Sei sulla pagina 1di 7

ESSERE FELICI BLOG

GESTIONE DELLO STRESS: 4 strategie

Sai cosa è che ci stressa di più? Non è quello che facciamo per rispondere
alle incombenze della vita che ci stressa, piuttosto è quello che ci
aspettiamo che possa accadere se non agiamo a stressarci. Sono stato poco
chiaro? Riproviamo: andare a lavoro domani mattina, affrontare la
giornata, svolgere i compiti che ci spettano per poi rincasare non sono fatti
stressanti. Quello che ci stressa maggiormente è il pensiero che abbiamo
ora di dover fare domani quelle cose e di rifarle di nuovo dopodomani.
Nello scorso articolo abbiamo visto come la preoccupazione sia solamente
una risposta automatica ad uno stimolo esterno o mentale, oggi vediamo
come la gestione dello stress parta dal comprendere che siamo noi ad
anticipare la tensione di qualcosa che ancora non accade.

Sai cosa ha provocato il tuo stress? È stato un pensiero di valutazione che


hai generato precedentemente riguardo qualcosa. Lo stress insorge quando
c’è qualcosa che ti preoccupa. Se c’è qualcosa che ti preoccupa vuol dire che
le stai dedicando attenzione mentale ed emotiva. Questa attenzione, nel
momento che la protrai a lungo, diventa stress. Questo, in breve, è quello
che accade.

Se non ci pensi e ti limiti ad agire non ti stressi, vero? A quanto pare è


proprio il pensiero a stressarci. Cio che facciamo durante il giorno semmai
può stancarci, non generare stress, sono due cose completamente
differenti. Non a caso le persone piu stressate sono quelle che ricoprono
ruoli sedentari. Il loro corpo non è in grado di scaricare l’energia mentale
ed emotiva dell’attenzione che hanno dedicato a una determinata faccenda
e così accumulano tensione.

E ci hai mai fatto caso che la parola attenzione contiente al suo interno la
parola tensione? È camuffata, al posto della S ha una Z. Lo stress fa lo
stesso: si camuffa da normalità…

Tensione è chi pensi che dovresti essere. Pace è chi sei.


(Proverbio cinese)

E come sai, qui su Essere Felici Blog, prima ti faccio prendere


consapevolezza del problema, ti offro gli strumenti per riconoscerlo, poi ti
suggerisco come affrontarlo. Non possiamo sconfiggere ciò che non
conosciamo, ne tanto meno possiamo eliminare qualcosa della quale ne
ignoriamo l’esistenza.

Ci sono persone che non si accorgono nemmeno di essere stressate ma se le


fai notare il loro stato di salute e le risposte che offrono all’esterno fanno un
passo indietro e si chiedono come hanno fatto a non accorgersi di essere
arrivate a quel punto. Ma questo è un altro discorso…

Lo stress può cogliere tutti… tutti tranne i bambini! E sai perché? I bambini
sono spensierati, senza pensieri. La loro mente si limita a offrire risposte
serene agli eventi che accadono nel momento presente e non è abituata ad
affacciarsi su preoccupazioni riguardanti il futuro.

E cosa diceva Gesù a riguardo? Se volete vivere nel regno di Dio dovete
tornare come bambini! Il regno di Dio non si trova da nessuna parte, non è
in cielo e non lo raggiungi dopo la morte. Il regno di Dio è questo
momento, il qui e ora, l’unico luogo spazio temporale dove possono
avvenire i miracoli, ovvero i cambi di stato.

Quando nella tua vita sei riuscito a fare qualcosa di incredibile, quando hai
vissuto un momento di intenso entusiasmo, quando eri nel pieno della tua
gioia ed energia, dove eri con la mente se non nel momento presente?
La Meditazione Guidata è un valido aiuto per ricentrarci, ma spesso
non basta. Ci sono occasioni dove è necessaria la nostra presenza e non
possiamo permetterci di assentarci. Quindi, come avviene la gestione dello
stress? Iniziamo a capirlo con questa breve storia che gli iscritti
alla newsletter conoscono già…

QUANTO PESA IL TUO BICCHIERE D’ACQUA?

Si narra che un professore di Psicologia dell’Università di Berkely fece il


suo ingresso all’interno dell’aula con in mano un bicchiere d’acqua.

In aula si iniziò a vociferare. Qualcuno pensò che l’insegnante volesse


parlare di ottimismo, di bicchiere mezzo pieno e mezzo vuoto. Ma ciò che
egli semplicemente chiese fu :

“Quanto pesa questo bicchiere d’acqua”?

Gli studenti provarono a rispondere: qualcuno disse 200 grammi,


qualcun’altro 300, 350, 400…
“Il peso assoluto del bicchiere d’acqua è irrilevante”, rispose il professore,
“ciò che più conta è per quanto tempo lo tenete sollevato.

Sollevatelo per un minuto, e non avrete problemi!


Sollevatelo per un’ora, e vi ritroverete un braccio dolorante.
Sollevatelo per un’intera giornata, e vi ritroverete un braccio paralizzato!

In ognuno di questi tre casi il peso del bicchiere non è cambiato!


Eppure, più il tempo passa, più il bicchiere sembra diventare pesante… Lo
stress e le preoccupazioni, sono come questo bicchiere d’acqua.

Piccole o grandi che siano, ciò che conta è quanto tempo dedichiamo loro.
Se dedichiamo ad esse il tempo minimo indispensabile, la nostra mente
non ne risente.

Se iniziamo a pensarci più volte durante la giornata, la nostra mente inizia


ad essere stanca e nervosa. Se pensiamo continuamente alle nostre
preoccupazioni, la nostra mente si paralizza!

Per ritrovare la serenità, dovete imparare a lasciare andare lo stress e le


preoccupazioni.
Dovete imparare a dedicare loro il minor tempo possibile, focalizzando la
vostra attenzione su ciò che volete, e non su ciò che non volete!

Dovete imparare a mettere giù il bicchiere d’acqua!”

Riposati ogni tanto; un campo che ha riposato dà un raccolto


abbondante.
(Ovidio)

LA VITA SI REALIZZA SENZA STRESS

Sai qual è il nostro dramma? È che ci sentiamo obbligati a vivere, o meglio,


a sopravvivere. In realtà nessuno ci sta obbligando a rimanere qui. Se
volessimo potremmo farla finita in qualsiasi istante, ci hai mai pensato?
Ma cosa è quella forza che ci spinge ad andare avanti, che ci spinge a
proseguire attraverso le difficoltà facendoci risultare sempre vincitori?
Perché alla fine è questo quello che sei: un vincitore, un superstite della
vita che accade. Hai sempre vinto e lo farai fino alla fine dei tuoi giorni. Gli
eventi possono piegarti ma non spezzarti. In ogni caso rimarrai in piedi, sia
che tu decida di lamentarti, di fare la vittima o di rimboccarti le maniche e
prenderti la piena responsabilità della tua vita.
Ma la verità è che noi non siamo obbligati a vivere. Noi scegliamo di vivere,
ogni giorno. Chi sceglie di farla finita fa lo stesso e, al contrario, sceglie di
smettere di vivere. Il pensiero della morte non puo fargli paura perchè in
essa idealizza la salvezza di sé, la fine della sofferenza. Quando muoriamo
le preoccupazioni cessano di esistere. I suicidi imboccano questa via
convinti che essa sia la soluzione definitiva per dei problemi che in realtà
sono provvisori ma che essi percepiscono come insormontabili, non
vedono alternative.

Lo spirito di sopravvivenza viene meno, o forse si fa più forte, dipende da


come scegliamo di vedere la questione, o no? Lo spirito vuole svincolarsi
dalle catene dei drammi terreni e quindi sceglie di elevarsi liberandosi
dalla carne? Questo avviene quando vivere diventa uno sforzo insostenbile,
insopportabile. Ma vivere non deve essere uno sforzo, non trovi? Perché
dovrebbe esserci tensione nel vivere? Perché generiamo stress? Perché,
appunto, dedichiamo attenzione continua agli ostacoli e smettiamo di
scorgere l’oltre, dove l’ostacolo è già stato superato.

Tu sei l’unico problema che avrai mai. Tu sei l’unica soluzione.


(Bob Proctor)

Proviamo ad osservare la natura. Per un animale, per una pianta,


continuare a vivere è qualcosa di spontaneo, non è una forzatura. In cinese
la parola natura si dice ziran. Ma questo termine indica molto di
più. Ziran è un concetto chiave del taoismo e letteralmente significa
“naturalmente; spontaneamente; liberamente; ovviamente; senza dubbio;
ciò che accade da sé'”.

Quando ci costringiamo a vivere, quando ci obblighiamo ad affrontare gli


eventi con malumore piuttosto che ad accoglierli, quando scegliamo di
percepire il peso della Vita piuttosto che il suo fiorire, non facciamo altro
che opporci a ciò che accade da sé. Interrompiamo lo sviluppo spontaneo
di ciò che già è e creiamo malessere interiore.

Nell’istante che permettiamo alla Vita di accadere senza giudicarla invece,


ecco che tutto torna in ordine e tutto si realizza per vie che non avremmo
mai pensato. Il bruco diventa farfalla, il germoglio buca la terra, il
nascituro vede la luce… tutte queste cose accadono da posizioni scomode
ma accadono! E queste cose accadono non perché devono essere fatte, ma
perché cosi è…

Lo studente era stato appena battuto in uno scontro con un suo


compagno.
Deluso dall’ennesima sconfitta, cercava di capirne i motivi,
così si rivolse al suo Maestro:
“Maestro, ancora una volta sono stato sconfitto, qualcosa manca nella
mia tecnica.”
“Quello che causa la sconfitta non è nella mancanza della tecnica,
ma nel motivo per cui vuoi vincere e quindi scontrarti.
Quando sei in pace con te stesso,
quando non devi ottenere qualcosa per cui diventi ansioso,
non puoi mai venir sconfitto.
Va e continua ad allenarti.”
Il ragazzo si voltò e tornò dal suo compagno
per continuare la sfida con se stesso.

(Tratto da Le Sfide del Guerriero)

GESTIONE DELLO STRESS: 4 STRATEGIE

Perdona il lungo preambolo ma sai benissimo che più chiarezza facciamo,


meglio scorgiamo il panorama. Un conto è trovarsi dentro a un labirinto e
cercare una via d’uscita, un’altra cosa è riuscire a vedere il labirinto
dall’alto per individuare il percorso migliore per risolverlo, giusto? Ecco 4
strategie che ti aiuteranno nella gestione dello stress:

1. Ritarda la risposta agli eventi.


Se ti accorgi che le incombenze della vita ti stanno prosciugando energia
fermati un’istante. Metti nero su bianco tutti i compiti che devi svolgere, in
questo modo l’attenzione che dedichi loro viene circoscritta e la tua mente
può smettere di continuare a pensarci, tanto ormai hai preso nota, nulla
più ti sfugge. Una volta trascritto i tuoi compiti, prenditi del tempo e scegli
con precisione il momento giusto per affrontarli. Non si tratta di
procrastinare ma di decidere con calma il tempo migliore per intervenire.
Ritardare la risposta, scegliere quando questa debba accadere, ti permette
di distaccarti dalla tensione che il pensiero di essa porta con sé. E sai
perché? Perché stai deliberatamente scegliendo di non obbedire alla
risposta automatica mentale ed emotiva che di solito hai, quella che genera
preoccupazione, ansia e stress. Stai letteralmente riprendendo il controllo
di te. Tu scegli quando e come agire, non sono gli eventi a scegliere per te.
2. Togli tensione muscolare.
Risposta significa tensione. Mancanza di risposta significa rilassamento.
Sentimenti tumultuosi come paura, ansia, ira, ostilità, insicurezza, sono
causati dalle risposte che offri non da quello che accade. Quando i muscoli
sono in completo rilssamento è impossibile provare questi sentimenti.
Questi sentimenti non sono altro che il risultato del prepararsi all’azione.
Quando i muscoli si preparano all’azione generano tensione, tensione che a
sua volta sfocia in emozione. Il rilassamento dei muscoli produce un
abbandono mentale, un abbandono mentale genera un atteggiamento
rilassato. Il rilassamento è un tranquillante naturale che ci protegge dallo
stress.
3. Crea un rifugio mentale.
Non importa dove vai o dove sei. Se non trovi la pace dentro te nessun
posto potrà donartela. Le persone cercano rifugio evadendo dalla propria
quotidianeità. Case in campagna, spiagge, montagne… sono tutti luoghi che
dovrebbero rilassarci ma se dentro noi manteniamo vivi certi pensieri,
recarci in questi posti non porterà alcun beneficio. Marco Aurelio diceva
che in nessun luogo, per quanto tranquillo e lontano da fastidi esso sia, un
uomo puo trovare rifugio come nella propria anima, specialmente
quando possiede nel suo intimo pensieri tali che solo esaminandoli riesce
a trovare immediatamente la tranquillità: e io affermo che la tranquillità
non è che un buon ordinamento della mente. Costantemente, dunque,
concedetevi questa sorta di ritiro e rinnovate voi stessi.
Grazie all’immaginazione puoi creare un rifugio mentale in cui recarti per
trovare tranquillità. Cosi come hai arredato il tuo soggiorno, arreda questa
stanza immaginaria. Inserisci in essa qualsiasi cosa possa portarti
benesssere, una libreria, una poltrona comoda, una finestrella che si
affaccia sul mare… questo luogo non è da nessuna parte se non in te.
Sfruttalo ogni volta che ne senti la necessità, è un ottimo rimedio per
distaccarti dalle tensioni accumulate. Immagina di entrarvi, sentine
l’odore, percepiscine il silenzio. Più dettagli userai in questa
visualizzazione, più beneficio ne trarrai. Più volte al giorno ti concederai di
sfruttare questo luogo, meno stress accumulerai. E chi ha detto che per
andare in vacanza bisogna aspettare l’estate? Questo luogo è sempre a tua
disposizione e bastano pochi attimi per entrarci.
4. Azzera il contatore dello stress.
Se fai un viaggio in macchina e vuoi conoscere la distanza che percorrerai
porti a zero il contachilimetri, giusto? Fa la stessa cosa con te! Azzera il tuo
contatore! Ogni volta che ti concederai di entrare nel tuo rifugio mentale
avviene proprio questo: azzeri il contachilometridella tensione. Quando
passi da un compito all’alro, tra una situazione e un’altra, da uno stato a un
altro, hai bisogno di risorse differenti. La tua struttura mentale e il tuo
atteggiamento cambiano in base agli eventi che cambiano. Tu ti adatti a ciò
che accade, ti modelli sulle diverse esperienze che affronti, e in base a ciò
che accade sfrutti o meno delle risorse, hai bisogno o meno di un certo tipo
di reazioni mentali ed emotive. Ecco perché è importante azzerare il tuo
approccio alla vita ogni volta che la vita attorno a te cambia. Pensa se ogni
volta che torni a casa da lavoro porti con te tutti i pensieri e gli stati
d’animo che la tua giornata lavorativa ti ha offerto!?! Litigheresti con il tuo
partner, non sopporteresti i tuoi figli, litigheresti con il vicino che fa più
rumore del solito… e questo perché il tuo contatore interno non è stato
azzerato e continua ad accumulare tensione. Stai mentalmente ed
emozionalmente rivivendo situazioni che non sono più presenti e stai
ripronendoti nel presente con lo stesso tipo di energia usata in precedenza,
un’energia controproducente e non più idonea al momento… un po’ fuori
luogo non trovi?

Prima di concludere vorrei riassumere quello che ci siamo detti sulla


gestione dello stress con questo breve suggerimento: scegli di essere
pienamente coinvolto nel momento presente, qualsiasi cosa tu stia facendo,
sia che tu stia scegliendo di rilassarti e non dare spazio a oneri e doveri, sia
che tu stia scegliendo di agire/reagire agli eventi. Sii presente con mente e
cuore, ma sopratutto, sii idoneo alle circostanze. E invece che chiamarlo
obbligo o lavoro realizza che stai semplicemente giocando a un gioco
bellissimo, un gioco chiamato Vita! Per vincere bisogna essere presenti, per
vincere bisogna vivere l’unico tempo possibile: l’adesso.

Buon divertimento

Blog.esserefelici.org