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A Il Covilef B

ANNO XIV N°804 24 LUGLIO 2014

RIVISTA APERIODICA RISORSE CONVIVIALI


DIRETTA DA
STEFANO BORSELLI d ISSN2279–6924
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E VARIA UMANITÀ

Penetriamo nuovamente in epoche che non aspettano dal filosofo né una spiegazione né una trasformazione del mondo, ma la costruzione di rifugi contro l’inclemenza del tempo. Nicolás Gómez Dávila

ARMANDO ERMINI
FEMMINISMO E CAPITALE.
j

S
di femminismo non è sem-
CRIVERE l'ordine economico/sociale di riferimento, non
plice perché non è un fenomeno li- solo per quanto riguarda i rapporti sociali ma
neare ed univoco. In realtà si do- anche e soprattutto per il modo di pensare e di
vrebbe parlare di femminismi, uniti da un mi- rapportarsi alla realtà che ci circonda? Ora, la
nimo comune denominatore ma divisi su molte fine del Patriarcato implica, necessariamente,
cose. Scopo di questo articolo non è scriverne anche la fine del suo sistema simbolico, compre-
l’ennesima storia, sulla quale chi è interessato so il linguaggio, ma sappiamo dalla fisica che
può trovare molto materiale cartaceo e sul web. ogni vuoto tende ad essere riempito, occupato.
Ci interessa invece tentare di metterne in Da cosa lo vedremo.
luce i legami, talvolta espliciti, altre impliciti Senza stabilire rapporti necessari di causa
quantunque ignorati o negati, col capitalismo; effetto ma vedendone piuttosto le influenze re-
nel senso della funzionalità a questo sistema ciproche, esiste una non smentibile contem-
economico, ma anche e soprattutto come fun- poraneità fra tre fenomeni: 1) l’affermazione e
zionalità o identità nelle concezioni filosofiche l’estensione a livello planetario del sistema
e antropologiche, in senso lato culturali, che ne capitalistico; 2) l’evaporazione del padre e del
sono alla base anche quando non esplicitate. suo simbolismo; 3) la nascita e la crescente in-
Possiamo intanto partire da una prima con- fluenza politica e culturale del femminismo.
statazione. Per esplicita e ripetuta ammissione Si possono fare tutti i distinguo che vo-
di importanti esponenti femministe (ad esempio gliamo, ma da tali fatti emerge che Capitalismo
Muraro e Dominijanni), il Patriarcato1 è ormai e Patriarcato sono fenomeni diversi, non sem-
al tramonto e viviamo già in epoca post patriar- pre compatibili, in particolare quando il capita-
cale. Cosa vuol dire allora il fatto che, al lismo dispiega pienamente la sua logica per di-
contrario, il capitalismo è vivo e vegeto e ha or- ventare assoluto.2 Il capitalismo dispiegato nel
mai sconfitto il suo avversario storico, o alme- suo begriff è incompatibile col patriarcato, ovve-
no ciò che si proponeva come tale, diventando ro coi limiti imposti dalla legge del padre, men-
2 Per l’evoluzione del capitalismo da una prima fase astrat-
1 Per una analisi più approfondita del concetto di Patriar- ta a quella odierna assoluta-totalitaria (definita come pe-
cato rimando al mio libro La Questione Maschile oggi, netrazione del sistema delle merci e della sottesa ideolo-
Settecolori, 2014 , nel quale propongo chiavi di lettura gia in ogni poro della vita sociale e individuale), passando
diverse e a mio avviso più congrue rispetto a quella cor- per la fase dialettica (definita dallo scontro di classe e dal
rente. Tuttavia in questa sede assumiamo per brevità il permanere di forti contraddizioni anche all’interno delle
termine nel significato più comunemente accettato di si- classi), si veda Diego Fusaro, Minima Mercatalia, filosofia
stema sociale fondato sulla discriminazione di genere, in e capitalismo, Bompiani, 2013, e Costanzo Preve, anomalia
virtù dell’oppressione maschile verso le donne. della sinistra non normalizzata, in www.ilcovile.it n. 797.

Il Covile, ISSN 2279–6924, è una pubblicazione non periodica e non commerciale, ai sen- si della Legge sull’Editoria n°62 del 2001. ☞Direttore: Stefano Borselli. ☞Redazione:
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Roberto Manfredini, Ettore Maria Mazzola, Alzek Misheff, Pietro Pagliardini, Al- manacco romano, Gabriella Rouf, Nikos A. Salìngaros, Andrea G. Sciffo, Stefano
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tre al contrario è compatibile, quando non di- tosto che di sessi. Tale concezione, nata e svi-
rettamente connesso, col femminismo e con le luppata in particolare negli USA, è stata fatta
sue concettualizzazioni. propria dall’ONU, dall’UE e dalle relative
Il minimo comune denominatore dei fem- ONG che la propagandano in ogni loro docu-
minismi a cui accennavo sopra è la convinzione mento come fosse una verità indiscutibile e si
che le donne sono sempre state una categoria adoperano in ogni modo affinché diventi la
oppressa, quale che ne sia la ragione, mentre lo base educativa dei programmi scolastici, come
scopo è renderle finalmente «libere», quantun- ha già documentato Il Covile.3 In particolare
que il termine libertà sia declinato in modo assai nel n. 799 della rivista, a cui rimandiamo, ci
diverso. Può essere infatti inteso come piena li- siamo concentrati sui nessi interni fra la logica
bertà di costruirsi un proprio progetto di vita del Capitale e la Gender Theory, fino ai suoi esi-
(ma in questo caso soggiace agli stessi limiti ma- ti più estremi del trans umanesimo.
teriali degli uomini), ma anche come sgancia- Ora, se quelle connessioni non disturbano
mento da ogni determinazione naturale del cor- affatto il femminismo liberal, pongono invece
po. Può voler dire agire in positivo per le don- qualche problema a quello che abbiamo defi-
ne, ma anche agire contro gli uomini perché nito per brevità, benché con approssimazione,
causa dell’oppressione. Infine può voler dire di classe.
anche assegnarsi una missione liberatrice uni- Uguaglianza o uniformità nel femminismo liberal.
versale. Liberarsi dal patriarcato significherebbe
I legami del femminismo liberal coi poteri
rendere anche gli uomini più liberi e autentici.
forti, cioè con i governi occidentali, con le Or-
Scusandomi per l’estrema sommarietà, cre- ganizzazioni Internazionali, con le grandi fon-
do sia utile partire tracciando una brevissima dazioni statunitensi e colle multinazionali, so-
mappa classificatoria del femminismo per poi no evidenti e documentati. Ne scrive a lungo
cercare di analizzarne i fondamentali, per Alessandra Nucci.4 La sua tesi è che questo ti-
quanto possibile nello spazio di un articolo. po di femminismo è stato elaborato a tavolino
Rispetto alla sua fase iniziale, quando le da un’élite intellettuale, e non si propone affat-
prime suffragette rivendicavano il riconosci- to di conoscere e favorire la volontà femmini-
mento alle donne dei medesimi diritti sociali le, bensì di influenzarla e incanalarla per scopi
degli uomini, in primo luogo il diritto di voto non sempre corrispondenti all’interesse delle
attivo e passivo, il femminismo si è diviso in donne, e qualche volta addirittura contrari. Le
due grandi filoni fondamentali: Il femminismo donne sarebbero strumentalizzate per, leggia-
dell’uguaglianza e quello della differenza. Oc- mo nell’abstra del libro,
corre avvertire che tale classificazione è utile
promuovere una società pianificabile, fatta di
per orientarsi ma non deve essere intesa in sen-
una moltitudine atomizzata di persone poco
so rigido perché, come già detto, esistono simi- interessate ad appartenersi l’una all’altro e
litudini strette di analisi e quindi obbiettivi co- dunque poco interessate a riprodursi.
muni, anche se motivati in modo diverso.
L’antagonismo di classe viene sostituito con
quello fra i sessi, e la storia viene riscritta come
M I L F EMMINISMO DELL’UGUAGLIANZA.
storia dell’oppressione maschile verso le donna.
Si può suddividere a sua volta, nel filone
In questa visione il Patriarcato è un sistema di
liberale/individualista e in quello di classe di ispi-
relazione oppressiva maschi/femmine presente
razione marxista.
in ogni epoca storica e in ogni cultura, indipen-
Entrambi i filoni condividono la concezio- dente dai sistemi economici. Induce quelli che
ne che rifiuta il legame fra psiche e corpo, e vengono definiti gli stereotipi di genere, men-
pongono l’accento esclusivamente sulla co-
struzione sociale delle identità, maschili e fem- 3 Il Covile nn. 764, 768, 776, 788.
minili. Si parla perciò di generi (gender) piut- 4 A. Nucci, La donna a una dimensione, femminismo anta-
gonista ed egemonia culturale, Marietti 1820, 2006.

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tre si assume invece come concetto che non ne- sono congrui con gli scopi dei poteri forti,
cessita di dimostrazione che maschi e femmine economici, finanziari e politici, che puntano
avrebbero gusti, inclinazioni, passioni e pre- alla denatalizzazione, alla costruzione di indi-
disposizioni identiche, che solo la cultura pa- vidualità deboli e malleabili utili all’instaura-
triarcale e sessista non farebbe emergere. Non zione di un Nuovo Ordine Mondiale sotto il
interessa la pari dignità di uomini e donne e loro controllo.
non basta neanche la parità assoluta in fatto di Sul piano sociale questo tipo di femminismo
diritti, che nei paesi occidentali è già stata am- pone l’accento esclusivamente sulla discrimina-
piamente ottenuta (e oltrepassata) sul piano le- zione sessista e patriarcale che vorrebbe le don-
gislativo ed anche in larga parta nella società ci- ne confinate nel tradizionale ruolo di angeli del
vile. Si punta invece alla costruzione di indivi- focolare. Si disinteressa perciò alle differenze
dui omologati e de identificati partendo dalla (di censo, di classe) all’interno del mondo fem-
convinzione che il sesso biologico non abbia al- minile e osteggia ogni provvedimento di legge
cun ruolo oggettivo nella definizione di ciò che teso a proteggerle, comprese le tutele alla ma-
è maschile o femminile, che sarebbero solo co- ternità, come residuo patriarcale e paternalista.
struzioni culturali (Gender theory). Abbiamo già In coerenza con l’assunto che il genere è un co-
visto, trattando la questione,5 che l’individuo strutto culturale, lotta incessantemente contro
neutro è funzionale alla nuova fase del capitali- ogni differenza ovunque si manifesti, e punta,
smo finanziarizzato e mondializzato. La Nucci anche mediante discriminazioni positive, a pro-
non manca di sottolineare come per arrivare a muovere la piena parità maschi-femmine in
questo obbiettivo si debba necessariamente con- ogni campo della vita sociale ed economica e
trastare ogni credenza tradizionale. identiche possibilità di affermazione personale.
Così descrive l’azione culturale del femmi- «Il motore di questa trasformazione è psi-
nismo di genere: cologico»,8 prosegue la Nucci, e si attua attra-
Il conseguente assalto alla cultura popolare ha verso l’indignazione e il vittimismo tesi a ri-
preso sostanzialmente cinque direzioni: dele- scrivere completamente la storia come storia
gittimare la normalità (stereotipi), far diventa- dell’oppressione maschile verso le donne. È
re norma l’eccezione (culto della diversità), in- ciò che Rino Della Vecchia9 chiama la Grande
culcare motivi di risentimento e accusa Narrazione Femminista, mediante la quale il
(vittimismo), delegittimare su questa base la re- femminismo ha assunto, è ancora la Nucci che
ligione cristiana e in particolare la gerarchia scrive
cattolica (patriarcato), sacralizzare con inten-
to risarcitorio il femminile (neopaganesimo).6 il controllo dell’etica, ovvero della possibilità
di stabilire ciò che è giusto, e annullando al
La sacralizzazione del femminile in una gene- contempo il senso di appartenenza a qualunque
rica spiritualità di tipo panteistico (New Age), struttura capace di suggerire un’etica diversa.10
l’attribuzione alle donne (e solo a loro) del Le élite femministe, che non sono composte
diritto insindacabile di decretare la vita o la
solo da donne, si sono insediate ai vertici delle
morte dei nascituri (diritto all’aborto libero dis- istituzioni internazionali è da lì conducono la
simulato sotto la definizione di diritto alla sa- loro guerra con armi incruente ma non meno
lute riproduttiva), e la corrispondente « svaluta-
micidiali. Si tratta, per Della Vecchia, di una
zione di tutto quanto attiene al maschile» in guerra condotta nell’ambito dell’Etosfera, il
quanto ostacolo all’affermazione del main- luogo del buono e del cattivo, del bello e del
stream di genere, fino a decretarne l’inutilità,7 brutto, del bene e del male. Uno spazio in cui
«non si ragione, non si conosce, si sente», dove
5 Il Covile, n. 799.
6 A. Nucci, op. cit., pag. 22. 8 A. Nucci., op, cit., pag. 12.
7 Si veda, ad esempio, la teoria dell’affidamento fra donne, 9 Rino Della Vecchia, Questa metà della terra, Altrosenso
teorizzata da A. Cavarero e F. Restaino in Le filosofie Saggi, 2004.
femministe, Paravia B. Mondadori, Milano 2002. 10 A. Nucci, op. cit., pag 16.

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non vale il principio di verità o di logica, ma Mentre una volta le femministe criticavano
solo quello di utilità. È vero ciò che è sentito una società che promuoveva il carrierismo, ora
come utile, è falso tutto il resto, e vi possono consigliano alle donne di darci dentro. Un mo-
coesistere concetti ed elementi del tutto con- vimento che una volta promuoveva la solida-
traddittori, che però non solo non sono perce- rietà sociale, ora celebra le donne imprenditri-
ci. Una prospettiva che una volta valorizzava
piti come tali, ma sono anzi utilizzati insieme se
la cura e l’interdipendenza, ora incoraggia il
utili alla causa per la quale ci si batte. Non im- successo individuale e la meritocrazia.
porta che la GNF non regga ad un confronto
coi fatti, dai quali sarebbe ben difficile dedurre Il femminismo che criticava il capitalismo or-
che i maschi, cui da sempre sono stati affidati i ganizzato di Stato, è diventato ancella del
compiti più duri e rischiosi (dal lavoro alle nuovo capitalismo ‹disorganizzato›, globalista
guerre) e che da sempre hanno protetto le don- e neoliberista. E non perché le donne sono sta-
ne considerando la loro vita più importante del- te vittime passive delle seduzioni neoliberiste,
la propria, sono dei sadici oppressori col gusto bensì per alcune scelte precise: 1) la critica al sa-
di sottomettere l’altra metà del cielo. Ciò che lario familiare in nome dell’emancipazione
conta è che la percezione di un’oppressione e- femminile e del diritto al lavoro, che ha finito
terna e violenta diventi luogo comune per sti- per legittimare il capitalismo flessibile. Esso
molare la guerra fra i sessi. In questo processo, può avvalersi così di una massa di manodopera
afferma Fabrizio Marchi,11 le donne sono state a più basso costo, più flessibile e con minori li-
gratificate attribuendo loro un grande potere velli di sicurezza (insomma l’esercito indu-
(sessuale) sugli uomini, a prezzo, però, della striale di riserva come teorizzato da Marx); 2)
mercificazione generale di ogni aspetto della l’accento posto esclusivamente sulle questioni
vita. Mercificazione che le donne hanno ac- di genere(sessismo, critica della violenza) piut-
cettato, inconsapevolmente o meno poco im- tosto che su quelle sociali, che ha finito per
porta, introiettando i canoni culturali del capita- fare dimenticare le prime; e 3) la critica al pa-
lismo e rendendosi ampiamente ad esso fun- ternalismo dello Stato sociale, che è coincisa
zionali, tanto da essersi trasformate da elemen- con l’abbandono da parte degli stati dei pro-
to di rottura, come si proponevano alle origini grammi macro-strutturali orientati a combat-
del femminismo, nel suo principale supporto. tere la povertà.
In sostanza, le istanze del femminismo, che
M IL FEMMINISMO DI CLASSE O DI SINISTRA. in origine avevano per la Fraser una loro ra-
Facile immaginarsi che il femminismo libe- gione d’essere, sono andate nella stessa dire-
ral di ascendenza Usa, peraltro maggioritario zione, e per questo strumentalizzate, dell’evo-
tanto da essere considerato spesso come il fem- luzione in senso neoliberista del capitalismo.
minismo per antonomasia, abbia suscitato più Le problematiche sollevate dalla Fraser han-
di una critica, in specie in quelle correnti che no suscitato, era prevedibile, un dibattito inten-
si richiamano, in modo più o meno stretto, al so nel femminismo di ispirazione di sinistra in-
marxismo. torno al rapporto fra patriarcato e capitalismo,
Particolarmente netta è stata Nancy Fraser ovvero sulla possibilità che esista un capitalismo
che nel 2013, sul Guardian, ha pubblicato un non patriarcalista e non sessista. Prenderò come
articolo dal significativo titolo «Come il fem- esempio, perché mi sembra il più significativo e
minismo divenne ancella del capitalismo, e co- denso d’implicazioni, un articolo di Cinzia Ar-
me riscattarlo». La Fraser sostiene che la criti- ruzza sul web.12 L’autrice ammette, e oggi sareb-
ca del sessismo è diventata una giustificazione a be difficile negarlo, che la struttura logica del ca-
nuove forme di disuguaglianza e sfruttamento. pitale è intrinsecamente indifferente alle diffe-
renze di sesso o di razza, ma solo ad un livello

11 Fabrizio Marchi, Le donne: una rivoluzione mai nata, Mi- 12 www.communianet.org/content/riflessioni-degeneri-3-il-


mesis edizioni, 2007. capitalismo-indifferente.

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di astrazione così elevato che non può trovare Mettiamo che a un livello meramente astratto
mai riscontro nella pratica e nella storia. […] gravidanze e parti potrebbero essere inte-
ramente meccanizzati, che l’intera sfera delle
Ciò che è possibile su un piano meramente ana-
relazioni emotive potrebbe essere mercificata
litico e astratto e ciò che è storicamente possibi-
ed espletata attraverso servizi a pagamento.
le sono due cose completamente diverse.
Insomma, mettiamo tutto questo. Si tratta di
Nel suo funzionamento concreto il capita- una visione credibile sul piano storico? L’op-
lismo ha come conseguenza necessaria e natu- pressione di genere può essere sostituita così fa-
rale la riproduzione costante, in forme diverse, cilmente da altre forme di gerarchia che abbia-
dell’oppressione di genere. Femminilizzazione e no la stessa presa, appaiano altrettanto natu-
defemminilizzazione del lavoro, riconfigura- rali, siano altrettanto radicate nella psiche e
zione continua dei rapporti familiari, creano co- nei processi di formazione soggettiva? Qualche
munque nuove forme di oppressione fondate sul dubbio è più che legittimo.
genere, e così come le conquiste dei ceti subal- Capitalismo e oppressione di genere sareb-
terni non significano che il capitalismo potrebbe bero perciò inscindibili, ma ciò che in realtà ri-
fare a meno dello sfruttamento e dell’estrazione sulta da questo esempio è non è l’origine so-
di plusvalore, così le conquiste delle donne non ciale delle discriminazioni di genere. Fra que-
prefigurano la possibilità di un capitalismo in ste sarebbero infatti le gravidanze e i parti, di
cui non esista l’oppressione di genere. cui si auspica la meccanizzazione. Allo stesso
C’è una prima obiezione di principio da muo- modo la mercificazione e la sostituzione con
vere a questa tesi. Qualunque giudizio se ne dia, lavori a pagamento delle relazioni emotive
un capitalismo in cui non esista la separazione (penso voglia dire quelle che implicano un la-
dei produttori dai mezzi di produzione non è voro di cura, come la maternità o l’assistenza
concepibile neanche teoricamente; al con- agli anziani, cioè attività tipicamente o esclu-
trario, se è concepibile sul piano analitico e teo- sivamente femminili), non è giudicata sbagliata
rico un capitalismo non sessista o razzista, la o inumana, ma semplicemente non credibile in
sua realizzazione concreta dipenderà dal con- una società capitalista. Per usare le parole, un
testo storico, che può ovviamente cambiare nel tempo di moda, del Presidente Mao Tze
tempo e nello spazio, ma non può essere esclusa Tung, la Arruzza solleva una pietra che le ri-
in linea di principio. Così fosse la enunciazione cade sui piedi. L’origine dell’oppressione con-
teorica risulterebbe immediatamente falsa. E sisterebbe infatti nella naturale costituzione
d’altra parte ciò che accade oggi è proprio la di- organica femminile, dal momento che gravi-
mostrazione di quanto sopra. Emerge infatti danze maschili sono difficilmente immaginabi-
con la massima limpidità che il capitale, lascia- li. L’emancipazione delle donne consisterebbe,
te al loro destino la morale e l’etica borghesi o semplicemente, nel superamento della natura e
religiose, persegue un solo fine: la sua riprodu- nella disumanizzazione della sfera emotiva. La
zione allargata. Tutto il resto viene piegato a critica al capitalismo si riduce così al rimprove-
questo scopo. Discriminazioni, sessismi, razzi- ro per non riuscire in questo compito, ossia al-
smo, uso politico delle religioni, possono essere la sua inefficienza, superabile, forse, in un al-
esercitati in qualunque direzione purché siano tro tipo di struttura sociale. Il femminismo di
funzionali allo scopo, oppure essere osteggiati origine marxista finisce così per saldarsi con
sempre per lo stesso motivo. Pensare il contra- l’altro filone che, partendo dalla negazione del
rio significa essersi fissati su una fase superata, dato naturale, la corrispondenza fra corpo e
combattere, e nemmeno con sempre buone ra- psiche, approda infine, ossessionato dalle
gioni, un avversario immaginario, che ha già ab- differenze, al transumanesimo. In realtà l’Ar-
bandonato quella trincea per spostarsi altrove. ruzza sottovaluta semplicemente le capacità
La Arruzza intende dimostrare la sua tesi del capitalismo di ottenere quelle che lei consi-
con un esempio: dera come conquiste.

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Non si fanno invece troppi problemi le au- M IL FEMMINISMO DELLA DIFFERENZA.


trici della storia del femminismo del sito Leo- La negazione di ogni differenza ontologica
nardo.it.13 Vi si inneggia senza riserve al fatto e di ogni determinazione corporea dei sessi,
che, depurati dalle scorie delle pretese rivolu- conduce il femminismo dell’uguaglianza, al di
zionarie ben presto appannatesi, gli anni della là di ogni intenzione originaria, a collocarsi
rivoluzione giovanile e femminile hanno inne- nel campo del capitale, come abbiamo tentato
scato una vera rivoluzione antropologica di dimostrare.
sull’onda dello sviluppo capitalistico in senso Si finisce per bloccarsi su definizioni ed ana-
edonistico e consumista. lisi di tipo esclusivamente sociologico, ma con
La liberazione della donna ha mutato la socie- ciò si rimane alle soglie del problema, rinun-
tà. Dal 1972 è nata un’altra donna e tutte le al- ciando ad indagare l’universo simbolico origina-
tre conquiste che avverranno sono legate a que- rio del maschile e del femminile, l’unico atto a
sta mutazione antropologica di questi anni, render conto in modo non superficiale della
dove e soprattutto e innanzi tutto non solo la storia del rapporto maschi/femmine, e a partire
donna ha mutato il suo carattere, ma ha fatto dal quale poter anche indagare come quegli uni-
parallelamente mutare carattere anche all’uo- versi simbolici si sono espressi in concreto nei si-
mo. Col ’72, infatti, si sono spente le ultime
stemi socioeconomici che l’umanità si è data.
manifestazioni della contestazione, ed è calata
anche la spavalderia, l’arroganza e l’egocen- A questa problematica ha tentato invece di
trica opinione che l’uomo aveva di se stesso. Le d are risposta il femminismo della differenza.
donne diventarono sempre più belle, sicure, Anche questo femminismo è attraversato da
attraenti, eleganti, e se voleva l’uomo com- differenze importanti. Ne esiste infatti una
petere doveva adeguarsi agli stessi canoni. Il versione, diciamo così dozzinale nonché in-
medioevo era finito, consistente sul piano teorico e pratico, che
mentre legge la differenza nel senso di gerarchia etica
Sulla ribalta salgono Versace, Valentino, Trus- e morale, nonché di capacità razionale, ossia
sardi, Ferrè, Litrico, Cardin e tanti altri. E ini- d’intelligenza. Le donne sarebbero predisposte
ziano le modelle. È iniziata una nuova era (più alla non violenza, alla solidarietà, alla coo-
gradevole). perazione anziché alla competizione, alla pace
Insomma l’era della Milano da bere. Neoca- invece che alla guerra, all’accoglienza invece
pitalismo consumistico e femminismo dell’e- che all’esclusione. E per di più il loro cervello
guaglianza finiscono per supportarsi l’un l’al- funzionerebbe meglio, sarebbero cioè comples-
tro, in analogia con quanto è accaduto alla sivamente più intelligenti degli uomini. Lo si
critica marxista della società borghese. Inca- sostiene, ad esempio, in alcune così dette ricer-
pace di inverarsi nel momento costruttivo di che scientifiche, ed è ciò che il prof. Veronesi
14

una società diversa e più giusta, la critica e la si incarica di propagandare ogni volta che ne
decostruzione dei valori borghesi e religiosi ha occasione. Ne discende che un mondo go-
sono state utilizzate dal capitale per liberarsi di vernato dalle donne sarebbe una specie di no-
quelle scorie ormai obsolete e inservibili nel vello Eden. Non vale la pena spendere parole
suo stadio attuale. Come dimostra oltre ogni ra- per contestare queste idee paranoiche. Sono
gionevole dubbio la parabola dei partiti ex semplicemente avulse dalla realtà, indimostra-
marxisti, questi hanno finito per accettare pie- bili e indimostrate ma soprattutto il frutto di
namente la logica e la weltanschaung del capi- un inedito razzismo di genere che imprime agli
tale, diventandone anzi il volto moderno, gra- uomini uno stigma inemendabile. Semmai è da
devole, democratico e politicamente corretto. sottolineare che grazie all’inesauribile lavoro
Idem per il femminismo, o almeno per questo
femminismo. 14 Si veda www.maschiselvatici.it/index.php/mondo-selva-
tico/61-uomini-e-giornali/403-nuove-vecchissime-sce-
13 http://cronologia.leonardo.it/storia/a1972g.htm. menze-sul-maschio.

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di propaganda mediatica e culturale,15 queste no entrare la soggettività più intima nella visibi-
idee sono penetrate in larga parte dell’universo lità pubblica ...
femminile ma anche in quello maschile e, come Dunque l'irruzione delle tecniche di potere nel
sottolinea ancora Alessandra Nucci, utilizzate lavoro di cura, ossia la loro mercificazione e
dai poteri forti per disgregare ogni spirito di so- l'ingresso nel mercato sarebbe un esito positivo
lidarietà fra uomini e donne in vista del Nuovo della caduta del patriarcato? E l'insoppor-
Ordine Mondiale. tabile chiacchiericcio del gossip mediatico che
Esiste però anche un altro filone del fem- mischia vita privata e politica sarebbe anch'es-
minismo della differenza che, benché minori- so un effetto positivo del femminismo? Giudi-
tario sul piano della diffusione, ha dignità cul- chino i lettori, ma l’assonanza con quanto
turale e un importante spazio soprattutto in scrive la Arruzzi è evidente.
Francia ed in Italia. Deve per ciò essere preso Altre femministe, sia pure in modo con-
in seria considerazione. Lo faremo discutendo traddittorio, hanno invece una qualche consa-
soprattutto alcune tesi di due autrici impor- pevolezza che la fine del patriarcato non si-
tanti, Luce Irigary e Luisa Muraro. gnifica di per sé una società migliore. Per Sar-
Questo femminismo non entra, se non per tori Ghirardini,17 anch’essa esponente di Dio-
accenni, nel merito specifico dei rapporti fra tima, infatti,
discriminazione delle donne e capitalismo. con la venuta meno del patriarcato viene meno
Benché quel rapporto possa essere dedotto, ri- anche il suo ordine, ma il risultato non è im-
mane quasi sempre sotto traccia e raramente mediatamente un nuovo ordine, quanto piutto-
esplicitato. Il punto di partenza è la constata- sto un aumento del disordine, e il ritorno a for-
zione, in senso generale sicuramente condi- me di regolazione, concettualizzazione, azio-
visibile, che maschi e femmine sono diversi in ne, emozione, più arcaiche, sempre più spesso
quanto portatori di istanze, modi di essere, di elementari e violente.
pensare, di ragionare, non riducibili l’uno al- Si assiste infatti alla
l’altro. Ma, si sostiene, tutto quanto è fem- liberazione di un immaginario patriarcale or-
minile, a iniziare dal sistema simbolico, è stato mai non più regolato dall'ordine simbolico del
emarginato e soffocato dal patriarcato, sistema padre.
ben anteriore al capitalismo come noi lo cono- C’è una evidente contraddizione logica nel-
sciamo, che ne sarebbe solo una variante. Per la proposizione per cui il patriarcato, per defi-
iniziare a far emergere la trama delle idee del nizione fondato sulla legge del padre ossia su
femminismo della differenza possiamo usare le un sistema di regole e norme, libererebbe mo-
parole di Luisa Muraro, importante esponente rendo il suo immaginario senza regole. Per la
della Libreria delle donne di Milano e membro Sartori Gherardini il suo posto è preso in un
della comunità filosofica femminile Diotima.16 primo momento da forme di fratriarcato con co-
Parlando del libro Diotima, Potere e politica nflittualità sregolata, per superare il quale oc-
non sono la stessa cosa (Liguori, Napoli 2009), corre seppellire, dopo Dio e il padre che lo rap-
di cui firma la prefazione insieme a Chiara presentava in terra, anche la madre patriarcale,
Zamboni, afferma proposito degli effetti del ossia quella
femminismo in epoca postpatriarcale che madre spettrale dove si confondono le vecchie
tra privato e pubblico c'è osmosi, le tecniche paure e le nuove, le tradizionali matrifobia e idea-
del potere si sostituiscono all'autorità tradizio- lizzazione materna e le più recenti fobie e no-
nale delle donne nel lavoro di cura, i media fan- stalgie innescate dalla nuova libertà femminile.

15 Si veda Il Covile n. 357, «I maschi, l’ultima porta, a sini-


stra», ripreso in A. Ermini, op. cit. 17 In Piero Coppo, «Note a margine di L’ombra della madre
16 http://senonoraquandoreggioemilia.wordpress.com/2011/ di Luisa Muraro», in I fogli di ORISS, 29, 2008, da cui
05/16/intervento-di-luisa-muraro. sono tratte anche le citazioni successive.

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Per superare conflittualità e sregolatezza, che quel tipo di approccio è opposto a quello
dovremmo dunque tornare al primigenio ordi- maschile, il cui sguardo, almeno intenzio-
ne materno. Vedremo quali sono le sue regole nalmente, si pone dall'esterno, con lo scopo di
psichiche ma anche sociali, oggettivizzare la conoscenza, astrarla dal sen-
Tornando a Luisa Muraro, nell’intervento tire personale, separarsi dall'oggetto, segmen-
già citato insiste su un concetto: nella politica tarlo, dividerlo per poi ricomporlo alla fine
delle donne, completo dei nessi logici fra le sue parti, indivi-
il primo posto viene dato alla pratica del parti- duati ed esplicitati. È, appunto, quella diffe-
re da sé [...] non facile da far intendere a chi renza fra maschile e femminile che Erich Neu-
non la conosce in prima persona. Il partire da mann così descrive:
sé è un pensare non in base ad una rappresen- La coscienza matriarcale che osserva non deve
tazione ma ad un rapporto vissuto personal- essere confusa [...] con il distanziarsi della co-
mente fra sé e ciò che è in questione, esplici- scienza maschile che porta alla scienza e
tandolo: io dove sono, che cosa desidero, che all'obbiettività; essa viene diretta da sentimenti
cosa m'interessa di questa faccenda. È come e intuizioni concomitanti fondati su processi
schiodarsi da una fissità di dentro e fuori, io e semi-consci, con il cui aiuto l'Io si orienta con
gli altri, nel tentativo di situarsi non astratta- una forte partecipazione di tendenze emotive.
mente [...] il personale è politico, non c'è se- [...] Si tratta di un tipo di percezione totale a
parazione tra pubblico e privato. cui prende parte tutta la psiche, nella quale
Ancora nello stesso intervento leggiamo che l'Io ha il compito di condurre la libido verso
abbiamo concepito la politica come un agire l'evento vitale osservato e di rafforzarlo, più
che si avvale di relazione e scambi in cui le per- che astrarre da esso e giungere così ad un am-
sone interessate portano l'energia dei propri pliamento della coscienza.18
desideri e la lucidità della verità soggettiva. Si tratta insomma di una conoscenza che
E continua parte da un movimento esattamente inverso a
Se una è femminista, per lei è importante che
quello maschile oggettivante, e che Jung para-
ci sia libertà per ogni donna che viene al gonò a una gravidanza, a un render pregno.
mondo, libertà di pensare e di agire in rispon- Per la coscienza lunare [femminile. N.d.R.] la
denza ai propri desideri e, prima ancora, liber- conoscenza è al di là dell'affermazione, del re-
tà di desiderare senza misure stabilite da altri: soconto e della testimonianza. È come un pos-
che sia lei, la singola, l'interessata, a dire e de- sesso interiore che si sottrae facilmente alla di-
cidere quello che la riguarda. scussione poiché il processo conoscitivo inte-
Sono parole importanti, da tenere in mente riore, entro il quale si trova questa conoscenza,
non è esprimibile adeguatamente e può essere
quando tratteremo dei caratteri del capi-
trasmesso molto male a qualcuno che non lo ab-
talismo attuale. Qui è da sottolineare che della bia sperimentato.
simmetrica libertà maschile non c'è traccia,
come se questa fosse presupposta esserci da Le conoscenze della coscienza matriarcale non
sempre e quindi la legge del padre implicasse sono indipendenti dalla personalità che le
sperimenta, non sono astratte e prive di emo-
norme e limiti per le sole donne, ma questo co-
tività, poiché essa mantiene il legame con quel-
me abbiamo già visto con Sartori Gherardini, le zone dell'inconscio da cui quelle derivano.
non è vero, oppure, di tutto ciò che riguarda il Quindi possono essere spesso in contrasto con
maschile e il paterno alla Muraro non importa il conoscere della coscienza maschile, fatto di
nulla, con tanti saluti alla pretesa di liberazio- contenuti consci, idealmente isolati ed astratti,
ne universale che il femminismo ama proporre privi di emotività, dotati di generale indipen-
come suo scopo. denza dalla personalità.
Il femminile implica quindi per comune
ammissione, un elevato grado di soggettività
nell'approccio alla conoscenza. Si può dire 18 Erich Neumann, Psicologia del femminile, Astrolabio,
Roma MCMLXXV.

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Non può sorprendere che la stessa Muraro, per l’altro ma di affiancarli e farli coesistere,
commentando il saggio di Luce Irigary Ge- per Luisa Muraro
nealogie femminili, scriva che queste genealogie non c'è che un solo principio, quello materno,
sfuggano ad essere definite con precisione. del quale sinora solo gli uomini hanno bene-
Questo tema si trova infatti sul confine fra di- ficiato, o si sono appropriati, persino dissimu-
cibilità e indicibilità, come del resto molta lando e scartando le donne
parte, non sappiamo quanto grande, dell'espe- nota Francoise Collin.22
rienza femminile.19 Per la Muraro,23 occorre costruire un ordi-
Quindi per Neumann il conoscere femmi- ne simbolico materno, quindi un complesso
nile è «vitale di tipo generale […] appartiene culturale, concettuale e linguistico, a partire
al campo della saggezza e non della scienza».20 dal fatto incontestabile, che è anche il primo
Ora, se la conoscenza femminile è, per autentico momento della conoscenza, della re-
esplicita ammissione delle stesse autrici del lazione con la madre. Questa relazione pri-
femminismo differenzialista, inscindibile dalla maria, cito da Wikipedia, è
percezione soggettiva, è quanto meno incon- fatta di contatti, di gesti, di parole, di recipro-
gruo che la Irigary, in polemica con Freud, ca comunicazione nella quale non si distingue
parli del narcisismo come fenomeno maschile il corpo dalla mente e la mente dalla parola, è
quando invece è evidente il contrario. il luogo dell’immanenza, della presenza intera
La descrizione freudiana dell’invidia del pene, dell’essere. Saper amare la madre, l'esperienza
nella donna, è guidata secondo la Irigary, dal- di relazione con la madre, dà così il senso au-
lo sguardo maschile: è l’uomo che non vede nel- tentico dell'essere, e il senso autentico dell’es-
la bambina niente di simile a sé e ne resta sere si manifesta nella coincidenza di avere sen-
inorridito, per cui costruisce un parallelismo so ed essere vero. Saper amare la madre è dun-
fra la paura maschile della castrazione e l’invi- que il principio della conoscenza, ma la ri-
dia femminile del pene; ma è l’uomo a provare mozione culturale del nostro rapporto con la
la paura della castrazione e a veder rispecchia- madre che si verifica con l’avvento della legge
ta tale paura nella donna; se il rassicurante del patriarcato, la quale si sovrappone all’ope-
specchio femminile non rimandasse questa ra positiva della madre, ha l’effetto di scindere
immagine, se non ci fosse, da parte femminile la logica dall’essere ed è causa del nostro perdere e
invidia del pene, la costruzione maschile nar- riperdere il senso dell’essere.24
cisistica crollerebbe.21 Coerentemente con la concezione secondo
Ma non tanto questo è importante, quanto la cui il filo conduttore della storia sarebbe l’op-
necessità per le donne di parole, di un lin- pressione maschile sulle donne a partire dalla
guaggio, ossia di un simbolico conforme al- prevaricazione violenta del Patriarcato sul
l’esperienza femminile, che riesca a compren- Matriarcato, la Muraro finisce per delegitti-
dere il linguaggio del corpo e quello gestuale. mare millenni di cultura, tutti inquinati dal-
La questione del simbolico materno/fem- l’oppressione patriarcale, da Platone e Aristo-
minile è cruciale anche in Luisa Muraro, ma tele fino a Cartesio e oltre, inclusi Freud e la
con una differenza importante rispetto alla Iri- psicanalisi, Jung e la psicologia analitica, ed
gary. Mentre per questa, infatti, esistono «due anche, stavolta in accordo con la Irigary, le
principi dell'essere e della simbolizzazione», narrazioni mitiche della Grecia. Di esse rifiuta
l'uno paterno e maschile e l'altro materno e la complessa lettura metastorica, considerata
femminile, e si tratta di non sacrificare l’uno
22 Francoise Collin, Il pensiero della differenza. Nota su Lui-
sa Muraro.
23 Luisa Muraro, L’ordine simbolico della madre, Editori
19 www.girodivite.it/Luce-Irigaray.html. Riuniti, 2006.
20 Ibidem., pag. 69, 70, 71. 24Wikipedia, capitolo ‹Luisa Muraro› nella voce «Fem-
21 Il Pensiero della Differenza:Luce Irigary, a cura di Wanda minismo». Il testo sintetizza da L. Muraro, L'ordine sim-
Tommasi, in http://www.filosofico.net/irigary2.htm bolico della madre, 1991, pp. 26–27.

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una distorsione patriarcale, in favore di una let- le civiltà matriarcali fossero così pacifiche e
tura esclusivamente storica, quasi letterale. non aggressive, come dimostra l’etnografia.
Così, ad esempio, nell’Orestea vede semplice- Nella Muraro, non c'è posto per il padre.
mente l’instaurarsi violento e in senso sociolo- In una intervista con Ida Dominijanni26 espli-
gico della società patriarcale su quella matriar- cita chiaramente il concetto a partire dalla ri-
cale che la precedeva. Ogni altra interpreta- vendicazione del privilegio di «essere nata del-
zione della dialettica patriarcato-matriarcato, lo stesso sesso della madre». E il padre?
ad esempio in senso psichico, non è presa in Quando nel libro compare, il padre è l'uomo
considerazione per il semplice motivo che mi- che si affianca alla donna e alla sua maternità, e
nerebbe il suo impianto teorico. che lei indica ai suoi figli: questo è vostro padre.
Il simbolico materno si costruisce dunque In altre parole io non trovo nessuna ragione per
col ritorno alle origini primigenie, ma per via difendere la necessità del padre, della legge del
esclusivamente femminile, attraverso la riap- padre, pur ammettendo che un uomo, gli uo-
propriazione del rapporto d'amore madre/fi- mini, possano invece avere questa necessità. So-
glia che il patriarcato ha reciso. Da questo pun- no d'accordo con te che un simbolico materno
che esclude ogni altro amore, ogni amore del-
ti di vista esiste una evidente asimmetria fra i
l'altro, sarebbe gravemente difettoso, ma non
sessi, perché il maschile necessita di un distac- penso che questo altro debba essere il padre.
co del quale tuttavia si nutre perché, secondo
Freud, non è costretto a staccarsi dall'amore Non avrebbe potuto essere più chiara nella su-
per l'altro sesso ma lo trasferisce su un'altra bordinazione e nell’insignificanza della figura
donna, elevandola a musa ispiratrice e inter- paterna, priva di uno statuto simbolico proprio
locutrice, mentre la femmina, negando la e ridotta a puro ausilio della madre.
madre, nega anche il proprio sesso per poter Nella stessa intervista la Muraro accenna
rivolgersi all'altro. È questa negazione dell'a- anche all’attuale «ordine (o disordine) capita-
more materno-filiale, imposta dal patriarcato, listico», ma come scrive un autore insospet-
che la Muraro contesta per riappropriarsene e tabile, Massimo Recalcati,
concettualizzare, appunto, l'ordine simbolico La condizione strutturale per accedere al desi-
della madre. derio implica un divieto di accedere al godi-
In lei non c'è, come nella Irigary, la consa- mento assoluto della Cosa27
pevolezza che l'amore fusionale è un ostacolo e quindi la Legge del padre si configura non
e non un aiuto anche per la donna, perché co- come pura interdizione ma «come dono della
stringe a identificarsi tout court col materno, e facoltà del desiderio», mentre senza quella leg-
pensarsi, come donne, tutte sorelle nell'utopia ge si afferma il «discorso del capitalista», che
di una sorta di comunismo matriarcale primi- sfrutta la convinzione che «il soggetto sia li-
tivo, in cui ogni aggressività sarebbe rimossa. bero, senza limiti, senza vincoli, agitato solo
La Muraro si ricollega alla tesi secondo cui le dalla sua volontà di godimento», per illuderlo
pacifiche civiltà matriarcali mediterranee sa- di poter trovare soddisfazione nel consumo
rebbero state distrutte e soppiantate dall’irru- avido di oggetti, quando in realtà, «liberato»
zione di popolazioni di cultura guerriera e pa- dal limite imposto dalla Legge e perciò dal
triarcale. Ma come ho già evidenziato nel mio desiderio autentico, ciò che lo spinge è la ri-
lavoro sulla questione maschile,25 non solo cerca della «Cosa assoluta del godimento»
questa tesi non spiega né le origini del patriar- (l’incesto materno).
cato dei popoli invasori né il perché un identi- Il rifiuto del padre e della sua legge, dun-
co fenomeno si sarebbe verificato in civiltà che que, si inscrive di per sé nell’ordine logico e fi-
all’epoca non avevano alcuna possibilità di
comunicare, ma non è nemmeno vero che quel-
26 www.ecologiasociale.org/pg/dum_fem_muraro3.html.
27 Massimo Recalcati, Cosa resta del padre? La paternità
25 A. Ermini, op. cit. nell’epoca ipermoderna, Raffaello Cortina Editore, 2011.

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losofico del capitalismo, regolato sul concetto sale. Descrive gli stadi di sviluppo dell’umani-
di illimitatezza. tà dalla situazione originaria di prevalenza
Si delinea così in modo chiaro la contiguità, dell’inconscio, dell’indistinzione fra l’io e il tu
anzi l’identità, anche del discorso del fem- e fra l’uomo e il cosmo circostante, che Neu-
minismo della differenza cogli assunti filosofici mann chiama partecipation mistique, a quella
del capitalismo, che tuttavia deve essere an- della emersione progressiva della coscienza
cora meglio esplicitata. Se finora abbiamo vi- egoica, ossia in una parola della cultura. Se in-
sto il significato della negazione del padre, ora tendiamo con Patriarcato e Matriarcato non
dobbiamo ragionare sul significato del ritorno tanto una struttura sociologica di dominanza
alla madre, così come lo assumono la Muraro e del gruppo maschile o femminile (fra l’altro di
la Sartori Ghirardini. dubbia prova storica e comunque largamente
È da sottolineare, prima di tutto, che l’esi- inservibile per analizzare le strutture psichiche
stenza e la legittimità di un ordine simbolico di una società, ben più complesse e intreccia-
materno/femminile non è mai stata messa in di- te), quanto invece la dominanza dell’archetipo
scussione in nessuna delle civiltà definite pa- paterno o materno, emerge allora che il patriar-
triarcali. Come nel mito di Demetra/Core così cato ha avuto una funzione emancipativa per
nell’Orestea, il patriarcato non ha soppresso il l’umanità. E qualsiasi eccesso a cui ha potuto
simbolismo materno/femminile; Core può tor- dare luogo, qualsiasi inflazione del maschi-
nare periodicamente alla madre, le Erinni di- le/paterno ai danni del femminile/materno si
ventano le Eumenidi. Stando all’attualità, per sia verificata, non inficia minimamente il fatto
lo psicanalista Franco Fornari l’affermarsi del che, come il singolo bambino (maschio e fem-
codice affettivo materno, il «regno della ma- mina anche se con modalità e difficoltà diverse
dre», è decisivo e insostituibile per la vita del che non possiamo qui analizzare) si deve stacca-
bambino. Gli dona sicurezza affettiva e mate- re dalla madre per diventare adulto, così
riale, appagamento di ogni bisogno. Ma al l’umanità, per diventare adulta, è dovuta passa-
tempo stesso il rapporto madre-bambino è an- re dallo stadio psichico matriarcale a quello
che ambivalente perché intessuto di violenza. patriarcale. Sul piano soggettivo ciò non si-
Durante il parto la madre oscilla tra il timore gnifica dover rinnegare il rapporto positivo
di morire e quello di far morire il figlio, il bam- con la madre che anzi rimane essenziale «per
bino sperimenta l’angoscia della perdita della poter diventare madre anche psicologicamen-
beatitudine onnipotente provata nella vita in- te»,28 bensì distaccarsi dalla totalità originaria
trauterina. È perciò necessario che la simbiosi e sperimentare il lato della coscienza, che an-
positiva madre/bambino venga prolungata che la donna vive come simbolicamente ma-
temporaneamente oltre la nascita, ed a questo schile. Questo è il vero senso di ciò che il fem-
provvede il padre assumendo il compito di minismo definisce come negazione patriarcale
«ammortizzatore e mallevadore dei pericoli del simbolismo materno. In assenza di tale di-
che minacciano la nascita del figlio dell’uo- stacco, mentre il maschio subirà una castrazio-
mo». Il padre diventa così, in un primo mo- ne simbolica, la femmina potrà lo stesso «rea-
mento il garante dell’affermazione del codice lizzarsi completamente dal punto di vista fem-
materno da lui definito autocentrico, ma in se- minile e naturale»,29 tuttavia non sperimenterà
guito anche l’operatore della separazione fra lo spirito.
madre e figlio la cui simbiosi proseguirebbe L’ordine simbolico della madre auspicato
naturalmente fino a diventare regressiva e psi- dalla Muraro, in assenza di un ordine simboli-
chicamente mortifera senza l’instaurarsi del co- co del padre, significherebbe né più né meno
dice paterno eterocentrico. che la regressione all’indistinzione originaria,
Qui è il punto decisivo, perché la dinamica all’indifferenziazione tipica del rapporto sim-
individuale descritta da Fornari vale anche 28 Erich Neumann, op. cit., pag. 21
quando ci trasferiamo sul terreno transperson- 29 Ibidem, pag. 20

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funzionale alla logica del cattivo infinito


dell’accumulazione.31
E DIZ I O N I SET T E COL O RI
I L I B R I DEL COVI L E Verità soggettiva, illimitatezza e libertà del
1 KONRAD WEISS, La piccola creazione, pp. 80 desiderio, ritorno alla madre e rifiuto del limi-
€ 10. te paterno, esaltazione oppure rifiuto di ogni
2 AA. VV., Konrad Weiß, Epimeteo, Carl differenza entrambi cangianti in in-differenza,
Schmitt e Felizitas, pp. 116 € 10. così la rivoluzione sessantottina e femminista
3 ARMANDO ERMINI, La questione maschile
sono diventate funzionali alla logica de-eman-
oggi, pp. 212 € 14.
4 A A . V V ., I l Forte t o . D e s t ino e cipativa del capitale. De-emancipativa perché
cat a s t rofe d e l cat t o c o munis m o , p p . per attuarsi deve operare una regressione del
20 4 € 14 . soggetto all’indistinzione delle origini e re-im-
mergerlo in uno stato di unificazione mistica
DOVE SI ACQU I ST A NO col cosmo nella quale si perdono le differenze.
I Libri del Covile sono in vendita presso Vale allora la pena, per terminare, spendere
l'Editore, www.settecolori.it, in Internet
(IBS, ecc.) e in alcune selezionate librerie:
alcune parole sulla spiritualità new age. Lo fa-
a Firenze: ALFANI, via degli Alfani, remo con le parole di Alessandra Nucci.
84–86R; BABELE, via delle Il pensiero femminile quindi serve a veico-
Belle Donne, lare […] anche un modo di pensare che cor-
41R.
risponde ad una filosofia totalizzante, ovve-
ro al modo olistico di vedere il mondo
biotico madre/bambino, orientato all’autosuffi- come un tutto unico, in cui l’umanità è po-
cienza, all’onnipotenza, alla soddisfazione illi- sta sullo stesso livello delle piante e degli
mitata del bisogno. L’eclisse del simbolismo animali e il raziocinio è secondario all’e-
paterno nella postmodernità, ha effetti anche mozione. Questo corrisponde alla corrente
sul piano sociologico. Anche la legge si ma- di irrazionalismo neo-romantico femmini-
ternizza, per così dire, e sta e New Age, che celebra la sorellanza
celebra il trionfo di un godimento smarrito, mistica fra le donne di tutto il mondo. In
barattandolo con un concetto di libertà e di virtù cioè dell’appartenenza al genere
emancipazione in cui tutto è permesso.30 femminile, le donne che si mettono in sinto-
nia colla natura supererebbero le barriere
Ma tutto ciò corrisponde in pieno alla logi- etniche e linguistiche per intendersi auto-
ca del capitalismo attuale, emancipato dai fa- maticamente e in quasi arcadica armonia
stidiosi limiti esterni che gli ponevano nelle sui temi della pace, dell’ambiente, della le-
prime fasi del suo sviluppo l’esistenza di una galità ecc.32
religione del padre e quella di classi, che per
quanto contrapposte e in lotta l’una contro È lo stesso programma del capitalismo glo-
l’altra, avevano una loro weltanschaung irridu- balizzato che intende unificare anch’esso il
cibilmente opposta o solo parzialmente so- mondo, ma sotto la forma merce.
vrapponibile a quella del capitale.
In una disgregazione integrale sia dell’Io, sia
del Super-Io [configurazione tipica della psi-
che attribuite dal femminismo al Patriarcato.
N. d. R.], l’antropologia proposta dal capitali-
smo assoluto-totalitario è, su ogni fronte, quel-
j
la della destrutturazione […] dell’ego cogitans
cartesiano, destrutturazione volta a instaurare
l’egemonia assoluta del desiderio illimitato,
31 D. Fusaro, op. cit., pag. 395.
30 Giancarlo Ricci, Il padre dov’era, Sugarco Edizioni, 2013 32 A. Nucci, op. cit., pag. 177.

dIl Covilef Wehrlos, doch in nichts vernichtet / Inerme, ma in niente annientato (Konrad Weiß Der christliche Epimetheus) N° 804