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Trump e Putin annunciano un piano di disarmo e

cooperazione Russia-USA-Cina
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Maurizio Blondet May 8,


2020

di Umberto Pascali

Washington, 8 Maggio 2020 — Nel giorno in cui il tentato golpe del Deep State contro
Donald Trump comincia a sgretolarsi, con il proscioglimento del Gen Michael Flynn (l’ex
consigliere di Trump vittima di una montatura legale che lo dipingeva cone agente russo)
, Vladimir Putin e Trump discutono amichevolmente al telefono il lancio di una
collaborazione tripartita tra USA, Russia e Cina per il disarmo e la cooperazione. Il Deep
State, le agenzie di intelligence e i loro burattinai a Wall Street e Silicon valley, gli autori di
quattro anni di provocazioni e false accuse di interferenza Russa nelle elezioni
americane, sono adesso in preda al panico.

Putin e Trump “partners contro il comune nemico”

La ragione della telefonata, come pure di un precedente comunicato congiunto, era la


celebrazione del 75mo anniversario della vittoria Russo-americana contro il nazismo.
L’enfasi era tutta sulla cooperazione e la vittoria contro il “nemico comune”, il nazismo,
come e’ adesso “nemico comune” il Coronavirus.

In un comunicato pubblicato dal Cremlino si legge “I due presidenti hanno sottolineato


l’importanza storica delle relazioni alleate che collegavano le due nazioni durante la Seconda
guerra mondiale e hanno permesso a entrambi i paesi di porre fine a una minaccia comune. I
leader hanno sottolineato che sulla base di queste tradizioni, la Russia e gli Stati Uniti possono
ottenere molto nel risolvere i problemi urgenti del nostro tempo, compreso il mantenimento
della stabilità strategica, la lotta antiterroristica, la risoluzione dei conflitti regionali e il
controllo dell’epidemia.
“Discutendo sulla pandemia di coronavirus, i presidenti sono stati positivi riguardo alla
cooperazione bilaterale e hanno convenuto di continuare a rafforzare il coordinamento in
questo settore. In particolare, il presidente degli Stati Uniti si è offerto di inviare una
spedizione di attrezzature mediche in Russia…”

Trump ha fatto eco in uno scambio coi giornalisti metre si trovava in Texas per
coordinare la risposta alla crisi del Coronavirus. “E’ stata una bella telefonata… La Russia
sta attraversando un periodo difficile con lo stesso COVID-19. Sono stati colpiti come tutti gli
altri sono stati colpiti. E abbiamo parlato a lungo.
E anche, questo è il 75 ° anno – e sapete cosa significa il 75° anniversario! Mi ha chiamato
perché eravamo partners in una guerra che abbiamo vinto. Ed è stato molto bello. Ha
chiamato – e’ stata una chiamata di congratulazioni, una chiamata di celebrazione, perché
era il 75 ° anniversario. Inoltre, ho suggerito se ne hanno bisogno di ventilatori, perché

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abbiamo molti ventilatori, ci piacerebbe inviarne alcuni e lo faremo al momento opportuno.
Invieremo loro alcuni ventilatori.
“E’ stata una bella telefonata. E ricordatevi questo: la frode dell’interferenza Russa ha reso
molto difficile per la Russia e gli Stati Uniti confrontarsi. La Russia e’ una nazione molto
importante. Perché non dovremmo avere a che fare l’uno con l’altro… Ma è stata la
montatura dell’interferenza Russa – una frode assoluta, disonesta. Ha reso molto difficile per
il nostro paese collaborare con il loro paese. E ne abbiamo discusso. Ho detto: “Sai, è un
momento molto appropriato”. Perché ora le cose stanno aggiustandosi, si stanno mettendo a
posto, con la prova che è stata una bufala tutta questa indagine. È stata una vergogna totale.:

Trump ha aggiunto una frase che sta facendo impazzire i giornalisti (“ma cosa vuole dire?
E’ una minaccia?) e sta gelando il sangue ai capetti dello Stato Profondo: “Non sarei
sorpreso se vedessi accadere molte cose nelle prossime settimane. Questo è solo un pezzo di
un puzzle molto disonesto.”

E ha messo l’accento sul negoziato per il disarmo, finora congelato o buttat a mare tra le
tante provocazioni della Quinta Colonna washingtoniana. Un giornalista ha chiesto a
Trump: “Lei ha cercato di organizzare un vertice sul controllo degli armamenti con il
presidente Putin e il presidente Xi. Sta avendo nessun risultato?
Trump: “Stiamo parlando del controllo degli armamenti con la Russia e andremo avanti con
questo. E ne stiamo parlando molto seriamente: avere il controllo degli armamenti. Hanno
molte armi nucleari, e anche noi. E stiamo parlando di un controllo degli armamenti con la
Russia. Si. Vorrebbero farlo. Ci piacerebbe farlo.”

Si torna all’accordo Cina-USA fatto saltare dal COVID?

E Trump non è stato timido sulla questione Cina. E’ noto che molti dei neoconservatori
accampati nel partito Repubblicano vorrebbero cogliere l’occasione del coronavirus per
provocare una guerra aperta con la Cina. Finora Trump aveva dato l’impressione di
volere una linea dura fino allo scontro con la Cina, accusata di aver lasciato arrivare
l’infezione negli USA. Questa viene vista a Washington come la linea del segretario di
Stato, Mike Pompeo. Ma stavolta Trump ha fatto una delle sue giravolte destinate
a confondere gli avversari e, ancor più, i suoi alleati non fidati. In una comunicazione
scritta passata dalla Casa Bianca alla stampa accreditata sui legge che “Trump ha ribadito
che gli Stati Uniti sono impegnati in un efficace controllo degli armamenti che include non
solo la Russia, ma anche la Cina, e attende con impazienza discussioni future per evitare una
costosa corsa agli armamenti”

Il 4 maggio scorso in un’intervista al N ew York Post, Trump aveva insistito che sebbene il
virus fosse venuto dalla Cina, La leadership cinese (cioe Xi Jinping) “non l’aveva fatto
apposta”. E quindi il coronavirus non poteva diventare un casus belli in nessun caso.
“Non voglio parlare di guerra, non parliamo di guerra! E’ una cosa triste, Avevamo abbiamo
appena concluso un accordo commerciale con la Cina qualche mese fa. Prima di questo [la
crisi del Coronavirus] avevamo appena concluso un accordo commerciale, c’era un grande
ottimismo. E poi succede una cosa del genere… e diventa la cosa predominante su tutto.”

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Trump si riferiva all’accordo commerciale raggiunto il 12 dicembre scorso e firmato alla
Casa Bianca il 15 Gennaio dal vice premiere cinese Liu He e Trump. Proprio prima che il
Coronavirus sconvolgesse tutto e portasse Cina e USA sull’orlo di una guerra calda.
Trump aveva lavorato per lungo tempo per arrivare ad un accordo, lo stesso,
apparentemente aveva fatto il presidente Xi. Nell’aprile del 2019, in una delle tappe
negoziali alla Casa Bianca, Trump aveva teatralmente chiesto a Liu He cosa pensasse del
“ridicolo” ammontare speso in armamenti dai due paesi. “Stanno producendo tante
armi, armi tremende. Anche noi. Avevamo appena approvato $ 716 miliardi per l’esercito
l’anno scorso, e ora probabilmente faremo di più quest’anno”, aveva esclamato Trump ai
giornalisti alla Casa Bianca . “Tra Russia e Cina e noi, stiamo tutti spendendo centinaia di
miliardi di dollari di armi, compreso il nucleare, il che è ridicolo”. Un accordo commerciale
sarebbe seguito da un accordo sul disarmo, che ne pensa il vicepremier? E, pronto, Liu
He aveva risposto a gran voce: “Penso che sarebbe un’ottima idea!” Uno scambio pubblico
che aveva gelato il sangue ai grandi predatori del Complesso Militare Industriale.
Avevano visto in faccia la fine del loro enorme potere.

Poi era arrivato il Coronavirus…

Ritorno alla realtà?

Ma la sconfitta del Deep State nel momento più pericoloso riapre la possibilità di tornare
al dialogo Russia-Cina-USA. Riusciranno i grandi oligarchi a sabotare anche questo
accordo? Anche gli osservatori più cinici, non pensano che sarà possibile.

Nessuna rete di sicurezza sembra ora in grado di salvare gli spioni professionisti che
hanno veduto la loro anima ai grandi oligarchi finanziari. La leadership dell’FBI, che con il
direttore James Comey (licenziato da Trump) aveva inventato il Russiagate e aveva
spalleggiato il partito democratico nel tentativo di impeachment del presidente, è stata
completamente epurata.

Ed ora sembra arrivato il momento dell’uscita di scena, con le buone o con le cattive,
anche per il successore di Come, l’attuale direttore Christopher Wray, anche lui complice
nell’operazione ma in posizione piu subdola e fumata. Il grande complice di Comey, il
fautore della tortura e del terrorismo come arma di guerra, il direttore della CIA, John
Brennan, anche lui cacciato in disgrazia, sta abbandonando ogni speranza di tornare a
ordire le sue trame grazie al “materiale” accumulato in anni di spionaggio. Brennan, che
conservava il sostegno ben pagato dei media, sta perdendo le sue pedine corrotte e
ricattate non solo nel Congresso ma persino nella stampa.

Il 7 maggio 2020 rimarrà nella storia come il giorno in cui l’insurrezione contro lo stato e
la costituzione americana sono state sconfitte. Il Dipartimento di Giustizia ha
ufficialmente scagionato da ogni accusa la prima grande vittima del tentato golpe, il
consigliere presidenziale per la sicurezza nazionale, il generale Michael Flynn,
intrappolato illegalmente con accuse visibilmente false per ordine di Comey.

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Flynn, ex direttore del Defense Intelligence Agency (DIA) era ed e l’uomo che sa dove
sono sepolti gli scheletri a Washington. Flynn era rimasto in carica solo tre settimane. Si
preparava a ripulire le stalle di Augia del Deep State. Ma i suoi nemici sapevano bene che
non avrebbero avuto scampo contro un uomo che conosceva tutti i loro più
inconfessabili traffici.

Perciò era stato preso in una trappola dell’FBI scattata pochi giorni dopo l’inaugurazione
di Trump. Dopodiché era stata scatenata l’Operazione Impeachment diretta da un altro
ex direttore dell’FBI, James Mueller.

Da quel momento è stato un susseguirsi di trucchi sporchi attuati col sostegno totale dei
media. Tutto è stato tentato per impedire il consolidarsi dell’amministrazione Trump e,
in particolare, per impedire una collaborazione tra Trump e Putin entrambi colpevoli di
non essere al servizio dei grandi oligarchi finanziari.

Una collaborazione tra i due presidenti e col presidente cinese Xi Jinping come
rappresentanti degli interessi e aspirazioni dei rispettivi popoli sarebbe stata una
campana a morto per gli interessi finanziari che avevano dominato gli Stati Uniti e gran
parte del mondo per parecchi decenni. Erano state questi predatori finanziari che
avevano distrutto la grande opportunità emersa nel 1989 con la caduta del muro di
Berlino.

Erano state queste forze che avevano impedito la dissoluzione della NATO (ormai inutile
dopo la fine dell’Unione Sovietica) e l’avevano trasformata nelle legioni dell’impero
mondiale usando come base la cosiddetta superpotenza americana che nel frattempo
veniva saccheggiata economicamente.

Questa era stata la ragione per cui gli americani avevano votato Trump il cui programma
era fine delle guerre senza fine (le legioni della NATO) e fine del saccheggio dell’economia
reale.

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