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ANIMA SORRIDENTE – OCCHIO DI FUOCO

“Ho fatto tutto quello che Dio mi ha permesso…


Noi uomini, operiamo secondo il nostro potere,
forza e spirito ma Dio dà la vittoria”.
(Carlo V: Discorso della sua abdicazione)

Nostro Signor Dio ci lasciò tre ricordi del Paradiso: la luce delle stelle, la bellezza dei
fiori e la lucentezza degli occhi della pura gioventù. Dei tre, il più bello è l'ultimo.
Perché la giovinezza pura è un'eroina. Eroina vera che deve sopportare gli scontri più
duri dei combattimenti di una guerra crudele, ma i cui allori non si tingono di
carminio con la luminosa ed orata dello spirito vincitore. Questa luce brillante e
serena è la tranquillità della coscienza. Dovuta all'unione sostanziale dell'anima e del
corpo, la serenità dell’anima si manifesta nello sguardo del corpo. L'anima sorridente
infiamma gli animi.

I - IL PIU’ GRANDE TRIONFO

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Il maggiore trionfo è dominare se stesso. In piena conoscenza di questa verità, l'antichità
pagana rendeva tributo di omaggio e di rispetto a tutti quelli che sapevano dominare
con ferma volontà il più forte degli istinti, che è l'istinto sessuale. E risalendo quanto
ci sia possibile la serie di documenti scritti, troviamo non poche volte, anche tra gli
antichi, la stima della purezza.
Cicerone, entusiasmato, scrive: "Nihil est virtute amabilius". "Non c’è niente di più
amabile della virtù."
Roma eresse un tempio a Pudicitia, la dea della purezza; e Tibullo bandisce con
orgoglio nel suo libro: "Casta placent superis". "La castità è gradita agli dei."
Le Vestali godevano di grandi privilegi. Se la carrozza di una di esse s’incontrava per
caso con un condannato a morte, questo veniva perdonato. Come le Vestali a Roma,
così pure i Druidi in Gallia, i sacerdoti del Nilo in Egitto, erano oggetto di profondo
rispetto, dovuto alla loro vita modesta.
La Sacra Scrittura ci dice: "Grazia su grazia è donna pudica, non si può valutare il pregio
di un’anima modesta" (Siracide 26, 15)
Ancora oggi, anche se la donna che è arrivata ai limiti dell'immoralità, sente
spontaneamente una certa emozione, un certo rispetto davanti alle giovani che
portano la vita pura.

Chi è che non si sente vinto per il dolce incantesimo di una gioventù mai profanata,
per il talismano dell'innocenza e della virtù?
Neanche chi nega cinicamente i valori morali possono sottrarsi all'influenza della
superiorità che irradia la giovane di anima pura. Non c'è valore più grande sulla
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terra che il carattere perfetto, il carattere di chi è una donna pura.
Il gioiello più prezioso della corona dell'umanità è la giovane pura, la giovane che sa
vincere se stessa. Lei è la culla della società, la quale, invece con giovani moralmente
degradate, va in bancarotta; lei è la caparra di un futuro più bello, la stella della
speranza. È tanto brillante quanto la stella, che nemmeno l'alito umano può
appannare.

II. - OH, QUANTO E’ BELLA LA GENERAZIONE CASTA!

Si è parlato sempre molto sulla bellezza femminile. È vero: la donna, è la regina della
creazione. Ma non tanto per la sua bellezza corporale ma per la dignità della sua
anima. Perché risulta anche insignificante l'affascinante testolina di un bambino con
fioriti riccioli, la lucentezza luminosa di alcuni occhi infantili grandemente aperti, le
cadenti accensioni dei bambini che non arrivano mai a tacere…; ma com'è poco tutto
questo se consideri che il corpo umano è un tempio sacro di Dio, e che dietro alcuni
occhi sorridenti, puri come la rugiada, c'è un altare per servire da trono! Dio eterno!
Secondo un antico proverbio, lo sguardo è lo specchio dell'anima. Allora, bene: la
bellezza dell'anima che può riflettersi più trionfalmente nello sguardo è la purezza
che si manifesta negli occhi della giovane. "Beati i puri di cuore perché vedranno Dio" (
Mt 5, 8.)
Si trova un pensiero profondo, interessante perché il linguaggio umano definisce
"verginale" la bellezza intatta, sublime, fresca della natura. Parliamo delle "cime
verginali" delle montagne gigantesche, dei "campi verginali coperti di neve", dei
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"blocchi verginali" che non sentirono i colpi dell'ascia. Quel silenzio, quella pietà ed
emozione sacra che si alzano nella nostra anima contemplando le bellezze verginali
della natura, si accrescono vedendo una giovane di "anima verginale". Sembra come
se una voce segreta ci sussurrasse all'orecchio quelle parole che ogni visitatore
ascolta arrivando alla sala di Turena, nel Museo Militare di Parigi: “Qui c'è il
santuario delle bandiere; tutto il mondo deve scoprirsi.”
Guarda il coraggio fervente della vita, la prontezza all'azione, quell'allegria
inalterabile, quella felicità che canta, quella primavera sorridente…; guarda come
risaltano i suoi occhi accesi. Lei sembra tutta una candela tesa al vento, una
promessa dell'alba, un inno celestiale.
Negli anni della gioventù, riempiti di promesse, germogliano di giorno in giorno
nella ragazza forze nuove, si accumulano energie latenti e l'anima trema con
un'attesa sacra. La purezza conservata incolume viene ad essere fonte abbondante di
energia per il lavoro riservato alla giovane, lavoro che reclama i maggiori sforzi.
I piani e desideri di vivere attestano un fatto corroborato dall'esperienza di chi ha
sviluppato una seria ed imponente attività: la castità contribuisce in un modo
misterioso e benefico ad incrementare il lavoro spirituale. Una primavera piena di
fervorosa frondosità, canta il puro soffrire dell’ entusiasmo, le speranze, gli sforzi di
una vita giovane. E mentre le altre - le povere sviate - hanno speso male la migliore
parte delle loro energie giovanili ed ora strisciano sommerse in un letargo
d’indifferenza, straccione, straccione di spirito, il cuore della giovane casta batte
vigoroso di allegria, i suoi occhi luminosi brillano come specchi di acque da sogno e
le loro forze sono in grande tensione se si tenta di abbracciare grandi imprese.
L'impurità porta alla bancarotta; la castità dà frondosità e forza di vita allo spirito e
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l'organismo. Nient'altro di più facile per la giovane casta che compiere il gran
comandamento di Dio: "Amerai il Signore Dio tuo, con tutto il tuo cuore e con tutta la tua
anima e con tutte le tue forze"
(Dt 5, 5)
I fiumi delle montagne scorrono con forza tra le rocce. Se li fossero data strada libera,
potrebbero causare danni spaventosi. Ma la mano dell'uomo sa indirizzare le loro
acque, e così li trasforma in una mite corrente che porta ai giardini la frondosità, ai
campi la fecondità e ai fiori la sua freschezza.
Forza naturale che irrompe con brio è l'istinto sessuale. Se lo lasci a suo agio, causa
una spaventosa distruzione nei tuoi ideali, nel tuo coraggio nel lavoro, nella tua
anima e nel tuo corpo; invece, se lo contieni entro i limiti indicati da Dio, questo
stesso istinto, questa forza, si trasforma in fonte di vita sorridente e felice.
La purezza comunica una forza invincibile alla volontà umana di fronte a tutte le
bassezze, per questo la purezza è il fondamento del carattere fermo. La purezza fa
dalla testa ai piedi donne. Quella che ha vinto se stessa non sarà vinta da un altro. Le
martiri eroiche del primo cristianesimo erano di vita verginale, e così ricevettero un
magnifico titolo: Virgo e martyr.
Nel Monastero di Santa María il Reale, di Nájera, si trovano i resti di una bisnipote
del Cid Bianca di Navarra.
Sulla sua tomba c’è questo bell’epitaffio:
"Qui giace la Signora Bianca. Bianca nel nome. Bianca e bella nel corpo. Pura e candida nello
spirito. Premiata nel viso. Gradevole nella condizione. Onore e specchio delle donne."
Bianchezza di giglio deve avere la tua purezza. Il tuo motto dovrebbe essere come
quella regina, "pura e candida nello spirito… ". la Tua gloria, essere onore e specchio
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delle "donne."
“Quale magnifico fiorire è una vita piena di speranze! Desideri, sentimenti, speranze di
un'anima umana destinata all'eternità; aneliti che si alzano ad altezze celestiali! Oh, quanto
bella è la donna casta! "La purezza spirituale è la fonte di tutta la bellezza”. (Conte Stefano
Széchenyi)
Se i giovani sapessero quale meravigliosa fonte di forze è la purezza, l'amerebbero
con passione, la conserverebbero incolume dal minore alito impuro, non la
rifiuterebbero con tanta frivolezza.

III. - SENZA CATENE!

La libertà entusiasma la gioventù. Va bene, quadra questo ideale. Ma c’è in realtà,


una giovane più libera di quella che sa ordinare, mediante l'impero della ragione, il
santuario della propria anima e difenderlo dai bassi istinti? E c'è schiava più degna
di compassione di chi si vede legata con catene come in prigione dagli istinti ciechi
del proprio corpo, per il peccato dell'impurità? Non è libera chi fa quanto ne vuole,
bensì chi sa volere ciò che deve fare, colei che sa controllarsi.
Vivere nell'impurità… Questo è libertà? Servire da foraggio ai maiali come la
margherita?

Non può apprezzare né comprendere la vera libertà se non la giovane di vita pura,
perché la vera libertà consiste nella libertà dell'anima.
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Ah, carissima amica! Se riuscissi a conservare sempre pura la tua anima! Se fossi
sempre araldo invincibile in questa guerra di vera e nobile indipendenza, in questa
crociata della purezza cristiana!
Magari facessi parte del corteo delle giovani che propagano anche questi ideali
sublimi! Guarda, cara amica, quanti si dibattono, quanti s’immergono, quanti
annegano in questo terribile peccato! Forse sei circondata da alcune di queste
disperate. Sii tu il loro angelo custode!
Comunemente le ragazze sono quelle che possono di più in questo punto. Prova ad
ispirare più fiducia. Non appena si parli in tua presenza di cose impure o ad esse si
faccia accenno, richiama l'attenzione con serietà, con dolcezza, ma con fermezza. È
possibile che salvi qualcuno dalla prima caduta. E chi può avere maggiore
soddisfazione di te nel poter rendere grazie a Dio nella preghiera della sera: "Grazie,
Signore, per avere salvato un'anima per Te"?
Parla con parole accese; parla principalmente con l'esempio della tua vita. Parla loro
con queste parole del poeta:
"Dio mi ha inviato a voi affinché irradi in ogni luogo, in silenzio, il fuoco vivo dei
suoi raggi che hanno fatto ardere il mio cuore. Dio mi ha mandato alle sorelle che
camminano nella notte per servirgli da astro luminoso".

IV. - VOLONTÀ, FORZA, VITTORIA

Questa libertà dello spirito comunica allo sguardo del bambino innocente
un'espressione tanto affascinante che i pittori più insigni del mondo, volendo
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dipingere gli angeli - pertanto una bellezza ultraterrena - prendono come modelli i
visi infantili. Questo sguardo sorridente è rugiada rinfrescante, puro nel bocciolo
dell'umanità.
Anche nel viso dei giovani si scorge una bellezza celestiale. Il pagano Platone
scriveva in questo modo: "Che cosa occorre per vedere Dio? - Purezza e morte."
Non ha una tale serenità la volta del cielo quando sorride, né folgorano così le stelle accese
della notte, né brilla con tanto vivi colori la perla di rugiada, né è tanto pulito il rigagnolo
cristiano…; forse sarebbe così lo sguardo degli angeli se prendessero un corpo.
Per quegli occhi guarda un'anima angelica al fiorire della primavera; attraverso
quegli occhi si manifestano in una verginità intatta la serenità di un'anima che non si
è sporcata con la polvere.
E se sia bello il riflesso dell'innocenza naturale ed incosciente, se sia bella ancora la
purezza spirituale sul viso di un bambino, soggioga più nel viso di una giovane che
dovette conservare la virtù a costo di duri scontri sostenuti con virile fermezza.
Conosciuta è la grave sentenza di Goethe: "Pensieri grandi e cuore puro, questo è ciò
che dovremmo chiedere a Dio." La vita pura crea l'armonia tra la parte inferiore e la
parte superiore dell'uomo. L'anima pura è il nostro tesoro più nobile, il fondamento
della vita eroica, una scintilla celestiale, la più bella manifestazione della somiglianza
divina. Non c'è cosa più sana al mondo che il cuore giovane, libero dal peccato.
V - SVEGLIATI!

È possibile, carissima amica, che tu abbia deviato e ritornando ti spaventi da lontano


lo spettro degli anni sprecati dalla tua anima. Non importa. Se riesci a ritrovare il
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Signore rimani sempre vicino a Lui. Se ti sei risvegliato dal tuo sonno, continua da
sveglia d'ora in poi.
Fa attenzione all'ineffabile allegria che irradiano questi paragrafi della
corrispondenza di Ève Lavallière, attrice celebre che trovò di nuovo la strada che
porta a nostro Signore dopo vari anni d’inciampo:
"Ho avuto fede sin da bambina. Più tardi, nella mia vita di artista, le mie credenze sono state
rotte dagli impeti del dubbio che mi circondavano. In questi momenti ho dubitato più che
mai...".
"E non contenta con l'avere fatto tutto questo per me, nonostante tutto Dio fa che io lo ami!"
"La vita è miserabile specialmente quando la fede e il vero amore vero non la abbelliscono."
La sua amica, la Baronessa di Galembert, con la quale divenne amica dopo la
conversione, scrive:
“Ci sono giorni in cui riceve fino a venti lettere supplicandola di ritornare a teatro."
"A volte ha grandi tentazioni. Lei che era sempre la prima tra tutte e la più ammirata,
quando arriva ora nella sala da pranzo dell’hotel vestita con vestiti vecchi, senza un pizzico di
trucco, si sente brutta e rugosa, e soffre per causa di ciò"...
È stata perseguita, sobillata, perfino calunniata."
Proprio la Eve confessa:
"Io ho sofferto molto. Non si riconoscerebbe attualmente. Sofferenze morali, fisiche, miserie,
tutto... Nuovi dolori misi prospettano ora, e probabilmente proseguirò ugualmente fino al fine
dei miei giorni. Ma benedico e rendo grazie a Dio per essersi degnato di guardare tanto
spaventosamente questo essere miserabile."
Mi è stata data della malata, della nevrastenica, della matta; ho istanti di lotta, di
svogliatezza, ma faccio il contrario di quello che desidero e sorrido a Gesù."
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"Il nome di Gesù è per me un talismano: quando lo pronuncio, sento come se bruciassi ed
ardo veramente… Nelle mie lotte, nelle mie prove, nelle mie tenebre, mi ha tenuto
costantemente la mano. Mi sento appoggiata sul suo Cuore, come la pecorella persa che Egli
ha cercato tra i rovi e le spine ed al che, dopo averla recuperata, l’ha depositata
amorevolmente sulle sue spalle. Ormai posso pensare solo a Lui. Sogno il Cielo. Che bello che
bello è questo! Perché non potrei avere vent’anni per consacrare tutta la mia esistenza?
"Nonostante ciò -continua la sua amica, la Baronessa- era eccessivamente semplice,
allegra, intelligente."
Cara amica, vedi in queste righe l'anima di una donna che ha risvegliato la chiamata
per l’Amore. Se tu ti sei svegliata, alzati con semplicità e cerca di non dormire più su
ciò che riguarda la tua purezza.
Coraggio e mostrati allegra, gioviale! L'allegria vera, pura è anche un eccellente
mezzo per mantenere la castità. Dove non penetra il sole, tutto si copre di muffa,
l'aria è pesante, pullulano schifosi i millepiedi dell'impurità che accerchiano anche
con più facilità l'anima ombrosa, senza allegria.
Quanto più pura sia la tua anima, tanto più devono sgranare le tue labbra, la risata
semplice e pura dell'allegria. Chi può essere più allegro di una giovane di anima
pura, di nobile pensiero, che ama Dio? Che il peccato dà allegria e che se una
giovane vuole piaceri deve accorrere alla vita disinvolta? Dite con forza: Bugia! Cara
amica, se l'hai provato, vedrai che tutti i piaceri promessi e tutti gli incentivi falsi e
insidiosi di mille e mille peccati sono cosa insignificante paragonati con la dolce
tranquillità e l'allegria pacifica che inondano l'anima di una ragazza casta, quella di
una giovane che può guardare con la coscienza tranquilla il viso del Salvatore.

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VI - SARÀ COSÌ, DAVVERO?

L'ultimo consiglio che voglio darti, figlia mia, non può essere altro che questo:
conserva il tuo pregiato tesoro, la purezza della tua anima. E se dovessi piangere
qualche graffio sulla bianca tunica dell'anima, non ti scoraggiare; per lo meno da
oggi in poi la tua sarà un'altra vita. Non dimenticare le mie parole: non si perde per
sempre se non chi abdica da se stessa. Per quanto sei disceso, cara amica, puoi salire
ancora alle vette. C’è ancora possibilità di ritornare!
Conserva la tua anima pura come la perla più preziosa, come un magnifico gioiello.
La perla e le pietre preziose - lo smeraldo, lo zaffiro, il rubino - sono molto sensibili;
se si toccano troppo, se si espongono al sole, perdono la loro lucentezza, il loro colore
acceso. Per questo li conserviamo chiusi in un giallo speciale. Anche la tua anima
pura perde il colore se non la conservi.
Negli anni dell'adolescenza tutti dobbiamo sentire le lotte che allora promuove la
stessa natura. C'è una ragazza che supera con più facilità gli ostacoli degli anni
giovanili, un'altra che deve sostenere combattimenti più duri. Se i tuoi istinti si
ribellassero con tanta veemenza, che spaventata esclamerai: è impossibile conservare
la purezza. No, figlia, non è così. Sai già che puoi vincere, che è possibile arrivare con
la tua anima e il tuo corpo puri all'altare nuziale.
È possibile, ma… costa. Deve avere proposito senza riserva, vigilanza continua,
perseveranza senza svenimenti. Il tuo lemma deve essere quello che ha messo sul
suo scudo la Zelanda, una delle province dei Paese Bassi, sempre in lotta aperta col
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mare: "Lector et emergo": sto lottando, ma alzo sempre la testa vittoriosa tra le onde.
E ‘possibile portare una vita pura, è necessario portare una vita pura, ma non è
questo un compito facile. E' meglio che lo sappia in anticipo: non si nasce pure, bensì
diventiamo pure mediante una lotta dura, o, in altre parole: una vita pura,
incontaminata, non può ottenersi nel mondo attuale bensì attraverso una lotta eroica.
La tua ragione ti dice: sii pura; la tua religione ti dice: sii pura: ma il mondo moderno
e la frivolezza che oggi diffonde e le mille tentazioni e la natura umana, propensa al
male, ti gridano: non esserlo, non lottare per la purezza.
E oltre a tutto, devi mantenerti forte, perché per il premio che ti aspetta, ne vale la
pena sopportare i più accaniti combattimenti. " Quanto più è difficile la guerra, più
gloriosa sarà la vittoria."
La "Croce del Merito militare" se si concede soltanto agli eroi che hanno saputo
meritarla a quelli che hanno lottato senza riposo. Questa strada porta alle vette, alle
vette spirituali, e di questo ne parlò già Seneca che non è una strada facile: "Non est
ad astra mollis e terris via". Non c'è una strada piana che ci porti agli astri dalla terra.
Ma la forza morale che hai spiegato nella tua gioventù splenderà d’oro con soave
allegria gli anni dell'età matura.
La vita sessuale non è invenzione del diavolo, non è in sé cosa cattiva, bensì tutto il
contrario, dono sacro di Dio augusto e creativo, segno dell'enorme fiducia che Egli
deposita in noi. E se è dono di Dio, non può essere di per sé peccato, ma una cosa
santa.
La vigilanza negli anni giovanili e la lotta continua non si dirigono ad ammazzare la
tendenza sessuale, ma la ordinano, hanno la loro ragione di essere, s’intraprendono
per arrivare con anima e corpo puri e senza macchia all'età in cui, secondo la volontà
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di Dio, ti sia lecita la vita nel sacro matrimonio.

"Lilia inter Lilia". "Gigli tra gigli"

C'è qui l'ideale di tutte le giovani. Essere pure e bianche come i gigli delle nostre
valli.
Cara amica! Ho passato lunghi anni tra adolescenti. Ho visto molte giovani
incominciare la loro strada facendo sbocciare speranze come un magnifico bocciolo;
ho visto il rovere fermo e pieno di speranze di molte vite giovani, promettenti… Ah!
Ho visto appassire il bocciolo, cadere il giovane rovere, rosi da un nascosto verme.
E, tuttavia, alcune ragazze diedero solo i primi passi per il cammino verso il peccato:
per ignoranza, per imprudenza perché non avevano nessuno che chiamasse in
tempo l'attenzione con parole affettuose.

VII. - NUOVA GENERAZIONE

Venga ora la nuova generazione! La generazione giovane che porta scritta sulla sua
fronte la rettitudine dell'anima e nei cui occhi brilla la luce della purezza. Vengano le
giovani caste che hanno coscienza chiara della missione che confida loro Dio
chiamandole, nell’una o nell'altra forma, alla maternità.
Ti saranno avvicinate genti seducenti che vogliono farti titubare dicendoti che "ad
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ogni modo sono i tuoi sforzi e che tutto è inutile… che non c'è più al mondo una
giovane con una vita casta… che la castità è una pacchianeria e stupidaggine… che
oggigiorno nessuno conserva la sua purezza… ".
Figlia mia, credimi: ci sono giovani che, invincibili, senza cadute, continuano a
sostenere il combattimento giornaliero della purezza. Oh, gioiello il più prezioso
della santa virtù della purezza! Vinci serenamente le tentazioni dai piaceri sensuali,
vincili ed imponi il tuo soave giogo al maggiore tesoro, al corpo casto delle giovani
ed alla sua nobile anima che corre dietro sublimi ideali.
Accorrete alla bandiera che ha sulle sue pieghe il giglio della purezza … per la vostra
felicità corporale e spirituale, per il vostro futuro, per la vostra famiglia, per il fiorire
della Patria.

VIII - SANTA VOLONTÀ

Quando in Cina muore una ragazza pura, i suoi parenti hanno diritto di innalzare in
suo onore un arco trionfale con questa iscrizione: "Shoeng Dsche", cioè, "La Santa
Volontà". L'arco del trionfo significa che è la sacra volontà quella che guidò la
giovane durante la vita. Questa volontà forte, santa, è la guardiana delle giovani che
vogliono conservare la loro purezza nel mezzo delle difficoltà e pericoli.
In te, cara amica, vive questa "santa volontà". Forma - non è vero? - con fede
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infrangibile, traboccante di candore e grazia, il gruppo di ragazze che col loro giglio
in mano vanno sorridenti al compimento della missione sublime che le raccomandò
il Signore. O forse ti senti parte dell'altro gruppo, nel gruppo di quelle che girano e
desiderano correggersi, ed a costo della propria caduta hanno imparato di nuovo a
volere con ardore la felicità senza pari della vita pura. In un modo o nell'altro, hanno
questa sacra volontà. E se l'hai persa, la recupererai di nuovo. Non è così?
Tu sarai osata, cara amica. Coltiverai la purezza. Sarà Così. Lo prometti?
Guarda: la vita pura è forza, allegria, distinzione, libertà, bellezza … non vale la pena
lottare per essa?
In questo momento m’immagino che stai davanti a me, ed a mo' di addio ti guardo
compiaciuta e ti vedo come una vela che si spiega al vento, come una gran promessa
alla luce dell'aurora; ma vedo anche le enormi tempeste morali, le tribolazioni, le
tentazioni, che si slegheranno davanti a te negli anni giovanili, e germoglia un
discorso fervoroso del mio cuore: "Sei tanto bella, tanto pura, tanto delicata quanto
una rosa; se ti guardo piange la mia anima, trema una lacrima nei miei occhi."
"Alzando le mie mani al cielo, chiedo al Padre celeste che conservi puro, bianco come
la neve il giglio della tua anima."
Cara amica! Io mi fido di te. Confido molto. Davanti al Signore che ci guarda, dimmi:
Io seguirò sempre il cammino verso la purezza …
O - se fosse necessario - dillo in questa maniera:
Io voglio essere nuovamente tra le giovani pure come il giglio …
Io … voglio …, voglio … essere pura.

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X - UN ULTIMO CONSIGLIO

Per acquisire e conservare questa "Santa Volontà" non ti raccomanderò mai


abbastanza, che tutti i giorni, senza saltarne neanche uno quando ti alzi, prega la
mattina tre Ave Marie alla Santissima Vergine, seguite da questa giaculatoria,
composta da Sant' Alfonso Maria de Liguori:
Per la tua limpida Concezione, Oh Maria! Fa puro il mio corpo e guarisci l’anima mia.
Dille con devozione: Sia benedetta la tua purezza, o Maria in eterno e per sempre lo sia,
perché è Dio che si ricrea in tanta e grandissima bellezza. A te celeste Regina, Vergine e
Santa Maria, io offro in questo dì, l’anima la vita e il cuore. Guardami con compassione. Non
lasciarmi Madre Mia!
La Santissima Vergine, Colei che chiami Madre, ti proteggerà sempre. Oggi
consegnale senza riserve la protezione della tua purezza giovanile; domani, la tua
castità da moglie e la tua abnegazione da madre. E quando arriverai alla tua fine,
abbandona la tua anima nelle sue braccia amorose. Lei ti porterà in Cielo!
Sia il tuo amore tanto grande che dopo la tua morte lascerai un ricordo alla posterità
come una certa nobile dama i cui resti riposano sotto i piedi della Vergine nel Reale
Monastero di Guadalupe. Il suo epitaffio è un'attestazione di amore abbozzato sulla
pietra. Dice, più o meno:
"In nodulo meo moriar" (Gb cap. 29) "Signora Maria di Guadalupe Lencastre y
Cardenas, Duchessa di Arcos, Alvero, Maqueda e Torres novas, lei ordinò di
seppellire il suo cuore e corpo in questo posto, sotto i piedi dell'Immagine, centro del
suo amore e speranza. - 9 febbraio 1715."
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Che bell’esempio di pietà mariana! Cara giovane, imitalo.
Fa dei tuoi anni giovanili un bianco mazzo di gigli e, offrendolo nell'aureo vaso delle
tue illusioni e speranze, dì fiduciosa:
Regina mia! Li hai qui, conservali nelle tue mani. Solo tu puoi fare in modo che siano
sempre freschi. SIGNORA: se qualche giorno si dovessero indebolire i suoi fusti, fa
che le tue pure mani conservino bianchi i suoi petali.
Il mio motto, dolce Madre, voglio che sia il tuo, tanto accuratamente ripetuto nel tuo
Santuario di Guadalupe:

Languido collo nitet.

"Brillante, sempre pura, nonostante il tempo e le difficoltà della vita". Sempre pura!

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