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APPUNTI COMPLEMENTARI1

Ritiro Delegati Generali Consiglio Beta del Consiglio 11


Cile, 29-30-31 Marzo e 1º Aprile del 2001
Giorno 1
Servitori: la loro funzione è contribuire al buon funzionamento dei lavori d'insieme. Ci saranno due
servitori ogni giorno che si occupano di svegliare alla mattina i partecipanti, preparare la colazione,
ritirare la colazione, servire e ritirare il pranzo e la cena, leggere dal libro di Miti i miti selezionati
durante pranzo e cena, servire e ritirare i caffè durante i lavori.

Miti: per molti di noi, i Miti sono difficili da capire. In relazione ai lavori del nostro ritiro, uno può
pensare ai Miti come trasferenze psicosociali scritte con un linguaggio in cui si entra o non si entra. Se
si entra ci sono molti insegnamenti. Ascoltare la lettura di un mito, lo si fa in forma aperta, come se si
trattasse di "esperienze guidate", di racconti e narrazioni. Tentiamo di connetterci più che di capire.

Relazioni: cercheremo di stabilire relazioni che aiutino ad entrare in se stessi. Se lavoro con la forza e
ho molte tensioni o problemi che non posso rilassare, non mi succederà niente. L'ambito è come un
corpo nel quale influisce il lavoro di ognuno. È importante fare attenzione a come ci si tratta. Un
ambito è un'affinità di intenzioni, è qualcosa che costruiamo fra tutti. Nessuno costruisce un ambito da
solo.

Gli impedimenti: ci mostrano perché non possiamo andare più profondamente in noi stessi, essere
più sensibili al mondo interno. Uno va costruendo il suo mondo interno. Pertanto, è importante fare
attenzione a quello che sto costruendo. Bisogna mettere cura in tutto ciò.

Il cerchio mentale: riduce lo spazio ed il tempo. Aumenta l'attenzione e l'energia, il che permette di
osservare quello che abitualmente non osserviamo. Il livello attenzionale sale e posso osservare
quello che mi succede.
Giorno 2
Le Cerimonie: anticamente si prendeva contatto con il reale attraverso le cerimonie. Oggigiorno il
mondo è un mondo dissacrato e le cerimonie non corrispondono alla sensibilità attuale. Per la gente il
mondo concreto è reale. Oggi il profano è reale.
Le cerimonie possono toccare un'altra dimensione.
La Forza:
Uno incomincia ad interpretare al mondo con un'altra significato. Ho compresenze ed i dati si vanno
strutturando nella loro forma particolare sotto l'influenza delle mie compresenze. La coscienza non
struttura senza un significato e quei significati sono parte delle mie compresenze che agiscono.
L'esperienza interna, grazie ad un lavoro sostenuto con la Forza, si sente in compresenza e può dare
un'altro significato al mondo.
La compresenza è come un ambito ed uno stato interno può agire come compresenza. Esempio: il
risentimento, la speranza, la chiarezza, ecc. Il lavoro con la Forza può toccare altri stati interni che
continuano ad operare nella mia compresenza quando sono più integrati.
Col lavoro con la Forza posso registrare il mondo (internamente/esternamente) con maggiore volume
e questo dipende dalla quantità di energia disponibile che ho. L'energia può essere bloccata ed in
questo caso ci sono le trasferenze come strumento per sbloccarla.
La Forza amplia, dà registro di maggiore volume, dà lucidità, apre la mente. Tecnicamente è così, si
ingrandisce il registro dell'infracorpo, lo spazio di rappresentazione con una maggiore
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Appunti di alcune delle spiegazioni date dalla direttrice durante il Ritiro. Sebbene conservino un certo ordine
cronologico, sono ordinati per temi e non vengono riportate le domande.

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sensibilizzazione dell'infracorpo. Si comincia a contare su un maggiore spazio interno.
Gli impedimenti: incominciamo per vedere con precisione cosa ci succede, gli impedimenti. Allora si
vedrà che cos’è che devo lavorare. Se non mi succede niente, tenterò di vedere esattamente "dov’è
che mi comincia a non succedere niente."
Consideriamo che se la connessione con la Forza fosse tanto facile, non faremmo un ritiro di tre giorni
per svelare le difficoltà che abbiamo.
Se i registri ci soprassalgono, non censuriamoci, tentiamo di sperimentare con maggiore spazio, di
proseguire l'esperienza, elevare l'esperienza senza censura, sperimentare l'esperienza, se vuoi
espandere la sfera fino all'universo, esci fino all'universo! Senza censure.
L'atteggiamento: per arrivare ad un'esperienza sempre più profonda, dobbiamo imparare a
combinare un livello di veglia con un'apertura poetica. Ci conviene avere una disposizione aperta,
vicina al poetico, per entrare nel lavoro con la Forza.
Ognuno lo sperimenterà in modo diverso. Si ha bisogno di ricettività e di un'attenzione non tesa.
Quando si concentra la mente su quello di cui si ha bisogno realmente, c'è molta potenza, si unisce
l'intelletto all'emozione.
Il processo: abbiamo diversi momenti nel processo di lavoro con la forza. Una cosa è avere
un'esperienza, un'altra è sapere come produrla, ed un'altra ancora padroneggiarla e dirigerla. Per
prima cosa si deve entrare e sperimentare. Questo è ciò che faremo durante questo ritiro.
I livelli:
Il lavoro con la Forza non incomincia come un lavoro in veglia. Devo mollare il livello. e scendere in un
dormiveglia attivo. Se sto molto attento, non registro molto perché sono in veglia. Immagino la sfera
ma non la sento. L’importante è il registro. Partiamo in dormiveglia attivo e nell'esperienza saliamo di
livello.
Un buon lavoro finisce con maggiore lucidità, compressione, ampiezza.
Per sciogliere il livello di veglia si possono registrare piccoli trucchi: come mi rilasso, come mi vado
mollando, come scendo da livello.
Con relazioni di fiducia possiamo scioglierci e sperimentare. Vedere le nostre compulsioni, le nostre
aspettative. ecc. Siamo nella sperimentazione dell'esperienza.
Lavoriamo con la distensione che è qualcosa che conosciamo ma che non è ancora qualcosa di
incorporato ed è la base di questo lavoro. Vogliamo registrare bene il relax fino ad averlo codificato..
Non lavoreremo il relax esterno, ognuno si fa carico dei suoi propri muscoli.
I livelli hanno differenti funzioni. In veglia percepisco una frangia della situazione, in dormiveglia la
stessa situazione può apparire con altri contenuti e così posso comprendere più globalmente il mio
mondo interno. Ogni livello ha la sua funzione. È interessante potere passare per i livelli in forma
fluida. Poter cercare le risposte da altri livelli.
Quando la coscienza opera in dormiveglia, ridà significato ai contenuti, nel sonno, ricodifica ancora di
più
Per arrivare al dormiveglia attivo, la posizione del corpo è molto importante. Deve stare in un equilibrio
instabile, con la schiena diritta e senza appoggio.
Che faccio con le aspettative e con le credenze? Prendo nota di esse e interscambio con gli altri,
guadagnando in precisione e vedendole ogni volta con maggiore profondità, mi andrò connettendo più
a fondo con me stesso.
Si entra dal dormiveglia attivo e da lì si può arrivare ad una lucidità molto grande. Si scende di livello,
ci si connette, si ampia l'energia e da lì si va salendo ad un stato di maggiore veglia, più ampio, più
alto.
L'attenzione:
Se vedo una luce, l'attenzione va verso la luce, la distolgo dal registro di espansione della sfera ed
allora la luce va via. Lascio che la sensazione si espanda e la seguo con la mia attenzione, non mi

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dirigo alle immagini che si presentano, bensì al mantenimento del fenomeno espansivo. Quando
dirigo la mia attenzione focalizzandola in qualcosa di specifico, realizzo un atto più di veglia, c’è una
tensione in quell'atto e questo mi toglie dal livello. L'idea è di seguire ciò che si espande, se voglio
possederlo, seguo tale fenomeno e lo perdo.
La Luce ha leggi proprie ed una delle sue leggi è il non possesso. Il tentativo per acchiapparla o di
possederla, l'allontana. L'attenzione deve stare nella sensazione della sfera che si espande e se
appaiono ricordi, immagini, ecc., si incorporano a quell'attenzione più ampia, non focalizzata.
L'attenzione al fenomeno si somma a ciò che succede nei plessi e nell'infracorpo, con registri che
possono essere molto interessanti e possono finire per unirsi, prendendo una direzione verso la
luminosità, verso il silenzio, senza limiti.
L’esperienza termina quando si diluisce. Ha molti cicli, però ad un certo momento finisce. Non rimane
per ore, l’esperienza termina.
Ogni livello ha la sua funzione per il lavoro della coscienza. Dobbiamo rispettare l'importanza di
ognuno. Ovviamente c'interessa ascendere verso livelli svegli, ma per questo abbiamo bisogno di
contare su un buon funzionamento di ogni livello.
In Autoliberazione ci sono strumenti per lavorare ognuno dei livelli. Posso usare il dormiveglia per
continuare a liberare energia, integrando contenuti, riscattando informazione.
Ad esempio i miti, i motori umani, non appartengono alla veglia né sono razionali. La stessa cosa
accade a livello personale, con gli insogni ed il nucleo d’insogno, sono i nostri motori e non sono
razionali. Ogni livello ha la sua importanza.
Nella cultura occidentale diamo valore alla ragione, a ciò che è concreto, esterno. È una cultura molto
esterna. Ma ciò non implica che sia "la realtà", è una parte della realtà.
Questo sguardo che qua stiamo sviluppando, complementa con una profondità maggiore i nostri
inquadramenti sul momento storico, sui fenomeni psicosociali, apportandoci la conoscenza interna
necessaria per dare risposte ed integrare la comprensione di tale momento.
L'Atteggiamento di fronte a problemi ed impedimenti: quando troviamo con chiarezza un
problema, l'atteggiamento che corrisponde è ringraziare. È un atteggiamento di distacco, di interesse
e di ricerca riguardo al problema incontrato. Questo atteggiamento è molto utile nella vita,
un'atteggiamento disidentificato, ma molto amabile con noi stessi e non compulsivo.
Il possesso e le compulsioni non corrispondono alle esperienze di Forza.
I Lavori personali: nei lavori personali che man mano realizziamo e nel Centro di Lavoro per Delegati
Generali, guadagneremo conoscenze ed esperienza, comunque possiamo tentare di avanzare in
operativa, di avvicinarci prima ai temi, in modo che nel Centro di Lavoro possiamo approfondire
l'esperienza di Operativa e l’interscambio sulle esperienze. È interessante capire più globalmente
perché abbiamo tanti tipi diversi di lavori e come essi sono gli appoggi per una costruzione interna,
formando la base per il passo successivo.
La crescita interna: non ha limiti, nessun limite, ma è qualcosa che dobbiamo costruire. La Dottrina
mira al Senso, ai temi della morte e della trascendenza, ma bisogna costruire in sé quella direzione.
Tutto il nostro lavoro è intenzionale, ma verso dove sto dirigendo la mia intenzione? Potrei ampliare il
mio orizzonte? Direi che ciò che è interessante è continuare ad ampliare la conoscenza delle regioni
nello spazio di rappresentazione. Normalmente passiamo attraverso gli stessi spazi già conosciuti,
benché non siano gli unici spazi che abbiamo. C'interessano spazi più elevati, più ampi.
Negli spazi bassi ci sono personaggi e mondi, e negli spazi alti anche. Come posso conoscere ciò che
è nuovo in mi? Ho bisogno di più energia per arrivare a quei nuovi spazi. Non ci sono limiti verso l’alto.
C'interessa liberare l'energia da dove è rimasta intrappolata.
In "Psicologia dell'Immagine” si dice che usiamo il nostro corpo nel mondo per continuare a
trasformarci in base allo struttura coscienza-mondo, attraverso il nostro agire. Liberare energia è
permettere che la coscienza continui ad avanzare verso il futuro, senza rimanere bloccata.
Perché la gente prende tante droghe? Perché vuole uscire dalla sua sofferenza. La forma mentale
che abbiamo è logora. I miti che rimangono in piedi mostrano relazione solamente col denaro, senza
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dare una risposta globale alla coscienza rispetto al senso della vita.
Se stiamo tentando un cambiamento sociale e personale intenzionale, stiamo cercando di chiarire ngli
stati che c'interessano, utilizzando i distinti strumenti dottrinari che ci permettano di contare su un
maggiore potenziale.
Ognuno ha esperienze e ha voglia di avere le esperienze più trascendentali che ci siano nell'essere
umano. Ma quella parola "trascendentale" può essere fredda e senza contesti. Ci sono registri di
grande unità e comprensione che sono relazionati con la grandezza umana. Aspiriamo ad incorporare
in noi stessi questa grandezza umana.
Il nuovo ha a che vedere con queste regioni della coscienza, che traduce la mente ad un linguaggio
che la coscienza può captare. Possiamo capire meglio questo in base a ciò che sappiamo delle
Esperienze Guidate. Per esempio, nell'esperienza guidata "Ia coppia ideale" si accede ad una regione
di impulsi che si traducono in immagini. Le immaginali (visuive, cenestesiche, ecc.) stanno sempre
dandoci direzione, ma noi non captiamo verso dove se non conosciamo quelle immagini.
Ci sono regioni della coscienza che stanno pressando e normalmente non siamo capaci di captare
queste traduzioni perché l'energia non arriva fino a quelle regioni.
La coscienza può integrare questi contenuti di regioni nuove accedendo così ad un'altra visione sul
mondo. Tutta la nostra Dottrina è un esempio di questa visione più completa. A partire da lì nasce una
condotta differente, un'espressione dalla nostra esperienza, in base alle nuove costruzioni fatte. La
morte non esiste, verso dove sto avanzando? Queste regioni alte si traducono nell'apparato che
abbiamo, coi registri che abbiamo.
Non si tratta di cambiare quello che stiamo facendo, bensì di incorporare nuovi elementi ed ampliare
la coscienza verso regioni nuove, senza andare direttamente al punto, bensì avvicinandoci girando
attorno. È la nostra forma: amabile, diretta, ma non dura, con l’intenzione chiara, non-compulsiva.
La direzione della coscienza è verso l'integrazione e verso la crescita senza limiti. È verso il
raggiungimento della pienezza interna e la pienezza nel mondo. La coscienza non ha limiti.
Note riferite al Capitolo VI de Lo Sguardo Interno:
L'azione dei livelli nella comprensione del mondo.
Quello che normalmente l'io capisce è la propria interpretazione del mondo, è un sguardo ingenuo e
dubbioso. L’io è molto parziale, lavora coi suoi dati particolari e con una memoria tanto parziale che
come posso prendere per reale quello che percepisco?
Se sono più sveglio, sono connesso coi meccanismi della strutturazione e non col prodotto di quella
strutturazione. Comprendo come operano i meccanismi della coscienza. Registro un'ampiezza dello
sguardo. Posso captare che sto strutturando il mondo, ma che ciò che strutturo non è "il mondo
stesso". Da questo stato nasce la comprensione, la tolleranza, l'atteggiamento non compulsivo, il
senso dell'umorismo, ecc.
Ogni dato è percepito dalla coscienza ed ogni dato ha immediatamente un'azione in memoria. Non
abbiamo abitualmente coscienza di com’è questo io, e che cosa sta facendo questo io.
Note riferite al Capitolo VII de Lo Sguardo Interno.
Uno dei registri della Forza è la sua circolazione più veloce del sangue, con gran intensità energetica
e velocità. C'è un modo per risvegliare questa energia. Nella misura in cui c'è una migliore
padronanza di essa, ci sono punti psicofisici che si attivano. Le comprensioni mentali partono dal
corpo. Stiamo lavorando con questa energia psicofisica e possiamo avere l'esperienza dell'energia
che passa attraverso i diversi centri.
L'immagine o sensazione di presenza della sfera, concentra carica, muove carica, amplia carica.
C'interessa il tronco e la testa dal punto di vista dello spazio di rappresentazione, un trascinamento di
sensazioni in quella zona del corpo. Le braccia e le gambe non hanno molta importanza.
La sfera viene dall’alto, da fuori di me. Se venisse da sotto sarebbe un’altra la sensazione. Stiamo
tentando di connettere con ciò che c’è di più elevato e luminoso dello spazio di rappresentazione, con
regioni e contenuti che appartengono a quella parte più alta.

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L'energia può processarsi e migliorare in qualità. La circolazione più veloce è indicatore di un'altra
qualità di energia. C'interessa processare l'energia che abbiamo, uno dei suoi molti indicatori è la
Luce.
Il lavoro con la Forza: parte da una posizione psicologica di distensione interna e mentale. I passi
sono progettati per produrre l'esperienza, non dobbiamo "cercare" di entrare. Il tono interno è di
amabilità con se stessi. Siccome il ritmo di ognuno è differente, ognuno lavora per conto suo.
L’importante è sperimentare per dove uno entra più facilmente.
Metto la sfera nel mio cuore, lì ho i miei sentimenti più profondi. Ubicata la sensazione, la inizio ad
espandere, senza preoccuparmi della respirazione, lasciando che le emozioni e tutto l'essere la
seguano, lasciandosi andare nell'espansione della sfera. Se divago, ritorno all'esperienza.
C'interessa registrare bene un certo procedimento interno. Ognuno ha un sistema di tensioni differenti
e qua si mettono in evidenza le tensioni che abbiamo nella vita quotidiana.
Ci siamo abituati ad avere queste tensioni nella vita quotidiana. Ora che vogliamo fare qualcosa di più
interessante, quelle tensioni, alle quali c'eravamo abituati, ci fregano.
Nel relax interno il trucco di "lasciarsi cadere" aiuta molto.
Questo è un lavoro molto amabile in cui tratto me stesso come un amico ed entro nel mio mondo con
le emozioni più alte. Un trucco può essere: "Do il benvenuto interno alla sfera" come do il benvenuto a
qualcuno a cui voglio bene, quando arriva. Questa è una posizione che va oltre la cosa tecnica e che
può aiutare il registro espansivo.
Note riferite al Capitolo VIII de Lo Sguardo Interno:
Il lavoro energetico comincia col lavoro con la Forza ed aumenta la sensibilizzazione e la chiarezza
dei punti che sono percorsi dall'energia. È interessante lasciare che operino le scariche motorie ed
emotive, senza paura di cadere in nessuna macumba, perché non accadrà se stiamo lavorando in
una posizione corretta. Senza censura interna. Se appaiono immagini, ricordi, ecc., è perché l'energia
sta passando per il centro intellettuale e non c'è problema.
Il punto superiore al quale si riferisce questo capitolo è un punto preciso nella testa che lancia ogni
tipo di fenomeno superiore. Uno può arrivare lì, ma corrisponde ad un livello di lavoro con la Forza
molto più sviluppato.
Sensibilizzeremo i nostri centri espandendo la sfera e cominceremo a sentire come l'energia tocca
quei centri.
C'è gente che si sente presa dall'esperienza, ma a noi c'interessa imparare a poco a poco a lavorare
la forza, a dirigerla e a non esserne presi.
Note riferite al Capitolo IX de Lo Sguardo Interno:
È un'altra manifestazione dell'energia che può uscire dai circuiti psicofisici. È un'esperienza di tale
impatto che cambia la posizione di fronte alla morte ed al non-senso.
Note riferite al Capitolo X de Lo Sguardo Interno:
Questo capitolo risponde alla domanda sul perché facciamo questo.
Ci sono condizioni propizie affinché si manifesti la mente e si tradurrà in esperienze che possiamo
capire. L'evidenza del senso è questo, il senso incomincia ad agire. Ogni essere umano ha la capacità
di sperimentare la Mente, ma per questo sono necessarie certe condizioni: dissolvere le
contraddizioni, avere padronanza dell'attenzione. In determinate condizioni la Forza irrompe. Se
produciamo le condizioni questo può succedere.
Quando parliamo di una forma reale di essere sveglio ci riferiamo ad un stato non soggettivo, un stato
di coscienza possibile e reale: essere sveglio. Non è soggettivo, è un livello.
Una forma di dirigere e concentrare la Forza è come lo stiamo facendo qui. Ci sono altre forme di
dirigerla e concentrarla, proprie della Disciplina che lavora con l'energia. Quello è più complicato.
Registriamo differenti manifestazioni della Forza. La Forza stessa continua a trasformarsi. La Forza è
processabile.

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L'esperienza di proiezione del doppio fuori dal corpo dà la certezza. È molto diverso che succeda dal
farlo, costruire l'unità interna e produrre questa esperienza.
Il nostro lavoro: la sua base è un lavoro intenzionale. È un cammino di Ascesi, un cammino di
costruzione, un cammino di ascensione. Poiché noi lavoriamo a partire dalla nostra intenzione per
costruire la nostra strada. Questa è la nostra scelta, per questo motivo stiamo nel Movimento.
Scegliamo il cammino del non-naturale. Non c'è niente che facciamo che sia facile. Stiamo sempre in
un laboratorio, lavorando, cambiando forme, cercando di avanzare. Sono gradini.
Ci sono altre strade, per esempio della Contemplazione. È la forma del non fare, è un'altra forma, ma
non la nostra. La nostra è molto attiva, indirizzata. Costruendo verso l'alto. Noi comprendiamo la
coscienza come una coscienza attiva, in struttura col mondo ed è da queste caratteristiche della
coscienza che ci siamo tracciato questo cammino di costruzione ed ampliamento senza limiti.
Nel mondo c'è oggi una gran ricerca di senso, ma da atteggiamenti passivi.
L'evoluzione è molto lunga, sicuramente altri livelli di coscienza appariranno fra moltissimi anni. Noi
abbiamo una posizione sulla quale basiamo la nostra dottrina: vogliamo ora il futuro, non nei tempi
dell'evoluzione naturale. Il futuro dell'essere umano lo vogliamo costruire ora. Il nostro è un cammino
di ribellione con direzione. È un cammino di ascesi costruito. Non è l'attesa che il raggio scenda dal
cielo e illumini me. Stiamo costruendo ora questo futuro essere umano e ciò ci dà molto senso, ci
dignifica.
Nella storia umana ci sono esseri che hanno fatto questo. Sono esistiti movimenti affinché la
coscienza avanzasse. Noi siamo parte di questo. Un esempio è Budda, che fece un salto
tremendamente avanzato.
Un esempio di via contemplativa sono alcuni monaci greci del Secolo III che vivono staccati dal
mondo da 1800 anni. I loro scritti, la Filokalia, hanno cose interessanti. Essi sono un esempio di una
direzione mistica costruita nella contemplazione. Molto interessante ma non è la nostra forma.
Noi abbiamo la missione di trasformare il mondo.
Note complementari alla chiacchierata sul lavoro personale:
C'interessa che lo psichismo che abbiamo possa funzionare nelle migliori condizioni. Se la coscienza
non registra un impulso, questo non esiste per quell’individuo. Tutto quello che esiste si trasforma in
un modo particolare che si può registrare: le immagini. Se voglio fare un trasferenza devo scoprire le
immagini che mi aiutano.
Come entro nel lavoro con la coscienza? Con l’esattezza delle immagini.
Scrivere o mettere in parole, aiuta a registrare con più precisione un'immagine. Registrandola posso
ritornare e riscattare l'immagine precisa che la coscienza vuole tornare a lavorare.
Con le trasferenze lavoriamo sulle immagini.
Definire con esattezza non è perfezionismo, ma neanche è conoscere in un modo diffuso.
Comprendere come uno funziona. Quando le immagini sono più precise ci sono più relazioni, c'è
liberazione di energia e c'è più potenza.
Il libro Autoliberazione punta alla modificazione di comportamenti con lo sguardo posto nel mondo
sociale.
Distensione:
Abbiamo lavorato sulla distensione fin dall'Istituto Sintesi, ma non sappiamo distenderci.
Se ho problemi di tensioni nel lavoro con la Forza, devo lavorare le Pratiche di Distensione e
dominarle. La distensione è un stato basilare che dobbiamo costruire per avanzare verso altri stati, la
base da dove parte questa costruzione.
Come fare nella vita quotidiana? Uno può imparare a padroneggiare le sue tensioni quando non vuole
averle.
Psicofisica:
Il lavoro con la Forza ha a che vedere con la sensibilizzazione ed attivazione dei centri, uno può

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ampliare il lavoro dei Centri. Scoprendo impedimenti si possono lavorare con la psicofisica.
Abbiamo tanti elementi ed abbiamo bisogno di tanta potenza per portare avanti i progetti che abbiamo
nel mondo che vale la pena rivedere e cominciare ad utilizzare gli strumenti su cui contiamo.
Autoconoscenza:
Il solo fatto di conoscerci produce cambiamenti, poiché la gente non si conosce. Ma le trasformazioni
profonde si producono con Operativa.
Esperienze guidate:
Introducono all’operativa e sono molto potenti. Con esse si può raggiungere molta padronanza per
muoversi nello spazio di rappresentazione. Sono forme per facilitare l'entrata in operativa. Questi
percorsi costruiti permettono di lasciare una meccanica stabilita per muoversi con facilità in operativa.
In generale, noi stessi non lavoriamo né con il relax né con altro. Una delle intenzioni del ritiro è
riprendere questi temi, rinfrescare la memoria, tornare a praticare. Nel mezzo c'è una ricerca
crescente di esperienze nuove. Possiamo tornare ad usare tutto questo perché se ne sente il bisogno.
Sappiamo che la trasformazione della coscienza non si dà grazie ad una "tecnica", ma gli strumenti
tecnici aiutano in forme specifiche.
Operativa:
Tre tecniche: Catarsi, Trasferenze ed Autotrasferenze.
C'interessa contare su maggiore potenza. Stiamo sempre scaricando tensioni, ma ci sono situazioni
che ci alterano e non riusciamo a scaricare. La catarsi aiuta il normale funzionamento.
Uno non può entrare in trasferenze né in auto-trasferenze se ha sacche che non si muovono. La
catarsi sblocca. Quando ci sono climi lavoriamo con trasferenze. Ma si lavora nel dormiveglia attivo,
rilassato. Se non posso rilassarmi faccio catarsi e rimango senza cariche eccessivi.
Le Trasferenze ci permettono di ordinare il funzionamento psichico, di lavorare le "isole" interne, cioè i
momenti biografici non integrati.
L'Autotrasferenza si può fare quando si ha già configurata una Guida, ci si sa muovere per i livelli e c'è
una situazione particolare che si vuole lavorare di più. È più indipendente perché si lavora da solo.
Nelle trasferenze uno impara i percorsi, invece, nelle autotrasferenze c'è una costruzione previa.
È necessario sapere come funzioniamo prima di entrare in operativa: dobbiamo conoscere lo schema
del nostro psichismo:. Niente arriva che non sia strutturato dalla coscienza, la nostra base è questa, lo
psichismo che abbiamo è così.
Nel Movimento siamo arrivati ad un livello di attività irrefrenebile, ma lo vogliamo fare di modo non
distorto e con crescita interna. Sensibilizzandoci di nuovo a questi lavori avremo più opzioni. Ci siamo
dimenticati di questo ma ora, per esempio, possiamo includere tra tutte le attività che uno ha, un
lavoro trasferenziale. Questa è una risposta per la vita quotidiana. Disporre di energia ci permette
maggiore attenzione. Le immagini sono fondamentali per avanzare con intenzione e non lasciare che
la cosa naturale ci accada.
Commenti fatti durante la lettura degli appunti di "Psicologia III”:
Non ci sono grandi idee oggigiorno. Non si vedono progetti interessanti, niente che inspiri. Le relazioni
sono molto complicate. La motricità dipende dal denaro, il sesso si esercita sempre meno, ogni
persona vive piena di tensioni.
I registri sono chiari per la gente ed a partire da lì cercano come avanzare. Uno non può incolpare la
gente per le risposte che seleziona perché ha solo le opzioni che il sistema le offre, non le nostre.

I giovani stanno nell'adrenalínico, cercano più tensione. Gli adulti cercano più relax. Le droghe alle
quali ricorrono alcuni o altri dipendono dallo stato che cercano.
Trasferenze: è una tecnica che aiuta il normale funzionamento della coscienza. Nel Centro di Lavoro
per Delegati Generali facciamo operativa, ma sarebbe molto interessante se arrivassimo già con
qualcosa di lavorato, per avere maggiore profondità. La nostra intenzione è avere più potenza, non

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quella di dedicarci a fare trasferenze.
Se uno incomincia un lavoro sostenuto con la Forza, le trasferenze sono un buon complemento,
poiché si conta su maggiore energia e quell'energia si trasforma in immagini. Per esempio, si può
dirigere quell'energia verso l'esplorazione di nuovi spazi.
Posso avere contenuti biografici non risolti, contenuti disintegrati nel presente o un futuro diffuso che
non è ben configurato. Una trasferenza non serve solo una questione biografica, ma anche per
integrare e chiarire immagini del futuro.
Quello che vogliamo è demistificare un po' il lavoro transferenziale.
Ogni azione nasce da un atto mentale che deve completarsi nel mondo, integrando contenuti. Le
azioni unitive retroalimentano e liberano energia che può essere canalizzata adeguatamente.
Autotransferenza: sono più complicate delle trasferenze. Il bello delle trasferenze è che avendo una
guida esterna l'individuo parla e si fa così un lavoro più nitido, che rimane nella memoria in un modo
più facile da lavorare. La coscienza definisce le sue immagini parlando.
Trasferenze esplorative: non hanno l'obiettivo di trasformare bensì di dirigersi a regioni più
illuminate. Sono tipi di trasferenze con una guida che si lavorano occasionalmente, parlando.
Complementano le Discipline. Gli spazi alti hanno le loro regioni, personaggi, ecc. ed uno esplora per
sapere che cosa c’è in quelle zone, partendo di un livello ben alto. Se uno continua a muovere molta
energia può essere interessante trasformare quell'energia in immagini più ispiratrici, mobilizzatrici.
Discipline: sono lavori che fanno parte della storia del Movimento e che ora si ricominciano a toccare.
Cambiano la struttura psicofisica, non producono solo cambiamenti psicologici, ma anche
dell'organismo.
Sono circolati appunti di queste Discipline, ma oggigiorno sono differenti. Il lavoro con le Discipline
non sono quei passi, sono qualcosa di molto differente. La meccanica è una cosa, ma l'esperienza del
processo è un’altra cosa.
È un lavoro difficile, sostenuto, quotidiano e produce esperienze che non sono molto spiegabili. Non
abbiamo il vocabolario per questo tipo di esperienze. Il nostro Yoga è la Disciplina energetica ed uno
può intendere la Forza nei primi passi del N.Y.
Imparare a generare, dirigere e padroneggiare l’energia per produrre alterazioni nella coscienza che
permettano l'accesso ad altri livelli e stati. Gli indicatori interni sono simili nelle diverse Discipline.
Si interviene sul processo umano e questo nella storia è stato sempre un atto sacro.
Gli alchimisti cercavano di accelerare quello che fa la natura. L'alchimia babilonese considerava che
intervenire nel processo della natura era un atto proprio degli dei, un atto sacro.
Le Discipline producono sostanze chimiche nel corpo che prima non esistevano attivando altre
regioni. Questo ha il suo correlato fisico. Normalmente una Disciplina richiede molti anni (4 o 5) per
svilupparla.
Le Discipline sono la radice, la fonte da dove derivano tutti i nostri lavori, da lì esce tutto il processo e
le tecniche che stiamo utilizzando. Per esempio, uno può capire il lavoro con la Forza dalla Disciplina
energetica: Il nostro Yoga.
Le discipline ci danno attrezzi per pensare, capire più profondamente ed elaborare la nostra risposta
psicosociale.
Le religioni vengono da esperienze profonde. Si può vedere nella storia delle Discipline la loro
influenza sulle religioni e sulla costruzione sociale.
Lo Yoga viene dall'India, lo ritroviamo nel Buddismo che arrivo ai Tibetani e da lì uscì lo yoga Tantrico..
Il nostro non ha a che vedere con quello tantrico, ma nella storia ci sono esempi di gente che lavorò
con intenzione quell'energia. In India hanno sviluppato molte forme di lavoro energetico, ci sono molte
linee di yoga differenti e costituiscono un modo di vivere.
Rispetto all'Alchimia si può vedere come alcuni dei suoi temi si traducono in immagini che entrano nei
miti e nelle leggende, orientando le ricerche dei popoli. La ricerca della fonte della giovinezza e della
città dorata da parte dei primi europei che arrivarono nelle Americhe, è la stessa traduzione dei miti

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antichi della ricerca dell'immortalità, della pietra filosofale. Sono miti molto antichi che hanno la loro
inerzia. L'influenza nella storia da parte degli alchimisti è enorme.
Note riferite al Capitolo XI e XII de Lo Sguardo Interno:
Uno dei fenomeni della Forza è il fenomeno della Luce, negli occhi, in tutto il corpo. Una Luce
energetica ad alta velocità che proviene da un centro nella testa.
L'allegoria di questo Centro per i popoli è il Sole. C'è un punto che si attiva. Ogni fenomeno superiore
ha corrispondenza nella testa, ma attiva tutti i centri. Niente è isolato.
Gli spazi più luminosi della coscienza hanno una luce che non necessariamente implica l’attivazione di
un punto, ma arrivare in una regione.
A volte questa Luce si allegorizza fuori, con personaggi ed oggetti.
Giorno 3
Tutti i cambiamenti di sensazione che si registrano nel corpo, le comprensioni, l'esperienza di Luce,
tutto questo si dà nell'esperienza grazie al lavoro con la sfera, perché uno genera una condizione
interna affinché ciò succeda. Se appaiono fenomeni prestiamo loro un'attenzione compresente. Ma le
esperienze interne più profonde resistono al possesso e se cerco di possederle le perdo.
Nei primi momenti si presta attenzione alla sfera e si cominciano a produrre fenomeni, proseguo con
la sensazione della sfera. Quando il fenomeno prende corpo, la sfera sparisce.
Il possesso è la tensione mentale che corrisponde alla compulsione/tensione di avere l'esperienza. La
nostra forma è compulsiva e questo è ciò che complica la cosa.
L'atteggiamento amabile: nelle pratiche ci permette di riprendere il lavoro se ci siamo distratti, senza
rimproverarci. Avere amabilità coi meccanismi che operano come impedimenti. Non vogliamo
registrare forzature in questo lavoro.
Come mi tratto in relazione a ciò che voglio ottenere? In tutto il nostro processo abbiamo lavorato il
"trattare gli altri come voglio che mi trattino" e questo trattamento conviene averlo anche verso se
stessi. Il processo è difficile, abbiamo bisogno di questa amabilità come forma. Come possiamo fare
una costruzione nuova? Come affronto qualcosa di difficile? Se tratto ad un altro male, posso tornare
a chiedergli scusa, ma come faccio con me?
Valorizzare la costruzione che facciamo. L’amabilità è distesa, calda, bene accetta. Ammorbidiamoci,
non induriamoci.
Note riferite al Capitolo XV e XVI de Lo Sguardo Interno:
È possibile proiettare la Forza. È un procedimento che ammette molti gradi. L'imposizione di mani ha
a che vedere con questo.
Sdoppiamenti: perdendo i limiti del corpo, l'individuo non sa se quello che gli succede sta fuori o
dentro.
I personaggi ubicati in alto hanno più carica per noi.
Scoprire gli spazi alti e quello che c’è là. Gli dei sono ubicati la dalla gente. Risponde a traduzioni del
mondo interno.
Uno può osservare come agisce il suo stesso paesaggio nel mondo d’accordo alla carica che uno dà
ai personaggi e alla gente. Per esempio, se ho un oggetto che una persona cara mi ha dato, lo carico
e lo percepisco come qualcosa di distinto che evoca in qualche modo quello che mi succede con
quella persona.
È importante comprendere come uno è conformato. Ci sono situazioni che alterano o colpiscono i
plessi. Registro con precisione l'alterazione nei miei plessi e comprendo quello che mi succede e
come sono conformato. I fenomeni e le immagini hanno ubicazione interna.
Uno può caricare oggetti, lo facciamo tutto il tempo. I culti ed i riti hanno significato e continuiamo a
caricare oggetti. I pensieri con Fede producono ed attraggono azioni.
Note riferite al Capitolo XVII e XVIII de Lo Sguardo Interno:
Questo capitolo è molto importante in relazione a ciò di cui abbiamo parlato ieri, riguardo alle poche

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società che hanno accettato la forza del sesso e hanno lavorato con quell'energia.
Siccome varie persone hanno detto di avere domande sul funzionamento del sesso, conversiamo di
questo tema. Non stiamo parlando della Disciplina del Nostro Yoga, né di una pratica dell’offizio che si
chiama Erotica. Niente di tutto ciò. L'interesse è come uno può migliorare ed approfondire l'attività
sessuale con un registro di avanzamento. Stiamo dicendo che quell'attività ha un suo grado di
importanza per l'integrazione della struttura psicofisica.
Per noi la repressione non è interessante in nessun senso.
L'energia si ordina attraverso la sua buona circolazione nei diversi livelli, con l'attenzione e col lavoro
che stiamo facendo. Nella vita giornaliera, si ordina a partire dall’attenzione ai registri. La nostra
ubicazione si dà attraverso azioni valide ed il modo di trattare gli altri, in un progetto molto sentito che
va verso gli altri. Ciò ordina l'energia. La mia azione nel mondo è una forma di ordinare i contenuti in
base a registri. Gli atti di scarica dell'energia sono atti senza controllo, senza attenzione, senza
padronanza, senza progetto, compulsivi e catartici. Se uno continua ad accrescere la sua potenza
psicofisica, questa potenza si canalizza verso altri in forma ordinata e pianificata, d’accordo ad un
progetto.
Compulsione: tensione mentale che si sente nei muscoli.
La sessualità è sacra perché è possibile, attraverso il sesso, arrivare a registrare stati sacri. È
possibile arrivare a regioni interne dove il sacro si esprime. Ci sono molte forme di mettere le
condizioni per avere esperienze più mistiche ed anche la sessualità è qualcosa che può aprire quelle
porte.
Il centro sessuale, il plesso, è il punto da dove si può padroneggiare l'energia vegetativa. È il centro
che regola l'energia fisica del corpo stesso. Se gli impulsi sono soffocati, le tensioni possono sfociare
nella violenza e, tanto personalmente quanto socialmente, si limita uno sviluppo adeguato. I sistemi di
tensioni delle nostre società, con tanta violenza bruta, sono in parte la traduzione di questi impulsi che
cercano di esprimersi attraverso altre vie, dato che non riescono ad esprimersi attraverso i canali
appropriati.
Le Discipline in generale, lavorano sulla trasformazione di ciò che è naturale, e questa è una
posizione senza limiti che mette in pericolo lo stabilito, cioè il naturale. Se c'è gente che pensa di poter
trasformare la sua stessa natura, quella gente non frenerà il suo interesse di fronte alla possibilità di
trasformare lo stato, la religione, ecc. Un gruppo di persone che fa della trasformazione dello stabilito
un valore, è molto pericoloso per il sistema.
La repressione del sesso mira al controllo e alla repressione della libertà e della creatività.
Com’è un buon funzionamento del centro sessuale? Possiamo dire che il buon funzionamento del
sesso implica un corpo in equilibrio, l'integrazione di contenuti ed una base energetica che permette di
sviluppare bene la vita. Implica la capacità di diffondere e concentrare, attraverso il piacere dei sensi,
l'energia psicofisica nel plesso sessuale per poterla scaricare.
Come farlo? La concentrazione è proporzionale alla diffusione. Se non diffondo, non concentro. Se
non rilasso senza una buona stimolazione dei sensi, non posso concentrare. Se non concentro bene,
non posso scaricare. I sensi captano energia e la trasformano.
L'attività del sesso che non si registra con totale pienezza, fatta con difficoltà, senza tempo, non
permette una buona scarica.
È la mia fonte energetica e la fonte dell'altro. Posso incominciare amabilmente a sperimentare. Con
un buono stato di distensione, il registro del mio infracorpo si ingrandisce ed aumenta la mia energia.
Normalmente abbiamo una veglia tesa e se ci rilassiamo, rimaniamo addormentati. Ma anche il sesso
lavora in dormiveglia. Il dormiveglia è uno stato in cui i sensi esterni ed interni hanno un certo
equilibrio.
È bene fare attenzione a questo tema, senza necessità di arrivare a grandi produzioni, né di farne
un'ossessione, ecc. Semplicemente metterci la stessa attenzione che metto nel migliorare il mio
funzionamento in altri temi.
Nella nostra cultura ci sono uomini che mettono tutto il loro impegno nelle loro "performance",

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sperimentando un certo registro emotivo perché la donna "è rimasta soddisfatta”, ma energeticamente
non è stato così. Con quel riguardevole trattamento nei confronti della donna, loro stessi rimangono
con la sensazione di poco sviluppo. Succede la stessa cosa con la donna che si dedica a soddisfare
l'uomo, ma a lei non le succede molto. Entrambi i casi non sono interessanti.
In quanto all’aspetto tecnico, possiamo dire che questo atto non è tecnico, però c'è un grado di
tecnica che corrisponde a come funziona l'energia nel corpo. Possiamo essere più intelligenti,
imparando come funziona la nostra struttura psicofisica in quel campo.
C'è molta informazione su dove sono concentrate nel corpo le aree di maggiore sensibilità sensuale.
Uno continua a filtrare, censurando quei "dati" per moralismo, per gusti personali, ecc. Ma tenendo
conto del nostro interesse a far crescere la nostra potenza energetica psicofisica, può essere
interessante vedere il nostro comportamento in questa materia.
Uomini e donne possono avere molteplici orgasmi, a diverse profondità, dal più superficiale fino al più
interno. La donna può avere orgasmi più in sequenza, invece l'uomo ha bisogno di più tempo tra uno
e l’altro.
Normalmente la donna non è molto attiva. Essa può aiutare a diffondere l'uomo, è parte del gioco,
affinché egli sia capace di concentrare. L'uomo deve aiutare la donna a concentrare e diffondere varie
volte. Per la sua struttura fisica la donna può avere molteplici orgasmi, da vari punti di concentrazione
dei nervi del piacere (clitoride, vagina, ano). Un orgasmo è interessante quando c'è una distensione
interna profonda e più prolungata nel tempo, accompagnando l’aspetto muscolare coi contenuti
psicologici. Tutto di uno è incluso in quest’atto. Tutto sta in gioco.
I tempi dell'uomo e della donna sono diversi. Può essere che la donna si prenda più tempo per
concentrare bene per la sua conformazione fisica che è più diffusa, invece l'uomo può concentrare più
rapidamente, ma più superficialmente. Per questa differenza ci sono tempi in cui ognuno deve essere
più attivo o più passivo. Le donne devono essere quelle che prendono l'iniziativa nella diffusione che
permette la concentrazione nell'uomo.
Come nel lavoro con la Forza non puoi forzare niente, così neanche nel sesso.
Ci sono molti tabù nella sessualità. Ci sono immagini "imposte" dalla moda riguardo a ciò che si
suppone sia stimolante, ecc. Ma ognuno di noi ha una conformazione interna delle immagini che lo
stimolano. In questo centro certe immagini colpiscono ed altre no. Ciò è energia. Se si è capaci di
assumere la propria configurazione sessuale, questo ha molto valore. L'omosessualità non
rappresenta nessun problema, né la bisessualità. Uno deve scoprire che cosa gli piace.
Ci sono cose che a uno piace che il compagno gli faccia ed altre no. Bisogna tentare di essere più
intelligenti e conoscere questo centro in se stessi e in colui/lei con cui si condivide quest'attività. Uno
si mette un po' al servizio dell'altro, "Trattare l'altro come voglio essere trattato" è una buona regola. È
importante il relax, non essere stanchi, la dedizione all'altro. Non trasformarlo in un'ossessione e non
rimanere con rumore. I cicli giornalieri, settimanali, ognuno li va valutando.
Non conviene reprimere questa cosa tanto personale che è la stimolazione dei sensi. Conviene
prendere lo stesso atteggiamento che si raccomanda davanti agli impedimenti. Il sesso è un'energia
processata che ha a che vedere con altre persone. Una buona relazione sessuale è in due. Processa
tutta l'energia del tuo psichismo. È un atto che include un'altra persona, è un miscuglio nel quale uno
si mette nell'altro, una complementazione e comunione.
Molte volte ci sono due persone unite ma che si sentono distanti. Quando questo succede, si vede
l'altro come se fosse piatto.
Il sesso ristabilisce l'equilibrio energetico del corpo e della mente. È molto simile alla forza in questo
senso.
Ci sono quelli che dicono "quasi non ho impulsi sessuali", non è così. Può essere che le immagini non
abbiano molta lucentezza, o mi si complica o altro e per quel motivo non mi genera molto interesse,
ma l'energia c’è e quindi va da un altra parte. Tuttavia, quell’"altra parte" non riesce pienamente a
sostituire l'attività del sesso. Converrebbe riflettere su come ho configurato la mia immagine
dell'attività sessuale, come è stata fino ad ora la mia esperienza, come rifocalizzare questa attività.

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È un altro centro e non posso dimenticarmi di esso, sarebbe come dire: non sento più o non penso
più, non ne ho bisogno.... Questo è assurdo.
È molto importante poter conversare di queste cose, si tratta dell'energia che abbiamo.
Imposizione di mani:
C'è un atteggiamento che aiuta e c'è un procedimento specifico. Si fa durante un Offizio e dopo circa
10, 15 minuti di lavoro con la Forza, allora si realizza l'Imposizione.
L'atteggiamento raccomandato è di recettività verso l'altro, fare la propria parte nel ricevere.
Il soggetto, il più connesso possibile con sé stesso, in atteggiamento di recettività, in connessione con
l'ambito, si ferma e l'offiziante si avvicina per imporre le mani. Ognuno si va a sedere. Ognuno
prosegue tranquillamente nel suo lavoro, tutto all’interno dell’offizio. Poi apriamo la porta.
È una cerimonia speciale e non c'è ragione di avere fretta. Ognuno è concentrato in quello che fa,
senza preoccuparsi degli altri. Se qualcuno piange o ride, non importa, tutti proseguiamo.
Giorno 4
Sul mantenimento delle esperienze:
Quando qualcuno ha avuto un'esperienza importante, per esempio della Luce o di emozioni alte e
nuove, a volte c'è una paura di non registrarlo mai più. Uno vuole mantenerlo. Non si deve temere la
possibilità dell’oblio. Se uno apre una regione nuova, essa agisce in uno.
È un errore tentare di portare le esperienze verso qua, al piano medio, come un oggetto. Quelle
esperienze sono disponibili e uno può andare là.
Per questo stiamo facendo tutto ciò... nella misura in cui vado prendendo maggiore padronanza del
lavoro con la Forza, con Operativa vado trasformando e collegando le "isole" e tutto ciò al servizio del
mio agire nel mondo. Tutti quelli lavori unitivi continuano a liberare energia che indirizziamo verso il
futuro, verso ciò che è nuovo.
In relazione alla femminilità:
Comprendere come una si è formata come donna, la paura di essere donna per la mancanza di
riferimenti femminili interessanti. L'energia dell'essere umano è la stessa cosa negli uomini che nelle
donne, ma si esprime esternamente diversamente, attraverso la nostra formazione psicofisica che non
è uguale.
Parte dell'espressione dell'energia ha a che vedere col mio genere. Comprendere i modelli che hanno
operato fino ad ora, lasciandoci in situazioni limitate, che non sono state scelte. La donna sta
incominciando ad agire ma prende i ruoli e i modelli che esistono e che sono molto poveri.
Storicamente il ruolo della femminilità (la pachamama, le sacerdotesse, le dee) tentano di esprimere
quell'energia e di padroneggiarla. Si vede nella storia quella forza femminile che si è sviluppata in
certe epoche.
Quasi tutti i miti parlano di due principi, maschile e femminile, Ying e Yang, Iside ed Osiride, ecc. L’uno
ha bisogno all'altro, c'è dipendenza mutua, ma sono uguali. Gli spazi sono uguali e comuni ma c'è una
potenza femminile differente dalla potenza maschile.
Una società dove l'energia femminile e maschile potesse svilupparsi senza impedimenti sarebbe
molto differente.
In una conversazione, tempo fa, qualcuno domandò a Silo: “come faccio per essere come te?” e lui
rispose "quando tu approfondisci in te ed io in me, lì ci troveremo".

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