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LA SAGGEZZA

L’uomo che pratica il bene e non ne parla è sulla via della perfezione.
L’uomo, che avendo fatto un po’ di bene, se ne vanta magnificandolo, vale assai poco.
Se vi amo non occorre che ve lo dica continuamente. Lo saprete senza bisogno di parole. Ma se non vi
amassi, ve ne accorgereste e, se anche vi dicessi mille volte che vi amo, non mi credereste.
Alcuni fanno professione di bontà dicendo e ripetendo molte belle parole, ma in verità desiderano soltanto
essere ritenuti più grandi e più buoni degli altri e cercano fama agli occhi del mondo. Chi fa molto bene,
meno spende parole sulle proprie azioni.
I figlioli di Dio fanno le buone opere senza vantarsi, in obbedienza alle Sue leggi.
La mia speranza per voi è che evitiate sempre la tirannia e l’oppressione, che non cessiate di lavorare
finché la giustizia non regni in ogni terra, che manteniate puri i vostri cuori e le mani vostre lontane dall’ini-
quità.
Questo dovete fare per avvicinarvi a Dio e questo mi aspetto da voi.

2. IL POTERE E IL VALORE DEI PENSIERI GIUSTI DIPENDONO DALL’AZIONE

18 ottobre

La realtà dell’uomo è il suo pensiero, non il suo corpo fisico. La forza del pensiero e la forza animale
sono compagne. Benché sia parte del regno animale, l’uomo ha capacità di pensiero superiore a tutte le altre
creature.
L’uomo il cui pensiero aspira solo alle cose del cielo diventa santo. Ma se il suo pensiero non s’innalza,
se è diretto verso il basso e si concentra sulle cose di questo mondo, egli diventa sempre più materialista fino
ad abbassarsi a una condizione di poco migliore di quella delle bestie.
I pensieri si possono dividere in due classi:
(primo) pensieri che appartengono alla sfera del pensiero soltanto,
(secondo) pensieri che si esprimono in azioni.
Vi sono donne e uomini che si gloriano dei loro elevati pensieri. Ma se non arrivano mai sul piano delle
azioni, questi pensieri sono inutili. Il potere del pensiero dipende dalla sua realizzazione. Il pensiero d’un
filosofo può, tuttavia, nel mondo del progresso e dell’evoluzione, trasferirsi nelle azioni di altre persone,
anche se il filosofo non vuole o non può realizzare i suoi grandi ideali nella sua vita. La maggioranza dei
filosofi appartiene a questa classe, essendo i loro insegnamenti al di sopra delle loro azioni. Questa è la
differenza fra i filosofi che sono Maestri spirituali e quelli che sono semplici filosofi. Il Maestro spirituale è
il primo a seguire i propri insegnamenti. Egli trasporta nel mondo dell’azione i Suoi concetti e i Suoi ideali
spirituali. I Suoi pensieri divini si manifestano al mondo. Il Suo pensiero è Lui Stesso ed Egli ne è insepara-
bile. Quando troviamo un filosofo che magnifica l’importanza e la grandezza della giustizia e poi incoraggia
un monarca rapace nell’oppressione e nella tirannia, capiamo subito che appartiene alla prima classe, perché
ha pensieri sublimi, ma non pratica altrettanto sublimi virtù.
Questo non può avvenire ai Filosofi spirituali, perché essi esprimono sempre i loro eccelsi e nobili pen-
sieri nelle azioni.

3. DIO È IL GRANDE MEDICO COMPASSIONEVOLE, CHE SOLO OPERA LA VERA


GUARIGIONE

19 ottobre