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IL COLONIALISMO

Colonia deriva dal verbo latino “colere”,che significa “coltivare”. Fin dall’antichità i coloni
abbandonavano il luogo d’origine, per andare a coltivare nuovi territori nacquero: le
Colonie. Da qui il termine Colonialismo, con cui si è soliti definire la politica di uno Stato
che come scopo ha la conquista di nuovi territori. Le colonie possono essere due:
- di Popolamento: un territorio viene conquistato da un nuovo popolo per essere
abitato. Ad esempio: Italia meridionale per i Greci o l’Africa del nord per gli altri
territori della penisola per i Romani;
- di Sfruttamento: un territorio viene conquistato per sfruttare le sue risorse naturali;
Le prime colonie dell’America a diventare indipendenti (formando l’U.S.A.) furono quelle
poste sotto il dominio inglese nel 1783. Nell’ corso dell’Ottocento anche l’America Latina
ottenne l’indipendenza.

L’IMPERIALISMO

Dal 1870 al 1914 il colonialismo ebbe una fase più aggressiva. Ogni nazione voleva
conquistare molte più terre e ciò divenne una vera e propria gara. L’obiettivo era
soprattutto quello di creare colonie di sfruttamento. Questa nuova fase venne chiamata
imperialismo, perché ogni nazione voleva creare un proprio impero.

LA CONQUISTA DELL’ AFRICA

L’Inghilterra voleva un impero coloniale da Nord a Sud: dall’Egitto alla Colonia del Capo.
La Francia invece voleva estendersi da Ovest a Est: dal Gambia all’Egitto. Fu proprio
l’Egitto a far scoppiare il contrasto fra le due nazioni. Infatti entrambe volevano il controllo
del canale di Suez Tanto che nel 1882 l’Inghilterra invase l’Egitto. La Francia chiese
all’Inghilterra di invadere la Tunisia. Fu la Conferenza di Berlino del 1884-1885 ad
assegnare il Congo al Belgio. E furono stipulate delle regole per la spartizione dell’ Africa.
Furono detti territori di “nessuno” perché essi erano in mano agli indigeni e lo Stato che li
avrebbe occupati ne sarebbe diventata il proprietario.

U.S.A. : UNA NUOVA POTENZA

Gli Stati Uniti nacquero nel 1776, quando le 13 colonie ottennero l’indipendenza. Nel corso
dell’Ottocento iniziarono la conquista del West; molti pionieri cercarono nuove terre per
creare nuove città. Ma quei territori non erano disabitati, ma abitati dagli Indiani d’America.
Essi furono uccisi e ridotti a vivere nelle riserve. Gli Stati Uniti erano in espansione, così
per lavorare nei campi furono usati gli schiavi africani, deportati dall’Africa… Ma perché i
neri d’Africa? Né in America settentrionale, né in America meridionale fu possibile
sfruttare la mano d'opera locale durante il periodo del colonialismo europeo. Gli indios
sudamericani non avevano i requisiti fisici necessari per svolgere i lavori più pesanti e non
avevano resistito alle epidemie di vaiolo introdotte dagli spagnoli. Gli africani, invece, per
loro natura più resistenti, costituivano da questo punto di vista un'alternativa. Venivano
reclutati sul posto, il più delle volte acquistati da mercanti arabi. Portati in America, essi
erano trattati come animali, mal nutriti, spesso morivano durante il trasporto o nelle
piantagioni. Nel 1863 fu abolita la schiavitù, ma la popolazione di colore continuò a vivere
in stato di miseria. Iniziò il periodo della Segregazione Razziale. Essi venivano isolati,
lasciati vivere nei loro quartieri, frequentare le loro scuole e i loro ospedali. Negli Stati Uniti
la segregazione razziale durò fino gli anni sessanta del XX secolo.