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Negli ultimi anni di Akbar ha un periodo di pace e solidità che favorisce lo sviluppo di

una cultura cosmopolita


Ampia gamma di letteratura del vernacolo hindi sia da indu che musulmani >
argomenti pertinenti a diverse tradizioni culturali. Periodo di grandi trasformazioni
letterarie.
Il patrocinio delle arti e letteratura da parte della aristocrazia di corte si estendeva a
tutti i sudditi dell impero indipendentemente dallo status sociale.
Bhakti kal > maggiore importanza al contenuto. > Fiorisce negli ambienti tradizionali
indu e musulmani delle correnti cui gli esponenti risiedettero nella pianura gangetica.

Riti kal > ricerca della perfezione stilistica > caratterizza l’ aristocrazia nella corte
Mughal e cultura cortese dei sovrani Rajput nell’india settentrionale. MAGGIORE
COMPONENTE FORMALE > uso di numerose figure retoriche e erudizione nel campo
della prosodia.

ABD ALARAHIM KANI KHAHAN


Nacque quando morì Humaiun e fu adottato e cresciuto da Akbar.
Uomo di stato e condottiero spietato, sconfisse il sovrano del Gujarat.
Fu figura intellettuale di spicco considerato uno dei 9 gioielli presso la corte di Akbar.
Anche dopo la morte di Akbar godette della fama di Yahangir che gli concesse il feudo.
Visse nel Dakhan per molti anni.
Rappresenta la personificazione degli ideali di Akbar (cosmopolita, larghe vedute).
Compose numerosi versi in persiano e in sanscrito.
Opera maggiore: numerosi componimenti in lingua hindi.
Nome poetico: RAHIM (il misericordioso).
Opere:
Dohavali > 700 versi composti nella forma del doha > distici che esprimono gemme di
saggezza ed esperienza umana.
Nagar Sobah > 142 versi poetici che classificano tipi diversi di donne.
Nahikabedabarwai> 116 distici dedicati alle titologie diverse di amanti.
Srngara > versi lirici composti nel modo eroico.
Madnastak > composizione poetica in 8 strofe in kari boli riguardanti l’amore delle
pastorale per il pastore per eccellenza Krishna.

Pur essendo musulmano tutte le sue opere aprono con un’ invocazione alle divinità
indu.

DOHA: antica misura poetica indiana che, simile alla ghazal, costruisce un distico che
racchiude un’ idea o un concetto completo e a sé stante.

KESAVADASA (1555)
Nato in un lignaggio brahmanico di letterati di altissimo livello profondamente radicato
nella tradizione del sanscrito. Ai suoi antenati era stato dato il titolo di sovrani
dell’erudizione.
Egli fu figlio di un intellettuale di spicco alla corte del sovrano Rajput del Bundelkand,
Madhukar Shah.
Kesavadasa divenne poeta di corte e consigliere intimo di Indrajit, quinto figlio del
sovrano, x il quale compose numerose opere poetiche con nuovi generi letterari in
vernacolo.
Ad Agra presentò i suoi poemi alla corte di Akbar e Jahangir così stabilendo un
importante legame tra gli ambienti letterari delle corti principesche Rajput e quella
imperiale dei Mughal.
Abbandonò il sanscrito in favore del vernacolo braj-bhasa, formulando un canone
estetico e formale che attualizza i principi e precetti della tradizione letteraria
sanscrita nella nuova veste del vernacolo hindi.
Fu il principale artefice dell’opera di rinnovamento delle antiche tradizioni letterarie.
Teorico sofisticato e poeta raffinato capace di infondere i principi promossi a una
grande varietà di generi letterari pertinenti sia alla corrente devozionale della bhakti
sia nell’ambito della letteratura secolare pertinente al filone delle opere eroiche atte
ad esaltare le gesta dei sovrani guerrieri nella tradizioni delle vir-ghata.

Due opere che hanno contribuito a definire i parametri che nei secoli a venire
avrebbero dominato lo scenario letterario hindi:

1- RITI-GRANT > Manuale poetico in cui l’autore definisce e illustra i concetti


fondamentali nella retorica sanscrita. > le principali componenti poetiche sono:
- la dottrina dei gusti estetici
- Varie figure retoriche impiegate x abbellire e decorare il componimento.
Ciascuna di queste è corredata da una serie di esempi pratici. In esso sono esposti sia
i principi metodici x comporre buona poesia sia le caratteristiche tematiche e
contenutistiche che deve contenere x essere apprezzate da un pubblico di intenditori.
x tutto il periodo premoderno e precoloniale il riti-grant costituisce un modello.
Base su cui a seguito si eresse l’edificio letterario che include nel canone manierista i
contenuti cortesi le ballate eroiche ecc.

OPERE DI KESAVADASA

L’AMATO DELL’ESTETA
Debuto di K. Nell’arena letteraria ed è considerato il primo Riti Grant della letteratura
hindi. Descrive in 16 capitoli 9 stili estetici canonici.
Nell’esporre i principi estetici alla base di ogni produzione letteraria, elabora le
caratteristiche dei protagonisti della letteratura in chiave erotica.
Amante e amata, loro aspetto fisico e tratti caratteriali, gioie dell’amore goduto
nell’unione e pene dell’amore in separazione.
Dedicato ai princìpi e alle convenzioni che vertono intorno al Rasa come concetto
fondamentale x la riuscita di un’opera.
I protagonisti sono i due amanti Krishna e Radha.

MANUALE PER I POETI


Espone i princìpi tecnici di componimento (17 cap di cui 13 dedicati alla minuziosa
descrizione delle diverse figure retoriche )
Principale opera di riferimento x i poeti dell’epoca Riti.

GHIRLANDA DELLA PROSODIA


Breve opera in 2 capitoli.
Conclude le esposizioni teoriche dedicando l attenzione ai due metri hindi:
- sillabici
- basati sul valore delle morae

CHIAROR DI LUNA RAMCHANDRA


Tramite l’utilizzo di una serie di metri inusuali.
L’opera narra in 39 canti la popolare storia delle gesta del dio Ram e applicando i
criteri esposti nelle due opere precedenti.

IL CANTO DELLA CONOSCENZA DISTINTIVA


Il poeta espone tramite la dottrina della somma conoscenza in cui Shiva e Sarasvati e
i saggi espongono diversi aspetti della dottrina e il poeta funge da maestro istruttore.

GESTA DI BIRSINGDEO
Poema che costituisce una biografia idealizzata del re che uccise il cortigiano Mughal
amico di Akbar ma che lo deviò dal sentiero dell’ortodossia sunnita.
33 canti che descrivono le virtù del sovrano.

ALTRI POETI DEL RITI KAL


MATIRAM TRIPATI
1664 > opera sull’arte della retorica
Ricca illustrazione delle figure retoriche impiegate in letteratura.

1709 > descrizioni dei diversi tipi di amanti e lungo resoconto delle emozioni
caratterizzanti.

KAVI BUSAN > è quello che viaggia sempre


Uso della retorica.
Applica i princìpi della letteratura riti all’elogio delle virtù di un sovrano hindu che
rappresenta gli ideali della sua comunità religiosa, dunque questo poeta non si applica
allo stile predominante in chiave erotica bensì predilige tremi tragici ed eroici.
Chiave antiislamica.

BIHARILAL KAUBE
OPERA > SATSAI : componimento in 726 distici che esemplifica ciò che e considerata
la perfezione dell’arte poetica hindi nello stile riti.
Ogni distico costituisce un’opera a sé stante.
Grande stile che sintetizza al massimo le idee espresse.
Il poema non costituisce una storia sviluppata con l’ordine dei singoli versi che può
essere dunque variato.
L’opera si apre con versi introduttivi di diversa natura
Poi ci sono distici che descrivono i 4 tipi canonici di eroi maschili.
Poi 200 versi che descrivono la varietà dell’eroina femmina.
Poi versi che illustrano i tipi di rasa contemplati dalla tradizione letteraria di cui 170
sono dedicati al tema fondamentale onnipresente dell’amore in separazione .
Un’intera sezione è dedicata alla descrizione fisica degli amanti che si conclude in una
serie di versi che inserisce leroina nello scorrere delle stagioni e dei mesi.
Un’altra sezione (la quarta) comprende i versi che descrivono i sentimenti degli amanti
nelle diverse circostanze.
Infine la conclusione > versi che esemplificano i diversi stili poetici a disposizione del
poeta con eccezione di quello erotico che permea l’intero poema.
Gli amanti sono sempre Radha e Krishna che qui non sono più spirituali ma fisici e
caratteriali seduttori.
LE CARATTERISTICHE DELLA LETTERATURA RITI

LA TEORIA ESTETICA DELL’EMOZIONE

CONCETTO CHIAVE: RASA (nella letteratura vedica significa succo vegetale oppure
gusto) > in senso più raffinato significa “essenza” delle cose.

Indica l’esperienza estetica nella drammaturgia e nella poetica indiane. La teoria


estetica del r. nasce in ambito teatrale e si estende poi alla poetica, che ne fa il suo
concetto cardine, quindi alla musica e ad altre arti.

Nel contesto della filosofia estetica il concetto di rasa si deve a Bharata Muni che ne
parla in un suo testo, il Natya Sastra.

La teoria: sebbene l’effetto desiderato di una performance artistica sia


l’intrattenimento, questo tuttavia non è il suo fine principale. Il fine principale è quello
di trasportare lo spettatore in una realtà interiore in cui egli fa esperienza degli stati
emotivi primordiali (rasa), che fa parte di una coscienza superiore di ordine universale
in grado di far scattare una leva sulla realizzazione spirituale dell’individuo.

l'intrattenimento è un effetto desiderato delle arti dello spettacolo ma non


l'obiettivo primario, e l'obiettivo primario è trasportare l'individuo nel pubblico
in un'altra realtà parallela, piena di meraviglia e felicità, dove sperimenta
l'essenza della propria coscienza e riflette su questioni spirituali e morali.
La performance artistica anche se non è paragonabile agli stati di realizzazione cui
conducono le discipline spirituali vere e proprie, costituisce comunque un mezzo
ausiliare che permette all’individuo di identificarsi con la parte più intima della propria
coscienza > questo permette all’individuo di ricollegarsi alle realtà cosmiche universali
e trascendenti l’ambito individuale poiché facenti parte di quello divino.

Il rasa è applicabile a tutte le discipline artistiche.

NOVE RASA CANONICI ritenuti da Bharata l’anima di ogni opera artistica:


Piu tardi Abhinavagupta (filosofo e poeta kashmirī) commentando l’opera di Bharata
aggiunse un nono rasa canonico:

9) ŠĀNTAM : instilla e trasmette un senso di quiete e calma interiore, costituisce il


nesso fra sfera emotiva e quella contemplativa, rappresenta la beatitudine spirituale
ed è associato allo stato di nirved che denota il distacco e l’indifferenza nei confronti
del mondo. Divinità caratterizzante: Visnu. Colore: Bianco candido.

Successivamente verranno aggiunti altri due rasa: vātsalya (tenerezza e affetto di un


genitore verso i propri figli) e bhakti (devozione).

Il rasa è il prodotto della combinazione tra elementi determinanti e consequenziali ed


è intimamente legato allo stato d’animo mentale o emotivo che ne deriva (bhava).

L’esperienza del rasa, secondo la formulazione del cosiddetto «aforisma del rasa»,
avviene grazie alla concomitanza di quattro fattori: un’emozione primaria già presente
nel fruitore in potenza, condizioni causali, determinati sintomi ed emozioni transitorie.

In corrispondenza degli otto tipi di rasa ci sono otto rispettive emozioni primarie.

Le condizioni causali sono di due tipi: la causa materiale, ossia il sostrato del rasa,
suddiviso a sua volta in soggetto del rasa e oggetto del rasa, e gli stimoli scatenanti
esterni, per es., nel caso del rasa erotico, i profumi della primavera, il canto del
cuculo, la luna piena, ecc.

I sintomi del rasa sono descritti in liste di trasformazioni emotive e fisiche tipiche di
ognuno dei rasa, per es. brividi, pelle d’oca, sudorazione, ecc. nel caso del rasa
erotico.

Le emozioni transitorie sono stati mentali come apprensione, gelosia, impazienza, ecc.

FATTORI DETERMINANTI CHE COSTITUISCONO LA CAUSA CHE CONTRIBUISCE A FAR


SORGERE UNO STATO EMOTIVO:

1) ALAMBANA: supporto della percezione > un essere vivente che ha uno stato
d’animo e lo personifica.
2) UDDIPANA: elemento eccitante che determina e amplifica il sorgere di uno stato
emotivo.

Gli ALAMBANA sono di due tipi: soggetto (radha) e oggetto (Krishna) dell’esperienza
percettiva.

ELEMENTI CONSEQUENZIALI O SINTOMATICI DI UNO STATO EMOTIVO messi in atto


dall’attore o dai protagonisti dell’opera in modo:
1) Fisico
2) Verbale
3) Psicologico
4) Artificiale

I 33 STATI PSICOLOGICI COMPLEMENTARI SONO:


1) Rassegnazione
2) Distacco
3) Preoccupazione
4) Orgoglio convulsioni
5) Violenza
6) Ansia
7) Ecc ecc

CONDIZIONI EMOTIVE PERMANENTI:


1) Amore
2) Allegria
3) Ira
4) Paura
5) Pace
6) Meraviglia ecc ecc

OTTO REAZIONI PSICOFISICHE INVOLONTARIE DEGLI STATI INTERIORI:


1) Paralisi
2) Svenimento
3) Sudorazione
4) Pianto ecc ecc

La letteratura ritī predilige componimenti nello stile SRNGARA (EROTICO) ma sono


anche presenti opere letterarie riguardo il rasa eroico (VIR RASA)

CARATTERISTICA DEL TARDO PERIODO RITI >


Gia evidente con KESAVADASA > tendenza a includere un sempre maggior numero di
vocaboli di origine arabo-persiana. > ciò è dovuto all’interazione prolungata fra corti
indu e musulmane > riflette la cultura inclusiva che rappresenta.

CASO DEL COMPONIMENTO NEL MODO DOMINANTE EROTICO, SRNGARA RASA:


- La causa sottostante allo stato emotivo è costituita da un’eroina e un eroe, attratti
uno verso l’altro.
- Sullo sfondo vi è un canone ricco per la rappresentazione estetica del tema
dell’amore, con la descrizione dei protagonisti che devono corrispondere a dei
canoni: belli, nobili, giovani.
- Dopo aver introdotto i protagonisti, ce l’attrazione e l’amore tra di loro, scaturito in
genere da un sogno o una visione.
- Descrizione della ragazza che sottolinea tutta la sua bellezza e approfondisce il
sentimento di srngara rasa.
- Descrizione del paesaggio in cui avviene l’incontro o la separazione degli amanti e la
descrizione della stagione o dei mesi, ogni mese ha un colore.
TEORIA LETTERARIA II > LA SCIENZA DELL’ORNAMENTAZIONE (ALANKARAŠASTRA)
Nella letteratura vernacolare del riti ci sono opere lunga di contenuto narrativo.
Queste includono diversi sottogeneri:
- letteratura epica di corte > con l’impiego di metri complessi e uso intensivo di figure
retoriche
- Biografia di un personaggio importante nel contesto religioso
- Opere teatrali
- Satira politica
- Traduzioni di opere classiche tratte dal sanscrito

Tema fondamentale della maggioranza dei componimenti poetici e comunque quello


erotico che unisce la componente sensuale umana a quella spirituale tipica della
bhakti.

Il tema dell’amore è:
- Nella sua dimensione “goduta” > amore compiuto
- Nella sua dimensione “frustrata” > amore incompiuto

Il secondo ha maggiore riscontro nella letteratura indiana e soprattutto in quella riti.

Ci sono diverse cause per l’amore non goduto, frustrato, ad esempio la separazione, la
gelosia, il desiderio non appagato.
KESAVADASA definisce 4 tipi di amore frustrato nel RASIK PRIYA.

BHARATA MUNI descrive nel NATYA SASTRA:


Otto tipologie di eroine
Tre categorie di eroine (la propria donna, la donna altrui, la donna comune)

Le eroine sono inoltre descritte secondo le loro caratteristiche psicosomatiche


Donna loto
Donna pittrice
Donna conchiglia
Donna elefante