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Il tardo

medioevo

Invito alla musica


L’Ars nova:
caccia, ballata,
madrigale

Il risveglio culturale e artistico europeo, torno agli ambienti letterari fiorentini, e


avviato a partire dal XII secolo, raggiunse calibrata sul ritmo delle poesie di Dante,
il suo culmine nei primi decenni del Tre- Boccaccio e Petrarca, l’Ars Nova italiana
cento. In Francia un movimento chiama- è caratterizzata da composizioni di gran-
to Ars Nova, in opposizione a quella “An- dissima vitalità espressiva. A partire da Fi-
tiqua”, accolse le innovazioni in campo renze essa si diffuse in più regioni italia-
musicale apportate da teorici e composito- ne, contribuendo alla formazione di vari
ri come Philippe de Vitry (1291-1361). A Vi- centri della cultura musicale e portando
try, autore di un trattato intitolato appunto alla nascita della prima scuola musicale
Ars Nova, è attribuito il merito di aver in- italiana intesa in senso moderno1.
novato le tecniche di notazione e misura- Le forme poetico-musicali più utilizza-
zione temporale della musica e quello di te in quegli anni furono la caccia, la balla-
L’enciclopedia aver incoraggiato l’impiego di nuove re- ta e il madrigale, i temi delle opere erano
Rondeau Forma poetico-musicale gole di composizione e l’uso di arrangia- esclusivamente profani e lo stile polifoni-
della tradizione cortese, menti ritmici, che nell’insieme contribui- co, a due o a tre voci. Spesso i canti veni-
inizialmente monodica, poi, a
partire dall’Ars Nova, polifonica. È
rono a perfezionare la polifonia. vano accompagnati da strumenti, come la
caratterizzato dall’uso del refrain Il maggiore esponente dell’Ars Nova viella, che raddoppiavano una delle parti
(ritornello) e dalla tematica francese fu Guillaume de Machaut (1302- vocali e che, fra una strofa e l’altra, svolge-
amorosa.
1377), poeta e compositore (autore di un vano una sorta di interludio.
Virelai Forma poetico-musicale
affine al rondeau utilizzata dai gran numero di rondeaux, ballate, mottetti Solo un numero esiguo2 delle numero-
trovieri (poeti musici) di Francia. e virelais), a cui è attribuita la prima messa sissime composizioni che videro la luce in
Con la produzione di Machaut polifonica completa scritta da un unico au- quegli anni è giunto sino a noi e la mag-
divenne polifonico e rimase in
auge per tutto il XV secolo. tore (la cosiddetta Messe de Nostre Dame). gior parte di quelle che ci restano è anno-
Viella Strumento musicale ad In Italia l’“arte nuova” assunse caratte- tata nel Codice Squarcialupi3, oggi conser-
arco, a fondo piatto, antenato ristiche particolari che la porteranno a di- vato alla Biblioteca Medicea-Laurenziana
della moderna viola.
staccarsi dall’Ars Nova francese. Nata in- di Firenze.

1. Fra i nomi di musicisti citati latino e in volgare, molto stimato fonti musicali relative all’Ars Nova madrigali (Come selvaggia fèra fra
nell’elenco di Franco Sacchetti dagli intellettuali fiorentini e nel- italiana. In quel periodo, infatti, le fronde, Come la gru quando per
(1330-1400 • Volume 1, p. 294) le corti dell’Italia settentrionale. quasi tutti i musicisti fiorentini l’aere vola, Nel mezzo già del mar
figurano alcuni fra i maggiori Grazie alle fonti musicali relative inclusero nelle proprie opere testi la navicella), ballate (Chi ’l ben so-
esponenti dell’Ars Nova fiorenti- all’Ars Nova italiana (circa dieci del grande poeta e novelliere. A frir non pò) e cacce (Passando con
na, come Gherardello da Firenze, manoscritti databili tra il 1360 e il partire dal 1354 circa, egli realizzò pensier per un boschetto) (• T40).
Nicolò da Perugia, Giovanni da 1400) sono giunte sino a noi 420 un elenco delle sue rime, per 3. Il Codice Squarcialupi rappre-
Cascia (organista di Santa Maria ballate, 177 madrigali e 26 cacce; tener conto delle diverse “intona- senta una raccolta di 352 com-
del Fiore a Firenze) e Jacopo da ben 153 di queste composizioni zioni”, annotando accanto al titolo posizioni trecentesche copiate
Bologna. Su tutti emerge France- sono opera di Francesco Landini. di ciascuna il nome di chi l’aveva dai manoscritti dell’epoca dall’or-
sco Landino (1325-1397), eccellen- 2. Alcuni documenti redatti da musicata. Dei trentaquattro testi ganista Antonio Squarcialupi
te organista e polistrumentista, Franco Sacchetti confermano che da lui citati, soltanto dodici sono (1417-1480), che fu al servizio di
oltre che scrittore di poesie in si è avuta una grave perdita di arrivati fino a noi. Si tratta di Lorenzo il Magnifico.

L’Ars nova: caccia, ballata, madrigale


Copyright © 2011 Zanichelli Editore SpA, Bologna [6201] 1
Questo file è un’estensione online del corso B. Panebianco, M. Gineprini, S. Seminara, LETTERAUTORI © Zanichelli 2011
La caccia tre due voci, probabilmente pensate per
La caccia rappresenta una forma poeti- l’accompagnamento vocale o strumentale,
co-vocale caratterizzata da testi a caratte- erano più semplici e lineari.
re descrittivo ispirati a scene di caccia, di
mercato e di gioco. La particolare tecnica Il madrigale
polifonica era ricca di effetti d’eco, di ripe- Il madrigale, come le altre forme poeti-
tizioni e di giochi di assonanze. co-musicali dell’Ars Nova italiana, la cac-
La struttura musicale prevedeva la pre- cia e la ballata, rappresenta uno dei primi
senza di più voci della stessa linea melodi- esempi di musica polifonica profana. Da
ca sovrapposte con brevi sfasamenti tem- fonti letterarie sappiamo che veniva ese-
porali, come avviene nell’effetto di eco. guito principalmente negli ambienti del-
Nella caccia dell’Ars Nova italiana, di- la borghesia fiorentina, sia nelle case si-
versamente dalla chace francese a tre voci gnorili sia nelle riunioni di giovani all’aria
canoniche, erano presenti solo le due voci aperta.
superiori in canone. La terza voce, il tenor, Il termine “madrigale” è di origine in-
melodicamente più grave, fu utilizzata co- certa ma, almeno per quanto riguarda le
me sostegno ritmico e armonico alle altre forme trecentesche, pare possa essere ri-
due voci; essa, inoltre, essendo priva di condotto alla parola mandrialis, a causa
testo letterario, fu quasi sempre eseguita degli argomenti trattati nei testi, soprat-
da strumenti. tutto pastorali-amorosi.
La struttura del testo poetico prevedeva
La ballata due o tre terzine di endecasillabi seguite
La ballata, destinata al canto e alla dan- da un ritornello di due versi a rima bacia-
za, rappresenta la forma più elaborata ta. L’intonazione musicale era affidata a
dell’Ars Nova italiana. Anch’essa di argo- due o tre voci, cioè a due o tre linee melo-
mento profano, ma quasi esclusivamente diche, non necessariamente eseguite vo-
amoroso, era costruita su versi di settenari calmente. La voce superiore, solitamen-
o endecasillabi con differenti tipi di rima. te la più elaborata, detta cantus, e quella
Sulle varie parti del testo poetico veniva- inferiore, detta tenor, erano quasi sempre
no intonate due linee melodiche principa- vocali, ma potevano essere raddoppiate da
li eseguite da due o tre voci. strumenti.
Solitamente alla voce superiore era af- Lo sviluppo musicale era il medesimo
fidata la linea melodica più complessa ed per tutte le strofe del madrigale escluso il
elaborata, cosa che fa supporre che si trat- ritornello, che veniva intonato, fra una stro-
tasse della parte destinata al canto. Le al- fa e l’altra, su una diversa melodia.

REGISTRAZIONI CONSIGLIATE

Sotto l’imperio del possente prince – Ensemble Perlaro (Pan Classics)


Francesco Landini, Fior di dolceça – Ensemble Micrologus (Zig-Zag)
A song for Francesca – Gothic Voices (Hyperion)
O tu cara sciença mia musica – Ensemble Tetraktys (Olive Music 007)
Landini e i suoi contemporanei – Ensemble Micrologus (OPUS 111)

Il tardo Medioevo
Invito alla musica
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