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ANALISI DELLE CARATTERISTICHE

DELLA POPOLAZIONE:

 Età
 Sesso
 Razza
 Luogo di nascita
Gli studi  Caratteristiche familiari

epidemiologici  Stato di nutrizione

Rappresentazione cartografica
della mortalità per tumore del
collo dell’utero in Italia

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Rappresentazione cartografica
della mortalità per tumori
ANALISI DELLA DISTRIBUZIONE
TEMPORALE

Periodiche
Variazioni dei fenomeni di
massa nel tempo
Non periodiche

Dental caries
experience
(D3MFT) of 14-
year-old children in
the United
Kingdom. BASCD
coordinated NHS
Dental
Epidemiology
Programme survey
of 14-year-old
children -
1998/1999.

Fonte: WHO Bulletin 2005 Fonte: Community Dental Health volume 17 March 2000

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La realizzazione di questo metodo si avvale
Il metodo epidemiologico consiste dell’utilizzo, in successione di tre tipi di indagine di
complessità ed efficacia gradualmente crescenti:
nel :

1. Porre un’ipotesi.
2. Verificarla per mezzo di una • DESCRITTIVE
ricerca specifica.
3. Utilizzare le conclusioni per porre • ANALITICHE
nuove ipotesi.
•SPERIMENTALI

Metodo epidemiologico applicato alla individuazione delle


cause di malattia.
Definizione di fattore
STUDI EPIDEMIOLOGICI DESCRITTIVI
causale di malattia
Lo studio della distribuzione spaziale e temporale di una malattia
consente di porre le prime ipotesi su 1 o più fattori causali
possibili
E’ un evento, una condizione, una
caratteristica o una combinazione di
tutti quei fattori che svolgono un
STUDI EPIDEMIOLOGICI ANALITICI
ruolo importante nel produrre
Servono a verificare se il/i fattori supposti causali si presentano malattia.
associati alla malattia in studio. Se l’associazione è provata in
modo evidente e statisticamente significativo, si ricorre agli
Logicamente, la causa deve
precedere la malattia.
STUDI SPERIMENTALI
Consentono di verificare se l’associazione è di tipo causale o no

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L’EPIDEMIOLOGIA DESCRITTIVA
Fattori coinvolti nella causalità RISPONDE A TRE QUESITI:

Fattori predisponenti: età, sesso, 1. Chi è interessato dal fenomeno di


suscettibilità. massa?

 Fattori attivanti: malnutrizione,


povertà. 2. Quando si manifesta il fenomeno di
massa?
 Fattori precipitanti: esposizione ad
agente patogeno.
3. Dove si produce il fenomeno di massa?
 Fattori rinforzanti: esposizione ripetuta,
stress.

CLASSIFICAZIONE
DEGLI STUDI EPIDEMIOLOGICI

Studi osservazionali

Studi epidemiologici
Caso/
Ecologici Trasversali Di coorte
controllo

Studi osservazionali Studi sperimentali Indagini istantanee


Analisi di dati aggregati Selezione di soggetti Selezione di soggetti
su intere popolazioni
riferiti a incidenza malati (casi) e non malati esposti e non esposti
o campioni per
prevalenza mortalità (controlli) per valutare a fattori di rischio seguiti
valutare la frequenza
e distribuzione dei la esposizione a uno o nel tempo per valutare
Verificano la frequenza delle malattie e Prevedono un intervento diretto con e la distribuzione
fattori di rischio più fattori di rischio l'incidenza delle malattie
le relazioni tra lo stato di salute e l'applicazione di protocolli clinici o preventivi delle variabili
e le sue variabili per cambiare un determinante di malattia

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Studi ecologici o descrittivi
Studi ecologici
Rivelano la frequenza e distribuzione spaziale di
eventi sanitari in popolazioni o gruppi di individui (
Le unità di analisi non mortalità, morbosità, natalità, ecc. ).
sono rappresentate da
singole persone ma da Gli studi descrittivi sono importanti perché:
popolazioni o gruppi di  Richiamano l’attenzione del medico sulle caratteristiche
individui. In passato degli individui che hanno maggior rischio di contrarre
una malattia, su dove e quando questa potrà
venivano definiti manifestarsi
“descrittivi”. I dati sono
 Forniscono informazioni essenziali per la
generalmente già raccolti. programmazione delle strutture sanitarie
 Rappresentano la tappa fondamentale per procedere
alla formulazione di ipotesi eziologiche che andranno poi
verificate attraverso studi epidemiologici analitici.

Studi ecologici o descrittivi Studi ecologici o descrittivi


VANTAGGI SVANTAGGI

•Dati rilevati routinariamente e


 Mancanza di solito di ipotesi specifiche.
spesso disponibili già parzialmente
elaborati  Dati personali non disponibili.
 Talora non disponibilità di “denominatori”
• Buona completezza della adeguati o non omogeneità tra numeratore e
rilevazione per mortalità e ricoveri denominatore.
ospedalieri  Dati spesso disponibili in ritardo.
 Uso di classificazioni standard spesso
• Uso di classificazioni standard superate o troppo grossolane.

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Studi ecologici o descrittivi STUDI EPIDEMIOLOGICI
ANALITICI O INVESTIGATIVI
SORGENTI DI DISTORSIONE

Scopo dell’epidemiologia investigativa è quello di


individuare la causa delle malattie ed i fattori che
 Attendibilità del dato originale dubbia, ne favoriscono od ostacolano l’insorgenza e la
variabile nel tempo e nello spazio e diffusione.
comunque difficilmente controllabile Studi trasversali

 Variabilità nella codifica In questo ambito distinguiamo:

Studi longitudinali

Studi trasversali Studi trasversali

Si tratta di indagini osservazionali i cui dati sono


Si utilizzano per misurare la
raccolti sulla base di obiettivi di conoscenza
prevalenza di una malattia o specifici e che mirano a misurare in una
di un’altra condizione in una popolazione la presenza di una o più condizioni ad
popolazione o in un un ipotetico istante t.
campione rappresentativo di
Essa.
Lo studio trasversale è dunque uno studio in cui la
dimensione tempo è assente.

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Percentuale di tumori maligni del cavo orale,
faringe e laringe attribuibili a fumo, alcool e
Studi trasversali scarso consumo di verdura e frutta in Italia

L’associazione statistica fra evento in studio


Cavo orale e faringe Laringe
e determinante evidenziata con uno studio Fattore
trasversale non può essere considerata Uomini Donne Uomini Donne
associazione casuale. Fumo 87% 42% 77% 83%
Alcool 62% 16% 25% 28%
Scarso
La misura di occorrenza tipica degli studi consumo di
25% 17% 18% 15%
verdura e
trasversali è la PREVALENZA ( puntuale o frutta
di periodo ) Tutti e tre 91% 51% 86% 86%

Obiettivi di uno studio trasversale Studi trasversali


 Stima della prevalenza SVANTAGGI
 Stima della distribuzione dei fattori di rischio
nella popolazione
 Impossibilità di determinare la sequenzialità
 Stima della distribuzione di caratteristiche temporale e quindi di distinguere causa ed
biologiche della popolazione effetto.
 Studio, attraverso indagini ripetute,  I casi prevalenti individuati potrebbero
dell’evoluzione di una caratteristica di salute o di rappresentare soprattutto i casi di malattia di lunga
una esposizione ad un rischio nel tempo
durata ed indicare pertanto non un’associazione
 Studio della domanda e offerta di prestazioni per causale ma prognostica.
la pianificazione di servizi o interventi sanitari
 Poco adatti a studiare eventi/esposizioni molto
 Generazione di ipotesi eziologiche nel rapporto rare e malattie di breve durata.
casuale di malattie e fattori di rischio

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Studi caso-controllo
Studi randomizzati

CASO-CONTROLLO DI COORTE Valutazione dell’esposizione


(selezione in base alla malattia) (selezione in base all’esposizione)
a uno o più fattori di rischio
in due gruppi: quelli malati
Selezione di soggetti Selezione di soggetti
malati (casi) e non malati esposti e non esposti (i casi) e quelli non malati (i
(controlli) per valutare a fattori di rischio seguiti
la esposizione a uno o nel tempo per valutare controlli).
più fattori di rischio l'incidenza delle malattie La misura è l’Odds ratio
(OR)

Studi Caso/Controllo o Studi


Retrospettivi
Gli studi caso-controllo hanno lo scopo di
confermare il sospetto che un determinato fattore
di rischio possa essere associato ad una
determinata patologia.

Si tratta tipicamente di studi retrospettivi la cui performance


è:

•La stima del fattore di rischio relativo


•La verifica di una differenza statisticamente significativa tra
malati e non malati in quanto a esposizione

•Stima del rischio attribuibile

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Studi Caso/Controllo o Studi Esiti di uno studio caso-
Retrospettivi
controllo
Nello studio caso-controllo si parte da un gruppo
di soggetti che in parte hanno la malattia (B)
oggetto di valutazione ed in parte non l’ hanno
avuta.

Si valuta quindi il modo in cui la variabile (A) era


distribuita nei due gruppi.

Tumori maligni della testa e del collo in Italia,


Studi Caso/Controllo o Studi 1988-92
Retrospettivi
Uomini Donne
VANTAGGI Sede
Tasso di incidenza Tasso di incidenza
 semplicità di esecuzione grezzo/100.000 abitanti grezzo/100.000 abitanti
 utilità nell’identificare possibili fattori casuali o Lingua 3.6 (10%) 1.2 (18%)
Bocca 4.4 (12%) 1.6 (24%)
facilitanti Ghiandole
1.2 (3%) 0.8 (12%)
salivari
 adeguati in caso di malattie rare
Orofaringe 3.1 (8%) 0.7 (10%)
SVANTAGGI Ipofaringe 2.2 (6%) 0.4 (6%)
 semplicità di esecuzione Rinofaringe 1.3 (4%) 0.5 (7%)

 approssimazione della stima del fattore di rischio Faringe non


0.8 (2%) 0.2 (3%)
specificata
che deriva dal fatto che si utilizza un rapporto di
laringe 19.8 (54%) 1.8 (22%)
prevalenza e non di incidenza tra esposti e non
Testa e
esposti al fattore di rischio collo
36.5 (100%) 6.8 (100%)

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Studi prospettici: lo
Studi di coorte studio di coorte

Una coorte è un gruppo di persone che vivono


un’esperienza comune nell’arco di un tempo
Gruppi di esposti e definito.
non esposti a uno o L’indagine di questo tipo considera un gruppo o
più fattori di rischio coorte di soggetti costituito in parte da soggetti nei
vengono seguiti nel quali la variabile (A) è presente ed in parte da
tempo per valutare soggetti in cui la variabile (A) è assente; si rileva
l’incidenza di malattia poi come i nuovi casi della malattia (B) si
o di mortalità di una o distribuiscono nei due sottogruppi.
più malattie
(misura=RR)

Nella pianificazione di uno studio per coorte occorre considerare


preliminarmente gli aspetti legati alla fattibilità, alle dimensioni del
Esiti di uno studio a coorte numero di soggetti richiesto, al numero di informazioni da raccogliere,
ai costi da affrontare, ecc.

VANTAGGI

 uniformità delle osservazioni sia per quanto


riguarda l’identificazione del fattore di rischio
oggetto dall’indagine sia il riconoscimento dei
nuovi casi di malattia;
 possibilità di ottenere stime sugli eventuali
aumenti del rischio e calcolare l’incidenza;
 possibilità di descrivere in modo completo ciò
che accade in conseguenza dell’esposizione.

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SVANTAGGI

Studi sperimentali

 Follow-up
SPERIMENTAZIONI SPERIMENTAZIONI SPERIMENTAZIONI
 Necessità di arruolamento di un numero elevato di CLINICHE SUL CAMPO SU COMUNITA'
soggetti
 Costi Valutazione su un intervento Valutazione di interventi Valutazione di interventi
terapeutico in uno o più gruppi preventivi rivolti ad uno o preventivi basati su approcci
(sperimentazioni cliniche più gruppi di soggetti sani collettivi (educazione
controllate) di pazienti affetti (es. vaccinazioni, sanitaria, fluorazione delle
da patologie definite profilassi antibiotica) acque, interventi legislativi)

Epidemiologia Sperimentale Principali tipi di studi sperimentali

Tipi di Oggetto Area di Esempi


sperimentazione interesse

Negli studi sperimentali il ricercatore interviene Terapeutica Malato Clinica Protocolli di


chemioterapia del
attivamente e direttamente in due momenti cancro
fondamentali della sperimentazione:
Preventiva Soggetto in fase Prevenzione Terapia anti-
preclinica secondaria e ipertensiva per la
primaria prevenzione
dell’ictus.
1. Assegnazione di singoli individui o di Soggetto con Vaccinazione
gruppi a distinte unità di studio fattori di rischio

2. Applicazioni di un fattore modificante Soggetto sano

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Sperimentazioni
Sperimentazioni sul campo
comunitarie

Coinvolge individui Comunità di persone


sani potenzialmente a sane vengono
rischio di contrarre sottoposte a
una malattia che
interventi preventivi
vengono sottoposti
a trattamenti senza coinvolgimento
preventivi diretto
(es. campagne (es. educazione sanitaria,
vaccinali, fluorazione acque, rimozione
chemioprofilassi) inquinanti).

Fasi di una sperimentazione di


Sperimentazioni cliniche un farmaco o di un nuovo
controllate trattamento
Utilizzate per valutare
nuovi interventi  FASE I (volontari sani)
terapeutici; i soggetti
“arruolati” vengono  FASE II (volontari malati)
divisi in due o più
gruppi nei quali
 FASE III (Sperimentazione cliniche
vengono valutati gli
esiti della loro controllate)
malattia (es.
guarigione,  FASE IV (Sorveglianza postregistrazione)
sopravvivenza,
complicanze)

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