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LA SAGGEZZA

L’Occidente e l’Oriente devono unirsi per darsi reciprocamente ciò di cui sono privi. Questa unione por-
terà una vera civiltà, nella quale l’elemento spirituale della vita si esprime e si realizza in quello materiale.
Ricevendo così l’uno dall’altro, la più completa armonia predominerà, tutti i popoli saranno uniti, si con-
seguirà la perfezione, regnerà una forte solidarietà e questo mondo diventerà uno specchio brillante nel quale
si rifletteranno gli attributi di Dio.
Dobbiamo tutti, le nazioni orientali e occidentali, cercare giorno e notte, con tutto il cuore e tutta l’anima,
di raggiungere il grande ideale di cementare l’unità fra tutte le nazioni della terra. Ogni cuore sarà, allora,
contento, ogni occhio si aprirà alla verità, ci sarà dato un potere meraviglioso, la felicità dell’umanità sarà
assicurata.
Dobbiamo pregare che per la munificenza di Dio la Persia riceva la civiltà materiale e mentale dell’Oc-
cidente e in compenso dia, sempre per la Grazia divina, la sua luce spirituale. Lo sforzo devoto ed energico
degli uomini uniti, occidentali e orientali, riuscirà a ottenere questo risultato, perché la forza dello Spirito
Santo li aiuterà.
I principi e gli Insegnamenti di Bahá’u’lláh devono essere studiati attentamente uno per uno, finché siano
compresi e indelebilmente impressi nella mente e nel cuore, così diventerete forti seguaci della luce, veri
soldati spirituali, soldati celesti di Dio che acquistano e divulgano la vera civiltà in Persia, in Europa e nel
mondo intero.
Questo sarà il paradiso che deve venire sulla terra, quando l’umanità sarà riunita sotto il baldacchino
dell’unità, nel Regno della Gloria.

5. DIO COMPRENDE IN SÉ TUTTO, EGLI NON PUÒ ESSERE COMPRESO

Venerdì sera, 20 ottobre

‘Abdu’l-Bahá disse:
Molte conferenze si tengono ogni giorno a Parigi per diversi scopi, per discutere di politica, di commercio,
di educazione, di arte, di scienza e di altre questioni.
Tutte queste conferenze vanno bene. Ma questa assemblea si è incontrata per rivolgere il viso verso Dio
per imparare come meglio si possa lavorare per il bene dell’umanità, per cercare di abolire i pregiudizi e di
seminare nel cuore umano i semi dell’amore e della fratellanza universale.
Dio accetta il motivo dell’incontro e ci dà la Sua benedizione.
Nel Vecchio Testamento leggiamo che Dio disse: «Facciamo l’uomo a nostra immagine, secondo la no-
stra somiglianza». Nel Vangelo, Gesù disse: «Credetemi ch’io son nel Padre, e che il Padre è in me ».1 Nel
Corano Dio dice: «L’uomo è il mistero Mio e Io sono il mistero suo». Bahá’u’lláh scrive che Dio dice: «Il
tuo cuore è la Mia dimora; santificalo per la Mia discesa. Il tuo spirito è il luogo della Mia rivelazione,
mondalo per la Mia manifestazione».
Tutte queste parole sacre ci dimostrano che l’uomo è fatto a immagine di Dio. Eppure l’Essenza di Dio è
incomprensibile per la mente umana, perché la comprensione finita non si può applicare a questo Mistero
infinito. Dio contiene tutto. Egli non può essere contenuto. Ciò che contiene è superiore a ciò che è contenuto.
L’intero è superiore alla parte.
L’uomo può comprendere soltanto le cose che non trascendono la sua intelligenza. Perciò è impossibile
che il cuore dell’uomo comprenda la natura della Maestà di Dio. La nostra immaginazione può figurarsi
soltanto ciò che è capace di creare.
Il potere della comprensione differisce per grado nei vari regni del creato. I regni minerale, vegetale e
animale non possono concepire creazione alcuna all’infuori della propria. Il minerale non può immaginare

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Giovanni XVI, 11.