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Elettrodotto

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Elettrodotti ad alta tensione

Con il termine elettrodotto si indica genericamente un'infrastruttura destinata alla trasmissione di


energia elettrica, comprendendo in tale accezione sia le linee elettriche aeree, sia le linee interrate in
cavo.

L'insieme degli elettrodotti costituisce la rete elettrica primaria, sulla quale vengono amministrate la
trasmissione dell'energia elettrica (trasferimento di energia ad alta tensione su grandi distanze)e la
distribuzione dell'energia elettrica (trasferimento di energia a media-bassa tensione su una rete
capillare) sul territorio.

La costituzione e le caratteristiche degli elettrodotti sono fortemente variabili, principalmente in


funzione della tensione operativa e dal fatto che la trasmissione avvenga in corrente continua o in
corrente alternata.

Gli elettrodotti per alta tensione sono quasi esclusivamente aerei, e sono costituiti da sostegni a
traliccio o tubolari realizzati in metallo, opportunamente progettati al fine di mantenere le funi
metalliche (il "conduttore") ad un'altezza dal terreno sufficientemente elevata da assicurare
isolamento elettrico e riduzione dei campi elettromagnetici al suolo. Poiché l'altezza dipende dalla
tensione di esercizio, gli elettrodotti in media tensione presentano sostegni più leggeri e di altezza
ridotta. In alcuni casi, dove sia richiesto l'attraversamento di aree densamente abitate e dove questo
sia tecnicamente fattibile, l'elettrodotto viene realizzato con cavo interrato. Questa soluzione risulta
scarsamente utilizzata a causa delle difficoltà tecniche di realizzazione, manutenzione e
individuazione dei guasti, per i costi nettamente superiori alle linee aeree e per le maggiori perdite
di energia per gli effetti capacitivi tra il conduttore ed il terreno. La trasmissione in cavo può
avvenire sia in corrente continua, sia in corrente alternata, e nel mondo sono ormai duffusi diversi
esempi di connessioni nazionali o internazionali in cavo sottomarino.

Un elettrodotto in linea aerea composto da una serie di elementi che possono essere globalmente
suddivisi in "sostegni", "conduttori" e "elementi isolati".

Indice [nascondi]
1 I sostegni
2 I conduttori
3 Gli isolatori
4 Protezione
5 Costruzione e manutenzione
5.1 Rimozione e interramento dei cavi
6 I piloni dello Stretto
7 Fisica
7.1 Effetto Joule
7.2 Campo magnetico indotto
7.3 Effetto "pelle"
8 Voci correlate
9 Collegamenti esterni

I sostegni [modifica]
Per linee a bassa e media tensione i sostegni consistono semplici pali in legno, acciaio o cemento
armato centrifugato.

Nelle linee ad alta tensione, che devono avere una altezza elevata per ragioni di sicurezza, si
preferisce l'impiego di "tralicci", strutture reticolari realizzate con profilati di acciaio a L o a T.
L'adozione di strutture a traliccio permette di ridurre al minimo la quantità di metallo utilizzato,
offrire una bassa resistenza al vento e ridurre la visibilità della struttura. La loro modularità
permette, inoltre, la loro installazione in quasi ogni luogo, a differenza dei sostegni di tipo tubolare.
Questi ultimi, meno utilizzati, sono spesso preferiti per il loro aspetto più "slanciato", ma hanno una
minor flessibilità di utilizzo e maggiori costi di installazione.

I sostegni possono essere classificati secondo diversi parametri. 1) Per tipologia di attacco dei
conduttori al sostegno:

sostegno d'amarro: serve a supportare il tiro di una tratta di linea e funge, pertanto, da "sezionatore
meccanico" della linea; i conduttori sono fissati alle mensole (tramite inserzione di isolatori) e la
continuità elettrica è assicurata da un tratto di conduttore che pende dalla mensola (il cosiddetto
"collo morto");
sostegno di sospensione: serve a sostenere i carichi di due mezze campate (quella precedente e
quella successiva) ma non sopporta squilibri di tiro; il conduttore è fissato per mezzo di morsetteria
che permette lievi scorrimenti.
2) Per utilizzo:

sostegno di rettifilo: sostegno leggero, ideato per tratti di linea all'incirca rettilinei
sostegno di vertice: sostegno più pesante, ideato per sostenere i carichi derivanti dalla presenza di
un angolo del tracciato (il tiro su due tratti non rettilinei crea una componente trasversale alla linea
che induce al ribaltamento del sostegno);
sostegni capolinea: sostegni pesanti, in cui i conduttori amarrati al sostegno sviluppano una trazione
prevalente nella direzione dell'elettrodotto; è l'ultimo sostegno prima dell'ingresso in stazione;
portale: struttura a cavalletto appartenente alla stazione elettrica; destinato ad accogliere una o più
linee ed effettuare le calate agli stalli di stazione.
3) Per silouette

sostegni troncopiramidali, con disposizione delle mensole alternata o a bandiera (tutte da un lato):
utilizzati per le linee in semplice terna che debbano ridurre l'ingombro a terra;
sostegni a mensole isolanti, con mensole realizzate per mezzo di un tirante composto da isolatori
cappa e perno e di un puntone isolante di materiale ceramico;
sostegni a delta rovescio: i punti di attacco dei conduttori sono disposti a una stessa quota,
riducendo così l'ingombro verticale e permettendo sottopassi di altre linee aeree (a tensione
superiore o uguale);
sostegni con 6 mensole: utilizzati per le linee in doppia terna;
sostegni gatto: sostegni di derivazione francese (tipo "chat") utilizzati per linee montane ad alto
sovraccarico o, più spesso, come portali per linee a tensione fino a 150 kV o per le transizioni
aereo-cavo; devono il loro nome alla forma della testa del sostegno, simile a quella di un gatto.

I conduttori [modifica]
Da principio, è importante sottolineare che in una linea aerea, tranne rarissimi casi (le "linee in cavo
aereo"), i conduttori sono semplici funi di metallo, non circondate da uno strato di isolante elettrico
(come avviene invece nei cavi). L'isolante, in una linea elettrica aerea, non è quindi il polietilene o
la carta impregnata, ma la stessa aria. Data la minor rigidità dielettrica dell'aria rispetto agli isolanti
sopracitati, per assicurare la tenuta elettrica è necessario aumentare lo spessore dello strato isolante.
A una rigidità dielettrica di circa 10.000 volt per ogni centimetro (minore all'aumentare
dell'umidità), per evitare una scarica elettrica tra una fase e il suolo, è necessario amantenere il
conduttore a una quota di diversi metri, tanto maggiore quanto maggiore è la tensione di esercizio
della linea.

Il numero di conduttori impiegati in un elettrodotto aereo varia a seconda del numero di fasi, dalla
portata di corrente a cui la linea viene esercita e dalle caratteristiche climatiche delle zone
attraversate dall'elettrodotto. Per gli elettrodotti a tensione più elevata (380 kV in Italia) ciascun
conduttore è costituito da un fascio di conduttori elementari (generalmente tre) distanziati tra loro di
qualche decimetro. Viene adottata questa soluzione al posto di quella a conduttore singolo sia per
aumentare la potenza trasmissibile, sia per limitare la dispersione di energia e i disturbi alle
telecomunicazioni che avverrebbero a causa dell'effetto corona innescato proprio dall'elevata
tensione.

Il materiale più usato per la realizzazione dei conduttori è l'alluminio che, sebbene presenti una
conducibilità elettrica inferiore al rame, è caratterizzato anche da un peso e un costo notevolmente
inferiori. Un minor peso del conduttore comporta minori sforzi trasferiti agli isolatori, e quindi al
traliccio, che, a parità delle altre condizioni, risulterà più leggero. Poiché l'alluminio, pur avendo
ottime caratteristiche elettriche, presenta una ridotta resistenza meccanica, i conduttori sono quasi
sempre realizzati in corde composte da fili di acciaio (che formano l'"anima" della corda) e da fili di
alluminio (che formano il "mantello"), cordati con strati ad eliche controrotanti. Il conduttore
alluminio-acciaio (o ACSR="alluminium conductor steel reinforced") risulta il più utilizzato, per
quanto esistano molte altre particolari tipologie di conduttori bimetallici, sviluppate per ovviare a
particolari necessità di resistenza meccanica, alla corrosione o al surriscaldamento. Anche se meno
utilizzati, si accenna anche alla presenza di conduttori a conci, in cui i fili sono sostituiti da piattine
metalliche (anch'esse disposte ad elica). Una superficie esterna più liscia riduce sensibilmente (a
parità degli altri parametri) l'effetto corona.

Il peso delle campate (i tratti di conduttore sospesi a catenaria tra due sostegni successivi),
generalmente comprese tra i 200 e i 1000 metri, dà origine a tiri di diverse tonnellate nei conduttori,
pertanto la soluzione della fune bimetallica risulta una soluzione a cui è difficile rinunciare,
permettendo di godere dell'alta conducibilità dell'alluminio e dell'alta resistenza meccanica
dell'acciaio.

Gli isolatori [modifica]


Dettaglio di un isolatorePoiché, come chiarito nel paragrafo precedente, i conduttori non sono
isolati da un rivestimento di materiale ad alta rigidità dielettrica, per evitare cortocircuiti è
necessario assicurare i conduttori alla struttura per mezzo di elementi elettricamente isolanti.

Si ricorre a catene di isolatori "a cappa e perno" (nome che deriva dal modo in cui sono fissati l'uno
all'altro), una serie di dischi concavi realizzati con una miscela di vetro e silicio o con materiali
compositi. La concavità è sempre rivolta verso il basso e spesso il profilo di tali elementi viene reso
più frastagliato, ondeggiante. In caso di pioggia, infatti, l'acqua che si deposita sulla superficie degli
isolatori rappresenta un percorso a bassa impedenza per la corrente, e l'impedenza si riduce
ulteriormente in caso di deposito di salsedine o inquinamento di altra natura sull'isolatore. Una
superficie più frastagliata aumenta il percorso che la corrente dovrebbe percorrere e interrompe il
flusso d'acqua continuo, aumentando l'impedenza e scongiurando le scariche superficiali., Gli
isolanti dei cavi isolati presentano una rigidità dielettrica maggiore dell'aria. Nei cavi isolati ad olio
tra la guaina esterna ed il conduttore è presente una intercapedine riempita di appositi oli minerali
con elevata rigidità dielettrica.
In base al numero di dischi isolanti si può valutare velocemente l'entita della tensione
dell'elettrodotto. Considerando che ogni disco sopporta una tensione di circa 15 kV (nei casi più
disgraziati) , il numero di dischi isolanti è solitamente dato dalla formula (Vn / 15)+1 e quindi per
fare un esempio: una lina da 380 kV sarà caratterizzata da isolatori composti da (380/15)+1 dischi,
con il numero opportunamente arrotondato all' unità successiva cioè 27.

Protezione [modifica]
Sulla parte più alta degli elettrodotti corrono uno o due fili supplementari, chiamati funi di guardia,
che non trasportano energia, ma proteggono i sottostanti fili dai fulmini. Questi cavi sono
elettricamente connessi ai tralicci ed agiscono da parafulmini. I tralicci sono a loro volta
singolarmente messi a terra. Le funi di guardia, tra l'altro, mettono in parallelo elettrico i tralicci,
riducendo la resistenza di terra globale della linea.

L'elettrodotto attira i fulmini perché al suo interno è più alta la densità di carica. Due cariche
elettriche, come il fulmine e il flusso di corrente, si attraggono secondo la forza di Coulomb. Essa è
definita fra cariche puntiformi, a densità energetica infinita. Quanto più è alta la densità di energia
per unità di massa fra le cariche tanto più la forza di interazione è prossima a quella di Coulomb.

Oltre ai fulmini anche rari fenomeni atmosferici possono perturbare le linee elettriche inducendo
sovratensioni nei conduttori. Un fenomeno particolarmente dannoso per gli elettrodotti è provocato
dall'alterazione della ionosfera in seguito ai brillamenti solari, che possono portare all'apertura di
interruttori automatici e causare black-out.

Ai due estremi di ogni isolatore sono montati anelli o punte elettricamente connesse rispettivamente
al traliccio e al conduttore di linea. Questi elementi costituiscono uno spinterometro, un ulteriore
strumento di protezione che sopprime eventuali sovratensioni per mezzo di una scarica. Nelle
stazioni di invio e ricezione dell'energia elettrica sono installati altri dispositivi di protezione.

Gli impianti di questo tipo hanno in linea di massima due importanti obblighi per l'incolumità di chi
si trova "vicino", o "nei pressi" del traliccio:

Ai piedi del traliccio deve essere applicato un cartello che faccia capire ad un soggetto la
pericolosità dell'impianto. Si è cosi deciso di raffigurare un teschio umano con la scritta del tipo
"Pericolo di morte" o "Non toccare i fili", anche se poi è facile trovare tralicci che riportino o
soltanto il teschio o solo la scritta di pericolo.
a seconda dell'altezza del traliccio, 5 o 10 metri prima del sostegno dei fili elettrici devono essere
applicati degli "spuntoni" in modo da impedire che una persona possa arrampicarsi sull'intero
traliccio ed arrivare a toccare i fili elettrici con gravi conseguenze (dispositivi parasalita).
Dove i tralicci sono alti almeno 50 metri è anche obbligatorio installare sulla fune di guardia delle
sfere, di solito di colore bianco-rosso, per rendere evidente la presenza dell'elettrodotto ai velivoli.
In tal caso, e dove la sicurezza del volo possa risultare compromessa, le teste dei tralicci stessi
vengono colorate a fasce orizzontali bianche e rosse.

Costruzione e manutenzione [modifica]


Fino a qualche decennio orsono (molto raramente oggi), i tralicci venivano montati pezzo per
pezzo, procedendo dalle fondamenta verso la cima. Attualmente i tralicci e i sostegni tubolari
vengono assemblati trasportando sezioni premontate, trasportate e montate con l'ausilio di gru o
elicotteri. Una volta eretto il traliccio, si passa alla fase di posa del conduttore, che viene trainato
per mezzo di una apposita "fune di traino". Attraverso dei caterpillar si passa alla fase di tesatura,
che permette di tendere (e sollevare) il conduttore fino alla quota desiderata.
La manutenzione delle linee richiede che sia assicurata l'assenza di tensioni pericolose sia di linea,
sia dovute a fulmini che possono colpire i conduttori a decine di chilometri di distanza. Per questo,
dopo avere aperto i sezionatori e gli interruttori, tutti i conduttori vengono collegati elettricamente a
terra. Per maggior sicurezza viene anche realizzata una messa a terra locale sul posto di lavoro
tramite un fioretto (asta isolata) e terre mobili. Con questo sistema si realizza un sistema
equipotenziale fra gli addetti ai lavori, il conduttore e il traliccio.

La manutenzione di un elettrodotto può comprendere svariate attività. La prima fra tutte consiste nel
capitozzare piante che si trovano al di sotto o nelle immediate vicinanze dello stesso in quanto
possono causare disservizi dati da scariche verso terra causati dal contatto fra uno o più conduttori e
la pianta stessa.
In secondo luogo si procede allo sfalcio dell'erba e degli arbusti che nascono naturalmente sulle
fondazioni poiché possono deteriorarle.
Vi sono inoltre altre svariate attività che vanno dall'ispezione visiva periodica alla riparazione di
strefolature (cioè rottura di uno o più trefoli dei conduttori o della fune di guardia) alla sostituzione
degli isolatori rotti. Da non sottovalutare il controllo del franco da terra (distanza che separa il
terreno dal conduttore/i più basso/i) in quanto nella costruzione di nuove strade viene spesso ridotto,
creando così seri pericoli per l'incolumità delle persone che transitano al di sotto dei conduttori in
tensione.

Rimozione e interramento dei cavi [modifica]


Le spese per la rimozione e interramento dei cavi sono interamente a carico dell'esercente il
cavidotto, secondo quanto disposto all'art. 122 del Regio Decreto 11.12.1933 n. 1775 che, al suo
quarto comma, stabilisce che "salvo le diverse pattuizioni che si siano stipulate all'atto della
costituzione della servitu, il proprietario ha facolta di eseguire sul suo fondo qualunque
innovazione, costruzione o impianto, ancorché essi obblighino l'esercente dell'elettrodotto a
rimuovere o collocare diversamente le condutture e gli appoggi, senza che per ciò sia tenuto ad
alcun indennizzo o rimborso a favore dell'esercente medesimo".

La disciplina si applica in tutti i casi di servitù di passaggio, sorta per convenzione, sentenza ,
espropriazione o usucapione ab immemorabile. A nulla rileva il fatto che l'eletrodotto fosse presente
prima della costruzione edilizia o dell'introduzione della servitù. La legge privilegia un criterio
differente dalla priorità temporale, ossia la tutela del pieno esercizio dei diritti di proprietà e della
messa in sicurezza degli impianti.

Se il prorietario detiene una regolare concessione edilizia e il terreno è edificabile, può procedere ai
lavori e l'esercente il cavidotto è tenuto ai necessari adeguamenti impiantistici. È sufficiente una
raccomandata con ricevuta di ritorno e allegato il titolo autorizzativo del Comune.

È necessario che i cavi (elettrici, delle telecomunicazioni, dell'illuminazione pubblica etc.) siano
situati nella proprietà del richiedente. Se sono in una proprietà confinante, del comune piuttosto che
di un vicino, le spese sono interamente a carico del richiedente.