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La relatività nasce dal fatto che la teoria di Maxwell prevede lo stesso valore di c per tutti i sistemi di

riferimento inerziali. la relatività ristretta è una teoria valida esclusivamente per i sistemi inerziali, cioè quei
sistemi di riferimento che sono fermi o si muovono di moto rettilineo uniforme l’uno rispetto all’altro.
Questo faceva pensare che tali sistemi di riferimento fossero in qualche modo “privilegiati” rispetto a quelli
accelerati, e ad Einstein l’idea non piaceva. Così si chiede se non fosse possibile ampliare il primo degli
assiomi della relatività ristretta, secondo cui le leggi fisiche hanno la stessa forma in tutti i sistemi di
riferimento inerziali. Partendo da questi problemi, sviluppò la relatività generale, che supera e completa la
relatività ristretta. Inoltre, provando a mettere insieme la legge di gravità con la relatività ristretta si
arrivava a risultati incompatibili. Si rese quindi necessario formulare una teoria fisica completamente nuova
che risolvesse questi aspetti, e che includesse una descrizione della gravità diversa da quella data da
Newton. Infatti la Teoria della gravitazione universale di Newton poneva alcuni interrogativi di base infatti
non si spiegava il motivo di queste forze e nemmeno come queste forze agissero.Ci si interrogava su come
potesse agire la forza di gravità tra due oggetti perché non si capiva come questa forza doveva venire
trasmessa e se veniva trasmessa se la velocità era finita o infinita. Ci sono casi in cui chiunque riuscirebbe a
definire il mezzo con cui si propaga la forza, altri come il suono, che presentano un mezzo di propagazione
invisibile. Come sappiamo il suono ha una velocità e si propaga attraverso l’aria, quindi anche se il mezzo è
invisibile non significa che non esiste. Nonostante ciò alcuni sostenevano che sia la forza di gravità che
quella magnetica, agivano indipendentemente dalla materia che si trovava tra i vari oggetti e che quindi
non poteva esserci un mezzo di propagazione. Essi provarono anche che non c’era mai contatto ottico tra
due oggetti e quindi tutte le azioni di forza che si conoscevano prima in realtà dovevano essere delle azioni
a distanza. In questo modo però non considerarono che il contato ottico non era un contatto reale ma
indicava solo che la distanza tra le superfici è molto più piccola della lunghezza d’onda e della luce. Ma
sapendo che la velocità della luce è una velocità limite, niente può superare la velocità dei fotoni. È
evidente quindi il disaccordo tra relatività ristretta e la gravitazione universale di Newton che prevedeva
che la luce aveva una velocità di propagazione infinta. Con questi ragionamenti Einstein ebbe l’idea che la
gravità potesse essere interpretata non come forza, ma come un qualcosa che modifica la geometria dello
spazio-tempo, e più precisamente la caratteristica di un sistema di riferimento di essere inerziale o meno; e
collegò naturalmente la presenza di materia (massa) alla gravità. Se prendiamo una calamita vediamo che
attira a se un pezzo di ferro modificando lo spazio attorno e creando quindi un campo magnetico, che
cambia le proprietà dello spazio dove si trova anche il pezzo di ferro e lo attira a se.Avviene lo stesso
fenomeno anche per la gravità. Prendiamo l'esempio di una mela che cade sulla terra: la terra con la sua
massa crea un campo gravitazionale intorno a sé e questo agisce sulla mela facendola cadere con un moto
accelerato l'esperienza mostra che la massa inerziale di un corpo e la sua massa gravitazionale hanno un
rapporto di proporzionalità diretta. Nella storia Galileo, poi Newton virgola e ancora dopo Eötvös, hanno
provato con i loro esperimenti(piano inclinato, pendolo e bilancia di torsione) L'equivalenza tra massa
inerziale e gravitazionale. L’uguaglianza tra la massa inerziale e il gravitazionali di uno stesso corpo
giustifica il fatto che tutti i corpi che si trovano nella stessa zona sono soggetti alla stessa accelerazione di
gravità, indipendentemente dalla massa e dal materiale. Il modulo della forza gravitazionale è:
F=G(Mg•mg/r2), dove G è la costante gravitazionale, Mg la massa gravitazionale e mg quella del punto
materiale. Il secondo principio della dinamica afferma che F=mi•g, compare dunque la massa inerziale.
Dalle due forze si evince che g=G(Mg/r2)•(mg/mi). L’accelerazione di gravità poiché dipende dal rapporto
tra le due masse varia da corpo a corpo o da materiale a materiale punto sapendo che il rapporto tra le
masse vale esattamente uno, si evince che g=G(Mg/r2). Quindi in una data zona dello spazio l’accelerazione
di gravità è costante, uguale quindi per tutti i corpi.
Inoltre se si guarda un corpo in caduta libera è impossibile capire se si trova in un campo gravitazionale o in
un referenzialeaccelerato.Se ipotizziamo di essere in un ascensore con il cavo rotto, senza considerare
l’attrito, l’ascensore cadrebbe di moto accelerato e di conseguenza le persone sull'ascensore non
distinguerebbero il loro stato da una condizione di assenza di gravità.Tutti i corpi cadono con la stessa
accelerazione di modulo g; quindi tutti gli oggetti interessati si muovono con la stessa legge del moto. La
stessa cosa accade all’interno di una navicella in orbita attorno alla terra: la navicella e i corpi presenti in
essa ruotano attorno alla terra con la stessa velocità per cui all'interno della navicella si ha la sensazione di
non avere peso. Se vince dunque chi vi è un' equivalenza anche tra caduta libera e assenza di peso. La legge
della caduta libera dei corpi e localmente uguale in un referenza le inerziale virgola in un campo
gravitazionale in un referenziale uniformemente accelerato in assenza di gravità. Vi è infatti un equivalenza
anche tra accelerazione e forza peso :: se immaginiamo di stare in una astronave con una bilancia
pesapersone a contatto con il pavimento dell astronave, quando l'astronave si muove a velocità costante la
bilancia indica che il peso della persona vale 0 kg invece se l'astronave a un accelerazione costante allora il
peso della persona sarà diverso da 0. Tuttavia la teoria della relatività generale è una teoria scientifica e
come tale non potrà mai essere verificata in modo conclusivo. Infatti nessun esperimento che si possa
compiere in un ambiente chiuso permette di capire a chi sta al suo interno, se si trova in un ascensore in
caduta libera o in un’ astronave soggetto a una forza totale nulla; allo stesso modo nessun esperimento
compiuto in un locale chiuso permetterebbe allo sperimentatore die stabilire se si trova in presenza di un
campo gravitazionale o all'interno di un mezzo di trasporto che ha un’accelerazione costante.
Quindi i due principi della relatività generale sono : il principio di equivalenza e il principio di relatività
generale. Il principio di equivalenza stabilisce che in una zona limitata dello spazio tempo è sempre
possibile scegliere un sistema di riferimento in modo da simulare l'esistenza di un dato campo
gravitazionale uniforme o in modo di eliminare l'effetto di una forza di gravità costante. Il principio di
relatività generale afferma che le leggi della fisica hanno la stessa forma in tutti i sistemi di riferimento
inerziali, superando in questo modo il primo assioma della relatività ristretta. Inoltre come conseguenza del
principio di relatività generale anche la somma sulla costanza della velocità della luce venne abbandonato.
Infatti dei raggi di luce che passano vicino al corpo con una massa, come una stella dovrebbero essere
deviati di un certo angolo. Infatti durante un eclissi del 1919 è stato possibile calcolare l'angolo con cui i
raggi sono stati deviati. i dati ricavati dall’esperienza si accordavano con quelli della teoria della relatività
generale.Il principio di equivalenza e quello della relatività generale furono II punti di partenza della teoria
della gravitazione di Einstein, ma altre due idee sono fondamentali:
-La presenza di masse in curva lo spazio tempo
-I Corpi soggetti alla forza di gravità devono essere considerati come particelle libere e chi è si muovono
seguendo le geodetiche dello spazio tempo.
Un campo gravitazionale e deforma lo spazio tempo in curvandolo e di conseguenza la geometria euclidea
non c'è accordo più con la realtà dei fatti . Nello spazio tempo quadrimensionale della relatività generale
esiste il concetto di minimizzare una pseudo distanza. Una curva chi minimizza questa pseudo distanza
viene chiamata geodetica. Queste curve nella relatività generale sono importanti perché le particelle che
risentono soltanto della forza.de gravità seguono queste linee nello spazio tempo. Se consideriamo:
materiali che si muovono lungo due linee geodetiche su una sfera ad un certo istante la loro distanza è d1,
Ma nell istante successivo la distanza sarà minore il modo delle masse porta a una diminuzione continua
della distanza. Se noi fossimo l'osservatore esterno diremo che i due punti che si avvicinano sono soggetti
ad una forza attrattiva dovuta alla gravità. Per la relatività generale tale forza non esiste El avvicinamento
reciproco dei punti materiali e soltanto un effetto della geometria dello spazio in cui essi si muovono.
Quindi secondo Einstein la presenza di masse in curva la geometria dello spaziotempo. Ogni massa risente
soltanto della geometria della zona di spazio tempo in cui si trova. Ciò quindi conferma che la gravità ha un
ruolo del tutto peculiare infatti le sue caratteristiche non sono dovute a forze che agiscono nello
spaziotempo, ma alla stessa struttura geometrica dello spazio tempo.
La propagazione della variazione della geometria dello spazio tempo prende il nome di onda gravitazionale.
L'intensità di queste onde è sempre bassissima tranne quando si considerano situazioni asimmetriche che
mettono in gioco enormi energie. Quindi le onde gravitazionali interagiscono molto debolmente con la
materi perciò la Rilevazione di tali onde pone problemi fisici e tecnologici eccezionali. Infatti per rilevare un
onda gravitazionale occorre eliminare tutti i disturbi esterni sia quelli dovuti alla stessa agitazione termica
del materiale di cui l'antenna è fatta sia quelli provenienti dall esterno e per fare ciò l'antenna risonanti
deve essere mantenuto a temperature molto basse.
Un altro aspetto interessante della distorsione dello spazio sono le lenti gravitazionali, una conferma della
deflessione della luce da parte di corpi massicci. Come già detto in precedenza, una stella può incurvare i
raggi luminosi. Einstein nel 1936 pubblicò un lavoro in cui affermava che la luce di una stella perfettamente
allineata dietro un'altra stella subirebbe una deflessione apparendo come un anello intorno all'immagine
della stella in primo piano. Dalla teoria copernicana sappiamo chi è la terra orbita attorno al sole, ma
questa concezione dell’orbita circolare è dovuto alla visione di Newton della forza di gravità.
Nella visione della relatività di Einstein la massa e l'energia in curvano lo spazio tempo e perciò la terra
segue la cosa più vicina che esiste una traiettoria rettilinea in uno spazio tempo curvo quindi una
geodetica.Questo fenomeno è dovuto al fatto che noi vediamo unicamente la proiezione di un modo
quadridimensionale in uno tridimensionali e perciò appare muoversi in un'orbita circolare. Possiamo
immaginare lo spazio tempo come un foglio di gomma in cui trascorriamo il tempo e la terza dimensione
spaziale. Come sappiamo in assenza di materia e energia lo spazio tempo è perfettamente piatto quindi
anche il foglio di gomma sarà piatto appunto in questa rappresentazione un oggetto pesante si mette su
questa sottile membrana di gomma e si vede chiaramente che lo spazio non è uno scenario fisso ma è
soggetto alla distribuzione della materia e dell’energia nell’universo. L'incurvamento dello spazio tempo
porta un cambiamento sugli oggetti che si trovano nelle vicinanze. Se facciamo passare vicino all’ oggetto
pesante uno più piccolo questo inizierà a curvare la propria traiettoria, inoltre se la velocità con cui viaggia
l'oggetto piccolo è opportuna questo entrerà in un orbita circolare intorno all'oggetto pensante al centro.
Lo stesso fenomeno che accade col sole che modifica lo spazio tempo attorno a sé creando in questo modo
le orbite dei pianeti che sono delle curve geodetiche.

Nel 1968 il fisico Wheeler definì il buco nero: un oggetto La cui forza di gravità è talmente intensa che nulla
può sfuggirgli, nemmeno la luce. Un buco nero e quindi un corpo il cui campo gravitazionale è talmente
intenso da tirare inesorabilmente i raggi di luce e diretti verso l'esterno , ed è anche un potenziale stadio
finale della vita di una stella punto si evince quindi che i buchi neri sono invisibili ma la loro presenza può
essere dimostrata attraverso gli effetti gravitazionali che esercitano su corpi vicini, poiché i buchi neri non
emettono radiazioni è impossibile avvistarli con i conseguiti i sistemi di osservazione e non è facile
immaginare cosa potrebbe accadere a ciò che si addensa continuamente in un punto dello spazio. Già nel
1796 il matematico Laplace Osservo chi un corpo con la stessa densità della terra e un diametro pari a 250
volte quello del sole avrebbe esercitato una forza di attrazione gravitazionale che avrebbe avuto una
velocità superiore a quella della luce.
La teoria della relatività generale prevede che la luce proveniente da una stella è rilevata sulla terra con
minore frequenza di quella con cui era stata emessa questo fenomeno prende il nome di redshift. Tale
fenomeno si può comprendere pensando che la luce della stella è arrivata sulla terra salendo verso l'alto
nel campo gravitazionale della stella e quindi ha perso energia, questa diminuzione di energia si riflette in
una diminuzione dell' energia dei fotoni. Il processo inverso e il blueshift, ovvero la luce che scende verso il
basso in un campo gravitazionale subendo quindi uno spostamento verso il blu.