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DIRITTO D’AUTORE

E DIRITTI
CONNESSI
DOCENTE: LUCA DE GREGORIO
FONTE E LINKS : WIKIPEDIA
ANNO DIDATTICO 2014/2015

1
INDICE

I diritti dell'autore ................................................................................................................................. 3


Diritto morale .......................................................................................................................................... 5
Diritti di utilizzazione economica .................................................................................................... 9
Diritti di comunicazione al pubblico............................................................................................ 15
Diritti di traduzione ed elaborazione .......................................................................................... 17
il contratto di edizione e il contratto di esecuzione e rappresentazione. ..................... 22
Diritti del produttore di fonogrammi .......................................................................................... 24
Diritti relativi ad artisti interpreti ed esecutori ...................................................................... 28
Violazione del diritto d'autore ....................................................................................................... 31
Diritto d'autore e Creative Commons ......................................................................................... 34
Enti di diritto pubblico per la protezione e l'esercizio dei diritti di autore ................. 37

2
I diritti dell'autore
Il diritto nasce al momento della creazione dell'opera, che il codice civile italiano identifica[7] in

una «particolare espressione del lavoro intellettuale».

Quindi è dall'atto creativo che, incondizionatamente, il diritto si origina; non vi è pertanto alcun

obbligo di deposito (ad esempio, presso la SIAE), di registrazione o di pubblicazione dell'opera

(a differenza del brevetto industriale e dei modelli e disegni di utilità che vanno registrati con

efficacia costitutiva). Tuttavia, tali forme di pubblicazione costituiscono una manifesta e

facilmente dimostrabile attribuzione della paternità (specie in caso di controversia).

L'autore ha la facoltà (positiva) di sfruttare la propria opera in ogni forma e modo. Questa facoltà

discende dal riconoscimento anche a livello costituzionale della libertà di iniziativa economica

privata.

Ciò che il diritto d'autore riconosce al creatore di un'opera sono piuttosto una serie di facoltà

esclusive (ovvero negative), per impedire a terzi di sfruttare economicamente la propria opera.

La legge riconosce in particolare le seguenti facoltà esclusive:

pubblicazione

riproduzione

trascrizione

esecuzione, rappresentazione o recitazione in pubblico

comunicazione al pubblico, ovvero diffusione tramite mezzi di diffusione a distanza (telegrafo,

telefono, radiodiffusione, televisione e mezzi analoghi, tra cui il satellite, il cavo e la

stessa internet), compresa la sua messa a disposizione del pubblico in maniera che

ciascuno possa avervi accesso nel luogo e nel momento scelti individualmente (le

cosiddette fruizioni on demand)

distribuzione

traduzione e/o elaborazione

3
vendita

noleggio e prestito.

Tutti i predetti diritti sono indipendenti l'uno dall'altro: l'esercizio di uno non esclude l'esercizio di

tutti gli altri. Inoltre tali diritti riguardano sia l'opera nel suo insieme, sia in ciascuna delle sue

parti.

Il diritto consiste di due elementi fondamentali: il diritto morale e il diritto di utilizzazione

economica. Il primo è strettamente legato alla persona dell'autore e, salvo casi particolari, tale

rimane, mentre il secondo è originariamente dell'autore, il quale può cederlo dietro compenso

(ma anche gratuitamente) ad un acquirente (licenziatario), il quale a sua volta può nuovamente

cederlo nei limiti del contratto di cessione e della legge applicabile, fermi i diritti morali.

4
Diritto morale
Mira a tutelare la personalità dell'autore, il suo onore e la sua reputazione con una corretta

comunicazione agli altri delle sue opere[8].

I diritti morali sono per loro natura imprescrittibili, irrinunciabili, inalienabili (l'eventuale cessione

dei diritti di sfruttamento economico dell'opera da parte dell'autore a terze figure, non pregiudica

il diritto morale che rimane inalterato) e autonomi (il diritto morale è indipendente dai diritti di

sfruttamento economico. Qualora concorrano gravi ragioni morali, l'autore può sempre disporre il

ritiro dell'opera dal commercio anche dopo la cessione dei diritti economici).

Nonostante l'inalienabilità del diritto morale, se l'autore riconosce e accetta le modificazioni della

propria opera, "non è più ammesso ad agire per impedirne l'esecuzione o per chiederne la

soppressione " (art 22.2 L. 633/41).

I diritti morali, con una eccezione, sono inoltre illimitati nel tempo in quanto durano per sempre e

possono essere fatti valere anche dagli eredi: "Dopo la morte dell'autore il diritto morale può

essere fatto valere, senza limite di tempo, dal coniuge e dai figli e, in loro mancanza, dai genitori

e dagli altri ascendenti e da discendenti diretti; mancando gli ascendenti ed i discendenti, dai

fratelli e dalle sorelle e dai loro discendenti" (art.23 L. 633/41).

Il diritto morale si specifica in una serie di facoltà:

A) Il diritto alla paternità dell'opera. (art. 20 L. 633/41)

L'autore gode del diritto di rivendicare la paternità dell'opera, cioè di esserne pubblicamente

indicato e riconosciuto come l'artefice e all'inverso, che non gli venga attribuita un'opera non sua

o diversa da quella da lui creata. L'usurpazione della paternità dell'opera costituisce plagio,

contro il quale il vero autore può difendersi ottenendo per via giudiziale la distruzione dell'opera

dell'usurpatore, oltre al risarcimento dei danni (in caso di opera anonima o pseudonimal'autore

può rivelarsi, se vuole, quando meglio crede) e di opporsi a qualsiasi modifica o ad ogni atto che

possa pregiudicare il suo onore o la sua reputazione.

5
L'autore di un'opera anonima o pseudonima ha sempre il diritto di rivelarsi e di far riconoscere in

giudizio la sua qualità di autore (art. 21.1 L. 633/41).

L'autore ha anche il diritto di rivendicare l'opera nel caso terzi dicano di esserne gli autori (questo

diritto porta ad affrontare il problema dei Ghostwriter).

Il diritto di paternità si estende anche al potere di pretendere che il nome dell'autore venga

indicato sull'opera; tuttavia questa facoltà non ha carattere inderogabile ma dipende dall'opera e

dagli accordi presi (per esempio nel caso di opere collettive, gli autori dei singoli contributi

possono accordarsi sull'omissione del nome; in tal caso l'autore non può pretendere il contrario

ma può solo dichiararsi autore del contributo e indicare il proprio nome in caso di utilizzazione

separata del contributo).

L'editore è obbligato a riprodurre e porre in vendita l'opera col nome dell'autore, ovvero anonima

o pseudonima, se ciò è previsto dal contratto.

Gli autori dell'opera cinematografica hanno diritto che i loro nomi siano menzionati nella

proiezione della pellicola cinematografica.

Il diritto di paternità tutela, oltre a quello dell'autore, anche l'interesse pubblico, garantendo la

collettività da ogni forma di inganno o confusione nell'attribuzione della paternità intellettuale.

Dopo la morte dell'autore mantengono tali diritti i discendenti. È il diritto morale che regola la

pubblicazione delle opere inedite effettuata dagli eredi dell'autore. Precisamente: " Il diritto di

pubblicare le opere inedite spetta agli eredi dell'autore o ai legatari delle opere stesse, salvo che

l'autore abbia espressamente vietata la pubblicazione o l'abbia affidata ad altri" (art. 24.1 L.

633/41).

B) Il diritto all'integrità dell'opera.(art. 20 L. 633/41)

L'autore ha diritto ad essere giudicato dal pubblico per l'opera così come egli l'ha concepita e a

conservare la reputazione che deriva dalla corretta conoscenza dell'opera. Questo diritto tutela

6
non solo le modifiche dell'opera ma anche qualsiasi modalità di comunicazione dell'opera che ne

falsi la percezione e quindi il giudizio da parte del pubblico.

La tutela del diritto morale all'integrità dell'opera riguarda solo quelle modifiche che comportano

un concreto pregiudizio per la personalità dell'autore.

Nel valutare se la modificazione dell'opera sia di pregiudizio all'onore a alla reputazione

dell'autore è necessario far conciliare e tener conto delle esigenze di carattere tecnico sorte nel

corso della realizzazione dell'opera o delle esigenze pratiche del committente che l'opera non ha

soddisfatto.

In particolare:

"nelle opere dell'architettura l'autore non può opporsi alle modificazioni che si rendessero

necessarie nel corso della realizzazione. Del pari non potrà opporsi a quelle altre modificazioni

che si rendesse necessario apportare all'opera già realizzata" (art. 20.2);

nelle opere cinematografiche al produttore è attribuita " la facoltà di apportare alle opere

cinematografiche le modifiche necessarie per il loro adattamento cinematografico" (art. 47 L.

633/41);

negli articoli di giornale al direttore è attribuita la facoltà di " introdurre nell'articolo da riprodurre

quelle modificazioni di forma che sono richieste dalla natura e dai fini del giornale" (art. 41 L.

633/41).

Gli atti a danno dell'opera cui l'articolo 20 si riferisce ("..di opporsi a qualsiasi deformazione,

mutilazione od altra modificazione, ed a ogni atto a danno dell'opera stessa..") sono modalità di

utilizzazione e quindi di riproduzione o comunicazione dell'opera che senza modificare l'opera ne

falsano la percezione.

Alcuni esempi di danno all'opera sono i seguenti:

la diffusione televisiva di opere cinematografiche con ripetute interruzioni pubblicitarie;

7
l'utilizzazione dell'opera per la promozione o per la pubblicità di prodotti;

presentazione dell'opera in un contesto che ne trasformi negativamente il significato;

rappresentazione ed esecuzione dell'opera che ne falsi del tutto lo spirito.

C) Il diritto di pentimento.

L'art. 142 L. 633/41 e l'art. 2582 del codice civile stabiliscono che l'autore può domandare il ritiro

dell'opera dal commercio se concorrono gravi ragioni morali.

In tal caso l'autore ha l'obbligo di corrispondere un indennizzo a coloro che hanno acquistato i

diritti di riprodurre, diffondere, eseguire, rappresentare o mettere in commercio l'opera stessa.

Questo diritto è inalienabile e irrinunciabile ma a differenza degli altri diritti morali, dopo la morte

dell'autore non può essere esercitato dai familiari; precisamente "è personale e non

trasmissibile" (art 142.2).

D) Il diritto d'inedito.

Controversa è la questione di far derivare dall'art.142 L. 633/41 il diritto dell'autore di impedire la

prima pubblicazione dell'opera, recedendo dai contratti con cui egli abbia disposto dei diritti di

utilizzazione.

Estinto il diritto d'autore, l'opera diviene di pubblico dominio ed è liberamente utilizzabile da

chiunque, anche a fini economici, purché sia rispettato il diritto morale alla titolarità artistica.

8
Diritti di utilizzazione economica
I diritti patrimoniali, detti anche diritti di utilizzazione economica, sono disciplinati della legge sul

diritto d'autore. La norma che stabilisce cosa sono i diritti patrimoniali è l'art. 12 Legge 22 aprile

1941 n. 633: secondo questo articolo, l'utilizzo economico dell'opera può avvenire in ogni forma

e modo. Inoltre, la prima forma di pubblicazione viene considerata come prima forma di esercizio

di un diritto di utilizzazione.

Questi diritti durano tutta la vita dell'autore e fino a 70 anni dopo la morte di quest'ultimo (art 25

L. 633/41), così come stabilito nel 1996[9].

Dopo la morte dell'autore, il diritto di utilizzazione dell'opera, quando l'autore stesso non abbia

altrimenti disposto, deve rimanere indiviso fra gli eredi per il periodo di tre anni, salvo che

decisione dell'autorità giudiziaria. Dopo i 3 anni gli eredi possono stabilire, per comune accordo,

che il diritto rimanga ancora in comunione per la durata che sarà da essi fissata, entro i limiti

indicati nelle disposizioni contenute nei codici (art 115 L. 633/41).

Uno dei coeredi o una persona estranea alla successione dovrà prendersi il compito di gestire

l'amministrazione e la rappresentanza degli interessi della comunione. In caso ciò non fosse

possibile il compito sarà affidato alla SIAE (art 116 L. 633/41). L'amministrazione si potrà solo

occupare dei diritti di utilizzazione dell'opera. In caso di nuove edizioni o altre elaborazioni dovrà

avere il consenso degli eredi rappresentanti la maggioranza per valore di quote ereditarie (art

117 L. 633/41).

I diritti di utilizzazione economica, a differenza dei diritti morali, possono essere trasferiti oppure,

in taluni casi, degradati a diritti a compenso in caso di utilizzazione dell'opera da parte di

terzi. L'articolo 27 specifica che, in caso di opera anonima o pseudonima, essa gode della

riserva dei diritti di utilizzazione economica fino al settantesimo anno dopo la data di prima

pubblicazione; se entro tale termine l'autore si rivela, vale l'articolo 25.

I diritti di utilizzazione economica, detti anche diritti patrimoniali, sono raggruppati in tre

categorie:

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Diritti di riproduzione e distribuzione.

Diritti di comunicazione al pubblico.

Diritti di traduzione ed elaborazione.

Tutti i diritti esclusivi appartenenti a queste categorie sono indipendenti tra loro: l'esercizio di uno

non esclude l'esercizio dell'altro (art 19.1).

Diritti di riproduzione e distribuzione

L'autore può esercitare i seguenti diritti esclusivi per autorizzare, o no, azioni sulla sua opera.

1) Riproduzione (art. 13 L. 633/41).

Si riferisce alla realizzazione di copie, temporanee o no, dell'opera, non solo su supporti materiali

ma anche digitali. Le copie temporanee per la trasmissione su reti o per un utilizzo legittimo

dell'opera, costituiscono un'eccezione alla regola (art. 68-bis L. 633/41).

Il diritto di riproduzione comprende la riproduzione con i soli mezzi autorizzati dall'autore. Ogni

mezzo di riproduzione è indipendente dagli altri, secondo il principio di indipendenza dei diritti

espresso nell'articolo 19.1.

La riproduzione non comprende la distribuzione: i due concetti non sono legati tra loro. Secondo

l'art. 68.3 è consentita la riproduzione “mediante fotocopia, xerocopia o sistema analogo” purché

si rispetti il limite del 15% del volume o fascicolo.

2) Trascrizione (art. 14 L. 633/41).

Riguarda l'uso dei mezzi specifici per la trasformazione dell'opera in forma scritta o riprodotta.

Tali mezzi sono indicati nell'articolo precedente.

3) Distribuzione (art. 17 L. 633/41).

L'autore gode del diritto di messa in commercio o in circolazione della propria opera materiale. In

Italia è esclusa la distribuzione su internet, che fa parte dei Diritti di comunicazione al pubblico, a

differenza di altre nazioni, come gli Stati Uniti d'America, che lo integrano nel diritto di

distribuzione (parliamo per esempio di download di files).

10
Una volta che la specifica copia dell'opera è stata messa in commercio, sotto autorizzazione

dell'autore, sono legittime le distribuzioni di copie successive. Il principio di esaurimento è valido

solo all'interno dell'Unione Europea e prevede la libera circolazione (sempre all'interno dell'UE)

dopo la prima messa in vendita o atto di trasferimento dell'opera e dunque dopo che l'autore ha

concesso i diritti al distributore (per esempio nel caso di libri, all'editore).

Non si applica per la messa a disposizione del pubblico dell'opera (art 17.3) e per la

“distribuzione la consegna gratuita di esemplari delle opere, effettuata o consentita dal titolare a

fini promozionali, ovvero di insegnamento o di ricerca scientifica.”(art. 17.4).

Per le opere delle arti figurative esiste invece il “diritto di seguito” (“droit de suite”), ovvero il

diritto dell’autore di opere delle arti figurative e dei manoscritti a percepire una percentuale sul

prezzo di vendita degli originali delle proprie opere in occasione delle vendite successive alla

prima.

Il diritto di seguito spetta all’autore o a tutti i co-autori e ai loro eredi fino alla sua estinzione, che

avviene trascorsi 70 anni dalla morte dell’autore o dell’ultimo dei co-autori. La percentuale del

prezzo di vendita oggetto del compenso varia dal 4% allo 0,25% a seconda dell’entità del valore

complessivo, tuttavia in ogni caso non può superare i 12.500 euro[10]. Il diritto non si applica,

inoltre, quando il venditore (professionista) abbia acquistato l’opera direttamente dall’autore nei

tre anni precedenti la vendita ed il prezzo di quest’ultima non superi € 10.000,00. Il compenso è

a carico del venditore ed è dovuto per tutte le vendite successive alla prima cui partecipi, come

venditore, acquirente o intermediario, un professionista del mercato dell’arte. Saranno quindi

soggette ad esso le transazioni di gallerie, case d’asta o mercanti d’arte, mentre saranno escluse

le vendite dirette tra privati.

In base alla norma, per opere d’arte si intendono le creazioni originali dell'artista, come quadri,

collages, dipinti, disegni, incisioni, stampe, litografie, sculture, arazzi, ceramiche, opere in vetro,

fotografie ed esemplari considerati come opere d’arte e originali, nonché i manoscritti.

4) Noleggio e prestito (art. 18-bis L. 633/41).

Riguarda l'autorizzazione che può essere concessa per il prestito o il noleggio ad opera di terzi.

11
È un diritto esclusivo che viene mantenuto dall'autore anche dopo la vendita (art. 18-bis.4). Per

“noleggio” si intende la messa a disposizione per un determinato periodo e a fronte di un

pagamento, mentre con “prestito” si indica la libera messa a disposizione fatta da istituzioni

pubbliche. Anche in caso di cessione di questo diritto a "un produttore di fonogrammi o di opere

cinematografiche o audiovisive o sequenze di immagini in movimento" (art. 18-bis.5), l'autore

dell'opera noleggiata ha diritto a un equo compenso. L'esercizio di tale diritto non riguarda il

prestito privato e le biblioteche statali. Quest'ultimo caso è regolamentato dall'art. 69.1 L.633/41:

non è necessaria l'autorizzazione dell'autore per il "prestito eseguito dalle biblioteche e

discoteche dello Stato e degli enti pubblici, ai fini esclusivi di promozione culturale e studio

personale".

Il 19 novembre 1992 viene emanata una Direttiva 92/100/CE del Consiglio, che concerne il diritto

di noleggio, il diritto di prestito e alcuni diritti connessi al diritto di autore in materia di proprietà

intellettuale. L'articolo 6, Diritto di Fissazione, di tale direttiva prevende delle deroghe al diritto

esclusivo di prestito da parte di istituzioni pubbliche:

1. Gli Stati membri possono derogare al diritto esclusivo previsto all'articolo 1 per il prestito da

parte di istituzioni pubbliche, a condizione che almeno gli autori ricevano una remunerazione per

tale prestito. Gli Stati membri hanno la facoltà di stabilire tale remunerazione tenendo conto dei

loro obiettivi di promozione culturale.

2. Ove gli Stati membri non applichino il diritto esclusivo di prestito di cui all'articolo 1 per quanto

riguarda i fonogrammi, le pellicole ed i programmi per elaboratore, essi introducono, almeno per

quanto riguarda gli autori, una remunerazione.

3. Gli Stati membri possono esonerare alcune categorie di istituzioni dal pagamento della

remunerazione di cui ai paragrafi 1 e 2.

In Italia in seguito alla modifica dell'art.69 della Legge 22 aprile 1941, n.633 "Protezione del

diritto d'autore e di altri diritti connessi al suo esercizio"(modificata dal decreto n.685 del 16

novembre 1994 di attuazione della direttiva 92/100) l'artcolo risultava essere:

1. Il prestito eseguito dalle biblioteche e discoteche dello Stato e degli enti pubblici, ai fini

12
esclusivi di promozione culturale e studio personale, non è soggetto ad autorizzazione da parte

del titolare del relativo diritto al quale non è dovuta alcuna remunerazione ed ha ad oggetto

esclusivamente:

a) gli esemplari a stampa delle opere eccettuati gli spartiti e le partiture musicali;

b) i fonogrammi e i videogrammi contenenti opere cinematografiche o audiovisive o sequenze di

immagini in movimento, siano esse sonore o meno, decorsi almeno diciotto mesi dal primo atto

di esercizio del diritto di distribuzione.

Nel 2002 la Commissione Europea applica un'indagine sull'applicazione della Direttiva negli Stati

membri. Nella relazione relativa all'indagine si afferma che:

non sono stati rispettati gli obblighi minimi stabiliti dall'art. 5 e segnatamente quello di

corrispondere almeno agli autori un compenso per il prestito delle loro opere da parte di

determinate istituzioni pubbliche.

Nel 2003 la Commissione Europea richiede informazione riguardanti l'applicazione della

direttiva. Nello stesso anno mette in atto una procedura di infrazione: denuncia la mancata

applicazione del DPP e quindi la mancata remunerazione degli aventi diritto, chiede inoltre di

poter indentificare “quali categorie di istituzioni pubbliche sono esentate e quali assoggettate al

diritto di prestito” e ricorda il risultato della sentenza di condanna del Belgio (16 ottobre 2003):

se l'orientamento prevalente di un determinato Stato non consente di distinguere efficacemente

tra categorie di istituzioni, occorre imporre a tutte le istituzioni interessate l'obbligo di pagare la

remunerazione.

Nel maggio del 2005 la Commissione fa ricorso contro l'Italia alla Corte di Giustizia Europea: il

paese dello stivale non ha rispettato gli obblighi della Direttiva 92/100/CE esentando “tutte le

categorie d'istituzioni aperte al pubblico dal diritto di prestito”. Nell'ottobre del 2006 avviene la

sentenza della Corte di giustizia del 26.10. 2006.

Attualmente l'art.69 della Legge 22 aprile 1041, n.633, modificato da Legge 248/2000, decreto

legislativo 68/2003, Legge 286/2006 è così formulato:

13
1. Il prestito eseguito dalle biblioteche e discoteche dello Stato e degli enti pubblici, ai fini

esclusivi di promozione culturale e studio personale, non è soggetto ad autorizzazione da parte

del titolare del relativo diritto ed ha ad oggetto esclusivamente:

a) gli esemplari a stampa delle opere eccettuati gli spartiti e le partiture musicali;

b) i fonogrammi e i videogrammi contenenti opere cinematografiche o audiovisive o sequenze di

immagini in movimento, siano esse sonore o meno, decorsi almeno diciotto mesi dal primo atto

di esercizio del diritto di distribuzione, ovvero, non essendo stato esercitato il diritto di

distribuzione, decorsi almeno ventiquattro mesi dalla realizzazione delle dette opere e sequenze

di immagini.

2. Per i servizi delle biblioteche, discoteche e cineteche dello Stato e degli enti pubblici è

consentita la riproduzione, senza alcun vantaggio economico o commerciale diretto o indiretto, in

unico esemplare dei fonogrammi e dei videogrammi contenenti opere cinematografiche o

audiovisive o sequenze di immagini in movimento, siano esse sonore o meno, esistenti presso le

medesime biblioteche, cineteche e discoteche dello Stato e degli enti pubblici.

14
Diritti di comunicazione al pubblico
1) Esecuzione, rappresentazione e recitazione in pubblico (art.15 L.633/41).

Questi diritti hanno per oggetto l'esecuzione, la rappresentazione e la recitazione in pubblico

"dell'opera musicale, dell'opera drammatica, dell'opera cinematografica, di qualsiasi altra opera

di pubblico spettacolo e dell'opera orale" (art. 15.1).

È necessario distinguere alcune nozioni:

Esecuzione: si intende per opere musicali e drammatico-musicali con assenza di azione

scenica;

Rappresentazione: riguarda le opere drammatiche, drammatico-musicali, coreografiche e

pantomimiche nelle quali è presente l'azione scenica;

Recitazione: indica la dizione, senza un'azione scenica, di opere letterarie o drammatiche.

Esistono poi delle forme atipiche:

Rappresentazione o esecuzione di un'opera fissata: ad esempio la riproduzione pubblica di un

CD oppure di una pellicola;

Esposizione in pubblico di opere figurative.

Sono escluse le forme di comunicazione considerate non pubbliche, cioè l'esecuzione, la

rappresentazione e la recitazione che avvengano nella cerchia familiare (art. 15.2), nei centri

sociali o istituti di assistenza e nelle associazioni di volontariato (art.15.3), purché non vengano

effettuate per scopi di lucro.

L'autore ha diritto ad un compenso in caso di "esecuzione in pubblici esercizi a mezzo di

apparecchi radioriceventi sonori, muniti di altoparlante, di opere radiodiffuse". L'ammontare della

remunerazione è stabilito periodicamente dall'accordo tra la SIAE e i rappresentanti

dell'associazione sindacale competente.(art. 58 L. 633/41).

2) Comunicazione a pubblico distante (art. 16 e 16-bis L. 633/41).

15
Secondo l'articolo 16 L. 633/41, è un diritto esclusivo dell'autore, la comunicazione dell'opera al

pubblico, "su filo e senza filo", attraverso l'utilizzo dei mezzi di diffusione a distanza (telegrafo,

radio, televisione e analoghi). Sono comprese la trasmissione via satellite e la ritrasmissione via

cavo. Queste due modalità di diffusione vengono ben definite e descritte nell'articolo 16 bis, dove

vengono specificate le nozioni di satellite, comunicazione al pubblico via satellite e ritrasmissione

via cavo.

La messa a disposizione dell'opera al pubblico rientra nell'articolo 16 e garantisce a ciascuno la

possibilità di avere accesso all'opera, in ogni tempo e luogo.

Il diritto di comunicazione al pubblico non si esaurisce con nessun atto di comunicazione e

messa a disposizione (art 16.2).

16
Diritti di traduzione ed elaborazione
L'articolo 18 LDA conferisce all'autore le seguenti facoltà esclusive:

1) Traduzione dell'opera

”Il diritto esclusivo di tradurre ha per oggetto la traduzione dell'opera in altra lingua o dialetto”

(art. 18.1 L. 633/41).

2) Elaborazione dell'opera

All'autore spetta il diritto di effettuare qualsiasi tipo di modifica (creativa e non) all'opera (art. 18.3

L. 633/41), inoltre può compiere “tutte le forme di modificazione, di elaborazione e di

trasformazione dell'opera previste dall'art.4” (art. 18.1 L. 633/41). L'articolo 4 LDA tutela le

seguenti elaborazioni di carattere creativo dell'opera:

le traduzioni in altra lingua;

le trasformazioni da una in altra forma letteraria od artistica;

le modificazioni ed aggiunte che costituiscono un rifacimento sostanziale dell'opera

originaria;

gli adattamenti;

le riduzioni;

i compendi;

le variazioni non costituenti opera originale.

L'autore può impedire che altri non autorizzati possano plagiare, contraffare o elaborare

abusivamente la sua opera. Le elaborazioni creative frutto di un accordo tra l'autore dell'opera

originale e l'elaboratore sono tutelate dall'articolo 4 LDA, “senza pregiudizio dei diritti esistenti

sull'opera originaria” (art. 4 L. 633/41). L'elaboratore è riconosciuto come autore

dell'elaborazione, “nei limiti del suo lavoro” (art. 7 L. 633/41).Il secondo comma dell'articolo 18

L.D.A. stabilisce all'autore il diritto di pubblicare le sue opere in raccolta.

17
Eccezioni:[11].

Per quanto riguarda le opere architettoniche, "l'autore non può opporsi alle

modificazioni che si rendessero necessarie nel corso della realizzazione" (art. 20.2 L. 633/41).

Per quanto riguarda gli articoli di giornale, "il direttore del giornale ha diritto, salvo

patto contrario, di introdurre nell'articolo da riprodurre quelle modificazioni di forma che sono

richieste dalla natura e dai fini del giornale" (art. 41.2 L. 633/41).

Per quanto riguarda le opere cinematografiche, "il produttore ha facoltà di apportare

alle opere utilizzate nell'opera cinematografica le modifiche necessarie per il loro adattamento

cinematografico" (art. 47.1 L. 633/41).

Per quanto riguarda i software, sono concesse la traduzione, l'adattamento, la

trasformazione e ogni altra modificazione del programma per elaboratore, se necessarie "per

l'uso del programma per elaboratore conformemente alla sua destinazione da parte del legittimo

acquirente, inclusa la correzione degli errori" (art. 64-ter.1) o "indispensabili per ottenere le

informazioni necessarie per conseguire l'interoperabilità, con altri programmi, di un programma

per elaboratore creato autonomamente" (art. 64-quater.1 L. 633/41).

Per quanto riguarda le banche dati, sono concesse al legittimo utente tutte le modifiche

necessarie per "l'accesso al contenuto della stessa banca dati e per il suo normale impiego" (art.

64-sexies.2 L. 633/41).

Durata
I diritti di utilizzazione economica di un'opera sono soggetti a limiti di durata, differentemente dai

diritti morali d'autore che non hanno alcuna limitazione temporale. L'art.25 dell'I.d.a afferma che il

diritto d'autore[12] delle opere d'ingegno ha validità fino al settantesimo anno solare dopo la

morte del soggetto detentore di tale diritto, secondo quanto disposto dalla direttiva CEE

93/98[13], recepita nel nostro ordinamento con la legge n. 52 del 6 febbraio 1996.

18
Esistono comunque alcuni casi particolari[14]:

1. In caso di opere realizzate con il contributo indistinguibile e inscindibile di più persone, l'art.26

comma 1 dell'I.d.a afferma che la durata dei diritti spettanti a ciascun collaboratore si

determina sulla vita del coautore che decede per ultimo.

2. Nelle opere collettive la durata dei diritti di utilizzazione economica spettante a ciascun

collaboratore è determinata sulla vita di ciascuno di essi. In qualsiasi caso i diritti

cessano dopo il settantesimo anno dalla prima pubblicazione, fatta eccezione per le

opere periodiche (riviste, giornali ecc) secondo quanto affermato all'art.30.

3. Per le opere collettive periodiche i diritti di utilizzazione economica hanno validità di

settant'anni a partire dalla fine dell'anno di pubblicazione dei singoli fascicoli o dei singoli

numeri, secondo quanto affermato all'art.30 comma 2.

4. Nelle opere anonime o pseudonime la durata dei diritti di utilizzazione economica è pari a

settant'anni a partire dalla prima pubblicazione. Qualora l'autore si riveli o venga rivelato

da persone da lui autorizzate o da soggetti stabiliti nell'art.23 prima della scadenza dei

settant'anni, si applica la durata temporale stabilita all'art.25. La rivelazione deve essere

fatta nelle forme previste dall'art. 28 l.d.a. mediante denuncia all'ufficio della proprietà

letteraria, scientifica ed artistica presso il Ministero della Cultura Popolare.

5. Per le amministrazioni dello Stato (province, enti pubblici culturali, accademie ecc) la durata

dei diritti esclusivi di utilizzazione economica è di venti anni dalla prima pubblicazione,

secondo quanto affermato all'art 11.

6. Per le opere cinematografiche i diritti di utilizzazione economica durano fino al termine del

settantesimo anno dopo la morte dell'ultima persona sopravvissuta tra le seguenti: il

direttore artistico, gli autori della sceneggiatura, l'autore del dialogo e l'autore della

musica, secondo quanto affermato dall'art.32 I.d.a.

19
Trasmissione dei diritti

La semplice cessione di un esemplare dell'opera non implica la trasmissione dei diritti di

utilizzazione (art. 109 L. 633/41). Per esempio, ricevendo dall'autore una copia del libro, non si

riceve automaticamente il diritto di pubblicarlo. La trasmissione di tali diritti deve sempre essere

provata per iscritto (art. 110 L. 633/41).

Dall'articolo 107 in poi della LDA troviamo le norme che regolano la trasmissione dei diritti di

utilizzazione.

Trasmissione a causa di morte

[www.dirittodautore.it: Legge 22 aprile 1941 n. 633]. URL consultato il 25 aprile 2012.

Quando l'autore muore, in caso non abbia dato disposizioni diverse, il diritto di utilizzazione della

sua opera rimane indiviso tra gli eredi per tre anni dalla morte. Sopra istanza di uno o più

coeredi però, l'autorità giudiziaria può consentire, per gravi ragioni, di dividere il diritto di

utilizzazione senza indugio. Dopo i tre anni, gli eredi possono stabilire di comune accordo che

tale diritto rimanga in comunione (regolata dalle disposizioni del codice civile e dalla LDA) ancora

per la durata fissata da essi, entro i limiti indicati nei codici (art. 115).

In genere, l'amministrazione e la rappresentazione degli interessi della comunione è conferita ad

uno dei coeredi o a persona estranea alla successione, ma se i coeredi trascurano la nomina e

gli accordi su essa entro un anno dall'apertura della successione, l'amministrazione è conferita

alla società italiana degli autori ed editori, ovvero la S. I.A.E.. Tale procedura è seguita anche

quando si tratti di provvedere alla nomina di un nuovo amministratore (art. 116).

L'amministrazione, pur gestendo i diritti di utilizzazione dell'opera, non può autorizzare nuove

edizioni, traduzioni o altre elaborazioni, adattamento dell'opera alla cinematografia, alla

radiodiffusione ed all'incisione su apparecchi meccanici, senza il consenso degli eredi

rappresentanti la maggioranza per valore delle quote ereditarie, salvo provvedimenti dell'autorità

20
giudiziaria a tutela della minoranza, secondo le norme del codice civile in materia di comunione

(art. 117).

In tale porzione della LDA sono inoltre definite due classi di contratti tipici:

21
il contratto di edizione e il contratto di esecuzione e
rappresentazione.
Il contratto di edizione

Il contratto di edizione è regolato dagli articoli 118 e seguenti (118/135). Tali articoli definiscono

alcune norme imperative a tutela degli autori, che non sonoderogabili dai contraenti:

Durata massima di 10 anni per i contratti che hanno come oggetto l'alienazione dei diritti

esclusivi dell'autore per opere non ancora create (art. 120.3 L. 633/41)

Obbligo di pubblicazione entro 2 anni dalla data della consegna dell'esemplare completo

(art. 127 L. 633/41)

Obbligo di interpellare l'autore prima di procedere alle nuove edizioni, per permettergli di

apportare modifiche. (art. 129.2 L. 633/41)

Salvo accordo contrario (e alcuni casi particolari), il compenso dell'autore è calcolato in base a

una percentuale del prezzo di copertina (art.130 L. 633/41). L'autore, però, ha il diritto di opporsi

al prezzo fissato se lo ritiene negativo per i suoi interessi o per la diffusione dell'opera (art. 131 L.

633/41).

L'articolo 122 distingue due tipologie di contratto di edizione:

il contratto per edizione: conferisce all'editore il diritto di eseguire una o più edizioni entro

venti anni dalla consegna dell'opera, indicando preventivamente il numero delle edizioni

e degli esemplari per ogni edizione (nel contratto possono essere previste più ipotesi).

Nel caso questi ultimi dati non siano specificati, si intende che il contratto abbia per

oggetto un'unica edizione di al massimo duemila copie.

il contratto a termine: conferisce all'editore il diritto di eseguire un qualsiasi numero di

edizioni entro un termine stabilito, mai superiore a 20 anni. Il termine di venti anni non si

applica ai contratti di edizione riguardanti enciclopedie, dizionari, schizzi, disegni,

vignette, illustrazioni, fotografie, lavori di cartografia, opere drammatico-musicali e

22
sinfoniche.

Il contratto di esecuzione e rappresentazione

Un altro esempio di contratto tipico presente nella legge sul diritto d'autore è il contratto di

esecuzione e rappresentazione, previsto negli articoli da 136 a 141. Mediante questo contratto,

l'autore può attribuire a terzi il diritto di rappresentazione o esecuzione.

In particolare:

L'autore concede la facoltà di rappresentare in pubblico un'opera drammatica, drammatico-

musicale, coreografica, pantomimica o qualunque altra opera destinata alla

rappresentazione[15].

Il concessionario non deve apporre aggiunte, tagli o variazioni all'opera senza il consenso

dell'autore né sostituirne i principali interpreti e i direttori di orchestra e dei cori in caso questi

siano stati accordati con l'autore (Art.138).

Diritti connessi all'esercizio del diritto d'autore

Sono una serie di diritti che nascono in capo a soggetti diversi dall’autore dell'opera, ma la cui

esistenza è direttamente "connessa" appunto all’esercizio dei diritti d’autore, poiché si riferiscono

ad attività intellettuali e commerciali determinanti per il sistema dell'industria culturale.

Tradizionalmente sono i diritti disciplinati dal Titolo II della legge 633/1941 (art. 72 e seguenti)

relativi all’incisione e produzione di fonogrammi, quelli relativi alla produzione di opere

audiovisive e cinematografiche, quelli relativi all’emissione radiofonica e televisiva e quelli degli

artisti interpreti ed esecutori.

23
Diritti del produttore di fonogrammi
Gli artt. 72-78[29] della legge n. 633/1941 individuano i diritti connessi al diritto d'autore spettanti

al produttore di fonogrammi.

I diritti connessi ai fonogrammi hanno una durata di 50 anni dalla prima fissazione del

fonogramma. Nel caso in cui durante tale periodo il fonogramma venisse lecitamente pubblicato,

la durata dei diritti è di 50 anni dalla prima pubblicazione. Secondo l'art. 12[30] della legge n.

633/1941: "È considerata come prima pubblicazione la prima forma di esercizio del diritto di

utilizzazione.".

Salvi i diritti che spettano all'autore, trattati nel Titolo 1[31] della legge n. 633/1941, il produttore

conserva sui suoi fonogrammi alcuni diritti esclusivi, per la durata e alle condizioni stabilite

dagli artt. 72-78[32] della legge n. 633/1941. Tali diritti esclusivi comprendono:

l'autorizzazione alla riproduzione dei suoi fonogrammi, diretta o indiretta, temporanea o

permanente, in tutto o in parte, in qualunque modo o forma e con qualsiasi processo di

duplicazione

l'autorizzazione alla distribuzione degli esemplari dei suoi fonogrammi.

l'autorizzazione al noleggio ed il prestito degli esemplari dei suoi fonogrammi.

l'autorizzazione alla messa a disposizione del pubblico dei suoi fonogrammi, in maniera tale

che ciascuno possa avervi accesso dal luogo e nel momento scelti individualmente.

Tali diritti non si esauriscono con la vendita, con la distribuzione o con la messa a disposizione

del pubblico dei fonogrammi. Il produttore conserva quindi i suoi diritti esclusivi sul fonogramma

anche qualora esso venga venduto, noleggiato, dato in prestito o messo a disposizione di una

terza persona. Quest'ultima non potrà quindi esercitare alcun diritto connesso al fonogramma

senza l'autorizzazione del produttore.

In particolare, il diritto di distribuzione non si esaurisce nel territorio della Comunità Europea.

Tuttavia, nel caso in cui la prima vendita del supporto contenente il fonogramma sia effettuata o

consentita dal produttore, egli vedrà esaurirsi il suo diritto esclusivo di distribuzione.

24
Qualora il fonogramma venga pubblicamente utilizzato dalla cinematografia, per la

radiodiffusione o per la diffusione televisiva, in occasione di feste danzanti o in generale nel caso

di qualsiasi altra pubblica utilizzazione dei fonogrammi stessi, i soggetti che hanno diritto ad un

equo compenso sono:

il produttore di fonogrammi

gli artisti interpreti

gli artisti esecutori

L'esercizio di tale diritto spetta al produttore, il quale ripartisce il compenso con gli artisti interpreti

o esecutori.

Nel caso in cui l'utilizzo del fonogramma è finalizzato all'insegnamento o alla comunicazione

istituzionale, quest'ultima effettuata dallo Stato o da un ente autorizzato, non è previsto alcun

compenso.

Il produttore può comunque opporsi al pubblico utilizzo di un suo fonogramma, qualora tale

utilizzo arrechi grave pregiudizio ai suoi interessi industriali.

I supporti contenenti fonogrammi non possono essere distribuiti se non portano stabilmente

apposte le indicazioni di cui all'art. 62[33] della legge n. 633/1941

Diritti relativi all'emissione radiofonica e televisiva

I diritti relativi all'emissione radiofonica e televisiva sono previsti dal Titolo II ("Disposizioni sui

diritti connessi all'esercizio del diritto d'autore") Capo II della Legge 22 aprile 1941 n. 633 e

disciplinati dall'articolo 79[35].

Quest'ultimo attribuisce ai soggetti che esercitano un'attività di emissione radiofonica e televisiva

una serie di diritti esclusivi tra cui quello di:

autorizzare la fissazione delle proprie emissioni effettuate sul filo o via etere;

autorizzare la riproduzione diretta o indiretta delle fissazioni delle proprie emissioni;

autorizzare la ritrasmissione su filo o via etere delle proprie emissioni e la loro comunicazione

25
al pubblico se questa avviene in luoghi accessibili mediante il pagamento di un diritto di ingresso

(trattato anche dall'art. 180-bis[36];

autorizzare la distribuzione delle fissazioni delle proprie emissioni.

Questi diritti esclusivi possono essere esercitati senza però pregiudicare quelli previsti dalla

stessa legge a favore di altri soggetti, quali l'autore, il produttore fonografico, il produttore

cinematografico e gli artisti interpreti ed esecutori.

In seguito all'entrata in vigore del D.Lgs. 26 maggio 1997 n. 154, la durata di questi diritti è stata

estesa a 50 anni dalla prima diffusione di una emissione. L'espressione "radio-diffusione"

riguarda sia l'emissione radiofonica che quella televisiva, mentre l'epressione "su filo o via etere"

include le emissioni via cavo e via satellite.

In seguito allo sviluppo delle moderne tecnologie digitali, la diffusione via satellite, la

ritrasmissione via cavo di programmi radiofonici e televisivi provenienti da altri Stati europei,

avvennero una serie di problemi sia di armonizzazione di natura legislativa sia di negoziazione

dei diritti di utilizzazione economica.

Nel 1993 la Comunità Europea ha ripreso la questione lasciata in sospeso nelle precedenti

Direttive con l'emanazione della Direttiva 93/83/CEE per il coordinamento di alcune norme in

materia di diritto d'autore e diritti connessi. Tale Direttiva ha fissato le regole per la diffusione di

programmi effettuata oltre le frontiere dei singoli Stati membri all’interno però del territorio della

Comunità Europea cercando un giusto equilibrio tra gli interessi degli organismi di radiodiffusione

che effettuano trasmissioni via satellite o via cavo e i diritti degli autori delle opere inserite nei

programmi, i diritti degli artisti interpreti ed esecutori e quelli dei produttori di fonogrammi e degli

organismi di emissione.

La Direttiva 93/83/CEE è composta da 4 Capi di cui il I intitolato "Definizioni" definisce il concetto

di "satellite", di "comunicazione al pubblico via satellite" con i vari aspetti che la comunicazione

può assumere, di "ritrasmissione via cavo" e stabilisce quali società possono considerarsi

"società di gestione collettiva" di diritti d'autore.

26
Per quanto riguarda il concetto di "satellite", bisogna distinguere tra la definizione comune di

satellite artificiale, espressione con la quale si indica un'apparecchiatura complessa messa in

orbita intorno alla terra, e la definizione prevista dalla direttiva che considera satellite quello

operante su bande di frequenza riservate, secondo la Convenzione internazionale delle

telecomunicazioni, alla trasmissione di segnali ricevibili dal pubblico o riservati alla

comunicazione individuale privata. La normativa comunitaria ha inoltre specificato il concetto di

"comunicazione al pubblico via satellite" che è l'atto di inserire, sotto il controllo dell'organismo di

radiodiffusione, i segnali portatori di programmi destinati ad essere ricevuti dal pubblico in una

sequenza ininterrotta di comunicazione diretta al satellite e poi a terra. A questo proposito si

applica la legislazione dello Stato nel quale ha luogo la comunicazione al pubblico via satellite.

Un'altra definizione importante data dalla direttiva in questione è quella di "ritrasmissione via

cavo" che è la ritrasmissione simultanea, invariate ed integrale, tramite un sistema di

ridistribuzione via cavo o a frequenze molto elevate, di un'emissione primaria proveniente da un

altro Stato membro e riguardante programmi radiofonici e televisivi destinati ad essere captati dal

pubblico. In pratica un organismo di distribuzione trasmette via cavo agli utenti, i quali possono

usufruire di questi segnali solo mediante appositi apparecchi e dietro pagamento di un

abbonamento periodico. La ritrasmissione via cavo, come quella via satellite, è da considerarsi

un'emissione secondaria, la quale si distingue da quella primaria in quanto quest'ultima prevede

solo la possibilità di trasmettere programmi originari destinati appunto ad una primaria

utilizzazione attraverso forme di distribuzione diretta (es. la televisione via cavo interattiva cioè il

video-on demand). Inoltre la direttiva dispone che gli Stati membri devono assicurare che

questa trasmissione via cavo sia effettuata nel rispetto del diritto d'autore e dei diritti connessi

sulla base dei contratti individuali o collettivi conclusi tra i soggetti interessati. I diritti di

comunicazione al pubblico via satellite e di ritrasmissione via cavo sono dei diritti esclusivi per

cui non sono valide forme di licenze legali o di diritto a compenso. Gli Stati membri devono

affidare l'esercizio del diritto di ritrasmissione via cavo a delle società di gestione collettiva (in

Italia vi è la SIAE) per garantire l'effettivo esercizio di tale diritto e semplificare le procedure di

autorizzazione rispetto alle opere e alle prestazioni protette.

27
Diritti relativi ad artisti interpreti ed esecutori
La legge sul diritto d'autore dedica agli artisti interpreti ed esecutori diversi articoli in cui è

contenuto il Diritto dell'artista interprete ed esecutore, da 80 a 85[37], e li identifica come "gli

attori, i cantanti, i musicisti, i ballerini e le altre persone che rappresentano, cantano, recitano,

declamano o eseguono in qualunque modo opere dell'ingegno, siano esse tutelate o di dominio

pubblico". L'art. 82[38] completa questa definizione, specificando che sono compresi nella

denominazione di artisti interpreti anche coloro che sostengono nell'opera o composizione

drammatica, letteraria o musicale, una parte di notevole importanza artistica, anche se di artista

esecutore comprimario, i direttori d'orchestra e del coro, e infine i complessi orchestrali o corali, a

condizione che la parte orchestrale o corale abbia valore artistico di per sé stante e non di

semplice accompagnamento. Perciò, i soggetti di questo diritto sono gli artisti interpreti ed

esecutori solo se parte di notevole importanza artistica.

Interprete è colui che non si limita a eseguire l'opera così come è stata scritta, ma, attraverso lo

studio e un lavoro di ricostruzione, ne comprende il significato, appropriandosene, e sceglie i

modi tecnici per la realizzazione della stessa; in questa maniera svolge una funzione di

mediazione tra l'autore dell'opera e il pubblico che ne fruisce. Per esempio il tenore Pavarotti

oppure Mina nella musica leggera italiana, sono artisti interpreti: infatti essi cantano composizioni

scritte da altri, ma apportano in esse l'impronta della propria forte personalità, con il risultato che

la loro interpretazione rimane unica e inimitabile. Tale attività, di chiaro contenuto intellettuale,

non è certo paragonabile a quella creativa dell'autore, ma è tuttavia meritevole di tutela.

La legge sul diritto d'autore prevedeva inizialmente una protezione sia dal punto di vista

patrimoniale che morale.

Nel primo caso fu riconosciuto un diritto al compenso, svincolato da quello dovuto

contrattualmente per la prestazione artistica, ma derivato dal profitto ricavato dalla fissazione su

supporto materiale e dalla diffusione della prestazione artistica (registrazione e/o radiodiffusione)

e per le successive utilizzazioni.

L'art. 80 n. 2[39] riconosce agli artisti, indipendentemente dalla eventuale retribuzione spettante

28
per le loro prestazioni artistiche dal vivo, i diritti esclusivi di:

la fissazione delle loro prestazioni artistiche (ossia le registrazioni);

la riproduzione diretta o indiretta della fissazione delle loro prestazioni artistiche (per

esempio la radiodiffusione del disco);

la comunicazione al pubblico, in qualsivoglia forma e modo (interattiva e non);

autorizzare la messa a disposizione del pubblico in maniera tale che ciascuno possa avervi

accesso dal luogo e nel momento scelti individualmente;

la distribuzione delle fissazioni delle loro prestazioni artistiche;

il noleggio o il prestito delle fissazioni delle loro prestazioni artistiche e delle relative

riproduzioni: l'artista interprete o esecutore, anche in caso di cessione del diritto di noleggio a un

produttore di fonogrammi o di opere cinematografiche o audiovisive o sequenze di immagini in

movimento, conserva il diritto di ottenere un'equa remunerazione per il noleggio concluso dal

produttore con terzi. Ogni patto contrario è nullo.

Secondo l'art. 84 n. 1 si presume che gli artisti interpreti ed esecutori cedano i diritti di

utilizzazione alla stipula del contratto per la produzione di un'opera cinematografica o audiovisiva

o sequenza di immagini in movimento.

I successivi paragrafi n. 2 e n. 3 del medesimo articolo[40] non sono rinunciabilie prendono in

considerazione:

il diritto al compenso per le comunicazioni al pubblico (art. 84.2) affermando che agli "artisti

interpreti ed esecutori che nell'opera cinematografica e assimilata sostengono una parte di

notevole importanza artistica, anche se di artista comprimario, spetta, per ciascuna utilizzazione

dell'opera cinematografica e assimilata a mezzo della comunicazione al pubblico via etere, via

cavo e via satellite un equo compenso a carico degli organismi di emissione";

29
qualsiasi altro uso al di fuori della diffusione (art. 84.3) sostenendo che per ciascuna

utilizzazione di opere cinematografiche e assimilate diversa da quella prevista nel comma 2 e

nell'articolo 80, comma 2, punto 5), agli artisti interpreti ed esecutori spetta un equo compenso a

carico di coloro che esercitano i diritti di sfruttamento per ogni distinta utilizzazione economica.

L'esercizio del diritto all'equo compenso è riservato al produttore fonografico, il quale deve,

tuttavia, ripartire i guadagni tra gli artisti interpreti o esecutori.

Dal punto di vista morale invece l'artista viene tutelato dai seguenti:

a norma dell'art. 81[41], egli può opporsi alla diffusione, trasmissione o riproduzione della sua

recitazione, rappresentazione o esecuzione che possa essere di pregiudizio al suo onore o

reputazione. Tale norma è restrittiva, limitando la protezione solo per la lesione dell'onore o

reputazione.

A completamento della tutela morale dell'artista interprete ed esecutore, si suole utilizzare, in

sede di giudizio, anche l'art. 10 del Codice Civile, che garantisce il diritto all'immagine.

l’art. 83 ricalca il diritto alla paternità dell’opera, riconoscendo la facoltà di pretendere che il nome

dell’autore sia indicato nella comunicazione al pubblico della loro prestazione artistica e sia

apposto su supporti (quali videogrammi e fonogrammi, contenenti la fissazione della loro

prestazione).

30
Violazione del diritto d'autore
Gli articoli 171 e seguenti della L633 sanciscono le pene a cui va incontro colui che viola le

norme concernenti il diritto d'autore.

È punito con multa da euro 51 a euro 2.065 chiunque, senza averne diritto, a qualsiasi scopo e in

qualsiasi forma:

riproduce, trascrive, recita in pubblico, diffonde, mette in vendita o pone altrimenti in commercio

un'opera altrui;

rivela il contenuto dell'opera altrui prima che sia reso pubblico;

introduce e mette in circolazione nello Stato esemplari di un'opera altrui prodotti all'estero

contravvenendo alla legge italiana;

mette a disposizione del pubblico, immettendola in un sistema di reti telematiche, mediante

connessioni di qualsiasi genere, un'opera dell'ingegno protetta, o parte di essa;

rappresenta, esegue, recita in pubblico o diffonde un'opera altrui. La rappresentazione o

esecuzione comprende la proiezione pubblica dell'opera cinematografica, l'esecuzione in

pubblico delle composizioni musicali inserite nelle opere cinematografiche e la radiodiffusione

mediante altoparlante azionato in pubblico;

riproduce un numero di esemplari o esegue un numero di esecuzioni o di rappresentazioni

maggiore di quello che aveva diritto di riprodurre o di rappresentare;

ritrasmette o registra con apparecchi le trasmissioni radiofoniche o smercia i dischi fonografici o

altri apparecchi indebitamente registrati.

Qualora i reati sopra citati siano commessi con usurpazione della paternità dell’opera cioè con

modificazione dell’opera medesima, la pena è la reclusione fino ad un anno o una multa non

inferiore a euro 516.

Per la duplicazione abusiva di contenuti in supporti non contrassegnati dalla Società italiana

degli autore ed editori (S. I.A.E.) la reclusione è da sei mesi a tre anni e la multa da euro 2.582 a

31
euro 15.493. Nel caso in cui il fatto sia di rilevante gravità la reclusione non è inferiore a due anni

e la multa a euro 15.492. Qualora, invece, il fatto sia ritenuto di particolare tenuità la pena è

ridotta (art 171-bis – art 171-ter).

Con la stessa pena viene condannato chi:

duplica, riproduce, trasmette o diffonde al pubblico un’opera destinata al circuito televisivo,

cinematografico, della vendita o del noleggio;

duplica, riproduce, trasmette o diffonde al pubblico opere o parti di opere letterarie, drammatiche,

scientifiche o didattiche, multimediali;

pur non avendo contribuito alla duplicazione o riproduzione dell’opera, detiene per la vendita o la

distribuzione, pone in commercio, proietta in pubblico;

pone in commercio, vende, noleggia, cede a qualsiasi titolo un’opera per la quale è prescritta

l’apposizione di contrassegno da parte della S. I.A.E., priva di contrassegno medesimo o dotata

di contrassegno contraffatto;

distribuisce, importa a fini di distribuzione, diffonde per radio o per televisione, comunica o mette

a disposizione del pubblico opere o altri materiali protetti dai quali siano state rimosse o alterate

le informazioni elettroniche stesse;

riproduce, duplica, trasmette o diffonde abusivamente, vende o cede a qualsiasi titolo o importa

abusivamente oltre cinquanta copie o esemplari di opere tutelate dal diritto d'autore e da diritti

connessi

Gli importi derivanti dall'applicazione delle sanzioni pecuniarie previste sono versati all'Ente

nazionale di previdenza ed assistenza per i pittori e scultori, musicisti, scrittori ed autori

drammatici. Se “i fatti preveduti nell'articolo 171 sono commessi per colpa la pena è della

sanzione amministrativa fino a 1.032,00 euro” (art 172).

Quando si procede al sequestro del materiale, questo è, per entità, di difficile custodia, perciò

l'autorità giudiziaria può ordinarne la distruzione, osservate le disposizioni di cui all'articolo 83

32
delle norme di attuazione, di coordinamento e transitorie del codice di procedura penale,

approvate con decreto legislativo 28 luglio 1989 n. 271.

Tutte le suddette sanzioni si devono ritenere applicabili se il fatto non costituisce reato più grave

previsto dal codice penale o da altri leggi. (art 173).

33
Diritto d'autore e Creative Commons

Le Creative Commons sono una tipologia di licenze che permette al detentore del diritto d'autore

di regolamentare gli usi dell'opera secondo un modello più elastico, garantendone il libero utilizzo

per particolari scopi e secondo determinate condizioni. Le licenze Creative Commons offrono sei

diverse articolazioni che nascono dalla combinazione di quattro clausole base (Attribuzione, Non

opere derivate, Non commerciale, Condividi allo stesso modo). Sono uno strumento molto

diffuso nel mondo di Internet che consente una più libera condivisione dei contenuti creativi e

l'affermazione di un modello di gestione dei diritti d'autore ispirato al concetto di "alcuni diritti

riservati" (in contrapposizione con il modello classico di "tutti i diritti riservati").

LICENZE CREATIVE COMMONS

Le licenze Creative Commons sono nate negli USA appoggiandosi al sistema giuridico locale.

Sono state quindi adattate al sistema giuridico italiano, dove il diritto d'autore è regolato dalla

legge 633/41. L'autore diventa detentore dei diritti nel momento dell'estrinsecazione dell'opera

creativa, secondo la L. 633/41, art. 6


« Il titolo originario dell'acquisto del diritto di autore è costituito dalla creazione dell'opera, quale
particolare espressione del lavoro intellettuale »

Inoltre tutti i diritti sono riservati all'autore (art.13 / 18bis).

Le sei licenze Creative Commons (definite dalla combinazione di quattro attributi) stabiliscono in

modo esplicito quali sono i diritti riservati, modificando quindi la regola di default in cui tutti i diritti

sono riservati.
Attribuzione (BY)

Attribuzione (Attribution)

Bisogna sempre indicare l'autore dell'opera (attributo obbligatorio) in modo che sia possibile

attribuirne la paternità come definito dagli artt. 8 e 20 lda:


« È reputato autore dell'opera, salvo prova contraria, chi è in essa indicato come tale, nelle forme
d'uso, ovvero, è annunciato come tale nella recitazione, esecuzione, rappresentazione o
radiodiffusione dell'opera stessa. Valgono come nome lo pseudonimo, il nome d'arte, la sigla o il
segno convenzionale, che siano notoriamente conosciuti come equivalenti al nome vero. »
(art. 8)
« [...] l'autore conserva il diritto di rivendicare la paternità dell'opera [...] »

34
(art. 20)

Non commerciale (NC)

Per approfondire, vedi Conoscenza libera basata sulle licenze Creative Commons:
Conseguenze, rischi ed effetti collaterali del modulo di licenza "solo utilizzo non
commerciale - NC".

Non Commerciale (Non Commercial)

Non sono consentiti usi commerciali dell'opera creativa come definito dal secondo comma

dell'art. 12:

« l'autore ha altresì [...] il diritto esclusivo di utilizzare economicamente l'opera [...] »

Con il secondo attributo si definisce come diritto esclusivo dell'autore il solo uso commerciale

dell'opera creativa. I diritti di riproduzione (art. 13), di trascrizione (art. 14), di esecuzione (art.

15), di comunicazione al pubblico (art. 16), di distribuzione (art. 17) e di noleggiare (art. 18bis)

definiti dalla L633/41 non sono esplicitati nella licenza e pertanto non sono considerati diritti

esclusivi dell'autore. Chiunque può riprodurre, trascrivere, eseguire e distribuire purché non a

scopo di lucro, attribuendo sempre la paternità come definito nel primo attributo. Tuttavia le

limitazioni sullo sfruttamento economico dell'opera sono limitate al settantesimo anno solare

dopo la morte dell'autore come specificato dall'art. 25 lda.


Non opere derivate (ND)

No opere derivate (No Derivative Works)

Non sono consentite elaborazioni dell'opera creativa come definito dall'art 20


« [...] l'autore conserva il diritto di rivendicare la paternità dell'opera e di opporsi a qualsiasi
deformazione, mutilazione od altra modificazione, ed a ogni atto a danno dell'opera stessa, che
possano essere di pregiudizio al suo onore o alla sua reputazione »

Caso particolare costituito dalle opere architettoniche, per le quali


« [...] l'autore non può opporsi alle modificazioni che si rendessero necessarie nel corso della
realizzazione [...] o ad opera già realizzata »

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Si può modificare l'opera ma l'opera modificata deve essere rilasciata secondo le stesse

condizioni scelte dall'autore originale.


« Senza pregiudizio dei diritti esistenti sull'opera originaria, sono altresì protette le elaborazioni di
carattere creativo dell'opera stessa, quali le traduzioni in altra lingua, le trasformazioni da una in
altra forma letteraria od artistica, le modificazioni ed aggiunte che costituiscono un rifacimento
sostanziale dell'opera originaria, gli adattamenti, le riduzioni, i compendi, le variazioni non

35
costituenti opera originale. »
(art 4)

In particolare le sei licenze pubbliche Creative Commons sono:

Attribuzione

Attribuzione - Non opere derivate

Attribuzione - Non commerciale

Attribuzione - Condividi allo stesso modo

Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate

Attribuzione - Non commerciale - Condividi allo stesso modo

36
Enti di diritto pubblico per la protezione e l'esercizio dei diritti di
autore

L'art. 180 della legge del 22 aprile 1941 n. 633 istituisce la Società italiana degli autori ed editori

(SIAE) come unico ente con attività di intermediario per opere tutelate da diritto d'autore. La

SIAE, tra le altre facoltà, può concedere le licenze per l'utilizzazione di opere protette da diritto

d'autore, nell'interesse dell'autore stesso. I proventi che vengono riscossi dalla SIAE, detratte le

spese di riscossione, sono tenuti a disposizione degli aventi diritto per tre anni. Se in questo

periodo l'autore non li reclama vengono versati alla Confederazione nazionale professionisti ed

artisti.

L'art. 180-bis riguarda invece la trasmissione via cavo, la quale deve essere autorizzata dai

titolari dei diritti e dai detentori dei diritti connessi esclusivamente attraverso la SIAE.

La Società italiana degli autori ed editori pone un contrassegno su ogni supporto contenente

programmi per elaboratore o multimediali, suoni, voci, video, che reca la fissazione di opere tra

quelle indicate nell'articolo 1, destinati ad essere posti in commercio o ceduti in uso a qualunque

titolo a fine di lucro. Il contrassegno deve avere caratteristiche tali da non permettere il suo

trasferimento su un altro supporto. Gli elementi contenuti nel contrassegno devono indicare il

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La Società italiana degli autori ed editori è inoltre incaricata di vigilare sulle attività di

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duplicazione, vendita, emissione via etere e via cavo o proiezione cinematografica (art 182-bis).

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