluta, dove la legge non ammette prova contraria (es. concepimento durante
matrimonio, in cui status di figlio se nato tra il 180° giorno successivo al matrimonio e il 300° giorno
successivo alla fine)

Con presunzione semplice, invece, si indica la tecnica probatoria, per cui da un fatto noto o provato, si
arriva a considerare l’esistenza di un altro fatto ignoto o non provato (es. Insolvenza di un’impresa -> banca
ritira il fido all’impresa -> banca conosce la situazione di insolvibilità dell’impresa). Tuttavia, la legge
ammette possibilità di far ricorso a presunzioni semplici solo se “gravi, precise e concordanti” (art. 2729).

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IL SISTEMA DELLE PROVE le prove si distinguono primariamente tra legali (tassative) o liberamente
apprezzabili (interpretazione e libera valutazione dell’attendibilità).

 Prove documentali
o Atto pubblico, documento redatto, con precise formalità, da un notaio o altro funzionario
pubblico (art. 2699). Fa piena prova di 3 fatti: data della sua formazione, provenienza dal
pubblico ufficiale, i fatti (in particolare le dichiarazioni delle parti) sono avvenuti in presenza
del pubblico ufficiale. Per smentire l’esistenza della dichiarazione riportata nell’atto
pubblico, bisogna affidarsi alla querela di falso (art. 2700), e non a normali prove contrarie,
sufficienti invece contro il contenuto (veridicità) della dichiarazione.
o Scrittura privata, ogni documento sottoscritto dal suo autore. Si pone il problema
dell’accertamento della verità della sottoscrizione, risolvibile in 3 modi:
 Autenticazione, in cui un notaio o altro pubblico ufficiale attesta che la firma è stata
apposta in sua presenza: scrittura privata autenticata (art. 2703)
 Riconoscimento, dove l’autore riconosce di averla sottoscritta (può essere
tacito=mancato disconoscimento della sottoscrizione): scrittura privata
riconosciuta (art. 2702 c.c., art. 215 c.p.c.)
 Verificazione giudiziale, dove a seguita del disconoscimento della scrittura da parte
dell’autore, la controparte chiede al giudice di accertare l’autenticità della scrittura:
scrittura privata verificata (art. 214-216 c.p.c.

A seguito di queste tre procedure, la scrittura fa piena prova del fatto che le dichiarazioni
contenute provengano da chi l’ha sottoscritta (non della loro veridicità), fino a querela di
falso (art. 2702)

Inoltre, si pone il problema della data. La scrittura si considera avente data certa solo se
(art. 2704, c.1):

 La scrittura è autenticata, e se mancante di autenticazione, dal giorno della sua


eventuale registrazione a fini fiscali
 OPPURE dal giorno di riproduzione in un atto pubblico
 OPPURE dal giorno in cui si verifica un fatto rispetto al quale è assolutamente certa
l’anteriorità della scrittura
 Prove non documentali
o Confessione (attendibilità non dubitabile da parte del giudice)
o Giuramento
o Prova testimoniale

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DEFINIZIONE DI SOGGETTI DEL DIRITTO

 Coloro che possono essere titolari di situazioni giuridiche e che le movimentano compiendo atti
giuridici
 Coloro i cui interessi sono sistemati dalle norme
 Coloro che hanno capacità giuridica, cioè capacità, riconosciuta dall’ordinamento, di essere titolari
di situazioni giuridiche.

Esistono due categorie di soggetti del diritto:

 persone fisiche, individui umani


 organizzazioni, complessi unitari di uomini e mezzi

Non è soggetto del diritto colui che è privo di capacità giuridica. Le norme stabiliscono le limitazioni di
capacità giuridica, fondandole generalmente su determinate qualità dei soggetti che rendono inopportuno
o impossibile consentire a quei soggetti la titolarità di determinate situazioni giuridiche. Tali limitazioni
possono essere determinate da:

 età
 condizioni psichiche
 difetto di riconosciuta competenza professionale

Infine, la soggettività (=capacità) giuridica esprime una potenzialità, non un’effettività. Per esempio, un
miliardario e un nullatenente hanno stessa capacità giuridica rispetto ai diritti di proprietà.

CAPACITA’ DI AGIRE

Capacità di determinare con la propria volontà le proprie situazioni giuridiche, ovvero capacità di compiere
atti giuridici.

SINTESI

CAPACITA’ GIURIDICA CAPACITA’ DI AGIRE


capacità, riconosciuta dall’ordinamento, di essere Capacità di determinare con la propria volontà le
titolari di situazioni giuridiche. proprie situazioni giuridiche, ovvero capacità di
compiere atti giuridici.

PUNTO CHIAVE: Titolarità PUNTO CHIAVE: compiere atti giuridici


Il criterio per distinguere tra incapacità di agire e incapacità giuridica è la possibilità di sostituzione
L’incapace non può essere sostituito da nessun L’incapace può essere sostituito da un altro
altro soggetto nel compimento dell’atto (es. soggetto (es. compravendita di beni in caso di
matrimonio, i genitori non possono sposarsi con minore età, i genitori fungono da sostituti)
qualcuno/a al posto del figlio minore)

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LO STATO CIVILE

A partire dal ‘700 , con la laicizzazione illuministica, passa allo Stato il compito di accertare e rendere
accessibili (materializzandoli in documenti) le qualità della persona più rilevanti per la vita sociale.

Lo stato civile è lo stato della persona in quanto membro di una collettività organizzata e gli atti dello stato
civile sono gli atti che definiscono le qualità della persona, formati da appositi funzionari, i funzionari dello
stato civile. Gli atti dello stato civile sono riportati nei registri dello stato civile, tenuti presso ciascun
Comune (art. 449) e liberamente consultabili (art. 450).

Esistono 4 categorie di atti e registri di stato civile: di nascita, di matrimonio, di morte e di cittadinanza.

Ciò che risulta in un atto non può essere smentito (se non con querela di falso). Le modificazioni incidenti su
qualcuna delle qualità della persona prendono la forma di annotazioni in calce o al margine degli atti
relativi.

Le qualità della persona, nello specifico, sono:

 Prenome (scelta di chi fa la dichiarazione di nascita) e cognome (in relazione all’appartenenza


familiare).
 Sede della persona:
o Residenza, luogo in cui la persona ha la dimora abituale (art. 43, c.2)
o Domicilio, luogo in cui la persona ha stabilito la sede principale dei suoi affari e interessi
(art. 43, c.1). Si distingue, inoltre, tra:
 Domicilio generale
 Domicilio speciale, in relazione a determinati atti o affari. L’atto con cui si indica il
domicilio speciale è detto elezione di domicilio, e deve farsi per iscritto (art. 47)
 Domicilio legale, fissato dalla legge alla persona
o Dimora, luogo in cui la persona si trova in un determinato momento, quindi non fissato
dalla legge
 Cittadinanza, in particolare in Italia l’acquisizione e la perdita sono regolate dalla l. 91/1992
o LA CONDIZIONE DELLO STRANIERO (art. 10, c. 2, C. e art. 16, prel.)
 Ha capacità di diritto privato a condizione di reciprocità (i cittadini italiani devono
avere capacità di diritto privato nel paese dello straniero) e salve leggi speciali (es.
leggi sull’immigrazione)
 Non ha capacità di diritto pubblico (es. no diritto di voto)
 Ha diritti fondamentali e inviolabili dell’uomo (es. diritti umani art. 2, C.)
 Sesso, in particolare in relazione al transessualismo, la l. 164/1982, attribuisce al tribunale di
dichiarare con sentenza la rettificazione del sesso.

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DEFINIZIONE LEGALE DI INCAPACITA’ DI AGIRE
Lo scopo fondamentale è tutelare il soggetto con ridotte attitudini psicofisiche, per evitare che si danneggi
con le sue stesse mani compiendo atti di cui non è in grado di comprendere le conseguenze.

Nel caso dell’incapace, quindi, dall’incapacità di agire deriva l’incapacità di protezione. L’ordinamento
garantisce la protezione in 2 modi:

 gli atti compiuti dall’incapace non sono validi (sono annullabili)


 affiancare all’incapace un soggetto che compia per lui o con lui gli atti

L’incapacità di agire è definita per legge, così da assicurare certezza nell’individuazione delle situazioni
giuridiche. La legge distingue 3 casi:

 Minore età, incapaci di agire fino al compimento dei 18 anni e se maggiore di 16 minori emancipati
(autorizzazione dei genitori a sposarsi, art. 390 c.c.)
 Interdizione giudiziale, soggetti in condizioni di abituale infermità mentale che li rende incapaci di
provvedere ai propri interessi (art. 414). Si riporta l’iter:
o Richiesta dei familiari o dell’interessato (art. 417 c.c.)
o Accertamento clinico delle condizioni mentali (art. 419 c.c.)
o Sentenza di interdizione
o Pubblicità della sentenza (art. 421)
o Annotazione della sentenza a margine dell’atto di nascita (art. 423)

Oppure, condannato a più di 5 anni di reclusione relativamente agli atti patrimoniali (interdizione
legale).

 Inabilitazione, in caso di malattia meno seria:


o Infermità mentale non grave
o Dipendenza da alcool o stupefacenti, con esposizione dell’interessato o della famiglia a
gravi conseguenze economiche
o Sordomuti e ciechi dalla nascita

Dal 2004, per ovviare alle fortissime restrizioni dell’autonomia del soggetto legate alle precedenti
casistiche, si è introdotta l’amministrazione di sostegno con l. 4/2004, modificativa del Codice civile.

PRESUPPOSTO: impossibilità, anche parziale o temporanea, di provvedere ai propri interessi a seguito di


menomazione fisica o psichica (art. 404)

 Richiesta al giudice tutelare da parte della famiglia o dell’interessato (art. 406)


 Decreto di nomina dell’amministratore di sostegno (art. 407 - 408)
o Scelto dal giudice
o Designazione fatta dallo stesso interessato, in vista di incapacità futura

Il decreto contiene:

o Durata
o Atti per i quali l’interessato deve essere sostituito o assistito
Per tutelare l’autonomia del soggetto incapace si stabilisce:
o Il soggetto incapace conserva la capacità di agire per tutti gli atti che non richiedono la
rappresentanza esclusiva o l’assistenza dell’amministratore

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o Conserva la capacità di compiere atti necessari a soddisfare le esigenze quotidiane (art.
409)
o L’amministratore prima di decidere deve consultare l’interessato; e in caso di disaccordo,
ne informi il giudice (art. 410, c.1-2)

Inoltre. L’incapacità di agire può essere:

 Assoluta, minori di età e interdetti, che non possono compiere nessun atto
o Per il minore, provvedono i genitori, nell’esercizio della responsabilità genitoriale (art. 320
c.c.), e in mancanza un tutore nominato (art. 324 c.c.)
o Per l’interdetto provvede un tutore nominato
Essi rappresentano in rappresentanza, cioè compiono atti in nome dell’incapace che hanno effetti
sul patrimonio. La legge dispone una serie di controlli dell’autorità giudiziaria, per garantire che
l’amministrazione dei beni degli incapaci risponda effettivamente al loro interesse.
 Relativa, inabilitati e minori emancipati
o Inabilitato, assegnazione curatore, che affianca l’inabilitato
o Minore emancipato, il curatore è il coniuge, se maggiorenne

In connessione all’incapacità relativa si distinguono:

 Atti familiari e personali (matrimonio e testamento), che possono essere fatti dall’inabilitato, se ha
sufficiente capacità di intendere e di volere
 Atti di ordinaria amministrazione, che incidono sul reddito e sulla conservazione dei beni. Si
ammette che possano essere compiuti dal minore emancipato e dall’inabilitato
 Atti di straordinaria amministrazione, che incidono sul capitale e intaccano la consistenza del
patrimonio e devono essere compiuti con l’assistenza del curatore (integrazione della volontà
dell’incapace)
 Atti di esercizio di un’impresa commerciale
o Per il minore emancipato, è contemplata l’autorizzazione del tribunale (art. 397), e
acquisisce piena capacità per gli atti straordinari
o Per l’inabilitato, è contemplata solo la continuazione di un’impresa preesistente (art. 425),
e NON acquisisce piena capacità per gli atti straordinari

INOSSERVANZA DELLE REGOLE SUGLI ATTI DEGLI INCAPACI

Il trattamento degli atti compiuti in violazione delle regole sull’incapacità di agire:

 atti compiuti personalmente dall’incapace assoluto


 atti di straordinaria amministrazione compiuti dall’incapace relativo senza l’assistenza del curatore
 atti compiuti dall’amministratore di sostegno al di fuori del proprio incarico o dei poteri conferitigli
dal giudice
 atti compiuti senza le prescritte autorizzazioni giudiziali

Tali atti sono invalidi, e più precisamente annullabili.

Nel caso dei minori, la legge contempla che sono validi gli atti compiuti dai minori per soddisfare le loro
normali esigenze di vita, in modo proporzionato alle loro condizioni economiche.

LA CESSAZIONE DELL’INCAPACITA’ DI AGIRE

 Per i minori, compimento dei 18 anni


 Per gli interdetti giudiziali e inabilitati, la guarigione del soggetto e l’accertamento

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 Per il beneficiario dell’amministrazione di sostegno, scadenza del termine o revoca da parte del
giudice
 Per l’interdetto legale, cessazione della pena

DIFFERENZA TRA INCAPACITA’ LEGALE E NATURALE

INCAPACITA’ LEGALE INCAPACITA’ NATURALE


Gli atti compiuti da un incapace legale non sono Condizione di incapacità di intendere e di volere in
valide cui di fatto venga a trovarsi il soggetto che non sia
un incapace legale
Documentabile Non documentabile

ATTI DELL’INCAPACITA’ NATURALE

Si distinguono 3 categorie:

 Atti personali: donazione, testamento e matrimonio sempre annullabili


 Atti unilaterali: annullabili solo se si dimostra che hanno arrecato un grave pregiudizio all’incapace
naturale (art. 428, c.1)
 Contratti: annullabili se si prova, oltre al grave pregiudizio, anche la mala fede dell’altro contraente
(art. 428, c. 2)

Un caso particolare è quello degli atti illeciti (obbligo risarcitorio), per cui è necessario che chi pone in
essere tale atto deve possedere capacità d’intendere e di volere. Di conseguenza, nell’ambito della
responsabilità da fatto illecito viene considerata solo la capacità naturale di agire (spiegazione l’imputabilità
dei minori in caso, per esempio, di violenza, vandalismo ecc.).

CESSAZIONE DELLA PERSONA FISICA

Morte (irreversibile cessazione di tutte le funzioni dell’encefalo l. 578/1993). Inoltre, se non si riesce, a fini
di successione, a provare l’ordine cronologico delle morti, c’è presunzione di commorienza (art. 4 della
legge).

 Scomparsa, persona che si allontana dalla sua ultima dimora o residenza, senza lasciar più notizie.
Si nomina un curatore, che si fa carico delle obbligazione assunte dal soggetto scomparso verso
terzi
 Assenza, dopo 2 anni dall’ultima notizia. Coloro che ricaverebbero vantaggi giuridici dalla morte ne
godono temporaneamente, fino alla ricomparsa del soggetto
 Morte presunta, dopo 10 anni dall’ultima notizia o 2/3 anni, se coinvolto in operazioni belliche o in
incidenti (art. 60). Conseguentemente, i successori vengono immessi nei suoi beni (art. 63) e il
coniuge può risposarsi (art. 65). In caso di ricomparsa, il soggetto riacquista i beni (art. 66, c.1) e il
matrimonio successivo viene annullato (art. 68, c. 1)

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LE ORGANIZZAZIONI

 Complessi di persone fisiche e mezzi che perseguono uno scopo.


 A differenza delle persone fisiche, le organizzazioni rispondono, in certe condizioni, per i reati
commessi dei loro rappresentanti o dipendenti, attraverso pene pecuniarie o interdittive (d.lgs.
231/2001).
 Sono identificate dai seguenti elementi base: denominazione, nazionalità e sede.
 La creazione consiste nella redazione dell’atto costitutivo (scopi) e dello statuto (regole di
funzionamento)
 Agiscono solo per mezzo delle persone fisiche, che ne formano gli organi (individuali o collegiali)
o Negli organi collegiali, la volontà dell’azienda si determina tramite il principio di
maggioranza: relativa, assoluta o qualificata
o La decisione che esprime la volontà è la decisione

TIPI DI ORGANIZZAZIONI

IN BASE ALLA NATURA

 Organizzazioni pubbliche
o Stato
o Enti pubblici territoriali (Regioni e Comuni)
o Enti pubblici istituzionali (funzioni limitate a un determinato settore di attività)
o CARATTERI
 Personalità giuridica
 Autonomia patrimoniale perfetta
 Piena capacità giuridica di diritto privato
 Capacità giuridica di diritto pubblico, solo agli enti dotati di poteri d’imperio, cioè
incidere autoritariamente sulle situazioni altrui anche senza consenso
 Organizzazioni private

IN BASE AL TIPO DI ASSOCIAZIONE

 Organizzazioni di tipo associativo (associazioni e società)


 Organizzazioni di tipo non associativo (fondazioni)

IN BASE ALLO SCOPO

 Organizzazioni di profitto
 Organizzazioni non di profitto

IN BASE ALLO STATUS GIURIDICO

 Organizzazioni con personalità giuridica (società per capitali, associazioni riconosciute e


fondazioni), le quali presentano autonomia patrimoniale perfetta, cioè le vicende
dell’organizzazione non incidono su patrimonio delle persone fisiche sottostanti

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 Organizzazioni senza personalità giuridica (società di persone, associazioni non riconosciute e
comitati), le quali presentano autonomia patrimoniale imperfetta, cioè le vicende
dell’organizzazione incidono sul patrimonio delle persone fisiche sottostanti

LA PERSONALITA’ GIURIDICA COME PRIVILEGIO

La personalità giuridica è uno strumento costruito per realizzare finalità pratiche, legate all’esercizio di
iniziative e attività rischiose, ma socialmente utili. Esso consiste nella limitazione della responsabilità, per
l’attività che il soggetto esercita, a una parte soltanto del suo patrimonio, determinando così un privilegio,
cioè un’esenzione da una regola generale del diritto comune, in particolare della responsabilità illimitata
(art. 2740 c.c. se uno ha debiti, ne risponde illimitatamente, con tutto il suo patrimonio).

LA DISCRIMINAZIONE TRA ORGANIZZAZIONI DI PROFITTO E NON DI PROFITTO NELL’ORDINAMENTO


LIBERALE

Presupposto: avversione dello Stato Liberale per i corpi intermedi, a favore di:

 Rapporto politico diretto ed esclusivo tra individuo e Stato


 Ricerca del profitto come unico scopo sicuramente utile con l’interesse collettivo

Ciò si è riproposto nel codice del 1942:

 Procedure di acquisto della personalità giuridica


 Controlli su certi aspetti delle organizzazioni

A l contrario, con l’avvento della Costituzione c’è una nuova sensibilità (libertà di associazione art. 18 C. e
nuova disciplina d.P.R. 361/2000)

ACQUISIZIONE DELLA PERSONALITA’ GIURIDICA

 Persona giuridica pubblica; necessaria una legge


 Persona giuridica privata; riferimento allo scopo dell’organizzazione:
o Di profitto: Iscrizione nel registro delle imprese (formalità pubblicitaria)
o Non di profitto
 Iscrizione nel registro delle persone giuridiche (regionale [attività su scala locale] o
prefettizio [attività su scala nazionale])
 Tale iscrizione è effetto della valutazione delle autorità pubbliche su:
 Aderenza alle condizioni normative previste
 Possibilità e liceità dello scopo
 Adeguatezza del patrimonio

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LE ASSOCIAZIONI

DEFINIZIONE: pluralità di persone che perseguono uno scopo comune, diverso dal profitto

NASCITA: accordo tra le persone (atto costitutivo), che stabiliscono le regole di funzionamento (statuto).
Tale accordo ha valore per i soci qualsiasi sia la forma, tuttavia per personalità giuridica occorre la forma
dell’atto pubblico.

ORGANI:

 Assemblea degli associati


o Nomina e sostituzione degli amministratori
o Bilancio annuale
o Modiche all’atto costitutivo e allo statuto con maggioranze qualificate
o Scioglimento per maggioranza qualificata
 Amministratori
o Atti necessari per il funzionamento dell’organizzazione
o Rispondono all’associazione

MEZZI ECONOMICI: patrimonio:

 Appartiene all’associazione
 Al servizio dei creditori
 L’associato uscente non ha diritto di prelevare una quota del patrimonio

ESTINZIONE: cause

 Deliberazione dell’assemblea degli associati a maggioranza qualificata (3/4)


 Cause previste nello statuto
 Raggiungimento dello scopo
 Mancanza degli associati

In seguito, l’associazione è posta in liquidazione:

 Gli amministratori non possono compiere nuove operazioni


 Liquidare il patrimonio per pagare i debiti
 I beni residui sono devoluti secondo le previsioni dell’atto costitutivo, o, in assenza, le autorità
amministrative le attribuiscono ad enti con fini analoghi

RAPPORTI CON IL POTERE PUBBLICO:

 Libertà delle associazioni: principio della non ingerenza dello Stato nella vita interna
dell’associazione
 Libertà nelle associazioni: lo Stato deve farsi carico della tutela dei diritti individuali, laddove entro
l’associazione ci sia una violazione

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 Al giudice è permesso un controllo di legittimità (rispondenza delle deliberazioni alla legge, all’atto
costitutivo e allo statuto) e NON controllo di merito (giudizi di valore e di opportunità sulle
deliberazioni)
 Art. 18, c. 2 , C. Associazioni illecite: criminali, politico – militari e segrete.

ASSOCIAZIONI NON RICONOSCIUTE

Associazione che non ha ricevuto/chiesto il riconoscimento all’autorità amministrativa, non godendo così di
personalità giuridica. In questo caso, i rapporti sono regolati dagli accordi tra gli associati, mentre gli aspetti
non coperti seguono la disciplina delle associazioni riconosciute.

DIFFERENZE DI DISCIPLINA:

 Libertà dai controlli pubblici


 Autonomia patrimoniale imperfetta
 Non soggette a pubblicità

FONDAZIONI

DEFINIZIONE: organizzazioni create da uno o più soggetti che destinano un patrimonio, e le sue rendite, a
un determinato scopo, che non si identifica con gli scopi delle persone (finalità esterna)

NASCITA:

 Atto fra vivi, con effetto immediato


 Atto a causa di morte, cioè per testamento e ha validità post mortem

DIFFERENZE DI DISCIPLINA:

 la revoca dell’atto di fondazione da parte del fondatore non è possibile


 interventi delle autorità pubbliche più penetranti:
o nominare e sostituire gli amministratori
o annullare le deliberazioni illecite o illegittime
o sciogliere l’amministrazione e nomina di un commissario straordinario
o coordinazione dell’attività di più imprese
o trasformazione della fondazione, sia pure con scopo diverso/ridotto, in mancanza di diverse
disposizioni nell’atto costitutivo e con non eccessiva distanza dalle volontà del fondatore

ESTINZIONE: cause

 Cause previste nello statuto


 Raggiungimento dello scopo o impossibilità del suo perseguimento

In seguito, la fondazione è posta in liquidazione

I COMITATI

DEFINIZIONE: organizzazioni create per raccogliere fondi presso il pubblico da destinare a finalità di
interesse generale

DIFFERENZE DI DISCIPLINA:

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 Non hanno personalità giuridica
 Autonomia patrimoniale imperfetta
 Interventi dell’autorità amministrativa, in caso di inattuabilità dello scopo:
o Devoluzione dei beni, in mancanza di disposizioni dell’atto costitutivo

LE ORGANIZZAZIONI NON PROFIT

Regolamentate dal Codice del terzo settore (c.t.s.):

 Legge delega 106/2016


 D. lgs. 117/2017

DEFINIZIONE: organizzazioni che perseguono, senza scopo di lucro, finalità civiche, solidaristiche e di utilità
sociale mediante attività di interesse generale in forma di azione volontaria o di erogazione gratuita di
denaro, beni e servizi.

Le discipline sono:

 disciplina generale
o Prevede l’iscrizione nel registro degli enti del terzo settore, tenuto per il Ministero del
Lavoro
o Elementi significati della struttura e della vita degli enti
 associazioni e fondazioni del terzo settore
o regole di organizzazione e funzionamento
 discipline particolari
o volontariato
o promozione sociale
o enti filantropici
o imprese sociali (es. cooperative)
o reti associative
o mutuo soccorso

In tale disciplina non rientrano i partiti, regolamentati dalla l. 13/2014 (novità: abolizione del finanziamento
pubblico e sistema di agevolazioni fiscali per le donazioni, sottoposte al rispetto di requisiti di democrazia
interna e trasparenza di bilancio)

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DIRITTI DELLA PERSONALITA’

 Diritti non patrimoniali, assoluti, indisponibili e imprescrittibili.


 Contenuti in carte costituzionali, convenzioni internazionali e nell’interpretazione giurisprudenziale
 Esempi:
o Diritto all’integrità fisica e diritto alla salute [stato di benessere psicofisico] (art. 5 c.c. “Gli
atti di disposizione del proprio corpo  sono vietati quando cagionino una diminuzione
permanente della  integrità fisica, o quando siano altrimenti contrari alla legge, all'ordine
pubblico  o al  buon costume”). Principi alla base dell’articolo:
 Impedire atti, la cui realizzazione potrebbe danneggiare la stabilità sociale, oltre
che la salute individuale
 L’individuo (anche il suo corpo) è funzione dello Stato
 Eccezioni (es. sport/lavori estremi, trapianto d’organi ecc.), soprattutto nell’ambito
dei comportamenti volti a realizzare interessi meritevoli di tutela (realizzazione
 personale, utilità sociale ecc.).
o Diritto all’identità personale, non attribuzione di qualifiche, opinioni o comportamenti non
veri
o Privacy informatica; d.lgs. 196/2003 (Garante della protezione dei dati personali +
notificare esistenza banche dati al Garante + diritti degli interessati verso i titolari delle
banche dati [informazione preventiva sul trattamento + scelta se dare o meno il consenso +
diritto di verifica del trattamento] + norme di protezione dei dati + trattamento dei dati da
parte di medici e giornalisti)
o Diritto alla riservatezza, assicurare intimità della vita privata (salvo notorietà pubblica o
esigenze culturali)
o Diritto all’onore
o Diritto all’immagine, che vieta la pubblicazione di immagini altrui lesive dell’onore,
reputazione e decoro. Pubblicazione ammessa per notorietà pubblica, immagine ripresa in
eventi pubblici o consenso della persona.
o Diritto al nome, protegge da 2 tipi di aggressione:
 Contestazione del nome
 Usurpazione del nome

RIMEDI PER LA TUTELA DEI DIRITTI DELLA PERSONALITA’

 Risarcimento danni
 Inibitoria
 Pubblicazione della sentenza
 Rettifica
 Invalidità degli di disposizione in materia di diritti della personalità (indisponibili)

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LA PROPRIETA’

Diritto di natura privata, patrimoniale, assoluto e disponibile. L’imprescrittibilità deriva dal fatto che l’azione
di rivendicazione sia imprescrittibile (art. 948, c. 3, c.c.)

Art. 832 c.c.

“l proprietario ha  diritto di godere  e  disporre  delle cose in modo pieno(massima intensità)  ed esclusivo(può
escludere dal godimento del bene tutti gli altri), entro i limiti e con l'osservanza degli obblighi stabiliti
dall'ordinamento giuridico [Cost.  42,  43,  44].”

 Il proprietario ha poteri sulla cosa molto forti


o Facoltà di godimento, qualsiasi modo di impiegare la cosa e ricavarne utilità, senza
rinunciare al diritto di proprietà (valore d’uso)
o Facoltà di disposizione, qualsiasi modo con cui il proprietario ricava utilità, che comporti la
rinuncia al diritto di proprietà (valore di scambio)
o Poteri di esclusione, facoltà di escludere gli altri soggetti dal godimento della cosa e
impedire interferenze altrui nel proprio godimento
 Poteri del proprietario e i limiti a cui sono sottoposti sono messi sullo stesso piano

La Costituzione, di conseguenza, cerca l’equilibrio tra garanzie e limiti (art. 42 C.)

“La proprietà è pubblica o privata. I beni economici appartengono allo Stato, ad enti o a privati. La
proprietà privata è riconosciuta e garantita dalla legge, che ne determina i modi di acquisto, di
godimento e i limiti allo scopo di assicurarne la funzione sociale e di renderla accessibile a tutti.”

 Riconoscimento e garanzia del diritto di proprietà


o GARANZIA D’ISTITUTO, nessuna norma ordinaria può eliminare il diritto di proprietà
dall’ordinamento.
 Il contenuto del diritto di proprietà è determinato dalla Legge, in modo tale da stabilirne la
strumentalità rispetto all’interesse generale. La funzione sociale del diritto di proprietà consiste
nella delimitazione del diritto di proprietà stesso, ovvero evitare un suo utilizzo antisociale (non
tanto la messa in essere di azioni propositive)
 La legge determina i modi di acquisto e godimento del diritto di proprietà
 Espropriazione da parte dello Stato, alla luce di 3 presupposti:
o Casi previsti dalla Legge
o Motivi d’interesse generale
o Indennizzo al proprietario, che si avvicini al valore di mercato della proprietà, come stabilito
dalle precisazioni della Corte costituzionale

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Dunque, i poteri del proprietario sono quelli che la legge gli riconosce. Siccome i poteri del proprietario
sono il contenuto del diritto di proprietà, si dice che il contenuto è definito dalle norme che disciplinano
l’uso dei beni, ovvero il diritto è conformato dal legislatore.

LA TRASFORMAZIONE DEL DIRITTTO DI PROPRIETA’

Nelle società liberali, la proprietà era concepita come potere pieno ed esclusivo del proprietario. Ciò
rispecchiava i seguenti caratteri della concezione liberale:

 Piano politico, intangibilità della proprietà da parte del potere pubblico come garanzia della libertà
dei cittadini dall’arbitrio dei sovrani
 Piano economico, assolutezza della proprietà come critica dell’organizzazione feudale e corporativa
(liberazione delle risorse e delle energie produttive) e difesa dalle pretese delle classi non
proprietarie (conservazione dei privilegi)

Tuttavia, il diritto di proprietà subisce notevoli modificazioni per via di:

 Mobilizzazione della ricchezza, l’affermazione dell’industria, dei servizi e della finanza accresce
l’importanza dei beni mobili nel sistema economico
 Smaterializzazione della ricchezza, i processi produttivi dipendono sempre di più dalla conoscenza,
dall’uso della tecnologia e altri beni immateriali
 Separazione fra proprietà e controllo della ricchezza, la crescita dimensionale dei soggetti produttivi
ha portato alla scissione tra la figura del proprietario (messa a disposizione dei capitali) e quella
dell’imprenditore (organizzazione e valorizzazione dei capitali)
 Trasformazioni politico sociali, legate all’affermarsi del movimento socialista e dei sistemi ad
economia mista nel dopoguerra

Oggi, il contenuto della proprietà è conformato diversamente a seconda dei beni interessati. Ciò porta alla
moltiplicazione dei diritti di proprietà, identificati e codificati in specifici statuti riferiti a determinate
tipologie di beni, portando così al tramonto dell’unitarietà della nozione di proprietà.

Quando un bene viene classificato come nuova proprietà, significa che l’ordinamento gli riconosce
meritevole di una protezione giuridica altrettanto forte quanto quella del diritto di proprietà.

LA FUNZIONE SOCIALE DEL DIRITTO DI PROPRIETA’

Principio della funzione sociale è riportato nell’art. 42, c. 2, C.

La proprietà è regolata dalla legge in modo tale che il suo esercizio non contrasti con l’interesse generale o
con interessi sociali meritevoli di tutela. Ciò costituisce l’applicazione del principio di solidarietà (art. 2 C.) e
un rifiuto ad una concezione egoistica ed individualistica del diritto di proprietà stesso.

La funzione sociale risponde a 2 esigenze:

 Efficienza economica, in cui favorisce il soggetto non proprietario che utilizza e fa fruttare le risorse,
in caso di inattività del proprietario

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 Giustizia sociale

E riguardo solo i beni produttivi o che condizionano il soddisfacimento di importanti bisogni sociali (beni
privati di interesse pubblico)

I LIMITI DEI POTERI DI ESCLUSIONE

Non può impedire l’accesso al fondo a chi vuole entrarci:

 per esercitare la caccia


 Recuperare oggetti o animali
 Svolgere attività come l’escursionismo, lo sci, la raccolta funghi o altro regolato dalla consuetudine
 Non può impedire che altri, nel sottosuolo del fondo o nello spazio sovrastante, svolgano attività a
profondità o altezza tale che egli non abbia interesse a escluderle (art. 840)

In generale, il diritto di proprietà si estende al sottosuolo e allo spazio sovrastante il fondo e a tutto ciò che
il fondo contiene, tranne per miniere, cave e torbiere, cose di interesse storico, che appartengono allo
Stato.

LIMITI DELLA PROPRIETA’

Si ripartiscono in:

 Limiti nell’interesse pubblico, imposti dallo Stato in nome dell’interesse generale


 Limiti nell’interesse privato, imposti dei proprietari di fondi vicini. Ciò riguarda, in particolare, la
proprietà fondiaria per:
o Atti emulativi: “il proprietario non può fare atti i quali non abbiano altro scopo che quello di
nuocere o recare molestia ad altri” (art. 833 c.c.). Per ricadere nel divieto:
 Atto che rechi danno o disturbo ad un altro soggetto
 Assenza di nessun apprezzabile interesse del proprietario
 Intento esclusivo da parte del proprietario di arrecar danno o disturbo
o Immissioni: “Il proprietario di un fondo non può impedire le immissioni di fumo o di calore,
le esalazioni, i rumori, gli scuotimenti e simili propagazioni derivanti dal fondo del vicino, se
non superano la normale tollerabilità, avuto anche riguardo alla condizione dei luoghi.
Nell'applicare questa norma l'autorità giudiziaria deve contemperare le esigenze della
produzione con le ragioni della proprietà. Può tener conto della priorità di un determinato
uso.” La valutazione su il superamento o meno della soglia di tollerabilità dipende:
 Condizione dei luoghi, soglia di tollerabilità in relazione, per esempio, alle
dinamiche abitative
 Priorità di un determinato uso, ovvero quale uso era anteriore rispetto all’altro,
quindi quale delle parti (quella arrivata successivamente) debba adattarsi
 Equilibrio tra misura del danno, arrecato al proprietario che subisce le immissioni, e
misura del costo, che chi causa l’attività inquinante dovrebbe accollarsi per la
rimozione.

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 Risoluzione spesso è superamento della soglia di tollerabilità a fronte del
pagamento di un indennizzo ai danneggiati
In caso di immissione illecita i rimedi possono essere: azione inibitoria (cessazione
dell’immissione) e il risarcimento del danno prodotto
o Rapporti di vicinato:
 Distanze legali. Gli edifici costruiti su fondi confinanti possono essere uniti o
distanziati di almeno 3 metri (art. 873) o più (a seconda dei regolamenti edilizi
comunali). La violazione delle distanze legali può essere risolta con due rimedi:
riduzione in ripristino o risarcimento del danno. Nel caso in cui un proprietario
costruisca ad una distanza dal confine inferiore alla metà di quella prescritta; l’altro
ha 2 possibilità:
 Costruire in aderenza, con comunione forzosa del muro e pagando
il valore del terreno occupato + valore della metà del muro del vicino
 Tenere la sua costruzione arretrata di almeno 2 metri
 Luci, finestre o aperture che danno passaggio alla luce e all’aria, ma non
permettono di affacciarsi sul fondo del vicino. Rispetto di altezza minima dal suolo
e distanze dal fondo vicino
 Vedute, finestre e aperture che danno passaggio alla luce e all’aria che permettono
di affacciarsi sul fondo del vicino. Rispetto di distanza, così da garantire la
riservatezza del vicino.
 Acque:
 Piovane
 Private

MODI DI ACQUISTO DELLA PROPRIETA’

 A titolo originario, consistente in fatti materiali e caratterizzato da libertà da vincoli e stabilità


d’acquisto:
o Occupazione; impossessamento di una cosa che attualmente non ha proprietario (art. 923),
limitatamente alle cose mobili.
 Cose vacanti, cioè volontariamente abbandonate dal proprietario
 Cose che appartengono a qualcuno, date certe circostanze (es. Animale selvatico
[proprietà dello Stato] catturato da un cacciatore)
o Invenzione; ritrovamento di cose mobili smarrite. In tal caso vige l’obbligo di restituzione al
proprietario o al sindaco, e la proprietà subentra a un anno, in mancanza di reclamo del
proprietario. Se c’è il reclamo, vi è il pagamento di un premio al ritrovatore.
 Ritrovamento del tesoro, cioè cose mobili di pregio, nascoste o sotterrate, di cui
nessuno può provare di essere proprietario. Il tesoro appartiene al proprietario del
fondo in cui se giace, ma se viene trovato da un terzo:
 Per caso, 50/50 il diritto di proprietà
 Non casualmente, dipende dal contratto tra ritrovatore e proprietario
 Se riguarda oggetti di valore storico-artistico, la proprietà è dello Stato a
fronte del pagamento di un premio
o Accessione. Quando una cosa accessoria si incorpora o si unisce a una cosa principale.
 Accessione per fatto dell’uomo; in un fondo vengono eseguite opere con materiali
di un soggetto diverso dal proprietario del fondo:
 Opere eseguite dal proprietario del fondo con materiali altrui=acquista
proprietà delle opere pagando il valore dei materiali (salvo richiesta di
separazione)

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 Opere eseguite dal proprietario dei materiali su fondo altrui=il proprietario
del fondo può farle proprie pagando il minore tra il prezzo tra materie e
valore fondo (salvo richiesta di rimozione o presenza di un accordo con
clausole diverse)
 Accessione per fatto naturale:
 Alluvione
 Avulsione
 Accessione invertita, chi costruisce su un terreno in buona fede, ma se il
proprietario non reclama a 3 mesi il costruttore diventa proprietario del terreno e
dell’edificio, pagando doppio del valore della superficie invasa + risarcimento
 Occupazione acquisitiva, terreni espropriati per opere pubbliche e edificati
prima, però, della regolarizzazione del procedimento di espropriazione. In
tal caso, il proprietario mantiene il suo diritto e chiede il risarcimento,
oppure può chiedere la rimozione laddove possibile
 Unione e commistione. Più cose mobili appartenenti a proprietari distinti sono
state unite o mescolate così da formare una cosa unica e non sono separabili
 Cose dal valore equivalenti=proprietà comune
 Cosa con valore maggiore=proprietà al proprietario della cosa prevalente,
salvo pagamento del corrispettivo alla controparte
 Specificazione. Attività di chi crea qualcosa con il proprio lavoro, utilizzando
materie altrui. Rispetto al valore si verifica:
 Materia>Manodopera; proprietà a chi fornisce le materie, che paga la
manodopera
 Materia<Manodopera; proprietà a chi fornisce la manodopera, che paga le
materie
 Usucapione
 regola del possesso vale titolo

 A titolo derivativo, legati ad atti negoziali e caratterizzati da fragilità (1. Non si acquista se il titolo è
irregolare 2. Non si acquista se il dante causa lo ha a sua volta acquistato con titolo irregolare 3.
Non si acquista da chi non lo ce l’ha)

AZIONI PETITORIE A TUTELA DELLA PROPRIETA’

 Azione di rivendicazione; il proprietario di una cosa si rivolge contro chiunque possiede o detiene la
cosa senza titolo, per ottenere la riconsegna. Può rivalersi anche su possessore successivo, nel caso
in cui il convenuto abbia cessato per fatto proprio di possedere o detenere la cosa. Il proprietario
ha l’onere della prova.
 Azione negatoria; il proprietario reagisce contro le molestie che disturbano o limitano
ingiustamente la sua proprietà. Le molestie possono essere:
o Di diritto, pretese legali sulla proprietà
o Di fatto, concreti comportamenti a danno della proprietà
 Azione di regolamento dei confini
o Confine incerto
o Entrambi le parti possono provarlo con ogni mezzo
o Il confine è stabilito dal giudice, in base alle prove delle parti o, in mancanza, alle mappe
catastali
 Azione per apposizione di termini

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o Confine certo
o I segni che lo marcano sono scomparsi
o I proprietari ristabiliscono i segni a spese comuni
 Altri:
o Risarcimento per danno
o Norme penali (violazione di domicilio, furto, rapina, danneggiamento, appropriazione
indebita, ricettazione)

2 elementi in comune:

 Esercitabili da chi ha, e prova di avere, il diritto di proprietà


 Sono imprescrittibili

COMUNIONE

La comunione dei diritti (non solo di proprietà) ricorre quando un diritto ha non un solo titolare ma più
titolari (contitolari). Si distingue in:

 Comunione volontaria, che dipende dalla volontà degli interessati (es. comproprietà)
 Comunione incidentale, che nasce indipendentemente dalla volontà degli interessati (es.
comunione ereditaria)
 Comunione forzosa, nasce indipendentemente dalla volontà degli interessati e non può essere
sciolta (es. condominio)
 Caso particolare, comunione legale tra i coniugi

COMPROPRIETA’

 Situazione in cui più soggetti insieme hanno il diritto di proprietà su una medesima cosa.
 Ha come suo oggetto la quota, cioè l’entità ideale che esprime la misura dei poteri che il
comproprietario ha sul bene. La quota è la frazione aritmetica della titolarità del bene.
 I comproprietari hanno diritto sulla cosa nella sua integralità (oggetto materiale), ma il complesso di
facoltà concesse sono suddivise, in particolare:
o Facoltà di godimento; ciascun comproprietario può godere della cosa, senza alternarne la
destinazione e l’utilizzabilità da parte degli altri comproprietari
o Facoltà di disposizione; il comproprietario non può trasferire per intero il bene, ma solo la
sua quota
o I comproprietari, in base alla quota, devono contribuire alle spese per conservazione,
godimento o miglioramento della cosa
 L’amministrazione della comproprietà è regolata dal principio di maggioranza, che si basa sul valore
delle quote e obbliga la minoranza dissidente ad adattarsi alla volontà della maggioranza. Le
maggioranze richieste differiscono a seconda degli atti:
o Atti di ordinaria amministrazione = maggioranza semplice
o Atti di straordinaria amministrazione = maggioranza qualificata
o Unanimità = Atti di alienazione o locazioni >9 anni
 La divisione è l’atto che pone fine alla comproprietà sostituendola con proprietà esclusive. Gli
effetti della divisione hanno efficacia retroattiva/natura dichiarativa. In caso di beni divisibili, la
divisione segue la proporzione delle quote (in caso di non perfetta corrispondenza si procede con
conguagli in denaro); in caso di beni indivisibili, ciascun comproprietario riceve una somma di
denaro, ricavato dalla vendita o all’acquisizione completa da parte di uno dei comproprietari,

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proporzionale alla quota. Ogni comproprietario può chiedere la divisione, a meno che non sia
vincolato (il vincolo non può essere >10 anni). In base alla causa della divisione si distingue tra:
o Divisione convenzionale; causa è l’accordo tra i comproprietari
o Divisione giudiziale; causa è una sentenza del giudice

CONDOMINIO

 Comproprietà che si realizza negli edifici divisi in appartamenti o in altre unità immobiliari
appartenenti a diversi soggetti
 L’oggetto è la quota sulle parti comuni (muri, scale, tetto ecc.)
 Obblighi:
o Non può essere sciolto
o il trasferimento dell’appartamento comprende anche il trasferimento della quota sulle parti
comuni
o Il condomino non può liberarsi della quota, per evitare le spese relative alle parti comuni
 Amministrazione del condominio, finalizzata alla gestione delle parti comuni (NB il condominio non
è un autonomo soggetto del diritto) e poggiante sui seguenti organi:
o Assemblea di condominio
o Amministratore (>8 condomini):
 su cui grava la rappresentanza processuale per le liti fra condomini sulle parti
comuni
 cura l’esecuzione delle deliberazioni dell’assemblea e l’osservanza del regolamento
 disciplina l’uso delle parti comuni
 riscuote i contributi ed eroga le spese necessarie per le parti comuni
o Regolamento di condominio (>10 condomini), che disciplina:
 Organizzazione e funzionamento del condominio
 Uso delle cose comuni
 Attribuzione e poteri dell’amministratore
 Comportamenti
 NON può intaccare i diritti individuali dei condomini

Il supercondominio è regolato identicamente

MULTIPROPRIETA’

 Nuova proprietà sorta per via dello sviluppo del mercato immobiliare e finanziario.
 Un operatore immobiliare-finanziario realizza o ristruttura un complesso abitativo, vedendo
ciascuna unità a diversi compratori, i quali ne sono titolari solo per un limitato periodo di tempo
(proprietà turnaria). Per il resto, i multiproprietari partecipano agli oneri, hanno diritto alle cose
comuni e possono trasferire a terzi la loro multiproprietà.
 Può configurarsi come diritto reale (relativo alla cosa) o diritto personale (di godimento)

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 Per soddisfare l’esigenza di tutela contro frodi e abusi, art. 69 segg. C. cons, che definiscono il
diritto di godimento ripartito:
o Multiproprietà = diritto reale
o L’operatore deve informare correttamente l’acquirente prima del contratto
o L’acquirente ha diritto di recesso entro 10 giorni dalla conclusione del contratto
o Fino alla scadenza dei suddetti 10 giorni, il venditore non può ricevere acconti sul prezzo
o Se riguarda un immobile ancora da costruire, il venditore deve portare garanzie per
l’ultimazione della costruzione

DIRITTI REALI E DIRITTI DI CREDITO

I diritti reali sono diritti riguardanti una cosa.

Caratteri:

 Immediatezza; il proprietario può trarre il proprio interesse direttamente dalla cosa senza
l’intervento di un intermediario. Esistono, tuttavia, diritti reali a cui l’immediatezza non si adatta
bene (es. ipoteca e servitù negative) e diritti di credito che hanno un carattere immediato (diritto
del conduttore)
 Assolutezza; posso essere fatti valere contro chiunque, ovvero sono opponibili a terzi (principio
giusnaturalistico, nonostante la presenza della funzione sociale dei diritti reali, prima fra tutti la
proprietà)
 Predeterminati dall’ordinamento (tipizzati/principio del numero chiuso)
o Ragioni del numero chiuso sono:
 Impedire rallentamenti all’innovazione, causabili dall’eccessiva scissione tra diversi
soggetti dei poteri di utilizzazione
 Favorire la circolazione della ricchezza, che potrebbe essere minacciata da
un’eccessiva presenza di diritti opponibili a terzi
o Entra in crisi con l’avvento dell’urbanistica moderna e delle nuove forme di proprietà
(condominio, multiproprietà ecc.), che stabiliscono vincoli ai poteri di utilizzazione, che per
svolgere pienamente la loro funzione devono inerire la cosa, configurandosi così come
diritti reali atipici
 Inerenza alla cosa, cioè seguono il bene oggetto del diritto in tutta la sua vicenda circolatoria
o Non vivono in un rapporto giuridico, ovvero non determinano situazioni giuridiche
intercomunicanti
o Esistono eccezioni: il diritto del conduttore è opponibile a un terzo acquirente

Sulla distinzione diritto reale/diritto di credito si basa la distinzione tra le 2 azioni di difesa di un diritto sulle
cose:

 Azione reale: difesa del diritto reale, dimostrando di averne la titolarità. Si possono esercitare nei
confronti di chiunque
 Azione personale:
o Difesa del diritto personale, dirigendosi verso la controparte del rapporto (non opponibile a
terzi)

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o Difesa di un diritto reale, per superare semplificare il meccanismo della prova

OBBLIGAZIONE REALE: situazione giuridica soggettiva, in cui debiti e crediti nascono in capo a soggetti, in
dipendenza del fatto che essi hanno la proprietà (o altro diritto reale) su un bene. La posizione di
debito/credito inerisce alla cosa e l’obbligazione segue il bene nella sua vicenda circolatoria (per questo
sono chiamate anche obbligazioni ambulatorie)

I DIRITTI REALI MINORI

 I diritti reali minori sono i diritti che attribuiscono al titolare poteri di utilizzazione del bene, inferiori
a quelli del proprietario.
 Riguardano sempre cose che appartengono, in proprietà, ad un soggetto diverso (il quale detiene
diritto di proprietà piena) dal titolare dei diritti reali minori (diritti su cosa altrui).
 Il contenuto dei diritti reali minori corrisponde ad una frazione delle facoltà che formano il
contenuto della proprietà
 L’estinzione dei diritti reali minori porta all’espansione dei poteri del proprietario
 Il proprietario conserva la facoltà di disposizione
 Si classificano in:
o Diritti reali di godimento, che attribuiscono al titolare poteri di utilizzazione (usufrutto, uso,
abitazione, servitù prediali, superficie, enfiteusi)
o Diritti reali di garanzia, che attribuiscono al titolare una sicurezza di credito, fondata sulla
cosa (pegno, ipoteca e privilegi)

USUFRUTTO

 Attribuisce il godimento della cosa, con la possibilità di trarne ogni utilità, senza alterarne la
destinazione economica
 La posizione del proprietario, che fino all’estinzione dell’usufrutto non ha potere di utilizzazione, è
detta nuda proprietà.
 La costituzione può avvenire per: contratto, testamento o disposizione di legge
 La durata è limitata (persona fisica = non deve eccedere la sua vita; persona giuridica = non oltre i
30 anni)
 Facoltà che attribuisce:
o L’usufruttario può apportare miglioramenti e addizioni, senza alterare la destinazione
economica della cosa
 In caso di beni consumabili, alla scadenza l’usufruttario deve versare al proprietario
il corrispettivo in denaro o la medesima quantità di beni
o Può disporre del diritto di usufrutto
 Obblighi che attribuisce:
o Restituire al proprietario la cosa inalterata nella sua sostanza

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o Provvedere all’ordinaria manutenzione, mentre le spese per riparazioni straordinarie sono
a carico del proprietario
 Estinzione:
o Morte usufruttario
o Rinuncia usufruttario
o Prescrizione estintiva
o Consolidazione (l’usufruttario diventa proprietario)
o Distruzione integrale della cosa
o Decadenza dovuta ad abusi dell’usufruttario

USO: simile all’usufrutto, solo che i poteri di utilizzazioni sono limitati ai bisogni dell’usufruttario e della sua
famiglia.

ABITAZIONE: specificazione dell’uso all’oggetto-casa

SERVITU’ PREDIALI

 Diritto reale che consiste nel peso imposto sopra un immobile per l’utilità di un altro immobile,
appartenente a diverso proprietario, col minor aggravio dell’immobile su cui grava il peso (principio
del minor mezzo)
 Immobile che sopporta il peso è fondo servente; immobile che gode utilità fondo dominante
 Contenuto della servitù: attività economica o attività finalizzata a garantire maggiore
comodità/amenità del fondo dominante
 Principi fondamentali:
o Fondo dominante e fondo servente appartenenti a proprietari distinti
o Utilità al fondo, non alla persona
o La servitù consiste in obbligo di non fare (servitù negativa) o obbligo di sopportare (servitù
affermativa, la quale si distingue in continua, legata alla permanenza nel fondo servente di
opere precedenti, e discontinua, cioè esercitata dal proprietario del fondo dominante a
intervalli)
o In base alla natura delle opere si distingue in: apparente (opere visibili e possono essere
usucapite o per destinazione del padre di famiglia [al momento della divisione di un fondo,
tra le parti può sorgere un rapporto riconducibile alla servitù]) e non apparenti (inesistenza
opere visibili)
o In base alla volontarietà si distinguono in: legali-coattive (disposizione di legge) e volontarie
(libera scelta degli interessati)

DIRITTO DI SUPERFICIE

 Il diritto di superficie permette a chi esegue (superficiario) una costruzione su suolo altrui, o
acquista una costruzione già esistente su suolo altrui, separatamente dalla proprietà del suolo, può
conservarne la proprietà (proprietà superficiaria)
 Neutralizza il diritto di accessione
 La durata può essere perpetua o limitata
 Estinzione:
o Rinuncia del superficiario
o Consolidazione
o Scadenza del termine

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o Prescrizione estintiva (dopo 20 anni di mancata costruzione dopo l’acquisto del diritto o
distruzione della costruzione)

ENFITEUSI

 Istituto arcaico, risalente al Medioevo


 Attribuisce pieni poteri di godimento per una durata perpetua o temporanea (almeno 20 anni), a
fronte del pagamento di un canone e del miglioramento del fondo
 L’enfiteuta può diventare proprietario (affrancazione – diritto potestativo), pagando 15 volte il
canone periodico. Storicamente, l’idea dell’affrancazione nasce per permettere ai contadini senza
terra di acquistare a basso prezzo terre, spesso oggetto di latifondo.
 OBIETTIVO DELL’ENFITEUSI: meccanismi di redistribuzione della ricchezza + valorizzazione delle
terre incolte

TRASCRIZIONE

 Modalità di pubblicità dichiarativa, che serve a rendere pubblici determinati atti relativi a diritti
sulle cose, rendendo certa e inattaccabile la posizione di chi acquista
 Riguarda principalmente i beni immobili
o Registri immobiliari
o Conservatorie immobiliari (appositi uffici pubblici)
 E’ onere (perfezionamento dell’opponibilità ai terzi)
 Elenco tassativo di diritti trascrivibili, art. 2643 c.c. (contratti, atti unilaterali, contratti di locazione,
acquisti a causa di morte, provvedimenti giudiziari, domande giudiziali)
 In caso di conflitto tra individui, prevale chi ha trascritto per primo (effetto prenotativo):
o Contratto preliminare
o Azioni giudiziarie, evitare che durante il processo le vicende del diritto rendano vana la
sentenza, ovvero rende la sentenza, che eventualmente accoglie la domanda, opponibile a
chiunque abbia acquistato diritti sul bene coinvolto nel processo, in base a un atto trascritto
posteriormente alla trascrizione della domanda; infatti gli effetti retroagiscono se l’attore
vince; se perde la trascrizione non vale
 I rimedi a disposizione di chi soccombe sono:
o Azione contro il dante causa e autore della doppia alienazione
o Risarcimento danni nei confronti del secondo acquirente, contemplato dalla giurisprudenza
in caso di mala fede del secondo acquirente
 Effetti della trascrizione
o Effetto prenotativo
o Perfezionamento dell’opponibilità dei terzi
o Efficacia sanante, nel caso in cui un atto con irregolarità sia stato trascritto (caso di
dichiarazione di nullità o annullamento per incapacità legale), le azioni contro l’irregolarità
devono essere fatte entro 5 anni
 MODALITA’ DI TRASCRIZIONE
o Atto pubblico o scrittura privata autenticata
o Il notaio riceve o autentica l’atto e ne cura tempestivamente la trascrizione e, in caso, ne
risponde per i danni. Poi, il pubblico impiegato addetto alla conservatoria effettua la

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trascrizione, assicurandosi che il richiedente porti copia dell’atto e nota di trascrizione,
contenente gli estremi essenziali dell’atto.
o Impostata su base personale, cioè segue i vari atti compiuti dall’autore di questi. Svolge
funzione di:
 Favorire chi acquista il diritto
 Agire contro la parte che cede il diritto

NB nell’Italia ex-asburgica vige il sistema dell’intavolazione, su base reale, ovvero segue


il bene nella sua circolazione

POSSESSO art. 1140 c.c.

Il possesso è la situazione di fatto di colui il quale esercita sopra una cosa poteri che corrispondono al
contenuto della proprietà (o di un altro diritto reale). I poteri esercitati dal possessore sono quelli
corrispondenti alla proprietà (possesso pieno) o a un diritto reale minore (possesso minore). Esiste anche il
compossesso.

Per avere il possesso bisogna rispettare 2 requisiti:

 ELEMENTO OGGETTIVO Controllo effettivo della cosa


 ELEMENTO SOGGETTIVO Animus possidendi, cioè intenzione di comportarsi da proprietario, che
emerge da comportamenti esteriori

In mancanza di animus possidendi si ha solo detenzione, che, però, può trasformarsi in possesso
(interversione del possesso) se:

 Il detentore faccia opposizione contro colui che esercita il possesso


 OPPURE il titolo in forza del quale si esercitano i poteri sulla cosa venga mutato da un atto esterno
al detentore (traditio ficta)

In base alla natura diretta o indiretta di esercitazione si hanno: possesso mediato o immediato

In base al rapporto tra situazione di fatto e situazione di diritto si ha:

 Possesso illegittimo: coincidenza possessore-titolare


 Possesso legittimo: divergenza tra possessore e titolare

In base all’atteggiamento psicologico del possessore:

 Possesso di buona fede. In tal caso si può godere di vantaggi, su cui influiscono alcune regole:
o La mala fede sopravvenuta non nuoce
o La buona fede si presume
o La buona fede è messa fuori gioco dalla colpa grave
 Possesso di mala fede

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L’acquisto del possesso avviene da quando si comincia a esercitare sulla cosa i poteri corrispondenti alla
proprietà o altro diritto reale minore. In particolare, quando un soggetto esercita poteri di fatto su una
cosa, la legge presume che egli abbia il possesso (presunzione di possesso). Inoltre, per alcuni effetti, è
necessario provare la continuità del possesso, ciò è facilitato dalla legge mediante la presunzione del
possesso intermedio, cioè se il possessore dimostra di aver esercitato il possesso su una cosa in un
momento del passato, la legge presume che abbia posseduto ininterrottamente tale cosa fino ad oggi. Non
esiste, invece, presunzione di possesso anteriore, eccetto per possesso derivante da titolo (es. contratto di
usufrutto).

Quando l’acquisto avviene in virtù di un rapporto con un precedente possessore:

 Se l’acquisto avviene in relazione a un titolo particolare (es. contratto); accessione del possesso, in
cui il nuovo possessore può unire alla durata del proprio possesso quella del possesso del dante
causa
 Se l’acquisto avviene in relazione a un titolo universale (es. eredità); il congiungimento è
automatico ed inevitabile

La perdita del possesso può avvenire per abbandono, smarrimento, furto e altro. Un caso importante è il
costituto possessorio, dove il possesso si converte in detenzione (situazione opposta alla traditio ficta)

La tutela del possesso contempla vari rimedi/istituti/discipline:

 Azioni possessorie
o Date al possessore (anche illegittimo, anche di mala fede) per neutralizzare gli attacchi
portati contro il suo possesso.
o Impedire ai cittadini di farsi giustizia da sé (principio della tutela giurisdizionale)
o In caso di aggressione subita dal possessore la priorità è del giudizio possessorio (ripristino
della situazione di fatto) su quello petitorio (accertamento del diritto), a meno che non
arrechi pregiudizio irreparabile a chi afferma di avere il diritto
o Le azioni possessorie sono:
 Di reintegrazione (di spoglio); al possessore che sia stato spogliato del suo
possesso, diretta a reintegrare il possesso nella sua pienezza. Deve rispettare 2
requisiti: violenza/clandestinità dello spoglio e iniziativa del possessore entro 1
anno dallo spoglio o dalla scoperta (in caso di clandestinità). Inoltre, può essere
esercitata anche dal detentore qualificato (detiene per i propri interessi)
 Di manutenzione; al possessore che sia stato molestato nell’esercizio del suo
possesso, diretta all’eliminazione delle molestie. Segue 4 condizioni: riguarda solo
beni immobili e universalità di mobili, non può essere esercitata dal detentore,
presuppone il possesso ininterrotto da oltre 1 anno e il possesso non acquistato
con violenza o clandestinamente (in caso contrario deve essere passato 1 anno per
esercitare l’azione)
 Di nunciazione; prevenire un danno da cui la cosa è minacciata:
 Di nuova opera
 Di danno temuto
 Usucapione, modo di acquisto originario della proprietà e dei diritti reali di godimento, fondato sul
possesso pubblico, non vizioso e continuo.
o GIUSTIFICAZIONI
 Certezza dei rapporti giuridici
 Semplificazione della prova di proprietà
 Impiego produttivo delle risorse
o Può essere calcolato, interrotto, sospeso per le stesse ragioni della prescrizione

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o In base al tempo:
 Usucapione ordinario (20 anni per immobili, mobili e universalità di mobili, e 10
anni per mobili registrati)
 Usucapione abbreviata presuppone sempre il possesso di buona fede. Diversi casi
 A entra in possesso di un immobile da B non proprietario, buona fede +
titolo adeguato per trasferire proprietà + trascrizione=proprietà per
usucapione di 10 anni
 Nel caso di beni mobili registrati; stessi requisiti=usucapione di 3 anni
 Universalità di mobili; buona fede + titolo idoneo=usucapione di 10 anni
 Beni mobili non registrati; buona fede=usucapione di 10 anni
 Possesso vale titolo, eccezione al principio nessuno può trasferire diritto che non ha. Seguire
requisiti:
o Consegna fattagli dal dante cause
o Buona fede dell’avente causa, al momento della consegna
o Titolo astrattamente idoneo (e valido) al trasferimento di proprietà (es. contratto di
compravendita più che contratto di locazione)

Tali requisiti si ispirano al principio di tutela dell’affidamento dell’acquirente e all’esigenza di


sicurezza e rapidità della circolazione.

 Disciplina dei frutti e delle spese, in caso di restituzione della cosa, che sia bene fruttifero, al
proprietario
o Mala fede; tutti i frutti vanno al proprietario
o Buona fede; al proprietario vanno solo i frutti maturati o che sarebbero potuti maturare
dopo la domanda giudiziale. Le spese annesse a tali frutti devono essere rimborsate al
possessore, che fino a tale momento può rifiutarsi di consegnare la cosa (diritto di
ritenzione)

IL CONTRATTO

Disciplinato prevalentemente nel IV titolo del Codice civile e in altre leggi speciali.

Collegamenti con altri concetti del diritto:

 Obbligazione: contratto come principale fonte di obbligazioni


 Proprietà e uso dei beni: contratto come principale metodo di acquisizione della proprietà e
creazione di modi di uso dei beni
 Circolazione giuridica: contratto come principale strumento per movimentare risorse e diritti
 Negozi giuridici: contratto come il più importante negozio giuridico
 Autonomia privata: contratto come principale manifestazione di tale principio
 Impresa: contratto come principale strumento dell’attività imprenditoriale

DEFINIZIONE: Il contratto è l’accordo di due o più parti per costituire, regolare o estinguere tra loro
un rapporto giuridico patrimoniale. (art. 1321)

ANALISI DELLA DEFINIZIONE

 Contratto come atto negoziale; il contratto è un atto negoziale, poiché la volontà delle parti è
indirizzata a produrre gli effetti giuridici che derivano da quell’atto.
 La volontà delle parti è finalizzata a incidere su un rapporto giuridico:
o Costituire
o Regolare

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o Estinguere
 Contratto come atto bilaterale o plurilaterale:
o Il valore dell’accordo si coglie attraverso il principio di autonomia, cioè i soggetti sono
toccati nella propria sfera giuridica, e subiscono modificazioni delle proprie situazioni
giuridiche, solo se lo vogliono.
 Contratto come atto (fattispecie es. “Il contratto tra A e B è stato fatto in certa data”) e come
rapporto (insieme degli effetti prodotti dal contratto-fattispecie)
 Contratto come atto patrimoniale; ha per oggetto un rapporto giuridico patrimoniale, cioè è in
grado di generare situazioni giuridiche soggettive, in particolare accomunate dal requisito della
patrimonialità (la prestazione è suscettibile di valutazione economica). Per questo motivo è il
principale strumento delle operazioni economiche, ma può essere utilizzato anche per perseguire
interessi e finalità non economici (es. atto di costituzione di un’associazione culturale)
 L’art. 1325 elenca i requisiti del contratto, che ne definiscono la struttura:
o Accordo
o Causa
o Oggetto
o Forma

CLASSIFICAZIONE

Numero delle parti:

 Contratti bilaterali (2 parti)


 Contratti plurilaterali, che si distinguono a loro volta in base alla comunione di scopo
o Contratti plurilaterali con comunione di scopo; le prestazioni di ciascuna parte sono
finalizzate ad uno scopo comune (es. contratti associativi)
o Contratti plurilaterali senza comunione di scopo; le prestazioni di ciascuna parte sono
finalizzate a scopi personali e distinti (es. divisione tra 2 o più condividenti)

Per tipi, cioè in relazione al modello di operazione economico-giuridica regolata dal contratto

Per categorie, cioè distinzione in base alla presenza di varie caratteristiche significative, che portano ad una
variazione della disciplina (es. contratti consensuali o reali ecc.)

DIGRESSIONE SUGLI ATTI UNILATERALI

L’atto unilaterale è un atto che quando si forma produce effetti giuridici in base alla volontà di una sola
parte, e non richiede l’accordo di nessun’altra parte.

La distinzione tra atti unilaterali e bilaterali/plurilaterali è fatta in base alla presenza o meno di effetti su
soggetti diversi dall’autore.

Di conseguenza, sono unilaterali:

 Atti con effetti incidenti solo sull’autore (es. accettazione dell’eredità)


 Atti che incidono su soggetti diversi, ma in modo non vincolante, cioè gli interessati hanno la
possibilità di rendere tali atti, e i loro effetti, del tutto indifferenti per sé (es. testamento)

Tuttavia, esistono deroghe per atti giuridici che hanno pesante effetto su situazioni giuridiche altrui

MONITO DEL PROF: Le dichiarazioni di scienza possono essere dichiarazioni di volontà, frutto di un accordo
tra le parti

LA DISCIPLINA DEL CONTRATTO

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 Disciplina generale del contratto
o Qualunque contratto
o Art. 1321 – 1469bis, titolo II “Dei contratti in generale”, Libro IV
 Disciplina dei singoli tipi contrattuali
o Contratti di tipo corrispondente
o Art. 1470 – 1986, titolo III “Dei singoli contratti”, libro IV

Le due discipline si cumulano, cioè si possono applicare contemporaneamente, ma per il principio di


specialità prevalgono le norme sul singolo tipo contrattuale su quelle generali, se si affronta un aspetto
regolato da entrambe le discipline.

Le norme generali sui contratti possono essere applicate anche agli atti unilaterali fra vivi aventi contenuto
patrimoniale, rispettando 2 condizioni (art. 1324):

 Tale applicazione non sia esclusa dalla legge


 Le norme sul contratto siano compatibili con l’atto unilaterale da regolare

Per quanto riguarda i contratti delle pubbliche amministrazioni, essi sono regolati dal diritto pubblico in
fase preliminare e dal diritto privato dopo la stipulazione. Ciò rispetta il principio del diritto privato come
diritto comune.

LA CONCLUSIONE DEL CONTRATTO

Il contratto esiste quando si è formato, o concluso, e a partire dalla conclusione inizia a dare origine ai suoi
effetti. Si stabilisce se l’accordo sia o meno concluso in base alla valutazione di una sequenza di
comportamenti umani, conforme al modello previsto dalla legge (logica di relatività). Esistono diversi
schemi legali di formazione da paese a paese e diversi schemi in base alla natura del contratto particolare
nel medesimo ordinamento giuridico.

Nell’ordinamento italiano si identificano: schema base (applicabile a tutti i contratti) e schema particolare
(specifico di una classe di contratti)

DICHIARAZIONE CONTRATTUALE: esplicita manifestazione della volontà di fare il contratto, diretta ad una
determinata persona. Si distingue tra:

 Dichiarazione ricettizie; gli effetti si producono solo se, e dal momento in cui, la dichiarazione arriva
a conoscenza del destinatario. La dichiarazione si reputa conosciuta dal destinatario nel momento
in cui giunge al suo indirizzo (art. 1335). Il destinatario ha la possibilità di provare, che nonostante
l’arrivo della dichiarazione, egli, senza sua colpa, non ha potuto averne notizia.
 Dichiarazione non ricettizie; non indirizzate ad un destinatario e i cui effetti si producono
indipendentemente dalla conoscenza che gli altri soggetti abbiano della dichiarazione

PROPOSTA E ACCETTAZIONE

Nel caso in cui le parti contrattino scambiandosi dichiarazioni a distanza, la legge individua 2 componenti
essenziali dell’accordo contrattuale:

 Proposta (parte che la formula è detta proponente)


 Accettazione (parte a cui è rivolta la proposta è detta oblato)

Il contratto è concluso con proposta inviata + accettazione=proposta inviata + accettazione giunta


all’indirizzo del proponente.

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Il proponente può escludere la formazione del contratto:

 Dimostrando l’impossibilità aver notizia dell’accettazione, nonostante l’arrivo di questa presso il


suo indirizzo
 Dimostrando che l’accettazione è tardiva, cioè arrivata dopo il termine stabilito dal proponente.
Un’accettazione tardiva, tuttavia, può essere efficace per la formazione del contratto, ma solo con
comunicazione immediata all’accettante da parte del proponente
 Dimostrando che l’accettazione non è conforme alla proposta, quindi, in quanto difforme, equivale
ad una nuova proposta

Elenco di alcune formazioni di contratti:

 CONTRATTO FORMATO MEDIANTE ESECUZIONE


o Contratti che richiedono di essere eseguiti senza preventiva accettazione comunicata al
proponente
o SCHEMA: proposta + inizio esecuzione (prontamente comunicata dall’accettante al
proponente)
o ESEMPI: contratti di fornitura
 CONTRATTO FORMATO MEDIANTE PROPOSTA NON RIFIUTATA
o Contratti per cui non occorre l’accettazione o altro gesto dell’oblante
o SCHEMA: proposta + mancato rifiuto/silenzio dell’oblato
o ESEMPI: fideiussione, prelazione, opzione
 CONTRATTI FORMATI MEDIANTE CONSEGNA DELLA COSA, in cui si distingue:
o Contratti consensuali; si formano in base al semplice consenso delle parti
o Contratti reali; si formano con consenso e consegna della cosa. La consegna della cosa
rappresenta la volontà di assumere un impegno legalmente vincolante
 ADESIONE A CONTRATTO APERTO
o Possibilità che altre parti entrino successivamente nel contratto, aggiungendosi alle altre
parti. Esistono 3 criteri:
 Modalità per adesione previste nel contratto originario
 In mancanza, adesione giunge all’organo costituito per l’attuazione del contratto
 In mancanza, adesione pervenuta a tutti i contraenti originari

UNA PARTICOLARE TIPO DI PROPOSTA: L’OFFERTA AL PUBBLICO

Proposta indirizzata a una collettività indeterminata di soggetti. Vale come proposta se:

 Contiene esterni relativi del contratto (es. vestito in vetrina con prezzi)
 Il valore di proposta non sia escluso dalle circostanze e dagli usi (es. l’annuncio di vendita
appartamento su un giornale non è proposta, dato che la vendita segue altre norme; in tal caso non
si parla di proposta, ma invito di proposta [persona legge l’annuncio e propone contratto di
compravendita al proprietario])

VICENDE DELLA FORMAZIONE DEL CONTRATTO

 Morte o incapacità legale del dichiarante


o Se prima della conclusione: proposta e accettazione perdono efficacia, però ci sono 2
eccezioni:
 Proposta irrevocabile
 Il dichiarante è imprenditore, per via dell’impersonalità del contratto. Tuttavia, si
applica la regola generale se:
 Dichiarante è piccolo imprenditore

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 Lo richiedono natura dell’affare
 Revoca della proposta tramite atto unilaterale
o Possibile fino al momento della conclusione
o Se l’oblato, avvenuta la revoca, in buona fede comincia a eseguire il contratto, il
proponente-revocante deve indennizzare le spese e le perdite
 Revoca dell’accettazione tramite atto unilaterale, purché giunga al proponente prima
dell’accettazione

L’OPZIONE

 Accordo fra il proponente e l’oblato, per cui il proponente si obbliga a tenere ferma la sua proposta
per un determinato periodo di tempo
 L’irrevocabilità è frutto di un accordo bilaterale
 Diritto potestativo dell’oblante nei confronti del proponente, in cui il secondo non può impedire
l’accettazione della proposta
 L’oblate può cedere a un terzo la proposta

PRELAZIONE

 Diritto di essere preferito a chiunque altro, a parità di condizioni, nella conclusione di un


determinato contratto
 Può essere esercitata solo se la parte vincolata inizia a compiere determinati atti regolati dal
contratto
 2 tipologie di prelazione:
o Convenzionale
 Volontà degli interessati
 Efficacia obbligatoria=diritto di credito non opponibile a terzi
o Legale
 Disposta dalla legge
 Efficacia reale=Opponibilità a terzi

LA FORMAZIONE PROGRESSIVA DEL CONTRATTO soggiace a 3 criteri

 Il contratto non si conclude fino a che non si sia raggiunto l’accordo su tutti gli aspetti del contratto,
essenziali e secondari
 Il contratto si conclude se le parti dicono chiaramente di considerare che l’accordo pur parziale sia
sufficiente a impegnarli contrattualmente. In tal caso:
o Nel contratto si forma una lacuna, colmabile con successiva ricerca di accordo.
o Nel caso in cui l’accordo parziale non si sufficiente per formare contratto si ottiene una
minuta/puntuazione, ovvero elenco di punti concordati
o Le parti possono scegliere la forma della lettera d’intenti (accordo su punti essenziali +
impegno a proseguire le trattative)

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o Caso diverso è la ripetizione, in cui le parti rifanno in un’altra forma un contratto già valido
e concluso

LA SCORRETTEZZA

La legge regola le trattative, imponendo che le parti si comportino secondo buona fede (correttezza e
lealtà). La parte che viola la buona fede si comporta scorrettamente e slealmente e incorre in responsabilità
precontrattuale.

La scorrettezza può dare luogo a 3 situazioni:

 Contratto non si forma per abbandono di una parte quando


o la trattativa era tanto avanzata da creare un notevole affidamento nella conclusione del
contratto
o rottura della trattativa avvenuta senza giustificazione serie
 Contratto invalido, perché una parte non avverte l’altra di una causa d’invalidità conosciuta
 Contratto valido, ma sconveniente a una parte

L’obbligo risarcitorio della parte scorretta è riferito solo all’interesse negativo, cioè il danno legato alla
trattativa finita male (es. spese inutili o perdita di occasioni alternative) e NON all’interesse positivo
(mancato raggiungimento dell’obiettivo contrattuale).

LA VOLONTA’ NEL CONTRATTO

La volontà nel contratto diventa giuridicamente rilevante quando si esprime attraverso comportamenti
oggettivi, in modo da diventare socialmente riconoscibile (manifestazione di volontà):

 Manifestazione espressa di volontà (espressa attraverso segni linguistici)


 Manifestazione tacita di volontà (espressa con segni diversi dal linguaggio)
o Comportamento concludente; azioni del soggetto che, nel quadro delle circostanze date,
segnalano chiaramente la sua volontà contrattuale
o NB il silenzio è assenza di segni, quindi non è manifestazione di volontà, salvo casi
contemplati dalla legge o da precedente accordo tra le parti

LA FORMA DEL CONTRATTO

Principio di libertà di forma=la manifestazione della volontà contrattuale non richiede modalità particolari,
ma può avvenire con qualunque modalità idonea a comunicarla e farla comprendere (NB libertà della
forma dei diritti moderni contro centralità del rito nei diritti arcaici)

Per i contratti formali/a forma vincolata la legge richiede determinate forme, previste dall’ordinamento:

 Scrittura privata (NB la volontà delle parti può essere espressa anche su documenti distinti)
o Contratti di proprietà d’immobili o riguardanti altri diritti reali su immobili
o Contratti di attribuzione di diritti di godimento su immobili >90 anni
o Contratti delle pubbliche amministrazioni
 Atto pubblico
o Contratti di costituzione di società di capitali
o Convenzioni matrimoniali
o Donazioni

La funzione della forma consiste in:

 Dare certezza sull’esistenza e il contenuto del contratto

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 Protezione del contraente
 Rendere possibili i controlli sul contratto
 Dare pubblicità al contratto

Inoltre, si distingue tra:

 Forma per validità=forma requisito per la validità del contratto


 Forma per prova=forma essenziale per non incorrere in limitazioni di mezzi di prova, senza influire
sulla validità del contratto

In base alla presenza o meno della legge:

 Forme convenzionali; la forma contrattuale è stabilita dalle parti e, laddove ci sia forma scritta, la
legge presume che la forma convenzionale sia voluta per la validità dell’atto
 Altre formalità, che le norme richiedono (formalità pubblicitarie, adempimenti fiscali ecc.)

LA RAPPRESENTANZA

Principio della sostituzione, adatto ad una vita economica e sociale, dominata dalla divisione e
specializzazione.

Con la rappresentanza il contratto è fatto da un soggetto (rappresentante), ma gli effetti del contratto si
producono in capo a un soggetto diverso (rappresentato)

 Il rappresentante è la parte in senso formale, cioè partecipa al contratto, ma non è il titolare


dell’interesse su cui il contratto incide
 Il rappresentato è la parte in senso sostanziale, in quanto titolare dell’interesse e parte sottoposta
agli effetti del contratto

La legge sottopone la rappresentanza ad alcune condizioni:

 Gli stati soggettivi rilevanti (buona fede/mala fede; ignoranza/conoscenza;


errore/minaccia/inganno) sono quelli del rappresentante. Il rappresentato, tuttavia, non può usare
il rappresentante per consentire frodi ai danni di terzi (“In nessun caso il rappresentato in mala
fede può giovarsi dello stato d’ignoranza o di buona fede del rappresentante” art. 1391 c.1). Al
contrario, si guardano le condizioni psicologiche del rappresentato qualora gli stati soggettivi
rilevanti riguardino elementi del contratto, predeterminati dal rappresentato.
 Per la validità del contratto è necessario che esso non sia vietato al rappresentato (es. l’incapace
giuridico non può fare contratti o essere sostituito in tale atto)
 Il contratto concluso produce direttamente effetto sul rappresentato solo se il rappresentante
dichiari alla controparte che in quel contratto egli agisce in nome e per conto del rappresentato
(spendita del nome del rappresentato). In caso contrario, il contratto produce effetti sul
rappresentante

Non si ha rappresentanza quando il contratto è concluso per mezzo di un nuncius, cioè strumento usato
dall’interessato per manifestare la propria volontà contrattuale (può essere incapace di intendere e volere).

CAMPO DI APPLICAZIONE DELLA RAPPRESENTANZA

 Contratti
 Atti unilaterali

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 Ricezione di atti (c.d. rappresentanza passiva)

Non contemplano rappresentanza gli atti personalissimi (matrimonio, testamento, riconoscimento del figlio
extramatrimoniale, donazione [ammessa ma con limiti]).

CLASSIFICAZIONE

In base all’autonomia dell’interessato (impiego della rappresentanza e scelta del rappresentante):

 Rappresentanza legale (es. incapacità legale, amministrazione fallimentare)


o La legge stabilisce l’obbligatorietà della rappresentanza per certi atti
o La legge sceglie il rappresentante
 Rappresentazione volontaria
o L’interessato decide se farsi sostituire o meno
o L’interessato sceglie il rappresentante e l’atto di nomina (conferimento dei poteri) del
rappresentante è chiamata procura
 Rappresentanza organica (il rappresentato è un’organizzazione) art. 1400
o L’organizzazione non può agire senza rappresentanti
o I soci scelgono i rappresentanti dell’organizzazione

LA PROCURA

 Atto con cui l’interessato conferisce volontariamente al rappresentante il potere di rappresentarlo


 E’ un atto unilaterale non ricettizio, che opera contro i terzi, in modo da giustificare l’operato del
rappresentante in sostituzione del rappresentato
 Capacità dei soggetti:
o Capacità legale del rappresentato
o Capacità naturale del rappresentante nel momento in cui compie l’atto per il rappresentato
 Stessa forma prevista dalla legge per il contratto che il rappresentante concluderà
 Riguarda atti finalizzati a soddisfare l’interesse del rappresentato, ma anche quelli del
rappresentante in certi casi
 In base all’estensione dei poteri del rappresentante
o Procura generale; compiere tutti gli affari del rappresentato
o Procura speciale; compiere solo alcuni affari del rappresentato
 La procura dipende da un rapporto sottostante (es. rapporto di lavoro commesso-gestore alla base
della procura per la riscossione degli incassi). In particolare, il rapporto sottostante crea un obbligo
a fare nei confronti del rappresentante.
 Estinzione della procura, non opponibili a terzi:
o Venir meno del rapporto sottostante
o Morte del rappresentante o del rappresentato
o Revoca del rappresentato (tranne per procura irreversibile)
 In tal caso, il rappresentato deve comunicare con opportuni mezzi la
modificazione/revoca della rappresentanza. Se un terzo in buona fede conclude un
contratto con il non più rappresentante, tale contratto è efficace e vincola il
rappresentato (che dovrebbe dimostrare allora la mala fede del terzo)

INTERESSI IN GIOCO NELLA RAPPRESENTANZA

Conflitto tra interesse del rappresentato e interesse del terzo. Le leggi, in base al principio della tutela
dell’affidamento, decidono quale sia l’interesse maggiormente meritevole di protezione.

o Conflitto di interessi; il rappresentante agisce in modo da avvantaggiare sé stesso o un terzo.

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o Terzo sapeva del conflitto di interessi=prevale interesse del rappresentato=contratto
annullabile
o Terzo non sapeva del conflitto di interessi=prevale interesse del terzo=contratto valido
o Contratto con sé stesso; il rappresentante conclude un contratto in cui lui stesso è la controparte.
Sempre annullabile dal rappresentato, salvo due eccezioni:
o Rappresentato ha autorizzato il contratto con sé stesso
o Rappresentato aveva predeterminato il contenuto del contratto in modo da escludere
conflitti di interessi

Nel caso in cui il potere di rappresentanza non ci sia mai stato:

o Rappresentanza senza potere; un falso rappresentante fa, in nome di un preteso rappresentato, un


contratto con un terzo contraente. 4 regole:
o Inefficacia del contratto verso il preteso rappresentato e verso il falso rappresentante
 C’è un’eccezione in base al principio di apparenza. Per cui il preteso rappresentato
è vincolato al contratto se ricorrono 3 condizioni:
 Apparenza di poteri rappresentativi
 Imputabilità di tale apparenza al preteso rappresentato
 Affidamento incolpevole del terzo
o Possibilità di ratifica da parte del rappresentato
 La ratifica è un atto unilaterale, ricettizio e retroattivo, con cui il preteso
rappresentato rende efficace il contratto fatto in suo nome dal falso
rappresentante
o Dato che il contratto del falso rappresentante rappresenta una situazione di incertezza, la
legge offre 2 rimedi:
 Falso rappresentate e terzo contraente possono sciogliere consensualmente il
contratto
 Il terzo contraente può fare un interpello al preteso rappresentato, fissando il
termine per la ratifica, oltre il quale essa si ritiene negata
o Responsabilità (extracontrattuale) del falso rappresentante verso il terzo=obbligo
risarcitorio in caso di mancata ratifica, secondo il criterio del danno negativo (danno legato
alla trattativa finita male, e non al mancato conseguimento dell’obiettivo del contratto)

Nel caso in cui un contraente si riserva di comunicare successivamente alla controparte il nome della
diversa persona che acquisterà i diritti e assumerà gli obblighi del contratto, si parla di contratto per
persona da nominare.

Quando il dichiarante fa la dichiarazione del nome, gli effetti si producono (retroattivamente) sulla persona
nominata solo se:

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 Nomina tempestiva (entro le scadenze previste contrattualmente, o in mancanza entro 3 giorni)
 Nomina accompagnata dall’accettazione del nominato, o da una procura anteriore al contratto
 Nomina e accettazione/procura devono avere la stessa forma del contratto

Laddove, la nomina manchi o sia non valida, gli effetti si producono sul contraente.

Le ragioni possono essere:

 Volontà del rappresentato di non comparire nelle trattative


 Risparmio fiscale (pagare una solo imposta di registro)

Inoltre, se chi fa il contratto non è il vero interessato all’operazione, ma il vero interessato è al momento
incerto, si parla di contratto per conto di chi spetta (es. il vettore, in caso di incertezza del titolare di una
consegna di cose trasportate, può depositare tali cose, o venderle se deperibili, per conto di chi risulterà
avente diritto)

L’OGGETTO DEL CONTRATTO è costituito dalle prestazioni contrattuali, ovvero gli impegni che il contratto
mette a carico delle parti. Deve rispettare dei requisiti stabiliti dall’art. 1346:

 Possibilità; il contratto non può prevedere prestazioni irrealizzabili sia materialmente sia
tecnicamente sia giuridicamente. E’ possibile fare oggetto del contratto una cosa futura
 Liceità; il contratto non può prevedere prestazioni disapprovate dall’ordinamento, ovvero che
vadano contro:
o Norme imperative; norme dettagliate e specifiche, analitiche, (del diritto privato, del diritto
pubblico o di leggi speciali) che limitano la libertà contrattuale, vietando determinati
contratti o vietando/imponendo determinati contenuti. Il vantaggio di maggiore certezza
del diritto data da una limitata discrezionalità e da una rigida regolamentazione, è
controbilanciato dalla naturale limitatezza delle previsioni del legislatore; di conseguenza
esistono contratti che meritano disapprovazione, ma non sono contrari a nessuna norma
imperativa
o Ordine pubblico (clausola generale); i principi e valori che informano l’organizzazione
politico-economica della società
o Buon costume (clausola generale); regole di comportamento non scritte, ma riconosciute
come vincolanti seconda la coscienza etica diffusa nella società
 Determinatezza; il contratto non può prevedere prestazioni che attribuiscono vantaggi
indeterminati e sacrifici indefiniti.
o Determinabilità; il contratto può riferirsi a criteri o elementi esterni ad esso che permettano
(ora o in futuro) la determinazione delle prestazioni contrattuali. In tal caso si parla di
contratto per relationem. Notare due casi particolari:
 Determinazione per relationem dell’oggetto di un contratto formale; possibile solo
se ciò che deve essere determinato per rinvio costituisce un aspetto non essenziale
dell’oggetto
 Arbitraggio; la determinazione è affidata dalle parti ad un terzo (arbitratore), che
può procedere con equo apprezzamento (decisione ragionevole ed impugnabile
dalle parti se manifestatamente iniqua ed erronea) o con mero arbitrio (le parti si
affidano alla decisione del terzo, che può essere impugnata solo provando la sua

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mala fede; nullità del contratto in caso di mancata decisione del terzo e mancata
sua sostituzione)
 Causa; ragione giustificativa degli spostamenti patrimoniali realizzati con il contratto. Consiste in:
o Causa tipica; caratteri essenziali del tipo di operazione realizzata dal contratto e in ragione
dei quali l’ordinamento ritiene giustificati gli spostamenti patrimoniali che ne derivano. La
causa tipica è la funzione economico-sociale del contratto, ugualmente presente in tutti i
contratti di uno stesso tipo contrattuale
o Causa concreta; specifici interessi che costituiscono la specifica ragione giustificativa di quel
determinato contratto
 Da non confondere con i motivi, cioè i particolari interessi/bisogni/desideri che
spingono ciascun contraente a fare il contratto. Essi costituiscono elementi
soggettivi, estranei alla causa del contratto e, di conseguenza, irrilevanti
nell’influenzare la sorte del contratto (principio della rilevanza della causa e
dell’irrilevanza dei motivi)

CLASSIFICAZIONE DEI CONTRATTI IN BASE ALLA CAUSA

Modo in cui il contratto organizza i vantaggi e i sacrifici economico-giuridici tra le parti:

 Contratti onerosi; entrambe le parti sostengono un sacrificio in cambio di un vantaggio (causa “dare
per avere”)
 Contratti gratuiti; solo una parte sostiene un sacrificio, mentre l’altra parte consegue il vantaggio
corrispondente senza affrontare alcun sacrificio (la causa è la ragione per cui la parte sacrificata
accetta di sopportare il sacrificio [generosità o aspettativa di vantaggi indiretti o eventuali]).

Esistono contratti essenzialmente onerosi (es. vendita e locazione), essenzialmente gratuiti (es. donazione e
comodato), sia onerosi sia gratuiti (es. trasporto, a seconda delle circostanze).

Modo in cui il contratto oneroso realizza l’interesse delle parti:

 Contratto con prestazioni corrispettive; ciascuna prestazione è fatta e ricevuta come diretta
contropartita dell’altra, da cui si può parlare anche di contratto di scambio. Dato che, ciascuna
parte persegue un proprio interesse disomogeneo rispetto allo scopo dell’altra, si può parlare
anche di contratti sinallagmatici
 Contratto associativo; prestazioni fatte in vista di uno scopo comune tra le parti, perseguito
mediante un’organizzazione, che il contratto istituisce. Le prestazioni sono mediate dalla struttura
comune (non c’è rapporto diretto di scambio reciproco)

Modo in cui le prestazioni contrattuali sono esposte al rischio:

 Contratti commutativi; le prestazioni dovute e attese delle parti sono certe e non determinate dal
caso
 Contratti aleatori; rischio che un evento incerto o ignoto (alea) incida sulla stessa esistenza o
consistenza della prestazione dovuta da una parte, e attesa dall’altra. L’aleatorietà può essere per
natura o per volontà delle parti. Possono essere inclusi nei contratti di scambio, in quanto
prevedono un rapporto diretto di scambio reciproco di prestazioni, solamente sottoposte a rischio.
Ad essi non si applicano i rimedi di rescissione per lesione e risoluzione per eccessiva onerosità
sopravvenuta

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LA RILEVANZA DELLA CAUSA NELLA SORTE DEL CONTRATTO

La legge si occupa della causa fondamentalmente per 2 casi:

 Mancanza della causa=nullità del contratto


 Illiceità della causa (contraria a norme imperative, ordine pubblico o buon costume)=nullità del
contratto

Il negozio astratto, cioè non indicante la causa, è ammesso dall’ordinamento nazionale solo se riguardante
assunzione di obblighi (effetto obbligatorio), per tutelare chi dispone del diritto trasferito.

LA REGOLAMENTO DEL CONTRATTO è l’insieme di regole che il contratto detta alle parti, e che esprimono
gli impegni e i risultati legali come sistemazione dei loro interessi. In tal senso, il regolamento contrattuale
coincide con il contratto stesso inteso come rapporto.

Le fonti del regolamento contrattuale sono:

 Fonte autonoma=volontà delle parti


 Fonti eteronome=integrazione del contratto

Il regolamento contrattuale spetta alle parti, in rispetto del principio di libertà contrattuale, applicazione ai
contratti del più generale principio dell’autonomia privata.

L’art. 1322 enuncia la libertà contrattuale:

 Libertà di fare o non fare un contratto


 Libertà di scegliere la controparte contrattuale
 Libertà di determinare il contenuto del contratto
 Libertà di scegliere il tipo di contratto
 Libertà di fare contratti atipici

CONTRATTI TIPICI CONTRATTI ATIPICI


Corrispondono a un qualche tipo legale (nominati) Non corrisponde a nessuno degli schemi previsti
dalla legge (innominati)

Subordinati a un limite: non devono avere causa e


oggetto illeciti
QUALIFICAZIONE: operazione logica con cui, a fronte di una concreta fattispecie di contratto, si stabilisce
che essa corrisponde a uno piuttosto che ad un altro tipo legale, oppure costituisce un contratto atipico

Inoltre, si può distinguere tra:

CONTRATTI MISTI CONTRATTI COLLEGATI


Combinazione di caratteristiche di più tipi legali L’esistenza e la funzionalità congiunta di contratti

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distinti sono necessarie per realizzare l’operazione
L’applicazione delle regole di questo o quel tipo programmata dalle parti. Problemi che mettano in
seguono: discussione gli effetti di un contratto, pregiudicano
 Criterio dell’assorbimento=regole del tipo gli effetti degli altri contratti collegati
prevalente nel caso concreto
 Criterio della combinazione=per Maggiore peso della causa concreta
prestazione tipica si applicano regole del
tipo corrispondente
TESI DEL COMPROMESSO=si applica la disciplina
del tipo prevalente, e inoltre, solo se sia
compatibile con la prima, quella dell’altro tipo
legale

La volontà (concorde) delle parti determina sia gli elementi essenziali che non essenziali del regolamento
contrattuale, che costituiscono le clausole del contratto. Le clausole consistono in previsioni
sull’impostazione e la realizzazione dell’operazione oggetto del contratto.

L’INTERPRETAZIONE DEL CONTRATTO è l’operazione logica diretta ad attribuire al testo del contratto il
giusto significato, necessaria in presenza di significato oscuro (alcun significato) o ambiguo (più significati).
Regolata nell’art. 1362.

 Interpretazione soggettiva; determinare la comune intenzione delle parti


o Senso letterale del contratto
o Comportamento complessivo delle parti
o Interpretazione contestuale
 Interpretazione oggettiva; attribuire al contratto il senso più rispondente a criteri di ragionevolezza
ed equità
o Interpretazione secondo buona fede (significato fatto proprio da contraente corretto e
leale)
o Conservazione (significato che attribuisca al contratto qualche effetto)
o Usi interpretativi (significato a quanto generalmente si pratica nel luogo di conclusione del
contratto)
o Interpretazione contra stipulatorem (testo predisposto unilateralmente è interpretato a
favore della controparte)
o Regole finali (contratto gratuito inteso in senso meno gravoso per l’obbligato; contratto
oneroso inteso nel senso di bilanciare gli interessi)

L’INTEGRAZIONE DEL CONTRATTO

Fonti eteronome; art. 1374; obbliga le parti alle clausole e alle conseguenze del contratto

DAL PUNTO DI VISTA DELLA LOGICA DAL PUNTO DI VISTA DELL’AGENTE


Interpretazione suppletiva, rispettare e favorire le Interpretazione legale, stabilita da una norma
scelte dell’autonomia privata. Norme che operano giuridica
solo in mancanza di patto contrario: norme
dispositive (le parti possono decidere di non
applicarle, perfezionando il contratto)-derogabili-
suppletive (supplire a un difetto di previsione).
Oltre alle norme dispositive possiamo avere usi
normativi (consuetudini) e usi contrattuali (prassi)
Interpretazione cogente, mediante norme Interpretazione giudiziale, stabilita da una

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imperative-inderogabili che intervengono contro decisione del giudice, che segue:
l’esistente volontà delle parti, in nome  Principio di equità=giustizia del caso
dell’interesse generale. Fanno in modo che un singolo
regolamento contrattuale contenga una  Principio della buona fede=correttezza
determinata previsione, attraverso il meccanismo delle parti
della sostituzione automatica Equità e buona fede non autorizzano il giudice a
modificare il regolamento contrattuale (mancanza
RAGIONE: Nascita dello Stato sociale; libertà e di poteri equitativi), in quanto le parti sono arbitre
uguaglianza in senso sostanziale; interesse dei loro interessi.
generale; disuguaglianza economico-
sociale=disuguaglianza contrattuale; autonomia
collettiva vs autonomia privata

LA COSTRUZIONE DEL REGOLAMENTO CONTRATTUALE SINTESI

Integrazione del
Accordo tra le Interpretazione del contratto=norme dispositive
Qualificazione=contratto Determinazione dello scopo
parti=definizione delle contratto=significato del e imperative che inseriscono,
tipico o contratto atipico pratico=effetti del contratto
clausole del contratto contratto modificano, integrano le
calusole contrattuali

GLI EFFETTI DEL CONTRATTO

Contratto come rapporto, cioè insieme degli effetti prodotti dal contratto-fattispecie. Esistono diverse
classificazioni.

In base all’effetto sulle situazioni giuridiche delle parti:

 Contratti di attribuzione; determinano spostamenti patrimoniali fra le parti, perché modificano le


loro situazioni giuridiche
 Contratti di accertamento; categoria residuale, costituita dai contratti che si limitano a chiarire quali
siano le situazioni giuridiche preesistenti

In base alla natura degli effetti prodotti:

 Contratti con effetti obbligatori; generazione di debiti e crediti


 Contratti con effetti reali; costituzione o trasferimento di diritti reali

In base al modo in cui gli effetti si producono:

 Contratti con effetti istantanei; prestazioni contrattuali si esauriscono in un atto/effetto


puntualizzato nel tempo.
o Contratti ad esecuzione immediata (rispetto alla conclusione del contratto)
o Contratti ad esecuzione differita (rispetto alla conclusione del contratto)
 Contratti di durata

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o Contratti ad esecuzione periodica (intervalli periodici)
o Contratti ad esecuzione continuativa (periodo permanente e non frazionato)

Infine, ci sono i contratti normativi, i quali stabiliscono uno schema di regolamento contrattuale che deve
essere uniformemente recepito da una serie di contratti futuri (es. contratto collettivo di lavoro).

L’EFFETTO TRASLATIVO DEL CONSENSO NEI CONTRATTI CON EFFETTI REALI

L’art. 1376 stabilisce che i diritti oggetto di contratti con effetti reali si trasmettono e si acquistano per
effetto del consenso delle parti legittimamente manifestato. Tale principio, di ispirazione napoleonica,
serve a garantire la rapidità della circolazione della ricchezza, tenendo conto della sua crescente
smaterializzazione. L’effetto traslativo del consenso garantisce la certezza delle situazioni giuridiche.

La legge, però, impone dei limiti:

 L’art. 1376 opera solo se l’oggetto è una cosa determinata


 Produzione solo di effetti obbligatori (effetti reali differiti) nei seguenti casi:
o Per quantità generiche di cose, la proprietà passa al momento dell’individuazione della
partita da fornire
o L’effetto traslativo è limitato se la cosa è un bene futuro o altrui
 Produzione di effetti reali precari, in base a scelte politiche del legislatore finalizzate a tutela
dell’affidamento e sicurezza della circolazione, spesso in connessione con l’operare dei mezzi di
pubblicità

IL VINCOLO CONTRATTUALE è l’impegno a cui il contratto sottopone le parti a non sottrarsi ai suoi effetti.
Espresso nell’art. 1372 “Il contratto ha forza di legge tra le parti”.

La liberazione dal vincolo contrattuale può avvenire per:

 Contratto difettoso
 Mutuo dissenso; accordo con cui le parti decidono di sciogliere il contratto, cancellandone gli effetti
(risoluzione convenzionale del contratto). Esso rappresenta a sua volta un contratto.
 Recesso unilaterale; atto unilaterale-ricettizio con cui una parte manifesta all’altra la volontà di
sciogliere il vincolo contrattuale. Si distingue:
o Recesso convenzionale (previsto nelle clausole del contratto), spesso accompagnato dal
versamento di una caparra penitenziale come corrispettivo del recesso. Inoltre:
 Se contratto a esecuzione continuata/periodica; recesso possibile in ogni momento
non tocca le prestazioni eseguite o in corso
 Se contratto diverso; recesso possibile solo prima della conclusione, salvo patto
contrario

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o Recesso legale (attribuito dalla legge)
 Se contratto di durata a tempo indeterminato; recesso (con preavviso o di tronco)
consentito per garantire la libertà da vincoli di durata indefinita
 Se contratti non a tempo indeterminato; la legge stabilisce un trattamento
asimmetrico
 Concedere il potere di recesso ad una sola parte
 Concedere il potere di recesso ad entrambe le parti, ma permettendo solo
ad una di esercitarlo con piena libertà

IUS VARIANDI è il diritto di una parte di modificare il contratto unilateralmente nel suo oggetto o in altro
aspetto, laddove vi sia bisogno di particolare flessibilità contrattuale (ius variandi legale), o sia previsto dalle
clausole del contratto stesso (ius variandi convenzionale)

LA RELATIVITA’ DEGLI EFFETTI DEL CONTRATTO

Il contratto non produce effetti verso terzi, ma ciò non esclude che influisca indirettamente, o in via di fatto,
sui loro interessi.

 Non può creare obbligazioni verso terzi (disciplina della promessa del fatto del terzo)
 Non può impedire a terzi l’acquisto di un diritto (disciplina del patto di non alienare)
 Non può disporre di un diritto di un terzo

IL CONTRATTO FATTO A FAVORE DI TERZI

Contratto in cui una parte si obbliga (promittente) a fare una prestazione in favore di un terzo (beneficiario)
indicato dall’altra parte (stipulante). Per la validità del contratto serve l’esistenza dell’interesse dello
stipulante, che costituisce la causa del contratto.

Esempi: rendita vitalizia, assicurazione, trasporto ecc.

 Il terzo può rifiutare l’adesione, fino a tale momento lo stipulante ha il potere di revocare la
stipulazione
 Lo stipulante mantiene il potere di revoca se la prestazione deve farsi dopo la sua morte
 In caso di revoca dello stipulante o di rifiuto del terzo, la prestazione rimane a vantaggio dello
stipulante
 Al momento dell’adesione, il promettente diventa debitore del terzo, che gli può opporre eccezioni
fondate sul contratto
 L’adesione è un atto ricettizio, che rende definitivo il diritto, ma non realizza l’acquisto del diritto

LA CESSIONE DEL CONTRATTO

La cessione è un contratto in cui una parte cede un altro suo contratto (cedente) ad un terzo (cessionario)
che subentra nel rapporto con l’altra parte (contraente ceduto).

Segue 2 presupposti, art. 1406:

 Contratto a prestazioni corrispettive, non ancora completamente eseguite


 Consenso del contraente ceduto, anche preventivo (efficace dal momento dell’arrivo della notifica).
La necessità del consenso subisce deroghe in caso:

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o Contratti aziendali
o Contratti di locazione della casa coniugale

In quanto contratto plurilaterale a 3 parti, presenta:

 Rapporto cedente-contraente ceduto; il cedente è liberato dalle sue obbligazioni verso il


contraente ceduto (consenso o notifica ricevuta). Il contraente ceduto, però, può decidere di non
liberare il cedente, in modo tale da agire contro di lui in caso di inadempienze del cessionario
 Rapporto cessionario-contraente ceduto; il contraente ceduto può opporre eccezioni fondate sul
contratto oggetto di cessione
 Rapporto cedente-cessionario; il cedente è tenuto a garantire la validità del contratto e può anche
assumersi la garanzia dell’adempimento del contratto, in quanto fideiussore

IL SUBCONTRATTO

Contratto derivativo, in cui la parte di un contratto fa, con una diversa controparte, un altro contratto, il cui
oggetto si identifica, almeno in parte, con l’oggetto del primo, o lo presuppone.

LE MANOVRE DELLE PARTI

Le parti possono conformare/manovrare gli effetti contrattuali in modo da modificarne le modalità di


operazioni rispetto alla situazione normale. Ciò esprime un’applicazione dell’autonomia privata.

 Condizione; clausola che subordina gli effetti contrattuali al verificarsi di un avvenimento futuro e
incerto. In base all’art. 1353:
o Condizione sospensiva, che blocca agli effetti del contratto, in attesa del verificarsi
dell’evento previsto
o Condizione risolutiva, che consente l’immediata produzione degli effetti contrattuali,
interrompendoli al verificarsi dell’evento previsto

La disciplina è contenuta in art. 1353-1361 e si può applicare anche agli atti unilaterali fra vivi
con contenuto patrimoniale (art. 1324), escludendo quindi gli actus legitimi (matrimonio ecc.).
Laddove la legge subordini gli effetti contrattuali al verificarsi di uno specifico evento futuro e
incerto, si parla di condizione legale

Inoltre, in base alla natura dell’evento si distingue tra:

o Condizione potestativa, dove l’avveramento dipende dalla volontà di una delle parti
o Condizione casuale, dove l’avvenimento è indipendente dalla volontà
o Condizione mista
o Condizione meramente potestativa, dove l’avvenimento dipende solo dall’arbitro di una
sola delle parti

La condizione presenta 2 patologie:

o Condizione illecita, contraria a norme imperative, ordine pubblico o buon costume. Risulta
illecita anche la condizione, nonostante la liceità dell’evento in sé, il cui inserimento in un
contratto costituisce violazione di valori fondamentali dell’ordinamento. Condizione
illecita=nullità del contratto
o Condizione impossibile, evento ragionevolmente irrealizzabile.
 Condizione sospensiva impossibile=nullità del contratto

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 Condizione risolutiva impossibile=condizione si considera non apposta e gli effetti
normali del contratto continuano a manifestarsi

La pendenza è il periodo in cui permane l’incertezza, in cui le posizioni delle parti sono:

POSIZIONI DELLE Condizione Condizione risolutiva


PARTI sospensiva
Cedente diritto Diritto condizionato Aspettativa di diritto
Acquirente diritto Aspettativa di diritto Diritto condizionato

Il titolare del diritto condizionato può esercitare: atti di disposizione, di amministrazione e di


godimento. Il titolare dell’aspettativa del diritto può esercitare atti di conservazione.

Art. 1359, nel caso in cui il titolare del diritto condizionato violi l’obbligo di buona fede in
pendenza di condizione, determinando (con dolo o per colpa) il mancato avveramento della
condizione, la legge applica a favore del titolare dell’aspettativa di diritto con una finzione di
avvenimento, cioè la situazione è regolata come se l’avvenimento fosse realmente avvenuto.

o Mancanza condizione=consolidamento situazione esistente


o Avveramento condizione=rovesciamento della situazione tra le parti. Si ha retroattività
salvo:
 Diverso patto contrattuale
 Natura del rapporto che non permetta retroattività
 Contratti a esecuzione continuata o periodica, in cui l’avveramento non tocca le
prestazioni già eseguite
 Gli atti di amministrazione restano validi
 I frutti percepiti dal titolare del diritto condizionato sono dovuti solo al giorno
dell’avveramento
 Termine; clausola che disloca gli effetti contrattuali nel tempo.
o Termine iniziale=momento a partire dal quale si producono gli effetti
o Termine finale=momento a partire dal quale gli effetti cesseranno
 Laddove non sia indicato si considera: indeterminato o viene fissato dalla legge
tramite norma dispositiva o decisione del giudice
 La legge con una norma imperativa stabilisce un termine massimo (es. i patti di non
concorrenza) o minimo (es. locazioni di immobili non abitativi)

Non c’è retroattività

 Contratto preliminare; contratto in cui le parti si obbligano a concludere in futuro un determinato


contratto (definitivo), di cui hanno già concordato gli elementi essenziali, rinviando gli effetti.
o Effetti obbligatori
o Stessa forma (vincolata) del contratto definitivo
o Inadempimento del preliminare, cioè quando una parte rifiuta ingiustificatamente di
concludere il definitivo. Il rimedio è la sentenza costitutiva che produce gli stessi effetti del
contratto definitivo, subordinata a 2 condizioni: risultato possibile e non escluso dal titolo e
l’attore offra di eseguire la prestazione a suo carico. Per evitare l’inefficacia della sentenza,
causata dalle vicende del diritto, l’attore può trascrivere il contratto preliminare
(inopponibilità verso l’attore degli atti dei terzi).
 Contratto fiduciario; contratto che combina effetti reali ed effetti obbligatori, in cui una parte
trasferisce, fiduciante, un bene ad un’altra parte, fiduciario, che si obbliga a gestirlo secondo le
direttive del fiduciante.

pag. 61
Conseguenze giuridiche:

o FIDUCIA ROMANA;
 il fiduciario acquista la proprietà piena del bene
 il fiduciante ha solo diritti di credito verso il fiduciario
 Il bene può essere aggredito dai creditori del fiduciario
 Rimedi a disposizione del fiduciante
o Sentenza costitutiva se fiduciario viola l’impegno
o Trasferimento del bene a un terzo, richiesta risarcimento al fiduciario,
poiché il patto fiduciario ha efficacia obbligatoria (non opponibile a terzi)
o FIDUCIA GERMANICA;
 Fiduciario proprietà formale
 Fiduciante proprietà sostanziale=diritti reali
 Patto fiduciario ha efficacia reale

Al modello della fiducia germanica si avvicina:


o IL TRUST (common law), in cui il fiduciario (trustee) amministra i beni, separati e distinti dal
suo patrimonio (segregazione), secondo le direttive del fiduciante (settlor). Recepita
dall’ordinamento italiano con l. 364/1989 ratifica della convenzione dell’Aja (1985) e
l. 112/2016
o CONTRATTO DI AFFIDAMENTO FIDUCIARIO, l’affidante trasferisce beni all’affidatario, che si
impegna a utilizzarli a vantaggio di soggetti beneficiari, secondo un programma concordato

 Simulazione del contratto; strumento attraverso cui creare l’apparenza di una situazione giuridica
diversa da quella che è la situazione reale. La simulazione è costituita da:
o Contratto simulato (pubblico-fonte della situazione apparente-non produce effetti sulle
parti)
o Controdichiarazione (nascosta-vere intenzioni delle parti)
o Accordo simulatorio (volontà delle parti di creare una situazione d’apparenza)

Si distingue tra:

o Simulazione assoluta=nessun contratto


o Simulazione relativa=contratto diverso, cioè contratto dissimulato, che ha effetto sulle
parti, che deve avere:
o Requisiti di sostanza; non devono esserci ragioni di invalidità
o Requisiti di forma; forma richiesta per il tipo di contratto, anche se dissimulato
o IDEM per la simulazione di atti unilaterali ricettizi (accordo simulatorio tra autore e
destinatario

La simulazione rispetto ai terzi acquirenti:

o I terzi possono far valere la simulazione, se essa pregiudica i loro diritti


o I terzi possono far prevalere l’apparenza nel caso abbiano acquistato in buona fede
diritti dal titolare apparente

La simulazione rispetto ai terzi creditori:

o Creditori con prelazione ha posizione di aventi causa


o Creditori chirografari (senza prelazione)

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o Del simulato alienante (interessati al prevalere della realtà), possono far
emergere la realtà, ma laddove vi sia contrasto con i creditori del simulato
acquirente la legge ricorre al criterio cronologico (prevale il credito nato prima)
o Del simulato acquirente (interessati al prevalere della realtà) prevalgono anche
contro le parti se hanno fatto atti di esecuzione in buona fede sul bene oggetto
di contratto simulato

Se la legge fa prevalere la realtà, chi è interessato a far emergere la realtà deve provare
l’accordo simulatorio risultante dalla controdichiarazione:

o Domanda di simulazione proposta dalle parti=limitazione del ricorso alla prova testimoniale
e alle presunzioni, a meno che non serva a far emergere l’illiceità del contratto dissimulato
o Domanda di simulazione proposta da terzi=uso libero di testimonianze e presunzioni

I RIMEDI CONTRATTUALI

Meccanismi offerti dalla legge per reagire al difetto o disturbo che il contratto presenta, e metterne in
discussione gli effetti.

 Nullità (interesse generale-difetti originari); per l’art. 1418


o Nullità strutturali; mancanza elementi essenziali del contratto
 Mancanza accordo
o Costrizione fisica o annientamento psichico
o Assenza di capacità di agire del contraente
o Non riferibilità all’autore
o Rappresentazione scenica o didattica
o Dissenso occulto
 Mancanza causa
 Oggetto inesistente, impossibile, indeterminato o indeterminabile
 Difetto di forma (se richiesta per la validità)
 Caso del contratto inesistente
o Nullità politiche; contratti disapprovati dall’ordinamento
 Oggetto illecito
 Causa illecita
 Condizione illecita
 Motivo illecito comune
CONTRATTO IN FRODE DI LEGGE: contratto che costituisce il mezzo per eludere l’applicazione di
una norma imperativa. Si può ottenere: contratto di per sé lecito, ma costruito in modo tale da
realizzare il medesimo risultato dell’atto vietato; collegamento tra contratti. Tale contratto ha causa
illecita.
NULLITA’ DI UNA CLAUSOLA la sola clausola risulta efficace, a meno che non si essenziale per
l’efficacia della totalità del contratto, valutando la volontà delle parti. Non si applica tale nullità
parziale se esiste norma dispositiva che la sostituisca nel contratto.
In base al comma 2 dell’art. 1418 si distingue tra:
o Nullità testuale, prevista dalla legge direttamente o indirettamente

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o Nullità virtuale, il contratto è nullo quando è contrario a norme imperative, salvo diversa
disposizione della legge. Ciò significa che ogni contratto è virtualmente nullo, poiché
potrebbe esistere una norma imperativa in contrasto con esso.
 Annullamento (interessi particolari-difetti originari)
o Incapacità di agire
o Vizi di volontà/di consenso
 Errore=ignoranza o falsa conoscenza di elementi rilevanti per decidere in merito al
contratto=spontaneità. Un errore per essere rilevante deve rispettare 2 requisiti:
o Essenzialità=cade su determinanti elementi del contratto, indicati nell’art.
1429:
o Natura del contratto
o Oggetto del contratto (prestazione, identità del bene, qualità del
bene rilevanti ai fini contrattuali)
o La persona dell’altro contraente o sue qualità determinanti ai fini
contrattuali
Gli errori possono essere di fatto (cadono su elementi di fatto) o di diritto
(ignoranza o falsa interpretazione di norme che incidono sulle qualità
giuridiche dell’oggetto del contratto o della persona del contraente)

Non sono errori essenziali gli errori sul motivo (irrilevanza del motivo), che
possono essere: di previsione o sul valore. Può essere essenziale l’errore
sulla quantità, mentre per l’errore di calcolo basta la rettifica.
o Riconoscibilità da parte dell’altro contraente=una persona di norma
diligenza avrebbe potuto individuare l’errore dato il contenuto e le
circostanze del contratto. Tuttavia, la giurisprudenza ritiene rilevante
l’errore riconosciuto, anche se astrattamente non riconoscibile.

ERRORE OSTATIVO, tocca la comunicazione della volontà. Può essere del


dichiarante (errore nella dichiarazione) o della persona/ufficio incaricato
(errore nella trasmissione). Il contratto è annullabile se l’errore ostativo è
essenziale e riconoscibile.

 Dolo=inganno nella formazione del contratto=raggiro da parte di un terzo o di una


parte.
Il rimedio scatta solo in caso di dolo determinante, ovvero inganno decisivo per la
conclusione del contratto, senza il quale la vittima non avrebbe concluso il
contratto. La vittima può annullare il contratto in tutti i casi di dolo determinante,
anche laddove vi sia errore di motivo.

Si distingue tra:
o Dolo commissivo (inganno attivo)
o Dolo omissivo (reticenza solo quando, però, rappresenta violazione
dell’obbligo di buona fede)
Il dolo del terzo è annullabile solo se risulti noto alla parte che ne trae vantaggio
Ci sono tipologie di dolo meno gravi:
o Dolus bonus=generica e iperbolica esaltazione delle qualità del bene (mezzi di
pubblicità, invece che annullabilità)

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o Dolo incidente=inganno non tanto grave da risultare determinante, ma
abbastanza grave da indurre la vittima ad accettare condizioni svantaggiose
(risarcimento danni, invece di annullabilità)
 Violenza psichica (o morale) per costringere la vittima a fare contratto. Deve seguire
3 requisiti:
o Inerente al contratto
o Ragionevolmente grave
o Può riguardare beni economici o beni della personalità
o Male notevole (bene rilevante + lesione grave)
o Minaccia verosimile, valutata in base ad età, sesso e condizioni
delle persone
o Bene appartenente alla vittima o a persone a lui vicine
o Prospettare un male ingiusto (comportamento illecito o minaccia di far
valere un diritto con il solo scopo di conseguire vantaggi ingiusti)

Casi particolari:

o Timore reverenziale=stato di soggezione psicologica. Dato che la minaccia è


interna, non è consentita annullabilità del contratto
o Violenza del terzo=Annullabilità del contratto, anche se il contraente che ne
acquista vantaggio non ne sapeva nulla
 Rescissione (interessi particolari-difetti originari)=rimedi contro contratti conclusi in condizioni
anomale tali da portare una parte ad accettare condizioni molto svantaggiose. 2 requisiti:
o REQUISITO INTERNO Grave squilibrio economico tra le parti
o REQUISITO ESTERNO Circostanze anomale nella formazione del contratto
 Stati di pericolo, rescindibile quando:
o Necessità di salvare sé o altri dal pericolo attuale di un danno grave alla
persona
o Necessità nota alla controparte
o Condizioni inique
 Stati di bisogno
o Permanente o temporaneo bisogno di liquidità monetaria e il contratto
mezzo per ovviare tale condizione
o Controparte ne approfitta
o Squilibrio economico tra le prestazioni delle parti in termini di scarto di
valore di almeno 1:2 (lesione ultra dimidium)
o Squilibrio perdurante fino al tempo di proposta della domanda di
rescissione
CONSIDERAZIONI GENERALI: la legge tutela la spontaneità dell’accordo contrattuale, e non il giusto
equilibrio economico del contratto, anche se recentemente sta emergendo una tendenza inversa
(legge sull’usura, divieto di clausole vessatorie nei contratti professionisti-consumatori, divieto di
contratti che realizzino abuso di dipendenza economica fra imprese ecc.)
 Risoluzione (interessi particolari-difetti sopravvenuti)

I rimedi contro difetti originari del contratto (nullità, annullabilità e rescissione) sono accomunati sotto una
categoria generale: invalidità del contratto, cioè mancanza o difetto di qualche elemento costitutivo di
quella particolare fattispecie che è il contratto (requisiti di accordo-causa-oggetto-forma).

L’obiettivo dell’invalidità è l’inefficacia, cioè impedire la produzione degli effetti tipici e caratterizzanti del
contratto. Può dipendere:

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 A seconda del momento:
o Inefficacia originaria
o Inefficacia sopravvenuta
 A seconda dell’ambito
o Inefficacia assoluta=non produce effetti verso parti e terzi
o Inefficacia relativa=inopponibilità verso determinati terzi

Differenze NULLITA’ ANNULLABILITA’ RESCISSIONE


Legittimazione ad attivare il rimedio Legittimazione allargata o Invocabile solo dalla parte o Invocabile solo dalla parte
o Invocabile da chiunque vi nel cui interesse la legge nel cui interesse la legge
abbia interessi lo prevede lo prevede
o Applicabile d’ufficio dal o Non applicabile d’ufficio o Non applicabile d’ufficio
giudice dal giudice dal giudice
RAGIONE: serve l’interesse RAGIONE: serve interesse RAGIONE: serve interesse
generale particolare particolare

ECCEZIONE: ECCEZIONE: annullabilità


o nullità relativa, che deriva assoluta, invocabile da
dalla violazione di norme chiunque (es. contratto
imperative poste a tutela dell’interdetto legale)
di una determinata
categoria di
contraenti=nullità valide
solo da una delle parti
o Nullità parziale, riguarda
singole clausole
Prescrizione del diritto di attivarlo Imprescrittibile, tuttavia i suoi Prescrittibile in 5 anni, ma non Si prescrive in un anno, e si
effetti possono essere si prescrive l’eccezione di prescrive anche l’eccezione
neutralizzati: annullabilità
o Resta soggetta a
prescrizione l’azione di
ripetizione delle
prestazioni
o Operare dell’usucapione

Recupero del contratto difettoso Non è ammessa la convalida* Ammessa la convalida. Non è ammessa la convalida

Conversione negozio nullo, cioè Se il contratto è annullabile per Tuttavia, è possibile che la
quando le parti hanno concluso errore, è possibile che la parte parte che ne ha approfittato
un contratto nullo, ma di cui non in errore offra un contratto offra una modificazione tale da
possono recuperare una alle condizioni che aveva in eliminare lo squilibrio (offerta
frazione che diventa un altro mente la parte in errore di riduzione a equità)
contratto efficace (mantenimento del contratto
rettificato)
Conseguenze dell’applicazione del Retroattività verso le parti e i Retroattività fra le parti, ma Gli effetti contrattuali tra le
rimedio terzi non verso i terzi parti cadono (il giudice può

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disporre un equo compenso
La sentenza di nullità è La sentenza di annullamento è all’altra parte per il servizio
dichiarativa costitutiva prestato, in caso di contratto
concluso in stato di pericolo) e
ECCEZIONE: ECCEZIONE: non c’è opponibilità verso terzi
o Contratto nullo per o contratto annullato per
violazione del buon incapacità, in cui
costume, in cui il l’incapace non è tenuto a
contraente esecutore non restituire le prestazioni
può ripetere la ricevute, se non nei limiti
prestazione in cui questa si è rivolta a
o La nullità del contratto di suo vantaggio
lavoro non è retroattivo o L’annullamento del
(garantire il diritto alla contratto di lavoro non è
retribuzione) retroattivo (garantire il
diritto alla retribuzione)
o L’annullamento è
opponibile verso i terzi in
caso di:
o Mala fede del
terzo (tutela
affidamento)
o Acquisto a
titolo gratuito
(non
arricchimento
gratuito)
o Incapacità
legale (non
consultazione
dei mezzi di
pubblicità)
*Atto unilaterale ricettizio che rende il contratto e ne recupera gli effetti. Presente le seguenti caratteristiche: può compierla solo la parte legittimata ad invocare
l’annullabilità, la causa di annullabilità deve essere venuta meno e la parte legittimata deve manifestare la volontà di convalida (espressa=dichiarazione di voler
convalidare o tacita=comportamento concludente)

RISOLUZIONE Nullità, annullabilità e rescissione sono impugnazioni, cioè reagiscono a difetti originari del
contratto (come atto). La risoluzione reagisce a difetti sopravvenuti nel contratto (come rapporto),
proteggendo l’interesse di uno dei contraenti.

Le cause generali sono:

 Inadempimento; il contraente non riceve la prestazione attesa, per causa imputabile all’altro
contraente
L’art. 1453 contempla 2 reazioni contro l’inadempimento del contratto
 Domanda di adempimento, la parte conserva la speranza e l’interesse di ottenere la
prestazione e chiede al giudice di condannare l’inadempiente ad eseguirla
 Risoluzione per inadempimento, la parte non ha fiducia nell’erogazione della
prestazione e punta allo scioglimento del contratto. Di conseguenza:
o Precluse cambiamenti di idea della vittima
d’inadempimento
o Precluse azioni di attuazione tardiva da parte
dell’inadempiente

In entrambi i casi la vittima può chiedere, in via opzionale, il risarcimento danni.

La risoluzione per inadempimento può essere:

o Risoluzione giudiziale, legata alla sentenza costitutiva del


giudice, che scioglie il contratto. 2 requisiti:
o Esistenza d’inadempimento
o Gravità dell’inadempimento

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o Risoluzione di diritto, 3 eccezioni in cui il contratto si risolve
senza il bisogno di un provvedimento del giudice:
o Clausola risolutiva espressa, le parti inseriscono nel
contratto una clausola che prevede la risoluzione del
Tuttavia, per la risoluzione di diritto si
contratto nel caso in cui una determinata clausola
hanno:
nascente non sia adempiuta. Richiede l’iniziativa della
o VANTAGGIO: Rapidità ed vittima dell’inadempimento.
economicità o Termine essenziale, se la prestazione non viene
o SVANTAGGIO: se i presupposti adempiuta entro un preciso (convenuto espressamente
della risoluzione di diritto dalle parti o risultante implicitamente dal contenuto o
risultino inesistenti e la parte dalle circostanze del contratto) il contratto si risolve, in
richiedente, pensandolo quanto tale prestazione non ha più utilità per la parte
risolto, ha mancato la sua vittima. La vittima può esigere la prestazione, anche
prestazione, questa incorre in oltre il termine, a patto che lo notifichi entro 3 giorni
inadempimento. all’inadempiente; in caso contrario passati 3 giorni c’è la
risoluzione
o Diffida ad adempire, per termine non essenziale o
prestazione inesatta, in cui la vittima formula
un’intimazione scritta all’inadempiente di adempire
esattamente entro un termine fissato (<15 giorni),
assieme alla dichiarazione di risoluzione automatica del
contratto in caso di mancata esecuzione entro il
termine
 Impossibilità sopravvenuta della prestazione; un contraente non riceve la prestazione attesa, per
causa non imputabile all’altro contraente
La regola generale è che l’obbligazione si estingue (risoluzione di diritto-sentenza
dichiarativa). Ci sono, però, dei limiti, per cui il contratto NON si risolve:
o Se l’impossibilità si verifica durante la mora del creditore
o Nel caso di contratto con effetti reali per cose determinate distrutte per causa non
imputabile all’alienante (effetto traslativo del consenso)
o Nel caso di trasferimento di quantità generiche di cose, che vanno distrutte dopo
l’individuazione (effetto traslativo del consenso)

Si distingue, inoltre:

o Impossibilità parziale
o Recessione=non particolare interesse alla prestazione
o Prestazione ridotta=interesse alla prestazione, a fronte di una riduzione
della controprestazione
o Impossibilità temporanea (art. 1256 c. 2)

“Se l'impossibilità è solo temporanea, il debitore, finché essa perdura, non è


responsabile del ritardo nell'adempimento. Tuttavia, l'obbligazione si estingue se
l'impossibilità perdura fino a quando, in relazione al titolo dell'obbligazione o alla
natura dell'oggetto, il debitore non può più essere ritenuto obbligato a eseguire la
prestazione ovvero il creditore non ha più interesse a conseguirla.”

 Eccessiva onerosità sopravvenuta; squilibrio di valore tra le prestazioni sopravvenuto, ma opera


solo per i contratti di durata (art. 1476, c. 1). Si applica quando avvengono fatti che alterano
l’originario equilibrio economico tra le parti, a svantaggio di una. Tali fatti si dicono sopravvenienze,

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e la parte svantaggiata a diritto alla risoluzione, poiché il vincolo contrattuale si considera assunto
rebus sic stantibus. Le sopravvenienze devono avere delle caratteristiche:
o Successive alla conclusione del contratto
o Anteriori all’esecuzione del contratto, quindi il rimedio non è applicabile se risultano
eseguite entrambe le prestazioni o anche solo quella toccata dal fatto squilibrante
o Oggettive ed esterne, cioè non riconducibili e imputabili alla sfera del contraente colpito
o Straordinarie e imprevedibili, cioè il rimedio è applicabile solo per sopravvenienze anomale

Lo squilibrio economico determinato dalle sopravvenienze può essere collegato ad un aumento del
costo della prestazione (onerosità diretta) o alla diminuzione del valore della prestazione attesa
(onerosità indiretta); si valuta in relazione all’equilibrio economico previsto dall’accordo tra le parti,
non in base a un equilibrio “idealmente” giusto. Inoltre, tale squilibrio economico è eccessivo se
supera la soglia di normale alea del contratto (art. 1476 c.2). Di conseguenza, la risoluzione per
eccessiva onerosità sopravvenuta tutela i contraenti dal rischio imprevedibile e, perciò, non si può
applicare ai contratti aleatori (art. 1469).

Altre caratteristiche:

o La risoluzione non può essere chiesta, se il contraente onerato risultava già inadempiente al
verificarsi della sopravvenienza
o Costituisce una risoluzione giudiziale e da luogo a sentenza costitutiva
o Può essere evitata mediante offerta di riduzione ad equità, ovvero l’altra parte può
modificare equamente le condizioni del contratto (unico rimedio applicabile ai contratti
gratuiti)

La legge, prima del ricorso alla risoluzione, mette a disposizione degli strumenti per rafforzare e incentivare
l’adempimento:

 Caparra confirmatoria=somma di denaro che una parte dà all’altra alla conclusione del contratto
o Chi ha dato la caparra è inadempiente, perde la caparra
o Chi riceve la caparra è inadempiente, chi l’ha data può recedere e chiedere il doppio
 Eccezioni sospensive=rimedi che permettono la sospensione temporanea dell’attuazione del
contratto, laddove si profili una minaccia all’attuazione del contratto da parte di un contraente
o Eccezione d’inadempimento, dove, se una parte è inadempiente, l’altra parte può rifiutare
di eseguire la propria prestazione
 In caso in cui sia presente solo un rischio d’inadempimento, a causa di un
mutamento delle condizioni patrimoniali di un contraente, l’altro può sospendere
la propria prestazione, salvo idonea garanzia.

Il contratto può contenere clausole “solve et repete”, cioè in cui una parte subisce una limitazione delle sue
possibilità d’eccezione; in particolare i fatti che pure giustificherebbero il suo rifiuto di adempire possono
essere fatti valere solo dopo il pagamento (eccezione=azione di restituzione di quanto indebitamente
pagato). Tali clausole non neutralizzano domande di nullità, annullabilità o rescissione.

Le conseguenze della risoluzione: gli effetti del contratto vengono meno

 Tra le parti; liberazione dagli impegni contrattuali + restituzione delle prestazioni (retroattività)
o Nei contratti a esecuzione continuata o periodica la risoluzione non tocca le prestazioni già
eseguite (art. 1458, c. 1)
 Verso i terzi; la risoluzione non pregiudica i diritti acquistati in precedenza (non retroattività)
o Nei contratti plurilaterali, quando l’inadempimento o l’impossibilità riguardano la
prestazione di una sola delle parti, ne deriva la risoluzione dell’intero contratto solo se la

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prestazione mancata deve ritenersi essenziale (in analogia con risoluzione per
inadempimento art. 1459 e impossibilità sopravvenuta art. 1466)

I RIMEDI NON RISOLUTORI

Rimedi capaci di assicurare il mantenimento del contratto, sul presupposto del suo adeguamento alle
circostanze ed esigenze sopravvenute. Fondamentali nei contratti che regolano operazioni complesse e di
lunga durata (es. grandi opere infrastrutturali). I rimedi non risolutori sono frutto, soprattutto,
dell’autonomia privata, tramite l’inserimento di apposite clausole nel contratto:

 Clausole di completamento successivo


 Clausole di adeguamento automatico
 Clausole di rinegoziazione
 IN ASSENZA dal principio di buona fede discende un obbligo di rinegoziazione

LA PRESUPPOSIZIONE

Situazione di fatto che entrambe le parti, pur non menzionandola esplicitamente, hanno considerato come
presupposto fondamentale del contratto. Rimedio stabilito dalla giurisprudenza e basato sul principio della
buona fede nell’esecuzione del contratto (art. 1375)

LA BUONA FEDE CONTRATTUALE

 Buona fede soggettiva: condizione psicologica del soggetto, e significa ignoranza di tenere un
comportamento che contrasta con il diritto altrui
 Buona fede oggettiva: regola di condotta imposta ai soggetti, e significa obbligo di comportarsi con
correttezza e lealtà

Dove è menzionata:

 Rapporto obbligatorio (art. 1175)


 Trattative contrattuali (art. 1337)
 Interpretazione secondo buona fede del contratto (art. 1336)
 Esecuzione secondo buona fede del contratto (art. 1375)
 Comportamento secondo buona fede delle parti durante la pendenza della condizione (art. 1358-
1369)
 Niente eccezione d’inadempimento, quando il rifiuto della propria prestazione è contrario a buona
fede (art. 1460, c. 2)
 Obblighi di protezione
 Presupposizione

2 fondamentali caratteristiche del principio di buona fede:

 Fonte di integrazione del contratto


 Clausola generale

Il ruolo della buona fede denota una tendenza del diritto privato moderno: l’oggettivazione del contratto.

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Tale processo consiste nell’erosione del dogma della volontà, per cui la volontà delle parti condiziona il
contratto in modo totale ed assoluto, a favore di una sempre maggiore autonomia del contratto
dall’elemento soggettivo che gli ha dato vita. Le ragioni di ciò sono:

 Standardizzazione dei contratti nel settore degli acquisti di beni e servizi destinati al grande
pubblico
 Protezione dell’affidamento di chi contratta, facendo prevalere la dichiarazione di volontà sulla
volontà interna del soggetto (validità del contratto con incapace in presenza di buona fede o
efficacia del contratto fatto dall’ex rappresentante dopo la revoca della procura)
 Colmare lacune della volontà delle parti (integrazione legale e giudiziale del contratto)
 Protezione di interessi generali (norme imperative e meccanismi di sostituzione automatica)

L’OBBLIGAZIONE

Premessa – i caratteri dei diritti di credito:

 Carattere mediato
 Relatività
 Atipicità

Le posizioni:

 Soggetto attivo (creditore)


 Soggetto passivo (debitore)
 Rapporto giuridico (rapporto obbligatorio)

Ragione della loro rilevanza: processo di smaterializzazione della ricchezza

L’obbligazione o rapporto obbligatorio non è definita del codice civile, ma è elaborabile a partire dalle
prime norme del titolo I del libro IV. L’obbligazione è un vincolo giuridico in virtù del quale un soggetto (il
debitore) è detenuto ad un determinato comportamento (prestazione) nei confronti di un altro soggetto (il
creditore. Il debitore è titolare di un obbligo e di una situazione di svantaggio. Debitore e creditore sono
due situazioni giuridiche speculari. Il diritto di credito è un diritto soggettivo. L’obbligazione necessità cioè
di almeno due soggetti. La prestazione è l’oggetto dell’obbligazione, il suo cuore. I due soggetti debitore e
creditore vivono all’interno di un rapporto obbligatorio. L’obbligazione, oltre ad indicare l’intero rapporto,
viene anche utilizzato come termine più ristretto per indicare l’obbligo, ovvero la situazione giuridica
soggettiva ascrivibile al debitore. I diritti reali esprimono una relazione diretta ed immediata con il bene che

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ne è oggetto, il diritto di credito è invece una situazione relativa che vive all’interno di un rapporto
obbligatorio e che necessita della collaborazione della figura speculare per essere soddisfatta.

L’oggetto dell’obbligazione è la prestazione, cioè un comportamento dovuto dal debitore nell’interesse del
creditore. In base ai contenuti delle loro prestazioni le obbligazioni si distinguono in:

 Obbligazioni di dare; consegna di una cosa


 Obbligazioni di fare; comportamento attivo del debitore
 Obbligazioni di non fare; comportamento di astensione del debitore
 Obbligazioni di garanzia

L’obbligazione, di conseguenza, è uno strumento giuridico che serve a realizzare l’interesse del creditore, e
tale interesse può essere tanto patrimoniale quanto non patrimoniale.

La prestazione deve avere i seguenti requisiti:

 Possibilità
 Liceità
 Determinabilità
 Patrimonialità

ART. 1174 “La  prestazione  che forma oggetto dell'obbligazione deve essere suscettibile di valutazione
economica e deve corrispondere a un interesse, anche non patrimoniale, del  creditore.”

Per quanto riguarda la patrimonialità, può qualificarsi come patrimoniale anche la prestazione non avente
valore di mercato nel caso in cui esista una controprestazione economicamente valutabile o un interesse
patrimoniale del creditore a cui la prestazione sia sottoposta.

Le ragioni della patrimonialità sono 2:

 Ideale; non sottoporre la sfera dei sentimenti a vincoli legali e coercitivi


 Pratico; determinazione del risarcimento del danno

I RAPPORTI NON OBBLIGATORI

Non costituiscono obbligazioni le prestazioni patrimoniali compiute per semplice cortesia, amicizia o
benevolenza, e sul chiaro presupposto che esse non sono dovute per obbligo giuridico. La prestazione di
cortesia è sempre gratuita.

IL DOPPIO VALORE DELLE OBBLIGAZIONI

 Giusta causa della prestazione eseguita: l’obbligazione giustifica lo spostamento di ricchezza e


impedisce al debitore di chiedere la restituzione della prestazione
 Potere di azione in giudizio contro il debitore: il creditore chiede l’attuazione del suo diritto tramite
i meccanismi della giurisdizione

LE OBBLIGAZIONI NATURALI

Situazioni soggettive in cui si manifesta solo la giusta causa della prestazione eseguita. Rappresentano
doveri morali, che non obbligano legalmente il debitore a pagare e non danno al creditore azione. Se il
debitore però adempie spontaneamente allora esse impediscono di ottenere la restituzione della
prestazione. Esempi sono il debito di gioco. L’effetto delle obbligazioni naturali, dunque, è solo
l’impossibilità di ripetere la prestazione eseguita, date 2 condizioni (art. 2043): spontaneità e capacità
naturale del debitore.

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LE OBBLIGAZIONI COMPLESSE

 Soggettivamente complesse: complessità riguardante le parti


 Oggettivamente complesse: complessità riguardante le prestazioni
o Obbligazioni alternative: obbligazione aventi per oggetto 2 prestazioni poste sul medesimo
piano, di cui il debitore si libera eseguendo una delle due (art. 1285). In generale la scelta
spetta al debitore, ma (ex. Art. 1286, c. 1) la legge o la volontà delle parti può incaricare il
creditore o un terzo. Se l’obbligazione scelta diventa impossibile, l’obbligazione si estingue.
Se l’obbligazione risulta impossibile prima della scelta, l’obbligazione resta ferma,
prendendo come oggetto l’altra prestazione.
o Obbligazioni facoltative: obbligazioni che hanno per oggetto una prestazione, di cui il
debitore può liberarsi eseguendone un’altra diversa. Se la prestazione originale diventa
impossibile, l’obbligazione si estingue e il creditore non può pretendere quella sostitutiva.

OBBLIGAZIONI IN BASE AL NUMERO DI DEBITORI (solidarietà passiva)

 Obbligazione parziaria: prestazione frazionata tra più debitori


 Obbligazione solidale: il creditore può chiedere l’intera somma ad uno qualsiasi dei condebitori e il
pagamento da parte del condebitore scelto libera gli altri (art. 1292). La solidarietà è la regola
generale e non si applica (configurando l’obbligazione come parziaria) solo per volontà delle parti o
della legge.

DISCIPLINA DELLE OBBLIGAZIONI SOLIDALI

 Rapporti creditore-condebitori
o Il creditore può rivolgersi a qualsiasi condebitore, salvo diversa disposizione di legge he
stabilisca una gerarchia tra i condebitori, garantendo ad alcuni beneficio di escussione
o Gli effetti favorevoli per la parte passiva riguardano tutti i condebitori
o Gli effetti sfavorevoli per la parte passiva riguardano solo il condebitore scelto, e in virtù di
ciò:
 La remissione del credito da parte di un condebitore, libera anche gli altri (art. 1301,
c. 1)
 La transazione tra un condebitore e il creditore non riguarda gli altri, salvo che essi
dichiarino di volerne profittare (art. 1304, c. 1)
 La rinuncia alla prescrizione fatta da un condebitore non pregiudica gli altri (art. 131,
c. 3)
 L’interruzione della prescrizione da parte del creditore riguarda tutti i condebitori
(art. 1310, c. 1)
 Rapporti tra condebitori
o Il debito si divide tra i condebitori (art. 1298)
o Azione di regresso (art. 1299, c. 1), per cui il condebitore pagante l’intero ammontare può
chiedere agli altri, in base alle quote, il rimborso. Ciò non vale se l’obbligazione è assunta
nell’interesse esclusivo di un condebitore (es. il debitore pagante non può chiedere il
rimborso al suo fideiussore, vero il contrario).

LA SOLIDARIETA’ ATTIVA

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L’obbligazione fa capo a più creditori e la regola è che ciascun concreditore ha diritto di chiedere l’intera
prestazione e il pagamento ottenuto da qualunque di essi libera il debitore dagli altri (art. 1292). La
solidarietà attiva è un’ipotesi eccezionale, prevista dalla legge o dalle parti:

 Cassetta di sicurezza intestata a più persone (art. 1840)


 Obbligazioni indivisibili (art. 1317)

Fuori da questi casi, si applica il criterio della parziarietà: ciascun creditore può chiedere solo la sua parte
(art. 1314)

IL RAPPORTO OBBLIGATORIO

 ART. 1175 “Il  debitore  e il  creditore  devono comportarsi secondo le regole della correttezza
[1227,  1337,  1338,  1339,  1358,  1366,  1375,  1391,  1460,  1746  1,  1759,  1805  1,  1914,  2598, n.
3;  88  c.p.c.]”.

La regola della correttezza = massimizzare utilità creditore + minimizzare sacrificio debitore

Obblighi di protezione = il debitore per massimizzare l’utilità della prestazione principale deve compiere
delle prestazioni accessorie, che hanno, quindi, carattere strumentale.

FONTI DELLE OBBLIGAZIONI

ART. 1173 “Le obbligazioni derivano da  contratto, da  fatto illecito, o da ogni altro atto o fatto idoneo a
produrle in conformità dell'ordinamento giuridico.”

Il senso deve essere ricondotto alla necessità di contenere l’ordine l’ambito dei fenomeni dai quali
obbligazioni possono sorgere. Questo perché il rapporto obbligatorio istituisce un rapporto sperequato,
ovvero un rapporto non equilibrato. È da integrare con l’art.23 della costituzione: “Nessuna prestazione
personale o patrimoniale può essere imposta se non in base alla legge”. Il legislatore fissa una riserva di
legge e impone che i casi in cui un soggetto può essere tenuto a fare qualcosa siano contingentati dalla
legge.

Le gli altri atti o fatti idonei a produrre obbligazioni si classificano in:

 nominate se discendono da una precisa norma o da atti unilaterali (es. promesse unilaterali, titoli di
credito, etc.).
 innominate ma idonee a produrre obbligazioni sulla base di espresse disposizioni normative (es.
art.2045). Per esempio, l’obbligazione di indennizzare, se un contratto non viene concluso, ma la
prestazione è già stata eseguita in buonafede. Un'altra deroga o recessione degli effetti del
contratto si ha nel caso del contratto di lavoro nullo: si conservino gli effetti del contratto, pur nullo,
per il momento in cui ha avuto esecuzione. È la legge che fa nascere questa obbligazione, come
fonte autonoma diversa dal contratto.
 innominate ma idonee a produrre obbligazioni alla luce dei criteri desumibili dall’ordinamento
considerato nella sua interezza, complessità ed evoluzione. Esistono delle ipotesi in cui, pur in
assenza di una norma puntuale possono reperirsi dei fatti fonti di obbligazioni, per esempio nel

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caso del contratto sociale qualificato. In alcune situazioni, pur in assenza di un rapporto
contrattuale può generarsi un contratto qualificato che risiede nell’affidamento di uno dei soggetti,
pur in assenza di un contratto. Per esempio, nel caso del medico dipendente da una struttura
sanitaria pubblica: questo non conclude un contratto con un soggetto affidato alle sue cure, tuttavia
la giurisprudenza ha sempre riconosciuto la responsabilità del medico verso quel paziente come
responsabilità contrattuale, come se al medico spettasse un’obbligazione a trattare il paziente
come un soggetto a cui è legato con un rapporto obbligatorio. Questa interpretazione non è più
valida. Questa qualificazione della responsabilità del medico come responsabilità contrattuale non
è più accettabile. Una costruzione di questo tipo è però ancora valida nella costruzione del rapporto
tra alunno e scuola pubblica.

Si distingue anche tra fonti negoziali e non negoziali, a secondo che nascano o meno da un negozio
giuridico.

IL FATTO ILLECITO/LA RESPONSABILITA’ CIVILE

Il danno può verificarsi al di fuori di un rapporto obbligatorio, che determinano una responsabilità del
danneggiante e fanno nascere un obbligo di risarcimento.

DEFINIZIONI E CONCETTI BASE

 Responsabilità extracontrattuale: inesistenza tra danneggiante e danneggiato di precedente


rapporto obbligatorio
 Responsabilità per fatto illecito: comportamento del danneggiante violante una norma giuridica
 Responsabilità aquiliana: ricavata dal diritto romano, in particolare Lex Aquilia
 Responsabilità civile: in contrapposizione alla responsabilità penale

Il problema centrale della responsabilità civile è la selezione tra danni risarcibili e danni non risarcibili, e la
regolazione dei danni che si producono senza la violazione di alcuna norma giuridica e dei danni che non si
ricollegano a un illecito del resposabile.

INDIVIDUAZIONE DELLA RESPONSABILITA’

 Sistema di tipicità; preventiva descrizione da parte delle norme, di tutti i casi in cui un danno deve
essere risarcito da qualcuno, che ne è il responsabile (numero chiuso)
 Sistema di atipicità; individuazione di formule ampie e generiche, sulla cui base spetta al giudice
identificare in concreto i singoli casi (serie aperta). Per l’art. 2043, notiamo che il sistema italiano
accoglie il sistema di atipicità, in contrapposizione al sistema di tipicità del diritto penale.

QUESTIONI DELLA RESPONSABILITA’

 Risarcibilità o meno del danno


 Individuazione del responsabile
 Quantificare l’entità del risarcimento

FUNZIONE DELLA RESPONSABILITA’

 Funzione compensativa: reintegrare il patrimonio ingiustamente diminuito, riportandolo alla


consistenza precedente il danno (soddisfacente solo dal punto di vista individuale)
 Funzione preventiva: intervenire prima che i danni si verifichino, allo scopo di impedirne la
produzione attraverso l’efficacia deterrente della minaccia del risarcimento, concentrando
l’attenzione sui potenziali responsabili.
 Funzione sanzionatoria: punire il responsabile per un suo comportamento riprovevole

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Nel diritto privato moderno si da sempre più rilevanza alla funzione compensativa rispetto a quella
sanzionatoria. L’attenzione passa dal danneggiatore al danneggiato.

Inoltre, oggi si assiste ad un deperimento della funzione preventiva della responsabilità civile collegata alla
comparsa dei sistemi assicurativi, che portano a un calo degli incentivi a comportarsi con scrupolo e
attenzione così da evitare danni.

PRESUPPOSTI DELLA RESPONSABILITA’

 ESISTENZA DANNI
Il danno è la diminuzione di valore che il patrimonio del danneggiato subisce per effetto
dell’inadempimento, per l’art. 1223, il danno patrimoniale si distingue in:
o Danno emergente – perdita subita di credito
o Lucro cessante – mancato guadagno

Il danno non patrimoniale è una lesione di valore non economico, risarcibile solo nei casi previsti
dalla legge (art. 1299), da cui principio di tipicità:

o Il danno morale soggettivo (contro integrità fisica, contro onore, abuso del nome o
dell’immagine, violenza sessuale, perdita di un caro, diffamazione) sono risarcibili nei casi
previsti dalla legge, cioè solo se derivano da reato (art. 185 c.p.).
o Il danno non patrimoniale diverso dal danno morale è risarcibile se consiste in una lesione
di un interesse costituzionalmente protetto

Si distingue tra risarcimento per equivalente (somma di denaro uguale al valore distrutto) e
riparazione in forma specifica (ripristinare l’interesse danneggiato).

Limitazioni della risarcibilità del danno (ex. Art. 1223 va risarcito tutto il danno, emergente o lucro
cessante, subito dal creditore):

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o Criterio della causalità; danno come conseguenza immediata e diretta dell’inadempimento
o Criterio della prevedibilità; risarcibilità solo del danno previsto nel momento di nascita
dell’obbligazione (eccetto inadempimento doloso ex. Art. 1225)
o Criterio del concorso di colpa del creditore danneggiato; al danno contribuisce anche il fatto
colposo del creditore, in virtù del quale il risarcimento è diminuito in base alla gravità della
colpa e all’entità delle conseguenze (art. 1227, c. 1)
o Criterio dell’evitabilità del danno; non risarcibile danno evitabile con ordinaria diligenza
(art. 1227, c. 2)
o Criterio della valutazione equitativa; se il creditore non riesce a individuare il preciso
ammontare del danno, ci si rimette alla valutazione di buon senso del giudice

Nel nostro sistema non sono accettati danni punitivi/deterrenti, cioè risarcimenti maggiori al
valore distrutto, in modo da punire una condotta antigiuridica.

 DANNO INGIUSTO
L’ingiustizia del danno si valuta, in un ordine progressivo, considerando:
o Ingiusto il danno causato da un comportamento che vìola una norma (più coerente con la
funzione sanzionatoria)
o Danno che corrisponde alla lesione di un interesse protetto dal diritto (inclusione della
funzione compensativa e danni che non violano nessuna norma)
o Giudizio comparativo fra i due interessati in gioco, per stabilire quale sia il diritto prevalente
 NESSO DI CAUSALITA’
La responsabilità, a carico di un soggetto, sorge solo se tra il fatto che gli viene addebitato e il
danno subito da un altro soggetto esiste un nesso di causalità. Il danno è risarcibile solo se
conseguenza immediata e diretta del fatto dannoso (art. 2056, c. 1 che rende applicabile l’art. 1223
della responsabilità contrattuale anche alla responsabilità extracontrattuale). I criteri di causalità
sono:
o Causalità materiale; fatto condizione necessaria del danno, ovvero niente fatto implica
niente danno
o Causalità giuridica; fatto condizione sufficiente del danno. Esiste quando in base ad un
criterio di regolarità statistica, c’è la ragionevole probabilità che quel determinato fatto
abbia prodotto quel determinato danno. La valutazione avviene in base al giudizio
controfattuale, per cui il nesso di causalità manca quando il danno realizza un rischio al
quale il danneggiato sarebbe esposto comunque, anche in assenza del fatto.
 CAPACITÀ DI INTENDERE E VOLERE DEL DANNEGGIATORE
Il danno non obbliga al risarcimento l’autore del fatto da cui il danno deriva, se tale soggetto era
privo della capacità di intendere e di volere nel momento in cui ha compiuto il fatto. L’incapace
risponde, se lo stato d’incapacità dipende da sua colpa. Il risarcimento è a carico del sorvegliante, il
quale può liberarsi dalla responsabilità attraverso la prova liberatoria (impossibilità di impedire il
fatto art. 2047). Nel caso in cui il danneggiato non possa ottenere un risarcimento per ragioni
giuridiche (prova liberatoria) o pratiche (sorvegliante nullatenente), il giudice può obbligare
l’incapace a pagare un’equa indennità, in base alle condizioni economiche delle parti.
 FATTO COMPIUTO SENZA CAUSA DI GIUSTIFICAZIONE
Il danno ingiusto causato da un soggetto non deve essere da lui risarcito, se il fatto dannoso è stato
compiuto in circostanze idonee a giustificarlo:
o Consenso dell’avente diritto; il comportamento dannoso è autorizzato dal danneggiato
o Legittima difesa (art. 2044)
o Stato di necessità (art. 2045), l’autore del fatto dannoso è stato costretto a compierlo per la
necessità di salvare sé o altri dal pericolo attuale di un danno grave alla persona, a patto

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che il pericolo non sia volontariamente causato dal danneggiante, e non altrimenti
evitabile. Il danneggiante, tuttavia, deve corrispondere un’indennità, quantificata con equo
apprezzamento del giudice.
 DANNO ADDEBITABILE AL SOGGETTO DI CUI SI AFFERMA LA RESPONSABILITÀ
o Colpa; negligenza, imprudenza, imperizia. Contrario della diligenza, il cui livello viene
identificato dalla legge:
 Diligenza del buon padre di famiglia (art. 1176, c. 1), grado di diligenza normale in
una persona seria e scrupolosa
 Diligenza adatta alla natura dell’attività professionale (art. 1176, c. 2)

Si distingue tra:

 Colpa ordinaria, violazione della diligenza media del buon professionista


 Colpa grave, inosservanza dei livelli minimi di attenzione, prudenza e competenza
o Dolo; coscienza e volontà di danneggiare. Si ha dolo anche quando il danno al creditore non
è voluto, ma previsto come possibile conseguenza del proprio comportamento (dolo
eventuale). Il dolo escluso se il debitore tiene volontariamente una condotta costituente
inadempimento, ma senza sapere che questa vìola il diritto del creditore.
o Rischio che la legge addossa al soggetto

L’IMPUTABILITA’ AL DEBITORE

L’inadempimento è imputabile al debitore, quando esiste una ragione che, in relazione a


quell’inadempimento, giustifica l’attribuzione della responsabilità a suo carico:

 Responsabilità per colpa, in cui il debitore risponde solo degli inadempimenti da sua colpa. Vale il
principio di atipicità
 Responsabilità oggettiva (senza colpa), il debitore risponde anche senza colpa. Si fonda sul rischio,
ovvero nell’esercitare un’attività rischiosa un soggetto espone l’intera società, quindi è giusto che
ne risponda. Riguarda specificatamente attività economiche e svolte in modo professionale. Vale il
principio di tipicità. Le ragioni della responsabilità oggettiva a carico di un soggetto discendono:
o Dall’attività condotta nel proprio interesse e da cui ricava profitti
o Possibilità di assorbire il danno attraverso l’assicurazione
o Dalla capacità di organizzazione e controllo, utilizzabile per minimizzare il danno

La responsabilità oggettiva svolge una funzione preventiva, oltre che compensativa. Se il danno dipende da
caso fortuito (rischi non prevedibili, non calcolabili), non si ha responsabilità oggettiva, poiché ci si pone al
di fuori del normale livello di rischio legato allo svolgimento dell’attività.

PARTICOLARI IPOTESI DI RESPONSABILITA’ CIVILE

 RESPONSABILITA’ DEI GENITORI E DEGLI INSEGNANTI


i genitori sono responsabili del danno causato dal fatto illecito del figlio minore non emancipato, a
condizione che abiti con loro (art. 2048, c. 1). In caso di assenza di capacità di intendere e di volere

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del minore non emancipato rispondono i genitori, altrimenti risponde direttamente il minore e in
via solidale i genitori. Stesso criterio per tutori ed insegnanti. Genitori, tutori ed insegnanti possono
liberarsi dalla responsabilità con la prova liberatoria (art. 2048, c. 3), dimostrando anche di aver
svolto attenta vigilanza e, per i genitori, di aver impartito al figlio una buona educazione.
 RESPONSABILITA’ PER IL FATTO DEI COLLABORATORI
Il datore di lavoro è responsabile dei danni causati a terzi dal fatto illecito dei suoi collaboratori,
compiuto nell’esercizio delle loro incombenze, ed è sufficiente anche che quest’ultime abbiano
semplicemente agevolato il fatto illecito (art. 2049). Il datore di lavoro può rispondere anche senza
colpa (culpa in eligendo, ma non per culpa in vigilando), ma può rivalersi sul sottoposto, con azione
di regresso.
 RESPONSABILITA’ PER L’ESERCIZIO DI ATTIVITA’ PERICOLOSE
Chi esercita un’attività pericolosa (natura intrinseca/mezzi) risponde del danno causato nello
svolgimento di essa (art. 2050). Possibile una prova liberatoria, consistente nell’avere adoperato
tutte le protezioni idonee
 RESPONSABILITA’ PER IL DANNO DA COSE
Il danno prodotto da una cosa viene messo a carico di un soggetto, in quanto ne ha la proprietà o il
controllo. Le ipotesi sono fondamentalmente: danno causato da cose in custodia (art. 2051), danno
da animali (art. 2052) e rovina di edificio (art. 2053)
 RESPONSABILITA’ PER LA CIRCOLAZIONE DI VEICOLI
L’art. 2054 distingue tra: responsabilità del conducente (responsabile dei danni conseguenti),
responsabilità solidale del proprietario (prova liberatoria: circolazione contro la sua volontà
nonostante le precauzioni prese). Il danno è messo a carico di conducente e proprietario se
risultante da vizio di costruzione (senza colpa) o difetto di manutenzione (colpa). Nello scontro tra
veicoli l’equo concorso nel danno è presunto.
 RESPONSABILITA’ DEL PRODUTTORE
Direttiva europea 374/1985; Il produttore che abbia messo in circolazione un prodotto difettoso è
responsabile dei danni causati da tale difetto. Il produttore risponde anche senza colpa e la prove
liberatorie possono essere le seguenti alternative: dimostrare che il danno non dipende dal difetto,
il produttore non è colui che ha messo in circolazione il prodotto, inesistenza del difetto al
momento della messa in circolazione, difetto causato da un provvedimento dell’autorità pubblica, il
prodotto non poteva considerarsi difettoso allo stato delle conoscenze disponibili al tempo della
produzione. Nel caso in cui il produttore non sia individuabile, ci si rivale sul distributore.
 RESPONSABILITA’ PER DANNO AMBIENTALE
Si distingue tra danno subito dal proprietario del bene e danno subito dalla collettività (danno
ambientale). La responsabilità per il danno ambientale è prevista dall’ art. 311 c. amb. E comporta il
ripristino della situazione precedente o il risarcimento per equivalente allo Stato
 RESPONSABILITA’ DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE
Regolata dal diritto amministrativo; il danneggiato può chiedere risarcimento all’ente pubblico
danneggiante o al singolo funzionario (risponde solo per dolo o colpa grave). Se l’ente pubblico
risarcisce ha diritto di regresso verso il funzionario, autore materiale del danno. Specificazione:
responsabilità dello Stato per illecito comunitario, risarcimento per mancata attuazione di una
legge comunitaria, che avrebbe potuto portar vantaggio al cittadino.
 RESPONSABILITA’ PER L’ESERCIZIO DI ATTIVITA’ GIUDIZIARIA
l. 117/1988 e l. 18/2015; il danneggiato subisce danno per: diniego di giustizia, atti giudiziari
compiuti con dolo o colpa (violazione manifesta della legge, affermazione di un fatto inesistente,
negazione di un fatto evidente, travisamento dei fatti o delle prove). Del danno risponde lo Stato
che ha diritto di regresso verso il giudice fino a metà dello stipendio (limite non previsto in caso di
dolo). La l. 89/2001 prevede il risarcimento anche per eccessiva durata del processo.
 RESPONSABILITA’ PER L’ESERCIZIO DELL’ATTIVITA’ MEDICA

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La responsabilità medica si qualifica come responsabilità per colpa, dato i problemi tecnici di
speciale difficoltà, e il professionista risponde solo per dolo o colpa grave. In mancanza di
particolari difficoltà tecniche, in presenza di danno si presume che il trattamento si stato eseguito
con negligenza. La prova liberatoria è il caso fortuito. C’è responsabilità, inoltre, se il medico non ha
permesso al paziente di maturare un consenso informato. L. 189/2012 e l. 24/2017, la struttura
sanitaria è soggetta a responsabilità contrattuale e i singoli operatori a responsabilità
extracontrattuale.
 RESPONSABILITA’ PER L’ESERCIZIO DI ATTIVITA’ GIORNALISTICA
C’è responsabilità se la notizia o il commento si basano su: fatti non veri o creduti veri in buona
fede, fatto vero ma di non apprezzabile interesse sociale o fatto vero, d’interesse pubblico, ma
divulgato in forma derisoria (difetto di contingenza). La responsabilità coinvolge giornalista,
direttore del giornale ed editore.
 RESPONSABILITA’ PER DANNO ALLA PERSONA
3 voci: danno patrimoniale (valutato in base alla percentuale di invalidità e al reddito, in modo da
determinare il mancato guadagno; il risarcimento può essere somma complessiva unica o una
rendita vitalizia); danno morale soggettivo (risarcibile solo se costituisce reato); danno biologico
(lesione dell’integrità fisio-psicologica dell’uomo, in sé e per sé considerata; risarcibile anche senza
reato, poiché lesione di un diritto costituzionalmente protetto).
 RESPONSABILITA’ PER LESIONE DEL CREDITO
Il comportamento del terzo deliberatamente rivolto a pregiudicare l’interesse del creditore è
soggetto a responsabilità (induzione all’inadempimento).

I RIMEDI CONTRO IL DANNO

 Risarcimento per equivalenza


o Art. 2056, c. 1 “Il risarcimento si deve determinare secondo le disposizioni degli articoli
1223-1226 e 1227”
 Il risarcimento deve comprendere sia lucro cessante che danno emergente
 Causalità giuridica
 Concorso di colpa del danneggiato
 Evitabilità del danno
 Compensatio lucri cum damno; il responsabile non deve risarcire quella parte di
danno che sia stata compensata da benefici di cui la vittima ha goduto in
conseguenza del medesimo fatto che gli ha causato il danno
 Valutazione equitative del giudice in caso di danno non precisamente calcolabile (es.
danno non patrimoniale)

TECNICA DELLA PERDITA DI CHANCE: se il nesso di causalità è intermedio, si ritiene che


il fatto non ha tolto la certezza, ma la chance del risultato utile e il risarcimento è
proporzionato al valori di questa chance (probabilità).

 Riparazione in forma specifica, chiesta dal danneggiato a 2 condizioni: rimedio possibile e non
eccessivamente oneroso per il danneggiante.
 Inibitoria, provvedimento del giudice che vieta di tenere o ordina di cessare un comportamento
dannoso

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DIFFERENZA
RESPONSABILITA’ EXTRACONTRATTUALE RESPONSABILITA’ CONTRATTUALE
ONERE DELLA PROVA Grava sul danneggiato che vuole Grava sul debitore che vuole
risarcimento evitare il risarcimento.
RISARCIBILITA’ DEL Escluso il risarcimento dei danni Risarcibili anche i danni
DANNO imprevedibili imprevedibili
IMPREVEDIBILE
PRESCRIZIONE Prescrizione ordinaria 10 anni Prescrizione abbreviata 5 anni (2
anni per danni da veicoli). Più
lunga se il fatto dannoso
costituisce reato. Il decorso parte
dal momento in cui il danneggiato
ha tutti gli elementi che
permettono di agire per il
risarcimento.
Se il fatto dannoso riguarda un diritto assoluto allora responsabilità contrattuale ed extracontrattuale
possono concorrere. Si hanno 2 casi:
 Concorso di azioni, il danneggiato opera una scelta di convenienza tra le due azioni a sua
disposizione
 Cumulo di azioni, il danneggiato può esercitare insieme le azioni
Inoltre, uno stesso fatto può causare danno a due soggetti diversi (cattivo amministratore risponde verso
la società [contrattuale] e verso i creditori e terzi [extracontrattuale]) o determinare la responsabilità di
due diversi soggetti (danno al paziente per errore del medico, si ha responsabilità contrattuale della
struttura sanitaria e responsabilità extracontrattuale dell’operatore).
Tale distinzione è sempre meno utilizzata dalla giurisprudenza.

RESPONSABILITA’ DA CONTATTO

Fattispecie di danno, in cui il danneggiatore e il danneggiato non sono legati da un vero e proprio rapporto
obbligatorio, ma non possono considerarsi estranei, poiché tra loro sussiste una relazione qualificata (es.
paziente-medico, cittadino-pubblica amministrazione). E’ disciplinata dalla responsabilità contrattuale, per
scelta della giurisprudenza, in quanto più vantaggiosa per la vittima.

I FATTI IDONEI A PRODURRE OBBLIGAZIONI

 PROMESSA UNILATERALE (dichiarazione con cui un soggetto assume unilateralmente


un’obbligazione), che fa nascere obbligazioni se inserita in un contratto o prevista da una norma
giuridica. 2 ragioni: principio dell’accordo (nessuno può invadere la sfera giuridica altrui) e
razionalità dello scambio (ammettere qualsiasi promessa unilaterale minerebbe la possibilità dello
scambio di prestazioni nel contratto). La legge prevede 3 tipologie:
o Promessa al pubblico: promessa, rivolta ad una collettività indistinta, di eseguire una
prestazione a favore di chi si trovi in una determinata situazione o compia una determinata
azione (art. 1989). Ha come effetto la soggezione del promittente, che non può evitare la
nascita dell’obbligazione. Per proteggere il promittente da un protratto stato di incertezza
la legge impone un termine di efficacia (fissato da promittente o, in mancanza, a 1 anno per
legge). Inoltre, tramite la revoca il promittente può liberarsi anticipatamente, sotto le
seguenti condizioni: revoca nella stessa forma o in forma equivalente alla promessa e
mancato verificarsi della situazione riportata nella promessa. Se più persone compiono
separatamente l’azione, la promessa spetta a chi prima ne dà notizia al promittente.

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o Promessa di pagamento e riconoscimento del debito; dichiarazione unilaterale con cui un
soggetto promette a un altro di eseguire una prestazione a suo favore, o riconosce un
debito nei suoi confronti. Ex. Art. 1988, l’esistenza della causa si presume fino a prova
contraria e la promessa di pagamento (o il riconoscimento del debito) porta all’inversione
della prova a carico del convenuto, che deve provare l’insistenza o l’invalidità del titolo (la
promessa o la ricognizione) fatto valere contro di lui.
 GESTIONE DI AFFARI ALTRUI; un soggetto (gestore) agisce nell’interesse di un altro soggetto
(interessato) senza averne ricevuto l’incarico e senza esservi per altra ragione obbligato (art. 2028).
2 motivi: incoraggiare interventi utili per la collettività – impedire intrusioni inutili nella sfera
giuridica altrui. Presente dei requisiti:
o Nascita obbligazioni in seno al gestore
 Continuare la gestione fino al momento in cui l’interessato non sia in grado di
provvedere a sé
 Gestore soggetto alle stesse obbligazioni derivanti da un mandato
 L’inadempimento colposo può determinare responsabilità per danno, ma il giudice
può moderare il risarcimento
o Nascita obbligazione in seno all’interessato, che sorgono solo se la gestione è utilmente
iniziata:
 Se il gestore è intervenuto personalmente, gli deve rimborsare le spese
 Se il gestore ha assunto obbligazioni verso terzi, deve tenere indenne il gestore da
obbligazioni assunte in nome proprio
 Se il gestore ha assunto obbligazioni in nome dell’interessato, deve adempiere a tali
obbligazioni
o Limitazione delle conseguenze vantaggiose ai soli casi di assenza dell’interessato, cioè i casi
in cui l’interessato non poteva provvedere da sé
o Gestione assunta scientemente, cioè con la convinzione di intervenire, senza obbligo,
nell’interesse altrui
 PAGAMENTO DELL’INDEBITO;
o 2 PARTI: solvens (chi paga) e accipiens (chi riceve)
o Il solvens esegue a favore dell’accipiens una prestazione che non gli deve
o Obbligazione dell’accipiens di restituire al solvens la prestazione
o Distinzione tra:
 Indebito oggettivo (accipiens non ha alcun credito)
 Il solvens non ha debito (es. prestazione per contratto difettoso)
 Il solvens ha debito nei confronti di un altro soggetto (es. pagamento a
falso creditore, che, però, non libera dall’obbligo verso il vero creditore).
 Indebito soggettivo (accipiens ha credito nei confronti di un altro soggetto)
 Pagamento falso debitore a vero creditore, in cui il solvens paga per errore.
La ripetizione è possibile solo per 2 condizioni (art. 2036, c. 1):
o Errore scusabile del solvens
o Accipiens non si sia privato in buona fede del titolo o delle garanzie
del suo credito

Negli altri casi, il solvens è surrogato del vero debitore nei confronti
dell’accipiens

Inoltre, per esistono altre 2 deroghe alla ripetizione:

 Il solvens capace legale ha adempiuto spontaneamente ad un’obbligazione naturale


(art. 2034, c. 1)

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 Prestazione fatta dal solvens per contratto contrario al buon costume (art. 2035)

Conseguenze dell’indebito:

 L’accipiens è tenuto a:
o Restituire la somma o le cose indebitamente prestate
o Per i frutti
 In buona fede; deve interessi e frutti dal giorno della domanda di
restituzione e in caso di distruzione risponde limitatamente al suo
arricchimento
 In mala fede; deve interessi e frutti dal giorno del pagamento
dell’indebito e in caso di distruzione risponde della perdita
 Gli acquisti di terzi non vengono toccati (ripetizione dell’indebito è un’azione personale,
che il solvens può esercitare solo verso l’accipiens alienante)

 ARRICHIMENTO SENZA CAUSA; motivo: impedire spostamenti di ricchezza da un soggetto a un


altro, non sostenuti da una causa che li giustifichi. Se ciò si verifica al di fuori di qualsiasi caso tipico
allora la legge offre il rimedi residuo con l’art. 2041 “Chi, senza una giusta causa, si è arricchito
a  danno  di un'altra persona  è tenuto, nei limiti dell'arricchimento, a  indennizzare  quest'ultima
della correlativa diminuzione patrimoniale.” Di conseguenza, l’arricchimento senza causa si verifica
quando:
o Arricchimento patrimoniale di un soggetto
o Impoverimento patrimoniale di un altro soggetto
o Nesso di correlazione fra arricchimento e impoverimento
o Mancanza di cause di giustificazione dell’arricchimento e del correlato impoverimento
o Impraticabilità di qualsiasi altro rimedio tipico (natura sussidiaria del rimedio)

Nelle limitazioni dell’applicazione di questo rimedio si può notare, inoltre, l’esigenza di tutelare i
soggetti contro gli arricchimenti imposti da un estraneo.

Obbligazioni dell’arricchito sono:

o Arricchimento ha per oggetto una cosa determinata=obbligo di restituzione in natura


o Obbligazione avente oggetto il pagamento di una somma di denaro, la minore fra
l’arricchimento e l’impoverimento.

L’ADEMPIMENTO

L’adempimento è l’attività consistente nell’eseguire la prestazione che forma oggetto dell’obbligazione, in


virtù della quale l’obbligazione si estingue, il debitore viene liberato e l’interesse del creditore soddisfatto. Il
creditore può rilasciare al debitore la quietanza (atto non negoziale e dichiarazione di scienza, con valore di
confessione), cioè una dichiarazione scritta con cui il creditore riconosce di aver ricevuto dal debitore la
prestazione dovuta.

 L’autore dell’adempimento è il debitore; dato che l’adempimento non è un atto di autonomia, è


regolare ed efficace anche l’adempimento fatto da debitore incapace di agire (art. 1191). Al
contrario se l’adempimento è fatto verso creditore incapace di agire, esso è inefficace e irregolare,
poiché la ricezione dell’adempimento è un atto di autonomia, che comporta il rischio di un cattivo
uso della prestazione ricevuta. In tal caso, il debitore non è liberato, ma può liberarsi solo
provando: integrità della prestazione fino alla presa di controllo del rappresentante o al recupero
della capacità naturale da parte del creditore. Esiste la possibilità dell’adempimento del terzo:
eseguita da un collaboratore del debitore (esclusa solo per prestazioni infungibili) o eseguita da un

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terzo non collaboratore. La precondizione dell’efficacia dell’adempimento del terzo è la capacità di
agire. L’adempimento del terzo è efficace anche contro la volontà del creditore, che può rifiutare
solo date 2 condizioni: interesse all’esecuzione personale della prestazione da parte del debitore,
oppure opposizione del debitore all’adempimento del terzo.
o L’adempimento del terzo può dare luogo al PAGAMENTO CON SURROGAZIONE, in cui il
terzo, che ha pagato un debito altrui, subentra in luogo del creditore soddisfatto nel suo
diritto verso il debitore. Si distingue in:
 Surrogazione volontaria (del creditore [art. 1201] o del debitore [art. 1202])
 Surrogazione legale, casi dell’art. 1203
 Il destinatario dell’adempimento è il creditore; l’adempimento fatto a un terzo si presenta anomalo
nel caso in cui il terzo non sia legittimato a ricevere l’adempimento, di conseguenza il pagamento
non libera il debitore, salvo le seguenti eccezioni: il creditore ratifica il pagamento fatto al terzo e
pagamento a creditore apparente (pagamento fatto a una persona, data la buona fede del
debitore, che, in base a circostanze univoche, appariva legittimata a riceverlo - tutela
dell’affidamento)

MODALITA’ DELL’ADEMPIMENTO

La prestazione deve essere eseguita esattamente nel rispetto del:

 Profilo quantitativo = prestazione eseguita integralmente


 Profilo qualitativo = il debitore esegue proprio la prestazione oggetto della prestazione
o DAZIONE IN PAGAMENTO; il debitore eccezionalmente si libera eseguendo una prestazione
diversa sotto 2 condizioni (art. 1197, c. 1): il creditore accetta la prestazione diversa e
effettiva esecuzione di tale prestazione. Nel caso in cui, la dazione riguardi il trasferimento
della proprietà o altro diritto, il debitore deve le stesse garanzie che il venditore deve al
compratore circa l’integrità del bene trasferito.
 Nel tempo = il termine dell’obbligazione, prima del quale il credito è inesigibile.
o Titolo fissa il termine, la prestazione va eseguita entra tale termine
o Titolo non indica alcun termine, la prestazione può essere eseguita immediatamente, salvo
diversa volontà delle parti, del giudice o usi dell’attività

Presenta valore diverso in base a chi ne trae vantaggio:

o A favore del debitore; il debitore non può adempiere oltre + il creditore non può
pretendere adempimento anticipato + il creditore non può rifiutare adempimento
anticipato
o A favore del creditore; il creditore può esigere adempimento anticipato + il debitore non
può liberarsi offrendo adempimento anticipato + il creditore può rifiutare adempimento
anticipato
o A favore di entrambi; debitore e creditore hanno diritto che la prestazione sia eseguita non
prima della scadenza + debitore e creditore possono rifiutare adempimento anticipato
o Decadenza del termine; insolvenze del debitore o venir meno delle garanzie + creditore
può esigere adempimento immediato

Il computo si fa tramite le regole della prescrizione (art. 1187)

I DEBITI COMMERCIALI: d.lgs. 192/2012:

o Termini di pagamento brevi (30 giorni)


o Interessi di mora scattano automaticamente in caso di ritardo a un tasso superiore a
quello legale

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o Accordi in deroga peggiorativi per il creditore devono essere provati per iscritto, e sono
nulli se gravemente iniqui per il creditore
o Passaggio del rischio di impossibilità della prestazione a lui non imputabile sul debitore.
Il debitore può liberarsi se dimostra che l’oggetto della prestazione sarebbe andato
ugualmente distrutto, anche se si fosse trovato presso il creditore (non applicabile per
cose illecitamente sottratte). Art. 1221.
 Nel luogo
o Domicilio del debitore
o Per obbligazione di consegna di cose, luogo in cui si trovava la cosa alla nascita
dell’obbligazione
o Per obbligazioni di pagare una somma, domicilio del creditore

L’IMPUTAZIONE DEL PAGAMENTO: in caso di più debiti dello stesso genere, l’individuazione del debito a cui
corrisponde un determinato pagamento.

o Avviene per scelta del creditore


o Per criteri di legge (art. 1193, c. 1):
o Pagamento imputato al debito scaduto
o Tra più debiti a quello meno garantito
o Tra più debiti ugualmente garantiti, al più oneroso
o Tra più debiti ugualmente onerosi, al più antico
o In assenza dei precedenti, proporzionalmente ai vari debiti

MORA DEL CREDITORE

PREMESSA: il creditore non ha l’obbligo di ricevere la prestazione del debitore, ma un onere di cooperare
all’adempimento per non perdere il vantaggio della prestazione

La mora del creditore è la situazione del creditore che trascura ingiustificatamente di compiere quanto
necessario perché il debitore possa adempiere, o che ingiustificatamente rifiuta di ricevere l’adempimento
offertogli dal debitore.

Gli effetti della mora si producono solo se il debitore assume una certa iniziativa: l’offerta della prestazione
al creditore:

 Offerta solenne (o formale); condizioni

Art. 1208, Art. 1208. 

“Affinché l'offerta  sia valida è necessario:

1) che sia fatta al  creditore  capace di  ricevere  o a chi ha la facoltà di  ricevere  per lui;

2) che sia fatta da  persona  che può validamente adempiere;

3) che comprenda la totalità della somma o delle cose dovute, dei frutti o degli interessi e delle spese
liquide, e una somma per le spese non liquide, con riserva di un supplemento, se è necessario;

4) che il termine sia scaduto, se  stipulato  in favore del creditore;

5) che si sia  verificata  la condizione dalla quale dipende l'obbligazione;

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6) che l'offerta  sia fatta alla  persona  del  creditore  o nel suo domicilio;

7) che l'offerta  sia fatta da un ufficiale pubblico a ciò autorizzato.

Il debitore può subordinare l'offerta  al consenso del  creditore  necessario  per liberare i beni dalle garanzie
reali o da altri  vincoli  che comunque ne  limitino  la disponibilità.”

o Offerta reale = consegna denaro, titoli di credito o cose mobili al domicilio del creditore
o Offerta per intimazione = consegna di cose mobili in luogo diverso dal domicilio del
creditore, oppure consegna di un immobile
 Offerta secondo gli usi
o Prestazioni di fare, è sufficiente per la mora del creditore. Il deposito presso il creditore
libera il debitore.
o In tutti gli altri casi, è necessario anche il deposito presso il creditore, e successiva
accettazione di questo o convalida del giudice.

GLI EFFETTI DELLA MORA DEL CREDITORE

 Il debitore non risponde dei danni causati da mancato adempimento


 Se il debitore subisce danni per il mancato adempimento può chiedere il risarcimento al creditore
 Il debitore non deve i frutti o gli interessi che abbia mancato di percepire
 Spostamento a carico del creditore dell’impossibilità (non imputabile al debitore) sopravvenuta
della prestazione
o Il debitore è liberato dall’obbligazione
o L’obbligazione si estingue
o Il debitore, però, mantiene il diritto alla controprestazione

Se l’offerta è non formale, si produce solo l’esonero del debitore dalla responsabilità per i danni derivanti
da mancato adempimento.

LE OBBLIGAZIONI PECUNIARIE

Obbligazioni le cui prestazioni consistono nel pagamento di una somma di denaro

 Per i debiti di valuta (obbligazioni che nascono avendo per oggetto, fin dal principio, una somma di
denaro precisamente determinata) vale il principio nominalistico art. 1277 “i debiti pecuniari si
estinguono con moneta avente corso legale nello Stato al tempo del pagamento e per il suo valore
nominale”. Può essere emendato:
o Clausola oro; pagamento in base di una certa quantità d’oro in una certa data
o Clausola numeri-indici; pagamento comprensivo dell’aumento del costo della vita
o Somma espressa in moneta straniera

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 Per i debiti di valore (obbligazione ha per oggetto un valore, che solo successivamente sarà tradotto
in momento) non vale, o meglio si applica successivamente, con la liquidazione del debito
(conversione del debito di valore in debito di valuta)

Possono contemplare interessi, cioè denaro prodotto da altro denaro e quantificato in una percentuale
della somma base (o somma capitale). Si distinguono in:

 Interessi corrispettivi, cioè prodotti in pieno diritto dai crediti liquidi ed esigibili di somme di denaro.
Tali interessi costituiscono l’oggetto di un’obbligazione accessoria, che nasce a carico del debitore
automaticamente, senza previsione delle parti. Per l’art. 1284 si distingue tra:
o Interessi legali = tasso legale
o Interessi convenzionali = tasso convenzionale (fissato per iscritto se superiore a quello
legale)
 Interessi moratori, cioè dovuti dal debitore che sia in ritardo e hanno funzione risarcitoria del
danno subito dal creditore per il ritardo. Sono calcolati a partire dal giorno della mora del debitore
fino al giorno del pagamento, in base al tasso legale, o se previsto dalle parti, al tasso
convenzionale (anche superiore al quello legale). Se i danni superano l’entità degli interessi
moratori, la legge concede al creditore il risarcimento per maggior danno, e la giurisprudenza
applica le seguenti regole:
o Il creditore ha automaticamente diritto ad una rivalutazione della somma non pagata pari
alla differenza tra tasso di rendimento dei titoli di Stato e tasso di interesse legale, che può
subire correzioni:
 In diminuzione, se il debitore prova che il danno subito dal creditore è minore
 In aumento; se il creditore ha subito un danno maggiore
 Interessi compensativi (responsabilità civile)

L’ANATOCISMO: interessi che producono altri interessi (interessi composti/capitalizzazione degli interessi).
L’art. 1283 limita la possibilità di anatocismo, per cui gli interessi producono interessi solo se

 Sono interessi scaduti


 Maturati per almeno 6 mesi
 Esiste un atto diretto a ottenerli (domanda giudiziale del creditore, convenzione debitore-
creditore), successivo alla scadenza degli interessi di base

In ambito bancario, l’anatocismo è escluso (l. 49/2016).

ALTRE CAUSE DI ESTINZIONE DELLE OBBLIGAZIONI DIVERSE DALL’ADEMPIMENTO

Si classificano in satisfattive e non satisfattive, a seconda che realizzino qualche o nessuna utilità del
creditore.

 Compensazione = estinzione obbligazioni tra due soggetti, in cui ciascuno è allo stesso tempo
debitore e creditore. Si distingue tra:
o Compensazione legale
 Opera automaticamente
 Non rilevabile dal giudice d’ufficio
 I debiti devono essere liquidi ed esigibili e devono avere per oggetto prestazioni
fungibili ed omogenee tra loro
 Non si verifica se (art. 1246):
 Credito per proprietario ingiustamente spogliato
 Credito per cose depositate o date in comodato
 Credito impignorabile

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 Rinunzia alla compensazione fatta dal debitore
 Divieto di legge
o Compensazione giudiziale, quando uno dei debiti non è liquido, ma di facile e pronta
liquidazione
o Compensazione volontaria, dove c’è accordo tra le parti in mancanza delle condizioni
precedenti
 Confusione = estinzione di obbligazione in cui creditore e debitore coincidano nella stessa persona
 Novazione = accordo fra creditore e debitore per sostituire un’obbligazione diversa a quella
originaria, che si estingue
o Requisito oggettivo, novità dell’oggetto o del titolo
o Requisito soggettivo, animus novandi, cioè la volontà di estinguere l’obbligazione deve
risultare in modo non equivoco

Siccome si tratta di un’obbligazione diversa le garanzie per il credito originario potrebbero


perdersi, se manchi un accordo contrario tra le parti. Inoltre:

 Obbligazione originaria insistente = novazione senza effetto


 Obbligazione originaria deriva da titolo annullabile = novazione efficace se debitore
abbia assunto il nuovo debito pur conoscendo il difetto del titolo originario

Caso particolare è la novazione soggettiva, in cui cambia il debitore (per delegazione, espromissione
o accollo)

 Remissione = atto con cui il creditore rinuncia al proprio credito, che produce effetto al momento
della comunica al debitore. Il debitore può rifiutare la remissione. La restituzione volontaria del
titolo del credito o prova sufficiente della remissione (art. 1237).
 Impossibilità sopravvenuta della prestazione (derivante da causa non imputabile al debitore)
o Impossibilità temporanea = adempimento quando la prestazione sarà nuovamente
possibile
o Impossibilità parziale = adempimento della parte rimasta possibile

Il creditore è liberato dalla controprestazione verso il debitore.

Se la causa è imputabile al debitore, quest’ultimo ha l’obbligo al risarcimento del danno

Se la prestazione era impossibile sin dalla nascita dell’obbligazione, l’obbligazione non sarebbe
potuta nascere.

MODIFICAZIONI DELLE OBBLIGAZIONI

 Dal lato attivo; consenso del credito


o Cessione del credito; il creditore (cedente) trasferisce a un terzo (cessionario) il suo credito
verso il debitore (ceduto).
 Esclusa per crediti estremamente personali e definiti dalla legge come incedibili
 Cessione a titolo oneroso o gratuito
 La cessione realizza i suoi effetti anche senza il consenso del ceduto, basta l’accordo
tra cedente e cessionario
 Per evitare pagamento a falso creditore, c’è il meccanismo
dell’accettazione o della notificazione, in cui il debitore accetta o viene
messo a conoscenza della cessione del credito. La cessione ha effetto nei
confronti del debitore a partire dall’accettazione/notificazione. Ciò svolge

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anche funzione pubblicitaria in caso di conflitto fra diversi cessionari dello
stesso credito.
 Vengono mantenute garanzie al credito ed eccezioni del debitore
 I rapporti cedente-cessionario possono configurarsi come:
 Cessione pro soluto = il cedente garantisce l’esistenza del credito
 Cessione pro solvendo = il cedente garantisce la solvenza del debitore, ma
tale garanzia viene meno se la mancata realizzazione del credito del
debitore deriva da colpa del cessionario
o Pagamento con surrogazione
 Dal lato passivo; non necessario il consenso del debitore
o Delegazione di debito
 3 soggetti: debitore A (delegante), creditore B (delegatario) e terzo X (delegato)
 Composto da 2 atti:
 Il debitore A (delegante) chiede al terzo X (delegato) di assumere su di sé il
debito che A ha verso il creditore B (delegatario)
 Il terzo delegato, accogliendo la richiesta del delegante, si obbliga verso il
delegatario. Precondizione: il delegatario accetta la delegazione del debito
 Si fonda su 2 rapporti:
 Rapporto di valuta; debito del delegante verso il delegatario
 Rapporto di provvista; credito del delegante verso il delegato

OSS: la delegazione del debito realizza una semplificazione dei rapporti,


sostituendo un unico obbligazione ai rapporti di valuta e di provvista

Si distingue in base alla presenza del titolo:

 Delegazione titolata = il delegato fa riferimento al rapporto di provvista e di


valuta (indica la causa). CONSEGUENZA: se uno dei due rapporti manca il
delegato può opporre al delegatario la relativa eccezione
 Delegazione pura (o astratta) = il delegato non fa riferimento ai rapporti di valuta
e di provvista. CONSEGUENZA: il delegato non può eccepire il difetto di uno dei
rapporti, salvo nullità della doppia causa (difettosi sia rapporto di valuta che di
provvista)

Si distingue in base agli effetti della delegazione:

 Delegazione cumulativa (regola generale) = il delegante resta obbligato verso il


delegatario, ma ha il beneficio di escussione
 Delegazione liberatoria = un’espressa dichiarazione del delegatario libera il
delegante e la delegazione diventa novazione soggettiva
o Delegazione di pagamento; il delegato su invito del delegante, fa direttamente un
pagamento al delegatario. Si classifica come adempimento del terzo. Esempio è l’assegno
bancario.
o Espromissione; atto del terzo (espromittente) che, rivolgendosi al creditore, assume su di sé
l’obbligazione che il debitore (espromesso) ha verso il creditore (espromissario)
 Rispetto alla delegazione del debito, l’assunzione del debito avviene
spontaneamente da parte del terzo

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 Si distingue in cumulativa o liberatoria, a seconda che l’espromesso sia o non sia
liberato
 Presenta un regime di eccezioni:
 Eccezioni per i rapporti espromittente-debitore originario non sono
opponibili
 Eccezioni per rapporti debitore-creditore sono opponibili (sempre
opponibili quelle basate sull’inesistenza del debito originario)
o Accollo; accordo tra debitore e terzo, per effetto del quale il terzo (accollante) si assume un
debito che il debitore (accollato) ha verso il creditore (accollatario)
 Accordo tra terzo e debitore
 Accollo interno, dove il creditore è estraneo all’accordo debitore-terzo
 Accollo esterno, dove il creditore aderisce all’accordo debitore-terzo
 Cumulativo e liberatorio (per quest’ultimo 2 condizioni: il creditore dichiara
di liberare il debitore e se la liberazione era prevista dall’accordo
dell’accollo, a cui il creditore ha aderito)
o Novazione soggettivo
 Estinzione delle garanzie annesse al credito; salvo garante acconsenta a mantenerle
 L’eventuale invalidità della nuova obbligazione riporta all’obbligazione originaria
 L’eventuale insolvenza del nuovo debitore non fa rivivere l’obbligazione originaria,
salvo richiesta precedente del creditore o esistenza dell’insolvenza del nuovo
debitore precedente all’assunzione del debito

L’INADEMPIMENTO

Si ha inadempimento quando il debitore non esegue esattamente e tempestivamente la prestazione


dovuta:

 Inadempimento radicale e definitivo = il debitore non esegue nulla della prestazione


 Inadempimento inesatto = prestazione inesatta (qualitativamente e/o quantitativamente)
 Ritardo dell’adempimento = mora del debitore

I RIMEDI sono:

 Mora del debitore (ritardo)


 Risarcimento del danno
 Rimedi per inadempimento contrattuale (eccezione d’inadempimento e risoluzione del contratto)

LA MORA DEL DEBITORE

Situazione giuridica che può determinarsi quando il debitore non esegue la prestazione nel termine stabilito
per l’adempimento, ovvero in caso di ritardo (ingiustificato) d’adempimento.

Non ha senso parlare di mora del debitore in caso d’inadempimento definitivo o di obbligazioni di non fare.

Gli effetti non sono automatici, ma si hanno solo con la costituzione in mora, cioè l’intimazione o richiesta
di adempimento rivolta dal creditore al debitore per iscritto. Esistono, però, 3 eccezioni (mora automatica):

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 Obbligazione derivante da fatto illecito extracontrattuale
 Il debitore ha dichiarato per iscritto di non voler adempiere
 Obbligazione, da adempiere presso il domicilio del creditore, che è scaduta

Gli effetti della mora del debitore sono:

 Interessi moratori
 Passaggio del rischio

La cessazione degli effetti si ha con un atto del creditore o del debitore.

RESPONSABILITA’ PER INADEMPIMENTO (CONTRATTUALE)

Per effetto dell’inadempimento il creditore, che non riceve la prestazione attesa o la riceve difettosa o in
ritardo, subisce normalmente un danno. Le regole della responsabilità cercano un equilibrio tra interesse
del creditore e interesse del debitore e possono strutturarsi secondo:

 Funzione punitiva nei confronti del debitore inadempiente


 Funzione di garanzia verso il creditore danneggiato

L’art. 1218 “Il debitore che non esegue esattamente la prestazione dovuta è tenuto al risarcimento del
danno, se non prova che l'inadempimento o il ritardo è stato determinato da impossibilità della prestazione
derivante da causa a lui non imputabile.” Fornisce schema base integrato e mediato da principi e norme
specifiche.

 Criterio dell’impossibilità della prestazione

Ex. Art. 1176 (adempimento del debitore = normale diligenza) e ex. Art. 1175 (attuazione del
rapporto obbligatorio deve obbedire alla correttezza) la prestazione deve ritenersi impossibile
quando, per adempierla, occorrerebbero attività e mezzi che vanno al di là di ciò che può
normalmente richiedersi per l’esecuzione di tale prestazione

 Criterio dell’imputabilità del danno

L’inadempimento è imputabile al debitore se esiste una ragione che, in ragione


dell’inadempimento, giustifica l’attribuzione della responsabilità a suo carico.

o Responsabilità con colpa


o Responsabilità senza colpa (oggettiva)
 Responsabilità per il fatto di ausiliari; art. 1228 “Salva  diversa  volontà delle parti,
il  debitore  che nell'adempimento  dell'obbligazione  si vale dell'opera di
terzi,  risponde  anche dei fatti dolosi o  colposi  di costoro.”

Questo perché l’inadempimento e il danno rientrano nella sfera organizzativa del


debitore (eccezion fatta per scioperi dei collaboratori, di tipo politico, generale o
esteso ad un intero settore o zona geografica).

Un modo di liberarsi dalla responsabilità oggettiva è il caso fortuito.

ALTRE FORMULAZIONI DEI CRITERI DI RESPONSABILITA’

 Inesigibilità della prestazione


 Criteri di definizione delle obbligazioni
o Obbligazioni di mezzi = il debitore svolge un’attività per conto del creditore, ma non
garantisce i risultati = il debitore risponde del mancato risultato per colpa

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o Obbligazioni di risultato = il debitore deve fornire al creditore uno specifico risultato = il
debitore per liberarsi dalla responsabilità non deve solo provare l’ordinaria diligenza

ONERE DELLA PROVA

Eccessivo difficoltà per il Art. 1218 "Il debitore che non


creditore: INVERSIONE DELL'ONERE esegue esattamente la
DELLA PROVA, da cui tutela prestazione dovuta e' tenuto
1) Provare esistenza
degli interessi del creditore. al risarcimento del danno, se
Il principio generale: chi fa obbligazione
Ragioni: non prova che
valere un diritto ha l’onere di 2) Provare l'inadempimento
1) L'inadempimento riguarda la l'inadempimento o il ritardo e'
provare i fatti che lo fondano del debitore
sfera del debitore stato determinato da
3) Provare esistenza del danno impossibilita' della prestazione
2) Liberare il creditore dalla
4) Provare imputabilità del prova dell'inadempimento derivante da causa a lui non
danno al debitore imputabile."

LA RISARCIBILITA’ DEL DANNO incontra delle limitazioni in base ai seguenti criteri:

 Criterio della causalità


 Criterio della prevedibilità
 Criterio del concorso di colpa del creditore danneggiato
 Criterio dell’evitabilità del danno
 Valutazione equitativa

LA CLAUSOLA PENALE: accordo debitore-creditore con cui si determina convenzionalmente, in anticipo,


quale somma di denaro, o quale altra prestazione risarcitoria, sarà dovuta dal debitore al creditore in caso
di inadempimento.

 Vantaggio del creditore = la clausola penale è indipendente dalla prova del danno
 Vantaggio del debitore = il risarcimento si limita a quanto pattuito nella clausola penale
o Divieto di cumulo: il creditore non può chiedere insieme prestazione non eseguita e penale
per l’inesecuzione, ma se la penale riguarda il ritardo può cumularsi con il risarcimento per
l’inesecuzione definitiva
o Il debitore può chiedere al giudice riduzione secondo equità in caso di inadempimento
parziale e penale manifestatamente eccessiva (criterio art. 1384: effettivo interesse del
creditore all’adempimento)

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CLAUSOLE DI ESONERO E DI LIMITAZIONE DI RESPONSABILITA’: stabiliscono che i danni del creditore non
saranno risarciti, o lo saranno entro un tetto massimo. Ammesse con limiti dalla legge (art. 1229):

 Valide clausole che limitano o escludono la responsabilità per colpa ordinaria, salvo quelle che
mettono in gioco valori fondamentali come la vita e l’integrità fisica
 Nulle le clausole che limitano o escludono la responsabilità per dolo, colpa grave o violazione di
ordine pubblico

LA GARANZIA DEL CREDITO

La responsabilità del debitore non avrebbe valore pratico, se non ci fosse un meccanismo che consenta al
creditore di realizzare effettivamente il suo diritto al risarcimento.

MECCANISMO: esecuzione forzata sui beni del debitore

 Espropriazione forzata; realizzare coattivamente i crediti pecuniari attraverso la vendita dei beni
del debitore
 Esecuzione in forma specifica
o Per consegna o rilascio
o Degli obblighi di fare, eseguiti da qualcun altro pagato dal debitore
o Degli obblighi di non fare, distruzione, a spese del debitore, di quanto da lui fatto in
violazione dell’obbligazione
o Dell’obbligo di concludere un contratto

Si definisce responsabilità patrimoniale, la posizione del debitore, in quanto titolare di beni idealmente al
servizio del creditore, ed esposti alle sue azioni esecutive. E’ illimitata in linea generale e si pone come
garanzia del credito, ma può subire limitazioni per:

 Evitare che i debiti fatti nell’esercizio di certe attività coinvolgano tutto il patrimonio
 Non privare il debitore di beni essenziali

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 Destinare certi beni a coprire solo certi debiti

Tali casi sono tipizzati dall’ordinamento.

MEZZI DI CONSERVAZIONE DELLA GARANZIA PATRIMONIALE

Al creditore conviene che il patrimonio del debitore abbia la massima consistenza:

AZIONE SURRROGATORIA REVOCATORIA SEQUESTRO


CONSERVATIVO
DEFINIZIONE il creditore si sostituisce Il creditore reagisce Processo cautelare che
al debitore, esercitando contro atti del debitore porta ad un sequestro
al suo posto i diritti e le che minacciano dei beni
azioni che a costui l’integrità del suo
spettano verso terzi e patrimonio, diminuendo
che egli trascura di o alterando in modo da
esercitare pregiudicare il
soddisfacimento del
credito
REQUISITI Inerzia del debitore Il debitore compie un Fumus boni iuris,
atto di disposizione del verosimiglianza del
Inerzia danneggia la patrimonio (oneroso o diritto di credito
garanzia patrimoniale gratuito)
Periculum in mora,
Natura patrimoniale Atto porta pregiudizio al l’attesa potrebbe

pag. 94
delle azioni e dei diritti creditore, diminuendo compromettere la
del creditore la garanzia patrimoniale garanzia patrimoniale
(esclusione diritti e
azioni di natura Mala fede del debitore;
personale) possibile eseguire
l’azione per atti
anteriori al sorgere del
credito (provare la
dolosa preordinazione)

In caso di alienazione a
terzi, mala fede del
terzo
EFFETTO Incrementare il Inefficacia relativa Il debitore, pur
patrimonio del dell’atto nei confronti rimanendo proprietario,
debitore, su cui del creditore non può alienare i beni
possono rivalersi anche
gli altri creditori che Solo il creditore che ha Gli atti di alienazione
non hanno esercitato esercitato l’azione ha il sono inefficaci per il
l’azione potere di agire sul bene creditore sequestrante

Il terzo acquirente che


perda la proprietà del
bene ha diritto al
risarcimento nei
confronti del debitore
alienante, ma lo può
soddisfare solo dopo
l’integrale soddisfazione
del creditore che ha
esercitato l’azione

LA PARITA’ DI TRATTAMENTO DEI CREDITORI

La legge afferma che i creditori hanno pari diritto ad essere soddisfatti (art. 2741, c. 1), ma non esiste
criterio generale per stabilire una graduatoria fra i crediti. Tuttavia, sono possibili differenziazioni:

 Ordine di preferenza del debitore


 Meccanismo dell’esecuzione individuale
 Cause legittime di prelazione

CAUSE LEGITTIME DI PRELAZIONE

Elementi, propri solo di determinati crediti, che attribuiscono ad essi il diritto di essere soddisfatti, su
determinati beni del debitore, prioritariamente rispetto agli altri crediti.

 Crediti con prelazione = assistiti da una causa di prelazione e hanno priorità rispetto agli altri
 Crediti chirografari = non assistiti da nessuna prelazione e che verranno soddisfatti solo dopo
l’integrale soddisfazione dei crediti con prelazione

Cause legittime sono 3:

 Privilegio

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Il legislatore stabilisce che determinati crediti sono assistiti da privilegio su determinati beni, ovvero
questi beni sono riservati a soddisfare prioritariamente quei crediti.
A seconda dell’oggetto si distingue tra:
o Privilegio generale
 Riguarda tutti i beni del debitore
 Inopponibile ai terzi
o Privilegio speciale
 Riguarda singoli beni determinati, mobili o immobili, che presentano una certa
connessione con la causa del credito
 Opponibile ai terzi fino a che continui a sussistere la particolare situazione cui la
legge collega il privilegio
 Pegno
o Diritto reale di garanzia per beni mobili non registrati, universalità di mobili o crediti
o La costituzione del pegno presuppone 2 elementi:
 Titolo costitutivo = contratto scritto con data certa
 Spossessamento = il proprietario rilascia il possesso della cosa, consegnandola al
creditore o al terzo (funzione di pubblicità)
o Esercizio del diritto
 Il creditore deve custodire la cosa
 Il creditore non può usare la cosa o farla usare ad altri
 Il creditore può percepire i frutti
 Con il pagamento il debitore può esigere la restituzione; per cose fungibili basta
restituire lo stesso quantitativo di cose dello stesso genere
 In caso di inadempimento, il creditore può vendere la cosa
o Nel caso di pegno di credito (atto scritto + notificazione al debitore)
o Pegno non possessorio; l’impresa mantiene il possesso dei beni
 Ipoteca
o Diritto reale di garanzia su beni immobili, diritti reali immobiliari, beni (e diritti reali su)
mobili registrati, rendite dello Stato e quote di comunione. Tutti soggetti a un particolare
tipo di pubblicità, l’iscrizione in pubblici registri
o La costituzione necessita:
 Titolo costitutivo
 Ipoteca volontaria (atto compiuto dal proprietario [contratto o atto
unilaterale fra vivi] + atto pubblico/scrittura privata autenticata)
 Ipoteca giudiziale (sentenza che condanni il debitore)
 Ipoteca legale (ipoteca dell’alienante e ipoteca del condividente [art. 2817
segg.])
 Iscrizione nei pubblici registri
 Pubblicità costitutiva
 L’ordine cronologico di iscrizione determina la gerarchia di priorità tra le
ipoteche
 L’iscrizione ha efficacia di 20 anni, ma alla scadenza, con la nuova iscrizione
l’ipoteca riscritta diventa l’ultima della serie. Con la rinnovazione (prima
della scadenza ventennale) l’ipoteca conserva il grado
 Estinzione
 Estinzione del credito
 Distruzione del bene
 Rinuncia del creditore

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 Scadenza del termine apposto all’ipoteca
 Vendita forzata
 Scadenza del ventennio senza rinnovazione
 Cancellazione, il bene è liberato e si esegue un’annotazione in margine all’iscrizione
per funzione di pubblicità
 Riduzione, in presenza di sproporzione tra valore del credito e valore del bene o la
somma iscritta si riduce la somma per cui l’ipoteca risulta iscritta, oppure si
restringe il numero di beni ipotecati
 Ipoteca del bene del terzo
 Terzo datore d’ipoteca: deve pagare egli stesso i creditori e potrà esercitare
un’azione di regressione contro il debitore
 Terzo acquirente del bene ipotecato; 3 strade:
o Pagare i debiti ipotecari
o Rilasciare il bene ad un amministratore nominato dal tribunale
o Purgazione dell’ipoteca, offrendo ai creditori una somma pari al
prezzo di acquisto e se i creditori accettano il bene è liberato

ASPETTI COMUNI DI PEGNO E IPOTECA IN QUANTO DIRITTI REALI DI GARANZIA

 Natura reale
 Nascono da atto di autonomia privata
 2 diritti fondamentali:
o Diritto di seguito = possibilità di aggredire il bene, e sottoporlo a esecuzione forzata, anche
se è uscito dal patrimonio del debitore
o Diritto di prelazione = possibilità di soddisfarsi sul bene con priorità rispetto agli altri
creditori
 Valgono per entrambi:
o Principio di accessorietà (non esistono se non in collegamento ad un diritto di credito)
o Esigenza di pubblicità (mezzi idonei per segnalarne l’esistenza all’esterno e tutelare i terzi)
o Regola della surrogazione reale (in caso di distruzione della cosa e conseguente indennità
versata dall’assicuratore, tale indennità va impiegata nel ripristino della cosa o resta
vincolata al pagamento del credito garantito)

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o Divieto di patto commissorio, cioè patto tra debitore e creditore, con cui si stabilisce che, in
caso d’inadempimento, la cosa ipotecata o in pegno passi automaticamente in proprietà
del creditore. Vietato dall’art. 2744.
 PATTO MARCIANO, dove il valore del bene attribuito al creditore supera l’ammontare
del credito, la differenza va riversata al debitore. Ammesso per questa salvaguardia
verso il debitore

LE GARANZIE PERSONALI

Tipico esempio è il contratto di fideiussione, dove una persona diversa dal debitore garantisce al creditore
l’adempimento del debito altrui, assumendolo anche su di sé:

 Il fideiussore garantisce con l’intero patrimonio


 Sui beni del fideiussore il creditore non ha diritto di seguito o di prelazione
 Il grado di sicurezza dipende dalla solidità patrimoniale del garante

SOVRAINDEBITAMENTO

Per imprenditore c’è procedura concorsuale. Per i debitori non soggetti a procedura concorsuale esiste il
meccanismo dell’accordo con i creditori per la ristrutturazione del debito (art. 182-bis l.f.)

 Il debitore propone un accordo su misura, tempi e modi della ristrutturazione


 Proposta presentata al Tribunale
 Approvazione con creditori favorevoli che rappresentino il 60% dei crediti, mentre i creditori rimasti
estranei devono essere pagati regolarmente
 Le azioni esecutive dei creditori sono bloccate
 In caso di annullamento o risoluzione, i creditori posso procedere ad azioni individuali contro il
debitore

Il debitore sovraindebitato può chiedere la liquidazione del patrimonio, ovvero trasformare i beni in
denaro. In tal caso, date certe condizioni, il debitore può ottenere l’esdebitazione, ovvero la liberazione
dalla parte di debiti non pagati.

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