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➰ Nome: Hopea

➰ Cognome: Unknow

➰ Soprannome: Zoe

➰ Età: 22

➰ Altezza: 1.68

➰ Descrizione:

Pallida, soprattutto per essere un mezz’elfo. Orecchie a punta. I tratti elfici sono difficilmente
visibili. Occhi verdi smeraldo. Capelli castani chiari. Porta una coppa A.

➰ Compleanno: 21 Aprile 58 D.I.

➰ Sesso: Femmina

➰ Orientamento: Bisessuale

➰ Universo:

➰ Razza: Mezzelfa

➰ Poteri e/o armi:

Poteri guaritrici, sconosciuti per la maggior parte. Derivano dalla dee Sarenrae e Pharasma. Li
stessi poteri guaritrici possono essere usati per infiggere delle ferite. Può animare degli oggetti e
creare costrutti.

➰ Storia:

Hopea è nata in un piccolo paesino di provincia da una umana (Corinna) proveniente da una
famiglia di erboristi, e da un mezz’elfo (Nashti) rivoluzionario. Da sempre è stata presa di mira per
essere una bastarda ma lei, col suo animo nobile, ha sempre sorriso e lasciato scivolare gli insulti
ricevuti. Hopea e la sua famiglia si spostavano in continuazione, per evitare che il clan del padre li
trovasse e uccidesse Hopea, evitando col sangue la furia degli dei per aver macchiato la loro razza.

All’età di 5 anni, resuscita uno scoiattolo morto. Essendosi accertati che la piccola potesse
rianimare gli animali morti, i due genitori discutono sul come crescerla. Dopo un’animata
discussione tra i genitori, Nashti decide di portare la piccola alla cattedrale dedicata a Sarenrae.
Avendo scampato per poco la morte a causa della sua clan, Nasthi riesce ad arrivare alla
cattedrale dove la matriarca, vedendo nella piccola Hopea la reincarnazione di Tamata, oracolo
che aveva permesso di ampliare il culto grazie alle sue eroiche gesta, la accoglie e la manda (a
causa della sua razza e dei tempi immaturi e burrascosi per i mezz’elfi) in una abbazia secondaria
della periferia della regione. Qui le viene dato il nome Zoe (portatrice di vita) e viene istruita dalle
sacerdotesse per l’utilizzo dei suoi poteri, ma dopo i primi mesi di studio e di pratica, si rivelò la
sua maledizione: la consunzione.

Il suo corpo è destinato a decomporsi lentamente, accelerando il processo ogni qual volta dovesse
utilizzare il proprio potere. Grazie ad un rituale fatto dalla Gran sacerdotessa di Celri e alle proprie
abilità derivate dai divini, la decomposizione viene sopraffatta dai suoi poteri, ma mai vinta del
tutto: ogni qual volta si affatichi o utilizzi troppo la sua magia, la malattia la consumerebbe.

Grazie alla possibilità, seppur limitata, di poter utilizzare i propri poteri, scopre di poter dar vita a
costrutti tramite il proprio alito e i propri fluidi.

All’età di 19 anni effettua la sua prima resurrezione umana, assistita dalla Gran sacerdotessa.

Asmodeus, non volendo vedere replicata la situazione con l’oracolo precedente, manda Basileus
suo araldo a rapire con la forza Zoe dall’abbazia. Natlea con la chiaroveggenza nota l’oscurità
avanzare verso l’abbazia. Tramite un primo portale si reca in loco e avverte la Gran Sacerdotessa,
e scopre dell’esistenza di Zoe. Capisce così il movente dell’attacco (senza saperne il mittente) e
manda la mezz’elfa, tramite un secondo portale, in un posto che le servì tempo addietro a
schiarirsi le idee...

➰ Carattere:

Crea legami facilmente ed è protettiva con i suoi amici più stretti. Tranquilla e difficilmente si
arrabbia. Le piace scherzare. Risponde in maniera pungente se stuzzicata. Permalosa. Non le piace
avere torto. Si diverte facilmente. Per lei, molte cose sono nuove.

➰ Paure:

Paura del buio e delle creature che lo abitano. Ha soprattutto paura delle creature sovrannaturali
del piano oscuro. Paura di rimanere sola.

➰ Aspirazioni: Vivere senza qualcuno che le dice cosa fare.

➰ Lavoro attuale: N.A.

➰ Casata: Grifondoro

➰ Aura: Blu-Oro

➰ Canzone: -

➰ Rappresenta: -