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L'apprendimento tra Pavlov e Skinner: procedure di intervento Enrico Rolla - Claudio Ajmone

Dalla rivista SCUOLA VIVA,n 8,Ottobre 1983,SEI editrice

" Lo studio sistematico del comportamento entro gli scherni di un solo modello e' forse piu' vaildo di uno studio che
salti da modello a modello. Anche nell'ambito della scuola, l'insegnante puo' applicare strategie di intervento per
gestire i problemi emozionali del bambini,,

Leggere, camminare, fare dello sport, tenere una conferenza, l'aver paura dei cani o di entrare nei luoghi chiusi:
tutto cio' viene appreso. Psicologi e teorici hanno descritto molti modelli di comportamento. Attualmente, i modelli
piu' noti sono quelli di Pavlov e di Skinner.
Il comportamento puo' venire classificato in due categorie principali: l'apprendimento classico o pavloniano e
l'apprendimento operante o skinneriano. Puo', inoltre, essere considerata un'altra forma di apprendimento che
include l'apprendimento classico ed operante ed e' l'apprendimento " imitativo o vicariante ".
Vediamo ora di spiegare l'acquisizione di una fobia, servendoci deIl'apprendimento classico.

Claudio e' un bambino di 6 anni. E' la prima volta che va in piscina. La piscina per Claudio e' un luogo interessante
e piacevole, ma quando entra in acqua beve ed immediatamente vomita, sta male, ha dei tremori, il volto e' pallido.
Viene rapidamente allontanato dalla vasca. Da quel momento in poi Claudio prova una forte avversione per la
piscina, sollecitato ripetutamente dai genitori, non vuole assolutamente ritornare a nuotare.

Ora vediamo come è stata appresa una paura. E' possibile spiegare il tutto servendoci del paradigma dell'
apprendimento classico.
La piscina all'inizio era uno stimolo neutro (S.N.)e non provocava nel barnbino alcuna risposta se non una risposta
di esplorazione dell'ambiente (Risposte di Orientamento R.O.); successivamente,Ia piscina provoca risposte di fuga
o di evitamento. Il bambino, infatti, fa tutto cio' che gli e' possibile per non sottoporsi piu' a cio' che ritiene fonte di
ansia, cioe' la vista della piscina.
La piscina da stimolo neutro (S.N.) e' diventato uno stimolo condizionato (S~C.). L'entrata in acqua ed il bere e'
uno stimolo incondizionato(S.IC.) che provoca il vomito, risposta incondizionata (R.IC.). Si e' creato quindi un
legame: la piscina provoca immediatamente una risposta condizionata (R.C.). In tale situazione la R~C. e'
caratterizzata da tensione muscolare, tachicardia, e in alcuni casi,anche vomito.

L'apprendimento classico
Studiato da Pavlov, considera gli stimoli che automaticamente evocano delle risposte.Questi stimoli sono definiti "
stimoli incondizionati".
La risposta incondizionata e' incontrollabile dall'individuo e quindi involontaria. Alcuni stimoli ambientali, quali
rumori, shock, luci o il gusto del cibo, evocano risposte riflesse. La connessione tra stimoli incondizionati e risposte
e' automatico, non appreso.
Un significativo esempio, basato sull'apprendimento classico, fu l'esperimento di Watson e Paynor (1920) col quale
dimostrarono come le paure possono essere apprese attraverso l'apprendimento classico.
II soggetto: un bambino di 11 mesi di nome Albert.
Albert giocava frequentemente con un topolino bianco e non manifestava nessuna avversione per il topolino. Prima
dello studio, gli sperimentatori notarono che un forte rumore (stimolo incondizionato) produceva in Albert
spavento e tremori (risposta incondizionata). Gli sperimentatori desideravano determinare se la reazione di paura
avrebbe potuto essere condizionata dalla presenza del topo bianco.

La presenza del topo bianco (stimolo neutro) era immediatamente seguita da un rumore.Quando Albert toccava il
topolino, veniva prodotto un violento rumore ed il bambino trasaliva. Durante il periodo di una settimana, la
presenza del topolino ed il rumore vennero assoclati 7 volte. Al termine, il topolino fu presentato senza rumore e
Albert si allontano' piangendo. La presenza del topolino (ora stimolo condizionato) produceva risposte di paura
(risposta condizionata). La paura si generalizzo' ad altri animali ed oggetti, quali: conigli, cani, lana e la barba
bianca di Babbo Natale, producevano in Albert reazioni di paura.
Cio' dimostro' come le paure possono essere acquisite attraverso l'apprendimento.E' difficile dire se le paure che si
evidenziano nelle esperienze quotidiane abbiano come base l'apprendimento classico;infatti, raramente e' possibile
osservare un individuo nel momento in cui sviluppa delle paure.
Indipendentemente dal come si apprendono le paure, ci possiamo servire dell'apprendimento classico, per ridurre
l'intensita' delle paure, poiche' la forza dello stimolo condizionato che provoca la paura puo' essere
alterata.Vediamo quindi, come l'apprendimento classico puo' essere alla base dell'acquisizione di molti problemi
emozionali.

L'apprendimento operante.
Solo una parte del comportamento umano e' involontaria, cioe' provocata da una reazione riflessa. Nella vita
quotidiana i comportamenti sono emessi spontanearnente e sono controllati dalle loro conseguenze. I
cornportamenti controllabili dalle loro conseguenze sono definiti " operanti ", poiche' le loro " risposte " operano
sull'ambiente e generano delle conseguenze (Skinner, 1953).
Gli "operanti " possono essere incrementati o ridotti in funzione degli eventi che li seguono.Esempi di
comportamenti operanti possono essere: leggere, camminare, lavorare, sorridere; tutte le " risposte " liberamente
emesse. Prendiamo in considerazione un caso in cui il comportamento emesso spontaneamente subisce
rapidamente una riduzione, causata dalle conseguenze.

Giorgio arriva in una nuova classe, e si rivolge al suo nuovo compagno di banco, sorridendo desideroso di parlare.
Il compagno lo ignora. Giorgio, dopo qualche minuto, ritenta di attirare l'attenzione del compagno,ma non ottiene
risposta.Osserviarno dopo un giorno Giorgio e vediarno che rivolge la propria attenzione ad altri
bambini,ignorando il compagno di banco.

Che cosa e' avvenuto?


Giorgio ha ottenuto l'attenzione degli altri bambini ma non quella del compagno di banco;quindi, con i primi
l'interazione si e' incrementata,con il secondo si e' totalmente ridotta. II comportarnento viene incrementato dai
cosiddetti " rinforzatori " che hanno la caratteristica di aumentare la probabilita' di ernissione della risposta.
Abbiamo due tipi di " rinforzatori ": positivi e negativi.
Sono rinforzatori positivi il cibo, l'acqua, l'attenzione, l'approvazione, il denaro, un' attivita' piacevole. Ad esernpio:
Mario sta imparando a leggere, la madre gli e' vicina e,quando il bambino legge correttamente, gli dice"bravo"
(rinforzo positivo), evitando di far uso di punizioni quando il bambino sbaglia. Il leggere acquista per Mario una
valenza positiva; e' piacevole leggere perche' per lui e' fonte di attenzione da parte della madre. In tal modo, si
incrementa la probabilita' che il bambino si applichi alla lettura con piacere ed interesse.
Sono rinforzatori negativi le situazioni avversive dalle quali ci allontaniamo emettendo un cornportamento.
Ad esempio la finestra della nostra camera e' aperta, fuori vi e' un rumore disturbante, noi chiudiamo Ia
finestra(comportamento Operante).I rinforzi positivi e negativi sono strettamente connessi e ci possono spiegare
come molti cornportamenti disadattivi vengono appresi in base a tale paradigma.

Un esernpio: Mario e' definito dai genitori un bambino capriccioso, piagnucoloso. Come ha appreso tale tipo di
comportamento? Osserviamolo con la madre: vuole il gelato, la madre glielo nega, lui continua con persistenza a
richiedere il gelato, la madre glielo nega; lui continua con persistenza a richiedere il gelato; questa e' per la madre
una situazione avversiva (rinforzi negativi)a cui pone termine cornprando il gelato (tab. 2).

MARIO: Richiesta Persistente-MADRE: Disagio. E' rinforzata negativarnente. Pone fine al disagio soddisfacendo
le richieste pressanti.
MARIO: Rinforzato Positivamente. Viene incrementato il comp. disturbante. MARIO E' DIVENTATO
"CAPRICCIOSO"

Cosi facendo, rinforza positivamente la persistenza del bambino ed aumenta la probabilita' che in situazioni
analoghe egli emetta tale tipo di comportamento disturbante. Un comportarnento cessa di esistere quando non e'
rinforzato (estinzione), nel nostro caso la madre avrebbe dovuto dire: " insisti pure quanto vuoi, ma sappi che non ti
compero il gelato ";qualunque cosa faccia il bambino, la madre dovra' rimanere tranquilla ed impassibile, non
prestandogli la minima attenzione.
Fin dai prirni giorni di vita si apprende in base al paradigma dell'apprendirnento operante. Un bambino di pochi
mesi piange insistentemente quando viene messo a letto; appena la madre accorre e lo prende in braccio, il pianto
cessa. All'inizio il pianto puo'essere stato prodotto dalla fame, il bambino viene nutrito (rinforzo positivo) e
rapidamente crea un'associazione tra cibo e presenza della madre( apprendimento classico). Di conseguenza, la
presenza della madre diventa gratificante per il bambino perche' pone fine ad una situazione di disagio.
La stretta connessione tra il rinforzo positivo e negativo ci puo' spiegare come un pianto persista in assenza di reali
situazioni di disagio. Il bambino piange (rinforzo negativo e quindi situazione avversiva per la madre),la madre
accorre, prende in braccio il bambino(rinforzo positivo per il bambino), incrementando la probabilita' che il
barnbino pianga in assenza della madre.
L'apprendimento operante puo' essere controllato, oltre che dalle sue conseguenze, da "stimoli antecedenti" .
Quando le conseguenze che seguono il comportamento si manifestano in presenza di una particolare costellazione
di stimoli (es.: certe persone e luoghi), il solo stimolo aumenta la probabilita' che il cornportarnento sia ernesso.

L'apprendimento imitativo o vicariante


Tale apprendirnento si manifesta quando un individuo osserva il comportamento di un modello senza attuare
nessuna azione: quindi, il soggetto non sperimenta alcuna diretta conseguenza. Il processo di apprendimento per
osservazione viene definito "modellamento".Per apprendere attraverso il modellamento e' solo necessario osservare
un modello. La risposta modellata e' acquisita dall'osservatore attraverso decodificazioni cognitive dagli eventi
osservati; comunque; l'acquisizione della risposta da parte dell'osservatore dipende dalle conseguenze positive o
negative associate alla risposta emessa dal modello (Bandura, 1969).I bambini presentano la tendenza ad imitare i
comportamenti degli insegnanti, dei genitori, dei compagni; cioe' di tutte quelle persone che per la loro maggior
pregnanza sono fonte di rinforzo. I compagni, specialmente dello stesso sesso, sono modelli frequentemente imitati.
Tendono ad essere imitati quei compagni che sono leaders. Anche cartoni anirnati, personaggi televisivi o dei
fumetti servono da modello.Quindi, attraverso i modelli, possono apprendere sia comportamenti adeguati sia
comportamenti inadeguati.

Determinare come un comportamento sia stato appreso non e' facile, anzi in alcuni casi e' impossibile. E' difficile
individuare il momento in cui un determinato disturbo comportarnentale si e' manifestato qualora il paradigma cui
facciamo riferimento sia ll modello classico. Puo' essere passato molto tempo, a volte anni, dal mornento in cui uno
stirnolo neutro e' diventato condizionato. Inoltre, si aggiunge il problema della generalizzazione che molto spesso
non ci permette di individuare chiaramente lo stimolo o situazione-stimolo originaria.

Per chiarire cio', ritorniarno all'esperirnento di Watson. Albert, il bambino soggetto dell'esperimento, aveva 11 mesi
quando acquisi la paura che prima non aveva, per i topolini bianchi; successivamente, la paura si generalizzo' ad
altri oggetti ed anirnali.Paradossalmente, immaginiamo che Albert, diventato adulto, continui ad aver paura di
animali ed alcuni oggetti. Decide di consultare uno psicologo, perche' la sua vita e' molto limitata.Lo psicologo,
iniziando il colloquio, gli chiede: "Ricorda qualche evento particolare che sia stato per lei fonte di ansia intensa? ".
" Si " ricorda Albert," All'eta' di 10 anni, mentre giocavo a pallone, caddi ferendorni la testa. Ricordo molto sangue.
Svenni e mi risvegliai all'ospedale. Ricordo inoltre lutti in famiglia, malattie e problerni per il lavoro "." Ma tutto
cio' ci puo' servire? ", si chiede lo psicologo. « Forse e' meglio intervenire direttamente sulle sue paure, cercando di
ridurle di intensita' o possibilmente eliminarle.

In questo caso, si puo' notare come sia impossibile risalire allo stimolo condizionato originale.Meglio e' intervenire
direttamente sulle fobie.Ma come intervenire?

LA GESTIONE DEI PROBLEMI EMOZIONALI

Le procedure che possono essere impiegate nel trattare comportarnenti ernozionali inadeguati sono:

1) l'estinzione
2) il controcondizionamento
3) il modellarnento

Anche nell'arnbito della scuola, l'insegnante puo' applicare tali strategie di intervento per gestire problemi
emozionali dei bambini.

Riconsideriamo ii caso di Claudio, il bambino che ha acquisito la paura per l'acqua e vediamo come tende ad
operare il "buon istruttore". Quando Claudio esce dalla piscina spaventato e tremante, l'insegnante non lo rimanda
subito a casa, ma lo copre con l'accappatoio e lo fa sedere su uno sgabello ai bordi della vasca, gli sta vicino e lo
rassicura in modo tale che l'ansia si riduca, pur rimanendo nel luogo avversivo.
Quando il bambino si tranquillizza, viene invitato a rientrare in vasca;cosi facendo, non si permette che la paura
acquisita in quel particolare momento si consolidi con il passare del tempo. Anche quando insegniarno ad un
bambino ad andare in bicicletta ed il bambino cade, sappiamo che dobbiamo rimetterlo immediatamente in sella; in
caso contrario, molto difficilmente il bambino vorra' ritentare.
Dopo un evento traumatico, e' necessario,quindi, sottoporsi immediatamente allo stimolo ansiogeno; in caso
contrario, si manifesta il fenomeno "dell'incubazione dell'ansia" che raggiunge il suo apice in 24 ore.
Un bambino puo' apprendere ad essere apprensivo,pauroso, ansioso o triste in molte situazioni che sono state
associate ad esperienze spiacevoli. Eccessivi comportamenti emozionali interferiscono con l'appropriato
apprendimento e con piacevoli interazioni sociali.
Nel caso di Claudio l'lnsegnante ha applicato contemporaneamente le tre procedure:
- L'estinzione, nel lasciare il bambino alla presenza della situazione stimolo condizionata (piscina).Infatti, la regola
base e' "ripetute presentazioni di un evento condizionato (piscina) senza abbinamenti con lo stimolo incondizionato
(acqua bevuta) hanno come risultato una graduale riduzione del comportarnento ernotivo inadeguato".
- Il controcondizionamento, nel rassicurare il bambino, nel calmarlo e nello stargli vicino.

Comportamenti emotivi altamente indesiderabili possono essere ridotti unendo alla sempliceestinzione situazioni
che stirnolano reazioni emotive positive che sono quindi incompatibili con comportamenti emotivi negati.Questa
procedura dicontrocondizionarnento puo' essere usata per ridurre rapidarnente la forza dello stimolo condizionato
che controlla il cornportamento emozionale indesiderabile.
Il controcondizionamento include:
1)la presentazione dello stimolo condizionato in assenza dell'evento avversivo (estinzione);
2)la presentazione di un altro stimolo che produce reazioni emotive positive.
Reazioni positive favorevoli possono essere prodotte da musica,giochi, cibi; tali reazioni emotive positive
competono con quelle negative.Non si puo' essere ansiosi e felici nello stesso tempo.
- Il modellamento, nel fargli osservare gli altri bambini che si divertono in acqua. E' possibile, infatti, ridurre le
paure che si provano in specifiche situazioni, osservando modelli che dimostrano emozioni positive in presenza di
eventi che producono, all'osservatore,emozioni negative.

La procedura puo' essere cosi' esemplificata:


- fase 1 - identificare gli eventi condizionati che producono emozioni negative nel bambino che osserva.
- fase 2 - identificare un modello che manifesti reazioni positive alla presenza degli eventi disturbanti l'osservatore.
- fase 3 - il modello deve rirnanere alla presenza dell'evento condizionato.
-fase 4 - far si che l'osservatore veda il modello interagire positivamente con l'evento fonte d'ansia.
- fase 5 - ripetere sisternaticamente tale osservazione.
L'evento condizionato perdera' gradualmente di intensita' nel produrre reazioni emotive negative.

Riduzlone di cornportamenti "eccessivi"


I ragazzi definiti ernotivamente e socialmente disturbati , spesso presentano comportarnenti eccessivi.
Comportamenti eccessivi possono essere: iperattivita', distraibilita',aggressivlta', impulsivita', comportarnenti
distruttivi e non cooperativi(Bryan & Bryan, 1975).
Spesso, buona parte del tempo dell'insegnante viene impiegata per controllare tali comportamenti.

Paolo e' un bambino di 8 anni e frequenta la terza elementare. Al mattino, quando arriva a scuola, mantiene per
circa 1/2 ora un comportamento adeguato, restando al proprio posto e prestando attenzione all'insegnante.
Successivamente abbandona il suo posto,disturba gli altri bambini e solo dopo ripetuti richiami dell'insegnante
ritorna a sedersi. Dopo alcuni minuti, si rialza e riprende la sua azione disturbante. Alzandosi dal suo posto, attira
l'attenzione dell'insegnante, attenzione che non ha quando lavora al proprio compito. Come si comportera'
l'insegnante?

Il comportamento disturbante dovra' essere ridotto e si dovra' incrementare il comportamento collaborativo e


attentivo. L'insegnante in un primo momento pensa di far uso della punizione per ridurre il comportamento in
eccesso, ma successivamente ritiene che sia piu efficace incrementare il comportamento collaborativo.
Per raggiungere tale obiettivo, quando il barnbino entra in classe ed e' seduto tranquillarnente al suo posto,
l'insegnante presta attenzione a cio' che sta facendo, dicendogli:" Bene,...bravo...,continua cosi... sono molto
soddisfatto di te... " e non gli presta piu' attenzione quando si alza. In tal modo, riesce progressivamente ad
incrementare il comportamento adeguato. Cio' che ha usato e' il "rinforzo differenziale", ossia una risposta e'
rinforzata alla presenza di una determinata situazione-stimob (stare seduto al proprio tavolo collaborare e stare
attento) e non e' rinforzata alla presenza di un'altra situazione-stimolo (alzarsi e disturbare).
Gli insegnanti possono usufruire di procedure che permettono di ridurre i comportamenti inadeguati:

1) rinforzare comportamenti alternativi: verranno rinforzati quei comportamenti che dovranno sostituire i
cornportamenti indesiderati.
2) estinzione: rirnozione di eventi rinforzanti.
3) saziazione: si chiede al bambino di ripetere costanternente il comportamento indesiderabile.
4) modificazione stimolo: rimozione dello specifico evento stimolo che da' inizio al comportamento indesiderato.
5) ipercorrezione:

a) presentazione di conseguenze avversive contingenti al comportamento inadeguato;


b) rimozione conseguenze positive contingenti al comportamento inadeguato.

PROCEDURE PER RIDURRE "LA FORZA" DEL COMPORTAMENTO


PRINCIPIO DI APPRENDIMENTO PROCEDURA EDUCATIVA ESEMPIO DI PROCEDURA
Rinforzare comportamenti alternativi Sono rinforzati positivamente quei comportamenti che dovranno sostituire i
compartamenti inadeguati Susanna che e' una bambina iperattiva e facilmente distraibile, riceve rinforzi positivi per
rimanere al suo tavolo e completare il compito assegnatole
Estinzione di comportamenti mantenuti da rinforzi positivi Il comportamento non e' seguito dall'evento positivo
associato con l'avvenimento precedente L'insegnante ignora Giovanni dopo i suoi commenti inadeguati
Estinzione di comportamenti mantenuti da rinforzi negativi Il comportamento non e' seguito dalla rimozione
dell'evento avversivo associato con l'avvenimento precedente A Elene non e' permesso di lasciare la classe durante
le sue manifestazioni di collera

Saziazione Costante ripetizione del comportamento inadeguato Il bambino, quando trova i fiammiferi, li accende. Il
genitore lo obbliga ad accenderne tre scatole, senza interruzione
Modificazione dello stimolo Rimozione di eventi discrimnativi che controllano il comportamento o presentazione
di eventi che lo inibiscono Leo ha in classe il posto vicino alla finestra; guarda sempre fuori e non presta attenzione
all'insegnante. Viene spostato nelle file centrali
Ipercorrezione A seguito di un comportamento inadeguato, si richiede al bambino di riparare i danni provocati
Gianni scrive sulla parete dietro al suo banco. Gli si fa lavare l'intero muro, finche' tutti i segni (non solo i suoi)
scompaiono.
(Adattata da Gardner, 1978)

BIBLIOGRAFIA

GARDNER W. (1978), Children with learning and behavior problems, Allyn& Bacon, Boston
MEAZZINI P. (1978), La conduzione della classe,Giunti e Barbera, Firenze
MEAZZINI P. - GALEAZZI A.(1978), Paure e fobie,Giunti e Barbera, Firenze
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KAZDINA A. (1975), Behavior modification in applied settings, The Dorsey Press, Homewood, Illinois
BANDURA A. (1969), Principles of behavior modification, Holt, Rinehart &Winston, New York
WOLPE J. (1958), Psychotherapy by reciprocal inhibition, Stanford University Press Stanford,Calif.
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WILSON J.R., ROBECHM.C. (1975), Fondamenti psicologici dell'insegnamento e dell'apprendimento, Brescia, La
Scuola

RINFORZO
Dalla rivista Psicologia e Scuola, n. 11, 1982,Giunti & Barbera ed.

Le definizioni che del rinforzo sono state fornite sono quanto mai numerose e varie.Tutte pero' partono da una
stessa premessa, secondo la quale e' rinforzo qualsiasi stimolo od evento che produce un aumento nella probabilita'
di comparsa della risposta che lo ha preceduto.Allo scopo di consentire una corretta comprensione di questa
affermazione presentiamo alcuni esempi chiarificatori:

-- un ratto abbassa una levetta e subito dopo riceve del cibo;


-- una scimmia colloca delle cassette di legno una sopra l'altra ed in questo modo riesce a raggiungere un cespo di
banane appeso al soffitto;
-- il bambino in fasce piange e la madre subito accorre al suo lettino;
-- l'allievo esegue correttamente un'operazione di aritmetica e viene prontamente lodato dall'insegnante;
-- il paziente descrive al suo terapeuta alcuni particolari intimi della sua vita sessuale e riceve da questi costanti
cenni di assenso e di incoraggiamento.
In ognuno di questi episodi possiamo individuare due elementi di fondamentale importanza ai fini della
comprensione del funzionamento del rinforzo:
1. un organismo (animale o umano, la distinzione in questo caso non ha particolare rilevanza) esegue un'azione
(risposta);
2. questa risposta e' seguita da una ricompensa.
L'effetto prodotto dal raggiungimento della ricompensa e' quello di aumentare la probabilita' che in situazioni
analoghe compaia quella determinata risposta (abbassamento della levetta da parte del ratto, pianto del bambino,
ecc.) che e' stata emessa nell'episodio originario.
Nella terminologia ora corrente, che e' quella coniata da Skinner, la risposta emessa dall'organismo viene definita
OPERANTE , mentre la ricompensa viene chiamata RINFORZATORE (ing. reinforcer) o STIMOLO
RINFORZANTE oppure piu' semplicemente RINFORZO e l'intera operazione per cui una risposta e' seguita da un
rinforzo va sotto il nome di RINFORZAMENTO.

Una delle obiezioni piu' comuni rivolte contro questa definizione del rinforzo consiste nel ravvisare in essa una
circolarita' logica.In altre parole, non e' mai possibile sostenere a priori che un determinato evento ha proprieta'
rinforzanti. E' necessario infatti osservare il comportamento dell'organismo, presentare un determinato stimolo e
vedere se questo produce un aumento nella probabilita' che quel comportamento faccia in seguito la sua comparsa.
Solo in questo caso si potra' legittimamente sostenere che quello stimolo ha proprieta' rinforzanti.
La risposta seguita dal rinforzo, e che pertanto ha maggiori probabilita' di fare in seguito la sua comparsa, puo'
manifestarsi secondo due diverse modalita'. La prima di queste, chiamata RINFORZAMENTO POSITIVO , e'
adeguatamente illustrata dagli episodi che sono stati gia' descritti.La seconda modalita', chiamata
RINFORZAMENTO NEGATIVO , si discosta dalla prima in quanto vi e' presente un elemento aversivo, avente
cioe' una connotazione negativa. Non mancano, anche per quanto riguarda il rinforzamento negativo, gli episodi in
grado di attestarne la diffusione a livelli diversi dello sviluppo filogenetico (evoluzione):

-- un ratto e' situato all'interno di una gabbia, il cui pavimento grigliato e' percorso da una corrente elettrica
piuttosto intensa. Tra i divesi movimenti, casualmente eseguiti dal ratto, ve n'e' uno consistente per esempio
nell'abbassare la levetta, che mette fine al passaggio della corrente elettrica in quanto apre il relativo circuito. In
situazioni analoghe aumenteranno le probabilita' che il ratto emetta quella risposta;
-- il bambino ha fame. I crampi allo stomaco provocano in lui una tensione fastidiosa. Piange, la madre accorre e
gli da' da mangiare. In situazioni analoghe, alla presenza cioe' dei crampi allo stomaco, il bambino emettera' la
risposta consistente nel piangere.

Gli elementi che caratterizzano ognuno di questi due episodi sono: la presenza di una situazione di disagio
(chiamata anche situazione aversiva) e l'esecuzione di una risposta che provoca la cessazione del fastidio o del
dolore. La risposta anche in questo caso e' definita operante, mentre la cessazione della situazione aversiva viene
chiamata RINFORZO NEGATIVO e l'intera operazione va sotto il nome di RINFORZAMENTO NEGATIVO.

Nella vita quotidiana sono frequenti gli episodi in cui si intrecciano rinforzi negativi e rinforzi positivi,
Analizziamo le seguenti interazioni tra un bambini viziato e la sua madre. Il bambini piange perche' vuole una
caramella, la madre sopporta per un po' il pianto del figlio, fintanto che, stanca di venire infastidita, gli da' la
caramella. Il bambino allora smette di piangere. Per quanto riguarda il bambino, il pianto costituisce la risposta
operante e la caramella il rinforzo positivo ; mentre, per quanto riguarda la madre, il pianto del figlio costituisce
una situazione di fastidio, la consegna della caramella la risposta operante e la cessazione del disturbo il rinforzo
negativo .

TRANSFER NELL'APPRENDIMENTO
DALLA RIVISTA PSICOLOGIA E SCUOLA,1982,GIUNTI E BARBERA ED.

Un transfer (o transfert) nell'apprendimento si verifica quando una determinata acquisizione precedente è in grado
di influenzare un apprendimento successivo da parte del medesimo individuo. Ad esempio, se il fatto di avere
imparato a guidare un motoscafo rende più agevole per quella persona l'apprendimento delle modalità di guida di
un trattore, si può dire che per quel soggetto si è verificato un transfer positivo.
L'etimologia del termine transfer si spiega con l'idea per cui determinati aspetti dell'abilità di guidare il motoscafo
sarebbero stati trasferiti nel compito di guidare il trattore.
Un uso traslato del termine transfer prevede tuttavia la denominazione di transfer negativo per quei casi in cui
un'acquisizione precedente gioca un ruolo inibente negativo complicando un apprendimento successivo: es., una
precedente poesia imparata a memoria confonde il soggetto e lo impegna per maggior tempo nella memorizzazione
di un'altra poesia. Le situazioni di transfer negativo presentano molti elementi in comune con le situazioni di
interferenza (o inibizione), tuttavia le prime si possono operazionalmente differenziare dalle seconde per il fatto di
interessare principalmente l'analisi dell'apprendimento, mentre nelle seconde l'elemento critico è rappresentato dal
processo di ritenzione.

Si faccia infine attenzione: c'e' un altro importante uso del termine transfert in psicologia. Esso riguarda un contesto
radicalmente differente, ovvero quel processo psicodinamico - tipico delle psicoterapie - per cui un soggetto
trasferisce determinati sentimenti e modalità di relazione su una persona diversa da quella originaria rispetto alla
quale erano sorti.

Sperimentalmente il transfer viene realizzato mediante una procedura fondamentale tipica che prevede l'esistenza di
un gruppo sperimentale di soggetti, sottoposto a due apprendimenti successivi, e di un gruppo di controllo,
impegnato solo nella seconda fase di apprendimento.

Le differenze riscontrare fra i due gruppi nell'apprendimento B sono da addebitarsi ad effetti di transfer. Tali effetti
possono venire quantificati in diverse maniere più o meno simili. Per Murdock, la percentuale di transfer è ad
esempio definita dalla sottrazione fra due indici della prestazione dei due gruppi (ad esempio il tempo mediamente
richiesto ai due gruppi per l'apprendimento B) divisa per la somma dei due indici.

Il fenomeno del transfer è un momento fondamentale, oltre che costantemente presente, dei processi di
apprendimento. Si puo' dire che non affrontiamo alcuna situazione, senza tener conto di un bagaglio di conoscenze
e abilità precedenti che ci aiutino. In questo senso si puo'ò parlare sempre di transfer.

All'interno dei fenomeni di transfer si distinguono casi particolari e subfenomeni specifici. Casi particolari sono il
transfer sensoriale (un'informazione percepita secondo una modalità sensoriale viene riportata ad un'altra modalità
sensoriale) e il transfer interemisferico (un'informazione che mette in gioco un solo emisfero viene acquisita anche
nell'altro emisfero).

Subfenomeni sono:

- la generalizzazione, analizzata all'interno dei processi di condizionamento. Si ha generalizzazione dello stimolo


quando il soggetto fornisce il medesimo tipo di risposta (tuttavia con un'intensità che può decrescere secondo un
determinato gradiente di generalizzazione) a stimoli simili, ma non identici, allo stimolo per il quale era stata
appresa la risposta. Es.; il guidatore frena vedendo il rosso del semaforo, anche se il rosso non è identico ai rossi
visti in precedenza. Si può parlare di generalizzazione della risposta quando il soggetto fornisce in circostanze
diverse risposte simili, ma non identiche, per uno stesso stimolo.

- la trasposizione, ove l'individuo traspone la discriminazione fra due o più stimoli ad una nuova serie di stimoli.
Es.: se l'apprendimento di una discriminazione consiste nell'imparare a schiacciare un bottone grigio-chiaro
distinguendolo da uno grigio-scuro, si ha trasposizione qualora, di fronte a due nuovi bottoni con differenti
intonazioni, l'individuo sceglie il bottone col grigio più chiaro;

- warm-up (o effetto di riscaldamento) per cui, col procedere della prestazione in una determinata serie di prove,
grazie alla pratica generica d'esercizio, il soggetto risulta facilitato nelle prove successive. Es.: in una serie di prove
di lettura, la prima lettura può implicare un effetto warm-up: il soggetto è più veloce nelle prove successive,
indipendentemente da effetti specifici di transfer;

-L 'apprendere-ad-apprendere o apprendere-come-si-apprende (learning-to-learn o learning-how-to-learn). Si


apprende ad apprendere grazie all'esercizio in una determinata categoria di prove. Es.: l'esercizio ripetuto, in
circostanze diverse, in prove di memorizzazione di poesie, può rivelare un miglioramento progressivo nella rapidità
di memorizzazione. Come il warm-up, cosi' l'apprendere-ad-apprendere, pu'ò essere definito effetto-non-specifico
di traesfer.

Cesare Cornoldi