Sei sulla pagina 1di 10

○ ○ ○ ○



Tradizione e innovazione:
la stenografia in Senato

Caprera, 16 dicembre 1877


"Desidero che l’utilissima scoperta del
professor Michela sia messa in opera."
Giuseppe Garibaldi

Questa lettera è uno dei tanti riconoscimenti


che salutarono il sistema stenografico ideato
dal professor Antonio Michela Zucco giugno 2005

○ ○ ○ ○


a cura
dell'Ufficio comunicazione istituzionale
Servizio dei resoconti e della
comunicazione istituzionale
giugno 2005
© Senato della Repubblica
Cenni storici

La pubblicità dei
lavori parlamentari è
una delle caratteristi-
terventi formalizzati, sono parla- che fondamentali dei
mentarmente rilevanti. Parlamenti moderni,
la cui evoluzione si è
Con l’evoluzione delle procedu- compiuta nel senso della respon-
il resoconto stenografico

re informatizzate, questa organiz- sabilità verso gli elettori e della


zazione consente la pubblicazione massima trasparenza dei dibattiti.
della bozza non definitiva del re-
soconto già in corso di seduta sul Pertanto uno degli elementi per
sito internet www.senato.it. misurare la democraticità dell’or-
dinamento parlamentare è costitu-
Anche la versione cartacea è ito dal livello di conoscibilità di
pronta in tempi strettissimi: il la- quanto viene detto e deciso negli
voro degli stenografi viene assem- organi delle Camere.
blato, e su questo viene poi effet-
tuato un controllo incrociato.
Le bozze così corrette e ormai
definitive vengono stampate dalla

cenni storici
Tipografia del Senato durante la
notte e la mattina successiva sono
già pronte nelle caselle di posta dei
senatori, nell’Archivio legislativo
del Senato e nella Libreria, a dispo-
sizione di tutti gli utenti, istituzio-
ni e privati cittadini, che ne faccia-
no richiesta.

18 3
Stilare un resoconto vuol dire ri-
spondere a tre esigenze: quella di
comunicare, cioè di stabilire un

il resoconto stenografico
rapporto con i soggetti destinata- successivo, in modo da sovrappor-
ri, di informare, cioè di veicolare si per evitare interruzioni, e con la
in modo imparziale notizie a sog- strisciata si reca in una delle stan-
getti esterni incaricati della loro ze attigue per trascrivere quanto
elaborazione, e di documentare, stenografato.
cioè di mettere a disposizione gli
strumenti per conoscere gli eventi Per questa operazione ci sono
e ricostruirli anche a distanza di 40 minuti di tempo, al termine dei
tempo. quali lo stenografo torna in aula
per il turno successivo.
Nella seconda metà del ‘700
(ma anche, più raramente, nel Al tavolo al centro dell'emiciclo
'600), in Inghilterra assolve questo siede anche un altro stenografo
cenni storici

compito la stampa, che comincia a che, tra gli altri compiti, ha anche
fornire tempestivamente l’infor- quello di cogliere "il clima" creato-
mazione sui dibattiti e le delibera- si durante il dibattito.
zioni dei Comuni e dei Lord. Questa parte del resoconto è
Si trattava, naturalmente, di ser- detta “fisionomia”. In essa – in cor-
vizi giornalistici e non di atti par- sivo e tra parentesi – vengono de-
lamentari veri e propri, ma ebbero scritti fatti che a volte avvengono
comunque il pregio di far conosce- nel corso dei lavori assembleari (ad
re quanto avveniva nelle aule par- esempio, interruzioni, ilarità, ap-
lamentari ad un numero crescente plausi, tumulti, agitazioni, grida,
azioni) e che, pur non essendo in-

4 17
Le cose sono molto cambiate da di persone e non più solamente da-
quando non esisteva l’amplifica- gli addetti ai lavori.
zione e gli stenografi si spostava-
no da una parte all’altra dell’aula Tutto ciò tra numerose difficol-
insieme con il loro strumento di tà, basti pensare che ancora nei pri-
lavoro per non perdere neppure mi anni del XIX secolo era fatto
una parola: la tastiera della Miche- divieto, ai “resocontisti”, di pren-
la era infatti montata su un mobi- dere appunti durante le sedute e
letto che permetteva loro di avvi- conseguentemente costoro dove-
cinarsi di volta in volta al senatore vano affidarsi alla sola forza della
che interveniva. memoria.
il resoconto stenografico

Dagli anni ’50, con l’avvento La costituzione francese del


dell’amplificazione in aula, il tavo- 1791 dà il primo crisma di ufficia-
lo degli stenografi è stato posizio- lità alla pubblicità dei lavori, ma
nato al centro dell’emiciclo e di fatto già da trent’anni il Parla-
l’ascolto del dibattito viene facili- mento inglese, tra mille resisten-
tato con le cuffie. ze, si muoveva in questo senso.

Al termine del turno di cinque In Italia, fino all’avvento dello


minuti, lo stenografo viene affian- Statuto Albertino, era vietata an-
cato dal collega che farà il turno che la pubblicità dei dibattiti giu-
diziari. Così per le prime tre legi-
slature parlamentari e per parte
della quarta, cioè fino al 1851, i re-

cenni storici
soconti di Camera e Senato sono
particolarmente carenti.

16 5
il resoconto stenografico
In Senato, nel 1848, la pianta or- che hanno portato al testo defini-
ganica era molto ridotta e non tivo, o anche interpretare più cor-
comprendeva nessuno stenografo, rettamente il pensiero del legisla-
mentre nel Parlamento francese gli tore.
stenografi erano già quattordici.
Il Senato dispone anche di un
Solo nel 1856 gli stenografi en- archivio audiovisivo, che tuttavia
trarono a far parte a tutti gli effetti non può essere sostituivo dello
della pianta organica del Senato e, strumento cartaceo, specificamen-
alla fine dell’800, il servizio di ste- te previsto dall’articolo 60 del Re-
cenni storici

nografia fu meccanizzato con l’in- golamento del Senato.


troduzione della macchina "Miche-
la", ideata dall’ingegnere Antonio La redazione dei resoconti del
Michela Zucco e utilizzata in Aula Senato è affidata a un ufficio ap-
per la prima volta nel dicembre positamente dedicato, l’Ufficio dei
1880. Resoconti, ed è organizzata secon-
do un programma strutturato: al
tavolo di lavoro, che si trova al cen-
tro dell’aula, siede uno stenografo
che, in un turno breve di cinque
minuti, digita sulla "Michela" tut-
to ciò che viene detto.

6 15
Il resoconto Il sistema
stenografico stenografico "Michela"

il sistema stenografico "Michela"


Il resoconto steno- La stenografia na-
grafico, cioè il docu- sce dal bisogno di su-
mento a stampa (ma perare un problema
pubblicato anche on pratico, cioè scrivere
line) nel quale è ripor- alla velocità del parla-
tato fedelmente tutto to. Mediamente si
ciò che accade in Aula possono pronunciare
il resoconto stenografico

e, in alcuni casi, nelle commissio- fino a 200 parole al minuto (e arri-


ni, è l’atto ufficiale che certifica vare a pensarne 300), mentre si ar-
quanto è successo in Senato: è uno riva a scriverne 25 al minuto, che
degli strumenti più importanti del- con una macchina diventano 100.
l’attività di un senatore, ma anche
un prezioso alleato per tutti gli ad- La questione, perciò, si pone an-
detti ai lavori, siano essi deputati che nelle aule parlamentari, dove
ma anche studiosi della materia. l’ausilio di un metodo di stenogra-
fia si rivela fondamentale nel lavo-
Con il resoconto, ad esempio, è ro del resocontista.
possibile ricostruire l’iter di una
legge, i passaggi e le discussioni

14 7
Il problema di avere un reso-
conto puntuale, preciso e tempe-
stivo trovò soluzione in Senato con
gli studi del funzionario Antonio
il sistema stenografico "Michela"

il sistema stenografico "Michela"


Michela Zucco, che nella seconda
metà del 1800 inventò un rivolu-
zionario sistema stenografico e gli
diede il suo nome.
particolare, e non standard, ai sof-
Il sistema "Michela" tware di riconoscimento automa-
tico della scrittura.
Il sistema “Michela” si basa sul
principio della divisibilità delle Ciò è possibile mediante l’ado-
parole in sillabe e permette la zione di uno standard mondiale
scrittura contemporanea delle let- nella codifica dei testi: il protocol-
tere di ogni sillaba rendendo più lo Midi (Musical instrument digi-
veloce la composizione di una in- tal interface) installato ormai da
tera parola. anni su tutte le tastiere musicali.

Questi due elementi vengono L’elevata capacità di collega-


inoltre combinati con la possibili- mento al computer da parte di que-
tà, propria di ogni sistema steno- ste tastiere, grazie alla riconoscibi-
grafico, di utilizzare abbreviazio- lità del linguaggio che adottano,
ni e sigle. viene sfruttata per la prima volta
nel campo della stenografia con ri-
Per ottenere questi risultati vie- sultati sorprendenti.
ne utilizzata una macchina com-
posta da venti tasti, simili a quelli
di un pianoforte, da un striscia di

8 13
il sistema stenografico "Michela"

il sistema stenografico "Michela"


carta su cui vengono impressi i se-
gni stenografici, da un meccani-
smo di trascinamento della carta e
da un meccanismo di stampa dei
segni stenografici.

A ognuno dei venti tasti corri-


sponde un segno stenografico che,
da solo o in combinazione con al-
Si è pensato così all’utilizzo di tri segni, rappresenta una lettera
una tastiera musicale collegata dell’alfabeto italiano.
direttamente con il computer attra- La tastiera è idealmente divisa
verso una comune porta USB. in due parti comandate dalle due
L’adozione di una tastiera elet- mani in modo tale che a ciascuno
tronica musicale consente di supe- dito sono assegnati solo due tasti
rare il limite che hanno tutte le e sempre gli stessi.
macchine stenografiche presenti A ogni pressione contempora-
sul mercato, vale a dire la necessi- nea delle dita di entrambe le mani
tà di avere un collegamento di tipo su uno o più tasti corrisponde sul-
la stessa riga della striscia di carta
la scrittura di una sillaba.

Poiché nella lingua italiana la


maggior parte delle sillabe è com-
posta al massimo da quattro lette-
re, sia i venti tasti sia la striscia di

12 9
carta sono idealmente divisi in
quattro parti, da sinistra a destra.
Nella prima parte viene scritta la
lettera di inizio sillaba; nella secon-
il sistema stenografico "Michela"

il sistema stenografico "Michela"


da la lettera che eventualmente
precede la vocale accentata della
sillaba; nella terza (la più impor-
tante del sistema) la vocale accen-
tata della sillaba; nella quarta par- Negli anni, in Senato sono sta-
te, infine, la lettera che eventual- te molte le sperimentazioni nel
mente segue la vocale accentata. campo della resocontazione, fino
al riconoscimento vocale, che però
La striscia stenografica così ot- non si sono dimostrate, in quanto
tenuta contiene una serie di silla- a precisione e velocità, all’altezza
be che vengono lette riga per riga del sistema stenografico "Michela".
in modo da ricostruire le singole Così si è scelta la strada di coniu-
parole. gare il metodo tradizionale "Mi-
chela" ai nuovi mezzi messi a di-
sposizione dall'informatica.
L'evoluzione della "Michela"
La macchina “Michela” era ini-
zialmente un mobile di legno su tre La nuova tastiera elettronica
piedi che lo stenografo poteva spo- L’applicazione dell’elettronica
stare all’interno dell’aula e si è mo- alle tastiere ha consentito già in
dificata nel tempo utilizzando di- passato di giungere alla traduzio-
versi materiali. ne dei simboli in lettere in modo
automatico.
Poiché si trattava di un softwa-
re di tipo specifico, esso non si pre-
stava facilmente a collegamenti
con altri software ovvero ad esse-
re interpretato dai programmi di
videoscrittura automatica.

10 11

Potrebbero piacerti anche