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TEOLOGIA MORALE - CONTENlJTI ESSENZIALI 1092 1093 TEOLOGIA MORALE - CONTENlJTI ESSENZIALI

TEOLOGIA MORALE - masceno lo è stato per l'Oriente e l'Occi- influsso cristiano che, secolarizzato, è en- la riforma protestante, la guerra dei
dente. Il contesto culturale delle teologie trato a far parte del patrimonio irrinuncia- Trent'anni, l'illuminismo teoretico dei fi-
CONTENUTI ESSENZIALI antiche, latina e orientale, è, però, onesta- bile dell'umanità occidentale e ora globale. losofi e pratico dei principi assolutisti del
SOMMARIO - I. La storia dei conten uti: 1. Dignitas mente troppo lontano dal nostro tempo nprocesso di secolarizzazione della Il digni- XVIII secolo, la Rivoluzione francese , la
humana;2. I contesti storici; 3. Dalle Summae per poterlo affrontare in poche righe, e tà" ha però anche portato, in contesti so- massoneria di molti movimenti nazionali
alle lnstitutiones;4. La svolta cristologica; 5. Eti- trarne utili indicazioni. ciali atei o agnostici, alla contrapposizione del XIX secolo hanno influenzato solo
ca filosofica e teologia morale; 6. Dalla storia Un solo punto, essenziale , non può es- tra i diritti di Dio e i diritti umani. Con- estrinsecamente il pensiero teologico . Molto
al kirygma. II. I contenuti essenziali: 1. Il fon-
sere tralasciato: il tema del rapporto tra trapposizione dolorosamente percepita maggiore è stata invece la loro influenza
damento cristologico: a. I vari modelli del rap-
porto, b. Il Gesù della storia come modello, c. Dio e la dignità umana. Sappiamo che lo oggi dai cristiani, e non solo da loro. sulla vita della Chiesa e dei cristian i.
Il paradigma della prassi messianica; 2. La di- Stato romano (res publiuz) riconosceva ai 2. I CONTESTI STORICI - È preferibile 3. DALLE SUMMAE ALLEINSTIIVTIONES -
mensione ecclesiale: a. Nel segno della "comu - grandi condottieri, ai buoni amministrat0-- allora partire nel ragionamento storico/ Le facoltà di teologia medievali sono state
nione ", b. I:agape. come principio normativo, c. ri, ai fedeli servitori dello Stato una dignità. teoretico dal XIII secolo latino, consapevoli - fino al Conc ilio Vaticano II - considerate
Il dinamismo sacramentale; 3. La prospettiva
escatologica: a. Il fondamento della speranza, A coloro che avevano fatto cose grandiose, però che esso è debitore e portatore di tutta ufficialmente i nostri antenati nobili. Se
b. Tra impegno e attesa, c. Per un'etica della il senato attribuiva una dignità, li poneva la tradizione, greca e latina e inoltre anche partiamo dall'impostazione della teologia
speranza . Ili . Conclusione. su un gradino alto della considerazione siriaca, armena, egiziana ... D'altronde è dal morale nella Summa Theologiae di Tommaso
sociale: il corteo trionfale attraverso il foro Medioevo latino che proviene la nostra d'Aquino abbiamo però delle sorprese ri-
I - La storia dei contenuti - In questo romano fino al Capidoglio, una grande teologia occidentale: è un réssourcement, spetto al nostro modo contemporaneo di
contributo a quattro mani si ha l'ambizio- tenuta agricola, o magari un bel medagli0-- un'ispezione delle proprie radici, quello che fare teologia morale. Innanzitutto , non
ne di presentare, in forma semplice ma ne, come quelli che vediamo sulle corazze si vuole qui schizzare. troviamo la divisione della teologia in tan-
strutturata, il contenuto essenziale dell' eti- nelle statue romane. Quando si parte da quest'epoca bisogna te sotto-discipline e inoltre i maestri medie-
ca cristiana. Presentazione che si riferisce Ma i papi e Padri della Chiesa Leone tener presente che da allora fino alla metà vali erano maestri prima in SacraPaginae
all'oggi, nel senso che questo è il modo Magno (V secolo) e Gregorio Magno (VI del XX secolo il contesto culturale (e sta- poi in SacraDoctrina,cioè nelle loro lezioni
che nella nostra società attuale , a questo secolo) - entrambi romani e con educazio- tuale) nel quale la teologia morale cristiana principali esponevano le Scritture, seppure
momento dello sviluppo della storia della ne laica superiore - invertirono questa vi- si è sviluppata era esplicitamente (e, agli in modo progressivamente sistematizzante,
salvezza e della storia dell'umanità, sembra sione antropologica. Non è perché una inizi, anche ufficialmente) cristiano, men- e quando elaboravano opere sistematiche
esprimere al meglio la sostanza cieli'annun- persona ha qualità particolari (virtutes)e tre lo Stato costantiniano, al contrario, non lo facevano come sussidio didattico per i
ci o evangelico in relazione all'agire del quindi ha compiuto grandi cose (resgestae), era cristiano nel senso che comunemente propri studenti.
cristiano. che gli spettano le dignitates;ma viceversa. si ritiene. Si pensi che il codice cieli'impe- Nella Summa tomistica dunque la mate-
Nella lunga storia della comunità cristia- L'essere umano ha una dignità che gli vie- ratore Giustiniano prevede ancora, a metà ria che noi trattiamo in. teologia morale
na i teologi hanno presentato la stessa ne dall'essere creato da Dio e redento da del VII secolo, il divorzio. costituisce la Secondapartecieli'esposizione,
«sostanza evangelica» in modi diversi, ma Cristo, quindi possiede delle virtutes/capa- I filosofi illuministi, e i teorici della se- dopo che nella Primasi era parlato di Dio
quanto è rimasto stabile è il Gesù storico cità che lo rendono capace di res gestae/ parazione tra Chiesa e Stato del XIX seco- e dell' uomo che è fatto a sua immagine.
e il suo essere presente nella Chiesa. Nella grandi opere. lo, hanno, però, influito sulla struttura del La Secondaparteè l'esposizione del cammino
storia del Cristianesimo la comunità cre- Da tale visione segue logiuzmenteche la pensiero teologico-morale nel senso che lo del ritorno esistenzia le dell'uomo a Dio,
dente si è sviluppata ben prima della rifles- dignità umana è inalienabile , ma ciò non hanno costretto a mettersi decisamente suo modello primo e fine ultimo . È qui
sione teologica sistematica. Questo vale sia è stato riconosciuto sempre nella storia sulla difensiva. Le due secolarizzazioni eu- che la grazia viene trattata, essendo insieme
dal punto di vista della successione tem - della teologia. Tommaso d'Aquino (XIII ropee, successive alla pace di Vestfalia e alla legge il modo con il quale Dio ci aiuta
porale - prima dei primi teologi alessandri- secolo) negava che i grandi peccatori/ cri- alla Rivoluzione francese, colpirono dura- nel cammino di ritorno a lui. Ed è sempre
ni, per intenderci - sia dentro alle varie minali mantenessero la dignità umana e mente le strutture della Chiesa non solo in questa Secondaparte - mentre l' antropo -
epoche; la fede dei cristiani era la fonte riteneva perciò che potessero essere giusti- materialmente, ma anche a livello mentale. logia teologica è trattata nella Prima- che
della teologia e non viceversa. ziati dalle autorità incaricate del bene co- Se consideriamo 11il pensiero teologico" vengono esaminati l'agire e l'azione umana
1. DIGNITAS HUMANA - Se in questa bre- mune . Sono l'umanesimo e ancor più l'il- ufficiale, quello insegnato nelle facoltà di perché è l'uomo concreto che deve tornare
vissima introduzione storica si salta a piè luminismo a riaffermare la dignità umana teologia e nei seminari, possiamo dire che alla sua fonte, non un'astrazione teoretica.
pari il primo millennio non è perché esso come fondamento e leva di ogni civiltà e esso dal XVII secolo fino al Concilio Vati- Per questo i primi capitoli sono dedicati
sia stato ininfluente nella elaborazione del- progresso umano. Il movimento dei diritti cano II non ha più integrato la cultura del alla questione essenziale: Qual è il fine che
la teologia morale. Teologi come Ambrogio, umani ha poi definitivamente consacrato proprio tempo al suo interno, salvo che, l' uomo persegue nel suo agire e nel suo
Agostino e Gregorio Magno sono pietre questa "dignità assoluta" della persona. come detto , nell'inserire elementi di difesa vivere? Quale è il Fine Ultimo? Nella Se-
miliari , in Occidente, come Giovanni Da- Indubbiam ente ci troviamo davanti a un del 11dato rivelato" elaborato nel Medioevo. condaparte della Secondaparte,la II-II, attra-
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verso lo schema delle virtù teologali e car- mente Theologiamoralis?La I-IIdella Summa 5. ETICA FILOSOFICAE TEOLOGIA MORA- di discipline come l'economia o le teorie
dinali, Tommaso analizza le situazioni esi- Theologica di san Tommaso fornirà il quadro LE - Resta il problema del rapporto tra la biologiche di impronta darwiniana. Questo
stenziali fondamentali in cui l'uomo viene della Primaparte.Bisognerà tuttavia soppri- struttura dell'etica filosofica e di quella fatto, dipendente dalla frammentazione del
a trovarsi. Nella Terzaparte si parla di Cri- mere due trattati detti speculativi, quello cristiana. Problema che non è mai stato sapere, non cambia però il problema del
sto, ma non nel senso che Gesù è un' ap- del "fine ultimo ", che in san Tommaso co- così attuale come oggi, dove le due istanze rapporto tra riflessione razionale e rifles-
pendice necessaria mentre i giochi fonda- mandava tutto lo sviluppo della morale ma si diversificano sempre di più, sotto la spin- sione cristiana sull'agire morale.
mentali sono già stati fatti. Il Gesù storico che non poteva servire per i penitenti , e ta di istanze sociali per nulla teoretiche. 6. DALLA STORIAAl KÉRYGMA- Il discor-
è la trama storica e reale sulla quale tutto quello de gratia,di cui non si vedeva l'utili- La tradizione tomista e neotomista ha so teologico che segue questo schizzo sto-
quanto detto prima è tessuto. Nel trattato tà pratica e che si lasciava alla discussione molto insistito su questo rapporto, fino a rico vuole rispondere a quest e domande.
sulla legge nuova Tommaso dirà esplicita- dei teologi. Si metteva come primo il trat- sostenere che non esiste una morale speci- Si tratta del tentativo di enucleare - se
mente che lo specifico della morale del tato della coscienza. Il che equivale a cor- ficamente cristiana, se si esclude la grazia. l'espressione non è troppo impegnativa - il
cristiano è la grazia dello Spirito portataci rere il rischio di tagliare le radici propria- La problematica non è priva di dirompen- kirygma primitivo, nel senso sorgivo, primi-
dal Cristo. mente teologiche della teologia morale». te ambiguità, in un'epoca post-religiosa e genio,che non cambia perché legato al Cri-
Questa è una visione che fino al XVI Ancora oggi c'è chi ricorda di aver avu- post-cristiana. La grazia però "non si tocca sto storico e mistico e alla sua Chiesa.
secolo sarà adottata lentamente dalle fa- to tra le mani il Compendiodi teologiamora- e non si vede", al contrario delle norme Siamo quindi ad una nuova presenta-
coltà di Teologia, ma che da allora - me- le del tedesco Heribert Jone (Marietti , To- morali che sono verificabili. Il divorzio è zione del rapporto Dio e la dignità umana
diante la grande scolastica spagnola del rino 1949) che era significativamente dot- proibito dal diritto naturale o solo dal 16- dal quale i Padri latini hanno fatto partire
XVI secolo che dominò anche il Concilio tore in diritto canonico, materia influente ghion evangelico? I cristiani, di converso, la storia della teologia morale cristiana.
di Trento - diventerà patrimonio generale nella elaborazione della teologia morale, possono divorziare? E la schiavitù? E la Storia lunga e complessa ma che ci permet-
della teologia cristiana, divenuta però "cat- specia lmente dopo la promulgazione del tortura? E la guerra atomica? Quali prin- te di vedere all'opera Cristo nella storia
tolica" a causa della Riforma. Codice del 1917. cipi, anche in via non deduttiva, possono della sua Chiesa.
Per disposizione del Concilio di Trento 4. LA SVOLTACRISTOLOGICA- Già sant'Al- ancorare le norme morali? Questi principi,
nacquero i seminari, e i relativi manuali da fonso aveva cercato di rendere "cristiana- o valori, o realtà esistenziali sono gli stes- II - I contenuti essenziali - L'agire mora-
adottarsi. Non si dimentichi che fino alla mente sostenibile" la morale teologica u.f- si per la filosofia e per la teologia cristiana? le del cristiano scaturisce (e non può che
controriforma il clero "normale" non stu- ficiale, ma sono stati alcuni teologi tedeschi Il discorso - di lontana origine kantia - scaturire) dall'inserimento nella "vita nuo-
diava all'università, e che quindi la teologia del XIX secolo che si sono impegnati a na - sull'autonomia dell'etica dalla rifles- va" come partecipazione alla vita di Cristo,
accademica aveva avuto fino ad allora re- riscoprire il carattere cristiano della/nella sione filosofica, si estende anche alla mo- e in particolare al suo mistero pasquale di
lativamente poche relazioni con quella che teologia mora le, per quanto questo possa ra le cristiana in riferimento alla fede? morte e di risurrezione. Esperienza di fede
oggi chiamiamo la "pastorale" e forse po- suonare strano. Oggi ammiriamo la costru- L'identificazione della libertà come centro ed esperienza morale sono pertan to tra
tremmo anche dire la "vita reale del popo - zione di Magnus Jocham (t 1893), della della vita umana e dell'agire in che rappor- loro strettamente interconnesse e interdi-
lo di Dio". Era un po', per usare un esem- scuo la di Tubinga, che costruisce tutta la to sta con la fede religiosa? Si tratta di pendenti. La teologia morale non può di
pio contemporaneo, come la medicina teologia morale intorno alla realtà del cor- problemi non solo relativi alle norme con- conseguenza prescindere dal riferimento
universitaria di allora: un medico universi- po mistico di Cristo. crete , ma anche ai valori umani ultimi e alla teologia in generale e specificamente
tario non toccava il malato. Quello era Per noi italiani è poi particolarmen - alla stessa struttura filosofica o teologica dallo stretto legame con alcune fondamen-
compito dei cerusici e dei guaritori popo - te significativa la figura di Fritz Tillmann di questa disciplina . tali categorie teologiche, che forniscono ad
lari e popolani. (t 1953), originariamente esegeta, che or- Prima del Concilio Vaticano II la filoso- essa l'orizzonte ultimo di senso.
Seguendo la interpretazione autorevole ganizzò tutta la sua teologia morale come fia ha avuto una grande importanza in Le questioni che si pongono sono allora
di J. Vereecke (cfr. Da Guglielmod'Ockham imitazione di Cristo, come sequela Christi. teologia, successivamente il suo influsso è le seguenti: Quali sono tali categorie? E
a sant'Alfonsode' Liguori.Saggidi teologiamo- Carlo Colombo, teologo personale di Pao- notevolmente diminuito. In parallelo evi- ancora: Qual è la loro incidenza sulla con-
ralemoderna,Edizioni Paoline, Cinisello B. lo VI, tradusse nel 1945 la prima edizione dente all'indebolimento della rilevanza dotta del credente? Per rispondere a questi
1990), rileviamo che dopo il Concilio di del suo volume Il Maestrochiama.Compendio della filosofia nella società tecnologica: si interrogativi diviene necessario un accosta-
Trento ha luogo un fenomeno ben definito di teologiamorale.Successivamente questa pensi all'importanza politica e sociale mento globale al mistero cristiano, che ne
nell'insegnamento della teologia morale, sia scuola fu portata a Roma, all'Accademia dell' idealismo filosofico fino alla seconda evidenzi la dimensione storico-salvifica,cioè
nei seminari sia nelle facoltà: la compilazio- Alfonsiana, da Bernhard Haring che formò guerra mondiale, o ali' esistenzialismo filo- il suo dispiegarsi nel tempo secondo una
ne di manuali intesi come strumen ti di intere generazioni di teologi morali e inse- sofico nel secondo dopoguerra. traiettoria che va dal passato al presente e
preparazione professionale per il clero. «Qual gnanti di teo logia morale. E poi venne il Attualmente, fuori della teologia, i luo- si proietta nel futuro. L'evento cristologico,
è il piano adottato dalle lnstitutionesmora/es, Concilio Vaticano II, che stiamo ancora ghi dove si elaborano le teorie morali sem- che rappresenta l'essenza stessa del cristia-
che ben presto si intitoleranno semplice- oggi cercando di capire e realizzare. brano essere piuttosto le parti teoretiche nesimo, è reso oggi attuale nell'ambito
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della Chiesa in tensione verso il suo com- l'azione liturgico-sacramentale - non può no mutate nel credente le condizioni del- nemico. Il rapporto tra la legge nuova e la
pimento nella pienezza del Regno. Cristo- prescindere dall'attenzione al contesto con- 11agire. Ha nelle sue mani una nuova forza persona di Gesù è dunque strettissimo:
logia, ecclesiologia ed escatologia sono creto nel quale la vita del credente si svol- di libertà che permette una nuova strategia nella stor ia di Gesù è infatti rivelato lo
dunque i presupposti ai quali rifarsi per ge. Il che comporta l' immersione nella di valutazione» (Interpretaree agire. Fonda- svolgimento profondo della storia umana:
cogliere il significato proprio dell'agire mo- nuova realtà della vita divina e la capacità menti della moralecristiana,San Paolo, Cini- l'antropologia è conseguenza diretta della
rale cristiano , e perciò i connotati peculia- di assumere le istanze umane derivanti sello B. 1989, 98). L'influsso della fede in cristologia. Il legame tra comandamento e
ri dell'etica cristiana. dall'inserimento nel tempo. Cristo sul!' agire morale è qui evidente. La sequela è allora radicato nella testimonian-
1. IL FONDAMENTOCRISTOLOGICO - l' agi- □ La connessionetra indicativoe imperati- fede incontra infatti una ragione storica- za resa dal Maestro.
re morale del credente affonda - come si vo - Un secondo modello neotestamentario mente 11situata 111 dalla quale non può pre- c. Il paradigmadella prassimessianica- Il
è accennato - le sue radici nel mistero di è costituito dalla connessionetra indicativoe scindere , ma alla quale offre il contr ibuto fondamento dell'agire morale cristiano sta
Cristo , in quanto luogo della definitiva imperativo.Nei testi paolini e giovannei l' esi- di una radicalità che viene dal!' accoglienza dunque nella singolarità della persona di
riconciliazione del divino e dell ' umano . stenza cristiana è presentata come rinasci- dell'evento cristologico, e dunque dal com- Gesù. L'evento cristologico non è soltanto
Questo significa che la persona di Gesù di ta, rigenerazione e ri-creazione; è vita nuo- pimento delle promesse relative alla venu- la forza motivazionale cieli' agire del cre-
Nazaret costituisce (prima ancora del suo va in Cristo, da cui discende l'impegno ad ta del Regno. dente. È anche offerta di precise indicazio-
messaggio) la sorgente e il modello dell'éthos agire come lui ha agito. Per Paolo, in par- b. Il Gesù della storia come modello - La ni, che derivano dal farsi del Regno nella
cristiano. Al centro del messaggio evange- ticolare, la vita del credente è incorpora- visione etica descritta riceve il suo signifi- persona di Gesù e dalle modalità con cui
lico non vi è dunque un principio astratto , zione a Cristo mediante la partecipazione cato più profondo dal riferimento alla vi- egli ha espresso l'adesione ad esso nella
ma una persona, nella quale si è reso visi- ai suoi misteri, in primis a quello pasquale. cenda storica di Gesù , in particolare alla prassi quotidiana.
bile e sperimentabile l' amore di Dio. Que- Il dinamismo della vita morale è perciò sua predicazione e alla sua prassi. È quanto La categoria che meglio definisce questo
sto amore diviene l'intima struttura della rappresentato dallo sviluppo di tale incor- rileva giustamente Giuseppe Angelini, il modo di essere di Gesù, che coinvolge in
persona lità del credente e la legge del suo porazione, dall ' inserimento nell'evento quale ritiene che proprio a questo livello unità persona e prassi, e che diviene il luo-
agire. L'esistenza cristiana ha il suo senso pasquale di morte e di risurrezione dal si verifichi il ricupero del nesso tra fede e go privilegiato in cui cogliere il senso della
ultimo nella partecipazione alla vita di Cri- quale scaturisco la vittoria sul peccato e la forme dell'agire. Il Vangelo che Gesù an- condotta umana nel suo radicamento cri-
sto liberamente accolta nella fede e resa capacità di rinascere alla vita nuova di figli nuncia , e che ha al centro la proclamazio- stologico è la categoria di prassimessianica.
operante nella carità. L'essere in Cristo di Dio. L'indicativo di salvezza si trasforma ne dell'ingresso del Regno nella storia, In essa si rende trasparente l'unità della
coincide con l'acquisizione di una pienez- così in imperativo di salvezza: sei divenuto influenza profondamente il modo che egli persona di Gesù - il suo essere il Cristo
za ontologica che non può che avere una in Cristo nuova creatura , cammina in no- ha di intendere il comandamento di Dio della fede e il Gesù della storia - e si veri-
ricaduta immediata sull'agire del credente. vità di vita. Il dono ricevuto richiede un rivolto alla libertà umana. fica la comprensione della sua prassi. Nel
a. I vari modelli del rapporto- I modelli impegno radicale; comporta la piena ade- La prassi di Gesù diviene il modello con- segno della ricettività nei confronti di Dio,
attraverso i quali è possibile delineare , alla sione del!' essere umano al disegno di Dio. creto al quale il discepolo deve riferirsi per la quale si traduce nell'obbedienza assolu-
luce di questa visione , il senso dell' agire O «È stato detto agli antichi [...} ma io vi comprendere il significato vero della legge, ta al suo disegno , e nell 'incondizionata
cristiano sono molti: dalla rivelazione è dico»- Il contenuto di questo impegno ra- la quale ha come asse focale il dono totale donazione agli esseri umani che lo fa esse-
possibile rilevarne alcuni meritevoli di par- dicale trova piena espressione nel discorso di sé. Emblematico è, in proposito, l' atteg- re-totalmente-per-gli-altri , Gesù rivela la
ticolare attenzione: la sequela , il rapporto della montagna , al cui centro vi è la richie- giamento di Gesù nei confronti della legge signoria di Dio; anzi diviene la forma con-
tra indicativo e imperativo di salvezza, e sta perentoria al discepolo di portare alla del sabato; atteggiamento che evidenzia creta di tale signoria nella storia.
infine le grandi indicazioni di carattere pienezza la legge antica, radicalizzandone con chiarezza la sua autorità di interprete La potenza di Dio, che Gesù rende ma-
normativo contenute nel discorso della le istanze e aderendo a una forma di giu- autentico della volontà di Dio. La revisione nifesta nella concretezza della storia uma-
montagna. stizia superiore a quella degli scribi e dei delle modalità secondo le quali la legge era na attraverso la sua prassi, ha un carattere
□ La sequeladi Cristo- L'instaurarsi di un farisei. Il senso di questa richiesta è chia- in passato applicata acquista dunque valo- di liberazione - si pensi ai miracoli -, ma
rapporto vivo con la persona di Gesù im- ramente enunciato nelle 11beatitudini 11 e re solo nel contesto di una lettura cristolo- essa non esclude l'insuccesso umano, che
plica il coinvolgimento dell'esistenza in un nelle II antitesi", dove in gioco vi è la stessa gica ed escatologica . ha nella croce la sua più alta espressione.
progetto globale che anima di sé l'intero funzione della legge. «La signoria del Padre, Analoga riflessione vale anche per il di- Attraverso la sua prassi messianica Gesù
agire. L'istanza etica è dunque conseguen - che si afferma definitivamente nell'evento scorso della montagna; le sue istanze di- delinea la figura di ciò che l'esistenza uma-
za di un'opzione radicale per Cristo , fon- di Gesù - osserva Klaus D emmer - non ventano comprensibili solo in riferimento na può diventare se fa spazio all' accoglien-
data sull'inserimento nella sua stessa vita. mette solo in questione , ma capovolge ra· alla persona di Gesù. È l'amore di Dio che za del Regno: un 'esistenza connotata dal-
La sequela, che più che imitazione è un dicalmente il dilemma delle valutazioni si è pienamente manifestato in lui a ren,- 1' obbedienza a Dio e dall ' impegno a far
"andare dietro" il Maestro prendendo par- esistenziali tipiche dell 'obbedienza della dere ragione della plausibilità di fare proprie crescere tutte le possibilità emancipatrici
te alla sua vicenda storica - a questo rinvia legge e della casistica. E questo perché so- alcune istanze, culminanti nell'amore del dell'umanità e del mondo. Ma insieme an-
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che un'esistenza pronta a riscattare il ne- sto modo, di dare corso a una nuova an- "comunione intraecclesiale". lo Spirito, che éthosdella gratuità; il fatto di aver ricevuto
gativo nell'apertura a una trascendenza i tropologia che trova sbocco in un'etica, la è lo Spirito di Cristo , è il principio unifi- ogni cosa in dono implica che essa diventi
cui contorni non sono mai del tutto defi- quale mette a soqquadro il sistema valo- catore del popolo di Dio e la molla inte- realtà da donare: «Gratuitamente avete ri-
niti, e che esige per essere integrata un riale proprio di concezioni borghesi e per- riore della propria attività solidale. la com- cevuto, gratuitamente date» (Mt 10,8).
atto di abbandono fiduciale. beniste, per introdurre una visionè del munio ha insieme una valenza teologalee c. Il dinamismosacramentale - Il momento
La prassi messianica di Gesù diviene tutto nuova, che ha nel perdere se stessi la una valenza etica:essa è infatti donodall'al- più alto in cui si verifica nella Chiesa l' espe-
così il modello al quale il discepolo deve regola fondamentale di vita: «Chi avrà te- to e nel contempo risposta ad esso. Tale rienza dell' incontro con il mistero divino
conformare la propria condotta. L'opera nuto per sé la propria vita, la perderà, e risposta consiste nel rendere trasparente , è il momento celebrativo. In esso si dà
fecondante della grazia, la quale modifica chi avrà perduto la propria vita per causa attraverso la vita fraterna , la grazia ricevu- infatti la partecipazione dell'uomo alla gra-
nel profondo la soggettività umana, gli mia, la troverà» (Mt 10,39). ta, percependola come una vocazione,una zia divina perché, sorretto da essa, si pon-
consente di cogliere e fare proprie le istan- 2. LA DIMENSIONE ECCLESIALE.- L'espe- chiamata a diventare "sacramento" della ga radicalmente alla sequela di Cristo.
ze evangeliche, che illuminano l'intero rienza morale cristiana si sviluppa nel con- comunione universale e cosmica del Regno Sussiste dunque (e non può che sussistere)
campo della vita e lo sollecitano a ricerca- testo della Chiesa, che ha nel mistero mediante l'edificazione della civiltà del- uno stretto rapporto tra celebrazione e
re, nel contempo, forme concrete di me- dell'incarnazione il suo fondamento e nel !' amore. prassi cristiana; culto celebrato e culto del-
diazione storica . Si determina in questo mistero pasquale la logica della sua cresci- L'éthoscristiano ha pertanto come am- la vita sono momenti che interagiscono tra
modo una circolarità virtuosa tra esperien- ta . La Chiesa, il luogo in cui si raduna bito privilegiato di sviluppo la realtà della loro nel contesto della comunione eccle-
za di fede ed esperienza morale: l'unità del l'umanità rinnovata, è l'ambito in cui si fa Chiesa, in quanto sacramento in cui la sal- siale.
soggetto cristiano, che ha nello Spirito il trasparente la prassi messianica. vezza portata da Cristo e offerta a tutta Il recupero della fondazione sacramen-
proprio principio unificante, conferisce a. Nel segnodella "comunione"- Il Concilio l'umanità trova la sua effettiva concretiz- tale dell'agire conferisce a quest'ultimo un
ali' agire radicato nella grazia accolta dalla Vaticano II recupera il carattere "comunio- zazione. L'etica cristiana, in quanto tale è reale dinamismo. La prassi cristiana trae
fede la capacità di aderire al comandamen- nale" della Chiesa presente nei testi neote- (e non può che essere) un'etica ecclesiale, infatti la sua origine e il suo orientamento
to divino. stamentari, mettendola in stretto rapporto sia perché nella Chiesa il credente attinge dall'agire divino che si rinnova nella storia
La prospettiva dell'agape, alla quale il con la nozione - anch 'essa presente nelle la propria forza, sia perché ad essa si rife- - come già si è ricordato - mediante l'at -
cristiano deve ispirare il proprio compor- fonti bibliche e patristiche - di "popolo di risce come ambito nel quale sperimentare tualizzazione dei misteri della vita di Cristo.
tamento, deve tradursi nella messa in atto Dio". Questa congiunzione si riflette, nel- la comunione fraterna e dal quale partire L'esperienza morale assume, in questo qua-
di una forma di giustizia, che ha la sua 1' esperienza della Chiesa delle origini, in per rendere trasparente all'umanità il farsi dro, carattere responsoriale; è accoglienza
attuazione nell'amore con cui l'essere uma- una prassi paradigmatica. Esemplare è la nella storia del regno del Signore . del dono di Dio , ma insieme anche impe-
no è accettato e riconosciuto nei suoi di- vita della comunità di Gerusalemme, dove b. L'agape comeprincipionormativo- In gno a portare a compimento ciò che si è
ritti e nella sua irripetibilità personale, lo spirito di un'autentica koini5nia,che ha quanto prassi ecclesiale l'etica cristiana ha ricevuto. l'etica che discende dal momen-
così da suscitare - come ci ricorda Emma- a fondamento il rapporto con il Signore, quale contenuto fondamentale - come già to celebrativo è dunque un ' etica della "re-
nuel Levinas - la speranza nell'" altro indi- si incarna nella solidarietà fraterna (dr. si è accennato - la carità.La Chiesa si fon- sponsabilità", che si traduce nell'impegno
feso", il cui potere irresistibile è colto sol- soprattutto At 2,42-48; 4,32-35; 5,12-16). da sull'orda caritatise vive in funzione di a costruire la comunione ecclesiale e nell'of-
tanto da chi si abbandona al dinamismo Lo stile che anima la convivenza dei disce- esso. Ogni carisma e ogni ministero in es- ferta di un particolare servizio al mondo
della gratuità e del dono assoluto . poli è uno stile familiare, che trova espres- sa presente va esercitato nella carità; una e alla sua liberazione.
La realizzazione della prassi messianica sione sia nel pasto comune consumato carità che deve rivestire i connotati di amo- l'eucaristia è il sacramento da cui sca-
implica perciò un continuo sforzo di adat- nelle case private - lo "spezzare il pane" reoperoso,nutrendosi di concrete azioni di turiscono più direttamente alcuni orienta-
tamento delle istanze evangeliche alle esi- rinvia probabilmente alla «cena del Signo- solidarietà (1Tm 5,10.16), soprattutto nei menti concreti per l'agire quotidiano: in
genze del tempo . Essa è l'ambito in cui re» (At 2,42) - sia nella «condivisione dei confronti dei fratelli più bisognosi (Mt essa ha luogo la piena immersione nel mi-
l'esperienza di fede si trasforma in espe- beni» (At 2,44). 25,31-46), e concorrendo in tal modo alla stero pasquale, con la conseguente esigen-
rienza morale , destinata a restituire credi- Ma il tema della koini5nfaè soprattutto crescita della com unità umana . za di farlo diventare sorgente di vita nuova,
bilità e spessore storico al Vangelo nel vivo presente in 2Cor 8-9, dove la colletta per L'agape, mediante la quale si realizza la morendo a se stessi e dando testimonianza
delle situazioni esistenziali in cui si dispie- i cristiani bisognosi della Chiesa gerosoli- koinonia, ha il suo concreto archetipo di una radicale rinascita interiore . Dalle
ga la vita dell'uomo nel mondo. mitana non consiste in una semplice ope- nell'esperienza del Dio della rivelazione; radici ecclesiali-sacramentali, l'agire mora -
La cristologia narrativa, con la possibi- razione assistenziale, ma è una iniziativa un Dio che è in se stesso dono - si pensi le cristiano assume alcuni precisi orienta-
lità di accesso al Gesù storico, consente, di bene, suscitata dal «Dio dell'amore:, al mistero trinitario - e che si è fatto radi- menti, due dei quali meritano di essere
in definitiva, di far luce sulle dimensioni (2Cor 13,11): si tratta di un rapporto soli- calmente dono in Gesù Cristo, offrendo la ricordati.
più profonde del messaggio evangelico. La dale di mutuo riconoscimento tra comuni- propria vita per la salvezza dell'umanità. O Il primo è il carattere di "sovrabbon-
prospettiva cristologica è in grado, in que - tà cristiane diverse, che realizza una vera L'éthos cristiano si qualifica dunque come danza". Nella eucaristia si rende trasparen-
TEOLOGIAMORALE- COl'ITENUTIESSENZIALI 1100 1101 TEOLOGIAMORALE- COJ\ITENUTIESSENZIALI

te l'assoluta gratu ità dell'amore che ha nità e unisce tra loro i membri che la coin- L'ingresso del Figlio di Dio nella storia nella contemporanea esperienza che egli
contrassegnato l'agire di Dio. In essa si pongono. La Chiesa come corpo di Cristo è un evento definitivo, che inaugura l' éscha- fa del proprio limite e della propria aper-
condensa la logica del Dio della rivelazione: è una comunità eucaristica: «Poiché vi è un ton. La salvezza, che ha inizio fin da quag- tura all'infinito. L'agire umano acquista in
un Dio che sorprende incessantemente solo pane, noi siamo, benché molti, un giù, raggiunge la sua pienezza con la risur- tal modo il carattere di una permanente
l'uomo, che dilata gli spazi del desiderio , solo corpo» (1Cor 10,17). rezione dei morti, divenendo liberazione proiezione in avanti; la meta sta infatti
che non cessa di rivelare la propria alterità, L'imperativo etico deriva immediatamen- integrale dell'uomo nelle sue relazioni con sempre "oltre", sia per l'apertura illimitata
e dunque la sua assoluta imprevedibilità. te dalla realtà stessa che si celebra, la qua- Dio, con gli altri e con il mondo. Nell' even- dello spirito umano che per la radicalità
L'agire del credente non può che fare pro- le deve trovare attuazione nella concreta to pasqua le Dio ha reso manifesto, in mo- della proposta evangelica.
pria questa logica: ali' esuberanza dei doni corporeità storico-socialedella Chiesa. L'agi- do irrevocabile (''una volta per sempre"), c. Perun'eticadellasperanza- La speranza
divini non si può rispondere mediante pre- re del credente, in quanto agire eucaristico il suo amore nei confronti dell'uomo e del escatologica conferisce alla vita morale cri-
stazioni circoscritte, ma solo aderendo al è contrassegnato dalla condivisione e dal mondo, chiamati a partecipare della sua stiana il suo senso,il suo stilee il suo slancio
dinamismo dell'amore infinito. L'essere servizio ; un agire ispirato dunque all'"es- glorificazione. La morte e la risurrezione (Fil 3,13-14). Essa deve permeare di sé l'in-
amati ci immette nel vortice di un'esigenza sere-per" , al dono permanente di sé agli di Cristo non sono eventi soltanto del pas- tero agire del cristiano, il quale è chiamato
assoluta , che assume come forma essen- altri. Nell'eucaristia viene pienamente in sato, ma costantemente presenti. Lo Spiri- a darne concreta testimonianza (lPt 1,3;
ziale la conversione permanente. luce il principio dell'esodo, che sta a fon- to, che abita il profondo della coscienza, 3,15); rimanere fedeli alla confessione cri-
La possibilità di questa corrispondenza damento dell'esistenza cristiana. In quanto suscita un atteggiamento di fiducia che stiana equivale a permanere «irremovibili
è legata al riconoscimento della propria etica eucaristica, essa fa proprio questo alimenta la capacità di agire imprimendo nella speranza del Vangelo» (Col 1,23) o
povertà e, conseguentemente, ali' assunzio- principio , che va tradotto nei diversi am- nell'esperienza cristiana una struttura dia- - come afferma l'autore della Lettera agli
ne di un atteggiamento di totale ricettività. biti della vita quotidiana. logica, basata sull'incontro tra la grazia di Ebrei - mantenere «senza vacillare la pro-
L'atto fondamentale , che deve stare alla 3. LA PROSPETTIVAESCATOLOGICA- Da Cristo e la libertà dell' uom o chiamata a fessione della speranza» (Eb 10,23). La
base dell'agire cristiano - l'eucaristia lo te- ultimo , l' agire cristiano è un agire costan- dare il proprio assenso al progetto divino. speranza genera un atteggiamento segnato
stimonia in modo inequivocabile - è perciò temente aperto al futuro: l'esis tenza cri- b. Traimpegnoe attesa- L'escatologia cri- da un'unica preoccupazione, quella di ac-
il rendimento di grazie. L'etica deve pertan- stiana è infatti fondata sulla prima mani- stiana mette l'accento sulla dialettica tra il cogliere il Signore quando verrà.
to privilegiarela dimensione contemplativa, festazione di Cristo ed è radicalmente già e il non-ancoradel Regno: da questa In questo tempointermediol' atteggiamen-
facendo discendere da essa l'impegno a proiettata verso la seconda venuta (cfr. lPt dialettica discende, nell'ambito dell'agire, to fondamentale da assumere è la vigilanza
trasformare il mondo per fare in esso sem- 1,3-5; Tt 3,5-7). La prospettiva escatologica, la tensione tra impegno e attesa. La compo- (Le 12,36-37). L'attesa della venu t a del Si-
pre più spazio alla glorificazione del Padre. cioè l'attesa di nuovi cieli e di una nuova sizione dei due poli non è facile. La consi- gnore è strettamente legata alla coltivazio-
O Il secondoorientamento è costituito terra (Ap 21,1-5), è al centro delle esorta- derazione che Dio ha preso sul serio la ne di uno stato di allerta permanente, e
dall' "esercizio della convivialità". Nelle pa- zioni evangeliche e della parenesi aposto- storia, fino a farsi storia in Gesù di Naza- alla perseveranza, che non deve venire meno
rabole di Gesù il convito è un'immagine lica, e costituisce la mot ivazione morale ret, comporta per il credente l'impegno in neppure nell'ora della prova nella certezza
privilegiata per descrivere l'unione degli più stimolante e più realistica. La vita cri- essa. Ma implica anche una concezione che l'assenso è dato a una promessa garan-
esseri umani con Dio e tra di loro. L'ultima stiana è una peregrinazione verso la pie- non meramente immanente della storia, tita dalla veracità e dalla fedeltà di Dio.
cena è il momento in cui ciò assume piena nezza, che implica perciò l'adozione di una bensì di essa come realtà aperta al futuro. La speranza, la cui testimonianza deve
evidenza: in essa si fa trasparente la comu- costante metanoia. La responsabilità umana nel mondo è diventare il sigillo permanente della con-
nicazione dell'amore di Dio agli uomini , a. Il fondamentodella speranza- Il fonda- un'esigenza ineludibile: il Regno che è do- dotta del credente, oltre a vincere la sclero-
attuata nella persona di Gesù. Egli è infat- mento della speranza cristiana è la persona no di Dio è legato, nel suo farsi storico , si del cuore che rende sterile l'azione della
ti, in primo luogo , l'ospitante che offre la di Gesù. La sua esistenza storica costituisce alla disponibilità dell'uomo a coltivarne i grazia, dà origine alla parrhesfa,al coraggio
comunione con se stesso e, per suo trami- il "sì" straordinario di Dio all'umanità: ciò "segni". Tale disponibilità va mediata con di osare abbandonando ogni paura. L'etica
te, la comunione con il Padre. che rende possibile per l'uomo un futuro l'apertura al senso dell'attesa, alla perce- che da ciò scaturisce è un'etica caratteriz-
Il cammino che si realizza tra i discepo- definitivo. Nell'aw enimento-Gesù le attese zione cioè che non tutto si risolve dentro zata da una grande libertà di spirito. È so-
li e Gesù, e per mezzo suo con il Padre, è messianiche sono portate a compimento. alla storia; che esiste una tensione meta- prattutto un'etica della fraternitàuniversale ,
il fondamento della comunione dei disce- Egli è, nello stesso tempo, la causa iniziale storica , la quale consente di fare perma- che ha nell'amore del prossimo il proprio
poli tra loro. L'unità dei fedeli, realizzata della speranza e colui che agisce nel cre- nentemente giudizio di ciò che nella storia imperativo incondizionato e che deve ricer-
mediante la partecipazione all'unico pane dente per mantenerla viva e condu rla alla avviene, mettendone in lu ce il limite e care, di volta in volta, le modalità attraver-
eucaristico, deve tradur si nel!' attuazione pienezza. La vittoria della vita sulla morte, proiettando il proprio sguardo e il proprio so le quali renderlo operante.
dell'unità nella vita quotidiana (cfr. 1Cor che in lui si è operata, è comunicata all'es- impegno nel futuro.
10). L'eucaristia è l'azio ne in cui Cristo si sere umano mediante l'infusione dello Questa tensione dialettica è radicata, del III - Conclusione - Le tre categorie fon-
dona nel modo più intenso alla sua comu- Spirito che lo fa "nuova creatura". resto, nella realtà stessa dell'essere umano , damentali che definiscono l'orizzonte entro
TEOLOGIA MORALE - QUESTIONI TEORICHE E METODOLOGICHE 1102 1103 TEOLOGIA MORALE - QUESTIONI TEORICHE E METODOLOGICHE

il quale l'etica cristiana va collocata, rispon- TEOLOGIA MORALE - teologica, la coscienza, ora posta al servizio ta la sua competenza scientifica al coman-
dono rispettivamente a tre dati strutturali del caso, divenuto serio in quanto si tratta damento o "pre cetto" e delega ad altra
che stanno alla base dell'agire morale cri-
QUESTIONI TEORICHE per definizione di casus conscientiae,cioè disciplina il II consiglio", si fa carico pasto-
stiano: il fondamento, il contenuto valo- E METODOLOGICHE della decisione (come coscienza o giudizio ralmente di rendere possibile la vita cristia-
riale e il dinamismo. Dietro ad essi si pos- applicativo) dell'agente in rapporto alla na nella modernità. E poiché in tale cultu-
SOMMARIO - I. Ricostruzione del modell o di teo-
sono in qualche modo intravedere altret- logia morale della modernità. II. Necessità e
misura oggettiva del bene e del male mo- ra non mancano spinte a prescindere da
tanti atteggiamenti ispirati a quella vita complessità di una revisione critica. III. Propo- rale, la legge. La teologia cattolica (ma in un esplicito e argomentato riferimento al
teologale, nella quale si condensa la "novi- sta per una ricostruzione sistematica della teo- parte anche quella protestante) ha disteso mistero di Dio (e alla rivelazione cristolo-
tà di vita" cristiana. Se infatti a dare fon- logia morale. dunque la morale nel campo definito e gica) nella fondazione e configurazione del
damento all'agire è per il credente anzitut- delimitato da "legge e coscienza ", una cop- diritto civile e internazionale (U. Grazio),
I - Ricostruzione del modello di teolo- pia concettuale capace da una parte di la teologia (specialmente la fondamentale,
to l'ades ione incondizionata alla persona
gia morale della modernità - La teologia semplificare la formazione morale del cri- anch'essa costituita ali' alba della moderni -
di Cristo, e dunque alla sequela di lui (fede),
morale come disciplina specifica è costitui- stiano (per esempio, per scorporo della tà) e la teologia morale in particolare si
è evidente che la virtù attorno alla quale
ta nell'enciclopedia delle scienze teologiche teologia spirituale o ascetica) , ma cl' altra avvalgono della distinzione (che in verità,
si impernia l'agire morale è l'autodonazio- da quattro secoli circa; essendo sorta anzi.
ne a Dio e ai fratelli , vissuta all 'interno parte contrassegnata dalla permanente ten- ma sottotraccia , è una impossibile separa-
tutto a sostegno della prassi pastorale sa- sione tra "oggetto e soggetto": l'oggetto che zione) tra natura e sopranatura (ragione e
della comunità cristiana e attraverso cli es- cramentale (in specie della penitenza e del
sa nel mondo (carità), con la proiezione ''scientificamente" richiede il primato del- fede), per argomentare un bene e un do-
matrimonio, insieme con il diritto canoni- la considerazione, il soggetto che tende vere morale che, se raccomandato dalla
costante in avanti nell'attesa del futuro di co), è stata costruita globalmente "per se-
Dio (speranza). L'etica cristiana si regge alla certezza e insieme rivendica il diritto tradizione cristiana, tuttavia è ampiamente
lezione ", ossia come sottrazione di alcuni al dubbio, quasi prima e a prescindere dal- prefigurato e sostenuto dalla natura ragio-
dunque su un complesso orizzonte metae- terni (o trattati) dal complesso della teolo-
tico che imprime all'agire un orientamento l'oggetto del mondo (e delle scienze), cioè nevole della creatura umana, saldamente
gia, e in particolare dalla forma medievale ultimamente a partire dalla consapevolez- presente e operante nella civitaschristiana.
e un senso e la cui incidenza non può che e anche moderna della Summa (soprattutto
farsi sentire anche nel processo cli elabora- za di sé come io (Cartesio). E la forma apologetica della teologia , non
di Tommaso). Era praticamente inevitabile Si deve menzionare un ulteriore tratto, certo limitata alla teo logia fondamentale,
zione delle norme concrete dell'agire. che l'intervento di ritaglio comportasse costitutivo dell'autocoscienza tutta moder- ma estesa all'assetto dell' intera teologia.
BIBL- Aa.Vv., Cristologia e morale,F.DB,Bologna 1982 - G. anche un riorientamento della materia se- na della teologia morale: si tratta di quella Ouesta forma del fare teologia non è,
Angelini, Teologiamoralefondamentale.Tradizione,Scriuura condo i nuovi interessi e obbiettivi, non
e twria, Glossa, Milano 1999 - H.U. von Balthasar, Segui-
"simbiosi tra fede cristiana e cultura" (in- però; superata con il pur profondo rinno-
re Cristo oggi, Cittadella, Assisi 1982 - L.-M. Chauvet, speculativi (mirati alla teoria della fede a tesa quest ' ultima in senso antropologico), vamento della teologia fondamentale nel
Linguaggioe simbolo.Saggiosui sacramenti,LDC, Leumann partire dai suoi principi), né sistematici simbiosi che, ereditata dal tramontato mon- XX secolo e con il riconoscimento a titolo
1985 - M. Chiodi, Twlogiamoralefondamentale,Ouerinia- (mirati alla coerente connessione delle sue
na, Brescia 2014 - K. De=er, Fo11damemi di etiClltwlogiCll
, do medievale, si protrae, pur tra contes ta- pieno del suo carattere teologico _Di essa
Cittadella , Assisi 2004 - Id., Interpretare
e agire. Fondame11 - parti), né dogmatici (dottrinali), ma indi- zioni e dubbi, fin dentro il XIX secolo fa eco piuttosto diretta l'affermazione, ri-
ti della moralecristiana,San Paolo, Cinisello B. 1989 - [d_ rizzati alla "pratica", intesa in prima bat- europeo. Con il risultato che il vissuto, petuta ancora nei decenni recenti da mo-
- B. Schiiller (edd .), Fedecristia11a
e agiremorale,Cittadella ,
Assisi 1980 - Ch. Duquoc, Cristologia. Saggio teologico ,
tuta come agire dovuto. Così la neonata l' éthosintriso di valori e norme della tradi- ralisti di tendenze diverse e perfino oppo-
L'uomo Gesù. Il Messia, Oueriniana, Brescia 1975 - W. teologia morale è giunta rapidamente a ri- zione e della fede cristiana e come tale ste, secondo cui la teologia morale , esatta-
Kasp er, Gesù, il Cristo, Queriniana, Brescia 1975 - Id., configurare non solo l'oggetto, ma anche pubblicamente riconosciuto e sancito, di mente per il suo oggetto pratico (quindi
Teologiae chiesa,Oueriniana, Brescia 1989 - G. Piana, ln
novitàdi vira, 1: Moralefondamentalee generale,Cittadella,
il metodo del suo sapere come ideale scien- fatto (e in parte anche di diritto) costituisce per definizione) , è destinata ad essere una
Assisi 2012 - J. Ratzinger- Ph. Delhaye (edd.), Prospettive tifico (o teoria), divenuto ben presto "ca- la struttura portante della società civile e "scienza di confine" tra fede e società, tra
di moralecristiana.Sul problemadel conte11uro e del fondame1t- sistico" nel senso usuale del diritto eccle- borghese che si afferma nei secoli della identità cristiana e mondo moderno; il ca-
Città Nuova, Roma 1986 - A. Rizz.i,
to dell'ethoscristia110,
Messianismo11ef/a vita quotidiana,Marietti, Torino 1981 - E. siastico, ma anche civile, cioè quale inter- teologia morale. Morale cristiana e morale rattere confinale sarebbe visibile particolar-
Schillebeec.kx, Il Cristo.La storiadi una nuovaprassi,Oue- pretazione e applicazione a sua volta nor- civile si sovrappongono per ampi tratti (vi- mente nell'argomentazione razionale alla
riniana, Brescia 1980 - C Zucc.aro, Teologiamoralefonda- mativa (di liceità e illiceità) della legge/ stosi esempi anche in B. Spinoza e I. Kant), quale si affida, per raccomandare la pro-
me111ale, Oueriniana, Brescia 2013.
norma positiva, ossia posta dal legislatore mentre la distinzione, che per quanto af- posta cristiana, non solo la teologia mora -
F. COMPAGNONI - G. P IANA (divino, ecclesiastico, civile). Quel comples- fievolita non può scomparire del tutto, le, ma spesso lo stesso magistero ecclesia-
so processo di formazione e riconfigura- viene ripresa in un'altra disciplina, quella stico. Il confine (la morale) diventa anche
zione ha richiesto alla teologia morale, non che per definizione può/ deve oltrepassare ponte, possibilità di dialogo e di incontro,
senza riferimento al contesto della cultura e al limit e opporsi al costume sociale do- ossia luogo deputato alla cosiddetta me-
moderna del soggetto, lo sviluppo intensi- minante: la teologia ascetica o spirituale . diazione tra morale cristiana e morale laica,
vo di un'altra costante della riflessione Diversamente la teologia morale , che limi- nel momento in cui quest'ultima configu-