Sei sulla pagina 1di 6

CONDIZIONAMENTO E APPRENDIMENTO

 
L’apprendimento può essere definito come quella modificazione comportamentale legata e a volte
indotta dall’interazione con l’ambiente ed è il risultato di esperienze che conducono allo stabilirsi di
nuove risposte agli stimoli esterni. Uno dei concetti legati all’apprendimento è il cambiamento perché
apprendere significa cambiare nell’interazione fra organismo e ambiente. Il cambiamento ha come
oggetto la risposta.
Gli organismi che apprendono questi nuovi comportamenti in senso adattivo sono favoriti nella
sopravvivenza, come sostenuto da Darwin.
Gli esseri umani possiedono la capacità di modificare i pensieri e i comportamenti in funzione di quel che è
accaduto loro in passato.
La natura dei processi di pensiero negli animali e negli uomini è stata studiata dalla psicologia
comportamentista che misurava i cambiamenti attraverso la forza della risposta, l’ampiezza, la latenza, la
velocità, il numero delle prove, la durata e la frequenza.
CONDIZIONAMENTO CLASSICO O RISPONDENTE
PAVLOV (esperimento stimolo uditivo cibo preceduto dalla salivazione del cane) era interessato a capire
come gli animali potessero imparare che certi stimoli tendono ad aver luogo insieme (contingenza di
stimolo): riteneva che questa relazione stimolo-risposta fosse conseguenza di un riflesso cioè una sequenza
automatica iscritta geneticamente nel sistema nervoso del cane.
Il processo di condizionamento classico di PAVLOV comporta l’accoppiamento ripetuto di uno stimolo
condizionato o appreso (campanella per il cibo) e uno stimolo incodizionato (cibo) che alla fine condiziona
lo stimolo condizionato a evocare una risposta condizionata (salivazione) simile alla risposta incodizionata
(salivazione originaria). Questi processo, in base al quale, uno stimolo neutro acquista la capacità di produrre
la risposta prodotta precedentemente dallo stimolo incondizionato, fu chiamato CONDIZIONAMENTO.
Nelle prime fasi dell’esperimento la RC del cane aumenta in seguito a numerosi accoppiamenti tra SC e SI,
processo definito di acquisizione; mentre nella fase successiva lo SC presentato ripetutamente da solo dava
origine alla graduale sparizione della RC (estinzione).
In seguito ad un periodo di riposo fu notato un parziale ristabilimento dell’apprendimento chiamato recupero
spontaneo.
Il fattore temporale tra SC e SI influenzava il condizionamento: se lo SC precede leggermente lo SI il
condizionamento ha luogo con la massima celerità (cond. in avanti), il contrario è la forma meno efficace di
tutte e la presentazione in simultanea peggiora il condizionamento.
Quando un particolare SC è associato alla RC gli stimoli simili allo SC tenderanno anch’essi a suscitare la
risposta.(generalizzazione). Si può addestrare l’animale a non rispondere ad essi pur rispondendo allo SC con
una discriminazione. E’ possibile attuare anche un condizionamento di ordine superiore associando altri
stimoli allo SC di origine e questi si chiamano rinforzi condizionati o secondari. Lo stesso tipo di
associazione può avvenire tra uno stimolo aversivo e lo SC (stimolo aversivo condizionato) che con un solo
accoppiamento può produrre una forte risposta condizionata (risp. emotiva condizionata) fortemente
resistente all’estinzione.
APPLICAZIONI DEL PARADIGMA PAVLOVIANO
      Biofeedback: è una procedura di autocontrollo che permette al paziente di regolare le proprie funzioni
fisiologiche attraverso il feedback.
      Studio di apprendimento di risposte specifiche emozionali (paure e fobie).
      Applicazione dei principi dell’apprendimento in ambito clinico; terapia del comportamento. I disturbi
del comportamento sono comportamenti appresi che possono esser modificati in comportamenti più
adattivi attraverso:
Desensibilizzazione sistemica
Desensibilizzazione avversativa
Desensibilizzazione rassicurativa
Immersione o flooding
I metodi comportamentali comprendono l’individuazione di schemi di attività; presentazione di schemi
graduati che portino ad esperienze di controllo e di successo.
CONDIZIONAMENTO OPERANTE
Il condizionamento operante fu studiato già all’inizio del secolo da Thorndike che suggeriva come il
comportamento animale fosse guidato da un principio di prove ed errori. L’effetto di soddisfacimento
derivante dalla risposta che portava al successo rendeva il suo verificarsi molto più probabile.(legge
dell’effetto).
Skinner era interessato al modo in cui gli animali apprendono che certe risposte tendono ad essere seguite da
certi stimoli (contingenze stimoli-risposta).
Per Skinner l’unica cosa necessaria era dimostrare che quando una risposta era seguita da un certo esito era
più probabile che si ripetesse di nuovo.
Il condizionamento operante postula l’esistenza di due diversa classi di comportamento: una chiamata
rispondente, comprende tutte le risposte, condizionali o incondizionali, provocate da stimoli conosciuti che
precedono quel comportamento; l’altra chiamata operante, comprende tutte le risposte liberamente emesse
ed in modo per lo più indipendente da stimoli identificabili e rafforzate o indebolite dalle conseguenze che
producono sull’ambiente.
In tale condizionamento il succedersi di una risposta e di un evento che la rende più probabile è chiamato
rinforzo. (positivo o negativo).
Il ratto che imparava ad abbassare la leva per ricevere il cibo serviva per dimostrare che, poiché il cibo
fungeva da rinforzo positivo, la leva veniva abbassata sempre più spesso e ciascun rinforzo rendeva più
probabile l’abbassamento successivo.
L’acquisizione del condizionamento operante si verifica più rapidamente nel caso di rinforzi maggiori,
proprio come il condizionamento pavloviano è una funzione della forza dello SI.
Per massimizzare il condizionamento il rinforzo deve aver luogo subito dopo che è stata data la risposta,
mentre per accelerare l’avverarsi della prima risposta si può usare il MODELLAGGIO per cui per
approssimazioni successive si spinge il ratto ad avvicinarsi alla sbarra per ricevere il cibo.
Skinner scoprì che la risposta del ratto era più veloce quando l’abbassamento della leva dava solo a volte del
cibo. Seguendo questo schema di rinforzo intermittente il ratto continuerà a rispondere molto più a lungo
durante il periodo di estinzione.
Anche nel condizionamento operante esistono i fenomeni di discriminazione e generalizzazione: l’animale è
addestrato a discriminare la presenza o l’assenza di un certo stimolo rinforzando una risposta solo quando lo
stimolo è presente. Lo stimolo controlla il comportamento poiché solo la presentazione di questo evoca la
risposta e, rispondendo anche a stimoli simili a quello che in passato ha preceduto il rinforzo si ha una
generalizzazione. La presentazione di uno stimolo aversivo è chiamata punizione poiché riduce l’occorrenza
della risposta che lo precede.
Le risposte emotive che scatena (agitazione e aggressione) sono tipo un condizionamento classico e possono
interferire con il successivo condizionamento operante. Il primitivo comportamento emotivo di fuga suscitato
dalla punizione può essere modificato grazie al condizionamento di una risposta specie-specifica di fuga o
grazie all’apprendimento dell’evitamento per cui l’animale riconosce lo stimolo previsore della punizione e
riesce ad evitarla.
APPLICAZIONI DERIVATE DAL CONDIZIONAMENTO OPERANTE
In ambito clinico sempre a livello di terapia comportamentale abbiamo:
      Token Economy : ogni comportamento adattivo viene rinforzato (bambini autistici, disadattati,
iperattivi, autolesionisti, enuretici, schizofrenici)
      Modelling: si apprende attraverso l’osservazione più che per esperienza. Viene utilizzato con i bambini
e per la cura delle paure e delle fobie.
      Insegnamento Di Abilita’ Sociali
      Addestramento All’assertivita’: insegnare ai pazienti ad esprimere i propri bisogni in maniera chiara ed
energica.
      Arresto Del Pensiero: interrompere il corso di pensieri ansiogeni.
      Tecniche Di Autocontrollo
APPRENDIMENTO DI RISPOSTE COMBINATE: riguarda un insieme di atti o comportamenti che devono
essere cambiati e coordinati perché la risposta sia adeguata.
APPRENDIMENTO COGNITIVO: esige che si colgano le relazioni essenziali e il significato della
situazione; la soluzione non avviene per prove ed errori, ma perché si coglie la struttura portante di una
complessità.
Gli studi successivi si concentrarono sugli aspetti più cognitivi dell’apprendimento e presero in esame tre
aree.
1.      INSIGH: è una forma di apprendimento e di soluzione dei problemi che dipende da complesse capacità
cognitive.
Kohler fu il primo a studiare il fenomeno dell’insight negli animali abbandonando gli studi precedenti
considerati troppo meccanici. Nel suo esperimento “il problema dei due bastoni”, lo scimpanzé trova il modo
di arrivare al caspo di frutta posto al di fuori della sua gabbia attraverso l’utilizzo del bastone corto che
avvicina a quello lungo per arriva re alla frutta.(insight). Secondo questo autore apprendere per insight
invece che per prove ed errori porta a dimenticare meno facilmente la soluzione. Questi comportamenti
prevedono una fase preliminare di esplorazione dell’ambiente in cui agiscono processi di apprendimento
latente; inoltre le esperienze precedenti infuenzano la capacità di risposta dell’animale.
Questo tipo di soluzioni dipende dalla capacità dell’animale di ristrutturare gli elementi cognitivi in una
nuova totalità dotata di significato. L’insight non è il risultato di un cieco procedimento per prove ed errori
bensì arriva improvvisamente e irreversibilmente e si dimentica anche meno facilmente rispetto ad un
condizionamento.
2.      DISPOSIZIONE AD APPRENDERE:
Harlow addestrò delle scimmie a eseguire una semplice discriminazione tra due stimoli (cibo sotto una
scatola e niente sotto l’altra) e ripropose la cosa con centinaia di coppie di stimoli diversi notando che la
discriminazione ad ogni coppia presentata avveniva in modo sempre più veloce: gli animali sviluppavano
una disposizione ad apprendere che permetteva loro di padroneggiare rapidamente ogni nuova coppia di
stimoli, esse possedevano una sorta di rappresentazione cognitiva del concetto sufficientemente astratta per
essere applicata a qualunque coppia di stimoli.
3.      APRENDIMENTO LATENTE
Gli esperimenti dei topi nel labirinto alla ricerca di cibo compiuti da Tolman hanno portato alla definizione
del concetto di apprendimento latente: l’apprendimento della strada giusta per uscire dal labirinto e trovare il
cibo è determinato da una sorta di mappa cognitiva o immagine mentale del labirinto che avviene anche
quando non c’è nessun rinforzo evidente e non c’è nessuna opportunità di dar mostra dell’avvenuto
apprendimento. (questa idea contraddice quella comportamentista per la quale se non c’è evidenza di
apprendimento non si può dire che questo sia avvenuto).
E’ d’obbligo una distinzione tra apprendimento e prestazioni: quest’ultime possono non cambiare un granché
da una prova all’altra anche se ciò non vuol dire che l’animale non stia apprendendo; mentre
l’apprendimento può comportare una ristrutturazione che resta latente finché un certo evento non induce ad
usare le conoscenze già acquisite.
Kamin fu il primo a provare a dare un’interpretazione cognitiva del condizionamento classico attraverso lo
studio del fenomeno del blocco: egli condizionò un ratto accoppiando ripetutamente un tono SC e una scossa
SI finché il tono da solo non evocasse una forte risposta emotiva condizionata. Continuò poi ad accoppiare
accendendo una luce SC’ ogni volta che il tono veniva emesso, ma il ratto non dimostrava alcun
condizionamento alla luce che non evocava nessuna RC. Il condizionamento alla luce era bloccato, come se
il ratto non vi badasse: il ratto non ha bisogno infatti di imparare nulla sulla luce in quanto il tono
precedentemente condizionato trasmette la stessa informazione sulla scossa.
L’idea che il condizionamento sia funzione dell’informazione trasmessa da uno stimolo venne confermata da
uno psicologo Rescorla: usando dei cani come soggetti variò il valore predittivo o di informazione dello
SC(tono), modificando la proporzione di volte in cui uno SI(una scossa) seguiva immediatamente il tono. Gli
animali vennero divisi in due gruppi sperimentali: un gruppo di contingenza per il quale le scosse erano più
probabili dopo un tono (il tono è informativo sulla scossa), e un gruppo di non contingenza per il quale le
scosse erano ugualmente probabili in ogni momento a prescindere dal tono (il tono non è informativo).
I risultati dello studio evidenziano l’interpretazione informazionale o predittiva del condizionamento classico
per cui il gruppo di non contingenza non mostrava alcun segno di condizionamento. Ciò implica che gli
animali possono apprendere qualcosa non solo quando uno SC e uno SI sono accoppiati ma anche quando gli
stimoli si presentano da soli. (gli animali si aspettano che uno stimolo segua ad un altro stimolo).
Secondo l’interpretazione cognitiva del condizionamento operante invece, gli animali si aspettano che le loro
risposte abbiano certe conseguenze: essi possono anche essere in grado di manipolare le rappresentazioni
mentali di queste conoscenze cioè di eseguire una sorta di apprendimento per prove ed errori mentali. Perciò
gli scimpanzè di Kohler potevano aver pensato a varie manipolazioni degli oggetti nel loro ambiente, essersi
resi conto di quali comportamenti portavano alla soluzione e solo allora esser passati esplicitamente
all’azione.
Anche il lavoro di Harlow sulle disposizioni ad apprendere implica che la rappresentazione mentale della
regola di risposta possa essere piuttosto astratta e generale per applicarsi ad una varietà di azioni particolari.
Seligman ha interpretato l’impotenza appresa che egli provocava nei cani come l’apprendimento che per
evitare la scossa non c’è nulla da fare.
Le scimmie degli esperimenti di Premark venivano addestrate ad apprendere un concetto generale
uguale/differente dando una certa risposta quando i due stimoli erano uguali e un’altra risposta se erano
diversi.
Ma esiste per gli esseri umani un condizionamento classico o operante?
Il famoso caso del bambino Albert che venne condizionato ad aver paura dei ratti bianche fu la prima prova
dell’esistenza del condizionamento classico per gli umani: Albrert generalizzò una risposta emotiva
condizionata mostrando di aver paura perfino di altri piccoli animali bianchi
Altro esempi di risposte emotive generalizzate è la risposta psicogalvanica, cioè una caduta della resistenza
elettrica della pelle. Tale risposta può anche essere facilmente condizionata: se un tono puro viene emesso
brevemente prima che il soggetto riceva una scossa, bastano una o due prove perché il soggetto mostri in
risposta una pronunciata GSR.
Un’altra fondamentale risposta emotiva umana è l’aumento della pressione sunguigna RI che segue una
scossa elettrica RI. Anche chi ha avuto esperienze dolorose o traumatiche può in seguito associare ogni
stimolo simile a quello originario all’evento traumatico ed avere delle forti risposte emotive.(applicazione
moderna: tecniche di desensibilizzazione sistematica o di immersione).
A prova dell’esistenza del condizionamento operante anche nell’uomo basta pensare a tutti i rinforzi primari
(cibo, acqua) e secondari (elogi, critiche voti) che modellano il nostro comportamento.
Vi sono molte tecniche educative per bambini che si basano sul condizionamento operante: per chi vuole
modificare il comportamento attraverso l’applicazione sistematica del rinforzo, il pricipio di Premak fornisce
un’utile regola pratica per cui un’attività piacevole può essere usata per rinforzare un’attività meno
piacevole. Nel comportamento quotidiano gli stimoli sociali sono particolarmente importanti perché la
risposta degli altri al nostro comportamento è spesso la causa delle nostre risposte. (esempio della paziente
psichiatrica che indossava sempre 12 kg. di vestiti: per farla smettere uso del modellaggio con il cibo come
rinforzo: per accedere alla sala da pranzo doveva pesare meno di un valore stabilito ogni volta dallo
sperimentatore).
Anche il biofeedback utilizza il condizionamento operante: questa procedura fornisce ai soggetti
informazioni sui propri processi mentali per poter modificare una varietà di risposte normalmente
involontarie. Lavorando con pazienti ricoverati in ospedale fu possibile ottenere dei risultati riguardanti il
controllo da parte del soggetto della propria pressione sanguigna: per combattere il problema
dell’ipotensione posturale che provocava svenimenti all’uomo, venne applicato un apparecchio che
produceva un suono percepibile quando la pressione saliva lievemente. L’uomo con la pratica fu in grado di
provocare aumenti della pressione tali da non svenire quando si trovava in posizione verticale.
TEORIA SELF-EFFICACY DI BANDURA:
Il comportamento individuale è fortemente influenzato dalle aspettative che ciascun soggetto ha delle sue
capacità. Non è importante solo la percentuale di successi, ma anche le interpretazioni e le attribuzioni delle
cause. La percezione della stabilità e controllabilità delle cause di un successo è strettamente connessa alle
aspettative circa le future prestazioni. A seconda che i successi o gli insuccessi vengano attribuiti a cause
interne o esterne varia la reazione affettiva e cognitiva che consegue a tali risultati.
 
METODI DI INDAGINE
 
Ci rifacciamo agli studiosi di indirizzo comportamentista perché furono i primi a studiare i meccanismi
dell’apprendimento. Il metodo utilizzato fu quello sperimentale. Gli esperimenti vengono condotti in
laboratorio, con il supporto di strumentazioni adeguate per la somministrazione degli stimoli. Questa
condizione permette di mantenere costanti delle variabili e di manipolarne di altre per misurare le
modificazioni del comportamento. In particolare vengono studiate la frequenza, l’ampiezza e la velocità della
reazione.
Oggi in laboratorio si esperimenta oltre che sugli animali anche sull’uomo e in particolare si studiano le
risposte viscerali come la salivazione, la gastrointestinale, la frequenza del ritmo cardiaco e respiratorio ecc.
Nel condurre gli esperimenti si fa riferimento ai teorici di base come Pavlov e Skinner. Quest’ultimo elaborò
due modelli di rinforzo: il programma a rapporto dove la frequenza del rinforzo dipende dal ritmo di
emissione della risposta; e il programma ad intervallo dove il rinforzo viene invece somministrato ad
intervalli fissi o variabili. Skinner notò che il secondo tipo produceva risposte più rapide, con regolarità e con
un alto grado di resistenza all’estinzione.
 
APPLICAZIONI PRATICHE
 
I campi applicativi vanno dalla psicologia generale alla scolastica alla clinica.
In campo scolastico si studia l’apprendimento di abilità e di conoscenze che sono più facilmente valutabili.
Nell’insegnamento viene introdotto il metodo del rinforzo per estinguere la risposta comportamentale errata
e sostituirla con quella corretta.
Nell’istruzione programmata viene utilizzato il riforzo proponendo un percorso personalizzato che si attua
attraverso items a scelta multipla con un alto grado di facilità nella scelta in modo che il rinforzo sia
immediato e sia rappresentato dal successo.
In campo clinico il condizionamento classico e quello operante hanno fornito la base per diversi tipi di
terapie. Nella terapia dell’alcolismo si cerca di modificare il comportamento del paziente, attraverso il
controcondizionamento che consiste nel somministrare farmaci che, associati all’alcool, provocano effetti
negativi sull’organismo. Questo tipo di terapia si è rivelato efficace anche nell’estinzione di altri
comportamenti come la bulimia, l’enuresi ecc.
Nelle fobie viene utilizzata la desensibilazione sistemica che consiste nella presentazione dello stimolo
fobico, con intensità crescente, associato a tecniche piacevoli di rilassamento fino all’estinzione del
comportamento indesiderato.
Il modellamento applicato alla clinica permette di rinforzare i comportamenti corretti facendo scomparire
quelli patologici.
Nei disturbi dell’apprendimento intervengono vari fattori, di natura neurologica, relazionale e culturale. Le
condizioni necessarie per un apprendimento senza deficit comprendono la presenza di un apparato
neurologico integro e sviluppato, un buon livello di relazioni con le figure significative e un ambiente
culturale favorevole. La carenza di uno o più fattori possono portare a difficoltà nell’apprendimento. Siamo
in presenza di sintomi neurologici come l’epilessia o di sindromi psicopatologiche come la psicosi o la
depressione. Un disturbo a sé stante è rappresentato dalla disabilità evolutiva specifica dell’apprendimento
come la dislessia la disortografia e la discalculia. La terapia riabilitativa in questo caso deve essere associata
alla psicoterapia e si deve rivolgere al sistema familiare scolastico del soggetto.
La teoria cognitivista presuppone che i disturbi del comportamento siano dovuti a schemi di pensiero
disadattivo.
I metodi cognitivi si incentrano sulle capacità di ridurre il problema, di prendere le distanze e di decentrarsi:
ci si concentra sugli errori di pensiero e si cercano delle alternative. Le interpretazioni cognitive degli eventi
e i pensieri svolgono un ruolo centrale.
TERAPIA EMOTIVA DI ELLIS: esistono delle convinzioni irrazionali che portano a valutazioni erronee.
La terapia deve far riconoscere e correggere questi pensieri disadattivi mettendo in discussione le
affermazioni irrazionali.
TERAPIA COGNITIVA DI BECK: i disturbi sono dati da distorsioni di pensiero che fanno saltare alle
conclusioni senza avere dati sufficienti. Riconosciamo due stadi: alleviare i sintomi ed esaminare i processi
di pensiero disturbati.
TECNICHE DI RISTRUTTURAZIONE COGNITIVA: l’obiettivo consiste nel revisionare e riformulare le
convinzioni del soggetto rispetto al problema. Ristrutturazione razionale sistematica modifica le convinzioni
irrazionali.
TECNICHE DI MODIFICAZIONE IMMAGINATIVA:
Turnoff = interrompere una fantasia ansiogena con uno stimolo sensoriale e sostituirlo con uno piacevole.
Modellamento
Sostituzione delle immagini
MISURAZIONE IN SCALA: ridimensionamento delle interpretazioni estreme
RIATTRIBUZIONE: riattribuzione delle responsabilità
VALUTAZIONE COSTI BENEFICI
DECATASTROFIZZAZIONE
DIFFERENZE FRA CONDIZ CLASSICO
      la risposta condizionata è su base riflessologica, sull’associazione stimolo- risposta
      sono risposte involontarie che derivano dal SNC
      non è necessaria la ricompensa
      lo stimolo incondizionato si verifica indipendentemente dal comportamento del soggetto
E CONDIZ OPERANTE
      la risposta è volontaria
      sono risposte a carico del sistema muscolare scheletrico o a processi mentali superiori
      la ricompensa è essenziale e funziona in base alla legge dell’effetto
      ricompensa e punizione è subordinata al verificarsi della risposta
OMOLOGIE
Modalità di acquisizione risposta
Processi di generalizzazione e discriminazione
Modalità di estinzione e recupero.