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CAPITOLO 1 - SESSO E SESSUALITA’

Con sesso si intende qualcosa di biologico e geneticamente determinato; per sessualità si


intende qualcosa che implica l’identità psicologica, di genere, l’orientamento sessuale, le
pratiche sessuali, la concezione culturale e religiosa.
Gli aspetti sessuali sono importantissimi per la costruzione dell’identità personale e per
l’evoluzione in senso sociale dell’individuo. Sessuologia non è obbligatoria per medicina e
ostetricia. In Italia inoltre non è obbligatorio l’insegnamento di educazione sessuale.
La sessualità umana non è dettata solo dall’istinto, è influenzata da un lato dall’attività
mentale superiore e dall’altro dalle caratteristiche sociali, culturali, educative e normative dei
luoghi dove sviluppiamo e realizziamo la nostra identità.

1. IL SESSO
Sesso deriva da sexum che significa diviso. Platone nel Simposio narrava di uomini che
erano esseri perfetti, senza distinzione di genere, ma Zeus invidioso li spezzò in due, da
allora ognuno è alla ricerca della propria metà. Esistevano uomini originati dal sole, donne
originate dalla terra ed ermafroditi originati dalla luna, luce riflessa tra terra e sole.
_ Da dove originano i simboli di maschio ♂ e femmina ♀?_
derivano dalla mitologia greca, l’uomo rappresenta lo scudo di Marte (guerra) e la donna lo
specchio di Venere (bellezza, generatrice).
_ Perchè si è evoluta la riproduzione sessuata?_
La continua ricombinazione genetica permette di essere meno vulnerabili ai parassiti, ha più
probabilità di ottenere combinazioni più adatte all’ambiente. (sono sempre due alleli dello
stesso gene che determinano un dato carattere. I limiti però stanno nella meiosi che nei
maschi si perde parte del corredo genetico femminile, ci si scambia parassiti, si è più
vulnerabili durante l’accoppiamento.
è possibile distinguere varie tipologie di sesso:
- SESSO GAMETICO (O CROMOSOMICO): si riferisce al genotipo, cioè presenza di geni X
e Y.
- SESSO GONADICO: determinato o meno dalla presenza delle gonadi, cioè gli organi
deputati alla produzione dei gameti. La gonade embrionale è indifferenziata, costituita da
una parte interna ed una esterna:
La parte interna in presenza del cromosoma Y e del genere SRY va a formare i testicoli (non
è detto che tutti i bambini nascano con i testicoli esterni, possono scendere anche dopo la
quarta settimana, se non scendono si parla di criptorchidismo). è importante ricordare
come di default l’organismo si sviluppa femminile ed il pene è un clitoride più sviluppato.
Affinchè un feto si sviluppi maschile serve il SRY.
La parte esterna se sono presenti due cromosomi X va a formare le ovaie, si formano dalla
12esima settimana al 6sto mese.
- SESSO GENITALE (o fenotipico cioè che si vede): si divide in apparato genitale interno
ed esterno.
Nell’embrione maschile dalla 7ma settimana di gestazione le cellule di Sertoli iniziano a
produrre il fattore antimulleriano, che provoca la regressione dei dotti di Muller. Dall’8va
settimana le cellule di Leydig producono testosterone che porta allo sviluppo dei dotti di
Wolff da cui deriva l’apparato genitale interno maschile, comprendente epididimo, vasi
deferenti, vescichette seminali e dotti eiaculatori.
L’apparato esterno viene invece formato dal testosterone che viene trasformato in
diidrotestosterone che da fi che dal tubercolo genitale derivi il pene, dalle pieghe uretrali
l’uretra e dalle pliche labioscrotali lo scroto.
Nella femmina i dotti di Wolff regrediscono, dai dotti di Muller deriva l’apparato genitale
interno femminile, comprendente utero, tube e due terzi interni della vagina. Per quello
esterno, dal seno urogenitale origina il terzo esterno della vagina, dal tubercolo genitale il
clitoride, dalle pieghe uretrali l’uretra e le piccole labbra e dalle pliche labioscrotali le grandi.
- SESSO ENCEFALICO: si sviluppa dal quarto quinto mese di vita fetale. Le strutture
encefaliche sono originariamente femminili, si mascolizzano per azione del testosterone.
Esso fa si che la secrezione delle gonadotropine ipofisarie sia solo fasica (cioè costante) e
non ciclica (provocando il ciclo mestruale).
- SESSO PSICHICO: comprende: l’identità di genere, cioè la percezione di se stessi e del
proprio comportamento; il ruolo di genere, cioè le azioni e le affermazioni che indicano agli
altri il proprio grado di mascolinità o femminilità, include l’eccitazione e la risposta sessuale;
la meta sessuale, cioè il genere del partner da cui si è attratti.

1.1 Anomalie della differenziazione sessuale e intersessualità:


Le anomalie si classificano in genetiche e ormonali:
- ANOMALIE GENETICHE:
dovute ad una mancata separazione durante la meiosi dei due cromosomi sessuali XX e XY,
per cui lo zigote, cioè la cellula che si viene a formare, è anomalo. (ES. sindrome di Turner
genotipo X0 c’è la mancanza del cromosoma Y e quindi del genere SRY, per cui si
sviluppano genitali interni ed esterni femminili, ma la mancanza del secondo cromosoma X
fa si che le gonadi siano assenti non permettendo la maturazione puberale. Genotipo XXX
(superfemmina); Genotipo XYY (supermaschio) alta statura, lieve ritardo mentale, denti
grandi, super produzione di testosterone. Genotipo Y0 è letale e il feto muore. Genotipo
XXY, sindrome di Klinefelter, genitali maschili ma alterazioni tubuli seminiferi che causano
un ritardo nella pubertà.) La situazione spesso è complicata per presenza di mosaicismo,
cioè presenza contemporanea nello stesso individuo di cellule con corredo cromosomico
divrerso.
- ANOMALIE ORMONALI:
situazioni in cui al sesso cromosomico XX e XY non si accompagna il sesso gonadico
corrispondente. Si dividono in pseudoermafroditismo e ermafroditismo.
Lo pseudoermafroditismo è una condizione in cui non c’è la presenza contemporanea di
tessuto testicolare e ovarico. Questa situazione comprende: 1.sindrome androgenitale con
genotipo XX si ha un’esposizione eccessiva agli androgeni con il blocco del cortisone
surrenalico che avviene troppo tardi per provocare la mascolinizzazione completa, si avrà
quindi un abbozzo di genitali maschili esterni con un pene isospadico (pene di dimensioni
ridotte con meato uretrale più un basso rispetto alla norma), scroto vuoto e fusione delle
grandi labbra. 2.sindrome da insensibilità agli androgeni, con genotipo XY causata da
resistenza al testosterone è la causa più frequente dallo pseudoermafroditismo maschile, si
avrà un fenotipo femminile senza utero ne tube, presenza di testicoli nella cavità
addominale.
L’ermafroditismo vero è una condizione in cui è presente tessuto sia ovarico che
testicolare nella stessa gonade o in gonadi opposte. I genitali esterni risultano ambigui. è
consigliata la rimozione del tessuto gonadico in contrasto con il sesso assegnato.
Tutte le condizioni presentate illustrano una condizione di intersessualità. Intervenire
chirurgicamente troppo presto si rischia, meglio aspettare lo sviluppo dell’identità di genere.

2. LA SESSUALITà
Il termine si riferisce agli aspetti psicologici, sessuali e culturali.
L’identità sessuale è un costrutto multifattoriale che integra fattori biologici, psicologici e
culturali. Non è sinonimo di identità di genere ma la comprende al suo interno: è influenzata
dall’esperienza che fa il soggetto in base al genere ma include anche il modo in cui la
persona vive il piacere, il desiderio, il sentimento ecc. Tutte le relazioni con gli altri si
impostano in base al genere che ci è stato attribuito alla nascita. L’identità sessuale è
evolutiva, il suo sviluppo procede per tappe. Lo sviluppo dell’identità sessuale è anche
influenzato dalla percezione del proprio corpo. Il sè corporeo non è costituito dalla realtà
oggettiva del corpo di un individuo. Il rapporto con il proprio coro è determinato dalla qualità
dei primi contatti fisici con i genitori. L’immagine corporea è influenzata dai significati sociali
costruiti intorno ad essa dalla cultura: i media.
L’identità di genere è il genere che una persona sente come proprio, indipendentemente da
suo sesso. I disturbi dell’identità riguardano proprio il sentirsi di un genere diverso. Con il
termine sesso si intende all’appartenenza ad una categoria anatomica e biologica, con il
termine genere le categorie maschile/femminile vengono considerate sul piano
dell’esperienza psicologica, culturale e politica. Il dismorfismo biologico non produce
naturalmente ruoli sociali differenti!! essi sono prodotto della cultura. Money e Tucker
precisano che gli imperativi biologici fissati per tutti gli uomini e per tutte le donne si riducono
a quattro: solo un uomo può fecondare, solo una donna può avere mestruazioni, gravidanze
ed allattare. L’identità di genere può essere: maschile, femminile, intersessuale,
transessuale o transgender.
Identità di genere ed identità sessuale dunque si condizionano fin dall’origine ma restano
sempre due entità ben distinte.
Se l’identità di genere è l’esperienza intima che una persona fa in relazione al proprio
genere di appartenenza, il ruolo di genere ne è l’espressione comportamentale. Il ruolo è
costituito dall’insieme degli atteggiamenti e comportamenti che si attribuiscono al genere a
cui si appartiene. Comprende il modo in cui ci si veste, si parla, si esprimono emozioni. Si
situa lungo un continuum che va dall’estrema femminilità all’estrema mascolinità.
L’orientamento sessuale riguarda la meta verso cui si è attratti, si situa lungo un continuum
che va da completa eterosessualità a completa omosessualità, nel mezzo vi è la
bisessualità, deve trovare spazio anche l’asessualità. Si sta parlando di genere cui una
persona sente di appartenere.
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CAPITOLO 2 - ANATOMIA GENITALE
Anatomia: descrizione di come è fatto un organo.
Fisiologia: descrizione di come funziona un organo.
Patologia:(sentire/soffrire) funzionamento in presenza di malattia.

1. I GENITALI MASCHILI
Quelli esterni sono pene, diviso in corpo e glande, ricoperto dal prepuzio e scroto, che
racchiude i testicoli.
Il pene è formato da 3 corpi cavernosi costituiti da tessuto morbido e spugnoso che
durante l’eccitazione vengono irrorati di sangue e si gonfiano. Due sono in posizione
superiore e si riuniscono a canna di fucile, il terzo, il corpo spugnoso va a formare la
propria estremità del glande. Il glande è la zona che fa sentire maggior piacere e maggior
dolore. Tutto intorno alla zona del glande c’è la corona, fra il corpo e il glande c’è il frenulo,
piega longitudinale della pelle. La pelle che copre il glande si chiama prepuzio, è ritrattile.
All’interno del corpo spugnoso passa la parte finale dell’uretra che termina con l’apertura
esterna chiamata meato uretrale, da cui fuoriescono sperma e urina. I corpi cavernosi sono
avvolti da un tessuto connettivo fibroso chiamato tunica albuginea. Alla base del pene si
trovano i muscoli bulbospongioso e ischiocavernoso i quali si contraggono durante
l’orgasmo.
_ Le dimensioni del pene sono importanti per la soddisfazione sessuale?_
è solo una questione estetica. Dal punto di vista clinico non c’è una relazione sistematica tra
la misura del pene a riposo e quella in erezione. La lunghezza del pene è ininfluente per
quanto riguarda la soddisfazione sessuale, anzi un pene troppo lungo potrebbe portare a
rapporti dolorosi, poichè durante i movimenti coitali potrebbe andare ad urtare il collo
dell’utero. (Coito: inserimento del pene in vagina e successivi movimenti che portano
all’orgasmo.) Quello che eventualmente potrebbe influire è la grossezza in senso di
diametro.
L’uretra è avvolta da fibre specializzate che impediscono la sua occlusione durante
l’erezione per permettere il passaggio dello sperma. La pressione all’interno del corpo
spugnoso è inferiore a quella che c’è all’interno dei due corpi cavernosi superiori che sono
piantati nelle ossa pelviche. Salendo verso l’alto si trova la prostata sotto la vescica.
L’uretra attraversa sia la prostata che il pene. Dalla pubertà la prostata secerne un liquido
che contribuisce a formare il liquido seminale.
Il liquido seminale è formato per 1% da spermatozoi, per il 39% dal liquido secreto dalla
prostata e per il 60% da fruttosio, prodotto dalle vescichette seminali che nutre gli
spermatozoi. Con l’età la prostata si allunga e può andare a causare problemi. Se asportata
non causa problemi alla funzione sessuale ma può portare problemi all’eiaculazione,
assente o retrograda, nella quale il liquido viene secreto all’interno del corpo e poi assorbito.
Tra la prostata e la parte dell’uretra che passa all’interno del corpo spugnoso del pene ci
sono le ghiandole del Cowper, le quali durante l’eccitazione secernono una sostanza
alcalina (goccette pre sperma) che contrasta l’ambiente acido dell’uretra potenzialmente
dannoso per gli spermatozoi. Nelle gocce è presente comunque qualche spermatozoo.
La fimosi consiste nell’impossibilità di separazione del prepuzio dal glande, a causa di un
orifizio prepuziale troppo stretto. Affinchè avvenga la separazione sono necessari gli
androgeni e il testosterone prodotti dalla nascita in poi. Ciò che aiuta la separazione è lo
smegma, cioè una sostanza che si forma tra il prepuzio e la pelle del pene, formata da
residui dell’epitelio, secrezioni sebacee e urina. Le manovre di spinta spesso suggerite alle
mamme possono risultare dolorose e portare alla parafimosi, cioè il prepuzio che non
riesce più ad essere riportato nella posizione di copertura del glande e tende a strangolare il
pene.
I testicoli sono avvolti dallo scroto, una sacca muscolare morbida dalle pareti sottili divisa in
due compartimenti. I testicoli producono gli spermatozoi e gli ormoni steroidei. I maschi
iniziano a produrre testosterone nelle prime settimane di vita fetale, in pubertà iniziano ad
essere prodotti anche gli spermatozoi. I testicoli sono lunghi circa 3,5 cm, larghi 2,5 cm,
trasversalmente 3 cm e pesano circa 30 g l’uno. Il sinistro è di solito più grande e più
abbassato. Sono formati da tubuli seminiferi al cui interno si trovano le cellule di Sertoli che
producono spermatozoi. Oltre ai tubuli ci sono le cellule di Leydig che producono il
testosterone. Gli spermatozoi passano dai tubuli seminiferi ai condotti efferenti e quindi
all’epididimo, tubo a spirale che funge da camera magazzino e maturazione per gli
spermatozoi. Per la loro maturazione gli spermatozoi impiegano 70 gg, mentre il percorso
nell’epididimo dura alcune settimane.
I muscoli che avvolgono i testicoli sono di due tipi: dartos che servono a corrugare la parete
dello scroto, che può essere liscia quando pendono in giù, o corrugata quando stanno più
vicino al perineo, e il muscolo cremastere che solleva il testicolo in risposta ad uno stimolo
somatico. Questi muscoli hanno una funzione termoregolatrice, gli spermatozoi infatti
devono restare ad una temperatura di 2-3°C in meno a quella corporea.

2. I GENITALI FEMMINILI
La parte esterna è chiamata vulva e comprende grandi e piccole labbra, clitoride, vestibolo
e monte pubico.
Il monte pubico (monte di Venere), è l’area arrotondata e adiposa-grassa che ricopre la
sinfisi pubica (dalle ossa delle anche fino alla parte bassa del bacino) è morbido e ricoperto
di peli. Dietro al monte pubico ci sono due pieghe di pelle: grandi labbra, che variano in
forma e dimensione da donna a donna e costituiscono l’analogo dello scroto. All’interno ci
sono le piccole labbra, due strette pieghe di pelle glabra che racchiudono il vestibolo,
struttura a forma di mandorla che contiene sia il meato uretrale sia l’ostio vaginale. Nella
parte posteriore delle piccole labbra ci sono le ghiandole del Bartolini che sono l’omologo
delle ghiandole bulbouretrali che durante l’eccitazione secernono una sostanza lubrificante.
Nella parte anteriore del vestibolo e delle piccole labbra c’è il clitoride, piccola massa di
tessuto erettile. Le piccole labbra anteriormente si dividono in due parti: la parte interna di
fonde e va a creare il frenulo del clitoride, mentre le due parti esterne si congiungono in una
specie di cappuccio di pelle che forma il prepuzio del clitoride. Posteriormente si uniscono a
formare la forchetta. Nella parte profonda del clitoride ci sono i due corpi cavernosi e il
corpo spugnoso come per il pene. Il clitoride ha un’unica funzione: quella di provare piacere.
Il provare piacere è comunque una funzione fisiologica.
Passando agli organi interni, l’apertura esterna della vagina è coperta dall’imene. La sua
funzione è di proteggere la bambina dalle infezioni fino alla pubertà quando si avrà inizio la
produzione di ormoni, progesterone ed estrogeno, che vanno poi a svolgere la funzione
protettiva. L’imene ha forma e dimensione diversa da donna a donna: alcune nascono prive,
altre hanno l’imene compiacente cioè che non si rompe anche se penetrato, altri sono
anomali tipo quello con setto ha in mezzo una membrana che può causare dolore, quello
cribroso è fatto di tanti buchini rendendo difficile la penetrazione. Solo il parto lo lacera
sicuramente.
La vagina è un canale dalle pareti sottili situato tra vescica e retto, che si estende dal collo
uterino fino all’esterno. è lungo di solito tra i 7 e i 13 cm, detto canale virtuale perchè a
riposo le pareti aderiscono che sembra non ci sia. La vagina non contiene ghiandole ma
durante lo stato di eccitazione produce un essudato (= che passa attraverso le pareti)
lubrificante. Viene lubrificata anche dal muco cervicale, prodotto dalla cervice dell’utero, e
all’esterno dal secreto delle ghiandole del Bartolini. Le cellule epiteliali vaginali rilasciano una
grande quantità di glicogeno, metabolizzato in maniera anaerobica in acido lattico dalla flora
vaginale residente.
Questo crea un ambiente acido, contro i microrganismi patogeni e lo sperma. La vagina ha
forma inclinata posteriormente. Si divide in due terzi interni più morbidi e larghi, e un terzo
esterno più stretto e circondato, rivestito e sostenuto da muscoli, tra i più importanti
l’elevator ani, che contraendosi provoca il vaginismo ossia la contrazione involontaria che
impedisce la penetrazione. (per controllare la contrazione è usato il biofeedback). Il punto G
sarebbe collocato nel terzo esterno. I due terzi interni sono privi di recettori sensoriali nervosi
a differenza del terzo esterno. Il motivo è perchè nell’ultimo periodo di gravidanza qui poggia
la testa del bambino e farebbe troppo male altrimenti.
L’utero è lungo circa 7 cm e largo 5. é formato da corpo, fondo dove poi si inseriscono le
tube di falloppio e dal collo che si chiama anche cervice. L’apertura dell’utero nella vagina
si chiama ostio cervicale e secerne un muco che cambia consistenza e composizione
durante il ciclo mestruale e contribuisce alla lubrificazione. Le parti della vagina che
circondano l’utero sono le fornici. L’utero è tenuto in posizione da una serie di legamenti:
legamento largo, rotondo, e anteriore - posteriore. La posizione normale è anteversa.
Gli organi riproduttivi femminili sono le ovaie e le tube di Falloppio, lunghe circa 10 cm e
larghe 1-2 mm. Le ovaie si trovano a destra e a sinistra dell’utero sotto le tube, sono tenute
in sito da legamenti ovarici. Le donne nascono con 200000 ovuli per ovaia. Nel corso della
vita maturano da 300 a 500 ovuli circa.
_ Dove avviene la fecondazione?_
Avviene nelle tube. Se non sono aperte non può avvenire. L’isterosalpingografia è l’esame
che consente di vedere se le tube sono chiuse o aperte. Se chiuse si può ricorrere alla
fecondazione medicalmente assistita. Gravidanza ectopica: l’ovulo viene fecondato nella
tuba ma poi questa si chiude e rimane li, molto pericolosa per la vita della donna.
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CAPITOLO 3 - IL CICLO DI RISPOSTA SESSUALE

Il primo studio sistematico è stato compiuto da MASTERS e JOHNSON. Erano marito e


moglie, ginecologo e psicologa. Pubblicano il primo studio nel 66 dopo undici anni di lavoro,
basato su osservazioni dirette oltre che interviste. Essi volevano studiare le reazioni
fisiologiche che avvenivano durante la risposta sessuale. Le misure adoperate erano di tipo
fisico: riprese cinematografiche e misurazioni fisiologiche. Hanno usato due tipi di campioni,
uno pilota e uno per la ricerca vera e propria.
Lo studio pilota_ usato per vedere se la procedura usata fosse corretta. Volevano mettere
a punto varie tecniche di intervista e misurazione valide per qualsiasi età. Per ‘indagine
pilota hanno usato partecipanti che venivano dal mondo della prostituzione, per due motivi:
primo perchè davano per scontato che persone provenienti da altri ambienti non si
sarebbero prestate a misurazioni mentre si masturbavano o scopavano, secondo perchè
persone informate in materia di sesso e quindi più adatte. Infatti i suggerimenti forniti da
queste persone sono stati molto preziosi, ad es. cosa facessero con problemi erettili, e
tutt’oggi i consigli sono introdotti nella terapia mansionale. Dopo hanno cercato di spiegare
perchè queste tecniche funzionassero (evidence based medicine).
Lo studio sperimentale_ I partecipanti erano di ogni età, classe e livello culturale. La
maggior parte andava tra i 20 e i 40 anni.
Le caratteristiche del gruppo erano: i partecipanti si presentavano volontariamente; livello di
intelligenza e stato socioeconomico maggiori della media;
capacità di riportare le proprie reazioni; assenza di anomalie sociosessuali (solo
eterosessuali); piccolo campione di afroamericani; assenza di patologie.
Gli autori erano interessati a verificare se l’essere sposati o comunque avere un partner
stabile cambiasse la risposta sessuale dal punto di vista fisiologico ma non c’era nessuna
differenza.
Procedura_ l’osservazione diretta riguardava:
la masturbazione manuale e meccanica; il coito naturale ed il coito artificiale. In questo
studio nessun partecipante riuscì a ottenere l’orgasmo solo con fantasie. Il protocollo
sperimentale prevedeva che prima i partecipanti venissero intervistati, in seguito sottoposti
ad esami fisici obiettivi, venivano portati in laboratorio e invitati alla masturbazione.
Fino ad allora la risposta sessuale era concepita come una risposta unica, non come un
ciclo diviso in fasi (questa è l’importanza teorica di questo modello).
Modello di Masters e Johnson: secondo gli autori il ciclo di risposta sessuale comprende 4
fasi: riposo o risoluzione, eccitamento, plateau (eccitamento massimo), orgasmo. e poi
ricomincia. Simile tra uomo e donna, ma nelle donne è più complesso.
Nell’uomo si ha dalla fase di riposo inizia l’eccitazione e si raggiunge il plateau, si stabilizza,
scarica orgasmica e periodo refrattario, cioè dove non vi è risposta alla stimolazione erotica.
Nella donna propongono 3 modalità esemplificative: la prima uguale alla donna. La seconda
si passa dallo stato di riposo alla fase orgasmica. Nella terza raggiunge lo stato di plateau
senza raggiungere mai l’orgasmo. Le donne hanno dunque molteplici possibilità di risposta
sessuale e non è possibile normalizzarne una rispetto ad altre.

Modello della Kaplan: rivede il ciclo di risposta di Masters e Johnson e lo riduce a due fasi,
sostenendo la natura bifasica della risposta sessuale: eccitazione e orgasmo. La
risoluzione non farebbe parte della risposta, non essendoci alcuna risposta, e la fase di
eccitazione e di plateau vengono accorpate perchè non differiscono dal punto di vista
qualitativo.
Eccitazione e orgasmo sono due meccanismi distinti, uno regolato dal sistema
parasimpatico e l’orgasmo dal simpatico. Kaplan aggiunge poi la fase del desiderio.
Della Kaplan è importante la curva ipotetica dei vari orgasmi femminili, basata
sull’esperienza clinica e non dati rappresentativi: 1. assenza di orgasmo; 2. orgasmo
clitorideo (orgasmo solo con stimolazione clitoride); 3. orgasmo coitale (orgasmo anche
senza stimolazione clitoridea); 4. orgasmo con fantasie (senza stimolazione alcuna).

Modello del DSM: il DSM IV e IV TR dividono la risposta sessuale in 4 fasi, accettando la


trifasica della Kaplan ma aggiungendo anche la risoluzione.
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CAPITOLO 4 - FISIOLOGIA DELLA RISPOSTA SESSUALE

LA RISPOSTA SESSUALE MASCHILE

Osserviamo le modifiche dell’apparato sessuale maschile durante il ciclo di risposta


sessuale. In fase di riposo pene e testicoli sono flaccidi.
Durante la fase di eccitazione-plateau corpi cavernosi e corpo spugnoso si riempiono di
sangue che viene trattenuto dagli sfinteri causando l’erezione.
La tunica albuginea che avvolge i corpi si ispessisce contribuendo a contenere il sangue ad
alta pressione, dando la percezione di durezza. Durante questa fase si ha un allungamento
dell’uretra per consentire la fuoriuscita del liquido spermatico. Le ghiandole di Cowper
producono delle goccette. Durante la fase di eccitazione l’erezione non è sempre uguale,
quindi bisogna sfatare il mito del pene di ferro, per cui si crede che il pene debba essere
durissimo per tutto il rapporto, in realtà il pene reagisce a stimolazione tattile e visiva. La
massima durezza è raggiunta nella fase di massima eccitazione. Il Rigiscan è un
apparecchio utilizzato per monitorare le erezioni notturne. Il deficit erettile può sempre
essere un sintomo sentinella che potrebbe segnalare anche patologie gravi.
L’erezione viene inibita dal freddo, dalla vecchiaia e dalla castrazione chimica, ma allo
stesso tempo sono sufficienti anche stimoli banalissimi tipo una voce improvvisa, perchè in
natura l’animale deve avere sempre le orecchie dritte nel momento dell’accoppiamento che
lo rende vulnerabile. Se uno stimolo suscita una risposta di paura si attiverà il sistema
simpatico, che inibirà il parasimpatico adibito all’erezione.
L’erezione è innervata sia da una via sacrale, S2 S4 che può dare un’erezione riflessa,
provocata da una stimolazione tattile, sia da una via corticospinale, attraverso il sistema
libico, che può dare un’erezione psicogena, provocata da uno stimolo centrale che può
essere visivo, olfattivo, mnemonico. Queste possibilità sono importanti per i pazienti che
subiscono lesioni a livello di midollo spinale: se non c’è più connessione tra genitali e zone
corticali si potranno avere solo orgasmi riflessi attraverso stimoli tattili; se invece la lesione
è più bassa, solo orgasmi fantasma, dove il ricordo degli orgasmi precedenti è sufficiente
per attivarne uno.
Il famoso Viagra agisce inibendo una sostanza che inibisce l’erezione, quindi non è che
provocano l’erezione, ne impediscono la caduta una volta ottenuta. La papaverina o il PG
invece provocano direttamente l’erezione, ma sono pericolosi perchè può durare troppo a
lungo (priapismo). L’effetto del Viagra è stato scoperto per caso, il farmaco era stato messo
in commercio per il trattamento di affezione cardiaca.
Durante la fase di eccitazione anche i testicoli si inturgidiscono per vasocongestione
aumentando le dimensioni, si sollevano e arretrano verso la zona anale. Il sollevamento si
ha anche per freddo e paura. Il sollevamento completo si avrà solo nella fase di plateau o
orgasmo.

Falsi miti smentiti da Masters e Johnson


- il glande degli uomini non circoncisi ha la stessa sensibilità di quelli circoncisi.
- non c’è una relazione diretta tra pene a riposo e in erezione.
- non è vero che gli uomini più grandi hanno peni più grandi.
- Non è vero che l’eiaculazione nuoce alla preparazione atletica.

L’orgasmo nell’uomo
Avviene in due fasi: emissione ed espulsione. Nella fase di emissione lo sperma si
raccoglie nel bulbo uretrale e riceve l’apporto delle vescichette e della prostata. In questa
fase si avverte l’inevitabilità dell’eiaculazione. Nella fase di espulsione si contraggono i
muscoli perineali e bulbocavernosi per 3-10 volte. L’eiaculato viene espulso grazie alle
contrazioni dell’uretra, i primi getti possono arrivare anche a 60 cm di distanza.
La risoluzione avviene in due stadi: il primo rapidissimo in cui c’è la perdita dell’erezione,
nel secondo stadio pene, scroto e testicoli tornano alla loro dimensione di riposo.
La risposta sessuale femminile
Nella fase di riposo la vagina è un canale virtuale.
Nella fase di eccitazione c’è un afflusso di sangue che provoca diverse modificazioni.
In fase di plateau si forma la piattaforma orgasmica che è costituita dai tessuti
circumvagiali dilatati e dal terzo esterno della vagina e rappresenta un elemento di sostegno
per la penetrazione. Le pareti si distanziano ed essudano una sostanza lubrificante, il
clitoride è ruotato e poco prima dell’orgasmo si ritrae.
Nelle donne nullipare (non hanno mai avuto un parto vagiale) le grandi labbra si aprono
causando la fuoriuscita delle piccole e l’apertura dell’ostio vaginale; nelle pluripare si verifica
solo la distensione delle grandi labbra. Durante la fase di plateau nelle piccole labbra c’è un
cambiamento di colore proporzionale al numero di parti avuti dalla donna. Nullipare dal rosa
al rosso vivo, nelle nullipare dal rosso vivo al rosso vino. Questo cambiamento di colore
prende il nome di cute sessuale e si verifica sempre prima di ogni orgasmo.

Ne la dimensione ne la posizione del clitoride sono influenti per il raggiungimento


dell’orgasmo vaginale. Il meccanismo di erezione del clitoride è analogo a quello del pene.
La prima reazione sessuale della donna però è la lubrificazione vaginale e l’erezione dei
capezzoli. Nella fase di plateau il clitoride si ritrae, nella fase di risoluzione ritorna alle
dimensioni normali
La vagina ha un’angolazione di 10-15° verso il basso per far si che il liquido seminale non
esca. In stato di riposo è larga circa 2 cm e lunga 7-8 cm, in fase di eccitazione è larga circa
6,5 cm e lunga 10. Non esistono vagine troppo strette o peni troppo grossi, la vagina si
adatta. La reazione di lubrificazione avviene entro 10-30 secondi dal primo stimolo sessuale,
anche in donne che hanno subito isterectomia o con vagina artificiale.
Durante l’orgasmo vi è la contrazione dell’intero perineo. Nella fase di orgasmo l’utero è
nella sua massima elevazione, la vagina nella sua massima dilatazione e vi è un
allungamento del recesso posteriore, si contraggono i muscoli bulbocavernosi, pubococcigei
e perianali da 4 a 12 volte.
L’utero subisce molte modificazioni durante il ciclo di risposta sessuale, si solleva per far
spazio ai movimenti coitali, quindi poco a poco ridiscende in modo che la cervice possa
pescare dal deposito seminale formatosi in vagina.

_ Perchè per la donna a differenza dell’uomo, l’orgasmo non è sempre necessario per
sentirsi pienamente soddisfatta?_
Perchè per la riproduzione in natura è necessario che l’uomo eiaculi, mentre la donna non è
necessario che provi l’orgasmo.
Teorie relative al ruolo dell’orgasmo:
- teoria evoluzionistica: per la riproduzione per la donna è necessaria l’eccitazione, poichè si
forma una fossa che serve a contenere il deposito seminale. Il collo dell’utero è aperto e gli
spermatozoi possono iniziare la risalita.
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CAPITOLO 5 - RISPOSTA SESSUALE EXTRAGENITALE

La risposta sessuale è molto simile a quella emozionale, si differenzia per:


1. la diffusa vasocongestione vascolare sia a livello superficiale sia in profondità (nella
risposta emozionale si ha invece vasocostrizione soprattutto genitale e vasodilatazione a
livello muscolare per preparare l’individuo alla fuga).
2. un aumento del tono muscolare sia a livello generale che a livello specifico con
contrazioni involontaria (nell’emozionale abbiamo invece l’effetto freezing).

Le mammelle hanno 3 funzioni: fonte di piacere, fonte di nutrimento per il bambino e


funzione estetica. è formata dal capezzolo, circondato dall’areola. All’interno ci sono circa
dai 15 alle 25 ghiandole lattifere e i dotti lattiferi. Il resto è tessuto adiposo e connettivo
fibroso. Durante l’eccitazione il 60% delle donne ha l’erezione dei capezzoli che insieme alla
lubrificazione vaginale è uno dei primi segnali d’eccitazione. L’erezione dei capezzoli è
provocata dalla contrazione di fibre muscolari involontarie interne in modo indipendente nei
due capezzoli.
La vasocongestione provoca un arrossamento cutaneo morbilliforme nel 25% dei maschi e
nel 75% delle femmine, sia per fattori psicologici che ambientali.
Sia nell’uomo che nella donna vi è una dilatazione del diametro dell’uretra e del meato
uretrale. Le spinte possono sia stimolare che irritare la parte della vescica che passa dal
corpo bulboso dal clitoride: cistite da luna di miele.

Modificazioni cardiovascolari: nell’eccitazione avanzata e durante l’orgasmo si ha


iperventilazione, si può arrivare anche oltre i 40 respiri al minuto. La tachicardia è in
rapporto diretto all’aumento della tensione sessuale, si può arrivare fino a 180 battiti al
minuto. C’è un aumento della pressione sistolica e di quella diastolica, pari a quella che si ha
facendo una rampa di scale.
Vi è poi un aumento di sudorazione dopo l’eiaculazione. C’è inoltre dilatazione pupillare che
causa fotofobia. Si innalzano tutte le soglie sensoriali quindi ci vuole uno stimolo più forte
per provocare una risposta. Anche le funzioni corticali superiori sospendono
temporaneamente l’attività.
Modificazioni della tensione muscolare: molte contrazioni volontarie e involontarie dei
muscoli striati di mani e piedi, anche in altre zone e servono per aumentare la tensione
sessuale. Sono in ogni caso più intense durante la masturbazione rispetto al coito.

L’attività sessuale comporta inoltre il rilascio di alcune sostanza che facilitano l’attività: le
endorfine ad esempio che ci fanno sentire meno il dolore. Durante il rapporto si ha la
liberazione di ossitocina (l’ormone che innesca il travaglio di parto), durante il rapporto
favorisce l’attaccamento tra i due partner. Viene secreta nella fase di desiderio, in risposta a
stimoli tattili o all’attrazione fisica. Nell’uomo si ha la produzione di vasopressina, che
stimola il legame e fa aumentare l’aggressività nei confronti di altri maschi pretendenti.

RIASSUMENDO: le principali modificazioni extragenitali sono o una conseguenza diretta


dell’azione del sistema nervoso parasimpatico (eccitazione) come il rossore e la
sudorazione, provocati dalla vasocongestione o aumento della frequenza cardiaca e ritmo
respiratorio. Esse hanno sia funzione di consentire l’azione meccanica legata al rapporto cia
un chiaro valore adattivo: ci consentono di avere un rapporto tralasciando ad esempio
l’attenzione per i pericoli (innalzamento soglie sensoriali e fotofobia) o la concentrazione
sugli stimoli sensoriali (funzioni corticali superiori).

CAPITOLO 6 - LA SESSUALITà LUNGO IL CICLO DI VITA

L’autostimolazione dei genitali inizia a 6 mesi, cioè quando la mielinizzazione consenta alla
mano di raggiungere i genitali. Prima dei 6 mesi erano le balie che un tempo provocavano
orgasmi per far addormentare i bambini, Le prime erezioni si hanno già nella pancia della
mamma, per le femmine invece non è stato ancora possibile misurare le risposte sessuali. In
tutto questo l’erotizzazione arriva solo dopo la pubertà per questo si parla di
autostimolazione e non masturbazione, che comporta la valenza erotica dell’atto.

Per le donne è normale non masturbarsi. il 33% non lo ha mai fatto, altro 33% solo dopo il
primo rapporto coitale, altro 33% inizia in adolescenza. C’è una ragione evoluzionistica che
ha portato le bambine ad inibirle quando provano a toccarsi: c’è il rischio che si infilino
qualcosa in vagina che porta a infezioni e problematiche poi successive per gravidanza e
parto. I maschi invece devono per forza toccare il pene per igiene e per urinare.
Con l’adolescenza si iniziano ad affrontare problematiche legate alla dimensione
dell’identità sessuale e alla sfera emotiva/affettiva. L’attività autoerotica mi da il senso della
mia identità e l’attività sessuale con l’altro mi da la consapevolezza che io sono diverso
dall’altro, incomincio a conoscerlo, ad essere seduttiva, a conquistare.
In questa fase della vita il compito evolutivo primario consiste nella mentalizzazione e nella
costruzione di un’identità corporea sessuata e capace di dare la vita. La costruzione di tale
identità è influenzata dalla sfera biologica ma anche culturale. Le trasformazioni corporee
richiedono una grande elaborazione psichica, che se non viene compiuta con successo c’è il
rischio di un crollo evolutivo (break down), ovvero di un arresto del processo di integrazione
dell’immagine del corpo fisicamente maturo nella rappresentazione che l’adolescente ha di
se stesso.

Sterilità: non riuscire a concepire dopo 12 mesi di rapporti non protetti.


Infertitlità: non riuscire a portare a termine una gravidanza.
_ Perchè sono in aumento?_
Nella nostra società l’infertilità dipende anche che rimandiamo tantissimo la nascita del
primo figlio, e si è molto più fertili quando si è giovani (per le donne). L’Italia è il paese dove i
figli si fanno più tardi. Ciò è dovuto a fattori sociali e politici. L’aumento della sterilità è dovuto
anche allo stile di vita stressante. La gravidanza si realizza quando ci sono le condizioni
ottimali per portare a termine il processo. Vivendo in una situazione di stress cronico il corpo
la legge come una situazione inadatta per una gravidanza. Spesso di fronte a sterilità
nascono problemi nella coppia in cui uno si sente il “colpevole”. L’infertilità può essere causa
di disfunzioni sessuali (attivazione sistema simpatico inibisce il parasimpatico adibito
all’eccitazione). Si ricorre spesso alla PMA, procreazione medicalmente assistita. Ci sono
diversi tipi, c’è la FIVET (fecondazione in vitro e successivo impianto con precedente
stimolazione ovarica artificiale) o la ICSI (inoculazione dello spermatozoo all’interno
dell’ovulo e quindi impianto in utero). Durante queste procedure è fondamentale la presenza
e supporto di uno psicologo/sessuologo perchè si vive come un lutto della propria fertilità,
spesso connesso alla perdita della propria virilità o femminilità. Con la FIVET ci sono rischi
per la salute della donna e gli ormoni comportano seri sbalzi d’umore. La percentuale di
successo è intorno al 30% e si abbassa ad ogni tentativo.
_ Durante la gravidanza si possono avere rapporti sessuali? _
Il fatto che si abbia meno desiderio, che gli uomini non vogliono fare sesso con donne
incinte, che è difficile sperimentare l’orgasmo sono tutti falsi miti. Il rapporto in gravidanza è
da evitare solo: se c’è una minaccia d’aborto ad inizio gravidanza; se si verifica distacco
della placenta. Per il resto sono solo fandonnie, il bambino gode se la mamma gode.
La gravidanza si divide in tre trimestri: nel primo c’è una vera e proprio tempesta ormonale e
dal punto di vista psicologico spesso vi è ambivalenza: si lo voglio ma non sono così sicura.
In questa fase si ha spesso un’identificazione con la propria madre. Può esserci un normale
calo del desiderio. Nel secondo trimestre i parametri della sessualità tornano normali, è la
fase in cui la donna sta meglio, gli ormoni si stabiliscono, si inizia a sentire il bambino
muoversi quindi diventa reale. L’ultimo trimestre è caratterizzato da affaticamento fisico e il
pancione ingombrante. Deve nutrire di più il bambino, stomaco e intestino risultano
schiacciati, si riesce a dormire solo di fianco, può esserci un altro calo di desiderio. La
posizione migliore per fare sesso risulta quella sul fianco.
Nella società occidentale c’è un forte aumento dell’ipercontrattilità uterina (contrazioni che
potrebbero innescare il travaglio prima), riconducibili ai ritmi stressanti occidentali.
Durante la gravidanza si ha una congestione pelvica permanente per cui la donna ha la
sensazione di essere sempre eccitata: gli orgasmi che sperimenta sono i migliori della sua
vita, più intensi con la masturbazione rispetto al coito.

La nascita del primo figlio diminuisce la soddisfazione sessuale. è consigliabile aspettare


dopo il capoparto (prima mestruazione dopo il parto) per avere rapporti.

Il massimo vigore sessuale nelle donne è verso i 30-40, per gli uomini 18-20 anni. Per
vigore sessuale si intende la potenzialità non l’agito. A 18 anni il livello di testosterone è più
alto e aumenta il desiderio. Per le donne è diverso, si gioca sull’esperienza, un calo
dell’inibizione, si inizia a sperimentare l’orgasmo in tutte le sue forme.
Menopausa: cessazione definitiva delle mestruazioni. Il climaterio è il periodo che precede
e segue la menopausa (6 anni prima e 6 anni dopo). L’intervallo di normalità è tra i 45 e 53
anni. I fattori che influenzano la menopausa sono: razza, il peso, abitudini di vita, fattori
ereditari.

Con l’età nelle donne c’è un’involuzione delle pareti vaginali che si assottigliano e si irritano
più facilmente. C’è meno lubrificazione perchè estrogeno e progesterone sono minori. Le
grandi labbra diventano meno elastiche quindi non si allargano più come prima.
Negli uomini vi è un graduale declino della funzione sessuale dai 18 in poi. Dai 50 anni
diminuisce la produzione di testosterone, con declino della spermatogenesi. Minor
testosterone porta ad un abbassamento e distanziamento dello scroto. L’efficienza sessuale
rimane fino a 75 anni.

Negli uomini con l’età il desiderio si attenua, diventa meno ossessivo, meno urgente e più
selettivo. Si privilegiano relazioni intime. Nelle donne il desiderio non cambia ma risente
maggiormente degli eventi negativi. In entrambi l’immaginario erotico diventa più ricco.
L’eccitazione negli uomini anziani necessita di più tempo e lavoro. Il piacere sessuale dai 40
anni in poi diventa più intenso. Nelle donne diminuisce l’inturgidimento delle mammelle e
l’allargamento e allungamento della vagina.
L’orgasmo→ negli uomini le due fasi emissione ed espulsione si fondono. Le contrazioni tipiche
dell’orgasmo diminuiscono per entrambi.
La risoluzione→ la latenza eiaculatoria aumenta.
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CAPITOLO 7 - I MODELLI EVOLUZIONISTICI

Effectiveness: misura l’effetto terapeutico di un determinato tipo di intervento nella pratica


clinica. Un intervento è ritenuto efficiente deve produrre il risultato che ci si aspettava.
Efficacy: misura l’effettoterapeutico di un determinato tipo di intervento in prove sperimentali
e/o di laboratorio condotte su campioni casuali. Un intervento è ritenuto efficace se il suo
effetto terapeutico è pari o superiore a quello di un altro tipo di intervento.
Secondo le teorie evoluzionistiche la sessualità può essere intesa come un’interazione tra
una fase innata e l’apprendimento.
La funzione sessuale è necessaria per la conservazione della specie non dell’individuo. La
messa in atto del comportamento sessuale è determinata da una parte di risposte innate,
istintive e automatiche, dall’altra si modifica in base all’apprendimento. Il modellamento è un
processo molto utilizzato in terapia sessuale, attraverso l’utilizzo di DVD.
Il comportamento sessuale non viene messo in atto solo per la riproduzione, ma anche ad
esempio per l’affermazione della propria mascolinità/femminilità, rafforzamento e
mantenimento dell’autostima; esercizio di potere e dominio; creazione di relazioni diadiche
intime; fonte di piacere; riduzione della tensione; eccitazione nel provare rischi; vantaggi o
guadagni materiali; sfogare aggressività. è questa separazione dalla funzione di
riproduzione a distinguerci dagli animali.
_ Quali sono gli stratagemmi escogitati in natura per la formazione di una coppia stabile?_
Secondo la teoria evoluzionistica la posizione eretta ha provocato la ristrutturazione del
bacino con accorciamento canale genitale. Parti più dolorosi e pericolosi. Parti prematuri con
cranio bambino più piccolo. Il bambino deve essere accudito per anni prima di essere
autonomo quindi la donna ha bisogno di supporto. Per creare questo rapporto con un uomo
si è basata sulla ricettività sessuale permanente (non solo nel periodo fertile) e la copula
frontale. Abbiamo poi l’estensione del tempo delle attività sessuali. Non avendo più peli le
pelli sono più sensibili permettendo contatti che comportano diversi stimoli: strofinamenti,
abbracci, carezze, alcuni come i lobi sensibili alla stimolazione erotica tattile. Miglioramenti
visivi che riguardano la muscolatura facciale per esprimere molte più emozioni, maggior
dilatazione delle pupille. Labbra più sporgenti e rosse quando si eccitano. Sviluppo di seni
sporgenti come forte segnale sessuale. La nudità della pelle permette alcuni segnali basati
sul cambiamento di colore. Il rapporto faccia a faccia è un rapporto sessuale personalizzato,
anche gli odori favoriscono il legame. L’uomo è l’unica specie in cui si riscontra l’orgasmo
femminile. Il fatto di sperimentare l’orgasmo e quindi piacere, la spinge a ricercare più
rapporti e magari a prediligere un uomo rispetto all’altro. La produzione di ossitocina inoltre
fortifica il legame. Un ulteriore cambiamento evolutivo è stato lo sviluppo di ricettività
continua e l’ovulazione criptica (cioè nascosta) che spinge l’uomo a rapporti continuativi
ma non dava affidabilità sulla fedeltà e paternità per cui li portava ad essere sempre
presenti. La sessualità umana si è sviluppata non tanto per ottimizzare la fecondazione
ma per instaurare un rapporto di coppia stabile per poter nutrire, allevare e
proteggere i figli.

RIASSUMENDO: strategemmi natura:


accoppiamento frontale, aiutato da seni prominenti, labbra sporgenti, espressioni facciali,
assenza di peli, sensibilità al tatto che favoriscono lunghi preliminari, il tutto permettendo di
guardarsi negli occhi. Vi è poi l’intimità (unica specie che non scopa in pubblico),
disponibilità all’accoppiamento costante, orgasmo femminile e produzione ossitocina.

La teoria dell’investimento parentale:


La selezione sessuale (cioè la selezione che fa si che un fenotipo sia più attraente di un altro
e si riproduca di più) è guidata da due processi: competizione e scelta. In poche parole un
sesso compete e l’altro sceglie. In base a cosa un genere sceglie di fare uno o l’altro?
La teoria dell’investimento parentale sostiene che è il grado di investimento a determinare
tale scelta. L’investimento parentale sono il tempo, gli sforzi e l’energia impiegata per la
sopravvivenza e riproduzione del figlio. L’investimento parentale è caratterizzato da una
diminuzione del valore riproduttivo residuo del genitore, della sopravvivenza, della
fecondità, del successo di accoppiamento del genitore e della capacità di dedicarsi ad altri
parenti. TRIVERS sostiene che il genitore che investe maggiormente nei figli deve essere
più selettivo nella scelta e molto attento a discriminare il compagno che sceglie. Dall’altra
parte ci deve essere maggior competizione. La preferenza da una parte fa dipendere
l’ambito di competizione dall’altra (se a tizia piacciono i muscoli la competizione sarà sul
corpo più muscoloso).
L’uomo per natura ha delle ragioni evolutive per possedere un impulso sessuale più forte,
fantasie sessuali più frequenti e più varie rispetto alle donne.

La teoria delle strategie sessuali:


Le strategie sessuali sono gruppi integrati di adattamenti (adattamento come evoluzione di
caratteri biologici o tratti particolari che sono favoriti, in certe condizioni ambientali, dalla
selezione naturale) che organizzano e guidano lo sforzo riproduttivo degli individui. La teoria
si fonda su diverse assunzioni:
- tutti i meccanismi psicologici sessuali si sono evoluti per selezione.
- i meccanismi psicologici costituiscono la chiave dell’adattamento sessuale.
- i meccanismi evoluti sono sensibili al contesto e sono funzionali.
- Le differenze di genere dipendono da diversi problemi adattivi che hanno dovuto affrontare
nel corso della storia evolutiva.
-L’assunto centrale è che l’accoppiamento umano sia fondamentalmente strategico,
gli individui cercano determinati compagni per risolvere problemi specifici; cioè le decisioni e
le preferenze di accoppiamento negli esseri umani siano il prodotto strategico di pressioni
selettive operate dalle condizioni primitive. Una delle caratteristiche affascinanti
dell’accoppiamento umano è la modalità della relazione a lungo termine, a volte con
riconoscimenti formali e pubblici come il matrimonio. Dall’altra parte abbiamo relazioni a
breve termine o talvolta relazioni extraconiugali. La scelta delle diverse modalità di relazione
è strettamente legata al contesto (un tempo uomini andavano a prostitute le donne no.) allo
stesso tempo le relazioni a breve termine davano la possibilità di testare più partner per
scegliere il migliore.
Il fatto che ci innamoriamo e formiamo una coppia fissa sono la necessità di fornire cure
costanti e prolungate ai figli. Il tradimento si spiega con la necessità per l’uomo di
tramandare il più possibile i propri geni, e per la donna di trovare un padre con
caratteristiche genetiche ottimali per i propri figli.

l’omosessualità secondo le teorie evoluzionistiche


pressione selettiva sui geni che da un lato ha portato a una maggiore fecondità nelle
femmine, ma dall’altro nei maschi portatori del gene, promuove l’attrazione verso individui
dello stesso sesso. Dal punto di quali vantaggi evolutivi porta l’omosessualità possiamo dire
che nelle donne si prendevano cura degli altri bambini quindi c’era più copertura della prole,
negli uomini spesso fungevano da sentinelle mentre gli altri erano a caccia.
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CAPITOLO 8 - IL MODELLO DELLA BASSON

La Basson propone un nuovo modello di risposta sessuale femminile nel 2000. Fino ad
allora era prevalso il modello secondo cui la donna rispondesse come l’uomo. In realtà
Master e Johnson non si aspettavano di scoprire che la donna rispondesse come l’uomo,
anzi che la donna fosse totalmente passiva. La donna doveva essere passiva e ricevere e
l’uomo attivo e dare. Master & J hanno invece scoperto che la vagina è un organo stra
attivo, che si adatta alle dimensioni del pene, che cambia le proprie dimensioni, che secerne
un liquido lubrificante, con muscoli volontari ed involontari. I loro studi portarono ad un
cambiamento significativo nel modo di considerare la sessualità femminile, ma non si era
ancora pronti a pensare ad una risposta sessuale diversa da quella maschile.
Secondo la Basson le donne possono rispondere come gli uomini in rapporti occasionali o
all’inizio di un rapporto, ma quando diventa di lunga durata prevalgono altre componenti oltre
la passione. Essa si è basata su presupposti di tipo evoluzionistico.
Durante l’innamoramento predomina la fase di eccitamento, dovuto alla produzione di
dopamina, noradrenalina ma soprattutto feniletilamina (PEA). La Basson pone una durata
minima di 6 mesi, la cosiddetta luna di miele. Nella fase successiva, l’amore, viene prodotta
l’endorfina che aiuta nella creazione di un legame stabile.
L’uomo si eccita principalmente in risposta a stimoli visivi e tattili. L’erezione risulta
involontaria e mediata da un sistema nervoso involontario. Da diversi studi è emerso che
anche le donne si eccitano a stimoli visivi ma risultano più restie nel dirlo per ragioni
culturali.
La Basson basa le sue considerazioni su alcuni fatti: *
-La sessualità femminile è influenzata dal testosterone in misura minore rispetto agli uomini.
- la disponibilità della donna a intraprendere un’esperienza sessuale dipende da guadagni o
ricompense non strettamente sessuali: per la donna il desiderio dipende dal contesto, per
l’uomo è un impulso. Un meccanismo normale di eccitazione femminile è avere attenzioni
durante la giornata.
- l’eccitazione sessuale femminile è per lo più mentale, mentre per l’uomo può essere anche
riflessa.
- non sempre le donne raggiungono l’orgasmo e quando lo provano ogni volta è diversa.

Il modello:
parte dal fatto che di base la donna (in una relazione stabile da 6 mesi) sarebbe neutra
rispetto la sessualità (uomo ha impulso di fecondare più donne possibili); la possibilità di
ottenere guadagni non sessuali la porterebbe a fare la scelta deliberata di stimolazione
sessuale. Quando la fa, si eccita ed entra in gioco il desiderio. A questo punto c’è la
consapevolezza del desiderio di continuare l’attività sessuale proprio per motivazioni
sessuali e cioè per piacere. Ci sono poi effetti secondari: aumento vicinanza emotiva,
legame affettivo, amore, impegno, affetto, accettazione, tolleranza. Questi effetti secondari
fanno da innesco (spin offs) alla scelta deliberata di sperimentare la stimolazione sessuale
e nel contempo vengono rinforzati alla fine del ciclo.
Questo modello migliora la comprensione della psicofisiologia sessuale femminile (perchè
ad esempio non sempre prova l’orgasmo, non sempre si ecciti ecc) e rappresenta in modo
più accurato la risposta sessuale di donne che hanno una relazione duratura, mette in
evidenza come in passato non siano stati presi in considerazione la soddisfazione
sessuale.
_ Come si eccita una donna?_
in risposta ad un impulso istintivo, a uno stimolo erotico, a un bisogno biologico, ma quando
è in una relazione stabile si eccita se percepisce il partner affidabile, dolce, premuroso,
fidato.
La donna ha bisogno di attenzioni perchè sono fatti concreti.
Sono stati effettuati studi empirici per sostenere il modello della Basson ed è emerso che le
donne si eccitano se percepiscono che nel rapporto di coppia ci sono amore, impegno,
fiducia, intimità e se sono soddisfatte dalla relazione. Gli uomini nessuno dei fattori sembra
rilevante per quanto concerne l’eccitazione ma lo diventano se si parla di prendere
l’iniziativa, di frequenza dell’attività sessuale e dell’orgasmo.

Uno dei vantaggi dell’uso di teorie evoluzionistiche è che si toglie il senso di colpa ad
entrambi: gli uomini si eccitano per determinati motivi, le donne per altri motivi adattivi.
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CAPITOLO 9 - IL MODELLO DEL DUPLICE CONTROLLO

Alcuni studiosi del Kinsey Institute hanno sviluppato un modello teorico per migliorare la
comprensione della risposta e del comportamento sessuale dei maschi. Kinsey fu il primo
studioso ad effettuare degli studi sociodemografici sul comportamento sessuale.
Il modello del duplice controllo postula che alla base della risposta sessuale ci siano due
meccanismi di controllo: il sistema di eccitazione e il sistema di inibizione. Prima di
questo non si è mai parlato di inibizione, anzi si pensava ci fosse solo una dimensione:
l’eccitazione. Per spiegare meglio il concetto gli studiosi riportarono una frase: L’amore è un
conflitto tra un riflesso e una riflessione. Riflesso automatico istintivo eccitatorio, e il riflettere
se ci conviene o no. Questo modello è un esempio di un modello di tipo strato-tratto poichè
prende in considerazione sia il tratto soggettivo di personalità, sia lo stato ovvero la
condizione transitoria associata al contesto e allo stimolo. I processi inibitori ed eccitatori a
livello di tratto sono ortogonali cioè indipendenti, a livello di stato possono invece influenzarsi
vicendevolmente.

BANCROFT e JANSSEN sono i primi ad essersi concentrati sullo studio delle differenze
interindividuali. In generale il controllo della risposta sessuale da parte del sistema nervoso
centrale avviene in diversi modi:
- a livello inferiore, molecolare, la risposta sessuale è controllata da processi neurofisiologici
multipli di inibizione ed eccitazione.
- a livello superiore, molare, la risposta sessuale dipende dall’equilibrio tra il sistema centrale
di eccitazione e quello di inibizione.
Questi due sistemi sono importanti, uno per l’attivazione e l’altro per l’annullamento della
risposta. Si attivano nello stesso momento e agiscono in modo indipendente. Sono
meccanismi che si regolano in maniera omeostatica.
Questo modello segna il passaggio da una concezione unidimensionale a una
concezione bidimensionale della risposta sessuale, in cui il ruolo del sistema inibitorio
ha la medesima importanza di quello eccitatorio. L’inibizione non è più considerata come
mancanza di eccitazione ma come un meccanismo in sè che può determinare sia
l’attivazione che la non attivazione della risposta sessuale. Questo significa che un certo
grado di inibizione ci deve essere per l’attivazione sessuale.

Gli assunti su cui si basa il modello sono:


- i sistemi di inibizione ed eccitazione sessuale sono specificatamente sessuali, non generici.

- Sarebbero entrambi adattivi e assolverebbero diverse funzioni biologiche.


- la variazione individuale nell’inibizione e nell’eccitazione è un tratto stabile e geneticamente
determinata
- un alta propensione all’inibizione sessuale sarebbe associata a una vulnerabilità per le
disfunzioni sessuali, mentre una bassa propensione per l’inibizione sarebbe associata ad
un’alta probabilità di correre rischi sessuali.
Gli autori hanno individuato cinque scopi adattivi all’inibizione nel maschio:
1- Quando c’è una minaccia non sessuale (se c’è il predatore magari non conviene scopare)
2. quando c’è una minaccia sessuale (non voglio gravidanze, non voglio essere scoperto).
3. stress cronico (sovraffollamento o depressione, non aumentiamo la popolazione daje)
4. attività sessuali ed eiaculazioni ripetute in brevi periodi danneggerebbero la fertilità e
distrarrebbero da altri compiti.
5. la ricerca eccessiva dell’attività sessuale distrarrebbe da altre funzioni (lavoro, riposo,
avere una vita sociale adeguata).

RIASSUMENDO: l’inibizione ci porta a salvaguardare il nostro patrimonio genetico (meno


sperma), evitare sovrappopolazione, ci permette di dedicarci ad altro, ci fa prestare maggior
attenzione ai pericoli e poi dai ci rende anche più desiderabili.

Il modello:
il modello prevede che si avrà una risposta sessuale in presenza di uno stimolo sessuale e
che l’intensità di tale risposta dipenderà dal bilanciamento tra i sistemi di inibizione (SIS) ed
eccitazione sessuale (SES). Ci sarebbe un livello base di inibizione denominato tono
inibitorio, che varia da individuo a individuo costituendo un tratto. L’intensità di attivazione
del SIS o SES in risposta ad uno stimolo dipenderà dal tono di base: chi ha un tono base
alto aumenterà maggiormente la propria inibizione/eccitazione.

La variabilità nella tendenza ad inibirsi o eccitarsi è rappresentabile come un continuum di


propensione verso l’inibizione o l’eccitazione: agli estremi ci sono gli individui con tono o più
alto o più basso di inibizione o eccitazione. Alti livelli di inibizione correlano con disfunzioni
erettili e bassi livelli di inibizione con disposizioni a sessualità a rischio (parafilie,
comportamenti ipersessuali da uso di internet ecc).

La GRAHAM partendo dai presupposti del modello della Benson voleva verificare se il
modello del duplice controllo, sviluppato per gli uomini, valesse anche per le donne.
Per fare ciò ha previsto interviste di gruppo con donne per ricostruire il modello. Nello studio
le donne hanno descritto la loro eccitazione come fortemente influenzata dallo stato fisico ed
emotivo, da variabili relative al partner (personalità e attrazione), variabili relative al rapporto
(sentirsi sicure, sentirsi desiderate), vari aspetti nell’interazione sessuale (luogo, tempo,
abilità, entusiasmo) e anche da aspetti mediati culturalmente. Come fattori inibitori sono
emerse preoccupazioni, dell’essere usate, criticate, respinte dal partner. L’ansia di essere
sentite o viste può essere sia inibente che eccitante (come per gli uomini).

RIASSUMENDO: cosa eccita una donna: caratteristiche fisiche del partner e


dell’ambiente, fattori emotivi. Si riconferma che le donne abbiano bisogno di attenzioni, di
sentirsi amate e sicure, di sentirsi a proprio agio con se stesse e con il partner.
Per gli uomini: nelle relazioni a lungo termine rispondono in modo analogo alle donne, si
eccitano se c’è coinvolgimento affettivo, se non ci sono problemi relazionali e vivono
l’eccitazione non solo in modo fisico ma anche mentale. Considerano inibenti elementi legati
alla compagna tipo la paura di non farle provare piacere, la sua troppa o troppo poca
intrapendenza, anche i litigi. Questo smentisce il fatto che l’eccitazione maschile sia un
impulso solo biologico. Anche l’ansia da prestazione è un elemento importante.
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CAPITOLO 10 - LA SALUTE SESSUALE
La salute sessuale è uno stato di benessere fisico, emotivo, mentale e sociale legato alla
sessualità, non riducibile all’assenza di malattia, disfunzione o infermità [...].
I diritti sessuali secondo l’OMS fanno parte dei diritti umani, includono il diritto di ogni
persona, libera da coercizione, discriminazione e violenza, di godere delle seguenti
condizioni:
- beneficiare dello standard più elevato possibile in materia di salute sessuale, incluso
l’accesso a servizi di salute sessuale e riproduttiva.
- cercare, ricevere e diffondere informazioni relative alla sessualità .
- educazione sessuale.
- rispetto per l’integrità del corpo. Qui si fa riferimento alle mutilazioni, l’infibulazione
- scelta del partner. Si fa riferimento ai matrimoni combinati.
- decidere se essere sessualmente attivi
- avere relazioni sessuali consenzienti.
- matrimonio consensuale.
- decidere se e quando avere figli. In alcune culture lo decide il marito o forse la suocera (!)
- Perseguire una vita sessuale soddisfacente, sicura e piacevole. L’esercizio responsabile
dei diritti umani richiede il rispetto dei diritti degli altri. In sessualità è necessario che vi sia
sempre consensualità.

La normalità
Non esistono gusti “normali” dal punto di vista teorico, è semplice bisogno di categorizzazione del
nostro cervello. Ci sono cose che sono condivise culturalmente come anormali, ad esempio l’incesto,
ma di base per motivi evoluzionistici perchè non consente di mescolare i geni e aumenta il rischio di
patologie gravi (es. emofilia tra i nobili europei→ sangue blu proprio per questo difetto di
coagulazione).
La normalità si può definire in senso statistico, tra meno e più frequente.
Come clinici bisogna considerare però l’anormale non come qualcosa di poco frequente ma
qualcosa che fa stare male l’individuo e quelli che vivono con lui.

_ Cosa è normale e cosa no quando si fa sesso?_


Non ci si può basare solo su norme statistiche, ne sul vissuto di disagio riportato dalle
persone, perchè spesso esso è influenzato dal fatto di doversi adattare a situazioni estreme
o è distorto dai mass media. è necessario definire la normalità basandosi sulla competenza
professionale, differenziando tra persone e situazioni, perchè quello che è normale per una
persona in una data situazione può essere patologico per un’altra in una situazione
differente.

LA contraccezione
Due funzioni: impedire gravidanze, proteggere dalla trasmissione di malattie. (IVG
interruzione volontaria di gravidanza).
Dal punto di vista contraccettivo i metodi più efficaci sono quelli ormonali, a base di
estroprogestinici. Agiscono bloccando l’ovulazione e tutti i cambiamenti che avvengono
normalmente durante il ciclo mestruale (quindi l’endometrio non si ispessisce, il muco
secreto dalla cervice uterina sarà più denso e ostile agli spermatozoi). Si può prendere per
via orale (pillola), transdermica (cerotto) e transmucosa (anello vaginale).
Le uniche controindicazioni sono: problemi circolatori personali o familiari, storie di cefalea e
familiarità con tumore alla mammella.
Gli effetti collaterali sono pochi: l’unico che richiede l’immediata sospensione è il mal di
testa. altrimenti provoca ritenzione idrica.
La pillola protegge dal tumore all’utero, viene usate per regolarizzare il ciclo e curare l’ovaio
micopolicistico e per diminuire la desmenorrea (dolore eccessivo durante le mestruazioni).
Le donne che non possono assumere la pillola, possono prendere la mini pillola, contenente
un singolo progestinico, che non blocca l’ovulazione ma comunque porta a modificazioni. I
problemi dell’assunzione della pillola è la dimenticanza o comunque in caso di vomito.
L’anello va inserito in vagina all’inizio del ciclo mestruale e tolto tre settimane dopo, il cerotto
va messo il primo giorno di ciclo e cambiato una volta a settimana., entrambi prevedono una
settimana di stop.
Un altro metodo è la spirale che richiede l’inserimento da parte del ginecologo.
C’è un nuovo metodo che è l’inserimento sottocutaneo di un bastoncino che rilascia
progestinici.
Il metodo più efficace in assoluto e si ricorre solo in casi particolari è la sterilizzazione, sia
maschile (vasectomia) che femminile (sterilizzazione tubarica). è consigliata se ci sono
problemi gravi per la salute della donna che rendono sconsigliabile una gravidanza, quanto
ci sono noti problemi genetici o quando si ha una fobia verso un’ulteriore gravidanza.
Il problema è la nulla reversibilità. è sconsigliabile che avvenga subito dopo un parto perchè
lo scombussolamento ormonale può portare a fare pensieri che poi ci si pente.

Ci sono poi i metodi naturali che seguono l’andamento dell’ovulazione, sono quattro: ogino
knaus, si contano i giorni. metodo Billings, osservazione cambiamenti del muco; metodo
della temperatura basale; metodo sintotermico di Roetzger che combina i precedenti 3 e
utilizza anche l’autopalpazione del collo dell’utero.
I più efficaci restano sempre i goldoni.