Sei sulla pagina 1di 2

COMPITI DELLE VACANZE NATALIZIE 2010/2011

Analisi testuale: Italo Calvino, "Il cavaliere inesistente", L'inizio della battaglia

- Comprensione complessiva

Nel passo proposto viene descritto il momento in cui ha inizio la battaglia.


Dall'iniziale scontro delle prime linee fino ad arrivare allo scontro diretto tra i
"campioni nemici" che non avveniva esclusivamente a livello fisico, ma anche
attreverso insulti, che per essere compresi dovevano essere tradotti da
interpreti ai quali si concedeva di non venire uccisi. La fase conclusiva degli
scontri consisteva nel raccogliere i beni che andavano persi nella foga e nel
disordine del momento; beni che in ogni lotta passavano di mano in mano
sempre più ammaccati.

- Analisi

- Il tema prevalente del brano è la descrizione degli aspetti più assurdi della
guerra.

- Il brano è scritto in terza persona e la voce narrante appartiene a Suor


Teodora, che attraverso un lessico quotidiano descrive la battaglia,
soffermandosi sugli scontri, analizzati senza un reale coinvolgimento, come
chi ormai è abituato a vedere tali scene.

- "Il cavaliere Inesistente" si rifà al modello del romanzo cavalleresco ed è


ambientato all'epoca di Carlo Magno. In realtà Calvino vuole, attreverso una
grande metafora, esprimere come una razionalità astratta non riesca a
collegarsi con la dimensione concreta dell'esistenza. Le vicende narrate,
nonostante l'impronta fiabesca, sono collocate in un vago passato. Hanno
però uno stretto legame con il presente.

-Il distacco ironico, nella narrazione, esprime un punto di vista


apparentemente marginale, che in realtà permea di sè ogni parola.
Attraverso la "non partecipazione" della voce narrante, si stabilisce una sorta
di realazione tra il protagonisa che combatte senza una reale presenza fisica
e la voce narrante che scaltramente assume una partecipazione notevole
commentando senza quasi commentare.

- Approfondimento

Ottone Von Bismark, autore di un trattato sulla politica e sulla strategia di


guerra sosteneva che la guerra è il momento in cui la politica non si può
esprimere in concetti nè valori, valorizzando con ciò la superiorità dell'attività
politica su quella militare. Ormai due secoli dopo si è giunti alla triste
conclusione che l'attività politica di per sè non è strumento o mezzo, in
quanto non è più in grado di esprimere valori morali o etici. Calvino con il
suo scritto tenta di contrastare il disvalore etico della guerra attraverso
l'ironia; non bisogna, però, dimenticare che Calvino scrive e critica la società
del secolo scorso, oggi, più che mai la nostra realtà è distante da quei valori.
La guerra non è altro che una variabile economica in un mondo in cui
l'assenza di valori etici e morali è pressochè totale.