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CITTADINANZA E COSTITUZIONE

DENTRO TUTTI
Il filosofo greco Aristotele nel I° libro della Politica
sosteneva che l’uomo è un animale sociale, in quanto per natura, possiede l’inclinazione alla vita
collettiva. Partire da questo assunto mi sembra il modo ideale per chiarire il concetto di
Cittadinanza e Costituzione, nelle sue specifiche declinazioni concernenti il rapporto tra cittadini
e legge, tra individui e Stato. Tale riflessione, inoltre, riceve nuova ‘linfa’ da un intervento dell’ex
magistrato Gherardo Colombo in tema di regole

L’essere umano cerca la compagnia dell’altro, ne ha bisogno, ed è per questo che si creano gruppi.
Questi ultimi possono essere casuali, provvisori, stabili e costituiscono i nuclei, di una data
comunità; Tuttavia possono essere interessati da conflitti legati a diversi fattori: punti di vista
divergenti, modi di agire differenti che si contrastano reciprocamente. Per evitare che tali conflitti
degenerino, sono necessarie delle prescrizioni (le norme o regole) che tutti i membri dovranno
rispettare.
Le prime regole si apprendono in famiglia (Micro- Società Naturale), che rappresenta un sistema
dinamico ed aperto, in grado di interagire con l’esterno per poi proseguire con la scuola. La loro
tipologia varia a seconda dei contesti disciplinati: in società vigono le norme sociali. Le norme
morali più conosciute sono quelle espresse dal Decalogo (i Dieci Comandamenti del Vecchio
Testamento); infine vi sono quelle giuridiche ossia le leggi, che regolano la convivenza delle
persone in società, definiscono contenuti commissivi e omissivi, e promanano dal potere legislativo
dallo Stato.

Approvata dall’Assemblea Costituente il 27 dicembre 1947, la Costituzione, fondamento della


Repubblica, nasce dalle ceneri di un paese distrutto dalla guerra e da una dittatura durata 20 anni,
nasce dal sacrificio di migliaia di uomini che diedero vita alla Resistenza per restituire all’Italia
libertà, dignità e democrazia. A 60 anni dall’entrata in vigore, conoscere la Costituzione è un
dovere per chiunque voglia essere cittadino a pieno titolo.
La lettura analitica ci invita a riflettere, fin dai primi articoli, sul significatodi tolleranza, rispetto
delle differenze, siano esse di religione, cultura, provenienza, sui valori di solidarietà e legalità,
condizioni senza le quali non può esserci garanzia di convivenza civile.

Una Costituzione

Serve per evitare i soprusi dei più forti, per rendere i cittadini certi di ciò che possono fare, per
stabilire forme di controllo su possibile abuso da parte di chi esercita funzioni di governo, per
indicare i traguardi di progresso e di emancipazione che la comunità nazionale si propone per il
futuro = carattere pragmatico

Ma una Costituzione non “cammina da sola”, non produce effetti solo per il fatto di essere stata
formulata, fissata su un foglio di carta, ufficialmente adottata da uno Stato sovrano. Una
costituzione è anche un appello di responsabilità individuale perché ha bisogno dell’impegno di
tutti, affinché gli ideali che enuncia e il progetto che contiene si possano concretamente realizzare.
L’emergenza Coronavirus ha indotto il governo ad assumere una serie di misure normative volte a
contenere la diffusione dell’epidemia da Covid-19, sul territorio nazionale.Tali provvedimenti
incidono su diversi diritti costituzionali:

art. 16 Cost.“La libertà di circolazione e di soggiorno“;


art. 17 Cost.“La libertà di riunione”;
art.19 Cost.“La libertà religiosa”;
art.34 Cost.“Il diritto/dovere all’istruzione”;
art.41 Cost.“La libertà di iniziativa economica”.

Occorre considerare che la dottrina e la giurisprudenza riconoscono un particolare valore all’:


art.32 Cost. “Dirittoalla salute”.

L’unico che la Costituzione definisce espressamente fondamentale poiché connesso alla vita.
Mentre tutti gli altri diritti sono reciprocamente bilanciabili, il diritto alla vita è l’unico diritto
qualificato come assoluto, dunque destinato a prevalere sempre sugli altri. La ragione è semplice: la
vita è precondizione per il godimento di tutti i diritti e per la Costituzione la salute non è solo una
prerogativa individuale, ma anche un interesse della collettività.
L’Italia in quarantena ha richiamato tutti ad un senso di responsabilità, verso se stessi e verso gli
altri, che in molti casi hanno dimostrato di non possedere.
In giornate così cruciali per rallentare il contagio, molti hanno rischiato di innescare a causa di
comportamenti superficiali, una situazione pericolosa: ospedali intasati e impossibilitati a fornire a
tutti il massimo delle cure.
Ognuno di noi dopo un lungo periodo di concentrazione sui propri diritti, è stato chiamato, in
seguito alla crisi globale generata dal Covid-19, a procedere dando la precedenza ai propri doveri,
adattandosi a regole e ristrettezze che i nostri nonni hanno sperimentato in tempo di guerra.

Citando Kierkegard, filosofo danese dell’800, Colombo si sofferma sul significato autentico del
concetto di libertà, da rintracciare nella nostra volontà di scegliere, di appartenere.La libertà è
come l’aria; ci si accorge di quanto vale quando comincia a mancare, quando si avverte il senso di
asfissia, che anche io ho provato in questi giorni di chiusura forzata, di sacrificio, perché non è
agevole rinunciare improvvisamente auno stile di vita abitudinario, specialmente se non c’è un
colpevole, ma un’emergenza da affrontare.

“Stiamo scambiando quote di libertà con quote di responsabilità”


(Cit. Ezio Mauro)

Prendersi cura di noi stessi in modo responsabile è il modo migliore per prendersi cura degli altri,
“avere il coraggio di andare controcorrente, stando dalla parte dei più deboli e superando
l’indifferenza”, (cit. F. Di Mare). L’epidemia ci incoraggia a pensarci come appartenenti ad una
collettività, ci obbliga a uno sforzo di fantasia che in un regime normale non siamo abituati a
compiere. Vederci inestricabilmente connessi agli altri e tenere in conto la loro presenza nelle
nostre scelte individuali, è il comportamento che abilita successivamente i concetti di “sussidiarietà
e responsabilità sociale” “perché nessuno si salva da solo”.
La stessa Senatrice a vita Liliana Segre, in occasione della “Giornata della Memoria” tenutasi, il
20 gennaio 2020 in modalità stream, presso il Teatro degli Arcimboldi di Milano, nel testimoniare
la sua esperienza di deportata agli alunni di tutta Italia, ha dichiarato:
“Gli amici quei pochissimi che ti stanno vicino quando sei povero, sei ammalato, quando non sei
di successo, ma che ti amano a prescindere da tutto,furono necessari per continuare a preservare
dei ricordi che non fossero solo tragici, per continuare a sperare e per poter comprendere la
complessità dell’essere umano”.
Il bene comune, indica, non soltanto un concetto astratto da contemplare, ma qualcosa di concreto
per il quale operare; è un principio che informa la coesistenza degli individui in una comunità. Esso
include anche i sacrifici che facciamo reciprocamente, gli insegnamenti su come condurre una vita
buona e dignitosa, senza vanificare la dedizione e il sacrificio di tanti operatori sanitari,
professionisti e volontari.
I cambiamenti ai quali stiamo andando incontro saranno profondi e non di breve momento: abbiamo
di fronte mesi e forse anni di radicali novità e non è la specie più forte o intelligente a sopravvivere,
ma quella che si adatta meglio al cambiamento.Tutto questo comporta impegno, coerenza, fatica,
ma rappresenta anche un fattore di crescita etica e sociale.
Voglio salutare il mio avvenire con un messaggio di speranza che viene dalle pagine del giornalista
Franco Di Mare: “Il futuro è migliore di quanto siamo portati a pensare”

MATTEO OSSORIO V BS