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I 2R

Oggi VIDEO INTERVISTA


Sul lago Confalonieri:
IL COMODINO LA MEMORIA
Così Palandri
tuttoLIBRI con il meccanico cosa leggo
di Andrea Vitali dopo la tv
faceva l’indiano
a Bologna
iPad Edition Con le recensioni e le classifiche dei bestsellers

NUMERO
ANNO XXXV
1747
SABATO 8 GENNAIO 2011 tuttoLIBRI Anniversario Moriva 50 anni fa l’inventore dell’hard-boiled,
tra i bersagli del «maccartismo», amato e ripudiato da Hollywood,
creatore di figure leggendarie come Sam Spade e Continental Op
ESORDIO

Hammett,
GIUSEPPE sta Dashiell Hammett era segna-
Il gran ’48 CULICCHIA

Per lui la frase migliore


ta. Per uno come lui, doveva per
forza di cose risultare tragica.
di Mari era notoriamente la più corta. E Egli stesso, d’altronde, prima
quando Dashiell Hammett morì di diventare uno scrittore capa-
Un rocambolesco di cancro a New York, il 10 gen- ce di conquistare generazioni di
viaggio preunitario naio 1961, gli americani timorati lettori aveva fatto il detective

una strega
di Dio e ossessionati dal pericolo per l’agenzia Pinkerton nel 1915
PENT P.II
comunista non dovettero aver bi- a Baltimora, e si era imbevuto di
sogno di molte parole per com- tragedie grandi e piccole, oltre
mentare la notizia. Lo scrittore che del linguaggio e dei modi di
che aveva inventato il genere personaggi spesso immortalati
hard-boiled, dando vita a perso- dai flash dei fotografi specializza-
naggi leggendari quali Sam Spa- ti in cronaca nera, e non lontani

d’America
de e Continental Op, portati sul da quelli di Hollywood Babilonia.
grande schermo da attori come In quel periodo si era guadagna-
Humphrey Bogart e William to le cicatrici che segnavano il
Powell per la regia di maestri del suo corpo, a perenne ricordo del-
calibro di John Huston, un uomo le zuffe con la mala, e da lì aveva
MÜLLER che sulla soglia dei settant’anni tratto la linfa vitale destinata a
era ormai tornato alla povertà dar forma a libri indimenticabili,
Ddr, crudele che ne aveva contraddistinto l’in-
fanzia, era ai loro occhi semplice-
da Piombo e sangue a L'uomo om-
bra. Tra pericolose fanciulle e im-
è il potere mente un reietto. passibili investigatori, misteriosi
Nel 1937, infatti, mentre in omicidi ed equivoci trafficoni,
Un drammaturgo Spagna infuriava la guerra civile ambigui confidenti e corruttibili
oltre il Muro e colleghi come George Orwell poliziotti, tra rapide sparatorie e
ed Ernest Hemingway partiva- inattese coltellate magari nei vi-
FORTE P. IV
no per la penisola iberica per sco- coli bui di un quartiere cinese,
prire con un certo anticipo i me- Dashiell Hammett ha plasmato
todi più hard che boiled dei com- non solo i suoi personaggi ma an-

Prima di diventare Ha influenzato autori


scrittore, fece il detective del calibro di Chandler,
per Pinkerton: lì stanno Dashiell Burroughs, Spillane,
Hammett,
le radici dell’Uomo ombra qui a sinistra Ellroy, fino a Bret Ellis
e del Falcone maltese in un ritratto e al nostro Hugo Pratt
BIOGRAFIA in Rete di Jay
missari politici di scuola sovieti- Stephens che quelli di tanti altri, a comin-
Il Bonaparte ca, Dashiell Hammett aveva deci-
so di iscriversi al partito comuni-
e sopra in una
foto del 1944 con
ciare dal detective Marlowe, in-
fluenzando oltre a Raymond
più piccolo sta americano. E dopo la secon- Lilian Hellman Chandler innumerevoli autori,
da guerra mondiale, a cui aveva sua compagna tra cui mostri sacri come Wil-
Napoleone III partecipato in veste di volonta- fino alla morte: liam Burroughs, Mickey Spilla-
il plebiscitario rio dirigendo un giornale per le sarà lei ne, James Ellroy, e secondo alcu-
truppe sul fronte del Pacifico a rievocare ni addirittura Hemingway. Per
BARBERO P. IX
malgrado la tubercolosi contrat- il loro non facile arrivare, indirettamente, fino a
ta nel 1918, quando in Europa rapporto, Bret Easton Ellis, che nel suo ulti-
aveva prestato servizio sulle am- in Pentimento mo Imperial Bedrooms si rifà in
bulanze alla pari dell’autore di (da cui il film modo esplicito ad atmosfere e cli-
Addio alle armi ammalandosi di Julia con Jane ché tipicamente hard-boiled. Ma
influenza spagnola, si era impe- Fonda) e, in al di fuori degli Stati Uniti anche
gnato per contrastare la «caccia Il tempo il nostro Hugo Pratt pagò il suo
alle streghe» maccartista parte- dei furfanti, debito nei confronti dell’autore
cipando con il miliardario filo-co- il processo americano, ispirandosi per il co-
munista Vanderbilt alla creazio- maccartista gnome del suo Corto al romanzo
ne di un fondo spese a cui potes- contro Il Falcone Maltese, mentre André
DIARIO DI LETTURA se attingere chi veniva accusato Hammett Gide confessò di ammirarlo.
di professare idee anti-capitali- (i cui atti sono Portato sul grande schermo
Il Boccalone ste. Fu così che negli Anni Cin-
quanta, in piena guerra fredda, il
usciti l’anno
scorso
da Fred Zinnemann nel 1977 con
Julia, film in cui i panni dell’auto-
di Palandri suo stile di scrittura per defini- da Archinto, re vennero indossati da Jason
zione «asciutto» e senza fronzoli, Mi rifiuto Robards Jr., e da Wim Wenders
Il movimento ’77 i suoi personaggi trasudanti cini- di rispondere) nel 1982 con Hammett: indagine a
tra Kafka e Tenco smo e distacco, le sue trame com- Chinatown, dove nel ruolo dello
plesse ma allo stesso tempo reali- scrittore-detective comparve
SERRI P.XI
stiche, e dunque spietate come Frederic Forrest, Dashiell Ham-
sa essere non di rado la vita, fini- delle sale cinematografiche negli mett non sospettava certo di di-
rono in secondo piano; a un trat- ALTRI ANNIVERSARI DEL 2011, DALL’ARTUSI A MILOSZ anni Trenta e Quaranta, gli volta- ventare a sua volta un personag-
to, Dashiell Hammett non venne rono le spalle. I radiodrammi gio per Hollywood. Fondatore
TUTTOLIBRI più considerato il capostipite di Scomparso il 10 gennaio 1961, Dashiell Hammett è fra le tratti dalle sue opere vennero della «scuola dei duri», ha certo
un genere amato da moltitudini personalità della cultura di cui ricorre nel 2011 un cancellati. E il governo federale rappresentato molto per il pri-
A cura di: di lettori, ma alla pari di Charlie anniversario a cifra tonda, di nascita o di morte. Mondadori, lo accusò di evasione fiscale, con- mo Giorgio Scerbanenco, e oggi
LUCIANO GENTA
Chaplin e di tanti altri un nemico che gli ha reso omaggio con un Meridiano a cura di Roberto fiscando tutti i suoi beni e con- viene indicato tra i «numi tutela-
con BRUNO QUARANTA
della democrazia e della libertà. Barbolini, lo ricorda pubblicando «Continental Op» (pp. 252, dannandolo a una povertà cui ri» da scrittori come Carlo Luca-
tuttolibri@lastampa.it Degno di finire, per cinque mesi, € 8,50), sette racconti a cavallo fra Anni Venti e Trenta. Fra le non lo sottrasse la nuova attività relli e Andrea Camilleri. Ma la
www.lastampa.it/tuttolibri/ ricorrenze: un secolo fa se ne andavano Emilio Salgari.
in prigione. I produttori di Hol- di insegnante di scrittura creati- lunga lista dei suoi debitori è de-
lywood, che nei suoi libri aveva- Antonio Fogazzaro, Pellegrino Artusi; vedevano la luceAttilio va. Pochi anni più tardi, il senato- stinata senza dubbio ad allungar-
LA STAMPA no trovato luoghi e protagonisti Bertolucci, Camilla Cederna, Carlo Bo, Emile Cioran, Tennesse re McCarthy sarebbe caduto in si ancora, in futuro: almeno fin-
e intrecci perfetti per inchiodare Williams, i Nobel Milosz, Elytis, Golding e Mafhuz. disgrazia, morendo alcolizzato. ché esisteranno i detective, al ci-
alle poltrone il grande pubblico Ma ormai la sorte dell’ex alcoli- nema o in letteratura.
II Scrittori italiani
LA DANZATRICE DI CINZIA TANI IL CALCIATORE DI GIULIANO PAVONE IVAN COTRONEO, CONTRO L’OMOFOBIA
A tempo di charleston L’eroe dei due mari Un bacio impossibile
= In Charleston (Mondadori, pp. 359, € 19,50) Cinzia = «Quando vide quella distesa blu cobalto sotto di sé, = «C’era la neve quel giorno, questo me lo ricordo.
Tani narra il lungo avventuroso viaggio di Claire alla ricerca di venti metri più in basso, Filippo Panìco si spaventò per Era dietro i finestrini dell’automobile...». E’ un grido
Stella,la sua enigmatica maestra di danza che crede di aver davvero». Giuliano Pavone esordisce nella narrativa con contro l’omofobia Un bacio, il veloce, tragico racconto
ferita sparando nel bosco a un uccello dalle piume gialle. La L’eroe dei due mondi (Marsilio, pp. 302, € 17). di Ivan Cotroneo, scrittore e sceneggiatore, per
giovane donna attraversa l'Europa fino ad approdare a «Miracolo a Taranto», potrebbe essere il sottotitolo di Bompiani (pp. 91, € 9,50). Tre voci per una tragedia.
Damasco, munita solo di un diario nel quale si svela la questa acuminata commedia italiana. Come Due adolescenti. Un’insegnante. Una cittadina di
danzatrice, impermeabile alla corresponsione degli affetti in protagonista un campione, un attaccante brasiliano provincia. Un colpo di pistola sparato alla tempia in
un mondo che desidera ingurgitarla graffiandone la fredda dell’Inter, che per grazia ricevuta gioca un anno, un’aula scolastica. Eco di un episodio accaduto in un
indipendenza. Ma è proprio questa sua freddezza ad attrarre gratuitamente, nella locale squadra di calcio. Intorno al liceo californiano nel 2008, quando Larry venne ucciso
gli uomini e a renderli vittime del suo charme di femme bomber, fiorisce una svariata umanità, tra corruzione, da un suo compagno, Brandon, che Larry aveva
Cinzia Tani fatale. E in ciò risiede il fascino sottile del romanzo. [M.P.] disoccupazione, misteri, abbracci generosi. corteggiato nei giorni precedenti.

PAROLE Esordio Un folgorante viaggio nell’Italia


IN CORSO pre-unitaria con il trentenne Alessandro Mari
SERGIO
GIAN LUIGI BECCARIA PENT

Al Caffè
ci si fa
Se Alessandro Mari
fosse lo pseudonimo dietro cui
si cela una squadra di autori
sul genere dei Wu Ming, Trop-
po umana speranza sarebbe co-
Che Quarantotto
dalle Alpi a Roma
munque un superbo romanzo.

europei Ma visto che Mari risulta esse-


re un trentenne di Busto Arsi-
zio al suo esordio assoluto, que-
sto non è solo un grande ro-
a tavola, o il caffè, sono sem-

L
manzo, è un'impresa. A un cer-
pre stati i luoghi della paro- to punto del suo sterminato di spia, con il compito di segnala- violando le regole dell'immobili-
la, dove si sono rotte o ag- tracciato l'autore cita Dickens: re le mosse londinesi di un peri- smo popolare attraverso i nobili
giustate le cose: discusso animata- «Lui, ciò che descrive, te lo la- coloso «ribelle» di nome Giusep- fermenti di personaggi che sfio-
mente, trovato un accordo, aperte scia dentro gli occhi». Ed è pro- pe Mazzini; il trafficone Lisan- rano la modernità, ma che per
lacerazioni. Però di solito il man- prio questo che accade al letto- der, che in una Milano in fermen- raggiungerla devono subire i
giare o il bere insieme ha indotto a re. In mancanza di aggettivi to intuisce il mestiere del fotore- confronti con lo stato delle cose,
fraternizzare, a confrontarsi, ma adeguati - avvolgente, trasci- porter, anche se sfrutta il lato con i pregiudizi, con la volontà di
per trovare un punto d'incontro. nante, epico, dilagante sono al- commerciale più bieco della foto- garantire al futuro le stesse in-
Carlo Dossi, nelle Note azzur- cuni di quelli «usabili» - occor- grafia smerciando le sue eccitan- certezze del passato.
re (num. 4589) racconta: «Ai tem- re capire da dove sia partita ti «callopornie»; e infine Lui, Jo- Nelle loro timide o eroiche
pi di Cattaneo fu fatta la pace tra questa volontà di raccontare sé, capitano e colonnello in un mosse verso la speranza, i perso-
classici e romantici e per celebrarla una piccola scaglia di storia ita- Sudamerica in rivolta, lui che naggi di Mari aprono il passo a
si bandì un gran banchetto in cui liana con lo stile e il linguaggio ama Aninha e ne fa misura di vi- p Alessandro Mari un altro futuro, a un Novecento
intervennero i caporioni delle due di un classico: uno che conosce ta, e torna in Italia per cercare p TROPPO UMANA SPERANZA che magari sarà addirittura trop-
scuole, e in cui i piatti alternavansi nuove imprese, e noi sappiamo p Feltrinelli, pp. 764, €18
nei due stili. - Dopo un gigot classi- p in libreria dal 12 gennaio
In «Troppo umana che le troverà e dovremmo ren- Un grande romanzo,
p Alessandro Mari è nato nel
co veniva p. es. una mondeghiglia dergliene merito ogni giorno.
romantica, dopo una semplice slep- speranza», un’odissea Ecco, questi quattro roman-
1980 a Busto Arsizio. Si è laurea-
to con una tesi su Thomas Pyn-
epico e travolgente,
pa di manzo classico un pasticcio di incontri, tra popolo zi sono il romanzo che diventa chon; si è diplomato alla Scuola un mosaico di 4 storie
di Strasburgo romantico, dopo un piano piano, a passi perfetti, Holden di Baricco. Lavora nel-
sorbetto di pura crema classico, un ed eroi, Mazzini Troppo umana speranza. Scene l’editoria come lettore, tradutto- fuse con maestria
sorbetto punch romantico». e Garibaldi con Anita epocali ed esperienze sotterra- re e ghostwriter e gran cura dei dettagli
Incontrarsi al caffè ha significa- nee come quelle del villano Co-
to condividere col luogo anche idee a fondo gli sviluppi del grande lombino confluiscono in un pro- po veloce per loro, ma alla cui riu-
e interessi. Anche oggi al caffè non romanzo tra Otto e Novecento, getto narrativo che racconta, in scita avranno contribuito con i lo-
si va semplicemente per sorbire un ma che della modernità si ser- fondo, il percorso di tutte le spe- ro sacrifici e il loro genuino entu-
aperitivo da soli, ma per berlo insie- ve per cesellare un percorso di ranze dell'umanità: dal viaggio siasmo. Figure assordanti, che ri-
me. Solitudine e silenzio non s'addi- luce e di voci - anche minime - d'amore di Colombino a quello mangono a galla nella memoria
cono a quel luogo. Al caffè il tempo attraverso i meandri delle ipo- di redenzione di Leda, dal viag- di una lettura lenta e generosa. E
scorre conversando: è sempre stato tesi e delle certezze storiche. gio nella modernità di Lisander certi affreschi verbali dedicati al
il luogo della parola (così come la La cura del dettaglio è ma- a quello verso la pace e la salvez- furioso amore di Anita e Giusep-
taverna era il luogo del chiasso fe- niacale, ma nel senso di voler za d'Italia di Garibaldi, il tutto pe sono destinati, crediamo, a di-
stoso e della trasgressione linguisti- perfezionare ogni atto, ogni so- gestito con una maestria narra- ventare un punto di riferimento
ca, dove le parole e il vino, diceva spiro, ad uso di un ipotetico let- tiva senza tempo, che tuttavia ri- assoluto nelle pagine della nostra
Manzoni parlando di Renzo alla tore che non disponga di mezzi chiede il suo tempo di lettura, narrativa. Anita sarebbe conten-
«Luna piena», scorrevano «senza audiovisivi per conoscere il ma ti ripaga con una sensazione ta di essere vissuta e morta in un
misura né regola»), il luogo della mondo. I personaggi e le loro davvero unica di ricchezza emo- modo così giusto, limpido, visce-
discussione, della ragione, dei rego- passioni scorrono sulla pagina tiva, di ammirazione totale. rale e leggendario. Un grande ro-
lari contrapposto agli irregolari come un fiume in piena che af- Il percorso si snoda come un manzo, davvero, che rende onore
dell'osteria. In questo luogo d'in- ferra, trascina, travolge, in un graduale passaggio di consegne Alessandro Mari alla letteratura contemporanea,
contro, annotavano i fratelli Verri viaggio al cui termine ti rendi individuali alla grande Storia, non solo italiana. «Scena delle
fondatori della celebre rivista sette- conto che potrebbe continua-
centesca Il Caffè, ci si scambiano re all'infinito, e senza forzatu-
idee, si trovano i giornali, «in essa re. Ed è una gran bella impres-

Dibattito O

150
bottega, chi vuol leggere, trova sem- sione d'amore.
pre i fogli di Novelle Politiche», Ma cos'è, dunque, questo
trova «il Giornale Enciclopedico, romanzo che dovrebbe - ci au-
e l'Estratto della Letteratura Eu-

T
guriamo - sconvolgere la sta- raditori, cospiratori,
ropea, e simili buone raccolte di
Novelle interessanti, le quali fanno
che gli uomini che in prima erano
gione letteraria in arrivo met-
tendo al palo tutto ciò che or-
mai spacciano per opera d'ar-
terroristi, spie, delato-
ri….. Romanzi avvincen-
ti come quello di Giancarlo De
Sbaglia chi cerca
Romani, Fiorentini, Genovesi, o
Lombardi, ora sieno tutti presso a
poco Europei».
George Steiner ha scritto che
te assoluta, dal bestseller an-
nunciato alla narrativa da
ipermercato?
Troppo umana speranza è ir-
Cataldo (I traditori), ma an-
che Il cimitero di Praga di
Umberto Eco, un film (e la rela-
tiva sceneggiatura pubblicata
in Crispi
l'unità europea si è fondata nei caf-
fè metropolitani, in questi ambienti
cosmopoliti, caldi di legni e di stuc-
raccontabile nel suo intricato
viaggio lungo una decina di an-
ni, che si conclude in un 1848
da Bompiani) come lo straordi-
nario Noi credevamo di Ma-
rio Martone, saggi storici inec-
il “grande vecchio” Libri d’Italia
chi e di specchi. Così come hanno aperto a speranze patrie anco- Verso il 2011
contribuito a unire (o a dividere) ra irrisolte, con un Garibaldi Servizi segreti, falsari, GIOVANNI DE LUNA
l'Italia. Nel periodo rivoluzionario prossimo a diventare l'uomo
a Torino i giacobini si trovavano al- della provvidenza unificante. mercenari: da Martone lando tra il libretto celebrativo ga, che esplicitamente nega ogni tragedia di Belfiore). Adesso la
la Taverna della Giamaica, al Ma i personaggi che seguiamo a Eco, a De Cataldo, di occasione e una più ponderata tipo di legittimazione alla costru- situazione è molto diversa.
Caffè 'd Catlina o al Marsiglia. sono addirittura quattro e le lo- riflessione storiografica. zione dello Stato nazionale? In mezzo ci sono stati gli An-
Roberto D'Azeglio, l'8 febbraio ro vicissitudini si ricongiungo- si riscrive il passato Resta questo inizio, affollato Non è solo questo. Nel 1961, ni 70 del Novecento. Troppi mi-
1848, al caffè Nazionale di Torino no - anche solo in parte - in un per parlare dell’oggi di servizi segreti, falsari come il in occasione del «centenario» steri di allora non sono mai stati
aveva letto agli amici, prima dell' gioco di eventi che sfiora tutti i Saturnino di Eco, voltagabbana tutto era molto chiaro. Mentre risolti, troppo forte è stata la de-
affissione in pubblico, il proclama toni del romanzo epico: il «me- cepibili (Londra dei cospirato- come il Gallenga di Martone, gli storici accademici si interro- lusione verso uno Stato che ha
di Carlo Alberto. In città c'erano namerda» Colombino, adotta- ri, di Enrico Verdecchia, I pic- mercenari e visionari, patrioti e gavano sulle loro diverse inter- negato ogni forma di verità e di
caffè frequentati dai conservatori, to dal prete di campagna Don coli cospiratori di Arianna doppiogiochisti… Può essere una pretazioni (e al centro del dibat- giustizia nei confronti delle stra-
altri soltanto dagli innovatori. Illu- Sante, che dalla pianura pada- Arisi Rota), hanno segnato la moda, legata al vezzo giornalisti- tito ci fu la «questione meridio- gi che insanguinarono quel de-
minismo, Romanticismo, Risorgi- na nebbiosa e contadina di Sac- prima fase del dibattito pubbli- co di inseguire le nuove rivelazio- nale»), i media si assunsero il cennio. Mentre per il terrorismo
mento, Futurismo e Avanguardie conago parte - con il fido mulo co sul Risorgimento innescato ni, l'inedito, il disvelamento dei compito di costruire un'immagi- delle Brigate Rosse e di Prima Li-
hanno trovato nei caffè italiani di Astolfo - per chiedere al Papa il dall'avvicinarsi del 150˚ anni- misteri? Può essere che abbia in- ne edificante del nostro passato nea si è comunque arrivati a una
un tempo il luogo in cui discutere consenso di sposare la contadi- versario dell'Unità d'Italia, fluito quella sorta di «processo (in quell'anno alla televisione verità giudiziaria certificata da
ed elaborare le idee. I macchiaioli, notta Vittorina, in un viaggio tutti privilegiandone il lato al Risorgimento» avviato in una andarono in onda Le giornate una sentenza, su Piazza Fonta-
artisti e patrioti, si sono sempre in- che è un'odissea di incontri e di oscuro. Con il 2011 ci sarà un' fase in cui - per la prima volta del riscatto: album del Risorgi- na, su Piazza della Loggia, su
contrati al Michelangiolo di Firen- disastri: la bella Leda, orfana altra valanga di titoli, ma il ta- nella nostra storia - al governo mento, I Mille, L'impresa dei Bologna, su Ustica, si annida an-
ze, in via Larga, ora via Cavour. abusata ed educata al mestiere glio si annuncia diverso, oscil- c'è una forza politica come la Le- Mille illustrata ai ragazzi, La cora la plumbea reticenza dei
Tuttolibri
SABATO 8 GENNAIO 2011
LA STAMPA III

LA DONNA IN NERO DI BEPPE LOPEZ CATERINA CAVINA, FRA NEBBIE E DELITTI «SE TU FOSSI QUI» DI DI MARIA PIA AMMIRATI
Il ritorno di Capatosta C’è una Merla nella Bassa Una moglie sconosciuta
= Dieci anni dopo, riappare un ritratto violentemente = «Solo vaghe nebbie e molta pioggia: la stagione = Ma chi era mia moglie? E’ l’indagine post mortem
umano del Sud, Capatosta, l’opera prima di Beppe Lopez che amavo di più...». Delitti e altri delitti, nella Bassa condotta da Matteo, il fil rouge, sentimentale e atroce
(Besa, pp. 279, € 19). Un formidabile ritratto di donna, emiliana. Chi è quella ragazzina assassinata nei giorni insieme, che cuce il nuovo romanzo di Maria Pia
quale si delinea a Capitanata, nel Barese. Concepita prima più freddi dell’anno? Perché nessuno - e si è già in Ammirati, dirigente televisiva, oltre che scrittrice e
dell’ultima guerra, nata in una famiglia miserrima, primavera - si è preoccupato di sottrarla alla palude? La giornalista: Se tu fossi qui (Cairo, pp. 157, € 12).
rifiutata dalla madre che la vestirà sempre di nero, in Merla (B.C. Dalai editore, pp. 157, € 16,50) è il secondo Scoprire, a poco a poco, inesorabilmente, che di lei non si
segno di lutto per la morte del marito, riuscirà a romanzo di Caterina Cavina , originaria di Castel San sa nulla, che altro era il suo mondo, che forse nascondeva
sopravvivere grazie a un carattere che si farà via via Pietro, nel Bolognese. La protagonista scompare e una seconda vita, forse una malattia, forse un pensiero
sempre più duro. Fino a meritare il soprannome di riappare, protetta da una suora strana e da un intraducibile. Una lunga, impavida meditazione, alla
Capatosta. Una storia scritta in una lingua fortemente carabiniere. I cadaveri con lei si «aprono». Quale miglior scoperta di sé e di lei: «Se tu fossi qui amore mio, se tu
simbolica, una miscela di italiano e pugliese. mestiere del giornalista di nera? fossi ancora qui / oggi finalmente saprei cosa dirti». Maria Pia Ammirati

L’idea di nazione Un’altra tappa dell’analisi di Banti che insiste


sulla matrice di «sangue e suolo», comune a camicie rosse e nere

Ma il Risorgimento
ANGELO
D’ORSI

Dopo Nel nome dell’Ita-


lia, lo storico Alberto Maria
Banti propone Sublime madre
nostra. La nazione italiana dal

non diventò fascista


Risorgimento al fascismo, sem-
pre facendo amplissimo ricor-
so a narrazioni, linguaggi,
strutture discorsive, meccani-
smi comunicativi: un libro se-
rio e documentato, e affasci-
nante, come tutti i lavori del- De Amicis; è vero, i loro testi ser- Il fatto che il fascismo si sia
l’autore, anche se, a mio avviso, vivano anche a costruire una re- impadronito del Risorgimento, e
meno convincente di altri pre- torica nazionale, ma non è inevi- si sia sovente presentato come il
cedenti. Un libro che suscita tabile nello sforzo di edificazione suo compimento e inveramento
molte perplessità. E ciò al di là di un nuovo Stato? Anche la re- (tale l'opinione di Giovanni Genti-
del linguistic turn, la «svolta lin- torica, insomma, ha una funzio- le, ad esempio), non ci può indur-
guistica» del postmodernismo ne, che può essere positiva, in da- re a gettar via il bambino con
storiografico di cui Banti è uno ti momenti storici. Poesie, rac- l'acqua sporca. Addirittura rite-
degli esponenti italiani, e verso conti (grande posto ha natural- nere che le leggi razziali del ’38 si-
cui, personalmente, sono piut- mente nel percorso il deamicisia- ano nella loro essenza una ripre-
tosto critico. Ma non è questo il no Cuore: ma siamo certi che sia sa di elementi presenti nella legi-
punto, e il libro comunque me- tutto da sbeffeggiare? E che slazione e nel discorso pubblico
rita di esser letto e, soprattut- quei buoni sentimenti siano tutti p Alberto Banti post-risorgimentale è operazio-
to, di essere discusso, specie oggi da rovesciare?), i monu- p SUBLIME MADRE NOSTRA ne ad alto rischio. Il sangue e il
ove si consideri che esso si inse- menti (la «monumentomania» La nazione italiana suolo, specie il sangue, e quindi
risce, anche al di là delle inten- dell'Italia liberale, che produsse Alberto Banti dal Risorgimento al fascismo l'attenzione alla sessualità ripro-
e piazzò statue degli eroi del Ri- p Laterza, pp.208, € 18
zioni dell’autore, nella diffusis- duttiva, sarebbero il filo condut-
sima polemica antirisorgimen- sorgimento un po’ dappertutto), tore. La nazione fascista, con il
tistica, che Banti declina nei le cerimonie, i discorsi pubblici, suo corredo razzista, «irrigidi-
termini di uno smontaggio del- il primo cinematografo… sce ed estremizza» gli elementi
le narrazioni retoriche dell’epo- Il discorso pubblico «na- del discorso «nazional-patriotti-
pea risorgimentale e di quelle zionalpatriottico» usò una serie co» originario. Se così fosse, in-
successive, «nazional-patriotti- di figure, di elementi retorici, di somma, dovremmo giungere a
che» (come le chiama) o addi- argomenti reiterati, capaci di col- chiederci: i padri della patria
rittura - qui è il punto più dolen- pire l'immaginazione, dunque hanno gettato le basi della perse-
te della posizione di Banti - na- miti, che seppero costruire un cuzione antisemita?
zionalfasciste. senso comune in larga fetta della
popolazione, anche quella meno Non si distingue fra
«Sublime madre adusa alla lettura, o a frequenta-
re teatri o cinematografi. In real- nazionalismo patriottico
nostra», un saggio tà gran parte di quel discorso si e imperialistico:
serio e documentato svolgeva nelle pubbliche vie, nel-
le piazze, sia collocandovi monu- lo spartiacque fu
però poco convincente, menti, sia celebrando ricorren- la guerra del 1915-18
tutto da discutere ze, sia attraverso cerimonie a ca-
rattere liturgico: era la liturgia La mia risposta è: assoluta-
Secondo l'autore, infatti, il della nazione, che reclamava i mente, no. Così come alla doman-
discorso nazionale rimane so- suoi martiri, i suoi santi (si pensi da: il Risorgimento, e la sua cele-
stanzialmente il medesimo, alla figura di Garibaldi, santo brazione, hanno offerto la matri-
nella sua conformazione, lun- anomalo, ma da tutti riconosciu- ce fondamentale al fascismo per
Cinque giornate di Milano» di Anonimo, 1848-49 go i decenni, che vanno dal mo- to e adorato), che onorava il san- la sua costruzione ideologica e
to unitario al fascismo. E ciò gue versato, i sacrifici patiti, il do- dunque per le sue pratiche effe-
perché, essenzialmente, la con- lore, la sofferenza, tutti elementi rate? La risposta è altrettanto vi-
cezione della nazione rimane capaci di essere il cemento del- gorosamente: no.
servizi segreti, l'ombra dei depi- la stessa. Ci saranno cambia- l’edificio nazionale. Insomma, mi dispiace per la
staggi, una soffocante cappa di menti, ammette Banti, ma si Abbiamo per decenni ancora storiografia postmoderna, e per
complotti e di intrighi. tratta più che altro di adatta- nel secondo dopoguerra frequen- il lavoro che compie, di raffinata
Nasce allora - come reazione menti ai diversi contesti politi- tato un martirologio nazionale, lettura di testi. Ma, oltre a non
civile e culturale - una forte spin- ci, sociali, culturali; e anche se dove i santi erano tanto gli eroi raggiungere risultati persuasivi
ta a leggere la nostra storia co- mutano, anche radicalmente, di prima fila, a cominciare da sul piano della conoscenza, essa
me una ininterrotta sequenza di gli obiettivi politici perseguiti, Mazzini e Garibaldi (con annes- finisce per avvicinarsi alle tante
episodi oscuri, tenuti insieme dal- la struttura del discorso nazio- sa Anita, eroicizzata molto per polemiche antirisorgimentisti-
la capacità del Potere di inquina- nale non cambia. tempo), quanto i letterati che che che pullulano tra editori e ra-
re e corrompere. Così la leggen- «E allora?», verrebbe da di- avevano espiato con la dura duni. Lo smontaggio delle retori-
da del «grande vecchio» degli re a uno storico «tradizionale», esperienza della prigionia il loro che discorsive è operazione inte-
Anni 70 viene retrodata fino a che pretende cocciutamente di «amore per l'Italia» (come si di- ressante, benché non sempre co-
Crispi, il retroterra «misterioso» ricostruire fatti e pensieri, at- ceva), da Silvio Pellico a Luigi Un manifesto anonimo del 1944 sì utile. Quando poi finisce per
che si annida dietro la sfolgoran- tento, naturalmente, alle moda- coincidere con la costruzione di
lità espressive di quei pensieri, Si vuol smontare sangue e suolo, ossia naturalisti- sieme grottesco, del mussolini- retoriche dell’antiretorica risul-
I misteri irrisolti alle forme della comunicazio- ci, invece che spirituali, della con- smo. Il grande spartiacque fu la ta ancora più discutibile. E, mi si
ne, ai linguaggi, ma che da que- la retorica di martiri cezione della nazione risorgi- guerra del 1914, che per l'Italia fu lasci dire, in certo senso, altret-
degli Anni 70 spingono sti elementi non intende la- e monumenti: eppure fu mentale, e ritrovarla nel fasci- «la guerra del ’15-18». Là si ebbe tanto pericolosa, forse anche
a leggere la nostra storia sciarsi trasportare, finendo
anche così che si plasmò
smo, passando per il tramite di la scomparsa di quanto rimane- più, della retorica di Carlo Aze-
per giudicare più importante il un D’Annunzio (indimenticato va del nazionalismo patriottico, glio Ciampi (a cui Banti dedica le
come una sequenza «come si dice» rispetto a «quel un sentimento comune autore di micidiali performance e il sopravvento definitivo di aspre pagine conclusive), che
di episodi oscuri che si dice», per far prevalere il oratorie, dallo scoglio di Quarto quello aggressivo, imperialisti- avrebbe lavorato per il ricupero
significante sul significato, per Settembrini; ma anche gli eroi nel 1915 alle piazze di Fiume nel co. Furono un gruppo di ideologi del «blocco discorsivo proprio
te impresa dei Mille rimbalza dirla in termini semiologici. per caso, gli eroi e martiri di se- 1919-20), pare operazione non - pochi, ma attivissimi, che si del nazionalismo classico, come
nello scenario criminale della Quanto al Risorgimento, in condo rango, tanto più degni di del tutto condivisibile. chiamavano Enrico Corradini, si è formato tra Risorgimento e
banda della Magliana. I film, i realtà nel libro rappresenta memoria: eppure, chi ricorda og- Ritengo, al contrario di Banti, Alfredo Rocco, Francesco Cop- fascismo». Che Ciampi abbia esa-
romanzi, i saggi di oggi sembra- più che altro la materia della gi un nome quale, per citarne sol- che esistano due nazionalismi pola, e qualcun altro (e stupisce gerato con la retorica patriotti-
no insomma parlarci più del no- costruzione retorica che dai tanto uno, Amatore Sciesa, il piuttosto distinti e distanti, an- che nella ricca ricognizione di ca, pure con qualche svarione
stro presente che del nostro pas- decenni anteriori all'Unità mazziniano che non esitò a subi- che se temporalmente vicini: Banti siano trascurati) - a immet- storico, è pacifico; ma essa non
sato e ci obbligano a confrontar- giunge al 1945. Sfilano, in un' re il patibolo per non tradire i quello risorgimentale, che dai tere nuovi contenuti nel bagaglio rinvia certo al duce, bensì a quei
ci con i guasti di una democrazia analisi sempre raffinata, auto- suoi compagni e cui si attribui- preludi post Rivoluzione france- della nazione e a fare cambiare «ragazzi» del Risorgimento (e
in cui la trasparenza, il ruolo «vi- ri che abbiamo tutti letto inge- sce il fatidico «Tiremm innanz»? se va fino all'Italia liberale, e quel- di segno il discorso nazionalisti- del «nuovo Risorgimento» che fu
sibile» delle istituzioni sembrano nuamente a scuola, spesso im- E l'oblio in cui sono caduti, siamo lo imperialistico, fra tardo Otto- co, anche se le retoriche poteva- la Resistenza) ai quali, da cittadi-
come sommersi da una strari- parando a memoria, da Ber- sicuri che sia un dato positivo? cento e Grande Guerra, che poi no essere, fino a un certo punto, ni prima che da studiosi, dobbia-
pante presenza dell'«invisibile». chet a Manzoni, da Pascoli a Insistere sugli elementi di assumerà il volto più truce, e in- le stesse o comunque analoghe. mo rispetto e riconoscenza.
IV Scrittori stranieri
«NEL CAFFÈ DELLA GIOVENTÙ PERDUTA» DI MODIANO avere avuto Parigi nel sangue, quella di Debord che nel film vivendo una bohème persa nel tempo, un tempo che
Una bohème parigina citato è morta o quella che aleggia tra le righe di Modiano
come nell’aria di Saint-Germain-des-Prés o persino quella
comunque non esiste più. Tutto è scomparso infatti insieme
a Louki, che un giorno è svanita, scappando da se stessa.
= «Parigi era così bella che preferivamo viverci poveri sarkoziana che resiste alle minacce di annientamento La sua storia e quella del Condé ce la raccontano in quattro:
piuttosto che ricchi in qualunque altro posto», diceva il aggrappandosi ai suoi quais, ai suoi bistrots, alle sue lune nei oltre alla stessa Louki, tre uomini frequentatori abituali del
situazionista Guy Debord nel film palindromo In girum imus rigagnoli. Utile sì, certo, ma non indispensabile, perché Nel caffè. A lettura conclusa, e soffiato via l’impalpabile ricordo
nocte et consumimur igni da cui Patrick Modiano ha tratto il caffè della gioventù perduta è un sogno, o comunque ne ha che le cento sussurrate pagine mettono in scena, risulta
titolo del suo lancinante romanzo Nel caffè della gioventù tutte le caratteristiche. chiaro che le voci, compresa quella di Louki, sono tutte e
perduta (trad. di Irene Babboni, Einaudi, pp. 117, € 13). La Una sorta di visione onirica al cui centro c’è una giovane quattro di Modiano, insomma di colui che sogna la vicenda -
frase completa figura in esergo: «Nel mezzo del cammino donna, soprannominata Louki, misteriosa e affascinante. o che l’ha vissuta quando era poco più che ragazzo e
della vera vita, eravamo circondati da una malinconia C’è il Condé, un caffè nel Quartiere Latino, nei pressi continua a rincorrerla nelle vie della città. Un’erranza urbana
oscura, che tante parole tristi e beffarde hanno espresso, nel dell’Odéon - non andate a cercarlo, oggi non lo trovereste. E che echeggia quella della Nadja di André Breton e che quasi
caffè della gioventù perduta». un gruppo di artisti o supposti tali, tra cui un giovane si direbbe le risponda, con un libro altrettanto concentrico.
Patrick Modiano Per trovare lancinante il romanzo non è necessario avere o scrittore. E individui dalle identità vaghe, che si riuniscono Gabriella Bosco

LUIGI
Murakami Una antologia di vite FORTE

A un ventennio dalla
provvisorie, fra tenebre e misteri riunificazione tedesca la vec-
chia Rdt è ormai relegata ne-
ANGELO gli archivi storici. Materia di
Z. GATTI

In attesa di 1Q84, il
poderoso romanzo di Mu-
rakami Haruki uscito in Giap-
Giovani single studio per addetti ai lavori.
Un fantasma che riemerge in
certe ricorrenze per poi
scomparire dal dibattito poli-

in attesa
pone nel 2009 con grande tico. Le sue stesse tracce so-
successo, l'Einaudi, a sorpre- no piuttosto sbiadite: un po'
sa, ha mandato in libreria I meno nella grande provincia,
salici ciechi e la donna addor- a Lipsia o a Dresda, ma pres-
mentata, un'antologia di ven- soché indistinguibili a Berli-
tiquattro racconti tradotti
con la consueta padronanza
e attenzione da Antonietta
Pastore. I più lontani risalgo-
no ai primi anni Ottanta, i più
di maturità no risorta come una metropo-
li dal profilo ipermoderno.
Quell'epoca riaffiora fra
luci e ombre nel libro di Hei-
ner Müller, Guerra senza bat-
recenti sono del 2005. Una personaggi si trovano in fasi de- taglia. Una vita sotto due dit- Una scena dal «Macbeth» di Shakespeare, in un adattamento di Müller
delizia per gli ammiratori e licate dell'esistenza, di fronte a tature (1992), che l'editore
un'occasione da sfruttare svolte che li porteranno ad as- Zandonai propone ora nella
per chi non conosce lo scritto- sumere mature responsabilità. bella versione di Valentina Di
re giapponese. Ritmo e musi- Alcuni racconti sono mini- Rosa, con un'intensa postfa- Müller Il maggior drammaturgo tedesco
calità nella narrazione. Di- romanzi. Quando si chiudono, zione del poeta Durs Grün-
mensioni altre, sottosuoli e lasciano spiragli aperti. Si vor- bein. Non c'è guida più origi- dopo Brecht racconta le aberrazioni
mondi paralleli. Entità evane- rebbe saperne di più e Muraka- nale e stimolante di Müller, il
scenti di cui si percepiscono mi sembra aver avvertito tale maggior drammaturgo tede- del potere nella Germania comunista
le tenebrose presenze che esigenza tanto da ampliare la sco dopo Brecht, per un viag-
creano disagio; alcune si ma- stesura. Noto è il caso de La luc- gio in quel passato prossimo
terializzano in gigantesche
onde anomale che provocano
morte e distruzione o in stra-
ne pietre dotate di vita che si
p Murakami Haruki
p I SALICI CIECHI E LA DONNA
ADDORMENTATA
p trad. di Antonietta Pastore
ciola, da cui prende lo spunto
per il suo romanzo più famoso
Nowegian Wood nel quale il te-
ma dell'amore si intreccia
drammaticamente con quello
che ha cambiato il volto dell'
Europa e sembra ormai lonta-
no anni luce dal nostro pre-
sente. In quest'autobiografia
in forma di intervista egli rie-
Nella Rdt va
«I salici ciechi e la donna
addormentata»:
ventiquattro racconti,
p Einaudi, pp.376, € 22
della morte. I gatti antropofagi
del 1991 è ripreso anni dopo nel
romanzo La ragazza dello Sput-
nik. I due testi affrontano i temi
«Guerra senza
battaglia»: un viaggio
in scena il teatro
nel passato prossimo
della crudeltà
dello straniamento e della vita
uno stile aereo, provvisoria: qui è narrata la
leggero, minimalista storia di un adulterio, là una re- che ha cambiato
lazione lesbica, ma l'ambienta- il volto dell’Europa
spostano. Scimmie che parla- zione, un' isola della Grecia, e
no («animali» ottimo argo- gli sviluppi che culminano nella voca non solo la propria av- di ciniche sfumature, e l'impe- ne dell'agricoltura, fino a
mento per una tesi di laurea). scomparsa di uno dei protago- ventura di scrittore, ma la rativo del compromesso pur di drammi di ampio respiro stori-
Metafore ardite: in Birthday nisti sono molto simili. problematica identità di un salvare la propria arte. In mo- co come Germania morte a
Girl chi è l'enigmatico pro- Nel racconto La pietra a for- Paese dilaniato da drammati- menti difficili, su consiglio del- Berlino e ad esperimenti di
prietario del ristorante italia- ma di rene il protagonista ci eventi: dal nazismo alla la stessa Helene Weigel, mo- nuove dialettiche teatrali
no, elegantissimo e dai candi- Junpei, aspirante scrittore, dà guerra, dalla nazione divisa glie di Brecht, non si astenne (Hamletmaschine e La batta-
di capelli, che ha il potere di in lettura le sue novelle alla alle degenerazioni di un socia- dall'autocritica di fronte ai poli- glia), Heiner Müller fu oggetto
esaudire i desideri? E la «zia trent'anni (solo ne Il settimo uo- matura amante dalla profes- lismo sempre più illiberale. tici. Poi ammise: «L'importan- di interpellanze, discussioni po-
povera» attaccata alla schie- mo il protagonista è un ultracin- sione ignota che gli dice: «Nei Originario della Sassonia, te è che i miei testi vengano re- litiche, divieti a non finire.
na dell'io narrante? Mistero quantenne). Con uno stile ae- tuoi racconti c'è un'atmosfera dov'era nato nel 1929, egli cepiti, non che io giochi a fare il Eppure nessuno più di lui
e morte, senso di perdita e so- reo, leggero, minimalista, qui tranquilla, ma anche una forte non apparteneva per vocazio- nobile cavaliere». E l'attenzio- era radicato nel Paese del so-
litudine. E attesa. inteso nel senso di scrupolosa vitalità. E pure lo stile è bello. ne alla categoria dei dissiden- ne non mancò, ma per molto cialismo reale: ne mise in sce-
La maggior parte dei rac- precisione nell'indicare i liquo- Ma soprattutto, nella tua scrit- ti come il vecchio amico Wolf tempo fu quella del partito, sof- na sviluppo e decadenza attra-
conti è in prima persona. I ri, le auto, gli abiti firmati, con tura c'è equilibrio». Un ironico Biermann che con le sue bal- focante e censoria. Dai primi verso la geniale rivisitazione
personaggi sono universitari, continui richiami ai dischi libri autoscatto. Ah, essere amico late aveva sfidato il potere. lavori teatrali come Lo stacano- dei classici del teatro, da Sofo-
ventenni che fanno lavori film preferiti, e, con dialoghi ar- di Murakami Haruki e «poter- Dal maestro Brecht il dram- vista all'inizio degli anni Cin- cle a Brecht, con uno sviscera-
part-time o giovani single in guti e frizzanti, si raccontano lo chiamare al telefono tutte le maturgo apprese il gusto del- quanta o La contadina sfollata, to amore per Shakespeare.
carriera che hanno intorno ai vite solo in apparenza banali. I volte che ti gira». la dissimulazione non priva sul tema della collettivizzazio- Parlava criticamente del pre-

STAS cora oggi scandalizzano, diso-


GAWRONSKI Ritratto La scrittrice americana rientano, mettono in crisi chiun-
Quando la letteratura que sia abbarbicato alle proprie
sembra una minestra insipida, che deve alla malattia l’ispirazione certezze ideali e non si accorga
annacquata, incapace di dare che l’anormalità, la deformità e

O’Connor,
un sapore nuovo alla vita, alcu- la devianza riguardano ciascu-
ni scrittori diventano necessa- no senza eccezioni. Un realismo
ri come il sale. Serve al palato radicale espresso attraverso un
una parola in grado di riporta- irritante registro grottesco che

lo schiaffo
re bruscamente il lettore al non è «una scelta di genere, ma
centro della propria vicenda la diretta conseguenza della vi-
umana e di chiamarlo a un con- p Elena Buia Rutt
sione cristiana di un mondo in-
fronto potente con le grandi p FLANNERY O’CONNOR taccato dal peccato».

del mistero
questioni della vita. Una simile IL MISTERO E LA SCRITTURA Secondo la Buia «tutto que-
forza d’urto è senza dubbio p Ancora, pp. 111, € 12, 50 Flannery O’ Connor sto diviene uno strumento co-
nelle storie di Flannery O’Con- noscitivo, una lente di lettura,
nor cui è dedicato Flannery funzionale alla forzatura dello
O’Connor, il mistero e la scrittu- sguardo di un lettore “di vista
ra, un formidabile saggio di teratura che è «allo stesso tem- illuministico. Costretta da una un certo senso la malattia è un tere della scrittrice americana, debole”» e in grado, forse, di co-
Elena Buia Rutt - già autrice di po simbolica e realistica, regio- grave malattia ereditaria a pas- luogo, più istruttivo di un lungo ci apre al mistero di una lettera- gliere solamente le connotazio-
un’intensa rilettura di Pier Vit- nalista e universale, grottesca e sare gli ultimi quattordici anni viaggio in Europa. La malattia tura fondata su un’assoluta fi- ni morali di quanto accade, ma
torio Tondelli - che ci aiuta a ri- letterale» sia per la faciloneria della vita nella sua fattoria in Ge- prima della morte è cosa quanto ducia nella salvifica violenza non l’ordito indicibile dell’esi-
scoprire e a maneggiare una con cui le è stata affibbiata l'eti- orgia, la O’Connor ha alimenta- mai opportuna». dello scontro tra la libertà del- stenza. Una letteratura che col-
scrittura incandescente. Una chetta di «autrice cattolica». to la sua ispirazione attraverso L’esperienza concreta del l’uomo e la realtà. pisce il lettore come uno schiaf-
riflessione lucida sulle opere D’altronde la O’Connor è sta- un’immersione senza sconti nel- male è il punto di partenza della Allergica a ogni visione filtra- fo, consentendogli di «appro-
della grande narratrice del ta una scrittrice solitaria, defila- la propria difficile quotidianità, ricognizione critica della Buia ta da astrazioni, lo sguardo della fondire il proprio senso del mi-
Sud degli Stati Uniti che in Ita- ta, ma anche una presenza di- fino al punto da considerare il che, attraverso le storie - dal ro- O’Connor si concentra «su stero attraverso il contatto con
lia è rimasta ai margini dell’at- sturbante tanto per i cattolici morbo che la stava divorando manzo Il cielo è dei violenti a quel un’esperienza cruciale, quella la realtà, e il proprio senso del-
tenzione della critica sia per la benpensanti che per i fautori del una benedizione: «Non sono racconto estremo intitolato La della finitezza». I suoi personag- la realtà attraverso il contatto
difficoltà di classificare una let- «buon senso» laico, razionale e mai stata altrove che malata. In schiena di Parker - i saggi e le let- gi bizzarri, storpi e malvagi an- con il mistero».
Tuttolibri
SABATO 8 GENNAIO 2011
LA STAMPA V

«LA RAGAZZA DI BERLINO» DI ANNE WIAZEMSKY madre fa scoprire il vero senso della vita e la sicurezza in se protagonista. Poco considerata in famiglia e intimidita dal
Una nipote in casa Mauriac stessa, la figlia risale alle proprie origini aggiungendo un
tassello agli Hymnes à l’amour con cui nel 1996 aveva
padre così preso dai suoi impegni da averla quasi
«dimenticata», Claire si misura con gli orrori della guerra per
= Il dramma della guerra nella Francia occupata e la raccontato il rapporto di coppia dei genitori soffermandosi «sentirsi esistere» e poi agli agi familiari di Parigi preferisce i
speranza nel futuro nonostante i primi segni di Guerra sul padre. Attrice in film di Bresson, Pasolini e Godard che la disagi e il fermento di solidarietà internazionale nella Berlino
fredda; l’impegno di una gioventù piena di ideali e una storia rese celebre con La chinoise, scrittrice pluripremiata, qui la distrutta e affamata dove sarà ancora utile.
d’amore suggellata tra le macerie di Berlino dalla nascita di Wiazemsky utilizza le lettere alla famiglia e il diario della Che contro le perplessità familiari scelga con fermezza
un figlio: La ragazza di Berlino di Anne Wiazemsky (trad. di madre, relativi al 1944-1947, alternandoli abilmente a una Ivan Wiazemsky, un non lettore ignaro della grandezza di
Cinzia Poli, ed. e/o, pp 188, € 17,50) potrebbe far pensare a narrazione asciutta e documentata in cui si avvertono anche Mauriac ma l’unico a riconoscere le sue qualità, non
un romanzo a tesi dai risvolti simbolici scontati. Propone prestiti da film come Germania anno zero di Rossellini. stupisce. Quel giovane pieno di talento e con pochi mezzi,
invece una storia vera, una testimonianza di amore filiale il A suscitare interesse ed emozione, più della storia amorosa figlio di immigrati russi durante la rivoluzione è il principe
cui perno è la ricerca di identità e di libertà della madre sono proprio il clima e gli scenari della quotidianità di azzurro. E che non lo fosse solo in senso metaforico
dell’autrice, Claire, secondogenita di François Mauriac. rapporti familiari ed esperienze umane, vita e morte, vincitori rassicurò l’illustre genitore.
Ricostruendo in forma romanzesca la tranche de vie che alla e vinti, in cui matura il processo di formazione della Paola Dècina Lombardi Anne Wiazemsky

le aberrazioni del potere. Non


solo quello che lo assedia ed E.O. Wilson «Anthill», il romanzo
espelle dall'Unione degli scrit-
tori accusandolo di essere anti- di uno fra i più famosi entomologi
umanista e controrivoluziona-
rio. Ma quello perverso e tragi- GIORGIA

Caro Eden
GRILLI
co che ha dominato nel tempo
e in varie forme un grande pae- C'è una distinzione con-
se come la Germania incapace venzionale nella letteratura che
di una vera rivoluzione. la divide in fiction e non fiction.
Gli spunti gli arrivano da Storie di invenzione da un lato e
molte parti e fa specie scoprire
uno scrittore comunista come
lui che occhieggia Nietzsche,
Jünger o Carl Schmitt. Ma non
resoconti di fatti o teorie scienti-
fiche dall'altro. E, tra i lettori, c'è
chi sceglie i romanzi e chi prefe-
risce i saggi. O chi legge entram-
tra formiche
e coccodrilli
stupisce se si pensa al suo radi- be le cose ma in momenti e con fi-
calismo, all'interesse per Ar- ni distinti: sognare o accrescere
taud e il teatro della crudeltà, le proprie conoscenze. A volte
alla riflessione su estetica e bar- capita però di incontrare autori,
barie che lo spinge a dire: «Per rari e preziosi, che sfuggono alla
un drammaturgo una dittatura possibilità di catalogarli entro Edward
è più vivace di una democra- l'uno o l'altro ambito, che com- O. Wilson, oggi
zia». Müller, è noto, aveva uno pongono opere che stanno nel ottantunenne
mezzo e conciliano scienza e ar- scienziato
Libero e tenace, te, immaginazionee dati di fatto, e professore
approfondimento dell'animo americano, è
parlava criticamente umano e studio dei fenomeni del tra i più famosi
del presente usando mondo. Che vedono queste cose entomologi al
come parte dello stesso comples- mondo e forse
le maschere del passato, so discorso e le mescolano per- il più grande
da Sofocle a Shakespeare ché si illuminino vicendevolmen- esperto di
te. Intrecciati con maestria, i fe- formiche mai
spiccato gusto per il paradosso, nomeni del mondo esterno e esistito. Per le
sintomo di una genialità a disa- sue ricerche ha
gio in tempi di miseria cultura- Una missione per Raf: vinto due volte
le. Forse è vero che la patria del il Premio
socialismo attraeva in un certo salvare le terre Pulitzer
modo intellettuali e artisti per selvagge del Nokobee,
la dimensione irreale della sua superficialmente più banale ri-
compagine statale. Ma a distan- diventare adulti spetto a quella in cui, bambino,
za, la storia della Rdt appare all' rispettando l’ambiente esplorava la foresta, osservava i
uomo di teatro come una tragi- formicai e si misurava coi morsi
commedia pervasa da stupidi- quelli del mondo umano anche di serpente, Raff non abbandona
Heiner Müller (1929-1995) racconta vita e arte in «Guerra senza battaglia» tà e incompetenza e la genia dei più intimo e profondo possono quella che diviene per lui una mis-
funzionari un'accozzaglia di prendere un diverso, nuovo, sione: salvare le terre selvagge
sente usando le maschere del persone rozze e brutali. straordinariosignificato. del Nokobee. Studierà legge per
passato. Poi i tempi cambiaro- Tuttavia il libro, pur zeppo Edward O. Wilson, oggi ot- poter escogitare dall'interno del
no. E' pur vero che lo scrittore di dettagli per addetti ai lavo- tantunenne scienziato e profes- sistema modi astuti e sottili per
ebbe colloqui con la Stasi, la ri, colpisce per l'intelligenza lu- sore americano, tra i più famosi conciliare gli interessi dei privati
polizia politica segreta, anche cidissima e folgorante sia che entomologi al mondo e forse il p Edward O. Wilson con la salvaguardia dell'ambien-
se non ne divenne il confiden- parli di Brecht e di Bob Wilson più grande esperto di formiche p ANTHILL te, che è ricchezza per tutti.
te, riuscendo a mantenere il che di pittori del calibro di De mai esistito, è uno di questi auto- p trad. di Luca Fusari La parte centrale dell'opera,
suo profilo critico e ad affer- Chirico e di Beuys o di registi ri. Già vincitore due volte del p Elliot, pp. 345, €18,50 strepitosa ed unica nel suo gene-
marsi col tempo come l'icona come Godard. Eppure quest' Premio Pulitzer per opere di re, è una specie di romanzo nel ro-
del teatro della Rdt, collabo- uomo libero e tenace scompar- non fiction, ha scritto un roman- manzo e riguarda, appunto, le for-
rando con i maggiori palcosce- so nel 1995, aveva la sensazio- zo intitolato Anthill. Anthill è il l'ambiente naturale ricco di biodi- miche. Coincide, nella finzione del
nici di Berlino Est: dal Deut- ne di «non appartenere a nes- formicaio, e le formiche sono versità in cui ha trascorso la pro- libro, con la tesi presentata da
p Heiner Müller sches Theater alla Volksbüh- sun luogo». Strano per chi ave- straordinarie protagoniste di pria infanzia. La regione del Noko- Raff al College, dove un bravo pro-
p GUERRA SENZA BATTAGLIA ne fino al tempio brechtiano va fatto del teatro la propria quasi la metà del libro, insieme bee, con le sue foreste di pini, il fessore, resosi conto della compe-
p a cura di Valentina Di Rosa del Berliner Ensemble. casa. Ma forse inevitabile per a un ragazzino che cresce in una glorioso sottobosco, gli acquitrini, tenza del ragazzo in termini di os-
p postfazione di Durs Grünbein Nel raccontarsi Müller scri- chi come lui aveva solo la scrit- regione ancora selvaggia dell' i coccodrilli, i serpenti, gli scoiat- servazione entomologica, gli sug-
p Zandonai, pp. 370, € 26 ve la storia della drammatur- tura da contrapporre alla vio- Alabama e diventa grande cer- toli, le rane, le numerose specie di gerisce di approfondire le ricer-
gia della Rdt con un'idea fissa: lenza dei tempi. cando un modo per difendere uccelli e le sue attivissime formi- che sul campo. Intitolato «Le cro-
che non è sfondo ma personaggio nache del formicaio», è il resocon-
principale del libro. to epico dell'ascesa e caduta di di-
E' rifugio segreto per Raff che versi gruppi di formiche che tra

A
fine anno tutti sparano i dere un riscatto. Fbi mobilitata fin da piccolo vi trascorre le sue
botti: da Le Carrè a in forze, sciami di agenti a fruga- giornate e impara a osservarlo e Alla scoperta
Grisham, da Follett a IL GIALLO re ogni pista, ogni mossa secreta- conoscerlo a menadito, è spazio
Connelly. E agli altri fantasma- PIERO SORIA ta: tutto inutile. Improvvisamen- non frequentato dalla gente e quin- di qualcosa che
gorici fuochi d’artificio che le te però la sterzata inattesa. Erne- di ideale per gli outsider come riguarda gli insetti,
case editrici si sono tenuti na- sto Perez si fa vivo, dichiarandosi Frogman, che chiama i coccodrilli
ma in fondo, a sorpresa,
scosti in tasca per infiocchetta-
re le feste col meglio delle loro
firme. Il re è però non è tra que-
sti. E’ un autore non troppo no-
Il detective buono autore dell’omicidio e del seque-
stro, e offre un patto: rivelerà do-
ve si trova la ragazza solo ad
Hartmann e a condizione che lui
per nome, è luogo incontaminato
che ha qualcosa, per il giovane pro-
tagonista, dell'isola-che-non-c'è di
Peter Pan. Un'isola che va salva-
anche gli uomini
loro combattono e si succedono, il
to, di pregio ma non di vasto
consumo: si tratta di R.J. El-
lory, con la sua Vendetta
e il killer dei boss ascolti la storia della sua vita per
tutto il tempo necessario a com-
prendere fino in fondo perché si
guardata perché unica, perché ric-
ca di una sua vita non umana di-
screta e complessissima, perché
tutto narrato in termini ad un
tempo accademici ed omerici,
cioè scientificamente precisi ma
(trad. di Simona Fefè, Giano, stia macchiando, ormai vecchio e diversa dal mondo fortemente an- anche del tutto appassionanti e
pp. 574, €20), un grande thril- «Vendetta» di Ellroy: mezzo secolo stremato, di quest’ultima sangui- tropizzato che sta informando di capaci di tenere col fiato sospeso
ler mafioso che si dipana attra- naria impresa. sé tutto il pianeta. E perché è l'iso- chi non conosca a fondo le dinami-
verso mezzo secolo di storia, in- di mafia tra Luciano, Kennedy e Castro E la bellezza del romanzo con- la della propria infanzia, di quell' che etologiche e le meraviglie bio-
sinuandosi in tutti i misteri del- siste proprio in questo: nella lun- epoca gloriosa in cui il cosmo in logiche di questa specie.
le grandi «famiglie» e della poli- ga impensata confessione di un tutte le sue forme meraviglia e in- Di queste formiche, così mera-
tica, da Lucky Luciano ai Gam- sangue. Al centro del quadro due stigatore speciale che ha passato uomo che si è lordato di tutto e teressa ancora, attrae a sé e ci fa vigliosamente narrate, nonché
bino, dai Kennedy a Castro. figure imponenti, entrambe cre- la sua vita a dare la caccia ai clan del contrario di tutto. Un raccon- sentire parte di qualcosa di ben dei loro destini, ci entusiasmia-
Ma la sua non è un’epopea sciute tra i bajou e le marcite di e che, per questo, ha un matrimo- to infinito che scava nel delitto, più grande del contesto sociale in mo, ci interessiamo, e leggendo
alla Puzo: è la Cosa Nostra dei una New Orleans plumbea e disu- nio sull’orlo del precipizio. nella vischiosa commistione tra cui dovremo inserirci crescendo. Wilson (come leggendo la Anto-
manovali che, all’ombra dei mana, entrambe tornate a casa Sullo sfondo, l’ombra inquie- politica e malaffare attraversan- Il Raff adulto - che va in ufficio nia Byatt di Angeli e insetti, in cui
boss, si ritagliano squallidi spa- per giocare la partita fondamen- tante del Governatore della Loui- do le ere e le rivoluzioni. Accen- tutti i giorni, in palestra tre volte veniamo intrattenuti con straordi-
zi di vita e di potere compiendo tale della loro esistenza: Ernesto siana, Charles Mason Ducane, la dendo la Storia di verità sepolte la settimana e al poligono di tiro naria competenza su api, farfalle
gli omicidi più efferati e i tradi- Perez, il killer di origine cubana cui capricciosissima figlia è stata e dando un nuovo senso alle per distrarsi la sera - ha qualcosa e formiche) scopriamo qualcosa
menti più biechi, al servizio di diventato, nonostante le origini rapita - la guardia del corpo tro- omissioni e agli insabbiamenti di di inesorabile che dobbiamo ac- che riguarda nello specifico gli in-
inconfessabili intrecci tra classi non italiane, il vero «picciotto» di vata orrendamente assassinata - cui solo il potere sa cibarsi con cettare ma che stringe il cuore. setti, ma in fondo, sorprendente-
dirigenti e denaro sordido di fiducia; e Ray Hartmann, l’inve- senza che alcuno si presenti a chie- tanta voracità. Eppure, anche con un'esistenza mente, anche gli uomini.
VI Rassegna della critica
LE «CRONACHE» DI MAURIZIO CUCCHI UNA GALLERIA DI RITRATTI E AUTORITRATTI
La poesia del Novecento Il corpo degli scrittori
= Cronache di versi. Maurizio Cucchi, a sua volta poeta (e critico = Una storia della letteratura attraverso il corpo. Dalle rughe di
letterario: la rubrica su Tuttolibri), ripercorre il secolo scorso Ariosto ai muscoli di D’Annunzio, Dalle spalle di Leopardi al naso di
ascoltandone il respiro lirico. Le sue Cronache di poesia del Novecento Fenoglio, dagli occhi (turchinicci) di Federigo Tozzi al cervello di
escono per i tipi di Gaffi (pp. 450, € 18, a cura di Valeria Poggi). Saggi, Calvino, dal teschio di Orfeo a «L’angelo e il gobbo», ovvero
introduzioni, ritratti, recensioni. Da Zanzotto a Giudici («Eccezionale «l’ubiquità riflessa» di Palazzeschi. Attorno a questo mio corpo
soprattutto per la pienezza, il rigore morale, che dimostra senza (Hacca, pp. 620, € 24), ritratti e autoritratti degli scrittori della
indugi»), da Moretti («Un dire abbassato, prosastico, ironicamente letteratura italiana, è una galleria a cura di Laura Pacelli, Maria
rinunciatario») a Saba e Ungaretti, da Porta ai cantautori (invitati a non Francesca Papi e Fabio Pierangeli. Una sorta di galleria «fisica».
fare i poeti), da Zeichen a Luzi, a Pasolini, da Rocco Scotellaro (un’opera Allestita ricorrendo a fonti diverse: dalla fotografia (quando c’è) agli
che si sostanzia di una materia tratta dal suo pieno coinvolgimento nel epistolari, dai documentari ai propri o altrui ricordi «e, laddove
Maurizio Cucchi reale») a Alberto Bevilacqua. nessuna testimonianza può dirsi certa, all’immaginazione».

ratori per non dire dei sociolo-


Brevini e La Porta Due discutibili de profundis gi o esperti tecnologici.
Ritengo che commetta due
per un mondo che non sa più nominare le cose errori: il primo è di dimentica-
re che la letteratura vive an-
ANGELO che in mancanza di scrittori, è
GUGLIELMI

Due libri interessan-


ti le cui affermazioni possono
essere condivise o no ma ci
aiutano a comprendere perfi-
Ma la letteratura una forza autonoma(come le
altre cose necessarie alla no-
stra vita) e in assenza e co-
munque seria penuria di veri
scrittori (il non rendersene

non è mica il Tg1


no quello che siamo stati. conto è il suo secondo errore)
Con La letteratura degli tende a andare altrove.
italiani Franco Brevini si E per fortuna! noi commen-
chiede perché mai i classici tiamo; noi che, prima di esse-
italiani non sono libri da co- re lettori di romanzi, siamo
modino dove Tasso cede il cittadini di questo Paese, non
posto a Montaigne, Foscolo a scrittori di protesta che si quant'anni fa ha conquistato possiamo non essere felici
Voltaire, Leopardi a Balzac. esprimono sbeffeggiando gli l'unità, si è trattato di un ricon- che, a scorno del telegiornale
E si risponde che è perché i autori in lingua e corteggiano giungimento posticcio, che ha di Minzolini e della pedagogia
grandi italiani scrivono in un il popolo di cui adottano la lin- comportato sì la nascita di una polverosa che fin da bambini
lingua morta nel senso che è gua Così è accaduto che Folen- lingua nazionale, cresciuta tut- ci ha afflitti, sia nato con Men-
una lingua solo per gli scritto- go e Ruzzante, pur grandissi- tavia artificialmente (con il tana un telegiornale- raccon-
ri lontana dalle sporcizie e mi, sono stati tenuti ai margini servizio militare obbligatorio to e con Farinelli una Geogra-
dai rumori della vita. Questa e non accolti nell'empireo del- e poi soprattutto la televisio- fia-storia.
lingua è il toscano tuttavia le patrie lettere. La loro colpa ne), una lingua standardizzata Tornando al secondo erro-
sconosciuto ai parlanti tosca- è di avere scritto in una lingua che se ha avuto un merito, an- re di La Porta (ma forse più
ni che conoscono e parlano antifrastica, «più vicina alle co- zi una colpa, è di avere distrut- che un errore è una debolezza
solo il dialetto della loro cit- se, più satura di mondo». to i dialetti. necessaria) il sospetto è che
tà: gli abitanti di Firenze il E perché ha prevalso il to- p Franco Brevini Non avendo mai noi avuto l'autore cada in un eccesso di
fiorentino, di Pisa il pisano di scano non come lingua nazio- p LA LETTERATURA una lingua nazionale e solo og- ottimismo descrivendo la si-
Lucca il lucchese. nale ma come lingua degli DEGLI ITALIANI gi un italiano standard non è tuazione dei narratori italiani
scrittori? Perché l'Italia non è p Feltrinelli, pp.157, € 17 meraviglia che l'Italia è rima- come di un sistema con punte
Tema centrale è stata mai nazione e, a esplicito sta estranea alla stagione del alte e basse, fortemente varia-
conforto, Brevini aggiunge: grande romanzo ottocentesco, to nei toni e nelle ambizioni
la lingua, o «morta», «se i Medici avessero potuto che ha coinvolto l'intera Euro- mentre a me pare che i nostri
lontana dalla vita realizzare l'unificazione politi- pa: il romanzo ha bisogno della scrittori più o meno costretti a
ca della penisola, l'Italia non lingua del quotidiano mentre scrivere in una lingua stan-
quotidiana, o grigia avrebbe avuto una storia so- «la nostra letteratura», come dard (e qui torniamo a Brevi-
e standardizzata ciolinguistica sostanzialmente diceva Pirandello, «amava più ni) si propongono come un
diversa da quella di Spagna e le parole che le cose, per la flusso di modesta irruenza e di
Il divorzio della lingua let- Francia». Né ci aiuta il con- semplice ragione che le cose colore grigio.
teraria dalle parlate quotidia- fronto con la Germania, che non sapeva nominarle». Certo ci sono eccezioni che
ne non è solo un dato di fatto come l'Italia è stato un Paese E qui si innesta a proposito non sfuggono a La Porta, da
ma grazie a Pietro Bembo di- diviso in tante regioni, giacché il libro Meno letteratura, per fa- Ammaniti a Lagioia, da Siti a
venta una regola cui gli scrit- la Germania ha avuto Lutero vore! di Filippo La Porta. Il Pascale (in attesa di Gabriele
tori devono attenersi e lo fa- che, obbligato a capillarizzare quale lamenta che oggi c'è Pedullà che con la straordina-
ranno per circa sette seco- la diffusione del suo messag- p Filippo La Porta troppa letteratura , che tutti ria storia della ragazza cieca Graphic Arts Ovvero gli artisti del segno e del co
li(800 compreso). Gli unici gio, ha prima di Bismarck ger- p MENO LETTERATURA, (troppi) scrivono romanzi per- ci lasciò interdetti tra stupore pubblicità sempre più fonte munifica per chi d’art
autorizzati a trasgredirla (la manizzato la Germania. Noi PER FAVORE! lopiù per esibizione o ricerca e ammirazione). Ma la pro-
p Bollati Boringhieri, pp. 134, €11 delle riviste e sui muri, fin quando non arrivarono
regola) sono gli scrittori dia- abbiamo avuto Bembo. di status symbol. Tutti, perfino spettiva complessiva (e finale) Graphic arts edito da Logos (pp. 600,€ 49,95) d
lettali che perlopiù sono E quando l'Italia centocin- i giornalisti si inventano nar- non è di grande conforto.

GIUSEPPE plot d'accatto bottegaio,


MARCENARO Pizzuto Tra le voci più significative odierna ingannevole nonsto-
Frontespizio da entu- ria con parvenza letteraria) si
siasmante soprassalto: Anto- dell’avanguardia, amato da Contini avventurava nel sublime pia-
nio Pizzuto, Pagelle. Un sus- cere della forma e della sua

E il questore
sulto. Per «il ritorno» dell'au- perfezione, con una scrittura
tore e il piacere che permet- che, in simultanea immedia-
te l'evocazione di una formi- tezza, restituiva il flusso della
dabile temperie. L'autore in- coscienza e della memoria.

di Proust
tanto. Scrittore per carbona- Troppo complicato per la
ri, eccentrici snob, teorici (tele)visiva e illusoria manie-
dell'esclusivismo letterario? ra di leggere d'oggi? Pizzuto
No. Un compito signore nato aveva aperto nuove dimensio-

dava le pagelle
a Palermo nel 1893 che, en- ni, compiendo un passo in
trato nell'amministrazione avanti nel comprendere le in-
pubblica, aveva raggiunto il teriori possibilità umane co-
grado di questore e presiden- municandole con un libro.
te della Commissione inter- Raro trovare altri esempi ita-
nazionale di Polizia crimina-
le. Esemplare unico di que- Raro trovare altri
store colto, leggeva Proust e
Joyce, conosceva la musica, esempi italici
ed era attento lettore di lette- di così magistrale
ratura contemporanea. Al
suo tempo esisteva ancora. fusione tra scrittura
Discusso e formidabile scrit- e percezione del mondo Antonio Pizzuto (1893-1976), scrittore, dopo una vita da questore
tore, si impose nel 1959 con
Signorina Rosina, pubblicato lici di compenetrazione asso- quanto l'uscita di un'opera di vio. Comunque la sorpresa e
dalle eroiche edizioni Lerici, luta, di fusione tra scrittura e Pizzuto la faceva giudicare la resistenza di queste pagine
cui seguirono in un crescen- percezione del mondo. In come miracolo della creativi- sta nella loro impensabile ric-
p Antonio Pizzuto p Antonio Pizzuto
te di eccitazione letteraria - p SI RIPARANO BAMBOLE
ogni pagina Pizzuto trasmet- tà e della civiltà letteraria. chezza: uniche nel loro ina-
p PAGELLE
ricordando alcuni titoli - Si ri- p a cura di Gualberto Alvino p a cura di G. Alvino te una formidabile esperien- Inoltre, gioioso e avvincente spettato quanto sorprenden-
parano bambole (1960), ora ri- p Edizioni Polistampa, pp. 344, €24 p Bompiani, pp. 265, €11 za di vita cui corrisponde un' come un dipinto di Pollock, te realismo.
proposto da Bompiani, Ra- analoga carica che non può Pizzuto è anche divertente. Pizzuto, con la sua opera, è
venna (1962) per arrivare alle essere semplicemente letta: Intessuto di ironie corrosive stato anche un avvertito e
sublimi Pagelle I (1973) e Pa- letteratura (Contini, Luzi, Ca- guardia italiana. Si esprime- pretende di essere risveglia- dalla grana sottile sembre- consapevole scrittore dei pro-
gelle II (1975), ristampate proni, Del Buono, Bo, Milano, va in una lingua somma che, ta con il flusso della coscien- rebbe ormai incomprensibile blemi che incombevano sul ro-
adesso in edizione critica in Baldacci, Sanguineti, ecc.) in parte escludendo l'usual za del lettore. per la grossolanità di una lin- manzo moderno. Argomento
unico volume. Pizzuto fu riconosciuto per processo di rappresentazione Troppo difficile per i tem- gua italiana tragicamente d'antan? Almeno con l'occhio
All'epoca sua, dai più raf- l'originalità dell'opera, tra le (venuta poi di gran moda con pi nostri? Eppure non sono corrotta («…E parla come ma- al «romanzo» d'oggi, tema im-
finati cultori e critici della più significative dell'avan- diffuse fiction e giovanilistici passati così tanti secoli da gni!»), strapiombata nel tri- proponibile.
Tuttolibri
SABATO 8 GENNAIO 2011
LA STAMPA VII

DAL 1900 A OGGI FENOMENOLOGIA


La critica letteraria Il mito di Umberto Eco
= Da Bendetto Croce alla rete. In Le idee e la = L’intellettuale italiano «vivente più
forma (Carocci, pp. 239, € 22,80), Emanuele conosciuto del pianeta». Michele Cogo indaga
Zinato, professore a Padova, ripercorre la critica sulle origini di un mito contemporaneo nel
letteraria in Italia dal 1900 ai nostri giorni. saggio, introdotto da Paolo Fabbri,
. Distinguendo cinque periodi: Croce, appunto (e i Fenomenologia di Umberto Eco (Baskerville, pp.
suoi avversari), il modello di Gramsci, la critica 182, € 22), che immediatamente richiama la
stilistica e il modello Contini, la forma-saggio e la Fenomenologia di Mike Bongiorno dello stesso
critica interdisciplinare (Giacomo Debenedetti), autore de Il nome della rosa). In particolare, lo
Pasolini-Fortini-Calvino (e Cesare Cases, Romano studio esplora gli anni che vanno dal 1958 al
Luperini, Garboli, Claudio Magris). Fino a Internet, 1964, dalle riflessioni su San Tommaso ai saggi su
alla navigazione digitale. Apocalittici e integrati. Umberto Eco

che l'univoco, l'inclusione in-


Barilli Sempre alla ricerca del nuovo, vece che la mania riduttiva, il
corpo invece che l'anima, l'ap-
in tre orti: estetica, arte, letteratura porto di tutti i sensi invece
che la pura visività, il diluvio
GIOVANNI oggettuale invece che la sele-
TESIO

Eclettico vorace,
poligrafo ferace (magari ol-
tranzista ma non proprio
Cosa bolle zione minimalista, le tempe-
ste dell'es invece che le iper-
trofie dell'io.
A cui non resterebbe che

nella pentola
feroce), rubricista strenuo, aggiungere l'ibrido contro il
cattedratico di buona fa- puro, la «molla annessionisti-
ma, il «decatleta» Renato ca» e lo sfondamento delle se-
Barilli ha sempre scaldato paratezze, le pratiche extra-li-
più pentole in quella che lui neari e intraverbali, i viaggi ol-
stesso chiama la sua «labo-
riosa e complessa cucina»
o aggiunto armi alla «vasta
panoplia» dei suoi interes-
si al servizio della critica
del critico tre la barriera del naturali-
smo, l'istanza antisemiotica,
il pendolarismo dei recuperi
(dall'Informale all'Espressio-
nismo astratto alle radici futu-
«militante». ristiche), i due cardini dell'ab-
Ubiquo, polimorfo, indo- bassamento e della normaliz-
mito, riluttante a speciali- zazione, «il rapporto omologi-
smi, estraneo al calcolo di co tra gli atti rivoluzionari del-
chi «punta su pochi elemen- le avanguardie e l'avvento
ti», aperto alle istanze del dell'elettromagnetismo e dell'
nuovo, che ha scovato - a elettronica».
non dir d'altro - almeno nei Nonostante qualche sordi-
tre orti (mai chiusi) dell'este- tà non disgiunta da un sicuro
eccesso di zelo, un bilancio
«Autoritratto intellettuale sostanzialmen-
te onesto che non si nega ai
a stampa»: un bilancio p Renato Barilli lamenti per le precedenze
intellettuale tra p
p
AUTORITRATTO A STAMPA
Fausto Lupetti Editore
misconosciute o ingiusta-
mente negate, come accade
Anceschi, Dubuffet, p pp. 510, € 20 Renato Barilli per gli studi di carattere
l’avanguardia, il Dams «culturologico» e per quelli
sul postmoderno.
tica, dell'arte, della lettera- gliato e anche geografica- stri virtuali e degli incontri Nemmeno negandosi a
tura, al traguardo dei settan- mente plurimo, dalla militan- reali - cruciali anche se non qualche articolata divarica-
cinque anni Barilli si è ora za accademica tra Anceschi sempre cordiali - da Dubuffet zione (vedasi per tutte alla
concesso le quattrocento fit- e il Dams, a quella politica a Robbe-Grillet. voce Achille Bonito Oliva), a
te pagine (più la sterminata tra Craxi e Martelli, a quella Forse relativamente più qualche ammissione di debo-
bibliografia) di un Autori- letteraria tra Sanguineti e semplice registrare (giusto lezza (una «natura intinta di
tratto a stampa che docu- Ottonieri (tra il Gruppo 63 e per citare un compagno di una certa ipocrisia», l'«in-
menta il cammino delle sue il Gruppo 93), a quella artisti- strada come l'Eco tuttavia guaribile moderatismo», il
idee: un autoritratto scritto, ca tra De Chirico e «il benea- perduto) la «vertigine della li- «pizzico di viltà», l'«alacre
olore al servizio della pubblicità (e della propaganda). Ma anche viceversa, essendo la anche per dire di sé e da sé mato Salvo», a quella «cultu- sta» in cui imbarcare i princi- opportunismo»), a qualche
te vuol vivere. Un connubio fertile che tra fine ’800 e ’900 si è manifestato sulle pagine ciò che difficilmente altri rologica» tra le omologie di pi di fondo, la poetica che le smarrimento. E persino - in
o prima la tv e ora Internet. Questa la storia ripercorsa per immagini nel caleidoscopico avrebbe detto di lui. McLuhan e i rizomi di Deleu- raccapezza: la realtà rugosa e un temperamento serio - a
da cui l’illustrazione, qui sopra, di Jean D’Ylen per la penna Waterman, 1920. Arduo tenere dietro a un ze e Guattari. Ancora più dif- impura, l'esistenza invece che qualche auto-indulgente seb-
percorso così vario, frasta- ficile fare la conta dei mae- l'essenza, il plurivoco invece bene scarno sorriso.

ANDREA Michele Mari un libro come questo illustra


CORTELLESSA Mari Una «mostruosa» collezione ha raccolto come meglio non si potrebbe
Non sono molte le pa- in un’antologia uno dei principi, codificati dal
gine che, a circa un decennio di Numi, da Verne a Poe a Gadda di 600 pagine suo autore, della scrittura co-
dal loro apparire, si possano i suoi scritti me «ossessione»: laddove tutto

Gli amati folli


già considerare classiche. È di critica è sintomo, nulla più lo è.
però senz'altro il caso del letteraria. Ciò malgrado, ove ce ne fos-
racconto Otto scrittori, cuore Il suo ultimo se lo spazio, sarebbero da di-
rivelatore di Tu, sanguinosa romanzo è scutere a lungo altri principi

contro tutti
infanzia di Michele Mari «Rosso Floyd» di queste pagine (alcuni dei
(pubblicato nel '97 da Monda- (Einaudi) quali mi vedono in risoluto di-
dori, riproposto alla cheti- ispirato alla saccordo, come quello «eroi-
chella da Einaudi nel 2009). storia co» e «vichiano» per cui alla

i minimalisti
In quelle stupefacenti trenta dei Pink Floyd letteratura nuocerebbero la
pagine sfilano i maestri della consapevolezza ironica e il di-
letteratura di mare: Conrad, stacco intellettuale: il che inge-
Defoe, London, Melville, Poe, nera in Mari il disdegno per
Salgari, Stevenson, Verne.
Tutti consustanziali all'im- blicherà sette anni dopo, intito- nel frattempo si faceva ap- sai ampliata, Mari s'è infatti «I demoni e la pasta
maginazione del narrante-in- landolo al più programmatico prezzare - non senza qualche piccato di scrivere ex novo, co-
fante: carne della sua carne, dei saggi in esso contenuti (ri- diluizione di troppo - da un me per un committente invisi- sfoglia»: un mosaico
appunto sangue del suo san- cordo ancora l'emozione da ho- pubblico più vasto. bile, su scrittori del suo cano- e un manifesto critico,
gue. Eppure una legge oscu- oligan col quale lo lessi, nel '99, Le fisime e i fasti del Mari ne sui quali non aveva mai avu-
ra gli impone di scegliere, fra sull'Indice). Analogamente che prediligo - il maggior nar- to occasione di prendere la pa- la scrittura come
quei Numi: in un rito crudele trincerato, per il Novecento ratore italiano degli anni No- rola: inseguendo un mosaico eterna «ossessione»
tra gioco della torre e roulet- italiano, nel cuore di tenebra vanta - sono catalogati da que- impossibile, costitutivamente
te russa. Vengono condanna- dei Sommi Manieristi: Gadda, sto libro che ora Cavallo di votato allo scacco. Numi - non solo miei - quali Ja-
ti prima Verne, poi uno alla Landolfi, Manganelli. Ferro non senza coraggio ha La sua follia catalogatoria mes, Nabokov o Cortázar).
volta Defoe, Salgari, London, Libro folle che parla di fol- riproposto (con un nome-por- assomiglia così a quella archi- Più preme riconoscere, in
Poe… e man mano che il cer- lia (la nevrosi ossessiva de- tafortuna, ad ogni buon con- tettonica dell'Almayer di Con- questo libro «mostruoso», un
p Michele Mari
chio si stringe sempre più scritta dalle pagine eponime, to!): anche perché il suo nu- p I DEMONI rad… oppure a quella dell'alie- manifesto inattuale e dunque
chiaro appare che quegli appunto) e libro maledetto cleo consiste di articoli scritti E LA PASTA SFOGLIA nato Adolf Wölfli (eroe proietti- necessario: madornale oggetto
scrittori sono, per chi li ama che parla di maledizioni. È un allora, cui si sono poi aggiunti p Cavallo di Ferro, pp. 613, € 28 vo delle pagine forse più trasci- contundente scagliato contro
a quel modo, lo stesso scritto- fatto che l'editore che lo pub- saggi più estesi (esemplare, nanti del libro), che in manico- ogni letteratura «minimali-
re: colui cioè in cui si sono blicò nel 2004, Quiritta, fallì per definizione icastica, la gal- mio riempiva migliaia di fogli di sta», ossia formalmente rinun-
reincarnati. pochi giorni dopo: cosicché I leria dei «manieristi e irregola- fuso con una «normale» rac- miriadi di faccine, tutte ricon- ciataria e contenutisticamente
Così Mari ha codificato lo demoni e la pasta sfoglia prati- ri» del Cinquecento: da Pon- colta di saggi. Perché nella rou- ducibili alle tessere di un mani- sociologistica. Cioè contro più
strazio, la malinconia di ogni camente non circolò. «Sangui- tormo al Vasari, da Lando al tine del genere s'è intruso il vi- acale autoritratto. Siamo abi- o meno tutto quello che va di
collezionista. In questo senso noso» feticcio nelle mani degli Doni, da Cardano al Garzoni). rus folle, appunto, del collezio- tuati a considerare i saggi degli moda oggi. Basterebbe questo
Otto scrittori è il germe del li- happy few, fantomatico Gron- E tuttavia I demoni e la pa- nista: sin dalla prima edizione, scrittori alla stregua di sinto- a costringerci a seguire Mari,
bro folle e sublime che pub- chi Rosa di un narratore che sta sfoglia non può essere con- e ulteriormente in questa as- mi, spie della loro poetica; ma nella danza coi suoi demoni.
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Storia SABATO 8 GENNAIO 2011
LA STAMPA IX

me succedeva sotto la Repub-


Napoleone III Ascesa e caduta di un leader blica. Il rendiconto delle sedute
«non sarebbe più stato affidato
plebiscitario, populista e antiparlamentare allo spirito fazioso dei vari gior-
nali», ma a un bollettino ufficia-
ALESSANDRO le. La stampa era sottoposta a
BARBERO

Dopo il colpo di Stato


di Luigi Napoleone, presiden-
te della Repubblica francese,
che il 2 dicembre 1851 mandò
Così l’Imperatore censura, la libertà di associazio-
ne ridimensionata, il controllo
poliziesco accentuato, ma tutto
questo era necessario per per-
mettere all'uomo della Provvi-

svanì nel nulla


in piazza l'esercito e assunse denza di adempiere al mandato
poteri dittatoriali, Cavour an- p Eugenio Di Rienzo del popolo.
notava: «La paura del sociali- p NAPOLEONE III Di Rienzo assicura che l'uo-
smo vince nei francesi l'amore p Salerno Editrice, pp. 715, € 30 mo era in buona fede e che rima-
della libertà. Gran lezione». se lui per primo stupefatto
La vicenda di colui che è poi quando si accorse che il sistema
passato alla storia come l'im- ciuta e intransigente della laici- non funzionava e il Paese diven-
peratore Napoleone III, e che tà dello Stato e un partito catto- tava ingovernabile (complice,
Victor Hugo ribattezzò «Na- lico i cui giornali, come informa- osserva l'autore non senza indi-
poleone il piccolo», è di straor- va un agente piemontese da Pa- gnazione, il «perverso disegno»
dinario interesse per chi vo- rigi, «torturano i fatti, tacciono dell'opposizione che, chissà per-
glia capire come funzionano le o negano l'evidenza, combatto- ché, faceva di tutto per sabota-
democrazie moderne, soprat- no colle armi della menzogna e re la politica dell’imperatore).
tutto nei Paesi politicamente della calunnia» (ma era un pro- Via via che il conflitto sociale
lacerati, dove l'odio di partito blema che accomunava la stam- sfuggiva a ogni controllo, che i
prevale sull'amor di patria, e pa clericale anche al di qua del- giornali rialzavano la testa e cri-
dove paure reali o immagina- le Alpi: non a caso fu la Civiltà ticavano con sempre maggior
rie hanno più presa sugli elet- cattolica a inventare la cifra di asprezza, che le finanze dello
un milione di morti per la re- Stato sprofondavano nel disse-
«Napoleone il piccolo», pressione del brigantaggio, og- sto, l'imperatore non seppe far
gi ampiamente ripresa dai blog- altro che appellarsi ancora una
lo ribattezzò Hugo: ger più creduloni). volta al popolo, e il popolo non lo
una densissima Era, insomma, il terreno di deluse: il plebiscito del maggio
coltura ideale per forme di «lea-
biografia politica derismo plebiscitario», autori- Quando, come
di Eugenio Di Rienzo tario, antiparlamentare, populi-
osservò Cavour,
stico, carismatico, e almeno a
tori dell’attaccamento alla de- parole modernizzatore, per ri- «la paura del socialismo
mocrazia e alla libertà. prendere i termini con cui Eu-
La Francia di metà Otto- genio Di Rienzo apre la sua den- vince nei francesi
cento era un esempio da ma- sissima biografia politica di Na- l’amore della libertà»
nuale. Il tasso di natalità era poleone III. Quando il futuro im-
crollato in pochi anni fino a ra- peratore aveva appena dodici 1870 diede più di 7 milioni di sì,
sentare lo zero. L'economia anni, sua madre gli aveva ricor- contro un milione e mezzo di no
dell'«arricchitevi!», promos- dato che lui, un giorno, avrebbe e 2 milioni di astensioni.
sa pochi anni prima dal re Lui- potuto aspirare al trono, e gli Napoleone III qui ritratto con Eugenia de Montijo, la messicana sposata nel 1853, ed il figlio Nemmeno quattro mesi do-
gi Filippo, aveva avuto come aveva spiegato «che per voi po Napoleone III, imbarcatosi
risultato, nelle parole di un non è impossibile divenire lette- ne; e che lui non era il seguace bianco» scatenato in provincia, nella catastrofica guerra contro
economista dell’epoca, che ralmente un idolo», se avesse LA GRANDE GUERRA d'un partito, ma l'eletto del po- che fra esecuzioni capitali e de- la Prussia, era sbaragliato e cat-
«lo spirito imprenditoriale si saputo persuadere il popolo Sul suolo di Francia polo, forte di milioni di suffragi. portazioni alla Caienna annien- turato a Sedan, i deputati re-
è tramutato in speculazione e che lui solo si preoccupava del Era l'estate del 1849 e il tò, o credette di annientare, i te- pubblicani proclamavano la re-
Marna, Verdun, Somme, Chemin
la speculazione in gioco d'az- suo benessere e sapeva prodi- des Dames. Pier Paolo Cervone,
«Principe-Presidente» si preoc- mutissimi «rossi». staurazione della Repubblica, e
zardo», creando una bolla che garsi per realizzarlo. giornalista, in La grande guerra cupò anche di avvertire i suoi Assunta la dittatura, Napo- il rappresentante parigino della
poteva scoppiare in qualun- Cresciuto fra esilio, cospira- sul fronte occidentale (Mursia, elettori che «le voci infondate di leone III si affrettò ad assicura- banca Rothschild comunicava a
que momento. zioni fallite, arresti e anni di ga- pp. 180, € 17) ricostruisce le 4 un colpo di Stato, in cui potrei re tutti che il suo regime sareb- Londra che dei sette milioni di
Il Paese era ideologica- lera, il giovane principe non per- battaglie «più cruente, e perciò essere stato coinvolto», erano be stato moderato, progressi- votanti neppure uno era dispo-
mente spaccato, con linee di se mai di vista questo obiettivo maledettamente importanti, che soltanto calunnie. Puntuale, il sta e benevolo. Le Camere ri- sto a muovere un dito per soste-
faglia che s'incrociavano ren- e affinò l'abilità tattica necessa- si sono combattute sul suolo colpo di Stato arrivò due anni manevano, anche se non aveva- nere l'imperatore: il plebiscito
dendo impossibile qualsiasi ria per realizzarlo. Divenuto francese nel corso della Grande dopo, al prezzo (che Di Rienzo, no più il potere di proporre le aveva fatto apparire il suo pote-
Guerra». Come fonti privilegiate,
maggioranza: se i ceti possi- Presidente della Repubblica, ba- biografo indulgente, giudica leggi, riservato all'imperatore re invulnerabile, «ora esso sva-
i diari, così dando voce alle vittime
denti e la Chiesa erano acco- dò a ripetere al popolo che lui del conflitto «e ai loro carnefici,
«contenuto») di quasi un miglia- e al suo Consiglio; così, assicu- niva nel nulla senza provocare
munati dal terrore dei comu- era uno di loro, che i suoi amici ovvero i generali, carrieristi io di morti nelle strade di Parigi, rò Napoleone, non sarebbe più neppure una voce di protesta».
nisti, la stessa classe borghe- non vivevano nei palazzi del po- senza scrupoli». più le vittime, certamente mol- accaduto che perdessero il loro Come direbbe il conte di Ca-
se era divisa fra la difesa coc- tere ma nei tuguri e nelle offici- to più numerose, del «terrore tempo in inutili discussioni, co- vour, «gran lezione».

tico ben introdotto a corte.


Napoleone I Nelle battaglie del 1812 Lieven rimette le cose a po-
sto, adottando il doppio ap-
la vera differenza la fecero i cavalli proccio della visuale a largo
raggio («il punto di vista di
ERNESTO Dio») e l'attenzione al detta-
FERRERO

Il titolo italiano di
questa ricerca storiografi-
ca, insieme poderosa e affa-
E in Russia glio rivelatore («il punto di vi-
sta del verme»), come la sca-
dente qualità delle cartucce
che rendeva poco affidabili i

il Corso fu
bile, La tragedia di Napoleo- moschetti russi. Per questo
ne in Russia, andrebbe op- può arrivare a dire che la ve-
portunamente rovesciato. ra differenza tra i due conten-
Vi si racconta soprattutto la denti la fecero i cavalli: fonda-
tragedia della Russia che, mentale arma d'assalto, inse-
aggredita da Napoleone nel
giugno del 1812, prima si di-
fende a mente fredda, poi
contrattacca con l'aiuto dell'
inverno, giustamente non si
sbalzato di sella «Napoleone e i suoi generali» di Ernest Meissonier
guimento, ricognizione, tra-
sporto, mobilità. I russi ne
trovavano in abbondanza nel-
le steppe e potevano contare
su 250 allevamenti privati;
ferma alla Beresina e nel London School of Economics, filosofo: segno delle aperture tutti che una pace durevole persi i suoi durante la ritira-
marzo 1814 arriva trionfal- discende dal più giovane dei multietniche di cui era capa- non poteva essere firmata ta, Napoleone pagò duramen-
mente a Parigi. Una prova generali dell'entourage dello ce il giovane impero, anche se che arrivando a Parigi, come te quell'inferiorità.
di forza morale e coesione zar Alessandro, e capo della certe decisioni dei «tede- poi di fatto avvenne, anche se Anche se da buon storico
patriottica, ma anche di im- sua segreteria militare. La fa- schi», difficili ma lungimiran- la vittoria fu costosissima (l' militare Lieven si infervora
prevedibili capacità organiz- miglia apparteneva all'aristo- ti, provocarono drammatiche inverno del 1812 fu tremendo soprattutto nelle battaglie,
zative. Nell'immane cimen- crazia tedesca del Baltico; frizioni interne: a partire dal- anche per i russi, e quasi me- la buona leggibilità del libro
to trova se stessa e ne esce sua madre, intima amica del- la quella di abbandonare Mo- tà dell'esercito andò perduta si deve anche all'efficacia
come grande nazione. Non la zarina madre, fornirà a sca per salvare l'esercito. Fu- nella lunga campagna succes- con cui delinea rapidamente
bastano eroi e strateghi a rono in molti a parlare di tra- siva in Germania e Francia). i caratteri dei molti perso-
vincere le guerre: ci vuole Una tragedia ripercorsa dimento e codardia. E dire che anche Tolstoj (e naggi che affollano la vicen-
una buona logistica, lo sfor- Spira dunque sul volume con lui poi, paradossalmente da. Con il loro ricco campio-
zo produttivo dell'industria, da Dominic Lieven, l'aria del dissimulato orgoglio p Dominic Lieven il regime sovietico) ne aveva- nario di virtù e difetti, do-
la fluidità degli approvvigio- discendente dal più di chi può rivendicare alla pa- p LA TRAGEDIA
DI NAPOLEONE IN RUSSIA
no dato un'interpretazione ri- vrebbero ci insegnarci molte
namenti, l'efficacia dei colle- tria degli avi meriti a lungo duttiva: i comandanti (tede- cose ma, si sa, se la Storia è
gamenti interni. Ottimo or- giovane fra i generali misconosciuti. La spina dor- p trad. di L. Agnese Dalla Fontana schi e pedanti, e pedanti per- una buona maestra, gli uomi-
p Mondadori, pp. 658, €30
ganizzatore, Napoleone tro- dello zar Alessandro sale dell'impero, l'aristocra- ché tedeschi) non avevano un ni sono dei pessimi allievi (lo
vò in Russia degli avversari zia, diede buona prova di sé e gran controllo sugli avveni- stesso Napoleone, che pure
degni di lui. Tolstoj il modello per un per- si spese con generosità; lo zar con Barclay, grazie anche ai menti, la strategia era una era un lettore forte, e poi Hit-
Che il volume adotti un' sonaggio del suo gran roman- Alessandro, dipinto spesso suoi servizi segreti: logorare combinazione di improvvisa- ler). E tuttavia ci converrà
ottica russa (finalmente: è zo. Erano molti i non russi tra come un bamboccione inna- Napoleone con una campa- zione e casualità. Di qui l'en- leggere con attenzione que-
cosa rarissima) lo si deve an- i generali e i consiglieri dello morato di sé, irresoluto e un gna difensiva in Russia, poi in- fasi sul ruolo di Kutuzov co- sta storia di duecento anni
che a un dato biografico: zar, da un altro tedesco-balti- po' femmineo, fu capace di so- seguirlo oltre il confine, riu- me incarnazione della saggez- fa, perché ci racconta della
l'autore, Dominic Lieven, co, Barclay de Tolly, all'au- stenere ed attuare il piano nendo Prussia e Austria con- za e del patriottismo popola- Russia cose che possono tor-
docente di Storia russa alla striaco Wittgenstein, avo del elaborato con largo anticipo tro di lui. Riuscì a persuadere re, anche se era un aristocra- nare buone anche oggi.
.

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X Classifica SABATO 8 GENNAIO 2011
LA STAMPA

I
mmersi in una «accelerazione della storia e della vi- mo (60 mila copie), non è andato in bianco, ma ha dovuto belle compaiono anche titoli non cucinati solo per le feste:
AI PUNTI ta», viviamo l’«epoca della fretta», come ben argomen- accontentarsi del secondo posto. Poi nella tabella dei primi ad esempio il Solar di Mc Ewan o le memorie di Enzo
LUCIANO GENTA ta Diego Fusaro in Essere senza tempo (Bompiani). 10, trionfano i nomi noti e i soliti generi, fra il mistery, la Bianchi. E se si scorgono i dati, oltre le liste dei 10, si ritro-
E così molti han definito i bilanci dell’anno prima ancora commedia e la narrazione storica. Eco batte Faletti, Am- vano titoli per cui si auspica vita lunga, come, fra i roman-
che finisse. Qui, da sempre ligi al festina lente, dobbiamo manniti fa il doppio di Camilleri, Piccolo - forse anche gra- zi italiani, XY di Veronesi (14˚) o Nel mare ci sono i coc-
Un Natale ancora fare i conti delle ultime due settimane di dicembre.
La partita delle strenne si è giocata tutta tra i fornelli e la
zie al titolo benaugurale e al modico prezzo - ha venduto
più dei premi Strega e Campiello, Pennacchi, Murgia e
codrilli di Geda ((17˚). Vedremo sabato prossimo se e
quanto le somme totali del 2010 confermeranno questa fo-
tavola con una grande abbufata di Benedetta Parodi. I Avallone. L’unico straniero è Follett (e tra i primi 20 se ne tografia. Certo sarebbe salutare concedersi un letargo,
passato 100 punti di Benvenuti nella mia cucina valgono per noi
quasi 80 mila copie, cui si aggiungono le altre 40 mila di
aggiungono appena altri 2, Grisham, l’unico uscito a ridos-
so del Natale, e Coelho). Netta la supremazia degli italiani
una pausa per ripescare e valorizzare autori di qualità ri-
masti in ombra. Ma il mercato non si ferma mai e incombe

tra i fornelli Cotto e mangiato; senza dimenticare poi le 35 mila di Ca-


sa Clerici. Il giovane Walter della Littizzetto, arzillissi-
anche in saggistica: a parte papa Ratzinger (5˚), c’è solo
l’autobiografia di Keith Richards (22˚). Ciò detto, nelle ta-
una cascata di novità. Ad esempio per metà gennaio già si
profilano ben due Camilleri. Anno nuovo, ...

I PRIMI DIECI INDAGINE NIELSEN BOOKSCAN

100 81 81 70 56
1 2 3 4 5
Benvenuti I dolori Il cimitero Appunti di Io e te
nella mia del giovane di Praga un venditore
cucina Walter di donne
PARODI LITTIZZETTO ECO FALETTI AMMANITI
VALLARDI MONDADORI BOMPIANI B.C. DALAI EINAUDI

54 45 41 40 32
6 7 8 9 10
Cotto Le ricette La caduta Il cuore I segreti
e mangiato di Casa Clerici dei giganti e la spada del Vaticano

PARODI CLERICI FOLLETT VESPA AUGIAS


VALLARDI RIZZOLI MONDADORI MONDADORI MONDADORI

Narrativa Narrativa Saggistica Varia Tascabili Ragazzi


italiana straniera
1. Il cimitero di Praga 81 1. La caduta dei giganti 41 1. Il cuore e la spada 40 1. Benvenuti nella mia cucina 100 1. Il piccolo principe 17 1. L’abbraccio 17
ECO FOLLETT VESPA PARODI SAINT-EXUPERY GROSSMAN; ROVNER
19,50 BOMPIANI 25,00 MONDADORI 22,00 MONDADORI 14,90 VALLARDI 7,50 BOMPIANI 10,00 MONDADORI

2. Appunti di un venditore di donne 70 2. Io confesso 30 2. I segreti del Vaticano 32 2. I dolori del giovane Walter 81 2. La solitudine dei numeri primi 14 2. Gli ultimi eroi 12
FALETTI GRISHAM AUGIAS LITTIZZETTO GIORDANO TROISI
20,00 B.C. DALAI 20,00 MONDADORI 19,50 MONDADORI 18,00 MONDADORI 13,00 MONDADORI 18,00 MONDADORI

3. Io e te 56 3. Le valchirie 19 3. Impero. Viaggio nell’Impero di Roma 32 3. Cotto e mangiato 54 3. L’ombra del vento 10 3. Sesto viaggio nel regno della fantasia 8
AMMANITI COELHO ANGELA PARODI RUIZ ZAFON STILTON
10,00 EINAUDI 18,00 BOMPIANI 21,00 MONDADORI 14,90 VALLARDI 13,00 MONDADORI 23,50 PIEMME

4. Momenti di trascurabile felicità 30 4. La lista 14 4. La manomissione delle parole 20 4. Le ricette di Casa Clerici 45 4. Il giorno in più 8 4. Percy Jackson e il mare dei mostri 7
PICCOLO CONNELLY CAROFIGLIO CLERICI VOLO RIORDAN
12,50 EINAUDI 22,00 PIEMME 13,00 RIZZOLI 15,90 RIZZOLI 12,00 MONDADORI 17,00 MONDADORI

5. Il sorriso di Angelica 26 5. Solar 14 5. Luce del mondo... 19 5. L’oroscopo 2011 20 5. L’amico ritrovato 8 5. Ruti vuole dormire e altre storie 6
CAMILLERI MCEWAN BENEDETTO XVI FOX UHLMAN GROSSMAN
14,00 SELLERIO 20,00 EINAUDI 19,50 LIBRERIA EDITRICE VATICANA 10,00 CAIRO 5,50 FELTRINELLI 15,00 MONDADORI

6. Canale Mussolini 22 6. La ragazza che rubava le stelle 11 6. Ogni cosa alla sua stagione 19 6. Tutto quello che non vi ho detto... 13 6. La bellezza e l’inferno 7 6. Il girotondo del sorriso. Con CD audio 6
PENNACCHI BARRY BIANCHI BRIGNANO SAVIANO MACCHETTO; D’ALTAN
20,00 MONDADORI 18,60 GARZANTI 17,00 EINAUDI 19,90 RIZZOLI 10,00 MONDADORI 19,00 MONDADORI

7. Acciaio 17 7. Mangia prega ama 11 7. La patria bene o male 18 7. Un napoletano come me 12 7. La biblioteca dei morti 7 7. Harry Potter e i doni della morte 4
AVALLONE GILBERT FRUTTERO & GRAMELLINI SIANI COOPER ROWLING
18,00 RIZZOLI 18,50 RIZZOLI 18,00 MONDADORI 16,00 RIZZOLI 13,00 TEA 23,00 SALANI

8. Un karma pesante 17 8. L’esecutore 11 8. Metastasi. Sangue, soldi e... 15 8. Recital. Con 2 DVD 11 8. Gomorra 7 8. Rapunzel.L’intreccio della torre 4
BIGNARDI KEPLER NUZZI; ANTONELLI GUZZANTI SAVIANO -
18,50 MONDADORI 18,60 LONGANESI 14,60 CHIARELETTERE 16,90 FELTRINELLI 10,00 MONDADORI 12,90 WALT DISNEY ITALIA

9. Accabadora 15 9. L’eleganza del riccio 10 9. Marilyn. Vivere e morire d’amore 14 9. È facile smettere di fumare... 8 9. Mille splendidi soli 7 9. La storia de Il naso 4
MURGIA BARBERY SIGNORINI CARR HOSSEINI CAMILLERI
18,00 EINAUDI 18,00 E/O 18,50 MONDADORI 10,00 EWI 12,00 PIEMME 12,90 L’ESPRESSO

10.Leielui 15 10. Una ragazza da Tiffany 10 10.La pancia degli italiani... 14 10.Guinness World Records 2011 7 10.Un posto nel mondo 6 10.Percy Jackson e il ladro di fulmini 4
DE CARLO VREELAND SEVERGNINI - VOLO RIORDAN
18,50 BOMPIANI 18,00 NERI POZZA 16,00 RIZZOLI 28,00 MONDADORI 12,00 MONDADORI 17,00 MONDADORI

LA CLASSIFICA DI TUTTOLIBRI È REALIZZATA DALLA SOCIETÀ NIELSEN BOOKSCAN, ANALIZZANDO I DATI DELLE COPIE VENDUTE OGNI SETTIMANA, RACCOLTI IN UN CAMPIONE DI 900 LIBRERIE.
SI ASSEGNANO I 100 PUNTI AL TITOLO PIÙ VENDUTO TRA LE NOVITÀ. TUTTI GLI ALTRI SONO CALCOLATI IN PROPORZIONE. LA RILEVAZIONE SI RIFERISCE AI GIORNI DAL 19 DICEMBRE ALL’1 GENNAIO.

L’ C
oppio di De Quincey di- zionali, volti di scrittori, coperti- he sia una vera fine e un distrae dalla lettura, per esem-
venta un iPhone per il PROSSIMA ne: 35 dei 600 titoli del catalogo vero inizio: è l’augurio CHE LIBRO FA pio smettendo di controllare in
giovane Luca Zirondoli, vero e proprio, dove tuttora si pe- più bello sentito in giro continuazione telefonino o
la marmellata di arance di Alice MENTE sca tra classici, Novalis e Leonar- per l’anno nuovo. Ma non sarà ...NEL 2011 email. Quinto, passare più tem-
è trasformata in cinepanettone MIRELLA APPIOTTI do, Kleist, Dürrenmatt, Luzi, così, lo sappiamo tutti, niente GIOVANNA ZUCCONI po in famiglia e con gli amici:
da Elisa Rotondi e altre «cover» Lem, Willeford, e «se oggi John cesure, rivoluzioni ormai pochi- cioè parlare di più dei libri letti,
nascono da Kafka e Cechov, Fante non è più relegato alla pol- ne, procediamo semmai per e parlarne sui social networks.
Dante e Hugo sino a Cavina
ecc.: in 24 hanno tagliato il tra-
I magnifici vere, forse lo si deve a questa edi-
trice» che, del pari, lancia talenti
mutamenti e smottamenti e re-
pliche sempre più rassegnate.
I classici Fine dei buoni propositi di Mrs
Franklin. E i vostri quali sono,
guardo dei vari concorsi di Let-
teratura Rinnovabile, l’«arte
di copiare», vecchia come il mon-
30 anni stranieri e italiani, Longo, Cavina
(ultimo Scavare una buca), Ma-
trone, e accudisce Riga, la rivista,
Neanche quest’anno, come da
tradizione, terremo fede ai
Buoni Propositi di Capodan-
ma senza che cosa vuol dire augurarsi di
diventare un lettore «migliore»?
Non soltanto spegnere il tele-
do, reinventata, con il sostegno
di Eni e Caterpillar di Radio2
di Marcos ora collana, diretta da Belpoliti e
Grazioli, giunta al numero 31 con
no: e speriamo sinceramente
che non ottemperi neppure Ru-
Twitter fonino e accendere l’ebook, si spe-
ra. È uscito da Penguin un li-
Rai, da Marco Zapparoli e Clau- la monografia di Furio Jesi, la th Franklin, critichessa di The bretto intitolato Twitterature:
dia Tarolo per la loro Marcos y prossima dedicata a John Berger. New Republic, la quale annun- i classici, da Shakespeare a
Marcos che ha poi selezionato i Pezzo forte del compleanno (in- cia «How I'll Be A Better Rea- Kafka, riassunti in 140 caratte-
migliori risultati nell’Almanac- tanto che il 2011 si apre con Disa- der in 2011», come diventerà ri, come su Twitter. «Twittera-
co appena uscito: gustosa possi- stri del russo, alla Jonesco, Daniil una lettrice migliore. E qui, su ture vi fornisce tutto il necessa-
bilità di confronto tra i testi ori- ventenni nel ’91, uno dei quali, il Charms e con Il correttore dello quel «migliore», si spalanca do gli sprechi (encomiabile: ma rio per padroneggiare la grande
ginali e i nuovi. Per i coniugi edi- Franza, presto transfuga. spagnolo Menéndez Salmòn, tra- una voragine di senso. significa leggere «meglio»?). Se- letteratura, evitandovi la pesan-
tori (stimate scelte letterarie e Top dei festeggiamenti in apri- dotto dalla Tarolo), la collanina Che cosa significa essere un condo, fare più ginnastica: della te incombenza di leggerla», reci-
simpatia per l’indissolubile lega- le a Milano e Roma, con apposito «Tredici», con altrettanti autori buon lettore, e che cosa quindi mente, certo. Terzo, imparare ta la pubblicità, fingendo di
me con la bicicletta: la ri’bike fi- marchio di Matticchio, una cico- di casa, Zaadorian e Toole, Gold- migliorarsi? Domande di nes- una lingua straniera: cioè accor- scherzare. Ecco: nell’anno nuo-
gura tra i premi ai ri’scrittori...) gna che vola. A marzo la nascita man e Ervas, Fforde. In testa An- sun conto per Mrs Franklin, la gersi, da americana, che il resto vo, noi ci ripromettiamo di evita-
uno dei modi di onorare i 30 an- della «Piccola Scuola di Arti Nar- geles Caso che, per fedeltà, ha sino- cui visione è molto più pratica, del mondo esiste. Quarto, smet- re le twitterate letterarie e di leg-
ni di vita, mai troppo facile, del- rative», ma si parte già adesso ra rifiutato ricchi inviti: nessun e prosaica. Primo, dimagrire: tere di fumare: metafora stirac- gere senza scorciatoie: un propo-
la sigla, spagnolescamente riferi- con un minicatalogo come mazzo viatico migliore di questo per il fu- nel senso di leggere più libri chiata per annunciare l’intenzio- sito che potrebbe persino avve-
ta ai due «Marco», fondatori di carte: al posto delle figure tradi- turo di Marco y Claudia. elettronici che cartacei, evitan- ne di disintossicarsi da quanto rarsi, visto che nulla cambia.
.

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Diario di lettura SABATO 8 GENNAIO 2011
LA STAMPA XI

Enrico Palandri

Il ragazzo del ’77


MIRELLA Veramente?
SERRI
«Per fugare le tante tristezze e
Lei è anna (con la mi- insoddisfazioni c'erano la ma-
nuscola), giacca rossa e salo- rijuana, le torte di erba, l'hashish:
pette bianca, riccioli morbidi e un modo di stare insieme, strafat-
cosce sottili, tante amiche con ti e ridanciani, a dire stupidaggi-
cui parlotta sottovoce. Lui è en- ni, sentirsi uniti e non più soli. Poi
rico (senza la maiuscola) sban- però si passa alle sostanze più im-
dato dolce eroe della fine degli pegnative, agli acidi e… insomma
anni Settanta, dalla bocca lar- sei prigioniero».
ga e dal cuore grande che ride, Come se n'è reso conto?
piange e trabocca di emozioni. «Quando uscì il libro, Massimo
Non a caso è soprannominato D'Alema, in un polemico inter-
Boccalone: un titolo e una sto- vento sull'Espresso, mi bacchet-
ria, quella di una generazione. tò: “L'immagine del popolo dell'
Perché Boccalone vuol dire Emilia e della politica è assoluta-
«chiacchierone, ganzo, non-sa- mente ingiusta”. A lui ancora og-
tener-segreti, affettuoso, ci- gi piacciono i racconti che fanno
trullo»: così recitava il risvolto una sociologia facile e banale co-
di copertina del primo roman- me quelli che sforna Alberto
zo di Enrico Palandri pubblica- Asor Rosa».
to nel 1979 da una minuscola E allora?
casa editrice, L'erba voglio.
Che proseguiva: «Dopo questo «Non sbagliai a dare
libro non si potrà più dire che i
giovani non sanno scrivere». una raffigurazione poco
Parole profetiche: la bocca encomiabile dei giovani
larga ebbe un'enorme afferma-
zione, segnò un'epoca e un'epi- “peccatori” bolognesi
ca, quella del movimento del '77 e della roccaforte piccì...»
e fu il testo-manifesto della ri-
volta giovanile, dei balli e delle «Non avevo sbagliato a dare
feste di piazza Grande e del quella raffigurazione assai poco
Dams (in quegli anni tra gli al- La vita. Enrico Palandri è nato a Venezia nel 1956. Ha frequentato il Dams di Bologna (1975-1979). È laureato in encomiabile dei giovani
lievi vi erano Palandri, Andrea Drammaturgia. Ha collaborato a Radio Alice e alle riviste «A/traverso» e «Il Male». A Londra è Writer in Residence “peccatori” bolognesi e della ros-
Pazienza, Pier Vittorio Tondel- a University College e dirige il Centre for Italian Studies. È sposato e ha tre figli. sa roccaforte del piccì. Anche il
li e altri), di Radio Alice, delle ri- successo che ottenni fu una con-
viste A/traverso e Il Male, degli Le opere. Il 19 gennaio riesce da Bompiani «Boccalone». Per lo stesso editore: «I fratelli minori». Da Feltrinelli: troprova. Mi proposero di fare
scontri tra studenti e polizia. «Angela prende il volo». Da Laterza: «Pier. Tondelli e la generazione». Da Interlinea: «La deriva romantica» un film da Boccalone. A Roma gli
intellettuali più in vista, da Gof-
«Ero allievo di Celati, fredo Fofi a Elsa Morante, mi ac-
colsero a braccia aperte. Elsa mi
Eco, Giuliani, lontani sedusse, letteralmente…».
da ogni romanticismo, Con le sue opere?
«Anche. Scoprii L'isola di Artu-
io invece mi sentivo I PREFERITI Torna dopo oltre 30 anni il romanzo del Movimento ’77, ro, una folgorazione. Iniziai con
sollecitato da Leopardi» il testo-manifesto della rivolta giovanile bolognese, lei un legame molto intenso. Le
piaceva circondarsi soprattutto
Oggi Palandri - trasferitosi
a Sant’Elena, nel sestiere più
f dei balli e delle feste di piazza Grande e del Dams di amici gay alle cui inclinazioni
sessuali sembrava voler omolo-
verde di Venezia, dopo aver vis- gare e incoraggiare anche noi
suto per vent’anni in Gran Bre- etero. A distanza di anni la rispo-
tagna, tre figli - con qualche filo
grigio nei capelli, scrittore dal-
la copiosa produzione (di recen-
te è uscito Fratelli minori, da
Bompiani), «ritrova», a 31 anni
di distanza, Boccalone (il 19 gen-
PRIMO LEVI
La tregua
“Boccalone sta a questo anomalo comporta-
mento è, forse, che voleva essere
l'ape regina, creando anche rot-
ture e dissapori come le capitò
con Dario Bellezza. Guai, poi, a
presentarle un tuo partner: lo di-

studente ribelle
naio sempre dallo stesso edito- vorava. Quest'impressione me la
Einaudi, pp. 272, € 10
re). E riappare in singolare con- confermò anche la poetessa Pa-
comitanza con le cittadelle uni- «È il romanzo che raccoglie trizia Cavalli. Erano comunque
versitarie che di nuovo han re- la testimonianza del viaggio rapporti sempre un po' sovraec-
spirato aria di lacrimogeni e di ritorno in Italia dopo citati, sopra le righe. Di Elsa, non
con la protesta studentesca Auschwitz. Un libro intenso, so se fosse vero, si diceva che per
che si è fatta largo tra blindati e pieno di gioia per il ritorno, lavorare più intensamente si fa-
manganelli (ma nel '77 vi furo-
no i carri armati a presidiare la
Sapienza di Roma).
Una coincidenza? Esistono
delle somiglianze tra i ra-
gazzi di ieri e quelli di oggi
che scendono in piazza?
per l'amicizia, testimonia
l'allegria per la vita»

f ieri come oggi”


un liceale c'era anche la musica: che sembrava offrire quella so-
cesse aiutare dalle anfetamine
piuttosto dannose per la sua salu-
te. E poi c'era la faccenda delle
droghe cosiddette leggere. Dopo
i trionfi di Boccalone decisi di an-
dare in America».
Per un nuovo libro?
«Oggi gli studenti che fanno Bob Dylan, Luigi Tenco, Gino Pa- POLITICA E AMORE cializzazione che tutti cercava- «Passo un paio di settimane al ta-
sentire la loro voce in tutte le oli, Bruno Lauzi». L’indiano di Radio Alice no. Poi i partiti, in particolare volino a comporre con le
capitali europee, a Londra, do- La sua opera prima era affolla- quello comunista, non furono “amiche” canne. Pensavo di aver
Tondelli lo definì «il libro che ha
ve insegno, a Roma, Parigi o ta di citazioni da Majakovskij, aperto la strada alla letteratura
all'altezza delle attese giovanili. buttato giù un capolavoro. Torno
Atene, esprimono un identico Rimbaud, Eluard, Torquato degli anni ottanta». Boccalone Mi viene in mente un'afferma-
stato d'animo e mi ricordano DANTE ALIGHIERI Tasso. Fu accompagnata, pe- ritorna per i tipi di Bompiani il 19 zione di Primo Levi: “La guerra «Dopo il successo passai
gli indiani metropolitani, testi- Divina Commedia rò, da questa epigrafe: «A gennaio (pp. 160, € 8). Una c'è sempre”, gli attriti ci sono. Il
monial dell'insofferenza degli quelli che capiranno che que- «storia vera piena di bugie», come conflitto sociale deve essere as- un paio di settimane
Oscar Mondadori
anni Settanta: con la differenza 4 voll., pp. Cl-3367, € 45 sto non è un romanzo e che io avverte il sottotitolo, un giovane
militante studentesco nella
similato dalle istituzioni, dalla a scrivere con le “amiche”
che all'epoca si diceva che i ven- non sono uno scrittore, che di politica, altrimenti divampa».
tenni cercavano lavoro ma che «Bisogna leggerla e stronzi è già pieno il mondo». Bologna del 1977 tra politica e Lotte, occupazioni ma an- canne. Mi lesse Elsa
amore. Palandri ovvero «l’indiano
in realtà non lo volevano trova- rileggerla. Ogni tanto si deve E allora? Come la mettiamo
di Radio Alice», come lo appellò
che attentati, sangue furo- Morante: era niente»
re considerandolo troppo alie- tornare a questa summa con questi str…? Nico Orengo nell’intervista per no la sinfonia degli anni di
nante. Adesso invece l'occupa- del sapere e storia di una «Nelle nuove edizioni quell'as- Tuttolibri, apparsa il 9 giugno piombo. in Italia con le mie cento pagine,
zione non la cercano per niente, formazione individuale» surda dedica è scomparsa. Al 1979. «Sembra appena uscito, o «Personalmente non mi sono le rileggo e le sottopongo al giudi-
tanto sanno che faranno un bu- Dams ero allievo di Gianni Celati, pronto a rientrare nella storia che mai confrontato con la violenza. zio di Elsa. Niente, non dicevano
co nell'acqua. Il disagio rischia di Umberto Eco, di Alfredo Giu- Al massimo io e Piersanti siamo niente. Uno choc. Il vuoto più to-
di essere ancor più esplosivo
che in passato. Il mio libro, che
f liani, sostenitori di una narrativa
connotata da un piglio spontaneo
racconta il suo libro - lo descrive
Orengo -, quella di Enrico e Anna
che si incontrano a Bologna. Si
andati con un gruppo di compa-
gni nel miglior ristorante di Bolo-
tale. Ho capito che se volevo di-
ventare uno scrittore dovevo da-
parlava di politica ma anche di e naïve. Rifuggivano anche da incontrano, se la contano, lei ha gna. Vestiti con giacca e cravatta re un taglio netto, con tutto».
molte amiche, lui costruisce
amore, voleva dare anche una ogni romanticismo mentre io, an- fingevamo di essere giovani assi- Cosa l'aiutò?
mongolfiere e recita versi per
testimonianza della solitudine che se avevo solo 22 anni, mi sen- conto suo. Si innamorano, anche.
stenti universitari che parlavano «La letteratura, il desiderio di
in cui si trovavano i ragazzi. tivo sollecitato dalla frase di Leo- Senza volersi travestire, il libro dei loro papers. Volevamo scap- voler continuare a scrivere. Ho
Una condizione che oggi si è ac- pardi “solo l'amore e la morte so- racconta questo amore, che pare via senza pagare il conto. Ci ricominciato da capo, mi sono
centuata». no degne dell'essere umano” e vo- dipende dal sole, dall’umore, hanno però riconosciuti e ce la trasferito a Londra, ho fatto
Lei giovane..., WINFRIED GEORG SEBALD levo confrontarmi con le più pro- dalla stagione, dagli amici un po’ siamo vista brutta». molti lavori, ho conquistato nuo-
«Sono sempre stato piuttosto Austerlitz fonde vicende esistenziali. Dopo freak, dai fiori e dagli spinelli». Spinelli, sfiducia, futuro nebu- ve amicizie con scrittori come
povero. Ho passato molto tem- l'esordio letterario diventai ami- Palandri considera giusto «far loso: solo l'amore sembrò la Ian McEwan. “Quando il nostro
Adelphi, pp. 315, € 9,60
po con i grandi classici, Steven- co di Celati, dotato di un impareg- rientrare Boccalone nel filone dei ciambella di salvataggio per i intelletto è umiliato ci riconcilia-
«È l’ultimo libro dello testi nati dal Movimento». Spiega
son, Verne, Flaubert, Valéry, giabile senso della comicità, Ton- ragazzi-naufraghi privi di cer- mo con l'umanità”, diceva Giam-
scrittore tedesco. Intreccia (spiegava): «In me il desiderio di
Kafka, Dostoevskij, Tolstoj, delli, Claudio Piersanti, Daniele scrivere è nato vivendo in questo tezze. E adesso? battista Vico. Parole analoghe
con i contemporanei, come storia, riflessione filosofica Del Giudice di cui ammiravo la «Sono andato spesso a presen- me le disse Fofi, sostenendo che
gruppo di Alice Disambientata,
Edoardo Sanguineti, Nanni Ba- e cronaca nel bellissimo vena metafisica». tare Boccalone in questi decen- se vuoi raccontare qualcosa o
con Gianni Celati, che ci ha
lestrini, Luigi Meneghello, e racconto di vite spezzate I ragazzi degli anni Settanta insegnato nuovi usi della scrittura, ni e ogni volta alla fine mi chie- comunque crescere devi avere
con tanta poesia di Philip dalla guerra e riempivano così i loro vuoti, con gli Skiantos che propongono dono “ci facciamo una canna?”. una vita faticosa. Ho cercato di
Larkin, Eliot, Montale, Saba. A dallo stermino nei lager» con musica e romanzi? un diverso modo di fare musica». Così mi vergogno di avere scrit- costruirla e di uscire dal ghetto
farmi compagnia quando ero «No, soprattutto con la politica to questo libro». del troppo facile».