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dica un'alta valutazione, non solo simbo - BfBL- I. Eibl-Eibesfeldt, EtologiaUmatta. l e basi biologie/, dante la conoscenza valutativa del proprio ancora più ampia e variegata per via del suo
e culturalidel comporta111e 1110,Bollati Boringhieri, Torin'
lica, del corpo e della vita . 2001- L. Goppelt, Teologiadel Nuovo 1èstame11to, Marce~ gire, più inquietante e dolorosa, e per impiego multidisciplinare, non solo in am-
Infatti la risurrezione di Cristo è promes- liana, Brescia 1998 - E. Husserl, Ideeper 1111a fe11ome11ofogi
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a uesto più evidente, nel caso delle azioni bito filosofico e teologico , ma anche in
sa della nostra risurrezione, poiché Dio «non Einaudi,Torino 2002
pura e per tillafilosofiafe110111e11ologica,
qatti.ve,il cui rimorso , secondo la rappre- quello delle - > scienze umane (psicologia,
- K. Loewit, la funzioneco111t111icativa dellasessualitàu111a1111
è Dio dei morti, ma dei viventi» (Mc 12,27). in R. Forleo - W. Pasini (edd.), Sess11a lità e medicina,Fe1'. centazione mitologica delle Erinni, insegue sociologia, antropologia culturale ecc.) e
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Però: «Quando risorgeranno dai morti, non trinelli, Milano 1980, 33-37 - V. Melchiorre, Corpoe per- tormenta il colpevole. È quest'ultimo naturali (biologia). Quand'anche ci si limiti
prenderanno né moglie né marito, ma sa- sona, Marìetti, Genova 1997 - M. Merleau-Ponty, Feno,ne. al sapere specificamente morale, il termine
dellapercezione,Bompiani, Milano 2003 - F. Nieti_.
11ologicr
:ignilicato morale, riguardante la coscien-
ranno come angeli nei cieli» (v. 25). Senza sche, Aurora.Pe11sieri s11ipregiudizimorali,Adelplù, Milano za conseguente e cattiva, che più connota coscienza supporta comunque molteplici
corpo, dunque? Già Paolo circa 25 anni 1978-ld., Così11arlò Zarathustra , Adelphi, Milano 1976. A. il sostantivo synétdesise il participio sostan- significati, risultando sinonimo dell' agget-
dopo la risurrezione di Gesù si chiedeva: Oliverio,Biologiae comportamemo, Zanichelli,Bologna 1987 tivo "morale", per esempio nel caso in cui
- K.R. Popper - J.C. Eccles, L'io e il suo cervello, 3 voli tivato syneid6s(= cosciente), pure derivan-
«Come risorgono i morti? Con quale corpo Armando, Roma 1981 - Tommaso d'Aquino, li piacere·; te dal verbo synoida. una problematica morale è dett a una que-
verranno?» (1Cor 15,35). È difficile credere 11dolore(S. Th. 1-/1, qq. 3'1-39)- Id., Nawra dell'animaurna. La semantica greca si ritrova in quella stione "di coscienza"; indicando la "facoltà"
11a e unionedell'tmi111t1 e del corpo(S. T/1. l, qq. 75-76). Id.
che la risurrezione awerrà come quando in lttdissolubilità
del 111a1ri111011io
(CC 111, 123)e Risurrezione dei latina, che del significato partecipativo sot- che permette ali' essere umano di distingue-
una terapia intensiva un uomo "viene ripor- corpiper operadi Cristo(CC rv, 79) in Somma co111ro i G,11• tolinea l'intimità confidenziale o la conni- re il bene e il male; denotando più puntual-
tato alla vita", cioè alle sue funzioni corpo- ri!i, UTET,Torino 1978. venza colpevole, del significato riflessivo mente I"' atto" di giudizio funzionale al
ree e umane, da un coma appena reversibi- accentua l'interiori tà per contrasto con la compimento delle singole azioni; intenden -
F. COMPAGNONl
le. Forse è meglio dire che alla risurrezione realtà esteriore , e che nel significato mora - do la persona in quanto "soggetto" morale .
ognuno di noi avrà un corpo, nel senso le comprende, oltre alla coscienza cattiva, Alla polivalenza semantica del termine
specifico di un rapporto corporeo con gli la coscienza buona, nonché la coscienza, corrisponde la dispersione ermeneutica che
altri esseri umani e con il cosmo. Infatti la COSCIENZA non aggettivata, quale istanza critica di connota l'attuale crisi di comprensione
nostra fede ci propone anche la visione di giudizio. della coscienza morale , frammentata in
SOMMARIO - I. Polivalenza semantica . II. Decostru-
una definitiva fine del mondo, ma non con zione moderna. III. Tradizione teologica: 1. La semantica del termine coscienza, pre- variegate e conflittuali interpretazioni.
"gemiti e tremiti" né come "diesirae111 bensì Sacra Scrittura; 2. Teologia patristica; 3. Teolo- viamente al suo ingresso nella letteratura
come il naturale (con-programmato fin dal- gia scolastica; 4. Teologia moderna ; 5. Magiste- cristiana, attiene anche ali' ambito biblico. II - Decostruzione moderna - L'attuale
la creazione) completamento di tutta la ro . N. Teologia contemporanea. V. Prospettiva Benché privo di termini specifici, il testo crisi nella comprensione della coscienza
sistematica: 1. Praticità; 2. Universalità ; 3. Ob-
realtà materiale e spirituale in Dio. Una ebraico dell 'Antico Testamento evoca il morale è l'esito di un processo decostrut-
bligator ietà; 4. Gradualità. VI. Formazione del-
specie di ritorno di tutto e di tutti alla casa la coscienza: 1. Sacra Scrittura ; 2. Liturgia ; 3. fenomeno della coscienza principa lmente tivo che, con l'avvento e nel corso della
del Padre. Quando le prime comunità cri- Comunità; 4. Magistero. con la metafora del II cuore" e dei II reni". Il modernità , ha prima indotto la sua implo-
stiane pregavano: «Marànathà- Vieni presto, cuore, in particolare, che al nascondimen- sione antropologica e quindi la sua fram-
Signore Gesù!», pregavano per questo . Per Il termine "coscienza", etimologicamente to associa il movimento, è per eccellenza mentazione scientifica.
la gioia finale dell'incontro con Gesù, con derivante dal greco synéidesisper tramite la metafora del centro della vita personale , L'implosione antropologica della coscien-
Dio e con tutti i vivi e i morti. del latino conscientia,è uno dei nomi più cosicché la parola lebh (lebhabh)è, nell'An- za morale consegue al passaggio dalla reli-
Non sarà dunque una grande fiammata
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indicativi del1 ➔esperienza morale . Il suo tico Testamento, la più prossima alla no- giosità medievale all'umanesimo rinasci-
finale (parallela alla grande esplosione ini- significato propriamente morale risulta zione di coscienza . La vitalità del cuore mentale, per il quale l'uomo dall'ovvio
ziale del Big Bang), ma il ritrovamento di iscritto in una polivalente semantica. umano dipende essenzialmente dal suo rimando a Dio viene richiamato ali' attenta
quanto in tutti i secoli gli uomini hanno legame con Dio, il quale non solo lo crea, indagine su se stesso. La voce della coscien-
fatto di buono. «I beni, quali la dignità I - Polivalenza semantica - Il sostanti - ma anche lo ricrea nuovo qualora finisca za, piuttosto che ascoltata come voce di
dell'uomo, la fraternità e la libertà, e cioè vo synéidesisha radice nella forma verbale pietrificato dal male (cfr. Ez 36,26): la vi- Dio, è intesa come espressione dell'essere
tutti i buoni frutti della natura e della nostra synoida (da syn = con, e 8ida = vedere, talità religiosa del cuore è condizione della umano e, più specificamente, della sua ra-
operos ità, dopo che li avremo diffusi sulla guarda re), indicante letteralmente il con- sua moralità. La stessa metafora del cuore gione. Nella concezione moderna del!' au-
terra nello Spirito del Signore e secondo il sapere, il conoscere-con . L'evoluzione se- quale centro della vita morale , da cui di- tonomia morale, emblematicamente rap-
suo precetto, li ritroveremo poi di nuovo, mantica del verbo contempla anzitutto un pende la relazione con Dio (cfr. Mt 22,37) presentata da I. Kant, la coscienza è il
ma illuminati e trasfigurati» (GS 39). significato partecipativo, designante la co- e da cui l'uomo trae il bene e il male (cfr. "tribunale interiore" della ragione pratica,
noscenza di qualcosa condivisa con altri; Le 6,45), ricorre nei Vangeli, nei quali pure che giudica infallibilmente la conformità o
[➔ Bioetica ➔ Etologia; ➔ Invecchia - quindi, nella forma verbale synoidaemayto(i), non compare il termine synéidesis. meno dei propri comandi rispetto alla leg-
mento e morte; ➔ Procreazione medical- un significato riflessivo, denotante la co- La polivalenza semantica del termine ge morale.
mente assistita; -+ Salute e malattia; -+ noscenza di sé in quanto conoscente qual- coscienza, già presente nelle radici classiche La coscienza come giudizio autonomo
Sessualità; ➔ Suicidio] cosa; infine un significato morale, riguar- della cultura occidentale, appare oggigiorno e infallibile della ragione pratica viene però
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radicalmente sospet tata in epoca contem - si deve l'introduzione nella letteratura Ct". ristiana ha fin da subito raccolto e nella Lo sviluppo più rilevante della riflessio-
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poranea, sul presupposto che all'uomo sia stiana del term. ine synéidesis, in accezj 0 h,,e euale si è continuamente impegnata. La ne sulla coscienza in epoca pa tristica è
data anzitutto non la coscienza , ma la "fal- peraltro generica , come consta dalla sua ~adizione teo logica ha conosciuto accenti prodotto da Agostino, il quale , prefiguran-
sa coscienza". Nell'analisi socio--economica sinonimia con altri termini indic_a nti com. diversi, come già si evince dal confro n to do accenti tipicamente moderni, influirà
di K. Marx la coscienza , riflesso nella clas- pl~ssivamente l'uomo (kardfa, pnéuma, psy. delle lettere au tentiche di Paolo, in cui il profondamente e costantemente sulla tra-
se proletaria della voce padrona le, è un che, nus) e la sua relazione con Dio (pfstis). termine synéidésis,usato in senso assoluto, dizione occidentale. La sua indagine del
prodotto sociale mediante il qua le l'auto - Pur senza offrire una riflessione sistematj. esprime l'in tento privilegiato di rivelare la mistero della cosc ienza, muovendo dal -
rità costituita reprime la dialettica rivolu- ca sulla coscienza, l'Apostolo, inserendo la sua radice teologica, con gli scrit ti deute- 1' esterior ità delle realtà mondane verso
zionaria della storia. Nella psicoa nalisi di nel quadro cieli' antropologia cristiana qua. ropaolini, in cui synéidesis, in~ece, ricorre l'i nterior ità umana, giunge a scoprire in
S. Freud , la coscienza è piuttosto la voce le espressione dell'essere dell'uomo in Cri- aggettivato nel senso della cosc1e~a buona essa la superna presenza divina: «Interior
dell'autorità genitoriale precocemen te ino- sto per mezzo dello Spirito, fornisce la 0
cattiva, denotando una maggwre atten- intimomeoet superiorsummomeo- Tu eri più
culata nella psiche umana, tramite la qua- decisiva chiave ermeneutica per la sua ade- zione per la sua funz ione mora le. dentro in me della mia parte più interna
le il Super-Io impone all'Io inerme criteri guata comprensione. La graduale incorpo. 2. TEOLOGIAPATRISTICA - Nella teologia e più alto della mia parte più alta» ( Con-
morali rigorosissim i e induce il senso mo- razione in Cristo , «secondo l'azione dello patristica, di indole_più pastora_le eh~ spe- fessionum3, 6, 11). Il rinvenimento n ell'in-
rale di colpa. Nella teoria dell'evoluzione Spirito» (2Cor 3,18), rinnova l'uomo «in- culativa, non s1 registrano partlcolan pro- teriorità umana delf alterità divina accentua
di C.H. D arwin la coscienza è interpretata teriore » (2Cor 4,16), ponendolo nella con.- gressi ne lla terminolog ia e nella dottrina la dimensione teologica della coscienza,
come un sentimento istintivo che guida gli dizione di «discernere la volontà di Dio della coscienza. In linea con la dimensione rappresentandola come vox Dei: «Nessuno
ind ividui della specie umana , carente di ciò che è buono , a lui gradito e perfetto; teologica evidenziata nelle lettere di Paolo, può rettamente approvare quanto fa di
altri istinti , nell 'adattarsi alle migliori con- (Rm 12,2) . La rinnovata condizione spiri- il prevalente significato patristico di synéidésis bene e disapprovare quanto fa di male se
dizioni di sopravvivenza e di propagazione. tuale dell'uomo configura la sua coscienza e di conscientia rimanda alla conoscenza in- non per quella voce della verità che loda
Nella decos tru zione storico -genetica di F. morale come «testimonianza nello Spirito teriore dovuta alla presenza intima di Dio. o disapprova queste cose nel silenzio del
Nietzsche, la critica della falsa cosc ienza Santo» (Rrn 9,1). La testimonianza della In quest'ott ica, sullo sfondo di una vi- cuore. Ma la verità è Dio» (Sermo 12, 4).
perviene alla sua forma più caustica e ad- coscienza, propiziata dallo Spirito Santo, sione antropologica triparti ta dell'uomo L'accento sulla dimensione teologica non
diviene ali' esito più radicale della sua sop- risuona universa lmente nel cuore di ogni quale spirito , anima e carne , Origene iden- dissolve la dimensione antropologico-mo-
pressi o ne. In quanto voce risentita dei persona , al di là della sua esplicita cono- tificala coscienza con lo Spirito divino che, rale della coscienza, cui Agostino riconosce
deboli mirante a spegnere la vitalità dell'uo- scenza di Dio , come consta dalla coscienza interiormente allo spirito umano , svolge la la duplice funzione normativa e giudican-
mo forte, la pretesa mora lità della coscien- dei pagani, la cui testimonianza ora li ac- funzione di rettore e pedagogo dell'anima, te le azioni.
za deve essere semplicem ente eliminata . cus a ora li difende (cfr. Rm 2,15). Nella affinché non si lasci trascinare dalla carne . 3. TEOLOGIA SCOLASTICA - L'integrazione
La decostruzione della coscienza morale, luce de ll'antropologia cristiana appar e la L'identificazione tra cosc ienza e Spirito della dup lice dimensione, teologica e an-
dagli albori dell 'epoca contemporanea , si dup lice cos titutiva dimens ione della syn- trova riscontro anche in Girolamo, il qua- tropolog ica, della coscienza morale è ricer-
estende al suo successivo decorso ramifi - éidesis.L'una dimensione, costituente l'au- le parla in proposito di scintillaconscientiae cata dalla teologia scolastica variament e
candosi in u n pluralismo ermeneutico, tentica nov ità e la peculiare originalità o syntiresis, parte suprema dell ' uomo che interpretando la distinzione e articolazione
cost itui to prevalentemente da interpreta- della concezione cristiana , è di ordine on- guida e giudica la sua anima razionale , tra synderesis, quale percezione originaria e
zioni sociologiche, psicologiche e, sempre tologico e teo logico, in quanto considera nonché irascibile e concupiscibile. li termi- sintetica del bene voluto da Dio, e conscien-
più, (neuro)bio logiche, il cui denominato- la coscienza come espressione dell'ess ere ne syndresis (da syn = con, e teréo= osser- tia, quale sua applicazione ai concreti atti
re comune appare essere la de-mora lizza - umano, in Cristo per mezzo dello Spirito, vare, conservare) sarà traslato in epoca umani . Già nella trattazione della scolasti-
zione della coscienza. in relazione con Dio . L'altra dimensione, medievale, forse per errore , nel latino syn- ca medieva le, tuttavia , e poi decisamente
Sfidata dalla sua decostruzione, la rifles- m utuata dalla cultura precristiana e nuo- deresis,affiancandosi al termine conscientia . nella manualis tica moderna, l'attenzione
sione teologica è sollecitata alla ricostru- vamen te interpreta ta, è di ordine antropo- L'accentuazione patristica della dim en- tenderà a concentrarsi sulla conscientia . La
zione di un'adeguata visione della coscien- logico e morale, nel senso per cui inten de sione teologica e più specificamente pneu - concentrazione sulla conscientiaha un suo
za morale , ritrovando e art icolando la sua la coscienza come una dotazione dell'uomo matologica non elimina la considerazione prodromo nella controvers ia tra Bernardo
duplice dimensione teologica e antropo lo- funzionale al giudizio del suo agire. Questa della coscienza come funzione giu dicante e Pietro Abelardo riguardante , appu nto, la
gica. duplice dimensione è l'imprescind ibile in- il bene e il ma le dell'agire. L'autore più in- coscienza erronea. Il contenzioso verte sul
segnamento che la Scrittura fornisce alla dicativo a questo riguardo è Ambrogio , per peccato d 'ignoranza , qu ello che l'uomo
III - Tradizione teologica - 1. SACRA teologia in vista della migliore compren- il quale la coscienza è l'atto interno di ogni commetterebbe in buona fede, senza l'in -
SCRITTURA - Il primo abbozzo di una teo- sione della coscienza morale. L'integrazio - singolo essere umano che discerne e giudi- tenzion e di peccare , che per Bernardo ri-
logia della coscienza morale è rinvenibile ne della sua duplice dimensione teo logica ca il valore morale delle sue azioni , testimo - sulterebbe comunque colpevole e per Pietro
nelle lettere autentiche di Paolo, al quale e antropo logica è la sfida che la teo logia niando la sua giustizia o la sua iniq uità. Abelardo, invece, sarebbe esente da colpa.
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La teologia scolastica della coscienza è Tommaso prende avvio dalla cognizio u.ngiudizio, ossia un dettame pratico del- 5. MAGISTERO- Giustapposte, e non
soprattutto caratterizzata dal confronto tra di Dio nella ragione dell'uomo insegu ne ; ragione, per il quale giudichiamo che senza frizioni, appaiono le due dimensioni
la scuola francescana e la scuola domeni- clone il suo declinarsi nelle singole azioe~- ~sa si deve fare hic et mmc come bene, e della coscienza morale anche n el recente
cana, che più impronterà il corso della cosicché la coscienza, nell'articolazione :, ~e cosa si deve evitare come ma le» (Theo- insegnamento del magistero della Chiesa
tradizione. La discussione verte anzitutto synderesise conscientia,risulta piuttosto e a /ogiaMoral'.sI, I,, I, 2). La soluzione d~i cattolica. Il primo pronunciamento signi-
sulla synderesise quindi sulla conscientia , sere una disposizione/ atto dell'uomo s- casi di coscienza e condotta da Alfonso m ficativo è quello, pur esiguo e frammenta-
mirando a chiarire se l'una e l'altra siano 4. TEOLOGIA MODERNA- L'accentuazion rapporto alle diverse figure di coscienza to , del Vaticano II, nei cui testi traspare
un habitus, un actus o una potentia, se im- della dimensione teologica o della din:ten~ discusse dalla manualistica del tempo. la una duplice visione della coscienza. L'una,
plichino la facoltà intellettiva o affettiva, coscienza è, anzitutto, definita "retta", se proveniente dall'eredità della teologia ma-
s~one antro?ologic~ -~ella cos~ienza, rispet-
se siano innate o acquisite , infallibili o fal- tivamente nnvembili m Agostino e in Torn. detta il vero, ed "erronea", se invece detta nualistica, la concepisce in funzione della
libili, se siano obbliganti o meno . maso, i due autori più rappresentativi de[. il falso come vero. la coscienza erronea legge divina, quale infrastruttura umana
la scuola francescana, autorevolmente la tradizione patristica e medievale, tendo- risulta poi "vincibile", se l'agente, potendo per applicarne i principi alle singole azioni:
rappresentata da Bonaventura , definisce la no a trasformarsi, in epoca moderna, in correggere l'errore, trascura di farlo; e "in- «Nell'intimo della coscienza l'uomo scopre
synderesiscome scintillaconscientiae, residen- riduzioni alla sola dimensione teologica 0 vincibile",qualora l'agente non sia in grado una legge che non è lui a darsi, ma alla
te, quale potenza motrice della conscientia, antropologica. di riconoscere l' errore. Vi sono inoltre la quale invece deve obbedire. Questa voce,
nella volontà. la scuola domenicana, inve- Nella più globale diffidenza verso l'an- coscienza "perplessa", per la quale l'agente, che lo chiama sempre ad amare, a fare il
ce, a cominciare da Alberto Magno, collo- tropologia, la teologia protestante dichiara costretto tra due scelte, ritiene comunque bene e a fuggire il male, al momento op-
ca la synderesisnella ragione pratica. L'ela- l'inutilità di synderesise conscientiache, se di peccare, e la coscienza "scrupolosa", che portuno risuona nell'intimità del cuore: fa
borazione più compiuta e infl u ente di investite di qualche importanza , risultano teme spesso di peccare, senza ragionevole questo, evita quest'altro». L'altra visione
Tommaso d'Aquino definisce la synderesis anche dannose. Nella concezione di Lutero motivo. Più ampia attenzione Alfonso de- conciliare della coscienza la concepisce in-
come un habitus (S.Th. I, q. 79, a. 12, c), in particolare, la riduzione della coscienz~ dica alla coscienza "dubbia", la quale per- vece in relazione a Dio, quale &utto dell'in-
qualificabile come naturale, ovvero innato, morale alla sua sola dimensione teologica mane incerta ed esitante, e specialmente timità tra lui e l'uomo: «La coscienza è il
e razionale, proprio cioè della ragione pra- fa sì che essa venga assorbita e sostituita alla coscienza "probabile", «quella per cui nucleo più segreto e il sacrario dell' uomo ,
tica. All'habitus della synderesiscorrisponde dalla fede cristiana. In modo opposto , nel- uno, fondandosi su qualche opinione pro- dove egli è solo con Dio , la cui voce risuo-
l' actusdella conscientia,che Tommaso, deri- la manualistica cattolica si assiste a una babile, a partire da certi principi riflessi o na nell'intimità» (GS 16).
vando l'etimologia del termine dall' espres- riduzione della coscienza morale alla sola dal loro concorso, forma da se stesso il Anche nell'Enciclica Veritatissplendor(=
sione «cuma/io scientia»,spiega come «atto dimensione antropologica, comprovata dettame pratico della ragione ai fini di un VS [06.08.1993]),la prima nella storia del-
per applicare la scienza a qualcosa» (S.Th. dalla sostanziale disattenzione nei confron- agire lecito» (TheologiaMoralisI, I, III, 40). la Chiesa interamente dedicata a questioni
I, q. 79, a. 13, c). Tale atto applicativo è ti della synderesise dalla concentrazione, La valorizzazione di entrambe le dimen - fondamentali della morale cristiana, si av-
illustrato da Tommaso ricorrendo alle tre invece, sulla conscientiain quanto applica- sioni della coscienza morale, a fronte della verte un'irrisolta tensione tra una visione
proposizioni del sillogismo aristotelico, di zione dei principi generali della legge mo- loro unilaterale accentuazione o riduzione , della coscienza come «applicazione della
cui la conscientiarappresenta la conclusione, rale nel dettaglio dei singoli casi e azioni. trova riscontro nel pensiero di J.H. New - legge al caso particolare , la quale diventa
derivante per deduzione dalla premessa Il rapporto tra legge e coscienza viene man, al quale si deve una delle più note- così per l'uomo un interiore dettame» (VS
maggiore della synderesise dalla premessa diversamente concepito nei vari - > sistemi voli e influenti trattazioni del tema. Nella 59) e una visione della coscienza come
minore della ragione. Per esempio: «La syn- morali più propens i a difendere l'oggettivi- sua teoria della coscienza convergono due «testimonianza di Dio stesso, la cui voce
deresispropone che ogni male va evitato; tà della legge oppure, al contrario, la sog- aspetti: il "senso morale (mora/sense)"e il e il cui giudizio penetrano l'intimo dell'uo-
la ragione superiore aggiunge che l' adulte- gettività della coscienza. Il sistema morale "senso del dovere (senseof duty)". Questo mo» (VS 58). Ciò che l'enciclica comunque
rio è un male, poiché è proibito dalla legge elaborato e più volte perfezionato da Al- duplice senso, di natura antropolog ica il richiama e propone alla teologia di meglio
di Dio (invece la ragione inferiore aggiun- fonso Maria de' Liguori, noto come "equi- primo e teologica il secondo, consiste , ri- argomentare è che «nel giudizio pratico
gerebbe che è un male per sé poiché è in- probabilismo" , rimedia sapientemente al spettivamente, in un "giudizio della ragio- della coscienza, che impone alla persona
giusto, o disonesto); la conclus ione infine, conflitto tra i diversi sistemi morali circa ne" e in un "autorevole dettame" , che l'obbligo di compiere un determinato atto,
cioè che questo adulterio va evitato, appar- la soluzione dei casi morali, inspirando il fungono da "regola" e "sanzione" dell' agi- si rivela il vincolo della libertà con la veri-
tiene alla conscientia»(Super Sententiis,lib. giudizio di coscienza più alla virtù della -+ re. Con Newman , la dottrina tradizionale tà» (VS 61).
2, dist. 24, q. 2, a. 4, solutio).Inversamente prudenza che non al sillogismo razionale. sulla coscienza riscopre l'irriducibilità e
a quanto aveva fatto Agostino che , rien- Rispetto alla legge, regola «remota , sive ma- L'inseparabilità delle due dimensioni, an- IV - Teologia contemporanea - Il recen-
trando dall'est eriorità dell'agire nell'inte- terialis»degli atti, la coscienza rappresenta tropologica e teologica, della coscienza, che te magistero della Chiesa si intreccia con
riorità della coscienza, ne aveva individua- la regola «proxima,veroformalis»(Theologia tuttavia appaiono più accostate che effet- gli sviluppi contemporanei della teologia
to il segreto nella voce superna di Dio, Moralis I, I, I, 1). Essa è infatti costituita da tivamente integrate. morale, la quale , seppure ha talora trala-
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sciato la trattazione della coscienza mora- (J. Fuchs , D. Capone), la prima riferit crivache approva, ammonisce o giudica, maturazione della coscienza morale è, inol-
le concentrandosi sulla fondazione dei alla bontà morale del soggetto personalea ~ano a conservare la fondamentale coe- tre, strettamente connessa alle condizioni
giudizi morali (F. Bockle, B. Schi.iller), è la seconda alla correttezza morale delle su'e oza dell'uomo con se stesso . sociali, ovvero alla qualità della cultura e
andata complessivamente ampliando la . . del costume (éthos),che forniscono al sog-
azioru. re L'unità sintetica e l'articolazione dina-
visione della coscienza rispetto alla sua La comprensione della coscienza quale .ca delle dimensioni della coscienza sono getto le risorse simboliche e i riferimenti
restrizione ad atto di giudizio sulle singole autoconsapevolezza, posta al centro dell'ua- :ornentate in prospettiva trascendentale- valoriali per la determinazione del suo
azioni, dominante nella manualistica post- mo, della sua vocazione e responsabilità ne·1 rrneneutica (K. Demmer), mostrando co- agire libero, senza tuttavia poter scalzare
tridentina e sino al Vaticano II, sino a giun- confronti del Bene è tale da poter dire eh e e nella coscienza si produce una forte l'autodete rminazione derivante dalla sua
gere a proporre la coscienza come catego- l ' essere umano «non ha la coscienza lll e ~entità storica in cui le dimensioni religio- coscienza morale. La struttura credente
ria sintetica per designare la forma morale che egli è coscienza» (G. Ebeling). D'~ltr~ l antropologica e morale si compenetrano della coscienza morale, data dal fatto che
costitutiva dell'identità del soggetto, nella canto , affinché la coscienza n on finisca dialetticamente senza con f on d ers1.
sa, · Le d.1- l'uomo con-sente liberamente alle promes-
sua originaria relazione con l'altro da sé, rinchiusa in un'antropologia immanente che rnensioni religiosa (teologica) e antropo lo- se "sentite" nelle esperienze immediate
Dio incluso (M. Chiodi). elimini la sua strutturale relazione con la ica costituiscono la "coscienza originaria", della vita, trova il suo compimento nella
l'ampliamento potrebbe già essere rico- ~ascendenza divina, vale l'istanza che esige grivilegiato luogo ermeneutico · m · CUI. 1a fede cristiana, mediante la quale l'uomo
nosciuto in quegli autori (AD. Sertillanges, «Il superamento della mera soggettivi tà ~onsapevolezza di sé e la consapevolezza accede al rapporto personale con la verità.
O. lottin, Th. Deman, Ph. Delhaye) che, nell'incontro tra l'interiorità dell'uomo e la di Dio sono intrecciate inseparabilmente. È in virtù di questo accesso alla verità
richiamando la dottrina scolastica della verità che proviene da Dio» (J. Ratzinger). La coscienza originaria è in reciproca rela- cristiana che la coscienza morale può di-
synderesis,recuperano la considerazione La correlazione tra dimensione teologi- II
zione dialettica con la coscienza della si- sporre del criterio veritativo per discerne -
della "coscienza abituale" quale facoltà ca e antropologica della coscienza morale tuazione", costituita dalla dimensione pro- re la bontà o meno della cultura e dell' éthos
della ragione pratica, integrante intelligen- si colloca entro il singolare intreccio dialet- priamente morale, per la quale la coscien- sociali. l'accesso della coscienz a morale
za e volontà, i cui principi la "coscienza tico tra la verità morale e la libertà morale za funge da "istanza di controllo" che di- alla verità cristiana non avviene immedia-
attuale" applica alle azioni. (E. Schockenhoff). La singolarità della ve- rige e giudica le singole azioni. Tra la co- tamente, ma, secondo il suo statuto di
Più integralmente, però, l'amp liam ento rità morale deriva dal suo essere verità scienza originaria e la coscienza della si- coscienza credente, attraverso la mediazio-
della coscienza si estende, oltre l'atto e la pratica , la quale , a differenza della verità tuazione è all'opera una struttura circolare, ne di forme pratiche in cui tale verità si
facoltà, alla costituzione stessa della per- speculativa, non è data in anticipo rispetto tale per cui le situazioni, per un verso , annuncia proponendosi alla libera scelta.
sona umana e alla sua relazione con Dio. all'agire (vorgegeben), ma è data nell'agire sono int erpretate alla luce della precom- Tali dovrebbero essere le forme della vita
La coscienza viene allora intesa come aspet- stesso (aufgegeben).La conoscenza della prensione introdotta e, per altro verso, ecclesiale - predicazione, cateches i, cele-
to essenziale e costitutivo di tutta la strut- ver ità morale implica il riconoscimento retroagiscono su di essa esercitando un brazioni, fraternità -, la cui buona o catti-
tura dinamica della persona e dell'atto (K. della libertà, la quale pertanto rientra nel- profondo influsso critico . la convergenza va qualità testimoniale rispetto alla vita di
Wojtyla), come centro personale in cui la definizione della verità morale, che sen- e la compenetrazione delle dimensioni del- Cristo favorisce o penalizza la coscienza
s'impernia la risposta totale dell'uomo al- za libertà non sarebbe tale. Ciò che vale la coscienza istituiscono pertanto una sor- morale.
la dinamica, alla direz ione e all' impatto per la verità, vale reciprocamente per la ta di "pericoresi". Al di là della loro differente elaborazio-
della divina chiamata rivolta all'uomo stes- libertà, nella cui definizione rientra la ve- L'intelligenza critica dell'unità e del!' ar- ne, ciò che appare comune nei recenti svi-
so (B. Haring). rità in senso morale , ovvero il concetto di ticolazione delle dimensioni della coscien- luppi della teo logia morale fondamentale
L'estensione antropologica della coscien- bene. In senso propriamente morale, infat- za morale è altrimenti argomentata in è la direzione in cui muovono, quella di
za, tale per cui essa costituisce la stessa ti, la libertà non è il semplice potere di prospettiva fenomenologica (G. Angelini), superare la riduzione della coscienza alla
soggettività morale dell'uomo, induce a scegliere (potestasad apposita),ma la capa- rendendo ragione di come il radicamento sola dimensione antropo logica "0 11 alla so-
distinguere tra "coscienza fondamentale" cità di scegliere il bene a fronte della pos- antropologico della coscienza morale di- la dimensione teologica e, ulteriormente ,
e "coscienza attuale" (A. Molinaro, A. Val- sibile scelta del male, cosicché la libertà si sponga al suo compimento teologico e di di oltrepassare la semplice giustapposizio -
secchi), con cui s'intendono, rispettivamen- compie quando aderisce al bene, alla veri- come tale compimento teologico, nella ne della dimensione antropologica "e" del-
te, la consapevolezza intuitiva dell'->opzione tà morale. Tenendo conto della loro reci- forma della fede cristiana, predisponga la dimensione teo logica. Sufficientemente
fondamentale del!' essere umano nei con- proca implicazione, si può allora parlare ali' agire umano. Entro il complesso rap- forte per argomentare l'essenzi ale relazio-
fronti del Bene assoluto, in ultima analisi della libertà come presupposto della verità porto tra sentire emotivo e volere libero, ne della coscienza morale a Dio, la teologia
di Dio, e il giudizio di conformità delle e della verità come compimento della li- la coscienza morale si struttura già a par- morale sembra poter ancora progredire
singo le azioni rispetto all'opzione fonda - bertà. Colta entro questa tensione, la co- tire dalle primigenie esperienze di vita che oltre la dualità tra antropologia e teologia
mentale. La distinzione è altrimenti propo- scienza è il luogo originario nel quale alla concorrono all'identificazione psicolog ica della coscienza morale, in modo da conce-
sta nei termini di «coscienza trascendenta- persona si schiude la verità del suo essere, dei soggetto, specialmente l'esperienza pirla come espressione della relazione tra
le» e «coscienza categoriale (particolare) » le cui varie funzioni, di coscienza buona o della relazione con le figure genitoriali. La Dio e l'uomo.
COSCIENZA COSCIENZA
J 170 171
V - Prospettiva sistematica - A tale scopo 2. UNIVERSALITÀ - L'universalità del! rerogativa dell'uomo già pienamente svi- amato (Cv 13,34). Leggendo la storia di
sembra interessante sviluppare un'interpre- coscienza morale è dovuta anzitutto alia iuppata alla sua nascita o immutabile una Gesù, che la Bibbia gradualmente racconta
0
tazione pneumatologica della coscienza Spirito Santo, la cui universale azione no a partire dalle sue anticipazioni anticotesta-
morale, ispirandosi alla concezione origi-
nariamente suggerita nelle lettere di Paolo.
conosce limiti, spingendosi ben al di là d:
confini visibili della Chiesa in cui è garan'.
olta acquisita, ma una dotazione soggetta
v ottundersi o ad affinarsi in relazione alla
:toria della relazione della libertà con lo
mentarie sino al suo compimento neotesta-
mentario, il "come" dell'amore di Gesù
Collocando la coscienza morale nella luce tita la ~ua pres_enza, sino a raggiungere gli prende carne e sangue, divenendo paradig-
Spirito.
dell'antropologia teologica, Paolo invita a estrerru conf1ru della creazione. L'universa. ma d' azione. L'azione narrata per forma
comprenderla come "fenomeno relaziona- lità della coscienza morale è poi giustifica. VI. Formazione della coscienza - L'in- l'agire dell'uditore per tramite dell' immagi-
le", dovuto cioè alla relazione tra lo Spiri- ta dall'universalità della libertà, prerogativa terpretazione della coscie nza quale eco nazione affettiva , la quale, a differenza
to divino e la libertà umana: lo Spirito, che di ogni essere umano: secondo la fede crf. dello Spirito riflessa dalla libertà fornisce della deduzione logica che applicherebbe
attira la libertà umana in Cristo (Cv 16,13), stiana, tale libertà morale non viene meno 11quadro di rif_er~ento per la sua for~a- ai casi particolari un principio generale già
affinché l'uomo ami come lui ha amato, e nemmeno nella condizione storica dell'uo- zione. Aff inche un eco possa essere rut1da- esplicito nel testo biblico o da esso indotto
la libertà umana, che all'attrazione dello mo gravemente compromessa dal --+ pec. mente udita occorrono sostanzialmente due per astrazione, prospetta una nuova azione
Spirito si (ar)rende o resiste, consentendo cato (cfr. DS 1555). condizioni: la prima è che la voce che la sulla base di un modello concreto.
o impedendo all'uomo di progredire nella 3. OBBLlGAT0RIETÀ - Risultando dall'irn. provoca sia forte e chiara; la seconda è che 2. LITURGIA - Opera dello Spirito Santo
sua vocazione di giungere all'a ltezza del- patto dello Spirito con la libertà della per- altri rumori non si sovrappongano all'eco, nella Chiesa , la liturgia è il luogo eccellen-
1'amore di Cristo. Nell'esercitarsi rispetto sona, l'obbligo della coscienza è persona- alterandone o addirittura impedendone l'a- te in cui l'uomo, nella fede, affonda le
all'attrazione dello Spirito, la libertà non lizzato. l'eco dello Spirito è, infatti, pro- scolto. Riferita alla coscienza morale, la radici del suo agire morale nella grazia di-
è indipendente, bensì dipende da condizio- dotta dalla singolare disposizione della li- metafora suggerisce che essa risulta ade - vina, trovando la sua origine e il suo orien-
ni/ condizionamenti di carattere psico-fisico, bertà , personalmente scelta dal soggetto guatamente formata se sufficien temente tamento. Specialmente i --+ sacramenti,
socio-culturale , etico-religioso che consen- entro il quadro altrettanto singolare delle alimentata dallo Spirito e favorita dalle donando la grazia dello Spirito Santo, im-
tono, ma anche possono penalizzare la sua condizioni con cui la libertà deve rappor- condizioni che vincolano la libertà; vice- mettono nella relazione con Cristo e la
azione. Sottoposta all'attrazione dello Spi- tarsi. Pur calibrato sulla libertà soggettiva, versa, la coscienza tende a svanire qualora alimentano , affinché uomini e donne siano
rito e vincolata a tali condizioni, la libertà l'obbligo della coscienza è di natura essen- non venga alimentata dallo Spirito e sia effettivamente cristiani, ovvero appartenen -
effettua azioni che risultano conformi o zialmente oggettiva, in quanto oggettiva- disturbata dall'interferenza indebita dei ti e conformi a lui. In quanto comunicano
difformi rispetto all'amore di Cristo. l'ef- mente dovuto allo Spirito, il quale attira le condizionamenti della libertà sino a risul- lo Spirito, tutti i sacramenti provvedono
fetto prodotto dalla disposizione che la diverse libertà in una sola direzione , quel- tare indecifrabile. alla formazione della coscienza. Nel sacra-
libertà assume rispetto all'azione dello Spi- la stabilita da Cristo. La diversità dei det- Dato che lo Spirito, a seguito della Pa- mento della riconciliazione , tuttavia, sem-
rito costituisce la coscienza morale , defini - tami di coscienza non è dunque primaria- squa di Gesù , è stato effuso su tutti gli bra più facile percepire l'azione dello Spi-
bile pertanto come "l'eco dello Spirito ri- mente e necessariamente esito del sogget- esseri umani (cfr. Cv 12,32), la formazione rito. L'esperienza di tanti cristiani, e spe-
flessa dalla libertà ". tivismo, che induce gli uomini a decidere della coscienza esige che lo si accolga, sen- cialmente dei santi, testimonia la grande
L'interpretazione della coscienza come arbitrariamente del bene e del male , o sin- za resistere alla sua azione. Ciò avviene efficacia di questo sacramento della ricon-
eco dello Spirito riflessa dalla libertà evi- tomo del --+ relativismo, che rinuncia a quando l'uomo , consapevolmente e volon- ciliazione in ordine alla formazione della
denzia alcune sue caratteristiche peculiari definire la verità del bene e del male, quan- tariamente, frequenta i luoghi della sua coscienza. l'efficacia è certamente legata
quali la praticità (nel senso dell'attinenza to piuttosto il diverso obbligo ingiunto a certa presenza nella Chiesa e ricerca la ve- alla profonda personalizzazione che tale
alla prassi), l'universalità, l'ob bligatorietà , ciascuna libertà affinché tutte corrisponda- rità che lo Spirito sollecita diffondendo i sacramento consente. L'esercizio di confes-
la gradualità. no adeguatamente all'unico comandamen- seminaVerbie tracciando segnidei tempinel- sare ciò che sta nell'intimo della propria
1. PRATICITÀ - Determinata dalla diversa to dell'amore di Cristo. la sua storia personale, familiare, sociale. coscienza permette di imparare a meglio
disposizione che la libertà, agendo, assume 4. GRADUALITÀ - In quanto eco dello Molteplici son o, quindi, i luoghi in cui lo conoscersi e a vivere più responsabilmente.
rispetto all'azione dello Spirito, la coscien- Spirito riflessa dalla libertà , la coscienza Spirito, che pur soffia dove vuole (cfr. Cv 3. COMUNITÀ - L'ascolto della sacra Scrit-
za morale è anzitutto pratica nel senso per risente del carattere dinamico dell'Uno e 3,8), può essere accolto. Tra di essi, lo so- tura e la celebrazione dei sacramenti, co-
cui sorge dalle azioni senza le quali non dell'altra. Nella misura in cui la libertà in- no specialmente la sacra Scrittura, la litur- municando lo Spirito Santo, rendono i
sussisterebbe. Dovuta, d'altra parte, all'in- cede nel cammino promosso dallo Spirito gia e la comunità cristiana. cristiani memoria vivente di Cristo, nel
cidenza dello Spirito sulla libertà , la co- in un amore che ascende progressivamen - 1. SACRASCRITTURA - Tenendo conto del dono di sé per gli altri. Il vicendevole dar-
scienza morale è inoltre pratica nel senso te all'altezza della vocazione dell'uomo in fatto che tutta la sacra Scrittura è riferita a si la vita dei cristiani, suscita la comunione
per cui giudica le azioni nella loro corri- Cristo, la coscienza si affina, istruendo l'es- Gesù Cristo, si potrebbe sintetizzare il suo ecclesiale, la quale, in quanto animata dal-
spondenza o meno all'amore di Cristo, di sere umano circa i gradi sempre ulter iori messaggio morale nel comandamento nuo- lo Spirito, diviene essa stessa luogo del suo
cui lo Spirito è fautore. dell'amore. La coscienza morale non è una vo di Gesù, quello di amare come lui ha comunicarsi. Nella misura in cui i cristiani,
COSCIENZA 172
nella comunione della Chiesa, si comuni- dizionata da fattori di carattere psico-fisico
cano reciprocamente lo Spirito Santo, prov-
vedono alla reciproca formazione della
coscienza. Ogni membro della Chiesa, che
interagisce moralmente con gli altri mem-
bri, svolge un compito formativo sotto lo
specifico senso morale. La formazione del-
socio-culturale, etico-religioso. Alla forma'.
zione della coscienza contribuisce, dunque,
in modo decisivo il superamento di quelle
patologie che compromettono l'agire libe.
ro. Prezioso a tale scopo è l'apporto delle
scienze umane, che risulta necessario in
D
la coscienza personale non è impresa soli- "funzione terapeutica", qua lora cioè liberi
taria, ma un'opera comune, che come be- il soggetto da condizionamenti patologici
neficia della coscienza formata degli altri, che impediscono il sorgere e l'ascolto del-
così viene compromessa dalla loro coscien- la coscienza, ed è inoltre opportuno in
za amorfa o deforme. "funzione critica", quando cioè, illuminan-
4. MAGISTERO - Tra le relazioni essenzia- do le condizioni inerenti ali' esercizio della DECALOGO all'azione creatrice di Dio che ha operato
li che la coscienza personale vive nella co- libertà, rende il soggetto più consapevo le per sei giorni e riposato il settimo , mentre
munità ecclesiale vi è quella con il magiste- e quindi meglio responsabile, abile cioè soMMARJO - I. Storia della tradjzione . II. Analisi. in Deuteronomio rievoca la permanenza
ro gerarchico del papa e dei vescovi, ai nell'ascol tare ed interagire con la propria
m.Significato: 1. Decalogo, storia e patto; 2. delle tribù israelitiche nella terra egiziana
Nel Nuovo Testamento; 3. Nella Chiesa antica;
quali compete, per particolare assistenza coscienza morale. di schiavitù. Il comandamento del riposo
4. Per il credente di oggi.
dello Spirito Santo, il carisma dell'insegna- sabbatico è introdotto in maniera diversa:
BIBL.- G. Angelini, Teologiamorale(ondamemale.Tradiziotrt,
mento. Al magistero della Chiesa, dunque, Scritwrae teoria,Glossa, Milano 1999 - M. Chiodi , Teologia Il decalogo trae la sua denominazione Esodo obbliga a "ricordarsi" del sabato,
spetta un compito rilevante nella formazio - morale(ondamemale, Oueriniana , Brescia 2014 - Conscien ce, dalla tradizione patristica (il termine greco mentre Deuteronomio ingiunge di "osser-
ne della coscienza morale. Magistero gerar- Paulist Press, New York - Mahwah / NJ 2004 - Das Gewis- dekilfogosappare per la prima volta in Ire- vare" il settimo giorno. Nell'ultimo coman-
sen:subiektiveWillkiiroderobersteNorm?, Patmos, Diisseldorf
chico e coscienza personale non sono due 1990 - K. Demmer , Fondamenti di etica teologica,
Cittadella, neo, AdversusHaereses4, 15, 1 e in Tolomeo, damento la redazione del Deuteronomio
autorità morali in conf litto che possono al Assisi 2004 - A. Fumagalli, L'ao delloSpirito. Teologiadella Epistulaad Fforam3, 2), mentre nella Bibbia fa precedere la donna del prossimo alla sua
massimo aspirare a un ragionevole compro- coscienzamorale, Oueriniana, Brescia 2012 - L. Hogan, porta il nome di «le dieci parole» di JHWH casa come oggetto della "concupiscenza" ,
Confro111i11g tlte Truth. Conscience in the Catholic Tradition ,
messo, ma dipendono dall'unica autorità Longman & Todd , Darton 2001 - A. Lobato (ed.), Crisi (cfr. Es 34,28; Dt 4,13; 10,4: testi analizza - mentre Esodo enumera la donna tra le co-
dello Spirito che in entrambe si esprime a e risveglio dellacoscienzamoralenel 11ostro tempo, ESD, Bolo- 11
ti a fondo da M. Lestienne, Lesdix parofes,
11
se appartenenti al prossimo. Non è qui il
beneficio dell'adesione della libertà umana gna 1989 - S. Majorano , La coscienza.Peruna letturacristia- caso di annotare le altre differenze.
11a,San Paolo, Cinisello B. 1994 - J.H. Newman , Gram- 484-492). Nei testi biblici è presentato co-
alla verità cristiana. L'interazione tra magi- maticadell'assenso, Jaca Book - Morcelliana, Milano - Bre- me l'elenco di dieci comandamenti costi- Il tentativo di ricostruire un testo primi-
stero gerarchico e coscienza personale non scia 1980 - J. Ratzinger / Benedetto xvr, l'elogiodellaco- tuenti la base dell ' alleanza di Dio con il tivo da cui sarebbero derivate le stesure
esclude né censura il possibile conflitto. Il scie11za.La Veritàinterrogail cuore, Cantagalli , Siena 2009, attuali , conduce a conclusioni meramente
5-32 - J. Romelt, La coscienza.U11conf/itto delle interpre1 azi1>- suo popolo al Sinai. Il numero non sembra
carisma di cui gode il magistero in virtù 11
i, Edition es Academiae Alphonsianae , Roma 2001 - E. avere un valore simbolico , ma una funzio- ipotetiche o addirittura tendenziose. En-
della particolare assistenza dello Spirito Scbockenhoff , Wie gewiss ist das Ge,~issen? Eine tthischt ne pedagogica, potendosi numerare i co- trambi i testi usano il linguaggio deutero-
Orie11tieru11g , Herder , Freiburg i. Br. 2003 - Umstrittenll5
Santo invita la singola coscienza, nei casi Gewisserz,Peter Lang, frankfurt a. M. 2002 - J. Stelzen- mandamenti sulle dita delle mani ( così H . nomistico. Per di più Es 20,2 -17 mostra
di conflitto, là dove non sia certa del proprio berger, Syneidesis , conscientia, Gewissen. Swdie zum Bedeu• Gunkel, Die aftorienta!ischen Literatur, 75). chiaramente di essere stato inserito a forza
➔ discernimento, a conformarsi alle indi- tungswa11d e/ eines 111oraltheologische11Begriffes, Ferdinand nel contesto della narrazione dell'alleanza
Schoningh, Paderbom 1963 - C. Zuccaro, Roccia o farfalla ?
cazioni magisteriali. È tuttavia possibile il La coscienzamoralecristia11a , AVE, Roma 2008. I - Storia della tradizione - Noi oggi pos- del Sinai (Es 19-24), non costituendo la
caso in cui la singola coscienza giunga a sediamo due redazioni scritturistiche del continuazione di ciò che precede. Infatti,
una posizione divergente rispetto alla nor- A. FUMAGAlll decalogo in Es 20 ,2-17 e in Dt 5,6-21. Il la conclusione del cap. 19 trova la sua lo-
ma magisteriale. In questo caso, in ordine testo di Esodo si trova inserito nella narra- gica successione nel cap. 24. Il nostro de-
all'agire personale è il dettarne della coscien- zione della rivelazione divina del Sinai. il calogo e il cosiddetto codice cieli' alleanza
za, qualora parli in modo incondizionato, CRIMINALITÀ decalogo del Deuteronomio fa parte del (Es 20,22-23,33) sono inserzioni nella tra-
ad avere l'ultima parola, la quale, tuttavia, codice deuteronomico, che abbraccia i capp. ma del racconto. Sia· la redazione di Deu-
non può essere fatta valere come ➔ norma ➔ Violenza 5-26 del libro e risale al VII secolo. teronomio sia quella di Esodo nella forma
morale , al pari del dettato magisteriale. Mettendo a confronto i due testi si pos- attuale non risalgono a prima del VII se-
Affinché la coscienza sia debitamente sono facilmente notare differenze, alcune colo e sono di tradizione deuteronomistica.
formata occorre che all'azione dello Spiri- CRISPR molto significative e altre meno, in tutto Siamo dunque molto lontani dal tempo
to si associ quella della libertà, la quale, venti. Rilevante è la diversa motivazione del Sinai e di Mosè . Tuttavia, non è impos-
peraltro, può risultare indebitamente con- ➔ Ingegneria genetica del riposo sabbatico , che in Esodo rimanda sibile risalire nel tempo e ipotizzare qual -