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04/04/2018

Introduzione ai materiali da costruzione – Parte 4

Introduzione ai materiali da costruzione
Materiali ‐ Definizioni

In generale, il termine materiale identifica una sostanza


particolare avente determinati caratteri; ha quindi significato
vicino a quello di materia, ma mentre materia indica per lo
più una sostanza omogenea, materiale può indicare un
insieme di sostanze anche non omogenee, che abbiano in
comune la destinazione a un’unica funzione, oppure anche
l’origine.
Inoltre il concetto di materiale può essere comprensivo anche
di sostanze che abbiano ricevuto già una prima elaborazione;
per esempio le sostanze impiegate per costruire i manufatti,
ottenute spesso tramite l’elaborazione, più o meno spinta, di
determinate materie prime; i materiali così intesi devono
possedere un carattere di permanenza tale da garantire un
affidabile funzionamento dei manufatti.

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Introduzione ai materiali da costruzione
Materiali ‐ Definizioni

I materiali possono essere classificati in quattro categorie:


metallici, composti da uno o più elementi metallici miscelati tra loro e caratterizzati
da elevata resistenza meccanica e tenacità, deformabilità a caldo e freddo ed
elevata conduciblità termica ed elettrica.

Acciaio (lega di ferro e carbonio)

Alluminio e le sue leghe

Rame e le sue leghe

Titanio e le sue leghe

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Materiali ‐ Definizioni

polimerici, composti da lunghe catene di molecole a base di atomi di carbonio e


caratterizzati da bassa resistenza meccanica, elevata flessibilità e deformabilità,
bassa conducibilità termica ed elettrica e ridotto peso specifico;

Polietilene HDPE, LDPE Policarbonato PC

Polipropilene PP Polimetacrilato PMMA

Polistirene PS

Polivinilcloruro PVC

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Materiali ‐ Definizioni

ceramici, materiali inorganici costituiti da elementi metallici e non metallici legati


chimicamente tra loro. Sono caratterizzati da durezza e fragilità, eleevata resistenza
meccanica a compressione, bassa conducibilità termica ed elettrica, elevata
resistenza chimica;

Materiali ceramici

Vetro

Laterizio

Calcestruzzo

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Materiali ‐ Definizioni

compositi e fibrosi, costituiti da due o più materiali appartenenti alle tre classi
precedenti. In genere sono composti da un materiale di rinforzo, in fibre o
particelle, inglobato in un materiale che funge da matrice. In questa categoria può
essere fatto rientrare anche il legno.

Tessili tecnici

Materiali fibro‐rinforzati

Legno

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Introduzione ai materiali da costruzione
Vetro – Storia 

Il vetro è un materiale composto dalla


solidificazione in seguito alla cottura di una
pasta omogenea (silice, sodio e calcio) che
portata ad una temperatura di 1.500°C, si
trasforma in una massa vetrosa fusa, che è
la materia prima di tutte le successive fasi di
lavorazione.

Le prime testimonianze dell’utilizzo di


impasti vetrosi si trovano nelle culture
egizia, assira e babilonese, si tratta tuttavia
di applicazioni assai limitate a causa della
difficoltà a raggiungere la temperatura
necessaria al raggiungimento della completa
fusione dei componenti.

Introduzione ai materiali da costruzione
Vetro – Storia 

Gli Assiro – Babilonesi utilizzavano principalmente i rivestimenti vetrosi a scopo


architettonico, producevano mattonelle smaltate che andavano ad ornare le superfici
di opere edili, come si può ancora oggi vedere nella Porta di Ishtar (VI sec. A. C.).

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Introduzione ai materiali da costruzione
Vetro – Storia 

Sono i Romani a sviluppare in


modo significativo la tecnica di
produzione del vetro,
all’interno degli scavi
archeologici di Pompei sono
stati rinvenuti frammenti di
lastre di vetro piano di piccole
dimensioni ottenute per colata,
risalenti al I sec. a.C. che
servivano per sostituire le
stuoie che chiudevano le
aperture degli edifici, a tutti gli
effetti gli antenati delle nostre
finestre.

Introduzione ai materiali da costruzione
Vetro – Storia 

Nel corso del Medioevo trovò


applicazioni molto diverse nei
diversi contesti geografici,
anche se quello maggiormente
diffuso fu l’impiego nell’ambito
della realizzazione di vetrate
artistiche colorate per gli edifici
ecclesiastici e monastici (iniziò
nel X sec., raggiunse la piena
maturità del Duecento, per
proseguire nei secoli successivi
fino ai giorni nostri).

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Vetro – Storia 

Una tappa significativa verso la dimensione industriale dell’impiego del vetro si ha nel Seicento,
quando la politica di sviluppo economico attuata da Jean‐Batipste Colbert, in Francia sostenne
finanziariamente l’apertura di attività di produzione vetraria, che oggi potremmo definire
protoindustriali. Nel 1665 viene fondata la Manifacture royale de glaces de miroir che avvia la prima
produzione di vetro piano in lastre di grandi dimensioni mediante colatura.

Introduzione ai materiali da costruzione
Vetro – Storia 

Con il passare degli anni le tecniche di produzione e lavorazione si affinarono fino a


trovare piena maturità nell’età industriale. Nel corso dell’Ottocento il vetro divenne
un materiale interessante per le sperimentazioni architettoniche, soprattutto con i
‘’nuovi materiali leggeri’’, i metalli. La fortuna del vetro nel corso dell’età industriale
derivò anche dalla necessità di realizzare nuove tipologie di edifici caratterizzate da
ampi spazi liberi e molto illuminati (gallerie commerciali coperte, stazioni
ferroviarie, serre e gli edifici dedicati alle esposizioni internazionali).

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Vetro – Storia 

Molti progetti realizzati dagli esponenti del Movimento Moderno tra il 1910 e il 1930,
dimostrano come la ricerca della trasparenza e della leggerezza e di conseguenza l’impiego
estensivo del vetro avesse assunto in quegli anni un ruolo centrale nel processo di
rinnovamento delle forme dei linguaggi dell’architettura, che continuò lungo tutto il
secolo. Nel 1952 Alistair Pilkington inventò il processo produttivo denominato ‘’float’’, che
consentì di produrre lastre di vetro in tempi sempre più brevi con caratteristiche
meccaniche ed ottiche sempre più performanti, consentendo la realizzazione di lastre
sempre più sottili (meno pesanti e con telai di ridotte dimensioni) e di maggiori
dimensioni.

Introduzione ai materiali da costruzione
Vetro – Storia 

A partire dalla crisi petrolifera degli anni Settanta la produzione vetraria fu


interessata da un processo di radicale innovazione, finalizzate a migliorare le
scarse prestazioni termiche del vetro semplice in lastra. Vengono così messi a
punto sistemi con intercapedine posta tra due o più lastre (vetrocamera), vetri
selettivi (trasmettere perfettamente la radiazione luminosa e di respingere invece
la radiazione infrarossa), vetri bassoemissivi (come i selettivi consentono il
transito della radiazione luminosa, ma evitano il passaggio di quella infrarossa
inibendo la dispersione del calore verso l'esterno), vetri termocromici (hanno
proprietà ottiche che variano in funzione della loro temperatura, maggiore è la
temperatura, più il vetro si opacizza), vetri fotocromici (variano le
proprie caratteristiche ottiche in funzione della loro esposizione ai raggi
ultravioletti solari: maggiore è tale radiazione e più diventano scuri, al buio
tornano chiari e trasparenti), che consentono una sempre maggiore applicazione
del vetro in architettura. Questa tendenza raggiunge il suo apice sul finire del
Ventesimo secolo quando il paradigma della trasparenza trovò la sua massima
espressione nelle architetture nelle quali un involucro vetrato è sostenuto da una
sempre più esile struttura di acciaio.

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Vetro – Prodotti

Si dividono in vetri in lastre, vetri speciali, vetri stampati e fibre di vetro.


I vetri in lastre si classificano a seconda della composizione della pasta e della presenza o
meno di additivi in:
Vetri chiari comuni. Prodotti mediante la tecnica del vetro ‘’float’’, presentano dimensioni
standard di 6 x 3,21 m e spessore variabile tra gli 0,3 e i 1,5 cm.
Vetri colorati nella massa. Ottenuti mediante l’aggiunta di particolari sostanze nella pasta
vetrosa. Ormai scarsamente utilizzati, sono caratterizzati da un alto tasso di rottura.
Vetri colorati laminati. Ottenuti mediante colatura e successiva laminazione. I cilindri
utilizzati per la laminazione presentano superfici non lisce, che conferiscono al prodotto
particolari caratteristiche estetiche e lo rendono atto a soddisfare compiti estetici.
Vetri Saint‐Just. Ottenuti mediante soffiatura e pressatura che lo rendono adatto ad usi
ornamentali (vetrate a piombo).
Vetri retinati. Caratterizzati da una rete metallica a maglia quadrata inglobata che ha il
compito di trattenere i frammenti di vetro in caso di rottura.
Vetri U‐Glass. Presentano un profilo a U ottenuto mediante l’utilizzo di particolari cilindri
per la laminazione, ed hanno una lunghezza variabile tra i 2 e i 7 m. Grazie allo spessore
ed alla forma possono essere messi in opera senza elementi di irrigidimento intermedi
anche nella realizzazione di vetrate di grandi dimensioni.

Introduzione ai materiali da costruzione
Vetro – Prodotti

I vetri speciali sono quei prodotti che presentano modifiche del processo produttivo al fine di modificarne alcune
caratteristiche. I più importanti sono:
Vetri con coating. Ottenuti mediante il deposito di ossidi metallici sulla superficie, sono utilizzati in edilizia per controllare e
migliorare le prestazioni ottiche ed energetiche delle vetrate. In particolare i vetri con coating bassoemissivo presentano
superfici che riflettono e trasmettono la radiazione solare su specifiche lunghezze d’onda, con emissività estremamente ridotta
(fino all’1%, rispetto al 90% del vetro non rivestito). Riducono la dispersione termica dall’interno verso l’esterno innalzando il
comfort termico.
Vetri temprati. Subiscono un processo termico o chimico che ne aumenta la resistenza meccanica ed in caso di rottura il vetro
si dividerà in elementi molto piccoli e poco pericolosi. La tempra termica consiste in un riscaldamento e brusco
raffreddamento della lastra. La tempra chimica che consiste nell’immersione delle lastre in soluzioni di sali di potassio,
utilizzata nel caso di vetri sottili e generalmente non utilizzati in edilizia. Una volta temprato un vetro non lo si può sottoporre
ad altre lavorazioni.
Vetri stratificati. Prodotti con l’obbiettivo di aumentare la resistenza meccanica e ridurre la pericolosità in caso di rottura. Si
accoppiano due o più lastre di vetro unite con l’interposizione di un foglio di materiale plastico (polivinilbutirrale) mediante un
processo a caldo e sotto pressione.
Vetri fotovoltaici. Sono costituiti da due lastre accoppiate unite da un doppio strato di polivinilbutirrale all’interno del quale
vengono incorporate le celle fotovoltaiche mono o policristalline.

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Vetro – Prodotti

I vetri stampati sono ottenuti attraverso lo stampaggio e si classificano in diffusori


(concorrono alla formazioni di pareti e solai in vetrocemento e possono essere cavi, a
piastra o a camera) e tegole in vetro (presentano la medesima forma di quelle in laterizio
e vengono utilizzate per realizzare parti di coperture trasparenti).

I pannelli vetrocamera sono costituiti dall’accoppiamento al perimetro di lastre di vetro,


tenute alla corretta distanza per mezzo di appositi distanziatori, attraverso giunti e
sigillature. L’intercapedine può essere riempita con aria disidratata o gas nobili.

La fibra di vetro è prodotta per mezzo del passaggio del vetro fuso, ad alta velocità, in
filiere. Sono caratterizzate da un’elevata resistenza a trazione e da una fragilità ridotta
rispetto a quella della latra di vetro. Viene utilizzata per la realizzazione di pannelli dalle
elevate proprietà di isolamento termico ed acustico. Viene inoltre utilizzata come rinforzo
all’interno di materiali compositi che utilizzano resine sintetiche come matrice.

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Vetro – Processo produttivo

Il processo produttivo è composto da una fase di preparazione della massa vetrosa e


da una di lavorazione.
Preparazione della massa vetrosa. La prima fase della produzione del vetro è costituita
dalla miscelazione dei componenti, dal riscaldamento, dalla fusione, dall’affinazione e
dal raffreddamento della massa vetrosa.
La miscela è composta dalla purificazione, essicazione e tritatura delle sostanze
vetrificanti (sabbia silicea che riscaldata a 1700°C vetrifica, costituisce circa il 70% della
massa vetrosa), fondenti (soda, utilizzata per diminuire il livello di temperatura
necessario per fondere il vetrificante, costituisce circa il 10% della massa vetrosa),
stabilizzanti (calce, ha il compito di aumentare la resistenza agli agenti atmosferici del
prodotto finito, costituisce circa il 10% della massa vetrosa), affinanti ed
omogeneizzanti (ferro, potassio e solfati, utilizzati per affinare e rendere la pasta
vetrosa omogenea) e di additivi coloranti (composti metallici che conferiscono al vetro
particolari colorazioni).
La miscela viene portata lentamente ad una temperatura di 1500°C fino ad arrivare alla
fusione, ottenendo una massa fluida ed omogenea. Ha inizio il processo di affinazione
(elemina le impurità) ed infine la fase di raffreddamento ( abbasso lento della
temperatura per consentirne la lavorazione).

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Vetro – Processo produttivo

Lavorazione della massa vetrosa. Le lavorazioni alle quali viene sottoposta la massa
vetrosa variano a seconda le tipo di prodotto che si intende ottenere, le principali
sono:

Modellazione. Consiste nella lavorazione comprendente tagli, incisioni, curvature e


stirature della massa vetrosa mantenuta a circa 700°C, da parte di un artigiano
specializzato.

Soffiatura. Consiste nell’insufflaggio di aria all’interno della massa vetrosa, da parte di


un artigiano specializzato e permette di realizzare prodotti in vetro cavo (vasi, bottiglie,
lampadari, etc..).

Stampaggio. Prevede il posizionamento della massa vetrosa in stampi.

Filatura. Consiste nell’indurre il passaggio della massa vetrosa in filiere di dimensioni


molto ridotte per ottenerne fibre.

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Vetro – Processo produttivo

Formatura di lastre. L’antica tecnica della soffiatura seguita dall’appiattimento della


massa vetrosa è stata via via sostituita dalla tiratura, dalla laminazione e dalla più
recente tecnica del vetro ‘’float’’.
Lastre tirate. Si ottengono tirando verticalmente la massa vetrosa fusa e facendola
scorrere tra piccoli rulli. Oggi scarsamente impiegate a causa della frequente presenza
di imperfezioni e dalla ridotta qualità ottica.
Lastre laminate. Si ottengono facendo passare la massa vetrosa attraverso un
laminatoio a rulli. I vetri laminati possono essere lisci o presentare disegni simili a
quelli stampati.
Lastre ‘’float’’. Sono prodotte in orizzontale e presentano ottime qualità ottiche senza
bisogno di lucidatura superficiale. Sono il risultato di un processo continuo che ha
inizio con la miscelazione delle materie prime e rottami di vetro (20‐25%). Il miscuglio
grazie a dei nastri trasportatori raggiunge il forno dove avviene il riscaldamento fini a
fusione, successivamente l’impasto viene spinto nella camera di galleggiamento dove
si dispone sopra un letto di stagno fuso. Il vetro, avendo minore densità, galleggia
garantendo la perfetta planarità della superficie. Lascia il bagno di stagno ed entra in
una camera di ricottura e successivamente tagliato.

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Introduzione ai materiali da costruzione
Vetro – Processo produttivo

Introduzione ai materiali da costruzione
Vetro – Processo produttivo

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Vetro – Processo produttivo

Introduzione ai materiali da costruzione
Vetro – Processo produttivo

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07/04/2017

Introduzione ai materiali da costruzione


Materiali isolanti

I materiali isolanti sono


utilizzati in edilizia per
ottenere adeguate condizioni
di confort termico ed acustico
e di contenere i consumi
energetici degli edifici. Oggi
rivesto un ruolo molto
importante all’interno della
progettazione di un edificio.
Sono caratterizzati da una
bassa conducibilità termica,
mentre la loro prestazione in
materia di isolamento acustico
dipende dalla struttura di ogni
singolo materiale (i materiali
fibrosi e a celle aperte
risultano particolarmente
efficaci come fonoisolanti).

Introduzione ai materiali da costruzione


Materiali isolanti – Classificazioni

I materiali isolanti sono presenti sul mercato


sotto forma di materiali sciolti (si possono
presentare sia in granuli che in fibre), feltri
(presenti sul mercato come materassini
arrotolati, costituiti da stratificazioni di fibre
minerali con aggiunta o meno di leganti),
pannelli (elementi rigidi che possono presentare
uno stato superficiale di rivestimento e un bordo
sagomato per facilitarne l’accoppiamento), rotoli
(costituita dall’accoppiamento di listelli isolanti
disposti su di una membrana solitamente
bituminosa), coppole e cordoni (presentano
forme particolari adatte all’isolamento delle
tubazioni).
In relazione all’origine della materia prima i
materiali isolanti posso essere classificati in
isolanti di origine vegetale, di origine minerale e
di origine sintetica.

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07/04/2017

Introduzione ai materiali da costruzione


Materiali isolanti – Isolanti di origine vegetale

Fibra di legno. Pannelli rigidi e semirigidi, di diverso spessore e densità. Costituiti da sottili
strisce di legno, impregnate di sostanze antiputrescenti, antiparassitarie ed ignifughe e
agglomerate con un materiale legante. Offrono buone prestazioni di isolamento termico ed
acustico e contribuiscono alla regolazione del livello di umidità.
Fibra di legno mineralizzata. Pannelli rigidi. Ottenuti mediante la mineralizzazione di fibre
di legno lunghe con magnesite caustica calcinata o con cemento Portland. La
mineralizzazione annulla i processi di deterioramento biologico e rende le fibre
perfettamente inerti e ne aumenta la resistenza al fuoco.
Fibra di cellulosa. Pannelli rigidi e semirigidi e in forma sfusa. Ricavati dalla macinazione e
dalla sfibratura della carta in fiocchi, trattati con Sali di boro per aumentarne la resistenza
alle muffe ed al fuoco. Offrono elevate prestazioni di isolamento termico e di
impermeabilità al vapore (la prolungata presenza di umidità ne determina il degrado).
Sughero e sughero espanso. Pannelli semirigidi e in forma sfusa. La corteccia delle querce
del sughero e il materiale di riciclo vengono macinati in granuli che possono essere
utilizzati direttamente oppure diventare pannelli mediante l’impiego di colle sintetiche o
naturali. Per migliorarne le prestazioni di isolamento il sughero può essere sottoposto ad
espansione (posto in autoclave a 350°C determinandone l’aumento di volume e la
liberazione di suberina, resina naturale, che agisce come legante).

Introduzione ai materiali da costruzione


Materiali isolanti – Isolanti di origine minerale

Lana di vetro. Pannelli rigidi, feltri, rotoli e sfusa. Le fibre derivanti dal vetro vengono
impregnate con resine sintetiche o oli minerali e sottoposte a trattamento termico (250°C)
con il quale avviene la polimerizzazione. Ottime prestazioni di isolamento termico.
Lana di roccia. Pannelli rigidi, feltri, rotoli e sfusa. Prodotta con fusione (1600°C) di roccia
vulcanica ed additivi, le fibre derivanti vengono unite mediante leganti di origine organica
e successivamente essiccate. Ottime prestazioni di isolamento termico.
Vetro cellulare espanso. Pannelli rigidi e sfuso. Composto da una miscela di sabbia
quarzosa, dolomia carbonato di calcio e vetro riciclato, portata a fusione e vetrificata,
ridotta in polvere vi si aggiunge carbonio e viene messo in stampi che una volta scaldati
permettono la formazione di bolle di gas che fanno espandere la miscela.
Perlite espansa. Pannelli rigidi e sfusa. La perlite (roccia vulcanica) viene macinata e
portata ad alta temperatura per determinarne l’espansione e successivamente miscelata
con fibre di cellulosa ed amido ed inserita in stampi per produrre le lastre.
Vermiculite espansa. Sfusa. La vermiculite (silicato di alluminio, ferro e magnesio) viene
frantumata e portata ad alta temperatura, determinando l’evaporazione dell’acqua e
l’espansione dei granuli
Argilla espansa. Sfusa. L’argilla a ridotto contenuto di calcare viene macinata e cotta
determinandone l’espansione dei granuli.

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07/04/2017

Introduzione ai materiali da costruzione


Materiali isolanti – Isolanti di origine sintetica

Polistirene espanso sinterizzato EPS. Pannelli rigidi e sfuso. Prodotto dalla


polimerizzazione di una miscela di stirene (petrolio) con un agente schiumogeno che
consente di ottenere granuli di 3 mm, che vengono sottoposti ad un trattamento a vapore
che ne aumenta il volume fino a cinquanta volte. Buon potere termoisolante che varia in
base alla densità, non assorbe acqua ed ha bassa permeabilità al vapore.
Polistirene espanso estruso XPS. Pannelli rigidi. Prodotto dalla polimerizzazione di una
miscela di stirene (petrolio) con un agente schiumogeno, ritardanti di fiamma e
stabilizzanti, che consentono di ottenere granuli, che vengono miscelati con agenti
espandenti, ignifuganti e stabilizzatori e portato a fusione. La massa viene spinta a
pressione nella trafila e la differenza di pressione all’uscita ne determina l’espansione. In
questo modo si ottengono blocchi definiti nel disegno e nelle dimensioni dalla trafila e
caratterizzati dalla presenza di una pellicola sulle facce esterne. Buon potere termoisolante
che varia in base alla densità, non assorbe acqua ed ha bassa permeabilità al vapore.
Poliuretano espanso rigido EPS. Pannelli rigidi, lastre e spruzzo. Polimero termoindurente
a celle chiuse, prodotto attraverso la reazione chimica di polioli, polisocianati e agenti
espandenti. Prodotto mediante la reazione di due componenti. Caratterizzato da molto
bassa conducibilità, elevata resistenza alla compressione ed al vapore.

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