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Stefano D’Ottavio, Corso di studi in Scienze


motorie, Università Tor Vergata, Roma, La prestazione calcistica è caratterizzata da una serie di fattori che
Federazione italiana gioco calcio, la rendono un fenomeno complesso e multifattoriale. Infatti, come sport
di situazione il calcio prevede abilità tecniche che presentano una natura
Settore giovanile e scolastico “open” piuttosto che “closed” e in esso la prestazione si configura
mediante una serie di operazioni sia mentali sia motorie e l’anticipazione
e la percezione dei dettagli dell’ambiente risultano fondamentali per
i processi decisionali ed esecutivi, così come quelli interpretativi.
Sul piano metodologico se si prendono in considerazione le esigenze
del contesto e dell’individuo in quanto entità dinamiche il cui stato
cambia con il tempo si possono utilizzare sia l’approccio cognitivo,
sia quello ecologico. L’interferenza contestuale che si riferisce al grado
L’APPRENDIMENTO di complessità e forma di somministrazione dei contenuti didattici,
rappresenta la filosofia che sostiene le scelte da parte dell’allenatore
DELLA TECNICA e i margini di rischio che si vogliono affrontare. La ricerca
di una automatizzazione precoce del gesto tecnico, privilegiando

CALCISTICA la pratica a blocchi rispetto a quella random, se può portare a ottenere


risultati a breve termine, potrebbe rendere l’abilità raggiunta meno
flessibile di quella che è possibile ottenere con un processo inverso.
Per quanto riguarda la somministrazione di feed-back, le modalità
descrittive più di quelle prescrittive aiutano l’allievo a trovare soluzioni
personali al problema sia sul piano tecnico che tattico. Quindi
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Istruzioni per l’uso: esercitazioni situazionali e basate sul modello gara come gli small sides
games ed i match play, sembrano essere una scelta adatta a tutte le età.
come rendere funzionale Infine l’agility, termine che definisce la capacità di cambiare
repentinamente direzione nel gioco, deve essere allenata e valutata
l’insegnamento inserendo negli esercizi quando possibile le tecniche di gioco, rendendo
così più “ecologiche” e più rispondenti al modello di prestazione
le proposte didattiche.
Introduzione
Fase percettivo-cognitiva
Il calcio è uno sport complesso la cui per-
formance si esprime e si caratterizza Fase tecnico motoria
mediante una matrice motoria multifatto-
riale. Allenatori, cultori ed esperti di calcio
affermano che i fattori della prestazione Rapidità Precisione
sono fondamentalmente di tipo tecnico-
coordinativo, tattico-cognitivo, fisico, com-
presi anche gli aspetti morfo-strutturali e
48 socio-psicologico. Gli obiettivi dell’allena-
mento e le strategie dell’allenatore o del
preparatore fisico dovranno, quindi, orien-
tarsi al miglioramento di tali requisiti della
prestazione, cercando di modificare il Compito Compito
potenziale/i di performance (PP) sia a livello complesso semplice
individuale sia collettivo. Nella squadra, Fatica:
ovviamente, data la varietà dei giocatori metabolica,
nell’esprimere i propri PP, deve essere com- neuromuscolare,
pito dei tecnici elaborare piani di lavoro che strutturale
(meccanica),
soddisfino caratteristiche bio-fisiologiche, psicologica
fisiche e tecniche individuali dei propri gio-
catori, mentre, contemporanamente, il lavo-
ro dovrà prevedere una prassi di squadra Figura 1 – I fattori che influenzano l’atto motorio durante un compito di movimento (D’Ottavio
tale da caratterizzare gli intendimenti del- 2011).
l’allenatore e le proprie linee guida riguardo
l’impostazione del training program finaliz- diversi ambiti contestuali (esercizi di tecni- momenti della carriera di un calciatore,
zato alla prestazione di gara. ca, minipartite con variazioni di spazi, gio- anche un fattore di selezione, è importante
Ogni volta ci si confronta su questi temi, ci catori e di regole, situazioni con finalità tenere in considerazione il fatto che iniziare
si chiede quali fra i sopraelencati fattori sia tecniche o prevalentemente tattiche etc.). il processo (input-output) in anticipo può
il più importante. La risposta spesso dipen- Essa, a sua volte, può essere contraddistinta significare essere più rapidi ed avere più
de dal modello calcistico di riferimento che da alcuni parametri che danno forma e possibilità di ottenere il risultato auspicato.
di fatto modula la miscela PP secondo le carattere ai contenuti, per esempio: Per esempio se si intuisce prima di un
esigenze (p.e. bambini di scuola calcio, allie- avversario, una traiettoria della palla che
vi nazionali, giocatori adulti, etc.). • il numero dei giocatori coinvolti e il rap- potrebbe permettere di intercettarlea e si
Sicuramente non si può prescindere dal porto compagni/avversari (p.e. parità e agisce in tal senso, è ovvio che l’essere par-
fatto che il calcio sia una disciplina sportiva disparità numerica); titi prima condizionerà positivamente l’e-
cosiddetta “open” a differenza degli sport di • la dimensione e la forma dello spazio ventuale intervento. È evidente che ciò vale
tipo “closed” rappresentati prevalentemente utilizzato (largo, stretto); sempre, sia in fase di possesso (anticipare
da sport individuali. Il concetto di open • le regole da applicare (p.e. direzione- l’avversario nel ricevere la palla o per con-
indica, in pratica, l’incertezza e la flessibilità orientamento dell’azione, riduzione del cludere a rete) sia di non possesso della
con cui si esprimono i vari PP in base alle tempo, numero tocchi, handicap e faci- palla. Con tali assunti, la capacità di antici-
richieste della situazione considerato che, litazioni, etc.) pazione (Meinel 1984; Cei 199; D’Ottavio
anche se prevedibili nelle diverse dinami- • la riproduzione di specifiche fasi del 1993) quindi va collocata nella situazione e
che, i giocatori tendono sempre, per quanto gioco (situazioni per cross, tiro, triango- nell’allenamento come uno dei PP fonda-
possibile, a nascondere le proprie intenzioni lazioni, dribbling, etc.) mentali su cui pianificare programmi e
(le finte nelle svariate espressioni) per diso- contenuti didattici.
rientare gli avversari. La differenziazione fra La situazione di gioco, quindi, è responsabi- In questa breve rappresentazione schemati-
discipline open e closed avviene, quindi, le del grado di incertezza presente in essa ca dell’azione di gioco del calcio va fatta
sulla base delle caratteristiche di stabilità e dato che il risultato della “giocata” dipende un’ultima considerazione che riguarda il PP
prevedibilità dell’ambiente. Le attività open da come e con quale qualità sono trattate “responsabile” nell’assicurare l’energia
sono inserite in un ambiente variabile ed le informazioni in entrata (input), cioè necessaria alla prestazione, cioè quello fisi-
imprevedibile e l’atleta deve reagire ad prima che la palla entri nel contesto situa- co-condizionale. Tale fattore è di notevole
eventi mutevoli. Per questo si parla di zionale analizzato; da cosa fare per risolve- importanza in quanto il ciclo dei processi
externally paced skills, ovvero di abilità re a proprio vantaggio la situazione (deci- cognitivo-motori appena citato, nel corso
influenzate da eventi esterni (Singer 1980). sion making) e come strutturare l’esecuzio- della partita si ripete per centinaia di volte, e
Le abilità di gioco, più che vere tecniche ne nei parametri interni con cui si esprime in molte di esse sono richieste prestazioni di
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devono essere viste come “unità funzionali” una abilità (forza, precisione, direzione etc.). forza, di velocità, di resistenza agli impegni
(D’Ottavio1995), in altre parole utili alla L’output, quindi, è un compromesso di sin- di forza (soprattutto veloce) e di velocità, e
situazione. La situazione di gioco, unità di tesi delle varie fasi e dipenderà in tutti i casi un ottimale livello di i aerobica per mante-
gioco e di allenamento deve essere consi- dalla rapidità con cui si sviluppa il processo nere elevati i PP nel corso di tutta la gara. In
derata punto di riferimento sul quale basa- e dalla pertinenza (precisione) con cui si vari studi Bangsbø (1994), Mohr (2003),
re la didattica nella sua interezza: dall’os- caratterizza il gesto tecnico finale, cioè Castagna, D’Ottavio (2003), Cei, D’Ottavio
servazione-dimostrazione, alla comprensio- quello impiegato nella situazione. Essendo (2008) è stato più volte evidenziato
ne del compito fino alla applicazione nei la rapidità un PP molto rilevante e, in alcuni (mediante misurazione di parametri quanti-
tativi come il numero degli sprint, la corsa namento delle abilità tecnico-tattiche, le gio nel cross dal fondo, buon impatto della
ad alta intensità, l’efficacia di passaggio, i qualità decisionali, la percezione, l’anticipa- palla nel tiro al volo, ottima capacità di
gol subiti-segnati, etc.) come nonostante zione (Williams 2000; Vaeyens 2007; Cei, ambidestrismo in partita, scarso tempismo
standard medio alti di allenamento, la pre- Bonamano 1991; Ripoll 1989 ) etc. Gli nelle giocate etc.).
stazione nel complesso tenda a diminuire innumerevoli ricercatori che si sono occu- Una vera e propria ricerca su questi innu-
negli ultimi quindici minuti della partita o pati di indagare la prestazione del calciatore merevoli aspetti risulta evidentemente
comunque nelle fasi finali. hanno manifestato un interesse minore per complessa e laboriosa, ma non sono
Per questa ragione anche il controllo-ridu- la tecnica e la tattica, nonostante il tempo comunque mai mancati apporti di un certo
zione della fatica, senza entrare nella che gli allenatori riservano o dedicano al rilievo da parte di allenatori, talent scout,
natura assai complessa di questo fenome- miglioramento di questi PP sia di gran osservatori e cultori che si sono occupati
no psico-bio-fisiologico, deve essere con- lunga prevalente sugli altri obiettivi dell’al- della ricerca di modelli di riferimento per 49
siderato PP o comunque fortemente con- lenamento (salvo casi specifici 70-100% del l’individuazione di giovani giocatori mag-
dizionante gli altri fattori di prestazione. tempo a disposizione). Risulta evidente, giormente dotati. Tra essi vanno menzio-
Per cercare di rispondere al quesito iniziale quindi, che i cambiamenti di performance nati alcuni lavori scientifici (Reilly et al.
riguardo a quale/i PP sono più importanti, siano fortemente sostenuti da tale attività 2000) che validando il costrutto dei test da
anche se si ritiene che, in effetti, sia diffi- specifica e forse, in relazione a ciò, in futuro loro proposti, hanno rilevato differenze
cile rispondere senza una adeguata moti- sarebbe necessario effetturare uno sposta- significative fra giovani calciatori “d’elite”
vazione a sostegno, non si può certamente mento delle linee di ricerca. È anche vero rispetto a loro coetanei considerati “sub-
prescindere dal fatto che la qualità del comunque che è assai più facile misurare elite” nelle prove di orientamento, presa di
potenziale tecnico-tattico rappresenta la grandezze certe come la forza impiegata in decisione e anticipazione, oltre che nelle
matrice fondamentale su cui articolare il un salto verticale, la frequenza cardiaca o la corse di rapidità a navetta (agility), e acce-
resto del complesso prestativo. velocità aerobica massime utilizzando test lerazione sui 10-15 metri.
diretti o indiretti (misurazione di parametri Tali riscontri ovviamente tendono ad evi-
Ricerca scientifica e tecnica correlati p.e. altezza di salto e livello forza denziare l’efficacia di una esecuzione tec-
del calcio esplosiva) che cercare di misurare il livello nica piuttosto che la sua qualità motoria -
di una abilità tecnica o dell’anticipazione intendendo per qualità il grado di scosta-
Da questa breve e sommaria introduzione che ovviamente risentono maggiormente di mento (errore) da un modello ideale –
si intravedono le caratteristiche peculiari quella interferenza contestuale (Shea, Kohl, mettendo in luce come tale concezione
della prestazione del calcio che si riassu- Indermill 1990; Stratton 2004; Williams, soddisfi le esigenze di uno sport open, le
mono in: Hodges 2007) o complessità della situazio- cui abilità si definiscono per l’appunto
ne legata all’incertezza che caratterizza le open skills.
• capacità e abilità tecnico-tattiche; diverse azioni di gioco. Ali (2010) in una sua rewiew sull’argomen-
• qualità della condizione fisica specifica; Tuttavia alcuni lavori (Fitt, Posner 1967; to riporta alcune espressioni sul concetto
• capacità di esprimere tali PP nel corso D’Ottavio 2003, ecc.) riferendosi al conflitto di tecnica di alcuni Autori (Knapp 1977;
della partita; rapidità >< precisione esistente durante Bate 1996) nelle quali si mette in rilievo la
• capacità di utilizzare i diversi PP durante l’esecuzione di un movimento o di un gesto differenza concettuale esistente fra techni-
gli allenamenti (p.e. lavoro in condizioni tecnico, riferiscono della possibilità di otte- que (tecnica, intesa come procedura usata
di stress psico-fisico); nere prestazioni comunque positive agen- per eseguire un’attività o un compito spe-
• motivazione, agonismo, spirito di squa- do sul fattore difficoltà (complessità) pre- cifico) e skill (abilità, intesa come capacità
dra sia in gara sia in allenamento. sente nell’esercizio. Un compito facile in di realizzare un compito), sostenendo
effetti può richiedere sia precisione che quanto più volte riportato che: “…un gio-
La ricerca scientifica, nonostante la presta- rapidità, per esempio nei giovani calciatori, catore può essere in possesso di buoni
zione sia fortemente multifattoriale e multi- mentre un giocatore evoluto dovrebbe rea- modelli di movimento (technique), ma se
dimensionale (con variazioni legate alla lizzare il suo compito anche in condizioni non esegue la giusta azione al momento
tipologia del campione di giocatori impiega- di relativa difficoltà trovando un “ottimale” giusto (skill) diventa un “giocatore quasi
ti) nella maggior parte dei casi si è occupata e personale compromesso tecnico e coordi- inutile” (Knapp, 1977); “…quindi, isolare un
di indagare le qualità bio-energetiche dei nativo. aspetto del gioco, per esempio, un passag-
giocatori rilevate attraverso test fisici e Nella letteratura specializzata diversi autori gio o un tiro in una situazione statica, può
fisiologici sia in laboratorio sia in campo, (Alì 2007, 2010; Rostgaard et al. 2008) si renderlo l’esecuzione di una “tecnica”,
mettendo a disposizione degli addetti ai sono occupati di misurare l’efficacia del piuttosto che di una “abilità”. In altre paro-
lavori, preparatori ed allenatori, una mole compito tecnico indagando su questi due le, il cosiddetto timing, legato al contesto
assolutamente importante di informazioni. parametri del movimento (rapidità e preci- situazionale e cioè: “fare la cosa migliore al
L’impiego poi di tecnologie specifiche come sione) anche in condizioni di fatica. Poche momento giusto” risulta l’aspetto fonda-
GPS, metabolimetri respiratori, lattacidome- esperienze di ricerca invece sono state con- mentale nell’acquisizione e nell’allenamen-
tri, cardiofrequenzimetri, pedane di forza, dotte sul piano biomeccanico ed in partico- to della tecnica e, quindi, isolarsi dal conte-
encoder e sistemi di video analisi hanno lar modo ciò è avvenuto attraverso la sto di gioco significa non rispettare il
decisamente contribuito a fornire dati, che misurazione di parametri angolari e cine- significato di skill che ingloba le dinamiche
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una volta superati i necessari criteri di vali- matici dei vari gesti tecnici del calcio (p.e. dell’azione e le difficoltà derivate dalla pre-
dazione, hanno permesso una migliore Lee 1998; Luhtanen 1994). Nel campo della senza di pressioni, fra cui la più importante
impostazione dei parametri dell’allenamento valutazione tecnica si ricorre normalmente è rappresentata dalla presenza dell’avver-
(Reilly 1996; Rampinini 2007; Castagna a variabili qualitative cioè si utilizzano sario. È proprio la presenza di un’opposi-
2003; D’Ottavio 1994, 2003). aggettivi di riferimento derivanti dallo spe- zione (caratteristica basilare della situazio-
Un numero minore e globalmente scarso di cifico quadro lessicale utilizzato nell’am- ne) che avvia nel giocatore processi legati
lavori hanno trattato, invece, i PP relativi biente calcistico (p.e. buona copertura della alla percezione, all’anticipazione e alla
agli aspetti prettamenti tecnici come l’alle- palla, discreto equilibrio sul piede d’appog- capacità di prendere decisioni.
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Metodi secondo i casi può durare anni, si tende a grammato, mediante principi e criteri
di insegnamento-allenamento rendere l’esecuzione stabile e adattabile a strutturati sia nella forma e nei modi, sia
stimoli ambientali previsti o improvvisi (rim- nei tempi di realizzazione, ponendosi degli
Sul piano metodologico spesso i termini balzo irregolare, traiettoria della palla devia- obiettivi da realizzare. Quindi, dovendo con-
insegnamento e allenamento sono impro- ta improvvisamente, movimento di un seguire finalità precise, cioè quelle di inse-
priamente utilizzati come fossero sinonimi. avversario o di un compagno non previsto, gnare ed allenare, cioè rendere sempre più
Insegnare vuole dire: “far apprendere, etc.). L’allenamento della tecnica, invece, efficienti, le tecniche del calcio, ogni mezzo
comunicare e trasferire il sapere, guidare deve mettere in condizione il giocatore di giustifica il fine. In altre parole si può dire
all’apprendimento di discipline, arti, scienze, esprimere il potenziale raggiunto mediante che non esiste una metodologia gold stan-
sport attraverso metodi didattici”. Mentre l’insegnamento, attraverso contenuti che dard, ma probabilmente è meglio far riferi-
allenare significa: “…dirigere l’attività di riproducano stimoli e variabili di gara, cioè mento ad una serie di approcci metodologi-
preparazione degli atleti alla disputa di una in presenza di fattori “destabilizzanti” come ci che, secondo le esigenze (p.e. ragazzi con
gara o guidarne gli esercizi per fare sì che per esempio: effettuare una giocata senza attitudine e ragazzi meno dotati, oppure in
mantengano lo stato di forma”. Prendendo avere il tempo di anticipare; effettuare un relazione alla fase del processo di apprendi-
spunto da queste due definizioni tratte la passaggio evitando il contrasto attivo da mento, etc.) vengono opportunamente
prima dal Dizionario della lingua Italiana parte dell’avversario; eseguire una tecnica messe in atto dagli allenatori. Cercando una
online Hoepli la seconda dal Vocabolario nei suoi parametri di forza e direzione dopo semplificazione pedagogica, e tentando
Treccani, ci sembra sufficientemente chiaro aver rapidamente scelto questa soluzione quindi di fornire una linea perseguibile
come le pratiche di insegnamento nel calcio fra altre anch’esse possibili; mantenere l’ef- nella pratica, possiamo dire che in generale
si riferiscono al trasferimento di conoscenze ficienza tecnica in condizioni di stanchezza; l’allenatore cerca di trasmettere il suo sape-
e competenze da parte dell’allenatore verso esprimere il meglio del proprio bagaglio tec- re attraverso un suo agire, cioè stabilendo il
gli allievi al fine di strutturare le tecniche nico in partita, ecc. programma e le relative modalità attuative.
necessarie al gioco. Tale prassi si realizza Quindi, sia nell’insegnamento sia nell’alle- Tale prassi si struttura facendo riferimento
prevalentemente dalle fasi di avviamento namento si tratta di trasferire e modellare a teorie dell’apprendimento che per cono-
(p.e. scuole di calcio) fino alle categorie gio- mediante una didattica appropriata gli scenze culturali, o per aspetti legati alla
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vanili agonistiche tenendo conto dei principi “strumenti” tecnici che serviranno a defini- personalità dell’allenatore, per istinto, per
di gradualità e di complessità dei contenuti re il PP relativo nell’allievo. In altre parole intuito, per inclinazione ad un certo tipo di
proposti. Meinel (1984), per esempio, rife- di sviluppare comportamenti motori da comunicazione, per caratteristiche dei gio-
rendosi all’insegnamento di una tecnica, parte del giocatore che tengano conto catori, può essere semplificata e riferita a
suddivide il processo in più stadi successivi: delle richieste presenti nell’esercizio, nella due poli (relativamente contrapposti) che
comprensione del compito, coordinazione situazione o nel gioco nel suo complesso. rappresentano altrettanti approcci metodo-
grezza, coordinazione fine e disponibilità I metodi didattici si riferiscono alle modalità logici: 1. un approccio cognitivo e 2. un
variabile. Verso la fine del processo, che con le quali si attua un piano di lavoro pro- approccio ecologico.
APPROCCIO COGNITIVO APPROCCIO ECOLOGICO

Teoria dei programmi motori generalizzati (SNC) Teoria dei sistemi dinamici (ambiente didattico)

Le abilità sono il risultato dello sviluppo di: • stimoli che derivano dalle caratteristiche dell’ambiente:
vincoli spazio-temporali, vincoli legati al numero,
• schemi motori dei giocatori, vincoli strutturali (superfici di gioco, 51
• programmi motori (classi di abilità) caratteristiche invarianti attrezzature, ecc.), regole e caratteristiche del quadro
(struttura profonda del movimento) e caratteristiche didattico, condizioni meteo, ecc.
superficiali

Tendenza all’utilizzo di metodi prescrittivi (preimpostazione Tendenza all’autorganizzazione (adattamenti e comportamenti


di esecuzioni di gesti e soluzione di compiti) tecnici in risposta al problema didattico)
Tendenza a una conduzione direttiva dell’allenamento Tendenza a favorire stimoli generati dal problem solving

Sul piano didattico della gestione


delle unità e sub-unità di insegnamento-allenamento

Si favorisce l’apprendimento basandosi tendenzialmente Si favorisce l’apprendimento basandosi su stimoli prevedono


su stimoli che prevedono la ripetizione del gesto la ripetizione del compito, quindi, lasciando maggiore libertà
e delle soluzioni tecniche (e tattiche) comportamentale tecnica e tattica

Sui piani di lezione-allenamento basati in entrambi


gli approcci sul principio delle proposte variabili
(principio della variabilità)

Agisce sia sulla variazione di parametri di tipo senso motorio Agisce sia sulla variazione di parametri di tipo senso-motorio
(componenti superficiali del comportamento motorio): velocità, (componenti superficiali del comportamento motorio): velocità,
ampiezza, forza e direzione del movimento, sia sulla variazione ampiezza, forza e direzione del movimento; sia sulla variazione
del programma motorio (maggiormente cognitivo) del programma motorio (maggiormente cognitivo)
L’azione dell’insegnante è diretta prevalentemente
L’azione dell’insegnante/allenatore diretta prevalentemente
ad agire sul comportamento motorio (azione tendente L’azione dell’insegnante è diretta prevalentemente a modificare
a modificare le tecniche esecutive le caratteristiche della situazione dell’esercizio, orientando
risposta e comportamenti tecnici

Feedback e interventi correttivi

Sia i feedback esterni relativi alla prestazione (FP) sia quelli Sia i feedback relativi alla prestazione (FP) sia quelli relativi
relativi al risultato (FR) sono più frequenti e tendenzialmente al risultato (FR) sono meno frequenti e tendenzialmente più
più orientati a evidenziare l’errore (minore tolleranza) orientati a favorire l’esperienza tecnica ritardando interventi
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di correzione (maggiore tolleranza dell’errore)


I feedback interni, non mediati dall’allenatore sono più precisi
I feedback interni (non mediati dall’allenatore) sono più globali
I feedback sostanzialmente sono prescrittivi
I feedback sono maggiormente descrittivi

Tabella 1 – Quadro sinottico delle caratteristiche principali dell’approccio cognitivo e di quello ecologico.
1. L’approccio cognitivo: “Il termine cogni- descrittive e cercano di trasferire compe- Un modello di apprendimento che permette
tivismo sta ad indicare procedure psicologi- tenze partendo dai significati (per quale di comprendere meglio fenomeni apparen-
che che si basano sui cosiddetti processi ragione occorre fare una certa cosa). Per temente inspiegabili dell’allenamento spor-
mentali superiori quali il pensiero, l’intelli- esempio il concetto di informazione psico- tivo è poi la teoria dei sistemi dinamici
genza, la memoria. Questa teoria afferma semantica (Ripoll 1987) mette in evidenza (Haken 1977; Kelso 1999). Nel calcio un
che gli stimoli vengono percepiti, registrati e come il giocatore agisca percependo dap- classico esempio è rappresentato dal cosid-
trattati come i dati di un computer (tratta- prima il significato dell’azione (p.e. margini detto “street football” la cui pratica, come
mento delle informazioni). rischio-sicurezza in una situazione difensi- avveniva qualche decennio fa, permetteva
L’apprendimento è una sorta di elabora- va) sul quale organizzare secondo una naturalmente (senza forzature) l’apprendi-
zione di dati, dove il movimento viene accezione probabilistica l’informazione mento delle tecniche del calcio poiché l’am-
52 modificato in base alle informazioni che psico-sensomotoria (propriocettori) (Ripoll biente si presentava ricco di stimoli sul
giungono dal movimento precedente. 1987) su cui costruire il gesto tecnico di piano sia emotivo-cognitivo sia motorio e
Come la cibernetica, il sistema umano è in risposta. L’allievo è introdotto nella situa- prevedeva tante ore di attività (parametro
grado di “autocontrollarsi” ed è il responso zione dalla quale cerca di emergere quantitativo spesso trascurato a favore della
(risultato) a giocare un ruolo chiave” (D’Ottavio 1989) secondo un processo di qualità). La caratteristica più significativa dei
(Wisloff et al. 2001). Si tratta di un modo autoregolazione (teoria dei sistemi dinami- sistemi dinamici è che pone più attenzione
di agire che stimola il processo di appren- ci, Gibson 1979; Handford et al. 2001), con al cambiamento di stato nel tempo che
dimento fornendo all’allievo indicazioni tecniche e movimenti che ritiene più eco- all’analisi degli stati stabili.
chiare e precise, facendo ricorso a una nomici e funzionali ai problemi presenti Si basa su una “emergenza spontanea di
fase dimostrativa e verbale del compito nell’esercizio, nella situazione e nel gioco. Il autorganizzazione” di abilità motorie senza
tecnico da apprendere. Con questa proce- trattamento della informazione avviene un programma prestabilito e senza la
dura, inoltre, si cerca di assistere l’allievo prevalentemente con modalità top-down, necessità di processi “coscienti”.
fornendo parametri di controllo, procedu- cioè dall’alto verso il basso che significa L’uso dello strumento “allenamento” per-
re di correzione delle tecniche (tendendo una minore automatizzazione poiché l’am- mette quindi una sorta di autorganizzazio-
all’utilizzo di quelle prescrittive) e sottoli- biente (posto in situazione down) viene ne nella quali viene costruito un modello
neando modelli e relativi pattern del esplorato per ottimizzare la risposta e ciò volto all’apprendimento del gesto tecnico
movimento da eseguire. Si parte dal pre- determina maggiori costi psichici. Negli per mezzo di ripetizioni soprattutto del
supposto che nel cervello esistono (imma- sport closed le modalità di trattamento compito tecnico, dando modo allievo di
gazzinati e che si sono evoluti partendo dell’informazione sono di tipo prevalente- controllare i gradi di libertà, ma sapendo
dagli schemi motori di base generali e spe- mente botton up, che significa una strate- già in anticipo che nessuna ripetizione di
cifici del calcio) un programma motorio e gia che prevede un obbiettivo sostanzial- un movimento è identica ad un’altra anche
un relativo comportamento motorio mente conosciuto e quindi un comporta- se si cerca di fare in modo che lo sia
potenziale dettato dalle caratteristiche mento tecnico già programmato e pronto (Bernstein 1969; 1987). L’obbiettivo è per-
dell’esercizio o della situazione che va all’uso (con bassi costi psichici). Nei pro- mettere di ottimizzare la tecnica del gesto
strutturato (adattato) in relazione al com- cessi di autoregolazione l’allievo tende attraverso le variazioni dell’ambiente.
pito. Per esempio la teoria dello schema quasi naturalmente a organizzare e riorga- L’organismo percorre modelli di comporta-
(Schmidt 1980), e successivamente dei nizzare costantemente il proprio compor- mento e di attuazione scelti in base alle
programmi motori generalizzati (Schmidt, tamento motorio per essere efficiente interazioni tra le sue componenti interne e
Wrisberg 2010) parte dal presupposto che, rispetto alle richieste. Un esempio classico la sensibilità verso le situazioni esterne,
per ovviare al problema dell’enorme mole è quello di una persona che si trova su un mediante processi di adattamento.
di programmi motori che si dovrebbero nastro trasportatore camminando ad una Oltretutto, considerando che nella maggior
immagazzinare nel corso della vita se il certa velocità. Se la velocità gradualmente parte dei sistemi biologici (non lineari),
rapporto programma-movimento fosse viene incrementata ci sarà un punto (nor- avvengono alcune fluttuazioni possiamo
1:1, sono memorizzati programmi motori malmente fra 7 e 8 km/h) in cui il soggetto considerare l’errore una necessità per il
generalizzati contenenti comandi motori passerà inconsciamente dal cammino alla processo di adattamento e in generale per i
che definiscono la struttura profonda corsa. Questo perché la sua motricità ed i sistemi che apprendono (Ashby 1956).
comune a una intera classe di movimenti costi energetici connessi ad essa lo portano Per meglio comprendere le particolarità dei
(ad esempio, lanciare, saltare o calciare e inconsapevolmente ad utilizzare lo schema due approcci: cognitivo (si parte da un
ricevere, nell’esempio tipico del calcio), di movimento più economico. progetto centrale che regola il rapporto
mentre le caratteristiche superficiali speci- L’approccio ecologico ritiene che il ricorso a percezione-azione) ed ecologico (“salva-
fiche sono definite di volta in volta strutture mentali prescrittive non sia indi- guardare” l’ambiente, cioè si parte dalle
mediante un processo di parametrizzazio- spensabile perché l’informazione riguardo esigenze dell’ambiente, che nel nostro caso
ne collegato alla richiesta del compito l’azione è direttamente disponibile per chi è quello didattico) nella tabella 1 presen-
(Schmidt 1980; Schmidt, Wrisberg, 2000). agisce nell’ ambiente. Infatti, il sistema tiamo sinteticamente le caratteristiche
senso motorio possiederebbe proprietà di principali dei due approcci.
2. L’approccio ecologico: un diverso auto–organizzazione che non necessitano il Come si faceva cenno in precedenza sarà
modo di agire, quello ecologico, invece si ricorso ad un programma motorio o a una proprio della capacità dell’allenatore utiliz-
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articola con l’allenatore che propone una parametro spazio-temporale preciso da zare le strategie migliori secondo le oppor-
didattica mettendo a disposizione dell’al- parte del cervello (centrale di comando). tunità, ricercando, anche nelle fasi di una
lievo un ambiente fortemente stimolante, Tale approccio si basa sull’idea che il siste- stessa seduta di allenamento – per esem-
in grado di orientarne i comportamenti ma nervoso centrale (Snc) non sia regolato pio quando gli obiettivi sono molteplici e
motori. Le indicazioni da parte dell’allena- da specifiche leggi, ma si sviluppi a partire non tutti sono stati raggiunti con la stessa
tore sono meno frequenti e si riferiscono ai dalle influenze ambientali sui gruppi neuro- qualità – una alternanza dei metodi.
pattern fondamentali del movimento o nali che si specializzano su specifici compiti Comunque, sempre cercando di generaliz-
gesto tecnico. Esse sono prevalentemente (Edelman 1987). zare, entrambe le procedure possono far
e con variazioni di regole (small side
games) offrono ovviamente una grande
Alta prevedibilità
della situzione e della pratica varietà di stimoli. Dal grafico si possono
Pratica notare le molteplici possibilità da parte
casuale dell’allenatore di orientare le proposte
didattiche scegliendo di collocarsi all’in-
Pratica guidata Partita terno del grafico in maniera più “protetta”

Alto
Partite adattati Partite si campo alle interferenze (imprevedibilità e variabi-
Abilità singola ridotto lità della situazione e della pratica) oppure
più “esposta”. La scelta avverrà in base alle

contestuale
caratteristiche del proprio gruppo: età, 53
anni di attività, livello tecnico e attitudine,
obbiettivi prefissi in un piano programma-
Pratica Pratica to (periodizzazione), capacità di adatta-
costante Variabilità dell’esercitazione variabile
o specifica Interferenza mento (apprendimento), momenti più o
Basso Alto meno favorevoli (p.e. problematiche relati-
ve al picco di crescita staturale individuale
etc.) periodo dell’anno, condizioni ambien-
tali (strutture e attrezzi) condizioni clima-
tiche etc.
Pratica seriale Pratica seriale Un ulteriore problema, non irrilevante,
Abilità singola Varie abilità riguarda l’utilizzo della dimostrazione
Basso

durante le fasi di insegnamento e come


essa debba essere proposta. La maggior
Bassa prevedibilità Pratica parte degli autori conviene sull’importanza
della situzione e della pratica a blocchi di questa fase (Hodges, Franks 2004; Horn,
Williams 2004; McCullagh, Weiss 2001;
Scully, Newell 1985) anche se non sempre
esiste accordo, per esempio su come
dovrebbe essere accompagnata dall’infor-
Figura 2 – Relazione tra variabilità della pratica, interferenza contestuale (complessità) e attività
pratica (adattato da Stratton et al. 2004, in Williams, Hodges 2007).
mazione verbale, sulla quantità e la tipolo-
gia dei feedback che dovrebbero essere
somministrati, e sui dettagli che dovrebbe-
ricorso ai metodi del problem solving (solu- tecnica ripetuto per decine di minuti). Per ro essere messi maggiormente in luce.
zione di problemi), o della scoperta guida- contro l’uso di esercizi proposti in forma Anche in questa specifica fase i vari Autori
ta, fino alla libera esplorazione. Poiché random cioè senza un ordine prestabilito fanno presente come la dimostrazione
queste tecniche di insegnamento sono prevede di stimolare più abilità e altrettanti debba evidenziare il come (how) e il cosa
caratterizzate da una prevalente autono- obbiettivi durante l’allenamento cambiando (what) dell’esercizio da svolgere e come in
mia e libertà motoria, l’allievo viene solleci- continuamente il programma motorio che questa fase occorra incoraggiato l’allievo
tato anche a trovare risposte personali al sottende le abilità impiegate e/o la parame- all’apprendimento.
problema, a sperimentare soluzioni nuove, trizzazione del gesto. La metodica a blocchi La motivazione e la percezione da parte
ed orientare di conseguenza la crescita nell’insegnamento ovviamente permette di dell’allievo di poter riuscire nell’esecuzione
tecnica verso il raggiungimento di una per- raggiungere risultati tecnici più precoce- risultano fondamentali per attivare pro-
sonalità calcistica creativa. Ovviamente tale mente, ma con il rischio di una minore cessi imitativi e di ritenzione (memorizza-
modo di agire è più vicino ad un approccio flessibilità nell’adattarsi successivamente al zione). Essendo spesso le abilità espressio-
ecologico e meno prescrittivo. L’utilizzo del contesto situazionale. Nei bambini, anche ne di un complesso di parametri come
problem solving e di altri contenuti didatti- in virtù di una precaria attenzione generata precisione, forza, potenza, forma, ampiez-
ci che prevedono variabilità della pratica spesso da esercizi noiosi e ripetitivi, sembra za di movimento, etc., saranno gli intendi-
(p.e. ripetizioni del passaggio ma con che una didattica basata su una relativa menti dell’allenatore e le priorità stabilite
angoli di lavoro diversi, forza e traiettorie alta interferenza contestuale comporti una dai compiti richiesti, nonché il livello tec-
modulabili in altezza e potenza) come buona reazione di adattamento (Wulf nico degli allievi, a evidenziare maggior-
avviene negli small sides games (miniparti- 1991; Yan, Thomas, Thomas 1998) mente un aspetto rispetto all’altro.
te in spazi ridotti con e senza inferiorità La figura 2 mostra secondo una lettura Tuttavia negli sport open, al contrario di
numerica) e nelle partite dove l’interferen- che va dal basso-sinistra verso l’alto- quelli closed, la dimostrazione è meno fre-
za contestuale è massima, l’apprendimento destra come le abilità singole o multiple quente e tendenzialmente dovrebbe met-
della tecnica potrebbe sembrare ritardato a (più gesti tecnici anche in combinazione) tere più in risalto l’obbiettivo da raggiun-
fronte del raggiungimento di una esecu- devono essere costruite secondo modelli gere, lasciando un maggior grado di
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zione “corretta”. È stato dimostrato (Lee, parzialmente stabili (o relativamente insta- libertà nell’esecuzione. L’esecuzione quindi
Magill and Weeks 1985, Singer 1980) che bili) tali da essere “dinamicamente” pronti non dovrebbe essere troppo costrittiva
tale procedura produce effetti di transfer a ad adattarsi alle variabili dell’azione di (vincolante) in quanto alcuni pattern del
medio lungo termine maggiori rispetto ad gioco che negli sport open, come il calcio, movimento potrebbero non andar bene
una pratica a blocchi che prevede ripetizio- mutano istante per istante e sono solo per tutti (“one size fits all”, taglia unica).
ni costanti e con poche variazioni (p.e. parzialmente prevedibili. Situazioni, pos- Anche la fase dimostrativa dovrebbe sti-
stesso esercizio con pochi elementi tecnici sessi di palla, ed esercizi che si basano sul molare gli allievi al problem solving e inco-
e/o senza variazione dei parametri della modello partita (in alto a destra) standard raggiarli a trovare anche soluzioni alterna-
tive. Inoltre, anche se tenendo conto di Agilità tecnica e mentale
variabili e gradi di libertà in una certa
misura accettabili, viene consigliato di non Attualmente sono stati realizzati vari lavo-
limitare le esecuzioni meno convenzionali ri scientifici che hanno sottolineato l’im-
dei gesti tecnici da parte degli allievi, in portanza della capacità di cambiare dire-
pubblicità libri calcio quanto potrebbero poi risultare più zione (COD, change of direction) nelle pre-
rispondenti alla motricità individuale e stazioni sportive di squadra fra cui il calcio
quindi più funzionali. Punti di visti più (Brughelli et al. 2008; Sheppard, Young
estremi in tal senso sottolineano che l’at- 2006; Markovic 2007). Questa caratteristi-
tenzione dell’allievo durante la dimostra- ca di realizzare tratti di corsa relativamen-
zione dovrebbe essere orientata quasi te rapidi e nello stesso tempo, invertire il
esclusivamente verso l’obiettivo dell’azione senso della corsa o cambiarne la direzione
(Wulf et al. 1999). Tuttavia, secondo l’ap- verso destra o sinistra, risulta essere una
proccio – cognitivo o ecologico – o di altri qualità fisica che il giocatore utilizza in
stili di insegnamento che fanno riferimen- base agli stimoli che percepisce nel gioco,
to a posizione intermedie, la dimostrazio- ai quali risponde modificando le traiettorie
ne ed i relativi feedback potranno essere di spostamento. Per molti Autori questa
più prescrittivi (costrittivi) o solamente qualità deve essere considerata una qua-
descrittivi lasciando più autonomia nel lità a parte poiché non risulta mai forte-
raggiungere l’obiettivo. Quando l’obiettivo mente dipendente da altre. Young et al.
è chiaro e l’esecuzione richiesta non risul- (2001) riferisce nei sui lavori di una mode-
ta effettivamente difficile, la dimostrazio- rata correlazione (maggiore fra le calcia-
ne non produce più effetti di quanto possa trici) fra la corsa in linea e la capacità di
fare una buona informazione verbale. compiere COD, tale da far considerare le
L’importanza della dimostrazione è ulte- due qualità come separate. Altri Autori
riormente ribadita da nuove scoperte che hanno riportato una bassissima correla-
riguardano i neuroni a specchio e le rica- zione fra la massima forza muscolare delle
dute che ciò ha comportato nell’apprendi- gambe ed i COD, che aumentava legger-
mento per imitazione. mente nelle atlete, e quando i dati veniva-
I neuroni a specchi sono una speciale clas- no messi in relazione al peso del corpo
se di neuroni, situati a livello dell’area F5 (forza relativa). Pareri contrastanti infine
nella corteccia premotoria, che si attivano vengono riportati per quanto concerne gli
sia durante l’esecuzione di un compito (o indici di forza esplosiva, misurati attraver-
un’azione), sia alla vista del compito stesso so i vari tipi di salti verticali ed orizzontali
eseguito da un altro soggetto. Per la loro (mono e bipodalici), e il grado di influenza
particolarità di riflettere le azioni viste sulle varie prestazioni di COD. Tuttavia, di
come se ci si specchiasse venne dato loro contro, è stato riportato che sessioni di
il nome di “neuroni specchio”. allenamento che prevedono balzi e multi
Questa scoperta, che risale ai primi anni ’90, balzi monopodalici nelle varie forme
frutto del lavoro di un equipe dell’Univer- (avanti, alto-lungo, laterali etc.) abbinate a
sità di Parma condotta da Giacomo esercizi specifici di COD con e senza palla,
Rizzolati e dal suo gruppo (Rizzolati, Sini- sembrano produrre netti miglioramenti su
gaglia C. 2007) fu significativa anche per- test specifici (Gabett 2006; Dean et al.
ché rappresentò un altro importante tassel- 1998; Cristou et al. 2006). Inoltre, Cressey
lo che poneva la fine allo schema rigido e et al. (2007) riferiscono che l’allenamento
fisso che metteva in netta distinzione per- basato su esercizi propriocettivi eseguiti
cezione, cognizione e azione, andando a sopra pedane instabili in aggiunta a speci-
conferire al sistema motorio le sue reali fici COD produce significativi incrementi
potenzialità. della prestazione.
Apprendimento motorio per imitazione Tale PP viene denominato anche agility
significa, quindi, comprensione delle azio- (agilità) proprio in virtù di una destrezza
ni e loro previsione ed empatia, e si carat- specifica che comporta:
terizza per l’acquisizione di un nuovo pat-
tern che contempla sia un’azione, sia un • fluidità di movimento;
comportamento. La particolarità di questi • elasticità nella fasi di inversione-cambio
neuroni che agiscono sui sistemi previsio- di direzione (impulso);
nali (anticipazione) è che possono produr- • reattività e relativa accelerazione per
re risposte tecniche anche modificando non perdere velocità;
completamente il comportamento motorio • capacità di decelerazione tendente a
rispetto a quello osservato (modalità non ridurre i tempi di frenata;
coerente). Tale caratteristica mette mag- • “gestione” e controllo ottimali del ciclo
giormente in risalto la capacità di questi stiramento-accorciamento (stretching-
neuroni motori di rappresentare un ruolo shortening) tendente a ridurre i tempi di
fondamentale nelle operazioni cognitive di accoppiamento (coupling time) durante
presa di decisione. i COD;
• simmetrizzazione (bilateralità) dei movi- velocità nella conduzione di palla, sia con nonostante le difficoltà di affrontare lo
menti; prova singola, sia su serie ripetute (valutan- studio di variabili qualitative nelle abilità
• economia di movimento tale da mante- do di conseguenza l’affaticamento durante tecniche sia effettivamente elevata, occor-
nere il “controllo” da un punto di vista il test), misurata su giovani d’elite di club re tentare qualche strada non ancora
coordinativo nel suo complesso (arti olandesi per quattro anni (dai 14 ai 18 anni) intrapresa. Ciò anche in virtù del fatto che
superiori, tronco, capo, etc.); abbia dimostrato di essere poi un indice l’allenamento di questi PP è percentual-
• capacità di mantenere sotto controllo discriminativo il successivo percorso di car- mente di gran lunga il più utilizzato dagli
l’intero sistema durante l’esecuzione di riera. Infatti coloro che in quel periodo allenatori di calcio. Riguardo ai metodi, se
gesti tecnici, cioè quando il giocatore mostravano migliori prestazioni nel dribble si prendono in considerazione le esigenze
partecipa attivamente all’azione, e per the ball continuavano la loro carriera in del contesto e dell’individuo, che si pre-
tutta la gara in special modo quando squadre professionistiche di primo livello al sentano a loro volta come entità dinami- 55
sopraggiungono condizioni di fatica contrario di loro pari che, pur essendo stati che, che cioè cambiano nel tempo il loro
selezionati come elite, avevano ottenuto stato (inteso come caratteristiche e livelli
Tali tipi movimento (spostamento), difficil- risultati meno positivi nelle prove di guida di qualità), possono essere utilizzati sia
mente identici tra loro nelle varie fasi della della palla e da adulti (dopo i 20 anni) mili- l’approccio cognitivo, sia quello ecologico
partita, in termini di sequenze, angoli di tavano in squadre di livello inferiore. Altri anche se partono da posizioni diverse.
variazione, distanze e velocità, ed eviden- studi (Alì 2007, 2011; Rostgaard et al. 2008) Resta comunque il problema della cosid-
temente come valore-significato insito nel costruendo percorsi che riproducevano detta interferenza contestuale. Il grado di
gioco, rappresentano senza ombra di dub- sequenze di gara, hanno elaborato e valida- complessità e la forma con cui vengono
bio una particolarità caratteristica degli to scientificamente alcuni test che indaga- somministrati i contenuti didattici rappre-
sport di squadra. Specialmente il punto 8, vano sulla capacità di mantenere efficienti sentano la filosofia che sostiene le scelte
mette in risalto come le varie possibilità di rapidità e precisione di passaggio e tiro da parte dell’allenatore e i margini di
esprimere COD durante il gioco debbano durante l’esecuzione ripetute di più prove. I rischio che si vogliono affrontare. La ricer-
interagire e divenire a volte struttura di test si sono rivelati sensibili a definire i PP ca di una automatizzazione precoce del
movimento portante delle tecniche di implicati e il relativo costrutto, e inoltre gesto tecnico, privilegiando la pratica a
gioco. Infatti cambi di direzione e di senso vista la costrizione del tempo presente nel blocchi rispetto a quella random, potrebbe
nella corsa possono essere compiuti anche test soddisfacevano in qualche modo anche condurre ad ottenere risultati a breve ter-
nella guida della palla con dribbling (nel una parziale esigenza di validità ecologica mine, ma potrebbe rendere l’abilità rag-
gioco del rugby questa azione è eclatante); in quanto venivano riprodotte condizioni di giunta meno flessibile di quella che è pos-
prima di apprestarsi a ricevere la palla; gioco simili a quando si è in presenza del- sibile ottenere con un processo inverso.
prima di un tiro; nell’azione di smarca- l’avversario. Per quanto riguarda la somministrazione
mento, etc. Sul piano didattico è perciò di feedback, le modalità descrittive piutto-
consigliabile organizzare percorsi e forme Conclusioni sto che prescrittive aiutano l’allievo a tro-
di allenamento che prevedono vari COD vare soluzioni personali al problema sul
inserendo quando possibile la presenza In questo lavoro si è voluto sottolineare piano sia tecnico sia tattico. Inoltre partire
della palla. Ciò può essere realizzato come la prestazione calcistica si caratteriz- dalle esigenze-significato dell’ambiente
ponendo la palla in corrispondenza del zata da una serie di fattori (PP) che la ren- (esercizio didattico) per stimolare specifi-
COD, e anche creando situazioni di gioco dono un fenomeno complesso e multifat- che risposte tecnico-coordinative, sembra
ad hoc nelle quali in entrata e/o in una toriale. La caratteristica di essere uno sport rispondere meglio al concetto di skill che
fase intermedia per esempio si inseriscono di situazione prevede che le abilità tecni- implica una costante implicazione dei pro-
esecuzioni di COD (anche in competizione che siano rispondenti a requisiti “open” cessi mentali. Conseguentemente esercita-
con altri compagni) per “guadagnarsi” il piuttosto che “closed”. L’azione di gioco zioni situazionali e basate sul modello
posto o la priorità nella situazione o nell’e- nel calcio si configura, quindi, attraverso gara come gli small sides games ed i
sercizio-partita. Modelli di allenamento una serie di operazioni sia mentali sia match play, sembrano essere una scelta
che prevedono tali contenuti permettono motorie, e l’anticipazione e la percezione adatta a tutte le età. Infine l’agilità, termi-
di sviluppare non solo l’agility da un punto dei dettagli dell’ambiente risultano fonda- ne con il quale si intende la capacità di
di vista fisico ma evidentemente anche mentali per avviare processi decisionali e cambiare repentinamente direzione nel
una mental and tecnica agility che carat- esecutivi, interpretativi (feedback sul risul- gioco, che, a sua volta, come dimostrato
terizzi specificamente i diversi sport di tato dell’azione). La prestazione inoltre non da alcuni lavori scientifici è considerata un
squadra. È evidente che le minipartite può prescindere da una opportuna condi- prerequisito della prestazione e fattore
(small sides game), i possessi palla e le zione fisica in quanto nella partita, in discriminante l’alto livello, deve essere
partite, di per sé stimolano propriamente forma intermittente, si ripetono continua- allenata e valutata inserendo negli esercizi
certi processi. mente per centinaia di volte gesti, sposta- quando possibile le tecniche di gioco. Ciò
Come già detto, la ricerca scientifica dov- menti e azioni ad alta intensità. La forma- renderà più “ecologiche” le proposte
rebbe orientare i suoi nuovi progetti verso zione tecnica comunque risulta essere il didattiche e le renderà più rispondenti al
queste forme di combinazione, nelle quali perno fondamentale nello sviluppo del cal- modello di prestazione.
la componente fisica interagisce, formando ciatore e l’esperienza, oltre che la lettera-
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un complesso funzionale, con le abilità tec- tura specifica, indicano come più rispon-
niche e tattiche. Ed è opportuno che ciò denti, quelle modalità di insegnamento
avvenga indagando influenze ed effetti che tengono conto dell’efficacia del gesto,
durante l’esecuzione sia di azioni singole, piuttosto che far riferimento ad una L’Autore: Stefano D’Ottavio è dicente del Corso di
studi in Scienze motorie, Università Tor Vergata,
sia di azioni ripetute, cioè quando prevalgo- costruzione rigida della tecnica che si rifà Roma, Federazione italiana gioco calcio,
no rispettivamente il sistema neuromusco- a modelli teorici e non adatti a tutte le Settore giovanile e scolastico.
lare e quello metabolico. Alcuni studi taglie. La ricerca scientifica dovrebbe
(Huijgen 2009) hanno riportato come la affrontare maggiormente tali problemi, e E-Mail: stefano.dottavio@uniroma2.it