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ANALISI DELLA CONVERSAZIONE IN 1 Sam 18,17-27

Edgard Rimaycuna Inga

1. Schema della conversazione


Applicando l’analisi della conversazione al brano di 1 Sam 18,17-27 in cui si racconta
come Davide diventa genero del re Saul, abbiamo identificato il seguente schema
conversazionale:

S: “Ecco mia figlia maggiore, Merab, voglio dartela come moglie, soltanto sii per me
un uomo valoroso e combatti le battaglie di Yhwh”.
D: “Chi sono io e cos’è la mia vita, la famiglia di mio padre in Israele perché io sia
genero del re?”
S*: “Ecco il re si compiace in te e tutti i suoi servi ti vogliono bene; allora sii genero
del re!”
D: È poco ai vostri occhi essere genero del re? Io sono un uomo povero e spregevole”.
S*: “Il re non ha interesse nella dote, anzi in cento prepuzi di filistei per vendicarsi dei
nemici del re”.
D: La cosa fu giusta agli occhi di Davide.

Nel testo ci sono tre coppie adiacenti collocate in tal modo che riusciamo a vedere i
tentativi che fa il re per convincere Davide di diventare suo genero. Ad ogni intervento o
enunciato di Saul c’è una risposta di Davide. Non teniamo conto degli enunciati che si
trovano nel piano del pensiero del re perché questi non fanno parte della conversazione.
Nella prima coppia vediamo che le parole di Saul contengono una proposta con una
condizione. Questa proposta viene introdotta da ‫ ִהנֵּה‬e si usa un verbo al yiqtol ( ֣‫ ) ֶאתֶּ ן־לְָך‬con un
senso modale volitivo. La particella ‫ אְַך‬segna l’inizio della condizione. A questa proposta
Davide non fornisce la risposta attesa. Secondo il principio per cui le preferenze consistono in
risposte brevi e semplici, deduciamo che Davide rifiuta la proposta attraverso una domanda
retorica poiché si considera indegno di diventare genero del re.
Per quanto riguarda alla seconda coppia, dobbiamo dire che, secondo il racconto, gli
interlocutori veri di Davide sono i servi del re che devono trasmettergli il messaggio riportato
sopra. Ma giacché la fonte del messaggio è Saul, egli diventa l’interlocutore remoto di
Davide1. A questo punto Saul rafforza il suo tentativo di convincere Davide ad accettare la
sua proposta e vuole attirare l’attenzione del suo interlocutore alle buone condizioni che
devono spingerlo a dare una risposta positiva. La rinnovata proposta del re ancora una volta
viene introdotta da ‫ ִהנֵּה‬e contiene un imperativo preceduto da ‫ ְועַתָּ ה‬. La riposta di Davide
ancora non è quella attesa e la esprime in forma di domanda mostrando che non è degno e di
nuovo rifiuta la proposta.
Il locutore della terza coppia è nuovamente Saul per mezzo dei suoi servi (S*). In
questo caso il re rinnova la sua proposta ma chiarificando le condizioni iniziali che abbiamo
trovato nella prima coppia adiacente. Le due condizioni sono introdotte da ‫ ֵאין‬e ‫כִּי‬.
Finalmente la risposta di Davide è positiva ed è quella aspettata e viene riportata dal
narratore. Davide accetta essere genero di Saul.

2. I marcatori del discorso nel brano


Abbiamo già elencato sopra alcuni marcatori discorsivi. Il primo è ‫( ִהנֵּה‬vv. 17.22) che
nella conversazione serve ad attirare l’attenzione su quello che viene dopo, in questo caso, nel
contenuto delle proposte di Saul.
1
Per questo motivo indichiamo con “S*” il primo elemento della seconda e terza coppia adiacente.
Il verbo ‫ נתן‬al yiqtol (‫ ֶאתֶּן‬, v.17) ha un senso modale volitivo (“voglio dare”), esprime
l’intenzionalità di Saul. L’avverbio ‫ אְַך‬introduce la condizione della proposta del re nella
prima coppia adiacente (v. 17).
Al v. 18 troviamo ‫מִי‬, pronome interrogativo utilizzato nella domanda retorica espressa
da Davide come rifiuto alla proposta di Saul.
La particella ‫ ְועַתָּ ה‬del v. 22b introduce come una conclusione quello che è stato detto
previamente.
Un altro marcatore è la particella interrogativa ‫ ֲה‬del v. 23 messa all’inizio della
risposta di Davide come un nuovo rifiuto al messaggio trasmesso dai servi da parte di Saul.
Al v. 25 troviamo la sequenza ‫ כִּי… ֵאין‬che mettono in contrasto tutte e due gli elementi
della frase mettendo enfasi sul secondo. Così Saul mostra che il suo interesse si dirige non (
‫ )אֵ ין‬alla dote, anzi (‫ )כִּי‬alla vendetta sui suoi nemici (cento prepuzi).
Ci sono altri marcatori che non sono stati riportati sopra nelle coppie adiacenti perché
non fanno parte dei messaggi trasmessi a Davide, anzi essi fanno parte del messaggio che i
servi hanno sentito da parte del loro re. Questi marcatori esprimono l’atteggiamento di Saul
verso le parole che pronuncia. Questi sono: l’imperativo ‫( דַּ בְּרּו‬v. 22) e ‫( ת ֹּאמְרּו‬v. 25) con senso
modale obbligativo (“dovrete dire”). Essi mostrano che, per Saul, tutto ciò che segue è un
comando che i servi devono compiere. L’avverbio ‫( כ ֹּה‬v. 25) indica che il desidero del re è la
trasmissione nel messaggio nella sua integrità.

3. Studio della particella ‫ְועַתָּ ה‬


Questa particella è formata dalla congiunzione ‫“( ְו‬e”) e l’avverbio ‫“( עַתָּ ה‬adesso”).
‫ עַתָּ ה‬come avverbio ha il significato di “adesso”, “ora”, “nel presente momento”
riferendosi al presente come opposizione al passato. In riferimento al presente come
continuazione del passato significa “ancora adesso” 2. Viene anche usato davanti a un futuro
imminente3.
Vediamo alcuni esempi presenti nella BH:
Gen 32,11b: ‫ִּכ֣י ְב ַמ ְק ִ֗לי ָע ַ֨ב ְרתִּ ֙י ֶאת־ ַהי ְַּר ֵּ ֣דן ַה ֶּ֔זה ְוע ָּ ַ֥תה ָה ִי֖יתִ י ִלשְׁנֵ ֥י ַמ ֲחנֹֽות‬
“Perché con il mio bastone ho passato questo Giordani e adesso sono divenuto in due
accampamenti”.

Gs 14,11: ‫כ ְּ֥כ ֹחִי ָ ֖אז ּוכ ְ֣כ ֹחִי ָ ֑עתָּ ה לַמִּ ְלח ָ ָ֖מה ְולָצֵ ֥את ְו ָלבֹֽוא׃‬
“Come era la mia forza allora, così è la mia forza ancora adesso”.

Gen 29,32: ‫ִישֽׁי׃‬


ִ ‫ֽי־ר ָ ֤אה י ְהוָה֙ ְּב ָענְ ִ֔יי ִּכ֥י ע ָּ ַ֖תה י ֶ ֱאהָבַ ֥ נִי א‬
ָ ִּ‫כ‬
“Poiché il Signore ha visto la mia afflizione, adesso mi amerà il mio marito”.

Quando viene unito alla congiunzione ‫ ְו‬può avere la funzione de introdurre un nuovo
tema o sezione, o una conclusione dedotta dalle affermazioni precedenti4.

2 Sam 12,10a: ‫ְועַתָּ֗ ה ֹלא־תָ ֥סּור ֶח ֶ֛רב ִמבֵּיתְ ָך֖ עַד־ע ָֹול֑ם‬
“E allora, la spada non si allontanerà mai dalla tua casa”.

Nm 22,11:   ‫ת־עין ה ָ ָ֑א ֶרץ עַתָּ֗ ה ל ְָכ֤ה ָ ֽקבָה־ ִּל ֙י א ֹ֔תֹו‬


֣ ֵ ‫ה ִֵּנ֤ה ָהעָם֙ הַי ֵ ֹּ֣צא מִמִּ צ ְַ֔רי ִם ַוי ַ ְ֖כס ֶא‬
“Ecco un popolo esce da Egitto e copre la superficie della terra; allora, vieni, maledicilo per
me”.

2
The Dictionary of Classical Hebrew VI, 633.
3
F. BROWN, – S. R. DRIVER, – C. A. BRIGGS, A Hebrew and English Lexicon of the Old Testament (Oxford
1906), 774.
4
C. VAN DER MERWE, ET AL., A Biblical Hebrew Reference Grammar (Sheffield electronic ed.1999) 333.
Anche la LXX traduce ‫ עַתָּ ה‬in senso temporale. Vediamo lo stesso esempio accennato
sopra:
Gen 32,11b: ἐν γὰρ τῇ ῥάβδῳ μου διέβην τὸν Ιορδάνην τοῦτον, νῦν δὲ γέγονα εἰς δύο
παρεμβολάς.
“Poiché con il mio bastone passai questo Giordano, ma adesso sono diventato in due
accampamenti”.

Un altro esempio con senso consecutivo:


Gen 31,28: TM ‫ְת עֲשֹֹֽו‬
ֽ ָּ ‫וְֹל֣ א נְ ַטשְׁתַּ֔ נִי ְלנ ֵּׁ ַ֥שק ְלב ַָנ֖י ְו ִלבְנ ָ ֹ֑תי ע ָּ ַ֖תה ִהסְכַּ ֥ ל‬
“Non mi hai permesso baciare i miei figli e le mie figlie; allora hai agito follemente.
LXX: οὐκ ἠξιώθην καταφιλῆσαι τὰ παιδία μου καὶ τὰς θυγατέρας μου. νῦν δὲ ἀφρόνως
ἔπραξας.
“Non fu considerato degno di baciare i miei bambini e le mie figlie. Allora agisti con follia”.

Anche nel nostro brano di 1 Sam 18,22, ‫ ְועַתָּ ה‬può essere tradotto come una
conclusione di ciò che è stato detto prima:
‫ִה ֵּ֨נה ח ֵָפ֤ץ ְּב ָ֙ך ַה ֶּ֔מלְֶך ְוכָל־ ֲעב ָ ָ֖דיו ֲאה ֵ֑בּוָך ְוע ָּ ַ֖תה הִתְ ח ֵּ ַ֥תן בַּמֶּ ֽלְֶך‬
“Ecco il re si compiace in te e tutti i suoi servi ti vogliono bene; allora diventa genero del re”.

Concludiamo dicendo che gli usi attestati di ‫ ְועַתָּ ה‬nella BH e LXX confermano il suo
significato temporale e consecutivo.