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L etture critiche M.

Vargas Llosa

È pensabile il mondo moderno senza il romanzo?


In questo brano lo scrittore peruviano Mario Vargas Llosa (nato nel 1936), premio Nobel nel 2010, si interroga sul
ruolo che ancora può svolgere la letteratura, e in particolare il romanzo, nel mondo moderno. Il romanzo, osserva
Vargas Llosa, ha la facoltà della visione d’insieme, che contiene e che trasmette; per questo, contrariamente alle
scienze frazionate nell’osservazione del dettaglio, esso è rappresentazione di un’«esperienza condivisa» mentre
«l’irrealtà e le menzogne della letteratura sono […] un prezioso veicolo per la conoscenza di verità nascoste della
realtà umana».

Viviamo in un’era di specializzazione della co- attraverso le opere di finzione, cosa e come sia-
noscenza, causata dal prodigioso sviluppo della mo, nella nostra interezza umana, con le nostre
scienza e della tecnica, e dalla sua frammenta- azioni e i nostri sogni e i nostri fantasmi, da soli
zione in innumerevoli rivoli e compartimenti sta- o nell’intelaiatura delle relazioni che ci legano
gni, tendenza che non potrà altro che accentuarsi agli altri, nella nostra presenza pubblica e nel
negli anni a venire. […] segreto della nostra coscienza, quella comples-
La letteratura La letteratura, invece, a diffe- sissima somma di verità contraddittorie […] di
come elemento renza della scienza e della tec- cui è fatta la condizione umana.
di unione... nica, è, è stata, e continuerà a Quella conoscenza totalizzante e in presa di-
essere, fino a quando esisterà, uno di quei deno- retta dell’essere umano, oggi, si trova soltanto nel
minatori comuni dell’esperienza umana, grazie romanzo.
al quale gli esseri viventi si riconoscono e dialo- […]
gano, a prescindere da quanto siano diverse le ... e di Il legame fraterno che il ro-
loro occupazioni e le loro prospettive vitali, le fratellanza manzo stabilisce tra gli esseri
geografie e le circostanze in cui si trovano, e le umani, costringendoli a dialogare e rendendoli
congiunture storiche che determinano il loro coscienti del loro substrato comune, di essere
orizzonte. Noi lettori di Cervantes o di Shake- parte di uno stesso linguaggio spirituale, tra-
speare, di Dante o di Tolstoj, ci sentiamo mem- scende le barriere del tempo. La letteratura ci
bri della stessa specie perché, nelle opere che riporta al passato e ci affratella con quanti, in
hanno creato, abbiamo imparato quello che con- epoche ormai trascorse, s’intrigarono, si entu-
dividiamo in quanto esseri umani, ciò che sussi- siasmarono e sognarono con quei testi che ci
ste in tutti noi al di là dell’ampio ventaglio di hanno tramandato e che, adesso, fanno entusia-
differenze che ci separano. E nulla difende l’es- smare e sognare anche noi. Quel senso di appar-
sere vivente contro la stupidità dei pregiudizi, tenenza alla collettività umana attraverso il
del razzismo, della xenofobia, delle ottusità lo- tempo e lo spazio è il più grande esito della cul-
calistiche del settarismo religioso o politico, o tura, e nulla contribuisce tanto a rinnovarlo,
dei nazionalismi discriminatori, meglio dell’i- una generazione dopo l’altra, quanto la lettera-
ninterrotta costante che appare sempre nella tura.
grande letteratura: l’uguaglianza essenziale di […]
uomini e donne in tutte le latitudini e l’ingiusti-
zia rappresentata nello stabilire tra loro forme La funzione La letteratura non dice nulla
di discriminazione, dipendenza o sfruttamento. della letteratura agli esseri umani soddisfatti del
Niente, meglio dei buoni romanzi, insegna a ve- loro destino, pienamente appagati della vita così
dere nelle differenze etniche e culturali la ric- come la vivono. La letteratura è alimento degli
chezza del patrimonio umano e ad apprezzarle animi indocili e propagatrice di disaccordo, un ri-
come una manifestazione della sua molteplice fugio per chi ha troppo o troppo poco nella vita,
creatività. Leggere buona letteratura è divertir- nel quale poter non essere infelice, dove non sen-
si, certo; ma, anche, imparare nel modo diretto tirsi incompleto, irrealizzato nelle proprie aspira-
e intenso che è quello dell’esperienza vissuta zioni. Andare a cavalcare insieme allo smorto

© Loescher Editore - Torino 1


Ronzinante1 e al suo scapestrato cavaliere per le essere sempre gli stessi mentre vorremo essere
terre della Mancia, percorrere i mari alla ricerca molti, quanti ne occorrerebbero per soddisfare gli
della balena bianca con il capitano Achab2 , pren- incandescenti desideri da cui siamo posseduti.
dere l’arsenico con Emma Bovary o trasformarsi
(M. Vargas Llosa, È pensabile il mondo moderno senza
in insetto con Gregor Samsa3, è un modo astuto il romanzo?, in AA. VV., Il romanzo, I. La cultura
per alleggerire noi stessi dalle offese e dalle impo- del romanzo, a cura di F. Moretti, Einaudi, Torino 2001)
sizioni di quella vita ingiusta che ci costringe a

1 Ronzinante: è il cavallo di don Chisciotte. 3 Gregor Samsa: è il protagonista del racconto La


2 il capitano Achab: è il protagonista di Moby Dick metamorfosi (1915) dello scrittore boemo Franz Kafka
(1851) dello scrittore statunitense Herman Melville (1883-1924).
(1819-91).

Comprensione guidata
1 Che cosa distingue, secondo Vargas Llosa, la letteratura dalle scienze?
2 L’autore svolge il suo ragionamento su due piani: uno più generale, che riguarda la letteratura, l’altro riferito in particolare al romanzo.
Individua e commenta i luoghi in cui Vargas Llosa fa riferimento in particolare al romanzo.
3 Il critico russo Michail Bachtin ha scritto che «il romanzo è in contatto con l’elemento compiuto presente»; Vargas Llosa parla di
«presa diretta». Ti sembra che questi due concetti siano simili? Argomenta la tua risposta con puntuali riferimenti al brano che hai
appena letto.
4 Nella parte finale del brano convivono due diverse ma complementari rappresentazioni della letteratura, come «rifugio» e come
avventura, anche se Vargas Llosa non usa espressamente quest’ultima parola. Individua e commenta le parti del brano da cui
emergono l’una e l’altra immagine.

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