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n. 136 Febbraio 2017 € 6,00 www.storiainrete.

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Mensile - anno 13 - N. 136 febbraio 2017 - Poste Italiane S.p.A. Sped. In A.P. - D.L 353/2003 (conv.in L. 27/02/2004) art.1comma 1 - DRCB - Verona

GIU LE MANI DALLE

FOIBE
Ecco come la storiografia più aggiornata
ribatte ai tentativi politici di mettere
sotto attacco il Giorno del Ricordo

MASSONI&RIVOLUZIONI IL MACELLAIO OCCASIONI SPRECATE


Le Logge dietro il 1789? Lo scrisse Haarmann, l'assassino seriale Così l'Italia sta buttando via
un gesuita. Ma la storia è più complessa della Repubblica di Weimar il centenario della Grande Guerra

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Il premio Nobel Ascesa e caduta dell’in- Dalla Vistola al fiume Paul Sérant riporta
Konrad Lorenz riflette telligenza umana. Torna Elba. Un classico sul l’attenzione sull’epura-
sulla distanza che ci in libreria il più potente crollo della Germania zione e sulla repressio-
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sommario I febbraio 2017


articoli
20 Giù le mani dalle Foibe di Lorenzo Salimbeni
Una lettera aperta del collettivo «Nicoletta Bourbaki» mette sotto attacco
il Giorno del Ricordo. Ecco cosa le risponde la storiografia scientifica

30 Dilettanti allo sbaraglio di Fiorenza Piccolo


Chi c’è dietro l’attacco alla memoria delle Foibe e dell’Esodo? Ritratto
dei Wu Ming, passati dal best-seller alla storia. Ma senza la stessa bravura...

6 Grande Guerra, l’anniversario buttato di Marco Cimmino


Ecco l’ennesima occasione persa per la coscienza nazionale italiana

36 Il flirt fra svastica e stella rossa di Paolo Simoncelli


Anfuso e i rapporti al Duce su affinità e divergenze fra Hitler e Stalin

42 Il Fascismo russo di Emanuele Podda


Rodzaevskij, da velleitario emulo di Mussolini a tardivo ammiratore di Stalin
rubriche
48 L’inascoltato della RSI di Guglielmo Salotti
Rolandi Ricci e il tentativo di dare alla Repubblica Sociale una costituzione
12 Storia&Notizie
56 Massoni e Rivoluzione di Aldo A. Mola
Le logge dietro il 1789? Lo scrisse un gesuita, ma la cosa è più complessa... 69 Le Guerre Improbabili
64 Shivaji, il primo patriota indiano di Emanuele Mastrangelo
L’India celebra con un monumento colossale il re che lottò contro gli islamici 70 Lettere&email

74 A tavola nell’Antica Roma di Alberto Jori 94 Libri&Recensioni


Cosa mangiavano i Quiriti. E come oggi possiamo rievocare quei menu
97 La Storia è un Romanzo
82 E l’uomo (finalmente) scoprì il clitoride di Carlo Calcagno
Storia di un organo di cui ci si accorse solo dopo aver scoperto l’America

88 Assassini seriali a Weimar di Massimo Centini Foto di copertina e in questa pagina, cortesia
L’orrore di Fritz Haarmann, seduttore e massacratore di «ragazzi di vita» Daniele Mosetti, Comitato 10 Febbraio - Trieste

Storia in Rete Comitato scientifico Progetto grafico La collaborazione a «Storia in Rete» è libera
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Anniversari snobbati

Grande Guerra:
come buttar via
un centenario
Un convegno e un libro fanno il punto su come l’Italia ha fatto
clamorosamente – e volutamente - cilecca per l’ennesimo anniversario
storico, quello della Prima guerra mondiale. Ignorato dai media, ridotto
a birignao da autorità e accademia, si è perfino rinunciato alle enormi
ricadute economiche che il turismo storico poteva portare alle regioni
coinvolte nel conflitto. L’Italia, indifferente e ingrata, tanto quella
ufficiale che la cosidetta «società civile», cento anni dopo il sacrificio
della sua gioventù migliore non è in grado di cogliere più nessun frutto
di quel passato glorioso: né l’eredità morale né, perfino, quella più
bassa e materiale. Come spiega l’introduzione al saggio di cui «Storia in
Rete» anticipa un passo

A
di Marco Cimmino
vete presente quando si aspetta per imbandito per i commensali di sempre. Così, ora che il
tanto tempo il giorno della festa? Il 2015 e il 2016 sono finiti, le bandiere sono tornate in soffit-
compleanno, il capodanno, le nozze ta, insieme ai propositi e alle promesse, sembra di provare
d’oro? Il giorno dopo, quando riman- la stessa sensazione di quei risvegli all’indomani della fe-
gono i piatti di carta e i posacenere da sta: pare tutto più sporco, tutto inutile e deprimente.
vuotare, il mondo ti sembra più spor-
co, la vita meno luminosa. Forse, aveva ragione il Pascoli, Cosa si è fatto? A cosa è servito questo anniversario?
quando immaginava Alessandro Magno ai confini del Sarebbe bene dirlo a chiarissime lettere: praticamente a
mondo, dove non c’era più nulla da conquistare: sareb- niente. Mille e mille, tra comuni, province, associazioni,
be stato meglio desiderare le vittorie, sognare la gloria, gruppi, hanno proposto, in una noia mortale, le stesse
piuttosto che rimpicciolirla ottenendola. L’esempio forse conferenze, le stesse mostre, le stesse chiacchiere superflue.
più amaro e calzante è quello del centenario dello scoppio Sindaci, alti ufficiali, professori, hanno celebrato se stes-
della Prima guerra mondiale: una ricorrenza che avreb- si, raccontando di voler celebrare i nostri nonni: hanno
be dovuto segnare un balzo in avanti nello studio, nella innalzato mausolei di pastafrolla alle proprie ambizioni
conoscenza, nella memoria di quel conflitto e che, invece, retoriche o politiche: ma l’impressione desolante è che, in
ha rappresentato, soprattutto, la Caporetto delle buone fondo, di quei poveri morti, di quegli eroi e di quei dispe-
intenzioni, l’apoteosi del blabla inutile, il solito banchetto rati, nulla gli importava. Anzi, meno che nulla, giacché,

STORIA IN RETE 6| Febbraio 2017

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SPECIALITÀ ITALIANE
Anniversari snobbati

La cartolina pubblicata dall’Associazione


nazionale del Fante per il 50° anniversario
della vittoria nella Grande Guerra, nel 1968

Febbraio 2017 |
7 STORIA IN RETE

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nella maggioranza dei casi, non sa- Il sacrario di Redipuglia (Gorizia).
pevano nemmeno il come e il perché Nel 2010 si verificarono vari cedimenti.
di quelle morti e di quella disperazio- La gara d’appalto per le prime
operazioni di ricognizione in vista
ne. E, allora, forse sarebbe veramente del restauro è partita solo alla fine di
stato meglio far passare sotto silenzio agosto 2014 e si è conclusa nel gennaio
questo centenario, piuttosto che fin- 2015, a quattro mesi dall’inizio delle
gere amore e passione, dove, invece, celebrazioni. La gara d’appalto
per la progettazione ed esecuzioni
c’erano solo obblighi istituzionali e
dei restauri è stata avviata solo
vanagloria miseranda. Quasi mai nel febbraio dello scorso anno e la gara
giornate di studi, convegni scientifici, è stata aggiudicata il 15 settembre
ma sempre e solo la trita ecolalia dei 2016. I lavori dovrebbero concludersi
polemarchi da scrivania, degli storici circa 14 mesi dopo il loro inizio
indomenicati. Eppure, di scienziati o
anche semplicemente di documenta- dia, che lavora, che non pretende al-
tissimi appassionati il nostro Paese tro che una stretta di mano. E, quan-
abbonda: su richiesta, se ne sarebbe- do si fa loro un complimento sincero, connotazioni esemplari, quando di-
ro potuti indicare non uno ma deci- gli luccicano gli occhi dall’orgoglio: venta la voce di un popolo. Che i sol-
ne, se solo a qualcuno fosse venuto in questi sono i discendenti dei nostri dati si chiamassero Gennaro, Hans
mente di chiederlo. Tutte tristezze da fanti sacrificati sul Carso, dei nostri o Vinko ha pochissima importanza:
giorno dopo, insomma: tutti bicchieri alpini massacrati nelle buse [doline è un dovere di civiltà ricordarli con
da lavare, piatti di carta da gettare. NdR] dell’Ortigara. Questa è la no- rispetto e gratitudine, tutti. Il resto
D’altronde, la farsa del centenario è stra gente: per questa gente vale an- è stornellata, cachinno presuntuoso
stato fenomeno comune a tutta l’Ita- cora la pena di sperare e credere. Non o, peggio, un modo come un altro
lia: mentre i soliti impennacchiati po- per i palloni gonfiati, che si riempio- di mettere insieme il pranzo con la
liticanti, di cui uno su dieci ha fatto no la bocca di parole altisonanti, che, cena. Eppure Dio solo sa, nell’occa-
sione di questo centenario, se c’era bi-
sogno di fare: se c’erano tante e tante
Forse sarebbe veramente stato meglio far passare
cose da fare. Noi abbiamo dei sacrari
sotto silenzio questo centenario, piuttosto che che contro ogni logica sono chiusi la
fingere amore e passione dove invece c’erano domenica, delle zone monumentali
che, nell’estate del centenario sono
solo obblighi istituzionali a Redipuglia dei soliti
rimaste chiuse per sedicenti lavori,
politicanti, di cui uno su dieci avrà fatto la naja dei siti archeologici militari sbarra-
ti per ragioni di sicurezza. Qualche
la naja, andavano a dindare la ruota in bocca a loro, suonano bestemmie: esempio: il San Michele, il Sabotino.
a Redipuglia, con cori, luci, musiche, Patria, memoria, sacrificio. Perché, Non esattamente luoghi di seconda
ricchi premi e cotillons, i sacrari an- scrivendo di storia, lo si vede l’enor- categoria. La galleria recintata con
davano a pezzi, i sentieri smottava- me esercito dei sacrificati: li si vede la rete arancione, la strada sbarra-
no, i musei languivano. Perché que- scendere a valle dal Pal Piccolo e dai ta: cosa dovrebbero rappresentare,
sta è l’Italia dell’anno di grazia 2016: Lagorai, con le loro divise stracciate se non il definitivo arrendersi della
il regno delle apparenze, con il rosset- dal vento e dal tempo, con le orbite memoria ad una realtà di imbrogli
to scarlatto e le pezze al sedere. vuote. Sono loro la nostra memoria: e di manchevolezze? Perché, in que-
memoria fatta di sangue e di carne, sta desolata cronaca del giorno dopo,
In tutto questo disastro identitario non di vuote parole. E se uno non li della sera del dì di festa, quel che più
e culturale, in tutta questa sguaiata vede, se non li sente fratelli nel comu- rattrista è il vedere come, in soli cento
festa di paese, sovente si salvano sol- ne destino degli uomini, non ha il di- anni, siamo diventati quel che siamo:
tanto i piccoli, gli ultimi, i modesti, gli ritto di dire, di scrivere di loro. Nasce un popolo di ciabattoni, senza sto-
umili. Quelli che, da sempre, sono la così, dal ricordo degli uomini, quale ria, senza identità, catapultato nel
parte migliore della nostra Nazione: che fosse la divisa che indossavano, presente, guidato dallo stomaco più
gente che si rimbocca le maniche e prima che nei santuari delle acca- che dal cuore o dal cervello. Natu-
restaura con le sue mani la chiesetta demie, la storia della Prima guerra ralmente, molti proclameranno che
di Plava (sull’Isonzo), gente che orga- mondiale: la memoria collettiva si il centenario è stato un successo: una
nizza una mostra a proprie spese in trasforma in storia per lunga e com- formidabile sequenza di iniziative,
cima alla val Gandino, gente che stu- plessa distillazione, quando assume un momento prezioso di comunità

STORIA IN RETE 8| Febbraio 2017

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Nazione, mentre lo sviluppo di una
generazione di giovani specializza-
ti nella salvaguardia, nella gestione
turistica e culturale e nell’offerta di quista
re
un simile patrimonio, restituisce al per ac bro vai su
li .it
questo eriadistoria
Paese decine, se non centinaia, di mi- w.l ib r
ww
gliaia di lavoratori specializzati, colti
e motivati alla conservazione dell’i-
dentità culturale loro affidata.
Marco Cimmino, Paolo Gaspari,
Questo significherebbe, per comin- Mitja Juren, Marco Pascoli denun-
ciare, la creazione di nuovi ordini di ciano l’oblio della memoria storica
italiana in «Il centenario mancato
studi, tanto superiori quanto univer-
della Grande Guerra»
sitari, con una strettissima attinenza (Gaspari editore, pp. 80, € 9,00 -
all’identità territoriale e turistica www.gasparieditore.it)
nazionale. Questo falso ottimismo è dei luoghi: un ritorno dei giovani al
un suicidio culturale: si dovrebbero, territorio, con maggiore consapevo-
invece, evitare simili errori e lavorare lezza e maggior rispetto. Una volta di nessun conto. Tornando al nostro
per conservare e migliorare la nostra creata una prima falange di giovani centenario e all’occasione perduta, se
memoria storica di quegli eventi. formati in questo specifico indirizzo, nel campo dei doveri patriottici e del
Perché fra altri cento anni noi sare- la cosa andrebbe da sé: essi formereb- rispetto del proprio passato si è tocca-
mo scomparsi, esattamente come i bero, a loro volta, una generazione to il disastro, in quello della capacità
reduci del 1914-18, ma i valori che ci intera di studenti e dottori, pronta proiettiva e strategica questo confine
portiamo dentro, con un po’ di buo- ad affrontare la sfida economica e è stato abbondantemente superato:
na volontà, potrebbero sopravviverci. professionale dell’identità turistica. quella che avrebbe potuto e dovuto
Per il bene di tutti.
Abbiamo sacrari che, contro ogni logica, sono
E veniamo al lato, diciamo così,
pratico di questa brutta vicenda. chiusi la domenica; zone monumentali che
Chi scrive sostiene, ormai da decen- nell’estate del centenario sono rimaste chiuse
ni, che la salvezza economica e, in
per sedicenti lavori; siti archeologici militari
qualche modo, culturale dell’Italia è
strettamente legata allo sviluppo di sbarrati per ragioni di sicurezza...
un turismo colto: alla gestione ca-
pace ed appassionata dell’immenso Questo significherebbe, anche, cen- essere una formidabile occasione di
patrimonio artistico e storico che il tinaia di migliaia di posti di lavoro, sviluppo di questo particolarissimo
nostro Paese ha accumulato nel corso tra applicazione e diretta ed indotto, turismo colto, che è il turismo stori-
dei millenni. Si tratta di un’eredità spesso in territori ad altissimo tasso co-militare della Prima guerra mon-
preziosissima, che, opportunamente di disoccupazione giovanile. La qua- diale, ha visto, viceversa, un distacco
utilizzata, rappresenterebbe per l’I- dratura del cerchio, verrebbe da dire: annoiato ed una incredibile sottova-
talia l’equivalente di quello che per così come verrebbe da chiedersi cosa lutazione delle opportunità da parte
altri paesi significano i combustibili impedisca ai nostri governanti di ac- della nostra classe politica. E, mi si
fossili o la manodopera a basso costo: corgersi di una realtà tanto evidente. permetta, che un politico trascuri o
una formidabile chance di sviluppo Insomma, il turismo guidato, colto, addirittura ignori gli aspetti morali
economico. Con due differenze fon- specialistico ed integrato potrebbe di una ricorrenza così importante è
damentali: la prima è che le riserve rappresentare per l’Italia del terzo un fatto grave e desolante, ma che,
combustibili, prima o poi, si esauri- millennio un canale di sviluppo pri- con la propria incapacità ed inade-
scono, mentre monumenti e testimo- mario e straordinario, se non fosse guatezza, ne distrugga le enormi im-
nianze, se opportunamente protetti e azzerato dalla miopia e dall’ignavia plicazioni economiche e di sviluppo
curati, sono praticamente eterni. La di chi è in grado di fare certe scelte del territorio è perfino criminale.
seconda, ancora più determinante, strategiche, ma preferisce scaldare
consiste nel fatto che la manodopera le poltrone, salvo recarsi, ogni tanto, Mi limiterò a due esempi che, per
a basso costo non ha alcuna ricaduta a stringere una mano, ad ascoltare molti versi, sono paradigmatici
sulla qualità occupazionale di una un inno o a pronunciare discorsetti della situazione: la Lombardia e il

Febbraio 2017 |
9 STORIA IN RETE

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Friuli-Venezia Giulia. Per quanto la sidente e del vicepresidente: i quali, il turismo storico, il confronto con
Lombardia sia stata interessata solo da allora, non hanno presieduto un altre zone a vocazione simile, come
marginalmente dall’andamento del bel nulla. Questo, nonostante qual- Verdun o la Somme, è deprimente:
fronte (in pratica, soltanto il fronte che sollecito piuttosto inequivocabile pur trovandoci al cospetto di un pa-
alpino, dalla Valtellina al Garda), all’assessore alla Cultura, in cui ve- esaggio enormemente più suggestivo
essa rappresenta, tuttavia, un impor- niva denunciata la perfetta inutilità delle basse colline della Woevre o
tante scampolo dell’identità storica di un organismo scientifico di nessu- della Somme, con un’identità cul-
della Prima guerra mondiale: terra na scienza e, soprattutto, di nessun turale molto più marcata ed infinite
di alpini e di valori risorgimentali, impatto pratico. implicazioni integrative di un sem-
regione più popolosa d’Italia e, come plice turismo della memoria, tanto le
se non bastasse, che ingloba alcuni Il sospetto è che, come spesso accade strutture quanto la pubblicità di que-
dei paesaggi e dei siti archeologici in Italia, l’idea che qualcuno, magari sti luoghi sono miseramente insuffi-
militari più interessanti dell’intero competente nella materia specifica, cienti. Anzi, addirittura sembra che
conflitto. La Guerra Bianca, che su- potesse mettere il naso in investimen- le iniziative volte a valorizzare questo
scita enorme interesse tra gli studiosi ti ed operazioni pianificati, diciamo patrimonio unico vengano viste con
stranieri, si è combattuta esclusi- così, in maniera un po’ casereccia, fastidio, quando non apertamente
vamente al confine tra Lombardia desse un certo fastidio: il che ha tra- boicottate, a favore di feste paesane o
e Impero, a parte l’unica eccezione sformato quello che avrebbe dovuto fritture di calamari in piazza: la soli-
ta Italietta per turisti di bocca buona,
insomma. Così, milioni di potenziali
Il turismo guidato, colto, specialistico ed integrato turisti, provenienti da tutta Europa
potrebbe rappresentare per l’Italia un canale ed attratti in Friuli-Venezia Giulia
di sviluppo straordinario, se non fosse azzerato dalla possibilità unica di visitare lo-
calità di enorme interesse storico ed
dalla miopia e dall’ignavia di politici moralmente archeologico, unitamente alla possi-
desolanti e amministrativamente criminali bilità di apprezzare e di pubblicizza-
re nei paesi d’origine le mille e mille
della Marmolada: e sui contrafforti essere un impegno serio e decoroso, prerogative eccezionali, paesaggisti-
alpini come sui ghiacciai, rimango- per far sì che venisse ottimizzato l’im- che, enogastronomiche, artistiche, di
no testimonianze formidabili e stra- patto sul territorio di questo centena- questa terra magnifica, se ne riman-
ordinariamente suggestive di questo rio, in una indecorosa sinecura. L’e- gono a casa loro: anzi, neppure sanno
conflitto tanto particolare. Inoltre, sempio della regione FVG, tuttavia, che esista un simile reticolo di realtà
la Lombardia è anche la regione ita- è, se possibile, ancora più eclatante, culturali e turistiche.
liana più dinamica economicamente: e fornisce un esempio ancora più
quella che si è sempre dimostrata in clamoroso di cecità, tanto culturale Stiamo parlando di scelte strate-
grado di cogliere le opportunità eco- quanto amministrativa. Perché tra giche che sottraggono al territorio
nomiche che via via si presentavano, Monfalcone e Plezzo la Prima guer- un’entrata economica gigantesca e
grazie a risorse notevoli, tanto finan- ra mondiale ha lasciato ovunque le che impediscono ad un’infinita gam-
ziarie quanto manageriali. Ebbene, tracce più evidenti e le testimonianze ma di attività correlate a questo com-
proprio la regione Lombardia ha, più importanti: in quello scampolo parto di svilupparsi, dando un futuro
sostanzialmente, lasciato trascorrere d’Italia hanno combattuto e, spesso, ai giovani ed una solida base finan-
questo centenario nella più assoluta sono morti, milioni di giovani euro- ziaria a migliorie ed investimenti fu-
indifferenza, limitandosi, quasi con pei, e già questo fatto dovrebbe ren- turi. E questo, semplicemente per in-
fastidio, a creare una commissione dere sacra la memoria dei luoghi ed capacità congenita: all’estero, spesso,
scientifica che, senza una missione indefesso l’afflusso turistico dei pel- anche piccolissimi centri d’interesse
precisa e definita, si occupasse della legrini che li visitino. Musei, sacrari, storico vengono enormemente va-
conservazione del patrimonio storico opere difensive, campi di battaglia lorizzati, al punto da rasentare, nel
della Grande Guerra. Questa com- famosi, cippi e monumenti di ogni caso di certi siti archeologici britan-
missione, di cui chi scrive fa parte, genere caratterizzano il territorio nici, il ridicolo di due sassi romani
pur dovendosi riunire, per statuto, delle provincie di Trieste, Gorizia ed indicati da enormi cartelli turistici
almeno due volte all’anno, si è riu- Udine, rendendo questa terra un au- a decine di chilometri di distanza.
nita un’unica volta dalla sua crea- tentico, inimitabile e bellissimo, mu- Da noi, per contro, si punta, colpe-
zione, per eleggere le figure (a questo seo a cielo aperto. Per chiunque ab- volmente, su quel che c’è, come se
punto del tutto pleonastiche) del pre- bia un minimo di dimestichezza con bastasse: invece non basta, bisogna

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STORIA IN RETE 10 Febbraio 2017

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Intervista con nazionale,
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La «Flagellaz
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un piano di sviluppo dell’identità
LTAD
che si può

VITTORI

Sped. In A.P. - D.L 353/2003


3 - N. 20 - giugno
RCIOBNTAESSC

ne S.p.A
permettere?

G A

- Poste Italia
turistica territoriale. È questa la via:
Mensile - anno
EMANUE O
ANDALO

2010
C AV O U R

2010 - Poste Italiane S.p.A.


TO

settembre
l’idea dell’identità turistica. Il caso
LE II

6 - N. 59
EROE

- anno
di Gorizia appare emblematico […].

Mensile - anno 6 - N. 55 maggio


Un padre
23:12:12
19-06-2007

Mensile
– dimen
20.indd 1
ticato –
Gorizia, turisticamente parlando, della Pa
copertina storia

tria
vale una Verdun e dieci o venti Al-
bert: è al centro di un comprensorio «Storia in Rete» ha raccontato a più riprese lo scandalo degli anniversari della
storico ed archeologico immenso, ar- storia italiana dimenticati dalle istituzioni e dai media. Fra questi, in particolare
ticolato, disteso sul territorio come in i duecento anni dalla nascita di Garibaldi (n. 20), il doppio anniversario -
duecentenario della nascita, centocinquantesimo della morte - di Cavour (n. 55)
un atlante militare. Gorizia possiede e i 140 anni dalla nascita di Vittorio Emanuele II (n. 59)
palazzi e bellezze paesaggistiche, e
sarebbe perfetta per ricettività e per sione: per solito, lo storico si limita ha dimostrato abbondantemente
centralità strategica, all’interno di ad esprimere un giudizio sugli eventi. l’insopportabile lassità delle nostre
un progetto turistico-culturale a tut- Qui, però, oltre allo storico, ha do- strutture morali, culturali, proget-
to tondo, che comprendesse le visite vuto scendere in campo il cittadino, tuali. Ha privato il nostro Paese, e
ai luoghi della battaglia (inutile indi- l’italiano innamorato della propria soprattutto i nostri giovani che ne
carli in questa sede: sono notissimi e Patria, la cui memoria è stata, nella avrebbero disperato bisogno, di una
sono decine e decine), al museo sto- presente circostanza così tristemen- saluberrima iniezione di valori, di
rico, ai palazzi patrizi, alle bellezze te vilipesa: un cittadino indignato memoria, di spirito di unità, di iden-
naturalistiche, alle cantine, ai luoghi e sconfortato, come credo si evinca tità. Si tratta di un errore colossale,
di produzione gastronomica, con oc- agevolmente da quanto scritto poco le cui conseguenze peseranno du-
casioni d’oro per ristoranti e strut- sopra. Ma anche un cittadino che de- ramente sul futuro, purtroppo: con
ture ricettive. Invece, nulla di tutto
questo è stato progettato, prima del
Sembra che le iniziative volte a valorizzare
centenario: non c’è stata alcuna ri-
unione che radunasse intorno ad un il patrimonio unico della Grande Guerra vengano
tavolo le principali realtà interessate viste con fastidio, quando non apertamente
da un piano di sviluppo dell’identità
boicottate a favore di un’Italietta di salsicciari,
turistica territoriale (credo anzi che
questa definizione sia ignota a chi di senza identità, e di turisti cafoni e di bocca buona
dovere) e men che meno è stato stila-
to un piano strategico per la gestio- nuncia la sconfitta dell’intelligenza la deprimente certezza che, in un
ne del centenario. Eventi sporadici, e della creatività, da parte dell’ottu- futuro qualsiasi, i responsabili di
qualche cerimonia, nessuna pubbli- sità e della mancanza di progettua- questo disastro, esattamente come
cità: questo è, allo stato dell’arte, il lità, che hanno caratterizzato questo quelli della Caporetto di cento anni
bilancio di questa scadenza epocale, centenario: un cittadino che ha visto fa, non pagheranno per le proprie
che avrebbe potuto davvero cam- mettere da parte le migliori compe- mancanze. E, la maggior parte degli
biare il futuro di Gorizia. E la città tenze, che, come già detto più volte, italiani queste mancanze così gravi e
langue, decade, perde le sue energie non mancano certo all’Italia, a fa- determinanti nemmeno le verrà mai
migliori: laddove avrebbe potuto di- vore dei soliti noti, di burocrati che a sapere: esattamente come ignora
ventare un polo virtuoso di sviluppo stancamente affrontano la questione perfino il fatto che Caporetto sia un
sapiente del territorio, nel rispetto della memoria nazionale come af- luogo, sulle sponde dell’Isonzo.
della natura e della storia. fronterebbero quella di quanti cuc-
chiaini di zucchero mettere nel caffè. Marco Cimmino
Esaurita la questione economica, In definitiva, peggio di così questo [per gentile concessione
dobbiamo giungere ad una conclu- centenario non si poteva celebrare: di Gaspari Editore]

Febbraio 2017 |
11 STORIA IN RETE

++06 11 cimmino 100 grande guerra.indd 6 20/01/17 14.54


cumenti relativi alla scom- dell’establishment israelia-
parsa di circa mille bambini, no, avevano nei confronti
ufficialmente morti per degli ebrei provenienti dal
malattia o malnutrizione mondo arabo. «Mettere i
nei caotici mesi seguiti alla bambini nelle mani di fami-
fondazione dello Stato di glie ashkenazite, li avrebbe
Israele nel 1948. Secondo il salvati. Sarebbero stati
giornalista Jonathan Cook di rieducati e resi materiale
«Al Jazeera», che cita l’atti- adatto al nuovo stato sioni-
vista Naama Katiee, tuttavia sta», ha dichiarato. Da parte
i documenti sono relativi al sua, Yehudit Durani, ex infer-
destino solo di una frazione miera in un campo a sud di
degli ottomila bambini Haifa, avrebbe raccontato
che pare siano scomparsi ad «Al Jazeera» della rego-
fino alla metà degli anni lare sparizione di bambini,
Sessanta. Secondo l’attivi- spesso successive alla visita
sta, infatti, nei numeri, nelle di ebrei americani. A parla-
lacune dei documenti e re delle presunte adozioni
Una statua di bronzo dedicata nelle numerose le testimo- coatte anche Ruth Baruch,
in Corea alle «Donne di conforto» nianze ci sarebbero già gli fondatore di un servizio
indizi più importanti dei per adozioni, che avrebbe
VECCHIE RUGGINI stituirsi con la forza o con crimini compiuti in quegli riferito della confessione
l’inganno. Secondo alcuni anni a scapito soprattutto fattagli da un’infermiera sul
«Donne di conforto»,
storici questi servizi erano di famiglie provenienti dallo letto di morte. n
Tokyo fa l’offesa con Seul
invece interamente volon- Yemen, che avrebbero subi-

U n gruppo di attivi-
sti sudcoreani ha
posizionato una statua di
tari. Il governo giapponese
aveva comunque ritenuto
di chiudere «l’incidente»
to la sparizione di bambini
sotto i quattro anni d’età
fra il 1948 e il 1954. Molte
GHIACCIO&FUOCO
Il Titanic fu affondato
bronzo che rappresenta una circa un anno fa, quando il testimonianze raccontereb-
da un incendio?
«donna di conforto» davanti primo ministro Shinzo Abe bero di funzionari israeliani
al consolato giapponese a
Busan, provocando la rea-
zione di Tokyo. «Il governo
fece pubblica ammenda
ed espresse «le più sincere
scuse e il rimorso per tutte
che, nel periodo in cui 50
mila ebrei yemeniti veniva-
no fatti arrivare nel paese,
I l Titanic non sarebbe
affondato per l’impatto
con l’iceberg alla deriva nelle
del Giappone trova questa quelle donne che hanno costringevano le famiglie gelide acque del nord Atlan-
situazione estremamente attraversato irripetibili e a consegnare loro i bam- tico, ma a causa dell’incen-
deplorevole», ha dichiarato dolorosissime esperienze» bini senza poi fargli avere dio che si propagò a bordo
il segretario del consiglio e promise la creazione di un notizie. Tra le storie emerse sin da prima della partenza.
dei ministri nipponico Yo- fondo per le vittime di un quella di Gil Grunbaum L’ipotesi è del giornalista
shihide Suga. Oltre al ritiro miliardo di yen (oltre otto che nel 1956, bambino, fu statunitense Senan Molony
temporaneo dell’ambascia- milioni di euro). Una conclu- venduto da una clinica di
tore, Tokyo ha annunciato sione che non ha soddisfat- Haifa a dei sopravvissuti
misure supplementari, in to gli attivisti sudcoreani dell’Olocausto. Grunbaum,
particolare il congelamento che sono tornati all’attacco quarant’anni dopo i fatti ha
dei negoziati economici. con l’ennesima statua (sono scoperto per caso di essere
La questione delle «donne 38 in tutto il paese) davanti stato adottato segretamen-
di conforto» è una delle a una sede diplomatica te ed ha così ritrovato la sua
ferite aperte dalla fine della giapponese. n madre biologica tunisina
Seconda guerra mondiale. dopo tre anni di ricerche.
L’Esercito giapponese infatti Secondo Yael Tzadok, una
forniva ai suoi soldati dei ISRAELE giornalista che indaga su
bordelli da campo, le cui queste vicende, l’operazione
Mille bambini scomparsi.
ragazze erano anche cinesi, sarebbe stata mossa dai
Tel Aviv desecreta carte
coreane o provenienti dai pregiudizio che gli ebrei
territori occupati nel sudest
asiatico, costrette a pro- I l governo di Tel Aviv ha
desecretato 200 mila do-
ashkenaziti (di origine eu-
ropea), che facevano parte

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STORIA IN RETE 12 Febbraio 2017

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«Si devono onorare e rispettare tutte le patrie, ma si può, anzi si deve, amare la propria»
San Giovanni Paolo II (pontefice, 1920-2005)

PREVISIONI STORICO-MATEMATICHE
«L’Occidente crollerà nel 2020. Lo dice la Storia»

L
a società occiden- Peter Turchin
tale ha all’incirca
ancora tre anni di
vita. La «profezia» non è
di qualche complottista
o fanatico religioso, ma
di Peter Turchin, statuni-
tense docente di Ecolo-
gia e Matematica all’Uni-
versità del Connecticut.
Turchin è un sostenitore
della «cliodinamica»,
una disciplina che cerca
di comprendere le ten- Manifesto mancese che inneggia
denze nella storia (Clio è all’alleanza col Giappone
la Musa della storia nella ri e conflitti sociali sono e secondo il modello del
mitologia greca) umana i principali parametri per professore del Connec- finora in Cina, «Guerra degli
attraverso modelli mate- comprendere l’evoluzio- ticut entro il 2020 in Oc- otto anni di Resistenza
matici e statistici. Insom- ne di una civiltà. Peter cidente si verificherà un all’aggressione giappone-
ma, il tentativo di fare Turchin per circa dieci picco di violenze politico- se». Il conflitto, infatti, viene
della Storia una scienza anni ha accumulato dati sociali e un drammatico tradizionalmente compreso
esatta. I primi modelli statistici estrapolati da degrado dello standard fra l’incidente del Ponte di
interpretativi del genere un lasso di tempo che di vita. Il dato principale Marco Polo del 7 luglio 1937
erano stati suggeriti da intercorre dal 1500 a.C. è costituito dall’allarga- e la resa del Giappone nella
Turchin in un articolo del al 1500 d.C. Il risultato mento della forbice fra Seconda guerra mondiale
2013 su «Proceedings of della ricerca, specifica elite possidente e popolo (2 settembre 1945), ovvero
the National Academy of Turchin in un articolo su e dunque dell’assottiglia- otto anni. Tuttavia, il gover-
Sciences», dove sostene- Phys.org, non prevede mento verso l’alto della no cinese ha ora deciso che
va che tecnologie milita- «eventi» ma «tendenze» piramide sociale. n la definizione ufficiale del
conflitto debba prevedere
che ha presentato una nuo- 1912 il transatlantico della rata dall’azione del fuoco. anche i sei anni precedenti
va teoria sulle cause del più White Star avrebbe sì urtato Un danno che si sarebbe che, in effetti, furono tutt’al-
famoso dei naufragi. Nella contro un enorme blocco di rivelato fatale al momento tro che di pace col Giappo-
notte fra il 14 e il 15 aprile ghiaccio galleggiante, ma decisivo, provocando la ne. Sotto la nuova dicitura,
questo evento da solo non morte di 1.500 persone. n che dovrà essere «Guerra
Il relitto del Titanic rinvenuto sarebbe bastato a deter- dei quattordici anni di
dai batiscafi dell’esploratore minarne la fine. Secondo Resistenza all’aggressione
Robert Ballard Molony, lo scafo della giapponese», verranno ora
MIRACOLI
nave infatti sarebbe stato comprese anche l’invasione
Cina: la guerra col Giappone
fortemente indebolito da giapponese della Manciuria
«promossa» da 8 a 14 anni
un incendio durato diversi (1931) e tutti gli incidenti
giorni e innescatosi vicino
alle caldaie sin da prima che
la nave lasciasse il porto
I l governo cinese ha
chiesto agli storici di «ag-
giornare» i testi scolastici
successivi, durante i quali
il Giappone penetrò nel
territorio cinese e impose
di Belfast, dove era stata sul tema del conflitto con governi fantoccio locali
allestita. A bordo si tentò il Giappone nel XX seco- (come quello della Manciu-
di domare le fiamme, ma lo. In particolare, è stato ria), approfittando del caos
senza successo. Quindi il richiesto di modificare la interno della Cina, sconvolta
Titanic proseguì il suo viag- definizione della Guerra dalla guerra civile fra maoisti
gio, ma con la chiglia logo- Sino-Giapponese, chiamata e nazionalisti. n

Febbraio 2017 |
13 STORIA IN RETE

+++12 13 news 136.indd 2 20/01/17 14.56


ARCHEOLOGIA / 1 di essere abbandonata,

www.siculalivenews.it
non si sa per quale motivo,
Scoperta in Tessaglia
anche se una prima ipotesi
città greca finora ignota
potrebbe essere la conqui-

U n gruppo di ricercatori
del dipartimento di
Studi Storici dell’Università
sta romana della Tessaglia».
La regione, alla fine della
Prima guerra macedone, nel
di Goteborg (Svezia) è al 197 a.C., venne dichiarata
lavoro per il recupero i resti libera dai Romani, ma una
di un’antica città della Tes- cinquantina d’anni dopo fu
saglia, nella Grecia centrale. incorporata nella provincia
La città, finora sconosciuta, di Macedonia (148 a.C.). n
sorgeva in un sito, occu-
pato in seguito dall’antico Il sole passa attraverso
villaggio di Vlochos, circa 300 il monolite di Gela
ARCHEOLOGIA / 2
chilometri a nord di Atene. «I
Rinvenuto in Sicilia
resti, ritenuti finora soltanto terra è sorprendente, l’espe- jian, ovvero una spada dritta
megalite-calendario solare
tracce di antichi insediamen- rimento è riuscito». I giornali a doppio taglio. Durante il pe-
ti poco rilevanti, possono
essere ora riconosciuti come
vestigia di un’antica città, di
A Gela un gruppo di ap-
passionati di archeologia
si è casualmente imbattuto in
hanno parlato subito di una
«Stonehenge siciliana». n
riodo dei Regni Combattenti
la metallurgia cinese fece un
salto di qualità: le tecniche di
una importanza maggiore un megalite forato. Il gruppo produzione della prima lega
di quanto si potesse mai stava facendo un sopralluogo ARCHEOLOGIA / 3 erano giunte ad alto grado di
pensare. Per arrivare a questa in alcuni bunker della Seconda perfezione e si iniziò a passa-
Cina: spada in bronzo
conclusione, è stata sufficien- guerra mondiale poco lontano re dalle armi in bronzo a quel-
di 2.300 anni ancora affilata
te una sola stagione di scavi», dalle necropoli preistoriche di le in acciaio. Nella fattispecie,
afferma Robin Ronnlund,
professore di Archeologia
Classica e Storia antica a Go-
Grotticelle, Ponte Olivo e Des-
sueri, vicino Gela. Il megalite
è un blocco di roccia forato,
U na spada di almeno 23
secoli è stata scoperta
in una tomba cinese nella
il nerbo della lama sarebbe
stato realizzato con un bron-
zo ricco di rame, malleabile
teborg, che ha diretto la ricer- utilizzato come «pietra calen- città di Xinyang, provincia di ma anche elastico, mentre il
ca sul campo. «È veramente dario» per misurare le stagioni Henan. La particolarità del taglio è ricavato da un bronzo
strano che nessuno se ne sia e i solstizi. Successivamente un ritrovamento è l’insolito stato più ricco di stagno, per otte-
accorto prima», si meraviglia gruppo di esperti ha stabi- di conservazione della lama, nere una migliore affilatura.
lo studioso. Ronnlund è con- lito che la pietra-calendario in bronzo, che è ancora lucida Alcuni hanno suggerito che
vinto che la collina nasconda risale a un periodo tra il 6.000 e perfettamente affilata. La l’incredibile conservazione
ancora molti segreti. L’ambi- e il 3.000 avanti Cristo. Con notizia è stata data con un della lama potrebbe essere la
zione del progetto sarebbe l’ausilio di bussola, macchine video pubblicato da Radio prova che si tratti di un falso.
quella di evitare di ricorrere fotografiche e videocamera Cina Internazionale. Il ritro- Ricerche sono in corso negli
a scavi, optando invece per installata su un drone, il 21 vamento è avvenuto in una istituti cinesi, che tuttavia
metodi quali, ad esempio, il dicembre, cioè il giorno del tomba che risale al periodo ricordano come ritrovamenti
georadar che permetterebbe solstizio di inverno, è stato dei Regni Combattenti (453 del genere sono insoliti ma
ai ricercatori di scrutare nel compiuto un esperimento a.C. - 221 a.C). L’arma è di tipo non impossibili: nel 1965
terreno lasciando la morfolo- che ha confermato il suo
gia del sito intatta. «L’identi- utilizzo. «Alle 7,32 – quando
ficazione di una piazza della il sole è iniziato a sorgere – i
città e un intreccio di strade raggi hanno illuminato in
mostrano una città piuttosto modo perfetto la pietra forata.
grande. L’area all’interno Mentre il drone si avvicinava,
delle mura della città misura mantenendo il più possibile
oltre 40 ettari, ampia poco l’asse a 113 gradi [ovvero 90°
più dell’Acropoli dell’antica più i 23° circa di inclinazione
Atene», racconta l’archeo- dell’asse terrestre NdR] è stato
logo. «I reperti più antichi filmato quel fascio di luce che
risalgono al 500 a.C., ma la attraversava il foro proiet-
città sembra aver prospe- tandosi sul terreno», hanno
rato soprattutto dal quarto raccontato i ricercatori. «Ciò
La spada scoperta nello Henan
al terzo secolo a.C., prima che riusciamo a registrare da

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STORIA IN RETE 14 Febbraio 2017

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SOCIAL PERICOLOSI
Cina, professore critica Mao, licenziato dall’università

D
eng Xiangchao, «Solo nel 1976 – ha
docente alla continuato l’ex docen-
facoltà di Belle te – si è deciso a morire
Arti dell’università di e abbiamo avuto cibo
Shandong Jianzhu, è da mangiare. L’unica
stato licenziato in tron- cosa buona che ha fat-
co per i suoi «erronei to è morire». Il post è
post» sul social network stato riportato alle lo-
cinese Weibo. I messag- cali autorità che hanno
gi incriminati riguarda- provveduto a far licen-
no Mao Zedong (1893- ziare il docente. Il sito
1976), padre della Cina ufficiale dell’università
comunista. Deng l’ha – informa il «Wall street
toccata piano: «Se Mao journal» – ha definito le
fosse morto nel 1945 parole del professore
avremmo avuto sei mi- «vili e di pessimo esem-
Mao Zedong (1893-1976)
lioni di morti in guer- pio». L’account Weibo di
ra in meno. Se fosse morto nel 1958 trenta milioni di Deng Xiangchao è stato cancellato. Nessuna reazione
persone non sarebbero state fatte morire di fame». in Occidente al momento. n

a Goujian venne scoperta elezioni con queste iniziative

http://www.totallylost.eu/
una spada in bronzo dorato antidemocratiche». n
ancora più antica, risalente
al Periodo delle Primavere e
degli Autunni (722-481 a.C.), PREDAPPIO
in uno stato di conservazio-
Arrivano i fondi dell’UE
ne eccellente. n
per il museo del Ventennio

SOPRA LE RIGHE «S iamo a un punto


di svolta col pro-
getto – annuncia Giorgio Il degrado in cui versa
Una via intitolata a Salò: la Casa del Fascio di Predappio
Frassineti, sindaco di Predap-
ANPI: «è antidemocratico»
pio – e io vado avanti, non

A Mede (Pavia) l’ammi-


nistrazione comunale
vorrebbe intitolare una via al
posso permettere di fare di un
edificio del genere una vittima
della damnatio memoriae».
persona. Il progetto del museo
è stato affidato all’istituto Parri
e secondo la stampa sarà pron-
vestita da balilla o da gerarchi
– continua Frassineti – ma noi
non possiamo continuare a
comune gardesano di Salò, L’«edificio del genere» è la ex to entro marzo. Quindi si potrà pagare per il fatto che siamo a
ma è insorta la locale sezione Casa del Fascio di Predappio, in mettere a bando l’intervento Predappio. È stato addirittura
dell’ANPI di Mede-Pieve del Romagna, paese natale di Be- di restauro dopo decenni proposto di fare il museo da
Cairo il cui vice presidente, nito Mussolini, sede destinata d’abbandono e degrado di un’altra parte purché non qui,
Enrico Crotti, ha dichiarato a del primo museo del Fascismo. uno degli edifici più imponenti ma io penso che, confinan-
«Today.it»: «questa proposta Per il progetto di recupero dell’architettura razionalista dolo a Predappio, in realtà si
mi fa paura. Se i proponenti dell’immobile, al milione di d’Italia: «Abbiamo incontrato voglia rimuovere il fatto che
avessero voluto scegliere una euro versato in parti uguali dal resistenza da parte di storici il Fascismo fu un movimento
località turistica del Garda, comune di Predappio e dalla importanti come Giovanni di massa». E quando sente
avrebbero potuto indicare fondazione Cassa dei risparmi De Luna e Luciano Canfora, parlare della necessità di
Riviera o Gardone: invece di Forlì se n’è appena aggiunto ma noi vogliamo che la Casa vietare la vendita di gadget
credo proprio che vogliano un altro della regione Emilia del Fascio diventi un punto fascisti, fa capire che è un falso
rivalutare i disvalori della Romagna, che ha pescato fra i della rete museale europea», problema: «Quel periodo c’è
Repubblica Sociale. Il sindaco fondi strutturali europei, men- aggiunge il sindaco, alla guida stato e ci si deve fare i conti
Guardamagna ha pagato tre si attende una risposta del di una giunta monocolore, seriamente: davvero abbiamo
pegno mercanteggiando i nuovo governo dopo che Luca espressione di una lista civica ancora paura di un accendino
voti dell’estrema destra por- Lotti, allora sottosegretario alla che è un’emanazione diretta col fascio littorio comprato su
tatigli da Ferraris alle ultime Presidenza, si era interessato di del PD. «Qui viene gente una bancarella?». n

Febbraio 2017 |
15 STORIA IN RETE

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dell’ammiraglio Carrero
Blanco, pubblicati sul suo
profilo @kira_95 tra il 2013 e
il 2016. A renderlo pubblico
è stata lei stessa attraverso
i social il 10 gennaio scorso.
Immediatamente i giornali
hanno ripreso la notizia e
molti utenti del web si sono
schierati dalla sua parte. Luis
Carrero Blanco fu vittima di
un attentato degli indipen-
dentisti baschi di ETA il 20
Il cratere provocato dalla dicembre 1973. All’uscita di
bomba dell’ETA nel 1973 una funzione religiosa la vet-
contro Carrero Blanco tura sulla quale viaggiava fu
fatta saltare in aria, la carica
STORICAMENTE CORRETTO cui potrebbe incorrere una poi sommati altri tre anni di di esplosivo utilizzata fu così
studentessa ventunenne libertà vigilata. Cassandra, forte da far volare l’automo-
Dubbio: è sempre terrorismo
dell’università di Murcia, rea questo il nome della ragazza, bile a 30 metri d’altezza. Sei
se la vittima è un franchista?
di aver ironizzato sulla vitti- salirà sul banco degli impu- mesi prima Blanco era stato

D ue anni e sei mesi,


questa è la pena in
ma di un attentato terrori-
stico. Al carcere andrebbero
tati a causa di alcuni tweet
in cui ironizzava sulla morte
nominato primo ministro dal
dittatore Francisco Franco.

RIFLESSI PAVLOVIANI
Grosseto, intitola una via a Italo Balbo? E l’ANPI insorge

«D
edicate una via o una piazza a Italo Balbo, Arma Aeronautica, e Bernardino Bergamaschi, dell’Asso-
non come politico fascista, ma come tra- ciazione Trasvolatori, non basta. «Italo Balbo è un gran-
svolatore ed eroe nazionale». A Orbetello de personaggio della storia dell’aeronautica italiana che
è stata promossa una raccolta di firme da consegnare scelse Orbetello come base della sua epica impresa». Ol-
all’amministrazione comunale. «Personalmente sono tre a una strada si pensa anche a un parco da realizzare
favorevole a dedicare una all’idroscalo: già l’ex sindaco
strada o una piazza a Balbo. Monica Paffetti, alla guida di
Aspettiamo le firme e poi una giunta di centro-sinistra,
valuteremo in giunta nel ri- aveva parlato di un progetto
spetto delle normative» ha di valorizzazione. «L’idrosca-
detto il sindaco di Orbetello, lo è un capitolo di storia che
Andrea Casamenti, alla gui- fece grande l’Italia. Che fosse
da di una giunta di centro- fascista quell’Italia, poco im-
destra. Dichiarazioni che porta. – aveva dichiarato il
hanno fatto infuriare l’ANPI: sindaco – Questo è un patri-
«Dedicare una via o una monio da salvare e valorizza-
piazza a un gerarca e pic- re». D’accordo anche l’attuale
chiatore fascista – denuncia primo cittadino Casamenti:
Romeo Carusi, del direttivo «Parco e museo sono nei no-
provinciale di Grosseto – è stri progetti, credo possa na-
un oltraggio e soltanto una scere una struttura di inte-
giunta di destra avrebbe po- resse nazionale». L’idroscalo
tuto pensare a tanto. Balbo venne quasi completamen-
è stato ministro di Mussoli- te distrutto dai bombarda-
ni, si è macchiato di violenze menti angloamericani: negli
in Italia e nelle colonie. Sa- anni Trenta e Quaranta là
rebbe un precedente gravis- erano stati realizzati prege-
simo». A Orbetello esiste già voli edifici in stile futurista
una via intitolata ai Trasvo- e le aviorimesse progettate
latori oceanici, ma per alcu- dal grande ingegnere Pier
ni, come Leonida Romualdi, Luigi Nervi, sono oggi total-
presidente dell’Associazione Italo Balbo sulla copertina di «Time» del 1933 mente perdute. n

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STORIA IN RETE 16 Febbraio 2017

+++16 17 news 136.indd 1 20/01/17 00.01


La studentessa spagnola ha
fatto diversi tweet satirici
sulla fine di Blanco. Peccato
che per la legge spagnola
esista il reato di «umiliazione
di vittime del terrorismo». La
difesa della ragazza sul web
spagnolo è serrata. Oltre al
rigore della legge, si contesta
fra le righe il diritto a vilipen-
dere un franchista ucciso.
«Un “aspirante dittatore” è un
po’ meno vittima rispetto alle
oltre 800 persone uccise dal
gruppo basco durante i 50
anni di attività?» si è chiesta
una reporter italiana Giulia
Zuffa su «itagnol.com». n
Augusto Pinochet ed Henry Kissinger

PUGNALATE barazzo. A quel punto entrò los, Vance gli confidò che Eric Dyson nella presenta-
in scena Kissinger, che come avrebbe fatto il possibile zione sul «New York Times»
Così Henry Kissinger tramò
segretario di Stato USA per «ridurre la pressione» del suo ultimo lavoro,
coi cileni alle spalle di Carter
nell’amministrazione Nixon sul Cile. Nonostante i buoni «Tears We Cannot Stop: A

I documenti recentemente
desecretati che sono stati
rivelati dal giornalista ame-
aveva favorito il sorgere della
dittatura di Pinochet durante
il golpe contro Salvator
uffici di Kissinger, tuttavia,
il governo Carter impose al
Cile delle sanzioni econo-
Sermon to White America»,
ha sostenuto la necessità
che i cittadini statuniten-
ricano Zach Dorfman hanno Allende (settembre 1973) e miche negandogli accesso si bianchi tengano dei
rivelato che l’ex segretario di considerava il Cile come sua all’Agenzia del Credito Este- conti correnti appositi (IRA:
Stato USA Henry Kissinger nazione protetta. Kissinger ro (Ex-Im Bank). Una rappre- «individual reparations
tramò alle spalle del presi- ospitò in un incontro segreto saglia che molti giudicarono account») per offrire ai negri
dente Jimmy Carter in occa- il ministro degli esteri cileno ampiamente inadeguata alla d’America «riparazioni»
sione della crisi cilena. Il 21 Hernan Cubillos nel suo gravità dell’atto di terrori- dirette per lo schiavismo
settembre 1976 il presidente appartamento di Manhattan smo commesso sul territorio e la segregazione razziale.
cileno Augusto Pinochet ed ebbe con lui un incontro statunitense. n Gradite, in particolare, do-
ordinò l’assassinio dell’ex durato 70 minuti a colazione. nazioni a istituzioni come lo
ambasciatore di Santiago, Di questo incontro restano United Negro College Fund.
Orlando Letelier, dissidente gli appunti buttati giù da Cu- URGE T.S.O. Dyson sostiene la necessità
in esilio negli USA. Letelier billos e ritrovati da Dorfman. di creare organizzazioni
M.E. Dyson: «risarcimenti
venne ucciso in un clamo- Secondo il ministro cileno benefiche verso la gente di
obbligatori da bianchi a negri»
roso attentato dinamitardo Kissinger spalleggiò la deci- colore, ma soprattutto che
portato avanti da alcuni cu-
bani anticastristi che fecero
saltare l’auto del dissidente
sione cilena di non estradare
i mandanti dell’attentato e
dichiarò che avrebbe aiutato
I l professore di sociologia
afroamericano Michael
le singole persone si fac-
ciano carico di un presunto
debito morale nei confronti
parcheggiata a soli 20 minuti il Cile indicando a Cubillos delle minoranze etniche.
dalla Casa Bianca. Dopo due le lobby alle quali rivolgersi Per esempio offrendo
anni d’indagini le autori- a Washington per ottenere paghe doppie ai lavoratori
tà USA giunsero all’ovvia ciò che voleva. Kissinger di colore. «Non chiedere al
conclusione che i mandanti suggerì a Cubillos di «trattare governo o ai politici. Que-
erano i vertici dei servizi l’amministrazione Carter sto è quello che un cittadi-
segreti cileni e il governo con brutalità», aggiungendo no coscienzioso, “sveglio”
di Washington ne chiese «è l’unico linguaggio che può fare». «Sveglio» è il
l’estradizione. Il parlamento capiscono». Kissinger inoltre termine colloquiale con
cileno, pur spaventato dalle raccomandò il suo succes- cui i «social justice warriors»
minacce americane di rap- sore Cyrus Vance al ministro descrivono coloro che si
presaglia, rifiutò, mettendo cileno, cosa confermata nei Listino prezzi di un panettiere danno da fare per le cause
il governo Carter in serio im- taccuini: secondo Cubil- americano «per l’equità». dei «diritti civili». n
I prezzi sono modulati
secondo l’appartenenza
razziale e sessuale. Il maschio
bianco paga a prezzo intero
Febbraio 2017 |
17 STORIA IN RETE

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CONTI COL PASSATO / 1

Pepe Escobar - www.atimes.com


Ucraina, 2.300 monumenti
ex URSS distrutti da regime

P iù di 2.300 sono i monu-


menti di epoca sovietica
distrutti in Ucraina, tra cui
1.320 statue di Lenin. L’on-
data di iconoclastia è iniziata
in seguito alla controversa
legge approvata da Kiev che
prevede la «decomunistizza-
zione» materiale dell’Ucraina.
Nel luglio 2015 il regime di
Kiev diede infatti il via alla Un monumento ai Caduti della Seconda guerra
mondiale distrutto a Saur-Mogila in Ucraina
legge che equiparava il Na-
zionalsocialismo al Comuni-
smo, mettendo contempora-
COLONIALISMO & RISARCIMENTI
neamente al bando tre partiti
di matrice comunista: il Par- Tribù africane citano Berlino. In un tribunale USA

I
tito Comunista d’Ucraina, il
Partito Comunista Rinnovato l 5 gennaio scorso i rappresentanti del- Una battaglia fra herero
le tribù Herero e Nama della Namibia e truppe tedesche in Africa
e il Partito Comunista dei
hanno fatto causa alla Germania in un del Sud-Ovest
Lavoratori e dei Contadini.
tribunale di New York, chiedendo dei ri-
Oltre alla messa al bando di sarcimenti ai discendenti delle persone
partiti e movimenti che si morte nella repressione delle rivolte tri-
rifanno al Comunismo, si è bali durante il dominio coloniale tedesco.
dato il via alla demolizione Dalla fine dell’Ottocento la Namibia era
dei monumenti di epoca Africa tedesca del Sud-Ovest, una colonia
sovietica. «Ricordiamo che della Germania. La tribù locale degli Herero
dopo la Russia – si legge nel aveva firmato a partire dal 1885 una serie
di trattati con i tedeschi, per garantirsi pro-
comunicato diffuso dall’uffi-
tezione. Tuttavia il grande indebitamento
cio stampa dell’Istituto Ucrai-
degli indigeni aveva condotto ad ampi pi-
no per la Memoria Nazionale gnoramenti di terre e bestiame a favore dei
– l’Ucraina era il paese con il coloni tedeschi: nel gennaio 1904 gli herero
maggior numero di tributi a si ribellarono e a loro si unì la più piccola
Lenin in aree pubbliche». Non tribù dei Nama, che viveva poco più a sud.
solo monumenti demoliti In un attacco a sorpresa vennero massacrati
però. In Ucraina, riferisce 123 civili tedeschi. La reazione fu durissima.
«Il Primato Nazionale», dal Nell’estate 1904 le truppe tedesche, dopo
aver intimato a herero e nama di abban-
luglio 2015 a oggi sono state
donare il territorio della colonia, vennero
rinominate 51.943 vie, 25 di-
scatenate contro le due tribù che, sconfit- tunitense. Secondo i legali americani delle
stretti e 987 centri abitati, tutti te, furono deportate. La stima delle vittime due tribù, non ci sono abbastanza garanzie
ribattezzati o creati ad hoc della repressione parla di 25 mila morti, e che le riparazioni fondi dati dalla Germania
durante il periodo comunista. ha spinto alcuni a identificare questa ope- alla Namibia finiscano ai discendenti delle
Nel frattempo si moltiplicano razione come un «genocidio». Cionono- persone morte nello sterminio e non ci può
gli atti vandalici contro i me- stante nelle trattative in corso col governo essere un accordo senza la partecipazione
moriali della Seconda guerra namibiano i rappresentanti tedeschi hanno di herero e nama. La causa è stata presenta-
mondiale, l’ultimo dei quali, detto che i risarcimenti personali ai discen- ta a New York per via dell’Alien Tort Statute,
denti delle vittime sono «fuori questione» una legge americana del 1789 spesso invo-
secondo la stampa, è avve-
e che lo sterminio degli herero e dei nama cata nei casi di violazioni dei diritti umani.
nuto lo scorso 10 gennaio a
non è paragonabile all’Olocausto. Gli here- In base a una decisione della Corte Supre-
Leopoli, con la distruzione di ro – che rappresentano una minoranza in ma Usa del 2013, la legge non si applica ai
una stele che ricorda le vit- Namibia – si sono lamentati di essere stati crimini commessi fuori dagli Stati Uniti a
time dell’invasione tedesca, esclusi dalle trattative e non fidandosi di meno che non li «coinvolgano e interessi-
spaccata e poi dipinta con come il governo della Namibia distribuirà le no». Secondo gli avvocati tuttavia è possi-
simboli nazionalisti ucraini e eventuali compensazioni hanno pensato di bile che il tribunale di New York decida di
una doppia runa delle SS. n citare i tedeschi davanti a un tribunale sta- applicare comunque l’atto.n

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STORIA IN RETE 18 Febbraio 2017

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foto: Gunnar Bach Pedersen

C’È UNA BOMBA IN CITTÀ


Casale, bomba minaccia
percorso acquedotto

U n ordigno della Seconda


guerra mondiale è stato
scoperto il giorno dell’Epifania
nel greto del Po presso Casa-
le Monferrato dal cane di un
fotografo che si trovava sul
posto con un collega per
fare alcuni scatti. I due
uomini hanno subito
avvertito le autorità.
Le operazioni degli
artificieri sono state
complicate dalla con-
statazione che proprio
sotto la bomba – sganciata
Deng Xiaoping e Margareth Thatcher in un vertice dagli Alleati nel 1944 – si trova a
passare la conduttura dell’ac-
RIVELAZIONI temeno che con l’Unione piemontese Enrico Cialdini quedotto che serve la zona. È
Sovietica allo scopo di (1811-1892). L’iniziati- stato infatti necessario costruire
Una miniera di informazioni
contenere una Germania va è stata promossa dal un «fortino» attorno all’ordigno
emerge da carte Thatcher
dominante in Europa dopo consigliere Andrea Santoro e stabilire una stretta sorveglian-

L a pubblicazione da
parte degli Archivi
Nazionali britannici di
la riunificazione; il tentati-
vo – sei anni dopo la guerra
delle Falkland – di bloccare
(Fratelli d’Italia) e avrebbe
coinvolto pure la statua
dedicata a Camillo Benso
za per diversi giorni in attesa che
Prefettura e autorità militari de-
cidessero quale poteva essere la
una notevole mole di i colloqui diplomatici con conte di Cavour ma, per il soluzione migliore per eliminare
documenti desecretati del l’Argentina; l’interessamen- momento, l’assise cittadina la bomba. n
1989-1990 fanno emergere to a un piano per distrug- ha preferito glissare sulla
moltissimi nuovi dettagli gere le piantagioni di coca damnatio memoriae di
sul governo di Margaret in America Latina utilizzan- uno dei padri della Patria. IMBECILLI
Thatcher. Molti i temi do come arma biologica Cialdini è una figura tra
Roma, scritte spray
scottanti su cui la stampa dei parassiti; un dossier su le più controverse del
sul Colosseo
britannica sta mettendo Deng Xiaoping in cui al lea- dibattito storico sull’Unità
l’accento: fra questi, l’ordi-
ne di sparare a vista sugli
intrusi dopo un incidente
der cinese veniva attribuito
d’aver detto che in seguito
ai fatti di Piazza Tienanmen
d’Italia in quanto coman-
dante della repressione del
brigantaggio postunitario
D ue scritte con vernice
nera su un pilastro
del Colosseo - «Balto» e
(che la lasciò «inorridita») «duecento morti possono (1861-1863). Secondo i «Morte» - sono comparse
del 1988, durante il quale assicurare venti anni di suoi detrattori, Cialdini fu nella notte fra il 16 e il 17
alcuni manifestanti erano pace in Cina». n un «massacratore». Mentre gennaio. Lo scempio è
riusciti a salire a bordo di il consiglio comunale avvenuto su una colonna
un sommergibile atomico decretava la rimozione interdetta al pubblico e
della Royal Navy; la sua CONTI COL PASSATO / 2 di Cialdini, sono scese in nonostante la sorveglianza
politica di privatizzazioni, piazza alcune associazioni antiterrorismo che presidia
Napoli contro Cialdini.
che venne sfruttata dall’I- neoborboniche che hanno il monumento e le aree cir-
Rimosso busto del generale
RA, l’esercito clandestino chiesto all’amministrazione costanti. Sono proprio in
indipendentista dell’Irlan-
da del Nord, per finanziare
le proprie attività; il timore
A fine dicembre, il
consiglio comunale di
Napoli, riporta il «Corrie-
comunale anche di rimet-
tere mano alla toponoma-
stica cittadina abolendo le
questi giorni all’esame del
Parlamento delle nuove
norme contro chi deturpa
di un’Europa egemonizzata re del Mezzogiorno», ha strade intitolate ai protago- o imbratta i beni culturali
dalla Germania riunita, approvato all’unanimità nisti del Risorgimento, da che raddoppiano le pene
così forte che gli Stati Uniti la rimozione dal palazzo intitolare magari a briganti da un minimo di un anno a
temevano un «entente della Camera di Commercio lealisti che combatterono un massimo di cinque anni
cordiale» di Londra nien- di un busto del generale contro l’Unità d’Italia. n di reclusione. n

Febbraio 2017 |
19 STORIA IN RETE

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COPERtINA
Attacco al Giorno del Ricordo

GIÙ LE MANI
DALLE FOIBE
Torna il revisionismo giustificazionista
del solito gruppetto di «vigilantes»
dell’antifascismo versione filo-slava.
L’obbiettivo è sempre quello di sminuire
il dramma delle Foibe e dell’Esodo. Gli
argomenti sono noti: la repressione fascista,
l’arroganza del nazionalismo italiano e poi
i morti, pochi, per lo più fascisti e in numero simile a
quanto registrato in altre parti. In fondo si era alla fine
della Seconda guerra mondiale… Anche i metodi non
sono nuovi: attacchi ad una fantomatica propaganda
«neofascista», vecchi testi e dati ormai superati ma spacciati come le
Tavole della Legge, contestualizzazioni «decontestualizzate». Il tutto
condito da astio anti-italiano, un silenzio tombale sulle atrocità titine,
un fastidio snob, molto ideologico e molto alla moda per tutto quanto è
Patria. Ecco una replica, punto su punto, alle tesi di chi vuole cancellare
uno dei grandi drammi italiani del Novecento
di Lorenzo Salimbeni

G
iustificazionisti dei massacri del- to della ribalta televisiva di «Porta a porta», esasperan-
le Foibe; negazionisti delle stra- do il solitamente mansueto Bruno Vespa, e – cosa ben
gi e delle deportazioni compiute più grave – beneficiano di contributi pubblici erogati
dall’Esercito Popolare di Libera- dalla Regione autonoma Friuli-Venezia Giulia ad una
zione della Jugoslavia a danno della casa editrice di Udine che ne pubblica le divagazioni e
comunità italiana a Trieste e a Go- le malevolenze varie.
rizia, in Istria, a Fiume e in Dalmazia; riduzionisti del-
le cifre inerenti tali efferatezze, aggrappati a scritti e Ai capostipiti di tale genia, abbarbicati al confine
ricerche di mezzo secolo fa, ma assurti ai loro occhi al orientale italiano, si sono affiancati epigoni qua e là
rango di dogmi della storiografia. Hanno anche godu- per la penisola, al punto da costituire un gruppo di la-

STORIA IN RETE 20| Febbraio 2017

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COPERtINA
Attacco al Giorno del Ricordo

I
Una scritta sul muro della stazione
di Trieste nel 2004. A destra, la lettera
aperta pubblicata da «Internazionale»
lo scorso 20 dicembre 2016

voro che, in tributo a un collettivo di matemati-


ci (forse per giustificare il proprio accanimento
maniacale nello spezzare il capello in quattro
quando si affrontano le cifre degli infoibati),
si è chiamato Nicoletta Bourbaki, un evidente
richiamo – volto al femminile – al gruppo di
matematici che negli anni Trenta si riunì sot-
to il nome di Nicolas Bourbaki. Rispettate
così le quote rosa, i nostri baldi ricercatori
(il cui curriculum di studi e ricerche re-

Febbraio 2017 |
21 STORIA IN RETE

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nemico: «Il 10 febbraio 2016, sulla civico di Fiume-Rijeka (nella perso-
versione online di Internazionale è na del professor Ervin Dubrović) e
uscita una scheda sulla complessità con il patrocinio e la partecipazione
del “Confine Orientale”, dal titolo della Società di Studi Fiumani con
“Cosa sono le foibe”, che contiene il suo presidente Amleto Ballarini».
numerose inesattezze. Anziché fare
chiarezza su un tema cruciale che L’associazionismo degli esuli giu-
andrebbe trattato in maniera accu- liano-dalmati ha redatto una replica
rata, sono state riproposte cifre sen- che è stata pubblicata sui siti e gior-
sazionalistiche e approssimazioni nali delle più importanti associa-
che fanno ormai parte dell’arsenale zioni. L’intervento è stato sostenuto
retorico del Giorno del ricordo pur da docenti universitari che hanno
senza essere sostanziate da basi sto- dedicato serie ricerche all’italianità
riografiche». adriatica (Giorgio Baroni, già Uni-
versità Cattolica del Sacro Cuore
Nicoletta Bourbaki stavolta si pre- di Milano; Giuseppe de Vergottini,
senta con un codazzo in cui spia- professore emerito dell’Alma Mater
ce trovare storici di spessore come Studiorum – Università degli Studi
Carlo Spartaco Capogreco ed Eric di Bologna; Diego Lazzarich, dell’U-
Gobetti, autore di pregevoli ricer- niversità degli Studi della Campa-
La versione «antifà» del celebre videogioco che sulla Seconda guerra mondia- nia; Giuseppe Parlato, dell’Univer-
«Tetris» per fare dello spirito sulle foibe. le in Jugoslavia in cui si dava una sità degli Studi Internazionali di
Anziché i mattoncini nel pozzo si gettano lettura precisa e scevra da pregiu- Roma; Davide Rossi dell’Università
i «fascisti» nelle varie posizioni che
riproducono le forme del gioco originale diziali ideologiche delle effettive degli Studi di Trieste). Fra questi ul-
dinamiche sul confuso campo di timi rientra anche Giorgio Federico
sta ignoto) si sono autoproclamati battaglia balcanico. Non meno Siboni, in servizio presso l’Univer-
«Gruppo di lavoro su revisionismo spiacevole è riscontrare l’adesione sità degli Studi di Milano, il quale
storico e false notizie storiche in di insegnanti che il 10 febbraio do- demolisce facilmente il nesso tanto
rete», anticipando di parecchi mesi vrebbero spiegare ai propri allievi caro ai giustificazionisti che vedono
le istanze anti-bufale propugnate il significato di questa ricorrenza nel Fascismo la giustificazione ap-
dai vari Soros, Zuckerberg e dell’i- civile ed invece aderiscono a tesi punto degli eccidi avvenuti nel set-
taliano presidente dell’Antitrust giustificazioniste degli eccidi nelle tembre-ottobre 1943 e a guerra fini-
Pitruzzella. Il sito del collettivo Foibe e negazioniste nei confronti ta: «Le competizioni sovranazionali,
di collettivi Wu Ming Foundation del terrore e della sofferenza che le rivendicazioni etnico-politiche, i
ospita generosamente le loro pro- indussero a varie ondate 350 mila temi dell’irredentismo con le con-
lisse e verbose dissertazioni, a par- connazionali ad abbandonare le temporanee aspirazioni strategiche
tire da un ampio approfondimento terre in cui vivevano da secoli. e regionali – contestualizza Siboni
negazionista apparso nella prima- «Sono tesi legate alla vecchia inter- – costituirono le diverse fondamen-
vera 2015, per giungere a indagini pretazione comunista jugoslava – ta e i molti pretesti che formarono
inquisitorie tese a sminuire le stra- commenta amareggiato Marino Mi- la piattaforma delle contese legate al
gi perpetrate da unità partigiane a cich, direttore dell’Archivio Museo confine orientale. Si sovrapposero,
nordest a guerra finita. Storico di Fiume presso il quartiere incrociandosi, addensando su quel-
Giuliano-Dalmata di Roma – vec- la sponda dell’adriatico nord-orien-
Ora accade che il 20 dicembre chie non meno di 70 anni. Uno dei tale una ridda di rappresentazioni in
scorso il sito del settimanale «Inter- modi diversi per rispondere sarebbe armi e di controversie diplomatiche.
nazionale» abbia pubblicato un lun- descrivere l’iniziativa interculturale In esatta sintonia con i numerosi
go intervento di Nicoletta Bourbaki dedicata all’esule fiumano France- contrasti confinari avvenuti in Eu-
in polemica – un po’ tardiva… ci sco Drenig, l’intellettuale di Fiume ropa (grosso modo) fra la seconda
han pensato su 10 mesi anche se per che ha avvicinato Italia e Croazia. metà del XIX secolo e la prima del
loro devono essere stati molti di più Tale iniziativa è stata organizzata al XX, la vicenda del confine orientale
perché parlano di «anno scorso» in Senato della Repubblica dall’Amba- italiano permane in modo esempla-
riferimento al febbraio 2016! – con sciata di Croazia (il cui titolare è il re come testimonianza del tentativo
il giornale «reo» di una qualche for- professor Damir Grubiša), dal se- plurimo di fissare all’interno di una
ma di (involontaria) intelligenza col natore Aldo Di Biagio, dal Museo regione multiforme ed eterogenea

STORIA IN RETE 22| Febbraio 2017

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La voce degli esuli scompare. E la politica se ne frega...

A
lla vigilia del Giorno del Ricordo le associazioni della venzione per i fondi relativi al triennio 2016-2018, con uno
diaspora istriano-fiumano-dalmata sono in allarme. stanziamento da 2,4 milioni (una miseria se confrontata alle
I giornali e le riviste stanno per chiudere e anche le regalie ottenute puntualmente dall’ANPI e dai vari Istituti
organizzazioni sono ormai ridotte al lumicino. Nel primo resistenziali…), i sodalizi rimangono ancora in attesa dei
numero di gennaio 2017 dell’«Arena di Pola», il direttore fondi del 2012. Le istituzioni tacciono. Nessuno da cinque
Paolo Radivo ha lanciato un appello disperato: «Le asso- anni ha più esaminato i vari progetti presentati e, dal 2014,
ciazioni non hanno ancora percepito dallo Stato i saldi dei le organizzazioni degli esuli, in attesa di comprendere la si-
contributi per i progetti 2012 ai sensi della legge statale. tuazione, hanno smesso di inviarli agli organi competenti.
Alcune attendono perfino dal 2009».
Il problema è adesso nelle mani di Ilaria Ivaldi, direttrice
A farne le spese, innazitutto, la piccola e valorosa editoria del Segretariato regionale del MibACt del Friuli Venezia
degli esuli. I pochi fogli rimasti — tutti animati gratuita- Giulia, da inizio gennaio nuova funzionaria delegata all’ap-
mente da volontari — sono sull’orlo della chiusura defini- plicazione della legge. La signora Ivaldi è solo l’ultima di
tiva o ridotti alla sola edizione digitale e destinati a sparire una lista di funzionari incaricati di applicare il regolamento
nel prossimo futuro. Oltre all’«Arena» in pericolo vi sono e dare il benestare ai rimborsi: un’incarico senza retribu-
«La Nuova Voce Giuliana» (Associazione delle comunità zioni aggiuntive (un dato «scandaloso» per i burocrati…) ,
istriane) e «Il Dalmata», fondato a Zara nel 1866 e «rifonda- esposto perciò al parere della Corte dei conti e perciò rim-
to dagli Esuli per dare voce ai Dalmati dispersi nel mondo». pallatasi negli anni fra dirigenti dell’Archivio di Stato di
«La Voce di Fiume» (organo del Libero Comune di Fiume in trieste, del Fondo trieste, delle Sovrintendenza di trieste
esilio) ha già sospeso le pubblicazioni. e di Udine. Una follia. In attesa che le istituzioni decidano
qualcosa, un pezzo importante della nostra memoria si ap-
La questione è ingarbugliata quanto triste. Seppure i mi- presta a svanire nel nulla… [di Fabio Scocimarro da «Destra.
nisteri competenti e Federesuli hanno rinnovato la con- it» del 15 gennaio 2017] n

per storia e popoli una frontiera «La vicenda del confine orientale è esemplare
egemonica e rigorosa». Andiamo
ora ad analizzare alcuni stralci della
testimonianza del tentativo plurimo di fissare
requisitoria giustificazionista, ac- all’interno di una regione multiforme ed
compagnati dalle repliche in cui si eterogenea una frontiera egemonica e rigorosa»
sono riconosciute le più importanti
sigle dell’associazionismo degli esu- cognomi e della toponomastica e la tori dell’amministrazione del Terzo
li istriani, fiumani e dalmati. sistematica spinta all’emigrazione o Reich e collaborazionisti indigeni
al completo assorbimento e omologa- speravano di trasformare il tempo-
Dove zione nella maggioranza italiana». raneo in definitivo, ma la Repub-
1/Sostiene la Bourbaki: «Trieste e blica Sociale Italiana non rinunciò
l’Istria non erano più territorio ita- L’italianità delle terre contese fra mai alla sovranità sul Triveneto, né
liano: dopo l’8 settembre erano state Italia e nascente Jugoslavia al ter- la Germania proclamò la propria
sottoposte all’amministrazione diret- mine della Seconda guerra mon- su quelle terre. Si può dunque par-
ta tedesca e di fatto annesse al Terzo diale risulta fuor di discussione: il lare di «occupazione», non certo di
Reich con la denominazione Zona diritto internazionale e il diritto di «annessione». Con riferimento alla
di Operazioni Litorale Adriatico. Va guerra sanciscono che annessioni materia in esame, confini interna-
inoltre ricordato che dal 1918 al 1943 unilaterali (come quella proclama- zionalmente riconosciuti furono
la Venezia Giulia fu sì amministra- ta dai partigiani di Tito dell’Istria quelli stabiliti dal Trattato di Saint-
tivamente italiana, ma oltre la metà alla Jugoslavia a metà settembre Germain (1919), dal Trattato di Ra-
della sua popolazione era composta 1943) non sono da tenere in consi- pallo (1920) e dal Trattato di Roma
da sloveni e croati. Lo stato italiano derazione fino alla ratifica di un (1924), in base ai quali Trieste, Go-
mise in atto un’operazione di «boni- trattato di pace (il che sarebbe av- rizia, Istria, Fiume e Zara risulta-
fica etnica» tesa ad eliminare com- venuto solamente nel 1947), il quale vano appartenenti all’allora Regno
pletamente i non italiani dal terri- sancisca la conclusione dello stato di d’Italia e tali andavano considerate
torio, attraverso violenze, leggi che guerra e stabilisca confini interna- dal punto di vista del diritto fino
limitavano l’uso delle loro lingue in zionalmente riconosciuti. La Zona al Trattato di Parigi del fatidico 10
ambito pubblico e privato, lo sciogli- di Operazioni Litorale Adriatico, febbraio 1947, entrato in vigore il
mento delle associazioni culturali, inoltre, non fu una «annessione» successivo 15 settembre.
sportive e ricreative, la confisca delle alla Germania ma solo una tempo-
proprietà e delle maggiori iniziative ranea e arbitraria istituzione di una Negli anni Venti e Trenta il regi-
economiche, la chiusura delle scuole, «zona di guerra» in territorio ita- me mussoliniano, in continuità
l’italianizzazione forzata di nomi, liano. Certamente importanti set- con quanto impostato dallo Stato

Febbraio 2017 |
23 STORIA IN RETE

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liberale sabaudo e in analogia a
quanto avveniva in mezza Europa
(erano gli anni Venti del XX secolo,
Cronologia se qualcuno se lo fosse scordato...),
al suo arrivo in queste terre, tentò
un’opera di «bonifica etnica», ma i
33 a.C suoi risultati furono meno catastro-
I Romani creano la provincia di Dalmatia fici per le comunità slovene e croate
autoctone di quanto denunciato. Ba-
VII-IX secolo d.C.
sterebbe ricordare il modo in cui la
La Dalmazia e l’Istria vengono devastate
dalle invasioni avare e slave. Nel VIII seco- resistenza jugoslava ebbe poi modo
lo gli slavi si stanziano nell’entroterra dal- di radicarsi fra la popolazione «al-
mata. Le popolazioni romane o latinizzate loglotta», come le componenti slave
si rifugiano nelle città e sulle isole. Nel IX rimasero sul territorio e resistettero
secolo gli slavi si stanziano anche in Istria all’assimilazione dando anzi vita a
reazioni armate (gruppi terroristici
X secolo Il famoso manifesto degli squadristi
Venezia acquista dei diritti sull’Istria. L’en- TIGR e Borba, attentati a simboli di Dignano in cui si vieta l’uso della
troterra è invece sotto il Patriarcato di di italianità e non solo a rappresen- lingua slava in pubblico. A differenza
Aquileia e resterà feudo imperiale tanti del regime fascista), laddove delle stragi delle foibe, le politiche di
dopo il conflitto la politica di «fra- snazionalizzazione delle minoranze non
XI-XII secolo sono mai state negate
tellanza» italo-slava sbandierata dal
Venezia e bisanzio si contendono la Dalma-
regime di Tito portò, come se non quelli che la minoranza slava subiva
zia. In Istria le città si ergono a liberi comu-
ni. Alcuni di essi entrano nell’orbita vene- fossero bastate le vittime delle due nel regno d’Italia.
ziana, altri, come trieste e Ragusa, vanno ondate di infoibamenti, alla spari-
in urto con la Serenissima, nelle tipiche zione di altri italiani e all’esodo del Come
rivalità fra città italiane nell’età dei Comuni 90% della comunità autoctona italo- /Sostiene la Bourbaki: Scrive In-
fona. Siccome più avanti si cerca di ternazionale: «In Istria sono state
1204
sminuire il peso delle morti perpe- trovate più di 1. foibe. Uno dei
Venezia sfrutta i crociati in partenza per la
terrasanta per conquistare Zara. Anche Ra- trate dall’Esercito Popolare di Libe- principali monumenti alle vittime si
gusa passa sotto il dominio veneziano razione e dalle sue quinte colonne trova a Basovizza, alle porte di Trie-
locali contestualizzando il tutto in ste. Qui è stata trovata una foiba che
1358 una prospettiva più ampia, sarebbe in realtà era il pozzo di una miniera
L’Ungheria conquista l’intera Dalmazia. Ra- invece maggiormente opportuno di carbone scavata nella roccia agli
gusa torna indipendente
ricordare che contemporaneamente inizi del Novecento e poi abbando-
1408 a questo tentativo di snazionaliz- nata. Vi furono gettate almeno .
L’Ungheria vende la Dalmazia a Venezia zazione il Regno dei Serbi, Croati e persone nei 4 giorni dal 1° maggio al
Sloveni colpiva altrettanto pesante- 1 giugno 194».
XVI secolo mente la comunità austriaca della Questo dato, completamente inutile,
Venezia per ripopolare le campagne dell’I- Slovenia settentrionale (un caso fra ha solo l’effetto di aumentare l’enfasi
stria devastata da pestilenze e guerre stan-
tanti, la «Domenica di sangue» di sensazionalistica della propaganda
zia nella penisola popolazioni balcaniche
fuggite davanti alle invasioni turche e coloni Marburg/Maribor del 27 gennaio irredentista. Le foibe sono fenditure
veneti e friulani. Nascono le comunità istro- 1919), gli italiani di Dalmazia (oltre carsiche: in molte di esse non vi fu
rumene e albanesi. Si consolida la divisione 10 mila persone in fuga da Spalato, alcuna «sepoltura». Dai documen-
fra città italofone e campagne slavofone Ragusa, Sebenico e Traù che anda- ti alleati dell’epoca emerge invece
rono a costituire il cosiddetto «Eso- che dalla «foiba» di Basovizza, oggi
1599
do dimenticato») e gli albanesi del eretta a monumento del Giorno del
A Fiume il consiglio civico decreta l’uso
dell’italiano al posto del latino negli atti Cossovo (col progetto di trasferi- ricordo, nella seconda metà del 194
mento coatto di migliaia di albane- vennero recuperati una decina di
1667 si in Turchia, vera e propria pulizia corpi, per lo più soldati tedeschi, e
Un terremoto devasta Ragusa. Inizia il de- etnica ante litteram). Tutte le mino- carcasse di cavalli.
clino dell’elemento italiano ranze etniche del Regno jugoslavo
(ungheresi, zingari, bulgari oltre a Di certo non tutte le 1.700 foibe
1776
Fiume viene annessa all’Ungheria come quelli già citati) ebbero insomma a istriane sono state usate per scara-
Corpus Separatum subire trattamenti molto peggiori di ventarvi, spesso ancora vivi, i pri-

1797
Napoleone pone fine all’indipendenza
di Venezia. La Dalmazia passa all’Au- Febbraio 2017

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gionieri torturati e sommariamente na e croata che italiana), ci furono
processati da parte delle milizie fa- indubitabilmente anche esecuzioni
centi capo a Tito, ma non si ritiene sommarie, ma va sicuramente con-
di «aumentare l’enfasi sensazionali-
stica della propaganda irredentista»
siderato come queste furono una ri-
sposta ai crimini italiani nella regio-
Cronologia
se si puntualizza che invece già nel ne che proseguivano da un ventennio
1941 il terreno carsico del Montene- (si noti come molti degli autori di stria, poi nel 1805 al Regno d’Italia napoleoni-
gro consentì ai partigiani jugoslavi questi atti vennero poi processati co e subito dopo alle Province Illiriche impe-
di gettare in alcune foibe soldati ita- dagli stessi partigiani). Molti stu- riali. Col Congresso di Vienna torna all’Austria
liani (in spregio alle convenzioni di diosi riconoscono che nel momento
1848
guerra che tutelavano i prigionieri), di sfaldamento dell’autorità seguen- Esplode il Risorgimento italiano a cui par-
che nel litorale dalmata esponenti di te all’8 settembre ’43 si verificò una tecipano anche patrioti istriani e dalmati.
spicco della comunità italiana furo- «jacquerie», una sorta di rivolta Nasce anche il nazionalismo sloveno e cro-
no annegati in mare (non precipita- contadina, contro coloro che aveva- ato, che rivendica il primo l’intera Venezia
ti in una foiba, ma il risultato forse no detenuto il potere fino ad allora. Giulia e il secondo la Dalmazia
cambia?) e che molte operazioni di L’insurrezione istriana – non dal-
1866
recupero delle salme dalle foibe fu- mata – del 1943 ha poco a che fare terza guerra d’Indipendenza. L’Italia ottie-
rono rese impossibili dalla carenza con l’italianità o meno delle vittime, ne il Veneto. In Dalmazia Francesco Giusep-
di materiale speleologico adeguato, visto che erano italiani anche molti pe dà ordine di favorire l’elemento slavo ai
dall’andamento accidentato di que- degli insorti. La violenza insurrezio- danni degli italiani
sti inghiottitoi e dall’avanzato stato nale si rivolse contro la locale classe
1909
di decomposizione dei resti uma- dirigente considerata compromessa
La lingua italiana viene proibita in Dalmazia
ni che rendeva irrespirabile l’aria con il fascismo e contro i possidenti.
per chi scendeva decine di metri in […] L’entrata dei partigiani a Trieste 1915
profondità allo scopo di effettuare nel maggio del 194 significò la libe- L’Italia sigla il patto di Londra che le garan-
ricognizioni e recuperi. 2.500 perso- razione dei prigionieri della Risiera tirebbe il confine allo spartiacque alpino e
ne forse non sono state gettate tutte di San Sabba, l’unico campo di con- la Dalmazia settentrionale ed entra nella
Grande Guerra contro l’Austria-Ungheria
quante nella vecchia miniera di Ba- centramento nazista ora in territorio
sovizza, ma sicuramente fra Baso- italiano dotato di forno crematorio. 1918
vizza, Monrupino, Abisso Plutone, Francia e Gran bretagna favoriscono gli
Corgnale ed altri abissi della zona Ricondurre la prima ondata di uc- iugoslavisti e aiutano la creazione di uno
il quantitativo dei morti può rag- cisioni nelle foibe istriane (avvenute Stato sud-slavo. L’obbiettivo geopolitico
giungere tale cifra. A prescindere da contemporaneamente alle fucilazio- dell’Italia di eliminare ogni minaccia lungo
il confine orientale è vanificata. Prima an-
siffatti esercizi di contabilità mor- ni di italiani consumatesi a Spalato
cora della fine della guerra, Italia e il nuovo
tuaria, l’efferatezza delle tecniche di e in altre località della Dalmazia) ad Stato serbo-croato-sloveno si contendono
uccisione condanna questi crimini un episodio di «jacquerie» è una tesi le terre adriatiche
(avvenuti si badi bene a guerra finita ormai superata: l’opera postuma di
su una popolazione inerme): perso- Elio Apih «Le Foibe giuliane» (Leg, 1919
ne cadute nel vuoto legate col fil di Gorizia 2010, a cura di Roberto L’Italia rinuncia a Fiume e alla Dalmazia
(tranne Zara). La città di Fiume viene oc-
ferro ai polsi di prigionieri prece- Spazzali) ha corroborato la chiave
cupata dai legionari di D’Annunzio e viene
dentemente uccisi e rimaste agoniz- di lettura fornita a suo tempo dal proclamata la Reggenza. L’Italia, in quanto
zanti in fondo alla foiba per giorni professor Arnaldo Mauri e cioè che potenza dell’Intesa, non è vincolata nei
interi prima di morire, fucilazioni si è trattato dell’applicazione di una confronti delle minoranze etniche. Inizia la
e sventagliate di mitra a colonne metodologia repressiva sovietica snazionalizzazione delle reciproche mino-
di prigionieri sul ciglio della foiba, già sperimentata a Katyn a danno ranze in Italia e Jugoslavia
cani neri buttati nella foiba al ter- degli ufficiali polacchi fatti prigio-
1924
mine di queste esecuzioni di massa nieri nella campagna di settembre Viene chiusa la questione fiumana con un
in ossequio ad agghiaccianti rituali 1939, consistente nell’eliminazione trattato italo-jugoslavo. La Jugoslavia ac-
scaramantici. delle figure di riferimento di una cetta alcune clausole in difesa della residua
comunità nazionale e nell’azzera- comunità italiana in Dalmazia che tuttavia
Quando e perché mento della sua classe dirigente, non vengono ottemperate
3/Sostiene la Bourbaki: Nella presa in maniera tale da lasciare i popoli
1941
di controllo del territorio da parte in balia dei nuovi regimi comuni- La Jugoslavia entra nel Patto tripartito ma
della popolazione locale (sia slove- sti, sovente privi di un vasto con- un colpo di Stato porta al potere la fazione
filo-inglese e filo-sovietica. L’Asse davanti
al voltafaccia di belgrado decide l’invasio-
ne e la debellatio. In due settimane la
Febbraio 2017 Jugoslavia è occupata e smembrata.

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Fucilazione durante l’occupazione
italiana della Jugoslavia, nel 1941-43.
Le truppe italiane furono trascinate in

Cronologia
una spirale di violenze loro malgrado.
Le milizie slave - ustascia, titine,
cetniche - scatenarono una brutalità
senza precedenti, che causò centinaia
di migliaia di morti e coinvolse anche
L’Italia annette la provincia di Lubiana, la le forze armate italiane
Dalmazia e le bocche di Cattaro. Lo Stato
croato ustascia inizia a perseguitare ser- senso. Inoltre nella Venezia Giulia
bi, zingari ed ebrei, provocando lo scop- gli opposti nazionalismi italiano
pio della guerra civile fra etnie jugoslave.
e slavo erano stati fomentati dalle
Nel giugno, quando la Germania attacca
l’URSS, le cellule comuniste jugoslave ini- autorità asburgiche nella fase fi-
ziano la guerriglia contro l’Asse. I metodi nale dell’impero Austro-Ungarico
della guerra partigiana provocano la rea- secondo una subdola logica del di-
zione brutale degli occupanti, con villaggi vide et impera. Le mire espansioni-
bruciati, fucilazioni e deportazioni. stiche slovene e croate nei confronti
di quelle località della costa adria-
1943
L’8 settembre l’Italia si arrende agli Alleati e tica orientale in cui la maggioran-
in Istria e Dalmazia le forze partigiane iugo- za della popolazione era italiana
slave si sollevano. Diverse centinaia di ita- affondavano perciò le radici nel- così come gran parte delle epurazio-
liani vengono massacrati in «regolamenti la seconda metà dell’Ottocento e ni compiute a guerra finita rimasero
di conti» e nella strategia di decapitazione trovarono realizzazione non con il sconosciute grazie alla spregiudicata
della comunità italiana, in attesa, alla fine
progetto di riforma trialista (cioè il politica estera del dittatore croato
della guerra, di annettere le terre giuliane
a belgrado. La contro-invasione tedesca progetto della creazione di un regno che di fatto, pur militando nelle logi-
dell’Istria nell’ottobre successivo viene sloveno-croato all’interno dell’Im- che della Guerra Fredda fra i cosid-
condotta con brutalità e porta a migliaia di pero asburgico) della compagine detti «Paesi Non Allineati», si rivelò
vittime. I tedeschi istituiscono la Zona d’O- austro-ungarica a beneficio della un prezioso interlocutore per il bloc-
perazioni del Litorale Adriatico che esauto- componente slava, bensì dietro la co occidentale, che quindi silenziò
ra i poteri delle autorità italiane. Vengono
bandiera rossa che l’esercito di Tito qualunque ricerca e denuncia ine-
scoperte le prime stragi di italiani infoibati
ostentava. Gli italiani che furono rente le sue vessazioni. I partigiani
1944 partecipi delle violenze a danno dei che «entrarono a Trieste nel maggio
Zara viene distrutta dai bombardamenti propri connazionali confermano il 1945» rappresentarono altresì un’in-
alleati e perde un decimo della popolazio- carattere di guerra civile che la Re- vasione e annichilirono i partigiani
ne. A ottobre è occupata dai titini sistenza assunse ed in tale contesto del Comitato di Liberazione Nazio-
avevano anteposto l’adesione ideolo- nale di Trieste, i quali nel capoluogo
1945
A maggio le forze di tito riescono a occu- gica al Comunismo all’appartenen- giuliano non dovettero «entrare», in
pare trieste, Gorizia, Fiume e Pola. Inizia za nazionale, laddove invece i loro quanto già c’erano, avendo realizza-
il «repulisti» delle classi dirigenti italiane «compagni» jugoslavi strumentaliz- to l’insurrezione cittadina il 30 aprile
(CLN compreso) per «ammorbidire» la re- zarono il Comunismo con finalità 1945 per effetto della quale la guarni-
sistenza della popolazione all’annessione. nazionaliste. Il nazionalcomunismo gione tedesca era stata già costretta
trieste e Gorizia restano sotto il tallone ju-
titoista incarnò, infatti, un progettò ad asserragliarsi in alcuni presidi e
goslavo per 40 giorni durante i quali cen-
tinaia di persone scompaiono per mano imperialista degli slavi del sud laten- la città era stata liberata. Nei suc-
dell’OZNA, la polizia politica titina te da tempo e che rivendicava ter- cessivi Quaranta Giorni la violenza
ritori in cui vi erano presenze slave nei confronti degli italiani aumentò
1946 (Carinzia austriaca, Friuli e Venezia indubbiamente, senza nulla togliere
Il 18 agosto terroristi jugoslavi provocano Giulia italiane) nonché la trasfor- a quanto precedentemente sofferto
la detonazione di mine abbandonate su
mazione degli Stati confinanti bal- da partigiani, ebrei ed antifascisti ad
una spiaggia a Vergarolla (Pola) causando
un centinaio di vittime. La popolazione canici (Albania, Bulgaria e Grecia) opera dei tedeschi e dei loro collabo-
istriana realizza che è necessario fuggire in satelliti di Belgrado, andando razionisti.
verso l’Italia prima che l’annessione alla così a ledere la supremazia sovietica
Jugoslavia venga sancita definitivamente nell’Europa sudorientale. In questo Va anche aggiunto che pure le po-
progetto espansionista affondano le polazioni dell’Alto Adige subirono
1947
radici della rottura Tito-Stalin del le stesse politiche di snazionalizza-
Il 10 febbraio viene firmato il trattato di
Parigi: all’Italia viene imposta la cessione 194, ma le mire egemoniche titine zione tipiche di ogni paese europeo
alla Jugoslavia dell’Istria, di Zara e Fiume.
trieste e Capodistria diventano «territorio
Libero». Fino agli anni Cinquanta continua
l’esodo degli italiani dalla Venezia Giulia n Febbraio 2017

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no l’invasione jugoslava e cittadini
qualunque»». Raffrontando queste qu pe
cifre con il numero delle vittime delle ww esto r acq
w.l fas uist
violenze di fine guerra in altre zone ibr cic are
eri olo
ad
d’Italia, si nota come il numero delle ist vai s
ori u
vittime non si discosti troppo da quel- a.it
lo riscontrato altrove in Italia: il feno-
meno si presenta dunque molto di più
come una resa dei conti di fine guerra
che come una violenza mirata contro
gli italiani in quanto tali.

Secondo Giorgio Pisanò, certa-


mente la fonte più dura e schiera-
ta sulle violenze dei partigiani, la «Storia in Rete» ha dedicato alla
Lombardia, che nel 1945 aveva circa tragedia delle popolazioni giuliano-
sei milioni d’abitanti, a guerra finita dalmate il numero monografico
vide «rese dei conti» per comples- 121-122 del gennaio-febbraio 2016
sivi ottomila morti. Altrettanti in
in quel periodo storico. Al pari di Piemonte che aveva tre milioni e le foibe come risposta a violenze
croati e sloveni anche gli altoatesi- mezzo d’abitanti. Cinquemila morti italiane (gran parte delle quali, per
ni ebbero a soffrire l’italianizzazio- si ebbero in Veneto, che aveva poco quanto odiose, attuate in tempo
ne dei cognomi e dei toponimi, la meno di quattro milioni d’abitanti. di conflitto ed applicando le leggi
chiusura di associazioni culturali, Dunque fra uno ogni 450 persone e di guerra all’epoca vigenti ed alle
i divieti sull’uso della lingua di ori- uno su 50. La Venezia Giulia aveva quali si attenevano tutte le potenze
gine. Eppure durante i venti mesi di circa un milione e centomila abitanti belligeranti nelle forme di rappre-
occupazione tedesca dell’Alto Adige e solo nel 1945 vide almeno ottomila saglie, campi di internamento e uso
non si verificarono «jacquerie» di morti fra infoibati e scomparsi nei di ostaggi) non ha ragion d’essere in
sorta, né violenze o vendette verso lager jugoslavi. Uno ogni 140 perso- una comunità internazionale che si
gli italiani nelle proporzioni viste in ne. Una virulenza da tre a sei volte vorrebbe regolamentata dal diritto
Istria nel 1943 e poi in tutta la Vene- maggiore che in altre regioni dell’Al- e dal senso di giustizia come quella
zia Giulia nel 1945. E sì che gli italia- ta Italia coinvolte nella Guerra Civi- che i vincitori della Seconda guerra
ni erano percepiti dalle popolazioni
germanofone né più né meno che
come invasori, colonizzatori e tradi-
Le violenze titine in Venezia Giulia non sono
tori (doppi, il 24 maggio del 1915 e l’ paragonabili a quelle in altre regioni dell’Alta
settembre 1943). Né si può dire che Italia: a parità di popolazione, in Lombardia si
erano le autorità tedesche a impedi-
re queste azioni, visto che in Vene- registrò un numero d’omicidi sei volte inferiore
zia Giulia durante l’occupazione si
schierarono apertamente con le mi- le e nelle «rese dei conti» a conflitto mondiale intendevano istituire sul-
lizie slave collaborazioniste e copri- terminato. E meno male che si ispira- le macerie delle dittature sconfitte.
rono ogni loro soperchieria contro vano a un collettivo di matematici… Il carattere eccezionale delle stragi
gli italiani, rinverdendo così i «fasti» Comunque che a guerra finita anche di italiani e di oppositori slavi del
dell’Impero Austro-Ungarico. nel resto d’Italia vi siano stati episo- progetto totalitario di Tito risiede
di di giustizia sommaria e rese dei proprio nella coltre di silenzio che
Quanti conti, non sminuisce certo l’impatto le ha avvolte per decenni, tanto da
4/Sostiene la Bourbaki: Ha scritto della tragedia rappresentata da foibe, rendere necessaria l’istituzione di
Internazionale il 1 febbraio 1: deportazioni e campi di concentra- una Giornata del Ricordo dedicata
«Secondo alcune fonti le vittime fu- mento jugoslavi, anzi, dimostra la a queste vittime.
rono tra le quattromila e le seimila, necessità di approfondimento, ana-
per altre diecimila: ex fascisti, col- lisi e raccolta di testimonianze rila- L’esodo
laborazionisti e repubblichini, ma sciate da superstiti o loro congiunti. 5/Sostiene la Bourbaki: L’Istria era
anche partigiani che non accettava- Il giustificazionismo che interpreta una delle regioni italiane più arre-

Febbraio 2017 |
27 STORIA IN RETE

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l’uno perché confidava in succes-
sivi aggiustamenti confinari e per
non trovarsi a gestire l’emergenza
umanitaria di decine di migliaia
di profughi nella disastrata Italia
dell’immediato dopoguerra (i 109
Centri Raccolta Profughi furono la
improvvisata e dolorosa risposta a
questa crisi), l’altro perché auspi-
cava un plebiscito che consentisse
alla popolazione di esprimere li-
beramente la propria appartenen-
za statuale coerentemente al prin-
cipio di autodeterminazione dei
popoli. È addirittura oltraggioso
sostenere che 350 mila persone di
ogni estrazione politica e sociale
abbiano abbandonato le proprie
L’esodo dei polesani col piroscafo Toscana. Non è chiaro se fin da principio i titini case lusingati da fantomatiche ro-
avessero pianificato una «pulizia etnica» degli italiani della Venezia Giulia o
see prospettive economiche, lad-
piuttosto non avessero solo voluto la loro totale sottomissione attraverso il terrore.
Il risultato finale fu comunque la fuga della gran parte della popolazione italofona dove con i loro beni abbandonati
(e anche di parte di quella slava) per paura del regime comunista e dei suoi metodi e poi nazionalizzati dal regime di
Belgrado lo Stato italiano saldò,
trate e inoltre stava entrando in un terre all’Italia mostrando ad essi una contravvenendo alle disposizioni
sistema socialista, mentre l’Italia era sorta di «plebiscito di fatto» a mezzo del trattato di pace, parte delle ri-
già considerata come un paese della emigrazione di massa. parazioni dovute alla Jugoslavia ed
sfera occidentale, nel quale ci sarebbe ancora non ha corrisposto un equo
stato facile accesso agli aiuti ameri- La testimonianza degli esuli che indennizzo agli esuli ed ai loro di-
cani. Pertanto tra coloro che se ne an- in prima persona vissero la trage- scendenti. La verità è che in Istria
darono ci fu anche chi partì sperando dia dell’esodo confuta le ciniche e e a Fiume il governo militare jugo-
di migliorare la propria situazione disumane interpretazioni che sono slavo, in attesa delle decisioni della
conferenza di pace, aveva diffuso
un clima intimidatorio, persegui-
Il carattere eccezionale delle stragi titine risiede tava le manifestazioni di italianità,
nella coltre di silenzio che le ha avvolte per continuava a far sparire nel nulla
decenni, tanto da rendere necessaria l’istituzione i punti di riferimento della comu-
nità italiana e procedeva ad un’an-
di una Giornata del Ricordo dedicata alle vittime nessione strisciante di queste ter-
re, travalicando le caratteristiche
economica in Italia. Non si possono state date alla scelta di fuggire. di provvisorietà che un Governo
inoltre tacere le responsabilità dello Ascoltando quei ricordi si potreb- Militare dovrebbe avere (garantire
stato italiano e delle organizzazioni be capire quanto doloroso sia stato l’ordine pubblico e la sicurezza in
istriane finanziate dall’Italia stessa. quel distacco, quanto nessuno im- attesa di una sistemazione definiti-
L’esodo di massa da Pola e Fiume fu maginasse di abbandonare la mi- va). I gerarchi di Tito e l’OZNA, la
un disastro per la Jugoslavia, sia sul seria per andare nel paese di Ben- sua polizia segreta, avevano invece
piano economico che politico. Per godi, quanto la sotterranea finalità agito dal maggio 1945 all’inverno
contro i famigerati CLN «antislavi» di nuocere all’economia jugoslava 1946-’47 per diffondere un clima di
d’Istria e Fiume spinsero gli italia- (dietrologia pura!) fosse assente terrore nella popolazione italiana
ni ad andarsene in massa (tramite nelle famiglie intere che abbando- (gli episodi più eclatanti furono il
stampa e propaganda di strada), da navano una terra in cui erano ra- martirio in odium fidei del beatifi-
un lato con lo specifico scopo di sa- dicati da generazioni. Il presiden- cato Don Bonifacio e l’attentato di-
botare la Jugoslavia, dall’altro fu una te del Consiglio De Gasperi ed il namitardo di Vergarolla, compiuto
tattica suicida per convincere la com- CLN dell’Istria cercarono in tutti i in zona di pertinenza angloameri-
missione alleata a riassegnare quelle modi di frenare questa emorragia, cana, con un centinaio di morti e

STORIA IN RETE 28| Febbraio 2017

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Le mutilazioni territoriali
imposte sulla frontiera
orientale all’Italia col trattato
decine di feriti) con il dichiarato
di Parigi del 10 febbraio 1947
intento di farla allontanare.

Conclusioni
6/Sostiene Bourbaki: A causa dell’in-
vasione nazifascista in Jugoslavia
morì un milione di persone su nep-
pure 15 milioni di abitanti. Nella sola
provincia di Lubiana 15.000 persone
vennero fucilate dagli occupanti te-
deschi e italiani. Nel lager italiano di
Arbe/Rab morirono circa 1.500 inter-
nati su 10.000 (in massima parte don-
ne, vecchi e bambini). Nel campo di
concentramento della Risiera di San
Sabba a Trieste i nazisti allestirono
l’unico forno crematorio in Italia, nel
quale vennero bruciati i corpi di 5.000
persone, civili e resistenti sloveni, cro-
ati, italiani ed ebrei. Ogni 10 febbraio
i mass media italiani non perdono
l’occasione per raccontare una storia
parziale e distorta del confine orien-
tale, spesso basandosi su dati falsi o
manipolati dalla propaganda neofa-
scista. Il dibattito cui assistiamo ogni
Giorno del ricordo sui mass media
italiani appare pesantemente condi-
zionato da omissioni e censure che
possono essere lette come una spia del
perdurare di un pericoloso vittimismo
nazionalista all’interno della cultura Memoria ed i tentativi revisionisti o nell’arcipelago concentrazionista
e dell’informazione italiana. negazionisti vengono silenziati, così nazionalsocialista, i crimini del Fa-
anche la comunità degli esuli vuole scismo hanno la loro sanzione nel-
Coerentemente allo spirito della leg- proporre la sua testimonianza e chie- la Festa della Liberazione, il Giorno
ge istitutiva del Giorno del Ricordo,
le associazioni degli Esuli istriani,
fiumani e dalmati si impegnano oggi
In Istria e a Fiume il governo militare jugoslavo,
affinché questi drammi vengano in attesa delle decisioni della conferenza
portati alla conoscenza di tutti senza di pace, aveva diffuso un clima intimidatorio
discriminazioni e distinguo e per il
riconoscimento di questa tragedia al e procedeva a un’annessione strisciante
pari delle altre grandi catastrofi del
«Secolo Breve». D’altro canto hanno de rispetto per i propri lutti, empatia del Ricordo è il momento in cui
avviato da sette anni un proficuo ta- per le proprie sofferenze e assenza di l’italianità giuliano-dalmata chie-
volo di lavoro con il ministero dell’I- livore e di velleità giustificazioniste de agli italiani di ricordare le pro-
struzione, Università e Ricerca che nelle ricerche storiche che li riguar- prie vittime, cittadini italiani, ed
ha portato alla realizzazione di con- dano da vicino. un momento di raccoglimento per
corsi scolastici e di seminari di ag- commemorare le violenze che ha
giornamento per i docenti tenuti da Le efferatezze consumatesi nel cam- subito: negare, giustificare e ridi-
insegnanti universitari e storici qua- po di internamento della Risiera di mensionare quanto patito costitu-
lificati. Come sopravvissuti e testi- San Sabba rientrano nelle comme- isce una nuova forma di violenza.
moni dell’Olocausto vengono inter- morazioni del Giorno della Memoria
pellati in occasione del Giorno della dedicate allo sterminio perpetrato Lorenzo Salimbeni

Febbraio 2017 |
29 STORIA IN RETE
ANNUNCI DI REDENZIONE

La parabola
Dai best-sellers agli alberi «migranti»

(discendente)
dei Wu Ming
Chi sono gli autori della lettera a «Internazionale» contro il Giorno
del Ricordo? Un collettivo di romanzieri tanto bravi nella fiction quanto
rabbiosamente dilettanti in campo storico. Partiti in grande stile con
temi alati, sono finiti a inseguire Casapound nell’alpinismo e a difendere
– in quanto «migranti» – gli alberi infestanti di ailanto. Ma è soprattutto
sulla questione giuliano-dalmata che, senza rinunciare all’acredine,
hanno dovuto cominciare ad abbassare i toni e ad ammettere qualche
– incredibile! – verità: come quella che gli scontri etnici oltre Adriatico
hanno radici antiche, che risalgono a molto prima del Fascismo e che
la colpa non è solo e sempre degli italiani, cattivi e nazionalisti. E anche
che, bontà loro, in effetti Istria e Dalmazia sono state parte integrante
dell’italianissima Venezia…
di Fiorenza Piccolo

I
n principio era la lettera Q, il titolo del ro- termine desueto e ancien régime, sono un cenacolo di
manzo storico e, soprattutto, bestseller, pub- intellettuali eclettici: scrittura, musica e soprattutto,
blicato nel 1999 con la firma Luther Blisset. impegno politico. Cenacolo che intorno al loro blog
Il nome cela un gruppo di autori ben definiti «Giap» ha coagulato una variegata moltitudine di
che l’anno successivo si proporrà con un al- ricercatori, artisti e soprattutto seguaci che si rico-
tro nome collettivo: Wu Ming. Un gruppo di noscono nella Wu Ming Foundation e si definiscono
cinque scrittori rigorosamente anonimi, in cui ogni «giapster». Se nel romanzo storico sono veri maestri
autore è identificato da un numero, da 1 a 5. Il ro- capaci di un successo internazionale, nel web si sono
manzo storico li fa conoscere al grande pubblico. Ma fatti conoscere grazie alla loro penna caustica im-
la loro attività travalica quella di romanzieri: con un pregnata da una politica di sinistra non allineata ma

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STORIA IN RETE 30 Febbraio 2017

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ANNUNCI DI REDENZIONE
Dai best-sellers agli alberi «migranti»

Alcuni interventi su temi storici del blog


dei Wu Ming «Giap». Fra le varie fissazioni
del collettivo (ridotto ora a tre membri,
vedi la caricatura a fondo pagina) vi è
l’anticolonialismo e la dissacrazione della
memoria della Grande Guerra oltre a tutto il
carnet delle idiosincrasie tipiche del mondo
dei centri sociali di estrema sinistra

comunque rigidamente antifascista che mente, le Foibe e la questione dell’I-


talvolta sfocia nella paranoia, e soprat- stria e Dalmazia. Questione su cui si
tutto, nella logorrea. fecero megafono delle posizioni della
Claudia Cernigoi e della Alessandra
Negli anni i Wu Ming e giapster si sono Kersevan, due delle capofila del revi-
battuti con impegno degno di miglior sionismo filo-titino [vedi «Storia in
causa su innumerevoli fronti consoni al Rete» n. 89 del marzo 2013 NdR]. Ma
loro orientamento politico: temi come se la penna, a parte la prolissità, ri-
l’Alta Velocità, il razzismo, lo strapotere mane abile e caustica come agli inizi,
delle COOP in Romagna, e, inevitabil- il respiro e l’incisività della loro azio-

Febbraio 2017 |
31 STORIA IN RETE

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ne, forse anche per colpa dei mil- la principale iniziativa di Alpinismo
La battaglia dei Wu Ming
le rivoli della Foundation, inizia a Molotov? La battaglia ecologica per per l’ailanto, l’albero «migrante»
sentire il peso degli anni. Nel 2008 l’Ailanthus altissima… L’ailanto, o
coniano – in inglese – la definizio- «albero del paradiso», non è un deli-
ne di New Italian Epic per le opere cato fiore alpino in via di estinzione.
letterarie che pubblicate in Italia a Si tratta di una delle più temibili e
cavallo del passaggio del millennio coriacee piante infestanti, un albe-
ridefiniscono i confini di genere ro capace di crescere ovunque, da-
tra romanzo, saggio e reportage: un gli spartitraffico fra le carreggiate
esempio è «Gomorra» di Saviano. in autostrada agli spalti delle Mura
Definizione accattivante, forse un Aureliane. Importato dalla Cina nel
po’ auto celebrativa, visto che nel ‘700 e apprezzato dai cantonieri per
New Italian Epic ci sono ovviamen- la velocità di crescita e la tenuta ra-
te le opere del collettivo Wu Ming dicale, ideale per le massicciate delle
(e dei loro amici), ma che certamen- strade, una volta estinti i cantonieri,
te fa tornare a parlare sui giornali si è sviluppato senza controllo. Ma
italiani di critica letteraria. Dopo leggendo su Alpinismo Molotov sco-
otto anni su Giap si finisce a parlare priamo che è una… pianta migrante,
di New Italian LARP... ancora una che porta (fuori da ogni dubbio) il
volta un anglicismo che riassume le verde in mezzo al cemento e all’asfal-
nuove tendenze in merito al… Gioco to. E poi, veniamo informati che chi
di Ruolo dal Vivo (Live Action Role parla male dell’ailanto in genere se la
Play). Cioè dei giochi organizzati da prende anche coi migranti e, dicia-
un gruppo vicino alla Foundation. molo pure, propone metodi nazisti
Nella fattispecie non si tratta di gen- per sterminare la pianta infestante.
te vestita da elfi e nani che combatte
con spade in gomma bensì di storie Certo, con gli anni si è ristretto an-
impegnate: intimiste, allegoriche, ov- che il gruppo. Erano in cinque, poi
viamente etiche! son diventati quattro, ora son rimasti
in tre. E l’ultimo divorzio non è stato
Dalla «nuova epica italiana» a troppo consensuale anzi con codazzo una retroguardia costretta a insegui-
«Dungeons&Dragons» intimista» di polemiche, con l’ex n° 5 che – evi- re. Come insegna la storia dell’escur-
[«Dungeons&Dragons» è un noto gio- dentemente allontanato d’imperio – sionismo «in risposta» a Casapound
co di ruolo fantasy, NdR]: non è solo ha rivoltato contro i Wu Ming rima- con un lustro di ritardo. E come in-
sul fronte letterario che i Wu Ming sti le stesse armi dialettiche usate in segna la questione Wikipedia, che
cominciano ad avere il fiato corto: genere contro i nemici del collettivo: «Storia in Rete» segue dal 2008. Pare
nel 2015 nasce uno dei tanti spin-off «Attraverso una cortina fumogena che anche ai Wu Ming interessi mol-
della Foundation, il fatta di retorica mi- to la questione Wikipedia, ma solo
gruppo Alpinismo litante e bandiere alcuni mesi dopo la pubblicazione
Molotov. Una re-
Partiti come buoni al vento si dice che del volume di Mastrangelo-Petrucci
azione – alquanto romanzieri, i Wu Ming l’ho fatto per “mo- nel 2014 [«Wikipedia, l’Enciclopedia
lenta – alle «derive sono finiti a sostenere tivi personali”. Sen- Libera e l’egemonia dell’informazio-
fascio-identitario- campagne come za aver concordato ne» Bietti NdR], il collettivo ha affer-
nazionalistiche» che
dal 2009 le Patrie
la difesa dell’ailanto, con me nulla, né per
quanto riguarda i
mato di avere un «gruppo di studio»
sull’argomento «dal 2012» e promet-
Cime «subiscono» «albero migrante» tempi, né per quan- tendo sfracelli per espellere senza
per colpa dell’as- to riguarda le mo- troppi complimenti dalla Wikipe-
sociazione alpinistica «La Muvra», dalità, tantomeno per i contenuti, che dia in italiano chiunque non fosse
emanazione di Casapound. Con sei semplicemente non ci sono. […] D’al- un’«Antifascista di Provata e Stretta
anni di ritardo il «presidio s’è aller- tronde ormai i Wu Ming sono un’a- Osservanza Giap/Wu Ming».
tato» e ha cercato di contendere ai zienda». Ridotto il nucleo del collet-
«fascisti del XXI secolo» il monopo- tivo, riduzione anche del respiro delle Il gruppo di studio su Wikipedia
lio dell’escursionismo alpino politi- iniziative. E per di più scoprendo di ha ovviamente un nome collettivo:
camente impegnato. Ma qual è stata non essere più un’avanguardia, ma Nicoletta Bourbaki. Probabilmente

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rulenza delle querelle passate. Si passa la Serenissima come un impero co-
dai fasti dalla negazione tout-court di loniale con colonie sfruttate all’in-
ispirazione titoista a un blando ri- glese, anche se Venezia era più una
duzionismo cerchiobottista. Si cita talassocrazia commerciale. Ma tra
l’«odiato» Raoul Pupo e si riporta in i denti si riconosce infine che tra le
bibliografia un solo libro delle «ultra terre di Istria e Dalmazia c’erano
revisioniste» e sinistrorse edizioni «ventricoli culturali della Repub-
Kappa Vu, quello di Purini [«Me- blica di Venezia», una delle grandi
tamorfosi etniche. I cambiamenti di anime dell’Italia unita e della storia
popolazione a Trieste, Gorizia, Fiu- Patria. «Tutti questi territori, però,
me e in Istria», Kappa Vu, 2014 NdR]. fecero parte dell’Impero asburgico:
Niente Kersevan, niente Cernigoi. alcuni per la bellezza di seicento
Niente estremisti della questione anni, altri per soli cinquanta, dal
orientale insomma. Nomi che prima 1815 al 1866, ma sufficienti a lascia-
erano in testa alle bibliografie dei re molti segni».
giapster scompaiono nel nulla come
dopo una purga. Eppure i lettori de Corollario necessario, è che la que-
«l’Internazionale» sono un pubblico stione orientale non può più essere
affine ai Wu Ming, lo stesso n° 1 è tra banalizzata e ridotta all’idilliaco cli-
le firme che compaiono sul sito. ché multiculturale del Regno Serbo-
croato-sloveno o del paradiso socia-
Forse per capire questo radicale lista anni Cinquanta, stereotipi che
cambio di posizione del collettivo per anni sono state le fondamenta
Bourbaki rispetto ai toni di qualche dei negazionisti delle foibe. Se l’in-
tempo fa aiuta una quadratura si allarga,
serie di articoli del la storia va contestua-
La lettera a
2015 a firma Wu Ming lizzata. Non si può
1 pubblicata proprio «Internazionale» più ragionare per tesi.
su «Internazionale». appare perfino Ecco perché a distan-
Tema, la nostalgia del dimessa rispetto ai za di un paio d’anni si
essendo un’indagine chiaramente L omba rdo-Veneto
molto segreta e faticosa, casualmente sotto Francesco Giu-
toni finora usati su passa dalle inchieste di
«Giap» alla lettera sot-
si palesa mesi e mesi dopo la pubbli- seppe. Inaspettata- questo argomento totono di «Internazio-
cazione del famigerato libro. In ogni mente la narrazione nale». Approfondendo
caso, a distanza di tre anni da quelle di un’Austra-Ungheria paradiso la questione storica, le posizioni non
vicende, Bourbaki & Co. si sono limi- multiculturale ante litteram viene possono essere più quelle urlate di un
tati a pochi e sparuti post qui e là. Un smantellata con una insolita lucidi- tempo. In questo caso un plauso alla
tentativo di creare una contro-cricca tà intellettuale: «C’è l’idealizzazio- sincerità intellettuale. Ma spiace solo
wikipediana abortisce presto, non ne di un passato idilliaco sotto gli che questa narrazione più obiettiva e
prima però di aver minacciato una Asburgo, possibile solo rimuovendo neutrale – al netto degli errori storici
azione legale contro un wikipedista il militarismo, il parassitismo dell’a- ampiamente illustrati da Salimbeni
reo di aver sistemato le voci sulla que- ristocrazia, la brutalità del dominio, nel suo articolo – non sia stata pub-
stione giuliano-dalmata in maniera la sanguinosa repressione delle lotte blicizzata in qualche articolo fiume,
scientifica. Già perché è proprio la operaie». E ancora: «Innanzitutto, il ma solo in una lettera anche troppo
questione della frontiera orientale a multiculturalismo austroungarico succinta per i parametri di Wu Ming.
restare uno dei chiodi fissi del col- non era tutto rose e fiori, c’era una Che certo rimarranno fieri paladini
lettivo e dei suoi spin-off. L’ultimo gerarchia tra nazionalità, c’erano del maresciallo Tito e del suo fulgido
pezzo a firma Nicoletta Bourbaki (20 discriminazioni e tensioni». E alla esempio di Socialismo reale. Ma al-
dicembre 2016) è una lettera aperta fine si arriva ad ammettere quel- meno ci hanno concesso che sì, in
sul sito della rivista settimanale «In- lo che per anni non poteva essere Istria e Dalmazia c’era (e c’è anco-
ternazionale». Ma ciò che stupisce scritto su «Giap», ovvero cosa c’era ra) parte del cuore pulsante di Ve-
è – al netto delle forzature storiche prima dell’Austria-Ungheria: la Re- nezia, e quindi, d’Italia. Bontà loro.
che espone – la relativa pacatezza dei pubblica di Venezia. Ovviamente lo
toni, soprattutto in confronto alla vi- si ammette more solito, raccontando Fiorenza Piccolo

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CONVERGENZE
L’Asse Berlino-Mosca

«Caro Duce, i
flirtano con l
G
Tra il 1943 e il 1944, l’am- iuseppe Bottai militava nella Legione
basciatore della RSI in straniera quando poté leggere l’edizio-
ne dei «Diari» di Ciano, curati nel ’46 da
Germania, Filippo Anfuso, Ugo D’Andrea per la Rizzoli. Bottai, pur
informa Mussolini a Salò trovandosi dalla stessa parte di Ciano la
notte del 25 luglio ’43, non lo stimava; nei
sulle contraddizioni inter- confronti di Mussolini, viceversa, pur votandogli contro in
ne al regime hitleriano:
vasti settori del Partito na-
zionalsocialista premono
per una pace con l’URSS di
Stalin in nome di antiche e
mai dimenticate similitu-
dini ideali e sociali. A que-
ste ipotesi – date come più
che probabili – si oppon-
gono i vertici militari, l’ari-
stocrazia e l’alta borghesia,
inclini ad una pace con gli
anglo-americani. L’atten-
tato a Hitler del luglio 1944
va letto anche in questa
chiave. Come spiega Paolo
Simoncelli anticipando al-
cuni documenti da un suo
prossimo saggio sulla poli-
tica estera della Repubblica
Sociale Italiana
di Paolo Simoncelli

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CONVERGENZE
L’Asse Berlino-Mosca

e, i nazisti
n l’URSS…» quella fatidica notte, e criticandone commento. Particolarmente critico stimoniò nelle sue pagine l’idea che
diverse scelte politiche non mancava quello sulle violente reazioni di Ciano invece ebbe allora Mussolini di «con-
di tributargli il tratto della genialità. all’annuncio del Patto Ribbentrop- vertire il colpo mancino e puramente
Quei «Diari», scriveva Bottai il 4 no- Molotov (agosto 1939), definito dal tattico-diplomatico di Hitler-Ribben-
vembre ’46 nel suo proprio «Diario», ministro degli Esteri italiano «mo- trop, in una durevole e organica asso-
«m’attirano e mi ripugnano»; vinta struoso connubio», «anti-Roma», ciazione dei “tre totalitarismi”». Un’i-
la ripugnanza, gli dedicò un lungo «barbarie che torna» ecc. Bottai te- dea osteggiata da Ciano (e non solo)
che impedì a Mussolini «la possibilità
di prendere il passo sull’iniziativa
germanica, forzandola alle sue estre-
me conseguenze, e di dare un “senso
unico” a una nuova guerra, che, col
[successivo] passaggio della Russia
totalitaria nel campo delle potenze
democratiche, doveva perdere ogni
senso, anche il senso comune».

Bottai scriveva post res perditas;


poteva avere quindi comprensibili
intenti auto assolutori, anche se, nel-
la fattispecie, la sua lucidità politica
diveniva autolesionista. Clamoro-
samente sbagliata risultava infatti
la successiva scelta antisovietica del
Reich; quel «senso comune» in Ger-
mania aveva infatti una tradizione
ideologica e culturale antica (il nemi-
co da sempre a ovest: dalla presenza
latina nelle terre sassoni, ai secolari
conflitti franco-asburgici e franco-
borbonici, ai principii della Rivolu-

A sinistra, «Proteggi l’amata Mosca»,


manifesto sovietico del 1941.
A fronte, «Per la libertà e la vita,
Volkssturm» manifesto tedesco del 1945.
La Volkssturm («assalto del popolo») venne
creata nell’ottobre 1944 come milizia
popolare agli ordini del partito. L’idea
di una milizia di popolo era presente
nel Nazionalsocialismo fin dagli albori, ma
solo dopo l’attentato a Hitler del 20 luglio
1944 vennero superate le resistenze
dei militari di professione e la loro
diffidenza verso un esercito politicizzato

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zione francese generatori di un libe- ri, è Filippo Anfuso, ambasciatore
ralismo individualistico avverso alla della Repubblica sociale italiana a
concezione «organicista» della socie- Berlino. I suoi rapporti a Musso-
tà); ed era stato un «senso comune» lini e a Serafino Mazzolini (sot-
che s’era manifestato concretamente tosegretario agli Esteri della RSI)
in una logica politico-militare che, sono espliciti, e non mancano di
dopo le «umiliazioni» della pace di tornare a presentare come non ne-
Versailles, aveva visto una segreta e cessariamente utopistica l’ipotesi
attiva collaborazione tedesco-sovie- di una pace separata tedesco-so-
tica. Un «senso comune» che venne vietica, anche dopo lo sbarco alle-
manifestato a Hitler dai membri del- ato in Normandia. Quello sbarco,
la delegazione tedesca reduci dalla a stare alla testimonianza del capo
firma del patto Ribbentrop-Molotov: degli Stati maggiori britannici,
«Come fra vecchi camerati di par- Alan Brooke, sembrò anzi il costo
tito». La testimonianza è di Albert che personalmente volle pagare
Speer, il cui padre, liberal-conserva- Churchill, contro il parere dei ver-
tore, rimaneva «sconvolto», duran- tici militari britannici, per evitare Il ministro degli Esteri del Reich,
Joachim von Ribbentrop (1893-1946)
te la breve stagione weimariana, ad il rischio di quella pace separata: con l’ambasciatore della RSI
ogni successo elettorale del Partito alto il pericolo, altrimenti, che in Filippo Anfuso (1901-1963)
nazionalsocialista tedesco: avanza- mancanza di quel secondo fronte,
va il Socialismo. Un «socialismo» Stalin, «irritato», avrebbe potuto
(e ben più) fortemente radicato nel fare la pace con Hitler. Allo Stato prima di presentare le credenziali,
movimento hitleriano grazie ai fra- Maggiore britannico erano note Anfuso inviava il 20 ottobre un im-
telli Otto e Gregor Strasser, a Ernst persino le specifiche condizioni, portante rapporto a Mazzolini (da
Niekisch, a Ernst Roehm, al Joseph e le relative difficoltà di trattati- trasmettere ovviamente al Duce),
dedicato alla situazione interna del
Il costo che Churchill volle pagare per lo sbarco paese. E in cui, ben lontani dal-
lo sbarco in Normandia, in una
alleato in Normandia, contro il parere dei vertici Berlino dunque pressata da est, il
militari britannici, doveva servire per evitare nemico primo appariva angloame-
il rischio di una pace separata fra Hitler e Stalin, ricano col suo disegno, respinto, di
poter disporre «dentro quest’anno
«irritato» per la mancanza di un secondo fronte della quasi totalità della penisola
italiana». Beninteso non manca-
Goebbels prima maniera, allorché va, tra gli schieramenti tedeschi e vano osservazioni sullo «sviluppo
strappò le masse operaie berlinesi sovietici. Del resto, uno dei mag- sfavorevole degli avvenimenti mili-
alla KPD [cioè il Kommunistische giori storici militari del ’900, An- tari sul fronte sovietico», ma in quel
Partei Deutschlands, il Partito comu- dreas Hillgruber, ha documentato quarto anno di guerra, la tenuta
nista tedesco, NdR] portandole al Na- gli incontri Ribbentrop-Molotov a del fronte interno tedesco appariva
zionalsocialismo. La liquidazione fi- Kirovograd ben dopo la battaglia ad Anfuso salda; essenzialmente
sica, nella «Notte dei lunghi coltelli» di Stalingrado. motivata dalla consapevolezza che
(30 giugno – 1° luglio 1934), di questa era in gioco l’esistenza stessa della
radicale frangia anticapitalista e an- Anfuso che, malgrado la forma- Germania, «dalla organizzazione
tiborghese, non ne significò però l’a- le cortesia di Ribbentrop, sarebbe prima militare, poi collettiva che
brasione della memoria. Tantomeno stato tenuto lontano dalle con- ha lentamente irreggimentato tutte
la liquidazione dell’eredità ideologica fidenze maggiormente sensibili le risorse del paese conferendo un
che riemerse dieci anni dopo, quan- della Wilhelmstrasse, aveva però carattere unico e perciò più stabile
do la situazione militare, in partico- percepito di quel tragico conflitto anche all’organizzazione economi-
lare sul fronte orientale, era divenuta un’evoluzione sociale interna tede- ca e uguagliando la situazione del
ormai critica per le forze tedesche. sca che immaginava dovesse por- fronte interno con quella del fronte
tare obbligatamente ad una pace di bellico propriamente detto». Né era
Ad offrircene testimonianze ine- compromesso. Giunto a Berlino alla mancato un sorprendente miglio-
dite, provenienti dagli archivi di- fine di settembre del ’43, preso con- ramento dell’approvvigionamento
plomatici del ninistero degli Este- tatto con le autorità tedesche, ancor alimentare della popolazione. Ciò

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STORIA IN RETE 38 Febbraio 2017

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politica di larga collaborazione so- sa Berlino, ricordava che non per
ciale ai fini bellici. Le premesse di questo il fronte interno mostrava
questa politica, unita alle drastiche cedimenti: «Si brontola anche, ma
riforme attuate a svantaggio dei ceti si tira avanti […]. Chi vuole scorge-
abbienti ed a favore delle classi più re una crisi morale in conseguen-
danneggiate dalla guerra, hanno za degli avvenimenti sul fronte
finito per livellare in maniera abba- orientale, si sbaglia. Gli oppositori
stanza sensibile la popolazione del al regime sono gli stessi del 1939, la
Reich, sicché si può dire che, mentre stessa classe sociale cioè, ma i mor-
le armate tedesche combattono per moratori non fanno numero con
difendere il principio di una inter- questa perché continuano a lavo-
pretazione ideale della storia e per rare ed a combattere». La respon-
assicurare alla Germania il primo sabilità dello sconvolgimento della
posto nel mondo, l’interpretazione civiltà europea, per Anfuso era
materialistica ed economica della dell’Inghilterra e della sua alleanza
storia presiede invece all’organizza- con l’URSS. Hitler tendeva a spez-
zione più diretta delle popolazioni zare questa alleanza con una politi-
nelle retrovie: mentre cioè la guer- ca non lineare, ora contro l’una ora
ra si combatte in base ai precetti contro l’altra, ma «dall’inevitabile
idealistici, l’economia si avvicina socializzazione del Reich», Anfu-
sensibilmente al modello marxista. so coglieva «la logica conclusione
non significava, scrive Anfuso, «che Una pace perciò, se di pace si potrà di una fatale osmosi col Bolscevi-
la Germania sia oggi un paese feli- parlare, potrà solo presentarsi attra- smo». In questo preciso quadro di
ce, essa è stretta in maniera anche verso un riavvicinamento del livello riferimento politico-ideologico,
convulsa dalla guerra, ma non c’è di vita delle due popolazioni causato l’attentato a Hitler del 20 luglio ’44
segno nella sua facciata di quel-
le lesioni o di quegli sbandamenti Anfuso fece una analisi delle componenti sociali
che hanno provocato da noi quello
smarrimento morale che condusse del regime nazionalsocialista: «A varie riprese
al 25 luglio». E qui Anfuso proce- si è parlato della imminenza di una pace,
deva ad una anatomia politica delle della possibilità di una pace e della necessità
componenti sociali del regime na-
zionalsocialista: «A varie riprese si di un accordo soprattutto con la Russia»
è parlato della imminenza di una
pace, della possibilità di una pace e dalle comuni tremende sofferenze». (giorno scelto, secondo l’ambascia-
della necessità di un accordo soprat- Al contrario, «una certa parte della tore, perché a Rastenburg avrebbe
tutto con la Russia». Ad auspicarla, classe cosiddetta benpensante» ri- dovuto essere presente e arresta-
per l’ambasciatore della RSI, era «la poneva le proprie speranze in un ac- to anche Mussolini), e la reazione
parte del paese facente parte delle cordo di pace con gli angloamericani nazionalsocialista, trovavano per
organizzazioni nazionalsocialiste in base a considerazioni prettamente Anfuso il loro coronamento logico.
più estreme». All’opposto, Anfuso geopolitiche: l’impossibilità, data la Sono considerazioni raccolte in un
parlava di «intesa della classe mili- resistenza tedesca, di un loro mono- suo lungo rapporto del 2 agosto se-
tare germanica con certi esponenti polio sull’Europa, e la presenza altri- guente; ne riportiamo alcuni stral-
angloamericani». Della prima ipo- menti di una Russia predominante. ci: «Duce, come ho avuto l’onore di
tesi, non si parlava pubblicamente, riferirvi verbalmente proprio alla
e all’ambasciatore appariva illogico Un cliché interpretativo che Anfu- vigilia dell’attentato contro il Füh-
che l’URSS, da una posizione mili- so, pur tra i molti altri problemi che rer, si poteva notare in questo pae-
tare di forza potesse accogliere un’i- si sarebbe trovato a dover affronta- se una differenza di principii e di
niziativa tedesca di pace. «L’unica re, avrebbe verificato con attenzio- forme che qualche volta si manife-
possibilità d’intesa – proseguiva ne alle radici storiche ed alla politi- stava in una vera e propria tensione
Anfuso – è tutt’al più rappresentata ca tedesca recente. In un rapporto a fra la Wehrmacht e le forze del Par-
da questo lento fenomeno di osmosi Mussolini del 10 febbraio ’44, in cui tito nazionalsocialista. Come Weh-
socialista che la Germania è costret- segnalava l’incremento tragico dei rmacht non si intende qui l’esercito
ta ad attuare per mettere in atto una bombardamenti alleati sulla stes- vero e proprio, il quale è in grande

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resto subito dopo il Vostro arrivo in
Falce, martello e svastica Prussia Orientale […]. Qui di seguito
trascrivo due appunti che sono stati

D
iffusa in Repubblica So- redatti da due miei collaboratori, i
molti am- cialista Federa-
quali riferiscono sulle impressioni e
bienti eso- tiva Sovietica
terici e impiegata Russa (RSFSR) le notizie raccolte a Berlino».
anche solo come esponeva
simbolo di buon una svastica I due appunti hanno un contenuto
augurio (si pote- all’interno di sostanzialmente analogo. «I berli-
va trovare anche una corona d’al- nesi che ricordano gli avvenimenti
su qualche albero di Natale e la loro con la stella d’oro e la sigla
del 30 giugno 1934 – così ad esempio
CocaCola produsse apribottiglie in cirillico PCФCP. Anche su molte
pubblicitari a forma di svastica), banconote e buoni bancari russo- nel primo appunto – hanno trova-
la croce uncinata venne impiega- sovietici del 1918-1920 compariva to molto simili ad essi, nell’aspetto
ta anche dall’Armata Rossa prima la svastica. In compenso, il Partito assunto dalla capitale, quelli del 20
che il Partito nazionalsocialista nazionalsocialista coniò nel 1934 luglio. Come allora, il giorno dell’at-
ne facesse il suo marchio distinti- per la Giornata dei Lavoratori una tentato contro il Führer, autoblinde
vo. In particolare le forze armate medaglia con l’aquila, la croce un-
ed autocarri di truppa armata con
del primo embrione dell’URSS, la cinata, falce e martello. [EM] n
elmo e sottogola abbassato hanno
percorso le strade di Berlino; come
quantità composto di elementi na- di accettare la guerra come un fatto allora si son viste mitragliatrici ap-
zionalsocialisti, ma quel complesso sorpassante le loro possibilità pro- postate agli angoli di fabbricati del
burocratico in parte proveniente fessionali ed hanno incominciato centro e, per due notti almeno, le
dall’esercito di professione del- a criticare apertamente la Führung SS hanno arrestato sospetti di par-
la Repubblica [cioè la Reichswehr [cioè il «comando», la «guida», NdR] tecipazione alla congiura. Il 30 giu-
creata e guidata dal generale Hans soprattutto se essi personalmente gno 1934 la sinistra più radicale del
von Seeckt negli anni Venti, NdR], non erano stati assistiti dalla fortu- Partito pagava nel sangue l’ardire
in parte di elementi Junkers [l’ari- na delle armi. Erano noti, anzi cla- di aver voluto, al seguito di Röhm,
stocrazia terriera prussiana, NdR] morosamente, i campioni di questa espugnare la cittadella del corpo de-
di tendenza monarchica. La Weh- critica contro il Regime nazionalso- gli ufficiali prussiano, per insediar-
rmacht così definita aveva accettato cialista, quali i generali von Falken- visi e fare dell’armata di popolo delle
la guerra come un fatto puramente hausen, von Brautschich, nonché il camice brune l’esercito permanente
della Germania nazionalsocialista».
Il secondo appunto, a proposito di
Hitler tendeva a spezzare l’alleanza Mosca-Londra
paragoni, riportava la testimonian-
con una politica non lineare, ora contro l’una ora za di «un tedesco che ha partecipato
contro l’altra. Ma «dall’inevitabile socializzazione nell’immediato dopoguerra al putsch
di Kapp» [fallito tentativo insurrezio-
del Reich», Anfuso coglieva «la logica conclusione
nale antiweimariano del marzo 1920],
di una fatale osmosi col Bolscevismo» secondo il quale «in confronto, detto
putsch [di Kapp] era stato un capola-
professionale e vi si era consacrata testé fucilato ex-capo di Stato Mag- voro!». A distanza di dieci anni dalla
attraverso tutte le vittoriose cam- giore Generale Beck. Che questa «Notte dei lunghi coltelli», riportava
pagne dei primi anni con quella ca- insoddisfazione dovesse sboccare in il primo appunto, «è toccato ora pro-
pacità e con quel coraggio che sono un attentato o in un putsch si poteva prio all’Offizierskorps, a quest’ordi-
tradizionali in Prussia e nel resto dei anche a un dipresso prevedere: che ne forse unico nel mondo moderno,
Paesi germanici. Quando la guerra, si manifestasse invece in un atten- per spirito di casta ed influenza sino
or sono due anni, cominciò a perde- tato così minuziosamente preparato, ad oggi avuta nella storia del Paese,
re il suo carattere diciamo ascenden- ma nello stesso tempo avente solo di sgretolarsi nel tentativo fallito di
te per assumere quello di una lotta rare diramazioni nel Paese, non era abbattere la Führung politica. […].
fanatica che a un certo punto era prevedibile […]. Mi viene adesso det- Oltre agli arresti e alle esecuzioni,
solo ispirata alla credenza mistico- to, come riferisco qui appresso, che ed al discorso di Ley agli operai, non
sociale nella parola del Capo, i gene- alla fissazione della data dell’attenta- integralmente riportato dai giornali,
rali germanici si sono rifiutati, tran- to non è stata estranea la Vostra visita in cui l’oratore si è scagliato contro
ne quelli di fede nazionalsocialista, e che era stato previsto il Vostro ar- i “porci dal sangue azzurro [blu]”,

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STORIA IN RETE 40 Febbraio 2017

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collettivamente tacciandoli di tradi- SS, non rifugge dal rappresentare gli eserciti che hanno invaso l’Euro-
mento e sabotaggio, le reazioni del molta parte dell’ufficialità come di- pa». La battaglia di Valmy era oc-
Governo si sono a tutt’oggi limitate sfattista ed apertamente avversa al corsa il 20 settembre 1792; il giorno
all’abolizione nell’esercito del vec- regime […] e che lo spirito dell’al- in cui Anfuso scriveva il rapporto
chio saluto militare, sostituito con ta ufficialità è contro il soldato che al Duce ricorreva dunque l’anni-
quello romano, che qui vien detto proviene dal popolo. Tutto questo versario di quella battaglia. Allora
tedesco, e alla nomina di Goebbels non crea certo buon sangue tra il un improvvisato esercito di popolo,
a Plenipotenziario per l’impiego to- Comando delle SS e l’OKW; sem- degradati e fucilati gli ufficiali dei
talitario delle forze nazionali a fini pre più, per conseguenza, accelera vecchi reggimenti dell’aristocrazia
bellici». Facile prevedere per Anfu- la formazione di un vero e proprio francese, aveva fermato l’avanza-
so «un’azione del Partito contro i “esercito politico” in antitesi coll’uf- ta su Parigi dell’esercito prussiano
Grossgrundbesitzer [i latifondisti, ficialità di mestiere ed in conflitto (una storia, insomma, a parti inver-
NdR], e ciò specialmente nelle zone con i circoli della borghesia conser- tite). Quello stesso giorno e anno, si
orientali del Reich (Pomerania, vatrice e dell’aristocrazia che, come era aperta a Parigi la nuova Assem-
Slesia), ove l’aristocrazia tedesca in tutti i paesi d’Europa, vedono nel blea parlamentare, la Convenzione,
detiene gran parte della proprie- Nazionalsocialismo un movimento che avrebbe portato la Rivoluzione
tà terriera. Ciò risponde pure ad radicale destinato a trasformarsi in francese alla svolta: alla Repubblica,
un’antica aspirazione delle autori- una rivoluzione socialista». al ghigliottinamento di Luigi XVI,
tà provinciali nazionalsocialiste, al democratismo radicale, al terrore.
aspirazione contro la cui attuazio- L’attentato di Stauffenberg del 20
ne hanno lottato in passato anche luglio, per Anfuso, aveva dunque Forse non volendolo, forse per
gli ambienti dell’esercito». avuto l’effetto di portare alla luce lapsus politico, quel 20 settembre
del sole quella contraddizione in- 1944 Anfuso aveva dato un’indica-
Una divaricazione nella struttura terna al regime. «Sotto le righe dei zione tutta personale della propria
militare che corrispondeva dunque comunicati che hanno dato la no- posizione e dei propri timori poli-
ad una crinatura ideologica presen- tizia delle esecuzioni di quelli che tici. Pochi anni dopo, l’11 dicembre
te nello sviluppo del Partito nazio- hanno attentato alla vita del Führer ’47, Bottai testimoniava nel proprio
nalsocialista, che Anfuso avrebbe – prosegue l’ambasciatore – si na- «Diario» dell’emozione provata alla
agevolmente continuato ad indica- sconde un processo di trasforma- lettura di «Buio a mezzogiorno» di
re. Il 20 settembre ’44 poteva infat- zione sociale di cui, a guerra finita, Arthur Koestler; di tutto il libro tra-
ti scrivere a Mussolini che «i nuovi si potrà scorgere tutta la portata. Le scriveva il passo della convergenza
Corpi armati [tedeschi] presentano
in certi punti caratteristiche di veri
Per Anfuso l’attentato del 20 luglio 1944 aveva
e propri Freikorps [«corpi franchi»,
cioè formazioni militari irregolari, avuto l’effetto di portare alla luce del sole
NdR] anziché di organiche unità le contraddizioni interne al regime. Le repressioni
militari. Dopo la ritirata di Fran-
che ne seguirono, colpirono esclusivamente
cia sono state improvvisate delle
divisioni con elementi stranieri, la classe sociale borghese privilegiata
con soldati di varia provenienza e
con uomini appartenenti ad armi repressioni continuano e sono vol- politica verificata nel discorso tra il
diverse, cosa finora non praticata. te esclusivamente verso una classe nazista e il bolscevico che dal Bol-
Sono i primi passi dell’“Armata del sociale che ha finora avuto dei pri- scevismo aveva subìto persecuzio-
Popolo” che le Armi SS vogliono co- vilegi di carattere borghese e che ni, fino all’epitome: «I nostri paesi
stituire ed i cui principii organizza- appunto per non perderli o per rin- sono soltanto i precursori dell’era
tivi non rappresentano l’ortodossia novarli, ha tentato nell’ombra una post-individualista e post-liberale».
dello Stato Maggiore. Queste trup- rivolta». Questa irrisolta antitesi Allora Ernst Niekisch, già collegato
pe si sono battute benissimo, ma la politico-ideologica avrebbe potuto ai maggiori esponenti della sinistra
loro costituzione non è certo ben avere un esito che Anfuso indicava nazionalsocialista e sopravvissuto ai
vista dalla parte classica dell’OKW ricorrendo sintomaticamente ad un lager hitleriani, era diventato un di-
[Oberkommando der Wehrmacht, preciso evento storico: «essa potreb- rigente della Germania comunista.
il Comando supremo tedesco, NdR]. be sboccare in una Valmy solo se
Oltre questo, la propaganda di par- l’intervento di un elemento decisivo Paolo Simoncelli
tito, ma soprattutto degli ambienti come l’arma nuova potesse arrestare Università La Sapienza di Roma

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41 STORIA IN RETE

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VÆ VICTIS
Fascio&Martello

RODZAEVSKIJ
il fascista che
ammirava Stalin
Velleitario, litigioso, manipolato. Il movimento fascista degli
esuli russi in Manciuria guidato da Konstantin Rodzaevskij vivacchiò
all’ombra del potere giapponese in Asia Orientale. Come in molti casi
simili, il movimento finì lacerato fra purismo ideologico e pragmatismo
geopolitico andando incontro a litigi, scissioni e a una sostanziale
impotenza. Fino all’estrema e tardiva «conversione» allo Stalinismo,
in bilico fra un sincero riconoscimento dei parallelismi ideologici fra
regime sovietico trionfante e Fascismo. E l’ultimo, inutile tentativo di
salvare la pelle

S
di Emanuele Podda

ono passati ormai settant’anni dalla scom- le Americhe. Tra di essi, anche Rodzaevskij, il quale nel
parsa di Konstantin Rodzaevskij, leader 1925, a soli 18 anni, per ragioni a noi ignote, decise di fug-
del Partito Fascista Panrusso. L’alone di gire verso la vicina Manciuria, in direzione di Harbin,
mistero che aleggia intorno alla sua figura città che ospitava già una folta colonia russa che nel 1922
e al movimento politico da lui fondato è ammontava a ben 122 mila abitanti.
il risultato di più fattori concomitanti: il
difficile accesso alle fonti, il silenzio dei principali te- Ad Harbin, Konstantin si iscrisse al locale istituto giuri-
stimoni nonché, almeno fino alla caduta dell’URSS, la dico russo per studiare legge ed ebbe modo, in quell‘am-
reticenza degli storici sovietici a parlarne. biente universitario, di venire in contatto con studenti e
professori orientati verso la nascente ideologia fascista.
Nato nel 1907 a Blagoveščensk, cittadina di frontiera Nell’ambito della diaspora russa, infatti, soprattutto tra
tra la Russia orientale e la Manciuria, poco si sa della i più giovani, il Fascismo offriva un forte punto di ap-
sua vita precedentemente alla guerra civile russa del poggio anticomunista e, allo stesso tempo, rispetto al
1917-22. Quest’ultima, che vide opporsi da una parte i monarchismo di molti esuli bianchi, appariva energico
rivoluzionari bolscevichi e dall’altra i cosiddetti bian- e dinamico. Già dal 1925, dunque, si era costituita un’Or-
chi, rimasti fedeli all’impero zarista, si concluse con la ganizzazione Fascista Russa, guidata da Evgeny V. Kora-
vittoria dei primi e portò all’instaurazione dell’Unione blev, a cui Rodzaevskij aderì nel 1927. Con una rapida car-
Sovietica. A seguito di questo avvenimento, centinaia di riera, Rodzaevskij, insieme al suo compagno Alexeevich
migliaia di membri o simpatizzanti dello schieramento Matkovsky, assunse ben presto la guida dell’organizza-
sconfitto migrarono in massa verso l’Europa, la Cina e zione. Sotto la guida della coppia, nel 1931 il movimento

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VÆ VICTIS
Fascio&Martello

La bandiera del Partito fascista russo.


Curiosamente pur rifacendosi a Mussolini,
i fascisti russi non adottarono il fascio littorio
ma la svastica nazionalsocialista. Sotto, un
banchetto degli esuli russi in Manciuria nel 1934.
A sinistra la bandiera bianco-oro-nero dell’impero
zarista, a destra quella del Partito Fascista Russo.
Rodzaevskij è il secondo da sinistra, seduto

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43 STORIA IN RETE

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Militanti del Partito Fascista Panrusso
durante alcune manifestazioni
pubbliche. Nell’immagine a destra
si legge lo slogan del partito, «Добудем
si tra- Родину!» «riconquistare la patria!»
sformò in
un partito. In occasio- movimento fascista, ve ne erano
ne del primo congresso, Rodza- altri da considerare tipici di quello
evskij assunse la carica di segre- russo. Innanzitutto il fatto che esso
tario generale. L’ideologia alla base dovesse opporsi non al capitalismo
di questa formazione politica può ma al Bolscevismo. Da ciò seguiva
essere facilmente individuata a par- il fatto che promettesse maggiore
tire dal pamphlet «L’abbiccì del fasci- spazio per le libertà individuali ed
smo», scritto da Rodzaevskij nel 1934. una certa decentralizzazione dell’e-
Secondo Rodzaevskij il Fascismo era conomia. Inoltre, il Fascismo russo
nato a partire dal ripudio delle pre- era venato da profonde istanze reli-
cedenti dottrine politiche ormai con- giose, che lo portavano a ricercare
sunte, e quale contraltare al Comuni- appoggio dalla chiesa ortodossa.
smo, unica altra vera e propria novità Per quanto riguardava invece il
nello scacchiere politico dell’epoca. futuro assetto statale che la Russia
Sviluppatosi in Italia, si sarebbe poi fascista avrebbe assunto, Rodza- venienza e i cittadini non avreb-
diffuso in tutto il mondo. Scendendo evskij parlava di «Stato Nazional- bero più avuto accesso alle istitu-
nel dettaglio, esso faceva convivere Lavoratore». Il senso di questa zioni indirettamente attraverso un
istanze passate e presenti: dal passato espressione si capisce facilmente partito ma per il tramite di perso-
proveniva il suo orientamento nazio- considerando il fatto che i consigli ne elette direttamente tra i mem-
nalista mentre l’elemento di novità di autogoverno a livello cittadino, bri della propria associazione,
sarebbe stata la dottrina economica provinciale, regionale e panrusso, dunque interessati a proteggere i
corporativista, che incarnava l’aspi- modellati sui soviet (assemblee) ri- propri interessi particolari.
razione alla collaborazione tra classi voluzionari, sarebbero stati com-
per il bene della nazione. Fra i nemici posti da membri delle associazioni La conquista della Manciuria da
principali del Fascismo erano indivi- nazionali dei lavoratori e datori di parte giapponese nel 1931 produs-
duati i massoni e, anticipando la svol- lavoro, ognuna delle quali forniva se conseguenze anche per i fascisti
ta antisemita del regime italiano, an- un certo numero di delegati a se- russi residenti nella regione, i qua-
che gli ebrei ritenuti, come i massoni, conda della quantità degli iscritti e li si trovarono fortemente esposti
cospiratori ai danni del popolo. della sua importanza. All’interno all’influenza dei nuovi dominatori.
dei consigli tutta la popolazione Rodzaevskij si convinse ben pre-
Se gli elementi qui sopra elencati sarebbe stata così rappresentata a sto che una rivoluzione fascista in
erano più o meno comuni ad ogni seconda della professione di pro- Russia avrebbe richiesto aiuto da

Josif Stalin (1878-1953)


in un quadro di Isaak Brodsky

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parte giapponese. Tuttavia la tute- to. Il risultato fu l’istituzione del evskij, in virtù delle forti pressio-
la nipponica finì col farsi sempre Partito Fascista Panrusso (PFP), ni nipponiche, era stato costretto
più pesante e i nuovi padroni, oltre con Vonsiatsky come presidente e ad accettare l’ingombrante pre-
a imporre una collaborazione con Rodzaevskij segretario generale. senza del generale e a promettere
alcuni membri della diaspora rus- Tuttavia ben presto le reciproche di collaborare con lui in una fu-
sa non esattamente simpatizzanti differenze emersero con forza. I tura «guerra di liberazione» rus-
fascisti, come il generale cosacco principali punti di contrasto tra sa, Vonsiatsky, che sotto tutela
Grigorij Semenov, approfittarono Rodzaevskij e Vonsiatsky furono giapponese non era, rifiutò con
dei fascisti russi e se ne servirono essenzialmente due: l’antisemiti- sdegno una tale imposizione. Una
spesso per compiere azioni crimi- smo e la presenza di Grigory Seme- divergenza che partiva anche dal-
nali. Nel frattempo, Rodzaevskij nov fra le fila del PFP. la differente idea di rivoluzione
venne a sapere della costituzione nazionale che Rodzaevskij e Von-
di un altro partito fascista russo Per quanto riguardava il primo, siatsky avevano. Il primo pensava
negli USA, nei pressi di Putnam, in a fronte di un atteggiamento pro- infatti ad una rivoluzione portata
Connecticut, fondato da Anastase fondamente anti-ebraico di Rodza- dal fuoco delle baionette giappo-
Vonsiatsky, nato nel 1898 a Var-
savia e proveniente da una nobile
La tutela nipponica sul PFP divenne sempre più
famiglia decaduta. Egli era fuggito
negli Stati Uniti al seguito della sua pesante e i nuovi padroni, oltre a imporre una
ricca amante Marion, americana, collaborazione con alcuni membri della diaspora
dopo aver partecipato alla guerra
russa non fascisti, impiegarono i militanti russi
civile russa dalla parte dei bian-
chi. Dopo varie vicissitudini po- in rischiose azioni oltre il confine con l’URSS
litiche, Vonsiatsky partecipò alla
costituzione dell’Organizzazione evskij, Vonsiatsky era indifferente nesi, il secondo invece immagi-
Fascista Panrussa nel maggio del rispetto alla questione se non pro- nava una rivoluzione scatenata
1933, finanziata grazie all’enorme prio simpatizzante degli ebrei, es- dall’interno dell’URSS da parte
fortuna della moglie, ma meno in- senzialmente per motivi biografici. di cellule dormienti, con un ri-
cisivo e con un numero di membri La prima moglie di Vonsiatsky, che dotto aiuto straniero. La situazio-
assai inferiore rispetto al partito di egli aveva lasciato per Marion, era ne degenerò definitivamente nel
Rodzaevskij. modo Nonostante ciò, infatti ebrea, e tale era anche il suo dicembre del 1934, quando Von-
quest’ultimo, attirato dalla dispo- medico di fiducia. La figura di siatsky fece uscire sulla rivista della
nibilità di risorse economiche di Semenov inoltre, non particolar- sua organizzazione, «Fashist», una
Vonsiatsky, lo invitò ad incontrarsi mente apprezzata già dallo stesso dura requisitoria nei confronti di
a Tokyo nel marzo 1934 al fine di Rodzaevskij, provocava la forte Semenov. Era troppo. Nell’ambito
costituire un fronte fascista uni- antipatia di Vonsiatsky. Se Rodza- del terzo congresso del Partito Fa-

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Sovietica al fine di creare un col- sfere d’influenza. A questo punto
legamento con gli anti-stalinisti lì il leader fascista si ritrovò con un
scista presenti. Ostacolo maggiore furo- potenziale alleato in meno e gran
Panrusso, no le autorità giapponesi, che non parte del suo partito contro. Vani
Rodzaevskij fece vota- diedero il permesso di effettuare furono i suoi appelli ai giapponesi, i
re una mozione per l’espulsione tali azioni se non nel novembre del quali erano molto più interessati in
di Vonsiatsky e le strade dei due si 1936, probabilmente a seguito del quel momento a portare un attacco
divisero una volta per tutte. Patto anti Comintern stipulato di decisivo alla Cina piuttosto che im-
lì a poco con la Germania nazista. barcarsi in una improbabile guerra
Fu soprattutto Rodzaevskij a be- Fu questo l’inizio di una serie di con un’Unione Sovietica libera da
neficiare dello scisma: egli manten- sortite meramente esplorative che pressioni sul confine occidentale,
ne per il suo schieramento il nome lungi dall’essere i prodromi della tanto più che in quella che fu chia-
di Partito Fascista Panrusso, e tanto sperata rivoluzione naziona- mata Guerra di confine sovietico-
inoltre la maggior parte degli espo- le, si concludevano solitamente con giapponese, fra maggio e settembre
nenti del precedente partito unifi- il massacro degli agenti russi. 1939, Tokyo aveva subito una scon-
cato decisero di schierarsi dalla sua fitta e aveva potuto saggiare la for-
parte. Peraltro, durante la seconda Fu così che progressivamente za dell’Armata Rossa.
metà degli anni Trenta, il numero Rodzaevskij cominciò a perde-
dei membri dell’organismo politico re fiducia nel suo progetto. Allo Né la frattura si ricompose in se-
vide un incremento considerevole. sfruttamento giapponese, in se- guito all’attacco tedesco nei con-
Fu così possibile aprire nuove se- guito sfociato nell’arruolamento di fronti dell’URSS nell’estate del
zioni, spesso formate da un unico «bianchi» per la guerra contro la 1941. Anche in questa occasione,
membro, in tutto il mondo, dalla Cina, si sommavano le rivalità con infatti, Rodzaevskij si schierò in-
Cina alla Germania, dal Giappone altri gruppi di emigrati, specie con condizionatamente con Hitler,
all’Italia. Forte di questa afferma- i cosacchi, e frazionamenti interni nonostante le barbarie perpetrare
zione Rodzaevskij, in un discorso allo stesso partito. In particolare, dalla Wehrmacht durante le ope-
tenuto il 22 maggio del 1935, preve- giunti ormai al 1939 e dunque con razioni militari, mentre al contra-
deva la conquista del potere in Rus- un ritardo di un anno sulla previ- rio Matkovsky si espresse in modo
sia entro tre anni. Considerata or- sta rivoluzione nazionale, Rodza- recisamente negativo nei confronti
mai terminata la fase preparatoria, evskij si convinse che fosse possi- di ogni tentativo di alleanza con il
infatti, egli intendeva passare all’a- bile stabilire un governo fascista in Führer. I contrasti furono talmente
zione, infiltrando agenti in Unione Russia solo tramite la cooperazione forti da portare allo scioglimento
militare tra la Germania hitleriana del PFP nel 1943. Con il prosegui-
e il Giappone. Tuttavia all’interno re del conflitto, inoltre, sempre più
del PFP vi erano voci discordan- esponenti dell’emigrazione russa si
ti, specie in merito alla collabo- scoprirono simpatizzanti sovieti-
razione con i nazionalsocialisti. ci, specie dopo la battaglia di Sta-
Tra le voci più autorevoli va sicu- lingrado conclusasi nel febbraio
ramente citato uno dei fondatori 1943, la quale aveva dato il via alla
del Fascismo russo, ovvero il già controffensiva dell’Armata Rossa
ricordato Matkovsky, fortemente contro la Germania nazionalsocia-
anti-nazista. Giunse poi a com- lista. Al di là di una certa dose di
plicare la situazione la firma del opportunismo, tale «conversione»
patto Molotov-Ribbentrop nell’a- si può spiegare con alcune impor-
gosto del 1939, con il quale l’URSS tanti novità introdotte da Stalin nel
e il Terzo Reich si impegnavano a regime sovietico durante il conflit-
una reciproca «non aggressione» to. Tali orientamenti sono testimo-
e di fatto si spartivano la Polonia niati dal percorso di Rodzaevskij
e dividevano l’Europa orientale in il quale, dopo la sconfitta defini-
tiva dei nazionalsocialisti da parte
La grande svastica a luce neon fatta dell’Armata Rossa nell’aprile del
installare sul terrazzo del Club Russo 1945 e l’inizio dell’invasione so-
di Manzhouli, in maniera che fosse
visibile da oltre il confine russo-
vietica dell’Asia orientale, si era
mancese che passava poco distante dato alla fuga alla volta della città

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di Tientsin, sulle sponde del fiume
Hai, a sud della Manciuria. Qui egli
maturò in tutto e per tutto una sor-
ta di conversione allo Stalinismo.
Il 22 agosto del 1945, mentre l’Ar-
mata Rossa puntava decisamente a
conquistare l’intera Manciuria e la
Corea, Rodzaevskij spedì a Stalin
una lettera. In questa lunga missiva
Rodzaevskij iniziava descrivendo
gli errori che lo avevano portato a
combattere lo Stalinismo e a costi-
tuire, a tal fine, il Partito Fascista
Russo. In particolare, egli sottoli-
neava come a lui e ai suoi camera-
ti fosse sfuggita l’evoluzione dello
Stalinismo verso un regime per
molti versi confacentesi alle aspet- La foto segnaletica di Rodzaevskij dopo essere stato arrestato dall’NKVD nel 1945
tative del Fascismo russo, depriva-
to dai suoi errori e dalle sue fanta- fosse la prigionia o la morte. Non li di oppositori al regime fuggiti in
sie. Vari gli elementi che portarono mancava ad ogni modo di propor- Asia orientale, Rodzaevskij venne
a tali conclusioni. Innanzitutto, la si come eventuale propagandista invitato con l’inganno a far ritorno
Chiesa Ortodossa si era gradual- nell’ambito dell’URSS, mettendo a a Mosca, dove lo avrebbe aspettato
mente armonizzata con lo Stato so- frutto le sue capacità oratorie e di una radiosa carriera come giorna-
vietico, portando ad un’alleanza tra giornalista per il bene della patria. lista. Tuttavia, una volta presa re-
potere spirituale e secolare. sidenza nell’ambasciata sovietica a
Si può ovviamente discutere sulla Pechino, venne forzato a seguire gli
In seconda battuta, risultava dif- genuinità di queste posizioni. Sa- agenti dell’NKVD a Mosca, dove
ficile ma non impossibile la giu- rebbe infatti molto facile cataloga- venne processato e, il 30 agosto del
stificazione della relazione tra re il ripensamento di Rodzaevskij 1946, fucilato. Un finale di parabola
Stalinismo e ebrei. Inizialmente come influenzato dall’andamento molto frequente nella Russia stali-
Rodzaevskij e compagni riteneva- della guerra. Eppure vi sono ele- niana. Rodzaevskij, non tenendo
no che gli ebrei avessero contribu-
ito alla rivoluzione bolscevica per
trarne vantaggi personali, attraver-
Rodzaevskij scrisse una lunga lettera a Stalin
so le macchinazioni che sempre li nel tentativo di ottenere il perdono del dittatore
avevano contraddistinti. Tuttavia, per sé e i suoi compagni. Riconosceva i suoi errori
si sottolineava come l’ostilità al
capitalismo della dottrina comu-
dottrinali e scriveva che le sue idee politiche
nista avrebbe portato alla scom- non differivano da quelle dello Stalinismo
parsa dei ricchi ebrei risolvendo
una volta per tutte la questione menti che depongono a favore di conto della personalità vendicativa
ebraica. Dopo questo mea culpa, una sua sincera adesione all’ideo- e paranoica del dittatore sovietico,
Rodzaevskij pregava Stalin di scu- logia stalinista. Ma la sorte tocca- si era illuso di poter avere ancora
sarlo per i trascorsi propri e dei ta infine a Rodzaevskij è esempli- qualche ruolo in quel paese, viste le
suoi camerati. Tale perdono veniva ficante se non dell’irriducibilità affinità ideologiche fra il suo movi-
richiesto, se non per lui stesso, al- delle ideologie fascista e stalinista mento e il regime staliniano. D’al-
meno per gli altri suoi compagni, a fra loro, dell’illusione umana che tronde lo stesso Lenin, in una delle
causa della struttura verticistica del Rodzaevskij aveva nutrito, ossia ultime lettere scritte prima di mo-
PFP con Rodzaevskij come capo e che lui, sconfitto, potesse essere rire nel 1924, aveva definito Stalin
dunque principale responsabile. di qualche utilità al suo vincito- un vero nazional-socialista. Non si
Con coraggio, egli prometteva di re. Attirato da Ivan Patrikeev, un sbagliava di molto.
sottoporsi a qualsiasi trattamento agente sovietico incaricato di far
gli fosse stato riservato da Stalin, rimpatriare in URSS i casi diffici- Emanuele Podda

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47 STORIA IN RETE

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Grandi penne
Giornalisti nella Guerra Civile

Vittorio Rolan d
«l’inascoltato» d
Avvocato, scrittore di gran razza, costituzionalista. Vittorio Rolandi
Ricci nonostante la fede monarchica decise di seguire Mussolini a
Salò. Divenne là una delle migliori penne della Repubblica Sociale, fra
consigli (inascoltati) al Duce, una dura critica dell’ambigua posizione
del Vaticano nel conflitto in corso e i progetti, tutt’ora attualissimi, di
costituzione della repubblica
di Guglielmo Salotti

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STORIA IN RETE 48 Febbraio 2017

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Grandi penne
Giornalisti nella Guerra Civile

n di Ricci,
» della RSI

«S
econdo me, la rivelazione gior-
nalistica della Repubblica So-
ciale è un’altra [non Alessandro
Pavolini, come asseriva Giorgio
Pini] ed è unica: il vecchio Ro-
landi Ricci si è imposto all’at-
tenzione generale. I suoi articoli, benché troppo carichi
di citazioni, trasudano saggezza e sono letti e meditati
anche oltre i confini della Repubblica. Io ho grande sti-
ma di Rolandi Ricci e mi tengo con lui a contatto». Il
giudizio, riferito da Giorgio Pini, è di Mussolini, e riflet-
te la considerazione con cui egli seguiva l’attività gior-
nalistica dell’ottantaquattrenne Vittorio Rolandi Ricci,
la cui adesione alla RSI, sin dall’ottobre 1943, non aveva
potuto non provocare impressione, sia per la personalità
dell’uomo, sia per il suo passato.

Nato il  febbraio  ad Albenga, in Liguria, Rolandi


Ricci aveva svolto una intensa attività legale presso vari
istituti assicurativi e creditizi – dalla «Navigazione Gene-
rale Italiana» al «Lloyd Sabaudo», dalla «Banca Commer-
ciale» al «Credito Italiano» – per abbandonarla a partire
dal 12 marzo 1912 in seguito alla nomina a senatore del
Regno (carica dalla quale sarà dichiarato decaduto il 30
ottobre 1944). Nominato nel 1920 da Giolitti ambasciatore
negli Stati Uniti, rassegnò le dimissioni sul finire del 1922
dopo la presa del potere da parte del Fascismo (analoga
decisione fu assunta dai rappresentanti italiani a Parigi
e a Berlino, Carlo Sforza e Alfredo Frassati). Aveva poi
aderito al Fascismo nel 1924, dopo l’entrata in vigore della
Legge Acerbo (che, grazie al sistema elettorale maggiori-
tario, aveva consentito al PNF di conseguire la maggio-
ranza assoluta dei seggi in Parlamento) e dopo il delitto
Matteotti, che segnò di fatto la nascita (soprattutto dal
Vittorio Rolandi Ricci (1860-1951) durante il
processo tenuto contro di lui, già ultraottantenne,
nel maggio 1945. Fu condannato a 15 anni, di cui
14 mesi scontati prima di essere amnistiato |
49 STORIA IN RETE

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Vittorio Rolandi Ricci
negli anni Venti

gennaio 1925) del Regime. All’in- che un Senatore del Regno, anche decisione con la necessità di rispon-
terno di esso non aveva comunque un convinto monarchico, la sua dere all’armistizio e al voltafaccia
ricoperto incarichi pubblici (anche adesione alla RSI finì per assumere nei confronti dell’alleato seguendo
se, nell’aprile 1926, si vociferò di una un rilevante (anche se non isolato) l’unica voce, quella di Mussolini, che
sua possibile nomina a ministro delle significato, sin da quando, con un si era «alzata a richiamare gli italia-
Finanze, in sostituzione di Giuseppe lungo articolo, «Scelta», pubblicato ni all’adempimento del loro dovere
Volpi di Misurata); così come avreb- sul «Corriere della Sera» del 3 no- di italiani, che è quello di resistere,
be sempre rifiutato – adducendo i vembre 1943, aveva annunciato di di soffrire, di combattere, di mori-
motivi della propria tarda età – di essersi iscritto dal 18 ottobre al Par- re per la salvezza dell’Italia e per il
assumere incarichi ufficiali nel go- tito Fascista Repubblicano di Via- suo onore. Una Nazione può perde-
re una guerra; ma il suo popolo non
«Come italiano - scrisse rolandi ricci sul «Corriere può accettare di essere disonorato».

della Sera» del 3 novembre 1943 - io sono grato E ancora: «Io non ho nulla da spera-
a Mussolini per il suo generoso tentativo di fare re; e quasi ottantaquattrenne ho più
dell’italia una grande potenza, gli sono grato poco da temere: nulla ho da chie-
dere […] Ma come italiano io fui
per quel tanto di bene che ha potuto realizzare» e sono grato a Mussolini per il suo
generoso tentativo di fare dell’Italia
verno della RSI. La carica di ministro reggio. Dopo aver deprecato il fatto una grande Potenza, gli sono grato
di Stato, conferitagli da Mussolini che Vittorio Emanuele II avesse ab- per quel tanto di bene che ha potuto
nel gennaio 1936, aveva una valenza bandonato Roma, forse con l’inten- realizzare; ed oggi gli sono grato e
puramente onorifica. to (errato, checché ne possano dire devoto per il tentativo più genero-
ancora oggi alcuni studiosi di parte so, più faticoso, più urgentemente
Alla luce di questo curriculum, monarchica) di salvare così la dina- necessario che egli sta facendo per
che faceva di Rolandi Ricci, oltre stia, Rolandi Ricci motivò la propria ricondurci sulla strada della vitto-

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STORIA IN RETE 50 Febbraio 2017

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ria, o, alla disperata, su quella al- 14 e 15 ottobre 1944, Rolandi Ricci,
meno dell’onore». Toni, quelli usati pur mostrando deferenza verso la
da Rolandi Ricci, che ricordavano figura del Pontefice (Pio XII), la cui
da vicino quelli di Giovanni Gen- «eccelsa missione religiosa» non do-
tile nel discorso del Campidoglio veva essere contaminata da questioni
del 24 giugno 1943: «E quando […] politiche, non risparmiò invece cri-
tutto fosse perduto tranne l’onore, tiche all’atteggiamento delle Segre-
o prima o poi, la storia ce l’insegna, teria di Stato vaticana, anche per il
la giustizia si compirebbe perché un ruolo (ancora non ben definito, ma
popolo che serbi intatta la coscienza senz’altro notevole) da essa giocato
della propria dignità, che non smar- negli avvenimenti italiani dell’estate
risce la nozione di quel che esso è, e 1943, dalla seduta del Gran Consiglio
dev’essere, potrà vedersi a un tratto del Fascismo del 25 luglio all’armisti-
oscurare il firmamento sopra di sé; zio dell’8 settembre. E non si limitò
ma a breve andare le stelle torneran- a rivangare il recente passato ma,
no a brillare nel cielo; ed egli nella criticando i comportamenti di mol-
sua coscienza tranquilla saprà ritro- ti sacerdoti (e di alcuni presuli) nei
vare la sua via. E i nemici continue- territori al momento governati dal- «Vaticano Repubblica Clero»
ranno a inchinarsi alla nazione che la RSI, fu ancora più esplicito. Non pubblicato come pamphlet dalla
Mondadori dopo l’uscita a puntate
anche attraverso la sventura abbia si trattava soltanto di «pretendere», sul «Corriere della Sera» nel 1944
trovato la sua natura immortale». dalla controparte vaticana, il rispet-
to «scrupoloso» dei Patti Lateranensi sbandati che s’accodano oggi all’an-
All’articolo del 3 novembre – scritto (che il Governo fascista repubblicano tifascismo e alla partigianeria anti-
dalla sua residenza versiliese del Ca- non intendeva certo denunciare), ma repubblicana ed antimussoliniana!».
stello al Secco, al Lido di Camaiore, anche di richiamare i sacerdoti, che
da dove si sarebbe allontanato, al so- non sono apolidi, ai loro doveri come Da lì a pochi giorni, Rolandi Ricci
praggiungere delle guerra in Tosca- italiani. Ogni diverso atteggiamento sarebbe tornato sull’argomento, sul
na, per stabilirsi prima a Piacenza e «fazioso» doveva – secondo Rolan- «Corriere delle Sera» del 23 ottobre
poi sul Garda, in una villa nei pressi di Ricci – essere «implacabilmente» («Per la chiarezza»), adombrando la
di Sirmione – Rolandi Ricci avrebbe considerato come tradimento, «e la possibilità che, a guerra finita, Mus-
fatto seguire una intensa e apprezza- pena pel tradimento è la fucilazione, solini denunciasse «la volontaria
ta collaborazione al «Corriere della ugualmente per i preti che per qua- violazione da parte del Vaticano del
Sera» diretto da Ermanno Amicuc- lunque altro traditore»; la rimozione patto costitutivo dello “Stato della
ci, che pubblicò da allora al 1° aprile dal loro incarico e il confino erano Città del Vaticano”, la cui neutralità
1945 altri suoi 45 articoli, spazianti invece richiesti per coloro, nel clero, era idiosincratica e doveva restare
dai temi di politica estera a quelli che avessero mantenuto posizioni assoluta», e auspicando, per il mo-
interni legati alla situazione econo- passive. E non mancò, l’articolista, di mento, che nei confronti di «tutti i
mica e monetaria, alla Costituente e rivolgere un commosso ricordo alla presuli» (e dei loro sottoposti, reli-
ai rapporti fra Stato e Chiesa. Soprat-
tutto questi ultimi avrebbero destato Sul «Corriere delle Sera» rolandi ricci ipotizzò
scalpore e reazioni negli ambienti
cattolici, di fronte alle accuse rivol- che, a guerra finita, si denunciasse «la volontaria
te da Rolandi Ricci – in una serie di violazione da parte del Vaticano del patto
sei articoli, pubblicati tra l’aprile e il costitutivo dello “Stato della Città del Vaticano”,
maggio 1944 sotto il titolo «La Città
del Vaticano» – al mancato rispetto la cui neutralità doveva restare assoluta»,
della neutralità da parte del Vaticano
(che sembrava cedere a suggestioni figura di chi, come Giovanni Gentile giosi o laici che fossero) venisse eser-
«neo-temporalistiche») e alle sue fre- (che, diversamente da lui, era stato citata la «più accurata vigilanza», e
quenti violazioni del Concordato. un fiero e inascoltato critico del Con- che venisse, se necessario, applicata
cordato fra Stato e Chiesa del 1929), la legge, «senza esasperazioni che
In un lungo articolo, «Vaticano era stato alcuni mesi prima «assassi- creino leggende di persecuzioni e
Repubblica Clero», apparso in due nato da quei nemici del fascismo fra martirii, ma pure senza timidità e
puntate sul quotidiano milanese il i quali vanno ad imbrancarsi i preti inopportune indulgenze». E infine,

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realtà, sul finire del 1943, Mussolini si
era rivolto, per un progetto di Costi-
tuzione da presentare all’Assemblea
Costituente (che non prese mai corpo,
di fronte alle varie resistenze insorte
sull’inopportunità di farlo a guerra in
corso), anche ad altre personalità di
sua fiducia, come il ministro dell’E-
ducazione Nazionale Carlo Alberto
Biggini o, limitatamente alla Costi-
tuente stessa, il giornalista Bruno
Spampanato. Senza voler entrare nei
particolari su tutti i progetti proposti
L’ansia di dare una nuova forma costituzionale allo Stato fascista repubblicano all’attenzione del Duce, c’è solo da ri-
non si concretizzò mai, perché l’annunciata «Costituente» non venne mai levare una discrepanza fra i ricordi di
convocata a causa della guerra e dell’invasione del territorio nazionale. Tuttavia
Mussolini volle far avviare dei progetti di costituzione da parte di alcuni studiosi
Ermanno Amicucci e le valutazioni
fra cui Carlo Alberto Biggini, Bruno Spampanato e Vittorio Rolandi Ricci di Franco Franchi, autore nel 1987 del
volume «Le Costituzioni della Repub-
in un articolo pubblicato su «Oriz- ha, ed avrà, osservati con fedeltà blica Sociale Italiana». Secondo l’ex
zonte» (organo della Xa MAS del scrupolosa […]». direttore del «Corriere della Sera»,
principe Junio Valerio Borghese) Mussolini si sarebbe rivolto congiun-
del 29 gennaio 1945 («Repubblica e Su invito di Mussolini, col quale ave- tamente a Rolandi Ricci e a Biggini,
Vaticano»), Rolandi Ricci avrebbe va frequenti contatti, pur lamentando anche se poi dalla loro collaborazione
preso nuovamente in esame l’op- di non essere sempre da lui ascoltato erano scaturiti due testi ben diversi,
portunità di una revisione, anche («Vedete, Duce – gli avrebbe detto almeno nella loro snellezza (22 arti-
unilaterale, dei Patti Lateranensi da – io sono stato un buon avvocato e i coli erano previsti nel progetto di Ro-
parte italiana, affermando: «Non miei consigli li facevo pagare ben cari. landi Ricci, 142 in quello di Biggini); a
c’è chi non senta che il Vaticano è Per questo erano sempre seguiti. Ma detta di Franchi, i due progetti erano
invece già autonomi in partenza.
Lo snello progetto costituzionale di rolandi ricci
Giova comunque evidenziare i punti
prevedeva una repubblica presidenziale con salienti del progetto steso da Rolandi
bicameralismo perfetto e un Senato parzialmente Ricci, a cominciare dall’elezione a
elettivo e alcuni dettagli di grande attualità, suffragio universale del Capo dello
Stato (art. 1), che sarebbe dovuto re-
come il vincolo dei due mandati per i deputati stare in carica dieci anni (art. 2). Una
norma, questa, che avrebbe indotto
ostile alla Repubblica […] Oggi il a voi li ho dati e li do sempre gratis. Mussolini a contestargli bonaria-
Vaticano si comporta verso di noi Sarà per questo che voi non li segui- mente: «Dunque, fra dieci anni vo-
da nemico. Quando saremo rien- te mai!»), Rolandi Ricci avrebbe steso lete collocarmi a riposo», sentendosi
trati a Roma non vorremo trarne un progetto di Costituzione della RSI rispondere: «Voi stesso ne sentirete
vendetta […] ma dovrà il Governo (Amicucci lo definirà «il Socrate della allora il bisogno». E ancora, il bica-
riprendere in esame la condizione Repubblica» in un libro, «I 600 gior- meralismo parlamentare, con parità
derivantegli da quei Patti ch’esso ni di Mussolini», uscito nel 1948). In a livello legislativo e di funzioni di

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STORIA IN RETE 52 Febbraio 2017

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controllo sul Governo e sullo stesso del capoluogo, l’auto su cui viaggia- «Vittorio Rolandi Ricci»
Capo dello Stato (art. 8): la Camera va [in una colonna di cui faceva par-
dei Deputati eletta a suffragio uni- te anche l’Aprilia di Giovanni Pre-
versale con collegio uninominale, ziosi NdR] fu bloccata da un gruppo
per la durata di cinque anni (art. 9) di partigiani, mentre a breve distan-
e il divieto di rielezione del deputa- za seguiva una Topolino con a bordo
to dopo due legislature (art. 10). Per il nipote sedicenne di Rolandi Ricci, La voce
«Vittorio Rolandi Ricci»
quanto riguardava il Senato (che il Vittorio (figlio del tenente colonnel- esiste su Wikipedia solo in italiano
Governo della RSI, considerandolo lo Filippo, caduto nel 1941 in Africa
un «covo» di monarchici, eliminò Orientale; l’altro figlio del giurista, Accuratezza 
di fatto sul finire dell’ottobre 1944), Rolando, funzionario del ministero
Fonti e note
esso doveva essere eletto per un dell’Agricoltura, era rimasto vitti-
quarto dai professori di Universi- ma, nel gennaio 1944, di un bom- Bibliografia 
tà, di Liceo, Ginnasio e altre scuole bardamento su Bologna, che aveva
Controversie
medie, per un altro quarto sarebbe colpito l’hotel Baglioni dove era
stato composto da personalità scel- ospitato) e l’infermiera-governante  Vetrina in nessuna lingua
te dal Capo dello Stato all’interno signorina Badò. Ci fu uno scontro a
della magistratura civile e penale, fuoco tra gli occupanti della Topo-  Gendarmi
della Memoria
dell’amministrazione pubblica, del- lino e i partigiani, in cui il ragazzo
la diplomazia e degli alti gradi del- rimase ucciso, mentre la Badò, fatta minimo massimo 
le Forze Armate (con l’aggiunta di prigioniera, fu fucilata l’1 maggio.
dieci vescovi); per la restante metà i Per la cronaca, la brigata partigiana
senatori (che sarebbero durati in ca- (o almeno, autonominatasi tale) che so a San Vittore, fu processato dalla
rica otto anni) sarebbero stati eletti aveva fermato Rolandi Ricci era la Corte d’Assise Straordinaria di Mila-
a suffragio universale con scrutinio famigerata «banda Mustaccia», non no per rispondere di collaborazione
di lista per ogni provincia (art 12). a caso catturata al completo dagli militare con i tedeschi, attraverso gli
Confermate la religione cattolica anglo-americani e accusata dalla articoli pubblicati sul «Corriere del-
come religione dello Stato, con al- stessa «L’Italia Libera» di Milano, la Sera» («I vostri articoli – dovrà in
tri culti ammessi nei limiti di legge
(art. 17) e l’avocazione da parte dello L’auto di rolandi ricci venne fermata da un blocco
Stato dell’educazione e dell’istru-
zione pubbliche, nel rispetto dei partigiano. in quella subentrò un’altra automobile
Patti Lateranensi (art. 20), il pro- con a bordo il nipote sedicenne di rolandi ricci:
getto prevedeva infine (art. 21) che il ragazzo sparò ai partigiani e venne ucciso ma
il Governo della Repubblica fosse
affidato al Consiglio dei Ministri, permise al nonno di fuggire nel caos dello scontro
il cui presidente era designato dal
Capo dello Stato. Un testo che pre- organo del Partito d’Azione, dell’11 fondo riconoscere il magistrato che
senta spunti di interesse e anche di luglio 1945 di avere fucilato in un lo sottopose a pubblico interroga-
modernità, fatta salva una certa far- mese un centinaio di persone e di torio – avevano un grande effetto
raginosità negli articoli riguardanti aver rubato 500 milioni. morale […] Dovevate tenervi la vo-
la composizione del Senato. stra opinione e non manifestarla
Sfuggito all’arresto in seguito al pubblicamente»). Fu condannato
Dopo il  aprile  Rolandi Ricci trambusto creatosi con lo scontro a (nonostante l’appassionata arringa
cercò inutilmente di unirsi alla co- fuoco, e ancora ignaro della tragica difensiva dell’avvocato Cesare Degli
lonna di Mussolini e dei gerarchi in fine del nipote, Rolandi Ricci si ri- Occhi) il 23 maggio 1945 a 15 anni di
partenza da Milano, dove era anche fugiò temporaneamente a Milano in reclusione (ringrazierà la Corte che
atteso per una riunione di ministri casa di una parente (la stessa in cui gli aveva così augurato di vivere sino
per la discussione di un provvedi- quasi in contemporanea trovarono a 100 anni). Tornato in libertà in vir-
mento finanziario (il lancio di un riparo Giovanni Preziosi e la moglie, tù dell’amnistia del 26 giugno 1946,
prestito nazionale, ipotizza Ami- suicidatisi la notte tra il 26 e il 27 apri- Rolandi Ricci si sarebbe trasferito a
cucci). Il viaggio verso Milano, nella le gettandosi da una finestra dello Roma, dove morì il 30 giugno 1951.
notte fra il 25 e il 26 aprile, fu dram- stabile), per costituirsi poi, la mattina
matico. A Crescenzago, alle porte del 27, alle autorità del CLN. Rinchiu- Guglielmo Salotti

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1916: la vendetta austriaca si Continua il dibattito fra L'URSS era disposta a negoziare con
abbatte su Battisti, Filzi, Sauro «Storia in Rete» e Pino Aprile Hitler una pace a qualunque costo?

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Mensile - anno 12 - N. 131 settembre 2016 - Poste Italiane S.p.A. Sped. In A.P. - D.L 353/2003 (conv.in L. 27/02/2004) art.1comma 1 - DRCB - Verona

1916 ONI TUTTO SU SUA


LE INVASI HE
L'ITALIA DICHIARA GUERRA BA RB AR IC da orde di «migran
ti». Un fatto
che molti
accoglienza»...
MADRE
fu distrutto Roma di «scarsa Vita e misteri di una donna straordinaria:
ALLA GERMANIA L'Impero romano
vorrebbero
rovesciare
accusando
Maria di Nazareth, madre di Cristo

MORTE MUSSOLINI APOLOGIA DEI CONFINI FRANKENSTEIN ESCLUSIVO ESCLUSIVO


Pista americana contro pista Le frontiere fanno bene. Uno storico 200 anni fa nasceva il "mostro"
TEORIE DEL TEMPO LO SPIONE MIGLIORE MALATI TERMINALI IL VERO LUPIN III OVRA BATTE SOE AUSTRIA FELIX?
Il Medioevo? Potrebbe Togliatti denunciò all'OVRA I Borbone di Napoli nel 1861: Albert Spaggiari, l'avventuroso 1940-45: così servizi segreti italiani Francesco Giuseppe: cento anni fa
inglese: il dibattito continua smonta il politicamente corretto figlio di un sogno millenario
essere durato la metà... i comunisti nemici di Stalin storia di un crollo annunciato ladro della «rapina del secolo» giocarono i blasonati 007 inglesi moriva l'imperatore che ci odiava

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nº 64____ nº 65____ nº 66____ nº 67____ nº 68____ nº 69/70____ nº 71____ nº 73/74____ nº 75____ nº 76____ nº 77____ nº 78____ nº 79____
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FISSAZIONI
1789: Rivoluzione&Complotto

I Massoni dietro i S
Lo disse – sbaglian
…che ha fatto scuola. Ancora
oggi molti ritengono «la
Massoneria» un blocco unico,
granitico e compatto, il vero,
grande e solo regista occulto
della Rivoluzione Francese. Il
merito è del gesuita Augustin
Barruel e della sua controstoria
della Rivoluzione: «Mémoires pour
servir à l’histoire du Jacobinisme».
Grazie a lui si è affermato il
mito della genesi satanica della
Rivoluzione. Una genesi lontana
nel tempo, con le sue radici nelle
maggiori eresie. Una chiave di
lettura fortunata, che ha fatto
proseliti fino ai giorni nostri.
Nonostante la Storia sia sempre
più complicata di quello che si
vuol credere

I
di Aldo A. Mola

l «complotto» sembrava un ferrovecchio. Trump su Hillary Clinton nelle elezioni USA dell’8
Invece è più vivo che mai. Fa il paio con le novembre 2016. E persino in Italia dinnanzi allo sba-
guerre: nessuno le «dichiara» ma tutti le lorditivo 60% di «No» al referendum del 4 dicembre
fanno, anche sotto le mentite spoglie di «in- successivo contro la riforma Renzi-Boschi della Costi-
terventi umanitari». È il girotondo dell’età tuzione. Rimane tuttora avvolto nel mistero che cosa
presente: incapaci di prevedere, prevenire e sia effettivamente accaduto in Turchia col «mancato
controllare il corso degli eventi, gli sconfitti gridano al colpo di Stato» dell’estate scorsa: complotto nemico?
«tradimento». Lo si è veduto con la vittoria di Donald Cospirazione del governo stesso? Se i complotti sono

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STORIA IN RETE 56 Febbraio 2017

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FISSAZIONI
1789: Rivoluzione&Complotto

o i Sanculotti?
ando – un gesuita...

La presa della Bastiglia, il 14 luglio


1789, data simbolica dell’inizio
della Rivoluzione Francese

quotidianamente accampati per spiegare (o giustifi- Filadelfia dichiararono di non riconoscere più la so-
care) eventi odierni, bene si comprende che anche in vranità della Gran Bretagna. La ribellione era inizia-
passato siano stati evocati per svelare le ragioni vere o ta a Boston due anni prima, quando una manciata di
recondite, palesi od occulte, delle grandi svolte stori- coloni, travestiti da pellirosse, uscirono da un locale
che. Fu il caso della Rivoluzione Francese. utilizzato anche come loggia massonica e buttarono a
mare il tè di una nave ormeggiata in porto. Tanto ba-
Gli Stati Uniti d’America furono proclamati dai rap- stò a molti storici, come Bernard Fay (1893-1978), per
presentanti delle tredici colonie che il 4 luglio 1776 a dire che la rivolta fu un complotto massonico: una tesi

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57 STORIA IN RETE

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confortata dal fatto Gli esponenti massoni della Rivoluzione
che massoni erano Americana. A loro volta molti dei
generali e degli uomini politici della
George Washington Gran Bretagna che si scontrarono
e quasi tutti i firmatari della Gran- con loro erano membri delle logge.
de Dichiarazione di Filadelfia. Però Nell’altra pagina la Dichiarazione
anche molti generali e ufficiali in- dei diritti dell’Uomo e del Cittadino,
proclamata nell’agosto 1789
glesi che per sette anni tentarono
di reprimere nel sangue la rivolta
delle colonie appartenevano alle pensiero, parola e stampa che non
logge. La partita si chiuse quando aveva precedenti né paragoni in al-
dalla Francia (che non aveva af- cuna parte d’Europa, inclusa l’au-
fatto rinunciato a Montréal e alla stera Gran Bretagna. Cagliostro vi
Terra degli Uroni) arrivò un corpo fece fortuna proprio perché vi tro-
di spedizione in aiuto dei ribelli. vò terreno propizio. Lo «scandalo»
Esso venne preceduto dal massone del collare della Regina che coin-

Massoni erano George Washington e quasi tutti


i firmatari della Grande Dichiarazione di Filadelfia.
Però anche molti generali e ufficiali inglesi
che tentarono di reprimere nel sangue la rivolta
delle colonie appartenevano alle logge

Gilbert Motier, marchese di La Fa- volse la corte, un cardinale e vari


yette, in stretti rapporti con il «fra- truffatori (tra i quali, appunto, Giu-
tello» Benjamin Franklin, accolto seppe Balsamo) non sarebbe potuto
a Parigi nella famosa loggia «Les avvenire a Londra o a Berlino.
Neuf Soeurs», nella quale era sta-
to iniziato anche Voltaire. Nomi- La Grande Rivoluzione ebbe un
nato maggior generale dal Con- inizio del tutto inaspettato anche
gresso americano ed acclamato da quanti ritenevano che il governo
«eroe dei due mondi», La Fayette fosse ormai impari al suo compito.
si affiliò anche alla «Saint-Jean Per settimane la «cronaca», cioè la
d’Ecosse au Contrat Social», una sequenza di eventi incontrollabili,
loggia conservatrice. ebbe la meglio sulla «storia», ov-
vero su uno sviluppo logico-cro-
Il Re di Francia, Luigi XVI di Bor- nologico. Il 5 maggio 1789 si radu-
bone, (1754-1793) venne celebrato narono in Parigi gli Stati Generali,
come campione della libertà. Era che non venivano convocati dal di qualche nobile. Il 20 nella Sala
uomo mite. Promosse la coltiva- 1614. La loro laboriosissima elezio- della Pallacorda, il nuovo Parla-
zione e il consumo dei «pommes de ne aveva richiesto quasi nove mesi. mento giurò di non sciogliersi
terre» per migliorare le condizioni Il Terzo Stato (la borghesia) contò sino a quando non avesse delibe-
alimentari dei sudditi. I conti dello 578 deputati contro i 561 di nobiltà e rato la Costituzione.
Stato non tornavano, proprio per- clero. L’insediamento avvenne con
ché i francesi non erano mai stati la liturgia arcaica. Dopo un mese Dopo comprensibili esitazioni,
altrettanto bene. Dalle casse pub- di trattative inconcludenti sulle Luigi XVI dette il suo assenso, ma
bliche fluiva un fiume di pensioni modalità di voto (per «testa» o l’11 luglio, sotto pressione di cor-
e di contributi a sostegno di un per «stato»), la tensione precipitò. renti reazionarie, licenziò il mini-
benessere diffuso, che aveva la sua Rappresentanti del basso clero si stro delle Finanze, Jacques Necker
vetrina di spicco a Parigi, all’epo- unirono a quelli della borghesia. (1732-1804), e lo sostituì con il ba-
ca terra del Bengodi, popolata da Il 17 maggio si proclamò Assem- rone de Breteuil. Contrario alle
un’aristocrazia godereccia e spen- blea Nazionale e nacque il Terzo riforme aleggianti in seno all’As-
dacciona, in un clima di libertà di Stato con apporti di ecclesiastici e semblea, questi fece affluire trup-

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STORIA IN RETE 58 Febbraio 2017

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pe attorno a Parigi e al Castello di so e blu, si aggiunse il bianco della un termine «neutro» per indicare
Versailles, residenza reale. In ri- Casa di Borbone. La Francia ebbe che il loro corso non aveva una li-
sposta una folla di facinorosi (arti- il tricolore, da quel momento em- nea definita, non rispondeva a una
giani, bottegai, salariati, parecchie
donne) si armò con i fucili in de- Gli storici classificano la sequenza di eventi
posito all’Hotel des Invalides e il 14
luglio assalì la Bastiglia, prigione di del giugno-luglio 1789 come «giornate»:
Stato, uccise il governatore e alcu- un termine «neutro» per indicare che il loro corso
ni militari di guarnigione e liberò non aveva una linea definita, non rispondeva
i detenuti. In un clima si esaltazio-
ne venne improvvisata una milizia a una strategia politica preordinata
cittadina, poi Guardia Nazionale,
al comando di La Fayette. Il 17 lu- blema della Rivoluzione. Gli storici strategia politica preordinata. La
glio Luigi XVI richiamò Necker. classificano la sequenza di eventi Rivoluzione procedeva a segmenti.
Ai colori della città di Parigi, ros- del giugno-luglio come «giornate»: Tutto era possibile. Lo si vide anche

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59 STORIA IN RETE

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dai lavori dell’As- ne il Complotto, un soggetto non te mise in guarda contro le mene
semblea nazionale del tutto nuovo ma che da allora as- dei reazionari, mentre le diverse fa-
costituente che il sunse fattezze nuove. Quasi un se- zioni dell’Assemblea costituente si
4 agosto decretò l’abolizione dei colo e mezzo prima Parigi era stata rinfacciavano a vicenda di tramare
privilegi feudali, in massima parte teatro della lotta tra la corte del Re in combutta con il Re o con le corti
decaduti da tempo. Fu cancellata e la Fronda. Alle spalle vi erano de- straniere. In realtà Vienna, Londra,
la decima a beneficio del clero. L’a- cenni guerre di religione, cioè tra Berlino, Madrid e la lontana San
bolizione dei privilegi ecclesiastici cattolici e ugonotti: una somma di Pietroburgo non si dolsero affatto
di quanto avveniva in Francia. I loro
sovrani colsero il vantaggio imme-
Il protagonista della Rivoluzione divenne diato: alle prese con una crisi inter-
il Complotto, un soggetto non del tutto nuovo na di dimensioni mai viste, preda
ma che da allora assunse fattezze inedite. Alle spalle di lacerazioni politiche e di un crol-
lo drastico della sua economia, la
vi erano guerre di religione, intrighi, fronde di Francia cessava di essere una gran-
corte. Ora, però, il Complotto coinvolgeva le masse de potenza a tutto vantaggio degli
Asburgo di Vienna. I Borbone di
venne caldeggiata dal vescovo di intrighi, delitti e di stermini, come Madrid e di Napoli si dispiacquero
Autun, il gaudente Maurice Tal- la Notte di San Bartolomeo. Ora, dei travagli personali di Luigi XVI
leyrand di Périgord, futuro mini- però, il «complotto» coinvolgeva le e della regina Maria Antonietta, ma
stro degli Esteri di Napoleone e di masse. Il foglio di Jean-Paul Marat, molto meno per quelli della Francia.
Luigi XVIII. Parigi era dominata «L’Ami du Peuple», quotidianamen- A dicembre la Costituente introdus-
da un’eccitazione più mistica che
politica, da un fervore di rigene- 3 settembre 1792: la morte della principessa di Lamballe, Maria Teresa
razione. Il 26 agosto l’Assemblea Luisa di Savoia, amica intima della regina Maria Antonietta.
proclamò la «Dichiarazione dei di- La testa della nobildonna fu staccata dal corpo, infilzata su una picca
ritti dell’uomo e del cittadino» che e portata sotto le finestre di Maria Antonietta, che svenne alla notizia
andò molto oltre la Grande Dichia-
razione americana del 4 luglio 1776.
In quello stesso 1789 il Congresso
federale, riunito a New York, il 30
aprile elesse George Washington
primo presidente degli USA.

Fin dal luglio 1789 una parte della


nobiltà, fiutato il pericolo, lasciò la
Francia. A Parigi e ancor più nelle
campagne, ove l’emigrazione degli
aristocratici fu ancor più palpa-
bile, dilagò la Grande Paura che i
nobili volessero tornare alla testa
di eserciti stranieri. Anche Vitto-
rio Alfieri, disgustato dagli eccessi
dei rivoluzionari, lasciò Parigi che
aveva a lungo ammirato e decan-
tato capitale delle libertà. Esaspe-
rate anche dalla carestia dilagante,
folle di contadini assalirono e sac-
cheggiarono castelli e monasteri.
In tal modo alzarono un muro tra
il prima e il poi. Dettero corpo ai
fantasmi che esse stesse avevano
paventato. Da quel momento il pro-
tagonista della Rivoluzione diven-

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STORIA IN RETE 60 Febbraio 2017

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se buoni del Tesoro detti «Assegna- sospetti diffusi: nel 1791 papa Pio da Antoine Ferrand
ti», garantiti con i beni sequestrati VI condannò la Dichiarazione dei in «Les conspirateurs
al clero. Il loro valore precipitò. Diritti dell’uomo e del cittadino e démasqués» e nell’a-
Mentre alcuni affaristi si arricchi- la Costituzione civile del clero e in- nonimo «Lo svegliatojo dei Re o
rono a dismisura, la maggior parte coraggiò i preti refrattari al giura- saggio dei falsi principj degli attuali
dei francesi e soprattutto dei pari- mento a non piegarsi, a differenza democratici circa la rivoluzione del-
gini conobbe il primo inverno di di quanto avevano fatti gli eccle- la Francia». Però Lefranc impostò
fame, pessima consigliera. Il 12 lu- siastici «sermentés», cioè «giurati». per primo una interpretazioni si-
glio dell’anno seguente l’Assemblea I preti divennero bersaglio dei stematica del «complotto». In nove
nazionale deliberò la Costituzione rivoluzionari estremi. Lo si vide capitoli passò in rassegna l’origine
civile del clero, che stabilì l’elettività nel 1792-1794 quando a migliaia i e l’organizzazione della «setta» dei
di parroci e vescovi, tenuti al giura- refrattari furono arrestati e spesso liberi muratori, il debito politico-
mento di fedeltà alla Costituzione. ghigliottinati con processo som- culturale dell’Assemblea nazionale
Una parte del clero giurò, l’altra mario o per effetto della «legge sui verso la massoneria, l’obiettivo li-
rifiutò e divenne automaticamente sospetti» che introdusse esecuzio- beromuratòrio di annientare il Cri-
sospetta come quinta colonna di un ni sommarie. Non pochi vennero stianesimo (écraser l’infame, come
sovrano straniero, quale il pontefi- linciati: la stessa sorte riservata diceva Voltaire) e sostituirlo con la
ce venne dipinto da giornali sempre alla principessa di Lamballe, Ma- «religione naturale», sovvertendo
più accesamente anticlericali. ria Teresa Luisa di Savoia, che la gerarchia nella chiesa cattolica
venne fatta a pezzi. La sua testa, per infine rovesciare i troni come
Ancora una volta i fatti si inca- spiccata dal corpo, venne portata aveva abbattuto gli altari. Lefranc
ricarono di dar corpo a paure e in trionfo sotto le finestre di Ma- indicò in Condorcet e in Luigi Fi-
ria Antonietta, che si diceva aves- lippo di Borbone, duca di Orléans,
se con lei, illustre esponente della entrambi massoni, gli ispiratori e i
massoneria femminile, rapporti registi della rivoluzione. Non pre-
non solo intellettuali. vedeva che entrambi sarebbero fi-
niti ghigliottinati. Secondo l’abate
Nelle settimane delle sanguinose i massoni avevano radici nei deisti,
«giornate» dell’estate 1789 si diffu- negli increduli, nei philosophes,
se la diceria che nei Palazzi Reali ovvero negli illuministi, e persino,
fosse stato visto circolare l’«Uomo più addietro nel tempo, nei segua-
Rosso», segnacolo della rivoluzio- ci dei Socino (antitrinitari) e negli

Prese corpo la convinzione che la rivoluzione


avesse dietro la Massoneria. Lefranc indicò
in Condorcet e in Luigi Filippo di Borbone,
entrambi massoni, i registi. Non prevedeva
che ambedue sarebbero finiti ghigliottinati...
ne incalzante. Dal 1791 prese corpo anabattisti, propugnatori dell’u-
la convinzione che la rivoluzione gualitarismo radicale. Per Lefranc,
rispondesse a un disegno unitario però, il binomio massoneria/rivo-
e avesse un regista, tanto occulto luzione non era il Male, il Mostro
quanto onnipresente: la Masso- dell’Apocalisse ma semplicemente
neria. Lo spiegò l’abate Jacques- il punto di arrivo di un processo
François Lefranc in «Le voile levé storico, un «fatto» da affrontare e
pour les curieux ou le secret de da combattere sul piano dell’opi-
la Révolution révélé à l’aide de la nione pubblica, denunciandone
Maçonnerie», lo stesso anno pub- la doppiezza culturale e politico,
blicato a Londra e nel 1792 tradotto senza però indulgere alla demoniz-
e in Italia. Il nesso tra Rivoluzione e zazione. Occorreva far conoscere
massoneria era già stato affacciato la vera identità della massoneria: il

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61 STORIA IN RETE

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naturalismo. «Una «Mémoires pour servir à l’histoire
loggia – scriveva – du Jacobinisme». Anche Barruel
è alternativamente rifiutò il giuramento richiesto dal-
scuola di morale stoica ed epicurea; la costituzione civile del clero e in-
il fanatismo arma la destra di pu- citò gli ecclesiastici a opporsi al re-
gnale e avvezza i proseliti a com- gime rivoluzionario. Consapevole
mettere intrepidamente i misfatti di essere a rischio della vita, si tra-
che ne avvenga; i sogni degli astro- sferì clandestinamente a Londra
logi si danno mano colle pretensio- ove venne accolto con benevolenza
ni degli alchimisti; si accozzano le e continuò la sua missione di op-
opinioni dei gentili (cioè dei paga- positore strenuo nei confronti dei
ni) con delirj della cabala, colla ri- philosophes da lui fronteggiati per
unione di tutte le scienze». A con- anni con opuscoli, saggi e la dire-
clusione Lefranc avvertì: «Io non zione del «Journal Ecclesiastique»
sono libero muratore, ma sono dal 1788 al 1792. Nel 1793 Barruel
pratico de’ lor misterj, e li mani- pubblicò l’«Histoire du clergé pen-
festerò senza violare la fede di un dant la Révolution française»: due Augustin Barruel (1741-1820), padre
giuramento». Il 2 settembre 1792 volumi rigorosamente documen- gesuita autore di «Mémoires pour servir
Lefranc fu assassinato con altri tati e subito tradotti. Negli anni à l’histoire du jacobinisme» e «Histoire
180 religiosi in una delle giorna- seguenti meditò sul processo ri- du clergé pendant la Révolution
française» (nella pagina a fronte)
te più drammatiche e cupe della voluzionario. Non si lasciò incan-
rivoluzione, nel passaggio dalla tare dalla vicendevole sanguinosa
monarchia costituzionale alla re- eliminazione tra capisetta: la con- inviò una dotta e meditata «Hi-
pubblica nata nel sangue anche di danna a morte di Danton, quella di stoire de l’Illuminisme». Secondo
taluno Starck fu il suo suggeritore.
I «Mèmoires» sarebbero un prolis-
Il gesuita Barruel dichiarò di essere stato so plagio. Il gesuita Michel Riquet
iniziato alla massoneria e di averne conosciuto ha però rinvenuto e pubblicato il
dall’interno i primi «misteri», sino al grado manoscritto di Starck, scrupolo-
samente conservato da Barruel tra
di Maestro. Affermò che molti tra i massoni erano le proprie carte. Il confronto tra il
persone rette e stimabili ma ingenue e credulone sintetico saggio di Starck e l’ope-
ra di Barruel in realtà non lascia
quella feroce strage. Tra gli altri Robespierre e Saint-Just, il vortice dubbi. Mentre il primo traccia
con lui venne ucciso Jean-Marie di estremismi, né dalla reazione un profilo dell’Illuminatisme e
Gallot, sicuramente iniziato alla del Termidoro e dall’avvento del denuncia la connivenza tra Illu-
massoneria e a sua volta procla- Direttorio. Questo era certo «mo- minismo e Illuminati di Baviera,
mato beato. derato» rispetto ai giacobini che si tra l’«osar sapere» di Kant, il Vol-
erano fatti strada annientando i taire germanico, e il settarismo
Contrariamente a quanto solita- girondini. Barruel indagò sul «se- ugualitaristico di Johann Adam
mente si dice, Lefranc fu un ante- greto» della Rivoluzione quando Weishaupt, tra il pacioso mondo
cedente del gesuita Augustin Bar- questa sembrava aver terminato salottiero degli enciclopedici e il
ruel ma non ne fu il precursore se il suo corso. La sua opera, perciò, rivoluzionarismo di Adolph von
per tale si intende il «suggeritore». rischiava di risultare anacronisti- Knigge, Barruel risale alle origini
Le differenze tra i due sono radi- ca, superata dal corso degli eventi della Rivoluzione: la Massoneria e
cali e incolmabili. Curiosamen- che ormai vedevano Vienna trat- le sue radici occulte e remote.
te Lefranc non è neppure citato tare con generali francesi come il
nella corposa raccolta di saggi di trentenne Napoleone Buonaparte A differenza dell’abate Lefranc,
Gian Mario Cazzaniga «La catena vincitore della Campagna d’Italia. il gesuita Barruel dichiarò di es-
d’unione. Contributi per una sto- Da gesuita poliglotta, forte di lun- sere stato iniziato alla massoneria
ria della massoneria» (Ets, 2015). ga esperienza di viaggi e soggior- e di averne conosciuto dall’in-
Eppure venne tradotto e diffuso ni in diversi Paesi, Barruel chiese terno i primi «misteri», sino al
molto prima che Barruel iniziasse lumi a molti studiosi. Il 29 luglio grado di Maestro. Affermò che
a scrivere il suo celebre trattato, 1797 Johann August von Starck gli molti tra i massoni erano persone

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STORIA IN RETE 62 Febbraio 2017

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trice. Lo era per chi
non aveva mai letto
il Vangelo.

Barruel ebbe il vero suo perso-


nale colpo di genio. In capitoli
fondamentali della sua opera tut-
tora rapinosa spiegò che alle spal-
le delle logge ordinarie vi sono
quelle segrete: le Arrières Loges, le
logge «coperte», che tramano, or-
discono, mirano lontano e tutto
approntano. «In questa rivoluzio-
ne – egli scrisse – tutto, persino i
suoi più spaventosi crimini, tutto
è stato previsto, meditato, combi-
nato, stabilito. Tutto è stato effet-
to della più profonda perversione,
perché tutto è stato approntato e
tanto rette e stimabili quanto in- più remote. disparate. Molto più guidato da uomini che, da soli,
genue e credule. Gli sarebbe sta- e meglio di Lefranc, risalì ai pre- tenevano il filo delle cospirazioni
to difficile scrivere diversamente cordi del settarismo: tutte le ere- ordite da molto tempo in società
nella Gran Bretagna del massone sie. Non solo i Sociniani ma i ca- segrete, e che hanno saputo sce-
Edmund Burke, avversario stre- tari, i bogomili, i dualisti gnostici, gliere ed eccitare le mosse date
nuo della «rivoluzione» non solo
francese ma nella sua pretensio-
ne «rigeneratrice»: un Paese nel
Barruel spiegò che alle spalle delle logge
quale l’aristocrazia da un secolo ordinarie vi sono quelle segrete: le Arrières Loges,
era al vertice di logge popolate di le logge «coperte», che tramano, ordiscono,
ecclesiastici, patrizi, borghesi al-
tolocati. Barruel stigmatizzò i phi-
mirano lontano e tutto approntano. Non spiegò
losophes e tutte le congreghe che però dove fossero e da chi fossero composte
avevano spianato la loro strada,
acciottolata di superficialità e di via via sino a Mani, il dualismo, per i complotti». Non spiegò però
confusione tra gioco e responsabi- la contrapposizione tra la Luce e dove fossero le Arrières Loges e
lità. Aveva assistito al declino delle le Tenebre, tra il Bene e il Male. da chi fossero composte. Dopo
istituzioni, a cominciare dal Papa- Lì è la differenza abissale tra lui e l’avvento di Napoleone, Barruel
to che aveva sciolto la Compagnia tutte le interpretazioni preceden- rientrò in Francia e vi visse un’e-
di Gesù per compiacere poteri ti della Rivoluzione. Questa per sistenza di studi e libri. Poi l’Im-
temporali, a cominciare dai Bor- lui è Satana. Poiché, però, Sata- peratore cadde. Vittima di logge
bone poi travolti dalla rivoluzione na siede tra i Figli di Dio (come più segrete delle rivoluzionarie?
a prezzo della testa. Alle spalle vi ricorda Giobbe), anche Satana fa Padre Barruel non lo seppe e non
era la massoneria. Ma quale? parte del Mondo, come lo era e lo scrisse. Morì «dolcemente»
sarebbe rimasta la Rivoluzione. A (scrive padre Riquet) il 5 ottobre
Barruel è il vero ideatore del differenza di altri clerico-papisti, 1820. Aveva ottant’anni. Napole-
«complotto». Tuttora imbarazza Barruel scrisse però che bisogna- one lo seguì il 5 maggio del 1821.
anche studiosi del complottismo va combattere i «giacobini» (e/o i Barruel rivive ancora in tanti
che dal complotto arrivano e ne massoni) ma per estirparne l’er- massonofobi. Travisato però, per-
sono affascinati. Barruel fece del- rore, non per annientarli fisica- ché è molto citato ma poco letto.
la massoneria una immensa catte- mente. Era per la distinzione tra Eppure la traduzione integrale dei
drale gotica: navate aperte a tutti, errore ed errante: quando questa cinque volumi dei suoi «Mémoi-
cappelle laterali, abside immensa venne ricordata da papa Gio- res» risale a metà dell’Ottocento....
e accogliente... con «ordini» che vanni XXIII parve una scoperta,
arrivano da lontano, dalle epoche un’apertura evangelica innova- Aldo A. Mola

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63 STORIA IN RETE

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INDIA

Era troppo toll e


Eroi scomodi (oggi)

Ecco perché fa p
Chi ha paura di Shivaji? L’edificazione di un gigantesco monumento
al primo re dei Maratti, considerato il padre dell’indipendentismo
indiano, sta suscitando molte polemiche. Per lo più pretestuose. Il
motivo? Shivaji fu un eroico avversario della deriva integralista islamica
dell’impero Mogol e fu un campione di nazionalismo e tolleranza
religiosa allo stesso tempo. Una miscela che fa saltare i nervi ai nemici
d’ogni patriottismo. Che si trovano così, inconsapevolmente, ad andare
a braccetto coi fanatici integralisti mussulmani…
di Emanuele Mastrangelo

M
ezzo mi- risalto sui media internazionali, li fautrici della globalizzazione e
liardo di soprattutto quelli che ricevono nemiche delle identità nazionali
euro. Que- sponsorizzazioni dirette o indi- – ha cercato di sostenere che il
sto il costo rette in petrodollari, e che, ov- monumento è inutile, costoso ol-
stimato viamente, hanno commentato la tre che dannoso per l’ambiente e
per il co- vicenda negativamente. Una pe- per la fauna locale.
losso di bronzo che a Mumbai, tizione sulla piattaforma «Chan-
l’antica Bombay, accoglierà le navi ge.org» – secondo alcuni legata Ma Shivaji è un simbolo molto
che si avvicinano al porto. Un co- alle organizzazioni internaziona- forte per gli indiani, simbolo della
losso che ha suscitato clamore non
solo per il costo, ma anche per il
soggetto: ad essere eternato nel
bronzo sarà infatti Bhonsle Shivaji
(circa 1627/1630-1680): da noi un
illustre sconosciuto, in India un
eroe nazionale essendo il fondatore
della confederazione dei Maratti e
soprattutto condottiero indù nella
lotta contro l’impero mussulma-
no dei Mogol. La prima pietra del
monumento è stata posta dal pre-
mier indiano Narendra Modi il 24
dicembre scorso, nel corso di una
cerimonia che ha avuto un certo

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STORIA IN RETE 64 Febbraio 2017

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INDIA

ll erante.
Eroi scomodi (oggi)

a paura

Un ritratto
di Bhonsle
Shivaji (circa
1627/1630-
1680) conservato
al British Museum.
Nell’altra foto il
colossale monumento
che sorgerà su un’isola
artificiale davanti alle
coste di Mumbay

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65 STORIA IN RETE

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Quando nel 1657 Shah Jahan cadde
L’India nella seconda metà del XVII secolo malato l’Impero Mogol si estendeva
KABUL KA sulle valli dell’Indo e del Gange
SH e aveva diversi Stati vassalli nel
M IR
Kabul Peshawar
Deccan. La nascita dello Stato della
confederazione dei Maratti convinse
Sikh
Aurangzeb, il successore di Shah Jahan,
a conquistare il Deccan. Aurangzeb
Lahore H I M A annesse all’Impero i sultanati vassalli
L AY A
ma non riuscì a schiacciare la rivolta dei
Multan TIBET Maratti guidata da Shivaji e poi da suo
DELHI Jath figlio. Alla sua morte, nel 1707, i confini
OUDH dell’Impero si erano spinti molto a sud

BI
Delhi
do

HA
RAJPUTANA ma il potere dello Stato Maratti restava
In

R
ALLAHABAD Khamakya intatto a minacciare i Mogol
Jaipur Agra
Gange
AGRA Pataliputra
ASSAM
Rajputi ne si è sentito in dovere di scrivere
BENGALA
SIND una lettera aperta a Narendra Modi
MALWA Calcutta (Brit.) contro il progetto, usando i soli-
ti argomenti benaltristi del »tutti
Cambay quei soldi potevano essere usati
GUJERAT KANDESH altrimenti». Un’obbiezione che il
A

Puri
SS

BERAR GOLFO DEL progettista del colosso, lo scultore


RI

Diu (Port.) Chandur


O

Aurangabad
Bimipatam (Oland.)
BENGALA Ram Sutar, ha liquidato con un la-
AHMADNAGAR
Bombay (Brit.)
Ahmandagar
pidario: »se il popolo si fosse spa-
Hiderabad
Chaul (Port.) 
Pune
AN ventato del suo costo, il Taj Mahal
C
DEC Golconda
non sarebbe mai stato costruito».
Maratti
DA

Masulipatam (Brit.)
Rajapur Bijapur
BIJAPUR

CON

Goa (Port.) Bellary Ma chi era Shivaji? Simbolo della


Impero Mogol nel 1656
riscossa induista contro l’impero
GOL

Madras (Brit.) Conquiste a sud di Aurangzeb Mogol, Shivaji era un nobile mem-
Bangalore
MY bro del clan Bhonsle dei Maratti,
SO Stato Maratti creato da Shivaji una popolazione che abita la costa
RE Jinji Pondicherry (Fr.)
OCEANO Calicut Tanjore centro-occidentale dell’India nella
INDIANO Rivolte contro l’impero Mogol
Sikh regione dove oggi sorge Mumbai,
Cochin (Dan.)
BERAR
Sultanati islamici vassalli dei il Maharashtra. Nel XVII secolo
Mogol, annessi da Aurangzeb l’impero turco-islamico dei Mogol
CEYLON era passato dall’apogeo alla crisi.
Colombo (Oland.)
CC 4.0 2017 by SA Emanuele Mastrangelo Il suo più grande Mogol – Achbar,
«il Grande» – l’aveva condotto
riscossa induista contro l’Islam. Il monumento alto 182 metri a uno allo splendore, unendo tolleranza
premier Modi è un suo dichiarato dei padri della patria indiani, Val- religiosa, buona amministrazio-
ammiratore e il suo governo cerca labhbhai Patel (1875–1950), anch’es- ne e potenza militare. L’Impero si
estendeva dall’Afghanistan all’In-
dia centrale, comprendendo per
Nel 1659 ascese al trono mogol Aurangzeb, intero i bacini di Gange e Indo.
un fanatico religioso che impose la shariah Uno dei successori di Achbar, Shah
islamica in tutto l’Impero, vanificando il secolo Jahan («Il Re del Mondo») portò
il dominio dei Mogol alla massi-
di tolleranza e convivenza fra tutte le religioni ma espansione lasciando vestigia
dell’India inaugurato da Achbar grandiose, come il Taj Mahal. Ma
la sua malattia, nel 1657, spinse i
di promuovere la coscienza stori- so ostile agli islamici durante la figli a scatenare una guerra civile
ca del popolo indiano anche con separazione fra India e Pachistan) per la successione. Ne uscì vinci-
iniziative clamorose come l’edifi- e nonostante il fuoco di fila dei me- tore il terzogenito, Aurangzeb, un
cazione di statue colossali (quella statori, anche stranieri. Perfino un fanatico religioso che impose la
a Shivaji era stata preceduta da un politico canadese di origini india- shariah islamica in tutto l’Impero,

STORIA IN RETE 66 | Febbraio 2017

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vanificando il secolo di tolleranza
e convivenza fra tutte le religioni
dell’India inaugurato dal Grande.

Durante il regno di Shah Jahan


la regione dove viveva Shivaji era
agitata da piccoli conflitti fra po-
tentati locali. Nel 1656 Shivaji suc-
cesse al padre e cercò di conqui-
stare la valle del Javali, finendo in
urto col Sultanato di Bijapur, uno
Stato mussulmano non soggetto al
potere dei Mogol. La sua vittoria
in un combattimento corpo a cor-
po con il generale Afzal Khan e la
successiva battaglia di Pratapgarh
contro le sue forze resero Shivaji un
eroe per gli induisti. A Pratapgarh,
infatti, il 10 novembre 1659, il suo
piccolo esercito, appena 13 mila uo-
mini, inflisse una durissima disfat-
ta all’armata islamica, quattro volte
superiore. Shivaji raccolse un bot-
tino immenso, che non mancò di Aurangzeb (1618-1707) seduto su un trono d’oro. Gran Mogol dal 1659,
a differenza dei suoi predecessori impose la shariah islamica all’Impero.
dividere coi suoi soldati (in parti- Energico sovrano animato da un lucido fanatismo religioso, riuscì sì a portare
colare viene ricordata dalle crona- l’Impero Mogol alla massima espansione territoriale, ma ne minò le basi
che la pensione concessa alle fami- sociali, dissanguando le casse con guerre continue e pregiudicando la pace
glie dei soldati caduti rimaste senza religiosa fra i sudditi delle molteplici confessioni che convivevano in India
maschi adulti) e cogliendo l’attimo
favorevole espanse il suo dominio anno dopo, nel 1666, un incidente nendo le basi per lo Stato indù che
ai danni del Sultanato di Bijapur. di corte proprio durante la ceri- nei decenni successivi ne avrebbe
La nascita della potenza dei Ma- monia di sottomissione, riaprì le distrutto il potere.
ratti non poteva non preoccupare ostilità fra i due: Aurangzeb fece
Aurangzeb che si era già scontrato imprigionare Shivaji e suo figlio Nel 1680 Shivaji morì e Aurangzeb
con Shivaji quando era ancora vi- che riuscirono rocambolescamente cercò di schiacciare lo stato Marat-
ceré del Deccan, prima della malat- a fuggire. Una volta rientrato nei ti, invano. Iniziò così una guerra
tia del padre. Poi, appena arrivato suoi domini Shivaji preparò la ri- che sarebbe durata per 27 anni e
al potere, aveva stretto un’alleanza scossa. Nel 1670 lanciò un’offensiva avrebbe condotto alla fine del do-
contro Shivaji con Bijapur. contro il Mogol riconquistando in minio mogol sull’India. Shivaji
quattro mesi la maggior parte del rappresenta così la nemesi di Au-
Lo scontro fra i due si trascinò
per anni, durante i quali Shivaji, in
minoranza numerica contro il ne-
Shivaji – che era induista – non perseguitò mai
mico, condusse azioni di guerriglia i mussulmani: in una lettera ad Aurangzeb
audaci, come l’assalto alla città di scrisse: «in verità Islam e Induismo sono termini
Pune compiuta con duecento uo-
mini mascherati da corteo nuziale.
di contrasto. Essi vengono usati dal Divino Pittore
Alla fine, tuttavia, la superiorità per mescolare i colori e dipingere i contorni»
in uomini e mezzi dell’impero dei
Mogol prevalse e Shivaji fu obbli- proprio dominio. Il 6 giugno 1674 rangzeb e la rivincita degli indù
gato a siglare un trattato di pace Shivaji venne incoronato Chhatra- sull’Islam. Le politiche di intolle-
con Aurangzeb, a Purandar (1665), pati. ossia imperatore, dei Maratti, ranza religiosa di Aurangzeb, sono
che di fatto lo rese un feudatario recidendo così ogni legame di di- considerabili come anticipatrici
del Mogol. Tuttavia, appena un pendenza dall’impero Mogol e po- dell’attuale fanatismo di matrice

Febbraio 2017 |
67 STORIA IN RETE

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Shivaji sfida Aurangzeb a corte, in
una tavola da un romanzo illustrato
britannico del periodo coloniale

cessori di Aurangzeb: Shivaji – che


era induista – non perseguitò mai i
mussulmani: in una lettera ad Au-
rangzeb scrisse: «in verità Islam e
Induismo sono termini di contra-
sto. Essi vengono usati dal Divino
Pittore per mescolare i colori e di-
pingere i contorni. Se si è in una
moschea, il richiamo del muezzin è
cantato per Lui. Se si è in un tem-
pio le campane vengono suona-
te anelando a Lui solo». A questa
apertura tuttavia si aggiunse la na-
scita di una nuova consapevolezza
nazionale indiana. Secondo la tra-
dizione il concetto di Hindavi Swa-
rajya, «autodeterminazione indù»,
sarebbe stato formulato proprio da
Shivaji in una lettera a un suo men-
tore, quando il giovane non aveva
ancora vent’anni. Coerentemente
lo Stato fondato da Shivaji promos-
se le lingue tradizionali indiane, il
maratto e il sanscrito, in concor-
renza con il persiano portato dai
Mogol e correntemente impiegato
in tutto il subcontinente.

Fare di Shivaji una sorta di «cro-


ciato induista» è però una falsifi-
cazione storica. Sebbene Shivaji
salafita: l’impero Mogol, che per tavia non era un tiranno sadico, ma possa essere considerato come il
un secolo aveva vissuto nello splen- era sinceramente convinto di agire primo patriota indiano, l’uomo che
dore e nella tolleranza, sperimen- per il meglio. In tarda età ebbe a ha gettato le basi del nazionalismo
tò il rigore della shariah, la guerra pentirsi del suo eccessivo rigore, induista, e sebbene gran parte della
permanente (giustificata nel nome ma era oramai troppo tardi. La de- sua carriera di condottiero l’abbia
visto incrociare le armi con avver-
sari islamici, Shivaji non può essere
A chi giova far passare per «guerriero anti-Islam»
considerato una «bandiera dell’an-
un condottiero patriota e saggio come Shivaji? ti-islamismo». Al contrario, il suo
Si cerca di mettere in cattiva luce il patriottismo regno fu estremamente tollerante
con gli indiani convertiti all’Islam
secondo il più frusto pregiudizio per il quale
e nelle sue armate militarono de-
un nazionalista deve essere anche intollerante cine di migliaia di mussulmani.
Vien dunque da chiedersi a chi
della religione) che dissanguò le cadenza in cui aveva fatto precipi- giovi far passare per un »guerriero
casse dello Stato, la persecuzione tare l’impero dei Mogol si sarebbe anti-Islam» un condottiero nazio-
degli induisti e delle altre religioni rivelata irreversibile. Al contrario, nalista e tollerante. I nostri gior-
non islamiche, perfino il divieto di il regno dei Maratti riprese la poli- nali, in particolare, hanno messo
fare musica a corte. Aurangzeb tut- tica di tolleranza dei grandi prede- l’accento su un presunto «anti-

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STORIA IN RETE 68 Febbraio 2017

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islamismo» di Shivaji, ma anche
Le Guerre Improbabili
non poche testate internazionali a cura di Enrico Petrucci
hanno pensato bene di seminare
zizzania. Si è insomma cercato di
appiattire questa figura gigantesca
e la sua memoria collettiva in ma-
niera da far apparire in cattiva luce
Rule Britannia under the waves?
il patriottismo e il nazionalismo Il disastro dell’Isola di May a causa dei sommergibili
secondo il più frusto pregiudizio a vapore, figli della cocciutaggine della Royal Navy
per il quale un patriota e naziona-

L
lista deve essere anche intolleran-
te. E di conseguenza qualunque a notte del 31 gennaio 1918
azione di esaltazione del proprio la Royal Navy scrisse una delle
passato storico non può che ave- pagine più ingloriose della sua
Storia: una serie di speronamen-
re ricadute razziste, «fobiche» nei ti a catena che coinvolse una
confronti di qualcuno. Nella fatti- flottiglia in navigazione verso Scapa Flow
specie, islamofobe. per una esercitazione della Grand Fleet. Il
bilancio fu di 104 vittime, due sommergi-
La realtà è che in un mondo dove bili affondati, tre sommergibili e un incro- Il K4 incagliato dopo
i principali media sono votati a ciatore danneggiati. L’incidente avvenne in il disastro dell’Isola di May
piena notte, mentre la flottiglia di circa 40
sostenere le ragioni della globa- unità tra navi e sommergibili (in emersio- to la Grand Fleet britannica. Convinti della
lizzazione – che non è solo quella ne) navigava all’altezza dell’isolotto di May, bontà dell’idea, nel 1915, ancora prima
dei mercati ma anche quella dell’I- a nord di Edimburgo. La sequenza di inci- che il sommergibile sperimentale a vapore
slam integralista, che considera denti fu causata dalla visibilità quasi nulla: HMS Swordfish fosse completato, l’Ammira-
patrie e nazioni come un ostacolo buio, nebbia e oscuramento: per ridurre il gliato ordinò una nuova classe di 21 unità,
alla riunificazione dell’umma, la rischio di essere avvistati da u-boot tede- la K, che si guadagnarono ben presto il so-
schi le unità britanniche procedevano in prannome di Kalamity. Il problema non era
comunità, dei fedeli – una figura fila indiana, in silenzio radio, guidate solo solo la quantità innumerevole di boccapor-
come Shivaji dà fastidio: per chi dalla luce di poppa della unità che li prece- ti stagni da chiudere, compresi la coppia di
predica le meraviglie di un mondo deva. Il disastro fu tenuto nascosto per il re- fumaioli ripiegabili e i quattro ventilatori
unificato sotto una tecnocrazia (o sto della guerra finendo per essere ricorda- da quasi un metro di diametro ciascuno.
una teocrazia…), le parole con cui to con sarcasmo come «battaglia dell’Isola L’inaffidabilità della classe nasceva anche
il mistico indiano Swami Viveka- May». Causa materiale fu un cambio di rot- dalle dimensioni: 103 metri di lunghezza
ta non preventivato e l’inceppamento del contro i 75 metri delle unità convenzionali.
nada (1863-1902) descrisse Shivaji timone di uno dei sommergibili che spezzò Un 40% in più che complicava la gestione
sono pericolose: «è uno dei più la fila. Ma il vero motivo del disastro fu un dei timoni e il controllo dell’assetto. Con
grandi salvatori della nazione, che altro, puramente dottrinale, legato all’uso un ulteriore limite: la profondità massima
ha emancipato la nostra società e dei sommergibili in battaglia. L’Ammira- di sicurezza 60 metri, molto meno della
l’induismo mentre si trovavano di gliato britannico si era incapricciato che i lunghezza complessiva dello scafo. Incli-
fronte alla minaccia di totale di- sommergibili operassero congiuntamente nandosi per l’immersione o l’emersione, la
alla Grand Fleet di superficie. Per farlo la lunghezza del sommergibile rischiava di
struzione. Fu un eroe senza pari, velocità in emersione doveva essere supe- far sì che prua o poppa si potessero trova-
un re pio e timorato di Dio, e una riore ai 21 nodi dell’HMS Dreadnought, la re al di sotto della quota di sicurezza! E fu
vera epifania di tutte le virtù che le più vecchia ammiraglia in servizio. Requisi- così che delle 17 unità completate, cinque
nostre scritture descrivono come i to impossibile in quegli anni: i più moder- affondarono, di cui due durante l’inciden-
segni di un uomo nato per essere ni sommergibili raggiungevano a stento te dell’isola di May. Altre quattro furono
condottiero di altri uomini. Inol- in emersione i 17 nodi. Impossibile avere protagoniste di «discese incontrollate»
velocità maggiori senza installare turbine che le portarono ad adagiarsi sul fondale.
tre incarnò immortale spirito del- a vapore al posto dei diesel. Ma le turbine Nel caso del K13 fu necessario l’interven-
la nostra terra e si erse come una significavano maggiori dimensioni, caldaie to di una nave appoggio, mentre gli altri
luce di speranza per il futuro». Di e quindi temperature altissime in sala mo- riuscirono a risalire in maniera autonoma.
questi tempi, si devono essere det- tori, fumaioli e impianti di ventilazione. La Durante uno di questi incidenti «minori»
ti in qualche redazione, se Shivaji superiorità dei sommergibili era nell’occul- era a bordo del K3 il futuro re Giorgio VI, il
era questo allora meglio farne una tamento non nella velocità. La Royal Navy padre di Elisabetta II. Prima della fine della
perseguì quest’idea non solo per fare bella guerra la Royal Navy modificò l’ordine delle
bandiera di divisione e discordia. mostra di sé nelle riviste navali, ma perché ultime quattro unità della classe. Riproget-
s’illudeva che le battaglie navali non fosse- tati come Classe M, abbandonavano i mo-
Emanuele Mastrangelo ro cambiate dai tempi di Nelson: cannona- tori a vapore, ma rispettavano appieno la
mastrangelo@storiainrete.com te e manovre congiunte di flotta. In quel grandeur britannica: furono armate con un
sogno nostalgico i sommergibili avrebbero cannone da 305 mm. Sua Maestà Britanni-
mosso con le navi di linea per poi occultarsi ca era passata dai sommergibili a vapore ai
tagliando le vie di fuga alla Hochseeflotte sommergibili da battaglia. Un altro capito-
Febbraio 2017 del Kaiser quando questa avesse ingaggia- lo della saga delle armi improbabili… n

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Storia in Rete vi risponde | a cura di Luciano Garibaldi

UN’IPOTESI CONTROCORRENTE SUL SORRISO PIÙ ENIGMATICO DELL’ARTE


«MONNA LISA» NON ERA «LA GIOCONDA». ER A L
D
a secoli si continua La ricerca storica cui il nostro turata dai predoni mongoli per la sua rinomata bellezza. I
a fantasticare sul lettore fa riferimento è stata e poi venduta in un mercato conoscitori di Leonardo sanno
ritratto più celebre portata a termine da un di schiavi a Venezia. A quel che i tratti del viso di questa
del mondo, la «Gioconda» appezzato storico italiano, tempo, gli schiavi orientali donna sono molto simili a
di Leonardo da Vinci che Angelo Paratico, che da erano del tutto comuni in quelli dell’unico autoritratto
attira al Louvre di Parigi trent’anni vive e lavora a Toscana. Ginevra Datini, conosciuto dell’autore, visibile
centinaia di visitatori ogni Hong Kong, dunque alle porte tanto per citare un famoso nella «Adorazione dei Magi».
giorno. La «vulgata» vuole della Cina, e da sempre, come esempio, ovvero la figlia del La «Ginevra de’ Benci» del
che quella bellissima e ha scritto il «Daily Mail», mercante per eccellenza del quadro non può quindi essere
misteriosa giovane donna ricerca i punti di contatto tra Rinascimento, Francesco che Caterina, la madre cinese
che Leonardo ritrasse l’Italia e la Cina durante l’ulti- Datini, era nata anch’essa di Leonardo, l’unica donna
nella sua Firenze fosse mo mezzo millennio. Paratico da una schiava tartara, di che egli abbia mai amato. Ma
Lisa Gherardini, moglie ha raccolto i risultati della sua nome Lucia, che lavorava ecco altri elementi, raccolti ed
di Francesco del Giocon- indagine in un libro che ha nella casa del ricco mercante. elaborati da Angelo Paratico,
do (da cui i nomi con i per titolo «Leonardo da Vinci: Questo fatto sorprendente che rafforzano l’ipotesi del
quali l’opera è passata alla un intellettuale cinese nel non sarebbe mai venuto alla sangue cinese nelle vene del
storia). Ma nessuno ha mai Rinascimento italiano?», libro luce senza il ritrovamento più grande pittore di tutti i
spiegato perché il grande pubblicato negli Stati Uniti, fortuito, nel 19° secolo, di un tempi. Leonardo era mancino,
artista volle portare con in Cina e ora anche in Italia vero e proprio tesoro di lettere aveva l’abitudine di iniziare
sé il dipinto allorché, nel dalla Gingko edizioni. La vita e libri contabili nascosti in i suoi quaderni dall’ultima
1516, si trasferì in Francia. di Leonardo Da Vinci rimane una custodia segreta nel suo pagina, e, come i cinesi,
E perché volle tenerlo nella un enigma, nonostante i do- palazzo di Prato. Ma vi sono scriveva da destra a sinistra.
sua casa fino alla morte. cumenti emersi dagli archivi decine di altri indizi e di prove Perciò sviluppò una «scrittura
Solo di recente ho appreso antichi e le migliaia di pagine che confermerebbero le radici a specchio». Inoltre, era vege-
che un ricercatore italiano dei suoi quaderni personali. orientali di Leonardo. Paratico tariano e aveva una visione
avrebbe scoperto le ra- Nacque fuori dal matrimonio, richiama l’attenzione dei quasi buddista del mondo.
gioni di quella passione di frutto di un incontro casuale lettori su un celebre ritratto ad I suoi dipinti mostrano pae-
Leonardo per la «Giocon- tra un notaio della repubblica olio fatto da Leonardo e ora saggi che sono chiaramente
da». Non era Monna Lisa, fiorentina, ser Piero Da Vinci, esposto alla National Gallery derivati da pittori cinesi
ma era sua madre, Cateri- e una schiava domestica di Washington. Si tratta di un vissuti secoli prima. Quello
na, nata in Cina, giunta in cinese, la quale serviva in casa misterioso volto femminile, alle spalle della «Gioconda» è
Italia come schiava. Penso di un cliente di ser Piero. Il conosciuto come «Ginevra de’ tipicamente cinese, e Monna
che questa straordinaria notaio fece subito allontanare Benci». Ma, per una serie di Lisa non ha le sopracciglia,
versione meriti la vostra Caterina da Firenze, e la portò ragioni, la cupa signora che proprio come le schiave cinesi
attenzione e debba essere a partorire a Vinci. Quindi, la fissa sofferente l’osservatore descritte in Italia all’epo-
approfondita. diede in sposa a un suo umile non può essere la diciottenne ca. Dopo anni di indagine
MATTEO SEVERINO tuttofare. Caterina era solo Ginevra, imminente sposa e storica, Angelo Paratico ha
Torino una bambina quando fu cat- conosciuta in tutta Firenze dunque svelato il mistero

LA SVISTA INVOLONTARIA nazifascisti, non aveva esita- una docufiction dedicata al sprezzo del pericolo contro gli
DEL PRETE PARTIGIANO to ad unirsi alle formazioni sacerdote combattente. Pen- invasori nazisti, dopo avere
rosse, pur non essendo affat- so che anche voi di «Storia in personalmente assistito a fe-
Dieci anni fa moriva, alla to comunista, ma restando Rete» possiate ricordarlo. roci atti di violenza commessi
veneranda età di 96 anni, un fedele interprete della GIOVANNI GUELFI sulla popolazione inerme dalle
don Berto Ferrari, mitico fede cattolica. Ho letto di e-mail truppe occupanti. Don Berto
prete partigiano venerato recente la notizia che una (il vero nome era Bartolo-
da generazioni intere nella piccola emittente televisiva Effettivamente si trattò di meo) divenne cappellano
mia città, Genova, dove, per ligure, «Tele Masone Rete un personaggio importante, della Divisione partigiana
resistere alle violenze dei Vallestura», ha realizzato che si schierò con coraggio e Mingo, attiva sull’appennino

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STORIA IN RETE 70 Febbraio 2017

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ER A LA MAMMA DI LEONARDO DA VINCI
prevedere la pena di morte come la Madonna Benois, la
per impiccagione per chi com- Madonna del Garofano o il
metteva quegli atti. Se si fosse ritratto di Ginevra de’ Benci,
saputo che ser Piero aveva sono molto evidenti i tratti
ingravidato una schiava, la somatici cinesi. A chi infine
sua carriera di notaio sarebbe obietta che il viso di Leonardo
finita, e fu forse per questo non ha nulla di cinese, si può
che, per calmare le acque, ser replicare che non esistono
Piero trasferì la schiavetta ritratti sicuri del grande
gravida a Vinci. I Da Vinci, a pittore, tranne un famoso
Vinci, possedevano infatti una autoritratto che lo ritrae in
casa». Ancora dallo scritto di tarda età e che, raffrontato
Paratico, apprendiamo che con «La Gioconda», rivela una
Caterina fu data in moglie a straordinaria somiglianza:
un uomo di Vinci, Antonio di ovviamente, alterata dagli
Pietro, noto con il sopranno- anni, ma indiscutibile. La teo-
me di «Attaccabriga» e molto ria di Angelo Paratico sull’ori-
vicino a ser Piero. Da Caterina gine orientale della madre di
e «Attaccabriga» nasce- Leonardo ha provocato una
ranno cinque fratellastri di tempesta mediatica in tutto il
Leonardo, quattro femmine mondo. «Paratico», ha scritto
e un maschio. Quanto a ser «Die Welt», «ha raggiunto la
Piero, risulta essersi sposato sua sorprendente conclusione
quatto volte durante la sua seguendo una serie di dedu-
lunga vita, lasciandosi dietro zioni logiche e combinandole
nove figli maschi e undici con la presenza di schiavi
femmine. Secondo recenti orientali in Italia durante il Ri-
scoperte fatte da Elisabetta nascimento». E «China Daily»
Ulivi, ser Piero ebbe almeno ha lanciato una proposta:
altri due figli illegittimi, oltre tracciare il DNA di Leonardo
a Leonardo, dei quali nulla si da una delle sue ossa, ad
della vita di Leonardo. In ingravidava la schiava altrui, sa. L’orientalismo di Leonardo Amboise, in Francia. E ha
una sintesi del suo lavoro, un segno di quanto diffuso è stato notato da vari critici ricordato che già nel 2007
pubblicata sul sito lanostra- fosse il fenomeno e, addirittu- e già a partire dall’Ottocento alcuni ricercatori dell’Univer-
storia.corriere.it, ha scritto ra, nel 1453, l’anno successivo Nietzsche scrisse dell’«occhio sità di Chieti, usando le sue
tra l’altro: «A quel tempo, a alla nascita di Leonardo, le orientale, interiore e este- impronte digitali, avevano
Firenze e in altre città italiane, leggi vennero ulteriormente riore», di Leonardo. Se si giudicato Leonardo Da Vinci
esistevano leggi severe per chi rafforzate a tal punto da guardano le sue Madonne, per metà medio-orientale. n

ligure, tra Voltri e Ovada, e anni fa) riuscirà a dimostrare serie di esplosivi collocati dal centinaia di famiglie genovesi
diede vita ad una pubblica- come una delle più sangui- movimento partigiano. Ne che erano corse a rifugiarsi
zione periodica clandestina, nose stragi della Seconda parlammo anche su «Storia in nelle gallerie di San Benigno
in forma ciclostilata, dal guerra mondiale (l’esplosione Rete» n. 4. La ricerca di Raffae- per sfuggire ad un bombarda-
titolo «Il Ribelle». Sarà proprio della collina di San Benigno, le Francesca s’intitolava «San mento aereo annunciato dalle
consultando quei fogli ormai a Genova, il 10 ottobre 1944, Benigno: silenzi, misteri, verità sirene d’allarme non moriro-
ingialliti che, tanti anni dopo, con circa duemila morti e su una strage dimenticata» e no per le bombe americane
lo scrittore e storico genovese centinaia di feriti) non fu cau- fu pubblicata da Novantico (peraltro mai sganciate), ma
Raffaele Francesca (purtroppo sata da un bombardamento editore. Lo scrittore e storico per una serie di gigantesche
mancato prematuramente sei aereo americano, ma da una genovese dimostrò che le cariche di dinamite che erano

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state collocate nottetempo Rino Di Stefano, «è sempre Rispondere in forma contenu- agenti di scorta, che si con-
dai partigiani allo scopo di stata controversa. Sul fronte ta e sintetica alla domanda cluse con la morte dell’atten-
neutralizzare i depositi di partigiano, era colui che di Paolo Battini (che ringrazio tatore, ma anche del ministro
esplosivo tedeschi da tempo dispensava lo spirito religioso per il suo apprezzamento) è degli Esteri Barthou e di due
in funzione a San Benigno. a chi si apprestava ad andare tutt’altro che facile, considera- civili, furono numerosi anche
Ovviamente, il tutto in piena in combattimento contro un to il groviglio di crimini, delitti i feriti. E veniamo a Mussolini,
buona fede, non potendo mai esercito risoluto e ben armato e violenze che contraddistin- che inviò messaggi di sentite
immaginare che le cariche come quello tedesco. Imparti- guono la storia dei territori sla- condoglianze ai governi di
sarebbero esplose proprio nel va la Comunione a coloro che, vi. Cercherò dunque di sintetiz- Belgrado e di Parigi. Al di là
momento in cui le gallerie si molto spesso, non tornavano. zare nei limiti del possibile. del contenuto delle missive,
stavano riempiendo di civili in Dalla parte opposta, diffi- Innanzitutto, soffermiamoci che avrebbe anche potuto
cerca di un rifugio antiaereo. cilmente una figura poteva brevemente sulla figura di essere solamente formale,
La circostanza, da sempre essere più detestata della sua. Alessandro Karageorgevic. Era vi sono delle considerazioni
negata dagli enti resistenziali, Infatti, se i soldati nazisti e i figlio di Pietro, designato dal obiettive che escludono ogni
fu rivelata da Raffaele France- volontari della Repubblica di Parlamento serbo nuovo Re di coinvolgimento dell’Italia
sca proprio attingendo ad un Salò avevamo tutti i motivi Serbia dopo una serie di delitti fascista in quel folle attentato.
numero del giornale clande- per odiare i «ribelli» che tra cui l’assassinio dei sovrani Innanzitutto, re Alessandro
stino «Il Ribelle», redatto da decimavano le loro retrovie, Alessandro e Draga Obre- era da sempre anticomunista
don Berto. Sul quale si poteva non potevano sopportare novic. Terminata la Grande (esattamente come Mussolini)
leggere la seguente notizia: l’idea che un sacerdote facesse Guerra, le formazioni politiche e aveva creato un tribunale
«10 ottobre 1944. In obbe- parte delle Brigate d’Assalto maggioritarie serbe, croate speciale per la difesa dello Sta-
dienza agli ordini emanati dal Garibaldi dove militavano e slovene, da sempre divise to caratterizzato da una deci-
Comando Supremo Alleato su comunisti dichiarati. Un prete da antichi contrasti e rivalità, sa impronta antisovietica. In
nostra segnalazione, partigia- scombussolava quell’unifor- concordarono nel volere Pietro secondo luogo, aveva fatto in
ni comunisti al comando di un mità politica del nemico così come primo Re di Iugoslavia. Il modo che il Regno di Iugosla-
audacissimo capo, approfit- come la propaganda bellica 16 agosto 1921, già da tempo via coltivasse ottimi rapporti
tando intelligentemente di un l’aveva dipinta». n ammalato, Re Pietro morì e con Francia, Romania, Grecia,
violento temporale, si sono gli succedette il giovane Ales- Turchia, mentre non aveva
introdotti di buon mattino sandro (trentatreenne), molto esitato a pronunciarsi contro
nella galleria di San Benigno a NON FU IL DUCE A FARE amato e stimato dal popolo, le scelte espansionistiche della
Genova, che risultava da tem- UCCIDERE RE ALESSANDRO unitamente alla Regina Maria, Germania nazista. Anche in
po adibita a deposito di mate- per le sue iniziative a tutela dei questo caso, come Mussolini
riali esplosivi, certo destinati Caro Garibaldi, ho letto poveri e a sostegno dei conta- che pochi anni dopo invierà le
a provocare altre distruzioni di recente «La Storia ci ha dini. Come accentratore e so- divisioni al Brennero per porre
nel porto. Mediante impiego mentito» di Arrigo Petacco e stenitore dell’unità dei popoli un freno all’aggressività di
di un congegno ad orologeria «L’Anschluss come problema slavi non poteva, ovviamente, Hitler che aveva voluto l’An-
veniva provocata l’esplosione internazionale» di Rosaria che attirare l’odio dei fanatici schluss, l’annessione dell’Au-
di detta galleria con quanto Quartararo. In entrambi i sostenitori dell’indipendenza stria, minacciando anche
in essa contenuto». Ovvia- saggi si parla dell’assassinio delle varie etnie slave. Tra l’Alto Adige. Senza tener conto
mente, all’atto di scrivere e di re Alessandro di Iugosla- questi, Vlada Cernozemski, del fatto che il cancelliere
stampare tale notizia, sulle via, avvenuto il 9 ottobre del dirigente del movimento in- austriaco Dolfuss, assassinato
colline ligure-piemontesi dove 1934 a Marsiglia ad opera di dipendentista macedone, che dai nazisti per ordine di Hitler,
aveva la sua base, don Berto un ustascia. Secondo Petac- decise di passare all’azione in era forse il migliore amico di
nulla sapeva della spaventosa co, l’ispiratore dell’attentato occasione della visita ufficiale Mussolini, tanto che trascorre-
strage causata dall’esplosione, fu Mussolini, mentre di pare- del Re in Francia. Sbarcato va parte delle vacanze estive
anzi dalla serie di esplosioni. re opposto è la Quartararo, a Marsiglia, Re Alessandro suo ospite a Riccione. Ecco
Un errore. Un tragico errore la quale afferma che il Duce fu accolto dal ministro degli dunque perché non è possibile
che ancora oggi è duro am- nulla avrebbe avuto da gua- Esteri francese Louis Barthou e non condividere il punto di
mettere. Per la cronaca, don dagnarci. Anche RAI Storia salì sulla sua auto, che si avviò vista di Rosaria Quartararo. n
Berto, in considerazione del in un suo documentario in corteo tra gli applausi della
suo passato di partigiano, fu sostiene la tesi di un Musso- folla. Era il 9 ottobre 1934.
insignito, nel 1985, dell’ono- lini mandante dell’omicidio. D’un tratto, il macedone Vlada VIENNA E ROMA: MEMORIA
rificenza di «combattente di Come andarono davvero le balzò sul predellino della (STRABICA) IN FILATELIA
guerra» da parte del Soviet cose? Cordiali saluti e grazie vettura, estrasse la pistola e
Supremo. «La figura di don per l’ottima rivista. colpì a morte il sovrano. Ne Il turismo oggi è quasi
Berto», ha scritto sul suo PAOLO BATTINI seguì una furiosa sparatoria ovunque un elemento non
sito il ricercatore e storico e-mail all’impazzata ad opera degli trascurabile di entrate per

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STORIA IN RETE 72 Febbraio 2017

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cui bisogna sfruttare le
occasione che la storia o Referendum 1946: una scheda annullata per il Re
l’attualità ci propongono.

S
Ora per l’Austria il 2016 è ono in possesso
il centenario della morte di una scheda
dell’Imperatore Francesco del referendum
Giuseppe mancato il 21 no- istituzionale del 1946,
vembre 1916 dopo 68 anni acquistata da un an-
tiquario all’inizio
di regno. Perciò a Vienna
degli anni Novanta.
sono state aperte quattro Sebbene sia chiara la
mostre in luoghi legati alla volontà del votante
figura dell’Imperatore co- («Monarchia») vi è un
minciando dallo splendido ingiusto annullamen-
palazzo di Schönbrunn con il to del voto («Nulla»;
suo parco e l’aereo porticato freccia grande) poiché
della «gloriette» dove France- uno dei bracci della
sco Giuseppe aveva vissuto croce trasborda nella
casella pro «Republi-
in una semplice cameretta
ca» (freccia piccola).
dopo essere rimasto vedovo Sul retro vi è un altro
e lavorato a una modesta timbro, forse ripor-
scrivania fino all’ultimo gior- tante qualche dato
no della sua lunga vita da tecnico del seggio. La
«primo» impiegato dell’Im- cosa che mi impensierisce è come sia possibile che tali schede vadano in giro per gli anti-
pero e dove purtroppo per quari. Io la comprai per 40 mila lire nel 1994.
lui per la sua casata e per LUCA ROMANO
l’Europa tutta aveva firmato da facebook n
il 28 luglio 1914 la sciagu-
rata dichiarazione di guerra a queste mostre che hanno 1918 e ricordare un sovrano Elena, le Poste non hanno
alla Serbia. Grandi motivi di rafforzato il ruolo turistico di della Casa degli Asburgo mai ricordato l’assassinio di
celebrazione non vi sarebbe- Vienna già ricca di attrazio- è un segno di sensibilità un suo sovrano, Umberto
ro stati ma l’attrattiva data ne. Ma oltre alla mostre per i storica e di rispetto per il I, né la morte di Umberto II
dalla figura ben nota di que- filatelici vi è stata l’emissione passato elementi fonda- mancato nel 1983 né la pri-
sto vecchio signore ancora ad agosto di un francobollo mentali della nostra civiltà ma regina d’Italia Margheri-
alto anche se leggermente da 0,80 euro recante l’effigie che ha secoli e secoli di vita ta di Savoia, anche quando
incurvato snello elegan- dell’Imperatore e le semplici e dove invece la cancella- due anni fa diversi circoli,
te nelle vecchie colorate date «1830-1916» il che zione di parte della storia associazioni e comuni ave-
divise dell’esercito asburgico è significativo in quanto rivela complessi di inferiori- vano fatto ufficiale richiesta
hanno appunto dato motivo l’Austria è una repubblica dal tà termine più che benevo- al ministero di un franco-
lo per non usarne altri. Ed bollo per il novantesimo
è sempre filatelicamente anniversario. E ancora, nien-
da notare come nel 2014 le te anche quest’anno, pur
Poste austriache abbiano ricorrendo il settantacin-
ricordato con l’emissione quesimo anniversario della
di un bellissimo «foglietto» morte in prigionia a Nairobi
contenente due francobolli del duca Amedeo di Savoia,
uno con l’effigie dell’arci- malgrado la domanda invia-
duca ereditario Francesco ta da circoli ed associazioni
Ferdinando l’altro con la combattentistiche e d’Arma.
effigie della sua consorte Le Poste non hanno accolto
morganatica Sofia Chotek la richiesta dell’emissione di
il loro assassinio a Sarajevo un francobollo commemo-
il 28 giugno 1914, scintilla rativo per l’eroe dell’Amba
che fece scoppiare la Gran- Alagi, preferendo ricordare
de Guerra. I confronti sono altre persone ed altri temi
sempre polemici ma sono sui quali il tacere è bello.
i fatti che parlano. In Italia, DOMENICO GIGLIO
salvo nel 2002 per la regina e-mail
Il francobollo da 80 centesimi dedicato in Austria
all’imperatore Francesco Giuseppe d’Asburgo

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73 STORIA IN RETE

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ANTICIPAZIONI
Romani a tavola

Quando lo chef c
Porcellum Hort o

Natura morta dalla Casa di Giulia a Pompei: un piatto di uova e quaglie appese
al muro. La cucina romana era notevolmente differente da quella italiana attuale,
anche per la mancanza di molta frutta e verdura importata solo nel Medioevo (come
gli agrumi) e dalle Americhe come - fra gli altri - pomodori, fagioli, patate e mais

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ANTICIPAZIONI
Romani a tavola

f consigliava...
rt olanum
Lasciato alle spalle il rigore del mos
maiorum, gli antichi Romani a partire dalla
tarda Repubblica iniziarono a costruire quella
cultura culinaria smodata che è passata ai
posteri come un esempio di esagerazione
e decadenza. Ma fu durante l’Impero che la
cucina romana raggiunse i vertici dell’eccesso.
Ora un nuovo, documentatissimo saggio
racconta quelle ricette e, nel capitolo che
«Storia in Rete» anticipa per i suoi lettori, spiega
come oggi si può rievocare a tavola qualcosa
del gusto dei Quiriti. Senza pacchianeria...
di Alberto Jori

I
l virtuosismo dei cuochi li. Il tutto veniva quindi bagnato
romani raggiungeva uno con quindici uova e con garum pe-
dei suoi vertici nella pre- pato. Il maiale, una volta riempito
parazione, decisamente e ricucito, veniva arrostito al forno.
impegnativa, del «maiale Quand’era cotto, lo si incideva dal-
alla giardiniera» (porcel- la parte della schiena e lo si rico-
lum hortolanum), le cui fasi si ar- priva con una salsa – precedente-
ticolavano come segue: l’animale mente bollita e legata con fecola – a
veniva svuotato dalla gola per tra- base di pepe triturato, ruta, garum,
sformarlo in una sorta di capace passito, miele e un po’ di olio. I
otre, che veniva successivamente cuochi più abili davano prova della
riempito di ogni ben di Dio: car- loro maestria preparando con que-
ne di pollo tritata, chenelle, tordi, sta tecnica dei maiali di dimensioni
beccafichi, polpa dello stesso ma- gigantesche. È quel che avviene nel
iale finemente tritata, salsicce di banchetto di Trimalcione, ove il ri-
Lucania, datteri snocciolati, bulbi pieno della scrofa servita in tavola
secchi, chiocciole sgusciate, malva, era tanto ricco che dallo squarcio
bietole, porri, sedano, cavoli lessa- del ventre si riversò dinnanzi ai
ti, coriandro, grani di pepe e pino- convitati deliziati un torrente di

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A sinistra: una scena da un affresco di Ercolano. I Romani banchettavano sdraiati su appositi letti nei triclini. A destra, un mosaico
«pubblicitario» dalla casa di Umbricio Scauro a Pompei: si tratta del «Fior di garum di sgombro della fabbrica Scauro». Il garum
era una colatuta di pesce lasciato macerare al sole con sale e spezie, dal sapore particolare, onnipresente nella cucina romana

salsicce e budini di carne. In alcu- te correlato. C’era, beninteso, lo «trasformato», in quanto esibiva
ne occasioni, la scrofa veniva addi- spirito imitativo di chi fabbricava al gusto un sapore completamente
rittura farcita con animali vivi, per prodotti taroccati, senza peraltro diverso da quello originario e per
esempio uccelli che una volta libe- assolutamente sentirsi in colpa. È esso naturale. Nell’antica Roma,
rati dalla loro prigione si levavano il caso, già ricordato, del pur au- la ricercatezza e l’originalità veni-
in volo sulla tavola. È quello che stero Catone il Censore, il quale in
veniva chiamato «porcus troianus»: perfetta buona fede illustra delle
come già abbiamo ricordato, è pre- ricette per imitare dei pregiati vini
cisamente dall’espressione «porca greci, o quello di Apicio, che disin-
troiana» che derivò l’appellativo di voltamente suggerisce un procedi-
«troia» alla scrofa. […] mento per «fare» l’olio di Liburnia.
Fin qui, però, ci troviamo terra-ter-
Abbiamo parlato della forte com- ra, nella quotidianità, ancor oggi
ponente teatrale dell’alta cucina ben presente, di prodotti di pregio
romana, impegnata sovente, nelle imitati su scala più o meno grande.
sue espressioni più caratteristiche, Il genio mimetico dei Romani si
a cercare l’effetto raro, prezioso, manifesta ed esalta, però, in forme
scenografico, atto a ingenerare lo ben più sofisticate. Già si è ricorda-
stupore nei banchettanti. Viene to un epigramma di Marziale in cui
ora naturale accennare a un altro si parla di un cuoco che è in grado
aspetto, non meno essenziale, di di imitare tutti i piatti adoperando
questa tradizione gastronomica: si soltanto la zucca. Nella spiritosa
tratta di un gusto imitativo e a volte descrizione oraziana del banchetto
decisamente camaleontico-illusio- di Nasidieno si fa un passo avanti,
Un altro affresco pompeiano con mele,
nistico che alla teatralità summen- là dove il narratore racconta che in uva, frutta conservata e melagrana
zionata è, d’altronde, strettamen- quella cena ciascuno dei cibi era

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STORIA IN RETE 76 Febbraio 2017

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vano dunque ricercate dal cuoco ne, una volta che l’impasto fosse
– spesso guidato dai consigli del stato ben lavorato, lo si versava in
padrone buongustaio – attraverso uno stampo di bronzo a forma di
la consumazione di un sistematico pesce e lo si serviva irrorato di olio
tradimento della natura, la quale verde. Ma oltre che i generi, ci si di-
veniva sostituita, per ogni cibo, da vertiva a confondere creativamente
un’altra natura. È per l’appunto con anche i regni vegetale e animale:
tale metamorfosi che si perseguiva abbiamo infatti delle ricette api-
l’obiettivo d’ingenerare negli invi- ciane per preparare lo stoccafisso
tati un effetto di spaesamento e di con delle spugnole (sphondyli),
piacevole sorpresa. una specie di funghi, oppure con le
fave. […] La nozione dell’arte come
Un caso particolarmente interes- imitazione della natura è centrale, Alberto Jori racconta in «Panem
sante è quello, cui già si è fatto cen- com’è noto, nell’estetica aristoteli- et circenses» la cultura e la società
no, dei piatti di pesce preparati sen- ca. E a sua volta, il concetto della romana attraverso il cibo (Nuova
za pesce, ove la maestria dei cuochi gastronomia come arte squisita- Ipsa Editore, pp. 472, € 49,00 -
www.nuovaipsa.com)
trovava la sua manifestazione più mente mimetica, atta a creare una
stupefacente. Apicio, per esempio, sorta di «seconda natura», rispunta
fornisce ricette di piatti di aringhe in un contesto letterario nel quale della natura e quello della cultura,
senza aringhe. Per la buona riuscita proprio non lo si aspetterebbe: la in quanto le sue creazioni partono
di un piatto di «pseudo-pesce», egli Coena Trimalchionis petroniana. bensì da una base materiale e natu-
consiglia, per esempio, di far cuo- Qui, infatti, verso la fine del ban- rale, ma – attraverso lo strumento-
cere del fegato, di tritarlo assieme chetto viene servito un piatto con base della cultura, il fuoco – ven-
al pepe e di condirlo con garum, un’oca ingrassata circondata di gono rimodellate in nuove forme,
sale e olio. Per queste manipolazio- pesci e di varie specie di uccelli. Si frutto ed espressione della cultura,
ni sono particolarmente indicati, a tratta di un «trionfo» di volatili e le quali a loro volta giungono a co-
suo avviso, i fegati di lepre, capret- di pesci che in realtà è fatto tutto stituire una seconda natura. In tal
to, agnello e uccelli vari: dunque, della stessa materia: la carne suina. modo, l’arte culinaria recupera al-
visceri di animali terrestri e di vo- E Trimalcione, gongolante, elogia tresì il suo originario carattere li-
latili, onde imitare la fauna ittica, il proprio cuoco dicendo: «Che io turgico, e addirittura anche quella
in una sorta di gioco di prestigio possa diventare più grosso – di sol- dimensione di magia che ancora ri-
tra i diversi generi dei viventi. Poi, di, s’intende, non di corpo – quan- suona nel suo nome latino, «magi-
per realizzare pienamente l’illusio- to è vero che il mio cuoco l’ha fatto ra». Essa diviene un rito complesso
con sola carne di maiale. Non ce (e, lo si è accennato, compreso nella
n’è uno più bravo. Se volete, da una sfera del sacro) di trasformazione,

C’erano già i prodotti taroccati: Catone il Censore,


in perfetta buona fede, illustra ricette per imitare
dei pregiati vini greci e Apicio suggerisce
un procedimento per «fare» l’olio di Liburnia

vulva riesce a fare un pesce, da un morte e resurrezione, mentre il suo


pezzo di lardo vi fa un colombo, da rappresentante cerimoniale, il ma-
un prosciutto una tortora e da una girus, quasi come un mago vero e
trippa una gallina. Ho trovato un proprio, opera miracolosamente
nome adatto per lui, l’ho chiamato sulla materia bruta ricreandola,
Dedalo». L’abilità del cuoco assu- conferendole una perfezione che
me dunque una valenza, e carat- essa originariamente non posse-
teristiche, prometeico-dedaliche: deva: dandole, quindi, una nuova
egli, come già si è accennato in un vita, non più posta sotto il segno
capitolo precedente, diventa il me- dell’immediatezza naturale, ma
diatore per eccellenza tra il regno forgiata attraverso le prove e le me-

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Foto: Jastrow

diazioni della cultura. La natura ri-


creata diventa così qualcosa di arti-
stico, di universalmente valido, ove
gli archetipi eterni – staremmo per
dire platonici – delle varie specie di
esseri viventi acquistano un’esistenza
di ordine superiore. Nel contempo, la
materia diviene semplice pretesto per
la creazione, viene universalizzata e
con ciò stesso «spiritualizzata»: come
abbiamo visto, il cuoco di Trimalcio-
ne può usare indifferentemente qual-
siasi materia prima per realizzare le
proprie creazioni, quasi fosse un dio
che plasma le proprie creature traen-
dole dal fango indifferenziato e poi
conferisce ad esse la vita.

Né va dimenticato l’aspetto dell’il-


lusione: il cuoco riesce a ingannare
quanti consumano le sue creazioni,
trasformando a piacere una specie
vivente in un’altra e operando delle
abilissime metamorfosi che, come
affermava il re Nicodemo, non sono
Natura morta da un mosaico di Tor Marancia (Roma) illustra alcuni degli alimenti
lontane dalla magia delle creazio- sulle tavole romane: pesci, un pollo, seppie e astici, asparagi e datteri
ni del poeta. Sicché non sorprende
che l’arte gastronomica dei Romani mamente significative tra la cucina del cibo che, come abbiamo visto,
abbia toccato il suo vertice creativo, degli antichi Romani e altre forme ben s’inquadrava nella prassi della
e insieme illusionistico, nello stesso della loro cultura. E in tale comples- teatralizzazione dei banchetti (come
periodo in cui la letteratura latina so quadro, la gastronomia ha senza ancora dimostrano diversi episodi
svolgeva a livelli di inaudita maestria dubbio svolto un ruolo tutt’altro che della Coena Trimalchionis).
il tema barocco della trasformazione secondario o marginale. Sicché vien
e della metamorfosi, nel periodo che da pensare che, almeno su questo A questo punto, passando, per così
va dalle di Ovidio (inizio del I secolo terreno, il «peccato originale» della dire, al versante operativo della no-
d.C.) all’omonimo romanzo di Apu- cucina romana – le troppe cotture, stra indagine, vien da domandarsi se
leio (ultimi decenni del II secolo). che facevano diventare le carni insi- e in che misura sia oggi possibile pre-
parare i piatti dell’antica Roma. Nel
Numerose ricette di Apicio non forniscono compiere un tentativo di tal genere,
troveremmo senza dubbio un aiuto
il dosaggio degli ingredienti, lasciando ai cuochi formidabile non solo nelle ricette di
il compito di trovare le giuste quantità, Apicio, ma anche nelle indicazioni
gastronomiche, spesso molto precise,
in consonanza con il gusto dei padroni che affiorano da diversi testi latini.
Non solo: si deve anche tenere pre-
Contemporaneamente, anche nella pide e stoppose – abbia operato a gui- sente che esiste una precisa tradizio-
pittura – gli affreschi pompeiani ne sa di una felix culpa: infatti, renden- ne di cucina mediterranea, in senso
danno adeguata testimonianza – si do pressoché inevitabile l’eccesso lato, che – al di là delle ovvie diffe-
affermava un orientamento spicca- dei condimenti e, di conseguenza, renze, marcate soprattutto dai nuovi
tamente «illusionistico», che anda- l’alterazione dei sapori naturali, ha alimenti introdotti dalle Americhe
va dal gusto delle nature morte alla aperto la strada alla geniale ricerca in Età Moderna – crea una forte con-
moda dei falsi esterni su paesaggi e di nuove combinazioni, più «vere» tinuità tra la nostra cucina e quella
architetture. In tal modo, scopria- degli originali. Il tutto unito a un degli antichi Romani. In fondo, di-
mo assonanze insospettate ed estre- gusto per la spettacolarizzazione versi piatti li prepariamo tuttora in

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STORIA IN RETE 78 Febbraio 2017

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CC 4.0 SA BY Sailko

ti, della loro cucina (per fare un solo


esempio, la mescolanza di sapori,
come il dolce e il salato o l’aspro, che
per contro noi tendiamo, pur se non
sempre, a separare). Come potrem-
mo, dunque, riappropriarci del gu-
sto dei Romani? La cosa sarebbe ben
difficile, per non dire impossibile! Il
che significa che, pure nel caso in cui
riuscissimo a riprodurre esattamente
un loro piatto, è tutt’altro che sicuro
che esso soddisferebbe il nostro gu-
sto, tanto diverso dal loro. Né questo
è tutto! Il nostro approccio all’antica
cucina romana è pregiudicato non
solo dalle rilevanti modifiche nel
frattempo intervenute nel gusto e, in
pari tempo, dalla nostra ignoranza
dei sapori che i Romani si propone-
vano di realizzare nei loro piatti, ma
anche dal fatto che non abbiamo più
alcuni dei condimenti e delle spezie
di cui essi facevano uso – lo si è vi-
sto – in grande abbondanza. Il caso
più grave è costituito dal preziosissi-
Un mosaico allegorico del mese di giugno, con i suoi cibi di stagione: fichi, susine,
sogliole, calamari e altri pesci, alimento di cui i Romani erano particolarmente ghiotti mo silfio, importato da Cirene e colà,
ahimè, misteriosamente estintosi a
una maniera che grosso modo coin- i buongustai romani si attendevano partire dall’epoca di Nerone, talché
cide con quella familiare agli abitanti da tale piatto. Un discorso simile si già nell’antica Roma lo si dovette so-
di Roma antica. [...] Per contro, i piat- pone per quel che riguarda il gusto stituire con succedanei assai meno
ti più complessi e raffinati dell’anti- dei vini antichi, tanto di quelli puri, pregiati. A meno che la ricerca arche-
ca Roma richiedono un impegno di quanto di quelli tagliati con acqua di obotanica non porti alla luce alcuni
ricostruzione e addirittura di inter- mare o con acqua calda. Più in gene- semi o esemplari di questa pianta
pretazione tutt’altro che indifferente. rale, l’esperienza storica, ma anche tanto preziosa, che poi potremmo
Come già abbiamo visto, numerose antropologica ed etnologica, ci ha riportare in vita grazie alle moderne
ricette di Apicio non forniscono il condotto a riconoscere il carattere in biotecnologie, non sapremo mai che
dosaggio degli ingredienti, lascian- gran parte culturale, e quindi frutto gusto avesse. Ma ignoriamo anche il
do ai cuochi il compito di trovare le
giuste quantità, ovviamente in con- Ogni volta che ci sforziamo di preparare
sonanza con il gusto dei padroni.
Questo elemento, pur avendo un suo un piatto romano antico ci domandiamo
aspetto positivo – in quanto lascia quale fosse il «vero» sapore che i buongustai
una notevole libertà di iniziativa al
singolo cuoco – costituisce un limite
romani si attendevano da tale piatto
non da poco per qualunque tentati-
vo odierno di ricostruire un piatto di abitudine e di apprendimento, del sapore del garum, onnipresente nella
romano secondo le ricette apiciane. gusto anche gastronomico dei popo- cucina romana, che al più potremmo
La difficoltà è accresciuta dal fatto li, come anche dei singoli individui. forse sostituire, come si è accennato
che ci è anche ignoto il sapore che (ma come pura ipotesi euristica),
si dovrebbe ottenere sulla base delle Ed è innegabile che il gusto degli con il nuocmam della cucina in-
ricette in questione, per cui ogni vol- antichi Romani era profondamente docinese o con certi condimenti a
ta che ci sforziamo di preparare un diverso da quello degli Europei at- base di pesce adoperati tuttora da-
piatto romano antico ci domandia- tuali, come dimostrano vari aspetti gli strati inferiori di alcuni popoli
mo quale fosse il «vero» sapore che caratteristici, in precedenza illustra- del Vicino Oriente. Inoltre, anche se

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79 STORIA IN RETE

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Foto: Mattes

Ricostruzione di un triclinio romano


dalla collezione del Museo Archeologico
di Monaco. In Italia analoghe
ricostruzioni erano presenti nel Museo
disponessimo di tutti gli ingredienti della Civiltà Roma, chiuso da tre anni
della cucina romana, il nostro tenta-
tivo di riprodurla fedelmente trove-
rebbe un serio ostacolo nell’attuale
mancanza degli antichi utensili, vale
a dire delle stesse casseruole, delle
marmitte in bronzo e degli altri re-
cipienti da cottura in terracotta che
i Romani utilizzavano. Alla luce di
quanto oggi è noto sulla tossicità per
l’organismo delle pentole in leghe di
rame e stagno, non sembra davvero
il caso di provare a farne uso per pre-
parare dei piatti romani antichi! Per
quanto invece riguarda i recipienti di
terracotta, anche ammesso che se ne
possano trovare di simili a quelli an-
tichi, resterebbero sempre da imitare i
vari procedimenti di cottura dei quali
i Romani si servivano.

Da questo punto vista, i piatti a base


di vivande lessate non dovrebbero
comportare problemi particolari,
giacché, in definitiva, l’acqua bolle
tanto per effetto di un fuoco di legna
o di carbone di legna – come avveniva
nella cucina romana – quanto perché
riscaldata da un fornello a gas o elet-
trico. Va peraltro osservato che, pure atto prima di fare qualsiasi tentativo sistemi di produzione alimentare. Chi
in tal caso, i tempi di ebollizione va- di ricreare degli antichi piatti romani. al giorno d’oggi, per esempio, sarebbe
riano a seconda del mezzo utilizzato, Percorrere davvero il tempo a ritroso disposto a bere esclusivamente del lat-
e le modifiche dei tempi di cottura non è possibile né, in fondo, sensato. te non pastorizzato?
determinano a loro volta variazio- Ciò, evidentemente, comporta delle
ni non irrilevanti, come potranno perdite anche rilevanti, non solo sul Detto questo, vale senz’altro la pena
confermare i buongustai, nel sapore, piano del gusto, ma anche in termini di provare a riattualizzare e ripro-
nella consistenza e in altre proprietà estetici. Al riguardo, il grande antro- porre alcuni piatti romani – pur
degli alimenti. In ogni caso, le cose pologo Lévi-Strauss osservava, in una senza avanzare alcuna pretesa di un
diventano decisamente più comples- sua splendida opera, «Tristi Tropici», assoluto rigore filologico –, e questo
se quando si tratti di preparare gli che il rhum della Giamaica di una per due ordini di motivi: da un lato,
arrosti. Non abbiamo più i forni ro- volta, prodotto artigianalmente e anzi per cogliere gli elementi di continu-
mani, e ben difficilmente qualche So- in modo domestico, pur con tutte le ità tra la nostra cultura alimentare,
printendenza ai Beni Archeologici ci sue imperfezioni e impurità – o forse mediterranea in senso lato, e quella
permetterebbe di far uso di un forno proprio grazie ad esse! –aveva un sa- degli antichi Romani, e dall’altro, in
romano autentico…; l’unica possibili- pore ben più ricco e gradevole di quel- termini complementari, per tentare
tà sarebbe allora quella di ricostruirne lo, asettico, fabbricato con i moderni di valorizzare talune risorse alimen-
uno ad hoc sulla base dei reperti ar- procedimenti industriali. E natural- tari o addirittura certi spunti gastro-
cheologici. Ci manca pure il clibanus mente le stesse considerazioni valgo- nomici degli antichi Romani che in
[mini-forni domestici in terracotta per no per ogni sorta di cibo e di bevan- Età Moderna sono stati accantonati,
cuocere il pane NdR], e i nostri forni da, il che, se spiega taluni rimpianti, e che, tuttavia, potrebbero arricchi-
elettrici, o addirittura quelli a micro- anche gastronomici, dei nostalgici del re – senza stravolgerla – la nostra vi-
onde, snaturerebbero senz’altro gli tempo che fu, certo non addita una sione della «buona cucina». Una tale
antichi procedimenti romani. Di tut- via realisticamente percorribile di valorizzazione si collocherebbe altresì
ti questi limiti è necessario prendere cancellazione completa dei moderni nel segno di una sorta di ideale pietas

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STORIA IN RETE 80 Febbraio 2017

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palato, senza peraltro astenersi del chi se la sentirebbe al giorno d’oggi
tutto da qualche versione «modera- di dedicarsi all’arte della manipola-
ta» di combinazioni, per esempio, zione dei vini con l’acqua di mare?
del dolce e del salato. Nella seconda Qui, dunque, non abbiamo altra pos-
sezione del presente saggio forniremo sibilità se non quella di adattarci ad
alcune ricette tratte da Apicio e da al- accompagnare gli eventuali piatti ro-
tri autori che a nostro avviso sono as- mani che saremo riusciti a riprodur-
solutamente meritevoli di riproposta, re con un caldo vino italiano o greco
magari con gli adattamenti al gusto – certo assai lontano dall’«ardente»
odierno che suggeriamo nelle relati- Falerno dei Romani, che a volte, ci
ve istruzioni. Anche in quest’ambito, vien riferito, prendeva fuoco da sé –
bisogna procedere cum grano salis, o con un vino resinato un po’ taglia-
senza eccessi né irragionevoli pretese to con acqua. […]
di una fedeltà integrale al passato. Chi
volesse strafare, incorrerebbe in esa- L’unica via percorribile e insieme
gerazioni risibili e grottesche. Nessun decorosa per rivivere lo spirito e
macellaio del nostro tempo riuscireb- l’essenza delle antiche cenae roma-
be a procurarci delle tettine di scrofa ne, ci pare allora quella di attenersi
sterile o vulve di una scrofa che abbia alle indicazioni di autori latini di
appena partorito, o ancora testicoli di buon gusto come Orazio e Seneca,
gallo o lingue di pappagallo, o addi- insistendo non tanto sulla mate-
rittura grasso di fagiano. A meno che rialità dei cibi, una riproposta dei
non si possieda un allevamento per- quali dal punto di vista strettamen-
sonale, o si sia disposti a sperperare te filologico può essere soltanto ap-
un bel po’ di quattrini in tali acquisti prossimativa, come già si è visto,
di dubbia utilità, sono questi, infatti, quanto piuttosto sull’atmosfera.
generi alimentari praticamente irre- Regno dell’otium, ossia dei valori
peribili. Senza contare che alcune spe- più alti della cultura, della convi-
cie che i Romani antichi utilizzavano vialità e della socievolezza, la cena
verso una cultura che ha preceduto e allegramente in cucina – per esempio antica potrà infatti essere riassapo-
fondato la nostra. Se al giorno d’oggi i fenicotteri – sono attualmente delle rata, ancorché in una cornice ine-
ci mostriamo, a buon diritto, tanto specie protette, per cui chi ne volesse vitabilmente diversa, solo se sare-
aperti verso l’impiego gastronomico mangiare rischierebbe di incorrere mo in grado di porci nella stessa
di verdure e animali esotici, e siamo nei rigori della legge! Un altro terreno condizione spirituale – di urbani-
tanto disposti ad adottare specialità non agevolmente praticabile è quello tà, rispetto e apertura dialogica:
e tecniche culinarie di popoli extra-
europei – si pensi alla diffusione in Vale la pena di riproporre alcuni piatti romani per
Occidente della cucina cinese, tanto
per fare un esempio, o al gran nume- tentare di valorizzare certi spunti gastronomici
ro dei kebab presenti nelle nostre città degli antichi Romani, che in Età Moderna sono
–perché mai dovremmo invece rima-
nere ermeticamente chiusi dinnanzi
stati accantonati, per arricchire la «buona cucina»
alla possibilità di riprodurre, sia pure
con tutti gli opportuni adattamenti, i dei piatti a base di fiori, abbastan- in una parola, di humanitas – dei
piatti di una tradizione gastronomica za frequenti sulle tavole dei Romani convitati antichi. Per tale via, e nel
così ricca e versatile e raffinata come della upper class. Ben difficilmente si segno di quella pietas deferente
quella dei Romani, i nostri avi? […] potrebbe oggi preparare una patina di cui si è fatto cenno, riusciremo ad
rose o di violette, a meno di voler pas- accostarci, in certa misura, ai no-
La via migliore per riattualizzare i sare per eccentrici in vena di costose stri antenati romani e al loro stile
piatti romani è quella di optare per bizzarrie. Quanto ai vini, il discorso di vita e di pensiero.
ricette relativamente semplici (per è ancor più complesso. Senza dubbio,
esempio, arrosti) e di evitare certi non abbiamo più vigne e vini simili Alberto Jori
accostamenti di sapore che risulte- a quelli antichi: quindi ci manca una [per gentile concessione
rebbero troppo stridenti per il nostro materia prima adeguata. Non solo: di Nuova Ipsa Editore]

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81 STORIA IN RETE

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anticipazioni
Scoprire il corpo femminile

Sembra quasi impossibile, ma in un mondo occidentale dove


l’anatomia femminile è stata considerata per secoli la brutta copia di
quella maschile e i pregiudizi sulla sessualità dell’altra metà del cielo
l’hanno fatta da padrone, il clitoride è rimasto pressoché sconosciuto
fino al Sedicesimo Secolo. A parte pochi cenni di filosofi e medici
medievali, occorre aspettare il 1500 perché la scienza medica, grazie
a un italiano, s’accorga di questo piccolo organo, come racconta un
saggio dedicato a esso di cui «Storia in Rete» anticipa un passo
di Carlo Calcagno

L’
onda lunghissima delle concezioni scrutando i meandri degli immondi genitali femmini-
anatomiche di Galeno arrivò a lam- li. La sua America la definirà Amor Veneris vel dulce-
bire il Basso Medioevo quando – per do, «amore o dolcezza di Venere».
fermenti culturali giunti a maturazio-
ne, mutate condizioni sociali, politi- La vita e la parabola professionale di Matteo Realdo
che e contingenze specifiche come il Colombo (1515-1559) si intreccia con altri due grandi
decadimento del divieto assoluto di dissezione di ca- medici e anatomisti dell’epoca: Andrea Vesalio (1514-
daveri umani – lo studio dell’anatomia umana riprese 1564), fiammingo e autore della monumentale opera
vigore e consistenza epistemologica attraverso lo stu- anatomica «De humani corporis fabrica», e Gabriele
dio diretto del corpo umano, senza l’intermediazione Falloppio (1523-1562), autore delle «Observationes ana-
di nozioni derivanti da studi anatomici praticati solo tomicae». La rivalità tra Vesalio, Colombo e Falloppio
su animali o l’interferenza di antichi testi ritenuti fino in relazione al primato delle «scoperte» anatomiche e
ad allora imprescindibili. Tutta la società occidentale, ai ruoli nelle prestigiose istituzioni accademiche ap-
nella sua complessità, stava cambiando rapidamente partiene alle più classiche storie di polemiche, gelosie
volto, ma due uomini stavano per cambiare addirit- e ripicche che hanno caratterizzato la storia della me-
tura la geografia fisica e mentale del mondo: Cristo- dicina in ogni tempo. Quello che voglio sottolineare in
foro Colombo scoprirà l’America cercando le Indie e questo ambito è che nella visione di Vesalio persisteva
solcando le onde dell’oceano; Matteo Realdo Colombo ancora forte la concezione galenica dell’incompletez-
scoprirà il segreto del piacere femminile nel clitoride za anatomica dei genitali femminili, disegnati infatti

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anticipazioni
Scoprire il corpo femminile

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«Storia del clitoride» di Carlo Cal-


cagno è pubblicato da Odoya
Editrice (pp. 226, € 16,00 - www.
odoya.it)

dall’anatomista fiammingo come


dei genitali maschili rivolti all’in-
terno. Al clitoride Vesalio dedica
poche parole definendolo «una
malformazione irrilevante e priva
di funzioni presente in donne ma-
late o negli ermafroditi». Al contra-
rio, Colombo e Falloppio si conten-
deranno il primato della scoperta
del clitoride rivendicandone la pa-
ternità. Nella sua opera principale,
«De re anatomica», pubblicata a
Venezia nel 1559, Colombo scrive a
proposito del clitoride: «Se la si toc-
ca, ci si rende conto che diventa un
poco più dura e oblunga in modo Il frontespizio del «De re anatomica» di Matteo Realdo Colombo (1515-1559).
tale che sembra comportarsi come L’autore è rappresentato al centro della figura mentre effettua una dissezione
una specie di membro maschile.
Poiché nessuno aveva ancora no- del piacere negli amplessi venerei, no il ruolo del clitoride nella genesi
tato questo fatto e il modo in cui né potrebbero concepire». Colom- dell’orgasmo femminile, limitan-
avviene, se mi è permesso dare un bo comprese in pieno il ruolo del dosi a una descrizione morfologica
nome alle cose da me scoperte, la clitoride nella genesi del piacere molto accurata, che comprendeva
chiamerò dulcedo amoris […]. E femminile e, rimanendo in questo anche la dissezione della parte na-
scosta all’interno della pelvi del
clitoride. Scrive Falloppio nelle
«Se mi è permesso dare un nome alle cose da me «Observationes anatomicae», pub-
scoperte, la chiamerò dulcedo amoris» scriveva blicate a Venezia nel 1561: «Questa
colombo nel 1559 a proposito della reazione parte privata, piccola e nascosta
nel cuscinetto di grasso del pube,
del clitoride come «piccolo membro maschile» è rimasta ignota agli anatomisti,
tanto che fino ad oggi nessuno l’a-
tu, lettore, che leggerai questi studi ancorato alla tradizione galeni- veva mai descritta prima di me, e
prodotti con tanto sforzo e laborio- ca, sottolineò l’imprescindibilità sappiate che coloro che ne hanno
sità, devi sapere che senza questa dell’orgasmo nell’atto riproduttivo. parlato o scritto ne dovevano aver
protuberanza [clitoride], che ti ho Gabriele Falloppio contestò il pri- sentito parlare da me o da altri che
fedelmente descritto in precedenza, mato di Colombo nella scoperta del l’avevano saputo da me; per questo
le donne non farebbero l’esperienza clitoride, ma non comprese appie- non ne abbiamo ancora una cono-

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scenza soddisfacente». Miseria e portanti, a nostro avviso, sono due al di là della specifica valenza anato-
nobiltà degli accademici del tempo corpora nervosa che si originano mica, anche il ruolo del clitoride nel
e di ogni tempo. nella parte bassa delle ossa pubiche, provocare il piacere femminile non
in luoghi distinti, e si estendono sfuggì a de Graaf che scrisse: «La
Avicenna, Abulcasis, Sorano d’E- obliquamente e verso il basso su en- funzione del clitoride […] è quel-
feso avevano «scoperto» il clitoride trambi i lati di queste ossa; riunen- la di risvegliare torbide sensazioni
molti secoli prima e ne avevano dosi formano poi un terzo corpo sessuali». Tra l’originale lavoro di
scritto così come aveva fatto Pietro […]. Le parti biforcate della clitoride de Graaf (1672), passando attraver-
d’Abano (1257-1315), medico all’uni- sono lunghe due volte più di quella so Kobelt (1844) e i moderni lavori
versità di Padova, ma anche filoso- costituita dalle due parti congiun- di O’Connell, il clitoride è scom-
fo e astrologo, il quale – prima di te». Come si può apprezzare dai parso, riapparso, disegnato solo
morire in prigione accusato di ere- disegni dell’anatomista olandese, il nella sua parte esterna o in modo
sia, ateismo e magia nera (per que- clitoride viene descritto con grande incompleto, apparso sui manua-
sto motivo il suo cadavere fu addi- accuratezza e per la prima volta si li di ostetricia di fine Seicento e
rittura dissotterrato e arso sul rogo) parla dei «bulbi spongiosi», strut- misteriosamente scomparso dal
– scrisse nella sua più importante tura che verrà descritta anche nella grande testo «Gray’s Anatomy» in
opera di medicina, «Conciliator dif- prima metà dell’Ottocento dall’a- varie edizioni. In un manuale di
ferentiarum quae inter philosophos natomista tedesco Kobelt, al quale ostetricia, «The Midwives Book»
et medicos versantur», pubblicata si deve la più esaustiva e minuziosa del 1671, la levatrice Jane Sharp
a Mantova nel 1472: «A far nascere descrizione del clitoride prima dei poteva trionfalmente afferma-
il desiderio nelle donne è lo sfrega- fondamentali lavori dell’urologo au- re, in una Londra già emancipa-
mento della parte superiore dell’o- straliano Helen O’Connell del 1998 ta, che il clitoride «si alza e cala
rifizio, vicino al pube; in questo e del 2005. L’anatomista olandese come il pennone [pene] e rende le
modo l’uomo imprudente può por- chiamò i bulbi vestibolari «plesso donne lussuriose e gaudenti nel-
tarle all’orgasmo». Nel 1672 l’ana- reticolare» o «plesso retiforme», ma, la copula». Spesso il confine tra
tomista olandese Regnier de Graaf
(1641-1673) sottolineò nei suoi scrit-
ti le perplessità legate alla mancata
descrizione del clitoride da parte di
molti dei suoi colleghi del passato e
fornì a questo proposito un’accura-
ta descrizione dell’intero comples-
so clitorideo corredata da disegni
molto significativi. Scrive infatti nel
«De mulierum organis generationi»:
«È sorprendente dover notare che
molti anatomisti non fanno alcuna
menzione di questa parte, come se
non esistesse nell’universo naturale.
In ogni cadavere di sesso femminile
da noi sezionato ne abbiamo rileva-
to la presenza, ben percepibile alla
vista e al tatto. È piccola in alcune
donne e più grande in altre […]. La
parte esterna è coperta dalla stessa
membrana che forma le labbra e le
pudenda [… ]. Le altre parti del cli-
toride sono profondamente nasco-
ste nella regione adiposa del pube e
per questo motivo, sostiene Fallop-
pio, sono sfuggite all’osservazione
degli anatomisti. Non vogliamo che
sfuggano alla nostra e le esamine- La tavola 408 della «Anatomia del Gray», edizione 1918: «Muscoli del perineo
remo una per una […]. Le più im- femminile». Nelle edizioni del secondo dopoguerra il clitoride veniva omesso

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«La visita del ginecologo» passo a un’imperante visione an-
del disegnatore erotico francese drocentrica anche del piacere fem-
Paul-Emile Bécat (1885-1960) minile, fondato in modo esclusivo
sulla penetrazione vaginale. Le rare
non migliorata e approfondita nel- descrizioni attendibili fornite da
le edizioni successive. Al contra- Realdo Colombo e da Kobelt, che
rio, per paradosso, il clitoride non colsero la complessità anatomica
viene descritto dall’edizione del del clitoride e la sua importanza
1948 fino a quella del 1971. Questa nell’ottenimento dell’orgasmo fem-
incongruenza coincidente proprio minile, vennero in pratica dimenti-
con la pubblicazione del rapporto cate e sottovalutate.
Kinsey (1953) e dei lavori scientifi-
ci di Masters e Johnson (1966), che Oggi, attraverso i lavori anatomi-
ponevano il clitoride al centro della ci e quelli fondati sulla risonanza
sessualità femminile e sottoline- magnetica nucleare eseguiti dalla
avano l’importanza del clitoride dottoressa australiana O’Connell e
nel raggiungimento dell’orgasmo dai suoi collaboratori, siamo giunti
(in contrasto però con la visione a una conoscenza anatomica esau-
freudiana della maturità dell’or- stiva del clitoride anche se, come
gasmo vaginale), dà in qualche spesso accade in medicina intorno
modo l’idea della volontaria co- ad argomenti controversi, non vi è
struzione sociale del corpo, dell’a- completo accordo sulla terminolo-
natomia e del clitoride. È un caso gia delle strutture anatomiche. A
il manuale ostetrico e la porno- allora che si debba a una donna, ogni modo non possiamo dire che
grafia poteva essere molto sottile medico e urologo, la più aderente su questo argomento sia stata scrit-
ed è probabile che libri di questo descrizione alla realtà del clitori- ta la parola fine, né che in presenza
genere circolassero quasi in modo de dopo anni di penombra, se non di determinate condizioni politi-
clandestino, letti in privato o in di oscurantismo clitorideo? Si è che e sociali il corpo della donna
ambienti molto trasgressivi. Sem- trattato solo di una questione di e il suo clitoride non verranno di
pre a Londra, nel 1684, fu pubbli- mezzi tecnologici. […] nuovo decostruiti, manipolati e di-
cato il primo manuale sessuale versamente raccontati secondo la
pratico, «Aristotle’s master-piece: Ho voluto parlare di tutto que- versione più favorevole alla menta-
or the secrets of generation di- sto nell’introdurre l’anatomia del lità dell’epoca. Non è negli scopi di
splay’d in all the parts thereof», piacere femminile, perché in tutta questo libro descrivere in dettaglio
testo molto concreto nel quale si la storia umana, a eccezione della l’anatomia sessuale della donna. Per
parlava di stimolazione clitoridea tradizione orientale che non ha co- questo esistono già lavori scientifici,
e si suggeriva di «soffiare sulle nosciuto la soverchiante forza delle fra i quali quelli di Helen O’Connell,
fiamme di questi fuochi amorosi» tradizioni legate alle religioni mo- che hanno cambiato il paradigma
da parte del maschio per ottenere noteiste, la descrizione anatomica culturale intorno al clitoride, o ma-
il gradimento delle donne. dell’apparato sessuale femminile, gnifici ed esaustivi testi di embrio-
logia e anatomia illustrata, come
l’«Anatomic Study of the Clitoris and
curioso è il fatto che nel «Gray’s Anatomy», the Bulbo-Clitoral Organ» degli ana-
la Bibbia dell’anatomia in america, il clitoride tomisti francesi Vincent di Marino
compariva nell’edizione del 1901 ma scompare e Hubert Lepidi dell’Università di
Aix-Marsiglia, che hanno restituito
dall’edizione del 1948 fino a quella del 1971 dignità anatomica e funzionale al
clitoride dopo che secoli di oscu-
Curioso è il fatto che in «Gray’s quello che oggi chiamiamo «com- rantismo l’avevano quasi cancellata
Anatomy», la Bibbia dell’anatomia plesso bulbo-clitorideo», è stata ar- dalle menti prima che dai libri.
in America, il clitoride compari- tatamente superficiale, incompleta
va nell’edizione del 1901, dopo la e il suo esatto ruolo nella fisiolo- Carlo Calcagno
quale ci si sarebbe aspettato di ri- gia del piacere femminile è stato [per gentile concessione
trovare la descrizione identica se misconosciuto e celato, cedendo il di Odoya editrice]

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CRONACA NERISSIMA
Assassini seriali a Weimar

IL Macellaio d
Nel cupo clima di degenerazione e depressione della Repubblica di
Weimar si consumarono gli orrendi crimini di Friedrich Heinrich Karl
Haarmann, detto il «Macellaio di Hannover». Haarmann violentò,
uccise e fece a pezzi decine di «ragazzi di vita» rimorchiati nel giro
della prostituzione omosessuale della sua città. Con spregiudicato
cinismo, il «Macellaio» si guadagnò il suo soprannome facendo
a pezzi le sue vittime e rivendendone le parti sul mercato nero,
spacciandole per carne di maiale…
di Massimo Centini

I
l 22 giugno 1924, nei pressi della stazione che facciamo fatica a considerare azioni commesse da
ferroviaria di Hannover, due agenti della po- un uomo e quindi scegliamo di eluderne l’identità nel-
lizia sotto copertura arrestarono Friedrich la dimensione della mostruosità. Indicativi gli epiteti
Heinrich Karl Haarmann: l’uomo che si era «macellaio» e «vampiro», che estremizzano la ferocia
guadagnato, oltre al diminutivo di Fritz, i degli atti commessi da questo omicida seriale la cui
non invidiabili soprannomi di «Macellaio biografia è intrisa di risvolti inquietanti e per alcuni
di Hannover» e «Vampiro di Hannover»; inoltre era aspetti ancora misteriosi. Fuori dalla cerchia degli
anche chiamato «Wolfsmensch», uomo lupo, per la sua specialisti, nel nostro paese Haarmann è meno noto di
propensione a mordere le vittime alla gola. Era nato altri assassini seriali, nonostante il fatto che la quan-
in quella città il 25 ottobre 1879 e alle spalle aveva già tità e l’efferatezza dei suoi crimini siano tali da porlo
numerosi di arresti per vari reati contro il patrimonio, nelle prime posizioni nella classifica mondiale.
la morale e per crimini legati alla sfera sessuale. Era
inoltre schedato come omosessuale ma, dal 1918, era Lo psicologo Theodor Lessing, nel 1925, quindi con-
un informatore della polizia giudiziaria; ufficialmente temporaneamente al processo e alla condanna di Haar-
si dedicava al commercio di abiti e di carne. mann, pubblicò una biografia del criminale dal titolo:
«Haarmann. Storia di un lupo mannaro» (trad. ital.
Il 15 aprile del 1925 salì sul patibolo per essere deca- 1996), raccogliendo soprattutto considerazioni tecniche
pitato poiché ritenuto colpevole dell’omicidio di oltre e personali di quella che definì una «storia culturale».
venti ragazzi adescati con finalità sessuali. Di nume- L’autore asseriva di aver pubblicato il libro mosso so-
rose vittime fece scempio dei cadaveri, si disse che si prattutto «da un tribunale che minacciava di occultare
macchiò anche di atti di antropofagia (ma non furo- la verità e cercava di far prevalere il diritto vigente in un
no mai confermati) ma vendette parti di quei poveri singolo periodo storico su quello valido in ogni tempo».
corpi al mercato nero, spacciandole per carne di ma- Il testo, nella prospettiva dell’autore, costituiva un con-
iale. Haarmann, per molti aspetti, rappresenta l’anima tributo alla «critica della cultura»; Lessing intendeva
nera della nostra specie: non fu solo un criminale, ma scandagliare un’oscura «anomalia della natura» in cui
incarnò l’essenza della mostruosità, compiendo atti si intrecciano «la vita amorosa e il desiderio di morte, la

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STORIA IN RETE 88 Febbraio 2017

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CRONACA NERISSIMA
Assassini seriali a Weimar

o di Hannover

Friedrich Heinrich Karl


Haarmann (1879-1925).
Nonostante l’aspetto
ordinario, fu un delinquente
incallito fin da giovane
e negli ultimi anni della sua
vita giunse a commettere
crimini abominevoli
uccidendo «ragazzi di vita»
dopo aver avuto con loro
rapporti omosessuali

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89 STORIA IN RETE

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volontà di annientare l’altro e la vo- 320 miliardi di marchi, un litro di
lontà di essere annientato, l’istinto latte 360 miliardi e mezzo chilo di
omicida e la tenerezza». Nel periodo burro 2.800 miliardi…
in cui portò a segno i suoi crimi-
ni (fra il settembre 1918 e il giugno In quella stazione avevano il loro
1924) Haarmann uccise e squartò 27 luogo di ritrovo anche numerosi
ragazzi e ragazzini: venne processa- «ragazzi di vita», disposti a pro-
to e condannato per tale numero di stituirsi per un pasto caldo o un
omicidi, ma è un’opinione condivi- letto decente. Erano loro a cadere
sa che il numero di vittime sia stato nella rete di Fritz: in larga parte
maggiore. Operò sempre a Hanno- conniventi, si lasciavano portare
ver, avendo come proprio «territo- nella casa del «Macellaio», dalla

Haarmann dopo aver conquistato la fiducia


di un «ragazzo di vita» abusava sessualmente
di lui, poi lo uccideva e quindi lo macellava,
separando le parti che avrebbe venduto
al mercato nero spacciandole per carne di maiale
rio di caccia» la stazione ferroviaria quale, dopo un’esperienza a base ne di maiale. Anche i loro vestiti
cittadina, luogo in cui si rifugiavano di sesso e violenza, sarebbero erano inseriti nel ciclo del merca-
poveri, senza tetto, disperati e vitti- usciti… a pezzi. Infatti Haar- to nero. I resti non utilizzabili fi-
me della recessione che allora atta- mann, dopo averne conquistata nivano nel fiume… Un meccani-
nagliava la Germania, portata allo la fiducia, ne abusava sessual- smo perfetto che Haarmann ebbe
stremo dalla sconfitta nella Grande mente, poi li uccideva e quindi li modo di mantenere in equilibrio,
Guerra e dal Trattato di Versailles. Il macellava, separando le parti che avvalendosi della sua posizione
Paese era infatti sull’orlo dell’abisso: avrebbe venduto al mercato nero privilegiata di informatore: lui si
nel dicembre 1923 un uovo costava spacciandole soprattutto per car- presentava come «investigatore»,
creando intorno a sé un’aura di
ambiguità che certamente ne fa-
voriva l’operato. Anche se dopo
la sua cattura vi fu chi sostenne
che la polizia avesse un occhio di
riguardo per Fritz, senza appro-
fondire i molti sospetti gravanti
sullo strano personaggio, non è
mai stata dimostrata alcuna con-
nivenza con le forze dell’ordine.

Nato a Hannover in Germania il


25 ottobre 1879, Haarmann era il
sesto figlio di una strana coppia.
Suo padre, uno scontroso pom-
piere delle ferrovie, era chiamato
dai conoscenti «Olle il musone»;
la madre, di sette anni più an-
ziana del padre, era invalida. Fin
da piccolissimo, Fritz diventò il
prediletto della madre e crebbe
odiando suo padre, preferendo
Haarmann arrestato posa fra i poliziotti. Il «Macellaio di Hannover» mantenne per le bambole ai passatempi abitua-
tutto il tempo del processo un atteggiamento sprezzante e perfino strafottente li degli altri ragazzi della sua età.

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STORIA IN RETE 90 Febbraio 2017

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Sopra, l’interno della misera casa
dove Haarmann conduceva i giovani
adescati per i suoi appuntamenti
omosessuali e dove li uccideva preso
da un’inarrestabile frenesia
di morderli. A sinistra la «camera
della morte», il locale dove
Haarmann teneva il corpo delle sue
vittime prima di farle a pezzi

Spedito all’età di 16 anni in una


scuola militare, Haarmann fu
presto congedato perché mostra-
va sintomi di epilessia. Tornato a
Hannover, fu accusato di aver mo-
lestato un ragazzino e pertanto fu
inviato in un istituto psichiatrico
in osservazione, ma scappò dopo
sei mesi di permanenza. Succes-
sivamente si guadagnò da vivere
compiendo piccoli reati e senza
mai perdere il vizio di molestare Fritz, prediletto dalla madre, crebbe odiando suo
i bambini. Nel 1900 voltò pagina
e si fidanzò con una ragazza del padre, preferendo le bambole ai passatempi dei
luogo; la relazione fu breve, poi- suoi coetanei. Adolescente, fu rinchiuso
ché quando seppe che la donna in un istituto per aver molestato un ragazzino,
era incita si arruolò. Congedato
onorevolmente nel 1903, ritornò a poi fuggì dandosi a una vita di furti ed espedienti
Hannover e riuscì ad avere ragio-
ne del padre, che voleva farlo di- ta di pesce fritto e patatine. Fritz furto in un deposito, nel 1914 fu
chiarare malato di mente. Fece se- fece subito man bassa delle risorse condannato a cinque anni di pri-
guito una serie di arresti per furti, dell’attività, continuando comun- gione. Fu rilasciato in libertà con
truffe e borseggi, prima che il pa- que con un certo successo a ruba- la condizionale nel 1918. Da quel
dre gli trovasse una sistemazione re e portare a segno una serie di momento diede inizio alla sua
come proprietario di una rivendi- truffe. Riconosciuto colpevole di caccia spietata… Dopo il rilascio

Febbraio 2017 |
91 STORIA IN RETE

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Dal cinema ai fumetti agli stadi: la persistenza di un mito nero

L
a ricaduta sull’immaginario
del «Macellaio di Hannover»
è stata forte già negli anni im-
mediatamente successivi alla sua
tragica attività, basti pensare al ce-
leberrimo film di Fritz Lang, «M, il
Mostro di Dusseldorf»; ma l’eco dei
crimini non si è spenta tanto facil-
mente e riemerge nei documentari,
nei siti internet, in editoria. Il «Macel-
laio» si è meritato un fumetto realiz-
zato in Germania dallo scrittore Peer
Meter e l’illustratrice Isabel Kreitz,
«Haarmann» (Black Velvet). Poi, tra Due vignette dal fumetto «Haarmann» di Peer Meter e Isabel Kreitz
stupore e repulsione, troviamo il
ritratto di Haarmann tra bandiere «Macellaio» allontanato dalla storia avvale di simboli senza tenere conto
e striscioni delle tifoserie calcisti- sia rientrato dalla finestra, per sor- dell’effetto deflagrante che possono
che: un uso che ci conferma come il reggere così i cupi propositi di chi si avere. [M.C.] n

fece la conoscenza di Hans Grans, si nel romanzo di Oscar Wilde: inestinguibile desiderio di mordere
24 anni, omosessuale protettore di nella vicenda reale è però difficile le sue vittime: mordere e succhia-
prostitute e dedito a piccoli furti. fissare un’identità precisa, poiché re avidamente il sangue secondo
I due diventarono amanti e soci sembra che i ruoli, in una sorta di una procedura vampiresca, ma ben
in affari: le loro merci, dirette al perverso gioco degli specchi, siano lontana dalle atmosfere gotiche di
mercato nero, erano costituite da continuamente scambiati creando Bram Stoker e invece tragicamen-
abiti usati e carne. un trompe-l’œil in cui l’eco della te radicata nell’alveo delle peggiori
malvagità delle singole personali- parafilie di molti assassini seriali.
Il rapporto tra Hans e Fritz ri- tà si confonde con il rumore delle
corda quello tra Dorian Gray e tenebre. Dopo l’arresto, il «Macel- Si consideri che l’effettivo nume-
lord Henry Wotton, anche se su laio» improvvisamente decise di ro delle vittime di Haarmann non
altri piani rispetto a quelli espres- confessare i propri crimini, fornen- è mai stato stabilito con precisio-
do anche particolari cruenti. Alla ne: per la mancanza di elemen-
domanda sul numero delle vittime, ti atti a consolidare i sospetti sui
Haarmann rispose: «trenta o qua- presunti legami tra il «Macellaio»
ranta, non ricordo esattamente». e alcuni giovani scomparsi e che,
Il processo a Haarmann iniziò il 4 sulla base delle informazioni di-
dicembre 1924 e durò due settima- sponibili, potrebbero aver avuto
ne; in aula l’imputato fumava siga- relazioni con lui. A ciò si aggiun-
ri con atteggiamento ora arrogante, ga che Haarmann aveva rilasciato
ora di assoluto distacco, lamen- dichiarazioni contrastanti: infatti
tandosi per l’eccessiva presenza di giunse a rivendicare un numero
donne in aula. Spesso faceva gelare ben più elevato, fino a settanta
il sangue ai presenti con le descri- omicidi di ragazzi che aveva ade-
zioni della sua attività: «quando ero scato secondo il suo solito sistema.
su di giri, li mordevo, mi attaccavo Dei quattrocento capi di abbiglia-
a loro con tutta la bocca come una mento rinvenuti nella sua abita-
sanguisuga (…) Mi avventavo sui zione, solo un centinaio sono stati
ragazzi con tutto il corpo e alla fine riconosciuti come appartenenti
L’autore di questo articolo ha stringevo fra i denti il pomo d’Ada- alle vittime di cui è stato indicato
recentemente pubblicato con la casa mo, mentre li strangolavo. Poi mi come l’assassino.
editrice Yume una monografia dedicata accasciavo sui cadaveri e poi prov-
a Haarmman, da titolo: «Il macellaio
tedesco. Vita, crimini e perversioni vedevo a farmi un caffè nero…». Massimo Centini
di un serial killer nella Repubblica Disse anche che non avrebbe voluto Fondazione Università
di Weimar» (pp. 192, € 15,00) uccidere, ma che era mosso da un Popolare di Torino

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STORIA IN RETE 92
00 Febbraio 2017
Settembre 2014

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I L L I B R O D E L M E S E tazione conservata negli molte occasioni minacciò di
archivi degli Stati Uniti, e evolvere in un conflitto vero
L’Italia nel grande gelo in parte inedita. La nascita e proprio. Da quel momento,
della democrazia italiana scrive Formigoni, «la demo-
Sulla linea del FRONTE fra USA e URSS, l’Italia subì (una «democrazia difficile», crazia italiana ha vissuto per
direttamente ogni evento della GUERRA FREDDA come la definiva Moro nel più di quarant’anni di una
sulla sua POLITICA INTERNA diventando il riflesso 1973, ricordato dall’autore) struttura bipolare parallela
nazionale della geopolitica INTERNAZIONALE avvenne sotto la formula al bipolarismo internazio-
dell’alleanza antifascista nale della Guerra Fredda:
Storia d’Italia nella Guerra non quelle già pubblicate, contro la Germania nazio- da una parte la DC e i suoi
Fredda. (1943-1978) scritte per lo più per motivi nalsocialista (rappresentata alleati (via via allargati e
di Guido Formigoni accademici o commerciali. in Italia dal CLN, che guidò modificati), dall’altra parte
Il Mulino, Il lungo saggio di Formigoni la transizione fino all’appro- il PCI e il suo mondo di
pp. 690, € 35,00 ha il merito di scegliere una vazione della Costituzione, riferimento, ambedue con i
chiave di lettura originale: nonostante l’estromissione propri referenti internazio-

I n questi ultimi anni sono


state pubblicate molte
storie d’Italia dedicate alla
l’evoluzione politica italiana
dal 1943 al 1978 in parallelo
agli sviluppi della Guerra
delle sinistre dal governo, a
metà del 1947). Questa alle-
anza si ruppe, come si è det-
nali contrapposti nelle due
superpotenze, Stati Uniti e
Unione Sovietica». In nes-
Guerra Fredda o anche ad Fredda, che in diverse forme to, proprio a metà del 1947, suna altra fase della nostra
archi temporale più lunghi: caratterizzò la situazione in concomitanza con la fine storia, osserva, la dialettica
storie manualistiche e/o politica internazionale dalla dell’alleanza antifascista politica interna si rivelò così
politicamente orientate, fine della Seconda guerra internazionale e la divisione condizionata dall’evoluzione
spesso generiche, con una mondiale; lo fa utilizzando in del mondo in due blocchi. della politica estera. Questo
scarsa utilizzazione delle modo sistematico, oltre alle Fu l’inizio di un quaranten- bipolarismo sostanziale
fonti documentarie, se fonti italiane, la documen- nio di Guerra Fredda, che in risultava complicato dalla

Di paesi ex socialisti e giornali socialisti senza contare le forniture


militari russe all’Azerbaigian
L’ARMENIA stretta fra le pesanti EREDITÀ del passato e PROBLEMI e il riavvicinamento fra quel
GEOPOLITICI attuali e «LIBERTÀ!», un quindicinale ribelle Paese (ricco di risorse ener-
del PARTITO SOCIALISTA Unitario dalla storia BREVE ma INTENSA getiche come gas e petrolio)
e un altro storico alleato
Armenia oggi. Paese (tre milioni scarsi di da una ristretta oligarchia. dell’Armenia, l’Iran. In tempi
Drammi e sfide di una abitanti, a fronte dei cinque La denuncia stessa del ge-
nazione vivente milioni di armeni sparsi nocidio del 1915 si scontra
di Simone Zoppellaro nel mondo, soprattutto in con il silenzio mantenuto
Guerini e Associati Francia, Russia e Stati Uniti) sia dagli USA (per non
pp. 86, € 9,50
appaiono tutt’altro che turbare i rapporti con la
rosee, sul piano politico Turchia) che da Israele; basti

L a memoria del geno-


cidio (il primo del XX
secolo) subito nel 1915, e
(interno e internazionale)
non meno che su quello
economico. L’Armenia del
pensare che alle commemo-
razioni ufficiali del 2015 gli
unici capi di Stato presenti
ancora oggi pervicacemen- 2015-2016 appare a Zoppel- furono quelli di Francia,
te negato dalla Turchia, laro (vissuto per due anni Russia, Serbia e Cipro. Pesa,
resta sullo sfondo; alla nella capitale Yerevan) un sulle prospettive politiche
ribalta, nell’agile pamphlet Paese sempre più isolato sul ed economiche della pic-
di Simone Zoppellaro, piano internazionale, con cola Repubblica, l’insoluta
giornalista e corrispondente un solo protettore ufficiale contesa con l’Azerbaigian
per l’Osservatorio Balcani (la Russia di Putin) affidabile per il possesso della regione ancora più recenti, infine,
e Caucaso, è l’Armenia dei sino a un certo punto; né, a del Nagorno-Karabakh, che l’afflusso in Armenia di oltre
nostri giorni. Da qualun- rompere quell’isolamento, si trascina ormai da quasi 20 mila siriani (di origine
que punto si guardino, le può di certo contribuire una trent’anni come una delle armena): linfa vitale, per un
prospettive per il piccolo politica interna dominata tante «guerre dimenticate»; verso, per un Paese in co-

STORIA IN RETE | 94 Febbraio 2017

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presenza, soprattutto nel della politica italiana, con che considera la divisione
blocco filoccidentale, nella la quale le forze di governo internazionale dei blocchi e
stessa DC come anche nei cercarono di accreditarsi il bipolarismo interno, con la
diversi e spesso mutevoli presso gli Stati Uniti come tradizionale divisione tra for-
alleati, ma anche nel PCI, di gli interpreti della politica ze di governo e forze di op-
forze che non volevano farsi più efficace per contrastare posizione , come un fattore
ridurre in questa formula, o controllare l’influenza di sostanziale stabilità: una
rappresentando elementi comunista. Il quarantennio stabilità che tuttavia non
di differenziazione e di considerato nel volume non impedisce, secondo l’autore,
contrasto che di volta in si presenta, ovviamente, profondi mutamenti nel sen-
volta resero più complesso come un blocco uniforme. so della modernizzazione
e sfumato il quadro politico. Formigoni lo articola in sette e del consolidamento della
Lo scontro durissimo tra periodi, caratterizzati da tradizione democratica.
i due schieramenti, che fasi di crisi più acuta, con il Insomma una evoluzione,
conobbe momenti in cui riuscì a controllare le spinte prospettarsi di soluzioni più sia pure tormentata e, come
sembrava che la situazione dirompenti provenienti dalle radicali, durante le quali il si vede ancora oggi, ancora
potesse precipitare in una componenti più estremiste «partito della guerra civile», incompleta. Nel saggio non
guerra civile vera e propria, dei due schieramenti. In dall’una e dall’altra parte, viene preso in considerazio-
o in provvedimenti radicali ogni caso, per tutto il perio- prova ad alzare la testa; e ne il fatto che questo quadro
che ponessero fuori legge lo do considerato, il rapporto da fasi di distensione, che caratterizza sostanzialmente
stesso PCI, si mantenne però con il PCI – sia in senso di favoriscono le spinte del solo l’Italia, nel panorama
sempre entro i confini di un convivenza o, a volte, di «partito dell’evoluzione». del fronte occidentale. È la
terreno di sostanziale convi- collaborazione, sia in senso Sempre più forte, lungo tut- famosa «anomalia italiana».
venza (il quadro costituzio- di contrasto – rappresentò to l’arco temporale, risulta il Ma questa potrebbe essere
nale, direbbe l’autore) che la vera cartina di tornasole «partito dell’immobilismo», materia di un’altra ricerca. n

stante crisi demografica, ul- nale «Libertà!», organo dei essa dovette affrontare. Sin violento e antidemocratico;
teriore appesantimento, per giovani del Partito Sociali- troppo ovvi quelli prove- la «paura del Bolscevismo»
un altro, per una economia sta Unitario; una esperienza nienti da un Fascismo che faceva talmente comodo
naturalmente e struttural- comunque da non trascu- nella crisi politica, sociale, a Mussolini che – come si
mente fragile. Una situazione rare, sia come tentativo culturale e generazionale lesse su «Libertà!» del 15
che fa dell’Armenia contem- di reagire al monopolio del primo dopoguerra,
poranea il classico «vaso di creato in campo giovanile aveva costituito un efficace
coccio tra vasi di ferro», cui da fascisti e comunisti, sia polo di attrazione per
non resta che affidare all’or- per la personalità di molti giovani «delusi dal Socia-
gogliosa difesa della propria collaboratori della rivista, lismo, abbandonati dalla
cultura e agli aiuti economici da Carlo Rosselli a Piero Go- borghesia, incompresi dal
provenienti dagli armeni betti, Antonio Greppi (che mondo della cultura uffi-
della diaspora le residue la diresse quasi dagli esordi, ciale», come aveva scritto
speranze di sopravvivenza. su invito di Matteotti), Lelio sin dal 1921 Mario Missiroli.
[Guglielmo Salotti] n Basso, Giuseppe Faravelli, Più articolato il rapporto,
Roberto Tremelloni, Max decisamente conflittua-
Ascoli, Roberto Veratti, En- le, tra i giovani socialisti
Giovani, socialisti, demo- rico Sereni, Giulia Filippetti. unitari e i comunisti, che
cratici. La breve esperienza Nel saggio di Nicola Del con il mito della Rivoluzio-
di «Libertà!» (1924-1925) Corno – docente di Storia ne russa avevano fatto non
di Nicola Del Corno
delle dottrine politiche e di pochi proseliti nella sinistra
Biblion
Storia del pensiero politico giovanile. Anche su impul- marzo 1924 – se i comu-
pp. 194, € 20,00
contemporaneo presso l’U- so di Matteotti, il Comuni- nisti non fossero esistiti, il
niversità di Milano – risalta- smo verrà additato come regime avrebbe finito per

F orzatamente breve (dal


gennaio 1924 al febbra-
io 1925) la vita del quindici-
no non soltanto le temati-
che affrontate sulla rivista,
ma anche gli ostacoli che
«complice involontario
del Fascismo», parlando al
pari di esso un linguaggio
inventarli. I giovani
del PSU dovettero
anche fare i conti con i

Febbraio 2017 |
95 STORIA IN RETE

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Bozza, un intellettuale da «Primato» alla DC - di Paolo Simoncelli

«C
aro Bozza – gli dopoguerra. Chi dunque, proseguire gli studi nella Da Roma seguì con com-
scriveva Bottai allora, la diresse di fatto? stessa Università di padre petenza e passione tutta
da Tirana il 23 Chi era quel Tommaso Gemelli; e Bozza, seguito la gravosa opera di rico-
aprile 1941 – anche dalla li- Bozza che all’improvviso, il consiglio, a Milano si sa- struzione del patrimonio
nea [del fronte] ho seguito nell’estate del ’40, presen- rebbe laureato nel ’33 e, librario nazionale distrut-
la trasformazione di que- tato da Vecchietti a Bottai, vinto il concorso di ruolo to dai terribili bombarda-
sta nostra rivista […]. In gli subentrò ufficiosamen- presso le Biblioteche go- menti alleati, continuando
specie ora che ci avviamo te alla direzione? Il nome vernative, a Milano avreb- a pubblicare saggi scienti-
a una fase nuova della no- può ancor oggi esser noto be avuto il posto, ambitis- fici e articoli divulgativi.
stra azione culturale, l’aver agli studiosi di storia della simo, di funzionario dello
sotto mano un foglio come Riforma e Controriforma, Stato: alla Braidense. Di- Fu il primo, nel ’56, a cu-
“Primato” sarà essenziale per la dimostrazione che sponeva di uno stipendio rare l’edizione dei «Discor-
ai nostri fini». Bottai, mi- dette, all’inizio degli anni e nella Milano di quegli si politici» di De Gasperi.
nistro dell’Educazione Na- ’60, della derivazione let- Ma non solo per questo
zionale, direttore di quella terale da Giovanni Calvino, Fanfani, segretario poli-
famosa rivista del «Fasci- di un famoso trattatello tico della DC, lo chiamò
smo critico», era in Albania eretico, edito anonimo a a dirigere dal marzo ’57
dal gennaio ’41; dall’estate Venezia nel 1543, il «Benefi- il c.d. ufficio cultura del
del ’40 vi erano il condi- cio di Cristo». Bozza doveva partito. Un’impresa non
rettore Giorgio Vecchietti dunque avere una partico- da poco, considerando la
e il caporedattore Giorgio lare, alta formazione cultu- corrispondente, poderosa
Cabella; a presidiare la re- rale; ma era tipica di quella «macchina» culturale del
dazione c’era ormai solo il generazione povera che, PCI e relativo, già impo-
segretario Aldo Airoldi. La senza alcuna «relazione so- sto monopolio ideologi-
rivista aveva quindi pro- ciale», poteva crescere solo co. Un’impresa che Bozza
grammato di interrompere grazie alla scuola. Ora tutti affrontò con un’esperien-
le pubblicazioni (ove fosse i suoi «Scritti. 1932-1989», za maturata, a Milano e a
occorso, oggi possiamo sono stati editi in 2 volumi Roma, nello stesso con-
riconoscere che non sa- a cura di Carlo Bozza, con testo intellettuale di mol-
rebbe stato irrilevante). Fu presentazioni di Alberto ti protagonisti di quella
in quegli anni di guerra, Petrucciani e monsignor anni poteva permettersi di effervescente stagione di
infatti, fino a conclusione Elio Bromuri. invitare a cena non pochi scontri ideologici. Senza
intellettuali che gli avreb- dunque alcun timore re-
Aveva un nome antico, bero conservato amicizia, verenziale. Vittima dello
Tommaso (nato a Corciano stima e gratitudine, da Al- spoil system conseguente
vicino Perugia, nel 1903 fonso Gatto a Sinisgalli, da ai frequenti avvicenda-
e spentosi a Roma a 101 Quasimodo a Birolli. Con- menti al vertice della DC,
anni), e nasceva dunque trovoglia venne a Roma, non gli mancarono, forse
in una famiglia povera, frequentò le redazioni di unico intellettuale a capo
dove studiare, oltre ad riviste scientifiche e pe- di quell’ufficio, testimo-
essere logisticamente dif- riodici borderline come nianze di stima e rinnova-
ficile, era propriamente «Omnibus» di Longanesi, ta amicizia da parte degli
un lusso. Pure riuscì a fre- pubblicandovi interven- antagonisti dell’oggi, già
quentare tutte le scuole, ti a tutto campo, da note sodali di ieri. n
giungendo a iscriversi nel erudite a saggi di storia
’28 alla facoltà di Legge a moderna, recensioni e Scritti 1932-1989 -
Roma e, s’intende, mante- interventi letterari. Poi, scritti di varia letteratura -
nendovisi faticosamente. l’avventura di «Primato», volume i
dell’esperienza fascista, A Roma, seguì anche corsi la pericolosa vita romana di Tommaso Bozza
che quella rivista avrebbe di teologia all’Angelicum, durante l’occupazione te- a cura di Carlo Bozza
espresso il meglio di sé; ma dovette interrompere desca, e l’ineffabile, ver- Edizioni Scientifiche Italiane
sotto il suo titolo e la for- gli studi per prestare ser- gognosa epurazione che XVIII + 354 + 16 f.t., € 38,00
male direzione di tanto vizio militare. Alla scuola lo colpì con sei mesi di
nome del Fascismo, avreb- ufficiali di Spoleto, nel ’30, sospensione dal servizio e Scritti 1932-1989 - scritti
be protetto e dato spazio conobbe Amintore Fanfani dallo stipendio, malgrado di storia della religione
a una straordinaria gene- con cui strinse una confi- le testimonianze di quan- cristiana - volume ii
razione di intellettuali e dente amicizia di vita. Il ti, ebrei ed esponenti del- di Tommaso Bozza
artisti, gli stessi che, da si- neo laureato alla Cattolica la resistenza che, anche a cura di Carlo Bozza
nistra, avrebbero caratte- di Milano, invitò il meno con armi al seguito, ebbe- Edizioni Scientifiche Italiane
rizzato la vita culturale del giovane commilitone a ro da lui ricetto e alloggio. XVIII + 390 +16 f.t., € 42,00

STORIA IN RETE | 96 Febbraio 2017

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La Storia è un Romanzo
vertici del Partito, se anche a cura di Elena & Michela Martignoni
Filippo Turati (che non www.elenaemichelamartignoni.com
farà comunque mancare
il proprio appoggio a «Li-

Se Bruto avesse fallito?


bertà!»), in una lettera del
10 giugno 1924 ad Anna
Kuliscioff, li tacciò impie-
tosamente di «aridità», Un romanzo fra ucronia e fantasy: Giulio Cesare sfugge
«inerzia» e «improduttività
stupefacenti». Avrebbe in alle Idi di Marzo. E lancia la sua sfida agli Dei
fondo pagato, il periodico

I
dei giovani del PSU, oltre
alle misure repressive di di marzo 44 a.C. Cesare si reca in di Cesare né la sua granitica determinazione
del Governo, lo stato di Senato senza i fedelissimi legionari a perseguire il fine ultimo. Il cammino per
disorganizzazione in cui di scorta e senza i suoi giganteschi e arrivare alla meta è irto di pericoli e di col-
versava il Partito, diviso tra spaventosi germani. Esce di casa igno- pi di scena: lo scontro con i pirati, da sempre
rando i sogni premonitori della moglie acerrimi nemici di Cesare, è durissimo, ma si
il netto antifascismo di un
Calpurnia e le voci circolanti su una possibile risolve con l’arruolamento di nuovi e fedeli
Matteotti e il possibilismo
congiura volta a rovesciare la sua dittatura. alleati; anche la lotta con i Celti è cruenta e
dei sindacalisti, attratti La storia riporta che cad- prende una piega im-
dalle sirene delle proposte de trafitto da ventitré prevista quando sulla
di collaborazione avanzate pugnalate. E se invece scena compare il druido
da Mussolini.[G.Sal.] n fosse stata tutta una Cardan, crudele figu-
messinscena e Cesare ra tra il reale e l’horror.
non fosse morto affatto? Dopo molte peripezie e
Via San Nicolò 30. Questo l’azzardo pro- sacrifici, oltre la possi-
Traditori e traditi posto da Franco Forte, bile resistenza umana,
nella Trieste nazista lo schiaffo metaforico a senza però arrivare allo
di Roberto Curci chi per secoli ha sempre scopo prefisso, la verità
Il Mulino prestato fede alle anti- si fa strada anche nel ca-
pp. 170, € 15,00 che cronache. Una teo- parbio Cesare: il segreto
ria senz’altro originale della immortalità gli Dei
che ha dato lo spunto a non lo avrebbero mai

B isognerà forse partire, questo affascinante ro- condiviso con loro picco-
per meglio inquadrare manzo e che si colloca li e arroganti omuncoli,
il saggio di Roberto Curci nella difficile zona tra re- accecati dal desiderio di
alismo storico e ucronia. potere. La vicenda, il cui
– giornalista, già responsa-
Conosciamo bene, per ritmo diventa sempre
bile delle pagine culturali
averli studiati a scuola, più incalzante, sembra
de «Il Piccolo» – dal suo tutti i personaggi chia- concludersi con un falli-
sottotitolo, che offre in ve del romanzo: Cesare, mento, ma l’irriducibile
effetti una panoramica, per Cicerone, Bruto, Crasso, Cesare non demorde,
molti versi impietosa, con Pompeo, Spartaco, Calpurnia, Marco Anto- non è nella sua natura: continuerà a cercare
chiari e scuri equamente nio, tanto per citare i più noti. Qui però han- il mistero dell’eternità lungo le sponde del
distribuiti, del clima di Trie- no perso la statica rigidità «da libro di testo» Nilo, dove la splendida Cleopatra e Marcanto-
ste nel 1943-’45, durante ed escono dalle pagine con le loro forti pas- nio vivono la loro intensa passione. Violenze
sioni vissute senza freni, spinte fino all’eroi- e crudeltà, senso del dovere e fedeltà estre-
l’occupazione tedesca. Al
smo, e affrontano le loro paure di petto, tra- ma al capo supremo, magia e, al contempo,
centro della scena emerge
scinati e soggiogati dalla fermezza del loro riflessioni filosofiche sono i principali ed ete-
la figura di Mauro Grini, capo. Era infatti impossibile per chi stava di rogenei ingredienti del racconto, nel quale
figlio di un sarto di origine fronte a Cesare oltrepassare la barriera ferrea c’è poco spazio per l’amore, vissuto più come
ebraica, che in quegli che sapeva erigere con lo sguardo. Partendo piacere fisico che come sentimento. Gli scon-
anni si renderà responsa- quindi dall’ipotesi che Cesare sia tutt’altro tri armati, così come la descrizione dei castra
bile, come collaboratore che morto, l’autore ipotizza un nuovo futu- e delle imbarcazioni, denotano una accurata
(ufficialmente «interprete») ro per lui e per i suoi seguaci. Abbandonati ricerca e uno studio approfondito dell’antica
delle SS, di una lunga se- Roma e i suoi intrighi, il dittatore insegue il Roma e dei suoi costumi. n
sogno più ambizioso di sempre: incontrare
quela di delazioni ai danni
gli Dei e strappare loro il segreto dell’immor-
di ebrei, non solo a Trieste,
talità. Così la concretezza romana si scontra Cesare l’immortale
ma anche in altre con il mondo della magia e del soprannatu- Franco Forte
zone dell’Italia setten- rale, con eventi che sconvolgono le menti Mondadori
trionale e in Toscana. razionali, ma non scalfiscono né l’equilibrio pp 365 , € 19,00

Febbraio 2017 |
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Per le vittime (per il solo ma esisterebbe anche la La primavera della realtà più subite che sentite,
capoluogo giuliano la stima possibilità, tutt’altro che Repubblica. Roma 1849: avviate da Pio IX all’interno
è di 300 persone) di quelle remota o fantomatica, visti la città e il mondo della Roma papalina. Una
delazioni la sorte finale, tanti altri casi analoghi, di Giuseppe Monsagrati ricostruzione che, se per
salvo per pochi, era segna- che Grini avesse trovato La Lepre alcuni versi segue i brevi ma
ta: la Risiera di San Sabba, ospitalità in qualche Paese pp. 184, € 16,00 intensi cinque mesi della
come luogo di smistamen- europeo (Spagna?) o, più vita della Repubblica, per
to o di eliminazione fisica,
o il viaggio sui vagoni
piombati verso i campi
probabilmente, sudame-
ricano, usufruendo della
rete di protezione offerta
D a una parte la ne-
cessità di colmare il
vuoto di potere creatosi a
altri ne pone in luce alcuni
peculiari aspetti, a comin-
ciare dalla sua valenza
di sterminio. Personalità dal Vaticano. Al di là della Roma con la fuga di Pio IX transnazionale, aliena da
psicologicamente labile, sorte di Mauro Grini, resta a Gaeta, dall’altra quella di localismi o municipalismi.
quella di Mauro Grini, che da chiedersi il nesso tra la salvaguardare la crescita Una valenza che riguarderà
cercherà di giustificare la vicenda di cui fu indiscusso civile favorita nella città non soltanto tutto il mondo
sua frenetica attività al fian- protagonista e l’indirizzo di dalle riforme del 1847, cattolico, ma anche, su un
co delle SS con la necessità via San Nicolò 30 a Trieste, che avevano dato vita al piano prettamente politico,
di salvare i propri famigliari dove, porta a porta, c’erano le Potenze europee, fautrici
detenuti alla Risiera (forse la sartoria Grini e la Libreria di un’alleanza conservatrice
dietro sua stessa denuncia), antiquaria di proprietà di contro i focolai eversivi ro-
ma in una condizione pri- Umberto Saba. In realtà, il mani; per non parlare della
vilegiata, come gestori di nesso è quanto mai labile, presenza, tra le file della
una sartoria per i tedeschi, basato pressoché unica- Repubblica, di non pochi
rispetto ad altri prigionieri. mente sulla contiguità dei volontari stranieri (polacchi,
Fatto è che, agendo da due locali e su una lontana ungheresi, tedeschi, anche
solo o in combutta con una parentela fra il poeta e la francesi in urto con l’invo-
donna (la posizione del famiglia Grini; così come luzione autoritaria di Luigi
fratello Carlo, pur defilata ininfluente appare la Napoleone). Particolare
penalmente, non appare circostanza (riportata da rilievo viene dato anche
del tutto chiara), spinto Curci nel primo capitolo al ruolo della popolazione
– come scrive Curci – da del saggio) di un duplice romana (in particolare
una sorta di «bulimica suicidio, nella primavera trasteverina) nelle vicende
del 1922, a distanza di un della Repubblica e durante
mese l’uno dall’altro, di gli scontri con le truppe
due giovani commesse mito illusorio del «Papa francesi. Nulla, in quel ruo-
della Libreria antiquaria. liberale». A questa duplice lo, riporta alla sua atavica
Quanto all’atteggiamen- necessità sono legate le indolenza (tanto fomenta-
to tenuto da Saba nei motivazioni di fondo della ta dal potere politico-ec-
confronti dell’ebraismo, nascita, proprio in una clesiastico), poco o niente
anche dopo l’emanazione città come Roma (sotto la all’estraneità e all’ostilità
delle leggi razziali in Italia, cappa, sino a quel momen- con cui essa aveva assistito
con un continuo alternarsi to, del dominio pontificio), alla vita della Repubblica
di attrazione e repulsione, della Repubblica del 1849, Romana del 1798, troppo
di amore e odio, esso può capace, pur nella sua breve manifestamente imposta
trovare spiegazione (certo esistenza, di emanare una dalle armi della Francia
non facile) nella complessa delle più avanzate costitu- rivoluzionaria. Anche agli
e tormentata personalità zioni d’Europa. Partendo occhi di osservatori stra-
fame di denaro», Mauro del poeta, degna semmai da questa constatazione di nieri, ben poco teneri in
Grini riuscirà a sfuggire alla di uno studio psicoanali- fatto, lo studio di Giuseppe passato con l’apatia con-
condanna a morte emessa tico, ma non si presta ad Monsagrati – già docente di genita della popolazione
nei suoi confronti dalla altre congetture di natura Storia contemporanea alla romana, la Roma del 1849
Corte d’Assise di Milano nel politico-ideologica o di Facoltà di Lettere e Filosofia fornirà alla Repubblica un
marzo 1947. Secondo i più, ambiguità opportunisti- della Sapienza di Roma – ri- consenso, se non unanime,
sarebbero stati gli stessi che, che l’Autore sembra percorre i momenti salienti certo maggioritario, per
tedeschi, al momento della voler adombrare negli ul- della Repubblica Romana affrontare i costi umani
ritirata, a sbarazzarsi di timi capitoli, col fare di chi del 1849, senza peraltro e materiali dell’assedio
un personaggio divenuto lancia il sasso e nasconde trascurare la precedente e dell’impari confronto
scomodo anche per loro; subito la mano. [G.Sal.] n stagione delle riforme, in militare. [G.Sal.] n

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“A MORTE GIOLITTI!” QUANDO SALANDRA PRESE I PIENI POTERI
La verità sul “maggio radioso”
Documenti inediti sulla crisi istituzionale del maggio 1915
Giancarlo Lehner, Tito Lucrezio Rizzo, Antonino Zarcone, Ulla Akerstrom,
Dario Fertilio, Giorgio Sangiorgi, Claudio Susmel, Mario Caligiuri,
Gianpaolo Romanato, Enrico Tiozzo, Luigi Pruneti e Aldo A. Mola

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GIOVANNI GIOLITTI
PER LO STUDIO
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